Gay: l’obiezione di coscienza potrebbe diventare legge per i commercianti

Coppia-omosessuali-tuttacronacaJan Brewer, governatrice dell’Arizona repubblicana ma non dichiaratamente contraria ai diritti civili per gli omosessuali, potrebbe mettere la firma a una proposta di legge che vuole estendere ai commercianti un’obiezione di coscienza per quel che riguarda l’omosessualità. questo significa, come spiega l’Huffington Post, che presto un sarto dell’Arizona potrebbe rifiutarsi di confezionare l’abito da sposa a una coppia lesbica, oppure un fotografo decidere di non scattare il tradizionale album di nozze per una cerimonia gay:

Quello che negli Stati Uniti viene ormai indicato come ‘anti-gay bill‘ è stato votato lo scorso 22 febbraio dai parlamentari dell’Arizona con una stretta maggioranza. Secondo i fautori della legge, occorre dare uno strumento di difesa a quei commercianti che per motivazioni personali e religiose non sono d’accordo con i matrimoni gay e che in questi mesi vengono trascinati in tribunale per aver deciso di chiudere le porte del negozio agli omosessuali. Sono fioristi, pasticceri, organizzatori di cerimonie, agenti di viaggio e insomma tutte quelle figure professionali direttamente coinvolte nelle celebrazioni private e affettive.

La Brewer, ex commerciante, ha confessato alla Cnn di avere dei dubbi circa la legge: ‘Penso che chiunque abbia un’attività commerciale possa scegliere con chi lavorare. Ma non sono sicura che questo debba diventare obbligatorio per legge’. E’ proprio dal mondo dell’industria e dell’impresa, che nei cinque anni di incarico la governatrice ha dimostrato di tenere in grande considerazione, che arriva la richiesta di non firmare la legge sulla libertà religiosa che potrebbe danneggiare il commercio dell’Arizona. La Camera di Commercio ha scritto infatti: ‘Dopo aver esaminato la legge, siamo molto preoccupati per l’effetto che potrà avere sull’economia dell’Arizona. Non possiamo essere d’accordo con misure che potrebbero esporre le nostre imprese a contenziosi giuridici, e nemmeno vogliamo mandare il messaggio che il nostro Stato non è aperto né attraente per i turisti’. E il prossimo anno a ospitare il Super Bowl sarà proprio l’Arizona, dove una norma inserita nella Costituzione nel 2008 vieta di legalizzare il matrimonio omosessuale. L’Associated Press riporta che legislazioni simili a quella proposta in Arizona sono già in vigore in Ohio, Mississippi, Idaho, South Dakota, Tennessee and Oklahoma, mentre in Kansas è arrivata a un binario morto la legge che avrebbe permesso ai ristoranti e agli hotel di accompagnare alla porta gay, lesbiche e trans se questo fosse ritenuto coerente con le convinzioni religiose anche solo di un dipendente. Il caso che ha scatenato la furia legislativa è quello di Elaine Huguenin, fotografa del New Mexico denunciata da una coppia gay perché si era rifiutata di prestare servizio durante la loro cerimonia.

“Siete omosessuali, avete cercato di diventare etero?” Il tweet di Vespa

bruno-vespa-tuttacronacaBruno Vespa fa infuriare gli utenti di Twitter con un cinguettio che di certo non passa inosservato: “Siete omosessuali, avete cercato di diventare etero e non ci siete riusciti? Stasera #portaaporta è fatta per voi”. C’è stato chi ha invocato l’arrivo di un’ambulanza per il giornalista e chi ha preferito insultare, mentre qualcuno porta alla memoria il Povia di “Luca era gay e ora sta con lei”. Il tweet, del resto, è di quelli che sembrano fatti apposta per scatenare le polemiche e fa anche sorgere il sospetto che qualcuno possa aver hackerato il profilo di Vespa. Ma poi ne sono arrivati altri: “Siete romantiche e protagoniste di una storia con una persona che non sente e non parla? Stasera #portaaporta vi commuoverà”. Ma vedendo che sempre più utenti s’indignavano, Vespa ha messo le mani avanti: “Temo di essere stato frainteso. A #portaaporta la storia della ragazza omosessuale che cerca di cambiare e poi torna se stessa è bellissima”. La morale? La puntata odierna trattava le unioni civili e i diritti degli omosessuali:

 

“Stasera a #portaaporta confronto tra @annapaolaconcia e @CarloGiovanardl sulle unioni civili e matrimonio tra omosessuali”.

A Roma è scontro tra Vicariato e Comune sulle Unioni civili

registro-delle-unioni-civili-tuttacronacaUna delibera comunale recentemente approvata dalle commissioni capitoline per il riconoscimento e l’istituzione di un registro ad hoc per le Unioni civili non piace in Vaticano e il Vicariato di Roma attacca l’iniziativa. In un editoriale del settimanale Roma Sette, infatti, si legge che si tratta di una “forzatura giuridica, frutto di miopia politica”. Il direttore Angelo Zema, nell’editoriale scrive: “La proposta intende tutelare e sostenere le unioni civili equiparandole alla famiglia fondata sul matrimonio per gli ambiti di competenza comunale. Il pretesto, diremmo noi, è evitare ogni forma di discriminazione”. Ma “la vera discriminazione – aggiunge l’organo del Vicariato – consisterebbe nel trattare in modo uguale situazioni differenti, come sono le unioni civili e il matrimonio: nel secondo, infatti, due soggetti assumono precisi diritti e doveri di fronte alla legge, con rilevanza negoziale pubblica. Non si può barare con le parole”.  Ovviamente non sono mancate le reazioni, con Francesco D’Ausilio, capogruppo del Pd in Campidoglio, che ha replicato: “Il registro delle Unioni civili intende tutelare diritti oggi negati senza ledere diritti altrui. Non si tratta di contrapporre modelli di famiglia – aggiunge – ma di riconoscere realtà di tante forme di convivenze attuali. Il registro intende rimuovere le discriminazioni sul piano civile e promuovere il comune rispetto, così come avviene in tutte le capitali europee”. Il Vicariato però non cede e nella nota sottolinea che l’idea contenuta nella delibera capitolina sul registro delle Unioni civili è “priva di sostanza, se si considera non solo l’inutilità giuridica di tale strumento ma anche il flop dei registri delle unioni civili in sei Municipi romani (meno di 50 coppie iscritte in 8 anni). Insomma, la delibera è una forzatura giuridica, frutto di miopia politica. Di una politica che non sa guardare lontano, che vola basso e resta al palo dibattendosi tra le emergenze irrisolte della città”. Imma Battaglia, consigliera Comunale Sel, sostiene invece l’amministrazione capitolina: “A Roma è in atto una rivoluzione culturale. L’Italia deve andare avanti nella strada dell’equiparazione e del riconoscimento dei diritti di tutte le coppie. Con l’istituzione del Registro delle Unioni Civili l’amministrazione Marino darà una risposta ai tanti legami affettivi che si formano al di fuori del matrimonio”. E la consigliera comunale del Pd, Giulia Tempesta, aggiunge: “Il provvedimento sulle Unioni civili è un gesto di civiltà”. Nel frattempo, il vicepresidente dell’assemblea capitolina, il pdl Giordano Tredicine, annuncia “una petizione popolare per bloccare la delibera” mentre il capogruppo di Sel in Campidoglio, Gianluca Peciola, chiede alla Chiesa di “fare un passo avanti sul tema dei diritti civili” perchè “con il registro delle Unioni saranno tutelati i diritti di tutte e di tutti, compresi quelli delle coppie gay”. Ancora, Riccardo Magi, consigliere comunale della Lista civica Marino, auspica che “non avvenga quanto accadde nel 2007, quando la maggioranza dell’allora sindaco Veltroni bocciò la delibera di iniziativa popolare dei radicali sulle Unioni civili”.

Il Ncd e l’alt su unioni civili e abolizione Bossi-Fini: “ci sono altre urgenze”

roberto-formigoni-tuttacronacaIspanico, mattarellum e sindaco d’Italia. Sono i tre modelli di legge elettorale proposti da Matteo Renzi, uno dei quali potrebbe trovare l’appoggio di Angelino Alfano. Ma il leader del Nuovo Centrodestra non ha intenzione di cedere per quel che riguarda i diritti civili, a partire da unioni gay e immigrazione. Lo spiga, in un’intervista a Libero, il presidente della Commissione Agricoltura del Senato Roberto Formigoni, minacciando una crisi di governo. “Su gay e immigrati non si tratta”. Sul tema delle unioni civili tra persone dello stesso sesso “non si discute […], Renzi non faccia l’arrogante, altrimenti ne trarremo le debite conseguenze”. E ancora: “La nostra posizione è diametralmente opposta”, aggiunge. “Invito Renzi a ragionare sul fatto che questa non è né una riforma economica né una riforma istituzionale. Quella attuale poi è una maggioranza provvisoria e Renzi lo sa bene. Per questo noi dell’Ncd proponiamo una moratoria su questo tema fino al 2015”. Nessuna svolta in tema di diritti civili fino alle prossime elezioni quindi, è questa la volontà del Ncd. “Solo allora, a elezioni avvenute, il vincitore prenderà la decisione che riterrà opportuno prendere. Ma in questo Parlamento dove nessuno schieramento può dirsi vincitore sarebbe un’inutile forzatura”. La paura, del resto, è che il Pd e il M5S si alleino grazie ad accordi chiari su temi specifici, come la trasformazione del Senato in Camera degli enti locali per arrivare a una riforma dell’immigrazione. “Per questo invitiamo Renzi a ragionare sulla sua agenda di governo”. Anche il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi frena sulle unioni civili: “Una modifica del codice civile non ci vede contrari, però nell’agenda di questo paese in crisi vengono prima altre cose”. E lo stesso dicasi per l’abolizione della legge Bossi-Fini. Al riguardo, Formigoni chiede: “Chi dice agli italiani che in un momento in cui non c’è lavoro per loro il governo apre le porte a tutti?”.

Papa Francesco è la persona dell’anno anche per una rivista gay

papa-francesco-theadvocate-tuttacronacaIl Times l’ha nominato persona dell’anno, il New Yorker gli dedica la copertina natalizia, oggi compie 77 anni e i Papaboys hanno organizzato una 24 ore no-stop di preghiera per lui. Papa Francesco continua a conquistare e ora anche The Advocate, importante rivista statunitense rivolta a lettori LGBT, ossia persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali, la prima a rivolgersi a questo pubblico e da sempreimpegnata nella difesa dei diritti degli omosessuali, l’ha a sua volta nominato persona dell’Anno. Per l’occasione il Pontefice appare in copertina, con disegnata sulla guancia la scritta “No H8″, ossia “no hate”, “niente odio”. Per quel che riguarda le motivazioni, si spiega che in questi primi mesi di pontificato è riuscito a dare un importante segnale di discontinuità rispetto ai suoi due predecessori, Wojtyla e Ratzinger, spesso contestati dalla rivista per le loro frequenti dichiarazioni antigay. Ma anche si precisa che la “persona più influente del 2013” nella vita del popolo Lbgt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) non è stata scelta tra una personalità che “arriva dal nostro conflitto legale in corso”, per il riconoscimento dei diritti degli omosessuali, bensì dal “nostro conflitto spirituale”. E ancora, “Papa Francesco è il leader di 1,2 miliardi di cattolici in tutto il mondo… Piaccia o meno, ciò che dice fa la differenza” L’apertura più importante di Papa Bergoglio, sempre secondo la rivista, è stata in occasione del viaggio in Brasile per la Giornata Mondiale della Gioventù. Alla domanda sulla sua posizione riguardo l’omosessualità, rispose: “Se uno è gay e cerca il Signore, chi sono io per giudicarlo?” La stessa frase, compare in copertina.

La “conversione” arcobaleno di Guido Barilla

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Guido Barilla avrà davvero avuto la conversione sulla vita della pasta? Oggi si presenterà dalla Boldrini, con le ceneri in fronte e a capo basso per ricevere l’assoluzione e il perdono? Guido Barilla oggi si troverà a quattr’occhi con la donna che definì patetica e apostrofò “parla di pubblicità senza averne le competenze”. Dopo un mese di polemiche, di ironie, di scuse e di perdita di immagine e di mercato torna alla ribalta il tema della donna nella pubblicità, della comunità gay e dell’impegno delle aziende di includere anche le diverse tipologie di famiglie all’interno del marketing. E così da questa settimana è nato il percorso di redenzione di Barilla: lunedì tramite comunicato stampa l’annuncio della creazione di un board per “diversità e inclusione” con all’interno esponenti Lgbt e Alex Zanardi, oggi alle 17 l’incontro con la Boldrini. Basterà?

 

Barilla nel centro del mirino: tra boicottaggio e petizione di Dario Fo

-barilla-pubbicità-gay-tuttacronacaSolo ieri Guido Barilla, con la sua affermazione che l’azienda non farà mai pubblicità gay perché  “preferiamo la famiglia tradizionale”, ha fatto scoppiare la polemica in rete e la notizia, e il boicottaggio, ha già fatto il giro del mondo, apparendo sulle principali testate internazionali. E se nel web appaiono le immancabili vignette e le frasi di scherno, Dario Fo utilizza internet per lanciare una petizione su Change.org con la quale chiede a Barilla di rappresentare, nelle sue prossime campagne pubblicitarie, tutti i tipi di famiglia. Del resto il premio Nobel l’azienda la conosce, essendone stato testimone negli anni Cinquanta.
Nella lettera aperta al presidente dell’azienda emiliana, Fo lo invita a diventare “ambasciatore di integrazione e voce del presente”:

Ricordo i primi spot televisivi di Barilla, a cui ho partecipato non solo come attore ma anche come autore dei testi e della sceneggiatura nonché del montaggio. Ebbero un enorme successo e, in quel tempo, ho avuto anche l’occasione di conoscere Pietro, vostro padre. […] In quegli spot abbiamo raccontato di prodotti che sono diventati simbolo dell’Italia e degli italiani tutti, nelle nostre case e nel mondo. La pasta soprattutto è sinonimo d’Italia, di casa e di famiglia. Per tutti. Ecco: oggi il nostro Paese è fatto di tante famiglie unite solo dall’amore delle persone che ne fanno parte. Amore che non è in grado di discriminare, che non ha confini: e l’amore, in tutto il mondo, può nascere tra un uomo e una donna, due donne, due uomini. […] Ecco, Guido. La sua azienda rappresenta l’Italia: nel nostro Paese e in tutto il mondo. Un’Italia che è fatta anche di coppie di fatto, di famiglie allargate, di famiglie con genitori omosessuali e transgender. Ecco perché le chiedo di cogliere questa occasione e di ritornare allo spirito di quegli spot degli anni ’50 dove io stesso interpretavo uno spaccato della società in profondo mutamento. Ecco perché le chiedo di uscire dalla dimensione delle polemiche e farsi ambasciatore della libertà di espressione di tutti.

E conclude con un appello:

E chiedo quindi che lo faccia con le prossime campagne pubblicitarie del gruppo Barilla, dove la famiglia potrà finalmente essere rappresentata nelle sue infinite e meravigliose forme di questi nostri tempi. Come ho già scritto: “Buttiamoci con la testa sotto il getto del lavandino e facciamo capire ai briganti che qui siamo ancora in molti in grado di dimostrare di far parte di un contesto di uomini e donne libere e pensanti”.

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“Gesu aveva due papà”: il cartello esposto da una chiesa

gesù_due_papà-tuttacronacaLa Saint John, chiesa anglicana canadese in lotta contro l’omofobia, ha deciso di esporre un cartello con la scritta: “Gesù aveva due papà ed è venuto fuori proprio bene!”. L’idea è scaturita come reazione ai continui attacchi degli oppositori ai matrimoni omosessuali. La chiesa sorge a pochi passi dalle cascate del Niagara, in Canada, dove tali unioni sono state legalizzate già nel 2005.

Il bacio sulle labbra delle atlete russe: nessun fine politico

atlete-russe-bacio-tuttacronacaAveva fatto il giro del mondo la foto delle atlete russe che, dopo l’oro nella 4×400 ai Mondiali di Mosca, si erano baciate sulle labbra. E se la stampa aveva parlato di un gesto di appoggio agli omosessuali da intendersi come una protesta nei confronti della legge che vieta la propaganda omosessuale ai minori, Reuters spiega che la stessa Kseniya Ryzhova, una delle campionesse, si è difesa spiegando che “Non c’è nessun motivo politico dietro”, criticando i media occidentali per aver decontestualizzato il suo bacio con Yulia Gushchina dopo la vittoria. Nonostante in Russia il bacio sulle labbra rientri nei usanze in determinati momenti, la foto era stata letta come un simbolo dopo mesi di polemiche, anche tra gli sportivi, per la legge del Governo. L’atleta ha invece assicurato che era solo un impeto di gioia dovuto al fatto di aver vinto, dopo otto anni, una medaglia d’oro. “Invece di congratularsi con gli atleti, loro (la stampa) hanno deciso di insultare Yulia e tutte le federazioni (russe) di atletica. Innanzitutto, Yulia e io siamo sposate”, ha insistito la Ryzhova. Nel frattempo, la Gushchina ha appoggiato la versione della sua compagna e ha espresso il suo stupore: non capisce “come le persone possano pensare una cosa del genere.”

Posta la foto su Facebook mentre bacia un ragazzo. Insultato

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Grave atto di omofobia su Facebook dove un ragazzo di Crotone è stato  insultato con commenti omofobi e razzisti sulla sua pagina Facebook dove aveva pubblicato una foto che lo ritraeva mentre baciava un ragazzo. A denunciarlo è il segretario del Centro d’iniziativa locale Certi Diritti per la Calabria, Marco Marchese, che spiega come “si è scatenato il putiferio con commenti omofobi conditi da frasi che inneggiano ai forni crematori per le persone omosessuali”. I commenti peggiori sono stati rimossi da Facebook, ma secondo Marchese “la brutta vicenda resta ugualmente in piedi a testimoniare quanto siamo ancora lontani da una società inclusiva e rispettosa di ogni persona”.

Veramente un atto di inciviltà di fronte a cui si resta attoniti per la violenza verbale scagliata nei confronti di un ragazzo che con coraggio aveva postato una foto per esprimere la sua identità sessuale.

Quist, l’applicazione americana per gay e lesbo, sceglie Capezzone

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Quist, un’applicazione per smartphone che vuole costruire una vera e propria community per gli omosessuali, raccogliendo anche gli eventi e le notizie legate al mondo LGBT e ai suoi protagonisti, ha scelto per la propria homepage di mettere come esempio del “coming out” italiano daniele Capezzone, attuale portavoce del Pdl ed ex radicale, che secondo Quist, sarebbe il primo membro dichiaratamente bisessuale del Parlamento italiano e il secondo a ricoprire un incarico pubblico. La scelta sorprende perchè Quist ha scelto Daniele Capezzone, ma non ha neppure pensato a Paola Concia (attivista per i diritti LGBT e membro della Camera dei deputati), Nichi Vendola  (Presidente nazionale di Sinistra Ecologia Libertà e attuale presidente della Regione Puglia) o Ivan Scalfarotto ( politico e attivista italiano, impegnato per i diritti LGBT e vicepresidente del Partito Democratico). Quist ha scelto Daniele Capezzone che fra l’altro il 12 febbraio 2010 è stato condannato, in via definitiva dalla Corte Suprema di Cassazione per il reato di diffamazione a mezzo stampa. Come si può leggere su Wikipedia infatti la Suprema Corte ha respinto il ricorso di Capezzone per una vicenda risalente al novembre 2002, quando ricopriva la carica di segretario dei Radicali Italiani. Attraverso una dichiarazione stampa, questi si era rivolto a Carlo La Speranza, Pubblico ministero nel processo sull’omicidio della studentessa romana Marta Russo, parlando di «comportamenti letteralmente teppistici di alcuni magistrati»

Fra l’altro Capezzone solo in un occasione, sempre seguendo la biografia di Wikipedia, avrebbe affermato, nel 2006,  in un’intervista ad Eva 3000 ripresa dal Corriere della Sera, di essere bisessuale. Lo stesso politico, in una successiva intervista a Libero, ha definito «una tempesta in un bicchier d’acqua», aggiungendo che «le mie relazioni sono affar mio». Tale posizione è stata ribadita nel 2010 in un’ulteriore polemica sulla sua presunta bisessualità, in cui ha riaffermato che questi argomenti «sono questioni private». Quindi perché Quist non sceglie un vero attivista italiano dei diritti LGBT, ma preferisce avere in homepage un politico che fa riferimento a una sua presunta bisessualità come “una questione privata”?

A Palermo è scontro tra curia e comune: loghi gay sulla Cattedrale

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Scontro in queste ore tra la curia di Palermo e il comune per le polemiche scoppiate dopo la festa di Santa Rosalia. La chiesa infatti si sta lamentando per le immagini del Gay Pride e i loghi omossessuali che sono stati proiettati sulla facciata della Cattedrale. Don Fabrizio Moscato ha alzato i toni della discussione scrivendo su Facebook:  “Vergogna! Stiamo toccando il fondo: ideologia omosessualista proiettata sul nobile portico meridionale della Cattedrale di Palermo in occasione del Festino della Patrona Rosalia”. E ancora di: “simboli del Gay Pride e delle unioni omosessuali accostati ad un neonato… Il carro fatto passare a Porta Felice da un cancello con motivi orgiastici…” e poi ha aggiunto: “Ma chi può convincermi che è tutto normale? Ma chi può avere argomenti che difendano un vero e proprio insulto alla nobiltà della fede che la Santuzza ed anche la Cattedrale rappresenta? Chi può dirmi che non si tratti di sudicia provocazione? Questa è strumentalizzazione dei bambini! Questo è un futuro imposto ai bambini da minoranze che hanno uno sguardo falso e deviato… L’unica paura è per i più piccoli che ci guardano…”.

Ma la chiesa non dovrebbe accogliere tutti e non discriminare? Sono i gay a imporsi ai bambini o forse i religiosi con le loro “attenzioni particolari”?

Indovina chi viene a cena da nero si tinge di arcobaleno!

omofobia

Si torna all’antico per cercare di far accettare ai genitori l’omosessualità del figlio. Già il concetto sembra nascere come qualcosa di già visto e già sentito… soprattutto quando a essere copiato è uno dei film più irritanti della storia del cinema che vuol far accettare le persone di colore (ops la Kyenge dice nere) nell’America post ’64: Guess Who’s Coming to Dinner (Indovina chi viene a cena). Un film che già per l’epoca strideva con i moti rivoluzionari che avevano attraversato il coast to coast e che si stavano per imporre al mondo intero con la Summer Love qualche anno dopo.  Il nero naturalmente era più borghese dei bianchi, appartenente alla high class americana, medico con alle spalle una delle migliori università americane solo in questo modo si poteva “accettare” il suo colore. Un film aberrante che oggi viene preso come spunto per un video contro l’omofobia.

Il video si apre con la mamma che prepara la polenta e il padre che impaziente seduto a tavola guarda l’orologio. Arrivano gli invitati, segue lo scambio di saluti, qualche battuta, il solito rimprovero paterno al figlio che non si fa vedere molto spesso. Poi, mentre tutti mangiano, uno dei piatti resta troppo pieno: è quello dell'”amico” del figlio, colmo di polenta. In Italia i genitori premurosi rimpinzano di leccornie figli e accompagnatrici o accompagnatori, mostrare di non gradire può essere davvero un brutto affare. La cinepresa indugia su quel piatto, ma qualche secondo dopo segue la mano dell’amico che abbandona la forchetta, scivola sotto il tavolo e va a congiungersi con la mano del figlio. Qui l’ira del padre si scatena: il fotogramma che immortala l’espressione del figlio quando la voce del genitore si fa imperiosa “Lorenzo perché non me lo hai detto! “

Quello che vorrebbe essere uno schiaffo al senso comune è invece un’esaltazione, in cui l’ironia scade nella banalità. Dal rito del pranzo all’intreccio di mani… vogliamo raccontarlo così l’amore? Che sia omosessuale o eterosessuale non riusciamo a raccontare in modo più emozionato questo sentimento? O non lo facciamo sulla tematica omofoba?

Ecco perché il video realizzato in occasione della giornata mondiale contro l’omofobia (17 maggio) dall’associazione lecchese Renzo e Lucio (in collaborazione con Tele Unica e con il Teatro Invito sotto il patrocinio dei comuni di Lecco e di Mandello del Lario) appare un bel tentativo mancato. Troppi limiti e troppa voglia di farsi accettare per essere sinceramente se stessi.

 

Matrimonio gay sancisce le nozze fra Sel e M5S?

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Grillo il fascista? Grillo l’omofobico? Grillo contro i diritti civili? Secca smentita e svolta a sinistra, così a sinistra da superare il Pd e allearsi con il Sel per i diritti degli omosessuali. Il ddl presentato dai grillini, che troverà sicuramente l’appoggio del Sel, è una bomba a orologeria all’interno del Pd che potrebbe anche scindersi. Sì, perché la legge presentata dal M5S andrebbe a modificare “il codice civile in materia di eguaglianza nell’accesso al matrimonio in favore delle coppie formate dallo stesso sesso”.

L’M5S propone l’introduzione dell’art 91 che riconosce “il matrimonio egualitario” quindi non più solo uomo-donna, ma come succede già in Spagna, Portogallo, Olanda e Belgio, un matrimonio che sia aperto anche a persone dello stesso sesso.

Grande svolta anche sui figli. I figli di un “coniuge” – termine che sostituirebbe sempre i classici “marito e moglie” –  saranno riconosciuti come figli dell’altro coniuge “anche quando il concepimento avviene mediante il ricorso a tecniche di riproduzione medicalmente assistita, inclusa la maternità surrogata”.

Anche se nel programma M5S i diritti civili non erano tra le priorità, ora c’è una grande attenzione da parte del Pd a questa norma che potrebbe far carta straccia del “surrogato” proposto con le “coppie di fatto” sul modello tedesco avanzato da Bersani in campagna elettorale.

I grillini va ben oltre e accogliendo le proposte della Rete Lenford, associazione di di avvocati per i diritti lesbiche, gay, bisessuali e transgender, stilano un ddl che potrebbe veramente ribaltare la coalizione del centro sinistra.

Gli altri due disegni di legge, presentati dai grillini, riguardano poi il contrasto all’omofobia e alla transfobia, reati penali punibili fino a quattro anni di carceri.

Svolta anche sulle modificazioni di attribuzione di sesso. Quest’ultima proposta parte da un principio: ogni persona può sentirsi di non appartenere più al sesso attribuitole dalla nascita e, di conseguenza, una legge deve favorirne il cambio di identità.

Con rabbia dei più ferventi Bersaniani, Grillo stavolta sorvola ad alta quota il Parlamento e va a “sedersi” a fianco dell’area più estremista. Un vero cambiamento che non ha nulla a che vedere con la vecchia politica pronta a un minimo compromesso con un “modello tedesco”, tanto sbandierato in campagna elettorale e visto come vero faro nella notte di una politica disattenta al fenomeno gay.

La Bindi sussulta sulla sedia, Bersani è affranto, Veltroni chiama a raccolta tutto il Pd nell’ultimo strenuo tentativo di tenere unite anime contrapposte di una sinistra dalle mille contraddizioni e Renzi spopola tra i giovani.

Brutto risveglio per quella sinistra mascherata che tenta inutilmente il gioco delle poltrone in parlamento senza voler cedere al governissimo che vedrebbe compromessa la leadership di Bersani… Ma niente paura l’Italia è in buone mani… i saggi stanno pensando!

La svolta del Papa? Sì alle unioni civili… E’ una bufala!

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Unione civile sì, matrimonio gay no! Questa sembra essere l’ultima novità che viene dall’Argentina che smentisce in pieno l’idea di Jorge Mario Bergoglio omofobo e contrario ad ogni apertura verso gli omosessuali.

Il New York Times scrive: “In una situazione come quella dell’Argentina del 2010, in cui l’approvazione del matrimonio gay era ormai scontata, Papa Francesco ha cercato una sorta di compromesso fra i valori teorici della religione e le esigenze pratiche del popolo”.

Ma anche altre fonti affermano l’impegno di Bergoglio nei confronti di un riconoscimento delle coppie gay. Marcelo Marquez, sostenitore dei diritti dei gay, racconta di aver scritto una lettera a Bergoglio ancor prima della sua proclamazione a pontefice, avvenuta lo scorso 13 marzo, per parlargli dei problemi che vivevano ogni giorno gli omosessuali. La risposta del cardinale fu immediata: dopo un’ora gli telefonò dicendogli che credeva che i diritti degli omosessuali dovessero essere riconosciuti attraverso le unioni civili ma non con il matrimonio religioso.

Papa Francesco si piegherebbe quindi a un compromesso mantenendo l’integrità della dottrina, ma consentendo allo stato di mettere in atto il riconoscimento che fino a oggi manca per cui i gay possano avere alcuni diritti sociali riconosciuti tra cui la pensione del congiunto una volta che egli è deceduto insieme all’eredità.

Ma sempre dall’Argentina avviene la smentita. Miguel Woites, amico di papa Francesco e direttore dell’Agenzia di informazione cattolica dell’Argentina (Acia), ha contestato la notizia riportata dal New York Times. «Non è vero. È un errore completo», ha dichiarato. Ma la colpa, secondo il giornalista, sarebbe proprio della fonte: il biografo di Bergoglio, Sergio Rubini, che «non ha mai detto chi gli disse quelle cose e quando gli furono rivelate». Non è corretto, ha continuato il Woites, «scrivere una cosa del genere senza una sola prova».

La prova vi è invece per provare l’essatto contrario. Quanto in argentina si discuteva del matrimonio ai gay, l’allora cardinale chiese alle suore carmelitane di Buenos Aires di pregare perché «è in gioco qui l’identità e la sopravvivenza della famiglia: padre, madre e figli. È in gioco la vita di molti bambini che saranno discriminati in anticipo. È in gioco il rifiuto totale della legge di Dio, incisa anche nei nostri cuori». Bergoglio parlò addirittura dell’«invidia del Demonio» che «cerca astutamente di distruggere l’immagine di Dio, cioè l’uomo e la donna che ricevono il comando di crescere, moltiplicarsi e dominare la terra». E, sottolineando la confusione presente, concluse: «Non siamo ingenui: questa non è semplicemente una lotta politica, ma è un tentativo distruttivo del disegno di Dio. Non è solo un disegno di legge, ma è una mossa del padre della menzogna che cerca di confondere e d’ingannare i figli di Dio», confondendo «perfino persone di buona volontà».

Pronta la proposta del Pd sui diritti… Cittadinanza e gay al centro!

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In un Italia che ormai è allo stremo il Pd presenta la sua proposta sui diritti, il lavoro secondo il partito democratico può aspettare? E se possiamo applaudire molto tiepidamente sulla proposta per il riconoscimento dei diritti civili ai gay, che potranno ereditare e percepire la pensione del coniuge dopo il decesso, sicuramente si rimane interdetti quando il Pd nega la possibilità di avere figli, non solo quelli naturali, ma anche quelli adottati. Quindi famiglia di serie B? Oppure il pensiero è che i figli stanno meglio con i genitori sull’orlo di una crisi di nervi, ma l’importante è che siano uomo-donna? Perché una coppia etero dovrebbe saper come educare un figlio meglio di una coppia omo? Da quale fondamento scientifico nasce questa convinzione e su quali basi viene esercitata?

Ma se la proposta sugli omosessuali sicuramente non convince e apre il dibattito su questa proposta che sembra modellata per non dare fastidio alla chiesa e per relegare le famiglie gay in una posizione di sudditanza rispetto ai pieni diritti di cui possono godere le coppie etero, c’è qualcosa di ben più grave nelle proposte del Pd. Cittadinanza per chi nasce in Italia da stranieri residenti da almeno 5 anni e richiesta di cittadinanza anche per chi non è nato in Italia ma vi è cresciuto nel nostro Paese, il che sarebbe un atto dovuto in un Paese che non stesse soffrendo in cui le famiglie hanno costante bisogno di aiuti dallo Stato. Riconoscere la cittadinanza è un gesto che pur volendo dal profondo del cuore in questo momento non possiamo permetterci… aumenteremmo solamente la lotta fra i disperati, alimentando l’odio razziale che prepotentemente già sta emergendo in questa nazione. Spesso è il disastro economico a incitare gli animi e a scatenare la rabbia dei deboli sui più deboli, dei poveri sui più poveri, degli emarginati che si sentono costantemente minacciati dall’esercito di migranti che tentano una vita che i loro Paesi gli hanno negato. Sarebbe giusto e umano concederla, ma è disumano e ingiusto farlo in questo momento… anche perchè c’è il sospetto  che tutte queste cittadinanze concesse vadano poi a impinguare le urne del prossimo parlamento. Non sempre quello che è giusto è possibile! Perchè non chiedere all’UE per tutti una cittadinanza europea?

Bufera su Nuoro… escono le liste degli studenti gay!

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Bufera sul liceo classico “Giorgio Asproni” di Nuoro dopo che, lunedì sera, sulla pagina Facebook gestita dagli studenti, è apparso un post con nomi, cognomi e frequentazioni degli alunni omosessuali. Nonostante l’indignazione e i messaggi di solidarietà per gli studenti menzionati, la “lista nera” nel corso della nottata si è arricchita di nuove segnalazioni. Fino a quando la pagina sul social network è scompasa definitivamente.

Come racconta “La Nuova Sardegna”, il martedì mattina gli studenti dell’Asproni si sono svegliati più agguerriti che mai. Il preside del liceo, Antonio Fadda, convocati docenti e rappresentanti di istituto, ha quindi sposato l’idea della maggior parte degli studenti e organizzare quindi una manifestazione per condannare la “lista nera” e per solidarizzare con i coinvolti.

“Di fronte a un episodio del genere non potevamo rimanere indifferenti – ha spiegato Fadda al quotidiano sardo – è stata una pubblica umiliazione e non potevamo lasciare soli coloro che hanno subito questi affronti. La scuola non farà mai finta di niente”.

Gay… l’hi tech gli va incontro!

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L’HI-TECH è per l’amore universale. E soprattutto per il matrimonio senza barriere di sesso. Duecento aziende americane chiedono insieme alla Corte Suprema di revocare il Defense of Marriage Act che definisce il matrimonio esclusivamente come unione tra uomo e donna. Tra di loro figurano Apple, Microsoft, Google, Starbucks, Amazon e Thompson Reuter. Insomma tutti i grandi nomi della Silicon Valley, uniti contro una legge federale che impedisce alle coppie omosessuali di avere gli stessi diritti di quelle etero.

Un problema solo apparentemente di ordine civile, ma anzi uno scenario che si riverbera sulle dinamiche aziendali. Già in passato Google aveva fatto pressione sui governi con l’iniziativa Legalize Love, per l’importanza del tema senza dubbio, ma anche perché il mancato riconoscimento di diritti, con dipendenti gay che si spostano per il mondo senza veder riconosciuta la loro unione in molti paesi, può incidere sulle possibilità di business dell’azienda.

La ‘protesta’ delle grandi aziende contro la legge sul matrimonio anticipa quella di un gruppo di impiegati, alcuni delle stesse società, i quali presenteranno alla Corte un documento che mette in discussione un’altra legge, la Proposition 8 della California che mette al bando le unioni gay. Nel documento presentato dalle aziende, si sostiene come il Defense of Marriage Act costringa i datori di lavoro di riservare un trattamento diverso ai loro impiegati a seconda se siano sposati con una persona dello stesso sesso o meno. “La legge – si legge – impone alle aziende di discriminare, a volte andando contro la loro stessa policy aziendale, quando di tratta di materia di assicurazione sanitaria e altri benefit”.

“Moglie & Moglie” e “Marito & Marito” la lingua evolve!

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Marito e marito, moglie e moglie. Le nozze gay fanno passi avanti in tutta l’America e l’Associated Press, barometro dei mutamenti di mentalità, si adegua. La maggiore agenzia di stampa degli Stati Uniti ha adottato nuove regole di scrittura – che di norma fanno scuola negli Usa – in cui autorizza i suoi reporter a usare le parole ‘marito e marito’ e ‘moglie e moglie’ parlando di coppie unite in un matrimonio omosessuale, invece del più generico ‘partner’.

Two Brides on Motorcycles Wedding Cake Topper

BERSANI IL TEDESCO!

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Dopo il via libera della Corte ue sulla possibilità che le coppie gay adottino i figli di uno dei due partner, il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, torna ad aprire a questa possibilità “Prendo la legislazione tedesca, tale e quale”, spiega il candidato premier del centrosinistra. ANCORA PIU’ SUCCUBI DELLA GERMANIA? Perchè non va a prendersi la cittadinanza tedesca? Possiamo avere una legge sui gay italiana? Siamo incapaci di farla o abbiamo paura della Chiesa e ci limitiamo a copiarla? Perchè non ci preoccupiamo di vedere le esigenze delle coppie italiane (gay o etero che siano) senza nessun tipo di discriminazione, ma parlando solo di diritti civili uguali per tutti?

 

Il potere politico della chiesa! Al rogo i gay…

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Le ingerenze dal Capo dello Stato in campagna elettorale (ormai Napolitano ha fatto perdere credibilità anche al ruolo istituzionale, quindi, il danno è stato minimo) non bastavano. Ci si è messa anche la chiesa con il card Carlo Caffara  invitato dall’Arcigay a dimettersi. E’ l’invito del circolo “Il Cassero” di Bologna, commentando la lettera di ‘orientamento’ per le elezioni rivolta ai cittadini e diffusa dall’Arcivescovo, in cui sottolinea la ”salvaguardia dell’incomparabilita’ del matrimonio-famiglia e la loro promozione”. E Franco Grillini, presidente di Gaynet: ”nessuna intromissione indebita nella campagna elettorale. Se la Chiesa vuole fare propaganda si spogli del Concordato”. LA CHIESA SI DOVREBBE SOLO VERGOGNARE… Tra preti pedofili, intrighi di potere e tornando indietro nella storia, anche le crociate, delle guerre in nome di Dio, che hanno portato innumerevoli tesori e fortune al potere temporale della chiesa. I gay non hanno mai fatto una guerra, promulgano l’amore in ogni sua forma e chiedono solo uguali diritti… forse il vero cristianesimo è quello professato dai gay invece che dalla chiesa?

 

La Chiesa per i diritti ai gay? E’ una bufala?

Pare che Monsignor Paglia abbia solo ripetuto quello che la Chiesa sostiene da anni e che “L’autosufficienza del sentimento non giustifica da solo il matrimonio. Certo, c’è anche l’amore, ma esso ha una struttura pubblica che non può essere allentata. Se poi ci sono diritti individuali da garantire, è bene percorrere altre strade. Solamente l’uomo e la donna possono dar luogo a una famiglia. Gli altri affetti non giustificano il matrimonio, perché quest’ultimo implica generatività. Se per matrimonio intendiamo qualunque affetto, allora abbiamo distrutto tutto e a perderci siamo tutti.”  Ha poi aggiunto ” la Chiesa è favorevole affinché lo Stato trovi una tutela per le coppie di fatto attraverso soluzioni di diritto privato e prospettive patrimoniali all’interno dell’attuale Codice civile”.

Secondo altri, però, l’apertura c’è stata… Vedremo ora come evolve!

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Bagnasco “il razzismo è figlio della cultura individualista”

” Viviamo in una cultura che vede negli altri dei nemici potenziali”.

E LA CHIESA CHE NON ACCETTA GLI OMOSESSUALI PUO’ DARE LEZIONE DI UGUAGLIANZA?

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1500!!! Tutti contro al prete indegno sfilano sulla spiaggia di Lerici

Letti anche i nomi 122 donne uccise nel 2012. 

Candele, fiaccole, striscioni e slogan per dire basta a una mentalità brutale, sessista e indegna per ogni uomo e ancor più vergognosa e infima per un prete!

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Nessun “pentimento”! La Chiesa “pecca” e insiste nelle sue aberranti ragioni

Il prete indegno non si dimette! Si prende un “periodo di riposo” e poi pronto di nuovo “a chiacchiere e telecamere spente” a riprendere il suo servizio! BENVENUTI IN CHIESA… LA CASA DI TUTTI? NO, LA CASA CHE ASSOLVE GLI ASSASSINI E CONDANNA LE DONNE… INQUISIZIONE 2.0!

E I POLITICI DOVE SONO? AGLI ARRESTI DOMICILIARI. OCCUPATI IN CAMPAGNA ELETTORALE O A FESTEGGIARE IL NATALE? LA CHIESA PUO’ ENTRARE NELLE CASE DEGLI ITALIANI, MA LA POLITICA ITALIANA NON PUO’ ENTRARE NEI CRIMINI  ECCLESIASTICI?

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Il prete indegno lascia l’abito talare!

LEVARSI UN ABITO NON PULISCE UNA COSCIENZA!!!

Don Piero Corsi lascia il clero dopo un volantino oltraggioso e dopo aver dato del “frocio” a un giornalista che affermava di non essere sconvolto da una donna in abiti succinti. Offendendo anche gli omosessuali… così da fare l’ennesimo autogoal.

SPERIAMO CHE LA CHIESA IN FUTURO SAPPIA SCEGLIERE MEGLIO I SUOI PASTORI…

Ora il problema diventa dello Stato perché avere nelle strade un personaggio del genere rappresenta comunque un pericolo… è una persona malata, qualsiasi psicologo riscontrerebbe in tali parole e gesti un’ossessione compulsiva sessuale che sfocia in aggressività sociale!

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Presa della Bastiglia… Gay all’assalto di Parigi per nozze e adozioni!

100mila secondo alcune stime sarebbero state le persone che oggi hanno sfilato a Parigi per sostenere la proposta di legge per il matrimonio fra gay, che aprirebbe anche la strada all’adozione.

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Il “no francese” dei sindaci alle unioni gay. Oggi proteste a Parigi!

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L’Europarlamento è pro unioni gay: paesi si adeguino

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