Inciviltà virtuale: possibile istigazione a delinquere e l’attacco al sindaco

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Twitter è davvero un luogo di comunicazione o è un campo di battaglia mediatico dove violenza e odio trovano terreno fertile insieme all’istigazione a delinquere? Forse non è l’El Dorado del dialogo, come non è l’inferno criminale. Tanti gli utenti e molte le idee, inevitabili gli scontri verbali… ma forse stavolta si è superato il limite quando un utente del social con l’uccellino,  Michele Catalano, ha postato ‘”ma Rumeni che vanno a fa ‘na rapina a casa di Al Bano e lo menano non ce ne stanno?!???”. Secca la risposta del sindaco di Bari, Michele Emiliano,  che è intervenuto a difendere il cantante di Cellino San Marco: ”Ma ha bevuto troppo – chiede il primo cittadino – o parla sul serio?”.

Allo scambio di battute sul social network si unisce anche una terza persona che invita Emiliano a non essere ”sempre arrogante”.

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“Mettetela su un barcone… Deve tornare in Africa” Frase shock sulla Kyenge

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“Mettetela su un barcone. Assicuratevi che non affondi. Deve tornare in Africa da dove è venuta. Poi saranno gli oranghi e le scimmie a stabilire se la riprendono o meno a casa loro. Ma a quel punto non sarà più un problema di noi italiani”. Così l’assessore leghista del comune di Cadorago (Como), Paolo Pagani, ha espresso il suo dissenso verso il ministro  per l’integrazione Cecile Kyenge. Il messaggio shock è stato postato su Facebook.  Le minoranze in consiglio comunale hanno chiesto di censurare il messaggio e altri simili postati dall’assessore allo sport sul social network. Secca la risposta di Maroni: “La Kyenge ha detto che non sa chi sono io, quindi non ho nulla da dire in proposito”.

 

Mengoni e il suo disinteresse per le tecnologie!

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24 anni e il disinteresse per le tecnologie. Dallo smartphone a Facebook Mengoni, star del nuovo pop, rifiuta le comunicazioni digitali.  “Ma non sono un anti-tecnologico”, tiene a sottolineare, “il mio non è certo un atteggiamento snob. Anzi, capisco che le nuove tecnologie siano una cosa positiva per la comunicazione, e che servano a molte persone per vincere la paura di un faccia a faccia. Mi sto avvicinando sempre più, quindi, anche a queste cose, ai social network in particolare. Ma di certo non arriverò a stare collegato ore e ore, non mi diverte far sapere agli altri cosa ho mangiato oggi o far vedere la foto del solito gattino. Leggo, osservo, se ho qualcosa davvero da condividere scrivo, o segnalo una musica, una poesia, un libro. Con queste tecnologie sono un bradipo, mi adatterò, ma con lentezza…”.

Lui d’altra parte controtendenza lo è stato sempre. Dal look stravagante e anti-conformista, che cerca di scrivere la storia in modo originale “Ma non sono un passatista”, tiene a dire, “anzi sono a favore della tecnologia, soprattutto se mi aiuta nel mio mestiere. Però per quello che riguarda la comunicazione, soprattutto sui social network, non riesco ad essere come molti miei colleghi. Leggo osservo, ma di scrivere banalità non me ne frega niente. Lo faccio se ho qualcosa davvero da dire, da condividere. Cose che abbiano un senso, un motivo” e poi aggiunge “È il rapporto con il pubblico che mi spinge a fare musica, suonare dal vivo è la cosa che ti fa andare avanti, ti rende felice di fare questo mestiere. Per me è la cosa più fica che c’è. Essere in studio per registrare va bene, è ovvio, ma dopo un po’ mi sento un po’ stretto. Invece quando suono dal vivo ogni sera è diversa, ogni concerto è come se fosse l’ultimo, non sai cosa succederà domani e quindi dai tutto quello che hai. Ogni sera quando salgo sul palco per me è l’ultima volta, e quindi cerco di dare tutto, di sgolarmi, di triturarmi le mani sulla chitarra…” e conclude: “Ho iniziato come tutti, bussando a tante porte che, ovviamente, non si sono aperte. Poi X Factor e questa rapidissima corsa che mi ha portato dove sono oggi. È un mondo curioso quello che mi sono trovato ad affrontare, me l’aspettavo diverso, magari un po’ più buono, ci sono tanti meccanismi che non capisco, tanti disequilibri, e devi sempre stare attento a come ti muovi, a quello che fai. Non è come dieci o quindici anni fa, oggi la musica è vento, passa rapidamente, è un vento forte e veloce, devi fare in modo che non ti scompigli i capelli e basta”. Dubbi, incertezze? “Tante, è ovvio, ma raggiungo anche picchi di felicità che non vanno sottovalutati. È una cosa sana dubitare di se stessi, e del lavoro che hai fatto. Se non avessi dubbi sarei già finito, non avrei limiti da superare, obbiettivi da raggiungere… “.

Forse un atteggiamento da hipster? “Amo il vinile assolutamente”, conferma lui, “sono un fan dell’analogico. La differenza di suono è abissale, il calore è diverso. E io cerco questo calore in quello che registro, quel calore che da piccolo sentivo nei dischi di Billie Holiday. Il che non vuol dire che non scarico le canzoni di Billie Holiday su iTunes, ma che, se posso, ascolto i dischi in vinile. E poi penso che sia giusto che la musica nata per essere registrata in maniera analogica sia ascoltata dai dischi in vinile. La musica di oggi invece è pensata per il digitale, ed è giusto che venga ascoltata in un altro modo”.

E al giornalista di Repubblica che gli chiede se un compromesso in favore della tecnologia odierna si può fare, risponde “Si deve fare, io mica posso costringere la gente a comprare un mio album in vinile. Ma anche se il risultato finale è digitale, io registro ancora su supporto analogico, su bobine, come si faceva un tempo”.

Ma chi è Marco Mengoni?

“Non mi ritengo un artista, non lo sono. Sono sicuramente un impiegato della musica, non mi posso attribuire una definizione così importante. Sono un impiegato che dignitosamente fa il suo lavoro, al meglio delle sue possibilità. Certo che l’arte mi piace, mi attira, io vengo da un istituto d’arte, mi piace essere onnivoro, prendere esempio dagli artisti con la “A” maiuscola. Ma io per adesso sono solo un servo della musica, non posso fare altro, lei decide per me”.

Zuckerberg pretende la privacy, ma non la concede

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Comportamento davvero “contraddittorio” da parte del fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg che dopo aver acquistato per 30 milioni le case dei suoi vicini per paura che un costruttore potesse edificare ville nella zona adiacente alla sua casa e poi puntare sul suo nome per alzare il prezzo di acquisto, sembra invece voler privare i suoi utenti di qualsiasi tutela. Facebook infatti eliminerà una sezione delle impostazioni di riservatezza rendendo ogni profilo utente visibile a chiunque nelle ricerche sul social network. Quindi uno stalker sarà facilitato, così come sarà facile l’accesso ai dati personali per un datore di lavoro o ancora qualche malintenzionato potrebbe vedere una foto scattata in vacanza e svaligiare la casa di un ignaro utente che aveva postato, forse con un po’ di ingenuità, le proprie foto. Privacy zero!!! Anche da parte di  Google+ e YouTube che hanno comunicato che verranno venduti i commenti e le foto dei loro utenti su suoi servizi o siti collegati. Chi fermerà questa speculazione? Chi punirà questo furto legalizzato? Chi porrà freni alla vendita di dati personali?

Forse quelle case appena acquistate da Zuckerberg saranno pagate da ora in poi con le foto di ignari utenti che si troveranno a fare da testimonial a prodotti anche disdicevoli. Siamo tutti merce di scambio, peccato che sulle nostre facce siano i “cannibali del web” a fare i soldi, mentre gli utenti s’impoveriscono e restano disoccupati.

 

Posta una foto su Facebook e viene indagata dal fisco

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Posta una foto su Facebook e viene indagata dal fisco. Lei certo non passa inosservata essendo Jeane Lim Napoles, la figlia di una donna d’affari filippina,  al centro di uno scandalo per corruzione in cui sono coinvolti molti parlamentari del suo paese. La ragazza si è fotografata all’interno di una vasca piena di banconote, che ricorda tanto il tuffo nei dollari di Zio Paperone. Jeane però per il fisco è una 23enne studentessa di moda a Los Angeles che risulta nullatenente dal 2008, nonostante viva in un attico dal valore di 1,3 milioni di dollari… Quindi dovrà spiegare al fisco statunitense da dove provenivano tutte le banconote. Resta anche un altro mistero… perché euro e non dollari?

 

Il tradimento si risolve a suon di “I like”! Benvenuti nella coppia 2.0

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La coppia 2.0 non è poi molto diversa dal pubblico ludibrio di una volta, solo che ora non avviene nel proprio paese, ma piuttosto a livello globale. Così Sonya Gore separata da due anni da suo marito, Ivan Lewis, ha deciso di perdonare il tradimento del marito solo se lui si fosse esposto pubblicamente su Facebook reggendo un cartello in mano con scritto: “Ho tradito mia moglie. E l’altra era anche brutta!!”. Ma le richieste di Sonya non si sono fermate qui, infatti per tornare con il consorte la donna ha chiesto anche che la pagina avesse almeno 10mila “I like” e alla fine è stata la stessa Sonya a dirsi stupita che in poco tempo il tetto dei “I like” è salito vertiginosamente, ora si è ben oltre gli 11mila. Chi lo ha cliccato? Soprattutto le donne che hanno trovato spiritoso il gesto umiliante di Ivan Lewis.

Cyber-attacco ad Alpitour, violati conti bancari

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La grande azienda di viaggi e prodotti turistici Alpitour ha subito un cyber attacco criminale che è riuscito a violare conti bancari e carte di credito. Per portare a termine l’operazione è stato usato il profilo Facebook dell’azienda. Attraverso il social network sono state diffusi falsi annunci di offerte che nascondevano programmi pericolosi capaci di penetrare nel pc degli utenti per impadronirsi di dati importanti, come codici di carte di credito e credenziali di accesso (comprese quelle bancarie), dati personali.

In particolare attraverso questa foto venivano reidirizzati gli utenti verso link fraudolenti:

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L’attacco è stato denunciato dalla stessa azienda nell’avviso ai 120.000 ‘amici’ che su Facebook seguono le pagine Viaggidea, Francorosso, Villaggi Bravo e Alpitour.

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La situazione adesso è stata risolta, ma per gli esperti di sicurezza informatica quanto è accaduto è un campanello di allarme perchè finora in Italia nessun gruppo criminale aveva mai preso di mira i social network. È il primo caso italiano del genere, rilevano gli esperti, dopo che negli ultimi mesi si è assistito all’escalation di attacchi sui social media nei confronti di marchi internazionali importanti e con centinaia di migliaia di «amici» e «followers», come Associated Press, Burger King, Dodge, New York Times. L’attacco è iniziato la sera dell’11 settembre e, secondo gli esperti, il gruppo di cyber-criminali responsabile della violazione è sicuramente straniero. Si torna quindi a parlare di sicurezza informatica e a consigliare solo carte prepagate. Si riapre il lungo dibattito sugli acquisti on-line che in Italia sembrava protetto e assicurato da controlli che garantivano i consumatori, ma purtroppo, come nel caso di Alpitour, si riesce a eludere la sicurezza informatica attraverso i social, una nuova frontiera che gli esperti informatici dovranno assicurare.

I trending topic e il loro sbarco in Facebook

facebook-trending-topics-tuttacronacaPer assere sempre aggiornati e non passare per il “disinformato” del giorno, in Twitter basta dare uno sguardo ai trending topic: una top ten dei temi caldi del giorno (o del momento, visto che cambiano in continuazione). Con il cancelletto o meno davanti, tendenze, hot trend, temi caldi o in che altro modo li si voglia chiamare, seguono l’andamento delle discussioni del giorno: che sia politica, attualità, gossip o un “#buonadomenica”, permettono di non sentirsi mai esclusi dal mondo (o almeno da quello della rete). Sono una cartina di riferimento di Twitter dunque, che ora però farà la sua comparsa anche in Facebook. Il social blu, infatti, dopo aver introdotto gli hashtag ora ha deciso di offrire agli utenti anche i trending topic. Secondo il Wall Street Journal, Menlo Park starebbe infatti testando una “trending box” che sarà piazzata in alto, a fianco alle barre di ricerca e alla destra della bacheca. Si è ancora all’inizio e si sta cercando un modo per non ricalcare troppo da vicino l’idea di Twitter e al momento, stando a quanto ha dichiarato un portavoce del gigante al quotidiano newyorkese, la funzione sarà testata per una “piccola percentuale di utenti americani” perché la sperimentazione è agli inizi ma è comunque un passo ulteriore dopo l’arrivo degli hashtag: “Gli hashtag sono solo il primo passo per aiutare le persone a scoprire più facilmente ciò che gli altri dicono su temi specifici e a partecipare alle conversazioni pubbliche – aveva scritto su un post del blog ufficiale Greg Lindley, product manager di Menlo Park, lo scorso giugno – continueremo a sviluppare altre funzioni nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, incluse ricerche più approfindite che daranno una mano agli utenti a scoprure di cosa si parla nel mondo”. La differenza tra i due social, però, la si riscontra tra la diversa dimensione degli stessi: se Facebook è un po’ una piccola stanza dove “invitare” i propri amici a conoscerci meglio e comunicare (almeno per chi si muove agevolmente con i parametri per la privacy), il social dove si cinguetta è come un giornale aperto che tutti possono sfogliare e utilizzare per comunicare in modo rapido e dov’è possibile confrontarsi con chiunque sui più diversi temi in tempo reale. C’è quindi da capire come il primo organizzerà questa sua nuova introduzione anche se non si può scordare che ha dalla sua oltre un miliardo attivi ogni mese contro i 120/150 milioni di Twitter e quindi, pur con legami di riservatezza, indubbiamente avrà un peso il conoscere ciò di cui si parla.

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Facebook censura gli artisti, vittima anche Ravelo, fotografo dei bimbi crocefissi

 

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Erik Ravelo, fotografo per Colors e per Fabrica, e autore di una campagna di forte impatto dal titolo Los intocables, dove venivano ritratti alcuni minori crocefissi ai propri carnefici, è stato censurato su Facebook. “Quando l’ho postata mi è arrivata una notifica dal Social network con la quale mi avvisavano che non posso caricare immagini per 7 giorni e che se metto altri contenuti non appropriati mi bloccheranno il profilo”. E qui scatta l’ira di Ravelo  “La mia è una campagna artistica che è diventata virale in rete, fatta senza alcuno sponsor e che ha l’obiettivo di protestare contro la pedofilia. Perché viene censurata, quando su Facebook gira di tutto?”.

Erik Ravelo, per esprimere liberamente la sua arte aveva abbandonato Cuba quando aveva 18 anni, ma ora ci pensano i social network a censurarlo. Il fotografo si è anche chiesto come è “Possibile che non venga compresa la differenza tra contenuti inappropriati  e arte?”

Ravelo non è il primo e probabilmente non sarà l’ultimo a cui sono state o saranno rimosse immagini dichiarate come contenuti inappropriati mentre sono foto artistiche o di protesta.  È successo anche con le il profilo delle Femen ed è capitato anche ad altri artisti. Basta che qualcuno segnali la fotografia e scatta il procedimento. E se il flusso delle immagini è talmente vasto da controllare, è incredibile come iniziative di questo tipo vengano bloccate in rete, dove la libertà di espressione dovrebbe essere tutelata è salvaguardata.

 

La Parigi di #Non passerai, Mengoni e la storia del ‘Collezionista d’amore’

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Parigi vista attraverso una scatola in testa, ma anche l’avvicinamento del cantante al pubblico mimetizzandosi sotto una “maschera” e portando con sé un enorme cuore. Questo sembra essere il messaggio dell’ultimo video di Marco Mengoni diretto da da Gaetano Morbioli che  racconta la storia del ‘Collezionista d’amore’. #Non passerai, ha infatti per protagonista lo stesso Mengoni che si aggira per tutta la città con una faccia sorridente disegnata su una scatola bianca e a chiunque incontra chiede di scattare una foto. Tra il surrealismo e la simpatia il video  girato a Ville Lumière è già stato visto innumerevoli volte sul web.

Posti in piedi in Parlamento? No, pure quelli sono occupati per Berlusconi!

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“Complimenti e congratulazioni ai quattro nominati. Ma sono molto rammaricata e profondamente dispiaciuta per l’unico che doveva essere nominato senatore a vita e non lo è stato, ovvero Silvio Berlusconi. Sarebbe stato il migliore e la persona con più titoli e più meriti”. Così, la deputata del Popolo della Libertà, Daniela Santanchè, interpellata da Affaritaliani.it, ha commentato la nomina dei 4 senatori a vita e ha poi aggiunto: “Senza nulla togliere ai quattro nuovi senatori a vita, credo però non siano paragonabili a Berlusconi”, conclude.

Forse è un bene? Forse Napolitano non se l’è sentita di fare  di un condannato in via definitiva un senatore a vita?

Sembra proprio che la guerra sia in corso nelle larghe intese, che dopo aver vinto la “battaglia dell’Imu”, ora serrano i comparti per sferrare l’attacco alla “battaglia dell’Iva”, di territorio in territorio il Pdl avanza…  La decadenza è lontana o forse sono le vittorie prima della sconfitta finale?

La reazione della rete al poker di senatori a vita!

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Chi sono è stato facile saperlo, tutti altissimi personaggi che si sono distinti nei loro campi a livello internazionale e che hanno portato la parte “migliore” dell’Italia all’estero, nomi che ci riconciliano con la nostra nazione. Ma la rete come si è posta nei confronti di queste grandi personalità?

Abbado è ritratto così:

Cattaneo è ritratta così:

Renzo Piano è ritratto così:

Robbia è ritratto così:

 

Soldati israeliani ballano a un matrimonio palestinese: sospesi

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Il filmato documenta i soldati israeliani che ballano a un matrimonio palestinese. Secondo i superiori questa è stata una grande offesa, tanto che i soldati che avevano preso parte al ballo in discoteca in occasione di un matrimonio sono stati sospesi. Non è la prima volta che i militari israeliani danno scandalo: qualche mese fa erano state le foto di alcune soldatesse in biancheria intima e armi in pugno a far scoppiare la polemica.

Il canguro censurato su Facebook! Troppe polemiche.

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Le regole sono regole e valgono per tutti, animali compresi. Così un canguro australiano è stato censurato. Tourism Australia aveva infatti postato la foto di un canguro a riposo sull’erba in una posizione che mostra i genitali… in poco tempo sono arrivate le lamentele di alcuni utenti. La foto aveva suscitato polemiche, tanto che i gestori si sono visti costretti a sostituirla con una versione censurata. Non tutti i fan hanno, però, trovato utile la polemica: “Censurare gli organi riproduttivi di un animale è una delle cose più stupide che abbia mai visto”, un altro scrive “ho tantissime foto del mio cane, dovrei censurare anche quelle”.  Che altro dovremo censurare? Siamo poi sicuri che censurare non attiri di più l’attenzione? Quando finiremo di violentare la natura?

Il cinguettio diventa un indice: Twitter sbarca in borsa.

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E dopo Facebook è la volta di Twitter. I cinguettii varranno un indice? Sembra proprio che i manager del social network abbiano avviato le prime consultazioni con le banche di Wall Street per l’Ipo. La cosa più importante per il ceo Dick Costolo e il direttore finanziario Mike Gupta è di evitare il caos che ci fu quando nel maggio 2012 Facebook fu quotato per la prima volta in borsa. Ma cosa non funzionò? Nel caso del social network di Mark Zuckerberg furono proprio le banche a convincere il manager a quotare l’azienda su livelli già molto elevati. Questo portò al crollo del titolo nelle settimane successive. La quotazione di Twitter, valutato nei mercati privati per 10 miliardi di dollari, dovrebbe avvenire all’inizio del 2014. Gupta e Costolo non vorrebbero un prezzo iniziale delle azioni troppo alto: si parla di una cifra intorno ai 20 dollari, valore delle azioni di Twitter sui mercati privati. Prima, però, i vertici di Twitter puntano ad affiancare alla raccolta pubblicitaria (da cui arriva la metà dei ricavi) i servizi a pagamento, come il “micro-messaging” che secondo le stime, dovrebbe assicurare introiti per 582,8 milioni di dollari nel 2013 e per circa 1 miliardo nel 2014.

L’uccellino riuscirà a volare nei cieli burrascosi delle borse internazionali?

La lunga notte di Lamela su Twitter, fratello e fidanzata censurati

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Una lunga notte su Twitter per il fratello e la fidanzata di Erik Lamela che dopo la presentazione all’Olimpico della squadra giallorossa avevano espresso dei commenti “compromettenti” circa il trasferimento del giocatore al Tottenham. Proprio mentre Lamela era presentato e applaudito dai tifosi romanisti, la fidanzata postava un Twitter commentando la serata come una “gran farsa”. Pochi minuti dopo però il tweet veniva immediatamente rimosso. In nottata però era il fratello del giocatore a twittare con chi chiedeva informazioni su un possibile passaggio di Lamela alla Premier League: “E’ più che certo..Tra poche ore (spero che non lo traducano)”. Pochi minuti dopo e il fratello rimuoveva il tweet per poi postarne un altro: “Ho dovuto cancellare alcune risposte, non posso rispondere più niente su mio fratello, non mi compromettete! Grazie”.

Tutto quello che Facebook può fare dal tuo smartphone… a tua insaputa!

facebook-privacy-tuttacronacaE’ Osa Sapere che ha letto quello che la maggior parte di noi salta a piè pari, ossia le autorizzazioni che si concedono quando si scarica l’applicazione di Facebook su uno smartphone. Quello che ne hanno dedotto? Che il social blu può utilizzare il nostro cellulare come gli pare e piace. Non significa lo faccia, ma di certo ne ha la possibilità. Ma cosa può fare senza che ce ne rendiamo conto? Consentire all’app di effettuare telefonate senza che siamo noi a intervenire, cosa che può comportare chiamate o addebiti imprevisti anche se non consente le chiamate a numeri di emergenza. Ma consente anche all’app di accedere alle funzioni telefoniche del dispositivo. Questa autorizzazione consente all’applicazione di determinare il numero di telefono e gli ID dei dispositivi, se una chiamata è attiva ed il numero remoto connesso da una chiamata. E ancora, può scattare foto e riprendere video con la fotocamera, in qualsiasi momento e senza conferma da parte del proprietario dello smartphone. Lo stesso dicasi per la registrazione audio, che consente all’applicazione di registrare audio con il microfono. Questa autorizzazione consente all’applicazione di registrare audio in qualsiasi momento senza conferma. La posizione approssimativa consente inoltre all’applicazione di accedere alla tua posizione approssimativa grazie ai ripetitori di telefonia mobile e alle antenne wifi. E se non bastasse, la posizione precisa permette all’app di determinare la posizione esatta tramite GPS o fonti di geolocalizzazione come ripetitori di telefonia mobile e wifi. C’è inoltre da fare i conti con la lettura contatti personali, che consente di leggere i dati relativi ai contatti memorizzati sul telefono inclusa la frequenza con cui sono state effettuate le chiamate, inviate le email o comunicato in altri modi con individui specifici. Inoltre permette all’applicazione di salvare i dati dei tuoi contatti, che potrebbero essere condivisi. La lettura informazioni sociali permette invece di salvere i dati dal registro chiamate mentre applicazioni dannose potrebbero condividere i dati del tuo registro chiamate a insaputa dell’utente. E ancora, la modifica dei contatti personali consente all’applicazione, appunto, di modificare i dati relativi ai contatti memorizzati sul telefono, inclusa la frequenza con cui hai effettuato chiamate, inviato email o comunicato in altri modi con contatti specifici, anche di eliminarli. Ma anche il registro chiamate non sarebbe al sicuro, visto che l’app potrebbe modificarlo. L’archivio Usb consente invece all’applicazione di scrivere nell’archivio USB, modificare o eliminare contenuti mentre l’aggiunta o rimozione account permette all’applicazione di eseguire operazioni quali l’aggiunta o la rimozione degli account e delle relative password. C’è inoltre da fare i conti con il download dati da internet, che consente di scaricare i file tramite gestione dei download senza mostrare alcuna notifica all’utente. Infine, il recupero applicazione in esecuzione consente all’applicazione di recuperare informazioni sulle attività attualmente e recentemente in esecuzione. Ciò potrebbe consentire all’applicazione di scoprire informazioni sulle applicazioni in uso sul dispositivo. Tutto questo è possibile… perchè l’abbiamo autorizzato.

Posta la foto su Facebook mentre bacia un ragazzo. Insultato

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Grave atto di omofobia su Facebook dove un ragazzo di Crotone è stato  insultato con commenti omofobi e razzisti sulla sua pagina Facebook dove aveva pubblicato una foto che lo ritraeva mentre baciava un ragazzo. A denunciarlo è il segretario del Centro d’iniziativa locale Certi Diritti per la Calabria, Marco Marchese, che spiega come “si è scatenato il putiferio con commenti omofobi conditi da frasi che inneggiano ai forni crematori per le persone omosessuali”. I commenti peggiori sono stati rimossi da Facebook, ma secondo Marchese “la brutta vicenda resta ugualmente in piedi a testimoniare quanto siamo ancora lontani da una società inclusiva e rispettosa di ogni persona”.

Veramente un atto di inciviltà di fronte a cui si resta attoniti per la violenza verbale scagliata nei confronti di un ragazzo che con coraggio aveva postato una foto per esprimere la sua identità sessuale.

Il futuro politico Berlusconi lo affida ai social: post del leader di FI

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Silvio Berlusconi torna a commentare il suo futuro politico in seguito alla condanna nel processo Mediaset e lo fa tramite un messaggio su Facebook. «Io resisto! non mollo. State tranquilli che non mi faccio da parte, resto io il capo del centrodestra. Farò sino all’ultimo l’interesse del Paese e degli italiani. Andate avanti con coraggio. Non vi farò fare assolutamente brutte figure. Prepariamoci al meglio». Chi avrebbe mai immaginato che si sarebbe arrivati al punto che il leader di Forza Italia dovesse scrivere su un social “non vi farò fare assolutamente brutte figure”?

“I termini d’uso” uccidono la nostra privacy, ma noi siamo impotenti

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E’ umanamente impossibile leggere tutte le clausole racchiuse nei termini d’uso dei servizi web (si è stimato che ci si impiegherebbe un mese lavorativo all’anno e non è detto che si avrebbe la certezza di capire fino all’ultima virgola) eppure i consumatori ogni hanno perdono 250 miliardi di dollari per quello che celano quelle clausole che sono sempre più criptiche e che mirano solo a distruggere la nostra privacy e acquisire dati da rivendere alle grandi industrie a caro, carissimo prezzo.

Ora arriva un documentario ‘Terms and Conditions May Apply’ diretto da Cullen Hoback. Per realizzarlo sono occorsi due anni e oltre tremila ore di lavoro per lo più impiegate a raccogliere testimonianze di quelle righe che nessuno legge, «nemmeno gli avvocati che li scrivono», come dice il comico Eddie Izzard nelle battute iniziali del documentario, ma che possono poi avere conseguenze veramente spiacevoli.

Una delle tante raccontate attraverso il documentario è quella di un ragazzo irlandese, Leigh Brian, che 20 giorni prima di un viaggio da turista negli States chiede a una ragazza in un tweet di vedersi, prima che vada a «distruggere l’America». Intendeva fare festa, ubriacarsi. Ma quando fa per tornare, all’aeroporto viene interrogato per cinque ore per quel ‘cinguettio’, tanto pericoloso da finire con «x», un bacio. Viene ammanettato, messo in cella. Gli agenti non trovano nessuna reale minaccia in lui, ma ora il ragazzo è in lista nera e rischia di finire interrogato a ogni aeroporto.

Il documentario, spiega Hoback, nasce da un’esigenza ben precisa: «C’è una generale mancanza di consapevolezza», dice, «su come i Google e i Facebook del mondo abbiano tratto beneficio dai nostri dati, e su come quei benefici abbiano condotto al più grande incubo per le libertà civili del nostro tempo: la totale distruzione della privacy».

Ed è questo legame a costituire il cuore del filmato. Da un lato, una accurata ricostruzione storica di come sia nato l’apparato di sorveglianza digitale dell’intelligence Usa svelato in questi mesi da Edward Snowden, la fonte del Datagate. Dal programma ‘Total Information Awareness’ del 2002, l’antenato di Prism capace di «sorvegliare ogni informazione digitale esistente», alle rivelazioni quattro anni più tardi dell’ex tecnico AT&T Mark Klein, che svelano che il gigante delle telecomunicazioni era coinvolto in un programma di sorveglianza dell’Nsa per il traffico Internet, si comprende come secondo Hoback il Datagate «abbia detto poco che già non sapessimo». Al punto che se potesse rigirare il documentario oggi, vi aggiungerebbe poco o nulla.

Dall’altro il modo in cui l’ingigantirsi della macchina dello spionaggio, con scarso o nullo scrutinio pubblico, si sia legato agli interessi dei colossi web che hanno fatto dei nostri dati personali l’inesauribile miniera d’oro su cui basare le proprie fortune. «E se la raccolta di dati richiesta dal Patriot Act», si chiede la voce narrante, «fosse diventata il fondamento di un modello di business completamente nuovo? E il fondamento della rete moderna, come la conosciamo?».

Quando scriviamo commenti, twittiamo  o scriviamo un post su Facebook siamo davvero certi che non stiamo contribuendo ad annientare il concetto di privacy nel mondo? Anni per ottenere il diritto, per poi farlo dissolvere in un click? Quali sono i limiti etici che dovrebbero essere imposti a livello globale?

Sesso, bugie e… social network! Incubo in un liceo.

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Un liceo sconvolto da sesso, bugie e social network. Insulti, cyber bullismo e menzogne atte a  rovinare la reputazione di studenti, vittime di un vero e proprio inferno. Il fenomeno si era dilagato in un liceo dell’Ohio e aveva raggiunto una dimensione tale che sono stati gli organi di stampa a dar risalto alla notizia. I gossip si diffondevano via Ask.fm, poi qualcuno li ripostava via Twitter attraverso l’account anonimo @HudConfessions, ora chiuso.

Il cyber bullismo è in aumento, dilaga tra i giovani, a volte anche tra i bambini che passano ore davanti a un tablet, uno smartphone o un pc. I pericoli sono in agguato, dalla caduta della propria autostima, alla depressione, fino ad arrivare a togliersi la vita quando quegli insulti sono così infamanti e così reiterati da creare una vera e propria gabbia in cui lo studente si sente senza vie di uscita.

Pellegrini dopo la medaglia arriva lo spot contro la violenza sulle donne

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Conclusa la spedizione a Barcellona per i mondiali di nuoto, la nazionale femminile “scende in vasca” contro la violenza sulle donne. Lo spot si chiama “Ferma il bastardo” ed è promosso dal marchio di abbigliamento femminile Yamamay. Federica Pellegrini dopo aver vinto l’argento nei 200 stile libero ha postato sul suo profilo twitter una foto che la ritrae insieme alle compagne di nazionale con indosso la maglia della campagna con la scritta rossa ‘Ferma il bastardo’ e la richiesta ”Retweet please!”.

 

Nuova denuncia di violenza su Facebook… è la modella Silvia Chizio

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Dopo il caso Di Cataldo ancora tutto da accertare arriva una nuova denuncia di una presunta violenza subita. Il mezzo per far conoscere il proprio disagio e la paura è sempre il social network più usato al mondo: Facebook. Lei è una top model trevigiana Silvia Chizio, che partecipò a Miss Italia nel 2007 e suoi post sul social raccontano una storia di violenza e terrore.

 “Ero sposata, incinta di sei mesi con una gravidanza a rischio quando è successo la prima volta. Stanca dei suoi viaggi di piacere in Russia e della mia solitudine quotidiana ho detto basta. Per questo sono stata ferocemente picchiata e presa a calci”. Stando a quanto lei stessa racconta, “la querela per lesioni gravi è partita dall’ospedale. Ma io poi per paura ho ritrattato tutto. Lui prometteva di farsi curare, di cambiare, ma questo è stato solo il primo episodio di una lunga serie di violenze”.

Sul social la solidarietà verso la giovane non è mancata, ma il marito, un imprenditore di 40 anni, ha immediatamente smentito. L’uomo non ha usato il social ma immediatamente si è recato dal suo avvocato, Paola Taviani, che ha diffuso questo comunicato in un intervista rilasciata al Gazzettino Nordest, in nome e per conto del marito della modella trevigiana :
“Questa reazione è fatta solo per screditare la figura del mio cliente, che si riserva di valutare se vi sono estremi penali nelle dichiarazioni pubblicate su Facebook dalla signora Chizio”.
Una vicenda da accertare che tuttavia è riuscita a suscitare molto clamore in rete.

Twitter di Grillo dopo la sentenza mediaset: Berlusconi è morto. Viva Berlusconi

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Beppe Grillo su Twitter ha commentato la sentenza sul processo Mediaset scrivendo: “Berlusconi è morto. Viva Berlusconi.” Pochi minuti dopo un secondo tweet: “Il pdmenoelle è oggi senza stampelle, senza maschera, senza rete, senza l’amico di sempre.”

Il ministro dell’integrazione non va alla festa della Lega

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La Kyenge declina l’invito e dice che rimangono aperti gli spiragli per una sua partecipazione ma al momento non ci sono i presupposti per cui ciò avvenga. In mattinata si era assistito anche allo scontro Bossi – Maroni, in cui l’ex segretario del Carroccio si diceva contrario alla partecipazione del ministro dell’integrazione a una festa che doveva essere invece del popolo dalla camicia verde. L’ennesima integrazione mancata?

Il video del M5S: citano la supercazzola e Amici Miei

Quagliariello-m5s-supercazzolla-tuttacronacaIl Movimento 5 Stelle ha pubblicato, sul suo canale YouTube Parlamento, l’intervento del ministro Quagliariello in Commissione Affari Costituzionali.

”Pur di prendere tempo e far slittare il finanziamento ai partiti, il ministro disquisisce sul nulla per ore”, spiega la didascalia che accompagna il video che, come scrive “Repubblica” citando il mitico film “Amici Miei”, appare essere una vera e propria “supercazzola”. 

  

Dalle prove al concerto la gallery di Marco Carta nel napoletano

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Marco Carta, ex allievo di Amici non si è certo risparmiato per le sue fan che erano corse numerose per assistere alle prove e al concerto a Polvica di Nola, in provincia di Napoli. Una piazza gremita e urlante che non ha mai perso la voce per far sentire il proprio sostegno al cantante.

Se non è solo una leggenda metropolitana c’è anche chi sostiene che un gruppetto di fan abbia prestato il disco di “Necessita’ lunatica” al bar di fronte la piazza, per poter far risuonare le note dei brani di Mister Paper fin dalle prime ore della mattina.  Anche quanto il caldo torrido si è abbattuto sulla piazza Carta non si è trovato mai solo. Dalle prove al concerto il successo è stato indiscutibile…

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Un leghista veneto torna a insultare la Kyenge e usa lo spot del crodino

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E’ la volta di Andrea Draghi, assessore leghista alla sicurezza del Comune di Montagnana e Consigliere Provinciale leghista di Padova che dal suo profilo Facebook lancia un post d’insulto verso il ministro Cecile Kyenge. Draghi prende spunto dalla nota bevanda analcolica sponsorizzata da un gorilla per insultare il ministro dell’integrazione. Il Governatore veneto Luca Zaia ha chiesto al Carroccio di intervenire.

Arriva Happier: 100.000 utenti e 1 milione di pensieri felici.

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Non più frustrazioni, rabbia e sogni mancati, a poter essere condivisi su Happier, il nuovo social network che, aperto a febbraio, conta già 100.000 utenti, sono solo i momenti felici.  Il social si pone come target le donne americane tra i 18 e i 35 anni e vuole celebrare i momenti felici di quotidianità. Nei piani della fondatrice Nataly Kogan c’è però l’idea di realizzare una società di telecomunicazioni e un marchio che «ispiri milioni di persone a essere più felici». Kogan, che si definisce il «chief happiness officer» del social network, è cresciuta in una famiglia ebraica in Unione Sovietica, un paese che non esita a definire «non particolarmente felice». Nel 1989, quando aveva 13 anni, la sua famiglia decise di sfuggire alle persecuzioni e scappare negli Stati Uniti. Dopo mesi passati nei campi profughi fra Austria e Italia, riuscirono infine a raggiungere a Detroit, dove trovarono alloggio in una casa popolare.

Kogan quando è approdata negli Stati Uniti non parlava inglese e voleva solo realizzare il sogno americano. Iniziò così a lanciare una serie di startup tecnologiche fra cui  Where, che nel 2011 fu acquistata da PayPal per 135 milioni di dollari. Ma se in questo periodo di rodaggio Happier ha condiviso la felicità solo fra persone amiche dal 1 agosto inizierà a condividerla anche con utenti non amici.  Secondo la fondatrice infatti: . «Vedere cosa rende felici le altre persone è prezioso».

 

Sharknado, l’ultima follia della tv Usa che affascina il web

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Sharknado è andato in onda per la prima volta giovedì sera e immediatamente i social sono impazziti. Ovunque non si sentiva parlare di altro, tra polemiche, ironia ed estasi si è consumata sul web l’ultima follia della tv americana. Ma cosa è Sharknado?

90 minuti di catastrofe! Un uragano travolge tutti gli squali dell’Oceano Pacifico  che poi getta nelle strade allagate di Los Angeles. Squali volanti pericolosissimi pronti ad attaccare i cittadini californiani. Tra fantasy, horror e uno humor forse involontario, Sharknado si pone alla vetta di qualsiasi film trash superando ampiamente anche le previsioni peggiori

Il fotografo poeta ucciso a 21 anni in Egitto commuove il web

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Si chiamava Andrew Pochter, 21 anni, americano animato da una passione per il Medio Oriente,era andato in Egitto per insegnare inglese ai bambini. Il giovane era anche un fotografo e girava sempre con la macchina fotografica al collo. E’ stato ucciso perchè ritenuto di essere una spia, ma oggi, Pochter, commuove il web per una lettera che scrisse a un bambino di cui era stato il tutor. “Vivi e ama” dice al dodicenne a cui indirizza la sua lettera e poi si scusa per non essere potuto ritornare per la sua promozione. In questo suo scritto spiega anche i motivi che lo spingono in Egitto:

“È un posto molto pericoloso in questo momento. Il Paese risente delle conseguenze di una grande rivoluzione politica. Ma anche se ho problemi c’è sempre qualcuno disposto ad aiutarmi. Per esempio quando va via l’elettricità o l’acqua”.

Andrew Pochter è morto pugnalato mentre assisteva alle manifestazioni e i suoi genitori lo ricordano così su Facebook:  “Amava profondamente il Medio Oriente il suo sogno era lavorare in quella regione per sostenere la pace”.

Questo autunno avrebbe dovuto fare rientro a Kenyon College in Ohio, dove si è laureato in studi religiosi e co-gestiva l’organizzazione Hillel House Jewish. I parenti spiegano inoltre che il giovane era molto interessato alla cultura del Medioriente e “progettava di vivere e lavorare lì, nella ricerca di pace comprensione”.

E la sua passione per la vita e per gli altri emerge in questa lettera intensissima, dove lo studente spiega le ragioni della sua “chiamata” in Egitto, la passione civile e il sincero interesse per le ragioni arabe.

“Non perdere mai la curiosità per le cose belle della vita. Continua a farti stupire dalle escursioni nei boschi, nei canyon, in montagna. Vai a pesca e vai a caccia. Esci dalla routine cittadina se puoi. Circondati di buoni amici che ti possano essere d’aiuto nei momenti di difficoltà. Innamorati. Riprenditi il tuo cuore infranto. E poi innamorati ancora. Respira ogni giorno la vita come se fosse la prima volta. Cerca qualcosa da amare e non smettere di farlo finché non trovi qualcos’altro per cui valga la pena vivere. Non incolpare gli altri per i loro errori. Ti rende più debole. Sei un uomo forte. Non ti fermare ad ascoltare chi ti critica negativamente. Parla con convinzione e credi in te stesso perché il tuo modo di essere è più importante di come ti hanno educato. Avrei voluto congratularmi personalmente con te, ma so che questo non avrebbe cambiato molto.

Cerca di non dimenticarmi. Se serve qualcosa basta un’email”.

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Riprese aeree? Ora basta una palla!

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Sono anni che la Steve Hollinger ci sta lavorando e ora arriva Squito la prima telecamera a forma sferica che se lanciata è in grado di fare riprese panoramiche e stabilizzate. Non solo ha una forma accattivante ma anche molteplici applicazioni. E’ infatti  possibile riprendere immagini con panoramici sferici, mantenere l’inquadratura su un particolare oggetto o soggetto, avere più angolazioni di ripresa, contemporaneamente, oppure applicare vari sensori (termici, per visione notturna eccetera). Un altro possibile utilizzo è quello per la ricerca ed il soccorso, ad esempio in luoghi angusti, dove un essere umano non passerebbe facilmente.

Clap-off bra batti le mani et voilà…

Carmen Consoli diventa mamma e twitter si scatena

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E’ stata la stessa Carmen Consoli a rivelare l’evento sulla sua pagina Facebook annunciando che: “Oggi alle 8.04 è nato Carlo Giuseppe. Sono una mamma felice!” L’artista catanese, che compirà 39 anni il prossimo 4 settembre, aveva dato l’annuncio della sua gravidanza sempre tramite  social network “21 marzo. Primo giorno di primavera. Dopo un inverno apparentemente spoglio e vuoto, la neve e il ghiaccio si sciolgono per lasciare il posto a torrenti di acqua fresca e cristallina, i germogli nascosti a lungo nel terreno si apprestano a sbocciare dando vita a paesaggi variopinti e colorati. Mai come quest’anno sento anche io di portare dentro di me la primavera di una nuova vita che nasce. Con emozione e gioia voglio condividere con voi questo momento e dirvi che presto diventerò mamma”.

Su twitter gli italiani si sono scatenati tra frasi di entusiasmo e alcune polemiche: l’hashtag Carlo Giuseppe (il nome scelto per il bebé) è un rincorrersi di notizie e di ironie, a volte mordaci, come era accaduto già per Santiago, il figlio di Belén.

I servizi tedeschi “vanno a letto” con quelli americani?

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Le ultime dichiarazioni si Snowden innescano un altra bomba. La talpa infatti avrebbe rivelato che i servizi tedeschi collaborassero con la Nsa e che le persone da sorvegliare venissero selezionate in base ai loro profili Facebook e alle loro mail. In una intervista al giornale tedesco Der Spiegel, talpa avrebbe usato l’espressione inequivocabile che gli Usa ”vanno a letto con i tedeschi”

Nella Nsa – precisa Snowden, c’è una direzione degli Affari Esteri e la cooperazione con gli altri pesi è concepita in modo da ”isolare i leader politici dalle ripercussioni” nel caso in cui venisse svelato ”con quale ampiezza stanno violando la privacy globale”.

L’intervista è stata condotta da un esperto americano in crittografia, Jacob Applebaum, e dalla regista di documentari Laura Poitras, con l’aiuto di email criptate, poco prima che Snowden uscisse allo scoperto.

Secondo Der Spiegel, la collaborazione tra la Nsa e i servizi tedeschi del Bnd è più stretta di quanto si sapesse finora, con gli americani che forniscono agli alleati ”strumenti di analisi”, in particolare per il Medio Oriente.

L’addio del Drago all’Inter: Stankovic va via e l’Italia Twitta

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L’Inter perde il suo Drago. Dopo un incontro con i vertici Dejan Stankovic e la società neroazzurra hanno deciso per una rescissione consensuale. Poi il giocatore ha deciso di salutare i suoi tifosi con una lunga lettera, pubblicata sul sito ufficale di Inter.it:

Carissimi tifosi nerazzurri, vi parla il vostro Drago con grande emozione e grande piacere. Non so se troverò le parole giuste per salutarvi e ringraziarvi per tutto quello che mi avete dato, a partire dall’affetto, dalla fiducia e dalla sincerità. Sono stati i dieci anni più importanti della mia vita. Anni in cui sono cresciuto prima come uomo e poi, con mio grandissimo piacere, come calciatore. Io e la mia famiglia ringraziamo la famiglia Moratti. Ci tengo a nominare il mio Presidente in particolare, che mi ha dato l’opportunità di vestire la maglia dell’Inter, con la quale ho avuto il piacere ed il grande onore prima di tutto di indossarla e poi di vincere ogni cosa che c’era da vincere. Ci sono tantissime persone con le quali sono stato benissimo e con questa lettera li voglio salutare tutti, sempre con queste parole, guardandovi negli occhi, voglio dirvi che rimarrete nel mio cuore per sempre anche se non posso e non voglio nominarvi tutti. Non dimenticherò mai il giorno in cui sono arrivato, e non potrò mai dimenticare la presentazione con il nostro Presidente onorario Giacinto Facchetti, una grandissima persona sotto tutti gli aspetti. La foto di quel giorno la tengo stretta fra i miei ricordi più cari. Quel giorno è cominciata la mia vita da nerazzurro. Se penso che non indosserò più la maglia dell’Inter mi vengono le lacrime, ma sono stato sempre sincero e le mie sono lacrime vere, purtroppo nella vita si deve andare e guardare avanti, voi che mi conoscete sapete che lo farò con grande orgoglio e grande determinazione, come ho sempre cercato di fare nella mia storia di uomo e di atleta. In tutti questi anni a Milano ho giocato con grandissimi calciatori e soprattutto con grandissimi uomini, è difficile trovare le parole per ringraziare di nuovo tutti. Ho avuto l’onore di indossare questi colori che rimarranno per sempre sulla mia pelle, non lo potrò mai cancellare, nessuno potrà mai cancellarlo.

Con tutto il mio amore.

Dejan stankovic

Ora per i tifosi del Drago non resta che attendere le decisioni del campione, si ritirerà o tornerà nel suo paese a giocare con la Stella Rossa?

Arriva #foodporn, l’appetito virtuale. Condannare o ridere?

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C’è chi lo condanna, c’è chi lo trova divertente, c’è chi ne fa un’ossessione o chi semplicemente una passione fotografica: si chiama #foodporn, anche se con il porno non ha molto da spartire. Ma cos’è la nuova moda social? Si tratta di fotografare e postare i piatti prelibati su Facebook e condividere immagini di cibo. Per alcuni questa pratica è pericolosa e rappresenta un disordine alimentare, per altri è solo l’ennesima follia del network che, a volte può mettere l’acquolina in bocca e altre strappare una risata.

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Ma quali sono le regole da seguire per fare la foto perfetta e postarla su Facebook?

– Stare attenti alla luce. Meglio se naturale e se proviene direttamente da una finestra per donare morbidezza all’immagine. Consigliabile anche mettere il piatto davanti alla finestra possibilmente con una luce laterale che elimini ombre. Il cibo se non bene illuminato non risalta nelle foto e può essere “vittima” del flash che spesso creare una foto piena di luci e ombre e riflessi indesiderati.

– Non riempire l’immagine con oggetti inutili o che possono levare l’attenzione dal piatto. Eliminare il tovagliolo sporco o la forchetta usata. Meglio uno zoom su un particolare che elimini anche il fondo. QUello che deve risaltare è il piatto. Se poi siete degli appassionati della fotografia e la vostra macchina ha la funzione macro perché non provare a usare la fantasia e tentare un particolare curioso del piatto?

– Le grandi quantità di cibo sono difficili da gestire quindi meglio porzioni piccole da poter inquadrare da diverse angolature per cercare la profondità.

– Fare una bella foto di cibo è difficile: meglio fare più scatti. Provare anche effetti diversi di messa a fuoco e soprattutto tentare di realizzare qualcosa di veramente accattivante.

– Il cibo non può aspettare… è triste riprendere il formaggio ormai freddo nel panino o un piatto di insalata condita dopo un’ora. Su alcuni elementi, per dare risalto nella foto si può passare l’olio o in alcuni casi l’acqua, ma la regola migliore è sempre scattare nel miglior tempo possibile.

– Non eccedere neppure con gli effetti in postproduzione… il cibo è bello al “naturale” la maggior parte delle volte!

Buon appetito virtuale a tutti!

Nuova bufera sull’ex capitano del Palermo: Miccoli di nuovo nei guai

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Dopo la frase sul giudice Falcone arrivano le sei foto su Facebook insieme a Giacomo Pampillonia e con gli amici del giovane, che è stato  arrestato, insieme ad altre 24 persone, all’alba di oggi nell’operazione antimafia che ha azzerato il mandamento di Porta nuova. Nell’album su Facebook Pampillonia scrive ‘A casa mia con Miccoli’. Mentre in altre foto, al campo, è con altri giocatori del Palermo.

Occhio a quello che si scrive su Facebook, si rischia il carcere

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Rischia fino a 8 anni di carcere il 19enne che ha lasciato un commento sarcastico su Facebook in una discussione su un videogame. Il ragazzo è in custodia da febbraio e sta per essere accusato di minaccia a sfondo terroristico. Justin Carter, attualmente detenuto nella prigione di Comal County, in Texas, sotto lo stretto controllo delle autorità per l’alto rischio di suicidio,  aveva commentato su social network il videogame online ‘League of Legends’. Proprio in riferimento al gioco un ragazzo lo aveva definito “pazzo e fuori di testa” e Carter aveva risposto “di essere talmente fuori di testa da uccidere tutti i ragazzi di una scuola e poi divorare il loro cuore ancora pulsante”. Il giovane aveva corredato il commento di emoticon scherzosi, ma non è servito a nulla. Perché una donna canadese ha segnalato il commento alle autorità e i genitori del giovane si sono visti piomabre a casa la polizia che ha arrestato Carter con l’accusa di terrorismo.

Il giudice ha stabilito una cauzione di 500mila dollari “Un’assurdita – ha detto l’avvocato di Carter – quando per un omicidio ci sono cauzioni da 150mila dollari”. On line c’è una petizione per liberare Jusin Carter che ha ha già raccolto oltre 35mila adesioni “troppi giovani subiscono arresti o sono in carcere a causa della legge anti terrorismo che impedisce loro la libertà di parola garantita dal primo emendamento” si legge nella petizione.

Anche questa è giustizia?

La “metamorfosi” di Google nel Doodle per Kafka

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Google si metamorfizza e rende omaggio a Frank Kafka con un Doodle che celebra i 130 anni della nascita dello scrittore austro-ungarico. Si è scelto il racconto surreale, in cui il protagonista Gregor Samsa, si risveglia scarafaggio e inizia la sua lotta per sopravvivere come gigantesco insetto, che fa ribrezzo e soffre l’emarginazione della società. Tanti auguri a Kafka, un esempio di scrittura surreale e intimista che da sempre affascina di generazione in generazione e non si lascia “schiacciare” dalle mode della nuova editoria. Attuale e immediata la scrittura di Kafka non risente del tempo che passa, narra vicende quotidiane in cui chiunque si immedesima Da “Il Processo” al “Castello”, da “America” a il “Colloquio con l’ubriaco” fino ad arrivare a “Lettere al padre”, la sua letteratura racconta l’impotenza dell’uomo davanti all’autorità.

Quando sarà indetta la giornata mondiale dello scarafaggio ci si domanda in twitter?

Arriva il film su Snowden: VERAX

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E’ già online il primo film sulla talpa del Datagate. VERAX, dal latino “colui che dice la verità”, racconta lo scandalo delle intercettazioni e la storia del suo protagonista Edward Snowden. Girato in tempi record ad Hong Kong, il primo luogo dove Snowden si era rifugiato, Verax è il cortometraggio, della durata di 5 minuti, girato da quattro registi amatoriali della colonia britannica che si sono così fatti beffe delle major di Hollywood, già in procinto di commissionare sceneggiature sul caso.

“Essere stato il primo a girare un film sulla vicenda è stato davvero una soddisfazione”, ha detto alla France Presse il regista Edwin Lee. La somiglianza dell’attore che interpreta l’agente è impressionante. Si chiama Andrew Cromeek ,è un professore americano amico dei registi, che ha avuto solo bisogno di un paio di occhiali e del taglio di capelli giusto. E’ lui che diventa quella “Bocca della verità” che mette a dura prova gli equilibri mondiali. L’imbarazzo degli Usa, la fuga di Snowden e i documenti in possesso all’ex imprenditore tecnico e dipendente della Central Intelligence Agency, sono gli elementi centrali di un corto davvero avvincente. D’altra parte il Datagate – se non fosse pericoloso a livello globale e quindi degno della massima prudenza – potrebbe essere un copione perfetto per Hollywood.

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Nei titoli di coda del film si apprende che quella fuga di Snowden precipitosa da Hong Kong ha spiazzato i realizzatori del corto che speravano con la loro opera di far pressioni sulle autorità del Paese per sensibilizzare l’opinione pubblica nella battaglia legale sull’estradizione.

Verax è anche il nome in codice che lo stesso Snowden si era scelto. Verax fu lo stesso pseudonimo di Clement Walker, un politico che contestò il parlamento inglese nel XVII secolo, e che per le sue idee morì, dopo una prigionia brutale, rinchiuso nella Torre di Londra.

Quel ragazzo che lotta contro le ecomafie e gli distruggono il gregge

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Emanuele Feltri, 34enne di Catania , ha deciso di abbandonare il suo furgone Volkswagen, mercatino ambulante per oggetti vintage, e di trasferirsi in contrada Sciddicuni. Qui sta cercando di difendere la zona di Paternò, quella “terra di nessuno”, con una fattoria dove alleva animali e produce prodotti biologici di alta qualità, qui cerca di “levare la terra sotto i piedi dell’ecomafia”. Per questo la sua presenza in zona non piace molto. Ieri di ritorno da Catania ha trovato tutto il suo gregge distrutto a colpi di pistola, una testa di un animale tagliata e lasciata fuori la porta di casa. Lui non si arrende e non si spaventa va sulla sua pagina Facebook e posta un messaggio:  “Sciddicuni esiste e resiste per ricordare che non bisogna essere super eroi per portare avanti i propri ideali, per testimoniare che a volte il coraggio sta proprio nel condurre la propria vita quotidiana con coerenza e senza compromessi. Quando ci renderemo conto che ci stanno togliendo tutto, anche la possibilità di vivere in pace nella propria terra forse inizieremo a voler essere i reali protagonisti del nostro futuro”.

A volte sono gli esempi come Emanuele Feltri a ricordarci che la nostra terra è quanto di più importante abbiamo e invece di tutelarla, la sfregiamo con un utilizzo criminale dell’ambiente.
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Lo strano asse Monti-Renzi?

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Affida a Facebook, il leader di Scelta Civica, Mario Monti la sua proposta di un «contratto di coalizione» per rafforzare gli impegni dei partiti che sostengono Letta.

L’ex premier scrive:

«Devo affermare che, senza un cambio di marcia, non riteniamo di poter contribuire a lungo a sostenere una coalizione affetta da crescente ambiguità».

E aggiunge:

«Ha ragione Matteo Renzi ‘Piccoli passi non bastano’. Il Governo Letta ha iniziato bene, ma la sua missione – trasformare l’Italia in un Paese competitivo e capace di crescere, mantenendo la ritrovata disciplina di bilancio – richiede riforme radicali. Queste non potranno essere decise e realizzate senza una grande e genuina unità di intenti, non solo all’interno del Governo ma anche fra i partiti che hanno dato vita alla grande coalizione».

Monti ricorda anche:

«Scelta Civica, il primo partito ad avere proposto, già prima delle elezioni, un governo di grande coalizione… Con altrettanta chiarezza, però, mi sento in dovere di affermare che, senza un cambio di marcia, non riteniamo di poter contribuire a lungo a sostenere una coalizione affetta da crescente ambiguità».

E prosegue:

«L’ambiguità proviene dai due partiti maggiori», l’uno impegnato nel congresso, l’altro che «sta affrontando una situazione difficile, anche per le vicende di Silvio Berlusconi, al quale va peraltro dato atto di essersi finora lealmente astenuto dal farne pesare le conseguenze sul governo».

E specifica:

 

«Non è comunque accettabile che singoli partiti, nel partecipare all’attività di un governo che dovrebbe durare per anni, si posizionino quotidianamente come se fossero già in campagna elettorale».

Poi Monti conclude:

 

«In Germania, le grandi coalizioni  nascono sulla base di un ‘Koalitionsvertrag’, un vero e proprio contratto, scritto e molto dettagliato, che i partiti devono rispettare. La grande coalizione che appoggia il governo Letta ha, come sola base, le brevi dichiarazioni programmatiche del Presidente dèl Consiglio alle Camere del 29 aprile. Troppo poco. Enrico Letta dovrebbe ora proporsi di dare solidità e slancio riformatore al suo governo, e di metterlo al riparo da possibili insidie provenienti dai travagli dei partiti, proponendo presto un testo di ‘contratto di coalizionè. Esso dovrebbe contenere, oltre ad un quadro preciso delle linee politiche e dei provvedimenti, anche un breve ‘codice di condottà, con elementari regole di comportamento per chi vuole partecipare in buona fede ad uno sforzo comune per risollevare il Paese, dimenticando per qualche tempo gli interessi elettorali».

Le app per andare in vacanza: dal cocomero ai sentieri

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Vacanze 2.0! mai come il 2013 le app per le vacanze stanno prendendo piede e gli smartphone non si abbandonano neppure in spiaggia, anzi in vacanza c’è più tempo per intrattenersi cone le diverse app. Alcune sono vere e proprie “diavolerie”, altre invece possono allietare un soggiorno o facilitarci un percorso in montagna. Molto richieste le app scaccia zanzare, anche se dai commenti degli utenti emerge che non sempre funzionano. però rest il fascino di sapere che l’ultrasuono emesso dallo smartphone ci faccia passare delle notti tranquille. Anche se, come precisano i creatori, l’ultrasuono non è uno qualsiasi ma «quello che riproduce il richiamo sessuale del maschio causando repulsione da parte delle femmine già fecondate, le uniche in grado di pungere».

Ma per iniziare una vera e propria “e-holiday” o “e-vacanza” non si può prescindere dalle app che evitano i costi extra all’imbarco per il peso eccessivo del bagaglio, «Packing Pro» in poche mosse e con le impostazioni personalizzate evita il disagio a tutta la famiglia.

Volete un volo low cost? Nessun problema con  «Skyscanner», l’app usata da oltre 20 milioni di persone, disponibile in 29 lingue e in oltre 70 valute, è un gioco da ragazzi trovare la rotta che fa per voi.

Ma una volta al mare quale spiaggia scegliere?   «Spiagge Italia» è una delle tante app utili con 1.300 aree classificate per distanza, descrizione, tipologia, servizi, gestione e anche frequenza (affollate o meno). E l’acqua? Quanto è buona? Ci si può fare il bagno o è meglio evitare? Basta chiederlo al sito mobile m.portaleacque.salute.gov.it del ministero della Salute: si inserisce la località in cui ci si trova e compaiono qualità del mare, eventuali divieti di balneazione.
Per gli amanti della tintarella (salutare), ecco, tra le altre, «iBronze»: si sceglie il proprio tipo di pelle e l’applicazione – sfruttando la posizione gps del proprio telefonino e le previsioni meteo – suggerisce la protezione da utilizzare e per non farsi scottare.

Cosa ci manca ancora? la scelta del cocomero da portare in spiaggia. Ecco che dalla Cina arriva l’app. Come funziona? Si prende l’anguria, si avvicina lo smartphone con l’applicazione, si batte con le nocche e dopo aver analizzato il tipo di suono compare la scritta «maturo» o «non ancora maturo».

E se si sceglie la montagna? Sul sito http://www.dolomitisupersummer.com i sentieri sono divisi per sforzo richiesto (battito lento, medio o forte) e tipo (gusto, famiglia, benessere, storia, ecc).
Se poi si vuole passare una giornata di relax a giocare, al «Villa Airoldi Golf Club» di Palermo hanno deciso di mappare tutto il campo: così con uno smartphone è possibile capire non soltanto a che punto ci si trova, ma anche dov’è la buca più vicina.

Cosa ci manca? Forse l’app per vivere sereni e felici qualche giorno di relax… anche lontano dalle app dello smartphone!

Il parlamentare del M5S a cui non bastano 5000 euro al mese

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Alessio Tacconi sembra che abbia davvero superato il limite, almeno per i suoi colleghi di partito che oggi hanno affollato il suo profilo Facebook e lo hanno attaccato. Al centro del dibattito ci sarebbe una discussione iniziata dopo una sua dichiarazione. Secondo il parlamentare pentastellato, in odore di lasciare il MoVimento, la diaria da 5000 euro non sarebbe sufficiente per arrivare a fine mese. Il parlamentare infatti rivendica la sua cittadinanza svizzera e ha affermato che quella somma non gli è sufficiente per vivere.

Ecco i commenti che sono piovuti a raffica sul profilo Facebook di Alessio Tacconi:

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E ancora:

alessio-tacconi-movimento-5-stelle-2

E inoltre:

alessio-tacconi-movimento-5-stelle-3

E poi:

alessio-tacconi-movimento-5-stelle-4

Per concludere:

alessio-tacconi-movimento-5-stelle

Consigliera del Pd estromessa per le frasi razziste su Facebook

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E’ stata estromessa la consigliera di circoscrizione del Pd a Prato, Caterina Marini, che aveva postato su Facebook un messaggio dai toni razzisti:

La telefonata della mia sorella mi ha lasciato senza parole: mentre andava in camera si è trovata faccia a faccia in casa con un ladro….. Che città di m***a è questa… Extracomunitari ladri s*****i dovete morire subito.

Il messaggio è stato rimosso dopo pochi minuti, ma tanti sono bastati per interrompere la carriera della consigliera che aveva scritto quelle parole in un momento di rabbia dopo aver subito un furto che l’aveva sconvolta.

Caterina Marini, ingegnere, sposata, madre di una bimba di due anni (Giulia),  ha rilasciato poi un intervista nella quale si scusava, ma puntualizzava anche il suo punto di vista.

«L’ho tenuto su Facebook per un quarto d’ora. Poi l’ho cancellato. E per me sarebbe finita lì. Quando sono andata alla tastiera avevo in corpo tutta la rabbia del mondo. Mi sentivo anch’io violata assieme a Giulia e ai miei genitori, le cose più importanti che ho. E ho pensato che tante volte Bianca la mia bambina di due anni sta in quella casa con loro. E ho immaginato cosa avrebbe potuto succedere. Ho scritto con la rabbia che avevo in corpo e mi sono pentita quasi subito cancellando tutto Ma qualcuno evidentemente ha fotografato la pagina e l’ha diffusa… Mi scuso con tutti, mi sono subito pentita, ma ho agito di getto. Non è ammissibile che si venga violati in casa in quel modo. E dobbiamo ringraziare il cielo se non è accaduto di peggio».

Le parole però sono forti. E lei descrive il ladro come «magrebino», mentre sua sorella lo identifica come europeo.

«Ripeto: ho scritto presa da concitazione e rabbia, sulle impressioni che avevo raccolto sul momento. Comunque credo che sicurezza e immigrazione siano due temi fortemente connessi. Non è sempre vera l’equazione che l’illegalità sia frutto degli immigrazione, ma spesso è così, non si può negarlo».

Il Pd è contrario al razzismo.

«E anch’io lo sono. E sono da tutta la vita di sinistra. Però non si può disconoscere che il partito sia stato morbido su questo tema, oscillante fra bastone e carota, fra comprensione e rispetto delle leggi. Vorrei sapere come si comporterebbero i nostri dirigenti se venissero colpiti come è successo a me. Però. ci vorrebbe più fermezza. E non lo penso da oggi che mi sono sentita colpita negli affetti più cari».

E se il ladro non fosse immigrato?

«Lo maledirei come ladro italiano. Certo, ho sbagliato a inveire contro gli stranieri, ma non mettiamo la testa sotto la sabbia».

In che senso?

«Il problema del nostro tempo è la sicurezza che abbiamo perduto. Un ladro è un ladro. In secondo luogo ha un’origine, una provenienza, una razza».

La commissione dei garanti del partito nonostante le scuse ha deciso di estromettere Caterina Marini precisando:

“Non si tratta di un’espulsione formale – e’ stato spiegato dal Pd – visto che Marini non aveva più rinnovato la tessera dal 2011”.

Il Pd la ritiene esclusa.

«…Chiedo scusa a chi si è sentito offeso dalle mie frasi. Appartengono solo a quell’attimo di dolore, credo comprensibile da tutti. Anche da chi ha ritenuto giusto renderlo pubblico e adesso mi sta facendo soffrire per giudizi che non credo di meritare».

 

L’Atac premia il neofascista, i dipendenti protestano

Giuliano Falcioni-tuttacronaca

E’ “Il Messaggero” a raccontare la storia di Giuliano Falcioni, dipendente di chiare simpatie neofasciste, premiato dall’Atac, il servizio di trasporto pubblico romano. In un articolo di Marco Pasqua si legge come il comportamento encomiabile di Falcioni (che ha messo in fuga due ladri che volevano rubare rame) abbia innescato una polemica all’interno dei dipendenti dell’azienda di trasporto.      

Nel 2007 aveva guidato la rivolta dei tassisti contro il sindaco Veltroni e contro la liberalizzazione delle licenze. Poi, “Zara31, al secolo Giuliano Falcioni, da tassista era passato a lavorare in Atac, dove era stato assunto nel 2010. Già responsabile dei Trasporti per la Fiamma tricolore, non ha mai nascosto, sulla sua pagina Facebook, le sue simpatie neofasciste, tra amicizie nella galassia nera e commenti. Ora l’Atac ha deciso di premiarlo, per «aver compiuto azioni esemplari sul posto di lavoro». L’encomio gli è stato attribuito dall’amministratore delegato in persona, Roberto Diacetti, nel corso di un incontro avvenuto nella sede centrale dell’azienda, in via Prenestina. Da addetto alla sicurezza, «all’interno della rimessa autobus di Magliana, ha sorpreso due malfattori e li hamessi in fuga, recuperando 10 chili di rame appena trafugato dai cablaggi delle vetture in sosta sul piazzale », ha spiegato in un comunicato stampa l’Atac.

Ma i dipendenti hanno protestato:

Una premiazione che non è passata inosservata ad un gruppo di dipendenti, che ha inviato una e-mail di protesta al Messaggero. «Per anni Falcioni è stato distaccato nella segreteria del consigliere comunale Federico Guidi, ed è finito sui giornali per i suoi commenti su Facebook di chiaro stampo fascista. Mentre noi ci facciamo il mazzo sulle vetture il signorino viene premiato. Qui cambiano i sindaci ma non il sistema».

L’appello disperato della talpa del datagate

datagate-snowden-tuttacronaca

“Popolo dell’Ecuador, twittate a Riccardo Patino e persuadetelo a farmi entrare nel vostro Paese!”.

Attraverso Twitter Edward Snowden lancia il suo appello disperato all’Ecuador nella speranza che possa lasciare al più presto l’aeroporto di Mosca nel quale si trova da diversi giorni. Sul social network cominciano ad arrivare i messaggi di solidarietà e benvenuto: “L’America latina è povera, ma crediamo nella vera libertà e sapremo aiutarti”.

Putin preme perché la talpa lasci la Russia, probabilmente ha paura di ritorsioni da parte degli Usa che stanno alzando, giorno dopo giorno, la tensione sul caso e sembra che si sia di fronte a un clima di guerra fredda sotterranea.

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