Rivoluzione Facebook: ora si punta ai droni!

facebook-drone-tuttacronacaIl nuovo progetto di Facebook è quello di sfruttare i droni per offrire supporto al progetto Internet.org, che permetterà di portare sistemi di comunicazione wireless nei paesi in via di sviluppo, iniziativa messa in atto in precedenza da Google tramite palloni aerostatici. Per questo, dopo WahtsApp, la società di Menlo Park starebbe per acquistare la Titan Aerospace che come pezzo forte della produzione ha i droni alimentati a energia solare. TechCrunch, blog specializzato in tecnologia, riporta che l’azienda di Zuckerberg sarebbe disposta a sborsare 60 milioni di dollari per Titan Aerospace. I droni a cui sarebbe interessata Facebook hanno l’intera superficie tappezzata di pannelli solari, raggiungono i 20mila metri di quota e sono in grado di volare per cinque anni senza sosta.

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Hakimullah Mehsud: capo talebano ucciso in Pakistan dai droni USA

talebani-drone-tuttacronacaSono stati i funzionari dell’intelligence del Pakistan a rendere nota la morte del leader dei talebani pakistani durante un sospetto attacco drone da parte degli Stati Uniti avvenuto nel Paese. Sempre secondo gli stessi funzionari, gli agenti inviati sul luogo dell’attacco nel Nord Waziristan avrebbero confermato la morte del leader, Hakimullah Mehsud. Nel corso dell’attacco, anche altri quattro sospetti militanti hanno perso la vita. Nè Cia nè Casa Bianca hanno commentato, mentre un alto ufficiale dell’intelligence degli Stati Uniti ha confermato l’attacco, affermando che gli Usa hanno ricevuto la conferma della morte dell’uomo. Una conferma arriva anche da due alti comandanti talebani, che hanno dichiarato di essersi recati nella zona dell’attacco, dove hanno visto i resti del corpo del comandante militante. Almeno quattro missili avrebbero colpito subito dopo che il veicolo che Mehsud stava guidando era entrato nel compound.

Mare Nostrum: un’imponente macchina per salvare i migranti!

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Tutta la tecnologia al servizio dei migranti per salvargli la vita, prestare soccorso e impedire che tragedie come quelle di Lampedusa possano ripetersi. Un’operazione massiccia che vede impegnati  droni e aerei senza pilota, oltre ad elicotteri con strumenti ottici ad infrarossi. Lo ribadisce il ministro della Difesa Mario Mauro, che sembra già in assetto di guerra e pronto a vedere in azione questi nuovi mezzi militari.

Mare Nostrum «sarà un’operazione militare ed umanitaria e prevede il rafforzamento del dispositivo di sorveglianza e soccorso in alto mare per incrementare il livello sicurezza delle vite umane» ha spiegato Mauro.
Il ministro della Difesa ha precisato anche che «Utilizzeremo per la prima volta una nave anfibia che ha la capacità di esercitare il comando e controllo, con elicotteri a lungo raggio, capacità ospedaliera, spazi ampi di ricovero per i naufraghi. Avremo poi 4 altre navi della Marina: due pattugliatori e due fregate» e altri velivoli.

Successivamente è intervenuto anche il ministro dell’Interno Angelino Alfano che ha cercato di rassicurare: «Ci sono le regole del diritto internazionale della navigazione, non è detto che se interviene una nave italiana porti i migranti in un porto italiano. Si valuterà in base al luogo dove avverrà l’operazione».

Mentre si effettuano i tagli agli statali, il blocco degli straordinari, mentre vengono anche sottratti miliardi alla Sanità pubblica ed elargiti milioni a Crozza e Fazio nella tv di Stato, è davvero rassicurante sapere ci siano così tanti mezzi a disposizione dei migranti e che ci sia anche una “capacità ospedaliera” che invece sulla terra ferma sarà ulteriormente precaria e in bilico.

“Ora raddrizziamo la nave Italia”, Mentana lancia l’amo e Saviano abbocca

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I media stanno raccontando istante per istante una di quelle imprese destinate a fare la storia del mondo. Le caratteristiche l’evento le ha tutte e non c’è da stupirsi che i più grandi media del mondo stiano puntando i loro obiettivi sull’Isola del Giglio e sulla tragedia della Concordia. Così Enrico Mentana dalla sua pagina Facebook, lancia un fatwa proprio sul grande evento che ogni sta catalizzando l’attenzione di milioni di spettatori:

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Lanciato l’amo a pochi minuti di distanza, per pura coincidenza (anche sfortunata), Saviano abbocca e scrive sul suo profilo Facebook:

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Insomma il siparietto è completo, ma sicuramente se Saviano è stato il primo, non sarà sicuramente l’ultimo a cadere nella rete…

Rotazione Concordia: il relitto si è staccato dal fondale

costa-concordia-stacco-tuttacronacaL’ingegnere Sergio Girotto, responsabile delle operazioni di raddrizzamento di Micopori, ha detto in conferenza stampa: “Quando abbiamo raggiunto le seimila tonnellate abbiamo visto il distacco dal fondo, lo abbiamo visto dalle telecamere, la forza di applicazione è nel range che ci aspettavamo”. Proseguono dunque i lavori, con il relitto della Concordia che si è staccato dal fondale marino dell’Isola del Giglio dove era incagliato da oltre un anno e mezzo.

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Concordia: le operazioni di parbuckling viste dalla rete

concordia-raddrizzamento-tuttacronacaSono partite in mattinata le operazioni per il raddrizzamento della Costa Concordia. Per la rotazione sono previste dalle 10 alle 12 ore e giornalisti di tutto il mondo hanno raggiunto l’Isola del Giglio per seguire la diretta. E non potevano mancare i commenti in Twitter al riguardo… Tra diretta, aggiornamenti, ironia e il ricordo di chi ha perso la vita in quella tragica notte, ecco un esempio di cosa si può leggere sul social:

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Costa Concordia, rotazione al via alle 9: diretta video

costa-concortdia-rotazione-tuttacronaca“Abbiamo completato tutte le verifiche e sono iniziate le operazioni di parbuckling”. E’ quanto hanno spiegato i tecnici della Titan-Micoperi alle 9 in punto quando ha preso il via l’operazione di rotazione della costa Concordia, con la quale si tenterà di raddrizzare la nave naufragata di fronte all’Isola del Giglio il 13 gennaio del 2012. Nel frattempo Andrea Orlando, ministro dell’Ambiente, a margine di un convegno sulla Green Economy ha spiegato che “Credo che ci siano tutte le condizioni perché” ci sia una richiesta di danni per il disastro della Costa Concordia. Il ministro ha anche precisato che “l’impatto ambientale lo vedremo quando il relitto sarà rimosso. Il ministero farà tutti i passi necessari perché questa quantificazione sia completa e integri un’analisi di ciò che è avvenuto nei fondali”.

Le operazioni sono iniziate in ritardo, rispetto la tabella di marcia, a causa delle condizioni meteo, come hanno spiegato sia i tecnici che il commissario per l’emergenza, Franco Gabrielli. Il responsabile del progetto per la rimozione della Costa Concordia della Micoperi, Sergio Girotto, attorno alle ore 10.00 ha spiegato che “E’ tutto regolare”, sottolineando che si stavano effettuando “i collegamenti tra la control room e il relitto”.

E’ Giglio News che propone la diretta delle operazioni, grazie a una telecamera puntata sul relitto:

Tre trombe d’aria al largo del Giglio. Recupero Concordia a rischio?

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A poche ore dai lavori per la rimozione della Costa Concordia, tre distinte trombe d’aria sono state avvistate al largo dell’Isola del Giglio e gli addetti si sono detti preoccupati da questa perturbazione che potrebbe far rinviare la rotazione della nave da crociera che sta attendendo tutto il mondo. La Protezione Civile intanto ha ribadito, che salvo imprevisti dell’ultima ora, resta confermata l’operazione di parbuckling per domani.

“Inevitabile lo sversamento di liquami”, marea nera al Giglio?

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Franco Gabrielli ammette che ci sarà un “inevitabile sversamento di liquidi” nel tentativo di rimozione della Costa Concordia. Gli effetti “ci saranno in base a come avverrà l’operazione e ai suoi tempi. La modellistica ci dice come dovrebbe avvenire lo sversamento dei liquami e in che concentrazione”. Per ridurre al minimo i rischi, ha spiegato Maria Sargentini, presidente dell’Osservatorio per il monitoraggio della rimozione della Concordia, “sono stati predisposti interventi preventivi: il cantiere sarà circondato da una doppia distesa di panni assorbenti come prima tutela. In porto, poi, sono pronti a intervenire immediatamente dei mezzi per agire sugli sversamenti e ridurre al minimo i tempi di contaminazione”. Il rischio maggiore? “La tenuta delle strutture” che porteranno la nave in assetto verticale.

Di sicuro come aveva già sottolineato nei mesi scorsi il capo della Protezione Civile Gabrielli, l’operazione che partirà, condizioni meteo permettendo, lunedì alle ore 18, è “un’impresa mai tentata prima”.

“Non c’è un piano B”. L’unico piano accessorio riguarda “la gestione delle criticità. Il rischio che la nave possa aprirsi e spezzarsi è davvero remoto, però c’è il rischio che la nave possa non ruotare. Ma siamo al 76% del progetto e finora tutto è andato secondo i nostri piani”, ha precisato Gabrielli. La ricerca dei due corpi che non sono mai stati trovati – ha sottolineato il numero uno della Protezione – “è per noi prioritaria”, ma le operazioni di ricerca potranno iniziare “solo dopo che la nave sarà stabilizzata”.

Ma come è stata data la notizia all’estero? Per esempio l’AFP ha messo su Youtube un video che simula l’intervento:

La rimozione della Concordia… tra rischi e polemiche! Video shock.

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La data naturalmente ancora non è prevista, ma sarà decisa nelle prossime ore  durante un vertice. L’operazione però un nome ce l’ha “Parbuckling”. Il termine non è traducibile e deriva dal nome di un’imbracatura utilizzata per far rotolare oggetti cilindrici su un piano inclinato.  Una rotazione che presenta innumerevoli rischi e si sono accese quindi le polemiche sulle Grandi Navi. Quello che viene definito come il recupero più complesso mai tentata nella storia dei salvataggi della marina mercantile, sembra destinato a far restare con il fiato sul collo.

Quei 500 milioni di euro sembrano non garantire la sicurezza dell’ambiente e la salvaguardia dell’ecosistema. Prima di iniziare i lavori infatti vi era ottimismo, ora invece ai tavoli riservati, secondo molte indiscrezioni trapelate, ci sarebbero dubbi e perplessità. La prima naturalmente, secondo quanto riporta Il Corriere della Sera, il rischio di fessurazioni nel relitto a cui si sommerebbe quello della possibilità “che il falso fondale/piattaforma che dovrebbe sostenere per mesi la nave non regga l’impatto con lo scafo. Le colonne di sostegno , infatti, poggerebbero su un granito molto più friabile di quanto si stimasse prima di iniziare i lavori. Nella drammatica eventualità di cedimento del fondale il relitto della Concordia rischierebbe di scivolare oltre il crinale di roccia che lo ha fermato, scendendo a 70 metri di profondità. E lì rimanere. In gioco c’è la stabilità di un fragile ecosistema marino protetto e il futuro di un’isola e di un’intera comunità. Che il progetto riesca o meno, poi, rimangono sul tavolo le questioni legali. I fondi anticipati dal Comune, e che Costa non ha ancora completamente risarcito, e il riconoscimento economico dei danni causati. Una partita che si giocherà a suon di carte bollate e che rischia di durare anni”.

La storia infinita dell’Isola e della Concordia sembra non essere all’ultimo capitolo, intanto su internet spunta RT pubblica un video sui passeggeri appena tratti in salvo dalla nave. Il video amatoriale su Youtube fa tornare alla mente quella tragica notte all’Isola del Giglio.

I nostri 7 giorni: tra le tante emozioni italiane… il calcio resta una costante!

7giorni-tuttacronacaForse una volta una famiglia non aveva almeno due auto e quattro cellulari, non si connetteva in rete per ammirare le foto scattate dallo spazio da un astronauta e ignorava che dei droni sarebbero stati utili durante la realizzazione di un film. Però in questo periodo se ne stava serenamente in spiaggia di giorno, la sera usciva a mangiare un gelato o a comprar cartoline da spedire per testimoniare la sua vacanza e per un paio di settimane staccava la testa da tutto quello che accadeva. Perchè l’estate era la stagione del sole e del riposo e le ferie diventavano un ricordo per riscaldare i primi giorni invernali… in attesa delle prossime. Ora l’impressione è che si senta il bisogno di “negativo” solo per poter pensare che in fin dei conti ok, c’è crisi, ma almeno si è vivi e, imperituro modo di dire, finchè c’è vita c’è speranza. Speranza è svegliarsi una notte a causa di un terremoto che scuote le mura e rendersi conto che c’è stato trambusto, ma tutti stanno bene e il nuovo sole farà svanire i fantasmi della paura. Purtroppo però a volte quella stessa speranza per il nuovo giorno viene strappata via. Può essere un incidente, può essere una malattia. Ma in un attimo si scopre che il domani non c’è più. Neanche se sei solo un ragazzo di 25 anni che dedica la vita a correre sempre più rapido in pista per superare i tuoi limiti. Neanche se sei un maestro nella tua arte e il futuro sono le tracce che hai lasciato di te. Ha pianto l’Italia questa settimana, ha pianto per le sue vite spezzate. Ha detto addio a una musicista d’eccellenza come Carlotta Nobile, a uno scrittore che ci ha insegnato che “La vita è bella”, al velocissimo Andrea Antonelli, il pilota la cui morte improvvisa e imprevista ha creato una ferita parallela a quella lasciata dall’addio al Sic. E forse non visibili, ma lacrime sono state anche per l’amarezza del caso Shalabayeva e per quello di Abu Omar. Si soffre per quella mancanza di verità, quel non voler mai dichiarare come stanno realmente le cose, quel sentirsi dire che “s’ignorava”, come se il “non sapere” non fosse un’aggravante. Allora si torna a votare la fiducia, si resta nello status quo. Si cerca anche dell’ironia nella situazione. E solo allora, quando a parlare è uno come Benigni, che lo fa sul palco di Firenze, si riesce finalmente a sorridere. E se anche dopo le risate arriva l’immersione in un girone infernale, poco importa, perchè sai che da quel viaggio Dante uscì “a riveder le stelle”.

stelle-tuttacronacaA che stelle possiamo guardare noi? In molti osservano quelle che scendono in campo ogni domenica (anche in settimana se impegnate in qualche competizione europea). Quello che infatti infiamma gli animi 12 mesi all’anno, questo sì che non è cambiato, è la propria squadra del cuore. E se anche per il prossimo campionato c’è ancora poco più di un mese da attendere, il calciomercato continua a essere bollente. Chi arriverà? Chi se ne andrà? Il popolo bianconero può esultare, Tevez e Llorente hanno presentato un biglietto da visita di tutto rispetto e promettono di brillare ovunque, Champions compresa. Chi invece ha ancora qualcosa da rivedere è Rudi Garcia. Non solo deve mirare in alto (classificamente parlando), ma anche a far dimenticare le delusioni provocate da altri nella passata stagione. E se i tifosi lo amano, ha il dovere di riportare nel loro cuore l’intera squadra. Per riuscirci… intanto li ha portati a fare rafting: un’esperienza che Totti & Co non scorderanno tanto in fretta. Per quel che riguarda i partenopei invece non c’è che da attendere ancora qualche giorno: Ibra arriverà a Napoli già lunedì? Ma il dono della pazienza non è per tutti… o non tutti possono permettersi di attendere. Se ad esempio sei una Regina e devi andare in vacanza (viaggio che comporta una notevole organizzazione), a volte potresti anche ritrovarti nell’impossibilità di posticipare il viaggio, anche se sta per nascere il tuo primo bis-nipote, che sarà anche l’erede al trono… Insomma, se attende Elisabetta II un po’ di pazienza possiamo averla anche noi e utilizzare il tempo che abbiamo per sperare che domani sarà migliore. Proviamo a crederci davvero e ricordiamoci che… l’attesa del piacere è essa stessa piacere! Lo sanno anche i procioni che lavarsi le mani prima di mangiare aumenta l’attesa prima della piacevole abbuffata!

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

E’ giusto concedere il processo a porte chiuse a Schettino?

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”Ho espresso per iscritto al tribunale di Grosseto manifestazione di mancato consenso di qualsiasi ripresa televisiva del dibattimento al fine di evitare qualsiasi forma di spettacolarizzazione del processo e, soprattutto, per il rispetto delle parti coinvolte”. Lo dice il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, a proposito delle regole fissate dal tribunale per le riprese audio-tv nel processo al via il 9 luglio dove e’ unico imputato per il naufragio del 13 gennaio 2012.

Legalmente non ci sono dubbi che un processo possa essere celebrato a porte chiuse se l’imputato ne fa richiesta, ma eticamente il dubbio si solleva nel caso della Costa Concordia. Perché non rendere pubblico un dibattimento così controverso in cui si cerca ancora, a distanza di più di un anno, una verità che possa spiegare una tragedia di una nave che si incaglia a circa 500 metri dal porto dell’Isola del Giglio e ci sono 30 vittime.

 

Pizza calda dal… cielo!

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Il dramma di quando si ordina una pizza a domicilio è che spesso viene recapitata fredda, ma da adesso le cose potrebbero cambiare.

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La seconda più grande catena di pizzerie degli Stati Uniti, la Domino’s, sta sperimentando la consegna della pizza tramite drone, in modo da evitare il traffico e farla arrivare sempre calda… che ne sarà dei fattorini? Altri posti di lavoro persi o riconvertiti per far volare i droni?

Ecco il video della Costa Concordia girato dai droni.

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Ecco il video girato con l’utilizzo di due droni che sono andati a verificare lo stato della Costa Concordia. La visuale del relitto da queste posizioni non era mai stata mostrata in quanto è di difficile accesso e solo mediante i droni si è riuscito a catturare queste immagini. Il filmato è relativo al mese di dicembre 2012, quindi, con ogni probabilità, ora, a 6 mesi di distanza, lo stato del relitto si è modificato.

In Germania si testano i droni anti-graffiti

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La lotta ai writers, in Germania, inizia nelle stazioni ferroviarie, che subiscono danneggiamenti per 7 milioni di euro l’anno. L’idea è di testare dei droni, muniti di telecamere ad infrarossi, che spiino gli “artisti della bomboletta” e registrino prove che inchiodino chi la notte imbratta i treni. La notizia è stata data da un portavoce delle Deutsche Bahn, che ha spiegato che i droni “intelligenti” saranno utilizzati esclusivamente nelle grandi stazioni, per poter raccogliere prove suffi cienti per citare in giudizio i grafittari. I droni saranno consentiti solo nelle aree di proprietà delle ferrovie tedesche, senza ledere il diritto alla privacy delle persone che transitano al di fuori della proprietà privata di “Deutsche Bahn”. Ma vediamo in giro per il mondo che accade…

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L’amministrazione Obama e i droni: uccisi 4 americani

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Mentre si attende il discorso di Obama sul controverso programma che prevede l’uso di droni per colpire sospetti terroristi, anche se di nazionalità statunitesnta, la stessa amministrazione del Presidente ha ammesso che,  dal 2009 al 2011, i droni Usa hanno ucciso quattro cittadini americani in Yemen e Pakistan. La notizia è stata rivelata dal New York Times, entrato in possesso di una lettera inviata dal capo del dipartimento di Giustizia, Eric Holder, ai leader repubblicani e democratici al Congresso. Nello scritto vengono rese note le identità delle vittime: oltre ad Anwar al-Awlaki – l’imam radicale leader dell’Aqap, il ramo yemenita-saudita di al Qaida, nel corso della stessa operazione in Yemen fu ucciso Samir Khan. Il figlio di al-Awlaki, Abdulrahman, fu invece uscciso in una diversa operazione, mentre Jude Moahmed venne colpito in Pakistan. Nel suo intervento odierno alla National Defense University, Obama ha intenzione di ribadire che i droni hanno funzionato e non si toccano ma anche che sono necessarie maggiori chiarezza e trasparenza sul loro impiego. Stando a indiscrezioni giornalistiche, inoltre, ribadirà anche l’intenzione di arrivare alla chiusura definitiva del carcere speciale nella baia di Guantanamo, a Cuba, dove da settimane è in corso uno sciopero della fame di quasi tutti i sospetti terroristi detenuti. E’ tempo quindi per lui di attuare alcuni dei punti dell’agenda del suo secondo mandato, proprio a partire dal ricorso ai droni armati per colpire sospetti terroristi ovunque si trovino all’estero. Programma nel mirino fin dall’inizio del suo precedente mandato, con feroci le polemiche, sia sulla moralitò che sulla legalità di un simile modo d’agire nella lotta al terrorismo, che da sempre, al di là dei risultati, accompagnano questa strategia. Il New York Times, che ha dato la notizia, scrive che in questo modo Obama, per la prima volta, cercherà di fare del suo meglio per giustificare le tante uccisioni provocate dai droni – con vittime in alcuni casi del tutto innocenti – innanzi tutto snocciolando i dati sul successo di questa strategia per togliere di mezzo pericolosi nemici dell’America e senza che soldati americani abbiano rischiato la vita. Ma il presidente tenterà anche di tracciare la strada per disegnare una vera “cornice legale” che definisca una volta per tutte quali bersagli scegliere e in quali occasioni e condizioni intervenire. E’ lo stesso New York Times che sottoline che, al riguardo, una delle proposte potrebbe essere quella di trasferire il comando delle operazioni con i droni dalla Cia alle forze armate. Perchè – sarebbe uno dei passaggi chiave dell’intervento – “i presidenti dovrebbero essere tenuti più a freno nell’esercitare poteri letali”.

Corsi universitari per… guidare i droni!

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Agli studenti americani che non hanno ancora deciso cosa fare del loro futuro, si aprono nuove possibilita’: per esempio, imparare a far volare i droni. Un numero crescente di scuole americane offre infatti corsi e programmi per imparare a costruire e far volare i velivoli senza pilota. Secondo i media Usa, si tratta di un’esperienza piuttosto redditizia che permette di guadagnare dai 50 mila ai 120 mila dollari in un anno. Per gli esperti e’ un settore che sta crescendo molto rapidamente.

Una base in Africa per i droni usa? Secondo il NYT, si valuta il Niger

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Tufo al posto di componibili di cucine destinate al Dubai. Sgominata banda!

L’organizzazione era specializzata nello svuotare i camion e riempirli con blocchi di tufo di egual peso. Sgominata banda a Parma.

Ora i cittadini di Dubai possono godersi le loro cucine!

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Cosentino non ci sta e attacca Berlusconi “L’ho salvato con Noemi!”

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Kerry al Congresso assicura la continuità con la Clinton

 

Ribadisce l’impegno a prevenire le armi chimiche in Iran… A qualsiasi costo!

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“Avanti con i droni in zona di crisi” John Kerry! Che delusione.

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Drone in Yemen uccide 7 presunti affiliati di al Qaida!

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Attacco di droni USA in Yemen: 8 morti tra cui almeno 4 presunti membri di Al Qaida

I francesi hanno colpito quasi tutti i ribelli in Mali

Mentre queste sono le affermazioni dei media locali, il Times annuncia che droni e aerei spia britannici sono in stand-by, pronti a offrire sostegno alle operazioni francesi.

Per una vittoria una sconfitta? Gli Shabaab hanno postato in twitter la foto di un uomo morto, affermando si tratti del capo del commando francese del blitz fallito in Somalia.

Intanto le forze islamiche vogliono vendicarsi (leggi qui)

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