L’appello al governo indiano per i Marò dal palco di Sanremo, indovinate da chi viene?

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Dal palco di Sanremo, Raffaella Carrà che ha presentato il suo nuovo album e la seconda annata di “The Voice”, ha espresso anche la sua soddisfazione per essere entrata in dieci minuti de “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino, ma soprattutto ha voluto lanciare un appello al governo indiano affinché fossero rilasciati i marò che da due anni sono in attesa di giudizio.

Magie del Natale: Mina torna ad esibirsi… per Topolino!

topolino-mina-tuttacronaca35 anni fa Mina annunciava il suo ritiro dalle scene ma ora arriva un regalo speciale per i suoi fan: la cantante torna ad esibirsi, anche se lo fa in una storia natalizia a fumetti. Si tratta di “Paperino, Paperina e il Natale in sordina”, presente sul numero del settimanale Topolino che uscirà l’11 dicembre. Assieme a lei, altri due personaggi ‘paperizzati’: il figlio Massimiliano Pani (Max Focacce), e il giornalista e scrittore Vincenzo Mollica (Vincenzo Paperica). La storia è ambientata alla vigilia di Natale e vede un grande fan di Mina ‘Uack’, niente di meno che Babbo Natale, impegnato a cercarla nel luogo segreto del suo esilio volontario in Scandinavia. Lo scopo è quello di ritrovare la colonna sonora del Natale. Il lieto fine, dopo tante peripezie, non può mancare e, nella notte più magica dell’anno, la voce di Mina Uack tornerà ad incantare il modno. Il soggetto e la sceneggiatura sono di Gaja Arrighini, i disegni del maestro Giorgio Cavazzano, che ha anche realizzato la copertina. L’artista, che esce con un nuovo album, il “Christmas Song Book”, ha rivolto un pensiero alla rivista più amata dai bambini: “Ricordo che costavi 25 lire. Quando sarà stato? Quaranta, cinquanta, sessant’anni fa”, ha scritto la cantante nella dedica. “Sei inevitabilmente legato a Cremona, adorata città della mia infanzia. Lì ti ho conosciuto. E, in realtà, se ci penso bene, non mi sei mai sparito di torno”.

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“Non ci sono solo immigrati onesti”: Renato Zero e l’Italia

renato-zero-tuttacronacaRenato Zero è impegnato in questi giorni nella promozione del suo nuovo album Amo – Capitolo II e per l’occasione ha anche rilasciato una lunga intervista all’Huffington Post in cui parla dell’attuale situazione italiana, trattando anche il tema dell’immigrazione. “Non possiamo continuare ad assorbire l’arrivo di persone da altri paesi non avendo le strutture adeguate per riceverle: case, lavoro, assistenza. Noi, in quanto italiani, abbiamo tutto il diritto di preservare i nostri figli garantendo loro un’istruzione ed un’assistenza sanitaria adeguate, ma dall’altro lato c’è questa Europa che fa tanto la signora, soprattutto tedeschi e francesi, che però si defilano davanti al problema: perché non si accollano anche loro l’assorbimento di questi flussi migratori di extracomunitari? Onestamente noi abbiamo da risanare delle situazioni talmente arretrate che non ce la facciamo ad accogliere tutte queste persone”. Crisi, giovani, razzismo, speranza, futuro e mancanza di futuro. Zero, da sempre impegnato a favore dei diritti dei detenuti, risponde anche a domande inerenti il sovraffollamento carcerario: “Anche le carceri hanno cominciato ad affollarsi grazie alla presenza degli stranieri, si parla tanto di persone che vengono da noi che lavorano e che sono oneste e ben integrate, ma ce ne sono tante altre che non hanno percorso la stessa strada”, continua il cantante. “Tutto questo porta ad una situazione, per le condizioni in cui ci troviamo, ingestibile. Stiamo parlando di un paese dove in questi giorni è venuta fuori la notizia di un ospedale in Abruzzo che cade a pezzi perché è stato fatto con il cemento impoverito…queste sono cose gravissime. Se avessi le soluzioni in tasca avrei fatto un altro mestiere nella vita, ma so per certo che questa classe politica deve prendere seriamente coscienza di come siamo messi, deve ricompattare l’Italia perché non ci può essere una sanità di serie A e una di serie B in base alla geografia del paese”.

Ma se difende i diritti dei carcerati, “Tutto questo fa parte della vita, ci sono da considerare gli sbagli che si possono commettere, ed è giusto che si sconti una pena, però non è accettabile che non si prendano provvedimenti per rendere questi spazi più decorosi e vivibili”, mette in discussione l’indulto e l’amnistia: “Credo che bisogna essere abbastanza saggi ed equi per non commettere errori né da una parte né dall’altra: chi deve scontare una pena è giusto che lo faccia, ma se nel corso del tempo mantiene un comportamento tale da meritare una riduzione è giusto concedergliela, del resto si sta lì per recuperarsi, non per essere bollato a vita. D’altra parte, fare di tutta l’erba un fascio non credo che sia corretto, nel senso che quando c’è un dolo vuol dire che c’è qualcuno che piange, che chiede giustizia, quindi svuotare le carceri in modo così indiscriminato non mi sembra la soluzione giusta. Una cosa del genere non rende giustizia neanche a chi sta dentro, nel senso che magari chi è appena uscito dopo aver scontato tutta la pena vede altri detenuti uscire così per decreto, non è corretto e non è un buon insegnamento né per i giovani né per gli uomini in generale. Bisogna guardare caso per caso e applicare riduzioni della pena in base al comportamento dei detenuti, svuotare un carcere per il sovraffollamento non è un modo per risolvere il problema”. Il problema è che in Italia “le amministrazioni azzerano quello che è stato fatto prima e ricominciano da capo, non si è portati a proseguire un lavoro, magari iniziato da altri, per conseguire dei risultati.” E il problema si riflette sulla politica: “non ci si può assumere la responsabilità di governare se non si tiene conto di lasciare, alla fine di un mandato, un percorso coerente che gli altri possano proseguire”. Ma Zero, che non vuole entrare nel merito della questione Cancellieri-Lingresti perchè “se ci sono state delle responsabilità personali verranno accertate, non sta a me dirlo”, parla dei dimenticati: “L’ultimo occupa una posizione che non è certo invidiabile, però chi ha veramente fatto la storia sono sempre gli “ultimi”, quelli che non vengono creduti, che non agganci e spintarelle. Gli ultimi non fanno paura, ma alla fine sono loro che riescono a modificare certi aspetti della società e della vita. Se avessi dato retta ai detrattori che mi apostrofavano come “nullità”, costringendomi ad adottare lo pseudonimo di Zero, non avrei combinato niente, invece ho alimentato con la passione e l’impegno le grandi aspettative che avevo riposto su di me e sul mio rapporto con la musica. Oggi posso dire di aver ricevuto affetto e stima sincera da parte del pubblico italiano, quindi penso che gli ultimi – con grande sorpresa e meraviglia – sono quelli destinati a vincere”.

L’artista passa quindi a sottolineare come non si parli più con i giovani, o lo si faccia in maniera insufficiente, sia a casa che a scuola, e che comunque “la politica deve impegnarsi di più per i giovani, troppi ragazzi non vanno all’università perché pensano che tanto non troveranno lavoro, l’unico pensiero è sopravvivere. Invece è necessario investire di più sulla cultura, non sono solo i soldi che fanno felice la gente, se ci fosse più cultura in Italia si spenderebbe meno in sanità perché le persone sarebbero più appagate e più sane”. Ma parlando di giovani, non si può non pensare alle baby prostitute del Parioli o al ragazzo gay che si è tolto la vita: “Tutto questo è imbarazzante, come ho detto prima questi giovani sono lasciati soli, in tutto: nelle loro scelte, nella loro voglia di avere un’identità, sono diritti che reclami anche a 14 anni. Oggi i ragazzi si pongono delle domande: chi sono? Cosa voglio diventare? Noi li vogliamo belli cresciuti e attivi, appena un figlio si ammala lo si riempie di antibiotici per rimetterlo su in due giorni…forse dico un’eresia, ma prima quando ci si ammalava si stava a casa una settimana e questo ti dava l’opportunità di mantenere acceso il dialogo con i tuoi genitori, di riscoprire la tenerezza o un semplice consiglio. Oggi c’è troppa distanza tra genitori e figli e non c’è dialogo. Ma poi che il razzismo arrivi a lambire fasce così giovani è gravissimo, sono gli stessi ragazzini che feriscono e mostrano cattiveria verso i loro coetanei…ma mi chiedo: da chi la imparano? L’apporto educativo va dato proprio a quell’età, quando sei ancora in tempo per raddrizzare una spina dorsale, altrimenti certi atteggiamenti con il tempo diventano una regola”.

Del resto anche lui, a inizio carriera, ha subito diversi attacchi,ma venivano da persone adulte, non da ragazzini come me. Poi all’epoca certi comportamenti erano normali perché non c’era l’abitudine a navigare su internet e vedere che il mondo è a colori, si veniva da due guerre e se ti imbattevi in un personaggio come me ti infastidivi perché mentre cercavi di rimettere insieme i cocci c’era chi si divertiva e viveva sereno. Ma in realtà non ero forse così felice, magari i lustrini servivano per fare in modo che la felicità si accorgesse di me. Oggi, dagli anni ’70, molte impalcature sono crollate e l’umanità è andata avanti, eppure si rimettono in moto certe forme di razzismo e violenza gratuita che dovrebbero essere cancellate per sempre. Mancano i buoni esempi e i ragazzi inseguono il “qualunque” brutto e privo di aspirazioni”. Il cantante ha anche una parola per Papa Francesco: “È soprattutto un uomo di fede che incarna l’uomo qualunque, una novità assoluta. Sta smontando tutte le infrastrutture che tengono lontano i fedeli dalla chiesa, il suo è un invito totale e senza condizioni…è una cosa magnifica. Conosce la pazienza, il sacrificio, l’abnegazione: sono tutte doti che in una figura così importante come un pontefice fanno un certo effetto”. Quindi, per concludere, una parola sui suoi due ultimi capitoli discografici, Amo I e II: “La cosa che mi piace di questo lavoro è che se noi cancellassimo il mio nome dalle copertine e ci mettessimo il nome di un emergente sarebbe perfettamente uguale: è un complimento che faccio a me stesso e al mio modo di rimanere adeguato alle esigenze dei giovani. Credo che il pregio di questo lavoro sia proprio una giovinezza ritrovata”.

Robbie Williams e quel sapore un po’ retrò: arriva il nuovo singolo, Go Gentle

robbie-williams-go-gentle-tuttacronacaIl nuovo album dell’ex Take That Robbie Williams, Swings Both Ways, uscirà il 19 novembre, ma le radio hanno iniziato a suonare il nuovo singolo Go Gentle. La popstar inglese torna al passato, sia in quello musicale che in quello personale: il disco omaggia infatti il genere swing, così come aveva fatto Swing When You’re Winning (2001). La differenza però è evidente: se dodici anni fa i pezzi suonati erano cover, ora i fan possono godersi anche dei brani inediti, che Robbie ha composto assieme a Guy Chambers: canzoni pop dal sapore retrò che si amalgano con il rifacimento dei classici proposti. E’ lo stesso cantante, a suo agio con la dimensione del crooner, a spiegare: “Per prima cosa, volevo fare un album swing perché volevo fare un album swing. Ho sempre saputo che dopo Swing When You’re Winning ne avrei fatto un altro e penso che questo sia il momento giusto”, afferma il cantante. “L’album questa volta è un tributo ben preciso e uno sguardo pieno d’amore verso un periodo di questo pianeta a cui non sono stato invitato, in cui non ero nato e avrei voluto esserci, con cui sento un legame davvero forte”, continua. Ma c’è anche un’altra novità che aumenta il valore dei brani: i molti ospiti. Come Lily Allen che presta la sua voce a Dream a Little Dream of Me, mentre Rufus Wainwright ha partecipato anche in fase di scrittura alla title track. Ancora, Olly Murs, che ha aperto i concerti dell’ultimo tour di Williams negli stadi, si cimenta con I Wanna Be Like You.

Il ritorno di Sting: da venerdì in radio il nuovo singolo, And yet

sting-thelastship-tuttacronacaCompirà 62 anni a ottobre, ma ha quel carisma da rockstar che non invecchia mai. E’ Sting, al secolo Gordon Sumner, con il suo bottino di 16 Grammy e cento milioni di dischi venduti in 25 anni di carriera. Fino al 2003. In quell’anno uscì l’album Sacred Love. Poi, il silenzio. Eccezion fatta per la riunione dei Police nel 2007 e qualche raccolta. Ma ora le note riprendono il sopravvento: il 24 settembre uscirà il concept album The last ship, anticipato dal singolo And yet, da venerdì in radio, che è anche un musical che debutterà a Broadway l’anno prossimo. Si tratta di una quarantina di canzoni, a cui l’artista sta ancora lavorando, che ci riportano nella periferia di Newcastle, a Wallsend, dove l’allora Gordon ha trascorso la sua infanzia e da dove è partito a 16 anni per fare musica. Qui il cantiere Swan Hunters ha chiuso negli anni ’80, proprio quel luogo che dava da lavorare a tutti. L’industria del settore è crollata ma The last ship racconta di chi non si arrende e vuole compiere un’ultima impresa: riaprire la fabbrica per costruire l’ultima nave. Ha spiegato Sting al Gazzettino: “La nave è una splendida allegoria. Rappresenta speranza, ma anche morte. La uso come un simbolo per parlare di ciò che mi sta a cuore: l’esilio, i rapporti familiari, l’importanza della comunità e del lavoro, l’alienazione e la redenzione. Mi è venuta l’idea quando ho letto la storia di un gruppo di operai polacchi che avevano occupato il loro cantiere. E allora sono andato indietro con la memoria. Ho lasciato parlare i miei personaggi, ho dato spazio non al mio punto di vista, ma a quello degli altri. Così il tappo è saltato e le canzoni sono uscite. Come se fossero state intrappolate dentro di me”. Sono i suoi ricordi quelli che ha messo in musica, con un protagonista che ricorda suo padre: “Con lui era una lotta continua. Voleva che restassi lì ma io vedevo il destino da un’altra parte. Così me ne sono andato. Lui non capiva, diceva che ero pazzo. Forse aveva ragione”. Del resto, è lo stesso artista a spiegare di non aver ancora fatto pace con il suo passato, perchè “Quando sei giovane vorresti scappare da tutto. E quando sei adulto cerchi di tornare indietro e capire il perché. È quello che sto facendo. Sto esplorando la mia infanzia. Lavorare a questo disco è stato come entrare in terapia”. Ma questo racconto, pur essendo ambientato nel passato, è quanto mai attuale, con disoccupazione e fabbriche che chiudono: “In una società giusta dovrebbe esserci un equilibrio, invece oggi si dà la priorità all’economia, al profitto, e la comunità soffre. Per questo c’è la crisi. Nell’album affronto proprio questo tema”. Ma per questo “ritorno a casa”, Sting ha anche rinunciato al rock, non solo perchè non lo reputa adatto a un musical ma anche perchè “volevo riflettere le tradizioni melodiche della mia terra. Per questo ho ingaggiato alcuni musicisti locali. E ho anche cantato con l’accento geordie, dell’Inghilterra del nord”.

Esce New, il nuovo singolo di Paul McCartney. A ottobre arriva l’album!

paul-mccartney-new-tuttacronacaE’ finita l’attesa: dopo sei anni, il 14 ottobre uscirà il nuovo album di Paul McCartney, “New”. In occasione della presentazione del nuovo singolo, dallo stesso titolo, è stato lo stesso baronetto a parlare del nuovo lavoro: “Possiamo fare quello che vogliamo, possiamo vivere come scegliamo”. Il nuovo album, prodotto da Mark Ronson, contiene esclusivamente materiale inedito e il singolo estratto sembrerebbe fornire una chiara indicazione di quello che ci possiamo aspettare. In tutto, si tratta di 12 canzoni che McCartney ha elaborato assieme al suo nuovo team di collaboratori.

Attimi di paura in volo per Emis Killa: fiamme dal motore dell’aereo

emis-killa-newyork-tuttacronacaE’ previsto in autunno il lancio del nuovo album di Emis Killa e il rapper, per lavoro, ha trascorso alcuni giorni a New York con il suo discografico della Carosello, Dario Giovannini, e lo staff. Durante i suoi giorni nella Grande Mela, Emis aveva postato delle foto su Twitter, mostrando tanto la città quanto qualche sua trasgressione culinaria: “Comunque qui a NYC sto mangiando di quelle por***e… torno ciccione”. Tutto bene quindi, finchè non è arrivato il momento di far rientro in Italia: l’aereo su cui si trovava, infatti, ha avuto un’avaria al motore e il comandante è stato costretto a rientrare in aeroporto, dove i passeggeri sono stati ricondotti a terra sani e salvi. Ha cinguettato il rapper: “Dopo 4 ore di ritardo, l’aereo parte, piglia fuoco un motore, scendiamo, 2 ore per ritirare i bagagli, ci spediscono in un hotel e chissà…”.

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Lady Gaga dedica una canzone a Donatella Versace

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Lady Gaga e Donatella Versace, molto simili e amiche per la pelle, tanto che la cantante pop ha voluto dedicare alla stilista una canzone del suo nuovo album “Artpop” che uscirà a novembre.

“La canzone è pazza, divertente e pop al tempo stesso – ha detto l’artista al sito JustaJared.com – con dei beat elettronici che ho realizzato con il produttore Zedd. Racconta di una donna coraggiosa e orgogliosa di sè stessa che percorrere la propria strada senza problemi”.

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“A suon di pizzica” prende il via “La Notte della Taranta”

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Dopo aver animato quindici comuni della Grecia, con partenza il 6 agosto da Corigliano D’Otranto, il Festival itinerante di musica popolare salentina approda a Melpignano per il grande concerto conclusivo della 16esima edizione de “La notte della taranta”. A suon di pizzica, sin dalle 19.30, il piazzale   dell’ex convento degli Agostiniani, è stato invaso da migliaia di spettatori. Le stime parlano anche di 100mila persone che non hanno perso l’occasione di assistere all’evento conclusivo di questa edizione.

Nel pre-concertone la presentazione di ‘Notte del Sud Ribelle’, brano inedito di Eugenio Bennato. Sul palco il Canzoniere Grecanico Salentino e i Cantori dei Menamenamò; ospiti Alfio Antico, Miguel Àngel Berna, Emma, Niccolò Fabi, Max Gazzè, Roby Lakatos. Fra la prima e la seconda parte della serata il videoclip di ‘Lu Rusciu de lu mare’ realizzato dal Locomotive Quartet del sassofonista pugliese Raffaele Casarano con, alla voce, la partecipazione straordinaria di Giuliano Sangiorgi, leader dei Negramaro.

Per Fabi, Gazzè ed Emma esibizione solo con un repertorio tradizionale, mentre Sollima ha scritto per la intro al Concertone un brano originale ispirato ad Antidotom Tarantolae, testo del ‘600 del gesuita Athanasios Kircher. Novità di questa edizione del Concertone è che i piccoli contributi economici versati per acquistare il ticket del parcheggio, bevande e cibo nel backstage saranno utilizzati per finanziare la manifestazione del 2014.

 

Giuliano Sangiorgi presta la sua voce ai Locomotive

Giuliano-sangiorgi-tuttacronacaI Locomotive sono una realtà musicale del Salento formata da Raffaele Casarano al sax, Mirko Signorile al piano, Marco Bardoscia a contrabbasso e live electronics, Marcello Nisi alla batteria. La band è pronta a far uscire il nuovo singolo, il “traditional” pugliese Lu rusciu de lu mare suonato in chiave jazz mediterraneo. A sentire la melodia, Giuliano Sangiorgi, voce dei Negramaro, ha deciso di prestare la sua voce interpretando il brano. “La cosa ha preso forma qualche mese fa a casa di Giuliano, quando gli abbiamo fatto ascoltare il pezzo che avevamo appena inciso”, racconta Raffaele Casarano, sassofonista del quartetto jazz. “Lui è rimasto colpito al primo ascolto e ha deciso di registrare la parte vocale seduta stante: ha spento tutte le luci della casa, ha acceso le candele… E a occhi chiusi ha cantato”. La canzone narra l’amore impossibile tra la figlia del re e un soldato in epoca tardo medioevale: le differenze di classe erano così forti che il testo le paragona al conflitto tra Turchi e Spagnoli, storici invasori della Puglia. La canzone, già riscoperta da artisti folk pugliesi a partire dagli anni ’70, rivista in chiave jazz mediterraneo diventa ora il singolo del nuovo album dei Locomotive, dal titolo Noè. “Perché in ebraico”, spiega ancora Raffaele Casarano, “significa quiete, silenzio”. Iil videoclip sarà proiettato il 24 agosto alla Notte della Taranta a Melpignano. Sangiorgi, del resto, sembra conoscere bene questa canzone che ha più volte eseguito, su altra musica, in pubblico, come fece il 25 agosto in occasione della Notte della Taranta 2007 quando la interpretò nel concertone finale.

Delirio in Twitter: nuovo brano degli One Direction in arrivo!

One-Direction-tuttacronaca_Delirio in Twitter da quando si è scoperto che il brano Just Can’t Let Her Go, che potrebbe essere una canzone contenuta in Where We Are, il nuovo album dei One Direction, è trapelato in rete. Divise le directioners: alcune arrabbiate per il furo della proprietà artistica, altre estasiate dalla scoperta. Il brano trapelato, in realtà, non è altro che la ripetizione di 30 secondi della canzone, non l’intero pezzo. La canzone, comunque, non è stata rilasciata ufficialmente e manca perciò la certezza che compaia nel prossimo album della band inglese. Non è noto chi abbia pubblicato Just Can’t Let Her Go anche se qualcuno sospetta dei 5 Seconds Of Summer, la band che apre i concerti degli One Direction.

Nicola Faggian: perdere la vita a un passo dalla realizzazione del sogno

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C’era ancora un restringimento sabato mattina tra Padova Est e Arino in direzione Venezia dove ieri pomeriggio uno schianto tra tir aveva provocato una vittima e due feriti. Si stava rimuovendo un cumulo di detriti residui dei carichi persi dai mezzi pesanti e il restringimento provocava rallentamenti e brevi code, una pausa nel viaggio di molti automobilisti che obbligava a pensare al giovane camionista mestrino che in quell’incidente ha perso la vita: il 37enne Nicola Faggian, che ha tamponato un tir fermo davanti a lui. Vittima, indiretta, dell’incidente anche un automobilista 38enne di Catania, piombato con la sua vettura, a Padova Ovest, contro un camion fermo lungo la colonna provocata dallo schianto di Arino. Il tamponamento a catena ha coinvolto una Nissan Micra, una Alfa Romeo 159 e un autoarticolato. L’impatto ha coinvolto anche il mezzo pesante di Nicola, che viene spinto in avanti dall’urto e finisce per colpire con forza il camion che lo precede. La cabina dell’autocisterna collassa su sé stessa, intrappolando al suo interno il 37enne, che morirà dopo poco nonostante l’arrivo degli elicotteri di Suem e i vigili del fuoco, intrappolato tra il volante e il cruscotto, con una profonda ferita alla testa.

Nicola Faggian è morto così, ad un passo dalla realizzazione del suo sogno, che gli avrebbe permesso di lasciare una volta per tutte il volante per dedicarsi alla sua musica: mancavano pochi mesi e poi avrebbe detto addio all’autocisterna che guidava da quando aveva 20 anni. Umile e con un talento innato per la batteria, era riuscito assieme al suo gruppo, Stazione Centrale, ad avere un contratto discografico serio e a breve sarebbe uscito il loro album. Al suo amico Francesco Payne Malvolti, voce del gruppo e che l’aveva coinvolto nell’avventura musicale della band, aveva detto solo due giorni prima:”Ehi Franci quanto manca all’uscita dell’album, perché non ce la faccio più con il camion”. E’ lo stesso cantante a parlare: “Purtroppo non riesco ancora a credere di aver perso uno dei migliori amici di tutta la mia vita, una persona che aveva cuore in “avanzo” per tutti. Sempre disponibile, sempre il primo ad arrivare in studio di registrazione e l’ultimo ad uscire. Un artista vero, con un’umiltà fuor dal comune. La vita è così, lui lo sapeva e se ne è andato credendo nel suo più grande progetto, il successo con il suo gruppo. Un imprenditore che guidava giorno e notte per riuscire a far uscire poi il suo primo grande album. Sono sicuro che non aveva rimpianti, chi se ne va così oggi ha già vinto”. Nicola viveva ad Asseggiano, in viale Jacopone da Todi, assieme alla mamma rimasta vedova due anni fa. Nel paese era molto conosciuto perché giocava come portiere nella squadra locale di calcio a sette. Oltre alla mamma, lascia la sorella, l’adorato nipotino e la fidanzata.

Tiziano e Kekko: i fan dicono NO alla collaborazione. Ma si farà?

Tiziano Ferro Modà - tuttacronaca

Ieri Kekko dei Modà ha “lanciato una bomba” in diretta su RTL 102.5. Durante l’intervento per promuovere il nuovo album del gruppo Modà, Gioia, e il tour italiano,  ha infatti spiegato di attendere una telefonata di Ferro, per il quale avrebbe scritto una canzone bellissima. I fan di Tiziano hanno accolto la notizia con una certa diffidenza, abituati ad ascoltare i brani che lui stesso si scrive e cuce addosso e che immancabilmente li colpiscono. L’appello via Facebook non si è fatto così attendere: un secco NO alla collaborazione che minerebbe la vera essenza di Ferro, autore di testi strappalacrime. Tanto più che è stato riscontrato un certo astio nei confronti dell’autore prescelto. Non è poi mancato chi ha fornito i retroscena della vicenda: Tiziano, durante una serata in compagnia del gruppo, avrebbe chiesto a Kekko di scrivergli un testo e i due si sarebbero scambiati i numeri per discuterne in futuro i dettagli. Da parte sua, Kekko si sarebbe subito messo al lavoro sul brano, una volta terminato il quale si è affrettato a contattare il cantautore. Tiziano avrebbe quindi chiesto un nuovo appuntamento telefonico che però non ha mai rispettato spingendo così Kekko ad aprofittare dei microfoni radiofonici per comunicare con lui. Che Ferro abbia cambiato idea nel frattempo? Di certo molti dei suoi fan se lo augurano di tutto cuore!

Einaudi ha presentato il suo nuovo album: In a Time Lapse

Il 29 gennaio sarà il giorno di Passione: esce il nuovo album di Bocelli

Tra i brani anche duetti con Edith Piaf, Nelly Furtado e Jennifer Lopez.

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