#lastradagiusta, la gaffe social di Alfano: usa lo slogan di Sel su Twitter!

#lastradagiusta-tuttacronacaAngelino Alfano, appena riconfermato ministro degli Interni dal neo premier Matteo Renzi, è incappato in una gaffe che su Twitter non poteva certo passare inosservata. Ha infatti cinguettato utilizzando l’hashtag #lastradagiusta, utilizzato recentemente da Sinistra Ecologia e Libertà e lanciato al recente Congresso Nazionale svoltosi a Riccione. Morale… per molti utenti il leader di Ncd è già diventato “il compagno Angelino”.

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#Fazioalzalatesta nasce la polemica sul web per l’intervista alla Boldrini

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Ospite da Fabio Fazio a “Che tempo che fa” questa sera c’è la Presidente della Camera Laura Boldrini,che mancava dalla trasmissione da marzo 2013, quando a pochi giorni dall’elezione, aveva accettato l’invito di Fazio. Oggi, in un clima rovente per la politica italiana, in una domenica che precede una delle settimane più difficili per il Parlamento, Laura Boldrini dopo le contestazioni in Aula e sul web da parte del M5S appare nella tv pubblica. Immediata la reazione di Grillo che chiede a Fazio con un post di fare giornalismo e lancia l’hashtag #Fazioalzalatesta.

Questo il post di Grillo sul suo Blog:

La Boldrini in questi giorni sta occupando la RAI raccontando il falso agli italiani.

Non è vero che i cittadini avrebbero pagato l’IMU se avessimo fatto decadere il decreto Bankitalia. Bastava scorporare il decreto come chiesto dal M5S. La Boldrini ha la responsabilità di non essersi imposta al governo, ai burocrati di Palazzo e ha subito la volontà dei poteri forti che hanno voluto saccheggiare7,5 miliardi di euro dalle riserve della Banca d’Italia – soldi di tutti i cittadini – regalandoli a banche private e assicurazioni.

La Boldrini mente in tv e a Montecitorio sulla ghigliottina: è uno strumentonon previsto né dal Regolamento né dalla Costituzione.

Oggi, dopo aver imposto un suo intervento su Rai 1 nella trasmissione dove interveniva la deputata M5S Loredana Lupo, sarà ospite di Fabio Fazio.

E’ capitato già in passato di fronte alle bugie di Letta che Fazio abbia detto di non poter sapere tutto quello che accade in parlamento.

Ci teniamo quindi a informare Fazio.

La Boldrini ripeterà – mentendo agli italiani – che la ghigliottina è democratica e il m5s antidemocratico. Ricordiamo a Fazio cosa disse nel 2009 sulla ghigliottina il capogruppo del Pd alla Camera:http://www.beppegrillo.it/2014/02/la_coerenza_pd_nel_2009_era_contro_la_ghigliottina.html

Può Fazio fare informazione pubblica e imparziale e chiedere conto alla boldrini di questa incoerenza a distanza di pochi anni?

Può Fazio fare informazione pubblica e imparziale e chiedere in quale articolo del Regolamento della Camera e della Costituzione è prevista la ghigliottina? Può chiedere conto alla Boldrini dell’assenza di solidarietà alla portavoce Loredana Lupo aggredita in Aula e quali provvedimenti intende prendere nei confronti del suo aggressore?

Può Fazio fare informazione pubblica e imparziale e chiedere conto alla Boldrini delle sue parole eversive contro l’opposizione che invece dovrebbe tutelare in qualità di presidente della camera?

Può Fazio fare informazione pubblica e imparziale e chiedere conto alla Boldrini della sua responsabilità nel passaggio del decreto legge contro la Costituzione e ai danni degli italiani?

Può Fazio fare informazione pubblica e imparziale e chiedere conto alla boldrini della sua volontà di cambiare il regolamento della Camera per zittire definitivamente le opposizioni?

Può Fazio fare informazione pubblica e imparziale e chiedere conto alla Boldrini della presenza inusitata e incontrollata di lobbisti alla Camera che influenzano e manipolano i deputati del pd come nel caso Sorgenia e Tivelli?

Può Fazio fare informazione pubblica e imparziale e chiedere conto alla boldrini delle irregolarità avvenute in Commissione affari costituzionali prima del passaggio in Aula della legge elettorale firmata Renzi-Berlusconi?

Può Fazio oggi distinguersi nel panorama della stampa italiana e guadagnarsi il suo stipendio milionario pagato dai cittadini?

Immediata la reazione dei simpatizzanti M5S e scoppia la polemica in rete!

 

In giro per il mondo seguendola…

followmeto-tuttacronacaMurad Osmann è un giovane fotografo russo diventato famoso per il suo fotoprogetto #followmeto, che pubblica e aggiorna continuamente sul suo profilo Instagram seguito da oltre 500mila follower. Il soggetto dei suoi scatti è la fidanzata Nataly Zakharova, che lo guida ovunque e della quale si vedono sempre le spalle e il braccio teso verso il suo compagno. Quello che cambia è lo sfondo: il giovane, infatti, si fa guidare ovunque da Nataly. L’ultima foto ritrae la ragazza a New York a Capodanno. E intanto, la galleria si è arricchita di nuovi scatti.

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Siamo circondati! Le facce nelle cose…

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Siamo circondati! Facendo un po’ di attenzione, usando la creatività e la fantasia si possono trovare tante immagini nelle cose che sono attorno a noi. Scattare una foto divertente non è poi difficile se si presta un po’ di attenzione: bocche spalancate, occhi, espressioni che suscitano emozioni.  Su Twitter c’è chi si diverte a raccogliere le immagini più curiose in una galleria social e per scovarle basta solo digitare l’hashtag #facespics.

Ecco le più divertenti:

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#youtubedown, il black out di YouTube: il mondo s’interroga

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In Italia era notte, ma in altre zone del mondo il disagio si è avvertito eccome. I server di Google che gestiscono il portale Youtube sono andati in blackout, intorno alle 23,10 di lunedì e il problema ha interessato gran parte degli utenti. Se si cercava un video, ci si ritrovava di fronte alla scritta  “500 internal several error”. Da cosa è stato dovuto? Il problema non era tecnico, ma è stato invece un gruppo di hackers, Team Inj3ct0r,  che poi hanno rivendicato l’attacco su twitter. Tra Facebook e Twitter ha iniziato a diffondersi l’hashtag #youtubedown, con segnalazioni, ironia e fiducia sul veloce ripristino di tutte le attività.

Apertura al dialogo in casa Barilla, l’ennesimo spot di scuse!!!

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Non sa più come scusarsi Barilla, dopo le gravi affermazioni del suo presidente alla trasmissione radiofonica La Zanzara. Ora tenta con un post sulla pagina Facebook ufficiale del marchio:

È da qualche giorno che sulla nostra pagina Facebook ha preso vita un dibattito su temi importanti che toccano le sensibilità di tantissime persone. Dopo giorni di silenzio in cui vi abbiamo ascoltato, sentiamo il desiderio di farvi arrivare la nostra voce, quella di persone che da anni lavorano in un’azienda che ha sempre valorizzato le nostre aspirazioni personali e rispettato le diversità di tutti. Oggi vogliamo riprendere le attività. Siamo certi che qui troverete sempre persone con cui dialogare apertamente.

Due ragazze scrivono a Guido Barilla: “sponsorizzaci il matrimonio”

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Guido Barilla aveva postato video in cui ammetteva ”E’ chiaro che ho molto da imparare dal dibattito in corso sull’ evoluzione della famiglia: ho sentito le numerose reazioni in tutto il mondo alle mie parole che mi hanno rattristato e depresso” e ora due ragazze di Manfredonia, Francesca ed Angelica, danno l’opportunita a Guido Barilla di iniziare ad apprendere l’evoluzione della famiglia e a realizzare il loro sogno: sponsorizzare il loro matrimonio!

“Siamo insieme da circa sette anni – hanno scritto in una lettera a Guido Barilla – e affrontiamo immense difficoltà: una casa in affitto, le bollette che spregiudicatamente arrivano con puntualità, il condominio, la rata della finanziaria per l’acquisto della nostra camera da letto… Insomma tutte quelle difficoltà “tipiche” della famiglia italiana all’ombra della crisi violenta che stiamo vivendo. A tutto ciò si aggiunge il fatto che Angelica lavora presso una coop sociale per la modica somma di 450 euro circa al mese, mentre io (Francesca, n.d.r.) sono disoccupata. Come vede, nulla di meno “tradizionale” delle altre famiglie. L’anno prossimo pronunceremo il nostro sì sotto lo sguardo dei nostri cari, degli amici, delle istituzioni cittadine e dell’intera cittadinanza che volesse prendere parte alla cerimonia. Si tratterà chiaramente di un rito “simbolico” per certi aspetti, perché come lei sa, in Italia l’ordinamento giuridico attuale non ci consente di avere alcun diritto. Ma noi un segnale vogliamo darlo. E lo daremo. Abbiamo deciso – continuano le due ragazze nella lettera – di lanciarle una piccola “sfida”, ambiziosa ed ingenua come ci ha detto qualche amico, e con la contrarietà, o meglio la sfiducia di molti, le chiediamo di dare un segnale vero e schierarsi a favore delle nozze gay: vorrebbe essere la Barilla lo sponsor ufficiale per il nostro matrimonio?”

Le riceverà Guido Barilla?

#guerrieri, la campagna Enel diventa un tormentone nel web

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#guerrieri la nuova campagna promozionale di Enel tende a fare eroi le persone comuni. Con questo messaggio le aziende cercano sempre più di veicolare i loro prodotti facendo sentire l’azienda vicina alle difficoltà dei consumatori. Senza voler disquisire sul termine “guerriero” che richiama l’uso della forza e della violenza (magari sarebbe stato molto più logico parlare di “idealista” o di “sognatori” o ancora “creativi”),  quello che lascia sconcertati è il richiamo alle atmosfere “realismo sovietico”. L’uomo al centro del mondo capace di lottare per piegare la realtà che non gli piace, forte e possente al centro della scena.

L’ironia però non è tardata ad arrivare:

C’è chi su YouTube come gra giolle ha commentato:  “Domani mattina quando ti alzi, guerriero, (mentre io dormo) paga mutuo, medicine e benzina e non dimenticare l’alabarda spaziale“.

Gli spot sono sicuramente realizzati con grande tecnica, ma forse ormai il web riesce a fare un processo di “demolizione ironica” a cui la pubblicità ancora non ha trovato le difese per tutelarsi e rendere efficace il proprio spot. D’altra parte in pubblicità l’errore è sempre dietro l’angolo basta pensare all’autogol di Barilla 

Il mulino diventerà arcobaleno? Marcia indietro di Barilla

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Alla fine le scuse sono arrivate. Dopo che tutto il mondo si era indignato per le parole di Guido Barilla sui gay, l’imprenditore ha dovuto fare marcia indietro. Ha postato quindi un video su Facebook in italiano e in inglese (soprattutto per il pubblico internazionale dove il consumo dei prodotti Barilla è da sempre sinonimo di made in Italy, ieri sentire quelle parole era stato uno shock soprattutto nei paesi anglofoni). Nel messaggio Guido Barilla ha dichiarato: ”E’ chiaro che ho molto da imparare dal dibattito in corso sull’ evoluzione della famiglia: ho sentito le numerose reazioni in tutto il mondo alle mie parole che mi hanno rattristato e depresso”.

”Nella mia vita – sottolinea Barilla – ho avuto rispetto nei confronti di tutte le persone che ho incontrato, inclusi i gay e le loro famiglie, senza alcuna distinzione”.

Precisa poi di non aver mai discriminato nessuno. ”Ho sentito le innumerevoli reazioni alle mie parole in tutto il mondo, e mi hanno reso molto triste . E’ chiaro che ho molto da imparare sul vivace dibattito sull’evoluzione della famiglia”.

Per questo, ha affermato che nelle prossime settimane incontrerà alcuni “membri dei gruppi che rappresentano nel modo migliore l’evoluzione della famiglia, inclusi coloro che ho offeso con le mie parole”.

Barilla nel centro del mirino: tra boicottaggio e petizione di Dario Fo

-barilla-pubbicità-gay-tuttacronacaSolo ieri Guido Barilla, con la sua affermazione che l’azienda non farà mai pubblicità gay perché  “preferiamo la famiglia tradizionale”, ha fatto scoppiare la polemica in rete e la notizia, e il boicottaggio, ha già fatto il giro del mondo, apparendo sulle principali testate internazionali. E se nel web appaiono le immancabili vignette e le frasi di scherno, Dario Fo utilizza internet per lanciare una petizione su Change.org con la quale chiede a Barilla di rappresentare, nelle sue prossime campagne pubblicitarie, tutti i tipi di famiglia. Del resto il premio Nobel l’azienda la conosce, essendone stato testimone negli anni Cinquanta.
Nella lettera aperta al presidente dell’azienda emiliana, Fo lo invita a diventare “ambasciatore di integrazione e voce del presente”:

Ricordo i primi spot televisivi di Barilla, a cui ho partecipato non solo come attore ma anche come autore dei testi e della sceneggiatura nonché del montaggio. Ebbero un enorme successo e, in quel tempo, ho avuto anche l’occasione di conoscere Pietro, vostro padre. […] In quegli spot abbiamo raccontato di prodotti che sono diventati simbolo dell’Italia e degli italiani tutti, nelle nostre case e nel mondo. La pasta soprattutto è sinonimo d’Italia, di casa e di famiglia. Per tutti. Ecco: oggi il nostro Paese è fatto di tante famiglie unite solo dall’amore delle persone che ne fanno parte. Amore che non è in grado di discriminare, che non ha confini: e l’amore, in tutto il mondo, può nascere tra un uomo e una donna, due donne, due uomini. […] Ecco, Guido. La sua azienda rappresenta l’Italia: nel nostro Paese e in tutto il mondo. Un’Italia che è fatta anche di coppie di fatto, di famiglie allargate, di famiglie con genitori omosessuali e transgender. Ecco perché le chiedo di cogliere questa occasione e di ritornare allo spirito di quegli spot degli anni ’50 dove io stesso interpretavo uno spaccato della società in profondo mutamento. Ecco perché le chiedo di uscire dalla dimensione delle polemiche e farsi ambasciatore della libertà di espressione di tutti.

E conclude con un appello:

E chiedo quindi che lo faccia con le prossime campagne pubblicitarie del gruppo Barilla, dove la famiglia potrà finalmente essere rappresentata nelle sue infinite e meravigliose forme di questi nostri tempi. Come ho già scritto: “Buttiamoci con la testa sotto il getto del lavandino e facciamo capire ai briganti che qui siamo ancora in molti in grado di dimostrare di far parte di un contesto di uomini e donne libere e pensanti”.

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Barilla omofoba, niente gay nelle sue pubblicità

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Guido Barilla non usa mezzi termini o circonlocuzioni e afferma che la Barilla non farà mai pubblicità gay perché  “preferiamo la famiglia tradizionale”. Loro la preferiscono ma c’è chi sul web immediatamente la boicotta e sotto l’hashtag #boicottabarilla la mobilitazione ha una forte aderenza:

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Sembra proprio che Guido Barilla stavolta abbia fatto un clamoroso autogol che alla Zanzara  su radio 24 ha affermato:

“Non faremo pubblicità con omosessuali, perché a noi piace la famiglia tradizionale. Se i gay non sono d’accordo, possono sempre mangiare la pasta di un’altra marca. Tutti sono liberi di fare ciò che vogliono purché non infastidiscano gli altri”.

E poi ha aggiunto:

“La pubblicità è una cosa molto seria  e va discussa in genere da persone che ne capiscono di pubblicità. Laura Boldrini non capisce bene che ruolo svolge la donna nella pubblicità. E’ madre, nonna, amante, cura la casa, cura le persone care, oppure fa altri gesti e altre attività che comunque ne nobilitano il ruolo. E’ una fondamentale persona per la pubblicità, non solo italiana. In tutti i Paesi del mondo la donna è estremamente usata. Ho pensato che il Presidente della Camera che si abbassa a parlare di pubblicità quando peraltro non ha le competenze è abbastanza patetico. La comunicazione è una leva fondamentale per il commercio e ognuno la fa come meglio crede, nel rispetto delle regole. Ci sono i giurì che controllano la qualità dei comunicati, se qualcuno fa male viene ripreso e ampiamente multato. La Boldrini dicendo quelle cose danneggia se stessa, non l’azienda, perché la gente reale quando va a comprare bada alla qualità dei prodotti, al costo, a soddisfare i bisogni. Tutto il resto sono frottole”.

I trending topic e il loro sbarco in Facebook

facebook-trending-topics-tuttacronacaPer assere sempre aggiornati e non passare per il “disinformato” del giorno, in Twitter basta dare uno sguardo ai trending topic: una top ten dei temi caldi del giorno (o del momento, visto che cambiano in continuazione). Con il cancelletto o meno davanti, tendenze, hot trend, temi caldi o in che altro modo li si voglia chiamare, seguono l’andamento delle discussioni del giorno: che sia politica, attualità, gossip o un “#buonadomenica”, permettono di non sentirsi mai esclusi dal mondo (o almeno da quello della rete). Sono una cartina di riferimento di Twitter dunque, che ora però farà la sua comparsa anche in Facebook. Il social blu, infatti, dopo aver introdotto gli hashtag ora ha deciso di offrire agli utenti anche i trending topic. Secondo il Wall Street Journal, Menlo Park starebbe infatti testando una “trending box” che sarà piazzata in alto, a fianco alle barre di ricerca e alla destra della bacheca. Si è ancora all’inizio e si sta cercando un modo per non ricalcare troppo da vicino l’idea di Twitter e al momento, stando a quanto ha dichiarato un portavoce del gigante al quotidiano newyorkese, la funzione sarà testata per una “piccola percentuale di utenti americani” perché la sperimentazione è agli inizi ma è comunque un passo ulteriore dopo l’arrivo degli hashtag: “Gli hashtag sono solo il primo passo per aiutare le persone a scoprire più facilmente ciò che gli altri dicono su temi specifici e a partecipare alle conversazioni pubbliche – aveva scritto su un post del blog ufficiale Greg Lindley, product manager di Menlo Park, lo scorso giugno – continueremo a sviluppare altre funzioni nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, incluse ricerche più approfindite che daranno una mano agli utenti a scoprure di cosa si parla nel mondo”. La differenza tra i due social, però, la si riscontra tra la diversa dimensione degli stessi: se Facebook è un po’ una piccola stanza dove “invitare” i propri amici a conoscerci meglio e comunicare (almeno per chi si muove agevolmente con i parametri per la privacy), il social dove si cinguetta è come un giornale aperto che tutti possono sfogliare e utilizzare per comunicare in modo rapido e dov’è possibile confrontarsi con chiunque sui più diversi temi in tempo reale. C’è quindi da capire come il primo organizzerà questa sua nuova introduzione anche se non si può scordare che ha dalla sua oltre un miliardo attivi ogni mese contro i 120/150 milioni di Twitter e quindi, pur con legami di riservatezza, indubbiamente avrà un peso il conoscere ciò di cui si parla.

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Testa a testa tra Katy Perry e Lady Gaga su iTunes e nelle radio

katy-perry-prism-lady-gaga-artpop-tuttacronacaE’ sfida a suon di Pop tra Katy Perry e Lady Gaga nelle Radio e nelle classifiche dei singoli digitali. Era prevedibile, Roar e Applause sono da poco disponibili e già si sono conquistati le vette delle classifiche. A poche ore dal loro rilascio, il singolo della Perry sembra resistere alla numero uno di iTunes America e di molti altri paesi, ma in meno di 24 ore Lady Gaga si è già arrampicata alla numero 2 e non è detto che presto non scalzi la Perry dal trono. Stesso discorso per le radio statunitensi, che al momento hanno abbracciato meglio “Roar” con 89 adds ufficiali nelle stazioni, su le 64 ottenute da Gaga, ma si tratta solo di dati provvisori: Roar è uscita prima di Applause e il vantaggio potrebbe derivare solo da questo. Per conoscere il responso, bisognerà quindi attendere la settimana prossima, con le classifiche ufficiali dei singoli.

 

Kate Perry e il suo nuovo video #Roar. L’attesa è finita!

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A 3 anni di distanza dal successo da record di “Teenage Dream”, Katy Perry torna con un nuovo album dal titolo “Prism” atteso per il 22 ottobre e anticipato dal brano “Roar” nelle radio e negli store digitali di tutto il mondo dal 12 agosto. Per il lancio del nuovo singolo Katheryn Elizabeth Hudson (questo il suo vero nome) ha postato su youtube (utilizzando twitter e l’hashtag #Roar) una serie di video vignette che sembrano raccontare cosa i fan dovranno aspettarsi dalla nuova Katy Perry.

Uno di questi video vignette è “Burning Baby Blue”  dove è lei stessa a bruciare la sua famosa parrucca viola (quella del successo “California Gurls”):

Poi l’altra dal titolo “Ashes to ashes, dust to dust, a new beginning is a must”, dove Katy sembra partecipare al suo stesso funerale con tanto di lecca lecca sulla bara:

A seguire è uscito “From A Meow To A Roar”:

E per ultimo Satin cape postato venerdì scorso:

Ma ora l’attesa è finita e il video è disponibile:

Il lato oscuro di Instagram tra #nodsquad e #junkiesofig. E’ shock!

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Shock tra gli utenti di Instagram per il lato oscuro che sta mostrando e che pian piano sta facendo tendenza. Una moda pericolosa che rischia però di allontanare quegli utenti che invece amano postare foto di cibi, di animali, vestiti o magari solo un paesaggio in vacanza tra amici e famiglia. Purtroppo c’è chi tra l’ironico e il serio invece ha iniziato a postare immagini che raccontano storie di droga. Il dramma dell’abuso raccontato nei dettagli, con facce dei tossici, a volte sorridenti, che mostrano tutto l’occorrente per “sballarsi”. Basta accedere a Instagram e cercare sotto i tag  #nodsquad e #junkiesofig per avere un repertorio dettagliato di droghe, buchi, cucchiai, siringhe e lacci. Un vero shock che porta ancora una volta a sollevare polemiche sui social network e soprattutto sull’utilizzo delle foto che diventano virali raccontando drammi e abusi come se invece fossero, a volte, strade per arrivare a un “effimero successo tra gli utenti”. Ma il pericolo è in agguato, i rischi di una emulazione sono dietro l’angolo e la discussione sull’utilizzo di Instagram cresce anche perché gli admin non hanno posto censure su tali foto… gli utenti però si sono attivati con hashtag contro l’uso di droghe.

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#13lugliononèunveroaddiodopotutto: Twitter diventa “Potter Forever”

harry-potter13 luglio 2011. La data più attesa e più temuta insieme. Dopo anni di magia, di sogni, di avventure, nelle sale italiane usciva Harry Potter e i Doni della Morte – parte II. L’ultimo capitolo della saga più amata dagli adolescenti di ieri e di oggi.

E se anche tutti i fan già avevano letto e riletto l’opera omnia della Rowling, a quell’appuntamento non potevano mancare. Come oggi non mancano in Twitter, dove spopola l’hashtag #13lugliononèunveroaddiodopotutto. Potter e i suoi amici hanno compiuto un’altra magia: sono entrati nella vita e nel cuore di milioni di giovani in tutto il mondo e oggi in Italia Hogwarts si ricorda così: facendo sapere a tutti che la scuola di magia più famosa della letteratura e del cinema resta impressa per sempre una volta che si sono varcati quei portoni. Expecto Patronum!

potter

Intercettazioni telefoniche… limitiamole! I saggi non vanno disturbati.

intercettazioni telefoniche-saggi-tuttacronaca

Le intercettazioni telefoniche vanno limitate e devono essere uno strumento di “ricerca della prova” e non del “reato”, tesi cara al fronte berlusconiano. Ma forse a condividere questa ipotesi c’è anche l’inquilino uscente del Colle dopo che le sue intercettazioni con Mancino hanno fatto il giro del mondo.

Appagate le Beliebers arrivano le directioners!

one direction, directioners, biglietti, terza data, tuttacronaca

“Incredibile quanto un pezzetto di carta possa renderti felice o, allo stesso tempo, triste”. Questo è uno dei centinaia di tweet a commento dell’hashtag “#WeWantAnotherDateInItaly1D, creato dalle fan della boy band più amata del momento composta da Harry, Liam, Niall, Zayn e Louis, i One Direction.

Il tour del gruppo – “Take me home world tour” – farà tappa doppia in Italia a maggio all’Arena di Verona e al Forum di Assago ma il tutto esaurito ha lasciato letteralmente in lacrime centinaia di giovani ammiratrici che attendevano di ammirare dal vivo i propri idoli.

Per tante di loro si tratta di un vero e proprio “sogno infranto” e così hanno deciso di mobilitarsi su Twiter portando il loro hashtag ai primi posti tra quelli più utilizzati. “è la cosa più importante della mia vita” si legge sul social network. E ancora: “Chi siamo? Le directioners! E cosa vogliamo? Un’altra data dei ragazzi in Italia!” oppure “vorrei tanto stare sotto quel palco a cantare con loro e a piangere con la mia famiglia di directioners”.

E non solo chi è rimasto senza biglietto ha deciso di intervenire, come si legge nel social network: “io ho il biglietto ma siamo una famiglia,giusto? meritate tutte di vederli..so quanto ci state male”. C’è anche chi propone la possibile data per una terza tappa: “il 18 è libero, siamo troppe rimaste a casa, aiutateci vi prego con il cuore in mano”.

Tanti auguri a twi… Tanti auguri a twi… Tanti auguri a Twitter!

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Sette anni fa nacque twitter, forse pochi se lo ricordano ma era il 21 marzo del 2006 quando Jack Dorsey pubblicò il primo tweet della storia: “Sto sistemando il mio twitter” scrisse. Forse neanche lui immaginava che questo semplice gesto avrebbe rappresentato la genesi di una rivoluzione, digitale ovviamente. Partito in sordina il social del cinguettio è diventato ben presto un fenomeno mondiale, tanto da arrivare ad intaccare il monopolio di Facebook. Twitter è così diventato un eccezionale strumento di divulgazione per politici, giornalisti, uomini di spettacolo, personaggi più o meno famosi. La “spietata” lotta è tra chi ha più follower (chi segue chi) per potersi forgiare della carica di influencer (in sostanza più adepti hai più puoi indirizzare il pensiero della tua comunità).

ecco il volto di #FollowMeTo

#FollowMeTo

Tutto è iniziato durante la loro vacanza a Barcellona. Nataly Zakharova non ne poteva più di esser fotografata dal suo fidanzato, il russo Murad Osmann. Ha provato a trascinarlo in avanti proprio mentre lui scattava e quella è diventata la prima di una serie di foto che hanno conquistato il Web attraverso il social di immagini Instagram e l’hashtag #FollowMeTo. Murad ha continuato a girare il mondo con la sua ragazza e a scattarle queste curiose foto in cui lei si mostra soltanto di spalle e lo tira per la mano. Le loro fotografie hanno anche ispirato altre coppie. Adesso la ragazza ha finalmente mostrato il suo volto e sta diventando una star.

LA VERGOGNA DI PALAZZO CHIGI!

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Questo tweet è comparso stamattina sull’account ufficiale di Palazzo Chigi. Ecco i #trombati (con tanto di hashtag) eccellenti, e il link a una fotogallery del sito di Mediaset con i volti dei vari Ingroia, Fini, ecc. Qualche utente  ne fa uno screenshot: precauzione utile, visto che il messaggio scompare nel giro di pochi minuti.

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MA COME SIAMO RIDOTTI? POI SI CHIEDONO PERCHE’ VINCE L’ANTIPOLITICA?

 

Vanity Fair lancia l’Election Prediction.

Sei animali in tutto nel rispetto della natura e del suo equilibrio. Prediranno in chiave ironica le sorti delle elezioni. Ogni animale sceglierà liberamente, e a modo suo, i simboli dei partiti. Su Twitter, potete seguirli con l’hashtag #electionprediction. Intanto, ecco i sei «Grandi Elettori».

IL GATTO TIPO: Mezzo norvegese ma di adozione milanese. Seduce con lo sguardo e quasi ipnotizza le sue «vittime» … Ama le feste, è un Tipo mondano, e vive in un condominio di avvocati. Adora il tonno al naturale. Piace perché è un tipo affascinante!

IL CANE TRILLI: Una femmina Yorkshire di nome Trilli baciata dalla fortuna. Allegra, vivace, adora il cioccolato e per questo è perennemente in lotta con la bilancia. Piace perché indovina sempre cosa c’è per cena!

IL PAPPAGALLO JACK: Jack ama stare in mezzo alla gente e va pazzo per i semi di girasole. Vero animale da palcoscenico, non riesce a contenere il suo ego quando il fratello gli ruba la scena. Piace perché nessuno rotea intorno a un ramo come lui!

IL GIANCONIGLIO: Gianconiglio conosce l’arte della fuga. Ferito gravemente a una zampa, è stato salvato da un umano. Da casalingo burbero, adora l’erba medica. Piace perché ha uno sguardo che dice più di mille parole!

LA PECORA BENINOU: Piccolina, Beninou fa coppia fissa con il suo gelosissimo ariete. Inguaribile romantica, sogna di tornare sulla sua isola e avere dei bambini. Piace per il suo accento francese molto chic!

IL CAVALLO APPLE: Apple ha 3 anni, è un cavallo in minuatura poliglotta e ama i sapori delicati. Ha sempre voglia di imparare nuovi giochi e di stare in compagnia. Piace perché è generosa!

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