Ultra 70enni spacciano eroina, arrestati

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A ben oltre 70 anni Michele Cotrufo e Rosina Troiano sono stati arrestati per detenzione e spaccio di droga, compiuta essenzialmente nel quartiere Croce di Manfredonia, dove gli anziani risiedevano. La polizia si era insospettita che l’abitazione da tempo era frequentati da tossicodipendenti ben noti alle forze dell’ordine. All’interno dell’abitazione degli anziani sonos atti rinvenuti 70 grammi di droga e un telefonino ancora imballato ricevuto in cambio di dosi.

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Il detenuto… che aveva un cellulare!

Carcere-cellulare-tuttacronacaPossedeva un telefono cellulare uno straniero detenuto nel carcere di Marassi, a Genova. L’uomo è stato scoperto, mentre era al bagno, dal personale della Polizia Penitenziaria, insospettita dal suo strano atteggiamento. A rivelare l’episodio è il sindacato Sappe.

I poliziotti penitenziari sono stati bravi ad intercettare il comportamento anomalo del detenuto. Al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria chiediamo interventi concreti come, ad esempio, la dotazione ai Reparti di Polizia Penitenziaria di adeguata strumentazione tecnologica per contrastare l’indebito uso di telefoni cellulari o altra strumentazione elettronica da parte dei detenuti nei penitenziari italiani”, dichiara Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe.

A nostro avviso – conclude Martinelli – appaiono indispensabili interventi immediati compresa la possibilità di ‘schermare’ gli istituti penitenziari.

Italiani sempre più connessi: boom di smatphone e socials

smartphone-tuttacronacaE’ stato presentato a Roma l’undicesimo Rapporto Censis-Ucsi sulla Comunicazione, dal quale emerge come il grande ostacolo per “l’evoluzione” sia Internet. Nell’era 2.0 essere connessi significa “esserci”, altrimenti, ci si trova, semplicemente, “fuori dal mondo”. Ed è propio il “digital divide”, ossia il divario tra chi ha accesso alle nuove tecnologie e chi no” ad essere aumentato in modo esponenziale, creando un gap pressochè incolmabile. Come rileva il rapporto, si stima infatti che il 90,4% dei giovani navighi regolarmente in rete, mentre solo il 21,1 % degli anziani utilizzi Internet. Ma questi cambiamenti influiscono tanto sul modo di comunicare che su quello di concepire i rapporti sociali e di informarsi. Giuseppe De Rita, presidente del Censis, spiega: “Siamo interconnessi, ma la vera connettività non esiste. La connessione in mobilità determina un aumento delle potenzialità individuali. Ciò comporta l’assenza di una cultura collettiva e la divisione della società in sottoinsiemi che non riescono a coalizzarsi”. E se il 97.4% degli italiani non rinuncia alla televisione, si assesta al 39.9% la quota dei possessori di smartphone (aumento percentuale di 12,2 punti rispetto all’anno scorso): strumento indispensabile per connettersi in rete. Per quel che riguarda l’utilizzo di Internet, il 63.5% degli italiani naviga in rete e, di questi, il 69,8% utilizza Facebook. Ma la connessione sta cambiando anche il mondo dell’informazione, con i giornali cartacei che perdono copie con solo il 43.5% della popolazione che acquista giornali. E se l’86% degli italiani guarda ancora il telegiornale, si affermano di prepotenza i quotidiani online e gli altri portali d’informazione: complessivamente hanno un’utenza del 34.3%. Ormai si cerca l’informazione “personalizzata”, ma si tenta anche di farla: il cosiddetto “citizen journalism” comporta però dei rischi, come sottolinea il presidente della Fieg e dell’Ansa Giulio Anselmi “Il citizen journalism ha introdotto elementi di democrazia e pluralismo, ma il senso dell’informazione non arriva da sè. Della mediazione giornalistica credo non si possa fare a meno. Uno slogan in voga è ‘viva la rete libera’. Va bene, purché per libero non si intenda gratuito”.

Il terremoto ora lo traccia l’app

app-terremoto-tuttacronacaL’uomo ha spesso bisogno di sapere di essere in grado di monitorare le catastrofi naturali e i terremoti e ora la tecnologia gli corre in aiuto. Grazie a un’app e ad uno smartphone dotato di accelerometro si possono infatti monitorare i terremoti. All’esperimento, che dura ormai da tre anni, sta lavorando un team di ricercatori del California Institute of Technology (Caltech). Il gruppo ha elaborato un sistema di rilevazione delle scosse sismiche attraverso un’applicazione che impiega l’accelerometro come fosse un sismografo. L’accelerometro è un dispositivo inserito negli smartphone, che viene già utilizzato nei giochi, che fa capire al cellulare in che posizione si trova.

Mario Broccolo, l’assassino di Alessandra aveva già ucciso

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Nel 1990 era stato condannato a 18 anni per un omicidio volontario, poi era anche stato condannato per un omicidio colposo. Questo il “cv” di Mario Broccolo, il cinquantenne che oggi è stato fermato e dopo un lungo interrogatorio ha confessato l’omicidio di Alessandra, la 30enne uccisa a Dragona una settimana fa. L’uomo era un disoccupato con lavori saltuari e si dedicava spesso alla pittura. Come mai un uomo condannato due volte era in libertà?

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“L’ho uccisa io”, confessa l’assassino di Alessandra Iacullo.

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Mario Broccolo, 50 anni, è conosciuto alle forze dell’ordine. Già in passato aveva avuto precedenti per molestie, ora ha è reo confesso per l’omicidio di Alessandra. L’ennesimo uomo che uccide una donna perché talmente fragile che non può sopportare che la relazione sia finita. E la fragilità in questi casi non è una scusante, ma un aggravante per chi non riesce a considerare una donna al di fuori di  un oggetto da possedere. Non si uccide per troppo amore, ma solo per troppo poco. Solo per paura di perdere una persona, solo per il terrore di non essere accettati.  Gli inquirenti hanno accertato che l’uomo, che era malvisto dai parenti della vittima perché violento, avrebbe voluto riallacciare con Alessandra la storia terminata qualche tempo fa. A incastrarlo sarebbero stati alcuni tabulati telefonici. I due non avevano una relazione stabile, ma l’uomo era gelosissimo di Alessandra e dopo aver consumato con lei un aperitivo in un bar, i due si sarebbero allontanati e poi sarebbe avvenuta la lite e le coltellate.

Alessandra Iacullo è stata uccisa da un uomo?

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Dopo che per giorni si era parlato di una donna dietro all’omicidio di Alessandra Iacullo ora sembra arrivare la smentita: è stato fermato un 50enne italiano con il quale la ragazza avrebbe avuto una relazione qualche tempo fa. Avrebbe così un volto l’assassino di Alessandra, l’ennesima vittima di un femminicidio.

Tra poche ore conosceremo il nome dell’assassina di Alessandra?

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Il cerchio si stringe sempre più e sta per incastrare senza dubbio una persona che  Alessandra Iacullo, la trentenne massacrata a coltellate e morta per dissanguamento giovedì notte, in una via isolata di Dragona, conosceva bene.  Alessandra ha lottato per difendersi quando ha capito le intenzioni dell’assassina, ne sono prova le coltellate rinvenute sugli avambracci. E proprio quella difesa forse condurrà al nome della donna che l’ha uccisa, perché sotto le unghie di Alessandra sono state raccolte tracce biologiche, che potrebbero rivelarsi preziose per risalire al dna dell’assassino. Gli inquirenti ormai credono che a breve il giallo di Ostia possa essere risolto.

 Intanto la polizia ha rintracciato anche la sessantenne, l’amica di Alessandra incontrata su Facebook e con la quale la 30enne aveva un rapporto molto particolare. Insieme a lei e al marito aveva viaggiato molto (a spese della coppia), da Sharm a Barcellona. Questa amicizia non era condivisa dalla madre della giovane, ma Alessandra continuava a voler frequentare la coppia e in particolare la donna.

 Intanto si raggiunti a capire la morte di Alessandra: dissanguamento, probabilmente la quantità maggiore di sangue è stata persa dalle ferite riportate alla giugulare dove la giovane era stata raggiunta da 2 profonde coltellate.
  

E’ stato interrogato anche l’uomo, anche lui molto più grande di lei, con il quale un anno fa la 30enne aveva avuto una relazione poi troncata. L’uomo è conosciuto come “Mariuccio” a Dragona e ha un passato da detenuto   per un omicidio e per spaccio di stupefacenti. Ma quell’uomo ha numerosi testimoni che giurano di averlo visto all’ora dell’omicidio in un bar della zona, tranquillamente seduto a bere. Quindi gli investigatori hanno escluso che l’autore del delitto possa essere lui e lo hanno rilasciato, anche perché dalla profondità delle coltellate si evince che probabilmente il coltello era tenuto in mano da una mano femminile.  

Un aiuto rilevante all’identificazione della donna che ha ucciso Alessandra nelle prossime ore verrà sicuramente dai tabulati dei due telefonini della vittima che sono stati ritrovati nella sua borsa.

Alessandra Iacullo: una mano femminile dietro la sua morte?

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Alessandra Iacullo, uccisa giovedì sera a Ostia con delle coltellate a collo, labbra, guance e braccia, potrebbe essere morta per opera di una donna. Lo dicono i medici che hanno eseguito l’autopsia, secondo i quali i tagli trovati sul corpo della 30enne sono opera di una mano femminile. La ragazza, che ha cercato di difendersi, ha graffiato il suo assassino (o assassina), offrendo così agli inquirenti la possibilità di analizzare frammenti di pelle estratti da sotto le sue unghie. Gli stessi inquirenti, intanto, stanno esaminando i tabulati del traffico telefonico delle ultime ore di vita di Alessandra: chi l’ha incontrata e uccisa, infatti,  l’aveva probabilmente contattata telefonicamente poco prima. Non solo, nel mirino investigativo c’è il rapporto tra la giovane e un’altra donna con la quale la vittima potrebbe aver avuto un litigio prima di essere colpita. Ma non si esclude neppure che possa invece essere stato un uomo, ingelosito o infastidito dalla relazione, ad aver colpito la ragazza. La dinamica ancora resta confusa, ma la relazione sembra essere un perno centrale nelle indagini tanto che sono al vaglio alcuni messaggi affettuosi che Alessandra avrebbe scambiato, su Facebook e con il telefonino, con una donna 60enne, già interrogata. Essendo ancora nell’ambito dell’ipotesi, la polizia continua a vagliare tutte le piste, continua a scavare nell’ambiente frequentato dalla vittima ed ha già sottoposto ad interrogatorio una trentina di persone.

Cell 2.0? No, Alcatel punta al mobile da 1 euro!

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Gli smartphone hanno ormai invaso il mercato dei telefoni ed è molto raro imbattersi in qualcuno che non abbia acquistato uno degli ultimi gioiellini tecnologici, nonostante la grande quantità di funzioni non utilizzate. La casa produttrice Alcatel però ha trovato la soluzione con la vendita di “Alcatel one touch 232,” il telefono cellulare più economico del mondo. L’apparecchio dal costo di poco più di un euro, e’ un cellulare senza “fronzoli”, per chi ha bisogno solo di un dispositivo in grado di fare telefonate ed inviare sms, senza tutte quegli optional dei cellulari di ultima generazione.

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