Non sono gli zuccheri, ma il sale a far ingrassare!

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Secondo una nuova ricerca sarebbero gli adolescenti che mangiano una dieta ricca di sodio a essere più esposti alla tendenza di diventare obesi rispetto a chi invece mangia meno sale.

I ricercatori hanno riscontrato che l’obesità dipenda proprio dal sodio anche perché chi mangia molto salato tende anche a mangiare quantità maggiori di cibo. In America si tende a una dieta che in media contiene tra i 3,300 e i 3,400 milligrammi di sodio al giorno nei bambini che sono simili ai valori degli adulti. Questo è quanto sostiene   il dottor Zhu Haidong che ha condotto lo studio alla  Georgia Regents University ad Augusta. La ricerca ha mostrato quindi come i ragazzi tra i 14 e i 18 anni che consumano cibo con alto contenuto di sodio siano in media più grassi e il fenomeno potrebbe essere spiegato scientificamente, secondo Haidong, facendo riferimento agli studi sugli animali. Infatti essi mostrano come il sale tenda a favorire la crescita di cellule adipose.

Il sale quindi non è solo il responsabile della pressione alta, ma a volte anche dell’obesità e della difficoltà a perdere peso.

 

La “dieta dei farmaci”… Quanto spendiamo? Sono dannosi?

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Se parlate con i vostri amici, parenti o semplici conoscenti vi diranno che loro fanno un uso limitato di farmaci, anzi sì e no prendono un’aspirina l’anno eppure in Italia si sta diffondendo il largo uso di medicinali, soprattutto quelli da banco che hanno costi elevati e spesso, nel migliore dei casi, non hanno l’effetto che promettono. Ogni anno, come rivela Il Fatto Quotidiano,  spendiamo 5,1 miliardi di euro in farmaci che non servono a curare delle patologie. Al primo posto c’è il paracetamolo con le sue  3.042.300 confezioni vendute nei primi sei mesi del 2013. Se poi abbiamo un raffreddore ecco arrivare le dosi massicce di nafazolina, un decongestionante nasale, che si situa al secondo posto, subito dietro il paracetamolo con 1.913.808 flaconi venduti. Gli altri farmaci che divoriamo e che ormai fanno parte della “dieta dei farmaci” di molti italiani sono  fermenti lattici, gel antinfiammatori, analgesici,  lassativi e antinfiammatori per bocca.

Nello specifico rientrano anche i rimedi che promettono di migliorare l’aspetto fisico: dal ventre piatto, alle creme anticellulite per le donne dai 15 ai 64 anni, farmaci anticalvizie e integratori alimentari per gli uomini.

Ma gli italiani terrorizzati dal mal di mare o d’auto spendono in braccialetti che promettono di placare il senso di nausea. In realtà come spiegano alcuni medici “Premono su un punto del polso che non c’entra col meccanismo della nausea” così come il braccialetto di rame contro l’artrite: “Non scaricano energia negativa perché il rame non interagisce con il nostro fisico”. In buona posizione si trovano anche le vitamine naturalmente differenziate per i vari componnti della famiglia, dal padre alla madre, dal figlio alla nonna, ognuno ha la sua e alla fine se ne comprano almeno 3 tipi diversi. Ma sono davvero indispensabili? Secondo alcuni medici basterebbe un’alimentazione diversa basata su più frutta e verdura. Le vitamine in eccessopoi non vengono assimilate e sono eliminate con le urine. Senza contare che sovradosaggio è addirittura nocivo: troppa vitamina D fa aumentare la pressione, provoca nausea o debolezza. Altro problema è l’impotenza sessuale, che vede schiere di sessantenni (ma non solo) spendere 40 euro per pillole blu. Ma c’è anche chi vuole prendere l’alternativa naturale (che può costare fino a 30 euro) contenente presunte erbe afrodiasiache dell’Amazzonia o dell’Asia. L’omeopatia poi è un altro mito. Anche qui gli italiani ceh si avvicinano alla medicina alternativa sono molti, ma i risultati non sono sempre quelli sperati, se funziona in alcuni casi e su alcuni soggetti, può non aver effetto su altri.

E poi l’annoso dilemma dei vaccini. Quest’anno in Italia è ricorso alla vaccinazione antinfluenzale solo il 7,3% circa il 155 rispetto a dieci anni fa… forse si sta cambiando rotta e davvero si sta promuovendo la vaccinazione solo per le categorie a rischio come i cardiopatici e i diabetici. Ma invece sui farmaci da banco la “dieta” continua.

 

Il mentolo per dimagrire? I ricercatori di Padova ne sono sicuri!

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Ci potrebbe essere una nuova dieta e stavolta per dimagrire, almeno secondo lo studio appena pubblicato sulla rivista Molecular and Cellular Endocrinology da un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Medicina dell’Università di Padova, potrebbe servire il mentolo.

«Una delle molecole in grado di indurre questa trasformazione è il mentolo – spiega il dottor Marco Rossato, della Clinica Medica 3, coordinatore del gruppo di ricercatori – noto a tutti per la capacità di evocare una sensazione di freddo una volta a contatto con cute e mucose. Questa sostanza di derivazione vegetale e nota da migliaia di anni, stimola le cellule del tessuto adiposo bianco a consumare i grassi producendo calore».

Il mentolo, ricorda Rossato, è utilizzato diffusamente nell’industria alimentare, cosmetica e farmaceutica e sembra privo di effetti collaterali nell’uomo e rappresenta pertanto una possibile nuova strategia per la cura dell’obesità.
Lo studio padovano ha dimostrato come il tessuto adiposo bianco abbia dei sensori in grado di «sentire» direttamente il freddo senza la mediazione del sistema nervoso. Questi sensori, attivabili dal mentolo e da altre molecole simili, sono in grado di aumentare il metabolismo del tessuto adiposo bianco portando al consumo dei grassi depositati al suo interno e alla produzione di calore.

La dieta del gruppo sanguigno non ha validità scientifica!

dieta_gruppo_sanguigno-tuttacronacaLa cosiddetta “Dieta del gruppo sanguigno”, inventata alla fine degli anni ’90 dal naturopata Peter D’Adamo, che si basa sul presupposto che a ogni gruppo sanguigno corrispondano diverse glicoproteine nelle cellule che rendono più “digeribili” alcuni cibi, portando a ridurre il rischio cardiometabolico e a stare sani più a lungo, non avrebbe alcuna validazione scientifica. Almeno stando a quanto sostengono i ricercatori dell’Università di Toronto, in Canada, che hanno osservato 1455 persone constatando che il modo in cui ciascuno reagiva alle quattro diete ideate (per i gruppi sanguigni a, b, ab e zero) nulla aveva a che vedere con il gruppo sanguigno di appartenenza. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Plos One. Ai partecipanti sono state chieste informazioni dettagliate sull’alimentazione quotidiana, attribuendo loro un punteggio sulla base dell’aderenza o meno alla dieta del gruppo sanguigno di appartenenza. Chi “sgarrava” di più avrebbe dovuto essere maggiormente a rischio, avere alcuni parametri come trigliceridi, colesterolo o glicemia oltre i limiti. Si è invece scoperto che il meccanismo non era così automatico. Il dottor Ahmed El-Sohemy, che ha svolto la ricerca, spiega: “Alcuni regimi alimentari erano di per sè sani e in coloro che li seguivano si evidenziavano profili cardiometabolici positivi ma questo era del tutto indipendente dai gruppi sanguigni. In pratica, la ricerca ha evidenziato che il modo in cui ciascun individuo risponde a un’alimentazione vegetariana o povera di carboidrati ha a che vedere solo con la sua capacità di adattarsi a quello specifico regime dietetico”. Sembra tramontare così, almeno fino a quando non si faranno ulteriori studi per confrontarla con una dieta standard, la possibilità di dare validazione scientifica alla dieta dei gruppi sanguigni, che prendeva le mosse dall’eredità genetica dei nostri antenati e dalle loro abitudini alimentari.

Bastano 7 semplici regole… per dire addio alla dieta!

dieta-tuttacronacaL’incubo della vita moderna? Il peso forma. Quel numero sfuggente che cerchiamo nella bilancia. In molti tentano tante diete, le più svariate, eppure quei chili in più non se ne vanno. Oppure ritornano. C’è qualcosa di sbagliato che impedisce all’organismo di lavorare nel modo giusto. Serve quindi comprendere quali sono gli errori che commettiamo e come correggerli. A spiegarcelo ci pensa la nutrizionista e diet coach Samantha Biale, nel suo libro “La dieta B Factor”. Le regole da seguire per sempre non solo per dimagrire, ma soprattutto per non ingrassare più e star bene in salute sono solo 7, semplici e non privative… e che in fin dei conti il nostro buonsenso conosce già:

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Dormi poco? A tuo rischio e pericolo! Ecco gli effetti collaterali

SleepDeprivation_Italian-tuttacronaca-dormire-poco2 ore in meno di sonno per notte. Sono quelle che abbiamo perso, in media, negli ultimi 30 anni. Con gravi rischi per la salute. Se fino a una trentina di anni fa, infatti, gli adolescenti dormivano 9 ore e mezza per notte rispetto alle 7 e tre quarti di oggi mentre per gli adulti negli ultimi 10 anni si è passati dalle 7 ore e mezza alle 6 e mezza, questa diminuzione di riposo rischiamo di pagarla sulla nostra pelle. L’infografica proposta dall’HuffPost spiega che dopo una sola notte in cui si dorme poco aumenta un senso di fame che fa prediligere “porzioni maggiori di cibo, alimenti a maggior contenuto calorico e con più carboidrati ed in generale ad optare durante la spesa per scelte meno salutari.” Ma dormire 6 ore o meno triplica anche il rischio di incidenti collegati alla mancanza di concentrazione, secondo la National Sleep Foundation’s Drowsydriving.org. Inoltre, una sola notte di sonno carente può influire sulla capacità di coordinazione del guidatore secondo una ricerca della Manchester Metropolitan University. La mancanza di sonno rende in generale più goffi, al volante come in altre situazioni, secondo Prevention. E ne risente anche l’apsetto fisico, come rilevato da un piccolo studio pubblicato l’anno scorso da SLEEP: chi aveva dormito poco veniva giudicato meno attraente e apparentemente più triste.E’ stato invece uno studio del Medical Institutet di Stoccolma, in Svezia, a rivelare che i soggetti stanchi vengono approcciati con più diffidenza. Se poi dormire poco diventa un’abitudine, ecco che l’invecchiamento della pelle lo testimonierà. Non solo, dormire fa bene anche al sistema immunitario, come valuta uno studio della Carnegie Mellon University che spiega che dormire meno di sette ore triplica il rischio di ammalarsi d’influenza. E ancora il giornale SLEEP ha effettuato uno studio su 15 soggetti con il quale si è notato che una sola notte di sonno carente si può collegare all’evidenza di perdite del tessuto cerebrale, come prova la misurazione dei livelli nel sangue di due molecole che solitamente aumentano in caso di danno cerebrale. L’Huffington Post ricorda ancora uno studio del 2007 di alcuni ricercatori della University of California, Berkeley e Harvard Medical School che ha utilizzato la Magnetic Resonance Imaging per mostrare che in caso di carenza di sonno i centri emotivi del cervello aumentano la reattività del 60%. “E’ come se, un minor sonno facesse tornare il cervello ad uno stadio primitivo in cui non è in grado di mettere òe esperienze emotive nel giusto contesto e produrre risposte sensate e controllate”, spiega Matthew Walker, direttore del UC Berkeley’s Sleep and Neuroimaging Laboratory. Infine, a farne la spesa sono anche la concentrazione e la memoria.

E tutto questo se si dorme poco per un’unica notte. La situazione peggiora quanto diventa un’abitudine. Durante una conferenza SLEEP del 2012 si è presentata una ricerca che suggerisce che dormire meno di 6 ore a notte può aumentare il rischio d’infarto per le persone di mezza età ed età avanzata. “Queste persone quando dormivano meno di 6 ore vedevano un aumento del 400% del rischio di sperimentare i sintomi dell’infarto rispetto ai loro coetanei che dormivano dalle 7 alle 8 ore”, ha spiegato ad Huffpost la ricercatrice Megan Ruiter, della University of Alabama at Birmingham. La mancanza cronica di sonno, poi, porta a un maggior rischio di obesità nel tempo. Uno studio del 2012 di Penn State, ad esempio rivela che dormire meno di 6 ore a notte provocava una variazione nella presenza degli ormoni dell’appetito grelina e leptina. Un altro studio del 2012 pubblicato sull’ American Journal of Human Biology suggerisce che un sonno insufficiente modifica la regolarità dell’appetito e può portare a mangiare di più. Infine un altro studio ha scoperto che i partecipanti sottoposti a 5 notti di sonno carenti acquisiscono fino a quasi un chilo in più, forse a causa degli snack notturni. Uno studio sul cancro condotto su 1240 partecipanti che si erano sottoposti alla colonscopia ha rivelato anche che chi aveva dormito meno di 6 ore a notte rilevava un 50% in più di possibilità di riscontrare un adenoma colorettale che nel tempo può divenire maligno. Un altro studio del 2012 ha trovato un nesso fra la mancanza di sonno e un tipo di cancro al seno aggressivo. L’HuffPost spiega ancora che alcune ricerche hanno poi suggerito una correlazione fra l’apnea notturna ed un maggior rischio di malattie cancerogene oltre a parlare di un maggior rischio di diabete di tipo 2. Ma il Centers for Disease Control and Prevention in uno stesso studio del 2012 ha rivelato anche un nesso fra carenza di sonno e sbalzi ormonali legati all’obesità ha anche rivelato un collegamento con una minore sensibilità all’insulina, aumentando il rischio di diabete.E la carenza di sonno nuove anche al cuore: è stata infatti associata all’alta pressione sanguigna, all’arteriosclerosi (o all’artrite causata dal colesterolo), agli arresti cardiaci e agli infarti, secondo Harvard Health Publications . Secondo uno studio del 2011 della Warwick Medical School ha trovato un nesso fra il poco sonno, i rischi d’infarti, disturbi cardiovascolari ed ictus. “Se dormi meno di 6 ore per notte ed hai disturbi del sonno hai il 48% di chances in più di soffrire o morire di una malattia cardiaca ed il 15% di morire per un ictus”, ha detto Francesco Cappuccio in una dichiarazione circa i risultati pubblicati sull’ European Heart Journal. Ma dormire poco incide anche sull’attività sessuale e saltare ore di sonno può anche avere come conseguenza quella di un peggioramento della fertilità. Uno studio del 2013 pubblicato sull’ American Journal of Epidemiology ed eseguito su 953 giovani danesi ha riscontrato un nesso fra la mancanza di sonno ed una diminuzione del 29% della concentrazione di spermatozoi. Infine, uno studio di SLEEP eseguito su 1.741 uomini e donne nel corso di 10-14 anni ha rivelato che chi dorme meno di 6 ore a notte era decisamente più esposto al rischio di mortalità, anche quando si tiene conto di fattori come il diabete e l’ipertensione.

Sorpresa natalizia per 16 scuole romane: sospeso servizio mensa

mensa-scolastica-tuttacronacaSorpresa amara sotto l’albero in sedici istituti comprensivi, che ospitano classi dell’infanzia, primaria e media, della Capitale: il giorno della Vigilia è infatti arrivata una nota in cui il Comune, nello specifico il Dipartimento servizi educativi e scolastici, avvisa che sospenderà il servizio mensa dal 7 gennaio, vale a dire in piena riapertura delle scuole. Gli alunni, al rientro, si vedranno quindi sospeso, o messo a serio rischio, il normale servizio di mensa. Laura Larcan per Il Messaggero scrive:

Il motivo sta tutto «concentrato» in un passaggio della nota protocollata dal dipartimento capitolino il 23 dicembre in cui si fa presente che «con il prossimo 31 dicembre cesseranno gli effetti dei previgenti affidamenti centralizzati e che, con decorrenza 7 gennaio 2014, si presenterà la necessità di rendere concretamente effettivo il passaggio all’autogestione». La risposta alla nota era richiesta entro il 24 dicembre. Peccato che le scuole coinvolte non hanno ancora concluso tutte le procedure di gara per il passaggio dall’appalto centralizzato a quello in autogestione. Un disagio che peserà su migliaia di bambini: basti solo considerare che gli istituti comprensivi protagonisti prevedono una media di mille pasti al giorno. A fare luce su una situazione che sta creando un subbuglio tra i vari dirigenti scolastici, è l’Asal, l’Associazione scuole autonome del Lazio.

«La gravità della nota del Comune sta nel fatto che a tali 16 scuole il 25 ottobre scorso il Comune aveva dichiarato che in caso di mancato espletamento della gara entro il 31 dicembre si sarebbe proceduto ad “ulteriore affidamento” alle ditte attualmente in servizio, a carico del Dipartimento», spiegano dall’Asal. Inoltre, «Tra il 16 e il 19 dicembre scorsi – continuano dall’associazione – tali 16 scuole sono state convocate dal Dipartimento, e hanno sottoscritto di concerto un verbale di accordo in cui veniva ribadita la necessità di rinnovo da parte del Comune dell’affidamento del servizio in corso».

La dieta prima e dopo le abbuffate delle feste

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Arriva la dieta da fare dopo i pranzi di Natale e Santo Stefano e prima di lanciarsi nella grande abbuffata dell’ultimo dell’anno. L’avvertimento arriva dal Ministero della Salute che ha lanciato il proprio vademecum “E’ Natale, buona salute a tutti!” in cui suggerisce idee, ricette e consigli utili per rimanere in forma anche durante le festività di fine anno.

La colazione deve essere un must:  “Anche se si è pieni, è fondamentale non saltare mai la colazione ma semmai farne una più leggera” raccomanda Maria Rosaria D’Isanto,  Biologa Nutrizionista, Specialista in Scienza dell’Alimentazione e presidente dell’Associazione Italiana Nutrizionisti (AINut). Sì al caffè, al tè o una tisana ma senza zuccherare troppo. “Si può prendere il latte o lo yogurt magari parzialmente scremati o magri, ma non bisogna mangiare a colazione il panettone o gli altri dolci natalizi. Meglio fette biscottate, cereali integrali o una fettina di pane” aggiunge l’esperta. Per chi la mattina non ha proprio fame basta anche una spremuta di arance o della frutta fresca.

Raddoppiare la frutta e la verdura: “A pranzo si può mangiare un minestrone o una zuppa di verdure con farro, orzo o riso che oltretutto ci scaldano. Poi si può aggiungere una verdura cruda che fa bene per due motivi: aumenta il senso di sazietà ed è ricca di acqua per cui ci aiuta ad idratarci” consiglia la nutrizionista. Occhio ai condimenti: uno-due cucchiaini di olio per piatto, ma non di più usando con parsimonia anche il sale. A cena si può ripetere lo stesso schema della verdura doppia (sia cruda che cotta) magari preparando una bella insalata ricca in cui mettere anche legumi e frutta. “E’ importante che anche quando si sta attenti alla dieta, non si sacrifichi il gusto perché altrimenti il sacrificio non dura a lungo” suggerisce D’Isanto.

Come secondo, meglio optare per i filetti di pesce. “Si possono cuocere al forno o al cartoccio usando pochissimi condimenti e perciò risultano molto leggeri e facilmente digeribili”. E la carne? “Non va esclusa, ma scelta sempre con il criterio della leggerezza. No alla bistecca, sì alla fettina di girello e alla carne bianca”. Per il pane, scegliere quello semplice (meglio se senza sale) e non più di 50 grammi.

Si sa che l’acqua fa bene quindi meglio abbondare dopo le abbuffate delle feste… ma se l’acqua non piace o dà un senso di pesantezza si può aggirare l’ostacolo bevendo tisane. Soprattutto se il pranzo di Natale ci ha lasciato un po’ gonfi l’ideale è una tisana ai semi di finocchio o ai frutti rossi.

Ottimo anche il movimento, già dal giorno dopo il Cenone, meglio se farlo diventare un momento social… in due o tre si cammina meglio!

Il vero problema post natalizio però sono gli avanzi… chissà perché resta sempre da mangiare per 10 o 15 giorni e per non sprecare si seguitano a ingurgitare quelle calorie d’eccezione che dovevano essere riservate agli esclusivi giorni di festa. Il consiglio è dunque di regolarsi nel fare le spese e nel cucinare in modo che subito dopo senza alcun inutile rimorso si possa dare il via a buon piatto d’insalata o di verdure miste.
 

“Io ho un mio personale concetto di dieta: …

dieta-tuttacronaca… evito rigorosamente tutti i cibi che non mi piacciono.”

Milan Kundera- (Amori ridicoli, 1968)

La scuola corre ai ripari: troppi bimbi obesi e ipertesi

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Dilaga l’obesità tra i bambini, a essere colpiti sono soprattutto gli under 10, ma i dati non migliorano molto neppure crescendo. Così la scuola italiana corre ai ripari e cambia la dieta delle mense:  più cibi integrali, prodotti biologici e a km zero, meno zuccheri e carne rossa. Queste le linee guida del decreto del ministero dell’Istruzione appena varato. Si riuscirà a contenere il dilagare dei bambini obesi e ipertesi alle elementari?

Scrive Carla Massi sul Messaggero:

Dettati dall’allarme per l’obesità infantile (uno su tre dai 6 agli undici anni pesa troppo), per l’ipertensione già alle elementari tra i sovrappeso, per la glicemia alta e per il diffuso disagio relazionale dovuto proprio alle grandi forme.

Nuove linee guida, si legge nel comma 5 bis, «per disincentivare, nelle scuole di ogni ordine e grado, la somministrazione di alimenti e bevande sconsigliati, ossia contenenti un elevato apporto totale di lipidi per porzione, grassi, zuccheri semplici aggiunti, alte quantità di sodio, nitriti o nitrati utilizzati come additivi, alte quantità di teina, caffeina, taurina e per incentivare la somministrazione di alimenti per tutti coloro che sono affetti da celiachia». Anche per loro il governo ha deciso che vada ritagliata una quota nel bando delle gare d’appalto. Certo è che qualsiasi cambiamento nei pasti quotidiani non deve far «derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica». Si prevede anche l’attribuzione di un punteggio per «le offerte di servizi e forniture rispondenti al modello nutrizionale denominato dieta mediterranea». Si ridurrano, così, le proposte di pasti etnici che negli ultimi anni sono stati introdotti soprattutto nelle scuole elementari.

Nuovi approvvigionamenti, dunque, di alimenti ricchi di fibre, dalla pasta al pane ai cereali all’orzo ai fagioli alle lenticchie ai carciofi, che regalano una sensazione di sazietà e fanno mangiare il giusto. Che creano massa nell’intestino e facilitano le funzioni fisiologiche. Nessuna preclusione per il pesce condito, è specificato, con olio extravergine di oliva. Come le verdure, i sughi e le zuppe. Via libera per uova, latte e yogurt. Due sole limitazioni, appunto: carni rosse (bue e cavallo) e zuccheri semplici (…)

Restare in forma? Costa 370 euro all’anno

spesa-cibo-tuttacronacaUna metanalisi dell’Harvard School of Public Health, che è stata pubblicata sul British Medical Journal, ha stabilito che una dieta più sana ed equilibrata viene a costare, al giorno, 1.50 dollari in più che non nutrendosi di cibo spazzzatura e simili. In un anno, quindi, una persona che sceglie di mangiare prodotti meno calorici e amici della linea spenderebbe, in più, 550 dollari, pari a 370 euro. La scoperta si basa sull’esame più completo realizzato ad oggi su questo argomento e ha visto confrontare i prezzi dei cibi più sani in commercio e i modelli di dieta abbinati, con ‘gemelli’ meno attenti a calorie e a grassi. Mayuree Rao, autore della ricerca, afferma: “Spesso si dice che i cibi sani sono più costosi e questo fattore limita fortemente lo sviluppo di migliori abitudini alimentari ma, finora, le prove scientifiche di questo ‘problemà, soprattutto per chi ha un reddito basso, non sono state valutate in maniera sistematica”.  I ricercatori hanno condotto la metanalisi di 27 studi effettuati in 10 paesi ad alto reddito, durante i quali hanno valutato le differenze di prezzo per porzione e quelli su un menù base di 2.000 calorie (la quantità media giornaliera raccomandata per gli adulti dal Dipartimento dell’agricoltura americano). Hanno scoperto così che i modelli di diete ‘amiche della linea’, ovvero quelle ricche di frutta, verdura, pesce e noci, costano molto di più dei menù non salutari (quelli che abbondano di prodotti lavorati, carne e cereali raffinati). In media, un giorno intero di dieta più sana costa circa 1,50 dollari in più.

Emma Marrone, tra viaggi e dieta: vita da tour a Lucignolo 2.0

Emma-Marrone-tuttacronacaDurante la puntata di domenica 17 novembre verrà trasmessa un’intervista a Emma Marrone, che la cantante ha rilasciato mentre era in viaggio per una tappa del suo tour. Anche se per conoscere tutti i dettagli dovremo aspettare domani sera, sono emerse le prime prime anticipazioni, che si concentrano proprio sulle sue abitudini mentre si trova in viaggio per l’Italia. “La solitudine non mi porta tanto beneficio. Il mio motto è più siamo e meglio è. Ho bisogno della compagnia, di divertirmi, ma quando serve so essere anche una persona molto seria. Quando mi devo concentrare, lo faccio”. Ma anche: “Il bello del tour è proprio il viaggio. Io e lo staff che mi segue siamo un pò come una grande famiglia e ci divertiamo. Con la mia ‘vera’ famiglia c’è poi un legame forte che va al di là di qualsiasi cosa e i miei sono abbastanza giovani e alternativi, quindi nel prossimo step del tour per un po’ di date mi seguiranno”. Ma spostarsi da una tappa all’altra significa anche rinunciare a qualcosa, in particolare, alla cucina che la cantante preferisce: “Io sono una mangiona. I piaceri della vita sono rimasti talmente pochi e il cibo per me è una cosa bella. In tour sono brava perchè mangio il giusto e tutti alimenti sani. So cucinare, alcune cose anche molto bene. A Roma le mie amiche mi chiamano Mariella la regina della padella”.

Anoressia, una malattia sempre più diffusa. Colpisce anche bimbe di 9 anni

anoressia-infantile-tuttacronacaSono i dati del Centro italiano disturbi alimentari psicogeni a lanciare l’allarme: non solo le ragazze anoressiche e bulimiche sono 2.2 milioni in Italia, ma in alcuni casi il disagio si manifesta fin troppo presto, anche a soli nove anni. I dati sono stati diffusi in occasione della prima edizione della campagna contro l’anoressia promossa da Aidaf, l’Associazione italiana danza attività di formazione, in collaborazione con l’Agiscuola e l’Ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma.  Stefano Vicari, responsabile di Neuropsichiatria, spiega: “Trattiamo bambine anoressiche di nove anni, a volte talmente gravi da richiedere un ricovero. Anche tra i maschietti, che sono un numero inferiore, abbiamo pazienti di quell’età”. L’anoressia rappresenta la malattia mentale che miete più vittime e rientra nella sfera dei disturbi psichiatrici che vanno curati. Ma come per altre patologie, anche chi soffre di disturbi dell’alimentazione spesso non ammette di avere il problema e, se anche lo fa, non sempre opta per farsi curare: solo il 40% delle ragazze affette da disturbi dell’alimentazione, circa 880 mila, ammette di avere in cattivo rapporto col cibo. Di queste, appena 130 mila scelgono d’intraprendere un percorso terapeutico. Tra i dati diffusi dal Cidap, inoltre, questi disturbi colpiscono in misura sempre maggiore anche gli uomini: 75mila sono infatti gli anoressici e 120-150mila i bulimici, un trend che risulta in crescita e che fa emergere nuovi modi di esprimere i disagi.  Vicari sottolinea: “Avere un problema con il cibo non vuole dire solo privarsene: si può esprimere ad esempio sforzandosi molto, facendo un’attività fisica esagerata, e mangiando pochissimo. Questo è tipico proprio dei ragazzi”. Anche l’Aidaf, l’Associazione italiana danza e attività formative, ha scelto di porre l’attenzione su simili disagi e l’ha fatto realizzando, in collaborazione con gli esperti del Bambin Gesù, un manifesto nazionale di informazione e prevenzione dell’anoressia. Tale manifesto, spiega la presidente Amalia Salzano “ha l’obiettivo di evitare la facile equazione tra danza e anoressia e proporre un messaggio positivo, legato a un’armonico sviluppo psico-fisico di coloro che la praticano”. Quindi, oltre a spiegare che presto prenderà il via anche una collaborazione con il settore della moda, ha concluso: “Senza un corpo sano non si danza”.

La nuova ossessione della magrezza: il Thigh Gap

thingh-gap-tuttacronacaE’ diventata la nuova ossessione della magrezza a tutti i costi il Thigh Gap, lo spazio che si crea tenendo le gambe chiuse. E impazza su social network, profili, Twitter e Instagram, con adolescenti più o meno cresciute che tentano di dimostrare in tutti i modi di essere vicine a quell’ideale. E gli scatti non permettono di barare, così come non lo fa lo specchio: in piedi e a piedi uniti, o c’è quel “diamante d’aria” o non si è perfettamente magre. Almeno non secondo il web. L’idea originale non si sa dove abbia origine, ma sta spopolando dopo la recente denuncia della modella Robyn Lawley secondo la quale il thigh gap è ciò che ha rovinato la sua carriera, dopo esser diventata la nuova ossessione di stilisti e agenzie. Come ricorda Blitz,  qualcuno, tempo fa, ha usato su un blog dedicato alla magrezza estrema una sua foto di moda in lingerie per prenderla in giro: il suo “thigh gap” non era abbastanza pronunciato. E giù sfottò, con la modella definita, il più delle volte, “maiale”. Anna Benini, sul Foglio, ha recentemente tradotto il termine con “diamante d’aria”, riferendosi allo spazio che si crea nella parte alta delle cosce appena sotto il sedere. Non importa che si usi la terminologia inglese o si prediliga la lingua italiana: l’oggetto di discussione resta lo stesso. Così come quell’ideale di magrezza estrema che mette in allarme medici e genitori.

Ecco cosa regalare a Natale… la dieta!

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Quest’anno i regali devono essere Green e salutistici. Ecco quindi che per chi già sta con la testa al Natale arriva un’idea regalo davvero originale: la dieta. Sì perché ora la dieta si può regalare, facendo recapitare a casa di un amico/a dei piatti già cucinati, altamente sani e basso apporto calorico. L’idea è stata lanciata da Enrica Rizzello, che a Bergamo, per prima ha iniziato a cucinare per quanti non hanno tempo ma vogliono mantenere la linea. Anche perché la cosa più complessa e fondamentale di una dieta, oltre alla giusta motivazione, è il tempo. Così, la Rizzello che lavora nel campo nell’animazione per i bambini da oltre un decennio con «Giransole», due anni fa, affiancata da uno staff esperto, ha iniziato a intraprendere questa nuova avventura. «Il menù che proponiamo – ha precisato Rizzello – si può adattare alle diverse esigenze, come nel caso di intolleranze alimentari o quando alcuni alimenti non piacciono». Inoltre, «usiamo solo materie prime di qualità, che vengono preparate da un cuoco».

I piatti, dalla colazione alla cena, arrivano già pronti a domicilio, tramite un “pony” e si può però scegliere tra diversi «pacchetti» per sperimentare il servizio per un periodo di tempo più o meno lungo, «inserendo» anche il supporto di uno i più professionisti.

Oltre allo chef, nella squadra del «pony dieta» ci sono anche altri professionisti: il personal trainer, una psicologa del comportamento alimentare, una erborista che sta studiando anche naturopatia, la dietista, la dietologa con cui sono stati preparati menù specifici (come per le mamme o le donne in menopausa), e la consulente di immagine.

Voi quale pacchetto sceglierete di regalare a Natale?

Golosi di tutto il mondo in festa: il cioccolato non ingrassa!

cioccolato-tuttacronacaTra quello che la scienza si ripropone di fare, c’è anche lo smontare i miti e ora gli scienziati dell’Università di Granada hanno dimostrato che il cioccolato non ingrassa. Lo studio, realizzato con giovani ma i cui risultati indicano che lo stesso processo vale anche per gli adulti, ha mostrato come, nonostante le calorie, il consumo del derivato del cacao si associa a livelli minori di grasso corporeo, inclusi quelli che si concentrano sull’addome. I ricercatori della Facoltà di medicina e della Facoltà di Scienze Motorie hanno confrontato l’assunzione di cioccolato e i livelli di grasso totale e centrale (addominale), determinati tramite l’indice di massa corporea, la percetuale di grasso corporeo e la larghezza della vita. Lo studio è stato condotto su 1458 adolescenti tra i 12 e i 17 anni. Il risultato è stato che, qualsiasi fosse lo stile di vita, l’età o il sesso, maggiore era l’ingestione di cioccolato, minore risultava la grassa massa. Questo dimostra che a far ingrassare non è solo l’apporto calorico. “Le più recenti indagini epidemiologiche stanno concentrando la loro attenzione sullo studio del rapporto tra alcuni alimenti (non solo per il suo contenuto calorico, anche per i suoi componenti) e fattori di rischio per lo sviluppo di malattie croniche, tra cui sovrappeso o l’obesità” affermano gli autori. Il cioccolato è un alimento ricco di flavonoidi, elementi utili per il metabolismo. E ‘ un grande antiossidante , anti-trombotico e anti- infiammatorio, possiede effetti anti-ipertensivi e può aiutare a prevenire le malattia coronariche”, spiega Magdalena Bacino, coautrice dello studio pubblicato su Nutrition. Nello specifico, il cioccolato presenta una grande quantità di catechina, un flavonoide che colpisce la produzione di cortisolo e sensibilità all’insulina, le due sostanze strettamente correlate a sovrappeso e dell’obesità . Gli autori hanno quindi sottolineato che l’impatto biologico del cibo non dev’essere valutato solo dal numero di calorie ma dalle altre funzioni che possono avere tutti i suoi componenti. Sebbene lo studio , che fa parte del HELENA ( Healthy Lifestyle in Europe by Nutrition in Adolescence ) guidato dall’Unione europea, abbia prestato particolare attenzione ai giovani, gli autori sottolineano che negli ultimi anni si stanno accumulando prove che il cioccolato ha la stesso effetto benefico negli adulti. Se ve lo state chiedendo: lo studio è stato finanziato dall’Unione Europea. Una precisazione comunque è stata fatta dai ricercatori: il cioccolato non fa ingrassare… ma non significa che far scorta di cioccolatini abbia un effetto dimagrante!

Adam Richman cambia programma… e girovita!

Richman-dieta-tuttacronacaHa sfidato per quattro anni le pietanze più grasse, presentate in quantità industriali, per la sua trasmissione “Man Vs Food” Adam Richman. La star di Travel Channel, però, ora ha cambiato vita… e girovita! Dopo le molte abbuffate con le quali è risucito a tenere incollato alla tv i telespettatori americani, Richman ha iniziato a preoccuparsi per la sua salute: raggiunta una circonferenza vita di 100 cm, ha deciso di limitare i danni e passare dall’altra parte della barricata: il dimagrimento. Grazie a una dieta controllata, che prevede pasti di 150 calorie ogni due ore, e all’esercizio fisico, il conduttore ha perso 30 kg. Certo, la lontananza dalle tentazioni alimentari a cui lo costringeva il programma l’ha aiutato. Lui stesso ha raccontato a People: “Quando vado nei ristoranti la gente si aspetta che ordino il piatto più ricco e più grande, ma è bello dire di no. Io non sono un’aspirapolvere umana”. In viaggio verso il peso forma quindi, grazie anche al suo nuovo programma “Fandemonium”: visiterà le fiere alimentari, senza però assaggiare nulla!

A dieta ferrea… dopo aver rotto una panchina a causa del suo peso

alexandra-collings-tuttacronacaIl Daily Mail Online ha raccontato la storia di Alexandra Collings, una commessa 22enne di Cardiff, nel Galles del Sud che ha deciso di mettersi seriamente a dieta dopo aver spezzato una panchina di pietra con il suo peso. L’episodio avveniva 18 mesi fa, quando la ragazza pesava 139 kg, mentre era a casa del fidanzato per conoscerne la madre. Nell’attesa, aveva preso posto su una panchina di pietra che, però, non avrebbe retto il suo peso. “Sono diventata rossa dall’imbarazzo. È stato mortificante. Avevo certi graffi, ma il mio orgoglio era ben più ferito,” ha raccontato. Dopo un anno e mezzo, complici una dieta ipocalorica a base di frutta e verdura, ginnastica e l’iscrizione a un gruppo di supporto, Alexandra ha perso 63 kg passando da una taglia 54 a una 44 e la sua vita è del tutto cambiata… fidanzato incluso, che continuava a tentarla con cibi spazzatura. Ora al suo fianco c’è il 31enne Richard Jones e “ogni vola che ci sediamo su una panchiana al sole, un grande sorriso mi si stampa in faccia”.

Cambia la mensa scolastica, ora arriva la dieta vegana

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E’ ancora in via di sperimentazione, ma sembra sempre più vicina l’introduzione della dieta vegane nelle mense scolastiche. Tra tofu e crema di zucchine, circa 80mila bambini nel milanese inizieranno a consumare pasti privi di materie prime di origine animale come la carne o il pesce , ma anche caratterizzati dalla totale assenza di latte e uova. I pasti, preparati con   la consulenza di Pietro Leemann, il re degli chef vegetariani verranno preparati da Milano Ristorazione e serviti a 199 scuole materne, 144 elementari e 70 medie.

Christina Aguilera: una sera fuori con caduta!

christina-aguilera-cade-tuttacronacaSembrano esserer sempre presenti i paparazzi nella vita di Christina Aguilera. Immortalata con un nuovo amore e con un evidente aumento di peso prima, ora, pronta per la nuova edizione di The Voice, in perfetta forma. Ma questa volta sono stati i tacchi alti a tradirla. La cantante è stata infatti sorpresa durante una caduta all’esterno di un locale di Hollywood dove si era recata con un amico. Subito gli scatti hanno immortalato la sua perdita di equilibrio e l’aiuto prestato da alcuni “soccorritori”.

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I nostri 7 giorni: guardando sempre altrove… dimentichiamo noi stessi?

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Settimana bagnata settimana fortunata? Non per tutti! L’Italia, che da nord a sud continua a tremare causa terremoto, sta facendo i conti con i flash storm. A farne le spese, ieri sera, i fan di Jovanotti radunati a Padova per il concerto allo Stadio Euganeo. Dopo ore di attesa sotto il sole rovente, quando finalmente il cantante ha dato il via allo spettacolo, sono stati travolti da una pioggia torrenziale che ha provocato la momentanea sospensione dell’evento. In molti, bagnati, infreddoliti e certi che la musica non sarebbe ripresa, hanno lasciato l’area salvo poi scoprire che Lorenzo aveva twittato per comunicare la ripresa. Ora non resta che attendere e scoprire se ci sarà la replica tanto richiesta dal pubblico datosi alla fuga. Pazienza quindi. Del resto si sa, la fretta è una cattiva consigliera e a volte fa compiere gesti avventati. E’ il caso della donna che, scoperto il tradimento del marito, ha tappezzato i muri di una via di Siracusa con le immagini inequivocabili dell’infedeltà del marito. Peccato solo che l’amante del fedifrago l’abbia denunciata per diffamazione! Chi invece sembra ragionare (certo non a torto visto le somme di cui si parla) a lungo sulle decisioni da prendere sono le società calcistiche e i giocatori. Quello che non è facile prevedere è cosa scaturirà dalle decisioni che si prendono. Come immaginare, ad esempio, che la vendita di Giaccherini possa spingere un giovane tifoso bianconero a tentare il suicidio? Al contrario, le contestazioni alla Roma a Trigoria sicuramente c’era chi se le aspettava… anche se non sempre davanti agli attacchi ci si riesce a trattenere e si risponde impulsivamente, come ha dimostrato la reazione di Osvaldo. Del resto gli esseri umani sono imprevedibili: ad esempio un uomo che ha scoperto che la moglie aveva recitato in un film hard guardando un porno avrebbe potuto infuriarsi o chiedere spiegazioni… invece è svenuto!

reactionE se invece è la coppia a “finire” in un filmato hard? Dipende da dove e quando viene girato… e se i protagonisti ne sono consapevoli! E’ shock per i filmati hard che, si dice, sono stati registrati dalle videocamere del circuito chiuso della metro di New Delhi e poi finiti in rete. Si vedono coppie in momenti d’intimità nei vagoni vuoti e l’opinione pubblica ne è rimasta sconvolta. Intimità violata o esposta volontariamente? Di certo chi non gode di privacy in questi giorni è qualcuno che… ancora non è nato e infiamma gli animi del popolo inglese: si tratta del royal baby: da mesi se ne parla e ora è scattata l’ora x. Già alcuni giorni fa si diceva che Kate fosse in travaglio ma l’erede ancora non ha visto la luce… nè i flash accecanti dei fotografi. Nel frattempo il futuro padre, il principe William, si è rilassato con una partita a Polo per ingannare l’attesa. Con tutto quello che accade, non ci dimentichiamo però che ormai l’estate è in pieno svolgimento e rappresenta un buon momento per staccare la spina e prendersi un po’ cura di se stessi. Nonostante la crisi e i rincari che colpiscono proprio gli alimenti più amati in estate, frutta e verdura, non possiamo (nè dobbiamo) rinunciare a nutrirci nel migliore dei modi. Ecco allora che un’alternativa fresca e sfiziosa alla solita cucina ci arriva dal raw food, una fonte di vitamine e sali minerali che ci permettono di superare indenni la stagione calda e di rinvigorire il fisico. L’importante, come sempre, è non esagerare con le privazioni e i regimi carenti di elementi indispensabili nè affidarci a pillole “miracolose”: anche il famoso nutrizionista Dunkan ora ha pagato lo scotto delle sue prescrizioni. Ma l’estate non è solo la stagione ideale per pensare a rimettersi in forma, le notti calde sono adatte anche per scrutare il cielo e, magari, immaginare mondi lontani, altri pianeti dove incontrare forme di vita nuove, magari che a loro volta guardano a noi… e se fosse stato davvero un ufo l’oggetto volante che si è schiantato a Rooswelt anni fa? A google hanno ripensato all’evento e ne hanno anche creato un doodle su misura! Ma davvero dobbiamo sempre guardare altrove? E se per una volta approfittassimo delle vacanze per osservarci e imparare a conoscerci meglio?

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

Occhio alle diete: sanzionato il famoso nutrizionista Dukan!

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Pierre Dukan, nutrizionista francese di fama mondiale (per la sua dieta a base di proteine che porta effetti immediati) torna a far parlare di sé dopo che il 19 aprile dello scorso anno era stato radiato dall’Ordine dei medici. Ora è stato sanzionato dallo stesso Consiglio dell’Ordine ”per non ottemperanza delle regole deontologiche”, nello specifico per avere prescritto ad alcuni pazienti il Mediator come farmaco taglia-fame. Il Mediator è un medicinale anti-diabetico ed stato al centro dei più grandi scandali sanitari in Francia, dopo aver causato la morte di centinaia di pazienti in 30 anni.

Oltre alla sospensione di otto giorni, Dunkan è stato condannato a versare anche  6.000 euro a una sua ex paziente trattata con il Mediator negli anni Settanta stabilendo ”una relazione diretta e probabile tra l’assunzione del Mediator e la sua valvulopatia”. Dukan ha annunciato di voler fare appello.

Se non riesci a dimagrire ci pensa l’avatar

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E’ stato un gruppo di ricercatori italiani emigrati negli Usa a rivoluzionare il problema della linea. Utilizzando “Second Life” è possibile chiedere aiuto a un avatar in sovrappeso che aiuta davvero a dimagrire rimanendo comodamente seduti sulla poltrona davanti al pc. Per ritrovare la linea può davvero bastare un clic!

Lo studio è stato pubblicato oggi su Journal of Diabetes Science and Technology da Antonio Giordano e Giuseppe Russo, dello Sbarro Institute for Cancer Research and Molecular Medicine di Philadelphia.

La ricerca dimostra che l’avatar funziona a livello globale… Dall’Italia agli Usa tutti possono perdere peso, anche gli americani  che hanno oltre il 60% della popolazione con gravi problemi legati all’alimentazione.

«In questo studio-pilota – spiegano Giordano e Russo – abbiamo creato diverse ambientazioni virtuali, registrate poi su un dvd, nelle quali un avatar, rappresentato da una donna in sovrappeso, si ritrova a “vivere” situazioni quotidiane virtuose rispetto agli stili di vita sbagliati, come camminare su un tapis roulant, recarsi al supermarket per acquistare unicamente cibo sano».

Il filmato è poi stato fatto vedere per quattro settimane a un gruppo di otto donne con girovita abbondante. Risultato: «La simulazione virtuale si è dimostrata d’aiuto per far cambiare le abitudini e dopo un mese i partecipanti hanno perso fino a 1,5 chili». Non solo: ulteriori sviluppi nel programma sono attesi.

Non più prova costume ma prova hi-tech?

Prancercise: il nuovo fitness che arriva dagli Usa… e spopola in youtube!

Prancercise-tuttacronacaForse guardando fuori dalla finestra non ce ne rendiamo ancora conto ma l’estate sta arrivando e con lei la fatidica prova costume. Diete, creme, estenuanti sedute in palestra… ma oltreoceano sta impazzando una nuova moda o, per meglio dire, impazza in rete, tanto che il video dimostrativo è diventato virale in pochi giorni. In realtà Joanna Rohrback, americana, l’ha inventato nel 1989, ma del Prancercise è ora che si parla. Di cosa si tratta? Joanna parla di un elastico modo per spostare il corpo in avanti, come se si imitasse il movimento di un cavallo. “Questa forma di movimento, insieme a principi dietetici e spirituali è in grado di creare il più appagante, olistico ed efficace programma di fitness che uno poteva sperare di vivere.”

“L’esercizio del futuro?” E’ la domanda che si pone il comico britannico Robert Popper, tra i primi a condividere questo video. Di sicuro un ottimo spunto per creare nuove parodie, come quella dell’unicorno che si muove sulla musica di Get Lucky dei Daft Punk!

La dieta di Onan!

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Stare a dieta unendo l’utile al dilettevole è il sogno di tutti quelli che hanno a che fare con qualche chilo di troppo. Dal Giappone arriva una novità tutta al maschile che promette di perdere peso grazie alla masturbazione. Efficace solo per gli uomini, la “onani-bics”, chiamata così in onore di Onan, da cui deriva in termine onanismo, è stata ideata dal medico Hideo Yamanaka, direttore della Toranomon-Hibiya Clinic.

L’eiaculazione, secondo le teorie di Yamanaka, attiverebbe il metabolismo di base dei muscoli portando a bruciare calorie, quindi riducendo il grasso sottocutaneo. Ma come in tutte le diete, anche qui ci sono regole ferree: per vedere gli effetti bisogna masturbarsi almeno 3 volte al giorno, per un totale di 100 volte in un mese. Per una buona riuscita, poi, l’atto deve durare almeno 15 minuti: solo così si raggiungerebbe il giusto livello di sforzo

L’aiuto per chi è a dieta: il Glucomannano!

glucomannano - tuttacronaca

Il glucomannano è la fibra vegetale ricavata dalle radici dell’ “Amorphophallus Konjak”. Pur essendo particolarmente sfruttato nell’Asia Orientale in cucina per arricchire i piatti tipici della tradizione locale e realizzare delle particolari tagliatelle e ragù vegetali, da noi è noto per le sue caratteristiche che lo rendono indicato per chi è a dieta e desidera un dimagrimento sicuro senza patire la fame. La sua azione è infatti quella di ridurre l’appetito grazie alla sua capacità di gonfiarsi aumentando il suo volume nello stomaco e stimolando così la percezione di sazietà. Inoltre inibisce la metabolizzazione dei grassi e, costituito quasi interamente da zuccheri che l’organismo non assimila, permette di mantenere costanti i livelli di glicemia ed è quindi adatto anche per persone affette da diabete. Se è un alleato nel controllo del peso, non va comunque sottovalutata la sua capacità di prevenire il tumore del colon: esso infatti intrappola ed elimina le sostanze tossiche, e potenzialmente cancerogene, ingerite con il cibo. Ci sono inoltre degli studi che hanno dimostrato la capacità del glocomannano di regolarizzare le funzioni intestinali. Reperibile in farmacie ed erboristerie sotto forma di compresse o polvere da diluire in acqua, questa fibra trova anche largo impiego nell’industria alimentare e dolciaria, usato come addensante o emulsionante.

2 su 7, la nuova dieta che ci riporta alla preistoria!

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Arriva come al solito dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna e mette tutti a stecchetto due giorni alla settimana. In pratica: per cinque giorni si mangia e si beve a volontà, ma negli altri due si digiuna o quasi: ci si possono concedere al massimo 500 o 600 calorie, rispettivamente se si è donne o uomini. In questo modo i chili di troppo si dissolvono.

La dieta, illustrata in un manuale di 200 pagine, si chiama FastDiet e il libro in pochi giorni dalla pubblicazione ha conquistato il primo posto su Amazon.com. Per il suo autore, il medico giornalista della Bbc Michael Mosley, è il secondo successo in pochi mesi, dopo che il suo manuale per dimagrire è diventato all’inizio dell’anno super best-seller nel Regno Unito. La filosofia della dieta, basata sul concetto del digiuno intermittente, è semplice: “Ti limiti a due giorni non consecutivi di digiuno e il peso si smaltisce rapidamente e senza sforzo”, spiega Mimi Spencer, giornalista di Times e coautrice del libro. Le calorie concesse nella giornata a “stecchetto” possono essere consumate in un unico pasto a metà giornata o ripartite tra colazione e cena, a piacere. Proteine e frutta e verdura sono altamente raccomandate.
La nuova dieta incontra non poche opposizioni nella comunità scientifica.  Il  National Health Service britannico ha messo in guardia sulla dieta 5/2: “Nonostante la popolarità, c’è grande incertezza sul digiuno intermittente”, sotto accusa soprattutto per alcuni sgradevoli effetti collaterali, come ansia, irritabilità, disidratazione e alitosi.
Michael Mosley difende invece con grande convinzione il suo metodo, elaborato a partire dall’esperienza diretta, visto che l’esperto lo ha testato su se stesso. Il suo medico curante lo aveva infatti avvertito che i livelli di glucosio e di colesterolo nel suo sangue avevano raggiunto una soglia critica ed era urgente fare qualcosa. Digiunando, o quasi, due giorni su sette, Mosley ha perso dieci chili in nove settimane, e ha visto nello stesso tempo diminuire i suoi livelli di colesterolo e zuccheri nel sangue, mentre in parallelo aumentava la sua energia.
A favore del suo metodi Mosley spiega che il digiuno intermittente appartiene da sempre alla storia umana: “I nostri primi antenati”, ricorda Mosley, ”vivevano un’esistenza di abbuffate e digiuni, con abbondanza di cibo dopo una caccia e poi nulla fino alla caccia successiva”. La pratica rituale dell’astinenza dal cibo è anche presente in varie religioni del mondo, dall’Islam all’ebraismo: ”Non dobbiamo avere paura della fame se è temporanea”.

Musica, relax e dieta per Yang… si spera in un erede!

panda zoo edimburgo

La prima volta, nel 2012, non e’ andata in porto per ansia da prestazione del maschio Yang. Si passa quindi ad una nuova strategia: musica, dieta e relax per far accoppiare gli unici due panda nel Regno Unito, Yang Guan e Tian Tian, da cui potrebbe nascere il primo esemplare della specie nel Paese. Allo zoo di Edimburgo ci stanno provando da un anno e non si danno per vinti, riponendo le speranze anche nella musica, che dovrebbe dar loro l’umore giusto per accoppiarsi.

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