Sballo prima delle lezioni: scoperto giro di spaccio nel Reggiano

canna-tuttacronacaE’ stato necessario che una studentessa minorenne si sentisse male a scuola, dopo aver assunto stupefacenti, perchè venisse alla luce quanto accadeva ormai da alcuni mesi a Castelnovo Monti, in provincia di Reggio Emilia. Degli adolescenti avevano dato il via a un riturale, che aveva luogo circa due volte alla settimana, che prevedeva di sballarsi prima delle lezioni. Alla procura reggiana e a quella dei minorenni di Bologna sono stati denunciati, dai Carabinieri, accusati di spaccio di sostanze stupefacenti un 18enne e due minorenni, uno dei quali è anche accusato di lesioni come conseguenza di altro reato: sarebbe stato lui a procurare la “canna” fumata dalla studentessa che si è poi sentita male a scuola. Secondo i carabinieri, da alcuni mesi un gruppo di ragazze, tutte minorenni, prima di entrare a scuola faceva uso di stupefacenti forniti (a volte gratuitamente e in altri casi a pagamento) dai tre denunciati.

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La polizia libera una donna: era tenuta segregata da otto anni dalla madre

segregata-madre-tuttacronacaHa 36 anni ed è una disabile mentale la donna che è stata liberata oggi dalla polizia a Napoli. La giovane era tenuta segregata dalla madre nel loro appartamento in via Caldieri, nel quartiere Vomero. La sua condizione si protraeva da almeno otto anni. Stando a quanto si è appresto, la ragazza sarebbe stata imbottita di tranquillanti e psicofarmaci dalla genitrice. Un calvario iniziato quando l’anziana madre è rimasta vedova.

Prostituta a 14 per “aiutare mamma”

prostituzione-minorile-tuttacronacaAncora una storia di baby squillo, che questa volta arriva dall’entroterra di Genova e ha per protagonista una 14enne che ha scelto questa strada per aiutare la madre in difficoltà economiche. La ragazzina vendeva il proprio corpo a trentenni e quarantenni per cifre tra i 300 e i 500 euro. La situazione è venuta alla luce dopo che la minorenne si è confidata con un’amica che si è poi rivolta a un’insegnante. L’educatrice ha quindi contattato le assistenti sociali che dopo aver ascoltato la ragazzina hanno segnalato l’episodio alla procura distrettuale di Genova. Avrebbe raccontato la ragazzina: “Ho avuto rapporti con uomini in cambio di regali e di soldi. L’ho fatto perché mia mamma si trova in difficoltà economiche e non volevo gravare su di lei. Adesso però voglio cambiare vita. Non voglio più farlo”. I clienti li avrebbe ”agganciati” sulle chat o sui social network, mentre i rapporti sarebbero stati consumati in auto o in appartamenti messi a disposizione dai clienti. Ancora, la 14enne avrebbe anche raccontato che la madre aveva scoperto tutto, ma gli investigatori devono ancora appurare la veridicità del racconto. Al momento non ci sarebbero indagati, ma della vicenda è stata informata anche la procura dei minori.

Il sospetto: il parroco ha abusato di dieci ragazzine della sua parrocchia?

parroco-abusi-tuttacronacaIl paese di Agordino, in provincia di Belluno, se ne parla da tempo: alcune ragazzine che frequentano la parrocchia sarebbero state vittime di presunti atti di violenza sessuale ad opera del parroco che da alcuni anni è a capo della chiesa locale. Il suo predecessore se ne andò, costretto dai continui dispetti da parte di ignoti che minarono profondamente la sua resistenza. Per questo motivo, un giorno fece le valige e non tornò più. Ora il sospetto si è di nuovo impossessato del paese, dopo l’audizione, da parte dei carabinieri, di ben dieci mamme di altrettante bimbe.

A 14 e 15 anni si prostituiscono per “arrotondare” la paghetta

Prostituzione-minorile-tuttacronacaAvevano appena 14 e 15 anni le tre studentesse che sono state scoperte e denunciate da un uomo a Ventimiglia, in provincia di Imperia, perchè si prostituivano perchè non soddisfatte della loro paghetta mensile. Il cliente, un 30enne, ha rifiutato il rapporto con una delle tre minorenni preferendo recarsi alla polizia. Ora sono cinque le persone indagate per sfruttamento della prostituzione minorile. Le ragazzine vendevano il loro corpo per una somma dalle 30 alle 50 euro dopo aver pubblicato annunci su siti di incontri. Spesso i loro clienti, che incontravano nelle loro auto, in luoghi pubblici come piazze o in zone isolate dell’entroterra, erano uomini che avevano figli loro coetanei. Le indagini, del commissariato di Ventimiglia, sono coordinate dalla procura dei Minori di Genova.

I baby scippatori di Torino: rubavano cellulari sugli autobus

scippo-autobus-tuttacronacaAttendevano che il bus arrivasse alla fermata e, localizzata la vittima, le sottraevano dalle mani il cellurare per poi fuggire via scendendo dal mezzo. Era questa la tecnica, che si vede nel video girato dalle telecamere di sorveglianza di un bus, utilizzata da tre marocchini minorenni che operavano a bordo di bus a tram a Torino, nella tratta tra piazza della Repubblica e corso Giulio Cesare a Torino. La polizia del capoluogo torinese li ha arrestati.

Amore adolescenziale: vuole farsi bocciare per andare in classe con la sua dolce metà

amore-adolescenziale-tuttacronacaIl polo liceale di Gubbio, che riunisce i licei scientifico, classico, artistico e di scienze umane, è al centro delle cronache di oggi, giorno di San Valentino, per una storia particolare che parla di amore adolescenziale. Lui è un minorenne che ama la sua fidanzatina di un anno più giovane tanto da decidere di farsi bocciare per poter frequentare la sua stessa classe. Per riuscire nell’impresa, sta accumulando assenze per raggiungere il limite che lo porterebbe a perdere l’anno, pari a 55 giorni, Al momento ha già saltato tre settimane e frequenta le lezioni a singhiozzo. Nessuno è riuscito a fargli cambiare idea, come spiega il Messaggero che riporta la vicenda, nè la preside Maria Marinangeli nè la famiglia. “Stiamo cercando di fargli capire – ha spiegato la docente al quotidiano – che questa decisione è dannosa e nessuno vuole frapporsi ai loro sentimenti”. Nel caso di bocciatura, oltretutto, il ragazzino dovrebbe cambiare indirizzo, visto che la fidanzatina segue un piano di studi diverso. All’Ansa, la professoressa Marinangeli lo definisce “in gambissima” e aggiunge: “Un ragazzo amorevole, studioso e senza alcun problema di profitto. Anche la sua fidanzatina è tranquilla e serena”. Nel giorno di San Valentino il polo liceale Mazzatinti si è intanto riempito di fiori che si scambiano i ragazzi. “C’è una forte riscoperta dei sentimenti» spiega la preside. «Una sensazione di bellezza e stupore – aggiunge – avvolge la scuola. Con il cuore che si riempie di speranza”.

Tre minorenni stuprarono la compagna di classe: la condanna è il volontariato

stupro-minorenni-volontariato-tuttacronacaEra il 2009 e tre minorenni violentavano una compagna di classe. Ora sono stati condannati a diciotto mesi di volontariato in unca casa di riposo o in ospedale, solo una “punizione”, visto che all’epoca erano minorenni. Sul Giornale, Gianpaolo Iacobini spiega:

“Il prezzo da pagare per uno stupro di gruppo l’ha fissato il Tribunale dei minori di Vicen­za, ratificando l’accordo stret­to tra Procura e difensori degli imputati. Un anno e mezzo di lavori di pubblica utilità per sal­dare il debito con la giustizia. Forse assisteranno gli anziani di una casa riposo o i pazienti di qualche ospedale della zona. Se vorranno, potranno dare una mano in qualche comuni­tà o accompagnare i disabili. Di sicuro, non faranno neppure un giorno di carcere i compo­nenti del terzetto che una sera d’estate di cinque anni fa abu­sarono di una compagna di scuola”.

Prima l’alcol per quegli appena adolescenti nelle vie di Vicenza, poi lo stupro nella casa di uno dei ragazzini:

“Al padre che ignaro era an­data a riprenderla prima che scoccasse la mezzanotte la ra­gazzina non aveva avuto il co­raggio di dire nulla. Poi, vinta la vergogna, l’amara confessio­ne, le medicazioni in ospedale, la denuncia in questura. E le in­dagini, l’identificazione dei tre, la denuncia a piede libero con l’accusa di violenza sessua­le di gruppo”.

Davanti alla testimonianza della vittima, i tre hanno deciso di patteggiare la condanna:

“Ci si è fermati pri­ma, con un patteggiamento che consentirà al trio, qualora il periodo di affidamento in pro­va dovesse filar liscio, di sentir dichiarare estinta la pena e la­sciarsi tutto alle spalle, come se nulla fosse mai successo”.

Lo stupro nei tribunali non tutela così la vittima, spiega Iacobini:

“Così nel mondo che va alla ro­vescia sul banco degli imputati finiscono le donne: se lo stupro riguarda una fanciulla non più vergine «il trauma sarà da rite­nersi più lieve » ed il maschio as­salitore «avrà diritto ad una condanna più lieve», ha stabili­to nel 2006 la Terza sezione del­la Cassazione. La stessa che un paio d’anni fa ha bissato:quan­do lo stupro è di gruppo, in atte­sa di giudizio è lecito adottare misure alternative alla carcera­zione. E nell’ottobre del 2012 un’altra pronuncia da manua­le: se più sono i violentatori «va riconosciuto uno sconto di pe­na a chi non abbia partecipato a indurre la vittima a soggiace­re alle richieste sessuali del gruppo, ma si sia limitato a con­sumare l’atto»”.

Motivo per cui non stupisce, spiega Iacobini, se la Corte di Cassazione ha “perdonato” al sessantenne la relazione con la bimba di 11 anni:

“Nessuna meraviglia, allora, se a dicembre la Suprema Cor­te ha cassato la condanna a 5 an­ni inflitta in Appello ad un ses­santenne che aveva allacciato una relazione con una bimba di 11 anni, affidata alle sue cure di operatore dei servizi sociali del Comune di Catanzaro: pro­cesso da rifare perché, secon­do gli ermellini, non s’era tenu­to conto del fatto che i due «fos­sero innamorati e che ciò costi­tuisse un’attenuante»”.

L’incidente probatorio delle baby squillo del Parioli: “Credo Ieni sapesse”

Baby-Squillo-tuttacronacaSono state sentite nell’ambito dell’incidente probatorio, oggi, le due minorenni coinvolte in un giro di prostituzione minorile nel quartiere Parioli, a Roma. Una di loro, rispondendo alle domande del procuratore aggiunto, Maria Monteleone, ha sostenuto: “Credo che Mirko Ieni sapesse che ero minorenne e si serviva di questo per aumentare il numero dei clienti potenzialmente interessati. Guadagnavo molti soldi, anche 5-600 euro al giorno, di cui una piccola parte la giravo a Ieni per l’affitto della stanza”. E ancora, ha spiegato che il suo sfruttatore sarebbe stato, quindi, a conoscenza della giovanissima età e che la conoscenza con lui sarebbe avvenuta tramite un annuncio pubblicato su internet. La ragazza ha aggiunto di aver “iniziato perché aveva voglia di fare molti soldi, per non farmi mancare nulla”. La ragazzina ha ricostruito la vicenda spiegando che un giorno è “andata su Google e ho scritto ‘fare soldi facili’ e poi ho risposto a un annuncio“. Da lì, tramite chat, è arrivato il contatto con il caporalmaggiore dell’esercito Nunzio Pizzacalla e poi con Mirko Ieni. “So che Pizzacalla è venuto due volte a Roma per incontrarmi ma mi sono rifiutata. Ieni invece, sapeva tutto di me anche se alla fine mi ero creata un giro di clienti miei e a lui davo pochi soldi”. La giovane ha spiegato che nel giro di prostituzione dei Parioli non c’erano altre minorenni tranne la sua amica di 16 anni che verrà sentita mercoledì con le stesse tutele davanti al gip Maddalena Cipriani. Anche la madre di quest’ultima, arrestata il 28 ottobre, sarà sentita mercoledì. Repubblica inoltre scrive:

 

L’appartamento di viale Parioli per le baby squillo sarebbe stato messo a disposizione da Ieni, cui è contestata anche la cessione di stupefacenti alle due minorenni, nonché la pubblicizzazione dei servizi offerti, sul sito web bakecaincontri.com. Al commercialista Riccardo Sbarra si contesta, invece, non solo di aver avuto rapporti con le due ragazzine, ma anche di aver detenuto e ceduto materiale pedopornografico. Invece Michael Mario De Quattro deve rispondere di estorsione per aver fatto un video e aver cercato di ricavarci i soldi. Il caporalmaggiore Nunzio Pizzacalla avrebbe indotto le due minori a prostituirsi, procacciando clienti, mantenendo la contabilità ed impartendo disposizioni sulle tariffe.

Avrebbe sfruttato la prostituzione anche di maggiorenni e indotto una delle baby squillo a produrre foto e video in pose sexy per procacciare clienti. Il verbale di una testimonianza resa da una lucciola con diversi anni di esperienza è stato depositato oggi e riscontrerebbe una serie delle ipotesi prospettate dagli inquirenti rispetto al ruolo svolto dai diversi soggetti della vicenda. De Quattro deve rispondere anche della tentata estorsione, per aver cercato di farsi dare 1.500 euro dalla più grande delle due minorenni, dopo aver videoregistrato un incontro “hot” a sua insaputa, dietro la minaccia di diffondere il filmato. Altri tre clienti sono indagati per i rapporti sessuali che avrebbero avuto con le giovanissime escort. Un quarto anche per aver ceduto cocaina alla ragazzina in cambio delle prestazioni.

L’inchiesta choc di BBC: Gheddafi stuprava le minorenni

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L’inchiesta choc di BBC arriva a poco più di due anni dalla morte del dittatore libico Gheddafi e se l’incipit è deplorevole, i dettagli sono ancora più raccapriccianti. Secondo la Bbc che manderà in onda il documentario dove saranno mostrate le stanze segrete di Gheddafi, il 3 febbraio, sarebbero centinaia, forse migliaia gli adolescenti rapiti e trasformati in schiavi sessuali per il piacere fisico del Rais. Ragazzi e ragazze sottratti alle proprie famiglie che si ritrovavano a vivere esperienze allucinanti, dalle torture allo stupro. Gheddafi non era l’unico a poter usufruire di questi “schiavi” che venivano offerti sia ai figli del Rais sia agli affiliati del regime. Non c’era nessuna prospettiva di futuro per questi ragazzi e ragazze, perché sempre secondo l’emittente inglese, anche coloro che riuscivano a sfuggire e tornare a casa, sarebbero stati disonorati. Secondo poi l’esclusiva del Daily Mail le ragazze sarebbero state anche costrette a veere film porno “per imparare” e svolgere bene il loro compito nelle vasche da bagno jacuzzi, luoghi preferiti dal Rais e dagli uomini a lui vicini. Accanto alle stanze segrete che saranno mostrate nel video della BBC ci sarebbero anche  sale ginecologiche annesse per controllare se qualcuno avesse malattie trasmissibili o per praticare aborti all’occorrenza. sempre citando il Daily Mail, Gheddafi avrebbe invitato spesso dei giovani ad alcuni eventi per “studiarli” e scegliere coloro che riteneva più idonei a diventare schiavi sessuali. La psicologa di Bengasi Seham Sergewa – che si sta occupando del caso per il tribunale penale internazionale e che ha quindi parlato con alcune delle vittime – spiega che era sempre il dittatore ad abusare prima dei ragazzi, per poi passarli ai figli o ai sottoposti una volta che si riteneva soddisfatto. Nel documentario che andrà in onda nei prossimi giorni si farà anche chiaro riferimento alla vita privata del dittatore nella quale sarebbero stati presenti anche fiumi di alcol, droghe e viagra. Ma non erano solo questi i “vizi” dell’uomo, la sua “follia” lo avrebbe spesso portato a far arrivare  chirurghi direttamente dal Brasile per fare operazioni estetiche (come una liposuzione o alcuni ritocchi al viso), ma sempre senza anestesia generale, per paura di essere avvelenato o ucciso mentre era incosciente. Altre voci raccontano della follia del Rais, che avrebbe fatto congelare i corpi degli oppositori che faceva fucilare per poterli esporre come trofei.

In attesa della messa in onda su BBC, è possibile trovare in rete il servizio di Tv9 Karnataka che mostra alcune foto delle stanze segrete  di Gheddafi:

Lascia il fidanzatino 17enne: lui si vendica violentandola

violenza-sessuale-tuttacronacaSono al lavoro i carabinieri per verificare l’attendibilità della denuncia di una 15enne che ha raccontato di essere stata violentata da due 18enni e dal suo ex, di 17 anni, nel parco di un museo di Busto Arsizio, in provincia di Varese. Tutti e tre i ragazzi sono ora indagati per violenza sessuale di gruppo e i militari hanno sequestrato i computer e il materiale informatico dei tre giovani. La ragazzina ha infatti riferito che i giovani avrebbero filmato la scena: il ritrovamento del filmato li inchioderebbe. Secondo il quotidiano “La Prealpina”, gli abusi sarebbero avvenuti per vendetta, dopo che la ragazzina aveva deciso di interrompere una relazione con il diciassettenne. Secondo il racconto della giovane, il suo ex ragazzo, 17enne, e i due amici, da poco maggiorenni, avrebbero abusato della 15enne a turno dopo averla immobilizzata.

La gelosia non ha età: finiscono in manette due minorenni

rissa tra donne-tuttacronacaDopo due mesi d’indagine, sono state arrestate due minorenni, una di 14 e l’altra di 15 anni, che dovranno rispondere di violenza sessuale, lesioni, violenza privata a rapina. A fine ottobre, infatti, le due, una di nazionalità romena e l’altra marocchina, hanno picchiato, denudato e derubato di una catenina una coetanea nel parcheggio di un centro commerciale di Grugliasco, in provincia di Torino. Le ragazzine avrebbero agito per gelosia nei confronti della giovane italiana, accusata di avere una relazione con l’ex di una delle due. Stando alla ricostruzione degli inquirenti, le tre avrebbero avuto un litigio all’interno di un bar per via di una sigaretta negata. Il diverbio sarebbe poi proseguito nel parcheggio, dove le due ragazze avrebbe aggredito la coetanea: “Sei andata con il mio ex fidanzato”, avrebbe gridato una delle due prima di colpirla. La ragazzina è poi riuscita a fuggire dalle sue aguzzine approfittando di una loro distrazione e ha chiesto aiuto a due automobilisti. Trasportata in ospedale, ha riportato ferite per una prognosi di 29 giorni.

Le tre lettere di Mirko Ieni, lo sfruttatore delle baby squillo dei Parioli

baby-squillo-tuttacronacaMirko Ieni, lo sfruttatore delle baby squillo dei Parioli, scrive dal carcere di Regina Coeli. Si tratta di tre missive nelle quali racconta la sua versione dei fatti e che l’uomo ha indirizzato ai suoi parenti e al ministro della Giustizia Cancellieri, alla quale chiede le stesse attenzioni riservate al caso Ligresti, ritendosi vittima di un’ingiustizia sociale:  “Ancora mi pento e non potevo immaginare tutto questo, che fossero minorenni e così spregiudicate” scrive a caratteri maiuscoli Ieni, riempiendo tre pagine di fogli protocollo.  “Se questa è la punizione per un mio atteggiamento morale asuperficiale, dettato dall’ingenuità, allora preferisco morire di fame”, scrive accorato al Ministro.

Il maestro di storia che prende a pugni l’alunno: era a letto con la nipote 15enne

maestro-picchia-alunno-tuttacronacaDue alunni assenti durante gli allenamente tenuti dal coach di wrestling Michael Ciccarelli, anche maestro di storia presso la King City High School, in California. E il 45enne, notata l’assenza di sua nipote oltre che di uno studente si è recato a casa del ragazzo. I due sono stati sorpresi in posizione compromettente e a quel punto il docente, perso il controllo, ha iniziato a prendere a pugni il giovane, rompendogli il naso e scaraventandolo a terra. Ciccarelli si è giustificato dicendo di aver agito in difesa della sua famiglia. Di lui, i membri della comunità locale dicono: “E’ un maestro molto bravo, insegna storia con passione e con il wrestling ha portato tanti ragazzi via dalla strada”. Attualmente Ciccarelli è stato sospeso e liberato sotto cauzione dalla polizia.

Violenza di branco, arrestati gli stupratori di una 14enne

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Sono 4 i giovani arrestati a Molfetta accusati di far parte di un branco, composto forse da una decina di persone, che da tempo abusava sessualmente di una 14enne. I ragazzi sono stati posti agli arresti domiciliari, mentre la Procura continua a indagare per identificare gli altri componenti del gruppo. Tra questi ci sarebbero anche 3 minorenni, mentre gli altri sono tutti di età compresa tra i 18 e i 24 anni. Le violenze, da parte della ragazza sarebbero avvenute tra la primavera e l’estate scorsa, ma solo da poco la 14enne avrebbe trovato il coraggio di parlarne, anche perché minacciata dal branco.

 

Baby squillo, altre minori coinvolte al sud

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Che Paese sta diventando l’Italia? Disoccupazione alle stelle, Pil in caduta libera e l’unico mercato che non conosce la crisi sembra essere quello della criminalità e della prostituzione. Tutti coloro che erano rimasti sorpresi dalle due baby squillo di Roma per l’atteggiamento e le frasi che erano uscite dai verbali, ora dovranno di nuovo stupirsi per la dimensione del fenomeno. Sembrerebbe che quello delle due baby squillo dei Parioli non sia un caso isolato, ma un giro più largo che si sta ricostruendo ora dopo ora grazie ai tabulati telefonici e dai pc degli indagati. Altre minorenni si troverebbero nel Sud d’Italia e quasi tutte avevano a che fare con Riccardo Sbarra, l’uomo finito in carcere il 28 ottobre insieme con gli altri indagati. Ad arrestare il commercialista nella sua abitazione sono stati i carabinieri del Nucleo investigativo di via In Selci, e lui, non appena ha visto i militari, ha lanciato dalla finestra i computer per tentare di distruggere eventuali prove a suo carico. In realtà l’hard disk qualche elemento utile alle indagini lo avrebbe conservato e ora gli esperti dell’Arma stanno scaricando le informazioni che sembrano aggravare la posizione dell’indagato. Davanti al gip che lo ha interrogato subito dopo l’arresto, i suoi avvocati Augusto Mazzeo e Piergiorgio Micalizzi hanno preferito non farlo rispondere. La posizione processuale è sembrata subito parecchio compromessa: tanti gli sms tra Sbarra e le due ragazzine, tante le proposte oscene, seguite da incontri e da denaro sborsato per la prestazione.

Come racconta Il Messaggero:

L’uomo chiedeva sempre di più, cercava incontri a tre. Agnese e Angela erano state a casa sua, spesso insieme. Lo racconta la più grande nel verbale di interrogatorio davanti al pm. «Sono stata da lui un paio di volte – dice – Sapevo che si chiamava Riccardo Sbarra perché l’ho incontrato anche in discoteca durante l’estate. Riccardo ha incontrato una volta anche Agnese. C’ero pure io con lei, è venuta con me a casa sua. Sapeva che io dovevo andare per avere un rapporto sessuale con lui, e siccome lei aveva bisogno di soldi, io le ho detto che poteva averlo pure lei. Eravamo presenti entrambe. In quell’occasione ci ha dato 150 euro complessive». La stessa circostanza viene confermata dall’altra ragazzina.

È sempre Angela, poi, a parlare di Sbarra in toni sprezzanti. Pm: «Lo hai visto in discoteca, ma perché lui lavora lì?. E lei: «E che ne so, è un cretino. Sta ancora lì a ballare, a fare il pischello in discoteca…». Pm: «Perché invece è grande?». Angela replica: «C’avrà trentacinque anni, trenta anni…ce li avrà».
Il gip respinge la richiesta di domiciliari avanzata dai legali e, nel farlo, sottolinea che la reiterazione del reato esiste perché esistono nei confronti di Sbarra «condotte dello stesso tipo di quelle descritte nell’imputazione». Condotte riferibili ad altre minori che l’uomo definiva nei suoi messaggi «lolitine». Rischia quindi di allargarsi ulteriormente il fronte delle indagini. Gli accertamenti puntano ora all’individuazione di queste nuove baby squillo, ma anche di tutti quei clienti che avrebbero avuto rapporti con Angela e Agnese. La loro posizione diventa sempre più delicata dopo che il Tribunale del riesame ha confermato per il commercialista solo il reato previsto dai rapporti sessuali con una minorenne, facendogli decadere l’induzione alla prostituzione e la pedopornografia. E questo potrebbe voler dire che anche gli altri clienti rischiano il carcere.

Tre minorenni aggrediti a Milano: avevano fatto apprezzamenti su una ragazza

Aggressione_milano-tuttacronacaLa polizia di Milano sta indagando su quanto successo a Parco Sempione, a Milano, dove tre minorenni italiani sono stati aggrediti e picchiati da un gruppo di ragazzi tutti, probabilmente, di origine asiatica. Il pestaggio sarebbe scaturito a causa di un apprezzamento di troppo ad una ragazza, amica degli aggressori. I minori, nessuno dei quali in gravi condizioni, sono ricorsi alle cure dell’ospedale: hanno riportato infatti ferite lacero-contuse al volto.

Spuntano altre minorenni nell’indagine dei Parioli!!!

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Ci sarebbero altre ragazze minorenni oltre alle due già individuate nel giro di prostituzione  a Roma, questa almeno sarebbe la pista che starebbero seguendo in queste ore gli investigatori che indagano sulla vicenda. A quanto si è appreso, potrebbe trattarsi di amiche o conoscenti delle due ragazzine già al centro delle indagini. Sono circa 20-30 i clienti finora coinvolti: tutti facoltosi o agiati.

Baby squillo: quant’è diffuso il fenomeno? Parlano i giovani

baby-squillo-tuttacronacaSono stati 3mila i ragazzi delle medie e delle superiori che hanno partecipato a un sondaggio realizzato dal portale Skuola.net che ha portato alla luce quanto sia diffuso il fenomeno delle baby squillo. Tra i giovani, il 15% ha denunciato casi di prostituzione nel loro istituto e, di questi, circa il 30% ha avuto rapporti sessuali con loro. Tra ques’ultimi, il 25% vorrebbe avere altri rapporti. Gli intervistati, quindi, ritengono che i media non stiano ingigantendo il fenomeno: per circa 1 studente su 4, le studentesse che si prostituiscono a scuola sono davvero così tante come dicono tv, giornali e web. Tra gli oltre 500 studenti che hanno dichiarato la presenza di baby-squillo nella propria scuola, il 60% afferma che non si tratta di casi isolati: più di una studentessa chiede soldi, ricariche e capi di abbigliamento in cambio del proprio corpo. Tra i 3mila giovani contattati, il 46% ritiene o che non esista nel suo istituto oppure di non esserne lui a conoscenza,  mentre il 40% circa del campione afferma con certezza che nella propria scuola queste cose non accadono. Ma là dove si è a conoscenza della presenza del fenomeno, un 10% non disdegnerebbe un rapporto sessuale con una baby squillo.

L’intervista alla baby-squillo! Ieri a Domenica Live…

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Ieri a Domenica Live è stata intervistata una baby squillo. Una ragazza che tre anni fa era entrata in un brutto giro e che racconta quali sarebbero gli interessi e le perversioni dei clienti che richiedono una minore:  “Solitamente i clienti vogliono le minorenni perché hanno la loro innocenza, la loro freschezza e le possono usare come un oggetto. A me, molti dei clienti, di età compresa tra i 18 e i 70 anni, anche padri di famiglia che non vanno d’accordo con la moglie o che lo fanno solo per un divertimento, mi chiedevano addirittura delle perversioni, di fare i bisogni nella loro bocca, oppure addosso a loro…”.

Bulli al centro commerciale a Roma, pietre contro le auto

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Prima gli insulti, poi i sassi. Sei ragazzi, tutti minorenni, sono stati denunciati per   attentato alla sicurezza dei trasporti e quattro di essi anche per aver fornito false generalità a pubblico ufficiale. Una gang di baby bulli che ieri è stata fermata dalle forze dell’ordine al centro commerciale La Romanina, di Roma. Un primo intervento era stato tentato dalla guardia giurata del complesso che aveva redarguito i ragazzi, ma poi le offese e il disturbo ai clienti era continuato e così la guardia aveva chiamato il 113. Gli agenti erano arrivati e avevano identificato i 6 componenti della baby gang e poi li avevano ammoniti verbalmente.  Più tardi, attraverso il sistema di videosorveglianza a circuito chiuso i ragazzi erano stati notati su una delle rampe d’accesso mentre lanciavano sassi sulle auto in sosta nel parcheggio  del centro commerciale o in transito nella vicina strada di scorrimento veloce. Immediatamente i poliziotti sono tornati sul posto e qui, dopo aver visionato il filmato, hanno fermato i giovanissimi e li hanno accompagnati in ufficio. Dovendo affidare i giovani ai genitori, in quanto minorenni, gli agenti hanno nuovamente chiesto loro le esatte generalità e a quel punto è emerso che alcuni di loro avevano precedentemente dato nomi falsi.

I 6 ragazzi rinchiusi in una stanza, un disabile e 4 minorenni

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Non si sa da quanto tempo erano rinchiusi e non si conosce il motivo di un tale gesto, ma oggi 6 ragazzi sono stati liberati dai carabinieri di Gioia Tauro, in Calabria. I 6 erano imprigionati in una stanza di un campo rom che è composto da sette palazzine.  La scoperta è stata del tutto causale, i carabinieri erano nel campo rom infatti alla ricerca del bottino di una rapina e si sono trovati di fronte una porta chiusa che hanno aperto: all’interno i 6 ragazzi, di cui uno disabile e 4 minorenni. I ragazzi, fatti uscire dalla stanza avevano problemi motori  e insofferenza alla luce, tutti sintomi che fanno supporre che si trovassero all’interno di quella “prigione” da molto tempo. La nonna dei bambini, Fiorina Amato, 60 anni, invece  ha detto che si erano nascosti nella stanza di loro volontà per sfuggire ai controlli dei carabinieri.

 

A Roma accoltellato un minorenne, arrestati tre albanesi

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Una lite scoppiata tra un ragazzo di 17 anni e tre albanesi, di cui due minorenni, che è sfociata tragedia a Roma, in via di Casalotti all’altezza di via di Boccea. Erano circa le tre del pomeriggio quando è scoppiato il diverbio, tra due gruppi di giovani da una parte gli italiani e dall’altra gli albanesi. Nella colluttazione un diciassettenne è finito a terra, ferito da un arma da taglio. I carabinieri hanno fermato due minorenni e un maggiorenne tutti di nazionalità albanese. Il ragazzo è ricoverato in condizioni gravissime al San Filippo Neri.

Il “Metallaro Errante” di Parma aggredito da due ragazzini: gli amici filmano

metallaro-errante-parmaMartedì scorso, attorno alle 18, il “Metallaro Errante” di Parma è stato aggredito in pieno centro, sulle strisce pedonali che collegano via Mazzini, dalla parte della Ghiaia, al ponte di Mezzo. E’ quanto riporta la Gazzetta di Parma, che spiega come l’uomo di circa sessant’anni si stato preso a calci e pugni da due ragazzini, probabilmente minorenni, mentre dei loro amici riprendevano la scena con i telefonini. Il “Metallaro Errante”, affetto da problemi psichici, è uno dei personaggi pittoreschi del centro storico della città emiliana. Qualunque sia la stagione, è possibile incrociare l’uomo mentre trascina, abbigliato con una canotta nera e degli short, una valigia carica di mercanzia. A completare il quadro, un cappellino nero e uno stereo da cui escono, a tutto volume, le canzoni dei Deep Purple (un gruppo rock del quale, con tutta probabilità, i suoi aggressori ignorano perfino l’esistenza). Il pittore Luca Soncini gli ha dedicato un’opera mentre un gruppo di giovani ha disegnato una cover per gli accendini della Bic. Quando l’aggressione è stata resa nota, in Facebook si è acccesa una discussione: i cittadini sono affezionati al “Metallaro Errante”, che non ha mai fatto male a nessuno. Una volta a terra, l’uomo è stato aiutato a rialzarsi da una ragazza presente che poi ha iniziato a seguire i due bulletti che si sono dati alla fuga.
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Video shock dagli Usa: il padre che spara ai poliziotti e muore davanti ai figli

padre-ucciso-usaE’ stato diffuso in rete il video ripreso dalle telecamere della polizia lo scorso agosto, quando il 34enne John Van Allen, fermato dalla polizia lungo l’Interstate 84, a circa 100km ad est di Portland, Stati Uniti, mentre era alla guida della sua Cadillac, è sceso aprendo il fuoco contro le forze dell’ordine. L’uomo viaggiava con i tre figli: una bambina di 10 anni e due bambini di 13 e 15 anni. Nonostante gli inviti dell’agente Matt Zistel a rientrare nell’abitacolo, il 34enne ha aperto il fuoco colpendo a un fianco il poliziotto e restando a sua volta ferito al petto. Dopo aver sparato altri colpi, l’uomo è tornato in macchina e si è dato alla fuga. L’agente, seppur ferito, è riuscito a chiedere rinforzi. La Cadillac è stata trovata a un miglio di distanza. Van Allen era già morto. L’agente è invece stato ricoverato per un breve periodo presso l’ospedale di The Dalles.

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Nessun atto osceno, solo sabbia nel costume! Arrestato un 21enne

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Un 21enne è stato arrestato a Roma con l’accusa di violenza sessuale e atti osceni in luogo pubblico in presenza di minori. Il giovane, come riporta il Messaggero, si stava togliendo la sabbia dal costume dopo essere tornato dalla spiaggia di Ostia Lido,dove aveva  giocato a beach volley . Una passante l’ha sorpreso durante le “pulizie” scorgendo le sue parti intime e l’ha denunciato ai carabinieri. Dopo 3 settimane di detenzione, il giovane è stato assolto con formula piena e tante scuse.

L’eccessivo “zelo” di una signora e, probabilmente, anche  il fatto che la denuncia rettificata da parte dei carabinieri,  non è pervenuta subito al giudice hanno creato un clamoroso errore giudiziario di cui è stato vittima un 20enne. Luca M., ragazzo tranquillo e incensurato, secondo il racconto fatto da una testimone avrebbe mostrato le parti intime in luogo pubblico, si sarebbe masturbato in mezzo alla strada e avrebbe aggredito un passante, nei pressi di Porta Maggiore, a Roma. Così dopo la segnalazione della donna, è scattato l’arresto del ragazzo. Il giorno seguente però la signora cambia la sua versione specificando che “aveva visto solo che si toccava, ma non aveva aggredito nessuno”. Questa rettifica però non arriva al giudice che convalida quindi l’arresto. In realtà il giovane, era solo “reduce” da una partita di Beach Volley e si stava levando la fastidiosa sabbia dal costume. Ma tutto questo naturalmente non è stato riscontrato in tempo. Solo  ieri  il giudice, Francesco Scavo, con la documentazione  finalmente al completo, ha chiesto l’assoluzione con formula piena perché il tentativo di violenza non è mai avvenuto. Per il magistrato se la denuncia ai carabinieri rettificata “fosse stata allegata subito agli atti probabilmente l’imputato si sarebbe evitato la convalida dell’arresto e altre due settimane di detenzione”. Anche il reato di atti osceni in presenza di minori è poi decaduto nel corso dell’esame in aula. “Minorenni in giro in quel momento non ne ho visti”, ha precisato la testimone. Il giudice ha invece disposto l’approfondimento dell’indagine a carico dei carabinieri che hanno redatto il verbale d’arresto. I militari rischiano anche una denuncia per falso. Alla lettura della sentenza l’imputato è scoppiato a piangere.

Prete condannato per reati sessuali, va in gita con i bimbi

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C’è sconcerto, paura e rabbia in queste ore a  Casirate d’Adda, nella Bassa Bergamasca, dove don Luigi Mantia, sacerdote che il 26 febbraio scorso aveva patteggiato due anni, con pena sospesa, per atti sessuali con minorenni (di 8 e 12 anni), si appresta a partire per una settimana di vacanza in montagna a Zambla con alcuni bambini che frequentano l’oratorio. Come è possibile che un prete condannato per pedofilia possa ora accompagnare in gita dei bambini? Per una serie di vicissitudini il sacerdote ora potrebbe prendere parte a questa settimana estiva con il gruppo dell’oratorio. Don Luigi Mantia infatti è in “prestito” a Pumenengo, in provincia di Bergamo, dove manca il parroco da maggio e quello nuovo arriverà a settembre. Nel frattempo don Luigi è stato inviato a Casirate e tutto fa presagire che anche lui partirà con i bambini. La curia di Cremona ha smentito la notizia e a rassicurato i genitori che il religioso non prenderà parte alla gita, ma la rabbia dei genitori non si è placata. Come è possibile consentire che un prete condannato possa di nuovo stare in oratorio? Come è possibile che sia ancora a contatto ancora con i ragazzi?

Parla l’ex di Carolina, la ragazza morta suicida a Novara

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Parla l’ex fidanzato di Carolina Picchio, la quattordicenne che ha scelto di togliersi la vita perchè non sopportava più gli insulti e le umiliazioni. Il ragazzo, su cui grava l’accusa d’istigazione al suicidio e indagato dalla Procura del tribunale dei minorenni di Torino, ammette di averla insultata ma “le avevo chiesto scusa. Caro era forte, non avrei mai immaginato che la sua vita finisse così. E poi io a quella festa non c’ero”. Con lui altri cinque ragazzi, suoi amici, sono indagati per violenza sessuale di gruppo, detenzione e diffusione di materiale pedopornografico. Parla di “un rapporto ricco di sentimento e tenerezza, poi degenerato. il ragazzo, spiegando: ” Troppa instabilità, troppi contrasti. Se tornassi indietro eviterei di arrabbiarmi e di litigare fino a dirle parole offensive. Ma quel giorno l’ho insultata, anche se poi le avevo chiesto subito scusa e lei era stata contenta che fossi dispiaciuto”. E aggiunge: “Il mio maestro di tennis mi aveva rimproverato per aver perso il controllo e io mi sono scusato. La questione mi sembrava chiusa”. Cerca una giustificazione il giovane, mentre si rivolge alla famiglia di Carolina giurando “che da parte mia non c’è mai stata alcuna forma di persecuzione o di risentimento. Ho provato un dolore profondo. Non avevo capito, non avrei mai pensato a una fine così drammatica. Lei aveva sempre mostrato un carattere forte”. Ma per gli amici della ragazza le cose sono andate diversamente, secondo loro era stata umiliata e si era suicidata per la vergogna. Dieci giorni fa sono stati sequestrati gli iPhone e sono arrivati gli avvisi di garanzia, ma il messaggio si era già diffuso su Facebook poco dopo la morte della ragazza: lei si è uccisa perché quelli l’hanno denigrata. E l’ex fidanzato adesso accusa: “Non sono mai stato aggredito ma alcuni miei amici sì: hanno paura ancora adesso ad andare in giro. La compagnia di Carolina ci odia”. Il tutto era iniziato a novembre, quando, così le voci che giravano, qualcuno aveva filmato, durante una festa, Carolina ubriaca. L’ex, al riguardo, prende però le distanze: “Io non c’ero quella sera. Era una serata che organizzavamo spesso per mangiare una pizza nella casa di uno o dell’altro degli amici. Non so che cosa sia successo”. E sui video girati: “Non solo non li ho mai visti, ma non sono in grado di stabilire se fosse un unico filmato o più riprese effettuate da persone diverse. E che io sappia il video non è mai stato postato su Facebook”.

La morte di Carolina: 8 minorenni accusati d’istigazione al suicidio

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La quattordicenne Carolina, a gennaio, è tornata a casa da una festa e, poco dopo, si è tolta la vita buttandosi da una finestra  della sua abitazione a Sant’Agabio, Novara. Nelle ore precedenti, nessuno degli amici aveva notato qualcosa di strano in lei, solare e forte come sempre. Ma dentro le covava qualcosa che non poteva più sopportare, provocata dall’esterno. All’epoca della tragedia si era parlato di bullismo e sfottò pesantissimi, avvenuti tramite social network, che avrebbero portato la ragazzina alla drammatica decisione. Poi è arrivata la decisione di indagare i minori, formalmente per effettuare una serie di attività investigative non ripetibili. E’ stato infatti affidato al Politecnico di Torino l’esame dell’iPhone della ragazza, per analizzarne il contenuto. Ora una svolta importante nell’inchiesta condotta dalla Procura dei Minori di Torino dal pm Valentina Sellaroli. A seguito delle indagini, ora, 0tto minorenni, tra i 15 ed i 17 anni, sono accusati, a vario titolo, di istigazione al suicidio e detenzione di materiale pedopornografico.

La confessione inconfessabile, l’agente di Noemi Letizia.

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Francesco Soprani Chiesa: l’ho conosciuta perchè avevo l’ufficio in via monza 16. Io ho portato a Emilio Fede “le meteorine”.  Il direttore mi disse che:  ” la Sicula (Ruby) l’aveva conosciuta a un concorso di bellezza e sta qui per divertimento”. Le dico queste cose perché ci sono state tante situazioni che mi hanno stancato. Se io volevo essere pagato trovavo qualcuno che mi pagava per stare zitto. Quando ho visto Ruby davanti al tribunale non ce l’ho più fatta.

Dal 2007 io ho preso le distanze da vallettopoli perché ero inquisito. Con Maristel ho un rapporto di amicizia così stretto che me lo ha detto. Mi hanno detto che facevano il Bunga Bunga e avevano rapporti sessuali con Berlusconi.

Ero l’agente di Noemi Letizia e lei mi ha detto che ha avuto rapporti sessuali con Silvio Berlusconi da minorenne. Il padre mi disse che non aveva bisogno di guadagnare perché già ci aveva pensato Silvio Berlusconi. Io sto tradendo la fiducia di una persona che mi ha raccontato un segreto… Questo segreto non fa male a Noemi, ma agli italiani… Berlusconi non era amico del padre.

I Corazzieri con le tette!

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Marco Travaglio: Se Berlusconi va al Quirinale abbiamo finito con il problema delle donne al Colle, lui ci porta i corazzieri con le tette! Poi si può dare anche la grazia da solo e rendere disoccupato Ghedini!

Ma chi è Zazà?

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Come ha comprato Berlusconi il silenzio Ruby e Noemi?

Ghedini dice che Chiesa Soprani è stato querelato, ma a Servizio Pubblico non risulta, soprattutto non risulta la condanna per diffamazione e come diritto di cronaca, l’intervista sarà mandata in onda!

C’è chi su Twitter accusa la trasmissione di non occuparsi della crisi economica, delle fabbriche chiudono, della gente che si ammazza. Ma da dove è partita la crisi italiana, forse non è causa anche delle “distrazioni del Bunga Bunga”?

Rivelazione shock… parla l’agente di Noemi e Ruby!

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Domani andrà in onda, a Servizio Pubblico, l’intervista che  Sandro Ruotolo ha fatto a Francesco Chiesa Soprani, l’agente di Noemi Letizia.  Lo shock è venuto dalle parole dell’uomo che ai microfoni ha denunciato:

«Noemi e Ruby hanno avuto rapporti sessuali con Berlusconi, quando erano minorenni».

 

Violenza sessuale… le 15enni lo uccidono!

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Aveva tentato una violenza sessuale ai danni di due 15enni e per questo è stato ucciso. Poi le due ragazzine si sarebbero allontanate sull’auto dell’uomo dal luogo del delitto. Qualche ora dopo si sono andate a costituire dai carabinieri della zona. Il corpo dell’uomo era stato ritrovato da un passante che portava a spasso il cane e che in precedenza aveva visto l’uomo con le due ragazze. La vittima, che non aveva addosso nè soldi nè documenti, è stata oggi identificata anche se non ne è stato reso noto il nome.

FARAI LA FINE DI YARA!

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Chiedeva l’amicizia su Facebook a ragazzini, fingendo di essere loro coetaneo, poi li molestava con domande imbarazzanti. E quando si rifiutavano di rispondere, le minacciava di morte: ”Farai la fine di Yara Gambirasio”. Un milanese di 44 anni e’ stato denunciato dalla polizia postale di Biella, che ha sequestrato il suo computer. Almeno sei i minorenni biellesi finiti nella rete del maniaco digitale che deve rispondere di molestie, ingiurie e minacce gravi nei confronti di minori.

Karate e sesso… abusi sessuali in una scuola spagnola

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Fernando Torres Baena, 56 anni, ex campione di karate spagnolo, è stato condannato a 302 ani di carcere per aver abusato sessualmente di allievi della sua scuola di arti marziali, tra cui minorenni, per quasi 20 anni. Il giudice di Las Palmas, nelle isole Canarie, nel pronunciare la sentenza, ha parlato di “vere e proprie orge, con ragazzi costretti ad avere rapporti sessuali con lui, ma anche fra di loro, senza distinzione di sesso, età o numero”.

L’uomo è stato giudicato colpevole di un “crimine continuato di abuso sessuale senza precedenti”. Condannate anche la moglie di Torres Baena, Maria Josè Gonzales, a 148 anni, e un’altra istruttrice di karate, Yvonne Gonzales, a 126 anni di prigione. Le due donne sono colpevoli di aver partecipato all’organizzazione degli incontri sessuali e delle orge. Le vittime saranno risarcite con cifre che vanno dai 10.000 ai 50.000 euro.

Il quadro terribile che è emerso dal processo ha mostrato, secondo il giudice, “un caso senza precedenti nella storia” della Spagna, mentre la scuola di arti marziali è stata descritta come “quasi una setta sessuale”.
La storia agghiacciante venne allo scoperto nel 2010 quando, a febbraio, Fernando Torres Baena fu arrestato dopo la denuncia di una sua allieva. Schioccante la testimonianza di un’altra sua vittima, un bambino che ha detto che il maestro abusava di lui quando aveva 9 anni e mentre la madre stava morendo per una malattia. Secondo gli psichiatri nominati dal tribunale, l’uomo non soffre di nessuna malattia mentale, ma è un manipolatore con un ego smisurato.

Al Pio X bambini maltrattati e picchiati dalle suore. 1 arresto.

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Una suora, Teresa Mandirà, è stata arrestata dalla squadra mobile di Trapani, su disposizione del gip; è accusata di maltrattamenti e lesioni personali nei confronti di bambini. La religiosa dell’Istituto “Pio X” di Valderice è ai domiciliari. Nell’inchiesta sono coinvolti un’altra suora e quattro dipendenti dell’Istituto. A tutti è stato imposto il divieto di avvicinarsi ai bambini, che, nelle scorse settimane, in via cautelativa, erano stati trasferiti in altri centri.
L’indagine è cominciata dopo la denuncia dei genitori di un bambino di 8 anni affidato – su provvedimento del Tribunale dei Minorenni di Palermo – all’ istituto. La coppia aveva segnalato che il figlio era stato picchiato da alcuni istruttori del Pio X e in particolare da suor Teresa. Il bambino aveva ecchimosi sul corpo. Un altro bambino aveva ripreso col proprio cellulare una scena in cui si vedeva la suora picchiare il minore: il video è stato consegnato ai genitori che l’hanno dato alla polizia.
Gli inquirenti hanno interrogato i bambini con l’ausilio di personale specializzato in ambiente protetto e con sostegno psicologico, e hanno raccontato di numerosi episodi di violenza fisica e psicologica. Le percosse a volte erano accompagnate da vessazioni: alimenti in cattivo stato di conservazione, riscaldamenti spenti, docce con acqua fredda.
Alcuni minori hanno anche raccontato di essere stati dileggiati e offesi dagli indagati che spesso li accusavano di appartenere a famiglie di pregiudicati.

Il divieto di avvicinamento è stato applicato nei confronti dei dipendenti dell’istituto Maria Mazzara 50 anni, Carlo Cammarata di 49, Laura Milana di 34, Giuseppa Ruggeri di 74 anni, e J. Yvonne Noah cittadina Camerunense, religiosa nel Pio X.

Party, alcol a fiumi e minorenni! Denunciati gli organizzatori ed il titolare del locale.

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Un giro di festini a base di alcol e ai quali prendevano parte anche minorenni, tutti fra i 13 ed i 16 anni, è stato scoperto dalla polizia di Pistoia. Al momento del blitz sono stati identificati oltre 230 minorenni all’ interno di un residence nel centro della citta’. Anche gli organizzatori sarebbero due ragazzi minorenni, di 13 e 16 anni, che davano appuntamento ai loro coetanei tramite facebook. Il social network che controlla tutti i profili è sempre più utilizzato per compiere crimini. Forse i controlli dovrebbero essere più mirati e non essere solo un “big brothers” da dare in pasto alle pubblicità?

Il molestatore di Comacchio!

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Negli ultimi mesi ha molestato telefonicamente con chiamate e sms almeno 37 persone utilizzando 23 schede del cellulare. Un 35enne abitante a Comacchio e’ stato denunciato dalla squadra mobile di Ferrara per molestie continuate, ingiurie e minacce. L’uomo era già stato denunciato in passato per lo stesso motivo.

Milano. Un minorenne sordomuto è stato rapinato e malmenato da 4 coetanei

Napoli sgominata banda di rapinatori: il capo era il figlio di un noto pregiudicato

Rubavano moto tra il Vomero e l’Arenella. La tecnica era di seguire i proprietari fin sotto casa e poi minacciarli, armi alla mano, di consegnare loro le chiavi dei motocicli.
Il capo della banda è un 18enne figlio di un noto pregiudicato, mentremolti membri della banda sono minorenni.

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