Il bimbo eroe: a 9 anni salva tutta la famiglia da una fuga di gas

fuga-di-gas-tuttacronacaUna famiglia di Monfalcone, in provincia di Gorizia, è stata salvata da uno dei suoi membri: il piccolo Alessio, di 9 anni. Il bimbo ha evitato la tragedia perchè a scuola, durante una lezione, gli era stato insegnato a riconoscere una fuga di gas e a intervenire. La famiglia era stata allarmata dalla sorellina minore di Alessio Sanda: Noemi, di 3 anni, si era sentita male e presentava occhi girati, sangue e schiuda dal naso. Il padre Cristian, spaventato, ha chiamato il 118 salvo, poco dopo, perdere a sua volta i sensi assieme alla moglie. Gli adulti, infatti, non si erano accorti di quanto stava accadendo. L’unico in grado di prendere in mano la situazione è Alessio che, al Corriere della Sera, racconta la sua esperienza. “Venivo da una stanza pulita. Mi sono tappato il naso, ho aperto le finestre, ho portato fuori dalla cucina l’altra mia sorellina, Sabina, di tre mesi”.  Ha chiamato l’ambulanza, ha aperto le finestre ed è uscito di casa attendendo i soccorsi. “Mi sono solo ricordato di quello che ci aveva detto la preside in classe, a quella lezione”. Ha detto.

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Rivolta al Centro di identificazione ed espulsione: in tre fuggono

evasi-centro-tuttacronacaE’ scoppiata una rivolta, la scorsa notte, all’interno del Centro di identificazione ed espulsione di Gradisca d’Isonzo, in provincia di Gorizia. Al culmine della violenta protesta, inscenata da una ventina di immigrati che hanno lanciato bottiglie e suppellettili contro gli agenti impegnati nel turno di guardia del perimetro esterno del centro, tre immigrati si sono dati alla fuga. Era l’alba quando, approfittando dei tafferugli e utilizzando corde improvvisate, si sono arrampicati sul muro di cinta e a scavalcandolo e facendo perdere le proprie tracce.

Il Comune di Gorizia sfratta la Questura

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Il Comune di Gorizia dà causa allo Stato e rivendica i canoni di locazione non pagati per la caserma Massarelli, uno stabile di proprietà comunale che dal 1982 ospita una parte degli uffici della questura.  La delibera che avvia la causa contro lo Stato è stata approvata stamani dalla giunta municipale e chiede la convalida e la successiva esecuzione dello sfratto per finita locazione della caserma, «occupata senza titolo dalla Polizia di Stato, nonché il completo pagamento dell’indennità di occupazione nel frattempo maturata». Il contratto di locazione effettivamente sarebbe cessato il 31 maggio di quattro anni fa, ma il Comune aveva poi proposto la stipula di un nuovo contratto con un canone di 234mila euro annui, ma tale contratto pur ritenuto congruo dall’Agenzia del Demanio di Udine non è mai stato firmato poiché non si è giunti a un’intesa.  Nel marzo scorso il Comune ha sottoscritto con la Prefettura un verbale di conciliazione, in base al quale il Viminale ha disposto l’accreditamento di 308 mila euro, accettate dall’amministrazione comunale solo a titolo di acconto: all’appello, dunque, mancano somme per oltre 650 mila euro.

«Spero che questa azione eclatante faccia riflettere il ministero sulla gravità della situazione e che si possa risolvere questa vicenda kafkiana», ha dichiarato stamani il sindaco, Ettore Romoli, che nei mesi scorsi ha contattato a più riprese i competenti uffici della Polizia di Stato e del Ministero per trovare una soluzione.

Ma poi a sfrattare la Questura andrà la polizia? La fantasia burocratica a volte supera la realtà!

Ziva è morta e ora è giallo!

Živa Srebrnic-morta-suicidio-tuttacronaca

Živa Srebrnic, diciassettenne residente a Lucinico, in provincia di Gorizia, era scomparsa Domenica 25 Agosto nel pomeriggio. La ragazza era uscita dalla sua abitazione alle ore 15.30 e non vi ha più fatto ritorno. Le ricerche erano iniziate immediatamente e si erano concentrate nelle campagne di Lucinico, Mossa, Cormons e Plessiva.

Oltre ai Carabinieri, anche i parenti e gli amici di Živa Srebrnic si erano naturalmente mobilitati, per cercare la ragazzina anche nella città di Gorizia, ma non era stata trovata nessuna traccia. Un’amica aveva raccontato ai giornalisti del quotidiano “Il Piccolo”:

«La stiamo cercando in lungo e in largo, ma non c’è nessuna novità. Siamo preoccupati. Non riusciamo a capire i motivi di questo allontanamento da casa. Nulla lasciava presagire quanto è successo».

La preoccupazione ora si è trasformata in tragedia perché la 17enne è stata ritrovata morta. Il corpo è stato rinvenuto nei  boschi sul Monte Calvario, tra Gorizia e Lucinico. Secondo quanto si è appreso, la ragazza potrebbe essersi suicidata. Sul corpo non sono stati trovati segni di violenze. Ma l’ipotesi del suicidio rimane solo la più accreditata, ancora non si escludono altre piste. E’ giallo!

Pesca macabra

Staranzano (Gorizia): rinvenuto un cadavere lungo la foce dell’Isonzo. I carabinieri ipotizzano possa trattarsi di un pescatore ucciso dall’esplosione di una carica che stava per innescare.

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