La 18enne che spaccia droga davanti al liceo: gliela procurava il padre

spaccio-marijuana-tuttacronacaSono finiti in manette un padre e una figlia, di 41 e 18 anni, dopo che la ragazza era stata sorpresa davanti a un liceo bolognese mentre cedeva una dose di marijuana. Nell’abitazione dei due, i militari hanno trovato 40 grammi di hasisc già confezionati. Il padre ha spiegato loro che era lui stesso che procurava droga alla figlia, così la giovane non doveva entrare in contatto con i pusher, ma ha anche aggiunto d’ignorare che lei, a sua volta, la vendesse nella scuola che frequenta. La giovane era stata notata da un militare, in borghese e con un cane anti-droga al seguito, che ha allertato la pattuglia in divisa, poco distante. La ragazza, viste le divise, ha tentato di liberarsi di una piccola dose di marijuana gettandola in un cassonetto. In seguito sono stati identificati anche due minori acquirenti che hanno confermato di aver acquistato da lei alcuni ‘spinelli’.Ora, in attesa della convalida, il pm Antonello Gustapane ha disposto il carcere per l’uomo, barista salutario, e i domiciliari per la 18enne. Valter Giovannini, procuratore aggiunto e portavoce della Procura, ha spiegato che il servizio davanti alla scuola rientra in un’attività che da un pò di tempo la compagnia Bologna Centroporta avanti all’esterno di istituti cittadini. “Questi servizi, sia in borghese che in divisa, proseguiranno, al fine di impedire che gli studenti possano acquistare marijuana addirittura prima dell’inizio delle lezioni”.

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Dramma nel palermitano, 16enne tenta il suicidio a scuola

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Aveva lasciato un messaggio per i genitori «Andrò in un posto migliore» e poi arrivato a scuola ha tentato il suicidio lanciandosi dalla finestra del Liceo Scientifico Santi Savarino. Il ragazzo, 16enne, che questa mattina si è lanciato nel vuoto, si trova ora ricoverato nell’ospedale di Partinico, in prognosi riservata.

 

Sparatoria in un liceo di Philadelphia: due feriti

sparatoria-liceo-tuttacronacaAncora violenza in una scuola americana. Teatro di una sparatoria la Delaware Valley Charter High School, a Philadelphia, dove due ragazzi sono stati feriti a colpi di pistola all’interno dell’edificio dopo il termine delle lezioni. Le vittime, un ragazzo e una ragazza, sono stati raggiunti a un braccio e ricoverati in ospedale mentre la polizia è alla ricerca della persona che ha aperto il fuoco. Sarebbe nota l’identità dell’assalitore perchè la sparatoria è stata ripresa dalle telecamere della scuola.

Umiliato dal prof perchè disabile: condannato il docente

prof-offende-disabile-tuttacronacaNon aveva il coraggio di confidarsi con i genitori, di raccontare loro come il professore lo deridesse e insultasse in classe. Lui, a 15 anni e con problemi psico-motori, una paralisi che non gli consente di muoversi bene, sorrideva, era affettuoso, aveva degli amici in classe. Gli stessi che l’hanno spinto a raccontare in famiglia quello che accadeva in quelle aule di un istituto tecnico turistico al Torrino, a Roma. Il 13 dicembre 2007, prende coraggio: “C’è un professore che mi tratta malissimo, mi ha preso lo zaino, me l’ha buttato dalla finestra e mi ha imposto di andarlo a prendere nel giardino”. Subito la denuncia, le indagini, la sentenza di primo grado del marzo del 2012 emessa dal Tribunale ordinario di Roma che condanna Francesco Pepe, docente di inglese a un anno di reclusione per maltrattamenti. Il magistrato aveva chiesto 4 mesi per l’accusa di abuso di mezzi di correzione. L’avvocato del professore ha fatto richiesta di appello, con il suo assistito che si è sempre dichiarato innocente. La sentenza parla di “condotta denigratoria e discriminatoria”. “Tu sei diverso, non sei grado, leggi il giornale, tanto a te non serve il libro” avrebbe detto Pepe. Sono i compagni di classe del ragazzo che raccontano come, durante il primo anno, il prof avrebbe chiesto di fare all’alunno uno “scherzo”, “di mettere uno zaino sotto il banco” del ragazzo “con il cestino, così sarebbe inciampato”. Un testimone racconta altri episodi: “Quando andava al bagno il professore gli gettava gli oggetti fuori dalla finestra”. Durante il secondo anno, i compagni avevano avvisato tanto gli insegnati che la preside. Lui piangeva, i professori non dicevano nulla ai genitori e il docente avrebbe in seguito chiesto scusa, spiegando che il tutto era causa di un brutto periodo della sua vita. Lui, però, si sentiva disprezzato perchè malato. Come spiega il Messaggero, Pepe si è sempre detto innocente e alcuni professori hanno detto che nessuno si era lamentato. Per quel che riguarda l’episodio del cestino, il docente lo ricostruisce in modo diverso: “ricordo che era lui che mi chiese di andare al bagno e cercando di uscire dal banco incontro difficoltà perché c’erano degli zainetti buttati a caso. Quando lui uscì dissi ma che lo fate apposta per farlo cadere? O è un caso?”. Ha ammesso di aver consigliato a Marco di frequentare un logopedista quando erano da soli, non davanti alla classe. “Per quanto riguarda le frasi relative alla scarsa igiene, non l’ho mai offeso, ma quando mi riferivano che tornando dal bagno era sporco ritenevo opportuno con un certo imbarazzo chiedergli di essere più attento all’igiene personale”. Il giudice ha ritenuto “inconferenti” i documenti presentati dalla difesa relativi a consigli di classe che evidenziano segnalazioni di bullismo dei compagni verso il ragazzo. Secondo la sentenza il professore ha posto in essere “una condotta di sopraffazione sistematica determinando vere e proprie sofferenze morali”.

Copiare all’esame di maturità… è permesso dalla legge!

maturità-copiare-tuttacronacaIl Consiglio di Stato sostiene che è possibile copiare agli esami di maturità. Non trattandosi di un concorso pubblico, infatti, e conoscendo gli esaminatori il candidato per un percorso, se lo si trova a copiare non si può prescindere dal contesto valutativo. E’ questa la sentenza shock che è arrivata a seguito di un ricordo di una studentessa campana. La giovane era stata sospesa dal suo istituto ed esclusa dalle prove di maturità perchè aveva utilizzato il telefonino per cercare le risposte alle domande d’esame. A quel punto si è rivolta  al Tar della Campania, che le aveva dato torto. Ora però il Consiglio di Stato le ha dato ragione: ha sempre preso bei voti, quindi poteva copiare. La copiatura, infatti, “è stata dettata da uno stato d’ansia probabilmente riconducibile anche a problemi di salute attestati nella nota conclusiva di un dirigente scolastico”, ma soprattutto perché “il superamento dell’esame costituisce di per sé attestazione delle competenze, conoscenze e capacità anche professionali acquisite dall’alunna e la norma che regola l’espulsione dei candidati dai pubblici concorsi per condotta fraudolenta, non può prescindere dal contesto valutativo dell’intera personalità e del percorso scolastico dello studente. Non potevano ignorarsi, nel caso di specie, il brillante curriculum scolastico della candidata, ammessa all’esame con un giudizio che ne evidenziava le notevoli capacità, il personale vivace interesse e il costante costruttivo impegno”. La ragazza eviterà così una bocciatura che sembrava inevitabile.

Sesso, bugie e… social network! Incubo in un liceo.

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Un liceo sconvolto da sesso, bugie e social network. Insulti, cyber bullismo e menzogne atte a  rovinare la reputazione di studenti, vittime di un vero e proprio inferno. Il fenomeno si era dilagato in un liceo dell’Ohio e aveva raggiunto una dimensione tale che sono stati gli organi di stampa a dar risalto alla notizia. I gossip si diffondevano via Ask.fm, poi qualcuno li ripostava via Twitter attraverso l’account anonimo @HudConfessions, ora chiuso.

Il cyber bullismo è in aumento, dilaga tra i giovani, a volte anche tra i bambini che passano ore davanti a un tablet, uno smartphone o un pc. I pericoli sono in agguato, dalla caduta della propria autostima, alla depressione, fino ad arrivare a togliersi la vita quando quegli insulti sono così infamanti e così reiterati da creare una vera e propria gabbia in cui lo studente si sente senza vie di uscita.

Ultimo giorno di scuola… cambiano i tempi, ma non le tradizioni!

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Saremo anche nell’era Facebook e Twitter, ma certe tradizioni sono dure a morire e l’ultimo giorno di scuola i social, almeno per qualche minuto, passano in secondo piano: ci sono i saluti e gli abbracci, qualche lacrima e l’in bocca al lupo agli studenti dell’ultimo anno che presto saranno impegnati con la maturità. Ma soprattutto c’è quella festa che è a metà tra “liberazione” dai banchi e benvenuto all’estate. Allora via libera a scherzi, brindisi e gli immancabili gavettoni perchè… estate bagnata, estate fortunata!

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Poteva essere una seconda Columbine? Arrestato 17enne in Oregon

Columbine

Il 20 aprile 1999, nel distretto amministrativo di Columbine, non lontano da Denver (Colorado) ebbe luogo il massacro della Columbine High School. Due studenti, Eric Harris e Dylan Klebold, si introdussero nell’edificio armati e aprirono il fuoco su numerosi compagni di scuola e insegnanti. Al termine della sparatoria rimasero uccisi 12 studenti e un insegnante, mentre 24 furono i feriti, compresi 3 che erano riusciti a fuggire all’esterno dell’edificio. I due autori della strage morirono suicidi a loro volta, asserragliati all’interno della scuola dopo che le squadre SWAT della polizia erano intervenute a circondare la zona.

Una delle pagine oscure Americane, connessa alla violenza e ai tanti dibattiti sulle armi. Fa tornare in mente quel massacro la notizia che si apprende dalla Cnn la quale rende noto che un ragazzo di 17 anni è stato arrestato in Oregon perchè sospettato di voler far saltare in aria il suo liceo. La polizia ha rinvenuto nella sua camera da letto delle bombe al napalm oltre ad altri sei tipi di eplosivi.

Se fossi stata ad Auschwitz saresti stata attenta!

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La studentessa è distratta durante la lezione di matematica e chiede di andare al bagno per un mal di testa. La professoressa del liceo artistico Caravillari di Roma le dice: “Se fossi stata ad Auschwitz saresti stata attenta”. La ragazza in questione è ebrea e i suoi compagni di classe si sono schierati, dopo un iniziale momento di sgomento, dalla sua parte dicendo alla prof “lei è razzista”.
“Non sono antisemita, ma nella scuola italiana non c’è più la disciplina di una volta”, si è difesa l’insegnate, come racconta Repubblica, ma i suoi studenti non hanno accettato la sua versione e in tre, compresa la ragazza offesa, hanno minacciato di disertare le lezioni. La preside del liceo ha aperto un’istruttoria e convocato professoressa, alunna e madre della giovane.
“Ho detto quella frase per indicare un posto organizzato, dove regna l’ordine”, si è difesa la professoressa. Della vicenda si è interessata anche la Comunità ebraica romana, ma i toni sono diventati sempre più accesi e all’insegnante non è rimasto che mettersi in malattia in attesa della pensione imminente.

Se un allieva non è attenta forse è compito dell’insegnante farsi un esame di coscienza?

Bufera su Nuoro… escono le liste degli studenti gay!

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Bufera sul liceo classico “Giorgio Asproni” di Nuoro dopo che, lunedì sera, sulla pagina Facebook gestita dagli studenti, è apparso un post con nomi, cognomi e frequentazioni degli alunni omosessuali. Nonostante l’indignazione e i messaggi di solidarietà per gli studenti menzionati, la “lista nera” nel corso della nottata si è arricchita di nuove segnalazioni. Fino a quando la pagina sul social network è scompasa definitivamente.

Come racconta “La Nuova Sardegna”, il martedì mattina gli studenti dell’Asproni si sono svegliati più agguerriti che mai. Il preside del liceo, Antonio Fadda, convocati docenti e rappresentanti di istituto, ha quindi sposato l’idea della maggior parte degli studenti e organizzare quindi una manifestazione per condannare la “lista nera” e per solidarizzare con i coinvolti.

“Di fronte a un episodio del genere non potevamo rimanere indifferenti – ha spiegato Fadda al quotidiano sardo – è stata una pubblica umiliazione e non potevamo lasciare soli coloro che hanno subito questi affronti. La scuola non farà mai finta di niente”.

Liceo? No, grazie! Università? Nessuna prospettiva di lavoro!

Così i giovani che si iscrivono alle scuole superiori e all’Università sono sempre di meno. Meglio al sud che al nord le iscrizioni, ma in calo ovunque.

E QUESTA SARA’ L’ITALIA DEL DOMANI!

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