Bulli contro 15enne, l’appello del padre “intervenite, altrimenti ci scappa il morto”

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Vittima a 15 anni dei bulli e il padre lancia un appello affinché qualcuno intervenga:

«Quanto accaduto a mio figlio non è una novità per Parma, ogni settimana succede qualcosa del genere e non se ne può più, ormai si tratta di un problema sociale su cui il sindaco deve intervenire perchè non si può solo pensare al cemento, e bisogna farlo subito altrimenti qui ci scappa il morto»,

Il ragazzo infatto sabato scorso a Parma è stato violentemente picchiato, con calci e pugni, da un branco di 5 bulli, alla fermata dell’autobus tra via Gramsci e via Osacca, intorno alle 16 del pomeriggio.  Il minore, ora in ospedale con una prognosi di 30 giorni per la varie lesioni e fratture riportate, tra cui una alla fronte, è stato letteralmente attirato in una trappola. Tutto è nato con un sms che il 15enne ha ricevuto intorno alle 14.30 dello stesso giorno sul suo cellulare. A inviarlo un coetaneo tunisino che gli chiedeva di presentarsi alla fermata del bus «da solo, per chiarire» un saluto e poche parole hce il giovane avrebbe scambiato con la fidanzatina del tunisino. Ad attenderlo alla fermata c’erano un gruppo formato da ragazzini stranieri e italiani che lo varebbero pestato a sangue e il pestaggio sarebbe continuato se non si fosse fermato un uomo alla guida di un auto che era in compagnia della moglie e del figlio che ha fermato l’auto e scendendo dalla vettura ha messo in fuga i bulli e ha chiamato il 118 per il ragazzo

Secondo alcuni testimoni, oltre ai 5, altri giovanissimi avrebbero assistito alla scena senza intervenire, ma facendo ‘muro’ per coprire l’accaduto. Tutti dettagli che saranno chiariti dagli investigatori dell’Arma. «Questa volta si è riusciti a contenere i danni perchè per mio figlio poteva anche finire peggio – aggiunge il padre – ma bisogna assolutamente intervenire su questi ragazzi perchè non pensino che il mondo sia fatto di scazzottate e perchè tutto ciò non si deve più ripetere».

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La vendetta dei “brutti anatroccoli”: la storia di Zoe

modella1_bulli-tuttacronacaE’ la favola del Brutto anatroccolo che c’insegna che nella vita si può sempre sbocciare, che ci si trasforma. E la 19enne Zoe Blenkinsop ne è l’esempio. Certo, il passaggio non è indolore, ma una volta che si arriva alla meta, la soddisfazione è totale. E così la ragazza, che da bambina era stata vittima di bullismo a scuola a causa di un nodulo che le sporgeva dalla schiena, ha lottato ma ha raggiunto il suo obiettivo: diventare una modella. A soli 11 anni a Zoe era stata diagnosticata una scoliosi, ma i medici le spiegarono che prima dei 18 non sarebbero potuti intervenire. 7 anni di attesa trasformatisi in un vero incubo a scuola a causa dei bulli. Al Daily Mail, la ragazza ha raccontato: “Quando sono stata operata è stato il giorno più bello della mia vita. Potevo finalmente realizzare il mio sogno di diventare una modella”. E’ stato necessario un anno di terapie prima che potesse rimettersi in piedi, 365 giorni molto dolorosi e faticosi, non potendo utilizare stampelle nè rimanere troppo tempo in piedi, ma la giovane ha desiderato subito tornate a scuola per dimostrare a chi l’aveva derisa per tanto tempo che era come tutti gli altri ragazzi. Ora sta lottando per far realizzare il sogno di essere una modella e già ha fatto alcune sfilate e diversi servizi fotografici, ma i problemi nel camminare in parte rimangono. Con la fisioterapia sarà in grado di recuperare completamente la motilità e poter più concretamente lavorare al suo sogno.modella_bulli-tuttacronaca

Bulli al centro commerciale a Roma, pietre contro le auto

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Prima gli insulti, poi i sassi. Sei ragazzi, tutti minorenni, sono stati denunciati per   attentato alla sicurezza dei trasporti e quattro di essi anche per aver fornito false generalità a pubblico ufficiale. Una gang di baby bulli che ieri è stata fermata dalle forze dell’ordine al centro commerciale La Romanina, di Roma. Un primo intervento era stato tentato dalla guardia giurata del complesso che aveva redarguito i ragazzi, ma poi le offese e il disturbo ai clienti era continuato e così la guardia aveva chiamato il 113. Gli agenti erano arrivati e avevano identificato i 6 componenti della baby gang e poi li avevano ammoniti verbalmente.  Più tardi, attraverso il sistema di videosorveglianza a circuito chiuso i ragazzi erano stati notati su una delle rampe d’accesso mentre lanciavano sassi sulle auto in sosta nel parcheggio  del centro commerciale o in transito nella vicina strada di scorrimento veloce. Immediatamente i poliziotti sono tornati sul posto e qui, dopo aver visionato il filmato, hanno fermato i giovanissimi e li hanno accompagnati in ufficio. Dovendo affidare i giovani ai genitori, in quanto minorenni, gli agenti hanno nuovamente chiesto loro le esatte generalità e a quel punto è emerso che alcuni di loro avevano precedentemente dato nomi falsi.

Bullismo a scuola: ragazzino accoltellato dal compagno

lite-bulli-tuttacronacaE’ stato denunciato un 15enne che, al culmine di una lite tra bulli, ha accoltellato un compagno di scuola nel cortile dell’istituto professionale “Casanova” di Napoli e che in seguito si è presentato al commissariato Decumani in compagnia della madre, cui è stato affidato, e di un altro parente. La vittima, un 13enne preso di mira dall’agressore e alcuni suoi amici, è rimasto ferito alla coscia destra ed è stato trasportato all’ospedale pediatrico Santobono. La prognosi per lui di sette giorni. Proprio il più giovane era riuscito a farsi accompagnare in classe da una sorta di amico bodyguard che poi ha fornito una versione dei fatti: aveva intenzione di organizzare un incontro risolutorio con la banda di bulli ma invece di un chiarimento è arrivato un coltello. Il padre della vittima, che compirà 14 anni a breve, ha rivolto pesanti accuse alla gestione della dell’istituto, in special modo per quel che riguarda la sicurezza, avendo lui segnalato più volte la situazione. L’aggressore, che risiede nei Quartieri Spagnoli di Napoli, è già noto alle forze dell’ordine. In passato era già stato accusato di furto con scasso, ma il Tribunale dei Minori aveva sospeso il processo e concesso la “messa alla prova”, provvedimento che si pone l’obiettivo di dare una seconda possibilità a giovani “difficili”.

Torturato a 10 anni dai bulli!

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Ha appena 10 anni la vittima “torturata” da una decina di compagnia che frequenta la scuola “Andrea del Sarto” di Firenze. Il bambino sarebbe stato legato e picchiato con calci, pugni, morsi e pesantemente offeso durante la ricreazione. Sul suo corpo sono state trovate le tracce delle violenze subite. Il bambino mostrava problemi di sonno e attacchi di panico. Il corpo insegnante dove era durante la ricreazione? Un bambino che torna in classe evidentemente scosso non lo si nota?

 

Quando lo scherzo diventa persecuzione! Basta bulli omofobi a scuola!

Convocati in caserma 5 studenti di una scuola vicentina che per mesi hanno “scherzato pesantemente” su un loro compagno di classe ritenendolo gay. La famiglia del 16enne vittima della persecuzione, ha deciso di rivolgersi ai carabinieri perchè ormai gli scherzi erano diventati dei veri e propri maltrattamenti.

BULLISMO:CALCI E PUGNI A COMPAGNO,POI IL FILMATO SU FACEBOOK

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