Insegnante sospesa: tappa la bocca agli alunni con il nastro adesivo

nastro-adesivo-ragazzo-tuttacronacaE’ stata sospesa un’insegnante 27enne, docente presso la Danesfield School in Williton, Somerset, che ha deciso di zittire la classe utilizzando il nastro adesivo. Priscila Davo Ortega, infatti, sosteneva che gli alunni erano troppo rumorosi e ridacchiavano nonostante i suoi continui rimproveri. I genitori hanno espresso subito il loro disappunto e si sono detti scioccati da quanto accaduto. Thomas Bradbury, uno degli alunni, ha raccontato al Mirror che una delle sue compagne dopo l’applicazione del nastro ha anche iniziato a sanguinare.

La lettera aperta della Prof!

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Ecco la lettera di una professoressa, Giuseppina Tobaldi, pubblicata tre giorni fa dal sito viverefabriano.it:

“Ho sempre creduto nel motto di don Lorenzo Milani secondo cui ‘non c’è niente di più ingiusto che fare parti uguali tra disuguali’. La scuola costruisce la democrazia se riesce a colmare la disuguaglianza, a eliminare lo svantaggio, a far crescere tutti, ma soprattutto chi ha meno mezzi (sociali, economici, culturali). Non può adempiere al suo ruolo di educatore chi viene continuamente mortificato; non si può combattere contro questa cinica guerra alla cultura, all’istruzione, ai giovani, al futuro, alla democrazia, con l’individualismo, il menefreghismo e la rassegnazione di chi lavora nella scuola, di chi la frequenta e di chi ci manda i propri figli.

Sento un senso di nausea insopportabile ogni volta che all’improvviso qualcuno scopre che ‘bisogna rimettere al centro dello sviluppo del paese la scuola (quella pubblica, ca va sans dire), la ricerca e la cultura’: sono solo slogan, cari ragazzi e cari genitori, solo prese per il culo, di solito immediatamente smentite da votazioni in commissione contro il ripristino delle ore di storia dell’arte, da tagli del ministero alle risorse per il miglioramento dell’offerta formativa, dai soliti contributi alle scuole paritarie o dal mortificante trattamento ricevuto dai nostri ricercatori, veri talenti che appena possono ci abbandonano.

Io ho da poco saputo che quest’anno scolastico nè io nè i miei colleghi riceveremo un centesimo per i lavori già pianificati, programmati e soprattutto necessari, per più della metà già svolti, visto che siamo a metà anno scolastico (perché le istituzioni quelle che dovremmo insegnare a rispettare, sono talmente corrette e rispettose dei cittadini e dei lavoratori, che ce lo comunicano a fine gennaio). Mi riferisco alle attività dell’alternanza scuola lavoro, dell’orientamento professionale, delle attività pomeridiane di recupero e sostegno, di approfondimento disciplinare o di laboratorio.

Perché? Perché quei soldi servirebbero a coprire gli scatti di anzianità (peraltro dovuti) anche per il 2013. Hanno passato davvero il segno: ci chiedono di lavorare gratis, ce lo chiedono ad anno scolastico iniziato, senza il minimo rispetto per la nostra dignità umana e professionale. Così ho deciso di aderire alla protesta indetta dal sindacato Flc CGIL di astenermi dal 21 febbraio al 22 marzo da qualsiasi attività aggiuntiva.

E se alla data del 22 marzo niente sarà cambiato (come purtroppo credo) presenterò le dimissioni dai miei incarichi e rifiuterò di svolgere anche una sola ora di recupero pomeridiano o altre attività extra. Dovremmo farlo tutti in massa e mettere l’opinione pubblica e le famiglie in condizione di capire che il male lo stanno facendo a voi e al vostro futuro, senza contare che lo schiavismo è stato abolito da più di due secoli! Recentemente alcuni di voi, miei cari studenti, hanno svolto un saggio breve dal titolo “il lavoro: diritto, dovere, dignita’” o in alternativa un tema su libertà uguaglianza e fratellanza. Mi chiedo perché continuo a raccontarvi certe balle, ostinandomi a credere in certi principi e a pretendere di trasmetterli, costringendovi a riflettere sulla vostra vita. Presuntuosa vero?

A volte quando affermo queste cose con convinzione, mi sorge il dubbio se sto recitando, se le parole che dico corrispondono ancora alla mia convinzione di poter incidere sulla vostra formazione umana e civile o se sono solo un mero quanto inutile atto di volontà. Comincio a sentirmi inadeguata.

Amavo tanto questo lavoro, lo svolgevo con entusiasmo e creatività, con passione e la giusta dose di caparbietà. Ora no, lo svolgo solo per senso del dovere, quello che i miei genitori mi hanno trasmesso con il dna. E meno male che il sangue non è acqua. Così qualcosa, sebbene poco, posso ancora darvi. E scusate, davvero, se è poco”.

Crolla l’intonaco di una scuola elementare a Palermo, feriti 3 bimbi

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E’ crollato l’intonaco di una classe di scuola elementare in via Bragaglia, a Palermo e tre alunni di una quarta elementare sono rimasti feriti dopo essere stati colpi da alcuni pezzi d’intonaco. Sul posto il 118 li ha medicati. I carabinieri dovranno accertare la responsabilità.

Sorpresa natalizia per 16 scuole romane: sospeso servizio mensa

mensa-scolastica-tuttacronacaSorpresa amara sotto l’albero in sedici istituti comprensivi, che ospitano classi dell’infanzia, primaria e media, della Capitale: il giorno della Vigilia è infatti arrivata una nota in cui il Comune, nello specifico il Dipartimento servizi educativi e scolastici, avvisa che sospenderà il servizio mensa dal 7 gennaio, vale a dire in piena riapertura delle scuole. Gli alunni, al rientro, si vedranno quindi sospeso, o messo a serio rischio, il normale servizio di mensa. Laura Larcan per Il Messaggero scrive:

Il motivo sta tutto «concentrato» in un passaggio della nota protocollata dal dipartimento capitolino il 23 dicembre in cui si fa presente che «con il prossimo 31 dicembre cesseranno gli effetti dei previgenti affidamenti centralizzati e che, con decorrenza 7 gennaio 2014, si presenterà la necessità di rendere concretamente effettivo il passaggio all’autogestione». La risposta alla nota era richiesta entro il 24 dicembre. Peccato che le scuole coinvolte non hanno ancora concluso tutte le procedure di gara per il passaggio dall’appalto centralizzato a quello in autogestione. Un disagio che peserà su migliaia di bambini: basti solo considerare che gli istituti comprensivi protagonisti prevedono una media di mille pasti al giorno. A fare luce su una situazione che sta creando un subbuglio tra i vari dirigenti scolastici, è l’Asal, l’Associazione scuole autonome del Lazio.

«La gravità della nota del Comune sta nel fatto che a tali 16 scuole il 25 ottobre scorso il Comune aveva dichiarato che in caso di mancato espletamento della gara entro il 31 dicembre si sarebbe proceduto ad “ulteriore affidamento” alle ditte attualmente in servizio, a carico del Dipartimento», spiegano dall’Asal. Inoltre, «Tra il 16 e il 19 dicembre scorsi – continuano dall’associazione – tali 16 scuole sono state convocate dal Dipartimento, e hanno sottoscritto di concerto un verbale di accordo in cui veniva ribadita la necessità di rinnovo da parte del Comune dell’affidamento del servizio in corso».

La maestra che ammazza i sogni dei bimbi: “Babbo Natale non esiste”

santa-claus-tuttacronacaSe non ci finisce lei nella lista dei cattivi, allora chi? Come riporta La Gazzetta di Parma, una maestra ha deciso d’incentrare una lezione sul Natale e ovviamente non poteva non spendere qualche parola sull’amato “vecchio vestito di rosso che porta i doni”. Solo che ai suoi piccoli alunni ha dichiarato: “Oggi parliamo di Santa Claus, Babbo Natale. Una leggenda: non esiste”. Non meraviglia che, dopo lo shock vissuto dai piccoli alunni, sia arrivata l’indignazione dei genitori. Per non parlare dell’ira di un gruppo di mamme che hanno dovuto rispondere alle incalzanti domande dei figlioletti di terza elementare delusi e  amareggiati. Una reazione speciale, poi, l’ha avuta un genitore che ha risposto per le rime, scrivendo lui stesso una lettera fingendosi un bimbo di 8 anni:

Caro Babbo Natale,
sono un bambino di otto anni. Qualche giorno fa ero a scuola e in classe è successa una cosa strana. Una delle nostre maestre ci ha detto che tu non esisti. Sì, hai letto bene: che non esisti! Per noi è stata come una sassata contro una vetrina: boom!
Ci ha detto così perché fa parte del programma di quest’anno svelarci la leggenda di un certo Santa Claus: ma è vero che questo Claus sei tu con un nome diverso? Quanti nomi hai? I bambini, qui a Parma, ti hanno sempre chiamato Babbo Natale, ma pur di ricevere i tuoi doni, se preferisci, ti possiamo scrivere in inglese, magari potremmo farci aiutare dalla maestra; ci ha spiegato che se non ci avesse svelato questo segreto, avrebbe potuto incorrere in un provvedimento disciplinare. Io e i miei amici non abbiamo ben capito cos’è un provvedimento disciplinare, sembra che sia una roba gravissima, forse peggio di quando non facciamo i compiti; e noi non vogliamo che la maestra venga sgridata.
Detto sinceramente, non le abbiamo creduto del tutto. Però ci è venuto qualche dubbio e a casa abbiamo chiesto ai nostri genitori. Visto che neppure loro ci hanno dato delle risposte chiare, eccomi qua a chiedere direttamente a te: esisti o no?
Non ti sei ancora chiesto perché proprio io ti ho scritto questa lettera? Allora te lo spiego. I miei compagni di classe mi hanno detto: “Tu, che qualche anno fa sei stato in Finlandia e hai conosciuto il vero Babbo Natale (o questo Santa Claus), hai fatto una foto assieme a lui, gli hai stretto la mano… ti avrà dato un bigliettino da visita!”. Come facevo a tirarmi indietro?
Lo sappiamo che tutti quelli che vediamo in giro per le strade sono persone travestite, con la barba e il pancione finti, proprio perché tu arrivi solo la notte di Natale.
A dire il vero ci sono venuti dei dubbi anche su Santa Lucia… ma no… lei esiste di sicuro, infatti passa da Parma e da poche altre città. Giorgio Torelli l’ha descritta così bene sulla Gazzetta che secondo me arriverà prima da noi che da altre parti.
Nei nostri sogni, caro Babbo Natale, tu esisti ed esisterai sempre. Pensa: le mamme e i papà ti sognano ancora. Vorremmo che tu regalassi a questa maestra la magia che proviamo noi quando ti scriviamo, la magia di quando fatichiamo ad addormentarci pensando a te che arriverai con le tue renne, un po’ per la speranza di vederti e un po’ timorosi perché non ti conosciamo. La magia di quando ci svegliamo al mattino e corriamo a guardare sotto l’albero. Vorremmo che tutti provassero queste emozioni, perché ce n’è bisogno. Queste cose non hanno età.
Beh, noi ti aspettiamo, anche se arrivi in ritardo: ogni tanto succede anche a noi al mattino.
Cesare

STUDIO SHOCK: con i bimbi stranieri in classe gli alunni italiani apprendono meno

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Siamo rimasti tutti sconvolti da quei genitori che ritiravano i propri figli da scuola perché in classe vi erano troppi bambini stranieri, come quelli che si sono verificati a Costa Volpino, nel Bergamasco, o di Landiona, in provincia di Novara, ma ora arriva uno studio, condotto da Andrea Ichino, professore di Economia politica all’Università di Bologna, in collaborazione con Rosario Ballatore e Margherita Fort dal titolo «The Tower of Babel in the Classroom» e la polemica torna. Lo studio dimostrerebbe che una presenza massiccia di bambini stranieri nelle classi porterebbe i bambini italiani ad apprendere di meno e a far calare i loro risultati nei test. Dalla ricerca emerge che sostituendo un italiano con un immigrato in una classe della seconda elementare, la frazione di risposte corrette degli italiani nei test Invalsi si riduce del 12% in italiano e del 7% in matematica (dati relativi al 2009-10). Dalla seconda elementare alla quinta, tuttavia, i risultati degli alunni migliorano, il che evidenzia che i bimbi italiani riescono ad integrare gli stranieri, ma in tempi relativamente lunghi. 

Cambia la mensa scolastica, ora arriva la dieta vegana

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E’ ancora in via di sperimentazione, ma sembra sempre più vicina l’introduzione della dieta vegane nelle mense scolastiche. Tra tofu e crema di zucchine, circa 80mila bambini nel milanese inizieranno a consumare pasti privi di materie prime di origine animale come la carne o il pesce , ma anche caratterizzati dalla totale assenza di latte e uova. I pasti, preparati con   la consulenza di Pietro Leemann, il re degli chef vegetariani verranno preparati da Milano Ristorazione e serviti a 199 scuole materne, 144 elementari e 70 medie.

Maestra maltratta i piccoli alunni: un video la incastra!

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Una maestra è stata incastrata grazie alle registrazioni di una telecamera nascosta che hanno mostrato i maltratttamenti che infliggeva ai suoi piccoli alunni. La donna, insegnante in una scuola pubblica per l’infanzia a Barletta, è stata così arrestata con il beneficio dei domiciliari. Secondo quanto si è appreso, sono stati i genitori di alcuni piccoli tra i 4 e 3 anni, dopo aver saputo delle violenze, a denunciarle e a far avviare le indagini coordinate dal sostituto procuratore Michele Ruggiero. Nel corso degli accertamenti, i bimbi sono stati sottoposti a colloqui psicoterapeutici e i consulti, stando a quello che si è saputo, avrebbero acclarato per ciascuno di loro ‘disturbi socio-affettivi’ determinati dai soprusi subiti.

Carlo MAria Capristo, procuratore della Repubblica di Trani, ha definito gli episodi documentati dai carabinieri come di una ”gravità inaudita”. Si vedono infatti i piccoli colpiti dalla donna, fatti cadere, trascinati e scagliati contro oggetti di ogni genere, dalle bottigliette ai libri e al resto delle suppellettili. Tra le altre scene, una in cui la maestra regge con una mano un panino e con l’altra prende per i capelli un bambino trascinandolo in giro per l’aula; poi tira l’orecchio a un altro perché sta dando un bacio a un compagno di classe o prende come un ‘sacco di patate’ un altro piccolo e lo butta sui banchi. ‘”Abusando di autorità, poteri e prerogative propri delle sue funzioni educativo-formative – è detto nel provvedimento cautelare – violando i doveri di equilibrio e correttezza inerenti le attività di cura, vigilanza e custodia esercitate nei confronti di bambini a lei affidati, approfittando della loro condizione di particolare vulnerabilità, li ha ripetutamente maltrattati”.

Come cambia la scuola in Italia!

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Nel 2001 erano meno di 200mila, oggi sono quasi 800mila. Dal numero degli studenti di cittadinanza non italiana si capisce quanto e come sia cambiata negli ultimi dieci anni la società italiana. E soprattutto la scuola italiana. Oggi gli studenti senza passaporto italiano rappresentano l’8,4% della popolazione scolastica complessiva e sono 755.939, concentrati soprattutto nelle regioni del centro Nord e nel Lazio.

Il cambiamento, spiegano le cifre del Rapporto, è ormai un fatto strutturale. Si è passati infatti da 196.414 alunni del 2001/2002 alle 755.939 unità del 2011/12.

I più numerosi sono i ragazzi romeni, seguiti dagli albanesi e dai marocchini.

Metti un principe in cucina… Harry cuoco in Africa!

harry lesotho

Il principe Harry si e’ improvvisato cuoco nel corso della visita in Lesotho a una scuola per sordi sostenuta dalla sua associazione di volontariato Sentebale. L’erede al trono, in licenza dopo un periodo al fronte in Afghanistan, ha preso parte a una lezione di cucina, preparando ciambelle e una torta, con alcuni ragazzi africani che frequentano l’istituto. Nelle immagini della visita, diffuse dalla stampa britannica, si vede anche il principe che balla e gioca con gli alunni della scuola.

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