Stato crudele: figlia costretta a sposare il padre per l’assistenza sanitaria!

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Dramma familiare e crudeltà di uno Stato che ha costretto una figlia  a sposare il padre per avere l’assistenza sanitaria che altrimenti non avrebbe avuto. La ragazza, una 30enne, è nata in un villaggio della provincia del Sichuan, nel distretto di Chengua, in Cina, si era trasferita e viveva nel capoluogo Chengdu, dove lavorava. Il fatto di risiedere nel capoluogo, le permette di avere l’«hukou» di Chengdu, il certificato di residenza che dà la possibilità di accedere a tutti i servizi di una città e che è diventato un miraggio per i lavoratori migranti. Questi infatti, che lasciano le loro campagne per le grandi città, non riescono ad ottenere l’hukou e quindi non possono godere di assistenza sanitaria o di scuola per i loro figli nelle grandi città dove si trasferiscono. La donna dapprima ha cercato invano di assumere il padre per fargli avere il certificato, poi ha deciso di sposarlo. Per il matrimonio in Cina è necessario che i due sposi firmino un documento, per cui è stato facile per padre e figlia sposarsi. Ma le autorità hanno negato il trasferimento dell’hukou al padre, così la figlia ha chiesto il divorzio. Le autorità di Chengua hanno comunque dichiarato nullo il matrimonio dal momento che in Cina lo sposalizio tra parenti diretti è vietato.

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Bulli contro 15enne, l’appello del padre “intervenite, altrimenti ci scappa il morto”

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Vittima a 15 anni dei bulli e il padre lancia un appello affinché qualcuno intervenga:

«Quanto accaduto a mio figlio non è una novità per Parma, ogni settimana succede qualcosa del genere e non se ne può più, ormai si tratta di un problema sociale su cui il sindaco deve intervenire perchè non si può solo pensare al cemento, e bisogna farlo subito altrimenti qui ci scappa il morto»,

Il ragazzo infatto sabato scorso a Parma è stato violentemente picchiato, con calci e pugni, da un branco di 5 bulli, alla fermata dell’autobus tra via Gramsci e via Osacca, intorno alle 16 del pomeriggio.  Il minore, ora in ospedale con una prognosi di 30 giorni per la varie lesioni e fratture riportate, tra cui una alla fronte, è stato letteralmente attirato in una trappola. Tutto è nato con un sms che il 15enne ha ricevuto intorno alle 14.30 dello stesso giorno sul suo cellulare. A inviarlo un coetaneo tunisino che gli chiedeva di presentarsi alla fermata del bus «da solo, per chiarire» un saluto e poche parole hce il giovane avrebbe scambiato con la fidanzatina del tunisino. Ad attenderlo alla fermata c’erano un gruppo formato da ragazzini stranieri e italiani che lo varebbero pestato a sangue e il pestaggio sarebbe continuato se non si fosse fermato un uomo alla guida di un auto che era in compagnia della moglie e del figlio che ha fermato l’auto e scendendo dalla vettura ha messo in fuga i bulli e ha chiamato il 118 per il ragazzo

Secondo alcuni testimoni, oltre ai 5, altri giovanissimi avrebbero assistito alla scena senza intervenire, ma facendo ‘muro’ per coprire l’accaduto. Tutti dettagli che saranno chiariti dagli investigatori dell’Arma. «Questa volta si è riusciti a contenere i danni perchè per mio figlio poteva anche finire peggio – aggiunge il padre – ma bisogna assolutamente intervenire su questi ragazzi perchè non pensino che il mondo sia fatto di scazzottate e perchè tutto ciò non si deve più ripetere».

Il giallorosso che oggi si tinge di rosa, nata la seconda figlia a De Rossi

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Fiocco rosa in casa De Rossi nel giorno di San Valentino. Il centrocampista della Roma è infatti diventato padre per la seconda volta. ”Tanti auguri a Daniele per la nascita della piccola Olivia!”, è il messaggio su un social network con cui la società si è congratulata con il giocatore e la compagna Sarah Felberbaum.

“Sono certa che Mario sarà un buon padre”: parla Raffaella Fico

raffaella-fico-tuttacronacaRaffaella Fico parla a Diva e Donna e racconta: “Non capisco quali possano essere queste bugie. Ho sempre detto la verità e il mio unico interesse è dare un padre a Pia”. Poi ricorda la loro storia: “L’ultima volta che l’ho visto, al settimo mese di gravidanza: quando è venuto a trovarmi a Napoli e ha fatto quel famoso comunicato stampa in cui diceva di volerei riprovare con me. Poi è sparito; mai più sentito. Ho sofferto molto, perché sono stata accusata di essere bugiarda e approfittatrice, ma ora è il momento di pensare solo a Pia”. Per Raffaella, nulla è ancora perso, perchè Pia “È ancora molto piccola, quindi c’è tutto il tempo per recuperare: ora dipende solo da Mario. Sono certa che metterà in pratica quello che ha scritto. Pia, comunque, è una bambina solare e ride sempre”. La certezza è una:  che Mario sarà un buon papà. “Ho sempre detto che fondamentalmente è una persona buona: ora deve dimostrare anche di essere un buon padre e sono certa che lo sarà. Deve imparare a conoscere piano piano Pia: lo dico principalmente per interesse del papà. Lui potrà passare tutto il tempo che vorrà con la sua bambina; ma l’importante è che ogni cosa si svolga in modo graduale, perché Pia non può subire traumi. Tutto deve avvenire con un percorso che dovremo decidere insieme: mi piacerebbe condividere tutto con Mario, dalla scelta della scuola a un banale raffreddore”. La Fico già immagina come sarà il primo incontro tra l’attaccante rossonero e la figlia: “Per il bene della bimba mi piacerebbe nel suo habitat. E, perché no, nella sua cameretta, fra i suoi giochi e le sue cose. Lì ci sono anche le foto di Mario; le faccio vedere sempre a Pia, gli parlo di lui: ‘Guarda, è il tuo papà’, Non ho mai voluto far sparire la figura paterna”. La showgirl ha chiaro ciò che vuole per la sua piccola: “Che Pia possa vivere come la figlia di un calciatore: crescendo si renderà conto di chi è Mario Balotelli e non deve subire complessi di inferiorità nei confronti di altri figli di calciatori”.

Maradona pronto a diventare di nuovo padre… ed è subito trend topic

maradona-figlio-tuttacronacaVeronica Ojeda, ex compagna di Diego Armando Maradona che ha già dato all’ex calciatore un bimbo a febbraio dello scorso anno, sarebbe di nuovo in dolce attesa. Questo almeno è quanto riferito da Luis Ventura durante uno dei programmi tv di pettegolezzi più seguiti del Paese e in poco tempo è diventato un “trend topic” su Twitter. Ventura ha spiegato: “La notizia dell’anno mi è stata confermata direttamente dalla stessa Ojeda, che lo ha saputo solo pochi giorni fa ed è molto emozionata, ma anche imbarazzata”. Stando a quanto ha raccontato ancora Ventura, la donna sarebbe andata a trovare El Pibe de Oro a Dubai la settimana scorsa per informalo, ma lui non l’ha voluta incontrare e ora si è rinchiusa in casa per preparare il primo compleanno di Diego Fernando, giovedì prossimo.

Woody Allen non ha abusato della figliastra: lo dicevano i medici nel 1993

woody-allen-accuse-difesa-tuttacronacaEra il marzo 1993 e i medici di un ospedale di New York, che avevano visitato la figlia di Mia Farrow, scrivevano: “Dylan non è ha subito abusi sessuali dal signor Allen”. La relazione, molto approfondita, è stata citata oggi dall’edizione on line del Figaro e scoperta dal sito americano Radar Online, proprio in questi giorni in cui sul cineasta americano è tornata a gravare l’accusa della figliastra che, in un’intervista al New York Times, aveva dichiarato di aver subito abusi da parte del patrigno. Gli esperti della clinica Yale-New Haven spiegano: “Riteniamo che le dicharazioni di Dylan non si riferiscono a situazioni realmente avvenute”. Ci sarebbero diverse prove a supportare la tesi che la giovane abbia mentito. Tra queste, contraddizioni tra le dichiarazioni fatte davanti al giudice e quelle riferite in ospedale; difficoltà a descrivere gli approcci fisici; stato d’animo troppo controllato durante il racconto dei presunti abusi, come se le bimba avesse un copione da recitare e non un verità da confessare. La conclusione del rapporto è un colpo durissimo a Mia Farrow: perché mentiva Dylan? “E’ una bimba vulnerabile, a causa di una famiglia irrequieta. E parla sotto l’influenza decisiva della madre”. Un altro figlio di Mia Farrow, Moses, aveva a sua volta dichiarato che la sorella Dylan non ha subito abusi da parte del regista.

Il pestaggio shock sull’autobus, padre aggredisce un ragazzo davanti ai suoi figli!

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Il montaggio di una telecamera a circuito chiuso su un autobus che percorre il Est Midlands ha riscosso l’indignazione di molti utenti della rete. Le immagini shock della telecamera riprendono infatti un 21enne – che stava viaggiando un autobus di linea di Birmingham, l’11 gennaio – accecato temporaneamente dallo spray urticante e poi pestato a sangue fino alla rottura del setto nasale. La lite si era innescata tra i passeggeri quando una famiglia composta da padre, madre e due figli era salita sul bus e i ragazzini avevano iniziato a lanciare contro il ragazzo le caramelle. L’ufficiale di polizia locale  Rob Harper, ha descritto l’attacco come “barbaro” e hanno esortato tutti coloro che ha riconosciuto gli aggressori a farsi avanti. L’agente ha anche detto “L’uomo si stava facendo i fatti suoi, aveva solo chiesto gentilmente al gruppo di smettere di buttargli addosso delle caramelle, tale richiesta ha dato vita a un pestaggio prolungato e violento”. Il pestaggio infatti è durato circa 7 minuti e all’uomo si è unita anche la donna che ha sferrato diversi colpi al 21enne. L’aggressione è stata fatta davanti agli occhi dei bambini.

Questo il montaggio rilasciato dal dipartimento di polizia nella speranza che qualcuno riconosca gli aggressori:

Moses difende Woody Allen dalle accuse: “Papà non ha molestato Dylan”

woody-allen-tuttacronacaSi continua a parlare della saga familiare Allen-Farrow e, dopo lo scandalo delle accuse di molestie sessuali rivolte al regista dalla figlia Dylan, è Moses a prendere la parola. L’altro figlio del regista e di Mia Farrow prende però le difese del padre in un’intervista rilasciata a People. “Woody Allen non ha mai molestato mia sorella. Mia madre mi ha spinto per anni anni a odiare mio padre dicendo che aveva spezzato la famiglia e molestato mia sorella. Io l’ho odiato a causa sua per due anni. Capisco ora che è stata una vendetta perchè era inamorato di di Soon-Yi”. Non solo, quindi, la difesa del patrigno, ma anche un attacco alla madre, che a sua volta si era schierata dalla parte della figlia Dylan:

tweet-farrowDa parte sua, il regista newyorkese aveva classificato le accuse come “false e vergognose” mentre già in passato aveva accusato l’attrice di avergli messo contro i figli per una sua vendetta personale. Non sono nuove poi le accuse all’attrice di speculare sulla vicenda della figlia Dylan. Ancora, nell’intervista Moses Farrow ricorda il giorno in cui sarebbero avvenute le molestie. “In casa quel giorno vi erano sei o sette persone che si trovavano in spazi comuni. Ignoro se mia sorella creda veramente di essere stata molestata o cerchi di compiacere sua madre”.

Dopo le accuse di Dylan Farrow ci si chiede: Allen va escluso dalla corsa agli Oscar?

woody-allen-tuttacronacaDylan Farrow, figlia adottiva di Woody Allen e naturale di Mia Farrow, ha lanciato dalle colonne del New York Times pesanti accuse contro il regista americano e ora nel mondo del cinema, scosso dall’accaduto, tutti si chiedono se siano o meno vere le molestie sessuali che la ragazza dice di aver subito dal cineasta quando aveva 7 anni. Non solo, tutti, NYT incluso, si chiedono se bisogna cancellare Allen dai candidati all’Oscar. Un portavoce dell’Accademy ha risposto: “L’Academy celebra i film, non la vita personale dei cineasti e degli artisti”. Ma la domanda continua ad aleggiare nell’aria, visto che il regista è fra i candidati agli Oscar, che verranno assegnati il prossimo 2 Marzo, per la sceneggiatura originale del suo ultimo film “Blue Jasmine”. Per la stessa pellicola, inoltre, Cate Blanchett è candidata al premio come migliore attrice. Del resto, come ricorda l’Huffington Post, non sarebbe la prima volta che accuse sulla moralità incrociano gli Oscar. E non sarebbe la prima volta che un artista venga premiato nonostante sul suo capo pendano sospetti cosi gravi di reato: il precedente più illustre è Roman Polanski: la condanna per stupro di un tribunale americano non gli impedì di trionfare nel 2003 con il film “Il pianista”. Ma Dylan non ci sta: “Che l’abbia fatta franca mi ha ossessionato mentre crescevo” ha scritto la giovane donna nella lettera al Nyt, che mette sotto accusa anche Hollywood e “gli attori che hanno continuato a lodare Woody Allen nelle premiazioni”.

Lite tra padre e figlio nell’Anconetano: 45enne muore accoltellato

accoltellamento-ancona-tuttacronacaE’ morto con un coltellata alla gola, dopo aver spaccato una sedia sulla schiena del padre settantenne, il 45enne Luca Moroni. Genitore e figlio stavano litigando in un appartamento delle case popolari della Zona Portone, in centro a Senigallia, in provincia di Ancona, attorno alle 5 del mattino, quando è avvenuto l’omicidio. A scatenare la lite è stata l’ennesima richiesta da parte del 45enne di soldi che gli sarebbero stati necessari all’acquisto di droga. Quando il padre glieli ha negati, l’uomo l’ha colpito con una sedia e a quel punto il genitore ha afferrato il coltello. Sul posto è intervenuta la polizia.

Allen respinge le accuse di pedofilia: “False e vergognose”

woody-allen-tuttacronacaDopo le accuse di pedofilia rivoltigli dalla figliastra Dylan Farrow in una lettera aperta pubblicata dal New York Times, l’attore e regista Woody Allen, nella tarda serata di ieri, attraverso un collaboratore, ha fatto sapere che “La lettera di Dylan Farrow è falsa e vergognosa”. Anche Cate Blanchett, chiamata in causa nella stessa lettera in quanto protagonista dell’ultimo film del regista newyorkese, Blu Jasmine, ha risposta alla figliastra di Allen. “È ovvio che per la famiglia è stato un momento lungo e doloroso, spero che trovino una soluzione e un po’ di pace”, ha commentato l’attrice. Nel documento, Dylan Farrow aveva scritto: “Chiedo a Cate Blanchett, ad Alec Baldwin come si sarebbero comportati se a subire abusi sessuali fosse stato un loro figlio. Se fosse capitato a te, Emma Stone? O a te, Scarlett Johanson?”.

Allen accusato dalla figliastra: “Abusò di me quando avevo 7 anni”

woody-allen-tuttacronacaLettera aperta shock pubblicata sul sito del New York Times. A scrivere è Dylan Farrow, figlia dell’attrice Mia, ora 27enne. La giovane racconta di aver subito un abuso sessuale da parte del suo patrigno, il 73enne attore e regista Woody Allen. “Quando avevo 7 anni il mio patrigno, Woody Allen, mi prese per mano, mi portò in un stanza, mi disse di stendermi e di giocare con il trenino di mio fratello. Poi abusò sessualmente di me, sussurandomi che ero una brava ragazza, che era il nostro segreto, promettendomi che sarei andata con lui a Parigi e sarei stata una star nei suoi film”. E ancora: “Allen è la prova vivente del modo in cui la nostra società non riesce a difendere le vittime della violenza sessuale”. Non si tratta della prima accusa rivolta al regista newyorkese. In occasione della vittoria di Allen del Golden Globe alla carriera, infatti, il fratello di Dylan, Ronan, aveva scritto su Twitter: “Mi sono perso il tributo a Woody Allen: hanno messo prima o dopo Annie Hall la parte in cui una donna ha pubblicamente confermato che l’ha molestata quando aveva sette anni?” Già nel 1992 la ragazza aveva accusato il patrigno, che ha sempre respinto la denuncia, di stupro. La stessa denuncia, del resto, finì al centro della battaglia legale tra Allen e Mia Farrow dopo che lui l’aveva lasciata per mettersi assieme alla figlia adottiva, Soon Yi Previn. La stessa Mia, sempre in occasione della cerimonia dei Golden Globes, twittava: “E’ arrivata l’ora di prendere il gelato dal frigo e cambiare canale”. Questo mentre Diane Keaton, ex musa ed ex amante del regista, saliva sul palco per ritirare il premio.

Il padre muore d’infarto e i tre figli lo vegliano

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La triste storia arriva da un piccolo paese dell’est della Francia. Tre bimbi di 4,9 e 11 anni sono rimasti un giorno intero a vegliare la salma del loro papà. L’uomo probabilmente è rimasto vittima di un attacco cardiaco e il figlio più grande ha portato a scuola le sorelline come se nulla fosse accaduto per paura che il giudice decidesse di separarli. Al termine delle lezioni i tre bambini sono tornati a casa e hanno passato la serata accanto al corpo del padre, solo il giorno dopo una delle due bambine tornando a scuola ha deciso di raccontare la storia alla maestra che ha dato l’allarme. I tre bambini sono stati affidati all’assistenza sociale con la promessa – ha assicurato il magistrato – di «non essere separati», anche poiché già reduci dalla separazione dalla madre che ha deciso di andare via dalla casa sei mesi fa. Il procuratore ha fatto appello alla madre, attraverso i media, a farsi viva.

 

“Mio padre è un pedofilo” così il figlio di Allen

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Il tweet di Ronan Farrow, figlio biologico, certamente ha portato la bufera ai Golden Globe anche se il regista Woody Allen non era presente alla consegna del premio “Cecil B. DE Mille” alla carriera conferitogli dalla Hollywood Foreign Press. L’assenza di Allen però non è bastata a calmare un furibondo Ronan Farrow che ha scritto «Mi sono perso il tributo a Woody Allen: hanno messo prima o dopo Annie Hall la parte in cui una donna ha pubblicamente confermato che l’ha molestata quando aveva sette anni?».  Anche Mia ha tweettato contro Woody durante la cerimonia dei Golden Globes, ma in forma più blanda: «È arrivata l’ora di prendere il gelato dal frigo e cambiare canale». Questo mentre Diane Keaton, ex musa ed ex amante del regista, saliva sul palco per ritirare il premio.

La bimba di 11 mesi e il test autovalutativo che fa il giro del web

test-autovalutativo-tuttacronacaHa fatto la sua comparsa su Reddit, attirando la subito l’attenzione, un test di autovalutazione di una bimba di 11 mesi. La piccola si è vista consegnare dalle insegnanti un questionario nel quale doveva indicare i suoi pregi, i punti di forza e il suo modo di essere. Non sapendo la bimba scrivere, le hanno permesso di portarlo a casa per essere aiutata da un genitore e il padre ha così deciso di raccontare in maniera ironica le caratteristiche della figlia Emma, inserendo tra gli interessi il cibo, l’arte, le lunghe grida sulla spiaggia e il tirare il pelo del cane, ma anche esplorare il suo naso con le dita e svegliarsi regolarmente all’alba ogni mattina. Uno dei punti di forza di Emma, inoltre, è la digestione rapida, ma anche la capacità di far perdere ore di sonno ai genitori fino a quando non ottiene quello che desidera.

Disperso nella nebbia: la disavventura di un bimbo a Modena

nebbia-tuttacronacaDisavventura a lieto fino ieri sera a Modena: un bimbo di nove anni si era infatti perso nella nebbia dopo esser uscito da una pizzeria dove aveva cenato con la famiglia. E’ stato un passante che, notandolo, lo ha aiutato chiamando la polizia municipale proprio mentre il padre angosciato stava denunciando l’accaduto a una pattuglia del 112. L’uomo, rientrato nel locale per riprendere il cappello, non si era accorto che il figlio era uscito e non vedendo il padre si era diretto verso casa ma si era perso. Tutto è bene quel che finisce bene e alla fine i due hanno potuto riabbracciarsi.

Niente scuola e sola a casa a 9 anni, padre denunciato

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E’ stata la scuola ad allertare le Forze dell’ordine, visto che un’allieva era assente da 10 giorni. Il fatto è avvenuto in provincia di Treviso dove il direttore di una primaria ha allertato i carabinieri. Così i militari sono andati a casa della bambina che vive con il padre a cui era affidata dopo la separazione dalla moglie e nella quale vive con un’altra donna. L’uomo non era in casa e la bimba era da sola nell’abitazione. I militari hanno così atteso insieme alla piccola il ritorno del genitore. L’uomo, un italiano, ha affermato che la figlia stava male, ma nell’abitazione non c’erano farmaci, inoltre la bambina non era stata visitata da nessun dottore. Così i militari lo hanno denunciato per abbandono di minore e la bimba è stata affidata temporaneamente alla zia che ne ha anche garantito l’immediato rientro a scuola.

Il padre l’abbandona in fasce: a 18 anni, gli fa causa e vince

padre-abbandona-figlia-tuttacronacaAbbandonata dal padre subito dopo la sua nascita, diciotto anni fa. Da quello stesso genitore che l’aveva riconosciuta come frutto del suo seme ma che preferì andarsene a Modena dove si creò una nuova vita e un’altra famiglia . Lei però non si è mai arresa e, appena diventata maggiorenne, gli ha fatto causa, vicendo. Il padre che se ne andò dovrà risarcirla di mille euro per ogni anno trascorso senza di lui fino ai 18 anni e 500 per quelli a venire. Lei, di Arezzo, in questi anni ha tentato con tutte le sue forze di instaurare un rapporto con l’uomo, ma lui non si è mai avvicinato: due brevi incontri in un bar, nulla di più. Diciotto anni sono sufficienti per rincorrere chi ti ha dato la vita e la giovane ha così deciso di far causa a quel padre che non ha mai voluto sostenerla né economicamente, né moralmente. Lei aveva chiesto un risarcimento di oltre centomila euro ma il giudice, che pure le ha dato ragione, le ha riconosciuto una somma forfettaria di 1000 euro all’anno fino al raggiungimento della maggiore età, e di 500 dopo averla superata. “Il giudice ha ritenuto superfluo persino sentire i numerosi testimoni indicati dalla querelante, dato che il padre non ha mai negato la circostanza di non averle prestato assistenza, morale oltre che materiale”, spiega l’avvocato aretino Iacopo Gori, legale della ragazza, che prosegue: “L’importanza della sentenza sta proprio nel riconoscimento di un danno esistenziale per effetto della lesione di un diritto costituzionalmente tutelato, ossia quello alla famiglia e ad un normale rapporto con entrambi i genitori, in termini di accompagnamento alla crescita, e non soltanto in senso classico patrimoniale come siamo abituati a pensare”.

E’ morto l’hair stylist milanese Aldo Coppola

aldo-coppola-tuttacronacaEra malato da tempo il più famoso hair stylist italiano, noto in tutto il mondo, Aldo Coppola, spentosi la scorsa notte nella sua casa a Milano. Coppola aveva 73 anni e contro la malattia ha combattuto con tutte le sue forze, rendendola anche uno stimolo a migliorarsi nel suo lavoro. Lui stesso disse: “da quando sto male mi è tornata la creatività”. A 12 anni, mentre frequentava l’accademia Unasas dove ha appreso la storia del costume e dell’acconciatura, Coppola ha iniziato a lavorare nel salone del padre e solo tre anni dopo era stato nominato Maestro d’arte, vincendo anche il campionato italiano dell’acconciatura femminile. Nel 1961, inizia il connubio con il mondo delle passerelle: Elvira Leonardi Bouyeure, stilista italiana celebre tra gli anni 50 e 60 conosciuta come Biki, l’aveva chiamato infatti a pettinare le modelle che avrebbero sfilato a Firenze, nella cornice di Palazzo Pitti. Dell’hair stylist va ricordata inoltre la stretta collaborazione con L’Oréal e l’apertura di tre saloni nel capoluogo lombardo tra i quali la sede storica, quella in via Manzoni. Al momento, il suo sistema di franchising, presentato sul mercato nel 1992, conta oltre 50 affiliati in tutta Italia. E’ invece del 1993 l’inizio della realizzazione della sua Accademia che oggi ha sede a Milano e Mosca.

Shock ad Avellino, bimbo di due anni vive sotto il ponte, mamma incinta

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Un’intera famiglia è stata scoperta dalla polizia municipale di Salerno che aveva il compito di sgomberare il ponte del fiume Irno, nei pressi del parco Pinocchio, a due passi dal centro di Avellino. Un bimbo di due anni, con il fratello di 17, la madre incinta e il padre vivevano tra escrementi e sporcizia. La famiglia romena ritrovata sotto il ponte ha fatto immediatamente scattare  i servizi sociali che ora dovranno prendersi cura del bambino. Il blitz si era reso necessario per l’ingrossamento del fiume Irno. Se non ci fosse stato pericolo di alluvione forse il bambino sarebbe rimasto a vivere in condizioni igieniche precarie e al freddo e al gelo.

Mistero in Germania, bimbi morti nella vasca da bagno

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Avevano 4 e 6 anni i bimbi trovati morti in una vasca da bagno di un  appartamento nella città di Kassel. I due piccoli si trovavano nella casa del padre, un uomo di 47 anni, che sostiene di aver trovato i figli morti al suo rientro a casa, ogni tentativo di rianimarli sarebbe stato vano. la versione non ha convinto gli inquirenti.

Ghiaccio di sangue, si spara a New York, sulla pista appena inaugurata

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Erano le undici di sera di un tranquillo sabato newyorchese con una folla di giovani che stava pattinando sulla pista di ghiaccio pubblica appena inaugurata alla 42esima strada nel cuore di Manhattan, vicino alla Bryant Library, la Biblioteca Comunale, fra la Quinta e la Sesta Avenue… all’improvviso lo sparo e la gente che, pattini ai piedi scappa per il giardino che si estende alle spalle della biblioteca. La polizia e i paramedici immediatamente accorsi, confermano due feriti. Nessuno dei due rischia la vita, ma un ragazzino di 14 anni ferito alla schiena potrebbe rimanere paralizzato.

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Il luogo dove è avvenuta la sparatoria è il cuore pulsante di New York.  Ieri sera, nel ristorante che si affaccia vicino alla pista si stava tenendo il banchetto di un matrimonio.  Un testimone ha detto di aver visto lo sparatore, un giovane di colore con treccine, che ha guardato a lungo in mezzo alla folla prima di tirare fuori una pistola e sparare. Si ritiene che  alla base del gesto criminale ci sia stata una litigata fra lo sparatore e uno dei giovani che pattinavano. Comunque il killer  ancora non è stato acciuffato. Come non è stato acciuffato neanche il killer che nelle stesse ore ha sparato a Houston a una festa di compleanno. 

Padre e due figli morti in un camper nel Torinese

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Tragedia alle porte di Torino. Un uomo ed i suoi due figli di 15 e 9 anni sono stati trovati morti un camper. I ragazzini avrebbero dovuto disputare oggi una gara di motocross a Rivarolo.
Il campo di gara è vicino a dove avevano parcheggiato il camper, nella regione Godie. A trovare la famiglia, il medico legale della gara. Il 118 ha potuto solo constatare il decesso dei tre.
In base ai primi accertamenti dei carabinieri e dei vigili del fuoco, sembra che il padre e i figli siano morti per un’intossicazione da monossido di carbonio. Sono comunque in corso ulteriori verifiche per chiarire la vicenda.

Maestra rimprovera l’alunno in classe: aggredita dal padre del bimbo

picchia-maestra-tuttacronacaSi trovava nell’atrio della scuola una maestra che attendeva i propri alunni per poi accompagnarli in aula al suono della campanella quando il padre di un suo studente le si è avvicinato. Prima l’ha rimproverata verbalmente, quindi è passato alle mani. Addirittura, stando al racconto di alcuni testimoni, l’avrebbe presa a pugni in testa. A intervenire in aiuto dell’insegnante, un brigadiere della locale caserma dei carabinieri,  e la polizia municipale mentre è giunta anche un’ambulanza per accompagnare la docente a un vicino ospedale dov’è stata sottoposta ad accertamenti mentre l’uomo è stato condotto in caserma e la sua posizione è al vaglio degli inquirenti anche se dalla scuola preferiscono non commentare quanto successo: il padre si sarebbe infatti pentito e avrebbe chiesto scusa. Il tutto è avvenuto questa mattina in una scuola di San Vitaliano, nel Napoletano. La “colpa” dell’insegnante è di aver rimproverato il figlio del suo aggressore in classe. Alcuni genitori, scossi dall’accaduto, parlando della maestra hanno riferito:”E’ una brava persona. Può capitare che ci siano divergenze sulla didattica e i metodi educativi ma l’aggressione fatta nei confronti di un’insegnante donna, soprattutto da parte di un uomo, non è giustificabile”.

Suicidio o incidente? Dramma a Fabriano, si spara 13enne

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Il padre è un noto imprenditore di Fabriano e il figlio 13enne non aveva mai mostrato la volontà di suicidarsi. Un ragazzo tranquillo, nessun segno di malessere, nessuna lettera e nessun messaggio. Il ragazzo ieri sera, solo in casa, si è impossessato di una pistola di un parente ed è stato ritrovato morto dalla madre al rientro. Sul caso indagano i carabinieri. Suicidio o incidente?

 

A chi dà fastidio? lapide nera in ricordo del figlio

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A chi dà fastidio? Ognuno ha le sue tradizioni e ognuno dovrebbe avere il diritto di ricordare il proprio figlio, morto a soli 22 anni in un incidente stradale secondo le proprie usanze e secondo le proprie tradizioni. A chi dà fastidio la lapide nera  a Paderno Franciacorta (Brescia) che ricorda la vita spezzata di Anton Novgorodov? Sembra che alcuni cittadini si siano lamentati e a quel punto il sindaco Antonio Vivenzi si trova davanti al dilemma del che fare. Cerca, spiega, un accordo con la mamma. Non per far distruggere il marmo ma solo per spostare la sepoltura in un altro angolo del cimitero. La mamma sembra ragionevole poi però scrive una lettera disperata al giornale locale BresciaOggi. In cui spiega, tra le altre cose, che la sua religione vieta di spostare un morto dopo la sepoltura.

 Così la madre scrive una lettera a BresciaOggi:

«Sono una madre disperata. Due anni fa è venuto a mancare mio figlio di soli 22 anni in un incidente stradale in moto. Suo padre, che abita in Russia, ha deciso di realizzare in suo ricordo una lapide di marmo nero, così com’è tradizione in Russia quando un giovane perde la vita improvvisamente. Si tratta di una lapide di piccole dimensioni, non imponente né troppo vistosa; sulla parte anteriore vi è, sfumata nel marmo, la foto del visto sorridente di mio figlio.

Appena la lapide è stata collocata alcune persone di Paderno si sono lamentate col sindaco per il colore diverso dalle altre. Il Comune mi ha dato 30 giorni di tempo per cambiare il colore del marmo, se non lo farò entro il tempo prestabilito la butteranno giù. Ho chiesto consiglio anche al prete di Paderno, ma non mi ha ascoltato. Vorrei guardare negli occhi quelle persone che si sono lamentate vedendo il volto sorridente di mio figlio sulla lapide nera. Che fastidio dà loro? Perchè il suo volto sorridente è sul marmo nero? O perchè è straniero? Sono già distrutta dal dolore della perdita di mio figlio e in più la gente insensibile e senza cuore ha il coraggio di lamentarsi. Ho bisogno di aiuto per non far togliere la lapide dal cimitero di Paderno Franciacorta, se ciò dovesse accadere sarebbe come perdere di nuovo mio figlio».

 

La famiglia intossicata dai funghi: peggiorano le condizioni della madre

funghi-intossicazione-tuttacronacaIeri il ricovero di quattro persone, padre, madre, figlia e fidanzato, per un’intossicazione alimentare dopo aver mangiato delle amanita phalloides, con il trasferimento d’urgenza dell’ultimo a Roma a cause dell’insorgenza di serie complicazioni al fegato. Oggi, anche la madre è stata urgentemente trasferita al policlinico Umberto I. L’ufficio stampa dell’ospedale di Città di Castello ha fatto sapere in una nota: “La direzione del presidio ospedaliero Alto Tevere comunica che oggi, alle ore 12, anche la signora intossicata è stata trasferita al Policlinico Umberto I di Roma a seguito dell’innalzamento di alcuni parametri”. E ancora: “Gli altri due pazienti, padre e figlia, evidenziano indici di funzionalità epatica stabili: ma restano sotto osservazione nel reparto di medicina interna dell’ospedale di Città di Castello”.

Intossicazione da funghi… si cerca un fegato

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Una cena a base di funghi e una tossina, l’amanitina urinaria, che rischia di uccidere una persona. Un’intera famiglia padre, madre, figlia e fidanzato che sono rimasti intossicati a Città di Castello. Nel pomeriggio di oggi, uno dei quattro è stato trasferito all’Umberto I di Roma dove sarà sottoposto a delicati ed importantissimi controlli al fegato. Gli altri tre ricoverati restano in osservazione all’ospedale di Città di Castello.

A Roma padre colpisce figlio con l’ascia, dopo l’ennesimo furto

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Un romeno di 55 anni ha colpito con il dorso di un’ascia il figlio, 28enne pregiudicato già agli arresti domiciliari. L’uomo sarebbe stato esasperato dall’ennesimo reato commesso dal giovane, accusato di aver rubato in una casa vicina. E’ stata la moglie, preoccupata ad allarmare il 112. I poliziotti hanno bloccato i 55enne e soccorso il figlio che trasportato all’ospedale “Tor Vergata”, ha riportato ferite alla testa giudicate guaribili in 10 giorni. Il padre è stato portato a Regina Coeli, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

 

12enne viola i siti della polizia e del servizio sanitario

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Una storia incredibile. Un adolescente canadese di soli 12 anni è stato accusato di aver  attaccato i siti della polizia di Montreal e quello della Sanità pubblica del Quebec nella primavera del 2012. Lo avrebbe fatto per conto del collettivo di hacker di Anonymous, in cambio di un videogames. Il ragazzo si sarebbe presentato davanti al giudice con l’uniforme della scuola, la Notre-Dame-de-Grace, accompagnato dal padre e dal legale che ha dichiarato:  «Ha 12 anni e non è stato mosso da motivazioni politiche».  La polizia stima che abbia causato un danno pari a 60mila dollari.

 

Uccide la figlia di 15 anni bruciandola viva: colpa del fidanzatino

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Sospetti, neppure una prova ma tanto è bastato al padre di 35 anni per uccidere la propria figlia di 15 bruciandola viva a causa di presunti contatti con il fidanzatino. L’ennesimo orrore che shocca il web e mostra l’ennesima brutalità di violenza contro le donne arriva dallo Yemen, nel villaggio di Chabaa, nella provincia di Taez, nel centro del paese.

 

Padre vampiro. Uccide e beve il sangue della figlia di 3 anni

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Un macabro e tragico fatto di cronaca nera sta sconvolgendo tutti i media mondiali da quando è stata diffusa la notizia che un uomo è stato arrestato a Lae, seconda città della  Papua Nuova Guinea con l’accusa di aver azzannato la figlia di 3 anni al collo e bevuto il suo sangue, prima di mangiarla. Un atto di cannibalismo e di crudeltà che ha sconvolto la comunità. Secondo il Post Courier, un parlamentare che si sarebbe recato sul posto subito dopo il drammatico episodio avrebbe raccontato che la piccola con la madre erano in visita dal padre quando questi avrebbe strappato la piccola e si sarebbe recato nella vicina foresta. Ci sarebbero anche i testimoni di questo atto di cannibalismo, due ragazzi che erano su un albero di cocco e sono stati i primi a lanciare l’allarme, ma purtroppo per la piccola non c’era più nulla da fare. L’uomo sarebbe poi fuggito prima di essere catturato e consegnato alla polizia. La magia nera, la stregoneria ed episodi di cannibalismo non sono sporadici nel paese dove, l’anno scorso, la polizia ha arrestato decine di persone per presunti riti cannibalistici , accusati di  averucciso almeno sette persone.

Alessia Polita e l’incidente alla sua ultima gara: “Avevo scelto di terminare”

polita-lamarra-tuttacronacaAlessia Polita e Eddi La Marra. Due piloti, un’unica passione. Quelle due ruote lanciate a folle velocità che li fanno incontrare, conoscere, innamorare e condividere tutto, anche quel circuito di Misano dove entrambi finiscono disarcionati dalle loro moto. Il 15 giugno Alessia cade e da là inizia la lotta all’ospedale Bufalini di Cesena. Lui le sta sempre accanto e combatte con lei. Il 27 agosto è Eddi a cadere. I ruoli d’invertono. Alessia gli sta vicino e gli infonde coraggio e speranza. Perchè quel loro legame non si spezza, è molto più forte di ogni avversità. “C’è che la pioggia ci mette un po’ del suo, che la realtà si presenta ogni mattino anche senza mettere la sveglia, sì, perché l’ultima sveglia che ho messo è stata quella del 15 giugno, alle ore 7.47 precisamente. Mi piaceva mettere il 47 dappertutto (anche sul mio casco la sera prima, avevo messo il suo adesivo Eddi 47), si viveva in simbiosi, 47 di qua 51 di lá…”. ​ Racconta lei, la 27enne che in un istante ha visto la sua vita cambiare per sempre e che ora è tornata a casa, mentre Eddi si trova nella clinica Santa Lucia di Roma. “Certe volte ci si guardava negli occhi e nemmeno ci si parlava, perché ci capivamo al volo – scrive Alessia nel profilo Facebook Lady Polita – fatto sta che spesso mi viene in mente quel maledetto giorno…. Quel 15 che messo al contrario sarebbe un 51; ma sì che poi questi sono piccoli dettagli che vuoi guardare per trovare il calcolo matematico del tuo incidente e dire che era tutto scritto e non si poteva evitare. Quelle piccole e maledette coincidenze che ti danno un perché a quanto successo”. Ricordare fa male, ma ora deve farlo perchè si è fatta spiegare l’accaduto da chi ha visto i fotogrammi dell’incidente. “Io ricordo fino al momento che la moto mi si è impennata davanti e mi ha disarcionato, poi più nulla…. Solo dopo essere entrata nella clinica dell’autodromo che mi hanno rianimato mi ricordo poi tutto… 9 spaccate entro in pit lane, lo trovo lì – scrive riferendosi a Eddi – davanti al suo box che mi guarda passare, mi saluta con uno dei suoi unici meravigliosi sorrisi e con senso di ‘mi raccomando’ mi lascia scorrere davanti ai suoi occhi… Il ‘mi raccomando’ aveva il suo significato, perché avevamo parlato ore la sera prima di addormentarci, sui piccoli problemi di assetto che non avevo risolto, e che finalmente era la mia ultima gara. Ero stanca di fare conti con soldi che non c’erano più, se si cadeva, avevo problemi anche per cambiare i pezzi, era diventato pesante, amavo le moto, ma avevo scelto di terminare. La mia ultima gara e poi lo avrei seguito ovunque”. Ma la corsa non l’ha vista tagliare il traguardo. La curva era la 16. Le ore le 9.07. Altri numeri che non potrà dimenticare. “Quel terribile volo che mi ha rovinato la vita davanti ai suoi occhi – conclude Alessia – pagherei per non avergli fatto vedere il mio incidente in diretta, tutto, pur di sentire di nuovo quell’adrenalina che ti toglie il fiato dietro quella griglia di partenza; altrettanti soldi pur di vedere quel semaforo spegnersi e ammucchiarsi in 40 dentro una curva… Pagherei l’oro del mondo anche per una semplice passeggiata tra il paddock… Ormai completi io e lui… Un pilota deve essere pronto a tutto… Ma questo scusatemi è surrealismo! E sapete perché”.

Maltempo in Italia: straripa il fiume Amaseno, nel Frusinate

fiume-amaseno-maltempo-tuttacronacaProsegue l’ondata di maltempo che ha portato l’autunno sulla nostra penisola e nel Frusinate si teme per il fiume Amaseno che, in piena, è già straripato in alcuni punti, per fortuna senza causare danni. Il corso d’acqua, a causa della pioggia caduta la notte scorsa, in diverse zone ha già raggiunto il massimo livello e una squadra dei vigili del fuoco è impegnata nel monitoraggio del tratto più a rischio esondazione. Come si apprende dai pompieri del comando provinciale di Frosinone, attualmente la situazione è sotto controllo.

Nubifragio in Toscana: due dispersi e persone evacuate

grosseto-dispersi-tuttacronacaLe forti piogge che si sono abbattute ieri sulla Toscana hanno provocato l’esondazione del torrente Fratello, vicino a Massa Marittima, in località Cicalino, al seguito della quale risultano dispersi un padre e un figlio. Secondo le prime informazioni dei Vigili del fuoco, il genitore avrebbe fatto in tempo a far scendere, salvandola, la moglie dalla vettura prima di essere travolto insieme al figlio dalle acque. Le ricerche dei due dispersi, probabilmente stranieri, sono impegnati i vigili del fuoco di Grosseto ed i sommozzatori dei pompieri giunti da Livorno, oltre che squadre di Firenze e Pisa. L’auto sarebbe stata trascinata per oltre 200 metri nelle acque del torrente Fratello. La donna, ricoverata, è sotto shock. A causa delle forti piogge, nel Grossetano, a Braccagni, si è provveduto a far evacuare, per precauzione, 23 persone dalle loro case dopo gli allagamenti. Nella zona operano i vigili del fuoco con mezzi anfibi e che hanno tratto in salvo anche tre persone che abitavano in case roulotte nella zona di Follonica. Per gli allagamenti è stata chiusa la strada che collega la località di Braccagni a quella di Sticciano. Si segnala una frana causata dalle abbondanti piogge a Cana, una frazione di Roccalbegna. Sono a rischio esondazione il torrente Sovata e il fiume Bruna.

Aggiornamento 6 ottobre 2013, 16:47.

Continuano le ricerche del padre e figlio che risultano ancora dispersi dopo le violenti piogge che questa notte hanno inondato il Grossetano ed emergono anche nuovi particolari.I dispersi sarebbero turisti svizzeri: Markus Link, 45 anni e il figlio di 6 anni.

La famiglia era arrivata il 5 ottobre in Maremma per una vacanza all’insegna dello sport all’aria aperta e del relax nelle città d’arte toscane. Ma subito la vacanza diventa tragedia. La moglie Elisabeth Schneider è salva, uscita dall’auto poco prima che la bomba d’acqua travolgesse il figlio e il marito senza che lei potesse far nulla per aiutarli.

Come racconta  il trainer della comitiva Ugo Rey: “Già da qualche anno avevano l’abitudine di venire qui a fare una settimana di sport all’aria aperta. Ieri sera sono andati a mangiare al ristorante dell’agriturismo dove siamo ospitati, stamani era prevista per i due coniugi la prima seduta di allenamento su un itinerario di 10 chilometri da fare in jogging, poi avrebbero fatto ginnastica all’aria aperta”.

Poco fa è stata anche ritrovata l’auto su cui viaggiavano padre e figlio travolti dall’acqua e dai detriti. La vettura al moemnto del ritrovamento è risultata vuota, a circa 150 metri dal punto in cui è stata inghiottita dal torrente. L’auto inoltre sarebbe rimasta incastrata sotto l’arcata di un piccolo ponte.

Video shock dagli Usa: il padre che spara ai poliziotti e muore davanti ai figli

padre-ucciso-usaE’ stato diffuso in rete il video ripreso dalle telecamere della polizia lo scorso agosto, quando il 34enne John Van Allen, fermato dalla polizia lungo l’Interstate 84, a circa 100km ad est di Portland, Stati Uniti, mentre era alla guida della sua Cadillac, è sceso aprendo il fuoco contro le forze dell’ordine. L’uomo viaggiava con i tre figli: una bambina di 10 anni e due bambini di 13 e 15 anni. Nonostante gli inviti dell’agente Matt Zistel a rientrare nell’abitacolo, il 34enne ha aperto il fuoco colpendo a un fianco il poliziotto e restando a sua volta ferito al petto. Dopo aver sparato altri colpi, l’uomo è tornato in macchina e si è dato alla fuga. L’agente, seppur ferito, è riuscito a chiedere rinforzi. La Cadillac è stata trovata a un miglio di distanza. Van Allen era già morto. L’agente è invece stato ricoverato per un breve periodo presso l’ospedale di The Dalles.

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Il neonato annegato è scivolato nel fiume durante lite dei genitori

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Sono stati fermati i genitori di quel bambino, di appena una settimana, il cui corpo ad agosto venne ritrovato annegato in un fiume nella contea cinese di Ruyang. Da una prima ricostruzione il piccolo sarebbe scivolato accidentalmente in acqua durante una lite animata dei genitori. I vigili del fuoco, primi ad arrivare sul posto, non poterono far altro che appurarne la morte.

Muore volontario in Brasile, coinvolto in un incidente stradale. E’ giallo.

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Diego Baronio, era un volontario 43enne di Manerbio (Brescia), che era in Brasile per portare aiuto e solidarietà. L’incidente sarebbe avvenuto una settimana fa sul litorale di Ipanema, ma tutto è ancora avvolto nel mistero. Non si conosce l’esatta dinamica dell’incidente, non si sa se Diego sia stato investito oppure sia finito fuori strada su un’auto guidata da un amico. Il padre Giovanni è stato contattato dal consolato italiano il 20 settembre per dare la tragica notizia, ma non ha saputo dettagliare come Diego sia morto.

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Diego, sin dai primi anni dell’adolescenza aveva rivolto la sua attenzione al volontariato e si era avvicinato al movimento dei focolarini per poi passare anni come educatore di strada nel suo paese. Durante la guerra in Bosnia è stato per due anni volontario per i Beati i costruttori di Pace a fianco delle popolazioni dilaniate dal conflitto. Poi si è occupato dei carcerati di Canton Mombello e da 4 anni lavorava in una favela a Rio de Janeiro dove aveva aperto un bed & breakfast a sfondo sociale, per cercare di recuperare i giovani emarginati della favela Cantagalo.

La sua morte al momento rimane un giallo.

Quel mistero dietro la morte di padre e figlio: ora spunta Ustica

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La tecnologia a casa Bellucci non era mai entrata. Nessun cellulare, niente internet e neppure un fax. Solo un telefono al quale nessuno rispondeva mai. Padre e figlio vivevano in due case coloniche ed erano molto riservati. Ora che è morto, si scopre che Lucio Bellucci, 90 anni, ex controllore di volo, quando aveva 57 anni sarebbe stato in servizio al radar di Fiumicino la notte del 27 giugno dell’80 quando dai cieli di Ustica scomparve il DC9. Il figlio lo aveva rivelato tempo fa a un conoscente.

I corpi sono stati scoperti giovedì e ora nessuno potrà più avere conferme o smentite.  

Il figlio Paolo sarebbe morto, almeno stando ai primi dati che sono emersi, prima (non dopo come si era ipotizzato in un primo momento) del padre, colto probabilmente da un infarto fulminante. L’anziano padre sarebbe morto dopo tre giorni di stenti. L’uomo era cieco e quasi immobilizzato ed è stato ritrovato vicino all’uscio dove era arrivato dopo notevoli difficoltà per cercare di chiedere aiuto, ma purtroppo nessuno lo ha udito. L’allarme è scattato quando la badante dei vicini ha riferito ai carabinieri di pattuglia nella zona che era preoccupata perché non aveva più visto Paolo. L’uomo si occupava della colonia felina regolarmente denunciata, ma da diversi giorni non lo aveva più visto.
La Procura di Macerata intanto ha disposto l’autopsia sui corpi. Intanto si sta cercando di rintracciare qualche parente.  I due erano particolarmente amanti degli animali tanto che il sindaco Giuseppe Mancinelli ha detto ” I sei cani sono stati affidati al canile di Tolentino, mentre oggi ho dato disposizione agli operai di dare da mangiare ai gatti, una quarantina di esemplari che dovranno essere anche visti sotto l’aspetto sanitario”. Per le gatte in particolare è prevista la sterilizzazione prima del reimmissione nella colonia. Inoltre in casa del padre vivevano, poi, un riccio in gabbia, due tortore e un altro cane meticcio piuttosto ribelle che gli operatori hanno avuto difficoltà a catturare, forse anche spaventato dal via vai delle persone nell’abitazione.

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Secondo i primi accertamenti la famiglia Bellucci viveva con la pensione di Lucio e avrebbe giacenze alla Poste e in banca, oltre ad avere due appezzamenti di terreno, tra cui un bosco di 2/3mila metri, e tre corpi di abitazione nelle campagne di Penna, dove i Bellucci erano arrivati venti anni fa comprando il podere di proprietà di un romano.

Lucio era originario di Napoli, la moglie Savina Milizzi, morta un anno fa e sepolta a Penna in un loculo acquistato dalla famiglia, era originaria di Milano ed era stata attrice in alcuni film negli anni d’oro del cinema italiano.

Paolo, era nato a Roma e con i genitori si era trasferito a Penna ed era entrato in contrasto con i vicini per questioni di confini e proprietà, spesso lo si vedeva aggirarsi con cannocchiale e macchina fotografica a immortalare presunte irregolarità, quasi un ossessione. E a mettere tutto nero su bianco con denunce molto dettagliate che rivelavano una profonda conoscenza della legge e delle questioni legali, con battaglie legale che erano arrivate in Cassazione.

Giustiziata in strada dal padre perché presunta adultera, video shock!

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Giustiziata dopo un processo sommario, Halima, era accusata di adulterio perché aveva trascorso del tempo con un altro uomo mentre il marito era in Iran, anche se non c’è mai stata prova di un rapporto sessuale tra i due, ma i sospetti e le voci sono bastate per farla giustiziare in piazza ad Ab Kamari, nella provincia di Badghis, in Afghanistan. A sparare il colpo è stato il padre come richiede la tradizione, Il video è stato diffuso dal quotidiano spagnolo “El Mundo”.

 

Due uomini trovati morti in casa, padre e figlio.

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Padre e figlio, sono stati trovati morti in una abitazione a Penna San Giovanni, in provincia di Macerata, oggi intorno alle 14.30. I due sembrerebbe che siano deceduti  in due ambienti diversi della casa e in giornate diverse, per il padre si ipotizza una settimana e per il figlio cinque giorni. I due corpi non presentavano segni di violenza.  Il padre novantenne è stato trovato disteso a terra su un fianco in un locale in un seminterrato dell’abitazione sita in via Colle San Lorenzo. Il figlio, 56 anni, era in camera da letto, disteso tra il letto e un cumulo di panni sporchi.

Transgender rimane incinto e mette al mondo un figlio.

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Transgender tedesco, nato con organi genitali femminili e che si è sottoposto a lunghe cure ormonali per diventare uomo, è rimasto incinto e ha dato alla luce un bambino. L’uomo si era sottoposto a inseminazione artificiale da parte di un donatore anonimo. Si tratta del primo transgender che in Europa mette al mondo un figlio. L’uomo ha deciso di partorire in casa assistito da  un’ostetrica in modo da non essere identificato in ospedale come madre, ma come padre. Il bambino è nato a marzo.

Lite in famiglia: il padre uccide il figlio, violenza nel Napoletano.

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Marco Cancello, commerciante incensurato di 37 anni è stato ammazzato con cinque colpi di pistola dal padre Giovanni oggi intorno alle 13.30,in via Caserta Bravo, in un cortile di un complesso edilizio nel quartiere di San Pietro a Patierno. La sparatoria avrebbe avuto luogo al culmine di una lite sorta per motivi banali e in particolare sembrerebbe che il padre di 79 anni avesse rimproverato al figlio di aver spostato alcune tavole per i ponteggi, alla risposta alterata del figlio, l’uomo avrebbe fatto fuoco. Ora Giovanni Cancello, dopo aver accusato dei dolori al petto è stato portato all’ospedale “Fatebenefratelli” di Benevento, dove è piantonato in stato di arresto.

Pisa: sono stati i bimbi del corso di nuoto a lanciare l’allarme per Rachele

bimba-morta-piscina-pisa-tuttacronacaSono sconcertati gli sviluppi delle indagini della procura di Pisa sulla morte della piccola Rachele, la bimba morta in una piscina comunale della città lo scorso mercoledì. Se già si era a conoscenza che le due istruttrici sono state indagate dalla procura per omicidio colposo, ora emerge dal video delle telecamere di sorveglianza che non solo una delle due donne non era in campo ma anche che la piccola è rimasta sott’acqua senza essere soccorsa almeno 4-5 minuti. Inoltre, nessuna delle due, che sono state indagate dalla procura per omicidio colposo, si è accorta di quanto stava accadendo: è stato un altro bambino del corso a lanciare l’allarme. L’istruttrice che non appare nella ripresa  era ai bordi piscina, come da regolamento, mercoledì mattina all’ora della tragedia? E per quali motivo né lei né la collega si sono accorte che la piccola stava annegando? Per ora si possono faresolo ipotesi perchè, come spiegano gli investigatori, le risposte arriveranno solo dopo indagini approfondite e un’analisi più dettagliata del filmato. Al momento della tragedia le due istruttrici hanno raccontato ai carabinieri  di aver visto la bambina affondare quasi in verticale. Si sono quindi tuffate e, afferratala, hanno praticato respirazione bocca a bocca e massaggio cardiaco, poi ripetuto dal medico del 118. “E’ stato un malore”, avevano detto. Ma anche tale ipotesi è messa in discussione dall’autopsia effettuata. I risultati ufficiali si avranno soltanto tra un mese, ma secondo Carlo Porcaro D’Ambrosio, medico legale della famiglia della piccola, l’esame non avrebbe “rivelato evidenze macroscopiche di patologie pregresse” e dunque la piccola al momento della sciagura pare fosse in perfetta salute. Pierpaolo Medda, padre della piccola e medico psichiatra all’ospedale di Pisa, era accorso in bicicletta dopo essere stato avvertito dell’incidente, ma ha trovato la figlia già morta. Dopo aver accusato un malore, è stato lui stesso ad avvertire la moglie Cristiana Manzi, anche lei psichiatra.

Cina: quando l’aborto non é una scelta, ma una violenza

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Quando l’atrocità supera l’immaginazione, non ci sono più parole per raccontare la tragedia della nascita di un secondo figlio in Cina. La protagonista si chiama Lili Zeng e la sua storia è raccontata da un’agenzia di stampa cattolica AsiaNews e da Women’s Rights Without Frontiers. La donna incinta al nono mese subisce l’induzione delle doglie mentre al figlio viene fatta un’iniezione letale sul cranio… nonostante questo il bimbo nasce vivo, giusto il tempo per morire tra le braccia della madre poco dopo. Uscita dall’ospedale, Lili Zeng cerca per tre volte di uccidersi, ma per fortuna non ci riesce. L’operazione era stata imposta dal marito della donna

La tragedia di Zeng risale a due anni fa, ma è emersa solo in questi giorni. Tutto inizia con il marito che l’abbandona, che aveva  già un figlio dall’ex moglie e quindi firma la richiesta di far abortire, l’attuale moglie Lili Zeng.  Secondo la legge cinese questo è lecito:  l’aborto può essere imposto con la forza se uno dei due coniugi non vuole avere figli. Inoltre, il fatto che uno solo dei due sia già genitore basta e avanza per bloccare la gravidanza in corso. Zeng si rifiuta e dice che quella è solo una vendetta trasversale della prima moglie dell’uomo e chiede alle autorità di verificare l’abbandono del tetto coniugale da parte del marito, ma naturalmente non viene fatto. La burocrazia va avanti con tempi lenti, ma arriva in “tempo” per uccidere il bambino al nono mese di gestazione quando la donna viene richiusa in ospedale per l’intervento. Si tratta di una procedura rischiosissima, molto dolorosa e del tutto ingiustificata. «Mi sentivo come un maiale pronto per essere scannato» ha raccontato la donna a WRWF. La donna poi cerca di ottenere giustizia e si rivolge all’ufficio per la pianificazione della sua zona. La risposta arriva dopo mesi e le viene detto:

«se vuole biasimare qualcuno, se la prenda con la legge sul figlio unico o con suo marito. Se lui non avesse firmato l’autorizzazione, nessun dottore si sarebbe mai azzardato a intervenire sulla sua gravidanza. Ma ora l’avviso: se continua a importunarmi, sarò costretto a trovare qualcuno che la metta al suo posto».

Naturalmente in Cina il problema delle nascite è rilevante e va affrontato, ma sicuramente questo appare un caso estremo e forse c’è davvero dietro il fantasma di una presunta vendetta personale. Fermo poi restando che l’aborto deve rimanere una scelta, non deve diventare una violenza o una crudeltà.. .

Bimbo e padre scompaiono. Giallo nel Trasimeno

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Erano usciti per andare a vedere una mucca vicino casa e sono scomparsi nel nulla. Un padre e un figlio di due anni sono irreperibili da martedì alle 22. La moglie ne ha denunciato la scomparsa mercoledì e ha raccontato ai carabinieri che il padre, di origine tunisina, aveva ricevuto una telefonata dopo cena e stava scendendo le scale, quando il figlio lo ha raggiunto per andare a vedere la mucca vicino casa, da quel momento sarebbero spariti. La donna, di origine romena, preoccupata, avrebbe lanciato anche un appello su Facebook.  La persona con cui stava parlando al telefono ha detto di aver sentito un forte rumore e poi da quel momento il telefono si è spento. Il marito poi nei giorni precedenti la scomparsa era molto preoccupato per una sentenza definitiva in arrivo a novembre e che lo avrebbe potuto condurre in carcere.

Violenza estiva: figlio uccide padre a Ventimiglia.

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L’ennesima violenza perpetrata tra le mura domestiche. Gabriele Forino, 30 anni, avrebbe ucciso, intorno a mezzogiorno, il padre Eliseo di 64, in un appartamento a Roverino, frazione di Ventimiglia. Alla base del delitto ci sarebbe una lite scoppiata fra i due e poi terminata con l’assassinio del padre. Il giovane è stato arrestato dai carabinieri. Poche le indiscrezioni che sono emerse, al momento sembrerebbe che l’uomo sia stato ucciso con un corpo contundente, forse a badilate, ma ancora non vi sono conferme. Il 30enne è stato arrestato.

 

Duplice omicidio o omicidio suicidio? Padre e figlia morti in casa a Milano

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Padre e figlia sono stati trovati morti a Motta Visconti, in provincia di Milano. Secondo le prime informazioni l’uomo, di circa 80 anni, sarebbe stato colpito da diverse coltellate. La figlia, invece, sarebbe stata trovata impiccata. Sul caso indagano i carabinieri.

Aggiornamento 16 agosto 2013, 22,37:

Si è trattato un omicidio-suicidio. La figlia Maria Grazia Passalacqua, 57 anni, avrebbe accoltellato il padre Luigi, 88 anni e poi si sarebbe tolta la vita impiccandosi a una ringhiera. La figlia viveva con il padre accudendolo in quanto cardiopatico. I due, secondo quanto riferiscono i carabinieri di Milano, erano rimasti soli dopo che era mancata la madre, colpita da una grave malattia. Il cadavere del padre è stato rinvenuto nel suo letto, mentre il coltello utilizzato per l’omicidio è un arnese da cucina. Maria Grazia era in cura per una sindrome depressiva.

Neonato annegato nel fiume… la Cina si scandalizza e si mobilita

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La Cina non vuole più vedere queste immagini, la Cina non vuole più la violenza sui minori, soprattutto sui neonati incolpevoli. E’ il Daily Mail a proporre l’ennesima immagine raccapricciante, di un bambino/a abbandonato in un fiume della Cina, nella zona a sud est del Paese. Sono scandalizzati gli utenti cinesi per la fotografia del bambino morto annegato, lasciato “galleggiare” per giorni. Probabilmente la morte è legata alla politica del figlio unico, in vigore in Cina dal 1979 e che obbliga ogni famiglia ad avere un solo bambino. E se questo nasce femmina, spesso viene abbandonata al proprio destino perché non può dare una mano nei campi, oppure i problemi sono legati ad altre esigenze, ma nessuno ha più voglia di tollerare questi atti criminali. Ora si sta cercando di risalire all’identità del neonato e dei suoi genitori.

La miss francese scomparsa con la madre: si suicida il padre

-allison_marie_benitez_facebook_tuttacronacaAncora nessuna notizia dell’aspirante miss Allison Benitez, 19enne di Perpignan, in Francia, scomparsa il 14 luglio scorso assieme alla madre Marie-Josèe, di 50 anni. Da allora si sono perse completamente le tracce: i cellulari delle due donne risultano spenti, le pagine sui social network sono ferme, le carte di credito non sono state utilizzate e l’automobile è rimasta in garage e le indagini procedono nella nebbia.  E mentre tutta la Francia resta con il fiato sospeso, ieri il colpo di scena che ha scosso ulteriormente la popolazione: il padre di Allison, Francisco Benitez, 50 anni, un legionario di origine spagnola, si è tolto la vita. L’uomo si è impiccato con l’uniforme addosso, nella caserma dove lavorava. Ha lasciato una lettera in cui spiegava che non poteva più sopportare di essere sospettato della scomparsa della moglie e della figlia: “Sono innocente”, ha scritto. ​

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