Sacerdote ucciso a sprangate: arrestato il presunto assassino

omicidio-parroco-spranga-tuttacronacaEra stato trovato nella mattinata di lunedì, da una fedele che si stava recando in chiesa, il corpo senza vita di don Lazzaro Longobardi, ucciso con un colpo di spranga a Cassano allo Ionio. Ora i carabinieri hanno arrestato un giovane romeno, presunto assassino del religioso. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe commesso il delitto domenica sera, colpendo il sacerdote con una spranga di ferro alla testa. I militari erano a conoscenza delle preoccupazioni espresse dal sacerdote negli ultimi tempi per richieste sempre più pressanti di denaro da parte di un suo conoscente visto che ne aveva parlato anche con i carabinieri pur senza formalizzare una denuncia. Per questo motivo, scoperto il delitto, hanno portato in caserma, per interrogarli, il giovane, che sarebbe stato l’autore delle richieste di denaro, ed un suo amico e connazionale. Interrogatorio che è andato avanti per ore, sino a quando, nel corso della notte, è stato emesso il provvedimento restrittivo.

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Sacerdote ucciso a colpi di spranga: giallo in provincia di Cosenza

carabinieri-tuttacronacaSarebbe da collegare a fatti di natura privata l’omicidio di Lazzaro Longobardi, sacerdote 69enne nella frazione Sibari di Cassano allo Ionio, in provincia di Cosenza. L’uomo, il cui cadavere è stato trovato da una fedele nel cortiletto attiguo alla chiesa di San Giovanni, è stato colpito con un colpo di spranga alla testa. L’arma del delitto è stata trovata sotto il cadavere. Non si esclude  che l’aggressore conoscesse le abitudini del sacerdote e lo abbia atteso al suo arrivo in canonica. La zona è stata recintata dai carabinieri in attesa che vengano effettuati i rilievi scientifici. Sull’omicidio indagano i carabinieri del Comando provinciale di Cosenza. La donna che ha trovato il corpo si stava recando in chiesa. La morte del sacerdote, secondo i primi accertamenti, risalirebbe ad alcune ore prima.

Simona Riso si suicidò. Ora s’indaga sugli abusi subiti dallo zio in Calabria

simona-riso-tuttacronacaEra la fine dell’ottobre scorso quando la 28enne Simona Riso veniva trovata, agonizzante, nel cortile della sua abitazione, nel quartiere Appio, a Roma. La giovane era arrivata in fin di vita in ospedale e, prima di spirare, è stata in grado di dire solo una cosa: “Sono stata violentata”. Su tali parole si è indagato per mesi, nel tentativo di ricostruire quello che poteva essere accaduto quella drammatica notte. Il dubbio: Simona aveva scelto di gettarsi dalla terrazza condominiale o qualcuno l’ha spinta, macchiandosi di omicidio? Nel frattempo, però, si sono scoperti anche errori medici, con i dottori che, colpiti da quella frase, al pronto soccorso del San Giovanni non si accorsero che la giovane aveva il bacino fratturato e due costole rotte e la portarono nel box ginecologico. Il medico legale che ha eseguito l’autopsia, Giorgio Bolino, parla di un errore “grave e penalmente rilevante”. E spiega: “se fosse stata soccorsa tempestivamente, la ragazza, forse, si sarebbe salvata”. Sul corpo di Simona, tuttavia, non sono stati riscontrati segni di aggressione, di abusi sessuali recenti. Ma un abuso c’è stato e arriva dal suo passato, come emerso nell’inchiesta. Ora, in un’informativa dei carabinieri, viene reso noto il colpevole: si tratterebbe di uno zio che abusò di lei in Calabria. Ora le indagini proseguono prendendo visione dei diari degli psicologi che negli anni hanno parlato con la giovane. Si cercano le tracce di quella violenza che tanto ha segnato quella giovane vita.

Imbrattato il murales di Totti a Roma: il capitano chiazzato con vernice colorata

murales-per-francesco-totti-roma-tuttacronacaAppena comparso, già imbrattato. Il timore dei romanisti si è trasformato in realtà quando il murales in onore di Totti è stato sfregiato da dei vandali che hanno scagliato delle secchiate di vernice contro il dipinto. Ora il ritratto del Capitano è macchiato con chiazze colorate. Il murales, voluto da Nike e per il quale il Comune aveva dato la sua autorizzazione, non era stato digerito dai tifosi laziali: “Perché proprio Totti? Mica è Garibaldi”, si legge su uno dei blog più in voga tra i tifosi biancocelesti. “Il murales verrà ripulito”, fanno sapere dal municipio. Ma quanto durerà?

Nel frattempo, in rete spopolano i fotomontaggi:

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Roma celebra il capitano giallorosso: nuovo murales per Totti

murales-monti-tuttacronacaIl murales storico di Francesco Totti si trova a rione Monti, a Roma, ma ora il capitano giallorosso ha una nuova opera dedicata a lui. Questa volta il suo volto dipinto è apparso a San Giovanni, su una facciata della scuola Pascoli, tra Via Sibari e Via Apulia, non lontano da Via Vetulonia, dove il numero 10 e capitano giallorosso è nato e cresciuto.

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Roma: la sopraelevata della tangenziale Est abbattuta entro il 2016

tangenziale-est-roma-tuttacronacaL’annuncio arriva dal Comune di Roma: entro il 2016 verrà abbattuta la sopraelevata della tangenziale Est. Secondo il progetto del Campidoglio, pilastri e cemento lasceranno il posto a un parco verde lineare con affaccio sui binari, ad una pista ciclopedonale parallela alla strada e parcheggi per residenti. Inoltre, la via che collega Batteria Nomentana alla stazione sarà “declassata” alla viabilità locale, diventerà a due corsie – più una complanare – e sarà munita di rotatorie e spazi verdi. A presentare, questa mattina, il progetto su cui hanno lavorato i tecnici del dipartimento Lavori pubblici di Roma Capitale, il presidente della commissione capitolina Attività produttive Orlando Corsetti.

“Il progetto è in una fase estremamente avanzata – spiega Roberto Botta, dirigente dell’unità organizzativa nuove opere stradali di Roma Capitale – Una volta che sarà approvato andrà in appalto e credo che a settembre potrebbe esserci un vincitore definitivo. In questo caso i lavori, che dureranno circa 12 mesi, potrebbero iniziare nel 2015. L’importo degli interventi è di circa 9 milioni di euro e i fondi sono stati già stanziati con la legge Roma Capitale”. “Il cantiere andrà per step – aggiunge – si muoverà per fasi in modo da non creare tanti disagi e da consentire la piena operatività della stazione. La sopraelevata verrà letteralmente fatta a fette e si sta pensando di riutilizzare alcuni materiali per i successivi lavori di riqualificazione dell’area”.

Entusiasmi da prendere con beneficio d’inventario, visto che da anni si parla di un imminente abbattimento della sopraelevata.

“Dopo 30 anni di disagi in quel quadrante c’è un’attesa spasmodica per quest’opera – commenta Corsetti – La pressione si è un po’ attenuata con l’apertura della nuova tangenziale sotterranea ma rimane il mostro. Ora lavoreremo per informare i cittadini che dovranno scegliere cosa fare insieme all’amministrazione. Presenterò il progetto ai romani e alle associazioni per raccogliere i loro pareri. Se non ci sarà una percentuale altissima di adesione al progetto di abbattimento penso ad un referendum cittadino sul futuro della sopraelevata”.

Nudo e insanguinato: trovato il corpo senza vita di un traduttore Fao

fao-roma-tuttacronacaE’ stato trovato nella tarda serata di lunedì, nella sua abitazione di via di Santa Croce in Gerusalemme, zona San Giovanni, il corpo senza vita di Brun C., 44enne traduttore della Fao, di nazionalità spagnola. L’uomo era completamente nudo e insanguinato. Durante un primo sopralluogo, tuttavia, non sarebbero stati rilevati apparenti segni di violenza. E’ stato un parente dello spagnolo a chiamare la polizia nella tarda serata di lunedì perché da qualche giorno non aveva sue notizie. Si legge sul Messaggero:

(…) Il corpo, completamente nudo del traduttore, era riverso sul pavimento. Un fiotto di sangue ormai rappreso s’era sparso attorno al cadavere. E’ a questo punto che sono intervenuti gli investigatori del commissariato Esquilino, competenti per territorio. E’ stato chiesto anche l’intervento del medico legale di turno che ha effettuato un primo esame esterno del corpo che ha confermato l’assenza – almeno apparente, esterna – di segni di violenza rimandando una analisi più accurata all’esito degli esami autoptici che sono poi stati disposti dal magistrato e che saranno effettuati nelle prossime ore all’istituto di Medicina legale dell’Università La Sapienza.

Agli investigatori a quel punto non restava che effettuare un sopralluogo più approfondito dell’appartamento: nessun segno di effrazione alla porta d’ingresso, che anzi era chiusa dall’interno, anche le finestre non sarebbero state manomesse. All’interno dell’appartamento gli investigatori non hanno trovato elementi particolare, tutto appariva in un normale disordine ma non a soqquadro come potrebbe essere dopo un evento violento come una colluttazione.

(…) Le indagini analizzeranno il più recente traffico telefonico della vittima e nelle prossime ore saranno ascoltati amici e colleghi della Fao.

2 medici denunciati per la morte di Simona Riso: poteva essere salvata

simona-riso-tuttacronacaSono stati denunciati con l’accusa di omicidio colposo due medici, uno del  Pronto soccorso e uno del reparto di ginecologia, dell’ospedale San Giovanni di Roma a seguito della morte di Simona Riso. Gli investigatori, infatti, sostengono che la 28enne poteva sopravvivere a quel volo dal terrazzo condominiale del palazzo in cui viveva a San Giovanni, forse buttata da qualcuno, più probabilmente lanciandosi lei stessa. A finire sotto indagine sono le procedure adottate appena la ragazza è arrivata in ambulanza in ospedale presentando graffi, lividi e ossa rotte. L’autopsia lo dirà poi: bacino fratturato e costole incrinate. Sono state queste ultime a perforere i polmoni alla giovane, morta poco dopo. Simona ai medici aveva detto solo una cosa: “Sono stata violentata”. Quella violenza, tuttavia, non c’era sta e forse quella confessione si riferiva a uno stupro subito da bambina e che la tormentava ancora. Fatto sta che venne subito indirizzata al reparto di ginecologia, visitata come una vittima di stupro. Ma, è quello che sostengono i carabinieri che hanno sporto denuncia, nè il medico del pronto soccorso nè il ginecologo si sono accorti dell’entità delle ferite e delle fratture di Simona.

Il rapper che finisce in manette: rapine per finanziare l’album

Arresto il rapper Big Schizo (Alessandro Cesaretti): rapine per finanziare l’album “628”

big-schizo-tuttacronacaSi chiama Alessandro Cesaretti ma sulla scena rap romana è noto con il nome d’arte di Big Schizo il 24enne finito in manette per aver messo sotto scacco negozi e farmacie nelle zone di San Giovanni, Appio Latino e Tuscolano. Il giovane, che già vanta diversi precedenti, come spiega RomaToday è conosciuto quale artista ‘gangstar-rap’ ed il tenore delle composizioni musicali da lui prodotte è risultato chiaramente un’esaltazione alla violenza ed alla celebrazione di una vita dedita al consumo di stupefacenti e commissione di reati, omertà e disprezzo per le istituzioni e per la società civile. Il rapper è stato incastrato da un video ripreso dalle videocamere di sicurezza durante una rapina in una farmacia. Spiega un articolo a firma Mauro Cifelli:

Da qui i riscontri delle indagini con gli agenti del commissariato Appio Nuovo, diretti dal vice questore aggiunto Alfredo Luzi, che hanno fermato il 24enne la mattina di Natale scorso. Il rapper capitolino era ricercato da tempo perché sospettato di essere l’autore di numerose rapine commesse negli ultimi mesi in alcuni esercizi commerciali. Sono infatti 14 le rapine su cui si era concentrata l’attenzione degli investigatori, commesse in danno di farmacie, profumerie, negozi di abbigliamento e ferramenta. Poi le attente e minuziose indagini effettuate nei mesi scorsi, in costante collaborazione tra le squadre investigative dei Commissariati delle zone sopra citate, hanno permesso di individuare il probabile autore delle rapine. Il suo riconoscimento è scaturito dalla verifica effettuata dalle stesse vittime sia visionando le foto estrapolate dalle telecamere a circuito chiuso degli esercizi rapinati, sia visionando alcuni fotogrammi estrapolati dai suoi video musicali pubblicati in internet. Visti i risultati delle indagini e i gravi indizi di colpevolezza, gli investigatori avevano richiesto all’autorità giudiziaria l’emissione di un decreto per la misura cautelare nei suoi confronti. Un’ipotesi avvallata dal fatto che il giorno di Natale, appena il giovane ha visto i poliziotti, si è dato immediatamente alla fuga su via Tuscolana e, una volta raggiunto, ha tentato di colpire al collo un agente con un coltello, minacciando anche gli altri. Ne è scaturita una violenta colluttazione ma alla fine l’uomo è stato bloccato e assicurato nell’auto di servizio.

Il rapper ha ammesso, informalmente, le sue responsabilità spiegando che il profitto delle rapine era destinato a sostenere le spese necessarie alla pubblicazione di un nuovo lavoro discografico intitolato proprio “628”, chiaro riferimento all’articolo del codice penale che prevede il reato di “rapina”. Il giovane è stato quindi accompagnato al carcere di Regina Coeli, dove attende il processo durante il quale dovrà rispodere delle accuse di tentato omicidio, lesioni e minacce a pubblico ufficiale nonché porto abusivo di arma da taglio.

Arresto il rapper Big Schizo (Alessandro Cesaretti): rapine per finanziare l’album “628

Il n.8, ovvero il letto maledetto

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Ormai per tutti è il letto maledetto, dopo le 8 morti avvenute in terapia intensiva ora arriva la nona. Si chiamava Claudio Contessa ed è morto il 21 maggio dopo alcuni interventi chirurgici andati a buon fine. A raccontare la storia è il fratello Luciano che a distanza di mesi ancora non si spiega come Claudio abbia trovato la morte.

Raffaella Troili de Il Messaggero raccoglie la testimonianza di Luciano Contessa:

“«I deceduti hanno occupato tutti, per periodi più o meno lunghi, il letto numero otto nel reparto deputato alle normali trattazioni – racconta – e mio fratello, Claudio Contessa, ricoverato al San Giovanni per disturbi circolatori, dopo aver subito alcuni interventi chirurgici ben riusciti, il 21 maggio è improvvisamente morto. Aveva – ricorda – per alcuni giorni, occupato il letto numero 8 del reparto di terapia intensiva»”.

Claudio però non è iscritto nell’elenco delle morti sospette, ma i familiari chiedono chiarimenti. Domande già fatte da tempo ma a cui non hanno ancora ricevuto risposta, spiega Luciano:

“«Dalla documentazione fornita dall’ospedale non risulta la causa del decesso, noi familiari abbiamo chiesto chiarimenti attraverso fax al direttore sanitario e al direttore generale dell’ospedale San Giovanni, al primario del reparto (II medicina) dove è avvenuto il decesso e anche al Tribunale dei diritti del malato. Ma nessuno per ora ci ha risposto». In realtà il Tribunale per i diritti del malato si è attivato: «Proprio domani (l’11 dicembre per chi legge,n.d.r.) avremo un incontro con il direttore sanitario proprio per avere chiarimenti dall’azienda sul caso Contessa»”.

Le morti sospette accertate causate dal batterio Clostridium difficile sarebbero per ora otto:

“Gli inquirenti stanno indagando anche sul decorso ospedaliero di altri pazienti che sono stati contagiati, per capire se nella trasmissione incontrollata del virus sia configurabile una responsabilità dei sanitari. Da accertare se tra gli operatori sia ravvisabile una possibile negligenza che abbia incentivato il contagio, ovvero se lenzuola e materasso non siano stati disinfettati e puliti, dal momento che la maggior parte dei pazienti deceduti sarebbe stata ricoverata in un unico padiglione. E, soprattutto, avrebbe occupato lo stesso letto, quello con la targhetta numero otto”.

Spari a Cinecittà, gambizzato un uomo!

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Un peruviano di 47 anni è stato gambizzato in serata a Roma, nel quartiere di Cinecittà, in piazza San Giovanni Bosco. L’uomo è stato trasportato in codice rosso dal 118 di Roma in Ospedale.

Il tiramisù è talmente buono… che crea un ingorgo in strada!

pompi-roma-tuttacronacaChi ama il tiramisù e si trova a passare per Roma conosce una grande verità: il mascarpone affogato nel caffè più buono della Capitale lo si trova al bar Pompi, in via Albalonga, a San Giovanni. E proprio qui, nel finesettimana, avventori di ogni età si affollano dentro e fuori il locale, lasciando regolarmente l’auto in doppiafila. Oggi, con foto a testimoniare il tutto, su Twitter e Facebook “Roma fa schifo” ha pubblicato un servizio che mostra quello che capita ogni finesettimana. Un gruppo di residenti ha scritto al blog riferendo che “gli autisti dell’Atac, non riuscendo a passare a causa della doppia fila, hanno deviato il loro percorso, tirando dritti verso piazza Re di Roma”. E scoppia nuovamente la polemica.  I residenti scrivono che ieri “la sosta si estendeva ben oltre le immediate vicinanze del Bar Pompi, che utilizza ormai da anni la strada come propria pertinenza e parcheggio, con tanto di ‘guardiamacchine’ munito di logo su casacca e cappello”. Roberto Pompi, il proprietario, dice di non sapere nulla: “Non ho notato niente, ma del resto avevo fatto il turno giornaliero e staccato alle 18 – spiega – Anche i miei collaboratori non hanno visto nulla. Se avessi visto qualcuno fare le foto lo avrei denunciato. Auto in doppia fila? Non spetta a noi educare mille persone, quando possiamo segnaliamo la cosa ai vigili urbani”. Susy Fantino, presidente del VII Municipio, è pronta a dar battaglia, sperando di riuscire finalmente ad averla vinta: “Non frequento più da anni la gelateria Pompi perchè da altrettanto tempo sto portando avanti una lotta all’illegalità. È un locale che attrae molte persone, e all’interno del bar c’è chi gestisce la sosta auto sulla strada: in molti hanno presentato esposti contro questa situazione. È vero, come afferma il signor Pompi, che non spetta a lui educare i cittadini ma spetta ai vigili urbani ma è anche vero che il signor Pompi non può gestire il tratto di strada davanti al suo locale come qualcosa di suo”.  Di qui una proposta che Fantino porta avanti da anni, ma che finora è rimasta inascoltata: “Ho chiesto anche all’assessore Improta di intervenire perché la viabilità di via Albalonga venga modificata. Devono rimanere due corsie, una per senso di marcia, magari allargando i marciapiedi, così da impedire che anche una sola auto si possa fermare. Inoltre – aggiunge – deve esserci un presidio permanente fino a quando verrà ricostituita la legalità”.

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Tensione nel cuore di Roma, esplode la protesta a San Giovanni

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Giornata drammatica quella di ieri nel cuore di Roma dove due eventi e la pedonalizzazione dei fori hanno fatto scoppiare la “bomba” innescata all’Esquilino che da tempo lamenta l’aumento esponenziale di traffico e una situazione invivibile nel quartiere a ridosso del Colosseo. Erano circa le 8 di mattina quando quando sono iniziati i preparativi per la Festa delle Forze armate a cui ha partecipato anche Giorgio Napolitano e lo sgombero di due palazzine a Via Giusti. . A condire il tutto, lo spostamento dei vigili da San Giovanni a piazza Venezia per rinforzare il presidio e telecamere accese ai Fori. Non sono bastati gli aiuti arrivati dagli uffici del Primo Gruppo. Sintomo della carenza cronica di cui soffre il Corpo da anni, intensificato negli ultimi mesi con i nuovi pensionamenti. Fatto sta che ieri mattina in centro si è scatenato l’inferno per chi ha avuto la sfortuna di imbattersi nel traffico dalle 8 alle 11 circa. Via Labicana, via Merulana, la zona del Colosseo, via di San Gregorio sono solo alcune delle strade dove è scoppiato il caos, mentre tutta la zona attorno a San Giovanni andava letteralmente in tilt.

 

Luce sulla morte violenta di Simona Riso?

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Qualche luce con il passare delle ore sembra emergere e dei sospetti nascono tra i famigliari e gli amici che Simona la conoscevano bene. La 28enne trovata agonizzante nel cortile della sua abitazione a Roma, soccorsa da una vicina che aveva lanciato l’allarme, potrebbe essere stata uccisa da un conoscente. La procura ora sta indagando per omicidio volontario dopo che l’autopsia ha evidenziato che la ragazza sarebbe stata colpita da calci e pugni. E’ stata quindi esclusa la caduta accidentale o il tentato suicidio, come era stato ipotizzato in un primo momento. Si è esclusa anche la violenza sessuale. La morte invece sarebbe sopraggiunta per un trauma che ha compresso le costole e i polmoni e ha provocato una crisi respiratoria. Nel corso dell’esame autoptico sono anche emerse una frattura del bacino e qualche altra escoriazione. I carabinieri hanno acquisito le immagini di alcune telecamere.

 “Non cerchiamo vendette. Ciò che vogliamo è soltanto giustizia per la morte di Simona, che non si è suicidata ma è stata uccisa”. E’ uno dei passaggi più significativi della lettera che una cugina della 28enne ha letto nel corso dei funerali di Simona Riso a San Calogero. Il parroco, don Antonio Farina, nell’omelia, non ha affrontato il tema delle cause della morte della giovane, esortando i familiari della ragazza a rifugiarsi nella fede per superare il loro dolore. “Invito soprattutto voi a farvi forza”, ha detto il sacerdote, rivolgendosi, in particolare, ai genitori, Antonio e Caterina, ed ai tre fratelli di Simona Riso.

“Mia sorella è stata uccisa e tra le piste c’è anche quella dell’omicidio da parte di un conoscente, quindi una persona con la quale Simona aveva avuto dei contatti”. Lo ha detto Nicola Riso, fratello di Simona. “Alle 4.30 mia sorella ha sentito al telefono la madre dalla Calabria”, ha aggiunto. “Poi c’è un buco di due ore. In ogni caso non può essersi trattato di suicidio perché il corpo di mia sorella è stato trovato con jeans e maglietta e le chiavi con sé, quindi Simona era uscita da casa. Probabilmente è stata uccisa altrove e qualcuno l’ha portata nel posto dove poi è stata trovata”.

Donna uccisa di botte a Roma, parla il fratello

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E’ il fratello di Simona Riso, Nicola, a parlare della tragica morte della sorella. Secondo lui «Non ci sono molti dubbi: è stata picchiata, selvaggiamente, l’autopsia lo ha confermato. Mia sorella in passato aveva sofferto di depressione, ma ora stava bene. Ed era felice per il lavoro nell’hotel. Ci spiace che qualcuno abbia parlato di uso di farmaci e di tentato suicidio. Una follia: Simona non aveva preso medicinali, l’autopsia sta confermando anche questo». Quando Il Messaggero chiede a Nicola se secondo lui, la sorella conosceva il suo aggressore, il giovane ingegnere risponde così:  «Io sono convinto che chi l’ha picchiata e uccisa, l’abbia colpita vicino a casa, poi però abbia sollevato il corpo e l’abbia portato nel retro, nel cortile. Questa modalità mi fa pensare che sia stato qualcuno che conosceva Simona, che l’aspettava. Certo, possiamo ipotizzare anche a una rapina, qualcuno che volesse rubarle il portafogli. Ma perché allora picchiarla con tale cattiveria? C’è un assassino, feroce, che ha agito in una zona centrale come San Giovanni e che è ancora in libertà».

Perché secondo lei Simona, chiede ancora il giornalista de Il Messaggero, prima di morire, ha detto ai medici che era stata violentata? Gli esami lo hanno escluso.«Probabilmente era in stato confusionale, probabilmente l’assassino ha provato a violentarla».

Questa frase, chiede ancora il quotidiano, può avere rallentato l’operato dei medici del pronto soccorso del San Giovanni. «Dobbiamo capire perché i medici del pronto soccorso, invece di affrontare il problema delle gravissime lesioni interne, abbiano trasferito mia sorella in ginecologia. Senza accusare nessuno, speriamo che la procura svolga verifiche anche sull’operato dei medici. I miei genitori sono arrivati dalla Calabria. Chiediamo sia fatta luce sull’omicidio di Simona. Era una ragazza molto allegra, aperta, forse troppo ingenua. Aveva superato un momento difficile e proprio ora che era più serena è stata uccisa in modo tanto crudele».

Giallo a Roma, 28enne muore in ospedale. Forse violentata e vittima della malasanità?

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Una ragazza di 28 anni, Simona Riso, è stata trovata agonizzante vicino alla sua abitazione nel quartiere Appio di Roma. E’ stata portata all’ospedale San Giovanni dove è deceduta dopo un’ora. La Regione Lazio è intervenuta chiedendo al Direttore Generale della struttura ospedaliera della Capitale una relazione dettagliata. 

«Ci segnalano un caso che se confermato andrebbe inserito nel lungo elenco di disservizi della sanità, con risvolti tragici, dovuti spesso a problemi organizzativi e scarsità di risorse umane, ma che altrettanto spesso trovano quale unico capro espiatorio un medico che si trova a lavorare in condizioni insostenibili – dice Agostini – Pare che una donna, giunta in codice rosso al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Roma con segni di percosse sul corpo e sospetta violenza sessuale sia stata trasferita presso il pronto soccorso ginecologico, così come prevedrebbe una discutibile metodologia dell’ospedale, trascurando così le lesioni dovute alle percosse, lesioni che poi avrebbero portato al decesso della paziente». Al momento, da ulteriori verifiche effettuate all’ospedale non risulterebbero segni di violenza carnale. «Una drammatica storia tutta da verificare ma che, se confermata, solleverebbe interrogativi inquietanti – insiste Agostini – perché spostare la paziente per essere visitata al pronto soccorso ginecologico, e non invece chiamare il ginecologo presso il pronto soccorso generale? Forse perchè ce n’era solo uno in servizio, a fronteggiare decine di emergenze? – dice ancora – E, anche in questo caso, perché un rianimatore non ha seguito la paziente, che era già entrata in codice rosso? Forse perchè anche il rianimatore era da solo a fronteggiare altre emergenze e non poteva muoversi? Interrogativi che certamente, se il caso fosse confermato, saranno oggetto di accurate indagini da parte della magistratura e da parte della Regione Lazio». «Il problema degli ospedali sottorganico, dei pronto soccorso ingolfati, con pochi eroici medici e infermieri a dover fronteggiare carichi di lavoro oltre l’umano – aggiunge il consigliere Pd – si conferma in tutta la sua drammaticità. Spero che stavolta non cominci la solita spasmodica ricerca del capro espiatorio singolo e che il Governo metta finalmente in discussione un Piano di rientro fatto solo di numeri, che mortifica e rende impossibile il lavoro di tanti bravissimi medici che si dannano l’anima per superare tutte le difficoltà e, soprattutto, espone i pazienti a rischi gravissimi».

  

Mercatino notturno abusivo a Piazza San Giovanni

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A 4 passi dalle mura, a pochi metri dalla Basilica di San Giovanni in Laterano e dalla Scala Santa, a Roma di notte, come denunciano le immagini postate su “Roma Fa Schifo”, c’è un mercatino notturno abusivo. Secondo gli utenti del sito qui, nel cuore di Roma verrebbero vendute le merci rubate.

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Stacca il dito al vigile, dopo aver tentato di investire le vigilesse

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L’uomo era sullo scooter e stava percorrendo via Ostiense a Roma, quando le vigilesse, in regolare servizio, per un normale controllo, gli hanno chiesto di accostare. Il 50enne romano, a bordo del suo scooter, ha invece tirato dritto tentando di investire le agenti. A quel punto sono intervenuti, chiamate dalle agenti, altri vigili urbani, tra cui il funzionario B.C., che ha tentato di fermare l’aggressore. L’uomo lo ha morso al dito mignolo quasi staccandogli la falange. Immediato il trasporto del vigile al San Giovanni, dove è stata fatta una medicazione provvisoria e poi lo si è inviato al San Camillo dove sarà sottoposto a intervento chirurgico per riattaccare il dito. Il 50enne è stato arrestato.

Occhio su San Giovanni… ritardo a causa dei pullman fermati dalla polizia

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“Aspettiamo i bus fermati dalla polizia fuori Roma”. Così i manifestanti hanno dichiarato la loro ferma volontà di attendere chi invece si è trovato fermo su un mezzo a causa dei controlli della polizia. La partenza è stata quindi ritardata e le bandiere dei No Tav sono rimaste a sventolare in piazza, così come gli striscioni.

Camionette della polizia e dei carabinieri sono dispiegati ovunque, ma i negozianti hanno scelto di chiudere gli esercizi commerciali che si trovano sul percorso della manifestazione. La polizia ha poi fermato furgoni e bus fuori Roma e sequestrato, negli ultimi due giorni, armi improprie come manganelli retrattili, manici di picconi, biglie di vetro e mattoni.

Il corteo. Un centinaio di studenti ha raggiunto piazza San Giovanni, un corteo più numeroso di quello partito dall’università La Sapienza sfila tra bandierine azzurre con un teschio in mezzo a stelle richiamando quelle dell’Unione Europea. I giovani sventolano anche bandiere rosse e scandiscono slogan contro la precarietà, opere come la Tav e il Muos. Lungo il percorso alcuni manifestanti hanno imbrattato i muri con scritte con la vernice spray.

In testa al corteo  si trovano i Movimenti per il diritto all’abitare dietro lo striscione “Contro precarietà e austerità organizziamo la nostra rabbia”. Subito dopo il fronte del No, ovvero le “lotte territoriali”: No Tav, No Expo, No Muos. Tra loro anche molti migranti.

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Bus controllati. “Ci sono diversi pullman fermati dalla polizia all’ingresso di Roma, per questo non partiamo: vogliamo attendere tutti”. Così i manifestanti a San Giovani spiegano il motivo del ritardo della partenza del corteo che vede alla testa molti appartenenti al Movimento per la casa. Tra i manifestanti anche molti migranti, richiedenti asilo e profughi.

Secondo quanto si apprende, in uno dei bus fermati dalle forze dell’ordine al casello di Roma Nord e provenienti da Bologna e Milano, sono stati sequestrati caschi, bandiere e striscioni.

Negozi chiusi. Molte le serrande abbassate nei negozi che si affacciano sulle strade percorse dal corteo degli antagonisti oggi a Roma. I commercianti di Via Merulana, Via Labicana e nelle vie che circondano piazza San Giovanni, memori degli scontri dell’ottobre di due anni fa, avevano annunciato una sorta di serrata.

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L’accampamento romano autorizzato da Marino

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Il sindaco del pedale, sarà ricordato anche per essere il primo sindaco ad aver autorizzato un campeggio nel cuore della Città Eterna consegnando il giardino antistante la Basilica di San Giovanni in Laterano ai Cobas che il 18 ottobre prossimo potranno piantare le loro tende e dormire in piazza. Un vero accampamento in un luogo pubblico che ancor prima di essere installato già è stato definito ad alto rischio di incidenti. E pure se ci sono rassicurazioni da parte delle forze dell’ordine che saranno poste a presidio dell’accampamento, i timori restano. Non sarebbe la prima volta che manifestanti violenti o estranei alla manifestazione si annidino proprio tra quanti invece vorrebbero protestare pacificamente. Quale migliore opportunità di accamparsi a Piazza San Giovanni in Laterano? Forse il sindaco di Roma, amante della cultura, avrà pensato di poter ricreare un “accampamento romano” e dopo la liberazione dei Fori Romani ha pensato bene di poter istituire un vero e proprio campeggio all’interno di una Piazza la cui basilica è solo uno dei monumenti artistici. Lì accanto vi sono le mura romane e la Scala Santa, aree che dovrebbero essere tutelate e valorizzate e non diventare luogo di bivacco e campeggio ad altissimo rischio.

E per questo tra Prefettura e Campidoglio pare ci siano stati non pochi attriti nell’ultima riunione del comitato per la sicurezza. Il prefetto Pecoraro ha chiaramente detto: “Rischiamo di trasformare piazza San Giovanni in un fortino, un posto ingestibile soprattutto perché il sabato arriveranno moltissimi antagonisti, No Tav e No Global, e anche anarchici”.

I commercianti della zona già annunciano che probabilmente chiuderanno. Troppo alto il timore ed il rischio di vedere le proprie vetrine ed i propri negozi devastati. 

 

Patologia misteriosa all’ospedale San Giovanni di Roma: 3 contagi

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Tutto è iniziato quando una misteriosa patologia ha ucciso al San Giovanni di Roma, un’anziana donna malata di tumore, così come di prassi è stata disposta l’autopsia. Il tecnico della sala autoptica, però, Ruffino Vacca, 64 anni, accusa un malore e al termine dell’autopsia muore.

Il direttore generale dell’ospedale, Gianluigi Bracciale, ammette: “Non sappiamo perché sono deceduti entrambi”. Una commissione regionale e i Nas ora indagano sulla vicenda.

Bracciale spiega a Rinaldo Frignani del Corriere della Sera di essere molto preoccupato e di essere pronto a fare tutto il possibile per scoprire cosa ha causato la morte del tecnico Vacca, nonostante un trapianto d’urgenza di fegato al Policlinico di Tor Vergata. Un medico e un’infermiera del San Giovanni, che erano con Vacca al momento dell’autopsia, hanno accusato sintomi simili e sono in via di miglioramento. Anche uno dei medici che ha operato il tecnico poi deceduto avrebbe accusato sintomi simili.

Il Corriere della Sera ricostruisce il giallo della misteriosa e letale patologia:

“Era l’11 agosto scorso e da allora non è stato ancora chiarito cosa abbia ucciso il tecnico nel giro di poche ore dopo che lui e la sua squadra avevano svolto l’autopsia di un’anziana morta di tumore dopo che le sue condizioni si erano improvvisate aggravate. E soprattutto cosa abbia fatto sentire male l’anatomopatologo e un’infermiera che gli stavano accanto e che avevano analisi con valori preoccupanti. Non solo. Nelle corsie del S. Giovanni, dove anche alcuni infermieri venuti a contatto con la paziente deceduta sono stati sottoposti a accertamenti approfonditi, si racconta – ma a Tor Vergata la notizia non è stata confermata nésmentita – che almeno un medico dell’équipe impegnata nel trapianto abbia accusato un malessere poi scomparso”.

Il direttore generale del San Giovanni non si spiega quanto accaduto:

“«È un mistero anche per noi e per questo siamo molto preoccupati», aggiunge Bracciale che rivela: «A quanto ci risulta fino a questo momento non esiste una situazione del genere nella letteratura scientifica mondiale. Fondamentale è non fare allarmismi e non andare dietro a tutte le voci – epatite fulminante, radiazioni, acqua inquinata, addirittura Ebola – che in questi giorni si sono alternate e che non fanno che alimentare confusione e preoccupazione»”.

La procura di Roma ha aperto un’inchiesta, che è stata affidata ai carabinieri del Nas, su denuncia della moglie di Ruffino, ma dopo tre settimane di indagine il mistero non viene ancora svelato:

“Da 3 settimane le cercano anche gli specialisti della commissione regionale, guidata dal professor Vincenzo Vullo, ordinario di Malattie infettive della Sapienza – lo stesso che nel 2011 si occupò dell’infezione di tbc al reparto neonatologia del Gemelli – mentre la Regione ha incontrato i vertici di tutte le Asl per accertare il rispetto delle norme di sicurezza nelle autopsie”.

Ormai da un mese il servizio autoptico è sospeso, spiega ancora Bracciale:

“«Non per l’inagibilità della sala ma perché, con la carenza di organico, non abbiamo un nuovo tecnico. E così ci dobbiamo rivolgere ad altre strutture (S. Camillo, Umberto I)»”.

Vigili in azione su via dei Fori Imperiali: attenti alla velocità!

autovelox-via-dei-fori-imperiali-tuttacroancaE’ di 821 euro la multa più elevata tra quelle fatte fioccare dai vigili urbani che controllano il traffico su via dei Fori Imperiali e via Labicana. Muniti di autovelox mobili, sorvegliano infatti il rispetto del limite di velocità di 30 chilometri orari voluto dal Campidoglio. Le sanzioni previste sono diverse e divise per fasce: non oltre 10km/h la multa è di 41 euro, da 10 a 40km/h sale a 168 euro, oltre 40 e fino a 60km/h arriva a 527 euro con sospensione della patente da 1 a 3 mesi, e infine oltre i 60km/h, la più salata, che prevede 821 euro e sospensione della patente da 6 a 12 mesi. La maggior parte delle multe elevate stamane rientrano nella fascia ‘da 10 a 40km/h’ mentre solo un automobilista su via Labicana è stato ‘pizzicatò ad una velocità superiore a 90km/h: per lui la sanzione più elevata, di 821 euro.

La Notte dei Fori e le proteste contro la discarica: Alemanno in prima linea

-nottefori-alemanno-tuttacronacaLa Notte dei Fori interrotta da chi protesta contro la discarica al Divino Amore e, tra i manifestanti, appare anche Gianni Alemanno, che finisce sotto accusa nelle parore del governatore del Lazio: “E’ lui a fomentare la folla”. Nicola Zingaretti, in una nota, scrive: “Non mi sorprende Alemanno che fa il sabotatore. Non ha mai amato, nè pensato a Roma, ma solo a se stesso. La città l’ha usata e continua oggi con questa aggressione contro la voglia dei romani di riappropriarsi della propria città. Una vicenda penosa”. E sempre nei confronti del predecessore, è duro il commento di Marino: “Non faccio e non farò mai polemica politica, ma apprendere che rappresentanti che provengono legittimamente da una storia culturale che risale al fascismo, come Gianni Alemanno e il senatore Augello, che hanno avuto percorsi di vita ispirati a quelli della dittatura, oggi si comportano con uno stile che dimostra la loro diversità culturale. L’aver capeggiato la protesta credo che sia un fatto positivo ed emblematico perché marca la differenza tra chi ama Roma e quando parla di potere lo usa come un verbo, poter fare e migliorare, e chi lo usa, come loro, come un sostantivo: il sostantivo ‘potere”’. Rispetto ai manifestanti che lo hanno ‘accompagnato’ nella passeggiata in via dei Fori Imperiali, il sindaco ha parlato di ”gruppetti di tre o quattro persone rispetto a una folla di 100-150 mila persone”. A non rimanere è stata il presidente della Camera Laura Boldrini che, dopo aver fatto una passeggiata in via dei Fori Imperiali con il sindaco Ignazio Marino, è andata via, senza fare il previsto intervento per l’inaugurazione. “Mi dispiace, ma vai avanti così” ha detto rivolta al primo cittadino prima di allontanarsi. E se il neo eletto ha assicurato ad alcuni dei manifestanti che li incontrerà lunedì mattina alle 11 in Campidoglio, Donatella Scafati, comandante facente funzione dei vigili urbani di Roma, è rimasta ferita alla testa da uno stendardo agitato da un manifestante. L’urto le avrebbe procurato un’ecchimosi con tumefazione. Scafati non si è recata in pronto soccorso ed è ora a casa dove ha ricevuto una chiamata da parte del sindaco di Roma Marino.

La Notte Bianca di Marino… e le notti in bianco per la discarica

-1fori-nottebianca-discarica-tuttacronacaSono iniziate le celebrazioni per l’inaugurazione della pedonalizzazione di un tratto di via dei Fori Imperiali, a Roma, mentre in città si protesta contro la discarica al Divino Amore. I manifestanti, dopo aver attraversato piazza Venezia, hanno raggiunto l’imbocco dei Fori Imperiali, in piazza Santa Maria di Loreto. Stefano Ambrosini, presidente del comitato organizzatore della protesta, ha dichiarato: “Le nostre notti in bianco per la discarica hanno rovinato la Notte Bianca di Marino”. Il luogo è presidiato dalle forze dell’ordine.

Altro che festa ai Fori Imperiali… per il momento sono solo polemiche

pedonalizzazione dei fori imperiali roma -tuttacronaca

Erano le 5.30 di sabato 3 agosto quando è scattata la pedonalizzazione dei Fori imperiali che va da Largo Corrado Ricci al Colosseo. Autorizzati solo bus, taxi, ncc e veicoli d’emergenza. L’ultima auto a passare è stata una Smart grigia metalizzata.

Sulla pedonalizzazione Marino ha rilasciato un’intervista alla Bbc “Ho scritto una lettera al primo ministro Letta e al presidente della Repubblica Napolitano in cui ho chiesto loro di utilizzare per le auto blu percorsi alternativi a via dei Fori Imperiali e cosa ne pensassero di quest’idea. Mi hanno risposto che sarà un bel segnale da dare”.

Il sindaco ha poi aggiunto «La questione era di fare una scelta tra una strada trafficata o ridare quest’area archeologica alla storia. Non credo che se in Inghilterra ci fosse stato il Colosseo sarebbe stato usato come una rotatoria per il traffico. Non ci sorprende che tutte le più grandi testate della Terra siano interessate a quello che stiamo facendo perché è chiaro che questo non è il dibattito di un quartiere ma un dibattito relativo all’archeologia che racchiude i valori più importanti dello sviluppo della civiltà occidentale».

Ma la festa dei fori Imperiali e il risalto internazionale della notizia come è stato vissuto a livello locale?

Molti disagi e una pioggia di lamentele e polemiche:
«E’ un casino, non si capisce nulla e manca segnaletica verticale».

«Siamo impazziti! Sono due volte che faccio il girotondo. Arrivando da via degli Annibaldi mi fanno girare solo sulla corsia di sinistra di via Labicana e non su quella di destra per andare a San Giovanni».

«Ci hanno detto che bisogna arrivare fino a via Emanuele Filiberto e poi girare. Ma lì non si può fare! È incredibile qui è un casino. Non si riesce a raggiungere San Giovanni venendo da Colle Oppio».

«Dovevano mettere dei cartelli per dire direzione S.Giovanni- Eur o Esquilino. Attorno al Colosseo è un rebus e non si sa che strada prendere».

Ma Marino si gode il suo sogno:  «Oggi è l’inizio di un sogno. Una grande rivoluzione per la nostra città».

E la discarica? La sicurezza nei quartieri? I disservizi dei mezzi pubblici? Facciamo solo una città museo? I sogni di Marino sono gli incubi dei romani?

Il Pd come i Pasok? Secondo Vendola c’è la possibilità di un corto circuito

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”Se continua così, il Pd prende la strada del Pasok, rischia un cortocircuito incredibile con la propria gente e i propri elettori”, lo ha detto Nichi Vendola intervenendo alla festa nazionale del Sel  a Sesto San Giovanni e ha poi aggiunto ”l’immagine di un partito che continua a litigare sulle regole del prossimo congresso è anche l’immagine di un luogo noioso”.

 

Si sottopongono a interventi per migliorare la vista: la perdono

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Arriva il nuovo, presunto caso di malasanità e a puntare il dito è il capogruppo regionale del Pdl, Luca Gramazio. Nell’occhio del ciclone il reparto di oculistica dell’ospedale San Giovanni di Roma, dove due pazienti, sottopostisi a interventi per migliorare la vista l’avrebbero persa a causa dei “ferri per l’operazione non ben sterilizzati”. Ispezione della Regione Lazio. Sarà una commissione esterna, ora, a condurre l’indagine. Al momento i pazienti sarebbero sottoposti a terapia antibiotica nel tentativo di far loro recuperare la vista persa a seguito di due interventi di vitrectomia e per la rimozione di una cataratta, effettuati il 24 giugno. E mentre la direzione dell’ospedale si riserva l’eventuale “adozione dei più opportuni provvedimenti”, Gramazio annuncia un’interrogazione urgente al governatore zingaretti ponendosi anche l’obiettivo di “conoscere anche quali sono i rapporti tra il reparto oculistica dell’azienda ospedaliera San Giovanni Addolorata e la fondazione Bietti, che fa ricerca proprio sull’oculistica”. Gianluigi Bracciale, direttore generale della struttura, dovrà fornire una relazione dettagliata su quanto accaduto mentre è stato disposto l’invio di un Nucleo di valutazione per verificare i fatti e appurare le ragioni che hanno portato alla perdita della vista dei due pazienti.  Sarà invece compito della Asl Rm C, competente per territorio, effettuare un sopralluogo nelle sale operatorie per verificare il rispetto rigoroso delle norme igieniche. Da parte sua Storace, vicepresidente del consiglio regionale del Lazio, teme che alcuni dirigenti potrebbero aver “sottovalutato la richiesta dell’ospedale riguardo alla mancata autorizzazione a indire la gara per la sterilizzazione della struttura”.

Roma violenta: sparatoria nei pressi della Caffarella. Grave Toffolo

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Le strade di Roma si tingono di sangue. Nei pressi di San Giovanni, vicino al parco della Caffarella, è avvenuta una sparatoria ad opera di due persone a bordo di uno scooter. Due uomini sono stati trovati gravemente feriti e il 118 li ha condotti all’ospedale. Sarebbero stati sparati almeno quattro colpi di pistola e sul luogo è accorso il personale dei Commissariati Appio e San Giovanni, della Squadra Mobile e della Polizia Scientifica per i rilievi. Uno dei due feriti è stato colpito in un’officina in cui aveva cercato rifugio mentre l’altra vittima, il 33enne Danilo C., era in strada, dopo esser stato colpito in via Villani. Una delle due vittime è il 48enne Fabrizio Toffolo,  storico capo degli Irriducibili della Lazio. Sarebbe stato colpito all’altezza dell’inguine e l’hanno trasportato in codice rosso al pronto soccorso del San Giovanni.

Manganelli è grave, peggiorano le sue condizioni!

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Si sono aggravate le condizioni del capo della Polizia, Antonio Manganelli, ricoverato all’ospedale San Giovanni di Roma. A quanto si è appreso, dopo l’intervento d’urgenza, tre settimane fa, per l’asportazione di un edema cerebrale era insorta un’infezione respiratoria che oggi è peggiorata. Ora dopo ora si era sperato in un miglioramento che non è giunto, e il quadro generale, secondo i medici, è molto complesso e delicato.

E’ ufficiale: partito il summit dei grillini all’Hotel Saint John!

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Il summit si terrà all’Hotel Saint John a via Matteo Boiardo, nel quartiere San Giovanni in Roma. L’Hotel fa parte del complesso dell’Istituto Santa Maria, nota scuola privata romana.  Grillo e Casaleggio sono attesi per domani.

L’albergo è praticamente blindato per la stampa.

Grillo è rientrato in casa dopo la passeggiata sulla spiaggia. Ed è nella sua  villla a Marina di Bibbona.  L’ex comico rifugge la stampa italiana mentre continua a rilasciare interviste a quella straniera. Ma si fa vivo come sempre sul blog. Stavolta dice: ”L’articolo 67 della Costituzione recita: ‘Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato’. Questo consente la liberta’ piu’ assoluta ai parlamentari che non sono vincolati ne’ verso il partito in cui si sono candidati, ne’ verso il programma elettorale, ne’ verso gli elettori. Insomma, l’eletto puo’ fare, usando un eufemismo, il cazzo che gli pare senza rispondere a nessuno”. Il pezzo è titolato ”Circonvenzione di elettore”.

ASSALTO A PORTAVALORI. UCCISO RAPINATORE

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In pieno centro a Roma, è stato assaltato un portavalori. Pensavano di fare una rapina come tante altre ma qualcosa non è andato per il verso giusto. Il vigilantes ha tentato di fermarli, sono partiti dei colpi di arma da fuoco. E’ finito nel sangue l’assalto a un portavalori messo a segno intorno a mezzogiorno in via Carlo Alberto 6, zona piazza Vittorio. Il bilancio è drammatico: un morto e un ferito. Sulla vicenda stanno indagando carabinieri e polizia. Caccia ai rapinatori che sono fuggiti con uno scooter.

Il capo della polizia ricoverato d’urgenza per ematoma cerebrale!

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Il capo della polizia, Antonio Manganelli, è stato ricoverato d’urgenza e operato nell’ospedale San Giovanni di Roma. Manganelli è stato operato per la rimozione di un ematoma cerebrale, conseguenza di una emorragia. Secondo quanto si è appreso, l’intervento chirurgico è riuscito.

Tsunami a San Giovanni a Roma… 800mila in piazza! FOTO!

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L’onda montante dello Tsunami grillino e’ giunta a destinazione: 800 mila persone in piazza San Giovanni a Roma, altre 150 mila collegate in diretta streaming. Insomma, un milione per ascoltare Beppe Grillo che chiude di fronte alla basilica romana il suo tour elettorale. E che annuncia al suo popolo entusiasta:”siamo noi la prima forza politica del paese” ed entreremo in Parlamento perche’, annuncia il leader di M5s, ”da domani inizia una fase nuova per l’Italia”.

GRILLO SI COMMUOVE A PIAZZA SAN GIOVANNI!!!

 

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E’ tutta la notte che mi esercito per non commuovermi”. Così Beppe Grillo esordisce sul palco a piazza S.Giovanni, tra le urla e i cori della piazza. “Mi aspettavo qualcosa di più…” ironizza il leader di M5S guardando la piazza gremita: “Questo è un sogno”.

“E’ iniziata una fase nuova, stiamo in una fase nuova”. Così Grillo esordisce. “Io ho dato fuoco a una miccia, non sono l’artefice”.

Sul camper di Beppe Grillo, che arriva fin dietro il palco di piazza San Giovanni, si vede anche Gianroberto Casaleggio. L’arrivo di Grillo viene salutato dal palco come “il ministro dei sogni”. Applausi e urla da una piazza gremita e tante bandiere bianche a 5 stelle sventolanti.

Beppe Grillo a San Giovanni! Prime foto tra la folla…

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L’accesso al retropalco dello Tsunami Tour e’ stato aperto anche alla stampa italiana, dopo l’intervento della polizia. I cronisti italiani sono percio’ stati invitati a ritirare il pass dopo le normali procedure di accredito. Precedentemente, il palco era stato aperto esclusivamente ai cronisti stranieri.

Palco off-limits alla stampa italiana. Ammessa solo Sky Tg24.

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Palco off-limits per la stampa italiana alla manifestazione di chiusura della campagna elettorale del M5S in piazza S.Giovanni. Grillo non vuole interferenza dalle televisioni italiane e apre il suo backstage solo ai media stranieri e a Sky Tg24.  Beppe Grillo stasera si confronta con la prova più importante, piazza San Giovanni a Roma, quella dei comizi storici del Pci e degli scioperi del sindacato, il luogo simbolo dell’adunata di “popolo”. Tsunami tour si conclude qui… poi sarà il popolo, condizionato dall’Europa, dalla finanza, dalle promesse, strangolato dalle tasse e dalla disoccupazione, a “essere libero di scegliere” i suoi politici!

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