Bare bruciate a Bagheria, pista mafiosa?

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Bare bruciate e resti umani in alcune aree del cimitero di Bagheria, ora l’indagine che si è aperta è stata affidata alla Dda di Palermo e mira a far emergere un racket interno al cimitero. Gli investigatori sospettano tra l’altro che la mafia decidesse l’estumulazione delle tombe per controllare un mercato dei loculi e delle aree per la costruzione di cappelle private.

 

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Al mercato di Palermo il prezzo lo fa la mafia

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Il nuovo business di Cosa Nostra è il mercato ortofrutticolo di Palermo. Qui i boss del clan Galatolo stabiliscono i prezzi di frutta e verdura attraverso alcuni insospettabili imprenditori che gestivano gli stand. Sono state le rivelazioni di alcuni pentiti a permettere alla Direzione investigativa antimafia di poter mettere i sigilli alle società dei cinque imprenditori ritenuti vicini a Cosa Nostra. Ma il business non si fermava a frutta e verdura, ma avanzava anche in altri servizi come il facchinaggio e il parcheggio dei mezzi, attraverso una cooperativa, la “Carovana Santa Rosalia”. L’organizzazione mafiosa avrebbe imposto anche le proprie cassette di legno a tutti i rivenditori.

Crolla l’intonaco di una scuola elementare a Palermo, feriti 3 bimbi

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E’ crollato l’intonaco di una classe di scuola elementare in via Bragaglia, a Palermo e tre alunni di una quarta elementare sono rimasti feriti dopo essere stati colpi da alcuni pezzi d’intonaco. Sul posto il 118 li ha medicati. I carabinieri dovranno accertare la responsabilità.

Vegliano la madre morta da sei giorni: “E’ solo morte apparente”

bara-madre-morta-tuttacronacaLa 68enne Grazia Bruno, che per il medico legale che ne ha già certificato la morte si è spenta lo scorso giovedì, continua ad essere vegliata dai figli. Questi infatti non voglieno seppellirla perchè certi che sia solo apparentemente morta. A Carini, in provincia di Palermo, dove viveva la donna, i figli sostengono che non si sarebbe verificato il rigor mortis, il corpo non si sarebbe irrigidito e la temperatura corporea sarebbe rimasta costante. Con il passare dei giorni qualcuno, come sempre, ha già gridato al miracolo e ancora oggi il corpo della donna resta in casa, con la bara aperta e alcune coperte sopra la cassa da morto.

Palermo sotto shock, Tania muore a 18 anni per un dente non curato

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Il dramma di Tania, ha sconvolto tutta Palermo. Come può un semplice mal di denti uccidere una 18enne? Eppure unascesso trascurato, c’è chi dice per motivi economici, ha causato la morte di Gaetana Priolo, detta Tania, una ragazza che viveva con la madre, un fratello e  le due sorelle, nel quartiere Brancaccio. La ragazza a causa di uno  “shock settico polmonare” è morta tra giovedì e venerdì scorso all’ospedale Civico. I genitori erano separati e il padre, barista, era andato via di casa un paio di anni fa. La madre invece per sopravvivere faceva la donna delle pulizie. L’inizio del calvario per Gaetana comincia il 19 gennaio scorso: il dolore e’ insopportabile tanto da far perdere i sensi alla diciottenne. La ragazza in prima battuta viene trasportata al Buccheri La Ferla e visitata al pronto soccorso per sospetto ascesso dentario. “Dopo due ore circa, in seguito alla terapia, essendo diminuito il dolore, – afferma una nota della direzione del nosocomio – e’ stata dimessa per essere inviata per competenza presso l’Odontoiatria del Policlinico di Palermo”. Dove pero’ Gaetana non e’ mai andata. Si e’ invece fatta ricoverare il 30 gennaio al Civico dove le sue condizioni sono apparse subito gravi: in seconda rianimazione le viene diagnosticata una fascite, un’infezione grave che partendo dalla bocca si e’ gia’ diffusa fino ai polmoni – dicono all’ospedale -. I medici fanno di tutto per salvarla, ma le condizioni critiche si aggravano ulteriormente fino al decesso avvenuto la settimana scorsa. La procura di Palermo ha aperto un’inchiesta. Il corpo si trova nell’istituto di medicina legale del Policlinico. “E’ un caso rarissimo – spiega una dentista – ma certo non si puo’ escludere che possa accadere”. Soprattutto quando si trascura la cura dei denti. Ed e’ questo un fenomeno in crescita. “L’11% degli italiani rinuncia alle cure perche’ non ha le possibilita’ economiche, e nel caso delle visite odontoiatriche la percentuale sale al 23% – denuncia il segretario nazionale Codacons, Francesco Tanasi -. In Sicilia la situazione e’ addirittura peggiore. Chi non puo’ permettersi un medico privato, si rivolge alla sanita’ pubblica, settore dove pero’ le liste d’attesa sono spesso lunghissime, al punto da spingere un numero crescente di utenti a rinunciare alle cure”.  «Siamo di fronte all’ennesima vittima di un sistema sanitario inadeguato? Questo è ancora da accertare, perchè le indagini sono in corso, ma la gravità di quanto accaduto è di proporzioni smisurate». Lo dice Ivano Giacomelli, segretario nazionale dell’associazione dei consumatori Codici (Centro per i diritti del cittadino), a proposito della morte della ragazza di 18 anni, causata da uno shock settico polmonare, conseguenza di un ascesso dentario.

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Crolla una palazzina nel Palermitano: perde la vita una donna

crollo-palazzo-caccamo-tuttacronacaTragico crollo di una palazzina di tre piani, probabilmente dovuto a una fuga di gas, a Caccamo, in provincia di Palermo. Nell’esplosione ha perso la vita una 82enne, Benedetta Sunseri, il cui corpo è stato recuperato dai soccorritori sotto le macerie. Il crollo è avvenuto in via Massimo D’Azeglio, dove sono intervenuti vigili del fuoco e carabinieri. Lo scoppio ha distrutto i vetri delle case vicine all’abitazione crollata.

Crolla un palazzo alla Vucciria di Palermo

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Nella sera del 5 febbraio, un edificio, in Piazza Garraffello, nel cuore dello storico mercato della Vucciria, a Palermo, è crollato. Un venditore ambulante, che si trovava con il suo furgone davanti allo stabile, è riuscito a mettersi in salvo poco prima di essere travolto dai calcinacci. L’edificio dovrebbe essere disabitato ma nella zona sono in corso ricerche da parte dei vigili del fuoco per escludere che vi siano persone sotto le macerie.

Ansia per Maresca, perde il cane e lancia l’appello su Twitter

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Ore di ansia per il centrocampista del Palermo Enzo Maresca che ha perso il suo adorato cane e ha lanciato un appello sul web nel tentativo di poterlo riabbracciare:

 “Ieri sera verso le ore 20 nella zona di fondo anfossi Mondello si è smarrito il mio cane. Se qualcuno lo vede può contattarmi tramite Twitter. Spero di cuore avere news da qualcuno. Grazie a tutti anticipatamente

Il messaggio è stato immediatamente recepito e, cosa ancora più importante, ha avuto riscontro immediato. In poche ore il cane di Maresca è stato ritrovato: “Trovato… Grazie a tutti x l’appoggio e l’aiuto. Queste sono le foto nel momento del ritrovo. Grazie di cuore”, è stato il post del centrocampista rosanero.

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Se questa è un’educatrice… la maestra che picchia gli alunni

scuola-tuttacronacaCosa potranno imparare a scuola dei bambini che vengono picchiati anche in viso, messi in punizione inginocchiati in un angolo, rinchiusi in uno stanzino o sul balcone. Tutto perchè gli alunni della scuola elementare di Palazzo Adriano, nel Palermitano, sarebbero stati “indisciplinati”. La denuncia per maltrattamenti è arrivata da una mamma preoccupata e il gip del tribunale di Termini Imerese ha sospeso la maestra dopo l’inchiesta della polizia. I riscontri dei poliziotti, verificati anche con il personale dello stesso istituto scolastico, hanno messo in luce come la mancata trascrizione di avvisi sul diario o banali monellerie scatenavano le furie dell’insegnante. Stando a quanto riportano gli inquirenti, gli alunni venivano percossi, sottoposti a castighi ingiustificati e sproporzionati, spesso collocati in castigo in uno stanzino della scuola o sul balcone con l’anta chiusa dall’interno con pericolo per la loro stessa incolumità. In una circostanza sarebbe emerso che l’insegnante avrebbe dato uno schiaffo a un bambino lasciandogli sul viso il segno dell’anello e gli avrebbe poi consigliato di alleviare il dolore con un panno bagnato.

Ecco come si nutriva il “calcioscommesse”

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Ha confessato Antonio Bellavista, 33 anni, ex capitano del Bari che agli inquirenti ha raccontato come: “c’era la volontà di corrompere i giocatori, ma non ci sono mai riuscito” e poi ha aggiunto: “nulla è mai andato a buon fine, come risulta dalle intercettazioni” per precisare anche che “ero uno scommettitore  e da scommettitore ho il rammarico, purtroppo, di non avere scommesso su Brescia-Lecce e Palermo-Napoli, manipolate, ma non da me. Ho scommesso e vinto su 25 gare, sulle quali circolavano voci. Fra queste Siena-Sassuolo. Dissi a un giornalista di chiamare Conte, allenatore del Siena, perché Erodiani aveva la disponibilità del Sassuolo a perdere”.

Quanto costava comprare e vendere le partite?

“250/300mila euro per le partite di Serie A – racconta Bellavista -, 150/200mila euro per le partite di Serie B e 50/60mila euro per le partite di Serie C”.

Il frate laico s’immerge a Lourdes e torna a camminare: per la Curia è miracolo

Biagio_Conte_tuttacronacaEra da anni costretto su una sedia a rotelle il missionario laico Biagio Conte, “l’angelo dei poveri” di Parlemo, che ora “torna a camminare grazie all’intercessione della Madonna di Lourdes”. Lo afferma la diocesi di Palermo attraverso la sua newsletter. “A guardarlo ieri mattina in cattedrale, in occasione della celebrazione interculturale ‘Epifania dei popoli’ presieduta dal cardinale Paolo Romeo – si legge nel bollettino diffuso dall’ufficio stampa – sembra proprio di sì, perchè ha abbandonato la sedia a rotelle dove era relegato ormai da diversi anni ed era ben dritto sulla schiena insieme ai suoi poveri”. Il frate, fondatore di una missione e di diverse comunità che accolgono centinaia di immigrati a Palermo, è tornato dritto sulle sue gambe. Un miracolo dopo un pellegrinaggio a Lourdes secondo quanto sostiene la Curia di Palermo, che ha diffuso la notizia della guarigione. “Per me è stata una grazia inaspettata – racconta con la sua consueta enfasi fratel Biagio – che ho ricevuto dal buon Dio che ha incaricato la sua madre Maria. Io ho sempre avuto a cuore la Vergine, ma non mi ero mai recato nel santuario di Lourdes, un viaggio che è stato possibile grazie all’Unitalsi che mi ha invitato insieme ai malati”. Biagio Conte, inizialmente non voleva andare in Francia anche per motivi di salute ed arrivato a Lourdes non voleva nemmeno fare il bagno nella vasca. “Io non pretendevo nulla ed anzi ho dato la precedenza agli altri malati – aggiunge il missionario laico – poi mi sono deciso e subito dopo essermi immerso ho avvertito come un fuoco dentro che mi ha permesso di tornare non a camminare, ma a correre verso le tante persone che me lo chiedono”. Come spiega Repubblica:
Il fatto prodigioso è confermato anche da padre Pino Vitrano, il sacerdote che collabora con Biagio Conte nella missione Speranza e carità: “Biagio da tempo soffriva a causa di alcune vertebre schiacciate che gli impedivano anche di camminare e di altri problemi circolatori che gli facevano gonfiare i piedi – dichiara il sacerdote – subito dopo il ritorno dal pellegrinaggio, me lo sono veduto venire incontro a piedi in maniera clamorosa, senza nessuna difficoltà. Anche i medici da noi interpellati non sanno fornire una spiegazione scientifica plausibile”. Biagio Conte era attorniato da tanti ospiti della missione ritto in piedi in piena forma come non si vedeva da anni e soprattutto senza la carrozzina, ma soltanto con il bastone in mano.
“Dopo il bagno in piscina non ho sentito più il bisogno della sedia a rotelle – continua – e del bastone che però non lascio perchè mi ricorda il viaggio fatto nel ’90 da Palermo ad Assisi, infatti

da allora lo porto sempre con me e adesso mi fa riassaporare i momenti in cui correvo da una parte all’altra della città”. Questa guarigione significa che Dio le chiederà ancora di più? “Se il Signore mi chiede di più lo faccio volentieri e con tutto il cuore – conclude – a vantaggio degli ultimi. E’ questo infatti quello che tutti siamo chiamati a fare, soprattutto in un momento così difficile per la nostra società fortemente in crisi”.

L’ergastolo diventa pena a 30 anni, e i mafiosi vengono scarcerati

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Emanuele Zuppardo,Giovanni Matranga,Francesco Mulė, Giuseppe Dainotti, Giulio Di Carlo e Andrea Ventura questi sono i beneficiari che hanno potuto usufruire della trasformazione della pena da ergastolo a 30 anni di reclusione.

Ventura,  killer di Catania, alleato con il clan Santapaola a Belpasso e San Pietro, che era assistito dall’avvocato Roberto Afeltra di Roma, è così il sesto ergastolano a beneficiare in appena 6 giorni della sentenza della Cassazione che commuta a 30 anni la pena di chi è stato condannato all’ergastolo ma ha chiesto il rito abbreviato fra il 26 gennaio e il 24 novembre 2000, rito introdotto dalla legge Carotti.

Una sentenza grazie alla quale potrebbero essere scarcerati anche i fratelli Savi e Marino Occhipinti della banda della Uno bianca.

Riporta Live Sicilia:

“Non sono più ergastolani Giovanni Matranga, Francesco Mulė, Giuseppe Dainotti e Giulio Di Carlo. E presto la stessa cosa avverrà per altri detenuti. Non si sa ancora quanti. Gente che in carcere ci sta da decenni. Dalla lupara bianca di Antonino Rizzuto, scomparso Palermo nel 1989, all’omicidio di un bidello di Piana degli Albanesi, Filippo Polizzi, avvenuto nello stesso anno, mentre l’uomo era in macchina: tutti gli episodi fanno parte della guerra di mafia degli anni Ottanta. Gli imputati erano stati tutti condannati con il rito abbreviato fra il 2 gennaio e il 23 novembre 2000.

La prima data è quella dell’entrata in vigore della legge Carotti che aveva disposto la sostituzione dell’ergastolo con la pena di trent’anni. Il 23 novembre quella legge, però, fu superata da un decreto legislativo che all’articolo 7 sanciva il ritorno al passato. E cioè all’ergastolo. Nel 2009 la Corte europea diede ragione a un imputato italiano e la Cassazione gli ridusse la pena a trent’anni. Nei mesi scorsi, visto che sono aumentati i ricorsi davanti ai supremi giudici, la Corte costituzionale è intervenuta stabilendo, una volta e per tutte, che l’articolo 7 del decreto legislativo del 2000 è incostituzionale. Tra i primi a beneficiare dei paletti giuridici fissati dalla Consulta sono stati Dainotti, Di Carlo, Mulė e Matranga. Sono stati accolti i ricorsi degli avvocati Valentina e Marco Clementi, Antonino Mormino e Vincenzo Zummo”.

Storia di amore, dedizione e lutto: il clochard e il suo cane

cane-clochard-tuttacronacaUn clochard di origini iraniane, che si faceva chiamare Fia, è stato stroncato da un malore mentre si trovava con il suo fedelissimo amico a quattro zampe, un meticcio di nome Mosca. Fia a Palermo, dove viveva, era molto popolare perché mite, vegano e colto. Parlava correttamente nove lingue, aveva vissuto e lavorato in mezzo mondo, probabilmente come biologo, poiché si mostrava molto esperto nella materia. Quando l’uomo è morto, Mosca ha provato a difenderlo con tutte le sue forze: ha ringhiato e morso chi si avvicinava. Fino a quando non è arrivata Giusy, una volontaria che il cane conosce e che l’ha convinto che il corpo senza vita venisse portato via da un’ambulanza. Ora il cane è finito in canile ed è disperato per la mancanza del padrone. “Speriamo di poterlo fare adottare da una famiglia. Un cane così devoto e intelligente merita di continuare a dare il suo affetto agli umani”, dice Giusy Caldo, la volontaria che si sta occupando del caso. “Chi fosse interessato a lui può contattare me: giusycaldo@gmail.com. Speriamo di sistemarlo presto”.

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Nel Messinese la giornata inizia con una scossa di terremoto

terremoto-sicilia-tuttacronacaL’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato, alle ore 7.13, una scossa di terremoto di magnitudo 3 sulle coste nordorientali della Sicilia, in provincia di Messina. Secondo i rilevamenti dell’Ingv, il sisma ha avuto ipocentro a 10,6 km di profondità ed epicentro in prossimità dei comuni di Falcone, Oliveri e Patti. Non si hanno segnalazioni di danni a persone o cose.

Scossa di terremoto tra Palermo e Trapani

terremoto-sicilia-tuttacronacaL’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato un terremoto di magnitudo 3.3 alle 7.44 nel Tirreno meridionale, al largo delle province di Palermo e Trapani. Il sisma è stato localizzato in mare ad una profondità di 9,5 chilometri. La protezione civile non ha segnalato danni. Un’altra scossa in mare, di magnitudo 2.7, è stata registrata nel Messinese, tra i Golfi di Patti e Milazzo.

Deputato regionale grillino picchiato e derubato

giorgio-ciaccio-tuttacronacaE’ stato denunciato oggi alla polizia quanto accaduto ieri sera al deputato regionale del M5S Giorgio Ciaccio, aggredito da due ragazzi a Palermo, nella zona di piazza Borsa. I parlamentari cinquestelle chiedono di “potenziare la vigilanza nelle ore serali e notturne”. Non solo una collutazione durante la quale il deputato ha riportato alcune ferite al volto, ma anche il furto del cellulare. Afferma Ciaccio: “L’aumento delle aggressioni e degli episodi di criminalità  è sotto gli occhi di tutti e mi è stato confermato dagli agenti ai quali ho sporto denuncia, oltre che dalle notizie che quasi quotidianamente leggiamo sui media. E’ inaccettabile che si debba avere il timore di girare liberamente per la propria città senza la paura di imboscate ed aggressioni”. “Le forze dell’ordine, cui va tutta la nostra stima, devono aumentare i controlli, ma per farlo – aggiunge – devono essere messe nelle condizioni di farlo. E ora non lo sono, visto che le somme a loro destinate vengono sistematicamente ridotte, depotenziandole e mortificandole”. “Non vorrei, comunque – aggiunge Ciaccio – che dietro l’aggressione ci fosse anche qualcos’altro, oltre alla ricerca di un facile bottino”. Il riferimento di Ciaccio è alla propria attività parlamentare, per la quale spesso assume posizioni impopolari. Appena il 19 dicembre, giorno dell’aggressione, aveva denunciato “oscure manovre” attorno al personale di Sicilia e-Servizi, la compartecipata della Regione “che – aveva detto il deputato – potrebbe essere utilizzata come testa d’ariete per assunzioni alla Regione”.

Scontri a Salerno, l’arrivo della Kyenge crea tensioni!

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Momenti di tensione fra esponenti di CasaPound e associazioni antirazziste davanti al municipio di Salerno, in occasione della visita del ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge. Fra i due gruppi, tenuti a distanza da un cordone di forze dell’ordine, ci sono stati scambi verbali e lanci di oggetti ma nessun contatto fisico.

“La mia linea – ha detto il ministro – è sempre stata quella del dialogo. Ognuno di noi ha diritto a far sentire la propria voce, ma è importante farlo nel rispetto delle regole. Se mancano questi presupposti il dialogo diventa sempre più difficile”.

Le tensioni si sono registrate prima dell’arrivo del ministro Kyenge, mentre gli attivisti di Casapound stavano allestendo il presidio per il quale avevano ottenuto l’autorizzazione della Questura di Salerno. Ad avvicinarsi sono stati alcuni esponenti di organizzazioni di sinistra e antirazzista che, però – è stato confermato da fonti della Questura di Salerno – non sono entrati in contatto con gli attivisti di Casapound.

Fra i due gruppi vi è stato uno scambio acceso di battute, con i poliziotti in tenuta anti-sommossa schierati per evitare il contatto fisico. E’ stato lanciato qualche oggetto che fortunatamente non ha colpito nessuno. La situazione è poi tornata alla calma senza ulteriori strascichi fino alla conclusione del convegno al quale partecipava il Ministro Kyenge.

Durante il convegno al Comune, ha invece agito il gruppo “Rotta di Collisione” di Salerno che ha manifestato contro la Kyenge. Accusandola di interessarsi soltanto allo “Ius Soli” e alla proposta di annullare la denominazione padre e madre dai documenti scolastici, e non di problemi seri come la disoccupazione giovanile.

I gruppi dell’ultradestra hanno infine denunciato aggressioni da parte di esponenti dei centri sociali.

“Questa mattina tre nostri militanti, tra cui un minorenne, sono stati aggrediti fisicamente da circa 20 esponenti dei centri sociali – si legge in una nota di Casapound Salerno – che erano presenti in piazza senza alcun tipo di autorizzazione o preavviso. Solo la prontezza di riflessi dei ragazzi ha evitato il peggio respingendo la vile aggressione, capeggiata da noti esponenti di Sel e del centro sociale Asilo Politico”.

Tremendo incidente sulla Palermo Catania, 2 feriti gravissimi

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Si chiamerebbe Giovanni S, 59 anni, l’uomo che ieri sera, forse in stato di ebrezza, alla guida di un Opel Corsa, avrebbe imboccato l’autostrada Palermo-Catania contromano entrando dallo svincolo di Casteldaccia. L’uomo ha percorso diversi chilometri in corsia di sorpasso senza rendersi conto che stava viaggiando in senso contrario. La corsa si è conclusa in modo tragico quando l’Opel corsa si è schiantata contro una Hyundai, guidata da Vicenzo Russo, palermitano di 35 anni che non è riuscito a evitare l’impatto. Entrambi i conducenti sono stati  soccorsi dal 118 e portati, uno all’ospedale Civico e l’altro al Policlinico. Le condizioni sono gravissime.

 

Chiude un panificio e muore un pezzo d’arte italiana… l’ennesimo!

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Il panificio storico, un gioiello architettonico dall’insegna liberty realizzata a mosaico e fotografata da turisti di tutto il mondo, nonché citata nelle migliori guide che portano gli stranieri alla scoperta di Palermo ha chiuso i battenti. Il panificio Morello in via Cappuccinelle, al Capo ora è ancora più a rischio. Già il prezioso mosaico era danneggiato dalla mancanza di manutenzione, ma oggi sembra in pericolo di estinzione proprio per la chiusura del negozio e per il degrado che sempre più si sta diffondendo in Italia cancellando i nostri tesori… ma tutti sono indifferenti? Come si può sperare di rilanciare l’economia se non conserviamo la nostra arte? E’ giusto, ancora, pensare che la ripresa inizi dalle fabbriche o è ora di realizzare un nuovo modello economico in Italia basato su turismo, cultura, arte e civiltà?

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Uccise la sorella 17enne della sua ex: non sconterà l’ergastolo

carmela-petrucci-tuttacronacaIl 19 ottobre 2012 Samuele Caruso, a Palermo, tese un agguato alla sua ex nell’androne del suo palazzo. Ma a perdere la vita, quel giorno, fu la sorella della ragazza, la 17enne Carmela Petrucci. L’omicida, reo confesso, non sconterà però l’ergastolo. Questo perchè nella perizia degli esperti nominati dal giudice, Daniela Cardamone, si legge che l’imputato, al momento del delitto, “era capace di intendere, ma non di volere”. La Stampa, che cita la perizia, riporta che Caruso sarebbe anche socialmente pericoloso perché in presenza di “situazioni particolari” si potrebbero “riattivare in modo non prevedibile analoghi comportamenti criminosi”. Simili termini sono sinonimo di sconti di pena, che con il rito abbreviato potrebbe scendere sotto i vent’anni, e della possibilità di scontarne una parte in un ospedale psichiatrico.

Napolitano: “niente da riferire”

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Uno dei passaggi fondamentali della lettera inviata dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano, alla Corte d’Assise di Palermo che celebra il processo sulla trattativa Stato-mafia recita: «Non ho da riferire alcuna conoscenza utile al processo, come sarei ben lieto di potere fare se davvero ne avessi da riferire». Queste le parole di Napolitano, alla richiesta della Procura,  da cui era stato citato come teste  in merito a una lettera ricevuta dal suo consigliere giuridico Loris D’Ambrosio. «Dei problemi relativi alle modalità dell’eventuale mia testimonianza – aggiunge il presidente della Repubblica – la corte da lei presieduta è peraltro certamente consapevole come ha, nell’ordinanza del 17 ottobre, dimostrato di esserlo, dei “limiti contenutistici” da osservare ai sensi della sentenza della Corte Costituzionale del 4 dicembre 2012».

La farmacista uccisa: uno degli assassini è il fidanzato della nipote

Blufi-farmacista-tuttacronacaSono sconvolti i mille abitanti del piccolo paese di Blufi, nel Palermitano, dove ieri è stata brutalmente sgozzata la farmacista Giuseppina Iacona, 80 anni, titolare dell’esercizio di corso Italia. L’omicidio ha avuto luogo perchè la donna aveva tentato di reagire a una rapina durante la quale le sono stati sottratti 3.700 euro. Ora i carabinieri hanno arrestato i due presunti assassini. Si tratta del 50enne pregiudicato che si trova agli arresti domiciliari, Angelo Porcello, e del 18enne Gandolfo Giampapa. Erano le 18.30 quando i due sono entrati nella farmacia, a volto scoperto, armati di coltello. Il fatto che abbiano mostrato i loro visi inquieta: sapevano sarebbero stati riconosciuti dalla vittima e quindi l’omicidio potrebbe non essere stata la risposta alla reazione della donna, ma una decisione presa in precedenza. Il più giovane dei due rapinatori è stato subito raggiunto dai militari, mentre il suo complice è riuscito a dileguarsi. Ma alcuni testimoni l’hanno notato: non poteva certo passare inosservato uno che si aggira per strada nonostante fosse ai domiciliari. Il paese è piccolo, ci si conosce tutti e nessuno era all’oscuro di questa circostanza.  Questo ha permesso agli uomini dell’Arma di arrestarlo in pochi minuti, il tempo di giungere a casa sua. A sgozzare con una coltellata la vittima, l’arma è stata trovata in un cestino nella farmacia, è stato Porcello, mentre Giampapa, fidanzato con la nipote della vittima, avrebbe fatto da palo. Porcello dopo il colpo è tornato a casa e si è cambiato gli abiti sporchi di sangue che sono stati trovati dai carabinieri.

Farmacista uccisa nel Palermitano da due rapinatori

farmacista-uccisa-tuttacronacaCredeva fosse un altro giorno di lavoro, di certo non l’ultimo, la farmacista ottantenne Giuseppina Iacona, che questa mattina si è recata nel suo negozio di Blufi, nel Palermitano. Invece due banditi sono entrati nella farmacia e, nel corso di una rapina, l’hanno uccisa. La donna, che ha reagito all’assalto, è stata accoltellata a morte. Secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine, i criminali sarebbero stati intercettati ed arrestati poco dopo e ora sarà compito della giustizia decidere che pena infliggere loro. Si tratta di un diciottenne e di un ventiduenne, quest’ultimo pregiudicato agli arresti domiciliari.

Giallo a Palermo: 63enne sgozzata nella sua abitazione

omicidio-tuttacronacaE’ stato il fratello a trovare il cadavere della sorella, la 63enne Grazia Rosaria Quadrini, nuda e con una ferita profonda da arma da taglio alla gola. La donna è stata sgozzata nella sua abitazione nel quartiere della Zisa, a Palermo, in via Tommaso Aversa dove l’uomo si era recato dopo che, per due giorni, aveva tentato inutilmente di contattare telefonicamente la sorella.

Dove sta il futuro?

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Dove sta il futuro? Forse non è più nel nuovo continente, come non è in Europa, bisogna andare a cercarlo in Asia, dove nelle università si studia 10 ore al giorno 7 giorni su 7 e si passa la notte a parlare con i compagni di corso delle lezioni svolte durante il giorno. La storia la racconta il padre di un ragazzo di 20 anni, sulle pagine de La Repubblica, confessando che il master di suo figlio, studente 20enne del Politecnico di Torino, in Cina, gli ha aperto gli occhi: ” …è partito per Shanghai il 28 luglio 2012 ed è tornato a casa un anno dopo”. Al ritorno, il ragazzo ha raccontato una nuova esperienza che non è la storia solita di chi ha svolto un anno all’estero, ma è “l’entusiasmo di costruire qualcosa senza demordere, la soddisfazione di aver imparato una lingua ostica, la prospettiva di una laurea cinese, la speranza di forgiarsi un futuro vivendo dove il futuro si plasma ogni giorno”. Il ragazzo torna insieme a una ragazza che per due settimane rimane a Torino e viene affascinata dalla bellezza architettonica e artistica della città, ma anche da quell’Italia senza slanci tanto da chiedere “ma qui ci sono i giovani?” Dove sono i giovani in una città come Torino? E dove sono quelli di Milano? Dove quelli di Roma? Dove quelli di Napoli o Palermo? Dove è lo slancio? Dove è quella forza propulsiva? Dove è, al di là dell’età anagrafica, quelle menti che sanno vedere con gli occhi del futuro? Dove è la determinazione di costruire il nuovo? L’Italia è quel Paese dove si riflette, si garantisce, si programma, si pensa, si annuncia, si propone, si osserva… poi si ricomincia a parlare, a commentare, a sensibilizzare, intanto la vita delle generazioni passa inesorabilmente, i giovani diventano anziani ancor prima di essere adulti, la bellezza di un’arte antica fossilizza le menti e lo sguardo si rivolge al passato. Si piange sul latte versato e si continua a versare. “Dove stanno i giovani?” chiede la ragazza cinese a Torino e il padre dello studente del Politecnico non sa rispondere, annuisce e ripensa a quel fervore nelle strade di Shanghai. “Lì è tangibile il futuro come opportunità, non come problema”.

L’incidente sulla Palermo-Sciacca: il conducente sotto effetto di alcool e droga

incidente-sciacca-tuttacronacaSi era puntato il dito contro la pericolosità della Palermo-Sciacca, dove dall’inizio dell’anno sono morte 12 persone, dopo il terribile incidente che ieri ha provocato la morte di due anziani e di quasi tutti i componenti di una famiglia. Le vittime sono due coniugi che viaggiavano su una Fiat Punto, Maria Ciaccio, 71 anni, e Rosario Lo Re, 73, e i familiari di Giovanni Titone, alla guida dell’altra auto, il figlio minore Alberto, 2 anni, la moglie Maria Luisa Mergola, 25, la madre di Titone, Rosa Pilo di 51 anni. Si era parlato di una manovra azzardata di Titone, ma la realtà che emerge ora dipinge un quadro diverso. Il conducente della Ford Focus, attualmente in coma, è stato sottoposto ieri ai primi esami medici nell’ospedale di Villa Sofia e ne è emerso che si trovava sotto l’effetto di alcol e droga al momento dell’incidente. Mentre il figlio di 4 anni dell’uomo, Vito, è sopravvissuto alla strage ed è sotto choc, le indagini si spostano sulla pericolosità della guida di Titone, che al momento non può essere ascoltato. Il fascicolo aperto dal sostituto procuratore Annamaria Picozzi riportava l’ipotesi di reato di omicidio colposo ma fino a questa mattina era contro ignoti ma presto sarà scritto il nome dell’uomo, pregiudicato per spaccio di stupefacenti e altri reati.

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Incidente sulla Palermo-Sciacca, 5 morti, anche un bambino

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Due feriti e cinque morti questo il tragico bilancio dell’incidente avvenuto sulla  strada a scorrimento veloce Palermo-Sciacca, poco prima del bivio per Giacalone. L’incidente tra una Ford e una Fiat Punto, sarebbe stato causato da un forte temporale abbattutosi sulla città, ma non è esclusa anche una manovra azzardata da partte di una delle due auto. Tra i morti anche un bambino di due anni, oltre a due anziani originari di Roccamena e due donne. I feriti, un uomo di 40 anni e bambino di 10, sono stati trasportati in ospedale con un’ambulanza del 118.

Cucciolo abbandonato in discarica assieme al cadavere della madre

cucciolo_rottwailer-tuttacronacaFinchè non si troverà per lui una famiglia disposta ad amarlo, di un cucciolo di Rottweiler di pochi mesi sarà l’associazione animalista rottweiler rescue a prendersi cura di lui. Il cagnolino è una delle tante vittime del degrado anche morale dell’Italia. E’ stato infatti ritrovato in una discarica tra Torretta e Carini, in provincia di Palermo. Il fagottino nero, come spiega il Mattino, spuntava fuori da uno squarcio nella tappezzeria di un vecchio divano. Ulteriore crudeltà, con lui è stata gettata anche la madre morta e il cucciolo se ne stava accanto, attendendo un suo gesto. A scoprire il triste destino dei due animali dei volontari. “Come hanno potuto disfarsi della mamma e del cucciolo in quel modo atroce, senza provare un briciolo di rimorso”, ha commentato Giusy.

“Tra Cosa nostra e i politici c’è sempre stata connivenza”: il pentito al processo

stato-mafia-tuttacronacaDurante la sua deposizione al processo sulla trattativa Stato-mafia, il pentito Francesco Onorato ha raccontato che “Dopo il maxi-processo una serie di politici vennero contattati da Cosa nostra: tra loro anche Salvo Lima che non si presentò all’appuntamento”. A Riina, non piacque l’atteggiamento dell’eurodeputato Dc che era nella lista dei politici da eliminare. Ha poi spiegato: “I politici a Riina prima gli hanno fatto fare le cose, poi l’hanno mollato. Prima ci hanno fatto ammazzare Dalla Chiesa i signori Craxi e Andreotti che si sentivano il fiato addosso. Poi nel momento in cui l’opinione pubblica è scesa in piazza i politici si sono andati a nascondere. Per questo Riina ha ragione ad accusare lo Stato”. E ha aggiunto: “Riina per questo comportamento era arrabbiato e avrebbe ucciso tutti i politici”. Il pentito ha parlato di una vera e propria lista con personaggi delle istituzioni che, dopo il maxiprocesso, Riina avrebbe voluto eliminare. “C’erano Vizzini e Mannino, di cui prima in Cosa nostra si parlava bene, i cugini Salvo, Salvo Lima – ha proseguito – Per Vizzini avevamo cominciato i pedinamenti”. E ha concluso: “Riina ha ragione a dire che lo Stato manovrava Cosa nostra. Lui sta pagando il conto, lo Stato no. Tra Cosa nostra e i politici c’è stata sempre connivenza”.  Il pentito ha anche raccontato in maniera dettagliata l’omicidio dell’eurodeputato Salvo Lima, avvenuto il 12 marzo 1992, per il quale è condannato con sentenza definitiva. Ha anche spiegato che, dopo che l’attentato al giudice Falcone all’Addura era fallito, loro stessi hanno “messo in giro la voce che la bomba se l’era messa lui per indebolirlo, per farlo passare per bugiardo”. E ha quindi aggiunto: “Salvatore Biondino mi disse che si trattava di una pressione fatta dai politici per fare passare Falcone per uno di poco conto”. Il collaboratore ha anche descritto la sua militanza in Cosa nostra: “Fare parte del gruppo di fuoco della commissione di Cosa nostra era come fare parte della Nazionale di calcio. Ci entravano persone con capacità particolari. Da componente del gruppo di fuoco ho fatto tra l’altro l’omicidio dell’eurodeputato Salvo Lima, quello del collaboratore del Sisde Emanuele Piazza, ho partecipato al fallito attentato dell’Addaura”. Onorato, che all’inizio della deposizione ha detto di sentirsi “abbandonato e lasciato solo dallo Stato”, dovrà testimoniare proprio sull’omicidio Lima ritenuto dai pm l’atto iniziale della minaccia mafiosa che avrebbe indotto lo Stato a trattare.

Uccide la sorella disabile e si getta dalla finestra, tragedia a Palermo!

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Francesco Puccio ha prima ucciso la sorella disabile, Giuseppina di 62 anni, e poi si è suicidato  lanciandosi dal balcone della sua abitazione al sesto piano. La sorella sarebbe stata accoltellata. La donna è stata trovata legata a una sedia e con un sacchetto di plastica in testa.  Ci sarebbe anche una lettera scritta dalla sorella in cui scagiona il fratello: “Avevo voglia di morire, mio fratello non c’entra niente”. L’uomo da anni viveva con la sorella in via Albricci, nel quartiere Sperone di Palemo.

La lunga notte dei terremoti? Quattro scosse al Sud

terremoto-italia-tuttacronacaSi sono registrate diverse scosse di terremoto, la scorsa notte, nel Sud Italia. Le prime ad essere state registrate dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, hanno interessato il distretto sismico delle Madonie, nelle province di Palermo e Caltanissetta. Località prossime all’epicentro: Valledolmo (Pa), Sclafani Bagni (Pa) e Vallelunga Pratameno (Cl).  Secondo i rilievi dell’Ingv, la prima scossa si e’ verificata all’1:08 con una magnitudo di 3.1 e a una profondita’ di un km, la seconda alle 2:54 con magnitudo 2.2 e profondita’ 5,6 km.  Più tardi, alle ore 5:40, un evento di magnitudo 3.1 si è invece verificato in mare, nel distretto sismico della Costa calabra occidentale, con ipocentro a 211.2 km di profondità. Infine questa mattina, alle 7.52, l’Ingv ha registrato un evento di magnitudo 2.2 nel distretto sismico dei Monti Sicani. L’epicentro della scossa, che ha avuto ipocentro a 10.3 km di profondità, è stato registrato tra le province di Agrigento e Caltanissetta e ha interessato i comuni di Cammarata, Casteltermini, e San Giovanni Gemini (AG) e di Acquaviva Platani, Campofranco, Mussomeli e Sutera (CL).

I calzolai tornano a riaprire e fanno scarpe a prezzi abbordabili

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Riaprono i calzolai e stavolta non tornano solo a riparare le scarpe, ma a dare anche un’alternativa ai negozi: scarpe su misura a prezzi abbordabili. I grandi marchi sono diventati proibitivi, soprattutto in tempo di crisi e così si torna a farsi fare le scarpe su misura, ma quello che prima era un lusso ora è solo un’esigenza e il prezzo cala.  Tra i nuovi laboratori di questo tipo, da marzo scorso, in via Ruggero Settimo a Palermo c’è Rizzo Manufacture Studio, nato dall’idea di Bizio Rizzo, che segue le fasi di creazione e produzione, e Marilena Sardina, designer delle collezioni.

«Nei primi mesi di apertura – spiega Rizzo – abbiamo avuto un riscontro positivo da parte dei clienti. Sono sia uomini sia donne, a scegliere un paio di scarpe su misura, hanno dai 20 ai 50 anni e sono molto attenti alla qualità dell’oggetto. Con una forte personalità e una spiccata voglia di distinguersi. I nostri modelli sono tutti ispirati a musicisti».

 

Ma quale rapimento solo fuga d’amore!

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E’ finita nel migliore dei modi quello che era iniziato come un presunto arresto e invece si è rivelata una fuga d’amore. Marina Dorotea Di Peri l’aveva inscenato per non rivelare al marito che aveva l’amante, così il finto rapimento si era consumato sotto gli occhi del figlio, il quale allarmato aveva chiamato i carabinieri. immediatamente un elicottero si era alzato in volo e aveva individuato il veicolo a Palermo.  Alla coppia, fuggita con l’aiuto di un terzo complice, non è rimasto che confessare. “Non ho alcuna intenzione di tornare a casa”, ha detto la donna, confessando anche al marito di essersi innamorata di un altro.

Donna rapita nel Palermitano… s’indaga sul mistero

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Si teme che si possa essere trattato di un sequestro di persona per la donna di 45 anni, Marina Dorotea Di Peri, che è scomparsa a Villabate, nel Palermitano, e che secondo diversi testimoni sarebbe stata fatta salire con la forza su un furgone bianco. I carabinieri temono che i sequestratori nelle prossime ore possano mettersi in contatto con i famigliari per chiedere un riscatto.

Calendario in difesa dei cani, si spogliano 250 volontari

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Un calendario in difesa dei cani, ma per farlo si sono dovuti spogliare 250 volontari. L’iniziativa portata avanti dal “Rifugio del cane abbandonato della Favorita”, struttura che ospita molti amici a 4 zampe è stata realizzata per portare fondi e mantenere in vita la sede parlermitana che non riceve aiuti economici dalle amministrazioni. Così uomini e donne che hanno a cuore la causa hanno deciso di posare nudi per poi devolvere alla struttura il ricavato della vendita dei calendari “Nudi per amore”.

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Terremoto a largo di Palermo, alle 20,22

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Una scossa di terremoto al largo è stata avvertita dalla popolazione a Palermo alle 20.22. Il sisma ha avuto una magnitudo di 3.3 e profondità di 10 km a metà distanza circa tra il capoluogo e l’isola di Ustica. Non si registrano danni a persone o cose.

L’Ordine degli avvocati fa guerra a Ingroia

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L’Ordine degli avvocati di Roma e di Palermo sono risoluti a fare guerra a Ingroia e così hanno aperto un procedimento disciplinare per esercizio abusivo della professione, a carico dell’ex pm Antonio Ingroia passato ora tra le fila degli avvocati. Cosa viene contestato all’ex pm? Il Giornale di Sicilia spiegherebbe che giovedì scorso Ingroia, senza prima prestare giuramento, avrebbe assunto la difesa dell’associazione dei familiari delle vittime della strage dei Georgofili, nel processo sulla trattativa Stato-mafia.

Ingroia si era iscritto all’Ordine della Capitale mercoledì e giovedì la sua istanza era stata accolta, ma l’atto non darebbe diritto all’esercizio immediato. «Nell’udienza di giovedì – ha replicato l’ex pm che ha annunciato che giurerà la prossima settimana- non ho preso la parola. È stato solo preannunciato che il 10 ottobre sarei stato sostituto processuale per l’associazione».

E continua il calvario dell’ex pm… Dalla politica, alla magistratura, all’Ordine degli avvocati!

Ko con il Bari e l’esonero di Gattuso dalla panchina: Iachini è il nuovo ct

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Era nell’aria l’esonero di Gattuso e ora è ufficiale, come è ufficiale che il nuovo ct sarà Iachini che ha firmato un contratto biennale con i rosanero. Sei partite sono bastate a Rino Gattuso per dire addio alla prima esperienza da allenatore professionista. Il Palermo ha avuto sicuramente un inizio di stagione disastroso: un solo successo e tre sconfitte. A Bari il colpo di grazia e la decisione definitiva dell’esonero.

In Sicilia arriva Giuseppe Iachini, contratto biennale. Maurizio Zamparini colleziona un altro record: 44 allenatori assunti in 25 anni di carriera, di cui 22 in dieci anni di Palermo, 38 esonerati. Ieri sera, intervistato dall’Ansa il presidente traccheggiava: “Non ho ancora licenziato Gattuso. Voglio dormirci su una notte”. In realtà, mentre Zamparini parlava, Iachini era già in viaggio verso Vergiate (Varese) dove si trova il quartier generale dell’imprenditore friulano.

 

Comprano una casa, la restaurano e… scoprono una stanza-moschea!

stanza-blu-tuttacronacaAvevano comprato una casa in un vecchio edificio nel centro storico di Palermo, città che nel tra il ‘700 e l’800 ospitò commercianti tunisini e si altri paesi nordafricani, per poi ristrutturarla. Durante i lavori, la sorpresa insospettabile. Mentre gli operai scrostano strati di vernici, calce e ducotone, viene alla luce la storia della stanza: è una moschea blu con preziosi disegni, versetti e iscrizioni arabe. E’ accaduto a una giovane coppia che ha acquistato un appartamento in via Porta di Castro, vicino Palazzo dei Normanni. La coppia, i giornalisti Giuseppe Cadili e la moglie Valeria Giarrusso, ha bloccato immediatamente i lavori. Le foto della stanza sono giunte tra le mani, tra gli altri, anche di Vittorio Sgarbi, che vi ha colto “il simbolo perfetto dell’eterna presenza araba in Sicilia, così come della vocazione interculturale che di quella presenza è frutto”. Quando la notizia è rimbalzata negli ambienti dei musulmani Fareed Al Khotani, presidente della Lega islamica in Italia, trovandosi a Palermo per uno scambio culturale e commerciale fra Sicilia e mondo arabo, ha voluto visitare l’edificio ed ha assicurato il suo interesse: “Qualche lettera riesco a interpretarla, ma è uno stile antico. Debbo studiare il caso. Confrontando disegni e iscrizioni con le scritture custodite alla Mecca dove abbiamo grafie e caratteri succedutesi nei secoli”. I proprietari dell’appartamento sono cattolici praticanti che hanno deciso di rispettare un simile tesoro musulmano, dell’ampiezza di 3 metri e mezzo per lato e con un balcone aperto in direzione della Mecca. Ha spiegato la Giarrusso: “Per noi sarà una stanza di meditazione dove rispetteremo la cultura islamica. Come dico agli amici che vengono a trovarci, né vino, né birra. Mai alcolici qui. Si beve in salotto. Non in moschea”. E il marito: “Un riguardo alla religione musulmana”.

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Terremoto in Sicilia, magnitudo 2.3 alle 23.30.

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La Rete Sismica Nazionale dell’INGV  ha rilevato, alle ore 23:27:50, un  terremoto di magnitudo 2.3 e di profondità 29,7 km nel distretto sismico delle Madonie. I comuni interessati dal movimento tellurico in provincia di Palermo sono: Alimena, Bompietro, Castellana Sicula, Geraci Siculo, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Blufi. Non si rilevano al momento danni a  cose o persone.

Il neonato picchiato a Palermo: per lui arriva un benefattore anonimo

neonato-picchiato-benefattore-tuttacronacaNessuno si è offerto per adottare il piccolo Giorgio, il bimbo palermitano destinato a rimanere sordo e cieco a causa delle percosse inflittegli dai genitori. Il bimbo era stato ricoverato a Ferragosto e di lui hanno chiesto informazioni solo un paio di professionisti e la titolare di un’associazione umanitaria, anche se nessuno ha avanzato richiesta di affidamento. Però, stando al “Corriere della Sera”, ora sarebbe apparso un anonimo benefattore milanese disposto a occuparsi di tutte le spese per le cure e il mantenimento del piccolo. Giorgio Trizzino, direttore sanitario dell’ospedale dei bambini di Palermo, ha spiegato: “Mi ha detto che provvederà da oggi per tutta la vita di Giorgio al suo mantenimento. Pronto a trasferirlo a Milano. Offrendo quanto serve per la riabilitazione e per tutte le cure necessarie a una struttura pubblica o privata”. E’ la stessa persone che, in passato, ha assicurato in forma anonima cure costose e coperto spese per bisognosi e senzatetto. I genitori, privati della patria potestà e con il divieto assoluto di avvicinarsi all’ospedale, sono nel frattempo indagati per tentato omicidio ma liberi.

Genitori indagati per tentato omicidio: avrebbero picchiato un neonato

neonato-picchiato-palermo-tuttacronacaRespingono le accuse di aver  picchiato il loro figlio di appena tre mesi un padre e una madre che sono indagati dalla procura per tentato omicidio. Era il 14 agosto quando il piccolo venne portato in ospedale dai genitori con le braccine, le gambe e la testa fratturate. Stando agli adulti, si sarebbe ferito cadendo mentre tentava di “gattonare”. Ma all’ospedale Di Cristina di Palermo i medici hanno capito che il neonato, ora ricoverato in rianimazione e che rischia di perdere la vista e l’udito, era stato picchiato. Dopo che i sanitari hanno accertato che il piccolo era stato vittima di “sindrome di maltrattamento”, il tribunale dei minori lo ha inserito nella lista dei bambini da adottare. Il padre e la madre sono entrambi disoccupati e la donna ha raccontato ai carabinieri di essere depressa. “Spesso è mio marito ad occuparsi di nostro figlio, ma anche lui soffre di depressione e forse per farlo stare zitto lo ha picchiato”, ha riferito ai militari. Dagli esami del sangue a cui sono stati sottoposti non risulta nessuna assunzione di alcol e droghe. Stando ai medici, il neonato era stato picchiato anche in passato: lo dimostrerebbero le fratture ormai ricomposte evidenziate dagli esami radiografici.

Palermo e provincia sferzati dalla bufera

tromba-daria-palermo-bufera-tuttacronacaHa provocato numerosi danni la bufera che si è abbattuta la scorsa notte a Palermo e provincia. Il panico è scattato nel porticciolo turistico di San Nicola L’Arena, dove a causa del forte vento è volato via un grosso scivolo gonfiabile che è poi finito contro un muretto di contenimento del porto, rimasto danneggiato. Disagi anche a Bolognetta: diversi alberi sono finiti in strada lungo via Vittorio Emanuele mentre un cavo elettrico in via Baucona si è spezzato. Ma la notte è stata lunga per i vigili del fuoco anche a Vicari, lungo la statale Palermo-Agrigento, e a Campofiorito, in via Antonio Gramsci: in entrambe le aree numerosi gli alberi caduti. Diversi danni anche nel capoluogo siciliano dove alcune verande sono state danneggiate in via Messina Marine e in via Maria Santissima del Carmelo oltre che nella zona di via Roma. Una tromba d’aria ha provocato danni e disagi a Ciaculli mentre sono caduti degli alberi in via Brigata Verona e in via Tenente Morici.

Emergenza a Palermo, il maltempo crea danni e incidenti

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Un fulmine ha scaricato la sua energia su una parte della montagna di Monte Pellegrino scatenando un vistoso incendio, i tombini sono stati scoperchiati e liquami fuoriescono dalle fogne (in particolare in Umberto Maddalena, piazzale Einstein, via Oreto, via dell’Orsa Minore, via Pitrè all’altezza dell’aeroporto di Boccadifalco e in via Messina Marine), allagamenti in molte zone della città e lievi incidenti a causa dell’asfalto scivoloso. Acqua alta in via Messina Marine, piazzale Einstein, via Pitrè, via Oreto e nella zona di Partanna-Mondello. Allagamenti anche in viale Regione Siciliana e via Amedeo D’Aosta. Palermo dopo il temporale estivo si presenta così.

 

Roghi a Palermo: brucia l’immondizia.

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Ancora immondizia a deturpare una delle città più belle d’Italia. Oggi è la periferia di Palermo che brucia. Il quartiere Zen in via Patti, in via Sagittario, in via Sirio, in via dell’Allodola. Incendi anche a piazza Ignazio Calona dove 13 cassonetti sono stati dati alle fiamme. Roghi nel quartiere Borgo Nuovo in via Castellana e in viale Piazza Armerina. Fuoco e fiamme in piazza Benvenuto Cellini, in via Vincenzo Barone e in via Butera. Mentre c’è attesa per la nuova Tares che sarà una vera e propria stangata sulle famiglie, le nostre città bruciano l’immondizia, provocando un inquinamento dannoso alla salute dei cittadini. Le tasse sono in arrivo, ma il problema quando sarà risolto?

Opinioni a caldo a fine ritiro per Gattuso: il Palermo punta su Dybala

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Opinioni a caldo quelle del tecnico del Palermo Rino Gattuso dopo che si è appena concluso il ritiro austriaco della squadra: ‘E’normale che la linea di difesa non si può costruire in 22-23 giorni – ha spiegato Gattuso -, se vedete gli allenamenti abbiamo curato molto la fase difensiva perché la fase da migliorare è questa qui. Ma su chi punta il Palermo in questa nuova stagione? Paulo Dybala! ‘Ha una marcia in più – ha conclusoil tecnico rosanero -, per quello che fa e per come vede il gioco. Solo i grandi riescono a fare questo’.

Incidente in mare in Croazia, muore 23enne italiana

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Un tragico incidente e la vita spezzata in pochi attimi di una 23enne in vacanza. Giulia Foresta, ex studentessa del liceo Meli e iscritta alla facoltà di Giurisprudenza, originaria di Palermo, è morta giovedì pomeriggio (1 agosto) in Croazia durante una vacanza, dove si trovava con amici.  La ragazza avrebbe deciso insieme a una sua amica di provare il parasailing, uno sport che si effettua con il paracadute restando attaccati ad un’imbarcazione, ma appena la giovane si è trovata in aria, il cavo che la teneva legata, si è sganciato e lei è precipitata in acqua, rimanendo travolta dal motoscafo.  Dopo la Croazia sarebbe partita alla volta di Lampedusa, dove andava ogni estate, per raggiungere il suo ragazzo. I genitori, informati dell’accaduto dalla Farnesina, sono partiti per la Croazia per l’identificazione. 

Call Center degli “orrori”: impiegati pagati 2 o 3 euro l’ora.

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E’ stata la Guardia di Finanza a scoprire un call center che operava a Palermo nel settore delle vendite di depuratori d’acqua, in cui venivano impiegati 37 lavoratori ”in nero”. Ogni dipendente percepiva tra i 2 e i 3 euro l’ora e veniva pagato su carte prepagate per aggirare i controlli della finanza. I compensi si aggiravano intorno a 350 euro mensili. Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire l’erogazione di somme per un ammontare superiore agli 80mila euro in sei mesi.

Nell’indifferenza totale chiude il museo di Antonello da Messina

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Nell’indifferenza totale chiude il museo dove è conservata una delle opere più celebri e ammirate del Rinascimento italiano:  il Ritratto dell’Ignoto Marinaio di Antonello da Messina. Il quadro, conservato al  Museo Mandralisca a Cefalù, è quasi l’apoteosi dell’uomo siciliano. Un’icona di cui non si conosce il committente e che ancora incanta per quel sorriso enigmatico che ne fa uno dei migliori esempi di ritrattistica del pittore siculo. La luce, il richiamo ai modelli fiamminghi, la forte carica psicologica rendono poi l’opera un unicum ( su cui a lungo si è dibattuto che ancora oggi andrebbe approfondito visto che i dubbi permangono e ancora non si è certi che si tratti di un marinaio, ma c’è chi propende per l’ipotesi che si tratti un nobiluomo) che verrà sottratto ai turisti e ai visitatori. E’ stato Vittorio Sgarbi dalle pagine del suo blog a lanciare l’allarme:

“Nell’ignoranza generale, che rappresenta la vera decadenza dell’Italia del nostro tempo, può capitare che un meraviglioso ciclo di affreschi di un grande maestro del ‘400, che prende il nome dal suo paese – maestro di Cercenasco – sia lasciato deperire con infiltrazioni d’acqua e vistosi sollevamenti dell’intonaco, mentre a poche decine di metri si progetta e realizza una rotatoria con una orripilante scultura alta 5 metri, e si affida a un artista alla moda, Paolo Grassino, il disegno dei tombini, delle fogne, con una spesa superiore a quella che occorrerebbe a conservare gli affreschi”.

Lo stesso critico d’arte in un’altra parte del suo articolo denuncia:

“Chiudere un Museo è sempre una sconfitta, ma tanto più lo è se dentro al Museo vi è una delle opere più celebri e ammirate del Rinascimento italiano”

E ancora:

“Quale autorità penserebbe, a Milano, di decidere o di consentire la chiusura del Museo Poldi Pezzoli? Ma in Sicilia questo può accadere, ed è il più evidente segno delle lacerazioni e delle ferite della mafia. A parole si combatte la mafia, intanto si chiude un Museo così straordinario nella bellissima e turistica Cefalù”.

Poi l’attacco di Sgarbi è diretto:

“Ma non si vergogna Crocetta? Ha speso energie per contrastare i radar nelle basi americane per demagogia e retorica ed è stato del tutto sconfitto. Ma non si è preoccupato di fare ciò che la sua coscienza doveva imporgli: fare qualunque cosa per impedire questa serrata che umilia la cultura nei luoghi simbolici, con tutto il parlare che si fa della formazione dei giovani. Ma non importa a nessuno: tutte parole vane. Nessuna idea, nessuna consapevolezza dei valori che s’invocano per puro vaniloquio. Il Museo è ricco di collezioni: oltre alla Pinacoteca, una sezione archeologica, una raccolta malacologica, una collezione di monete e un arredo di mobili e oggetti pregevoli. Il Museo è anche ricercato, nonostante la cattiva politica turistica. Ed è visitato da circa 20 mila persone l’anno. È importante osservare che, nel testamento, il fondatore, il barone Enrico Piraino, nel pieno fervore di ideali risorgimentali, espresse programmaticamente l’intendimento di legare alla città le sue raccolte allo scopo di favorire la formazione di una classe popolare cittadina colta ed evoluta (come nei decenni si è dimostrata la popolazione di Cefalù). Responsabile e cosciente. Era una dimostrazione, anche politica, della posizione del barone Piraino, rispetto alla tradizione aristocratica degli eruditi siciliani. E a tal punto credeva in questi principi, d’aver disposto, a fianco del museo, la creazione di un Liceo e di una scuola serale, mantenuti con i suoi propri beni. Il Museo era quindi, con la biblioteca, il deposito di un sapere, vario ed esemplare, nel quasi totale vuoto d’istituzioni scolastiche a Cefalù e nelle cittadine vicine (con 4 abitanti su 5 analfabeti). Il Liceo Mandralisca fu dunque una emanazione del Museo; e il nesso così forte che le materie d’insegnamento e il personale scolastico erano stati indicati nel testamento del fondatore con grande precisione. Nacque così la «Fondazione scolastica Mandralisca», che adottò i dipinti e gli oggetti della Pinacoteca comunale. Una storia esemplare, consacrata, nella letteratura, da Guido Piovene nel suo Viaggio in Italia, e da Vincenzo Consolo, con il libro Il sorriso dell’ignoto marinaio ispirato al dipinto di Antonello. Di quella civiltà e di quella cultura, nella coscienza degli attuali amministratori, non rimane più niente. Fumo e falsa lotta alla mafia”.

E proprio sul problema della lotta alla mafia il critico si sofferma:

“In Sicilia occorre inventare il contrasto con le mafie praticandone lo stesso modello d’ignoranza e d’insensibilità, come ha dimostrato, proprio a Cefalù, con inaccettabile retorica Manfredi Borsellino, senza rispettare neppure i nobili insegnamenti e riconoscimenti materni. Con il suo ministro Alfano, ha contrastato la mia presenza a Cefalù. Ne vediamo oggi i risultati e gli imperdonabili errori. Io avevo tentato di riaccendere l’attenzione, nell’indifferenza delle istituzioni, sul Museo Mandralisca, segnalando nel Museo un altro capolavoro: una Vanitas di Angelo Caroselli, originale ed eccentrico pittore caravaggesco. Tutto inutile e cieca indifferenza da parte della Regione. Il presidente Crocetta non sente la responsabilità del Museo Mandralisca, con la sua eredità culturale e morale, ma si sente minacciato dalle proteste dei rappresentati del Movimento Cinque Stelle. E l’uno e gli altri conoscono soltanto la retorica e non hanno nessun interesse e sensibilità per una così grave umiliazione per la città di Cefalù. Vivono, l’uno e gli altri, di retorica. Parlano per astrazioni, non hanno coscienza dei valori”.

E poi naturalmente lo sguardo si amplia a livello internazionale:

“Crocetta non si rende conto che, come lo stato di Pompei, la notizia della chiusura del Museo Mandralisca e della sottrazione di Antonello, indignerà il mondo, se questa notizia uscirà dai confini delle cronache locali e nazionali. Provvederò a trasmetterla oltre che all’Ansa, alla Reuters e alla Bbc. E se Crocetta non avrà capito, perso nei fumi dei suoi stereotipi, rischierà di cadere, non per i radar delle basi americane, non per le contestazioni del Muos, ma per non aver garantito la dignità e l’apertura del Museo Mandralisca. Suo primo e trascurato dovere”.

15 kg di esplosivo a Palermo: la mafia si prepara a un attentato al pm Di Matteo?

ninodimatteo-attentato-mafia-tuttacronacaCirca un mese fa, un confidente legato al traffico della droga e ritenuto abbastanza attendibile dagli investigatori, avrebbe detto che a Palermo sarebbero arrivati 15 chilogrammi di esplosivo: cosa nostra starebbe infatti organizzando un attentato. Pur se il confidente non ha fatto nomi, il maggior indiziato sarebbe il pm Nino Di Matteo, al quale è stata rafforzata la scorta con l’aggiunta di tre carabinieri del Gis, il Gruppo intervento speciale. Il magistrato, con altri tre colleghi, rappresenta l’accusa nel processo sulla trattativa Stato-mafia ed è sotto procedimento disciplinare per aver confermato in un’intervista l’esistenza delle intercettazioni telefoniche tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e l’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino.

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