Quando la moda sposa la bontà: le scarpe a forma di dolce

scarpe-torta-tuttacronacaA Orlando, in Florida, si trova un’azienda che è stata in grado di far sposare due passioni: quella per i dolci e quella per le scarpe. Si tratta della Shoe Bakery, che crea modelli di calzature letteralmente da mangiare con gli occhi. Tutte le calzature sono rigorosamente realizzate a mano, con un impegno che va dalle 3 alle 6 settimane per essere realizzate e spedite ai clienti. Il prezzo può variare dai 60 ai 400 dollari.

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Tutti pazzi per la Nutella

nutella-tuttacronaca50 candeline. Tante sono quelle che spegnerà il prossimo maggio la Nutella che, per l’occasione, ha lanciato un appello ai suoi fan di tutte le età: “Mandateci le vostre storie per rendere speciale questo compleanno”, ha proposto la Ferrero, storica azienda dolciaria di Alba, attraverso il sito Nutellastories.com. E l’invito è stato accolto con gioia, visto che in poche ore sono arrivate oltre 5mila contributi da tutto il mondo. A seguire alcuni delgi scatti che, fino ad ora, sono stati giudicati più belli dagli utenti. In cima alla classifica c’è questo bimbo travestito da barattolo gigante di crema spalmabile. Ma tra presepi, sposi e carnevalate, le stranezze non mancano:

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Serbia nella neve: aiuti portati anche dal numero due del tennis mondiale

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Novak Djokovic, numero due del tennis mondiale, ha voluto portare il suo sostegno e aiuto a quanti in queste ore sono rimasti bloccati sulle strade serbe a causa dell’ondata di maltempo che ha invaso il Paese lasciando migliaia di automobilisti e autisti sulle strade a causa del ghiaccio e dei cumuli di neve che hanno reso impossibile la viabilità. Alcuni camionisti e automobilisti sono rimasti bloccati per oltre 15 ore, al freddo e al gelo, con il vento che arriva fino a 130 km/h sulla  Vojvodina. Così Djokovic, insieme alla sua famiglia e a un gruppo di amici, ha deciso di portare cibo,acqua e benzina. Questa la gallery che ritrae il campione che porta i soccorsi agli automobilisti:

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Viaggio in fabbrica… con le gifs animate!

IceCreamSandwichesMade-tuttacronacaSai cos’hai mangiato… ma hai idea di com’è stato fatto? Alcune gifs animate ci raccontano la storia dei donuts, delle patatine, anche dei wurstel e di altri prodotti di uso quotidiano che di solito troviamo nelle nostre case senza sapere da dove arrivano. Pronti per conoscere qualche dettaglio del loro passato?

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I 10 cibi che ti migliorano la vita!

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C’è cibo e cibo e, come tutti sappiamo c’è quello più salutare e quello più gustoso, il cibo afrodisiaco e quello antidepressivo… ma ci sono cibi che possono davvero migliorare l’umore e quindi la vita oltre che essere fedeli alleati nel rafforzare il nostro sistema immunitario o abbassare il colesterolo nel sangue. Ecco i 10 cibi contro lo stress quotidiano:

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Da mangiare… con gli occhi! La food art di Hong Yi

arte-piatto-tuttacronacaL’artista malesiana Hong Yi, nome d’arte Red, utilizza gli alimenti per creare le sue opere a misura di piatto e sbizzarrirsi con la fantasia. In questo modo del nero di seppia serve a riprodurre un graffito di Bansky e dei pomodirini si trasformano in palloncini. “Un giorno guardando gli avanzi in un piatto ho avuto l’impressione di scorgerci un volto, da lì è nata l’idea. Ho pensato che ogni pietanza avesse un colore e una forma che poteva diventare altro. Così ho deciso che per un mese avrei ‘costruito’ un piatto al giorno”, ha spiegato l’artista.

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Metti un lago ghiacciato, una volpe e due pescatori… Il video dello spuntino!

volpe-pescatori-tuttacronacaTempi duri quelli invernali, anche per le volpi, che in mezzo al gelo fanno fatica a trovare qualcosa da mangiare. Uno splendido esemplare, anche se un po’ timoroso, ha così scelto di avvicinarsi a due pescatori che si trovavano su uno specchio d’acqua ghiacciata nella regione di Saratov, in Russia. I due uomini le hanno così offerto un po’ del loro pasto… non mancando di immortalare l’incontro!

Un esempio di globalizzazione? La Nutella!

danbo_nutella_tuttacronacaE’ lo stesso Ocse, nel recente report Mapping Global Value Chains di Koen Backer e Sébastien Mirodout, a dire che la Nutella è un esempio di globalizzazione. Secondo i ricercatori dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, Nutella è un paradigma della catena di valore nell’agrifood. Venduta in 75 Paesi e prodotta in 350mila tonnellate ogni anno, la crema di cacao e nocciole, nata sulla base della Pasta Giandujot piemontese, è una “multinazionale” alimentare che fa uso di ingredienti che arrivano da Paesi sviluppati ed emergenti di almeno 3 continenti. L’azienda è italiana ma ha 5 fabbriche in Europa, una in Russia, una in Nordamerica, due in Sudamerica e una in Australia.La ricetta segreta, inoltre, richiede alcuni ingredienti che vengono reperiti su scala sia locale, come il latte scremato o gli stessi barattoli, sia globale: le nocciole arrivano dalla Turchia, l’olio di palma dalla Malesia, il cacao dalla Nigeria, lo zucchero sia dal Brasile che dall’Europa, la vanillina dalla Francia. Ancora, spiega il report, gli impianti di produzione sono localizzati vicino ai mercati di sbocco dove la domande di Nutella è più alta. Questo spiega perché non ci sono stabilimenti in Asia, dove la crema di gianduia non è molto apprezzata. In compenso in quelle zone vanno per la maggiore i Ferrero Rocher, il che spiega la presenza di una fabbrica dedicata a questo tipo di praline in India.

La scuola corre ai ripari: troppi bimbi obesi e ipertesi

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Dilaga l’obesità tra i bambini, a essere colpiti sono soprattutto gli under 10, ma i dati non migliorano molto neppure crescendo. Così la scuola italiana corre ai ripari e cambia la dieta delle mense:  più cibi integrali, prodotti biologici e a km zero, meno zuccheri e carne rossa. Queste le linee guida del decreto del ministero dell’Istruzione appena varato. Si riuscirà a contenere il dilagare dei bambini obesi e ipertesi alle elementari?

Scrive Carla Massi sul Messaggero:

Dettati dall’allarme per l’obesità infantile (uno su tre dai 6 agli undici anni pesa troppo), per l’ipertensione già alle elementari tra i sovrappeso, per la glicemia alta e per il diffuso disagio relazionale dovuto proprio alle grandi forme.

Nuove linee guida, si legge nel comma 5 bis, «per disincentivare, nelle scuole di ogni ordine e grado, la somministrazione di alimenti e bevande sconsigliati, ossia contenenti un elevato apporto totale di lipidi per porzione, grassi, zuccheri semplici aggiunti, alte quantità di sodio, nitriti o nitrati utilizzati come additivi, alte quantità di teina, caffeina, taurina e per incentivare la somministrazione di alimenti per tutti coloro che sono affetti da celiachia». Anche per loro il governo ha deciso che vada ritagliata una quota nel bando delle gare d’appalto. Certo è che qualsiasi cambiamento nei pasti quotidiani non deve far «derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica». Si prevede anche l’attribuzione di un punteggio per «le offerte di servizi e forniture rispondenti al modello nutrizionale denominato dieta mediterranea». Si ridurrano, così, le proposte di pasti etnici che negli ultimi anni sono stati introdotti soprattutto nelle scuole elementari.

Nuovi approvvigionamenti, dunque, di alimenti ricchi di fibre, dalla pasta al pane ai cereali all’orzo ai fagioli alle lenticchie ai carciofi, che regalano una sensazione di sazietà e fanno mangiare il giusto. Che creano massa nell’intestino e facilitano le funzioni fisiologiche. Nessuna preclusione per il pesce condito, è specificato, con olio extravergine di oliva. Come le verdure, i sughi e le zuppe. Via libera per uova, latte e yogurt. Due sole limitazioni, appunto: carni rosse (bue e cavallo) e zuccheri semplici (…)

Restare in forma? Costa 370 euro all’anno

spesa-cibo-tuttacronacaUna metanalisi dell’Harvard School of Public Health, che è stata pubblicata sul British Medical Journal, ha stabilito che una dieta più sana ed equilibrata viene a costare, al giorno, 1.50 dollari in più che non nutrendosi di cibo spazzzatura e simili. In un anno, quindi, una persona che sceglie di mangiare prodotti meno calorici e amici della linea spenderebbe, in più, 550 dollari, pari a 370 euro. La scoperta si basa sull’esame più completo realizzato ad oggi su questo argomento e ha visto confrontare i prezzi dei cibi più sani in commercio e i modelli di dieta abbinati, con ‘gemelli’ meno attenti a calorie e a grassi. Mayuree Rao, autore della ricerca, afferma: “Spesso si dice che i cibi sani sono più costosi e questo fattore limita fortemente lo sviluppo di migliori abitudini alimentari ma, finora, le prove scientifiche di questo ‘problemà, soprattutto per chi ha un reddito basso, non sono state valutate in maniera sistematica”.  I ricercatori hanno condotto la metanalisi di 27 studi effettuati in 10 paesi ad alto reddito, durante i quali hanno valutato le differenze di prezzo per porzione e quelli su un menù base di 2.000 calorie (la quantità media giornaliera raccomandata per gli adulti dal Dipartimento dell’agricoltura americano). Hanno scoperto così che i modelli di diete ‘amiche della linea’, ovvero quelle ricche di frutta, verdura, pesce e noci, costano molto di più dei menù non salutari (quelli che abbondano di prodotti lavorati, carne e cereali raffinati). In media, un giorno intero di dieta più sana costa circa 1,50 dollari in più.

Arriva la Disneyworld del cibo, Fico nasce a Bologna

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Nascerà a Bologna la Disneyworld del cibo e si chiamerà Fico ovvero “fabbrica italiana contadina”, la ‘EatalyWorld del cibo’, alla cui realizzazione si sta lavorando al Centro agroalimentare di Bologna. Il progetto sembra che non debba subire nessun altro stop ora che si sono superati i problemi di  reperimento delle risorse entro il 31 dicembre e la definizione di accordi con Eataly e aziende del Caab Centro Agroalimentare di Bologna.

Lo si legge nella nota di convocazione dell’incontro ‘Caab – Fico Eataly World: un progetto per Bologna. Le sinergia con la città’, promosso da Caab, Comune di Bologna e Eataly per venerdì. Anche se nella nota non sono svelati gli equilibri economici raggiunti, è chiaro che è stata raggiunta una quadratura per la copertura finanziaria del progetto”.

La previsione è che Fico possa arrivare a coinvolgere da 5 a 10 milioni annui di visitatori , un terzo dei quali stranieri, con imponenti flussi didattici e naturalmente con le visite dei residenti in città e in regione. Stime ulteriori prevedono la creazione di un migliaio circa di nuovi posti di lavoro diretti e 5mila nuovi posti di lavoro nell’indotto. Le strutture necessarie sono già esistenti e i costi di territorio/cementificazione risultano quindi pari a zero, con sostenibilità del 100% grazie all’impianto fotovoltaico del Caab (16.000.000 Kwh), il più vasto su tetto attualmente esistente in Europa.

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Provocatorio o sgradevole? La campagna a base di Food Porn

food-porn-tuttacronacaIl sesso entra in cucina, per far vendere. Le Guide Restos Voir, una catena di ristoranti canadese, ha pensato di lanciare una nuova campagna pubblicitaria per promuovere la sua nuova guida 2014 utilizzando l’abbinamento cibo-sesso. Niente a che vedere con alimenti afrodisiaci, sono gli stessi cibi a riprodurre fedelmente gli organi genitali. Gli scatti sono stati considerati sgradevoli ma, su Enquire, la catena si è difesa: “Molti pubblicitari usano il porno per promuovere qualsiasi prodotto alimentare. È vero è un po’ inquietante ma noi lo troviamo delizioso”.

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Attenzione all’alluminio… c’è una relazione con l’Alzheimer?

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Alluminio… Una parola che immediatamente richiama la conservazione degli alimenti e il materiale con cui vengono costruiti molti utensili da cucina che poi entrano a diretto contatto con il cibo. C’è una relazione tra alluminio e Alzheimer? I recenti studi avrebbero rivelato che potrebbe esserci, qualora si superino alcuni livelli. L’Oms ha dichiarato che la giusta percentuale  giornaliera per l’alluminio è pari a 60 mg al giorno. E’ consigliabile quindi,  prima di utilizzare i recipienti di alluminio nuovi, farvi bollire dei liquidi grassi come brodo o latte. Inoltre è preferibile sempre lavare i recipienti di alluminio con acqua calda e detergente; senza  usare la paglietta metallica, ma preferendo rimuovere i residui con una spazzola o un panno di nylon non abrasivo. Solo il fondo esterno si può pulire con prodotti leggermente abrasivi.

All’estero quindi da più fonti, alcune altamente autorevoli, si sarebbe trovata una correlazione tra Alzheimer e l’alluminio:

http://www.chron.com/news/health/article/Studies-support-link-between-aluminum-and-4586632.php

http://www.alzheimers.org.uk/site/scripts/documents_info.php?documentID=102

http://www.webmd.com/alzheimers/guide/controversial-claims-risk-factors

Quando l’anziano è solo business, nel mirino le case di cura

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Nel mirino dei Nas ora ci sono le case di cura, strutture spesso inadeguate in cui gli anziani e i disabili sono maltrattati o non ricevono le cure del caso. In Italia ne sono state chiuse  18. La task force istituita dal ministro Lorenzin sembrerebbe dare i primi frutti sono infatti 102 le persone segnalate all’autorità giudiziaria e 174 a quella sanitaria.  Sarebbero già state riscontrate 174 violazioni penali e 251 amministrative. La maggior parte dei casi riguarda farmaci o cibi scaduti somministrati agli anziani e ai disabili. A Roma alcuni anziani erano alloggiati in un seminterrato fatiscente, privo di abitabilità ed in pessime condizioni di manutenzione.  I tre anziani ospitati in una Comunità erano in esubero rispetto alle capacità ricettive della struttura.

Ma quale movida? Solo degrado a Trastevere, il cuore di Roma dilaniato

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Ma quale movida? Ma quale quartiere caratteristico? Solo cibo, spesso e volentieri a basso costo e di pessima qualità, levate le poche eccezioni e tanto chiasso, frastuono e risse. Per i residenti la vita è impossibile e se provano solo a ribellarsi, come racconta il messaggero, ecco cosa accade:

Lorenzo Fedele abita a lungotevere Raffaello Sanzio da sei anni e più o meno da quando si è trasferito da sua madre, anziana e con problemi di salute, combatte la sua «inutile guerra» contro la movida incivile di Trastevere. Denunce a polizia e carabinieri, solleciti, querele, esposti per inquinamento ambientale al comune di Roma e all’Arpa Lazio contro un locale che spara musica a tutti decibel. Senza che nulla abbia mai cambiato le cose. Mercoledì sera alle 2.30, «svegliato di soprassalto dalle solite urla, dal rumore di vetri rotti a terra, da fischi e petardi», queste notti ha deciso di documentarle. E ha videoregistrato, cellulare alla mano, tre minuti di insulti e minacce contro l’inquilino di un palazzo che si era affacciato alla finestra reclamando semplicemente, vista l’ora, il diritto di poter dormire.

Ma vanno bene le cose in altre zone del quartiere? Sembra proprio di no, visto che ancora Il Messaggero denuncia:

Via del Politeama a quell’ora è stracolma di gente. Saranno almeno una ventina, sono tutti giovanissimi, escono da un locale molto noto in quella strada. Un ragazzo, visibilmente alticcio, alza gli occhi verso la finestra del palazzo, lancia una bottiglia in aria che vola a terra in mille pezzi. Il coro degli amici lo incita. «Scemo, – urla rivolgendosi all’inquilino affacciato alla finestra- cambia casa». Fischi, parolacce, scoppia pure qualche petardo. «Scendi che ti gonfio di botte, scendi se hai le palle. A deficente ti spacco la faccia» e giù ancora minacce, bestemmie, insulti.

Il giovane continua a sbraitare, poi dopo qualche minuto si avvicina un uomo, prova a calmarlo, il ragazzo bestemmiando se ne va. Ma ne è sicuro, non finisce lì. «Ecco questo è quello che noi residenti siamo costretti a vivere ogni notte», dice sconfortato il signor Fedele. «Questa non è movida, ma inciviltà. Io a casa mia sono un prigioniero, un ostaggio. Perché gli atti di vandalismo in questo quartiere sono davvero all’ordine del giorno. Di notte in Via del Politeama, come a piazza Trilussa e in molti vicoli del rione ci sono coppie di giovani ben vestiti che fanno sesso, ragazzi che collassano e vengono portati via in ambulanza, gente ubriaca che si stende in mezzo alla strada, cumuli di immondizia dei locali e del forno. L’unica cosa che non si vede mai sono le forze dell’ordine».

«Qui bisogna che tutti capiscano che il centro storico è abitato da persone vere, in carne e ossa, che la mattina si svegliano presto per andare a lavorare. È assurdo che si consenta di utilizzare amplificatori e percussioni fino a tarda sera, che si consenta tutto questo. Ho consegnato il video ai miei avvocati che oltre alle minacce, alle ingiurie, al getto pericoloso di cose ed al danneggiamento, sostengono che ci sia una vera e propria violenza privata perché quelle persone ci hanno costretto a rimanere in casa e a tollerare cori ingiuriosi sotto la minaccia di conseguenze fisiche. E non escludo di inviare queste immagini anche al Questore e al Prefetto. Non smetterò di denunciare quello che noi residenti siamo costretti a sopportare tutte le notti. Perché amo questa città e questo quartiere. Perché questo rione sta morendo, travolto da fiumi di alcol e droga. E non possiamo permetterlo».

E’ solo degrado, inquinamento acustico e ambientale e risse… dove sono le istituzioni? Tutte troppo impegnate a pedonalizzare i fori?  

Dalla Cina il cibo killer per cani e gatti

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Cibo killer per cani e gatti e l’allarme scatta quando viene alla luce che, secondo il rapporto della Food and Drug Administration statunitense, questo alimento essicato marchiato “Made in China” avrebbe causato oltre 600 vittime dal 2007. “Questa è la più misteriosa e sfuggente epidemia che abbiamo mai incontrato”, fa sapere attraverso un comunicato la direttrice del centro di medicina veterinaria della Fda, Bernadette Dunham. Un altro dato allarmante è che dal 2007 sono state oltre 3600 le segnalazioni di cani che hanno avuto problemi dopo aver mangiato il cibo essicato. Non si conosce ancora il nome del prodotto, tenuto segreto dalla Fda, ma le indagini proseguono. Per saperne di più è stato anche lanciato un appello: “Se avete un cane o un gatto che si è ammalato dopo aver mangiato cibo essiccato per animali domestici, la Food and Drug Administration vorrebbe parlarvi o parlare con il vostro veterinario”.

Quelle polpette dell’Ikea che tutti vogliono…

ikea_food_tuttacronacaSecondo quanto riporta Wsj.de, all’Ikea sono state vendute in tutto, finora, 150 milioni di polpette. A dimostrazione che quando il gruppo svedese decide di lanciare qualche prodotto, ci riesce. Il settore alimentare del colosso fattura quasi 1.5 mld di euro all’anno, eppure il nome continua ad essere noto per i mobili nonostate la società stimi che saranno circa 700 milioni le persone che mangeranno nei loro 300 punti vendita. L’idea di offrire un luogo dove rifocillarsi, pausa necessaria negli enormi negozi dove si possono impiegare ore alla ricerca di quello che serve, venne circa 30 anni fa al direttore di una filiale, Sören Hullberg. Ad accomunare mobili e cibo è il comune denominatore dell’Ikea: prezzi bassi. Ecco che così sono arrivati piatti a casa di manzo, salmone, renna affumicata e le celebri polpette Köttbullar. A cui si aggiunge una specialità nazionale a seconda del Paese che ospita il locale. Michael Lacour, responsabile della divisione alimentare, spiega che lo scopo è tagliare i costi: “Stiamo sviluppando un menu nello stesso modo in cui progettiamo i mobili partendo dal prezzo finale”. E se a inizio anno aveva fatto tanto scalpore lo scandalo della carne di cavallo, rientrata l’emergenza, i clienti Ikea non hanno certo smesso di gustare le saporite, ed economiche, polpette.

Ad ogni cucciolo… il suo biberon!

animali-biberon-tuttacronacaNon sempre i cuccioli che nascono nei giardini zoologici hanno a loro disposizione abbastanza latte. Ecco allora che, per supplire alla mancanza, chi si prende cura di loro integra la dieta con del latte artificiale. Come? Con gli immancabili biberon! Ecco alcuni degli scatti più belli di queste “poppate”:

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I peggiori pasti nelle mense scolastiche americane

cibo-spazzatura-tuttacronacaLa ONG giovanile DoSomething.org, nel corso del mese di settembre, sta chiedendo agli alunni degli Stati Uniti di inviare le foto del cibo che mangiano alle mense scolastiche. L’obiettivo è quello di porre l’accento sulla carenza nutrizionale dei piatti che vi si trovano. Il Dipartimento di Agricoltura degli USA ha inoltre segnalato che meno di un terzo degli istituti riesce a non superare il limite massimo raccomandato di grassi presenti nei cibi. Il risultato? Una vera e propria galleria degli orrori. Di seguito, alcuni esempi:

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Il blogger che prepara piatti commestibili con il cibo per gatti

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Colin McQuistan, ha un suo blogger di cucina dal titolo accattivante MyFoodeeBlog, ma da sempre, fin da bambino, ha avuto una vera curiosità per il cibo dei gatti. Così ha deciso di unire la sua passione per la cucina con al sua curiosità. Si è recato al negozio più vicino e ha comprato cibo per gatti. Arrivato alla cassa, il cassiere ha anche voluto essere gentile e apprezzare il cibo che Colin aveva scelto “Che gatto fortunato!” ha esclamato l’ignaro cassiere che si è sentito rispondere con sconcerto “io non ho un gatto!”

Infatti Colin, 41enne di Glasgow arrivato a casa ha tentato per ben 4 volte di ottenere un buon risultato con quel cibo per fido. Alla fine si è ritenuto soddisfatto della ricetta che ha inventato.

Infatti all’inizio assaggiandolo così com’era la sensazione è stata piuttosto sgradevole. Si sentiva qualcosa che poteva assomigliare al pollo ma con un retrogusto, secondo Colin, di gomma bruciata. Per renderlo più commestibile quindi si è inventato un piatto cinese saltato in padella. Ha aggiunto cetriolini, piselli dolci, zenzero, aglio, salsa di soia, cumino, un mix di curry e salsa di peperoncino dolce. Il risultato è migliorato, ma non era ancora eccellente. Magari prima o poi riesce a trovare la ricetta giusta!

In realtà il Blog di Colin si propone di sconfiggere tutti quei blog di cucina pretenziosi e cerca di trovare piatti originali utilizzando gli ingredienti più strani. Fra le sue ricette compare anche un pesto per la pasta fatto di erba del giardino… forse però è meglio seguitare a scegliere le foglie di basilico dal proprio orto!

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I nostri 7 giorni: aspettando che tutti i pezzi vadano al posto giusto

7giorni-tuttacronacaGli italiani disinnamorati della politica o forse è che attendono risposte definitive per avere un quadro più chiaro? La domanda sorge perchè, nonostante si sia parlato molto della situazione italiana in questa settimana, sembra non sia stato il tema più seguito. Si attende il futuro, per capire cosa accadrà dopo la battaglia sull’Imu e come terminerà lo scontro sull’Iva: come “pagheremo” le nuove decisioni? Si attende anche di conoscere le sorti del governo, con Berlusconi che prima minaccia di farlo cadere salvo poi dire che deve continuare. Ma anche negli altri schieramenti politici non sembra esserci maggiore certezza del futuro: gli espulsi del Movimento 5 Stelle pensano a creare un gruppo riformulato mentre sul fronte PD si attende di scoprire dove porterà la sfida (sui palchi) a distanza tra Letta e Renzi. Occhi puntati sul “che sarà” quindi, e al riguardo non passa mai inosservato il tema delle pensioni: ora si parla di prestito da elargire a chi è a uno o due anni dalla pensione e che verrà ripagato negli anni successivi. Ma non possiamo certo dimenticarci che il futuro si costruisce passo dopo passo, per tutta la vita, partendo da una scuola che, in Italia, sembra avere ancora troppe lacune da colmare e una nuova direzione da trovare. Ma questa settimana, forse perchè l’estate è ormai agli sgoccioli ma ancora abbiamo voglia di evasione, ha tenuto banco anche il calciomercato: che “domani” attende i giocatori delle nostre squadre? Sono le ultime giornate utili per sferrare i colpi sul mercato e uno ha avuto a dir poco dello sconvolgente: il Milan ha ceduto Boateng, autore di una splendida doppietta nella partita che ha permesso al club l’accesso in Champions, e ora potrebbe arrivare Kakà, dopo che già Matri, con il rammarico di Conte, ha raggiunto la panchina rossonera. Il calcio fa sempre parlare… molti, ma non tutti però! Soprattutto in questo week-end e in special modo a Sperlonga, dove sono state “vietate” le partite trasmesse in tv per non subire la defezione maschile dalla processione per i santi Rocco e Leone. Insomma, nel nostro variegato panorama, non resta che aspettare che tutti i pezzi trovino il loro posto.

tuttacronaca-PuzzleMa questa settimana è anche iniziata la Mostra del Cinema di Venezia, giunta alla sua settantesima edizione, e sembra che un po’ di polvere di stelle sia rimasta attaccata anche a noi e molto si è parlato di… star! Non poteva passare inosservato l’intervento d’urgenza a cui è stato sottoposto Massimo Ranieri, ma neanche il presunto Alzheimer prima confermato e poi smentito che avrebbe colpito lo 007 più famoso di sempre: Sean Connery. Ma Mostra del Cinema sono celebrity che arrivano al lido e portano con loro il gossip. In primis George Clooney, approdato single ma… con il volante del motoscafo in mano: da qui l’arrivo di un esposto: ha la patente nautica? Perchè il tema delle imbarcazioni a Venezia è di grande attualità: si tratti degli inchini delle grandi navi o dell’incidente che ha causato la morte di un professore tedesco per la quale ora anche un gondoliere è entrato nel registro degli indagati. A Venezia, però, è atteso anche Marco Carta, cantante scoperto ad Amici e che ha curato la colonna sonora del corto Insieme: lo vedremo nei prossimi giorni sul tappeto rosso. Con lui anche un attore dell’opera: Nicolas Vaporidis: chi catturerà maggiormente l’attenzione dei fan? Di certo, anche se distante dalla città lagunare, l’ha captata Monica Bellucci, per un divorzio che nessuno si sarebbe aspettato: quello dal compagno e collega Vicent Cassel. E se sembra che l’attrice abbia già un nuovo amore in corso, oltreoceano giunge la notizia della separazione di Clint Eastwood dalla seconda moglie… ma non si sente parlare di altre passioni pronte a sbocciare. Forse una… quella per la cucina italiana: il Tricolore conquista l’America (e i divi di Hollywood volano verso la nostra Penisola)… almeno a tavola! Una moda passeggera o un rapporto destinato a durare? Lo scopriremo, con il tempo, in quel futuro che ci dovrà portare tante risposte. Del resto, così si dice, la pazienza è una gran virtù!

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

La nuova mania degli italiani: lo street food

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Negli altri paesi è già un must da tempo, in Italia invece il mercato dello Street Food non aveva mai trovato il grande pubblico, anche se abbiamo una tradizione millenaria che tuttavia era radicata in pochi territori. Complice l’estate e la crisi, gli italiani hanno scoperto i cibi del territorio e i prodotti tipici, mescolati sempre di più con la cucina etnica. 3 italiani su 4, circa il 73% hanno infatti acquistato in vacanza cibo su chioschi o negozi da poi consumare in strada. Il sondaggio lo ha portato avanti la coldiretti rilevando che lo Street Food è stato consumato nelle città d’arte, in montagna e al mare determinando una diminuzione pari all’11% di affluenza per ristoranti, trattorie e pizzerie.

Cosa hanno mangiato gli italiani in estate?

Il 45% ha preferito la piadina, gli arrosticini e gli arancini, il 24% si è invece indirizzata su prodotti internazionale come gli hot dog e solo il 4% sceglie i cibi etnici come il kebab, in netto calo rispetto al passato.

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Hollywood innamorata del cibo tricolore.

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Il nostro cibo piace e questo lo sappiamo da sempre. Dal cappuccino, agli spaghetti fino alla pizza  il nostro è davvero un marchio che non conosce confini nel mondo. Oggi però oltre al made in Italy più classico, quello celebrato in film e libri, va di moda ad Hollywood le ricercatezze dei nostri piatti tipici. Così i vip avendo per il momento accantonato il sushi o la cucina cinese sono sempre più interessati alle pietanze mediterranee. Da Lady Gaga a Sting, da Francis Ford Coppola a Robert De Niro sono sempre a caccia del cibo tricolore. Ma su quali prodotti si posa la loro attenzione? Il parmigiano reggiano è in testa al 44%, seguito a ruota dalla mozzarella di bufala (40%), si piazza bene il  il prosciutto crudo, Parma (38%) e il San Daniele (34%) e per finire non va male neppure all’Amarone.

La passione poi si trasforma in business ed ecco che è in crescita tra le celebrità l’abitudine sempre più consolidata di trovare una  tenuta agricola o un’azienda di prodotti locali da rilevare. Lo sa bene Sting, proprietario di un agriturismo in Toscana. Nel suo appezzamento da 300 ettari vicino a Figline Valdarno, 30 km a Sud di Firenze, si producono olio extravergine di oliva, miele d’acacia e di castagno, marmellate, frutta e verdura.

Stregato dall’Italia anche il comico Danny De Vito, celebre negli Stati Uniti per essere produttore del Limoncello Premium, il liquore realizzato esclusivamente con limoni di Sorrento, lavorati in una distilleria nella Penisola Sorrentina per ottenere il miglior Limoncello del mondo. Ma quali sono le Regioni sulle quali i vip hanno messo gli occhi? Al primo posto troviamo laToscana (31%), seguita da Veneto (23%), Piemonte (19%), Emilia-Romagna (16%), Campania (11%) e Sicilia (9%). Per le star di Hollywood, mangiare italiano è soprattutto sinonimo di buon gusto (32%), credibilità (27%) e positività (21%). Tanto che anche in patria, i divi ripropongono menù che tengono alto il sapore tricolore.

Si chiama Joanne la trattoria gestita dai genitori di Lady Gaga. All’interno del locale di New York, nella zona dell’Upper West Side, su Columbus avenue, vengono serviti piatti tipici italiani, in un ambiente che cerca di ricreare l’atmosfera della Toscana, con paesaggi campestri alle pareti.
La passione ha contagiato anche Francis Ford Coppola: il regista italo-americano, all’interno del suo ristorante Café Zoetrope di San Francisco, è orgoglioso di offrire ai suoi ospiti specialità tipicamente italiane.

Sylvester Stallone, assieme a De Vito e Charlie Sheen, invece, ha di recente comprato il Buca di Beppo Restaurant, situato in California presso l’Universal City Location. Il menù del ristorante è zeppo di pizze di ogni tipo, tra cui quella con olive e peperoni. Parla italiano anche Ago. Il locale losangelino di Robert De Niro e Ridley Scott. Diretto dallo chef Agostino Sciendri, le specialità della casa sono il risotto ai funghi e pollo alla toscana, preparati nella cucina con forno a legna, che si apre direttamente sulla sala.

 

Nei supermarket greci cibo a metà prezzo: è scaduto

crisi-grecia-supermarket-cibi-scaduti-tuttacronacaDal primo settembre, nei supermercati greci, si potrà trovare del cibo a metà prezzo: ma sarà già scaduto. Prodotti low cost oltre la data di scadenza che raccontano quanto sia difficile la quotidianità di molti disoccupati e d’intere famiglie che non hanno mezzi per sostenersi. Ma per la vendita dovranno comunque essere rispettate delle condizioni: i prodotti non potranno essere consumati in luoghi di ristorazione e all’interno del negozio, dove l’acquisto avverrà in presenza di un documento informativo dell’Associazione professionale di Atene, il cibo dovrà trovare una collocazione su uno scaffale separato, con un cartello in evidenza. “Cibo di passata conservazione” sarà la dicitura impressa in stampatello su tali prodotti, come riporta un documento ufficiale della Camera di commercio di Atene. Inoltre, per quel che riguarda la data del singolo prodotto, questa non potrà superare una settimana in caso di prodotti con una durata minima indicata in giorno e mese; un mese in caso di prodotti con una durata minima indicata in mese e anno; tre mesi nel caso di prodotti con una durata minima indicata solo con l’anno. Sono inoltre previste ammende da mille a 5mila euro per i titolari che, pur aderendo all’iniziativa, non rispetterà tali regole.

La Grecia in crisi premia la cucina locale e fa chiudere Big Mac

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La Grecia in crisi premia la cucina locale e farne le spese sono i McDonald’s  che dagli 11 iniziali presenti nel paese ora ne restano solo due ad Atene, dopo la chiusura del Mac di Salonicco.

I tradizionali souvlaki – i saporiti bocconcini di carne di pollo o di maiale alla griglia infilzati su uno spiedino che sono una pietra miliare nella cucina ellenica – hanno infatti ormai sonoramente battuto il fast-food arrivato nel Paese da oltre 30 anni e destinato, in apparenza, a sbaragliare i rivali sul mercato. Un tuffo nella tradizione e sembra proprio che i greci di junk food non ne vogliano più sapere.

 

Luiz Antonio il bimbo che non vuole mangiare gli animali

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Luiz Antonio è un bambino sud americano il cui video girato dalla mamma sta facendo il giro del mondo. Nel filmato il bambino parla della sua avversione a mangiare gli animali. Con semplicità Luiz Antonio spiega il suo pensiero vegetariano, anzi quasi vegano. Molti sono gli interrogativi sul video e c’è anche chi ritiene che il bambino possa essere stato “preparato” in precedenza per poi effettuare il filmato. In ogni modo il successo sul web è stato clamoroso anche perché l’argomento è uno dei più discussi che molte volte accendono gli utenti dei social network che si ritrovano per ore a spiegare i propri pensieri, mentre a Luiz Antonio sono bastati due minuti.

 

Aragoste a volontà, l’effetto serra fa scendere il prezzo

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L’effetto-serra, il drammatico riscaldamento degli oceani, porterà sulle nostre tavole più aragoste. Il prelibato crostaceo infatti ha visto un crollo verticale del prezzo, che ormai sta diventando appetibile per tutti. Pochi anni fa una libbra di aragosta costava quasi 5 dollari, oggi non arriva a 2,5. A sgonfiare quella che è stata definita la “bolla dell’aragosta” ci ha pensato proprio il cambiamento climatico del nostro pianeta. L’acqua tiepida dell’Atlantico favorisce la riproduzione di questi crostacei così che la sopra abbondanza ne fa calare il prezzo. Non solo. La “muta” della corazza, evento che una volta avveniva attorno al 4 luglio e segnava l’apertura della stagione di pesca, si è anticipata di molte settimane. E i pescherecci del Nord America sono così stracarichi di aragoste che valgono sempre meno.

Operazione “Ferie in sicurezza”: sequestrate 540 tonnellate di cibo scaduto

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Sono circa 540 le tonnellate di cibo scaduto sequestrate di Nas nell’operazione ‘Ferie in sicurezza’, per garantire la sicurezza alimentare anche in vacanza. Dopo 3400 ispezioni effettuate, su tutto il territorio nazionale, a bar, gelaterie, ristoranti, stabilimenti balneari, etc… sono state rilevate in media irregolarità almeno nel 30% delle strutture.per un totale di 1700 violazioni alle normative nazionali e comunitarie per un ammontare di sanzioni amministrative pari a 1 milione e 300 mila euro. Segnalate anche 1100 persone alle  Autorità Giudiziarie, Amministrative e Sanitarie. 

In particolare i controlli dei Nas si sono concentrati sul settore ittico, qui sono state sequestrate circa 344 tonnellate di pesce e molluschi. Ma se il pesce che spesso viene servito o venduto ai turisti è di pessima qualità, non migliora certo la situazione per altri prodotti. Sequestrati, infatti, 96 tonnellate di alimenti di varia natura tra cui gelati, dolci, miele, carne, formaggi, prodotti da forno, frutta, verdura, bibite e bevande di ignota provenienza, in pessime condizioni igienico-sanitarie, stoccati in ambienti non adeguati, con date di scadenza superate anche da diversi anni. Sono state accertate irregolarità igienico-sanitarie e documentali talmente gravi da rendere necessaria l’adozione di provvedimenti di sequestro o chiusura immediata di 27 ristoranti, 5 bar/gelaterie e 7 panetterie.

 

La piena di grasso che preme sulle fogne di Londra. Allarme in città!

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Una piena di grasso sta spaventando Londra. La massa, grande come quella di un autobus a due piani, sta intasando le fogne della città e minaccia di esplodere e invadere le strade. Il problema è stato riscontrato a Kingston, nel distretto sud di Londra, in cui i cittadini da giorni riscontravano l’impossibilità di tirare l’acqua nei wc. La società che si occupa delle fognature ha fatto la scoperta di un enorme ammasso di grasso che ostruiva le fogne, dovuto essenzialmente alla cattiva abitudine di buttare nel lavandino o nel wc gli avanzi di cibo, olii, grassi vegetali e ogni tipo di avanzo alimentare. 

Gli operai sono intervenuti prima che il sistema fognario implodesse creando disagi nelle strade. Ci hanno impiegato tre giorni e tre notti di lavoro di lavoro costante per rimuovere l’enorme ammasso. «Uno dei tubi del sistema fognario è stato ostruito da 15 tonnellate di grasso», ha detto Gordon Hailwood dalla società idrica Thames Water. Che ha aggiunto: «Mai prima d’ora abbiamo visto una cosa simile». Si tratta infatti della «più grande montagna del suo genere nella storia britannica».  

L’ammasso oltre che dal grasso era costituito da carne marcia, salviettine, pannolini, residui sanitari e quant’altro. Non solo è disgustoso a vedere, ma è anche un problema non indifferente da risolvere: «Ha danneggiato molti metri di tubo e le riparazioni richiederanno almeno sei settimane di lavoro», ha sottolineato Hailwood. 

Il cibo italiano è andato a ruba tra le stelle! Lo dice Parmitano.

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Luca Parmitano era partito con del cibo italiano. Lassù fra le stelle aveva deciso di mangiare i prodotti della sua terra. Ma in un collegamento in diretta  dalla Stazione Spaziale organizzato nel centro dell’Esa a Frascati (Roma), l’Esrin, l’astronauta ha confessato: ”E’ praticamente finito tutto” e poi ha aggiunto ‘Quando abbiamo finito di trasferire il materiale dalla navetta europea Atv ‘Albert Einstein’ ero responsabile di questa operazione e ho voluto ringraziare l’equipaggio con una cena italiana. Eravamo in sei e ho offerto primo e secondo” e ha poi concluso ”ho ancora una lasagna, magari l’aprirò una domenica per ricordarmi come si pranza in Italia la domenica e poi è rimasto un tiramisù che non credo riuscirò a mangiare perché Karen ha una passione per questo dessert: credo lo darò a lei”. Il cibo italiano è davvero spaziale!

 

Il porno non è il sesso… per spiegarlo serve il cibo!

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Una volta c’era “noi siamo fatti così” per spiegare ai bambini il corpo umano in modo semplice, ma scientificamente corretto. Ora in rete è possibile reperire un filmato che altrettanto scientificamente e senza censure ci spiega, servendosi del cibo, la differenza sostanziale tra un film porno e il sesso reale… insomma le “cose della vita” raccontate attraverso frutta,verdura,ortaggi e dolci.

+++ Video destinato a un pubblico adulto +++

Dimenticato in cella per 4 giorni, ottiene 4,1 mln di risarcimento

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Daniel Chong, studente di San Diego arrestato per errore durante un raid anti-droga nel suo campus ha finalmente ottenuto giustizia. Era il 2012 quando lo studente d’ingegneria, durante il tradizionale giorno della marijuana libera che si celebra in molti campus americani, fu arrestato e poi  “dimenticato” in cella senza cibo e senza acqua per quattro giorni, costretto anche a bere la propria urina per non morire. Durante questo periodo fu anche colto da allucinazioni e quando non fu più sicuro di uscire dall’incubo vivo, ruppe i suoi occhiali e si incise con il vetro un messaggio sul braccio per sua madre. Una volta tornato libero, Chong ha dovuto trascorrere cinque giorni in ospedale: aveva perso 7 chili, era disidratato e aveva problemi di insufficienza renale. Ora, finalmente, sarà risarcito con 4,1 milioni di dollari di risarcimento. Il ragazzo ha commentato: «È stato un incidente, un terribile incidente», mentre il suo avvocato ha ribadito che quello che è accaduto al suo cliente «non deve succedere più a nessun essere umano sul pianeta».

 

Pazza estate: un orso entra in un bar e passeggia tra i tavoli

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Afa, caldo ed estate torrida tanto che i gestori del Lonigan’s Bar avevano lasciato le porte aperte del loro locale… un orso bruno, alla ricerca di cibo e refrigerio, verso le 9 di sera ha deciso di farsi un tour notturno nel noto locale  vicino al Rocky Mountain National Park nello stato del Colorado. A notarlo, oltre alle telecamere a circuito chiuso anche un uomo che lavora in un negozio poco distante. D’altra parte 140 kg di “morbidezza” non potevano passare inosservati.

Bufala sulla mozzarella campana e altre truffe alimentari.

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Come difendersi dalle truffe alimentari che stanno invadendo gli scaffali dei supermercati e stanno dilagando nei mercati rionali? E’ difficile la risposta e spesso non può essere univoca. Molto sicuramente dipende dalla professionalità dei commercianti e dai controlli eseguiti quotidianamente sulla tracciabilità e etichettatura dei prodotti alimentari su tutto il territorio nazionale.  Come scoprire la truffa del “made in Italy” quando sulla nostra tavola arrivano insaccati fatti con carne olandese e patate francesi vendute come un prodotto italiano?

Sono la lente delle verifiche ispettive sono cadute 147 aziende ed attività commerciali. Dai supermarket, ai mercati e per finire alla ristorazione i Nac (Nuclei antifrodi carabinieri) hanno individuato prodotti che illecitamente recavano scritte di  qualità DOP/IGP come «Parmigiano Reggiano», «Mozzarella di Bufala Campana», «Cipolla di Tropea» e «Pecorino Toscano».  Inoltre in provincia di Latina sono state tolte dal mercato 65 quintali di paste fresche che indicavano in etichetta l’utilizzo di «Grana DOP» mentre in realtà nei prodotti non veniva utilizzato alcun tipo di formaggio. In provincia di Verbania sono state sequestrate numerose confezioni di preparati alimentari che riportavano, senza la prevista autorizzazione, la denominazione d’origine «Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP».

 L’agropirateria è un danno per l’Italia che da sempre ha fatto del cibo una sua eccellenza e che rischia, anche a livello internazionale, di perdere mercato proprio a causa delle continue truffe che sempre più di frequente emergono sul nostro territorio. Sicuramente la crisi non fa bene neppure al settore alimentare, ma bisogna tutelare quei prodotti che tutto il mondo ci invidia garantendo che l’etichettatura corrisponda pienamente alla qualità e alla denominazione d’origine. 

Ammonterebbe ad oltre 1.600.000 euro il valore del circuito economico illegale individuato, che ha riguardato anche un gruppo di aziende zootecniche dell’agro nocerino-sarnese sottoposte a sequestro perché al centro di un’organizzazione dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e alle truffe sui contributi assistenziali e previdenziali. L’azione di controllo dei Nac di Roma, Parma e Salerno proseguirà nel mese di agosto nelle aree turistiche di maggior affluenza.

Orango obeso da cibo spazzatura, messo a dieta con organic food!

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Un orango femmina è stata costretta a rispettare una dieta molto rigida dopo essere ingrassata e aver preoccupato lo staff che la tiene sotto osservazione. Siamo nell’arcipelago del Borneo, in Malesia, e lei si chiama Jackie. Jackie pesa più di 100 kg e la causa è il junk food che ogni giorno le viene offerto dai turisti. L’orango ha perso la sua elasticità e anche alcune capacità cognitive tipiche della sua razza: non si lancia più alla ricerca di cibo, ma attende che qualche turista le lanci patatine e altro cibo spazzatura di cui va ghiotta. Così ora si è corso ai ripari e a Jackie le viene dato solo organic food: una dieta equilibrata di frutta e verdura, lontano da hamburger e patatine fritte.

Crollano i consumi delle famiglie… mai così male!

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Si parla di nuovo di Imu, di Iva e di nuove tasse che potrebbero colpire gli italiani già in autunno, ma intanto i cittadini sono già alla fame! Crolla la qualità e quantità degli acquisti alimentari degli italiani, che secondo l’Istat, ormai colpisce 6 famiglie su 10. Ci si rifugia nelle offerte dei supermercati, e chi può, coltiva nel giardino di casa. Quello che era un hobby è una necessità. Sottomarche, cibo spazzatura e riduzione drastica della spesa questo sembra essere l’ultimo report in Italia. Dati che fanno riflettere se poi si considera che proprio nella Penisola da sempre il cibo è un’eccellenza della nostra economia. Ma se l’alimentare va male ci sono settori che vanno peggio. Crollano le vendite nei mobilifici (forse anche perché negli anni passati si è comprato troppo) e crollano le spese per la cultura. In particolare i settori più colpiti sono il cinema, il teatro e i musei.

 

Arriva #foodporn, l’appetito virtuale. Condannare o ridere?

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C’è chi lo condanna, c’è chi lo trova divertente, c’è chi ne fa un’ossessione o chi semplicemente una passione fotografica: si chiama #foodporn, anche se con il porno non ha molto da spartire. Ma cos’è la nuova moda social? Si tratta di fotografare e postare i piatti prelibati su Facebook e condividere immagini di cibo. Per alcuni questa pratica è pericolosa e rappresenta un disordine alimentare, per altri è solo l’ennesima follia del network che, a volte può mettere l’acquolina in bocca e altre strappare una risata.

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Ma quali sono le regole da seguire per fare la foto perfetta e postarla su Facebook?

– Stare attenti alla luce. Meglio se naturale e se proviene direttamente da una finestra per donare morbidezza all’immagine. Consigliabile anche mettere il piatto davanti alla finestra possibilmente con una luce laterale che elimini ombre. Il cibo se non bene illuminato non risalta nelle foto e può essere “vittima” del flash che spesso creare una foto piena di luci e ombre e riflessi indesiderati.

– Non riempire l’immagine con oggetti inutili o che possono levare l’attenzione dal piatto. Eliminare il tovagliolo sporco o la forchetta usata. Meglio uno zoom su un particolare che elimini anche il fondo. QUello che deve risaltare è il piatto. Se poi siete degli appassionati della fotografia e la vostra macchina ha la funzione macro perché non provare a usare la fantasia e tentare un particolare curioso del piatto?

– Le grandi quantità di cibo sono difficili da gestire quindi meglio porzioni piccole da poter inquadrare da diverse angolature per cercare la profondità.

– Fare una bella foto di cibo è difficile: meglio fare più scatti. Provare anche effetti diversi di messa a fuoco e soprattutto tentare di realizzare qualcosa di veramente accattivante.

– Il cibo non può aspettare… è triste riprendere il formaggio ormai freddo nel panino o un piatto di insalata condita dopo un’ora. Su alcuni elementi, per dare risalto nella foto si può passare l’olio o in alcuni casi l’acqua, ma la regola migliore è sempre scattare nel miglior tempo possibile.

– Non eccedere neppure con gli effetti in postproduzione… il cibo è bello al “naturale” la maggior parte delle volte!

Buon appetito virtuale a tutti!

I formaggi in via d’estinzione

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Esistono almeno 2000 tipi di formaggi al mondo, ma molti sono in via d’estinzione. Così oggi c’è chi cerca di salvarli. Il più famoso salva-formaggi è forse il britannico Jason Hinds che cerca di non far tramontare quei prodotti che hanno una tradizioni che affonda le sue radici nel passato. Tutti i mesi Hinds visita i casari e assaggia molti formaggi per poi decidere quale conservare.

Sono circa 10 i formaggi da salvare, tra questi ci sono:

Il Montal: un formaggio armeno antichissimo che si produce seguendo una tradizione che si avvale di mezzi rudimentali e deve essere fatta con il latte appena munto e ancora tiepido. Dopo aver fatto le operazioni di lavorazione, la pasta viene messa in anfore di terracotta così come avveniva almeno 5000 anni fa quando iniziò la conservazione degli alimenti nelle otri o nelle anfore.

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Formaggio Verde: è prodotto con il latte munto a mano dalle pecore in alpeggio tre volte al giorno da maggio a luglio e la caseificazione inizia immediatamente. Al latte di pecora (al quale talvolta si aggiunge un po’ di latte vaccino) si unisce il caglio e si lascia riposare per due ore. Il formaggio stagiona in recipienti di tiglio in salamoia (che si forma spontaneamente) per un periodo che può durare anche due anni. I recipienti di legno rimangono in alpeggio sino al termine della stagione del pascolo e, a ottobre, sono trasferiti a valle e collocati in cantina. Qui vengono aperti per consentire all’aria umida di Tcherni Vit (Bulgaria) di favorire la fioritura di muffe nobili che ricoprono il formaggio e penetrano naturalmente nella pasta, trasformando il formaggio in uno dei pochissimi erborinati naturali presenti al mondo.

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Geitost: questo formaggio norvegese prodotto artigianalmente nel fiordo di Sogne ha rischiato di scomparire durante il XX secolo. Ora c’è la cooperativa Undredal Stølsysteri che è una delle poche che oggi lo produce secondo la tecnica tradizionale, e recentemente ha ottenuto la prima autorizzazione concessa in Norvegia a produrre formaggi a latte crudo di capra. La sua lavorazione prevede l’utilizzo del siero che deriva dalla produzione di un caprino a pasta bianca, con l’aggiunta di crema di latte vaccino. Durante la cottura, che dura da otto a dieci ore, il lattosio presente nel latte cristallizza e dà la tipica colorazione marrone.

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Oscypek: prodotto in Polonia, sui monti Tatra, al confine con la Slovacchia, vive una particolare civiltà pastorale sopravvissuta nel tempo sempre uguale a se stessa: è la civiltà dei batza, i capi pastori che a maggio raccolgono le pecore dei contadini e le portano sui pascoli tra gli 800 e i 1500 metri, dove restano fino a ottobre. Nella basutzka (una rudimentale capanna di legno) il fuoco arde giorno e notte: serve per la caseificazione e per affumicare l’oscypek, un formaggio unico al mondo per la sua particolare forma a fuso. Terminata la lavorazione, il formaggio va in salamoia per 24 ore e, una volta asciutto, è collocato in appositi scaffali di legno sul soffitto della capanna. Qui il fumo, giorno dopo giorno, compie il suo lavoro: l’oscypek indurisce e assume un colore giallo bronzo, lucido e omogeneo. Tradizionalmente si serve in fette sottili oppure si fa alla griglia.

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Emmentaler: anche il formaggio più noto svizzero a causa della sua lunga e complessa tecnica di produzione e soprattutto per la grandezza (è uno dei formaggi più grandi al mondo) che ne rende difficile la manipolazione, rischia di estinguersi.Il latte conferito da piccoli allevatori locali due volte al giorno (1200 litri per una forma) è lavorato crudo e intero.  Al latte si aggiunge siero-innesto autoprodotto, si caglia a 32° C; quindi si procede alla rottura della cagliata, alla cottura della pasta e alla messa in forma. Le forme sono pressate, poste in salamoia e, dopo una sosta di alcuni giorni nel locale di salagione, trasferite in cantine calde e umide, capaci di provocare quella fermentazione propionica che favorirà i celebri buchi nella pasta.

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Agrì di Valtorta:  Un piccolo formaggio cilindrico di latte vaccino intero a pasta cruda la cui particolarità è data dalla tecnica di produzione che richiede tre giorni di lavorazione e una speciale manualità da parte del casaro. L’Agrì è un formaggio dal sapore dolce, aromatico e dal profumo delicato. La pasta è bianca e morbida nel formaggio fresco, ma diviene più compatta in quello stagionato ed è sempre priva di occhiatura.

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Formadifrant: Simbolo del prodotto antispreco per eccellenza, questo formaggio è creato per salvare le forme di formaggio di malga “difettose” o che semplicemente non potevano essere avviate alla stagionatura, perché magari gonfiate o con la crosta spaccata. Nulla si poteva perdere o non riutilizzare, in questa civiltà contadina dove tutto era frutto di grandi sacrifici e tantomeno i formaggi ottenuti con il latte delle vacche che pascolavano sugli alpeggi ed esprimevano nei profumi e negli aromi tutta la ricchezza delle centinaia di erbe spontanee presenti nel foraggio.

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Le regole d’oro contro le intossicazioni

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Il caldo è arrivato e el temperature delle ultime ore non hanno lasciato spazio a dubbi, ma è proprio quando le temperature salgono che i rischi alimentari aumentano. Nel mondo le intossicazioni alimentari note sono più di 250 e si manifestano con vari sintomi: dalla nausea alla febbre, dalla disidratazione alle reazioni cutanee. Per combatterle servono poche regole:

  • Fare attenzione a dove si compra la carne. Rivolgersi sempre ai negozi autorizzati per essere certi che la macellazione venga eseguita secondo le norme igieniche in vigore. Inoltre è preferibile la carne ben cotta, perché, come tutti sappiamo, i batteri muoiono ad alte temperature. Fare massima attenzione al barbecue che a volte non  fa cuocere la parte centrale del pezzo di carne. Bisogna essere sicuri che la carne arrivi almeno a 69° C.
  • Anche i pesci necessitano della massima attenzione e il primo avvertimento è sulla freschezza del prodotto. Non tutti sono in grado di riconoscere la freschezza di ogni specie di pesce, è quindi necessario fidarsi della pescheria dove lo si compra. Per mangiarli crudi o poco cotti è necessario andare nei ristoranti in cui è presente l’abbattitore. I batteri del pesce a bassissime temperature muoiono. Se lo si vuole consumare a casa, crudo è meglio parlarne preventivamente con la pescheria di fiducia. Il limone distrugge solo alcuni batteri, ma non tutti quindi non basta cospargere i crostacei di limone per evitare i rischi.
  •  Per la frutta e la verdura è necessario fare attenzione all’acqua con cui vengono lavate. In alcuni paesi è proprio l’acqua ha trasmettere alla verdura i batteri che sono causa poi delle intossicazioni. E’ una buona norma, anche in Italia, d’estate aggiungere all’acqua un disinfettante, anche del bicarbonato, per essere sicuri che si siano uccisi i batteri.
  • Fare attenzione all’acqua, essere certi che sia potabile e al minimo dubbio scegliere quella in bottiglia.
  • Attenzione anche alle uova. Il rischio di salmonellosi in questo prodotto è alto. E’ preferibile sempre mangiarle cotte, inoltre prima di rompere l’uovo sarebbe una buona norma passarlo sotto l’acqua per lavarlo. Attenzione però a non comperare le uova e lavarle prima che vengano usate, lavando l’uovo, infatti, si leva una pellicola che è presente sul guscio che serve invece per una migliore conservazione.
  • Forse non tutti sanno che uno dei prodotti a maggior rischio è il gelato. La prima regola è la conservazione e la data di scadenza.  Mai ricongelare un gelato squagliato.
  • Fare attenzione ai dolci soprattutto quelli a base di creme e e uova che andrebbero consumati entro 1 o 2 giorni.

Per evitare le intossicazioni bisogna stare attenti all’igiene, alla cottura e ai negozi dove la si acquista. Bastano poche attenzioni per non rovinarsi la vacanza!

I cigni che nutrono i pesci

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Un esempio di solidarietà e altruismo. Se è vero che l’unione fa la forza, in questo caso si potrebbe dire che assicura la sopravvivenza, almeno di questi pesci. Dei cigni, grazie al loro lungo collo, riescono infatti a raggiungere il cibo che generosamente condividono con i loro compagni di nuotate!

La Nazionale italiana a dieta: prosciutto e parmigiano bloccati in aeroporto!

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La Nazionale Italiana arriva in Brasile e l’accoppiata Balotelli – El Shaarawy non manca di dare subito spettacolo: una partita a futvolley, su richiesta di alcuni brasiliani mentre i ragazzi si godevano una passeggiata sulla spiaggia di Barra da Tijuca, scortati a distanza da due uomini della sicurezza. Ma la simpatia è stata manifestata a tutti i ragazzi di Prandelli, con i tifosi in attesa davanti all’hotel per scattare alcune foto.
Ma non solo “momenti di festa”, una brutta notizia è arrivata già all’arrivo in aeroporto domenica nella tarda serata: una buona parte delle scorte alimentari è infatti stata momentaneamente sequestrata alla dogana visto che la legislazione brasiliana richiede permessi particolari per l’importazione di alcune derrate. I ragazzi scenderanno quindi in campo questa sera al Maracanà contro Haiti senza aver potuto assaggiare prosciutto crudo e cotto, bresaola e per l’adorato parmigiano. Via libera invece per olio, pasta e pelati. Ma gli azzurri non si sono abbattuti e la gioia per lo sbarco a Rio la manifestano via Twitter e postando foto in Instagram.

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Mangiare è ormai un bene di lusso?

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Secondo gli esperti della Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite (FAO) e dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) nei prossimi 10 anni ci sarà un aumento per i generi alimentari che arriverà anche al 40%. Perché il cibo aumenta? Secondo la Fao e l’Ocse l’aumento sarebbe determinato dalla domanda dei redditi più elevati e dalla difficoltà di crescita delle scorte. Ma con redditi elevati la quota rivolta ai beni alimentari in proporzione diminuisce e si va ad attestare solo su cibi di lusso e non sui cibi di consumo quotidiano. Sembra quindi anomala questa analisi se poi si confronta con la soluzione auspicata dagli stessi esperti che auspicano investimenti in agricoltura. Il dato più importante che emerge  è la conseguente diminuzione della produttività che, nei prossimi anni, arriverà al 20% a causa del degrado dei suoli e della minore disponibilità di terreni. Forse non si sono fatte politiche agricole mirate? Forse l’Europa a suddiviso in maniera discriminante le quote latte? Forse abbiamo diminuito troppo i terreni agricoli a vantaggio dell’industria inquinante? Senza dubbio alcuni errori nel passato sono stati commessi e ora se ne pagano le conseguenze… arriveremo in tempo per un inversione di marcia?

Curiosi o golosi? Prodezze da micio

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Sgranano gli occhioni ed è impossibile non perdonarli, ma questi gatti sono dei veri e propri curiosoni. S’infilano nel frigorifero per sbirciare cosa contiene o concedersi uno spuntino fuori orario. Quella che è assicurata è la sorpresa del padrone che scova “l’intruso”… e non perde l’occasione d’immortalare la prodezza del felino!

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Sappiamo controllare le porzioni di cibo?

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Questo deve essere stato il pensiero guida dell’artista e fotografo Christopher Boffoli che ha pensato di mettere l’uomo come miniatura a lavoro in porzioni di cibo giganti. Ecco quindi che serve il trattore per pelare una patata, si può far scuba in una tazza di the e che si fa un’impalcatura su un mazzo di asparagi… ma dopo tanto lavoro si può prendere il sole in una tazza di cereali o andare sulla neve su un cupcakes ricoperto di panna! Ma la domanda rimane sempre: siamo schiavi del cibo o lo possiamo dominare anche quando è molto più grande di noi?

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Il mondo si coalizza con i manifestanti di Piazza Taksim: per loro pranzo da asporto

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Continuano le proteste in Turchia e la scorsa notte la polizia ha arrestato 24 persone a Smirne, con l’accusa di avere “incitato ai disordini e fatto propaganda” a sostegno delle manifestazioni contro il premier, Recep Tayyip Erdogan mentre altre 14 persone sono ricercate. Sembra, stando alle fonti locali del principale partito di opposizione, il Chp, gli arrestati avessero solo invitato, attraverso Twitter, a partecipare alle proteste di piazza che si stanno tenendo in Turchia. Ma se la polizia combatte strenuamente la protesta, migliaia di anonimi sostenitori della rivolta hanno ordinato su Internet, anche dall’estero, pasti da recapitare ai manifestanti di Piazza Taksim. Il direttore di Yernel Sepeti, una delle principali catene di fast food a domicilio del Paese, ha spiegato che ieri sono state ricevute oltre mille ordinazioni. “Ci sono stati alcuni problemi di consegna, ma tutto è stato risolto”.

Giornata Mondiale dell’Ambiente: Think. Eat. Save.

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La recente sentenza del Tribunale di Torino per i morti da Eternit ricorda a tutti noi che l’uomo, se non prende in considerazione le conseguenze dei suoi atti,  oltre a rovinare la natura incide anche sulla propria salute. Un motivo in più per focalizzarci su questa giornata in cui si tiene la 39esima edizione della Giornata Mondiale per l’Ambiente, istituita dalle Nazioni Unite e nata nel 1972 a Stoccolma. Il tema del World Environment Day di quest’anno è “Pensa, mangia, risparmia”, ovvero riguarda il cibo e ciò che l’aumento di popolazione e le necessità alimentari comportano per l’ambiente, mentre la seconda parte dello sloga recita: “Reduce your footprint”, riduci il tuo impatto. Ecco allora che la parola d’ordine diventa “no allo spreco alimentare”. Un argomento quanto mai attuale, se si considera che un terzo del cibo prodotto viene sprecato. Per sensibilizzare a un simile, impegnativo tema, lo spagnolo Gastòn Lisak, studente residente di Fabrica, ha realizzato un video che invita a riflettere sul consumo e lo spreco di cibo e che, inserito nel progetto Live Windows di Fabrica, che collabora con scuole di arte e design europee e realizza contenuti su temi sociali legati alle giornate internazionali Onu, sarà visibile da oggi e fino alla fine del mese a Times Square e Piccadilly Circus, oltre che nei 10 mega store Benetton delle principali città del mondo dotati di video wall in vetrina.

Anche le attività del Barilla center for food and nutrition, fondato nel 2009 a Parma, sono dedicate alla riduzione dello spreco, com’è ravvisabile nel sito del centro, che offre anche suggerimenti da attuare come singoli. Ma parlare di alimentazioni porta anche a pensare a tutte le attività organizzate dalla First Lady Michelle Obama, impegnata a creare un sistema che incrementi una corretta educazione alimentare per bambini americani, e che attraverso il suo account twitter FLOTUS dispensa avvisi e consigli per un’alimentazione equilibrata. Ma restando all’ambiente e alla terra, molte sono le iniziative che sono state prese dalle autorità, locali e no, ma ciò non significa che non ci sia ancora molto da fare anche nella vita di tutti i giorni. Stiamo parlando delle cosiddette “azioni dal basso”, perchè è fondamentale la presa di coscienza da parte del singolo: siamo tutti interessati e coinvolti nella protezione del mondo in cui viviamo.

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Ruba per sfamare il figlio: ora lo attende il carcere

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La crisi che riduce gli italiani alla fame, il lavoro che non c’è che obbliga un padre a rubare pur di poter sfamare il figlio. Ormai gli italiani non sognano più, il desiderio più grande sembra non essere neanche più quello di arrivare a fine mese, ma di riuscire a far mangiare un boccone ai propri figli ogni giorno. In uno Stato dove non si è tutelati, però, un piccolo furto per disperazione porta al carcere. E’ quanto è capitato al 34enne romano Filippo, padre di un bimbo di soli quattro anni. Con una giustizia che riesce a far uscire dal carcere un assassino, che ha confessato, per decorrenza dei termini, lui due settimane fa era stato processato per direttissima per essere stato sorpreso a rubare del pane e poco altro. Allora, la pena è stata di cinque mesi con la condizionale. Ma mangiare è una necessità e così l’uomo, disperato da quando ha perso il lavoro, è tornato a rubare. Questa volta si trattava di una fetta di arrosto, un pezzo di formaggio e una bottiglia d’olio. La nuova denuncia ha però fatto salire la condanna a sei mesi, da scontare a Regina Coeli.

Dimmi che mangi a colazione e ti dirò chi sei!

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Si può fare il giro del mondo a colazione e scoprire che quello che normalmente consideriamo un piatto della festa o della cena viene mangiato invece spesso proprio per iniziare la giornata. Molto dipende dal clima, dai prodotti locali, ma a volte si tratta di tradizioni che vengono da lontano. Avvicinarsi a un popolo attraverso il cibo è il primo modo di dialogare… è mettersi in ascolto e assaggiare quello che ci viene proposto che rompe la diffidenza dello straniero nei confronti del locale, spesso fiero di far assaggiare i suoi sapori e di avere dei riscontri positivi. Perciò è importante condividere sempre la “cultura” che spesso non passa necessariamente da un testo scolastico, ma che più naturalmente ci viene offerta viaggiando e scoprendo nuove realtà. Questo è solo uno schema semplificato di quello che ci può essere offerto in alcune parti del mondo:

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Uno sguardo a… Filetto di maiale all’alloro.

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La ricetta puoi trovarla QUI!

Penelope Cruz sul set di… Nine di Rob Marshall

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