Insegnante sospesa: tappa la bocca agli alunni con il nastro adesivo

nastro-adesivo-ragazzo-tuttacronacaE’ stata sospesa un’insegnante 27enne, docente presso la Danesfield School in Williton, Somerset, che ha deciso di zittire la classe utilizzando il nastro adesivo. Priscila Davo Ortega, infatti, sosteneva che gli alunni erano troppo rumorosi e ridacchiavano nonostante i suoi continui rimproveri. I genitori hanno espresso subito il loro disappunto e si sono detti scioccati da quanto accaduto. Thomas Bradbury, uno degli alunni, ha raccontato al Mirror che una delle sue compagne dopo l’applicazione del nastro ha anche iniziato a sanguinare.

Se questa è un’educatrice… la maestra che picchia gli alunni

scuola-tuttacronacaCosa potranno imparare a scuola dei bambini che vengono picchiati anche in viso, messi in punizione inginocchiati in un angolo, rinchiusi in uno stanzino o sul balcone. Tutto perchè gli alunni della scuola elementare di Palazzo Adriano, nel Palermitano, sarebbero stati “indisciplinati”. La denuncia per maltrattamenti è arrivata da una mamma preoccupata e il gip del tribunale di Termini Imerese ha sospeso la maestra dopo l’inchiesta della polizia. I riscontri dei poliziotti, verificati anche con il personale dello stesso istituto scolastico, hanno messo in luce come la mancata trascrizione di avvisi sul diario o banali monellerie scatenavano le furie dell’insegnante. Stando a quanto riportano gli inquirenti, gli alunni venivano percossi, sottoposti a castighi ingiustificati e sproporzionati, spesso collocati in castigo in uno stanzino della scuola o sul balcone con l’anta chiusa dall’interno con pericolo per la loro stessa incolumità. In una circostanza sarebbe emerso che l’insegnante avrebbe dato uno schiaffo a un bambino lasciandogli sul viso il segno dell’anello e gli avrebbe poi consigliato di alleviare il dolore con un panno bagnato.

La maestra che ammazza i sogni dei bimbi: “Babbo Natale non esiste”

santa-claus-tuttacronacaSe non ci finisce lei nella lista dei cattivi, allora chi? Come riporta La Gazzetta di Parma, una maestra ha deciso d’incentrare una lezione sul Natale e ovviamente non poteva non spendere qualche parola sull’amato “vecchio vestito di rosso che porta i doni”. Solo che ai suoi piccoli alunni ha dichiarato: “Oggi parliamo di Santa Claus, Babbo Natale. Una leggenda: non esiste”. Non meraviglia che, dopo lo shock vissuto dai piccoli alunni, sia arrivata l’indignazione dei genitori. Per non parlare dell’ira di un gruppo di mamme che hanno dovuto rispondere alle incalzanti domande dei figlioletti di terza elementare delusi e  amareggiati. Una reazione speciale, poi, l’ha avuta un genitore che ha risposto per le rime, scrivendo lui stesso una lettera fingendosi un bimbo di 8 anni:

Caro Babbo Natale,
sono un bambino di otto anni. Qualche giorno fa ero a scuola e in classe è successa una cosa strana. Una delle nostre maestre ci ha detto che tu non esisti. Sì, hai letto bene: che non esisti! Per noi è stata come una sassata contro una vetrina: boom!
Ci ha detto così perché fa parte del programma di quest’anno svelarci la leggenda di un certo Santa Claus: ma è vero che questo Claus sei tu con un nome diverso? Quanti nomi hai? I bambini, qui a Parma, ti hanno sempre chiamato Babbo Natale, ma pur di ricevere i tuoi doni, se preferisci, ti possiamo scrivere in inglese, magari potremmo farci aiutare dalla maestra; ci ha spiegato che se non ci avesse svelato questo segreto, avrebbe potuto incorrere in un provvedimento disciplinare. Io e i miei amici non abbiamo ben capito cos’è un provvedimento disciplinare, sembra che sia una roba gravissima, forse peggio di quando non facciamo i compiti; e noi non vogliamo che la maestra venga sgridata.
Detto sinceramente, non le abbiamo creduto del tutto. Però ci è venuto qualche dubbio e a casa abbiamo chiesto ai nostri genitori. Visto che neppure loro ci hanno dato delle risposte chiare, eccomi qua a chiedere direttamente a te: esisti o no?
Non ti sei ancora chiesto perché proprio io ti ho scritto questa lettera? Allora te lo spiego. I miei compagni di classe mi hanno detto: “Tu, che qualche anno fa sei stato in Finlandia e hai conosciuto il vero Babbo Natale (o questo Santa Claus), hai fatto una foto assieme a lui, gli hai stretto la mano… ti avrà dato un bigliettino da visita!”. Come facevo a tirarmi indietro?
Lo sappiamo che tutti quelli che vediamo in giro per le strade sono persone travestite, con la barba e il pancione finti, proprio perché tu arrivi solo la notte di Natale.
A dire il vero ci sono venuti dei dubbi anche su Santa Lucia… ma no… lei esiste di sicuro, infatti passa da Parma e da poche altre città. Giorgio Torelli l’ha descritta così bene sulla Gazzetta che secondo me arriverà prima da noi che da altre parti.
Nei nostri sogni, caro Babbo Natale, tu esisti ed esisterai sempre. Pensa: le mamme e i papà ti sognano ancora. Vorremmo che tu regalassi a questa maestra la magia che proviamo noi quando ti scriviamo, la magia di quando fatichiamo ad addormentarci pensando a te che arriverai con le tue renne, un po’ per la speranza di vederti e un po’ timorosi perché non ti conosciamo. La magia di quando ci svegliamo al mattino e corriamo a guardare sotto l’albero. Vorremmo che tutti provassero queste emozioni, perché ce n’è bisogno. Queste cose non hanno età.
Beh, noi ti aspettiamo, anche se arrivi in ritardo: ogni tanto succede anche a noi al mattino.
Cesare

La maestra che sputa contro l’alunno

maestra-sputo-tuttacronacaNella classe seconda della scuola primaria Andrea Palladio di Castelnovo, frazione di Isola Vicentina, in provincia di Vicenza, un bimbo, durante un diverbio con la maestra, le ha sputato contro. L’insegnante, a quanto pare esasperata, ha risposto allo stesso modo. Un atteggiamento che ha spinto la madre dell’alunno a presentarsi in Procura per denunciare la maestra, C.C., di 58 anni. L’insegnante rischia di essere indagata per abuso di mezzi di correzione nei confronti del bambino. La querela è – come spiega Il Giornale di Vicenza – all’attenzione del procuratore. La maestra, secondo alcuni testimoni, dopo aver sputato contro l’alunnoavrebbe esortato i compagni di classe a fare lo stesso. Ma gli inquirenti devono ancora verificare questo particolare.

Bambino di 10 anni troppo violento: interviene la polizia

iperattività-infantile-tuttacronacaPericoloso per i compagni e le insegnanti a causa dei suoi momenti di iperattività che sfociavano anche in atti violenti. E’ la storia di un bimbo di 10 anni che vive nella provincia di Treviso che ha visto, ad un tratto, la sua aula scolastica svuotarsi. I genitori dei suo compagni, infatti, hanno deciso da un giorno all’altro di non mandare più i propri figli a scuola, temendo per la loro incolumità. Il bambino, che si è ritrovato unicamente in compagni di un insengante di sostegno, ha iniziato a lanciare tutto per aria costringendo anche la maestra ad allontanarsi dall’aula, ferendo sia lei che un bidello e un’altra bambina. Tutti e tra sono dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso. Lo scatto d’ira del piccolo si è placato solo in seguito all’intervento della polizia e all’arrivo dei genitori e a quel punto è stato possibile recuperarlo dall’aula. I suoi genitori chiedono di essere capiti, spiegando che non è una situazione facile da gestire nemmeno per loro ma vogliono comunque che il figlio non diventi un emarginato, ma gli altri parenti dal canto loro definiscono la situazione “insostenibile”.

Maestra rimprovera l’alunno in classe: aggredita dal padre del bimbo

picchia-maestra-tuttacronacaSi trovava nell’atrio della scuola una maestra che attendeva i propri alunni per poi accompagnarli in aula al suono della campanella quando il padre di un suo studente le si è avvicinato. Prima l’ha rimproverata verbalmente, quindi è passato alle mani. Addirittura, stando al racconto di alcuni testimoni, l’avrebbe presa a pugni in testa. A intervenire in aiuto dell’insegnante, un brigadiere della locale caserma dei carabinieri,  e la polizia municipale mentre è giunta anche un’ambulanza per accompagnare la docente a un vicino ospedale dov’è stata sottoposta ad accertamenti mentre l’uomo è stato condotto in caserma e la sua posizione è al vaglio degli inquirenti anche se dalla scuola preferiscono non commentare quanto successo: il padre si sarebbe infatti pentito e avrebbe chiesto scusa. Il tutto è avvenuto questa mattina in una scuola di San Vitaliano, nel Napoletano. La “colpa” dell’insegnante è di aver rimproverato il figlio del suo aggressore in classe. Alcuni genitori, scossi dall’accaduto, parlando della maestra hanno riferito:”E’ una brava persona. Può capitare che ci siano divergenze sulla didattica e i metodi educativi ma l’aggressione fatta nei confronti di un’insegnante donna, soprattutto da parte di un uomo, non è giustificabile”.

Muore una bimba di 3 anni: era stata maltrattata dalla maestra

bimba-uccisa-tuttacronacaE’ drammatico quanto è accaduto in un asilo dell’Ohio dove una maestra 33enne ha gettato a terra una bimba di appena tre anni perchè si rifiutava di togliersi il cappotto. La piccola, Autumn Elgersma ha riportato nella caduta anche una frattura al cranio che ne ha provocato la morte due giorni dopo, secondo quanto riferito dalle autorità locali. Autumn era stata trasportata inizialmente all’ospedale di Orange City e poi ricoverata al Sanford Children’s Hospital a Sioux Falls, in North Dakota dove i medici hanno accertato la gravità delle ferite al cranio e dei danni al cervello. Solo in un secondo momento la sua insegnante, Rochelle Lynn Sapp, ha confessato le sue colpe, dopo aver sostenuto, in un primo momento, che la bimba era caduta dalle scale.

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Maestra maltratta i piccoli alunni: un video la incastra!

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Una maestra è stata incastrata grazie alle registrazioni di una telecamera nascosta che hanno mostrato i maltratttamenti che infliggeva ai suoi piccoli alunni. La donna, insegnante in una scuola pubblica per l’infanzia a Barletta, è stata così arrestata con il beneficio dei domiciliari. Secondo quanto si è appreso, sono stati i genitori di alcuni piccoli tra i 4 e 3 anni, dopo aver saputo delle violenze, a denunciarle e a far avviare le indagini coordinate dal sostituto procuratore Michele Ruggiero. Nel corso degli accertamenti, i bimbi sono stati sottoposti a colloqui psicoterapeutici e i consulti, stando a quello che si è saputo, avrebbero acclarato per ciascuno di loro ‘disturbi socio-affettivi’ determinati dai soprusi subiti.

Carlo MAria Capristo, procuratore della Repubblica di Trani, ha definito gli episodi documentati dai carabinieri come di una ”gravità inaudita”. Si vedono infatti i piccoli colpiti dalla donna, fatti cadere, trascinati e scagliati contro oggetti di ogni genere, dalle bottigliette ai libri e al resto delle suppellettili. Tra le altre scene, una in cui la maestra regge con una mano un panino e con l’altra prende per i capelli un bambino trascinandolo in giro per l’aula; poi tira l’orecchio a un altro perché sta dando un bacio a un compagno di classe o prende come un ‘sacco di patate’ un altro piccolo e lo butta sui banchi. ‘”Abusando di autorità, poteri e prerogative propri delle sue funzioni educativo-formative – è detto nel provvedimento cautelare – violando i doveri di equilibrio e correttezza inerenti le attività di cura, vigilanza e custodia esercitate nei confronti di bambini a lei affidati, approfittando della loro condizione di particolare vulnerabilità, li ha ripetutamente maltrattati”.

Maestra d’asilo maltrattava i bambini, può tornare a lavoro tra 2 anni

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Alcuni bambini di due o tre anni venivano legati al seggiolone e messi a tacere con il nastro adesivo sulla bocca. Una vera e propria tortura perpetrata tra le mura di una scuola. Così una 47enne maestra d’asilo di Madrid educava i bambini. Nulla sarebbe emerso se i bambini a casa non avessero confessato cosa subivano quotidianamente. Ma se la storia è agghiacciante, la sentenza è allucinante. Pur ritenendo la maestra,  Aránzazu G.A., colpevole, il tribunale ha condannato la donna solo a 15 mesi di carcere e tra appena due anni potrà tornare a insegnare. Una sentenza del genere a lasciato la Spagna e l’intera comunità europea senza parole, anche perchè al processo non erano mancate neppure le testimonianze che non lasciavano ombra di dubbio sulle violenze che subivano i bambini. Anche una cuoca della struttura aveva dichiarato di aver visto l’insegnante spingere e insultare i bambini, arrivando anche a dirgli “sei stupido come tuo padre”.

Dove è la giustizia e a chi vengono affidati i bambini?  

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