Nè rimborsi nè indennità: il sindaco li usa per pagare la mensa ai bimbi

mauro-riccioni-tuttacronacaA fine gennaio, mentre gli italiani erano in fila per la Mini-Imu, una buona notizia arrivava per gli abitanti di Santa Lucia di Piave, nel trevigiano, dove il sindaco, Riccardo Szumski, e la giunta avevano deciso di farsi carico della tassa. Ora un’iniziativa che parla di primi cittadini che vanno incontro ai propri compaesani giunge da Gagliole, in provincia di Macerata dove il sindaco, Mauro Riccioni, rinuncia a gran parte dei propri benefici per la comunità. Ha infatti deciso di dire no all’indennità, ai rimborsi spese e al cellulare di servizio, per devolvere tutto in beneficenza. Non solo, Riccioni ha convinto anche l’intero consiglio comunale a seguire il suo esempio recuperando diverse migliaia di euro da investire per i più bisognosi.  A Fanpage racconta: “Abbiamo deciso di pagare l’assistenza domiciliare a tutti gli anziani che per fortuna non sono molti ma non graveranno sulle tasche dei loro familiari in un periodo di crisi economica. E non solo: da marzo i bambini delle scuole materne ed elementari non dovranno pagare neppure un euro per la mensa. Stiamo mettendo a punto gli ultimi dettagli, ma entro un paio di mesi sarà tutto pronto. Nessuna delle famiglie dei circa 30 bambini dovrà sborsare un centesimo. Paga il sindaco”.  Allo stesso modo il Sindaco Riccioni, appartenente al gruppo del Partito Comunista – Sinistra Popolare, ha ripianato il debito di 150 mila euro che pesava sulle casse comunali. E lo ha fatto senza aumentare nemmeno di 1 euro le tasse dei suoi cittadini.

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Sorpresa natalizia per 16 scuole romane: sospeso servizio mensa

mensa-scolastica-tuttacronacaSorpresa amara sotto l’albero in sedici istituti comprensivi, che ospitano classi dell’infanzia, primaria e media, della Capitale: il giorno della Vigilia è infatti arrivata una nota in cui il Comune, nello specifico il Dipartimento servizi educativi e scolastici, avvisa che sospenderà il servizio mensa dal 7 gennaio, vale a dire in piena riapertura delle scuole. Gli alunni, al rientro, si vedranno quindi sospeso, o messo a serio rischio, il normale servizio di mensa. Laura Larcan per Il Messaggero scrive:

Il motivo sta tutto «concentrato» in un passaggio della nota protocollata dal dipartimento capitolino il 23 dicembre in cui si fa presente che «con il prossimo 31 dicembre cesseranno gli effetti dei previgenti affidamenti centralizzati e che, con decorrenza 7 gennaio 2014, si presenterà la necessità di rendere concretamente effettivo il passaggio all’autogestione». La risposta alla nota era richiesta entro il 24 dicembre. Peccato che le scuole coinvolte non hanno ancora concluso tutte le procedure di gara per il passaggio dall’appalto centralizzato a quello in autogestione. Un disagio che peserà su migliaia di bambini: basti solo considerare che gli istituti comprensivi protagonisti prevedono una media di mille pasti al giorno. A fare luce su una situazione che sta creando un subbuglio tra i vari dirigenti scolastici, è l’Asal, l’Associazione scuole autonome del Lazio.

«La gravità della nota del Comune sta nel fatto che a tali 16 scuole il 25 ottobre scorso il Comune aveva dichiarato che in caso di mancato espletamento della gara entro il 31 dicembre si sarebbe proceduto ad “ulteriore affidamento” alle ditte attualmente in servizio, a carico del Dipartimento», spiegano dall’Asal. Inoltre, «Tra il 16 e il 19 dicembre scorsi – continuano dall’associazione – tali 16 scuole sono state convocate dal Dipartimento, e hanno sottoscritto di concerto un verbale di accordo in cui veniva ribadita la necessità di rinnovo da parte del Comune dell’affidamento del servizio in corso».

La scuola corre ai ripari: troppi bimbi obesi e ipertesi

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Dilaga l’obesità tra i bambini, a essere colpiti sono soprattutto gli under 10, ma i dati non migliorano molto neppure crescendo. Così la scuola italiana corre ai ripari e cambia la dieta delle mense:  più cibi integrali, prodotti biologici e a km zero, meno zuccheri e carne rossa. Queste le linee guida del decreto del ministero dell’Istruzione appena varato. Si riuscirà a contenere il dilagare dei bambini obesi e ipertesi alle elementari?

Scrive Carla Massi sul Messaggero:

Dettati dall’allarme per l’obesità infantile (uno su tre dai 6 agli undici anni pesa troppo), per l’ipertensione già alle elementari tra i sovrappeso, per la glicemia alta e per il diffuso disagio relazionale dovuto proprio alle grandi forme.

Nuove linee guida, si legge nel comma 5 bis, «per disincentivare, nelle scuole di ogni ordine e grado, la somministrazione di alimenti e bevande sconsigliati, ossia contenenti un elevato apporto totale di lipidi per porzione, grassi, zuccheri semplici aggiunti, alte quantità di sodio, nitriti o nitrati utilizzati come additivi, alte quantità di teina, caffeina, taurina e per incentivare la somministrazione di alimenti per tutti coloro che sono affetti da celiachia». Anche per loro il governo ha deciso che vada ritagliata una quota nel bando delle gare d’appalto. Certo è che qualsiasi cambiamento nei pasti quotidiani non deve far «derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica». Si prevede anche l’attribuzione di un punteggio per «le offerte di servizi e forniture rispondenti al modello nutrizionale denominato dieta mediterranea». Si ridurrano, così, le proposte di pasti etnici che negli ultimi anni sono stati introdotti soprattutto nelle scuole elementari.

Nuovi approvvigionamenti, dunque, di alimenti ricchi di fibre, dalla pasta al pane ai cereali all’orzo ai fagioli alle lenticchie ai carciofi, che regalano una sensazione di sazietà e fanno mangiare il giusto. Che creano massa nell’intestino e facilitano le funzioni fisiologiche. Nessuna preclusione per il pesce condito, è specificato, con olio extravergine di oliva. Come le verdure, i sughi e le zuppe. Via libera per uova, latte e yogurt. Due sole limitazioni, appunto: carni rosse (bue e cavallo) e zuccheri semplici (…)

Nella nuova mensa crolla il soffitto, si mangia in classe

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E’ successo ieri alla scuola “Giovanni Pascoli” di Rosà, nel Vicentino, quando alcune travelle del soffitto della nuova mensa scolastica sono cadute in mattinata. La colpa sarebbe stata attribuita alle forti piogge. Come mai però è crollato un soffitto di una mensa appena fatta rinnovare? Il dirigente scolastico ha preferito far restare tutti gli scolari nelle rispettive aule anche per il pranzo di mezzogiorno, fornito da una ditta di refezione. Sul posto è arrivata la squadra degli operai del Comune, che hanno provveduto a coprire subito la terrazza del tetto della struttura con delle assi e con del nylon, in attesa di sistemare il soffitto interno.

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Bambini affamati per la crisi: l’allerta arriva dalle mense scolastiche

bambini-mensa-crisi-tuttacronacaLa crisi non solo svuota il portafoglio, ma anche i piatti di molte famiglie, che non sono più in grado di portare in tavola tre pasti completi. Accade anche a Milano, dove il servizio mensa delle scuole ha notato che molti giovani alunni, a digiuno dalla sera prima, chiedono il bis quando non il tris. Al momento il fenomeno interessa circa 3mila studenti, ma sembra sia in crescita. L’assessore all’Educazione Francesco Cappelli, intervenuto alla conferenza stampa sulla lotta agli sprechi della mensa, ha toccato questo tema di preoccupante attualità. Una situazione confermata anche dalla Presidente di Milano Ristorazione, Gabriella Iacono: “Bambini che nelle mense delle scuole divorano tutto quello che c’è nel piatto, perché la sera non avranno nulla per cena”. Pur in assenza di statistiche e senza un monitoraggio scientifico, se ci si rifà a quanto reso noto da Cappelli, su 80mila studenti che pranzano nelle mense scolastiche, almeno 3mila risultano a digiuno dalla sera prima e svuotano il piatto che, non è da escludere, potrebbe rappresentare l’unico pasto. Altri istituti, che confermano la notizia, spiegano che cercano di aiutare gli alunni dando loro quello che avanza, a livello di frutta e pane, cibi che si conservano fino a sera. Non potrebberlo farlo, ma come restare impassibili di fronte a simili scene?

I peggiori pasti nelle mense scolastiche americane

cibo-spazzatura-tuttacronacaLa ONG giovanile DoSomething.org, nel corso del mese di settembre, sta chiedendo agli alunni degli Stati Uniti di inviare le foto del cibo che mangiano alle mense scolastiche. L’obiettivo è quello di porre l’accento sulla carenza nutrizionale dei piatti che vi si trovano. Il Dipartimento di Agricoltura degli USA ha inoltre segnalato che meno di un terzo degli istituti riesce a non superare il limite massimo raccomandato di grassi presenti nei cibi. Il risultato? Una vera e propria galleria degli orrori. Di seguito, alcuni esempi:

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L’infopoint sfratta la Parrocchia, polemica a Napoli

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Il Comune ha inviato una lettera a Don Carmine Amore per avvisare che gli spazi occupati ora dalla Chiesa devono essere liberati per far posto a un infopoint turistico:

«Sgombero degli spazi di proprietà comunale a Porta Capuana, attualmente in uso alla parrocchia di Santa Caterina a Formiello»

Quegli spazi sono usati ora per la mensa dei poveri e il campetto da calcio che ospita 400 ragazzi.

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Il Comune lo aiuta, lui ridipinge la scuola gratis per sdebitarsi

ridipinge-scuola-mohamed-matrouf-tuttacronacaRiceve gli aiuti economici del Comune per la mensa scolastica dei figli e così Mohamed Matrouf, di origine marocchina e residente a Noale, in provincia di Venezia, ha presentato un’offerta prima dell’estate alla dirigente scolastica Francesca Bonazza della scuola Vittorino da Feltre. Si presta per lavorare gratis, facendo quello che conosce: il dipintore. Ecco che a fine estate non solo un’aula, ma gran parte del plesso è stato rimesso a nuovo: un ambiente più accogliente, non solo per i suoi figli, ma per i bimbi di tutta la comunità. La dirigente scolastica ha raccontato:  arriva l’offerta: “Tra maggio e giugno Mohamed si è reso disponibile a tinteggiare le aule dei suoi bimbi. Alla fine dell’estate sono rimasta stupita per il suo lavoro, che è andato ben oltre le nostre aspettative”.

Cambia la mensa scolastica, ora arriva la dieta vegana

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E’ ancora in via di sperimentazione, ma sembra sempre più vicina l’introduzione della dieta vegane nelle mense scolastiche. Tra tofu e crema di zucchine, circa 80mila bambini nel milanese inizieranno a consumare pasti privi di materie prime di origine animale come la carne o il pesce , ma anche caratterizzati dalla totale assenza di latte e uova. I pasti, preparati con   la consulenza di Pietro Leemann, il re degli chef vegetariani verranno preparati da Milano Ristorazione e serviti a 199 scuole materne, 144 elementari e 70 medie.

Aspettando… il pasto! L’ospedale dove si attende per mangiare

ospedale-fallimento-tuttacronacaOltre 250 pazienti dell’ospedale “Santa Maria delle Grazie” di Pozzuoli hanno saltato la colazione e hanno potuto ricevere il pranzo solo con grande ritardo. Tutto questo è dipeso dalla decisione di Ernesto Pato, curatore fallimentare della ditta “Campania Catering srl”. Così alla direzione generale dell’Asl Napoli 2 non è rimasto altro che rendere nota la decisione altrui di chiudere la cucina dell’ospedale senza preavviso presa, così sembra, per salvaguardare gli interessi dei creditori della ”Campania Catering”. La preparazione dei pasti è potuta riprendere solo in tarda mattinata e solo dopo ripetute insistenze del direttore generale. Fonti dell’ospedale hanno dichiarato: “La decisione a sorpresa ci ha trovati del tutto impreparati. Il personale addetto alla preparazione dei pasti è stato diffidato dall’ entrare in cucina”. Giuseppe Ferrare, direttore generale della struttura, ha affermato: “Prima di assicurare il pasto ai degenti l’amministratore ha voluto consultare il giudice delegato. Poi, finalmente, la situazione si è sbloccata.” Esito diverso per quel che riguarda il bar al piano terra dell’edificio, gestito dalla stessa compagnia di catering, la cui attività resta bloccata. Sul tetto dell’ospedale, intanto, alcuni lavoratori della ditta hanno allestito un presidio mentre sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato di Pozzuoli.

Bambino muore all’asilo, soffocato da un pezzo di mozzarella!

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È stato portato d’urgenza all’ospedale Cardarelli di Napoli perché non riusciva a respirare un bambino di quattro anni che è morto dopo pochi minuti nonostante gli immediati soccorsi. Il bimbo, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe inghiottito un pezzo di mozzarella a scuola, durante la refezione alla mensa, e avrebbe mostrato subito segni di soffocamento. È stato il personale della scuola a portarlo al pronto soccorso, ma non c’è stato nulla da fare. I genitori del piccolo sono stati avvisati e stanno raggiungendo l’ospedale. La tragedia è avvenuta nella scuola materna «Minucci» di via Bernardo Cavallino. Il piccolo, che si chiamava Patrizio, avrebbe compiuto 5 anni nel prossimo mese di luglio.

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