Gambe d’artista!

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Gambe d’artista quelle di Jody Steel! La ragazza infatti è un’illustratrice che ha deciso di usare le proprie cosce come tela, un’idea che è nata tra i banchi di scuola quando la lezione era noiosa e per far passare il tempo Jody fantasticava personaggi sulle proprie cosce.  Nel corso del tempo ha sviluppato la sua tecnica ulteriormente, e quando ha iniziato a pubblicare su internet le sue foto ha avuto un grande successo, e anche diverse proposte di lavoro: Jody però non vorrebbe fare l’illustratrice, ma vorrebbe lavorare come concept artist nel cinema.

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Il bimbo eroe: a 9 anni salva tutta la famiglia da una fuga di gas

fuga-di-gas-tuttacronacaUna famiglia di Monfalcone, in provincia di Gorizia, è stata salvata da uno dei suoi membri: il piccolo Alessio, di 9 anni. Il bimbo ha evitato la tragedia perchè a scuola, durante una lezione, gli era stato insegnato a riconoscere una fuga di gas e a intervenire. La famiglia era stata allarmata dalla sorellina minore di Alessio Sanda: Noemi, di 3 anni, si era sentita male e presentava occhi girati, sangue e schiuda dal naso. Il padre Cristian, spaventato, ha chiamato il 118 salvo, poco dopo, perdere a sua volta i sensi assieme alla moglie. Gli adulti, infatti, non si erano accorti di quanto stava accadendo. L’unico in grado di prendere in mano la situazione è Alessio che, al Corriere della Sera, racconta la sua esperienza. “Venivo da una stanza pulita. Mi sono tappato il naso, ho aperto le finestre, ho portato fuori dalla cucina l’altra mia sorellina, Sabina, di tre mesi”.  Ha chiamato l’ambulanza, ha aperto le finestre ed è uscito di casa attendendo i soccorsi. “Mi sono solo ricordato di quello che ci aveva detto la preside in classe, a quella lezione”. Ha detto.

“Tutto un complotto!” La Cancellieri e la lezione di B vista da Colombo

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Furio Colombo, giornalista de Il Fatto Quotidiano, ieri aveva redatto un articolo dal titolo  “Cancellieri e la lezione di B. È tutto un complotto”. Sotto la lente naturalmente ci sono quelle dimissioni in date dopo lo scandalo Ligresti e quelle frasi che troppo spesso affiorano, forse da troppo tempo, sulla bocca dei nostri politici. Una di queste è senza dubbio “è tutto un complotto”

“Che cosa è accaduto della vecchia rispettabile pratica delle dimissioni? Il più delle volte, se ci assiste la memoria, ce lo ricordiamo come un gesto di dignitosa e rispettabile reazione con cui qualcuno, in posizione importante, fermava un dubbio o una obiezione o un dissenso su qualcosa che gli sembrava non rinunciabile, e diceva: “Va bene, basta così, ho detto quello che penso e che credo. Fermiamoci qui”.

Non sto parlando delle dimissioni come via di fuga, ma dell’abbandonare un ufficio o un incarico, specialmente se importante, come affermazione della propria dignità. Ma anche nella consapevolezza che, oggettivamente, la persona che si dimette è circondata di obiezioni, incertezze, giudizi discordanti e diversi. Dimettersi vuol dire troncare il discorso che ha a che fare con la tua posizione, ma anche con la tua reputazione, per riprenderlo, libero da incarichi, sulla verità di ciò che tu, non creduto (…) stavi affermando.

Il caso Cancellieri è esemplare. Il ministro della Giustizia, che adesso è discusso per avere liberato dalla detenzione una persona amica, afferma che, come lei (la signora amica liberata) ci sono altri 101 detenuti che si sono affidati alla sua valutazione e hanno trovato lo stesso aiuto e comprensione nello stesso tempo di giorni e di ore. Come controprova della sua disponibilità a continuare su questa strada di attenzione personale e solidale (…), qualcuno, per mettere al riparo il Ministro Cancellieri, ha proposto di istituire un numero verde, a cui ogni detenuto o famiglie di detenuti potranno rivolgersi.

Immalinconisce pensare che nessuno, accanto al ministro, sembra avere avuto il coraggio di sconsigliare sia la finzione dei cento detenuti precedentemente aiutati che il numero verde. Perché immaginare la prima telefonata a quel numero è un lavoro che solo Crozza può svolgere adempiendo alla sua missione di comico. E ci sarebbe sempre il rischio di impaginare quella prima telefonata accanto ai tabulati delle conversazioni Ligresti, che “sono cari amici la cui amicizia – dice legittimamente il ministro della Giustizia,- rivendico”. Ha ragione, è la sua vita. Ma solo alla orgogliosa e dignitosa condizione di dimettersi. (…)

Purtroppo il ministro Cancellieri si è dichiarato innocente esattamente come il senatore Berlusconi. Eppure non doveva disputare una sentenza, che ha un alto contenuto soggettivo, (benché regolato da tutte le garanzie processuali). Doveva accettare un fatto oggettivo: il “fuori gioco”, che ferma la partita in modo automatico, e annulla il punto. In questo caso l’incompatibilità (…)

Strano che una persona come la Cancellieri che, abbiamo detto, ha una reputazione da difendere, abbia scelto, certo mal consigliata, di mettersi sullo stesso piano del senatore Berlusconi e gridare: “Sono innocente”. Certo, anche Berlusconi avrebbe tratto gran beneficio, quanto a reputazione, dimettendosi prima di permettere ad altri di decidere il suo destino. Però Berlusconi ha sempre considerato un grande vantaggio, nel labirinto dei suoi giochi, non avere una reputazione da difendere. Ecco perché è un peccato che il presente Ministro della Giustizia Cancellieri abbia scelto la stessa strada del condannato Berlusconi. Proclama di essere vittima di una grave ingiustizia, e denuncia il complotto. Conferma se stessa in nome e da parte di se stessa. Un gioco che, persino Berlusconi lo sa, non riesce mai bene.”

Il sesso è ancora un tabù in Italia… sospeso prof!

 

sospeso-professore-scuola-tuttacronacaUna lezione troppo esplicita e un professore di scienze si ritrova sospeso per 30 giorni. I ragazzi tornati a casa hanno infatti raccontato la loro lezione sulla riproduzione, ascoltata a scuola, e i genitori preoccupati hanno richiesto l’intervento del la dirigente scolastica, la quale poi si è rivolta all’ufficio scolastico provinciale che ha deciso di sospendere l’insegnante con questa motivazione: «Rivolgersi agli studenti in una sede scolastica non è come parlare al bar o allo stadio bisogna tenere un comportamento consono all’importanza del ruolo di docente utilizzando un linguaggio discreto».

 

 

La new economy riparte dal porno?

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Infuria la polemica negli Stati Uniti dopo che un college ha deciso di aprire un corso di pornografia. Vere e proprie lezioni, con tanto di interventi di esperti e pornostar, volte a capire il fenomeno che sta spopolando soprattutto online cercando di interpretarne anche gli aspetti storici e sociologici. Ma l’iniziativa del Pasadena City College, in California, non è piaciuta a molti che hanno protestato a gran voce.

“Il corso punta a offrire agli studenti gli strumenti per capire la pornografia come uno strumento storico e contemporaneo. Gli studenti vivono in una cultura saturata dalla pornografia e raramente hanno la possibilità di imparare qualcosa sul tema in modo sicuro e intellettuale”, spiega il professore che tiene il corso, Hugo Schwyzer. A lezione, sottolinea il docente, non si guardano film porno, attività riservata agli studenti come compito a casa. Ma ciò non basta a placare le proteste dei genitori e degli altri professori che si dicono stupiti dal corso.

Ad alimentare le tensioni è la notizia dell’intervento, annunciato in una lezione, dell’attore porno James Deen, laureatosi al Pasadena College con il nome di Bryan Mathew Sevilla. Una reazione scandalizzata che ha costretto il preside ad annullare l’invito a Deen. “Appoggiamo la libertà accademica del professore. La preoccupazione del college è però quella di assicurare che gli eventi pubblici seguano procedure in grado di assicurare la sicurezza pubblica”, ha spiegato l’ufficio del preside.

Lezioni bollenti!

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Pausa sesso! Un professore universitario si è preso una pausa dalla lezione di chimica che stava tenendo e, seduto in aula, si è messo a navigare in internet su un sito porno. Purtroppo per lui, si è dimenticato di scollegare il computer al proiettore su cui poco prima erano apparse le formule chimiche della lezione. Arrivato appositamente dal Belgio per le conferenze alla Wageningen University in Olanda, il prof è stato rimosso dall’incarico, nonostante il sostegno di molti dei suoi studenti che lo hanno definito “un eccellente professore”

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