Vogliono difendere la figlia dalla bulla: finisce in rissa tra genitori

lite_donne-tuttacronacaPresunto bullismo in una scuola di Roma e i genitori accompagnano la figlia a scuola per denunciare la vicenda al preside. Ma una volta davanti all’edificio la famiglia incrocia proprio la sospetta bulla, anche lei accompagnata da madre e padre. A questo punto i genitori della presunta vittima scelgono di affrontare la ragazzina a parole, con le buone, ma l’adolescente aggredisce quella che per lei è un’aguzzina e le procura lesioni giudicate poi guaribili in pochi giorni. A quel punto scoppia la rissa: il papà della presunta bulla recupera nella sua auto un’ascia e interviene a sua volta provocando la fuga di genitori, figli e insegnanti che cercano riparo nella scuola. Tutti denunciati i protagonisti, con accuse diverse, dai danneggiamenti alle minacce.

La bulla di bollate diventa un videogioco!

bulla-bollate-video-tekken-tuttacronacaDa adolescente rissosa a protagonista, in salsa cartoon, di un video. E’ questo il percorso fatto dalla bulla di Bollate che si è vista strasformata in uno dei personaggi del videogioco Tekken, famoso in tutto il mondo, prendendo come base il personaggio di Nina. La protagonista, chiamata La Giovii, combatte e sconfigge tutti i principali avversari del videogioco senza venirne mai colpita. Le immagini sono accompagnate da una canzone hip hop con una voce elettrica che parla della bulla di Bollate.

“Non siamo bulli”: gli studenti di Bollate in sit-in

sitin-bollate-tuttacronacaIl collettivo studentesco degli Itcs Primo Levi ed Erasmo da Rotterdam di Bollate, dopo il pestaggio della 15enne di Bollate, ha organizzato un sit-in per spiegare che “Ci piacerebbe che in questo Paese esistesse un’informazione pulita, dove gli eventi non vengano necessariamente strumentalizzati”. “Le opinioni di uno non possono e non devono rappresentare quelle di tutti – conclude Simone -, non dovremmo spiegarvelo noi”. Il collettivo ha preso posizione con un comunicato che inizia con una provocazione: “I due galli si guardano. Si beccano: è un segno di sfida. Attorno a loro, altri animali urlano, aizzano e filmano l’evento: sai che spettacolo vantarsi di aver assistito a un combattimento fra galli?”  Alla base dell’aggressione a Bollate, un tradimento amoroso che si è trasformato in un vero e proprio show, ripreso dai telefoni di altri ragazzi. Gli studenti hanno voluto sì condannare il gesto, ma anche difendere la scuola, che in una giornata è passata dall’essere riconosciuta tra le eccellenze lombarde all’essere identificata come “covo di bulli”. “Ci piacerebbe che in questo Paese esistesse un’informazione pulita, dove gli eventi non vengano necessariamente strumentalizzati”, ha spiegato a Leggo Simone Basilico, maturando e organizzatore di questa sorta di flash mob dal titolo “Stand Up, alzarsi per distinguersi”. Tra i tanti striscioni apparsi, anche uno che recita: “Il mondo non è minacciato dalle persone che fanno del male, ma da quelle che lo tollerano!” Alla base della protesta degli istituti, ci sarebbero state anche alcune dichiarazioni rilasciate da singoli studenti nei giorni successivi all’aggressione, che in parte hanno giustificato il gesto. “Le opinioni di uno non possono e non devono rappresentare quelle di tutti – conclude Simone -, non dovremmo spiegarvelo noi”.

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La vittima della bulla di Bollate: “stanno preparando la bara per me”

SARAH-bollate-tuttacronacaSarah porta un collare ora, dopo aver subito l’aggressione di una bulla all’esterno dellItc Primo Levi di Bollate. E ora spiega che quelle botte non erano neanche per lei: stava cercando di difendere verbalmente un’amica. Lo racconta proprio la vittima dell’aggressione, con un’intervista telefonica che è stata raccolta in esclusiva da Social Channel di Mirko Scarcella.”Sto ancora ricevendo minacce, un’amica della ragazza che mi ha picchiato ha detto che se per colpa mia finirà in comunità lei mi ammazza, che sta preparando la bara per me”. La ragazzina, alla famiglia in un primo momento non ha detto nulla per paura di ritorsioni. Ora, ha spiegato la zia, probabilmente non tornerà in quella scuola. La bulla non non frequenterebbe quell’istituto, secondo quanto ha raccontato Sarah, ma sarebbe arrivata al Primo Levi accompagnata in auto dalla mamma, che l’avrebbe aspettata per tutto il tempo del pestaggio.  Non solo minacce per Sarah: dal giorno della diffusione del video, infatti, sono nati su Facebook tantissimi gruppi di supporto che esprimono condanna alla violenza subita e solidarietà alla ragazzina.

Pavia come Bollate: i video che testimoniano il bullismo finiscono in rete

rissa_pavia-tuttacronacaSi è parlato tanto della “bulla di Bollate“, ma anche Pavia è stato teatro di una rissa tra ragazzine. E anche in questo caso il video è finito in rete. Le immagini che arrivano dalla città lombarda mostrano una ragazza che viene picchiata da una coetanea davanti a decine di compagne e compagni. Anche in questo caso, si tratta di un filmato ripreso, lo scorso 17 gennaio, da uno dei ragazzi presenti alla stazione delle corriere di Pavia e che poi è stato pubblicato su Facebook. Così come nel caso di Bollate, la rissa è scattata per motivi di gelosia per un ragazzo “rubato”. Ma, a differenza di Bollate, in questo caso la vittima riesce ad allontanarsi grazie a compagni e compagne che tengono ferma, tentando di calmarla, la giovane che continuava a rincorrerla. Marianna Bruschi, ne La provincia Pavese, scriveva:

Rissa tra ragazze 15enni. A postare il video su Youtube è un utente anonimo (Persone Orribili). Immagini di violenza che durano un minuto e 51 secondi. Una ragazza ne prende per i capelli un’altra, gli amici a cerchio. Timidamente qualche ragazzo interviene, prova a frenare la rabbia ma le botte continuano. Le tira i capelli, la strattona a terra, cerca di colpirla con un calcio. Poi l’altra riesce a liberarsi, prova ad allontanarsi. Viene raggiunta e ancora gettata sull’asfalto. Succede a Pavia, alla stazione dei pullman. Nel video si vede anche un adulto che non muove un dito. Sullo sfondo si nota un bus. La rissa è a un metro dalla biglietteria. Non un posto isolato insomma. Eppure nessuno interviene. Il video gira sui profili Facebook del gruppo di ragazzi, poi è stato rimosso da Youtube ”perché i relativi contenuti hanno violato i termini di servizio”. I minorenni coinvolti si vedono in viso perfettamente. Sono riconoscibili. Alcuni hanno il telefonino in mano, e l’autore/autrice del filmato registra tutto, si sposta quando le coprono la visuale, non smette nemmeno per un secondo. Perché le botte? Questioni di fidanzati, pare. Le reazioni? Tra chi condivide il video sui social ci sono tanti “è assurdo”, “pazzesco”, “allucinante”. Quelle immagini però sono molto di più. Si può arrivare a tanta violenza? E si può filmare con così tanta indifferenza? E poi pubblicare il video su internet, sui social network, e condividerlo, farlo girare, cliccare, guardarlo e riguardarlo? Si parla tanto dei nativi digitali. Forse sarebbe davvero l’ora di iniziare a portare nelle classi, nelle scuole, l’uso consapevole della tecnologia, cosa si rischia, cosa si può fare e cosa no. Non per imporre, massima libertà. Ma per rendere i ragazzi almeno più consapevoli.

La “bulla di Bollate”: i compagni di scuola si schierano con lei

rissa-bollate-tuttacronacaHa fatto scalpore il video che mostra una ragazzina picchiare una compagna di scuola a Bollate, nel Milanese, mentre la vittima chiede aiuto e attorno a lei, oltre a chi filma, i ragazzi ridono. I compagni di scuola, in tutto questo, si schierano con la “bulla”, come spiega Davide Milosa sul Fatto quotidiano:

Lorenzo chiacchiera con due amici. Dice: “Io so tutto e le cose non sono andate proprio come è stato scritto. A iniziare con gli insulti anche pesanti è stata Sara”. Si riferisce alla 14enne del Levi picchiata da una coetanea davanti ad almeno venti ragazzi che al posto di intervenire hanno riso, incitato, filmato e messo l’intera sequenza su Facebook. Giovanna, bionda, tuta grigia. E Sara, jeans, giacca marrone”.

Lorenzo ritiene che alla base dell’accaduto ci sia una lite nata tempo prima, come spiega ancora il quotidiano:

“Alla base di tutto c’è un ragazzo: l’ex di Giovanna è l’attuale fidanzato di un’amica di Sara. “Lei non c’entrava niente, eppure si è messa di mezzo”. Insomma, dopo che il caso è finito sul tavolo dei carabinieri di Rho con una denuncia querela nei confronti della ragazzina bionda, le versioni degli studenti, pur condannando la violenza, ribaltano i fatti. E come spesso avviene, il giorno dopo la colpa ricade sulla vittima che ha provocato”.

Sempre stando a quanto riporta ancora il giornalista, il presideinterrompe l’intervista a Lorenzo mentre gli insegnanti tacciono:

“Fuori dal portone, sotto la tettoia che conduce al parcheggio, gli insegnanti scappano. Non parlano. Chi lo fa non dice il nome e nemmeno la materia che insegna. Solo si limita a dire: “I nostri studenti sono rimasti molto colpiti, è un fatto grave, ma certamente isolato”. Parla un po’ di più la preside Rosaria Pulia. “Ci siamo accorti giovedì del video e subito abbiamo chiamato i carabinieri”. E i genitori di Sara che fino a quel momento nulla sapevano. Si punta il dito contro “l’indifferenza” di chi non è intervenuto e contro “la non consapevolezza dell’uso dei social network”.

Ma non è tutto. Altri ragazzi sostengono che la ragazzina picchiata se la sia “cercata”:

“Gli schiaffi – dice un alunno di prima – quella se li è cercati”. Dalle aule ci si sposta davanti al cancellone giallo che separa il parcheggio da via Varalli. Qui i ragazzi parlano a ruota libera e tutti ripetono la stessa cosa. Sandy, origini calabresi, faccia tonda, occhi brillanti, ombrellino rosa sotto la pioggia è stata l’unica a intervenire dopo il primo calcione. “A quel punto stava esagerando”. Va avanti: “Non dico che Sara se l’è cercata, però nei confronti di Giovanna ha usato parole grosse”. Le dà della “troia e puttana”. Le dice: “Domani ti aspetto fuori dalla scuola”.

E non importa la denuncia per il pestaggio: la “bulla” rivendica sul web le sue ragioni:

“Giovanna non cambia idea e dal suo profilo su Ask rilancia: “Se lei non faceva la buffona, non mi insultava, non si intrometteva, tutto ciò non succedeva! Spero abbia capito la lezione!”. Il discusso social network, per molti il vero paradiso dei cyber-bulli, torna così al centro della cronaca”.

Ora si cerca chi ha girato il video e lo ha messo in rete, come si spiega ancora nell’articolo:

“Ora sta cercando chi ha girato il video e lo ha messo in rete”. Perché il vero squallore di questa vicenda sta nell’assistere alla violenza senza intervenire filmando tutto come fosse un gioco”.

Bullismo nel Milanese: il video della ragazzina picchiata davanti a scuola

rissa-bollate-bullismo-tuttacronacaIl bullismo spopola in rete, come testimonia il video che mostra una ragazzina picchiare ferocemente una coetanea senza che nessuno intervenga. Meglio filmare il tutto e postarlo in rete. E ora un episodio di bullismo avvenuto nei giorni scorsi a Bollate, in provincia di Milano, è diventato un caso mediatico. Il video, cruento nei contenuti, è circolato su Facebook e ora lo hanno preso in visione i carabinieri. Il filmato che riprende il pestaggio è stato in parte censurato per proteggere la privacy dei minori, vi si sentono bestemmie e incitamenti da parte degli altri presenti mentre altri semplicemente guardano senza intervenire. In tutto questo, la giovane aggredita continua a chiedere aiuto, inascoltata.

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