Studentessa hard: gira film porno per pagarsi l’università

studentessa-porno-tuttacronacaLei è una studentessa al primo anno alla Duke University e nel tempo libero lavora come attrice porno per pagarsi gli studi. Non è la prima nè l’unica studentessa che sceglie questa strada per avere la possibilità di sostenere le costose rette universitarie americane, solo che lei “è stata scoperta”. Pur lavorando con uno pseudonimo, infatti, alla fine la sua identità è venuta alla luce e i compagni di studi hanno iniziato prima a parlarne e poi a insultarla sui social network. La giovane, tuttavia, non si è lasciata spaventare da questa situazione e, davanti alle offese, ha deciso di rilascare un’intervista al Duke Chronicle, il giornale dell’università. Ha ammesso di essere un’attrice porno spiegando di non vederci nulla di degradante “Lo faccio perché mi piace. Alla fine di ogni scena mi sento più forte, perché ho la sensazione di essere una donna che ha deciso di essere padrona della sua sessualità, contro tutti i pregiudizi”. Il pragmatismo della giovane Lauren ha inevitabilmente aperto il dibattito negli Usa, dove la retta universitaria può arrivare a costare 60mila dollari l’anno, cosa che costringe molti a fare debiti che peseranno per una vita intera. O a darsi al porno.

Sedotti e ricattati su Skype!

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Sedotti, ma non abbandonati, bensì ricattati su Skype, l’app che consente video-telefonate gratuite e che spesso viene usata per poter parlare con le persone all’estero. Stavolta però Skype era usata per ricattare uomini, fidanzati e sposati, che avevano ceduto davanti alla telecamera a giochini erotici proposti da un gruppo di ragazze, identificate poi dagli inquirenti come la “gang delle studentesse”. Tra queste anche una 25enne studentessa universitaria genovese che per racimolare soldi avrebbe chiesto sino a 500 euro a un professionista che si era prestato a spogliarsi davanti alla telecamera. Prima di pagare avrebbe chiesto alla ragazza qualche giorno di tempo per riflettere, poi si è deciso a rivolgersi alla magistratura. Nell’esposto avrebbe raccontato di aver conosciuto la studentessa attraverso degli amici in comune, poi lo scambio di telefonini, infine l’appuntamento su Facebook. “Mi ha invitato su Skype, così avremmo potuto guardarci”, ha precisato l’uomo. Ma in uno di questi collegamenti la ragazza ha improvvisato uno spogliarello e ha spinto l’uomo a spogliarsi e compiere atti di autoerotismo per poi ricattarlo con 500 euro per non mettere il video in rete su Facebook e Youtube.

10 anni di filmati hard, anche con minorenni

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Un commercialista di 75 anni di Padova per circa 10 anni ha filmato i suoi incontri con donne dai 35 ai 45 anni, ma nella “trappola” dell’uomo sarebbero finite anche minorenni dai 15 ai 17 anni. Le ragazze venivano ricompensate con 200 euro e oggetti o abbigliamento griffato. A denunciare l’uomo sarebbe stata una studentessa di 22 anni che dopo aver avuto rapporti sessuali con il commercialista avrebbe deciso di troncare la relazione, ma a questo punto l’anziano l’avrebbe minacciata di rendere pubblici i filmati hard, di cui la ragazza, come le altre donne, non era a conoscenza. Gli agenti avrebbero rinvenuto almeno 50 filmini e un migliaio di foto. Il commercialista-tributarista euganeo ora dovrà rispondere di violenza sessuale, molestie telefoniche, minaccia e tentata estorsione.

La studentessa fa lo spogliarello a scuola

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In un liceo scientifico di Forlì, una studentessa forse per una sfida, o per un atto goliardico, o una scommessa persa ha improvvisato uno spogliarello nei corridoi dell’istituto. Il video poi è stato postato in internet. La ragazza balla anche in topless mentre c’è chi cerca di ricorrerla invitandola a rivestirsi. 

Torna Caterina e fa gli auguri di buon anno!

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«Buon giorno a tutti e buon anno! Mamma mia che buffo aprire Fb di nuovo e sentire i “tuttologi” che conoscono meglio la mia vita di me stessa» così Caterina Simonsen, la 25enne padovana, studentessa di Veterinaria a Bologna rimasta vittima di insulti su Facebook. . Lunedì la sua pagina Facebook era diventata irraggiungibile:«Scusate ma mi serve un po’ di pace», aveva scritto il 30. «Anche se siete tanti che mi stanno vicino non ce la faccio più tra accettare tag e vedere commenti di persone che continuano ad insistere di fare esperimenti sui carcerati. Chiuderò l’account per qualche giorno, forse x tutto il ricovero. Ho bisogno di un pò di pace».  Oggi Caterina è tornata su Fb e ha aggiornato anche sulle sue condizioni di salute: «Cmq io sto pian pianino meglio – ha aggiunto dall’ospedale di Padova, dove è ricoverata per una serie di malattie che combatte da anni – Ora aspetto solo la data x quando mi posizionano il catetere nuovo e in teoria potrò andare a casa verso inizio settimana prossima». Il suo post ha ricevuto decine e decine di auguri dal popolo della rete, per il nuovo anno e per la sua salute.

Rumeno tenta di stuprare ragazza. Shock e paura alla periferia di Roma

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L’episodio è accaduto a Roma, nel quartiere Torraccia, a ridosso di San Basilio, nella notte tra sabato 27 e domencia 28. Un rumeno di 25 anni, in Italia da poco tempo, che lavora come guardiano notturno in zona, ha colpito una studentessa 22enne romana e ha cercato di trascinarla in un garage. La ragazza ha iniziato a gridare e i suoi urli hanno messo l’uomo in fuga. Una grande paura  per la ragazza che in pochi attimi si è vista strappare i vestiti di dosso. Nonostante lo shock, la 22enne è riuscita a rientrare in casa e a raccontare tutto al padre che immediatamente ha avvisato il 113. Le forze dell’ordine hanno individuato l’uomo.

 

Il mistero del Trasimeno: cadavere di una donna dietro un cespuglio

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L’allarme è stato dato da alcuni turisti la notte scorsa intorno alle 2,30, quando è stato rinvenuto un corpo di una giovane cinese di circa 19/20 anni dietro un cespuglio del lago Trasimeno, in provincia di Perugia. Sul cadavere non sono stati rinvenuti segni di violenza, solo un’abrasione in testa che potrebbe essere post mortem. Due giovani avrebbero chiamato le forze dell’ordine di un corpo senza vita fra il boschetto e la spiaggia in zona Monte del Lago, precisamente in un’area sterrata adibita a parcheggio libero nelle vicinanze di alcuni lido in direzione Torricella.

Al momento sono oscure le cause della morte della giovane e per domani è stata disposta l’autopsia sul corpo. La ragazza al momento del ritrovamento indossava fuseaux e maglietta nera e non aveva documenti con sé. Secondo i primi rilievi il cadavere sarebbe stato trascinato nel boschetto, dietro un cespuglio. I carabinieri ora stanno indagando tra i compagni di studio e le amicizie della giovane per ricostruire le ultime ore in vita.

La grande bugia per paura dei genitori. Il falso stupro di Napoli

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Una 23enne impaurita che non riesce a finire l’università e non regge il confronto con la realtà tanto che arriva a inventarsi uno stupro che innesca il finimondo a Napoli. In pieno giorno, in una delle vie più trafficate della città la ragazza afferma di aver subito una violenza sessuale da un uomo, ma le incongruenze erano evidenti dall’inizio.  Un uomo che impugna un coltello e tiene sotto tiro la sua vittima in un palazzo popolare del centro con un gran viavai di residenti e pochi passi oltre quel portone la folla di passanti di via Mezzocannone. Nessuno che passa? Nessuno che apre il portone alle 6 del pomeriggio? Nessuno che sente la ragazza gridare (perchè proprio lei ha dichiarato di aver urlato)? E poi quella sigaretta spenta sulla mano della ragazza a fine rapporto. Dopo uno stupro con la vittima che può attirare l’attenzione, l’aggressore si fuma tranquillamente una sigaretta e la spegne sulla mano della ragazza?

Ma questi dettagli e queste ricostruzioni non erano emerse all’inizio, così le donne di Napoli non avevano perso tempo ed erano scese in strada a protestare anche perché un referto medico dell’ospedale sembrava dare ragione alla studentessa  presentava effettivamente escoriazioni nelle zone intime, segno di un recente e turbolento rapporto sessuale, nonché una bruciatura sulla mano sinistra. Poi si  scoprirà che se l’era procurata col ferro da stiro.

Anche il sindaco aveva esternalizzato la sua indignazione per quel reato in realtà mai verificatosi. Un gran polverone intorno a una ragazza fragile che non riesce a confidare le sue difficoltà universitarie alla famiglia. Ma poi ieri, in lacrime, ha chiamato il padre, un ingegnere, e ha confessato la bugia. Il padre le ha detto di chiamare la polizia e chiarire immediatamente la situazione… nessuno stupro, ma tanta paura per l’insuccesso del corso di  laurea in Beni culturali!

 

 

Nessuno stupro… falso allarme!

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Sembra che la squadra mobile della Questura di Napoli abbia accertato che la studentessa di 23 anni che ieri ha denunciato uno stupro in realtà non ha subito nessun tipo di abuso. Come si legge in una nota della polizia, l’attività investigativa:   “ha consentito di accertare come l’episodio di violenza sessuale denunciato nel pomeriggio di ieri, in realtà non si è mai verificato. Il caso, sin da subito, è stato trattato da personale specializzato della sezione investigativa sui reati a sfondo sessuale”.

Quello stupro in pieno giorno che getta nel panico Napoli

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Essere aggrediti in pieno giorno a 23 anni a pochi passi dall’Università. Questo è quello che è accaduto ieri, nel pomeriggio, a Napoli a una studentessa che è stata spinta dentro l’androne di un palazzo e poi stuprata da un uomo sui 35-40 anni, sotto la minaccia di un coltello. Secondo quanto riportato da “Il Mattino” la ragazza sarebbe riuscita a scappare e su via dei Decumani avrebbe incrociato la pattuglia della Polizia alla quale avrebbe raccontato l’accaduto. La studentessa avrebbe anche raccontato nei dettagli la violenza, di essere stata quasi sempre tenuta di spalle dall’uomo che abusava di lei  tenendole l’arma sotto la gola.  Sempre dalle parole della vittima si è appreso che lo stupratore aveva l’alito che puzzava di alcool e che le aveva spento una sigaretta sulla mano ”Urlavo – ha raccontato – Ma nessuno mi ha sentito”. La giovane è stata poi accompagnata all’ospedale Loreto Mare, dopo dove alcuni accertamenti è stata dimessa.

Grazie a questi particolari le forze dell’ordine hanno fermato un uomo che stava seduto a un tavolino di un bar poco distante dal luogo della violenza si tratta di una persona senza fissa dimora originario di Torino. Per lui sono state formulate le accuse di violenza sessuale aggravata, minaccia a mano armata e porto di arma bianca.

Il sindaco di Napoli de Magistris ha definito l’accaduto “un fatto inaccettabile” e ha sottolineato che si tratta di un tema che “riguarda tutta l’Italia e tutto il mondo”, dal momento che la sicurezza “è data da due fattori, una maggiore presenza delle forze dell’ordine e la volontà dei cittadini di riappropriarsi dei propri spazi”. Il primo cittadino ha ricordato di aver già chiesto al ministro Alfano una maggiore presenza delle forze dell’ordine per le strade della città e ha rinnovato l’appello ai napoletani affinché “occupino pacificamente gli spazi urbani”, perché “se abbiamo paura di scendere in strada ci saranno sempre più criminali e meno persone perbene. Portare la gente per strada è il più grande antidoto ai delinquenti, alla camorra e al ripetersi di episodi come quello di ieri”. Per questo il sindaco ha chiesto per Napoli “più eventi culturali, più spazi verdi e più concerti: È importante che gli spazi pubblici siano aperti e non chiusi – ha spiegato – è una battaglia di civiltà”.

La città è sconvolta, c’è paura a Napoli!

All’Università di Urbino, il prof scrive “Ti amo” alla studentessa

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Una studentessa dell’Università Carlo Bo di Urbino ha ricevuto un bigliettino dal suo profossore, docente di un corso del quale lei era spesso l’unica presente e che aveva scelto come esame opionale, con la scritta “Ti amo: devo vederti da sola”. Indignata, la ragazza, che non aveva mai avuto sospetti circa un eventuale interesse dell’uomo per lei, d’accordo con il suo fidanzato, ha fotocopiato la frase per poi distribuirla per i corridoi della facoltà, per mostrare la moralità degli insegnanti. Immediatamente, il Senato accademico ha istituito una commissione interna che ha ascoltato il docente. Il ragazzo della studentessa ha poi inviato una mail al professore che, secondo quest’ultimo, presentava contenuti diffamatori, per inoltrarla ad altri. Fatto che ha spinto il sessantenne a presentare querela contro il giovane. L’istruttoria dell’università dovrebbe concludersi a breve con un richiamo pubblico per il professore, un provvedimento previsto dal Codice etico dell’ateneo, mentre continuerà la vicenda giudiziaria che vede come protagonista il ragazzo

Spinta sui binari dai pendolari, muore una studentessa travolta da un treno.

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Ressa dei pendola e una ragazza viene spinta sui binari proprio nel momento in cui passa il terno. E’ morta così Roberta Cometa studentessa 23enne di Castellana Grotte. L’incidente avvenuto alle 7.30 di questa  mattina ha impressionato i presenti per la violenza delle immagini. Il treno ha tranciato gli arti inferiori della ragazza e in pochi minuti la giovane è morta per le emorragie subite a causa delle amputazioni. A nulla è servito il repentino intervento dei Vigili del Fuoco e del 118.

Se sulle banchine ci fosse più civiltà e meno maleducazione incidenti come questi sarebbero evitabili.

Morire a 13 anni travolti da un tir!

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Una ragazzina di soli 13 anni, Martina Bonavera, è morta dopo essere stata investita questa mattina non lontano da casa a Giamosa, alle porte di Belluno. La giovane, studentessa di terza media, stava attraversando la statale del Grappa per raggiungere la fermata dell’autobus che l’avrebbe portata a scuola a Belluno quando è stata travolta da un furgone diretto verso Feltre. La tragedia si è consumata in uno dei punti più pericolosi dalla strada, già oggetto di denunce da parte di cittadini e amministratori.

Shock sul bus: accoltellata a morte 16enne!

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Christina Edkins è stata accoltellata su un autobus nel centro di Birmingham stamani mentre andava a scuola. La giovane britannica, aveva di 16 anni, era vestita con l’uniforme della scuola, è morta così questa mattina, quando è stata colpita da un ventenne con alcuni fendenti. La studentessa si è accasciata al suolo dopo aver subito il colpo e i passeggeri del bus, sconvolti dalla scena a cui avevano assistito, hanno tentato di soccorrerla. Ma è stato tutto inutile: i paramedici, una volta arrivati sul posto, hanno constatato la morte della ragazza.

Dopo ore di ricerche in tutta la Gran Gretagna, il killer di Christina Edkinsè stato arrestato. In mattinata era scattata la caccia all’omicida descritto come un uomo di colore, 20 anni circa, vestito con un giubbino scuro con un disegno di una tigre o di un leopardo sulla schiena.  La polizia ha definito il killer come un individuo ‘estremamente pericoloso’.

5000 euro di ricopensa… ha riportato in caserma una borsa con 13.300 euro.

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Una studentessa di 26 anni è stata generosamente ripagata ieri a Bologna per il suo senso civico: ha ritrovato una borsa Chanel (valore 2-3.000 euro) e l’ha subito portata alla polizia, senza nemmeno aprirla. Dentro c’erano 13.300 euro in contanti. La facoltosa turista di Taiwan che l’aveva persa, arrivata in questura, preoccupata solo della perdita di passaporti e carte di credito, non ha battuto ciglio, premiando immediatamente la ragazza con una ricompensa di 5.000 euro in contanti.

Studentessa inglese violentata all’uscita di una discoteca in Thailandia

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Una studentessa scozzese, sarebbe stata violentata, la notte scorsa, all’uscita di una discoteca in Thailandia da una banda di uomini. La polizia sta cercando di capire la dinamica dei fatti. Dell’agguato si sta interessando anche il consolato inglese. Maggiori dettagli si conosceranno nelle prossime ore.

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