Il compagno di giochi più desiderato dai bimbi è… un maiale!

maialino-tuttacronacaI bimbi adorano la protagonista del cartone Peppa Pig e proprio per questo desiderano il loro maialino personale: un compagno di giochi diverso dai più consueti cagnolini e micetti. Ma avere in casa un maiale è diverso e comporta dei rischi, come ha spiegato il veterinario Andrea Rettagli a Il Messaggero: “Il maiale è un animale che qualche volta può aggredire, in questo senso, l’uomo”. In generale nessuno pericolo ma occhio ai morsi. E soprattutto: non dimenticare le vaccinazioni. La veterinaria Carla De Benedictis sottolinea inoltre: “In Italiavige l’obbligo di denunciare il possesso del maiale alla Asl di competenza e di vaccinarlo obbligatoriamente solo contro il morbo di Aujesky o pseudorabbia. Per il resto non ci sono controindicazioni al fatto di tenerlo in famiglia. Attenzione particolare deve essere posta nei confronti del suo benessere: il fatto di portarlo con sé in giro per la città non è consigliabile». Meglio spazi aperti, da evitare l’appartamento”.

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VIDEO SHOCK: la preside trascina per i piedi i bimbi di un asilo

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Il video risale alla primavera del 2012 ma è stato reso noto solo nelle ultime ore e ha suscitato shock in tutto il Connecticut. Il video mostra infatti come la preside della  Tisdale School, Carmen Perez Dickson, abbia trascinato, nei corridoi della scuola, prendendoli per i piedi, due bambini dell’asilo. Questo atteggiamento ha portato al licenziamento della preside anche se la difesa ha sostenuto che la preside stava usando la forza ma sempre nell’ambito di un percorso formativo. I membri del Consiglio che dovevano decidere sul licenziamento hanno espresso diversi pareri, ma alla fine è prevalsa la volontà di sospendere la Dickson seguendo la linea proposta da uno dei componenti:
“I bambini vanno a scuola per imparare e devono essere rispettati, noi dobbiamo dare un esempio. Se quello che diamo è un esempio da bulli, allora non possiamo aspettarci molto da questi bambini . Impareranno a prevaricare sugli altri”.

La preside tornerà dalla sua sospensione tra un mese dopo aver scontato i suoi 6 mesi di sospensione, ma non avrà più l’incarico precedente.

Il video agghiacciante è stato messo a disposizione della NBC del Connecticut dalle madri dei bimbi coinvolti.

 

In Belgio da ora in poi anche i bimbi possono chiedere di morire. Ecco come!

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Il Belgio ha approvato la legge con la quale da ora in poi potranno chiedere l’eutanasia anche i bambini di ogni età. E’ la prima volta al mondo che un paese accetta il principio che anche un bambino possa chiedere di essere ucciso per porre fine alle sue sofferenza. In Olanda è ammessa solo a partire dai 12 anni, mentre nella nuova legge belga non si pongono limiti.  In Belgio, accertato che la malattia sia alla fase terminale e con sofferenze fisiche non alleviabili, un bambino con il consenso di entrambi i genitori e con uno psicologo esterno all’equipe medica curante potrà chiedere l’eutanasia, ammesso che lo psicologo lo consideri in grado di avere «capacità di giudizio» ovvero che il bambino sappia il significato di morte.  Cosa succederà se uno dei genitori non è d’accordo?  Naturalmente oltre a limiti di ordine pratico, la legge non è stata ben accolta dai vescovi belgi che hanno espresso la loro delusione: «Un passo di troppo». «Questa legge – hanno scritto – apre le porte all’estensione agli handicappati, ai dementi, ai malati mentali e magari anche quelli che sono stanchi di vivere».

Crolla l’intonaco di una scuola elementare a Palermo, feriti 3 bimbi

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E’ crollato l’intonaco di una classe di scuola elementare in via Bragaglia, a Palermo e tre alunni di una quarta elementare sono rimasti feriti dopo essere stati colpi da alcuni pezzi d’intonaco. Sul posto il 118 li ha medicati. I carabinieri dovranno accertare la responsabilità.

Una madre e i suoi due figli muoiono in un rogo: l’ha appiccato un 13enne

rogo-amburgo-tuttacronacaDifficile ribattere se le prove arrivano dalle telecamere: il rogo che lo scorso mercoledì ha provocato la morte di una madre di nazionalità pachistana e dei suoi due figli è stato un 13enne, arrestato la scosa notte. L’incendio era stato appiccato nel fabbricato di una casa.comunità dove si era propagato rapidamente avvolgendo l’intero fabbricato. Oltre alle tre vittime, si sono contati 27 feriti, ricoverati in ospedale per ustioni e intossicazioni da fumo. La polizia ha anche scoperto che il giovane che ha appicato l’incendio fa parte del corpo giovanile dei pompieri, una sorta di ‘scuola’ per futuri vigili del fuoco. Andreas Schoepflin, un portavoce della polizia, ha riferito che il ragazzino era stato identificato attraverso il racconto di alcuni testimoni e soprattutto dalle immagine registrate da una telecamera di sorveglianza. Il giovane, in seguito all’arresto, è stato interrogato ed ha confessato, pur senza fornire spiegazioni sul suo gesto. La polizia ha detto solo di poter escludere un movente legato alla xenofobia. Il giudice ha disposto il ricovero del ragazzo per accartamenti di natura psichiatrica.

I due bimbi che riescono a vendere una casa in una settimana!

ellapenny-tomass-tuttacronacaElla Penny, di 8 anni, con il fratellino Tomass, minore di due anni, sono riusciti in un’impresa che si rivela difficile anche per molti adulti: riuscire a vendere casa. Per di più, si sono divertiti e hanno fatto risparmiare ai loro genitori circa 6mila euro di tasse. I due bimbi di Tauton, in Inghilterra, hanno realizzato a mano un volantino, costituito da uno schizzo della casa e un numero di telefono per i potenziali acquirenti, che poi hanno distribuito loro stessi. Non solo, hanno anche lasciato un cartello fuori dalla loro casa, dove le persone avrebbero potuto lasciare i propri recapiti ed essere ricontattati.  I loro genitori, Dave e Liene, erano all’oscuro di tutto e sono rimasti molto sorpresi quando hanno ricevuto due offerte distinte, proprio della cifra che loro avevano richiesto. La famiglia ha potuto così trasferirsi nella casa che sognava da tempo. “Siamo soddisfatti – ha commentato Ella – E’ stato bello quando abbiamo saputo che due persone volevano comprare la nostra casa”. Tomass ha aggiunto: “E’ stato facile vendere la casa, un giorno potrei fare l’agente immobiliare”.

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I bimbi che insegnano la solidarietà: la classe che si rasa a zero

bimbi-rasati-tuttacronacaUna misteriosa malattia ha colpito il piccolo Mahan Amiri, bimbo iraniano che si è trovato a perdere tutti i capelli. Per non farlo sentire diverso, il suo maestro e i suoi compagni di classe non si sono persi d’animo e hanno deciso di radersi tutti a zero per solidarietà verso l’amico e compagno di classe.

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I volti dei bimbi afghani in fuga da povertà e violenza

Afghan-Refugee-Children-tuttacronacaDall’Afghanistan si fugge. Per cercare altrove riparo dalla povertà e dalla violenza. Per sperare in un futuro. E molti sono anche i bambini presenti tra i rifugiati in Pakistan. Proprio i loro volti ha voluto immortalare il fotografo Ap Muhammed Muheisen. Un reportage fotografico realizzato nelle baraccopoli fuori Islamabad che ci mette di fronte a visi terrosi e sguardi profondi per dei piccoli che hanno già vissuto l’orrore.

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Vietato ai bambini, il ristorante che non accetta i minori

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Esistono in tutto il mondo, ma in Italia la notizia ha fatto scalpore e in breve si sono innalzate le polemiche. Eppure da New York a Parigi, da Londra a Los Angeles i ristoranti che vietano l’ingresso ai bambini sono molto diffusi. Hanno una clientela di solito formata da uomini d’affari o semplicemente da gruppi di persone che vogliono trascorrere una serata o un pomeriggio lontano dal chiasso dei bambini. Ma dopo le recensioni negative su alcuni siti di viaggio dovute proprio al divieto d’ingresso per i bambini (quelli inferiori ai 10 possono entrare sino alle 21) il locale Sirani di Bagnolo Mella nel Bresciano si è dovuto difendere

«È una regola che abbiamo adottato 7 anni fa e i nostri clienti sono felici così, quelli a cui non piace possono andare da qualche altra parte».

Eppure in Italia almeno da 3 o 4 anni si stanno diffondendo i locali “no kids”, ma Sirani aveva anticipato i tempi esibendo sin dal 2007 un cartello  che invita gli adulti ad essere responsabili e i bambini educati:

«Questo fino alle 21 – dicono dal ristorante – perché dopo sono ammessi solo gli adulti».

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Naturalmente l’Italia fa fatica a capire un locale che fa una scelta così radicale ( e neppure troppo visto che poi sopra i 10 anni vengono accettati) e c’è chi scrive:

«Cartelli assurdi, il locale è molto carino, tutto buonissimo e prezzi buoni – ha scritto Marisilisa – Ma se non volevano bambini dovevano aprire una gioielleria, non una pasticceria».

La replica non tarda ad arrivare da parte dello staff del ristorante:

«Quando c’erano i bambini dovevamo spesso ascoltare le lamentele degli altri clienti ora funziona tutto benissimo».

Ci sono tanti locali e pasticcerie, perché continuare a polemizzare? Non è più facile cambiare locale? E’ un obbligo dover mangiare con le urla dei ragazzini nelle orecchie?

Il padre muore d’infarto e i tre figli lo vegliano

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La triste storia arriva da un piccolo paese dell’est della Francia. Tre bimbi di 4,9 e 11 anni sono rimasti un giorno intero a vegliare la salma del loro papà. L’uomo probabilmente è rimasto vittima di un attacco cardiaco e il figlio più grande ha portato a scuola le sorelline come se nulla fosse accaduto per paura che il giudice decidesse di separarli. Al termine delle lezioni i tre bambini sono tornati a casa e hanno passato la serata accanto al corpo del padre, solo il giorno dopo una delle due bambine tornando a scuola ha deciso di raccontare la storia alla maestra che ha dato l’allarme. I tre bambini sono stati affidati all’assistenza sociale con la promessa – ha assicurato il magistrato – di «non essere separati», anche poiché già reduci dalla separazione dalla madre che ha deciso di andare via dalla casa sei mesi fa. Il procuratore ha fatto appello alla madre, attraverso i media, a farsi viva.

 

Nascondino! Nessuno batte i bimbi in fantasia

nascondino-tuttacronacaI bimbi amano giocare a nascondino e c’è da dire che sono imbattibili… nel fatto di trovare i più fantasiosi modi di “nascondersi”. Qualsiasi cosa per loro diventa un sipario che li cela agli occhi degli adulti, e poco importa che spuntino piedi da un armadietto o da dietro un cuscino: con il viso a terra, dietro un accappatoio appeso appeso o a una tenda, a volte anche “cammuffati” da alligatore peluche, non perdono occasione per cercare di sfuggire a quel fatidico “tana”. E i genitori si divertono ancora di più, intenti come sono a scattar foto che poi appaiono in rete.

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Padre Lombardi: nessuna apertura dal Vaticano alle coppie gay

papa-francesco-tuttacronaca-unioni-civiliPadre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa Vaticana, ha fatto sapere che le parole di Papa Francesco sulle coppie omosessuali sono state oggetto di “forzature e strumentalizzazioni da parte di diversi media italiani”, in particolare di quanti hanno voluto associarle al dibattito in corso sul riconoscimento delle unioni civili delle coppie gay. Padre Lombardi ha inoltre sottolineato  quanto sia “paradossale” parlare di “apertura alle coppie gay”.

L’annuncio di Papa Francesco: a maggio il pellegrinaggio in Terrasanta

papa_francesco_tuttacronacaL’annuncio l’ha dato lui stesso al termine dell’Angelus recitato dalla finestra del Palazzo Apostolico vaticano: il Pontefice si recherà in Terrasanta dal 24 al 26 maggio, giorni nei quali farà un pellegrinaggio di tre tappe: Amman, Betlemme e Gerusalemme. “Al Santo Sepolcro – ha detto Papa Francesco – celebreremo un Incontro ecumenico con tutti i rappresentanti delle Chiese cristiane di Gerusalemme, insieme al patriarca Bartolomeo di Costantinopoli”. L’idea del viaggio nasce dallo spunto di commemorare lo storico incontro tra il papa Paolo VI e il patriarca Atenagora, che avvenne esattamente il 5 gennaio di 50 anni fa. Il Papa ha chiesto ai fedeli di pregare per lui, dopo di che ha ringraziato i bambini di tutto il mondo che gli hanno inviato dei piccoli lavori artistici come dono di Natale: “Guardate che i bambini fanno davvero bei disegni! Sono belli davvero. Belli, belli, belli”.

Il Papa e l’apertura verso i figli dei gay “sfida educativa”!

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Papa Francesco torna su un terreno che da secoli è molto scivoloso per la Chiesa: le unioni civili e i gay. Bergoglio oggi ha dichiarato che le unioni gay  “pongono sfide educative nuove che per noi a volte sono persino difficili da comprendere”. Quasi a conclusione del lungo colloquio con i superiori generali degli ordini religiosi, il Papa si era soffermato sul tema dell’educazione, sottolineando che essa “deve essere all’altezza delle persone che educa, deve interrogarsi su come annunciare Gesù Cristo a una generazione che cambia”.

Il Papa Bergoglio aveva citato alcune sue esperienze a Buenos Aires sulla preparazione che si richiede per accogliere in contesti educativi bambini, ragazzi e giovani che vivono situazioni complesse, specialmente in famiglia:

“Ricordo il caso di una bambina molto triste che alla fine confidò alla maestra il motivo del suo stato d’animo: ‘la fidanzata di mia madre non mi vuol bene’. La percentuale di ragazzi che studiano nelle scuole e che hanno i genitori separati è elevatissima. Le situazioni che viviamo oggi pongono dunque sfide nuove che per noi a volte sono persino difficili da comprendere. Come annunciare Cristo a questi ragazzi e ragazze? Come annunciare Cristo a una generazione che cambia? Bisogna stare attenti a non somministrare ad essi un vaccino contro la fede”.

Pausa natalizia per i bianconeri… con l’incognita Conte

antonio-conte_tuttacronacaCapitolo 2013 chiuso. I bianconeri hanno iniziato le meritate ferie natalizie dopo le sofferenze in Champions e i successi in campionato. E forse proprio il “tempo libero” permette di fare una riflessione. La Juve non riesce a “spaccare” in Europa. Ma è indubbio che sia la bestia nera delle avversarie italiane e sta veleggiando verso il terzo titolo nazionale consecutivo. Impresa che non centra da un’ottantina d’anni. Merito di chi dirige sapientemente la squadra e che, con questo obiettivo, potrebbe entrare nella storia. Ma… dopo? Vinto il terzo scudetto, cosa tratterrà l’allenatore che da sempre sogna l’Europa e si sta rendendo conto che è estremamente arduo conquistarla stando in Italia? Nel 2015 scadrà il contratto e al momento non si sta discutendo l’aggiornamento. Non bastasse, in Italia non sembra sentirsi a suo agio: è spesso nervoso, sovente offeso, si sente sempre al centro di attacchi e macchinazioni, perpetra il silenzio stampa, riscuote moltissima stima ma non altrettanta ammirazione e magari potrebbe anche inalberarsi se sapesse che, in un sondaggio realizzato dall’agenzia Italpress, tutti i suoi colleghi hanno vaticinato che la Juve vincerà lo scudetto. Ma resta anche che i numeri sono dalla sua parte:  da tre anni la Juve arriva alla pausa natalizia in testa alla classifica, ma se nel 2011 doveva condividere il primato con il Milan e la media-punti era di 2,12 a partita, nel 2012 (44 punti in 18 giornate) è salita a 2,44 e quest’anno ha toccato l’impressionante quota di 2,70. Fino ad ora, solo l’Inter e la Fiorentina sono riusciti a rallentare la folle corsa. Al momento l’unica squadra in grado di mantener viva la tensione è la Roma, che però è già stata distanziata di 5 punti e, nella peggiore delle ipotesi per quel che riguarda casa bianconera, se vincesse la sfida diretta che si giocherà al rientro dalla pausa natalizia, il 5 gennaio, resterebbe sempre alle spalle della squadra di Conte.

Yogurt avvelenato a scuola: 19 bimbi ricoverati

yogurt-tuttacronacaNella provincia cinese dell’Hunan, secondo quanto riferisce l’agenzia Nuova Cina, diciannove alunni di una scuola elementare sono finiti in ospedale dopo aver ingerito dello yogurt avvelenato. Ad aver messo il velono, per poi consegnare l’alimento alla scuola, sarebbe stata una donna di 34 anni che pare soffra di disordini mentali. La polizia ha reso noto che la donna ha confessato di aver aggiunto allo yogurt del veleno per topi e dell’erbicida.  Tre dei bimbi sono in gravi condizioni, ma i medici hanno fatto sapere che non sono in pericolo di vita. Sono in corso ulteriori indagini per chiarire le motivazioni del gesto della donna.

Che ci fanno i giocatori del Napoli vestiti da Babbo Natale?

cerreto-de_nicola-napoli-babbonatale-tuttacronacaIn occasione della sfida contro l’Inter, le cheer-leaders del Napoli si erano travestite da “Babba Natale”, ora sono gli stessi giocatori a indossare gli abiti dell’uomo dalla barba bianca più amato dai bambini. L’occasione era speciale: i bambini ricoverati al Centro di Riabilitazione De Nicola di Cerreto Sannita hanno infatti assistito, assieme ai loro genitori, a uno spettacolo teatrale in occasione del Natale e tra gli ospiti in platea hanno fatto la loro comparsa anche Hamsik, Radosevic e Cannavaro. Con loro il mister Benitez. I calciatori hanno poi offerto doni ai piccoli ricoverati.

La maestra che ammazza i sogni dei bimbi: “Babbo Natale non esiste”

santa-claus-tuttacronacaSe non ci finisce lei nella lista dei cattivi, allora chi? Come riporta La Gazzetta di Parma, una maestra ha deciso d’incentrare una lezione sul Natale e ovviamente non poteva non spendere qualche parola sull’amato “vecchio vestito di rosso che porta i doni”. Solo che ai suoi piccoli alunni ha dichiarato: “Oggi parliamo di Santa Claus, Babbo Natale. Una leggenda: non esiste”. Non meraviglia che, dopo lo shock vissuto dai piccoli alunni, sia arrivata l’indignazione dei genitori. Per non parlare dell’ira di un gruppo di mamme che hanno dovuto rispondere alle incalzanti domande dei figlioletti di terza elementare delusi e  amareggiati. Una reazione speciale, poi, l’ha avuta un genitore che ha risposto per le rime, scrivendo lui stesso una lettera fingendosi un bimbo di 8 anni:

Caro Babbo Natale,
sono un bambino di otto anni. Qualche giorno fa ero a scuola e in classe è successa una cosa strana. Una delle nostre maestre ci ha detto che tu non esisti. Sì, hai letto bene: che non esisti! Per noi è stata come una sassata contro una vetrina: boom!
Ci ha detto così perché fa parte del programma di quest’anno svelarci la leggenda di un certo Santa Claus: ma è vero che questo Claus sei tu con un nome diverso? Quanti nomi hai? I bambini, qui a Parma, ti hanno sempre chiamato Babbo Natale, ma pur di ricevere i tuoi doni, se preferisci, ti possiamo scrivere in inglese, magari potremmo farci aiutare dalla maestra; ci ha spiegato che se non ci avesse svelato questo segreto, avrebbe potuto incorrere in un provvedimento disciplinare. Io e i miei amici non abbiamo ben capito cos’è un provvedimento disciplinare, sembra che sia una roba gravissima, forse peggio di quando non facciamo i compiti; e noi non vogliamo che la maestra venga sgridata.
Detto sinceramente, non le abbiamo creduto del tutto. Però ci è venuto qualche dubbio e a casa abbiamo chiesto ai nostri genitori. Visto che neppure loro ci hanno dato delle risposte chiare, eccomi qua a chiedere direttamente a te: esisti o no?
Non ti sei ancora chiesto perché proprio io ti ho scritto questa lettera? Allora te lo spiego. I miei compagni di classe mi hanno detto: “Tu, che qualche anno fa sei stato in Finlandia e hai conosciuto il vero Babbo Natale (o questo Santa Claus), hai fatto una foto assieme a lui, gli hai stretto la mano… ti avrà dato un bigliettino da visita!”. Come facevo a tirarmi indietro?
Lo sappiamo che tutti quelli che vediamo in giro per le strade sono persone travestite, con la barba e il pancione finti, proprio perché tu arrivi solo la notte di Natale.
A dire il vero ci sono venuti dei dubbi anche su Santa Lucia… ma no… lei esiste di sicuro, infatti passa da Parma e da poche altre città. Giorgio Torelli l’ha descritta così bene sulla Gazzetta che secondo me arriverà prima da noi che da altre parti.
Nei nostri sogni, caro Babbo Natale, tu esisti ed esisterai sempre. Pensa: le mamme e i papà ti sognano ancora. Vorremmo che tu regalassi a questa maestra la magia che proviamo noi quando ti scriviamo, la magia di quando fatichiamo ad addormentarci pensando a te che arriverai con le tue renne, un po’ per la speranza di vederti e un po’ timorosi perché non ti conosciamo. La magia di quando ci svegliamo al mattino e corriamo a guardare sotto l’albero. Vorremmo che tutti provassero queste emozioni, perché ce n’è bisogno. Queste cose non hanno età.
Beh, noi ti aspettiamo, anche se arrivi in ritardo: ogni tanto succede anche a noi al mattino.
Cesare

Nessun fallimento… più o meno! Conte e la conferenza stampa

Antonio-Conte_tuttacronacaVigilia della gara contro il Sassuolo e Antonio Conte si presenta alla tradizionale conferenza stampa, durante la quale non accetta che si parli di fallimento della Juve dopo l’eliminazione inattesa in Champions League. La sua risposta? L’ironia:

Fallimento? Fallimento di cosa? Che non abbiamo vinto la Champions? Se quello era l’obiettivo stagionale, allora è un fallimento. In effetti l’avevo messo come obiettivo principale la vittoria della Champions, avevo parlato di triplete…

Il ct bianconero ha comunque ammesso che “potevamo sicuramente fare un percorso più lungo” anche se ha ricordato che “abbiamo fatto un miracolo a tornare protagonisti in Italia dopo due settimi posti” e che “l’anno scorso siamo arrivati ai quarti in Champions, eliminati dal Bayern”. Parlando delle sei gare disputate in Europa quest’anno:

Quest’anno il cammino è stato all’inizio non buono e ci ha pregiudicato. Ma ci vuole tempo, chi pensa che le vittorie nascono dall’oggi al domani significa che non ha mai vinto in vita sua. C’è un percorso da seguire, fatto di lavoro, di cadute. Per me vedere una squadra italiana in finale di Champions da qui a tanti anni a venire sarà molto dura.

La fiducia non ha comunque abbandonato l’allenatore che crede nella capacità dei suoi uomini di voltare pagina anche perché “non è la prima volta che siamo caduti sul campo, quest’anno anzi abbiamo incassato due sconfitte di fila per la prima volta nella mia gestione”. Necessario però sarà lasciar perdere le “fesserie” tipo l’eventuale finale di Europa League a Torino e concentrarsi sul presente. Ma il presente è il Sassuolo e al solito non si è sbilanciato. Non ha mancato però di sottolineare che non saranno disponibili Vucinic, Pirlo e Marchisio. Difficile anche il rientro di Giovinco. Quello che è possibile, piuttosto, è che decida di spostare al centro Asamoah.

La Juve riparte dallo stadio amico… e dai bambini! I nuovi obiettivi

Bambini-Juventus-Stadium-tuttacronacaLa Juve ci riprova e, dopo la multa di 5mila euro per i cori ingiuriosi durante il match contro l’Udinese, riapre le porte a novemila bambini per la seconda puntata dell’iniziativa “Gioca con me…tifa con me”. In occasione della sfida con il Sassuolo, solo un  settore sarà a completa disposizione dei ragazzi delle scuole elementari e medie e delle scuole calcio, alcuni dei quali provenienti dall’Emilia. Al pensiero dello stadio amico, con un terreno di gioco perfetto, impossibile non tornare con la mente a quanto accaduto a Istanbul. Andrea Barzagli commenta: “Era impraticabile ed ora c’è grande amarezza e dispiacere per come è maturata questa esclusione. Però il calcio dà altre opportunità e noi dobbiamo pensare al futuro, a partire dal Sassuolo”. Fondamentale, ora, fissare i nuovi obiettivi stagionali. “La finale di Europa League è a Torino e aumenta il fascino. Ma l’obiettivo, comunque sia, sarebbe stato lo stesso e noi cercheremo di arrivare in fondo a tutte le competizioni”.

Omaggio a Nelson Mandela in campo: i giocatori rischiano sanzioni disciplinari

drogba-madiba-tuttacronacaLa Federcalcio turca potrebbe punire con sanzioni disciplinari due giocatori del Galatasaray, Didier Drogba ed Ebouè, per avere reso omaggio a Nelson Mandela durante una gara di campionato venerdì 6 dicembre. I due giocatori della Costa d’Avorio, infatti, al termine della partita si erano tolti la maglia restando con le sole t-shirt dove apparivano le scritte, in inglese, ”Grazie Mandela” (Drogba) e ‘‘Riposa in pace Mandela” (Ebouè). Entrambi sono stati deferiti alla Commissione disciplinare dalla Federcalcio turca per avere commesso un ”atto politico” in campo. Questo a seguito di un provvedimento adottato dopo le grandi proteste anti-governative di Gezi Park del giugno scorso con il quale si vieta qualsiasi manifestazione politica negli stadi turchi.

Ciao Madiba! Il saluto dei bambini

ciao-madiba-tuttacronacaPiangono, sorridono, portano un fiore. Si avvolgono in una sua bandiera. Sono i tantissimi bambini sccorsi per l’ultimo saluto a Madiba, forse catturati dal sorriso spontaneo o dallo sguardo intenso. Lui era il “nonno” che tutti avrebbero voluto e loro guardano la sua foto, la sfiorano. E sperano che un giorno quel suo sogno affinchè tutti i bambini godano di una buona educazione, perchè sono loro il futuro del mondo, divenga realtà. 

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Bimbi 2.0: la miglior lettera a Babbo Natale di sempre!

dear-santa-tuttacronacaLa miglior lettera che Babbo Natale leggerà in questi giorni senza dubbio è quella postata in Twitter da @Gequeoman il 29 novembre scorso, che ha ricevuto 6mila retweet oltre ad essere stata segnalata da 2.600 persone come preferito. Non è dato sapere se realmente è stato un bimbo a scriverla, quello che è certo è che ritrae molto bene un’intera generazione cresciuta in rete. “Caro Babbo Natale, come stai? Io sto bene. Questo è quello che voglio per Natale”. Dopo di che, un lunghissimo link scritto a mano e che rimanda a una pagina Amazon. Cosa desidera il bimbo 2.0?  Una macchinina radiocomandata!

Denuncia shock di Emergency: bimbi mutilati a colpi di machete

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Denuncia shock da parte di emergency che ha portato alla luce l’orrore dei bimbi mutilati nella Repubblica Centrafricana a colpi di machete. Il team medico portato avanti dall’associazione fondata da Gino Strada  nel Complesso pediatrico di Bangui ha operato d’urgenza dieci piccoli, feriti gravemente a colpi di machete e di armi da fuoco.

I bimbi, da uno a 10 anni, sono di etnia Peuls, nomadi musulmani che vivono a una novantina di chilometri da Bangui.

“Ci hanno raccontato che prima sono stati chiusi in una casa e poi portati all’aperto, messi in fila e presi a colpi di machete. Qualcuno ha ferite da armi da fuoco. I loro genitori sono feriti o sono morti nell’attacco”. 

 

Piccoli tifosi… fanno prendere una multa da 5mila euro alla Juve

juventus_udinese_tuttacronacaLa Juventus riempie le curve di bambini… e i ragazzini le fanno guadagnare una multa da 5mila euro. Il club dovrà sborsare la cifra, come ha deciso il giudice sportivo, “per avere suoi (giovanissimi…) sostenitori rivolto ripetutamente ad un calciatore della squadra avversaria (Brkic dell’Udinese, ndr) un coro ingiurioso”.  Circa 12.500 bambini hanno riempito le curve dello Juventus Stadium squalificate per discriminazione territoriale nei confronti dei napoletani. Punite con multe dai 15.000 ai 2.000 euro anche Roma, Atalanta, Parma, Lazio, Cagliari, Verona e Inter. Uscito invece indenne il giocatore del Catania Spolli, che avrebbe rivolto un insulto razzista a Mario Balotelli (‘negro di m…’): il giudice sportivo non si è infatti pronunciato sul caso. Nessuna prova televisiva per il difensore, in quanto le immagini non chiariscono se Spolli abbia realmente pronunciato la frase che poteva costargli fino a 10 giornate di squalifica. Il labiale, infatti, non è leggibile.

W i pasticcioni: i bimbi che giocano con il cibo imparano a parlare meglio

bimbo-pappa-tuttacronacaI ricercatori della University of Iowa hanno pubblicato un esperimento su Developmental Science con il quale dimostrano che i piccoli che, seduti al seggiolone, fanno pasticci con la pappa sono più abili ad apprendere il vocabolario. E visto che meno ordine significa una crescita migliore, meglio lasciarli fare e chiudere un occhio se anche si sporcano. Durante l’esperimento, condotto su un gruppo di bambini di 16 mesi ai quali sono stati offerti 14 differenti tipi di cibi non solidi, come pappe, succhi di frutta, budini e zuppe associando ai cibi nomi o semplici sillabe. I bimbi sottoposti alla prova hanno dimostrato che, più facevano pasticci, rimestando, assaggiando, spalmando ovunque e gettando perfino tutto a terra, più manifestavano abilità ad apprendere il significato delle parole impartite loro dai ricercatori. Larissa Samuelson, docente di psicologia all’ Università dello Iowa, coautrice delle ricerca, spiega: “I bambini più pasticcioni pronunciavano in modo più corretto le parole rispetto ai bimbi più ordinati e docili”. E prosegue: “Il nostro esperimento dimostra come l’esperienza diretta, effettuata in un ambiente familiare come, in questo caso, il loro seggiolone migliori lo sviluppo cognitivo dei bambini”. Andrea Vania, docente di pediatria alla università di Roma Sapienza e membro della Società italiana di pediatria, ha commentato: “La sperimentazione nella vita del bambino è fondamentale per imparare e passa anche attraverso il cibo. Più si lasciano liberi di fare e più apprendono. Al contrario controllare eccessivamente il momento del pasto è sbagliato e può perfino indurre il bambino, col tempo, ad avere un rapporto sbagliato col cibo. Non permettere che il piccolo si sporchi e che faccia pasticci con la pappa non lo aiuta a crescere bene, il bambino deve esplorare il mondo”. Lasciarli liberi però non significa non controllare, sottolinea Vania: “Il criterio generale è libertà purché non si facciano male, quindi anche in alimentazione impieghiamo solo cibi sani e corretti per la loro età, e sotto l’occhio vigile degli adulti”.

Questo è il futuro degli ultras? I cori stonati dei bambini in curva

juventus-bimbi-curva-tuttacronacaJuventus Stadium riempito da bambini, per colmare il vuoto del settore chiuso per gli epiteti razzisti nei confronti dei rivali. E’ ammirevole l’iniziativa del club bianconero che, nell’ambito dell’iniziativa “Gioca con me… tifa con me” ha accolto circa 12.500 piccoli tifosi, tutti sotto i 13 anni. Per i 90 minuti del sofferto match tra Juventus e Udinese i piccoli non hanno mai smesso d’incitare i loro beniamini, iniziando ad applaudirli anche in fase di riscaldamento, come hanno fatto prima che Pogba sostituisse Pirlo, rimasto infortunato già al 5′. E se i ragazzini erano emozionati, lo stesso dicasi dei giocatori, almeno a sentir Angelo Ogbonna: “Per noi è un’emozione particolare, siamo consapevoli di dover noi per primi dare un messaggio a questi ragazzi. Spero che gli stadi possano riempirsi sempre più di bambini, e non soltanto di tifosi normali”. Tutto bene quindi. Peccato per quel “qualcosa” fuori luogo: prima del gol della vittoria, siglato da Llorente al 91′, ci son stati cori costantemente rivolti a Brkic, portiere dell’Udinese che non aveva nessuna intenzione di concedere una rete ai padroni di casa. Un “oooh… me**a!” veniva infatti intonato ogniqualvolta che il n. 1 serbo si apprestava al rinvio dal fondo. Certo, un coro che si sente in tutti gli stadi, ma in bocca a ragazzini di 13 anni appare come la classica nota stonata all’interno di una piacevole serata.

Tokyo Baby Cafè: qui si entra solo con i bambini!

bebè-caffè-tuttacronacaGli interni del Tokyo Baby Caffè sono il classico esempio di “spazio a misura di bambini”. Il designer Nendo ha infatti riflettuto sulle necessità degli avventori, piccoli e grandi che siano. Il locale, aperto nel quartiere di Omotesando, è una casa del comfort e del divertimento, creati grazie al gioco di volumi degli arredi: mini e maxy che mettono tutti al loro posto fin dall’ingresso: una porticina per i piccoli, una porta di dimensioni classiche per i genitori. E lo stesso dicasi per divani: quello piccolo si trasforma in fasciatoio mentre quello gigante si trasforma in un’area gioco. Per quel che riguarda i tavolini, sotto la superficie è dipinta a ricordare il cielo: un piccolo rifugio pensato per i bimbi. E non vanno scordati book store, salette private per incontri tranquilli e un’area per il cambio e l’allattamento. Quello che forse più colpisce i giapponesi: non c’è traccia di tecnologia!

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Mistero in Germania, bimbi morti nella vasca da bagno

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Avevano 4 e 6 anni i bimbi trovati morti in una vasca da bagno di un  appartamento nella città di Kassel. I due piccoli si trovavano nella casa del padre, un uomo di 47 anni, che sostiene di aver trovato i figli morti al suo rientro a casa, ogni tentativo di rianimarli sarebbe stato vano. la versione non ha convinto gli inquirenti.

Cosa sognano i bambini? Fantastiche avventure!

bimbo-sogna-tuttacronacaQuante fantastiche avventure possono vivere i bambini mentre sognano! E’ quello che traspare dal progetto Wengenn in Wonderland, di Queenie Liao. L’artista e fotografa cinese si è posta la stessa domanda di milioni di madri: cosa sogna il mio bambino? E ha deciso di rispondere tramite le immagini, creandogli attorno mondi colorati utilizzando vestiti, lenzuola e giocattoli. Ecco allora che il piccolo vive, a sua insaputa, avventure fantastiche, tutto per merito della sovrapposizione delle sue foto a questi set. La stessa Queenie spiega: “Questo è il mio angioletto Wengenn. Lui ama dormire, sognare e immaginare, come anche la sua mamma. Ecco uno scorcio del suo mondo fantastico…”.

Fate annusare erbe, spezie e cibi ai neonati!

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“Quando mio figlio Joe era poco più che neonato  gli facevo annusare la frutta, la verdura e le erbe aromatiche”. A raccontarlo è Lidia Bastinich, madre di Joe, l’imprenditore e ristoratore, famoso per essere stato tra i giudici di Masterchef nell’edizione italiana e americana. ” I bambini – dice Lidia Bastianich – entrano in relazione con il mondo attraverso l’olfatto, così come riconoscono la mamma dal suo odore. Prima di imparare a cucinare devono imparare a mangiare. E prima ancora ad annusare”. Purtroppo molti bambini rifiutano le verdure o la frutta, prediligendo spesso sapori che sono molto meno salutari come le patatine fritte, le merendine e più in generale il junk food. Il problema è che alcuni cibi non vengono avvicinati al bambino che poi si ritroverà a contatto con pietanze sconosciute e quindi rifiuterà di mangiarle. La Bastianich prosegue “L’olfatto è lo strumento più importante con cui i bambini conoscono il cibo: già a pochi mesi è bene abituarli a odori più intensi. Altrimenti quando avranno 5 o 6 anni non ne vorranno sapere di mangiare broccoli”.

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La madre di Joe sfata anche un altro “mito”, non si cucina per i figli, ma gli si propongono cibi “Il cibo è parte della vita di famiglia. Non si cucina specificatamente per i figli: a loro si propone e si fa assaggiare tutto. E’ importante farli partecipare già quando acquistiamo gli ingredienti, e già da piccoli possiamo affidare a loro piccoli compiti, come pelare le patate o le carote”.  Come sottolinea sempre la Bastianich è che c’è un progressivo allontanamento dei bambini dalla natura, soprattutto per chi vive nelle grandi città e molti bambini non sanno neppure da dove vengono le uova o il petto di pollo. Spesso quest’ultimo lo si trova dal macellaio già impanato pronto per essere fritto, è chiaro quindi che non lo si associ più all’animale. Secondo la madre di Joe quindi i bambini oggi  ” hanno pezzi di informazione slegati gli uni agli altri, non hanno accesso alle fonti”. Altro fattore importante che oggi si sta perdendo è la stagionalità dei prodotti infatti nei supermarket o nei negozi di frutta e verdura durante tutto l’anno è possibile reperire ingredienti che invece dovrebbero essere disponibili solo in alcuni periodi dell’anno. E la Bastianich invece ricorda la sua infanzia quando con la nonna si recava all’orto e lì, a contatto con la terra, le è stato insegnato che c’è  “una stagione per i piselli, una per le fave e una per i fichi”.

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Tragedia sfiorata nel milanese, a rischiare la vita 10 bimbi

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Ancora non è chiara la dinamica dell’incidente che ha coinvolto 10 bambini. Tragedia sfiorata nel milanese dove un bimbo si trova in pericolo di vita, tre sono feriti seriamente e sei lievemente. I bambini si trovavano su una benna di un escavatore in movimento in una cava a Cuggiono nel Milanese. L’incidente sarebbe accaduto intorno alle ore 20. Sul posto sette autoambulanze e tre automediche. Il più grave dei bambini ha riportato lo schiacciamento del bacino e di una gamba. Stabilizzato e medicato sul posto è stato trasportato all’ospedale di Legnano (Milano). Gli altri sono stati medicati sul posto. Secondo una prima ricostruzione è stato il proprietario della cava di Cuggiono (Milano) a manovrare l’escavatore sulla cui benna erano saliti, per fare un giro per divertimento, i dieci bambini caduti. Da quanto è stato accertato a causa di un dislivello il mezzo, che operava nel terreno in via Remondada, ha fatto un balzo e il sussulto ha provocato la caduta dei minorenni. Il ferito grave dovrebbe avere 12-13 anni. Gli altri sarebbero suoi coetanei.

 

Bambini stranieri in classe solo se sanno l’italiano

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“I bambini stranieri in classe solo se sanno l’italiano” questa in sintesi è la proposta avanzata dalla Lega Nord e presentata a Bergamo città dove è attesa per martedì il  ministro per l’Integrazione, Cècile Kyenge, che terrà una lectio magistralis. Il Carroccio però chiede di “rivedere il sistema di accesso degli studenti stranieri alla scuola di ogni ordine e grado, autorizzando il loro ingresso previo superamento di test e specifiche prove di valutazione e istituire a titolo sperimentale classi di alfabetizzazione che consentano agli studenti non italofoni di frequentare corsi di apprendimento della lingua italiana”.

Quella del Lega Nord che a prima vista potrebbe sembrare l’ennesima discriminazione verso gli studenti stranieri poi, nella realtà, uscendo un attimo fuori dall’ideologia, potrebbe davvero essere una proposta da adottare a livello nazionale. Pensiamo solo come si possa sentire un bambino straniero che il primo giorno di scuola non riesce a comunicare con i suoi compagni, quanti problemi in più deve superare durante il percorso di apprendimento, quali ostacoli può presentare una lingua che magari si conosce solo approssimativamente.

Da parte della Lega Nord, ha spiegato il segretario provinciale Daniele Belotti, “non vi sarà alcuna contestazione” al ministro Kyenge. “La nostra sfida si giocherà solo sul piano programmatico, considerata anche l’apertura dimostrata dal ministro lo scorso 24 settembre, nel corso di una trasmissione televisiva su TvSat 2000, riguardo alla proposta di istituire delle classi ponte in cui i bambini non italofoni potrebbero imparare la lingua italiana. In quell’occasione il ministro pareva aver dato il suo assenso ideologico alla proposta, riconoscendo l’insegnamento della lingua italiana quale uno dei prioritari strumenti per l’integrazione. La Lega Nord, attraverso un’azione coordinata con i Comuni, chiederà quindi al ministro Kyenge di far sì che tale proposta possa essere concretizzata”.

Una classe quindi in cui gli studenti stranieri possano apprendere e padroneggiare la lingua prima di essere introdotti nelle classi e quindi avere anche l’opportunità sin da subito di integrarsi con gli altri ragazzi. Un aiuto concreto e non una discriminazione, ma solo un passaggio obbligato per non creare un gap difficile da poter colmare avendo un programma da seguire e tanti concetti da apprendere.

“Purtroppo – ha spiegato il sindaco di Telgate, Diego Binelle – il progetto, che prevedeva l’istituzione sperimentale di classi di alfabetizzazione e che aveva trovato il consenso del provveditore, della direttrice scolastica, delle famiglie italiane e delle associazioni locali di stranieri, si è arenato per via della forte resistenza ideologica di alcuni insegnanti. Eppure questa è l’unica vera strada per l’integrazione. La presenza di un numero sempre più elevato di alunni non italofoni all’interno delle classi si rivela un ostacolo sia per gli stranieri sia per gli italiani, che assistono a una forte riduzione dell’offerta didattica a causa dei rallentamenti nell’insegnamento dovuto alle specifiche esigenze di apprendimento degli stranieri”.

Perché quindi gli insegnanti pongono ostacoli? Per una volta possiamo abbandonare l’ideologia e vedere veramente cosa può essere più utile ai ragazzi stranieri? Perché non dotare tutti degli stessi strumenti, ma lasciare che sia a carico dell’allievo o di un insegnante volenteroso lo sforzo di insegnare la lingua mentre si sta già svolgendo un programma scolastico? Inevitabilmente dovendo colmare le lacune di una lingua sconosciuta anche l’insegnante migliore sarà costretto a rallentare il proprio programma e non solo a scapito degli altri alunni, ma anche dello stesso studente straniero.

I bambini malati: droga e alcol in aumento!

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Hanno meno di 11 anni e vengono ricoverati in ospedale per abuso di alcol o droghe. Il fenomeno è in netto aumento in Gran Bretagna: nel 2012, per abuso di alcol, si è calcolato almeno un terzo in più rispetto al 2011 mentre l’incremento di ricoveri nei minori di 11 anni  per abuso di stupefacenti ha fatto segnare un +14%. I minori con problemi di alcolismo consumano in media 7 pinte di birra a settimana. Un dato importante da rilevare è che spesso si tratta di famiglie povere dove i bambini spesso non vengono seguiti in famiglia.

L’infanzia oltraggiata dei 168 milioni di minori al lavoro

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Il rapporto dell’Ilo sul lavoro minorile presenta dati positivi, in riduzione del 32% rispetto al 2000.  Nel 2012 sono stati, infatti, registrati 168 milioni di minori a lavoro (il 10,6% della fascia di età tra i 5 e i 17 anni). 73 milioni poi hanno meno di 11 anni.

«Il contrasto al lavoro minorile è sulla strada giusta – segnala l’organizzazione internazionale del Lavoro – ma di questo passo l’obiettivo dell’eliminazione delle sue peggiori forme entro il 2016 non sarà raggiunto. La direzione è giusta ma ci stiamo muovendo troppo lentamente – ha dichiarato il direttore generale Guy Rider – se vogliamo porre fine a questo flagello nel prossimo futuro dobbiamo raddoppiare gli sforzi».

I progressi più consistenti si sono avuti tra il 2008 e il 2012 con il calo da 215 (il 13,6% delle persone tra i 5 e 17 anni) a 168 milioni (il 10,6%).

La situazione più drammatica è nell’Africa sub sahariana con il 21,4% dei bambini al lavoro (oltre 59 milioni) mentre nell’area Asia Pacifico il numero dei bambini al lavoro è più alto (77,7 milioni) ma la percentuale sul totale dei minori è al 9,3%.

In America latina e Caraibi lavorano l’8,8% dei bambini tra i 5 e i 17 anni (12,5 milioni) mentre in medio Oriente e Nord Africa lavora l’8,4% dei minori (9,2 milioni). Tra i bambini più piccoli (tra i 5 e gli 11 anni) lavorano in 73 milioni, l’8,5% delle persone in questa fascia di età. Per 18,5 milioni di bambini con meno di 11 anni il lavoro consiste in una attività pericolosa.

Tra i 12 e i 14 anni lavorano oltre 47,3 milioni di bambini (il 13,1%) mentre tra i 15 e i 17 anni lavorano il 13% dei minori (47,5 milioni di persone). Il 58% dei minori è utilizzato in agricoltura, il 7,2% nell’industria e il 32,3% nei servizi (in forte aumento rispetto al 25,6% del 2008). La maggioranza dei bambini lavoratori è maschio (99,7 milioni a fronte di 68,2 milioni di femmine). Ma le differenze di genere si annullano tra i bambini più piccoli con 36,3 milioni di bambini maschi e 36,7 milioni di bambine al lavoro. Tra i 15 e i 17 anni l’80% dei minori lavoratori è maschio (38,7 milioni) e appena il 19% femmina (8,8 milioni). Secondo il rapporto Ilo tra i minori al lavoro ci sono 5,5 milioni di bambini in «lavoro forzato», un quarto delle vittime totali del lavoro forzato. Tra questi 960.000 sono coinvolti in situazione di sfruttamento sessuale.

Dramma in Ohio: 5 bimbi e un uomo morti in un casa in fiamme

rogo-ohio-tuttacronacaE’ stata devastata dalle fiamme un’abitazione prefabbricata a Tiffin, in Ohio, Stati Uniti, nella quale hanno perso la vita un uomo di 25 anni e cinque bimbi: un maschietto e quattro femminucce. Al momento della tragedia la madre dei piccoli era al lavoro, in un fast food. In casa c’era il suo compagno e padre del bambino, che aveva solo un anno. Le altre piccole, tutte di età compresa tra i 3 e i 6 anni, erano figlie solo della donna. Tutti sono morti per aver inalato i fumi sprigionati dalle fiamme.

Le vittime innocenti senza futuro: i bambini siriani

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Ogni guerra ha le sue vittime e nella tragedia siriana sembra che i più esposti siano i bambini. Uccisi dai gas, giustiziati a sangue freddo o costretti a imbracciare un fucile. A quasi tre anni dallo scoppio della crisi siriana, a un passo dall’attacco statunitense e forse da un imminente crisi internazionale, guardare i volti di questi bambini dovrebbe farci riflettere.

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Strumentalizzati spesso per suscitare emozioni, esposti a scudo a difesa di obiettivi sensibili, i bambini siriani non hanno più un futuro da guardare, ma solo l’istinto di sopravvivenza che li deve guidare di minuto in minuto all’interno di un conflitto di cui spesso ignorano le ragioni.

Eppure sono bambini, come lo erano quelli che hanno circondato il presidente Obama quando ha firmato il suo impegno davanti alla nazione per mettere un freno alle armi che avevano consentito a uno squilibrato di fare una strage dentro una scuola elementare.

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Come può oggi il Presidente Obama pensare a un raid che inevitabilmente andrà a colpire anche queste vittime innocenti colpevoli solo di essere stati armati da chi li ha voluti strumentalizzare?

 

Facebook censura gli artisti, vittima anche Ravelo, fotografo dei bimbi crocefissi

 

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Erik Ravelo, fotografo per Colors e per Fabrica, e autore di una campagna di forte impatto dal titolo Los intocables, dove venivano ritratti alcuni minori crocefissi ai propri carnefici, è stato censurato su Facebook. “Quando l’ho postata mi è arrivata una notifica dal Social network con la quale mi avvisavano che non posso caricare immagini per 7 giorni e che se metto altri contenuti non appropriati mi bloccheranno il profilo”. E qui scatta l’ira di Ravelo  “La mia è una campagna artistica che è diventata virale in rete, fatta senza alcuno sponsor e che ha l’obiettivo di protestare contro la pedofilia. Perché viene censurata, quando su Facebook gira di tutto?”.

Erik Ravelo, per esprimere liberamente la sua arte aveva abbandonato Cuba quando aveva 18 anni, ma ora ci pensano i social network a censurarlo. Il fotografo si è anche chiesto come è “Possibile che non venga compresa la differenza tra contenuti inappropriati  e arte?”

Ravelo non è il primo e probabilmente non sarà l’ultimo a cui sono state o saranno rimosse immagini dichiarate come contenuti inappropriati mentre sono foto artistiche o di protesta.  È successo anche con le il profilo delle Femen ed è capitato anche ad altri artisti. Basta che qualcuno segnali la fotografia e scatta il procedimento. E se il flusso delle immagini è talmente vasto da controllare, è incredibile come iniziative di questo tipo vengano bloccate in rete, dove la libertà di espressione dovrebbe essere tutelata è salvaguardata.

 

Video shock, quando le parti s’invertono! Razzismo o bullismo?

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Una bambina insultata è già uno spettacolo aberrante in sé se poi il titolo del video che ritrae la bimba s’intitola:«When white people piss black people off» (eufemisticamente traducibile con «quando i bianchi fanno incavolare i neri») forse c’è davvero da preoccuparsi. Così molti utenti di Minneapolis che hanno riconosciuto,  due clip postate su Facebook, le bambine protagonisti del video hanno immediatamente chiamato il padre delle due bambine nere per raccontare cosa fosse accaduto e, alcuni, insultandolo anche che non fosse un buon padre. Papà Eddie, incredulo, ha visto il video su Facebook ed è rimasto shoccato.

Le immagini mostravano la bimba bionda, una vicina di casa, seduta sul triciclo, aggredita, insultata e derisa dalle sue figlie, istigate alla violenza dal figlio maggiore che era l’autore del video. Eddie si è quindi precipitato a casa dei vicini per scusarsi e ha trovato i genitori della piccola vittima altrettanto ignari.

«Vedendo il video sono rimasto davvero molto, molto disgustato – ha raccontato papà Eddie a MyFoxTwinCities – e onestamente non so da dove arrivi tale comportamento da parte dei miei figli, perché in casa nostra non insegniamo queste cose e nessuno di noi è razzista». Entrambi i genitori hanno comunque negato la matrice razzista come causa del bisticcio, spiegando che i ragazzi sono soliti giocare insieme senza problemi. «Ovviamente non sono stato felice di vedere quel filmato – ha ammesso il papà di M., la piccola vittima – ma il mio vicino di casa se ne sta occupando e mi fido di lui perché è un bravo padre e sa quello che fa».

Eddie essenzialmente ha punito il suo figlio maggiore, il 12enne ora rimarrà senza internet e senza tv a tempo indeterminato. Speriamo che davvero serva come punizione per il futuro.

Il video poi è stato rimosso da Facebook ed è rimasto solo come notizia data dai media, con le facce delle bambine oscurate, su Youtube.

Nel Napoletano i bambini giocano in discarica a cielo aperto

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Una brutta storia di degrado urbano. Il teatro è via delle Brecce a Sant’Erasmo, frazione nel comune di Saviano dove per l’ennesima volta l’Asia ha demolito la discarica a cielo aperto dove napoletani e stranieri depositano di tutto: dai divani ai pneumatici, dai frigo alle bottiglie di plastica, dai fili di rame agli avanzi di lavorazione delle imprese fuori legge. E nei cumuli trovano anche vecchi faldoni della Regione Campania e di quella lucana.

Le operazioni si svolgono sotto lo sguardo divertito dei bambini che cercano di passare nella zona delimitata dai nastri e si avventurano a giocare tra i rifiuti, mentre gli uomini dell’azienda partecipata del Comune al lavoro, coperti da tute, tentano di separare e rimuove i rifiuti sotto gli occhi dell’amministratore delegato Daniele Fortini e del vicesindaco Tommaso Sodano.

Bambina di 10 anni accusata di presunto stupro a un bimbo di 4

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“Non si trattava che di un gioco, forse inappropriato, ma non è mai accaduto che un bambino di dieci anni fosse accusato di stupro aggravato”. Queste le parole del legale della famiglia della bambina accusata  diviolenza sessuale aggravata nei confronti diun bimbo di 4 anni, mentre “giocavano al dottore”. Testimone di quello strano “gioco” un vicino di casa che ha poi chiamato la mamma del bambino. La piccola, che sarà giudicata a ottobre, intanto ha passato quattro giorni in un centro di detenzione per minori nella contea di Harris, in Texas.

Caldo record per la Cina e si diffonde la moda folle dei bambini cocomero!

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Per noi occidentali i cinesi a volte restano un vero e proprio mistero. Il caldo in Cina è davvero insopportabile e l’aria è pesante, ma sembra eccessivo il rimedio trovato da alcuni genitori per dare refrigerio ai propri figli.

Per combattere l’afa, l’ultima moda cinese, è quella di far indossare gusci di cocomero ai bambini che così possono restare al fresco.

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Cade un aereo su una casa: pilota e due bambini dispersi. Tragedia in Usa

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Due bambini di 1 e 13 anni sono scomparsi dopo che un aereo a  turboelica si è schiantato, questa mattina (in Italia durante il pomeriggio), sulla loro casa a East Haven, comune di oltre 28 mila abitanti situato nella Contea di New Haven nel Connecticut. Il sindaco della città Joseph Maturo Jr ha dichiarato  «E’ una devastazione totale nel retro della casa». Sopravvissuta invece la madre che si trovava anch’essa all’interno dell’abitazione al momento dello schianto. Secondo la Federal Aviation Administration, il velivolo Rockwell International Turbo Commander 690B è precipitato mentre era in procinto di raggiungere l’aeroporto Tweed New Haven alle 11.25 di mattina. Le fiamme hanno incendiato anche una casa nelle vicinanze.

 

Cameron si oppone alla sentenza che scarcera un pedofilo, bufera sulla giustizia.

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Ha abusato di una 13enne, aveva materiale pedopornografico nel suo appartamento, che attenuanti ci possono essere? Eppure un 41enne di Londra, Neil Wilson, dopo la lettura della sentenza se ne è tornato tranquillamente a casa con una condanna a otto mesi di reclusione, che però non sconterà grazie a una sospensione della pena che lo rende di nuovo libero. Ultima beffa della giustizia inglese? Se si leggono i dettagli “agghiaccianti” della vicenda c’è solo da inorridire:

«la ragazzina ha un aspetto fisico che lascia pensare a un’età più avanzata» e un atteggiamento «predatorio in tutti i sensi, dovuto a una certa esperienza sessuale», per cui, nonostante la differenza d’età, «l’atto è avvenuto, ma non per colpa di Wilson»: «si potrebbe dire che Wilson sia stato obbligato ad eseguire l’atto, nonostante fosse più forte e più grande di lei».

E ancora: «Lei si è spogliata, togliendosi di dosso la divisa della scuola in modo provocatorio, e poi lo ha obbligato a sottoporsi a sesso orale».

Un 41enne abusato da una 13enne? La tesi completamente rovesciata e forse una bambina di 13 anni ancora violentata, proprio da quell’organo, la magistratura, che invece la dovrebbe proteggere e restituirle, con la giustizia, il risarcimento all’abuso subito. Invece devia strada e va in “soccorso” del carnefice che diventa a sua volta vittima indifesa di una “procace” bimba che lo costringe a un atto sessuale non cercato e non voluto.

Alan Wardle, della Società per la prevenzione della crudeltà sui bambini, è sconcertato. «Una ragazzina di tredici anni non può essere ritenuta complice dell’abuso che le viene inflitto», ha sottolineato, aggiungendo che «chiaramente il predatore è l’adulto, mai il bambino». Il problema, precisa, è che«non tutti gli avvocati e i giudici hanno la preparazione necessaria percapire come funziona l’adescamento di minori. Non comprendono che una ragazzina che si presta a giochi, atti e rapporti sessuali lo fa perché è stata, ed è, vittima di un adulto».

«Lo stato ha il dovere di prendersi cura delle vittime di reati e crimini – aggiunge Javed Khan, dell’associazione Victim Support – un dovere che in questo caso è clamorosamente venuto meno».

Proprio per le polemiche innestate dalla lettura della sentenza, il premier David Cameron ha deciso di intervenire definendo «completamente inappropriate» le dichiarazioni del giudice Nigel Peters e dell’avvocato Robert Colever, sui quali è stata aperta un’inchiesta e che per il momento sono stati sospesi. Il caso verrà rivisto, potrebbe prima o poi esserci una sentenza più severa nei confronti di Wilson, ma il danno potrà forse essere limitato, non cancellato.

 Sicuramente dopo questa sentenza il popolo inglese si domanda se davvero, a volte, è giusto mettersi al ludibrio pubblico per poi avere sentenze come questa. Un giudice e un avvocato capaci di rendere la vittima carnefice e il carnefice vittima grazie a un rovesciamento dell’accusa… quante famiglie oggi si chiederanno se abbia un senso chiedere giustizia per avere in cambio la diffamazione di una 13enne e l’assoluzione di un pedofilo?

Scoppia la polemica sugli ovetti kinder. Sono sessisti?

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Gli Ovetti Kinder “vestiti” di rosa e azzurro sarebbero chiaramente, secondo alcuni inglesi, una discriminante sessista. A denunciarlo sono stati un gruppo di genitori dell’associazione “Let toys be toys”, che lanciano una petizione affinché la casa dolciaria italiana ritiri dal mercato inglese i 5,3 milioni di Ovetti. L’intento della Ferrero però, era solo quello di dare una giusta indicazione in base alla sorpresa che si sarebbe trovata all’interno e quindi di non deludere i bambini che avrebbero preferito trovare una macchinina o le bambine che volevano una bambola.

“Incredibile che continuino a promuovere l’identità dei giocattoli, suggerendo che il rosa contenga bamboline e l’azzurro macchinine. Hanno intenzione di continuare ad alienare i propri clienti con questi suggerimenti. Sono rimasta molto delusa quando ho sentito del lancio di questo nuovo prodotto. Perderanno clienti”. Lo afferma Trisha Lowther, fondatrice del movimento, all’Independent.Per il portavoce della Ferrero Uk, Charlie Cayton, “non era intenzione della società urtare la sensibilità di nessuno”; anzi è stata proprio un’indagine di marketing che ha rilevato che il 66,6% dei genitori inglesi avrebbe preferito una merendina “sessuata”. In Germania dove gli Ovetti sono stati già messi nel mercato – tiene a precisare la Ferrero- non hanno scatenato alcun tipo di protesta.

Insomma anche l’Ovetto Kinder fa discutere!

Lo “svuota carceri” dimentica i bambini dietro le sbarre

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Lo “svuota carceri”, approvato il 5 agosto dalla Camera, permetterà a molti detenuti di avere una pena alternativa, anche forse a troppi, ma sicuramente non a tutti. Si sono dimenticati i figli delle detenute. Nel testo non compare nessuna norma che disciplini lo stato dei minori che rimangono in carcere con le madri «La nuova normativa coinvolge i figli soltanto in maniera indiretta – spiega Francesca Corso, ex assessore ai diritti e alle tutele della Provincia di Milano, da anni in prima linea nella tutela dei bambini delle detenute -. I piccoli trarranno vantaggio, indirettamente, dalle norme che favoriscono le mamme, ad esempio da quelle che prevedono sconti di pena e l’estensione dei benefici carcerari per i recidivi».  Per il resto si dimentica di loro! Un governo al servizio dei cittadini quello che dimentica i figli delle detenute costretti dietro le sbarre senza colpa?

Svelati i segreti dei sacrifici dei bambini Inca… le mummie danno risposte

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Bambini di età compresa dai 6 ai 15 anni, selezionati accuratamente tra i più puri e sani del villaggio, quindi portati via dalla propria abitazione, nutriti del cibo migliore e, dopo alcuni mesi, condotti in cima a una montagna, a 6000 metri di altitudine e soffocati, uccisi con un colpo alla testa o bruciati vivi… in ogni caso sacrifici agli dei. La cerimonia sacrificale segnava, per lo più gli avvenimenti più importanti del popolo Inca, legato per lo più alla vita dell’imperatore.

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Ma se questa è una storia conosciuta, è invece una novità apprendere alcuni dettagli che sono emersi grazie alle analisi condotte dai ricercatori dell’Università di Bradfordsui capelli di tre mummie rinvenute nel 1999 in prossimità della cima del vulcano Llullaillaco, in Argentina. Secondo l’archeologo Andrew Wilson sarebbero le mummie meglio conservate al mondo. Si tratta di bambini di 6, 7 e 13 anni, sacrificati circa 500 anni fa in occasione di una tipica Capacocha.

In particolare le analisi si sono concentrate sulla ragazzina di 13 anni, conosciuta come “la doncella de Llullaillaco”. Lei era sicuramente la più consapevole eppure il suo volto era rilassato e la posizione, seduta a gambe incrociate, sono elementi importanti da dover considerare. In particolare sembra quasi che la giovane si sia addormentata, più che sia morta uccisa in un rito sacrificale. Ciò che in realtà emerge dallo studio chimico dei suoi capelli ancora perfettamente intrecciati, è che circa un anno prima della sua morte, presumibilmente in coincidenza con la sua elezione al rango di vittima sacrificale, la sua dieta si era arricchita di mais e proteine animali e aveva cominciato ad assumere dosi massicce di alcol e droga, in particolare birra di mais e foglie di coca. Il consumo di queste sostanze, allo stesso tempo sedanti e inebrianti, era aumentato notevolmente all’avvicinarsi del sacrificio. Pur avendo riscontrato le stesse sostanze nei capelli dei bambini più piccoli, non vi è traccia in loro dello stesso incremento.

La differenza ha affascinato gli studiosi, che hanno ipotizzato che la ragazzina, più consapevole e quindi spaventata dal suo destino imminente, cercasse conforto sedandosi, o che fosse incoraggiata o costretta a farlo, in modo da renderla più facilmente manipolabile. Non è da escludere che ciò fosse legato al suo coinvolgimento in cerimonie preparatorie, dove il consumo di birra e coca era frequente.

Fuoco a Livorno, fiamme e paura in un palazzo di 7 piani

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Fiamme in un palazzo in via Liverani a Livorno dove intorno alle ore 12 si è sviluppato un incendio e quattro abitanti, tra cui due bimbi e una nonna, sarebbero stati ricoverati in ospedale per intossicazione. Dovrebbe essere essere stato proprio un bimbo a dare l’allarme affacciandosi alla finestra e gridando. Sul posto immediatamente sono arrivate le squadre dei vigili del fuoco e il 118 che hanno dato il via all’ordine di evacuazione. Ora si è aperto un fascicolo per capire le cause dell’incendio.

La crocefissione degli “innocenti” che sta facendo discutere il web

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Una provocazione shock quella dell’artista Erik Ravelo che ha “crocefisso” i bambini ai loro “carnefici”. Secondo Ravelo i bambini sono vittime di una società consumistica che li schiaccia e li maltratta.  La sua opera dal titolo “Gli intoccabili” raffigura i bambini crocefissi all’obesità, alle armi, ai presti pedofili, al commercio di organi, al nucleare e al turismo sessuale. Le immagini in rete hanno suscitato scalpore e polemiche.

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Un suv sbanda e si schianta contro un asilo, alcuni bambini feriti

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Un suv si è schiantato, dopo aver sbandato, contro un asilo e ha fatto crollare parzialmente uno dei muri dell’edificio. Nel crollo sembra che sarebbero rimasti feriti alcuni bambini.

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Le prime fonti parlerebbero in particolare di tre bambini e un adulto feriti in modo grave, anche se nessuno di essi sarebbe in pericolo di vita, ma il bilancio a Kansas City è in continua evoluzione.

 

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