Clamoroso! Max Gazzè prende a calci il Pulcino Pio… e lo arrestano!

gazzè-pulcinopio-tuttacronacaInvidia tra colleghi? Forse non lo sapremo mai, fatto sta che Max Gazzè ha preso di peso il Pulcino Pio per poi sferrargli un calcio e scaraventarlo a metri di distanza. Il gesto del cantante, tuttavia, non è sfuggito ad alcuni poliziotti presenti in zona che hanno provveduto a trascinarlo nella loro auto. Ovviamente, si tratta di uno scherzo! Il fatto è avvenuto lo scorso novembre e sulla pagina Instagram del cantautore è ancora visibile il volo del Pulcino.

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Napoletano shock: suicidio al telefono

suicidio-napoli-tuttacronacaOrazio Caso aveva 48 anni ed era titolare di un’agenzia di scommesse. E ora si sta indagando sulla sua morte: sono infatti in corso accertamenti per raccogliere elementi sulla esatta dinamica dei fatti e capire quale motivo possa aver indotto l’uomo a compiere il gesto estremo. Il 48enne di Poggiomarino, in provincia di Napoli, si sarebbe infatti suicidato con un colpo di pistola davanti agli occhi della sua compagna, mentre parlava al telefono con un amico, per annunciargli l’intenzione di togliersi la vita.

Auto contro un albero a Velletri, muore la cugina della Berté

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Un auto contro un albero per motivi ancora da accertare e Vittoria Bertè, 71 anni, cugina carnale della cantante Loredana è morta all’ospedale di Velletri qualche ora dopo l’incidente. Alla guida c’era il marito della donna G.P., 80 anni, che è stato invece ricoverato in ospedale con una prognosi di 30 giorni. L’auto,un Opel Agila, è stata quasi distrutta nell’immpatto. La coppia era residente ad Anzio.

 

Il “giallo” di Juve-Roma: si apre il caso

juve-roma-tuttacronacaLa squadra di Rudi Garcia ieri si è aggiudicata il passaggio ai quarti di finale di Coppa Italia grazie alla rete inflitta da Torosidis alla Samp: martedì 21 gennaio si disputerà quindi un nuovo “big match”, con la Roma che incontrerà nuovamente la Juventus. Si dovrebbe trattare di una gara unica da disputarsi all’Olimpico e che potrebbe permettere ai giallorossi di prendersi la rivincita dopo la recente sconfitta in campionato. Ma potrebbe anche non essere così: nel senso che quel quarto di finale potrebbe anche svolgersi allo Juventus Stadium. La causa è da ricercarsi nei regolamenti di Coppa Italia: la settimana prossima, infatti, verranno disputati gli ottavi tra Lazio-Parma e Napoli-Atalanta. Se la Lazio dovesse passare il turno, avrà il diritto di giocare nel suo stadio, l’Olimpico, la gara dei quarti di finale, il 29 gennaio, contro la vincente di Napoli-Atalanta. Non sembrerebbero esserci difficoltà, visto che i quarti si disputeranno in due date diverse, ma così non è. Il regolamento di Coppa Italia esclude la possibilità che due partite dei quarti di finale si giochino nello stesso stadio, seppure a distanza di giorni. E le regole prevedono che il diritto a sfruttare il fattore campo sia la squadra detentrice della Coppa Italia, ovvero la Lazio. Se i biancocelesti dovessero passare il turno, quindi, la Roma si ritroverà a giocare nuovamente allo Juventus Stadium. La soluzione è nelle mani di Roma, Juventus e della Lega di Serie A.

La Lazio ritrova Mauri: ridotta la pena da 9 a 6 mesi

Stefano-Mauri-tuttacronacaE’ stata ridotta da nove a sei mesi la squalifica del centrocampista Stefano Mauri nell’ambito del calcioscommesse dal Tribunale nazionale di arbitrato per lo sport (Tnas), permettendo così un ritorno in campo da febbraio. Il laziale è fermo dal 2 agosto 2013 e vedrà scadere lo stop forzato il prossimo 2 febbraio, tornando teoricamente a disposizione per il derby di Roma del nove. Mauri sta scontando la squalifica dal 2 agosto per 9 mesi per doppia omessa denuncia nelle presunte combine di Lazio-Genoa e Lecce-Lazio del maggio 2011.

Il fatidico sì ci sarà… Pellegrini e Magnini all’altare!

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Il fatidico sì ci sarà o almeno è nei progetti di Federica Pellegrini e Filippo Magnini. In un’intervista che la campionessa ha rilasciato a Verissimo e che domani andrà in onda su Canale 5 la nuotatrice ha dichiarato: «Pochissimi lo sanno, ma prima delle gare, molto spesso piango. Mi è successo anche prima degli ultimi Europei. Si tratta solo di una reazione nervosa, niente di grave».

Poche settimane fa Federica, che è diventata campionessa anche nel numero di fans sui social network, ha postato proprio su Twitter la foto di un tenero bacio con Filippo Magnini, a suggello dell’amore ritrovato, e ai microfoni di Verissimo racconta: «Per la prima volta nella vita ho voluto condividere con gli altri, come una ragazza normale, una sensazione forte».

Alla domanda se nell’aria c’è profumo di fiori d’arancio, la Pellegrini risponde: «È troppo presto, per tutto quello che io e Filippo abbiamo vissuto negli ultimi tre anni di relazione. Ma – aggiunge – sia nel mio futuro che in quello di Filippo, visto che abbiamo raggiunto una certa serenità, il progetto c’è».

Panico all’ospedale, paziente afferra l’arma e minaccia i sanitari

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Panico e terrore al Policlinico Casilino di Roma dove, questa mattina intorno alle 10, il personale medico ha trovato un’arma tra gli effetti personali di un paziente ricoverato al pronto soccorso nella giornata di ieri. Lo staff sanitario ha immediatamente segnalato il ritrovamento alla sicurezza interna, che dopo aver allontanato i medici si è avvicinato all’uomo insieme a un ausiliario. Il paziente immediatamente è andato su tutte le furie e ha minacciato, pistola alla mano, il personale paramedico e il vigilante. La guardia giurata è riuscita a entrare in bagno e ha armato la sua pistola, ma a causa del pavimento bagnato il vigilantes è scivolato ed è partito un colpo che per fortuna non ha procurato danni. Quando il paziente ha sentito il colpo è fuggito, ma è stato intercettato dagli agenti del commissariato Casilino intervenuti sul posto. Il paziente è stato quindi condotto al commissariato, ma poi è stato rilasciato ed è tornato al Policlinico Casilino dove ha avuto ancora un atteggiamento aggressivo tanto da esser necessario un secondo intervento da parte della polizia. E’ emerso anche che la pistola dell’uomo era ad aria compressa, un’imitazione di quelle reali. Il paziente è stato denunciato dagli agenti del Casilino per minacce, procurato allarme ed interruzione di pubblico servizio.

 

“Si torni al voto”: il Tar e il Consiglio Regionale del Piemonte

palazzo-regione-piemonte-tuttacronacaMercedes Bresso ha visto accogliere dal Tar del Piemonte il “ricorso principale” che aveva promosso contro il risultato delle elezioni regionali del 2010 e, da quanto si ricava da una prima lettura del dispositivo, è necessario tornare al voto. La Lega Nord non poteva star a guardare e il nuovo segretario, Matteo Salvini, ha convocato una fiaccolata della Lega per domani di fronte al consiglio regionale. “Domani tutti a Torino! Giudici, comunisti e giornalisti, giù le mani dalla Lega e dal Piemonte!”, ha scritto su Facebook il segretario. Il tribunale ha ordinato il ritorno alle urne e nel dispositivo consegnato oggi alle parti in causa, si legge che il Tar ha annullato “la proclamazione degli eletti” al consiglio regionale “ai fini della rinnovazione della competizione elettorale”. Secondo quanto trapela da esponenti della Giunta regionale, l’annullamento porta alla decadenza della Giunta regionale e, quindi, alla sospensione di tutta l’attività in corso. Come spiega l’Huffington Post:

Ora la parola passa al Consiglio di Stato, a cui la regione potrebbe ricorrere per ribaltare la decisione del Tar, che sancisce un ritorno anticipato alle urne dei piemontesi. È durata quasi quattro anni la ‘battaglia’ ingaggiata dall’ex presidente della regione Bresso: lo scorso 14 novembre la Cassazione aveva condannato in via definitiva Michele Giovine a due anni e 8 mesi per avere raccolto firme false sulla sua lista.

L’ex governatore Bresso ha commentato: “Seppure in ritardo è stata fatta giustizia. La sentenza è immediatamente esecutiva, anche se ci sarà il ricorso, riusciremo a andare al voto insieme alle amministrative e alle europee. Sono contenta soprattutto per il Piemonte, perché gira pagina”.

Polemico il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, che su Facebook scrive: “Annullate le elezioni regionali del Piemonte. Giudici e sinistra, anche quando perdono, riescono a vincere… Un attacco alla democrazia, ecco di cosa si tratta. Altro che mutande! forse a qualcuno hanno dato fastidio i 30 milioni di euro di risparmio secco, all’anno, dei costi della politica in regione. Forza piemont, forza lega, continuiamo a lavorare”. E a chi gli chiede se pensa di ricandidare Cota alle prossime regionale, risponde: “Certo, non a testa alta ma di più”.

Povia e Mannoia fanno scintille su internet

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Il tema sulle adozioni ha fatto innescare la miccia tra Povia e Mannoia. Lo scontro avvenuto su Facebook ha messo al centro della discussione l’opportunità di affidare i minori a una casa-famiglia, a una coppia gay e a una coppia etero. Povia ha chiesto sul social network a chi le madri affiderebbero il proprio figlio in caso di una loro morte prematura.

La domanda, rivolta fra l’altro solo alle donne, è stata commentata da molti utenti e Povia a risposto a tutti con questo messaggio:

Se dovessi scegliere non sceglierei una coppia gay, mai. O etero, o casa famiglia. Le coppie “strane” non vengono neanche prese in considerazione per l’adozione. Bisogna poi vedere cosa intendi per “strano” perchè qui di strani ce ne sono tanti ;D

Fiorella Mannoia, non gradendo il commento di Povia, ha risposto immediatamente con la testimonianza di una donna adottata quando aveva sei anni:

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Povia risponde con una lettera che invece gli ha inviato un ragazzo di 21 anni commentando così la risposta della Mannoia:

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Poi segue la lettera del ragazzo:

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Chissà se arriverà la risposta della Mannoia?

Bova da Armani e Munoz bacia il bodyguard

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Bova va a fareshopping da Armani al centro e Rocio Munoz – immortalata qualche giorno fa in un bacio appassionato con Raoul durante una partita di racchettoni – stavolta sorprende! La modella infatti ha voluto stampare un bacio sulle labbra del bodyguard che l’aveva accompagnata al negozio di scarpe… tenerezze con il bodyguard per fermare le altre polemiche su Bova?

Brunetta da Santoro: “mi sono fatto un c… così” VIDEO

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A Servizio Pubblico ieri sera è scoppiata la polemica tra un ragazzo e Renato Brunetta. Al centro della discussione la frase che il giovane a rivolto al deputato di Forza Italia “Lei riuscirebbe a campare con 800 euro al mese?”, immediata la replica di Brunetta “Io ho campato con 800 euro al mese”, ma il ragazzo attacca “Se l’avesse fatto, non ruberebbe i soldi degli italiani così” e a questo punto Brunetta si adira e ribatte: “Alla sua età ho guadagnato anche di meno. Mi sono fatto un c**o così. Facevo il venditore ambulante”

I grandi colpi del calciomercato!

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Eliminata dalla Coppa Italia l’Inter si tuffa sul mercato. Sicuramente nella sconfitta con l’Udinese è pesato anche qualche errore arbitrale, ma indiscutibilmente sono emersi anche i limiti della squadra e quindi ora si corre ai ripari con Thohir che tenta di ristrutturare la società e di decidere anche sul futuro di Mazzarri. Sembra che non voglia fare investimenti impegnativi a gennaio il nuovo proprietario dell’Inter, ma certamente c’è bisogno di qualche novità anche perché Belfodil è ormai a pochi passi dal West Ham. Intanto Milito ha recuperato, anche se il giocatore non sembra al top della condizione fisica, mentre Icardi è di nuovo fermo, quindi l’unica certezza è Palacio, troppo poco per sperare in una seconda parte di campionato al top! Ma a chi punta l’Inter?

Sono tre i nomi: Osvaldo, Lamela e Borriello. L’italo-argentino piace molto e, secondo la stampa inglese, i nerazzurri sarebbero disposti a proporre al Southampton Guarin come contropartita, pur di arrivare all’ex Roma. Da vincere le resistenze del tecnico Pochettino che non vorrebbe privarsi di Osvaldo. Gradito a Mazzarri e alla società è anche Erik Lamela e la giovane età dell’argentino è un motivo in più per provare a portarlo in nerazzurro. Il Tottenham, però, ha investito molto su di lui in estate ed appare restio ad una cessione in prestito con diritto di riscatto. Su Lamela, del resto, c’è anche l’interesse della Juve in vista di giugno, quando il club bianconero potrebbe presentare l’offerta giusta per accontentare gli Spurs. Più praticabile la pista Borriello. La Roma, pur di alleggerire il monte ingaggi sarebbe anche disposta ad un prestito fino al termine della stagione. Sulle corsie esterne, invece, prosegue la trattativa con il Torino per D’Ambrosio, ma non c’è ancora accordo sulla contropartita tecnica. L’Inter, che nei prossimi giorni cederà Alvaro Pereira al Marsiglia, aveva proposto Botta, ma i granata preferirebbero uno tra Duncan e Benassi del Livorno.

Su Borriello ci sarebbe però la lunga mano della Fiorentina ancora indecisa tra Gomez e il romanista. Ma anche la Juve sta dandosi da fare e dopo il rinnovo a Pirlo ora l’Arsenal sembra essere interessata per Giovinco, anche perché il giocatore nella gestione Conte sta trovando sempre meno spazio.

Ma se c’è chi pensa all’attacco c’è anche chi invece è preoccupato dal centro campo come Il Milan e il Napoli. I rossoneri inseguono Fernando del Porto, ma è sempre più probabile che l’operazione possa concludersi a giugno, quando il brasiliano si svincolerà a parametro zero. Anche il Porto, però, sta trattando il rinnovo con Fernando. Galliani, così, pensa di chiedere al Chelsea il prestito di Essien, visto che il ghanese è poco impiegato da Mourinho. In attacco Matri potrebbe partire, ma non è semplice trovare club disposti ad accollarsi l’elevato ingaggio dell’ex Cagliari. In casa Napoli il nome nuovo è quello di M’Vila, 23 enne francese del Rubin Kazan, ma restano attuali le piste Jorginho del Verona e Banega del Valencia. I partenopei stanno subendo anche il pressing del Borussia Dortmund per Inler, ma è estremamente difficile che Benitez sia disposto a privarsi dello svizzero, visti anche i problemi fisici di Behrami.

La Roma, intanto, pensa al futuro e sta per mettere a segno un colpo che in prospettiva potrebbe rivelarsi davvero interessante. Il club giallorosso è a un passo da Valmir Berisha, attaccante svedese classe 1996, capocannoniere del Mondiale Under 17. Berisha viene considerato in Svezia il nuovo Ibrahimovic e l’affare dovrebbe essere chiuso per una cifra di poco superiore ai 300mila euro. Dall’Inghilterra, intanto, sono pronti a giurare che in estate Mourinho tornerà all’assalto di Rooney, considerato il rinforzo ideale per l’attacco del Chelsea. Scatenato il Toronto che, oltre a Bradley della Roma, ha chiuso con il Tottenham per Jermain Defoe, 31enne bomber inglese autore di 142 reti con la maglia degli Spurs.

La studentessa fa lo spogliarello a scuola

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In un liceo scientifico di Forlì, una studentessa forse per una sfida, o per un atto goliardico, o una scommessa persa ha improvvisato uno spogliarello nei corridoi dell’istituto. Il video poi è stato postato in internet. La ragazza balla anche in topless mentre c’è chi cerca di ricorrerla invitandola a rivestirsi. 

A maggio Balotelli è atteso dal test della “vita”

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A maggio Mario Balotelli è atteso dal test della “vita”… nei prossimi giorni infatti il calciatore si sottoporrà al test del dna e i risultati verranno in aula al tribunale tra quattro mesi. Di conseguenza entro la fine di maggio si metterà in chiaro se Pia, la bambina avuta da Raffaella Fico è senza  ombra di dubbio la figlia di Balotelli.

Quanto costa il Jobs Act di Renzi? Possiamo permettercelo?

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Ecco secondo il Fatto Quotidiano i costi del Jobs Act di Renzi:

Taglio dell’Irap del 10 per cento finanziato dall’aumento dell’aliquota sulle rendite finanziarie. L’Irap vale 33 miliardi all’anno e serve a finanziare la sanità delle Regioni. Ammesso che Renzi voglia ridurre del 10 per cento solo l’Irap privata, che vale una ventina di miliardi, dovrebbe comunque trovare 2 miliardi di copertura, un aumento del carico fiscale di circa il 20 per cento, non poco.

Energia: ridurre il costo del 10 per cento per le aziende attraverso un taglio degli “incentivi cosiddetti interrompibili”. Martedì sera a Otto e Mezzo Renzi aveva un’idea completamente diversa: tagliare gli oneri di distribuzione, cioè far pagare il conto alle reti (Terna e Snam) e ai venditori di energia. La nuova proposta invece mira a ridurre quei 600-700 milioni all’anno dati a grandi aziende disposte a subire un’interruzione della fornitura di energia. Il costo viene scaricato sulle altre imprese. Tagliare questi incentivi “interrompibili” avrà come effetto immediato quello di far salire i costi per alcune grosse aziende.

Assegno universale per chi perde il lavoro, con obbligo di seguire un corso di formazione e di non rifiutare più di una proposta di lavoro. L’assegno universale esiste già, è l’Aspi e la mini-Aspi introdotta dalla riforma Fornero nel 2012 e perde il diritto a riceverla chi “non accetti una offerta di un lavoro superiore almeno del 20 per cento rispetto all’importo lordo dell’indennità cui ha diritto”. L’unica cosa che Renzi può fare è ridurre i requisiti necessari per accedere all’Aspi. A meno di non voler rivedere del tutto gli ammortizzatori sociali a partire dalla cassa integrazione

Obbligo di rendicontazione online ex post per ogni voce dei denari utilizzati per la formazione professionale finanziata da denaro pubblico. Il pozzo oscuro della Formazione professionale è bene che sia illuminato perché assorbe circa 600 milioni l’anno senza controlli. Non è detto, però, che una volta controllati i fondi il lavoro lo si crei davvero o i corsi divengano davvero formativi.

Eliminazione della figura del dirigente a tempo indeterminato nel settore pubblico. Serve a contrastare l’inamovibilità dei dirigenti della Pa anche se incapaci. Eliminare la garanzia dell’incarico a tempo indeterminato rende i dirigenti più soggetti alla politica.

Trasparenza: amministrazioni pubbliche, partiti, sindacati devono pubblicare online ogni entrata e ogni uscita. Sarebbe una novità positiva, in particolare per le spese delle Pubbliche amministrazioni. Ma anche per partiti e sindacati, finora esentati dal rendere trasparenti i loro bilanci.

Nuovi posti di lavoro. Per sette settori (Cultura-Turismo-agricoltura, Made in Italy, Ict, Green economy, Nuovo Welfare, Edilizia , Manifattura), il Jobs Act conterrà un singolo piano industriale. Il cuore del “piano del lavoro” di Renzi non ha concretezza. Si limita ai titoli.

Presentazione entro otto mesi di un codice del lavoro. Il Codice del lavoro forse va presentato prima di otto mesi, il tempo delle attese non era finito?

Riduzione delle varie forme contrattuali, oltre 40. Processo verso un contratto di inserimento a tempo indeterminato a tutele crescenti. Le forme di lavoro previste dalle attuali normative sono, probabilmente, 40 ma quelle utlizzate non arrivano a dieci (tempo indeterminato o determinato, contratti a progetto, lavoro interinale, lavoro stagionale, le “false” partite Iva, lo staff leasing e poco altro). Il contratto unico indeterminato è stato proposto inizialmente da Tito Boeri e Pietro Garibaldi e si basa sull’idea che basti una forma contrattuale in cui il raggiungimento di tutte le garanzie avvenga nell’arco di tre anni. Una razionalizzazione che va verso la stabilità solo se spazza davvero via tutte le tipologie contrattuali esistenti. Se si trasforma in un “processo” potrebbe significare solo un nuovo modo di chiamare la realtà esistente.

Agenzia Unica Federale che coordini i centri per l’impiego, la formazione e l’erogazione degli ammortizzatori sociali. La novità più rilevante attiene alla possibilità di erogare gli ammortizzatori sociali da parte di un’Agenzia unica che sostituirebbe l’Inps. I Centri per l’impiego sarebbero frequentati in modo significativo. Ma i 556 Centri diffusi in Italia danno lavoro solo al 3,7% dei richiedenti, mentre in Germania la percentuale è del 13. L’agenzia unica può servire a coordinare meglio ma, al fondo, la differenza sarà fatta dalle effettive opportunità di lavoro.

Legge sulla rappresentatività sindacale e rappresentanti eletti dai lavoratori nei Cda delle grandi aziende. La legge è già in discussione alla commissione Lavoro della Camera. La si potrebbe approvare in poche settimane rendendo felici sia la Fiom che la Cgil. Sull’ingresso nei Cda delle aziende: il sistema tedesco, la Mitbestimmung, prevede la presenza dei lavoratori in Consigli di sorveglianza con possibilità di intervenire sulle scelte aziendali e, anche, di nominare i manager. Ma non di divenire azionisti o amministratori dell’impresa.

Anche i polmoni aiutano a sentire gli odori

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Questione di odori! Secondo uan nuova ricerca non solo nel naso ci sarebbero i recettori con funzioni olfattive, ma anche nei polmoni e lo scopo, almeno secondo  i ricercatori della Washington University di Saint Louis, sarebbe quello di difenderci dai cattivi odori, specialmente dalle sostanze tossiche e addirittura da alcuni profumi che, nei soggetti allergici, possono causare reazioni violente.

Lo studio è stato pubblicato sull’American journal of respiratory cell and molecular biology e i suoi autori spiegano:

“Se nel naso i recettori si trovano nelle membrane delle cellule nervose che inviano messaggi diretti al cervello, quelli nei polmoni sono invece situati nelle membrane delle cellule neuro endocrine e captano gli odori provocando una reazione ormonale che induce, in presenza di sostanze volatili pericolose, alla costrizione delle vie aeree come meccanismo di difesa”.

Le cellule individuate dai ricercatori americani potrebbero anche essere responsabili della esagerata sensibilità ad alcune sostanze chimiche, frequenti in diverse patologie respiratorie, come l’asma e molte reazioni allergiche, spiegano ancora i ricercatori:

“Nei soggetti allergici molti odori come lo smog, gli odori pungenti, i profumi e irritanti simili possono innescare difficoltà respiratorie e questi recettori possono esserne i responsabili”.

La scoperta potrebbe cambiare l’approccio dei ricercatori alla cura di attacchi allergici e asma, perché impiegando come target queste cellule in futuro potrebbe essere possibile tenere sotto controllo queste patologie riducendo  l’uso di steroidi e broncodilatatori.

Le parole di Marchionne e la rivoluzione Fiat

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Una vera rivoluzione quella annunciata da Marchionne per il futuro della Fiat dopo che Moody’s aveva sollevato notevoli preoccupazioni per la liquidità agli sgoccioli e per quello, che secondo la società di rating, sarebbe stato un passo più lungo della gamba. Ma ora Fiat punta a diventare un marchio per la “fascia alta” abbandonando quindi la sua vocazione storica di auto popolare. L’uscita dal mass market però, se da una parte sicuramente porta a una riconfigurazione e riorganizzazione aziendale dall’altra porta immancabilmente alla sostituzione di vecchie professionalità con nuove. Si riuscirà a riconvertire il personale?

Niente più automobili per il popolo.”Usciremo dal ‘mass market'” afferma Sergio Marchionne, ad di Fiat, che in una intervista al direttore di Repubblica, Ezio Mauro, spiega il futuro della casa automobilistica italiana dopo l’acquisto di Chrysler. “L’America ci dà valore – continua -. Rilanciamo l’Alfa e tutti gli operai rientreranno. Il futuro è questo”. E aggiunge: “Puntiamo sulla fascia medio – alta e le accuse sul debito di Moody’s non mi preoccupano”. L’America, spiega Marchionne, “ha creduto nelle nostre idee e ci ha aperto le porte. Lì, a differenza che da noi, il cambiamento piace. La cura ha funzionato e il mercato è ripartito prima del previsto”.

“Ho avuto fin dall’inizio la faccia tosta di dire che Fiat non ci avrebbe messo neppure un euro – ha spiegato l’ad della casa automobilistica di Torino – Abbiamo restituito al governo americano tutti i soldi che aveva messo in Chrysler”, e aggiunge: “Non è una conquista, abbiamo creato una cosa nuova. Da oggi il ragazzo che lavora in Chrysler, quando vede una Ferrari per strada può dire: è nostra”.

Ma se la Fiat ha restituito al governo americano sino all’ultimo dollaro investito in Chrysler,  quanta parte di quei soldi  sono stati pagati dagli italiani con la Cig per il personale della Fiat? L’operazione quindi è stato di mettere in Italia i dipendenti in cassa integrazione per poi investire in America e quindi tornare in Italia solo ed esclusivamente per “snaturare” la vocazione storica dell’azienda e la sua produzione di auto per il popolo. Agli italiani quindi rimarranno le auto prodotte in Asia e fino a qui ci potrebbe essere solo un po’ di nostalgia a non salire più su un modello “made in Italy”, cosa che comunque non avveniva da tempo visto che gran parte della componentistica veniva comunque prodotta fuori dai confini italiani, ma il vero problema viene sulla seconda parte del discorso dell’ad di Fiat:

“Usciremo dal ‘mass market’ – spiega Marchionne – per andare nella fascia Premium con Alfa e Maserati. Squadre di nostri uomini stanno preparando i modelli”. E parlando degli impianti e quindi dell’occupazione, l’ad di Fiat ha spiegato che “A Mirafiori-Grugliasco si faranno le Maserati. A Melfi le 500 X e piccole Jeep. A Pomigliano le Panda. A Cassino il rilancio dell’Alfa. Mi impegno: quando il piano sarà a regime, la rete industriale italiana sarà piena, naturalmente mercato permettendo”. E quindi, “si, dico che con il tempo – ha affermato riferendosi agli operai – se non crolla un’altra volta il mercato, rientreranno tutti”.

I dubbi quindi restano, ma speriamo che le speranze prevalgano!

Ma già in Europa aleggia il pericolo della stagnazione, quindi che il mercato, soprattutto quello dell’auto non abbia nuove flessioni o quanto meno non riprenda a pieno regime è più che fisiologico nel panorama economico che sta caratterizzando l’Italia. Quindi quei lavoratori? Quanti ne saranno riassorbiti? Quale sarà il futuro reale degli operai? Gli italiani, strozzati dalle tasse, spesso con i figli disoccupati o con i familiari esodati, avranno davvero come priorità l’auto? Inoltre in un’Italia in cui le zone pedonali e i percorsi ciclabili sono in aumento che ruolo avrà l’auto ora che ha perso anche la sua funzione di status symbol?

Ma secondo l’ad Fiat, “questa operazione ha permesso la sopravvivenza dell’industria italiana in un mercato dimezzato. Ora possiamo ripartire con reti e basi più forti. La società avrà un nome nuovo. Ci quoteremo dove c’è un accesso più facile ai capitali. La sede verrà decisa anche in base alla scelta di Borsa, ma avrà un valore solo simbolico”. Per Marchionne “La capacità italiana di produrre sostanza e qualità, di lavorare e costruire è enormemente più apprezzata all’estero che da noi. Il carattere dell’automobile italiana esiste eccome. Tutto ciò è una ricchezza da cui ripartire. Noi siamo pronti ma se continuiamo a martellarci i piedi, invece di puntare al meglio, finirà anche questa storia”.

Rispondendo alla domanda sull’interesse tedesco per l’Alfa Marchionne taglia corto: “se la possono sognare e credo che la sognino infatti. L’Alfa è centrale nella nostra strategia. Ma come la jeep è venduta in tutto il mondo ma è americana fino al midollo, così il dna dell’Alfa deve essere autenticamente tutto italiano, sempre, non potrà diventare americano. Basta anche con i motori Fiat nell’Alfa Romeo. Così come sarebbe stato un errore produrre il suv Maserati a Detroit: e infatti resterà a casa”. In dettaglio, “Fiat andrà nella parte alta del mass market, con le famiglie Panda e Cinqucento, e uscirà dal segmento basso e intermedio. Lancia diventerà un marchio soltanto per il mercato italiano, nella linea Y. La vera scommessa è utilizzare tutta la rete industriale per produrre il nuovo sviluppo di Alfa, rilanciandola come eccellenza italiana”.

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