Vittorio Feltri: lo strozzinaggio del canone Rai

Canone-Rai-tuttacronacaPer la Corte Europea dei diritti dell’uomo il canone che la Rai impone ogni anno, e che equivale a una tassa sul possesso di una televisione, è illegittimo. Ora Vittorio Feltri, in un editoriale pubblicato sul Giornale, va oltre e lo definisce un atto di strozzinaggio. Nell’articolo, dal titolo “Il canone Rai e gli strozzini legalizzati”, il giornalista parla di quello che un tempo si chiamava abbonamento e che ammonta a 113,50 euro e spiega:

so che i servizi pubblici co­stano e da qualche parte i soldi per finanziarli bisogna farli sal­tare fuori. Ovvio, dalle nostre ta­sche, e così sia. Alcuni giorni fa, tuttavia, ap­prendo un particolare curioso: chi non ha sborsato la somma dovuta all’ente televisivo (che non è azzardato definire stata­le, anche se formalmente non lo è) entro il limite massimo del 31 gennaio, ha facoltà di rime­diare. Come? Semplice, sganciando oltre al ca­none base ( 113,50 euro, meglio riba­dirlo), una sovrattassa di 4,40 euro. Ma deve affrettarsi a farlo prima che finisca febbraio. In caso di altro ritar­do, la sovrattassa si raddoppia.

A questo punto, si entra nel vivo:
Raccontata così, la storia non scan­dalizza. Cosa vuoi che siano 4,40 eu­ro in più per un mesetto? Oppure 8,80 euro per due mesetti? Effettiva­mente, non sono cifre sbalorditive per chi abbia un reddito decente e una memoria poco efficiente, al pun­to da non ricordare che le scadenze vanno rispettate rigorosamente se non si vuole incorrere in sanzioni. Fin qui spero mi abbiate seguito. Ora però, analizzando nei dettagli la que­stione, vediamo che si tratta di stroz­zinaggio della più bell’acqua.
Ripetiamo ancora. L’importo nu­do e crudo richiesto da Viale Mazzini è di 113,50 euro. Se per qualche gior­no di ritardo nel saldo della mia pen­denza- facciamo pure 30 dì- sono co­stretto ad aggiungere, per punizio­ne, altri 4,40 euro, significa che la Rai mi impone un interesse annuo sul debito, perché di debito di tratta, grosso modo del 50 per cento. Infat­ti, se moltiplichiamo 4,40 euro per 12, arriviamo a 52,80 euro. Una som­ma stratosferica se si tiene conto del­l’entità dello scoperto, cioè 113,50 euro.
Se laRai,invece di essere un’azien­da pubblica, fosse una banca o una ditta privata, il titolare o il rappresen­tante legale filerebbe diritto in gale­ra per usura, reato gravissimo. Cono­sco già l’obiezione che qualcuno az­zarderà leggendo le presenti note: la sovrattassa di 4,40 euro non è l’inte­resse mensile su un prestito, bensì una sorta di mora, una sanzione pe­cuniaria. Ma stiamo scherzando? Giochiamo con le definizioni più o meno edulcorate, con gli eufemismi burocratici? Guardiamo alla sostan­za. Non ci piace il termine sovrattas­sa? Non ci piace neppure il sostanti­vo interesse? Usiamo un’altra paro­la: va bene Giacomina?
Non cambia nulla ai fini pratici. Perché 4,40 euro a fronte del ritardo di un mese nel versamento di 113,50 euro sono un’enormità che sconfina abbondantemente nello strozzinag­gio. Se io, caro lettore, ti presto poco più di 100 euro e dopo 30 giorni pre­tendo da te 4,40 euro d’interessi (che dopo un anno diventerebbero 52,80) sono un cravattaro, dato che esigo quasi il 50 per cento annuo del totale del credito.
La faccenda sembra più complica­ta di quanto non sia. Ed è per questo che nessuno ci bada, preferendo pa­gare e amen. Ma è la dimostrazione che lo Stato pratica sistemi criminali a danno dei cittadini, i quali invece, se devono riscuotere da esso del de­naro, campa cavallo. Non solo non incassano per anni e anni. Ma quan­do finalmente vengono in possesso di quanto spetta loro, si beccano ridi­coli interessi legali. Vano protestare. La legge che punisce l’usura è ugua­le per tutti, tranne che per la pubbli­ca amministrazione. Poi c’è chi ci fa la predica perché non siamo animati da amor di Patria.

Ruba il tavolo al ristorante, la ferma il cuoco

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Una donna di 45 anni marocchina ha cercato di rubare un tavolo al ristorante, il cuoco a quel punto le è corso dietro. I carabienieri di via Petrarca passando per un giro di controllo hanno assistito alla scena vedendo la signora di mezza età con il tavolo in spalla e il cuoco sudato che cercava di raggiungerla. Alla fine la donna è stata denunciata a piede libero e il tavolo riconsegnato al noto locale di Rovigo.

 

I vigili girano armati… di Pos!

polizia-pos-tuttacronacaEbbene sì, ora i vigili girano armati non di pistola, manganello o spray al peperoncino ma di Pos. E’ la svolta dei vigili di Adria, in provincia di Rovigo, che da qualche settimana, per i controlli di rito, oltre a palette, telelaser e alcol-test, sono dotati di un apposito Pos portatile. Questo perchè gli automobilisti sanzionati possono pagare con le card elettroniche le sanzioni in caso di violazioni al Codice della strada. Questo per agevolare gli utenti della strada vista che dal 21 agosto chi viene multato ha diritto a una riduzione pari al 30 a patto però che il pagamento della contravvenzione venga effettuato immediatamente.

Per festeggiare le vacanze… porta in classe la torta all’hashish

torta-hashish-tuttacronacaEra il 21 dicembre e una studentessa di Adria, in provincia di Rovigo, voleva festeggiare l’arrivo delle vacanze natalizie con i suoi compagni di classe. Come farlo se non con una torta, letteralmente, “da sballo”? La studentessa, al quinto anno, si è infatti presentata in classe con un dolce all’hashish ma è stata scoperta dalla docente d’inglese. Appena maggiorenne, è così finita dai carabinieri. “La nostra amica – commenta un compagno – a nostra insaputa ha deciso di festeggiare con la torta all’hashish”.

La Rai ricorda di pagare il canone… ma “scorda” le esenzioni!

rai_cavallo-tuttacronacaCi siamo, è gennaio, tra un po’ scadrà il tempo per pagare l’imposta sul possesso del televisore e si moltiplicano gli spot della Rai che invitano a pagare il canone. Peccato che in tali pubblicità non venga reclamizzata anche un’esezione introdotta a fine dicembre 2007 secondo la quale non sono tenuti a pagare gli anziani oltre i 75 anni con un reddito minimo.La scorperta, casuale, l’ha fatta un rodigino: “L’ho visto sul Televideo – spiega – e così mi sono informato. Io ho una madre e altre due zie ultraottantenni che hanno sempre ricevuto il bollettino e hanno pagato il canone in questi anni”. Il rodigino, così, si prepara a far valere i diritti delle anziane parenti. “Andrò dagli impiegati della Rai che sono presenti in città a chiedere il rimborso per gli anni passati e comunque a informarmi ancor meglio”. La Rai, a Rovigo, ogni terzo martedì del mese è presente in piazza Tien an men, nella sede dell’Auser alla cosiddetta ex casa dei gatti, per incontrare gli utenti e risolvere i problemi che hanno.L’uomo, però, lamenta come la Rai faccia nulla per far sapere che esiste questa opportunità. “Un anziano non guarda il Televideo e non naviga in internet. Quando fanno gli spot sul fatto che si debba pagare il canone, dovrebbero anche dire che esiste l’esenzione e di informarsi in materia”. A non dover pagare sono le persone oltre i 75 anni con un reddito familiare che non superi i 516,46 euro al mese, che con la tredicesima somma un tetto annuo di 6.713,98 euro. (L.G.)

Furto in casa del 33enne morto: presi i due responsabili

ladri-in-casa-tuttacronacaAlcuni giorni fa aveva destato clamore un furto avvenuto a Porto Tolle, in provincia di Rovigo, dove dei ladri avevano compiuto un atto di sciacallaggio rubando a casa di un 33enne appena morto. Ora i carabinieri hanno denunciato due residenti di Ca’ Tiepolo. La comunità deltina era stata molto scossa dall’accaduto e aveva dato il via a un insistente tam tam sui social network al quale si sono aggiunti la sagacia dei carabinieri e il senso civico di tante persone. In quesot modo si è venuti rapidamente a capo di un reato veramente spregevole.  A finire denunciati sono stati un 23enne e un 45enne del posto. Entrambi conoscevano bene Davide e sapevano che, dopo avere perso il padre qualche anno fa, nei mesi scorsi era morta anche la madre: erano quindi consapevoli del fatto che l’abitazione del giovane sarebbe rimasta libera. Il furto è stato messo a segno impiegando un piede di porco e altri attrezzi di questo tipo. Una volta nell’abitazione, i ladri l’hanno messa a soqquadro cercando oggetti di valore. Sono spariti orologi, telefonini, gioielli e altro, per un valore complessivo di qualche migliaio di euro.

Gli “amici” che rubano a casa del 33enne morto

davide_mercurio-tuttacronacaAveva visto morire il padre alcuni anni fa e aveva perso la madre da pochi mesi. Ora si è spento anche lui, il 33enne Davide Mercurio. Porto Tolle, in provincia di Rovigo, si è chiusa nel dolore. Ma qualcuno ne ha anche approfittato per rubare a casa del giovane. Nel paese la convinzione è che ad agire siano state persone che lo conoscevano anche se è troppo presto per indicare i possibili colpevoli. Lo sdegno ha subito invaso la rete. E illuminante è quanto ha scritto Angelo Motta. Giovane e appassionato politico di Scardovari, altra frazione di Porto Tolle: “Voi che temete tanto marocchini, moldavi e Rom – ha scritto sul proprio profilo Facebook – Non vi siete accorti che in realtà sono nati e cresciuti qui da noi, quelli che vanno a rubare in casa di un ragazzo morto, quelli che rubano le vongole, quelli che rubano le cozze ai colleghi pescatori, quelli che rubano il rame dalle scuole o dalle chiese… Volete indicare la Luna ma state guardando il dito”.

Fulmine all’osservatorio di Rovigo, lo scienziato posta su Fb e l’assessore arriva

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Una normale notte all’osservatorio, fino a quando, verso le 22,30 un boato spaventoso si è abbattuto sulla struttura. Un fulmine aveva colpito Sant’Appolinare,in provincia di Rovigo. Luca Boaretto, solo all’interno della struttura,  che stava attendendo un collega, si è trovato a tu per tu con un bagliore  accecante, il frastuono così forte da  far tremare i mobili, infine il blackout. «Una sensazione assurda – racconta l’appassionato di astronomia – C’erano tutte le tapparelle abbassate, ma nonostante questo, dalle fessure, è entrata una luce abbagliante seguita da un tuono fragoroso che ha fatto tremare tutto. Non ho mai visto una cosa del genere. Ovvio che mi sono preoccupato, specialmente quando sono saltati tutti gli impianti. Pensando poi che la cupola dell’osservatorio è in metallo, nonostante la messa a terra, è stato facile immaginare cosa possa essere successo».

Boaretto si è consultato con Jerry Ercolini, socio del 45° Gru, che studia questo genere di fenomeni naturali. «Secondo lui, che è l’esperto in materia – commenta l’astrofilo -, potrebbe essersi trattato di un fulmine globulare che ha scaricato nel vicinissimo Canalbianco, più che sull’osservatorio, coinvolgendolo, però, nell’evento atmosferico quel che basta da aver mandato in tilt gli impianti».
La saetta caduta a Sant’Apollinare, che ha scosso tutto il capoluogo, non sarebbe dunque il classico fulmine che è più probabile veder cadere durante un temporalone estivo, ma un evento atmosferico ancor più particolare. I “fulmini globulari”, o sfere di luce, infatti, sono un raro fenomeno luminoso dell’atmosfera. Consistono in “sfere” di diametro variabile, ferme o in movimento con velocità variabili che si possono notare durante i temporali.
«La teoria di Ercolini – riporta Boaretto – è che ci sia stato un enorme accumulo di energia che è stata scaricata nel Canalbianco. Una scarica di così grande portata da coinvolgere anche il nostro osservatorio che ne ha risentito, per fortuna, solo per quanto riguarda lo sbalzo elettrico. Nessun danno, grazie al cielo».
L’astrofilo ha subito condiviso l’evento su Facebook, raccontando ciò che era successo. «Sono rimasto molto colpito dall’assessore Nello Piscopo che, saputa l’avventura, è arrivato subito all’osservatorio per controllare che andasse tutto bene».

 

Due fratelli di Rovigo tengono in ostaggio una donna: sono asserragliati

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E’ da ieri pomeriggio che due fratelli Gianni e Giuseppe Lerin, di 54 e 49 anni, a Costa di Rovigo si sono asserragliati in casa minacciando di dar fuoco all’immobile. Con loro tengono in ostaggio anche una donna, la 37enne Marika Bovento. I carabinieri sono pronti a irrompere, ma il pm non ha ancora ordinato l’intervento. Tutto è iniziato attorno alle 17.30 di ieri quando Gianni Lerin ha preso un’ascia e l’ha scagliata contro il trattore dell’operaio che lavorava nei campi del vicino. Terreni che una volta erano di sua proprietà. Gianni Lerin doveva rispettare l’obbligo dei domiciliari per una condanna a giugno nel tribunale a Rovigo. Per questo i Carabinieri sono andati nella sua abitazione per arrestarlo. Ma Gianni, assieme al fratello e alla dipendente, si è barricato in casa minacciando di dar fuoco a tutto. A nulla è servita una notte di trattative, con la presenza di un negoziatore di Verona.

Storia di una escort: vittima e carnefice

cleide_de_paula-processo-tuttacronacaDue processi, un’unica donna alla sbarra. In uno in veste di vittima, nell’altro in quella di assassina. E’ quanto accade alla Corte di Assise di Rovigo. Lei è una escort brasiliana 43enne, Cleide De Paula, che ieri ha portato in aula il medico W.B., che ora deve rispondere di ipotesi di reato quali: violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni personali. Tutti questi atti sarebbero stati commessi ai danni della brasiliana con la quale, all’epoca, conviveva. Almeno stando alla ricostruzione della procura della Repubblica e della parte civile, che vede la donna seguita dagli avvocati Lorenza Munari e Anna Osti del foro di Rovigo. In special modo, ad essere presi in considerazione dal capo d’imputazione sono due giorni durante i quali la brasiliana sarebbe stata chiusa a chiave in una stanza e costretta a subire atti sessuali violenti, che le avrebbero anche provocato lesioni. L’avvocato Luigi Migliorini, che cura la difesa di W.B., mira però a minare la credibilità della donna, smontando così un’accusa che si basa principalmente sulle testimonianze della presunta vittima. Per fare questo, ha chiesto che i verbali del secondo procedimento in cui è coinvolta  entrino anche in questo. I giudici si sono riservati la decisione alla prossima udienza. Di cosa tratta quindi il secondo processo, quello che vede la De Paula accusata? Tutto parte dall’11 ottobre del 2012. In via Luigia Modena Colorni, una traversa di via Badaloni, a Rovigo, la 43enne, secondo la ricostruzione dei fatti operata dai carabinieri, avrebbe ucciso Andrea Marcomin, 53 anni, di Adria, ex postino, cavaliere del Lavoro ed ex candidato alle Amministrative.  La morte dell’uomo sarebbe avvenuta durante un gioco erotico nell’appartamento della escort. La vittima si trovava legata al letto mentre lei avrebbe colpito Marcomin alla testa con un oggetto contundente, forse una gamba del letto svitata a questo scopo. Dopo l’uccisione, fu la stessa brasiliana a chiamare i soccorsi. La donna, arrestata e portata in carcere, dopo alcuni giorni tentò di togliersi la vita. Fu proprio la brasiliana a chiamare i soccorsi, dopo l’uccisione. Arrestata e portata in carcere, alcuni giorni dopo tentò anche di togliersi la vita. Questo secondo processo prenderà l’avvio il prossimo 5 dicembre quando la donna comparirà di fronte alla Corte d’Assise difesa dagli avvocati Lorenza Munari e Anna Osti del foro di Rovigo.

Telefonata fake! Denuncia la morte della compagna, ma lei sta bene

falsa-denuncia-tuttacronacaSono proseguite per parecchie ore, la scorsa notte, le ricerche di una donna ad Adria, in provincia di Rovigo, dopo che il compagno ne aveva denunciato la morte. Il giovane, che non si è identificato, con voce sofferente ha contattato il 112 della Centrale operativa dei carabinieri, spiegando che il corpo si trovava in una zona periferica del paese. Dopo di che ha interrotto la comunicazione, lasciando il telefono acceso ma rendendosi irrintracciabile, rendendo così vani i tentativi di ricontattarlo da parte dell’Arma. Subito diverse pattuglie si sono recate nella zona indicata dando il via alle ricerche del cadavere, proseguite fino alla mattina di oggi, senza esito. Intanto, i militari avevano dato l’avvio anche alle indagini tecniche, che hanno portato al 25enne. Una volta rintracciato, il ragazzo si è giustificato racocntando che aveva litigato con la propria compagna e, dopo aver vagato per la città, aveva deciso di fare la chiamata allarmistica. La donna, in ottima salute, ha confermato la versione del compagno.

Antonio e Daniela: tornati assieme dopo che lui l’ha picchiata e minacciata

antonio-danielabrancalion-tuttacronacaHanno raccontato al Gazzettino la loro storia, i rodigini Antonio Brancalion, pugile 40enne e la sua compagna Daniela, 49 anni. L’uomo era finito in carcere a seguito di una denuncia presentata alle forze dell’ordine proprio dalla compagna che, quando lui è uscito dal carcere, è voluta tornare con Antonio, anche se al momento vive ancora assieme all’anziana madre. Il noto pugile, che era stato accusato di stalking, violenza privata, minacce, percosse, danneggiamento e sequestro, ora racconta: “Mi sento un altro uomo. Quando sono uscito dal carcere è come se per me fosse iniziata una nuova vita. Sono quindi rinato. Su di me sono state dette e scritte tante cose, ma chi mi conosce veramente sa chi è Antonio. Dopo tutto il can can mediatico sono diventato ancora più popolare. A livello giuridico non voglio esprimermi, perchè tutto è in mano agli avvocati. Rovigo si è dimostrata una città bigotta, dove gran parte della gente vive solo per sparlare e farsi gli affari altrui. Personalmente quando torno a casa sono felice di vedere la mia compagna sorridere, anche se mi ha fatto tanto soffrire”. Spiega da parte sua Daniela: “Ho deciso di tornare assieme a lui perchè ho capito che non riuscivo a vivere senza Antonio. Abbiamo sbagliato entrambi e alla fine abbiamo pagato tutti e due le nostre colpe”.

Vetrine in svendita: negozi in affitto a 1 euro

affitto1euro-tuttacronacaSempre più negozi sfitti, causa anche del costo degli affitti del quale difficilmente si rientra in questi periodi di crisi. In provincia di Rovigo, ad Adria, si è pensato a un modo per riqualificare gli immobili commerciali attualmente sfitti e chiusi. L’iniziativa parte dal team Si tratta dell’ultima iniziativa da un gruppo di professionisti, creativi e multidisciplinari, che sviluppano progetti nel campo del design, dell’architettura e della comunicazione visiva, Spazi Aperti di Adria. Andrea Barasciutti e Paolo Munari spiegano: “Abbiamo lanciato una provocazione con un messaggio pubblicitario dove si proponeva l’affitto di alcuni locali commerciali nel centro storico ad un euro al giorno, iniziativa che ha destato critiche e curiosità. L’iniziale provocazione però si è evoluta, con la condivisione di diversi proprietari, in una concreta possibilità”. Il progetto, dal nome “Botteghe Nuove”, offre “Possibilità di affittare spazi commerciali ad un euro al giorno. Possibilità poi di accedere a finanziamenti a tasso agevolato”. Piacere Bio sarà la prima attività ad aprire nell’ambito di questo progetto. Non bisogna pensare però che si tratti di un ‘affitto bloccato’: pagheranno un euro al giorno “per i primi quattro mesi. Poi in base al mercato ci sarà un incremento graduale. Si arriverà ai prezzi standard nel giro però di due-tre anni”.

Un cacciatore scambia un uomo in cerca di funghi per una preda: spara

cacciatore-funghi-tuttacronacaIncidente in provincia di Rovigo, a Trecenta, nel secondo weekend della stagione venatoria. Qui un uomo era andato a funghi ma un cacciatore deve averne scambiato la sagoma per una preda. Senza sincerarsene, ha premuto il grilletto. Fortunatamente la rosa di pallini che ha centrato il fungaiolo non era di grosse dimensioni e non l’ha ferito gravemente. E’ stato comunque portato in ospedale a Trecenta. Al momento i carabinieri sono alla ricerca del cacciatore, per ora ignoto.

900 curricula per 3 posti: tutte vogliono lavorare da Benetton

commesse-benetton-tuttacronacaAll’interno del centro commerciale “La Fattoria”, a Rovigo, sta per alzare le serrande il nuovo negozio Benetton. Fra tutti i preparativi, forse l’impresa più ardua è l’assunzione delle tre commesse: sono 900 i curricula pervenuti. Maria Luisa Manuali, assistente del titolare Corrado Frigeri e con lui impegnata nelle selezioni, spiega: “Ci sono arrivati 900 curriculum una situazione davvero drammatica perché tantissime erano preparate e adatte, un po’ di tutte le età, alcune ancora studentesse, altre che hanno dei grossi problemi alle spalle, ad esempio il padre disoccupato o in cassa integrazione e l’onere di badare al sostentamento della famiglia”.

Come gli italiani si difendono dai ladri… “non c’è più niente da rubare”

cartello-per-ladri-tuttacronacaHa visto la sua abitazione svaligiata per ben tre volte, da Natale ad oggi, la signora Rosa Siracusa, residente a Canaro, in provincia di Rovigo. Dopo di che ha cercato un modo per risolvere il problema… esponendo un arguto cartello che ha appeso al cancello della sua abitazione. La scritta recita: “Per voi ladri, dopo 3 volte qui non c’è più niente da rubare”.

Incidente mortale in pista: muore un centauro padovano

Danny-Trevisan-tuttacronacaE’ ancora in fase di accertamento da parte dei carabinieri la dinamica dell’incidente che questa mattina, attorno alle 11.30, ha provocato la morte del 29enne Danny Trevisan. Il giovane, originario di Este, in provincia di Padova, si trovata in sella alla sua Kawasaki da pista sul circuito di prove libere dell’Adria international raceway, nel rodigino, quando, stando a una prima ricostruzione, nell’affrontare una curva a sinistra ha urtato la motocicletta di un altro centauro, finendo rovinosamente a terra. Gli operatori del Suem non hanno potuto far altro che constatare il decesso del 29enne, morto sul colpo dopo l’urto. L’atro centauro coinvolto, un 22enne di Favaro (Venezia), è rimasto lievemente ferito.

Tromba d’aria nel Polesine, ferite madre e figlia

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L’Alto Polesine è stato investito questa mattina, poco prima delle 8, da una tromba d’aria che ha colpito pesantemente la zona di Giacciano con Baruchella, San Bellino e Fratta,  in provincia di Rovigo. Piante cadute dai davanzali, alberi sradicati, tetti divelti, comignoli abbattuti e la regione Transpolesana, a Giacciano, è rimasta bloccata da alcuni grossi rami. A Villamarzana chiuso lo svincolo di accesso all’autostrada A13 per l’allagamento del sottopasso. A San Bellino si è abbattuta anche una violenta grandinata. A Baruchella sono rimaste ferite madre e figlia investite dai vetri nell’esplosione delle finestre della loro abitazione e dalle tegole volate dalla casa vicina. Ferita anche una donna a Villa d’Adige di Badia Polesine.

trombadaria-polesine-tuttacronacaMa l’Alto Polesine non è stata l’unica zona a dover far i conti con l’ondata del maltempo, anche chi sperava in una serena giornata in spiaggia a Rimini si è visto costretto a raccogliere le sue cose all’arrivo di una tempesta di vento.

 

Incidente folle a Rimini, auto travolge due vetture e tre mezzi: 5 feriti

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La dinamica è ancora al vaglio degli inquirenti che non riescono ancora a capire come improvvisamente un’auto, guidata da una 34enne di Rovigo, si “impazzita” e abbia travolto tre mezzi – presumibilmente due motociclette e un motorino parcheggiati a bordo strada- e colpito due vetture. Il bilancio dell’incidente è grave: 5 feriti di cui 2 gravi. La prima ipotesi dell’incidente avvenuto intorno alle 22.50, in via Tripoli a Rimini, è che la donna alla guida possa aver avuto un malore, ma questa supposizione è ancora da accertare. Insieme alla donna sull’auto “impazzita” viaggiava anche una sua amica spagnola di 33 anni. Nell’impatto sono rimasti feriti una ragazza di 26 anni e un uomo di 31 ricoverati in codice 3 mentre altri due ragazzi rispettivamente di 20 e 22 anni insieme a una ragazza di 25 anni, sono stati condotti in ospedale in codice 2.

Operaio contesta la busta paga: picchiato dal datore di lavoro

rissa uomini-tuttacronacaD.S., un metalmeccanico 26enne di Melara, in provincia di Rovigo, e domiciliato a Rovere (Mantova), sarebbe stato picchiato dal proprio datore di lavoro dopo aver chiesto chiarimenti su una busta paga. A seguito dell’aggressione, il 26enne è finito all’ospedale con una prognosi di 15 giorni. Stando alla denuncia presentata ai carabinieri, il dipendente, dopo aver trovato alcune incongruenze nella busta paga, si sarebbe recato nell’ufficio di Nereo Parolin, che gestisce un’impresa metalmeccanica a Roncanova, nel Mantovano, e che ha anche un incarico di assessore comunale a Gazzo Veronese. La richiesta di chiarimenti riguardava la mancata annotazione di alcune ore di straordinario e il mancato pagamento degli assegni familiari. L’incontro sarebbe quindi degenerato, con Parolin che avrebbe aggredito il giovane polesano davanti alle sue stesse moglie e figlia. L’imprenditore-assessore, a sua volta, si è mosso a propria tutela assicurando di essere stato lui a venire aggredito: Parolin ha quindi a sua volta presentato querela. Ha inoltre precisato di avere sempre pagato regolarmente gli stipendi, nell’azienda che gestisce. Per quel che riguarda il pagamento degli assegni familiari, inoltre, l’azienda sarebbe stata in attesa di chiarimenti da parte dell’Inps, dal momento che il modulo consegnato dal dipendente per ottenerli era in parte incompleto. La vicenda ha avuto un seguito anche politico, poiché, a Gazzo (Verona), alcuni consiglieri di minoranza hanno chiesto le dimissioni del politico. Mentre altri hanno ritenuto la vicenda una questione privata, non per forza di cose da mettere in relazione all’attività di amministratore di Parolin.

Allarme inquinamento a Rovigo, va a fuoco un’impresa di riciclo

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C’è paura alla Polimero di San’Apollinare dopo che una fitta colonna di fumo nero visibile a distanza di chilometri ha fatto scattare l’allarme inquinamento. L’incendio si è sviluppato nel primo pomeriggio nel deposito della fabbrica di riciclo di materie plastiche sita nella frazione di Rovigo. Le cause dell’incendio sono ancora da accertare, mentre si cerca di capire se nel rogo siano stati coinvolti operai dell’azienda.

Intanto l’Arpa sta eseguendo i campionamenti, ma per ora avrebbero escluso la presenza di diossina nell’aria. Sul posto sono sopraggiunti i Vigili del Fuoco di Rovigo e Ferrara.

Di cosa si occupa l’azienda?

In particolare l’azienda si occupa di riciclo di polietilene ad alta ed a bassa densità, oltre che del polietilene lineare (settore film ed estrusione). Con i propri impianti è in grado di convertire materiale plastico di scarto, in granulo di polietilene rigenerato da riutilizzare come materia prima per la produzione di nuovi manufatti e prodotti.

Il sindaco ha anche emesso un’ordinanza nella quale invita la popolazione a non uscire di casa e a non raccogliere verdura, in attesa degli accertamenti scientifici sulla possibile diffusione nell’aria di sostanze nocive. Auto della polizia municipale hanno percorso la città per annunciare il contenuto dell’ordinanza alla popolazione, mentre veniva evacuata la piscina comunale all’aperto che si trova in linea d’aria a circa 3-4 chilometri dalla fabbrica.

Cadavere nel Po, a dare l’allarme un canoista

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Il cadavere di un uomo di circa 50/60 anni,  in avanzato stato di decomposizione è stato rinvenuto questa mattina a  Taglio di Po (Rovigo), in località Mazzorno Destro, lungo le sponde del fiume. A dare l’allarme è stato un canoista che stava pagaiando lungo quel tratto di fiume. Il corpo, trasportato nella cella mortuaria di Adria, era probabilmente in acqua già da alcune settimane e aveva una protesi visibile alla gamba destra. Ora i carabinieri di Ariano Polesine stanno indagando sul caso.

 

Affogata una donna a Rosolina, in provincia di Rovigo

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Stava facendo il bagno nell’Adriatico, a Rosolina, in provincia di Rovigo, la 53enne Mara Ferro, quando è affogata nelle acque antistanti la spiaggia libera Capo Nord. I carabinieri stanno ora vagliando le cause della morte, dopo essere accorsi sul posto appena scattato l’allarme. La donna, un’insegnante, era la cognata dell’assessore regionale veneto all’Economia, Isi Coppola.

Torna la paura in Emilia: terremoto a Bondeno

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E’ tornata a serpeggiare la paura in Emilia Romagna quando, alle 7.11, la popolazione ha percepito distintamente una scossa di magnitudo 3.8 gradi Ritcher, seguita, dopo mezz’ora, da una seconda di magnitudo 2.7. L’evento ha avuto luogo tra le province di Rovigo e Ferrara e l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha localizzato l’epicentro  nei pressi del comune di Bondeno a 8 chilometri di profondità. Sia le forze dell’ordine che i vigili del fuoco hanno dovuto rispondere a molte telefonate di cittadini che chiedevano informazioni o volevano segnalare di aver percepito la scoss. La sala operativa della Protezione civile dell’Emilia-Romagna non ha però ricevuto segnalazioni di danni.

La Lega non si scinde… si limita agli scontri!

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I componenti del Consiglio Nazionale Veneto della Lega hanno dato, questa mattina, prova della loro forza… bruta! Dopo che l’assemblea di Noventa Padovana ha decretato 35 espulsioni per i contestatori di Pontida, provvedimenti confermati da Zaia che però ha manifestato il suo disaccordo, alcuni militanti hanno atteso l’uscita del governatore per entrare nella sede e sorprendere il consiglio dando origine ad una rissa a suon di spintoni e ceffoni accompagnati da urla ed insulti nei confronti del segretario nazionale Tosi. Dopo che si sono sfogati con cori del tenore di “Venduto, venduto”, “Buffone, buffone” e “Traditore, traditore”, è stata ripristinata la calma.

Contemporaneamente Maroni, a Rovigo, confermava la linea: “Dopo la Lombardia vinceremo anche in Friuli Venezia Giulia, perché siamo riusciti a fare pulizia e continueremo a farla. Se qualcuno ha sbagliato pagherà le conseguenze”. Il segretario ha anche sottolineato che “C’è una sola Lega per quanto mi riguarda, la Lega Nord: ha un progetto ben chiaro e definito. C’è tanta gente nella Lega che ha voglia di fare, c’è qualcuno che ha voglia di disfare, pochissimi, e questi sono accompagnati fuori.” E riguardo ai “pistola” che hanno manifestato a Pontida e che all’interno della Lega “non hanno alcuna rilevanza” tiene a ribadire che il partito non si spaccherà. Maroni ha poi sottolineato che le notizie emerse circa Bossi che si sarebbe recato dal notaio per dar l’avvio ad un nuovo movimento sono state smentite dal diretto interessato. “È una cosa che non c’è nella realtà, qualcuno l’ha inventata da Roma immagino”.

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