“Bruciata” la 13esima edizione di Grande Fratello: incendio a Cinecittà

incendio-grandefratello-tuttacronacaNon sono ancora note le cause dell’incendio scoppiato questa notte, attorno all’1 e 30, all’interno di Cinecittà e che hanno distrutto la casa del Grande Fratello, il reality show giunto alla sua tredicesima edizione. Le fiamme, che si sono propagate rapidamente, hanno devastato e reso inagibile anche la sala regia. Sono state le guardie girate degli Studios a dare l’allarme al 113 e ai vigili del fuoco dopo aver sentito un forte odore di bruciato. Sono state necessarie diverse ore per spegnere il rogo. I pompieri sono intervenuti con una decina di autobotti e con uno speciale mezzo antincendio arrivato dall’ aeroporto di Ciampino, che viene impiegato per domare le fiamme sulle piste di atterraggio. I punti di innesco delle fiamme sembrano essere stati localizzati nella parte superiore delle strutture. Il nucleo rilievi dei vigili del fuoco e la polizia scientifica della Questura, non hanno ancora effettuato i rilievi a causa della coltre di fumo che ancora stagna all’ interno delle strutture e non permette ai tecnici di fare il sopralluogo. L’ edizione grande fratello 2014 sarebbe dovuta iniziare il prossimo 23 gennaio.

Fiamme a Napoli: incendiata la sede del Comitato Vele di Scampia

comitato-vele-scampia-tuttacronaca“Ma noi non molliamo, è un danno per tutti”. E’ il messaggio che si legge sulla pagina Facebook del Comitato Vele di Scampia, a Napoli, la cui sede è stata data alle fiamme la scorsa notte. Dalla Questura, spiega il Mattino, si è saputo che l’incendio ha distrutto l’arredo della sede, che si trova al piano terra in viale della Resistenza, nella Vela Gialla, nel cuore di Scampia. Mentre la polizia è impegnata nelle indagini, inoltre, è stato reso noto che prima dell’incendio sono stati tagliati i tubi delle bombole di gpl del riscaldamento e le stesse bombole sono state portate all’esterno per evitare esplosioni. Il Comitato è da tempo impegnato per il rilancio del quartiere.

Rogo nel centro benessere di Mola di Bari: s’infittisce il giallo

donna-bruciata-arwen-tuttacronacaSi chiamava Bruna Bovino, aveva 29 anni ed era nata in Brasile ma risiedeva in Puglia, la donna trovata morta ieri all’interno del suo centro estetico Arwen in via Vitulli a Mola di Bari. Il suo corpo è stato trovato semi carbonizzato su un lettino circondato da candele e ora verrà sottoposto ad autopsia. Nel frattempo, il medico legale ha riscontrato alcune lesioni sul cranio “che però potrebbero essere compatibili con una caduta”, spiegano i carabinieri. E gli investigatori aggiungono: “Una scena del delitto non chiara sulla quale sarà necessario fare ulteriori verifiche”.  Secondo quanto ricostruito finora, la donna, figlia di un italiano e di una brasiliana, era l’intestataria del contratto di affitto del centro di estetica. Al momento s’indaga per  ricostruire la vita della donna e le sue frequentazioni.

Rogo in un centro benessere: trovato il cadavere di una 24enne

carbonizzata-moladibari-tuttacronacaSono in corso, da parte dei Carabinieri, le indagini per accertare l’identità di una donna, sembra di nazionalità brasiliana, il cui cadavere in parte carbonizzato è stato rinvenuto in uno stabile di Mola di Bari, all’interno del centro massaggi Arwen di via Vitulli. La vittima aveva 24 anni e al momento sembra non ci siano segni di violenza sul corpo. I militari dovranno accertare anche le circostanze della morte. Il rogo è scoppiato prima delle 18.30, l’allarme è stato lanciato dai vicini che hanno sentito il forte odore di bruciato e sono arrivati sul posto insieme ai vigili urbani. Mistero sulle cause dell’incendio, anche se gli inquirenti pensano che le fiamme possano essere partite dalle candele ritrovate nel locale. Il cadavere è stato rinvenuto dopo che i vigili del fuoco hanno spento l’incendio e, secondo gli inquirenti e come riporta Faxonline, sembra che la giovane, titolare dell’attività, un centro specializzato in diversi tipi di massaggi, tra cui i “candle massage”, si fosse addormentata su un lettino nel pomeriggio: la candele rimaste accese potrebbero aver provocato l’incendio. Ma sull’accaduto indagano i carabinieri, che non escludono alcuna ipotesi.

Gli negano il prestito e dà fuoco alla banca

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Cittadini esasperati che la crisi ha reso potenziali “mine vaganti”. L’ultimo è un 69enne che aveva riposto tutte le sue speranze in un prestito in banca, ma davanti al rifiuto dell’istituto di credito ha appiccato fuoco alla filiale, rimanendo anche ferito. Il fatto è accaduto a Brescia e l’uomo, di origini casertane, è in stato di arresto anche se al momento è stato ricoverato in ospedale. L’incendio poi è stato domato in tempi rapidi. Cosa spinge un 69enne a chiedere un prestito in banca quando a quell’età invece si sognerebbe solo di lasciarsi alle spalle i mutui e le rate? Può davvero lo stato riuscire ad arrivare a quanti hanno bisogno di un aiuto nell’età avanzata? Sembra che la crisi non la stia pagando solo chi è giovane, ma anche gli anziani, la classe media e tutti gli imprenditori che ormai sono al collasso… intanto in parlamento si chiede la fiducia, ma un cittadino un prestito non lo ottiene… per lui non c’è fiducia che valga!

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Fiamme a Roma: incendio al campo nomadi di via del Foro Italico

incendio-foroitalico-tuttacronacaSono intervenuti poco prima delle 9, nel campo nomadi di via del Foro Italico, a Roma, i vigili del fuoco, che hanno provveduto a spegnere l’incendio che era divampato in alcune baracche. L’allarme era stato lanciato da diversi automobilisti che hanno notato l’intenso fumo mentre percorrevano la Tangenziale est. Sono i carabinieri a occuparsi delle indagini e non sono stati segnalati feriti. Come ricorda romaToday, “Il campo di via del Foro Italico 531 non è nuovo a fenomeni di questo tipo, lo scorso 22 aprile lo stesso insediamento venne sgomberato dai vigili del Nucleo Assistenza Emarginati del II Gruppo, insieme al Pronto Intervento Centro Storico e al personale del Commissariato “Villa Glori”, intervenuti in seguito a numerose segnalazioni di esalazioni tossiche visibili nell’area a ridosso della Tangenziale. Nel sopralluogo vennero trovate e identificate quarantacinque, tutte romene. Tra queste anche nove minori che vennero affidati ai Servizi Sociali mentre gli adulti si allontanarono spontaneamente. In quell’occasione vennero demolite ventuno baracche in legno con utenze allacciate illegalmente. Vennero inoltre controllate anche tutte le autovetture presenti sul posto,  due con targa romena, otto con targa bulgara e sei con targa italiana, con due autocarri poi sottoposti a sequestro in quanto privi di copertura assicurativa.”

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Panico all’ospedale, uomo tenta di dare fuoco all’ospedale

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Esasperazione, rabbia e follia che ha creato per alcuni minuti il panico al Cardarelli di Napoli. Il fatto è accaduto il 3 dicembre intorno alle 15, ma se ne è avuta notizia ora. Un uomo, A.F., 49enne di Sant’Antimo si era presentato in ospedale fuori orario di visita e quando il personale ha vietato di accedere alla stanza in cui era ricoverato il fratello a seguito di un incidente sul lavoro, l’uomo ha dato in escandescenza e si è recato alla pompa di benzina di fronte al nosocomio dove si è procurato diverse taniche di benzina e poi ha appiccato il fuoco. Il personale paramedico è riuscito immediatamente ha sedare il principio d’incendio, ma le fiamme e il fumo hanno messo in fuga malati e parenti. L’uomo poi si è dato alla fuga, ma grazie alle telecamere di video sorveglianza è stato identificato e rintracciato nella sua abitazione a Melito dove, le forze dell’ordine, lo hanno trovato armato di un’ascia. L’uomo è stato portato a Poggioreale con l’accusa di incendio doloso e resistenza a pubblico ufficiale.

11 arresti a Prato per false residenze

rogo-fabbrica-prato-tuttacronacaE’ stato il Gip del tribunale di Prato ad emettere i provvedimenti a seguito dei quali la Guardia di Finanza ha eseguito 11 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di appartenenti ad una presunta associazione a delinquere composta da italiani e cinesi che a Prato favoriva il rilascio di falsi certificati di residenza ad immigrati di origine cinese. Nell’inchiesta è coinvolto anche un pubblico ufficiale che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, aiutava l’associazione a ottenere illecitamente, in cambio di denaro ed altre utilità, le iscrizioni all’anagrafe di cittadini cinesi che non ne avevano i requisiti ed erano entrati in Italia illegalmente. Stando quanto si apprende, dalle indagini sarebbe emerso che almeno 300 cittadini cinesi hanno usufruito dell’associazione per avere i documenti.

Il caso di Prato e la Kyenge incolpa gli italiani. Di chi ci possiamo fidare?

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La Kyenge incolpa gli italiani per la strage avvenuta a Prato nella fabbrica di abbigliamento e ha ragione.  Ma ha ragione perché l’Italia ha soprattutto  la colpa di tollerare questi comportamenti sul suo territorio, l’Italia ha colpa di non avere risorse e mezzi per accertare chi, come questi imprenditori cinesi, viola non solo le regole basilari di dignità umana, ma anche la sicurezza sul lavoro. La Kyenge ha ragione, ma a questo punto l’unica cura, veramente possibile, sarebbe chiudere le frontiere e ammettere il proprio fallimento, lasciando che  i cinesi e le altre comunità di stranieri vadano a fare imprenditoria in quelle nazioni dove i loro diritti sono tutelati, unitamente ai diritti del paese ospitante. La Kyenge ci accusa affermando «La comunità cinese ha le sue colpe, noi abbiamo le nostre. I cinesi hanno bisogno di uscire dalle loro comunità chiuse, ma per farlo devono potersi fidare di noi. E noi forse non abbiamo dato loro tutta la protezione necessaria», spiega. «I bambini cinesi di Prato sono ormai italiani di terza generazione. Parlano i dialetti locali. Vanno a scuola e si direbbe che siano perfettamente integrati. Ma quando crescono ed entrano nell’età lavorativa si trovano praticamente tutti rinchiusi all’interno delle varie imprese a carattere familiare». E, aggiunge, «se sono sfruttati, non denunciano. Noi dovremmo dare loro la sicurezza della protezione, se denunciano lo sfruttamento. La loro difesa passa per un percorso di immigrazione regolare». Quindi il ministro chiede «ai membri della comunità cinese di sentirsi cittadini a pieno titolo e di non esitare a denunciare una situazione che non va». Kyenge rivolge un monito anche alle Istituzioni affinché «si faccia crescere la sensibilità sul tema della dignità del lavoro».

La Kyenge ha ancora una volta  ragione  a dire che i cinesi sono chiusi nella loro comunità perché non si fidano delle nostre istituzioni, ma quanti italiani hanno ancora  fiducia nello Stato? Basta dare un’occhiata alle statistiche!  Quale italiano che accende la televisione e vede quelle immagini di tragedia e dramma all’interno della fabbrica di Prato, può credere in uno Stato che permette ai cinesi di lavorare e vivere in situazioni disumane, mentre  sale l’angoscia per gli italiani sempre più disoccupati  che non hanno neppure la possibilità di crearsi un futuro? Perché gli italiani devono tollerare che i cinesi possano violare le leggi? Loro una comunità di cui si fidano ce l’hanno,  ma gli italiani ? In fondo la Kyenge, ministro senza portafoglio, parla di protezione necessaria per i cinesi, ma dove sono quelle per la tutela dei nostri figli? Dove solo quelle per i pensionati? Dove sono le tutele per i disabili o per i malati? Dove è lo Stato di diritto se i cittadini italiani sono solo numeri di conto corrente per chiedere tasse  mentre scadono i servizi? Non ci sono tutele, è perfettamente giusto il discorso della Kyenge: l’integrazione è un lusso che non possiamo permetterci!  E allora, non illudiamo gli stranieri, non promettiamogli un futuro, lasciamoli andare in altre nazioni a realizzare i loro sogni e quando e se potremo li accoglieremo… Se le condizioni del nostro paese miglioreranno. Ora è solo sfruttamento e un biglietto da visita per l’estero.

Prato: dalle lacrime, alle polemiche

prato-incendio-tuttacronacaHanno perso la vita in sette persone a Prato, nell’incendio divampato in una fabbrica tessile gestita da cinesi. Ora, dopo un primo momento di sconforto, ex imprenditori e lavoratori del settore gridano la propria rabbia. Strozzati da concorrenza e regole ferree hanno perso il lavoro, come un ex proprietario di un’azienda locale che si chiede: “Subivamo continui controlli, noi, su tutto. Come è possibile che i cinesi possano invece operare in queste condizioni?” Nel capannone non si trovava solo la fabbrica di confezioni, ma anche un dormitorio così che, accanto a materiale altamente infiammabile, si trovavano dei loculi dove riposavano i lavoratori. E mentre la procura di Prato ha aperto un’indagine per omicidio colposo plurimo, un imprenditore che ha chiuso la sua azienda 11 anni fa, Massimo Nuti, tiene a sottolineare: “Mi hanno fatto chiudere. Per un’azienda in regola non è possibile sopravvivere. Loro fanno una concorrenza scorretta”. Con lui Alessandro Mati: “La mia azienda ha chiuso nel 2008, era un’impresa regolare. Ma non ce la faceva più, la concorrenza cominciava a essere spietata. Il titolare ha mandato a casa 50 dipendenti, 50 famiglie sulla strada. Ed ecco come vivono i lavoratori cinesi, quattordici ore di lavoro al giorno, dormono e mangiano in loculi, senza igiene, senza sistemi di sicurezza, sottopagati. Come può un’azienda in regola competere in queste condizioni?” Lo stesso procuratore della Repubblica Piero Tony ha dichiarato: “La maggior parte delle aziende sono organizzate così: è il far west. I controlli sulla sicurezza e su ciò che è collegabile al lavoro, nonostante l’impegno dei tutte le amministrazioni e delle forze dell’ordine, sono insufficienti. Siamo sottodimensionati: noi come struttura burocratica, ha spiegato il procuratore, siamo tarati su una città che non esiste più, una città di 30 anni fa”. Anche dal Colle arrivano moti di indignazione, con il Presidente della Repubblica che sollecita “interventi concertati a livello nazionale, regionale e locale per far emergere da una condizione di insostenibile illegalita’ e sfruttamento” realtà produttive e occupazioni che possono contribuire allo sviluppo economico”. E il ministro del Lavoro Giovannini ha reso noto che nel 76% delle aziende del distretto di Prato sono state rilevate irregolarità nei primi 9 mesi del 2013. Il tasso medio, nella regione Toscana, è del 63%. “Ho parlato con il segretario generale del ministero per valutare i passi da fare” ha aggiunto Giovannini, ricordando come “al ministero spetti il controllo sulla regolarità dei lavoratori mentre ad altri spetta verificare le infrastrutture delle aziende ed i sistemi antincendio”.

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Il rogo della fabbrica-dormitorio a Prato: ipotesi di omicidio plurimo

incendio-prato-tuttacronacaLa procura di Prato ha aperto un’inchiesta a seguito dell’incendio della fabbrica-dormitorio tessile in cui hanno perso la vita sette lavoratori cinesi. I reati per i quali è stata aperta sono quelli di omicidio colposo plurimo, disastro colposo, omissione di norme di sicurezza e sfruttamento di mano d’opera clandestina. Piero Tony, il procuratore della Repubblica, al riguardo ha affermato: “E’ il far west. I controlli sulla sicurezza e su ciò che è collegabile al lavoro, sono insufficienti”.

L’orrore dell’ operaio cinese: ha cercato di rompere il vetro, ma ha trovato le sbarre

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L’orrore della fabbrica cinese a Prato, non ha fine. Uno degli operai morti nell’incendio ha tentato di salvarsi rompendo il vetro di una finestra, ma ha trovato le sbarre a impedirgli la fuga. Il suo corpo è stato trovato nell’unica parte dove c’erano i cosiddetti “loculi” adibiti a dormitorio. Quella parte della fabbrica non è crollata ma è diventata la tomba per quell’operaio che è stato ritrovato con il braccio fuori dalla finestra, tra le sbarre. Gli altri invece sono stati ritrovati sotto le macerie del soppalco che è crollato. Alla fine il bilancio dovrebbe essere di 7 morti, ma potrebbe aggravarsi dato che alcuni feriti sono in ospedale in condizioni critiche.

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L’allarme è stato dato da un ex carabiniere Leonardo Tuci, membro dell’Associazione nazionale carabinieri in congedo: “Stavo passando con la mia auto quando ho visto una colonna di fumo provenire dal capannone. Mi sono avvicinato e ho visto che c’erano alcuni cinesi che mi venivano incontro piangendo e urlando. Sono corso verso il capannone e ho visto un cinese che con un estintore in mano per cercare di spegnere l’incendio. Allora ho preso anche io un estintore per aiutarlo. Era stremato, anche per il freddo, e continuavo a sentire le urla dei cinesi”.

La gelosia non ha età: a 81 anni incendia l’Ape del compagno

gelosia-tuttacronacaA Cave, in provincia di Roma, una signora di 81 anni, dopo essersi procurata un accendino e una cassetta di legno, ha dato alle fiamme il motocarro Ape del suo compagno, un 70enne, che in quel momento era assente. La donna, in seguito, è stata sottoposta a un lungo interrogatorio in caserma durante il quale, crollata, ha confessato. Ora è accusata di incendio doloso ed è stata denunciata a piede libero. Il motivo del suo gesto? “L’ho fatto perché mi ha fatto ingelosire”.

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Morte in fabbrica, a Prato va in fumo un’impresa tessile: 3 morti e 2 feriti gravi

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Tragico incidente questa mattina in un’impresa tessile di Prato gestita da cittadini cinesi. L’incendio, scoppiato alla periferia della città nell’area del Macrolotto, ha ucciso tre persone. Sono invece sei gli ustionati gravi. Si tratta di una ditta di confezioni di abiti. Le fiamme hanno causato il crollo di una parte del fabbricato che sarebbe adibito a dormitorio: piccoli ambienti ricavati con pareti di cartongesso e dove probabilmente si trovava a dormire l’uomo trovato morto. I Vigili del Fuoco stanno lavorando per capire le cause dell’incendio e per mettere in sicurezza la fabbrica.

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Corto circuito in un negozio, panico in Viale Marconi a Roma

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Viale Marconi, una delle vie più commerciali della Capitale oggi è stata interessata da un incendio, probabilmente dovuto a un corto circuito nel negozio Guess, sito al numero civico 25. Le fiamme si sarebbero sviluppate nel magazzino del negozio intorno alle 13 e i dipendenti avrebbero chiamato i soccorsi e si sarebbero precipitati in strada. I Vigili del Fuoco, intervenuti con 4 squadre, sono ancora a lavoro. Il fumo è arrivato fino al primo piano, ma fortunatamente non ci sono stati feriti. Il negozio è distrutto e il traffico è in tilt.

Giallo a Catania: di chi è il corpo carbonizzato?

carbonizzato-catania-tuttacronacaA Catania, nel rione Nesima, accanto a un’auto in fiamme, una Ford Ka, è stato rinvenuto il cadavere carbonizzato di un uomo la cui identità non è ancora stata identificata. Il proprietario della vettura, un 36enne, non è stato al momento rintracciato. La Procura ha disposto il trasferimento del corpo all’obitorio dell’ospedale Garibaldi. La dinamica dell’accaduto resta ancora da chiarire.

La roulotte va a fuoco: 75enne muore carbonizzato

fiamme-roulette-tuttacronacaHa trovato la morte nella sua roulotte un 75enne che utilizzava il caravan come punto di appoggio quando si trovata in un oliveto di sua proprietà, non troppo lontano dalla sua abitazione, per lavori agricoli. Il mezzo è andato a fuoco, carbonizzando l’anziano, a Potassa di Gavorrano, in località Sant’Ansano (Grosseto). A lanciare l’allarme alcuni abitanti della zona che hanno visto la roulotte in fiamme ed hanno avvisato i carabinieri.

Evacuati i passeggeri di un treno: fiamme a bordo!

incendio-treno-tuttacronacaSono ancora al vaglio delle forze dell’ordine le cause per le quali il vagone di un treno che percorreva la tratta Padova-Calalzo, attorno alle 16, ha preso fuoco nei pressi di Nemeggio, nella frazione di Feltre, nel Bellunese. Il macchinista si è immediatamente fermato e rapido è stata anche l’evacuazione dei passeggeri, che si sono riuniti nella piazza del paese in attesa dei soccorritori anche se, dai primi rilievi, pare non ci siano feriti.

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Fiamme nel Municipio di Biella: un uomo appicca il fuoco

municipio-biella-tuttacronacaHa svuotato una tanica di benzina e, dopo aver appiccato il fuoco all’interno del Municipio di Biella, ha chiamato la polizia. All’arrivo degli agenti, l’uomo li stava attendendo. Si tratta di un 40enne che da tempo è in cura al Centro di igiene mentale per crisi depressive. All’interno dell’edificio si trovavano anche il sindaco Dino Gentile e il capo di Gabinetto Martino Preden che si trovavano negli uffici mentre l’uomo, poi fermato dalla polizia, ha scelto l’androne per il suo gesto.

Intimidazione nella notte contro l’ex sindaco, sventato l’attentato

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Si apprende che durante la notte tra sabato e domenica si è compiuta un’intimidazione contro  l’ex sindaco di Pizzo, in provincia di Vibo Valenzia, Fernando Nicotra, ex Udc, in carica dal 2007 al 2011. L’ordigno, collocato sotto l’auto di Nicotra non è esploso per un difetto d’innesco, ma ha generato un incendio che è stato notato da alcuni passanti che hanno dato l’allarme. Immediato l’intervento di carabinieri e Vigili del Fuoco. 

 

La discoteca Sugar Reef distrutta dalle fiamme

incendio-sugar-reef-tuttacronacaE’ il Mattino di Padova a riportare la notizia di un incendio devastante che, la scorsa notte, ha completamente distrutto la discoteca Sugar Reef di Piombino Dese. Il pericolo era che le fiamme si propagassero a un vicino supermercato e a un bar: per scongiurarlo, sono intervenuti vigili del fuoco anche da Castelfranco e da Mestre che hanno preso parte all’intervento durato 40 minuti. Stando a una prima stima, i danni ammonterebbero a due milioni di euro. Era la mezzanotte quando le fiamme si sono sprigionate, si pensa a causa di un corto circuito, nella parte centrale della discoteca, dietro le cucine. Spiega il quotidiano che “Paradossalmente, proprio la cucina è l’unica parte del locale di mille metri quadrati che si è parzialmente salvata.”

A dare l’allarme per primi, dei ragazzi che si trovavano nel bar vicino. Il locale, che ieri era chiuso, avrebbe ospitato questa sera una festa per Halloween. “E’ il locale numero uno del Veneto, il più grande di tutta la zona – dice Cristian Simioni, uno dei quattro soci – potete ben immaginare il nostro stato d’animo”. Un altro socio, Fabio Volpato, racconta: “Mi hanno avvisato poco dopo che l’incendio si era sprigionato e sono subito accorso da Padova mentre vedevo mezzi dei vigili del fuoco diretti verso la discoteca. Non sappiamo quali possano essere le cause, lasciamoli lavorare”. Il bar che sorge vicino alla discoteca ha subito a sua volta dei danni, essendo stato parzialmente allagato dall’acqua impiegata dai vigili del fuoco per spegnere l’incendio.

Il fiume dolcissimo e letale: la colata di zucchero liquido

fiume-zucchero-brasile-tuttacronacaIn Brasile un vasto incendio, che ha richiesto oltre 75 ore di assiduo lavoro dei vigili del fuoco per domare le fiamme, ha distrutto uno dei più grandi despositi di zucchero del Paese. Si tratta di sei cappannoni della Copersucar, il più grande esportatore brasiliano. Qui, nello stato di San Paolo, nel centro industriale di Santa Adelia, vi erano stipate 30mila tonnellate di zucchero che si sono sciolte trasformandosi in melassa a causa delle altissime temperature. Liquefattosi, lo zucchero ha originato un fiume rovente e appiccicoso che ora minaccia la città. Già una ventina di persone sono state fatte evacuare perchè vicini alla traiettoria di tale fiume mentre altre quattro sono state ferite. I pompieri sono inoltre impegnati nella creazione di dighe di sabbia. Il pericolo di tale colata risiede del fatto che è otenzialmente in grado distruggere interi edifici senza contare i possibili danni ambientali  visto che la melassa, tuffandosi nei fiumi della città, ne sottrae tutto l’ossigeno uccidendo i pesci.

Dramma in India: 44 morti nel rogo di un bus

bus-incendio-india-tuttacronacaE’ stata l’esplosione di un serbatoio a originare l’incendio a bordo di un autobus costato la vita ad almeno 44 persone, fra le quali dei bambini, stamani nel sud dell’India. A renderlo noto, la polizia locale. Il pullman con 49 persone a bordo, prima che si sviluppasse il rogo, aveva urtato il terrapieno di un’autostrada fra Bangalore e Hyderabad andando andato a schiantarsi contro la barriera centrale. Il conducente aveva perso il controllo del mezzo mentre effettuava un sorpasso a elevata velocità. Dopo lo schianto, le fiamme. Ora l’autista è finito in manette, così come l’addetto alle pulizie del bus, dal quale erano scesi prima che prendesse fuoco fondando un vetro. Secondo la polizia, il loro era un tentativo di fuga. Oltre ai due uomini, altre tre persone si sono salvate e ora sono ricoverate all’ospedale. Non c’è stato nulla da fare per gli altri, che quando è divampato il rogo stavano dormendo. La maggior parte di loro sono rimasti carbonizzati al punto da non poter essere identificati.

Inalano fumi: 15 operai intossicati all’Ilva

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E’ stato Francesco Rizzo, coordinatore provinciale di Taranto dell’Usb, Unione sindacale di base, a rendere noto che quindici operai dell’Ilva sono stati portati in infermeria dopo aver avvertito sintomi di intossicazione per aver inalato fumi che si sono sprigionati dalla Siviera di emergenza della Colata a caldo dell’Acciaieria 1, probabilmente a causa di un incendio.

Inferno a piazza Tienanmen, 3 morti e almeno 11 feriti

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Inferno a Piazza Tienanmen, nel centro di Pechino, dove un’automobile è andata a fuoco davanti all’ingresso principale della Città Proibita la vecchia città imperiale meta ogni giorni di migliaia di turisti. Il guidatore e due passeggeri dell’automobile sono morti e molti turisti, almeno 11 sono rimasti feriti. Tra coloro che sono hanno avuto bisogno di cure ci sarebbero anche alcuni poliziotti, che si trovavano in piazza nel momento dell’esplosione.

Le cause dell’incendio, che si è sviluppato intorno alle 12.00 locali (le 05.00 in Italia), non sono state chiare. Alcuni testimoni hanno riferito di aver sentito un’esplosione prima che si alzassero le fiamme, mentre altri hanno parlato solo dell’incendio.

Secondo un telegrafico dispaccio dell’agenzia Nuova Cina “un veicolo motorizzato è entrato tra la folla” sulla piazza.

Piazza Tiananmen, teatro delle manifestazioni pro-democrazia del 1989, è controllata da un massiccio schieramento di polizia anche per la vicinanza di Zhongnanhai, il centro residenziale dove vivono gran parte dei dirigenti del Partito Comunista. Nelle foto diffuse su Internet si vede solo l’auto in fiamme sotto al ritratto del presidente Mao Zedong, che domina la piazza. Al momento sono al vaglio degli inquirenti varie ipotesi tra cui quella anche di un possibile attentato.

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Fiamme sul treno della Circumvesuviana

circumvesuviana-incendio-tuttacronacaE’ Luciano Graziano, del sindacato che raccoglie macchinisti e capitreno Faisa-Cisal, a rendere noto che poco dopo le 6.30 si sono sprigionate le fiamme nel vagone di coda del treno della Circumvesuviana sulla tratta Baiano-Napoli, nei pressi della fermata La Pigna. Molta la paura mentre il macchinista e il capotreno in servizio hanno utilizzato gli estintori di bordo per tenere sotto controllo l’incendio. I passeggeri, pochi a quell’ora di domenica mattina, non hanno riportato ferite. Sul luogo sono sopraggiunti anche i vigili del fuoco. Il convoglio interessato dall’incendio è stato sganciato dal resto del treno e i passeggeri sono giunti a destinazione. Sempre a quanto reso noto da Graziano, la circolazione ha subito disagi perchè è stata utilizzata una sola coppia di binari. Il convoglio è stato portato in deposito dove saranno accertate le cause dell’incendio. Ha concluso l’uomo: “Solo coincidenze hanno fatto sì che non ci fossero danni. Ma ora invito tutti i macchinisti a far partire solo treni in condizioni di farlo per evitare ulteriori situazioni di rischio”.

Le fiamme nel Bronx, strappano la vita a 3 bimbi. Il video del soccorso

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Sono morti in un incendio tre bambini nel Bronx, A New York, tra la West 165th Street e l’Anderson Avenue. Sarebbe stata una candela a provocare il rogo che avrebbe strappato la vita a Elijah Artis (5 anni), Jeremiah Artis (2 anni) e Michael Turner (appena 4 mesi). Secondo gli abitanti ci sarebbe stato un calo di tensione nella rete elettrica per cui si era reso necessario l’utilizzo di candele. I residenti hanno riferito che a dare l’allarme è stata la stessa madre dei piccoli, una 25enne che, con solo una maglietta indosso, è scesa tenendo in braccio una bambina, urlando dalla scala antincendio. Immediatamente i residenti e i passanti hanno avvisato il vigili del fuoco, purtroppo per i fratellini non c’era più nulla da fare. La madre e la figlia di 4 anni invece sono state ricoverate presso il Lincoln Hospital per intossicazione da fumo.

Altro incendio a Venezia nello stesso stabile dell’altra notte!

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Spento un incendio, ne inizia un altro. Questa la triste storia dello stabile in cui i Vigili del Fuoco erano intervenuti l’altra notte. Un’alta colonna di fumo si è alzata dall’edificio che ospita al piano terra un negozio, al primo piano un salone di bellezza e ai piani secondo e terzo due appartamenti turistici. Il fatto è strano forse solo una coincidenza, ma certo che i pompieri appena arrivati sul posto hanno definito “importante” questo nuovo incendio che ha interessato il palazzo in zona Frezzeria. Questa volta l’incendio non si sarebbe sviluppato dentro al centro estetico già ampiamente distrutto dal precedente,  da quello che sembrava fosse stato un corto circuito, ma dal tetto.

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Evacuato palazzo a Venezia: fiamme nel sestiere San Marco

incendio-venezia-tuttacronacaE’ stato necessario evacuare le famiglie che abitano in un palazzo del centro storico di Venezia questa notte, intorno alle due, a causa di un incendio che sarebbe partito da un negozio di parrucchiere per poi estendersi rapidamente ai quattro piani dell’edificio. Sul luogo, in Corte delle Colonne in Frezzeria nel centralissimo sestiere di San Marco, sono giunti i vigili del fuoco che hanno lavorato per ore prima di riuscire a domare le fiamme e mettere in sicurezza l’edificio. Ancora da stabilire le cause dell’incendio.

Ceneri sulla spia più famosa del mondo, a fuoco la casa di Mata Hari

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E’ rimasta solo la cenere a Leeuwarden – cittadina a 140 km a nord di Amsterdam, in Olanda – dove invece c’era la casa natale di Margaretha Geertruida Zelle, ovvero Mata Hari, la più famosa spia della Prima Guerra Mondiale. Sono ancora ignote le cause del rogo ed è stata aperta un’indagine.

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La sua famiglia muore in un incendio: i lodigiani gli ricomprano una casa

incendio-lodigiano-tuttacronacaIl 3 febbraio scorso la casa del 49enne egiziano Ashraf Rhaman, a Salerano sul Lambro, alle porte di Lodi, venne devastata da un rogo che costò la vita alla moglie dell’uomo Makhlouf Ragab, 43 anni, e ai figli Ramy di 16, Amrò di 12 e alla Hadir, 19 anni. A salvarsi, in quella tragica mattina, poco prima delle 6, il figlio 18enne Imar, al lavoro con il padre. Ora i due potranno finalmente tornare ad avere un posto da chiamare casa. Questo grazie alla solidarietà dei lodigiani, che si sono subito stretti intorno a lui nel momento del lutto, che hanno raccolto piccole e grandi donazioni che ora hanno messo a loro disposizione e che verranno impiegati per acquistare una casa all’asta nella vicina Sant’Angelo.

10 morti in Giappone: incendio in un ospedale

incendio-giappone-tuttacronacaE’ stata la polizia a confermare che dieci persone sono morte in un incendio divampato in un ospedale della Prefettura di Fukuoka, nel Sud del Giappone. Le vittime sono “otto pazienti e due impiegati dell’ospedale”. Nel rogo sono rimasti feriti anche altri otto pazienti, dei quali non sono note le condizioni. Stando alle testimonianze di un pompiere, la clinica si era già trasformata “in un braciere” quando lui e i colleghi sono intervenuti.

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Chernobyl dopo 27: le tute dei pompieri sono radiattive

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Sono passati 27 anni ma, come la scienza già ci aveva avvertito, le radiazioni di Chernobyl non passano. Lo testimoniano gli abiti che indossarono i pompieri che per primi intervenirono per provare a domare l’incendio. Gli abiti ritrovati nel seminterrato dell’ospedale 126 di Chernobyl sono stati analizzati e sono risultati altamente radioattivi.  I pompieri eroi che vestirono quegli abiti sono morti poco dopo l’esplosione del reattore a causa della contaminazione da radiazioni. Nel video viene ampiamente mostrato quanto forti sono ancora le emissioni radioattive.

Nel video viene ampiamente mostrato quanto forti sono ancora le emissioni radioattive.

 

Cervello “bollito” di 4mila anni fa è stato ritrovato in perfetto stato

cervello bollito 4000 anni turchia-tuttacronaca

E’ stato trovato in perfette condizioni il cervello di 4mila anni fa che accidentalmente è stato bollito da un incendio a Kutahya, nell’Anatolia Occidentale, in Turchia. L’organo umano apparteneva a un uomo che è stato sepolto da un terremoto e bruciato da un incendio così che fu eliminato l’ossigeno che circondava il corpo e si provocò una “bollitura” del cervello all’interno del cranio.

L’organo è stato trovato da un’équipe di archeologi in un insediamento  che risale all’Età del Bronzo. Anche la ricchezza del terreno di questo insediamento, con un’alta concentrazione di magnesio, potassio e alluminio, ha contribuito alla conservazione del cervello.

Adesso lo studio del cervello di Kuthaya potrebbe dare, secondo gli esperti, indicazioni preziose nella ricerca su condizioni patologiche come tumori e emorragie, o sulle malattia degenerative.

Ritrovato il corpo del bambino di 6 anni a Grosseto

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Sono cessate le speranze, a dir la verità ormai molto esigue di trovare in vita il bambino svizzero di 6 anni travolto con il padre da un torrente in piena nel Grossetano. Dell’uomo invece ancora nessuna traccia e proseguono le ricerche.

C’è una jeep in pista! I pompieri irrompono al GP della Corea

Pompieri_GP_Corea_tuttacronacaE’ stata la FIA ad aver richiesto il mezzo dei pompieri che è giunto sulla pista del GP della Corea per spegnere l’incendio sulla vettura di Mark Webber, come ha ammesso la stessa Federazione. Inaspettato è stato il fatto che la jeep sia entrata in pista davanti alle auto in gara. La monoposto di Webber è andata in fiamme dopo essere stata urtata da Sutil nella ripartenza dopo un primo periodo di safety. A quel punto la direzione di gara ha richiesto lo spegnimento del fuoco e il mezzo dei pompieri è piombato in gara prima che sopraggiungesse la safety car. Il GP è stato vinto da Vettel, che ipoteca la vittoria al Mondiale.

Salvate 30 persone sul Tamigi a fuoco un’imbarcazione

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Secondo Sky News, l’incendio che ha coinvolto trenta persone sarebbe scoppiato a bordo di un “duck tour” ovvero un mezzo anfibio, residuato bellico, che, nella Capitale britannica, vengono utilizzati per gite turistiche sul Tamigi. Ancora non sono chiare le cause che hanno innescato a bordo l’incendio. Dalle prime notizie non risulterebbero esserci feriti.

Fa benzina al distributore automatico: finisce avvolto dalle fiamme

uomo-fuoco-distributore-tuttacronacaSi trovava al distributore Esso di Padova un uomo che, mentre stava facendo rifornimento di benzina, in un attimo è stato avvolto dalle fiamme. Immediati i soccorsi del gestore dell’area di servizio appena resosi conto del rogo, le cui cause sono ancora ignote. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e, stando ai primi riscontri, l’automobilista si sarebbe ustionato. I carabinieri stanno cercando di ricostruire la dinamica dell’incidente.

Secondo una prima ricostruzione l’uomo si sarebbe cosparso di benzina e si sarebbe dato fuoco. Si tratta di un trentenne residente a Padova, ma originario del Salvador. L’uomo è ora ricoverato al Centro grandi ustionati dell’ospedale di Padova con ustioni nel 90% del corpo.

Piromane 71enne arrestato in provincia di Grosseto

incendio-pineta-tuttacronacaDa due giorni i carabinieri pedinavano un anziano di 71 anni che era stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza mentre appiccava le fiamme in una pineta ad Albinia, in provincia di Grosseto. Oggi, mentre l’uomo tentava nuovamente di dar vita a un incendio, i militari l’hanno arrestato. L’uomo, ex dipendente pubblico, avrebbe spiegato che si era trattato di un raptus. Attualmente si trova agli arresti domiciliari.

Incendio a Begato, prende fuoco un’area del palazzo occupata abusivamente?

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Genova e le fiamme che questo pomeriggio hanno avvolto uno dei palazzi della diga di via Maritano a Begato e che ora hanno fatto scattare la polemica poiché potrebbero essere avvenuti in zone del palazzo occupate abusivamente. In particolare si ritiene che a prendere fuoco siano stati alcuni materassi siti nelle cantine del civico 10. Sul posto sono immediatamente intervenuti i Vigili del Fuoco, i carabinieri, cinque ambulante e due automediche per prestare soccorso. In particolare sono rimasti lievemente intossicati un padre e un figlio, mentre altri bambini sono stati tratti in salvo senza bisogno di ricorrere a medicazioni. Gli abitanti sono stati evacuati. Alcuni residenti hanno espresso la loro rabbia per quanto avvenuto oggi:  «Abbiamo fatto presente molte volte la questione e abbiamo già chiesto l’intervento dei tecnici. Nessuno però si è fatto vivo».

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Incendia la casa dell’amico… per bruciare i ricordi della sua ex!

piromane-padova-tuttacronacaIl 25enne Luca D., veneziano, dopo aver ignorato l’obbligo di dimora nella comunità alla quale era stato associato, ha chiesto ospitalità a un amico residente a Santa Giustina in Colle, in provincia di Padova. Qui, questa mattina, ha deciso di liberarsi dei ricordi dell’ex fidanzata bruciandoli nel locale caldaia. Ma il rogo è sfuggito al suo controllo trasformandosi in un incendio che ha fatto intervenire i vigili del fuoco. Ma ormai il danno era stato fatto: le fiamme hanno distrutto in parte la casa dell’amico che l’ospitava. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della compagnia di Cittadella, sempre nel Padovano, e il piromane improvvisato è stato arrestato per l’evasione dalla comunità e denunciato per danneggiamento.

Incendio a Roma, nel quartiere Pigneto: fiamme al bar Necci

bar-necci-tuttacronacaE’ rimasto lievemente danneggiato da un rogo il bar Necci, lo storico locale del quartiere Pigneto a Roma, in via Fanfulla da Lodi, che vantava tra i suoi avventori anche Pier Paolo Pasolini, che ne fece base per il casting del film Accattone, poi girato proprio nella zona. Le fiamme hanno lievemente intaccato la porta, con lievi danni ai vetri ma nessuno è rimasto ferito. Nel corso degli accertamenti, è stato rinvenuto del liquido infiammabile, usato per innescare l’incendio. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Tor Pignattara e Casilina. Il locale, uno dei locali della ‘movida’ del quartiere Pigneto, aveva già subito un incendio doloso nel marzo del 2009. In quell’occasione stato danneggiato più gravemente e all’interno erano stati trovate numerose tracce di benzina e stracci arrotolati impregnati del liquido infiammabile.

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Dramma in Ohio: 5 bimbi e un uomo morti in un casa in fiamme

rogo-ohio-tuttacronacaE’ stata devastata dalle fiamme un’abitazione prefabbricata a Tiffin, in Ohio, Stati Uniti, nella quale hanno perso la vita un uomo di 25 anni e cinque bimbi: un maschietto e quattro femminucce. Al momento della tragedia la madre dei piccoli era al lavoro, in un fast food. In casa c’era il suo compagno e padre del bambino, che aveva solo un anno. Le altre piccole, tutte di età compresa tra i 3 e i 6 anni, erano figlie solo della donna. Tutti sono morti per aver inalato i fumi sprigionati dalle fiamme.

Distrutto il celebre Atlantic boardwalk, avvolto dalle fiamme

Boardwalk Casinos at Dusk, Atlantic City, New Jersey-fiamme-incedio-fuoco-tuttacronaca

Celebre in tutto il mondo l’Atlantic boardwalk, il lungomare in legno di Seaside Heights, ad Atlantic City, nel New Jersey, è andato distrutto per sempre. Lo hanno avvolto le fiamme, dopo che quell’area era già stata pesantemente danneggiata dalla tempesta di Sandy poco meno di un anno fa. Il governatore del New Jersey Chris Christie ha parlato di una situazione inimmaginabile.

Quella passeggiata famosa in tutto il mondo, che univa l’Oceano con i Casino, che lasciava l’occhio perdersi tra le onde per poi tornare a puntare alla roulette sembra aver ceduto ingoiato dall’incendio che sarebbe scoppiato in una gelateria e si sarebbe poi esteso a un’altra ventina di negozi.

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Oltre 400 Vigili del Fuoco stanno a lavoro per cercare di limitare i danni in una città che dopo i grandi fasti sembra essere comunque condannata all’oblio. Atlantic City era infatti già decaduta dopo la crisi che aveva messo in ginocchio i molti Casino della città, poi era stata inondata da Sandy e ora distrutta nell’anima, con le fiamme che avvolgono uno dei più spettacolari lungomari sull’Oceano. Atlantic City la mitica città cantata da  Bruce Springsteen, set di Boardwalk Empire e dell’omonimo episodio di della sit-com How I Met Your Mother – Alla fine arriva mamma sembra sempre più un luogo da ricordare giocando al Monopoli originale. Eppure questo luogo non ha mai perso quel fascino retro di grande città del divertimento e dello svago, una Las Vegas nella costa orientale.

Vetreria di Murano distrutta da un incendio

incendio-murano-tuttacronacaPolizia, carabinieri e vigili urbani stanno indagando sulle possibili cause di un incendio che è divampato oggi, attorno alle 16.30, in una delle più conosciute vetrerie di Murano (VE), la Donà Componenti, in calle Vivarini, che ne è stata devastata. Quando le fiamme si sono scatenate, lo stabilimento era chiuso. Per domare le fiamme i vigili del fuoco hanno dovuto lavorare per ore, anche con l’aiuto di elicotteri.

Cattive notizie dalla Bosch, 5 mln di lavastoviglie sono a rischio incendio

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Sarebbero circa 5 milioni le lavastoviglie importate importate in tutto il mondo in cui è stato riscontrato un problema tecnico e quindi ora sarebbero a rischio incendio. A dirlo è il quotidiano tedesco  Die Welt, che consiglia a tutti i proprietari di lavastoviglie Bosch di controllare se il loro modello è stato prodotto tra 1999 e il 2005.

Il problema era stato riscontrato il 30 agosto e sul sito del noto marchio di elettrodomestici era stato comunicato di consigliare appunto la data di produzione come  i “misura volontaria di sicurezza”. Si invitava anche, nell’eventualità si fosse possessori di un modello che rientrava in tale arco temporale di produzione, a far sostituire gratuitamente un pezzo soggetto a surriscaldarsi. L’azienda precisava che il rischio di incendio era  “in casi estremamente rari”. Però, aggiungeva, “bisogna che una persona sia presente quando la lavastoviglie è in funzione”. Ora che si è capita l’entità del problema e la vastità di lavastoviglie vendute con questo difetto di fabbrica,  bisognerà, in Germania, attendere almeno fino alla metà del mese di settembre.  Inoltre il giornale denuncia il fatto che il rischio-incendio era noto da ben quattro anni, da quando cioè, nel 2009, mezzo milione di questi elettrodomestici erano stati “richiamati” dagli Stati Uniti dove si erano già registrati 51 incidenti e 30 incendi.

 

Incendio nel Parco del Vesuvio, brucia Torre del Greco

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Un incendio di ingenti dimensioni è scoppiato nella zona di  via Scappi a Torre del Greco (Napoli), all’interno del Parco nazionale del Vesuvio e a poca distanza dal casello della A3 Napoli-Salerno. Sul posto in azione squadre di terra dell’Antincendio boschivo regionale, dei Vigili del fuoco e della Protezione civile, oltre a un elicottero. La colonna di fumo è ben visibile da varie zone del golfo di Napoli, compresa l’isola di Capri.

Il fuoco non si placa in California: preoccupazione per le riserve d’acqua

incendio-yosemite_tuttacronacaE’ iniziato il 17 agosto scorso il Rim Fire, il grande incendio boschivo nella zona della Sierra Nevada in California che vede impegnati nel tentativo di contenerlo oltre 2800 vigili del fuoco, al lavoro perchè non si estenda verso aree abitate. Le fiamme si trovano a poco più di 3 chilometri di distanza da una delle principali riserve d’acqua di San Francisco, lo Hetch Hetchy Reservoir, che fornisce circa l’85 per cento dell’acqua alla città e si trova 300 chilometri a ovest di questa. Per questo motivo si teme che l’acqua possa essere contaminata dalle ceneri dell’incendio, ma per ora non ci sono particolari emergenze. Sono circa 2.6 milioni le persone che utilizzano tale riserva d’acqua nell’area di San Francisco. Ha spiegato il Governatore della California Edmund G. Brown Jr:  “C‘è il serio rischio che con il passare dei mesi e l’arrivo dell’inverno le piene trasportino la cenere e le macerie e che l’acqua venga contaminata. Ci stiamo adoperando con ogni mezzo per evitarlo”.

E mentre il vento soffia veloce, a più di 70 km all’ora, in dieci giorni l’incendio ha già bruciato migliaia di alberi nella parte occidentale del Parco nazionale di Yosemite, con le  fiamme che si sono estese complessivamente per circa 540 mila chilometri quadrati, 50 mila dei quali all’interno del parco.Il Rim Fire è già stato classificato come il sedicesimo più grave nella storia dello Stato americano. Più di 2.000 vigili del fuoco sono mobilitati per combattere le fiamme.

Ma se il danno naturalistico è irreparabile, a causa dell’incendio la città californiana di San Francisco rischia anche di restare senza luce, visto che l’installazione che fornisce l’energia elettrica alla città è minacciata dalle fiamme. Una donna costretta ad abbandonare la propria abitazione ha raccontato: “Quindici minuti per uscire di casa. Abbiamo preso i bambini, gli animali, qualche foto, qualche documento importante. Basta.”

Ma sono state decine le persone costrette ad evacuare i campeggi nella zona a Ovest del parco che rappresenta una delle maggiori località turistiche degli Stati Uniti. Il fuoco interessa un’area che si insinua per oltre 12 chilometri all’interno dello Yosemite. “Alla mezzanotte le persone ospitate erano 162, dopo alcune ore siamo arrivati a 184” spiega un responsabile della Croce Rossa.

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Flash storm a Nuoro, fulmine colpisce le balle di fieno e genera incendio

ogliastra-nuoro-maltempo-tuttacronaca

Un flash storm che si abbatte improvvisamente su Nuoro, con temporali e fulmini che hanno interessato in particolare la zona di Villanova Strisaili nell’alta Ogliastra. Un fulmine, durante la tromba d’aria, poi è caduto su una stalla dove erano  custodite varie balle di fieno che hanno preso fuoco provocando un vasto incendio che ha interessato l’intera azienda agricola. Morti anche 5 capi bovini che sono rimasti intrappolati all’interno. Nonostante l’intervento dei vigili del fuoco, l’incendio è stato domato solo nelle prime ore di oggi. Gravi i danni subiti dai capannoni. Nella stessa zona il temporale ha causato allagamenti, black out, l’incendio di alberi e forti disagi alla popolazione.

 

Fulmini a raffica in Veneto: in fiamme un tetto e una centralina Enel

maltempo-venezia-treviso-tuttacronacaAnche il Nordest della nostra penisola è stato colpito dalla perturbazione atlantica che sta flagellando l’Italia, con rovesci intensi e violenti in particolar modo nel Veneziano e nel Trevigiano, le uniche province che hanno subito danni di rilievo. I problemi sono stati creati anche dall’intensa attività elettrica: i fulmini hanno provocato danni anche ingenti a Borso del Grappa, nella Marca, e a Pra Maggiore, nel Portoguarese. Lavoro intenso per i vigili del fuoco, impegnati a spegnere i roghi e mettere in sicurezza le zone colpite. A Borso del Grappa, in provincia di Treviso, oltre ad allagamenti e rami caduti, i pompieri hanno avuto a che fare con una fuga di gas causata da un fulmine che ha colpito un contatore Enel vicino ad un bombolone di Gpl che è stato danneggiato dalla scarica elettrica. Inevitabile la fiammata. I vigili, giunti sul posto a mezzanotte e 15 minuti, hanno cercato di capire come intervenire e alla fine sono riusciti ad intercettare e chiudere il tubo di alimentazione del gas. Ingenti danni anche nel Veneziano: i vigili del fuoco sono stati impegnati dalle sei di mattina fino alle dieci circa per un fulmine che si è abbattuto sul tetto di un’abitazione di nuova generazione a Pra Maggiore, nel Portogruarese: guaine, materiali isolanti di facile combustione, non hanno certo facilitato il lavoro dei pompieri. Il tetto si è incendiato ed è stato necessario rimuovere tutto il materiale per riuscire a mettere in sicurezza la casa.

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