Napoletano shock: suicidio al telefono

suicidio-napoli-tuttacronacaOrazio Caso aveva 48 anni ed era titolare di un’agenzia di scommesse. E ora si sta indagando sulla sua morte: sono infatti in corso accertamenti per raccogliere elementi sulla esatta dinamica dei fatti e capire quale motivo possa aver indotto l’uomo a compiere il gesto estremo. Il 48enne di Poggiomarino, in provincia di Napoli, si sarebbe infatti suicidato con un colpo di pistola davanti agli occhi della sua compagna, mentre parlava al telefono con un amico, per annunciargli l’intenzione di togliersi la vita.

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Figlia accoltella la madre, a Venezia è shock

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Il corpo di una donna di 80 anni, Giuseppina Baiano, è stato ritrovato nell’abitazione di Venezia in cui la donna viveva con la figlia. I carabinieri. a seguito di una denuncia di un amico, sono intervenuti trovando il cadavere riverso nella sua camera da letto. Secondo il medico legale la donna sarebbe morta da circa due giorni e il corpo è stato poi coperto con due sacchi neri dell’immondizia. La casa era completamente sigillata e per entrare gli agenti hanno dovuto forzare la porta. Entrati nell’appartamento hanno trovato la figlia, la 52enne Cristina Corbetto, che alle domande dei carabinieri si è limitata a rispondere con un semplice “Mamma è andata via”, ma poi si è decisa a confessare l’assassinio. La figlia è ora in stato di arresto accusata dell’omicidio.

Uccidono l’amico di giochi di 11 anni, il piano studiato a tavolino

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Lascia senza parole la freddezza di due bambini di 11 e 15 anni che hanno ucciso un loro amico. Un piano studiato a tavolino che ha visto protagonista anche la sorella di uno degli assassini: una bimba di appena 5 anni. E’ stata proprio la bambina a svelare la verità sulla morte di Jonathan Javier Estela, 11 anni. La ricostruzione è stata fatta da El Pais che ha ricostruito l’intera vicenda. Sembrerebbe infatti che i due compagni di gioco di Jonathan avrebbero invitato il bambino a una battuta di caccia e avrebbero portato con loro coltelli e un machete. La caccia si sarebbe svolta sul Cerro Pelado, una collina a nord di Maldonado, un centinaio di chilometri ad est della capitale Montevideo. Uno dei due ha anche portato la sorellina di 5 anni, che doveva servire come alibi se l’omicidio venisse scoperto: «hanno detto alla bambina che doveva fingere e dire che la vittima aveva cercato di abusare di lei, e che loro l’avevano difesa», hanno raccontato le fonti della polizia. E stata la bambina a confessare tutto alla polizia, mentre i due bambini killer continuavano a negare e a parlare di morte accidentale. In realtà l’omicidio è stato particolarmente crudele, perché i due bambini prima hanno attaccato la loro vittima con coltelli e machete, poi l’hanno gettata in un pozzo e infine lo hanno finito a botte.

Incendia la casa dell’amico… per bruciare i ricordi della sua ex!

piromane-padova-tuttacronacaIl 25enne Luca D., veneziano, dopo aver ignorato l’obbligo di dimora nella comunità alla quale era stato associato, ha chiesto ospitalità a un amico residente a Santa Giustina in Colle, in provincia di Padova. Qui, questa mattina, ha deciso di liberarsi dei ricordi dell’ex fidanzata bruciandoli nel locale caldaia. Ma il rogo è sfuggito al suo controllo trasformandosi in un incendio che ha fatto intervenire i vigili del fuoco. Ma ormai il danno era stato fatto: le fiamme hanno distrutto in parte la casa dell’amico che l’ospitava. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della compagnia di Cittadella, sempre nel Padovano, e il piromane improvvisato è stato arrestato per l’evasione dalla comunità e denunciato per danneggiamento.

Condannato a tre anni di reclusione il sacerdote amico dei Berlusconi.

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Don Gabriele Corsani, 45 anni, economo del collegio salesiano di Pavia, è stato condannato a tre anni di reclusione con rito abbreviato per  violenza sessuale su un ex allievo.

Chi è il religioso?

Silvio Berlusconi e Don Gabriele si erano conosciuti nel 2002 dai Salesiani dove  l’ex presidente del Consiglio ha studiato e con i quali era sempre rimasto legato. Il religioso è stato vicino alla famiglia Berlusconi in molti momenti importanti: è stato il primo ad accorrere  a casa di Rosa Bossi Berlusconi, madre di Silvio Berlusconi, alla notizia della sua morte nel febbraio 2008 a Milano. Un anno dopo,  il religioso aveva concelebrato ad Arcore la Messa funebre di Maria Antonietta Berlusconi, sorella dell’allora premier.

Chi ha denunciato Don Gabriele Corsani?

Un ragazzo di 24 anni che ha trovato il coraggio di raccontare la sua verità. Secondo l’accusa, il il sacerdote aveva attirato in una stanza l’ex allievo, di una scuola di ispirazione cattolica del milanese, proponendogli di dormire insieme per poi palpeggiarlo. Il ragazzo era poi riuscito a fuggire. Tra le testimonianze c’è anche quella di un 19enne che non aveva mai denunciato il sacerdote che però avrebbe affermato che don Gabriele aveva tentato di baciarlo sulle labbra. Per questa seconda accusa il religioso è stato assolto, mentre è stato condannato a tre anni per la violenza nella stanza d’albergo.

Come mai chi è vicino al Cavaliere prima o poi finisce in uno scandalo sessuale? Come mai chi è vicino a Berlusconi prima o poi ha problemi con la giustizia?

“Il diavolo, vedete, è l’amico che non resta mai fino alla fine.”

devil

-Georges Bernanos- (Il signor Ouine, 1943)

Violentata a 6 anni, vittima di un 70enne.

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Un 70enne chiamato a rispondere di violenza sessuale nei confronti di una bambina di sei anni ha cercato di difendersi dicendo: «Mai sesso completo, soltanto giochetti erotici». Se così fosse l’uomo avrebbe non solo aggravato la sua posizione, ma anche allargato le indagini alla scoperta di altri “orchi”. Ma purtroppo la verità è ancora più sconcertante.
La vittima oggi ha 12 anni e le violenze sarebbero cominciate nel 2007. L’uomo era un amico di famiglia del patrigno della piccola, che viveva in casa con loro. Gli abusi sessuali sono stati scoperti in seguito a una visita pediatrica e ginecologica dovuta a una malattia della bambina, che ha svelato come la piccola avesse avuto tra il 2007 e il 2010 rapporti sessuali completi che le hanno fatto perdere la verginità. Dopo la scoperta mamma e figlia sono scappate e hanno denunciato il 70enne.

L’uomo vive tuttora con il patrigno della vittima. Durante un interrogatorio in Questura ha spiegato: «Nessun contatto con la bambina fino al 2010. Poi, è vero, ci sono stati dei giochetti sessuali, ma era lei a venire nella mia camera. Io non sono mai andato a trovarla nel cuore della notte».

L’agghiacciante confessione del 70enne, solleva il sipario su quell’ancestrale e immorale idea della provocazione femminile. Nei casi di pedofilia appare ancora più vergognoso e umiliante attribuire atteggiamenti sessuali a una bambina di 6 anni.

“Hola, es Jorge, Jorge Beroglio”, il Papa chiama l’amico!

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“Qui a Buenos Aires era ora di pranzo, il mio telefonino è squillato e… “Holà, es Jorge, Jorge Bergoglio…”. Si può immaginare la sorpresa, l’emozione nel ricevere la telefonata del Papa”, a raccontare al settimanale “Fama” la chiamata di Papa Francesco in Argentina è Marcelo Figueroa, destinatario della chiamata e conduttore di Canal 21, emittente argentina di cui Bergoglio è editore: “Peraltro – ha fatto sapere – mi ha chiamato solo per chiedermi come stavo, solo per la nostra amicizia, ed è stato per me molto importante, anche perché ora che è Papa avrà certo molti impegni, e non mi aspettavo che riuscisse a trovare anche un solo minuto per sentire i suoi amici in Argentina. Un gesto davvero molto importante per me. Poi, mi ha detto: ricordo che abbiamo un programma in sospeso (una puntata della trasmissione Biblia, dialogo vigente, ndr) e non ti preoccupare: troveremo il modo per fare la puntata, nel prossimo futuro gireremo la puntata in sospeso”.
Diventare Papa sembra non aver cambiato Bergoglio “É sempre la stessa persona, lo stesso boy dalla voce brillante e calorosa, la stessa persona che era a Buenos Aires”, che presto potrebbe tornare ancora sugli schermi della sua tv: “Sì! Prima che lasciasse l’Argentina per Roma, avevamo programmato delle puntate della nostra trasmissione tv, che conducevamo insieme al rabbino capo Abraham Skorka, e lui ha detto che quando tornerà troveremo il modo per finirle, nel prossimo futuro. Magari l’ha detto solo per dire, ma è comunque bellissimo che si ricordi delle puntate in stand-by”.

Doppia faccia: l’amico di Edoardo Monti era complice dei suoi rapitori

Edoardo Monti è l’nsegnate che nel febbraio scorso fu rapito e trattenuto alcuni giorni a San Pietroburgo.

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