Squarciato il velo sulla prostituzione minorile? Baby squillo alcova al Pigneto

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Vittime di un’organizzazione che voleva solo sfruttarle, renderle schiave e zittirle con i soldi in tasca. Ora i presunti sfruttatori delle ragazzine di 14 e 15 anni sono in carcere ma seguitano a negare le loro responsabilità. La madre della ragazzina di 14 anni si difende e dichiara solo un difficile rapporto con la figlia: «Ho due figli, il loro padre è stato completamente assente dopo la separazione. Non ci ha aiutato in nessun modo. Io ho avuto difficoltà nella gestione dei ragazzi, specie con Andrea (il nome è di fantasia)». Perché il fratello di Agnese, 14 anni, ha dei problemi sin dalla nascita. «Agnese, sin dal IV ginnasio ha cominciato ad avere atteggiamenti aggressivi. Anche per lei avevo chiesto supporto alla Asl Roma B. Agnese si vergognava della nostra condizione economica e diceva di odiare il fratello perché attribuiva a lui l’origine di tutti i nostri problemi economici». E ancora: «Agnese voleva uscire anche durante la settimana non solo il sabato. Avevamo spesso degli alterchi, ho chiamato due volte i carabinieri». Poi la mamma finita in manette ha raccontato al gip come non volesse che sua figlia frequentasse la compagna più grande, quella che secondo la procura l’avrebbe coinvolta nel giro di prostituzione: «Non volevo Angela (il nome è di fantasia) in casa mia, perché è ineducata vestiva in modo non adeguato alla sua età. È sguaiata». Eppure la mamma dell’altra ragazzina, la donna che ha fatto partire l’inchiesta dopo avere trovato i soldi nella borsa di sua figlia e ricevuto lettere anonime, aveva capito che qualcosa non andava. Ai carabinieri ha consegnato 40 pagine di messaggi telefonici e corrispondenza Whatsapp di Angela. E quelle conversazioni lasciano pochi margini ai dubbi. «La mamma di Angela – ha detto a verbale la donna – venne un giorno da me e disse che le ragazze facevano cose strane. Venne d’estate, pensavo si riferisse ai tatuaggi oppure la fatto che bevessero. Agnese mi rassicurò sul fatto che non facevano nulla di strano, mi disse che aveva trovato un lavoretto in un bar. Quando tornava a casa con delle nuove scarpe mi diceva che gliele avevano regalate le amiche perché loro potevano permettersele». Poi replica all’accusa più terribile. Quella di avere preso soldi dalla figlia e di averla indotta a prostituirsi: «Non ho preso soldi da mia figlia. Nulla sapevo di appuntamenti. Non ho saputo gestire questa situazione. Non ho denunciato perché non sapevo con chi aveva a che fare mia figlia e avevo paura per lei. Non sapevo chi dovevo denunciare». Poi conclude: «Bene, sono contenta che è successa questa cosa: la volevo fermare in tutti i modi. La donna fornisce anche il nome dello psicologo della Asl che segue il figlio più piccolo e al quale si era rivolta.

Ma anche Mirko Ieni, uno degli uomini che guadagnava vendendo le due adolescenti, si è difeso: «Io mi prostituisco – a detto Ieni davanti al gip – le cose partivano da Nunzio (Nunzio Pizzacalla, l’altro presunto complice  finito anche lui in manette, ndr), io forse davo una mano. Io mi prostituivo, non ho mai dato la droga alle ragazze». Poi ha tentato di ricostruire: «Le ragazze le ho conosciute in un ambiente notturno, loro facevano tardi la notte. Non sapevo la loro età. La più grande mi aveva detto che si era iscritta all’università. Anch’io mi prostituivo, c’era una complicità amichevole fra tutti quanti. Non ho mai avuto rapporti sessuali con loro, gli lasciavo casa mia perché mi fidavo. Gli lasciavo anche le chiavi. Stavano sempre in giro con il taxi, non ho mai forzato nessuno. Non ho mai minacciato nessuno. Se c’era il discorso da fare insieme prendevo qualcosa. Ma non sapevo che era minore. Eravamo complici, amici, ma non sapevo che erano minorenni. Mettevo gli annunci e rispondevo a ipotetici clienti. Ma era nata una bella amicizia fra noi e non ho mai chiesto una foto alle ragazze, nulla so del materiale pedo-pornografico. Non mi sarei mai permesso».

Ieni non ha potuto smentire però quegli sms riportati nell’ordinanza, in quelle occasioni diceva con chiarezza di volere sfruttare le ragazzine guadagnando fino a 600 euro al giorno: «Se non le sfrutto ora non le sfrutto più».

In una conversazione intercettata dagli investigatori, uno degli arrestati parla con una donna ancora da identificare. I due parlano di case da trovare per poterci fare andare le ragazze, e non solo le minorenni. La sconosciuta dice: «Ci sta pure l’amichetta mia che ha le case, ha uno dell’agenzia che ha un sacco di appartamenti al centro buone per lavorare però non so…». Per gli investigatori è chiaro che la donna sta parlando di cifre da pagare per un appartamento. Dice, «Ho il numero del Pigneto», la cifra è di 40 euro. Alla fine, si legge nell’ordinanza, si capisce che l’uomo concorda l’affitto dell’appartamento. I due si mettono d’accordo sul prezzo. L’uomo ha fretta di avere la casa a disposizione, ne ha bisogno subito. Poi l’uomo si mette d’accordo con le studentesse, dice che passerà a prenderle lui, probabilmente all’uscita da scuola. Le minorenni erano finite in un giro troppo più grande di loro, «volevamo uscirne», hanno detto agli inquirenti, «all’inizio era un gioco, ma poi volevamo starne fuori, però ormai era difficile».

Intanto vengono diffusi i dati sulla prostituzione minorile in Italia: secondo un’indagine qualitativa di Save the Children, nel 2010 il fenomeno dello sfruttamento sessuale dei minori è rimasto nel complesso stabile rispetto all’anno precedente, ma per quanto riguarda i circuiti indoor si è invece registrato un incremento. Secondo le stime, in Italia la baby squillo ha quasi sempre un «volto» straniero: molte minorenni rumene e nigeriane, di età prevalente tra 16 e 18 anni, meno spesso tra 14 e 16 anni. Il sommerso, però, riguarda soprattutto la prostituzione al chiuso (indoor) che rimane sconosciuta e incommensurabile. Come il caso delle baby prostitute romane. Secondo le testimonianze le ragazzine vengono sfruttate sia in appartamenti privati che in locali pubblici, come night club, e centri massaggi. La collocazione al chiuso, tuttavia, rende invisibili anche le persone e le loro condizioni, riducendo le possibilità di intervento degli operatori, di accesso ai servizi e di opportunità di aiuto. Rispetto all’età, l’indagine ha confermato che la maggior parte delle ragazze vittime di sfruttamento sessuale ha un’età compresa tra i 16 e i 18 anni. Tuttavia, in Calabria, nelle Marche e Abruzzo, in Veneto, Campania e Lazio è stata riportata anche la presenza di ragazze tra i 14 e i 16 anni. E proprio in questi casi, difficilmente si prostituiscono in strada. Quasi nessuna, tra l’altro, si dichiara minore, soprattutto durante i primi incontri con gli operatori sociali, probabilmente per paura e in seguito agli ordini ricevuti dagli sfruttatori.

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Uomo accoltellato al Pigneto, a Roma

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Attimi di panico nel quartiere multietnico della Capitale. Un uomo è stato trovato sanguinante, per una ferita da taglio a una gamba, in via Ascoli Piceno, nel tratto tra l’isola pedonale e via Perugia, al Pigneto a Roma. Immediati sono stati i soccorsi, chiamati dai cittadini residenti in zona. L’uomo è stato trasportato al San Giovanni. Sul posto anche il 113, che sta cercando di ricostruire quanto avvenuto. Alcuni testimoni parlano di una violenta colluttazione. Tracce ematiche sono state riscontrate anche su uno scalino adiacente al luogo dove l’uomo è stato trovato ferito.  

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“Non finisce qui”: la seconda notte dei manifestanti a Roma

acampada-roma-tuttacronacaProsegue l’acampada a Roma, dove a Porta Pia i manifestanti hanno trascorso la loro seconda notte cone blindati e camionette delle forze dell’ordine occupate a presidiare la zona. Nel frattempo è comparso uno striscione che avvisa: “Non finisce qui” e mentre domani gli esponenti di movimenti per la casa, No Tav, studenti domani dovrebbero incontrare il ministro Maurizio Lupi. Nel frattempo, si sono spostati davanti al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. In Piazzale di Porta Pia, comunque, non si registrano problemi di circolazione, visto che l’area è stata sgomberata proprio per non intralciare il traffico. Quello che resta, sono i manifesti e gli striscioni deposti ai piedi del monumento ai bersaglieri. Sempre nella giornata di martedì, il gip sarà chiamato ad esaminare la richiesta della Procura di convalida di 6 dei 16 fermati durante i due cortei che si sono tenuti nel week-end.

La nuova droga della follia si chiama Ya-Ba, mega operazione a Roma

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L’operazione è stata portata avanti tra venerdì e sabato nei quartieri più a rischio della città: Pigneto, San Lorenzo, Trastevere, Trionfale, Termini e Casilino. E’ in queste zone che si concentra il traffico di stupefacenti e in particolare marijuana, hashish, eroina e cocaina. Il bilancio dell’operazione è di 19 persone arrestate, molti dei quali stranieri, di età compresa tra i 18 e i 54 anni. In particolare è stato però fermato un cittadino del Bangladesh, di 30 anni, nei pressi dell’acquedotto Alessandrino, in zona Tor Pignattara. Il giovane era in possesso di 120 pasticche di “Ya-Ba”.

Lo Ya-Ba è una sostanza simile all’ecstasy, ma l’abuso della sostanza produce comportamenti molto violenti, autolesionisti e a stati allucinatori. Questa metanfetamina porta a gravi e irreparabili disturbi psichici, tanto da guadagnarsi l’appellativo di “droga della pazzia”. Lo Ya-Ba è molto popolare in Cina.

Scontri alla manifestazione, nei pressi di Casapound

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Nella Roma blindata per la manifestazione dei No Tav e dei gruppi antagonisti come quelli di lotta per la casa, si sono vissuti attimi di tensione con il lancio anche di bottiglie. Gli scontri sono avvenuti all’angolo tra via Giolitti e via Napoleone III, nei pressi della sede del movimento di estrema destra Casapound.

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I manifestanti in particolare hanno cercato di colpire gli esponenti di Casapound che attendevano il corteo, secondo alcuni, con mazze e sassi. Gli estremisti di destra si sono rifugiati poi dietro ai blindati. In mezzo si sono trovate le forze dell’ordine che stanno cercando di ricondurre la situazione alla normalità.

Clima rovente a Roma: forze dell’ordine impegnate nei controlli

19ottobre-tuttacronacaE’ già rovente il clima nella Capitale dove la polizia prosegue con i controlli, che sono continuati anche per tutta la notte. Ieri sera, 4 persone sono state identificate in via Santa Croce in Gerusalemme dai Carabinieri che poi le hanno denunciate per porto di armi ed oggetti atti ad offendere. Durante il controllo sono stati sequestrati un coltello, due fionde, una pietra, un moschettone, un passamontagna ed una bomboletta di vernice spray. Sempre nella serata di ieri, in prossimità del casello Roma nord, cinque sono state le persone fermate e denunciate, per possesso di oggetti atti ad offendere, dagli uomini del Reparto Prevenzione Crimine della Polizia. La manifestazione, che riunisce diverse sigle, partirà questo pomeriggio dopo le 14 da Piazza di Porta San Giovanni e l’allarme è alto. I Carabinieri della Stazione Roma Tomba di Nerone hanno trovato un furgone blindato per trasporto valori che, all’apparenza, era abbandonato in strada. I militari l’hanno sequestrato, affidandolo al deposito giudiziario. I Carabinieri della Stazione Roma Villa Bonelli hanno invece individuato e rimosso uno striscione raffigurante un uomo che si travisa indossando una maschera, con chiari riferimenti alla manifestazione di oggi, apposto sul ponte pedonale di via Portuense.

Chi dorme in tenda e chi viaggia: aspettando la manifestazione a Roma

manifestazione-notav-tuttacronacaNella serata di ieri, sono stati circa 400 gli antagonisti che si sono radunati a Torino, davanti al cimitero monumentale di corso Novara, da dove sono partiti per prendere parte alla manifestazione di oggi nella Capitale. Sei sono stati gli autobus partiti alla presenza della polizia mentre, in precedenza, un altro pullman era partito da Bussoleno, in Valsusa. Le forze dell’ordine hanno seguito e sorvegliato a distanza per tutta la notte i mezzi, con vetture della stradale che sono state notate in più occasioni durante il tragitto lungo l’autostrada. I partecipanti No Tav, provvisti di bandiere, pettorine e foulard con i simboli del movimento, hanno raggiunto Roma nella mattinata. Nel frattempo, altri manifestanti, alcuni tra i partecipanti al corteo dell’Usb di venerdì, hanno trascorso la notte nelle tende allestite per l’occasione in piazza San Giovanni. In allerta le forze dell’ordine nella capitale: gli analisti dell’Intelligence hanno parlato di un livello di pericolo 8 su 10 per quel che riguarda la giornata odierna.

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Livello di pericolo 8 su 10: si teme il peggio per la manifestazione di domani a Roma

manifestazione-polizia-tuttacronacaA lanciare l’allarme per la manifestazione di domani a Roma sono gli analisti dell’Intelligence: secondo le loro previsioni, il livello di pericolo è 8 su 10. La preoccupazione è aumentata sensibilmente oggi, dopo l’espulsione dall’Italia di cinque cittadini francesi fermati oggi nella Capitale, tutti legati a un gruppo anarco-radicale. Quello che ci si aspetta, ormai, è che saranno presenti delle componenti che si muovono sulla linea dello scontro più duro. Sempre secondo gli analisti, quello che si starebbe preparando sono assalti ai bancomat e agli esercizi commerciali, carrelli dei supermercati da usare come arieti per rompere i blocchi delle forze di polizia, macchine idropulitrici per spruzzare di vernice le visiere dei caschi degli agenti e bombe carta, oltre a tutti gli strumenti di offesa e difesa come caschi, maschere antigas, spranghe, e simili. Quello che ci si aspetta, inoltre, è una escalation a partire da Piazza San Giovanni che potrebbe portare a un  “innalzamento della conflittualità e ad azioni” contro la sede della Banca d’Italia e gli uffici consolari tedesco e britannico in via XX Settembre e in via San Martino della Battaglia. Ma in previsione ci sono anche “assedi ed assalti” al Ministero dell’Economia, alla sede della Cassa Depositi e Prestiti e al Consiglio Superiore della Magistratura. La protesta giungerebbe quindi a Pota Pia, dov’è previsto che i manifestanti trascorrano la notte, non prima di aver sfondato il cordone di polizia e carabinieri con uno dei camion del corteo. Ma si prevede anche la costruzione di una barricata davanti al Ministero delle Infrastrutture mentre su via Nomentana dovrebbero fare la loro apparizione tende e gazebo. Per quel che riguarda il numero di presenze, gli analisti stimano dalle 7 alle 8mila unità, quella del blocco dei più violenti in circa 200 unità e in 100 unità quella relativa alla componente anarchica, dove non si possono escludere infiltrazioni di cellule da Francia e Germania. A questo si somma l’incongnita degli antagonisti, che potrebbero essere alcune centinaia, arrivati al seguito delle tifoserie che questa sera hanno assistito al match roma-Napoli e che potrebbero essere intenzionati ad aggregarsi al corteo domani. Resta il fatto che, se vi sono i più intransigenti intenzionati a rompere il corteo, alla manifestazione prenderanno parte anche comitati di lotta ambientalista e contro le grandi opere (No Tav, No Muos), Movimenti per l’Abitare, movimenti per i diritti e i beni comuni, area di San Precario, Sindacati di base e molti centri sociali. Tutti questi avrebbero il desiderio di evitare simili scontri pur condividendo l’obiettivo dell’occupazione di Piazza San Giovanni e Porta Pia, da “tenere” almeno per tutto il week-end.

#sollevazione, #assedio, #stopsfratti la manifestazione è anche virtuale

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C’era una volta la piazza e c’è ancora, ma accanto alle strade  – che si riempiono di manifestanti che lottano dalla casa, all’ambiente, dalla disoccupazione al precariato – si riempie anche la piazza virtuale, il web. Gli hashtag sono #sollevazione, #assedio, #stopsfratti e poi #19o, nato quest’estate e divenuto simbolo dei No Tav che si erano dati appuntamento a Roma il 19 ottobre. Fra poche ore sono attesi nella capitale frange più estreme, quelle che sono considerate “a rischio” per l’ordine pubblico, gli italiani indignati che da mesi lottano per la salvaguardia della loro valle che sta per essere deturpata da un’opera faraonica che costerà (ed è già costata) sangue, sudore e disoccupazione a un popolo che davvero non capisce l’esigenza di un collegamento con la Francia, anche a fronte della decisione di quest’ultima di sospendere i lavori. Intanto in alcuni quartieri della Capitale appaiono striscioni inquietanti come quello esposto al Pigneto, quartiere ex popolare, ora multietnico, degradato e in disequilibrio tra voglia di innovazione, frenata dallo spaccio e dalla criminalità. Un tessuto complesso quindi che ha deciso di scrivere un messaggio chiaro:

 “15 ottobre 2011 – 15 ottobre 2013 Lo spirito continua”.

San Giovanni ritorna zona rossa. Due anni fa gli scontri e ora la paura che possano ripetersi, violenti oggi più di allora. E per fortuna che le forze dell’ordine sono state spiegate e stanno rastrellando la città alla ricerca di qualsiasi oggetto che possa domani trasformarsi in arma. Intanto gli obiettivi sensibili vengono messi al sicuro. I primi sono stati i ministeri dal Tesoro alla Difesa, dallo Sviluppo Economico al Lavoro.

I palazzi del potere blindati, già questo è simbolo di una politica che ha perso il suo contatto con il popolo. Gli elettori che non si riconoscono in chi li rappresenta, che il diritto di voto è stato trasformato in uno strumento di controllo da parte dei partiti che hanno bloccato le liste impedendo di fatto la scelta ai cittadini. E così anche i promotori non si nascondono più e affermano “tutto dipenderà anche dall’atteggiamento della polizia. I fermi preventivi di queste ore, le cariche al Pigneto non depongono a favore di un clima sereno…”.

In mattinata, infatti, un corteo di studenti (le forze dell’ordine parlano di anarchici) è stato caricato all’isola pedonale del Pigneto, tra le bancarelle del mercato e gli anziani che facevano la spesa. Questo episodio si aggiunge al fermo dei 5 francesi.

In queste ore, in effetti, i promotori provano a far di conto, assemblee continue fino all’ultimo minuto, perché, dicono, “la situazione cambia di ora in ora”. Difficile fare previsioni.  

Far west al Pigneto a Roma, giovane spara in strada

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Terrore al quartiere Pigneto, zona ovest di Roma, vicino al Ponte Casilino. Un giovane di 20 anni è stato fermato dalla polizia dopo aver esploso diversi colpi di pistola. Il ragazzo ha mirato alla palina dell’autobus e i passanti, terrorizzati hanno chiamato il 113. Il giovane è stato poi fermato a Porta Maggiore dove aveva ancora la pistola in mano e un caricatore quasi pieno. Il ragazzo si è giustificato dicendo che voleva solo provare la pistola.

Il quartiere Pigneto, a Roma, è un melting pot di cultura. Molti i migranti che abitano nei sottoscala o in appartamenti dove sono costretti a dividere la stanza con molti altri connazionali. Accanto a questa realtà in evoluzione, c’è quella poi di una cultura alternativa che vorrebbe esplodere, ma che si trova soffocata non avendo spazi adeguati dove esprimersi, spesso circondata anche dal degrado di realtà come lo spaccio che si annidano in un quartiere che invece dovrebbe essere rivalutato e portato a essere il Village di Roma.

Purtroppo invece, nell’ultimo periodo il Pigneto è nelle cronache romane per la criminalità e per il degrado frutto di una politica di abbandono e disinteresse da parte delle istituzioni.

Incendio a Roma, nel quartiere Pigneto: fiamme al bar Necci

bar-necci-tuttacronacaE’ rimasto lievemente danneggiato da un rogo il bar Necci, lo storico locale del quartiere Pigneto a Roma, in via Fanfulla da Lodi, che vantava tra i suoi avventori anche Pier Paolo Pasolini, che ne fece base per il casting del film Accattone, poi girato proprio nella zona. Le fiamme hanno lievemente intaccato la porta, con lievi danni ai vetri ma nessuno è rimasto ferito. Nel corso degli accertamenti, è stato rinvenuto del liquido infiammabile, usato per innescare l’incendio. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Tor Pignattara e Casilina. Il locale, uno dei locali della ‘movida’ del quartiere Pigneto, aveva già subito un incendio doloso nel marzo del 2009. In quell’occasione stato danneggiato più gravemente e all’interno erano stati trovate numerose tracce di benzina e stracci arrotolati impregnati del liquido infiammabile.

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Roma, violenza nera al Pigneto: 4 vigili picchiati da senegalesi.

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