Quando l’architettura… s’ispira al film! La nuova sede della Lucasfilm

lucasfilm-tuttacronacaNon poteva che essere “spaziale” il nuovo quartier generale della Lucasfilm per l’Asia, a Singapore, a metà tra quartier generale di una multinazionale e parco giochi, modellato sulla strutture che nella saga venivano impiegate come miniere mobili nel pianeta Tatooine, il Sandcrawler. All’interno si trovano, tra le altre sorprese,una fontana yoda, una sala cinema-teatrale da 100 posti e tutto quanto occorre ad una produzione cinematografica digitale. Repubblica ha pubblicato le immagini della cerimonia inaugurale, cui erano presenti circa 150 figuranti con i costumi della saga. C’era, naturalmente, George Lucas (che ha ceduto la Lucasfim alla Disney nel 2012, per concentrarsi su produzioni minori) assieme al premier singaporegno Hsien Loong.

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Fiamme a Napoli: incendiata la sede del Comitato Vele di Scampia

comitato-vele-scampia-tuttacronaca“Ma noi non molliamo, è un danno per tutti”. E’ il messaggio che si legge sulla pagina Facebook del Comitato Vele di Scampia, a Napoli, la cui sede è stata data alle fiamme la scorsa notte. Dalla Questura, spiega il Mattino, si è saputo che l’incendio ha distrutto l’arredo della sede, che si trova al piano terra in viale della Resistenza, nella Vela Gialla, nel cuore di Scampia. Mentre la polizia è impegnata nelle indagini, inoltre, è stato reso noto che prima dell’incendio sono stati tagliati i tubi delle bombole di gpl del riscaldamento e le stesse bombole sono state portate all’esterno per evitare esplosioni. Il Comitato è da tempo impegnato per il rilancio del quartiere.

Irruzione nel circolo del Pd della Garbatella, tensioni a Roma!

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Ennesima sede del Pd a Roma messa a soqquadro. Dopo  via de’ Giubbonari, arriva via delle Sette Chiese, alla Garbatella.   Lo dice il Pd in una nota: «Nella notte tra domenica e lunedì gli uffici del Pd di via delle Sette Chiese a Roma che ospitano le sedi della Segreteria regionale e delle Federazioni di Roma e della Provincia sono state messe a soqquadro da ignoti che hanno fatto irruzione al secondo piano del palazzo che si trova nel quartiere Garbatella della Capitale». «Un’azione che ha colpito tutti i locali in uso al Pd che sono stati completamente messi sotto sopra – prosegue la nota – All’apertura degli uffici questa mattina sono stati immediatamente avvertiti i carabinieri che insieme ai responsabili del Pd stanno svolgendo i rilievi e le verifiche del caso, utili per le indagini».

Arresto a Parigi: è l’attentatore?

attentatore-parigi-tuttacronacaFinito lo stato d’allerta a Parigi? Dopo il falso allarme di ieri, sembra sia arrivata la svolta: una persona è stata posta in stato di fermo nell’inchiesta sull’attentatore che terrorizza la capitale francese. Si tratterebbe, dagli indizi che giungono anche se la Procura non l’ha spiegato, dell’uomo che ha aperto il fuoco due giorni fa alla sede di Libération ferendo un assistente fotografo e che poi si è dato alla fuga senza che la polizia riuscisse a fermarlo. L’arresto oggi è avvenuto mentre il sospettato era  all’interno di un’automobile, in un parcheggio, e stava prendendo delle medicine, forse nell’intento di suicidarsi. Ad affermarlo la radio Europe 1. Lo stato di alterazione dell’individuo fermato, probabilmente per l’assunzione di farmaci, spiegherebbe il suo immediato trasferimento in ospedale. Sembra, stando a quanto appreso da fonti dell’inchiesta, che non sarebbe stato in grado di sostenere un interrogatorio. La Procura disporrà ora l’esame del Dna, per metterlo a confronto con i rilievi sulle tracce trovate sui bossoli e nell’auto dell’uomo preso lunedì pomeriggio in ostaggio. Il procuratore, Robert Gelli, ha precisato che l’esame della scientifica è stato effettuato sui bossoli ritrovati nella sede del giornale e davanti alla sede della Societé Generale, dove l’uomo ha sparato contro una vetrata, oltre che sulla portiera della Renault Twingo dell’ostaggio sequestrato durante venti minuti, tra la Defense e gli Champs-Elysees.

E’ ancora caccia all’uomo in Francia, sale la paura: “può colpire di nuovo”

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Un volto, ma nessun nome questa è la sconvolgente verità che da ieri sta sconvolgendo la Francia e in particolare Parigi dove un uomo ha sparato alla redazione di ‘Libération’, ferendo un assistente fotografo ora ricoverato in prognosi riservata.  La polizia ha diffuso una nuova foto dell’attentatore di Parigi, questa volta con i contorni netti e in primo piano. Alto circa 1,70 – 1,80, barba di due-tre giorni e occhiali. Si tratta di un uomo “calmo e determinato”, che “sa ciò che fa”. Sanno che ha un’età compresa tra i 35 e i 45 anni, in apparenza europeo, forse con la testa rasata.

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E’ stato anche ascoltato l’uomo che ieri è stato preso in ostaggio per  20 minuti. “Ha detto di essere uscito di prigione, di essere pronto a tutto e avere con sé una bomba” ha raccontato aggiungendo di aver visto la bomba che aveva in una delle due due borse. Nell’altra c’era un fucile a pompa. La polizia sta anche verificando alcune delle telefonate più credibili tra le centinaia ricevute dai cittadini, esortati dal procuratore a dare informazioni utili a un numero verde.

Giornalista minacciato con un fucile: è l’attentatore francese?

attentatore-parigi-tuttacronacaL’attentatore che ha ferito un assistente fotografo nella redazione del quotidiano francese Libértation potrebbe essere lo stesso uomo che lo scorso venerdì 17 novembre ha minacciato con un fucile un giornalista della BFMTV in Francia. Sono gli inquirenti che hanno visto il filmato ripreso dalle telecamere di sorveglianza la settimana scorsa a fare questo collegamento. Il video è stato pubblicato oggi in rete. 

Appena uscito di prigione, ecco il curriculum dell’attentatore di Parigi

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E’ caccia all’uomo a Parigi e con il calar della sera le possibilità di prendere l’uomo diventano più complesse, anche se la polizia francese ha assicurato che sta facendo tutto il possibile per catturare l’attentatore. Inoltre sono uscite anche delle nuove notizie. E’ stata BFM-TV citando fonti dell’inchiesta, a sostenere che l’attentatore parlando con l’automobilista brevemente preso in ostaggio ha dichiarato di essere uscito da poco di prigione e di avere ordigni esplosivi nella borsa. Intanto sono state diffuse le foto dell’uomo che ha sconvolto la vita a Parigi e tenuto la Francia con il fiato sospeso.

Notizie vengono anche dall’ospedale dove è stato ricoverato il 23enne che oggi è stato ferito. Dopo un intervento di 6 ore per lui le condizioni restano gravi. Per 48 ore ancora, la sua prognosi resta riservata.

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Uomo in fuga a Parigi: ha con sè diverse bombe a mano

uomo-armato-parigi-tuttacronacaContinua la caccia all’uomo che ha aperto il fuoco alla sede della redazione del quotidiano Libération ferendo un assistente fotografo prima per poi sparare anche davanti alla sede della banca Société Generale. L’uomo si è quindi diretto agli Champs-Elysees prendendo in ostaggio un uomo che si trovava a passare a bordo della sua auto. Dopo essere sceso dalla vettura ha ripreso la sua fuga a piedi, nella zona fra George V, il Lungosenna e Trocadero. Si è quindi recato alla fermata della metropolitana. Si tratta di una persona di circa 40-45. Secondo l’identikit in mano alla polizia, l’uomo – che è stato fotografato – indossa un parka color kaki e un cappellino. E’ armato di fucile a pompa e, secondo dei testimoni, diverse bombe a mano. Le immagini dell’uomo che ha aperto il fuoco coincidono con quelle dell’aggressore che venerdì scorso, armato, era entrato nella sede di BFM TV, aveva minacciato un giornalista, poi aveva espulso due cartucce dal fucile a pompa, aggiungendo: “La prossima volta non mancherò il colpo”. Nel frattempo, il sito di Libération sarebbe stato attaccato da alcuni hacker, come ha denuncia to lo stesso giornale, in un breve messaggio sul suo profilo Twitter. Il sito “non può essere aggiornato per il momento”.

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Ancora spari a Parigi: aperto il fuoco alla sede della banca Société Generale

sparatoria-francia-tuttacronacaMattinata infuocata oggi a Parigi. Dopo la sparatoria dentro la redazione del quotidiano francese Libération, durante la quale è rimasto ferito gravemente l’assistente di un fotografo, lo stesso uomo si è diretto alla sede della banca Société Generale, alla Defense di Parigi, il quartiere degli affari della città. Qui ha aperto il fuoco attorno a mezzogiorno. Stando alle prime informazioni, nessuno è rimasto ferito.

Le ultime notizie riportano che la polizia è intenta nella caccia all’uomo, con le auto delle forze dell’ordine che stanno affluendo sugli Champs-Elysees mentre un elicottero sorvola la zona. L’aggressore si sarebbe fatto lasciare sulla celebre avenue da un automobilista preso in ostaggio. L’uomo ha riferito di essere stato costretto a prendere a bordo l’attentatore.

Sparatoria nella sede del quotidiano francese Libération: ferito un fotografo

liberation-tuttacronacaUn tweet ha reso noto al mondo quello che stava accadendo a Parigi, nella sede del quotidiano francese Libération. A scriverlo, il giornalista economico Dominique Albertini che ha spiegato: “Qualcuno è entrato a Libé con una carabina e ha sparato su un assistente fotografo. Polizia sul posto”.

liberationa-twitter-tuttacronacaL’aggressore ha aperto il fuoco con una carabina ferendo gravemente un fotografo con due colpi, uno al torace e l’altro alla schiena, mentre si trovava all’ingresso della redazione. L’uomo è stato dichiarato ora in prognosi riservata, secondo quanto riferito da fonti della polizia. In seguito, l’attentatore è poi fuggito mentre tutti i giornalisti si erano rifugiati agli ultimi piani.  Sempre a Parigi, lo scorso venerdì, un uomo si era introdotto nella redazione dell’emittente televisiva BfmTv, dove ha minacciato i giornalisti di aprire il fuoco. Non si sa ancora se esista un legame tra i due episodi.

Si ferma anche la musica a Taranto davanti ai fumi dell’Ilva

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Niente musica a Taranto, la nuova sede dell’Istituto musicale “Paisiello” è risultata essere troppo vicina alle fonti di inquinamento dell’Ilva. E’ stata la Provincia, da cui dipende la scuola, a darne notizia a docenti e alunni. L’istituto intitolato a Giovanni Paisiello, famoso compositore tarantino – avrebbe dovuto spostarsi dall’attuale sede in affitto, nel centro di Taranto, in quella del corso di laurea in Scienze della comunicazione dell’Università di Bari nel quartiere Tamburi, il rione più vicino allo stabilimento siderurgico. Il commissario della Provincia, il prefetto Mario Tafaro, sentito anche il dirigente all’Ambiente dell’ente, Maria Spartera, che è anche responsabile per Taranto dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale, ha invece stoppato il trasferimento. La sede universitaria – ha rilevato Tafaro – è troppo esposta all’inquinamento dell’Ilva. Ora la scuola sarà costretta a ripiegare su alcuni locali che fino a qualche tempo fa erano occupati dalla questura.

Scontri in Egitto: ucciso un americano

scontri-egittoDurante gli scontri ad Alessandria, in Egitto, fra sostenitori e oppositori del presidente egiziano Mohamed Morsi, un cittadino di nazionalità americana è rimasto ucciso. A renderlo noto fonti sia mediche che della sicurezza: l’uomo è morto per una coltellata al petto, stando a quanto riferito dal dottor Ibrahim al-Roubi, capo dell’unità di emergenza di Alessandria, e tre fonti della sicurezza, tra cui il generale Amin Ezzeddin. Il bilancio degli scontri è di almeno 65 feriti, inclusi sette ufficiali di polizia, come riferiscono fonti locali. Iil sito web del giornale al-Ahram riporta invece che le “forze di sicurezza” hanno lanciato gas lacrimogeni contro i manifestanti nel tentativo di porre fine ai disordini. Nel frattempo è anche stata data alle fiamme la sede dei Fratelli musulmani a Sidi Gaber, il quartiere di Alessandria d’Egitto dove sono in corso scontri da ore fra sostenitori ed oppositori del presidente egiziano Mohamed Morsi. Lo stesso è accaduto a Sharkeyia e a Beheira, nel delta del Nilo. Al Jazira ha diffuso immagini in cui si vedono le fiamme sprigionarsi dall’edificio mentre i manifestanti scandiscono lo slogan “Abbasso il regno della ‘guida’”(della Fratellanza ndr).

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EVACUATA LA STAMPA… Pacco bomba in grado di esplodere!

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Torino, sede della testata giornalistica La Stampa, viene recapito un pacco bomba. E’ panico!

Un dipendente apre una busta di carta che all’interno contiene la custodia di un cd da cui si nota un meccanismo che contiene esplosivo. L’edificio è stato evacuato e sono accorsi per accertamenti gli artificieri dei carabinieri e la Digos. Stando poi a quanto riferito dagli stessi giornalisti, il contenitore era una custodia di cd con all’interno un meccanismo che avrebbe dovuto far detonare l’esplosivo. Ma qualcosa, fortunatamente, si è inceppato.

L’ordigno è molto simile a quelli inviati nelle scorse settimane alle sedi di Equitalia e ai carabinieri. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è anche la pista che porta agli anarchici della Fai-informale, ultimamente molto attivi con questo tipo di intimidazioni.

Secondo gli investigatori il pacco bomba era tecnicamente in grado di esplodere. Sulla busta non c’erano mittente né rivendicazioni. Inoltre, il pacco è risultato negativo al controllo del metal-detector in quanto la custodia del cd era ricoperta di tessuto.

Peccati della chiesa… Presunti o veri? S’irrita il Vaticano!

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E sì nel Vaticano 2.0, oltre gli scandali e le dimissioni, è concessa anche l’irritazione!

Un comunicato durissimo, senza precedenti nella storia del Vaticano. Un attacco contro i media che “tentano di condizionare il conclave con notizie false o non verificate”. Il comunicato viene direttamente dalla Segreteria di Stato della Santa Sede e riflette tutta l’irritazione del Vaticano per lo stillicidio di indiscrezioni che ogni giorno raccontano un po’ dei peccati – veri o presunti – della Chiesa. Dallo scandalo pedofilia alle torbide vicende dello Ior, il timore del cardinal Bertone e dei suoi è che il calderone mediatico diventi sempre più incandescente, trasformando di fatto l’imminente conclave di un processo alla Curia di Roma.

La Segreteria di Stato della Santa Sede – si legge nel comunicato – deplora il tentativo di condizionare i cardinali, in vista del Conclave, con la diffusione di “notizie spesso non verificate, o non verificabili, o addirittura false, anche con grave danno di persone e istituzioni”.

“La libertà del Collegio Cardinalizio, al quale spetta di provvedere, a norma del diritto, all’elezione del Romano Pontefice – prosegue la nota della Segreteria di Stato vaticana, pubblicata dalla Radio Vaticana – è sempre stata strenuamente difesa dalla Santa Sede, quale garanzia di una scelta che fosse basata su valutazioni rivolte unicamente al bene della Chiesa”.

“Nel corso dei secoli i cardinali – prosegue il testo – hanno dovuto far fronte a molteplici forme di pressione, esercitate sui singoli elettori e sullo stesso Collegio, che avevano come fine quello di condizionarne le decisioni, piegandole a logiche di tipo politico o mondano”.

“Se in passato sono state le cosiddette potenze, cioè gli Stati, a cercare di far valere il proprio condizionamento nell’elezione del Papa, oggi – commenta la nota – si tenta di mettere in gioco il peso dell’opinione pubblica, spesso sulla base di valutazioni che non colgono l’aspetto tipicamente spirituale del momento che la Chiesa sta vivendo”.

“E’ deplorevole che, con l’approssimarsi del tempo in cui avrà inizio il Conclave e i Cardinali elettori saranno tenuti, in coscienza e davanti a Dio, ad esprimere in piena libertà la propria scelta, – tiene a precisare la Segreteria di Stato – si moltiplichi la diffusione di notizie spesso non verificate, o non verificabili, o addirittura false, anche con grave danno di persone e istituzioni”.

“Mai come in questi momenti – conclude la nota – i cattolici si concentrano su ciò che è essenziale: pregano per Papa Benedetto, pregano affinché lo Spirito Santo illumini il Collegio dei Cardinali, pregano per il futuro Pontefice, fiduciosi che le sorti della barca di Pietro sono nelle mani di Dio”.

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