Addio ad Alain Resnais, maestro del cinema francese

alain-renais-tuttacronacaLutto nel mondo del cinema per la morte, a Parigi, del regista francese Alain Resnais. Uno dei grandi punti di riferimento della Nouvelle Vague di Truffaut e Godard, pur non avendovi aderito ufficialmente, aveva 91 anni. Il suo produttore, Jean-Luois Livi, nel dare l’annuncio della morte dell’artista sabato sera, ha spiegato che era circondato dalla sua famiglia. Tra i capolavori del regista anche”Hiroshima mon amour” del 1959 e “La vita è un romanzo”. Resnais, il cui ultimo film “Aimer, Boire et Chanter” era stato accolto molto bene al Festival di Berlino, è stato anche un grande teorico del cinema. Il regista, nato a Vannes, ha vinto un Leone d’Oro per “L’anno scorso a Marienbad” con Giorgio Albertazzi e uno d’argento, due Orsi d’argento, tre premi Cesar e un David di Donatello.

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Birra, sigaretta e smartphone: Boateng all’antidoping fa discutere

boateng-sigaretta-birra-antidoping-tuttacronacaLo scorso 15 febbraio lo Shalke 04 vinceva per 2-1 contro il Bayer Leverkusen. Al termine del match, l’ex rossonero Kevin Prince Boateng si sottoponeva all’antidoping. Fin qui nulla di strano. Solo che un fotografo ha catturato l’immagine del giocatore e ne mostra un’immagine inedita: il futuro papà, infatti, ha con sè sigaretta, birra e cellulare. Nessuno scandalo, ma per il quotidiano tedesco Bild si tratta di una foto che ha davvero poco di professionale: Boateng sta attendendo che il compagno Hildebrand espleti i test e cerca di combattere la noia fumando una sigaretta, bevendo una birra e consultando i social network con il suo smartphone. Lo Shalke 04 è subito intervenuto al riguardo, spiegando che si tratta di scene consuete in quei frangenti: “Prince ha acceso una sigaretta per rilassarsi dopo la bella vittoria, mentre la birra viene data appositamente in quanto consente di urinare immediatamente e agevolare i tempi dell’antidoping”, fa sapere il general manager dello Schalke Horst Heldt. Ma nonostante questo, in Germania e in Europa l’immagine è stata additata come poco edificante nei confronti dei giovani che si avvicinano allo sport. Critiche dunque che piovono sul calciatore che già sta affrontando un periodo difficile: recentemente la compagna Melissa Satta è stata colpita da un malore mentre ieri ha perso la nonna. A dare la notizia del luttuoso evento, è stato lo stesso calciatore che ha utilizzato il proprio profilo ufficiale di Twitter per dire addio all’amata nonna. “Rip Grandma”.

Addio Harold! Le vignette che salutano il protagonista di Ghostbusters

Harold-Ramis-morto-tuttacronacaIeri la triste notizia della morte dell’attore Harold Ramis, all’età di 69 anni, a causa di complicanze di una rara malattia della quale soffriva da tempo, una vasculite autoimmune infiammatoria. La scomparsa di uno dei protagonisti del film cult Ghostbusters ha profondamente scosso il popolo della rete che ha deciso di rendergli omaggio attraverso una serie di vignette:

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Addio ad Harold Ramis: si è spento uno dei “Ghostbusters”

gohstbsu-tuttacronacaAveva 69 anni Harold Ramis, l’attore diventato celebre per aver ricoperto il ruolo del Dottor Egon Slengler nel celebre film Ghostbusters e per aver recitato in Stripes – Un Plotone di Svitati e Ricomincio da Capo. Considerato uno dei più geniali autori e interpreti del cinema americano, Ramis era affetto da tempo da una vasculite autoimmune infiammatoria, malattia molto rara che colpisce i vasi sanguigni. Le sue condizioni erano peggiorate negli ultimi giorni.

“La musica è un sogno”: addio alla pianista Alice Herz-Sommer

alice-herz-sommer-tuttacronacaEra la più anziana tra i sopravvissuti agli orrori del lager nazista la pianista ebrea cecoslovacca Alice Herz-Sommer, che si è spenta a Londra all’età di 110 anni. Alice, che nella sua città natale, Praga, aveva avuto anche modo di frequentare lo scrittore Frank Kafka, si era salvata durante la guerra grazie al suo talento e alla passione per la musica, nonostante fosse confinata nel campo nazista a Theresienstadt. E’ stato il britannico The Guardian Online a dare la notizia della sua morte, citando fonti della sua famiglia. La pianista, dopo aver vissuto l’orrore del lager e aver fatto rientro a Praga nel 1945, quattro anni più tardi emigrò in Israele e lavorò come insegnante di musica a Gerusalemme. Nel 1986 si trasferi’ a Londra assieme al figlio nella zona di Hampstead. Ariel Sommer, il nipote, ne ha annunciato la morte: “Alice Sommer si è spenta in pace questa mattina e la famiglia era riunita al sua capezzale. Molto è stato scritto su di lei, ma per noi che l’abbiamo conosciuta meglio rimane la nostra cara ‘Gigi'”. Il nipote ha voluto ricordare alcuni episodi della vita passata con la nonna: “Ci ha amato molto e con noi ha condiviso la passione per la musica, ridendo anche insieme. Ci mancherà molto”. La vita di Alice ha ispirato un film documentario dal titolo: “The Lady In Number 6: Music Saved My Life”. Della durata di 38 minuti, la pellicola è candidata agli Oscar il prossimo 2 marzo.

Addio “Riccioli d’oro”: è morta l’attrice Shirley Temple

shirley-temple-tuttacronacaE’ stata la famiglia a dare la notizia della morte di Shirley Temple, l’attrice che è stata la più famosa baby star di tutti i tempi, avvenuta il 10 febbraio 2014 a Woodside, negli Stati Uniti. Figlia del banchiere George Francis Temple e della ex ballerina Gertrude Amelia Krieger, la Temple era nata il 23 aprile 1928 ed è spirata all’età di 85 anni per cause naturali. “Le rendiamo omaggio per una vita di notevoli successi come attrice, come diplomatica e come nostra amata madre, nonna e bisnonna” ha dichiarato la famiglia in un comunicato pubblicato dalla Bbc.

Attrice, ballerina e cantante ha iniziato la sua carriera nello spettacolo ad appena 3 anni, sullo schermo tv nel 1932, con un cortometraggio di una serie per bambini “Our gang”. Tra le sue interpretazioni più note Riccioli d’oro (1935), Shirley Aviatrice (1936), Zoccoletti olandesi (1937) e Rondine senza nido (1938). Nel 1935, a soli sei anni si aggiudicò l’Oscar giovanile: , primo nella storia degli Academy Awards, inventato appositamente per lei.In totale la Temple interpretò 43 film, molti dei quali contribuirono al salvataggio della Twenty Century Fox dalla bancarotta per i postumi della Grande depressione.

Si ritirò dal set a soli 22 anni. Dopo il secondo matrimonio nel 1950 con l’uomo d’affari californiano Charles Black, da cui ha avuto due figli, Shirley si era candidato al Congresso con i repubblicani e poi era stata ambasciatore degli Usa all’Onu, in Ghana e in Cecoslovacchia. In America fu anche il primo personaggio famoso a raccontare pubblicamente di aver avuto un tumore al seno. Delegata degli Stati Uniti all’Assemblea Generale dell’Onu nel 1969, la Temple è diventata ambasciatrice Usa in Ghana nel 1974 e due anni dopo, capo del protocollo alla Casa Bianca dal presidente Gerald Ford. L’ultimo suo incarico è stato quello di ambasciatrice Usa in Cecoslovacchia tra il 1989 e il 1992.

Lutto in famiglia per Julia Roberts: muore Nancy. Probabile overdose

sorellastra-julia-roberts-tuttacronacaAveva 37 anni Nancy Motes, la cui morte per probabile overdose ha i contorni di un giallo, dopo che per tutta la vita ha combattuto con la depressione indotta dall’obesità: era arrivata a pesare anche 136 kg. Lo scorso agosto, dopo che nel 2010 aveva subito un intervento di bypass gastrico per riuscire a dimagrire, aveva descritto come fosse difficile vivere “all’ombra” della star di Pretty Woman. Perchè Nancy era la sorellastra minore di Julia Robers da parte di madre, l’attrice Betty Lou. La famiglia si è limitata a poche righe di commento: ”E’ con profonda tristezza che apprendiamo questa tragica notizia. Siamo tutti scioccati e devastati”.

Crolla lo stadio del curling a Cortina, era in una palazzina anni ’20

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La palazzina era arrivata integra fino ai giorni nostri, ma oggi con il peso della neve che nessuno ha rimosso da quel capannone anni ’20 servito in passato come deposito per la ferrovia e oggi adibito a stadio del curling, è crollato. Così cade il “lutto” sulle bocce da ghiaccio e sale la rabbia tra gli appassionati, anche perché i primi cenni di cedimento la struttura li aveva già dati mercoledì pomeriggio, quando i vigili erano arrivati per transennare la struttura.

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I funerali del “padre della Nord”: fumogeni per Pippo Spagnolo

pippo-spagnolo-tuttacronacaPippo Spagnolo era un leggendario tifoso genoano e ripeteva sempre: “Ho fatto un patto con chi comanda nell’aldilà, morirò solo dopo che il Genoa avrà vinto il decimo scudetto, quello della stella”. L’ottantenne non ha potuto però assistere al derby della 22a giornata: si è spento la notte precedente. Oggi si sono svolti i suoi funerali e, sul sagrato della chiesa in piazza Alimonda, centinaia di tifosi presenti hanno dato il loro saluto al “padre della Nord” con dei fumogeni con i colori della squadra. Su un lungo striscione appeso alla cancellata della chiesa, il ricordo degli ultras: “Il tuo mito virà per sempre nel cuore del tuo popolo. Ciao Pippo”. Sul feretro colorato di rossoblù, un cuscino di rose a forma di cuore, con i colori della squadra.

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Addio al re dei gelati, Teofilo Sanson

sanson-tuttacronacaÈ morto oggi pomeriggio a Verona Teofilo Sanson, re dei gelati. Nato a Conegliano nel 1927, aveva iniziato a Torino con un piccolo chiosco di gelati. Da quel momento fece passi da giganti e la sua azienda diventò un colosso nel settore. Il noto marchio sparì nel 2012. Sanson era famoso anche per la sua passione per lo sport: dal calcio (con l’Udinese), al rugby (Rovigo Rugby), ma soprattutto il ciclismo, dove scoprì Eddy Merckx e arrivò a vincere tre Roubaix con Moser. Sempre a Teofilo Sanson si deve la tappa nella sua Verona del Giro, nel 1997. Ultimo di 12 fratelli, Teofilo Sanson aveva iniziato la sua carriera da emigrato a Torino con un piccolo chiosco di gelati assieme al fratello, nel 1948. Da lì, non si era più fermato: prima il laboratorio, nel tempo diventato la storica azienda. Alla fine degli anni ’60 il trasferimento a Colognola ai Colli, in provincia di Verona.

E’ morto il senatore di Scelta Civica Giorgio Stracquadanio

Giorgio-Stracquadanio-tuttacronacaIl senatore di Scelta Civica ed ex parlamentare del Pdl Giorgio Stracquadanio è morto a Milano all’età di 54 anni. Era ricoverato per un tumore ai polmoni. Già deputato e senatore nelle fila di Forza Italia e Pdl, nonostante fosse considerato un “falco” del Cavaliere, nel luglio del 2012 aveva preso le distanze da Berlusconi e aderito al progetto politico voluto da Monti.  Dagli esordi con i radicali negli anni ottanta non aveva mai abbandonato l’impegno in politica. Editorialista del quotidiano Il Tempo e di Libero, ha ricoperto al Senato le cariche di segretario della Commissione Bilancio, membro della Giunta per le Elezioni e del Comitato Parlamentare per i procedimenti d’accusa .Stracquadanio si è distinto per il grande attivismo politico e opinionistico, spesso presente nei talk show, che più di una volta lo ha portato anche a essere oggetto di polemiche. Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, esprime “grande dolore per la scomparsa dell’amico Giorgio Stracquadanio”. Brunetta lo ricorda come “politico appassionato e uomo dalla rara intelligenza e sensibilità”. “La notizia della morte dell’amico Giorgio Stracquadanio coglie tutti noi di Forza Italia impreparati e sconvolti”, afferma invece una nota del partito di Silvio Berlusconi. “Se anche in quest’ultimo periodo le strade politiche – prosegue la nota – ci hanno visti lontani, tutti ricordiamo lo straordinario entusiasmo, la grande preparazione e la passione che ha sempre animato Giorgio, persona che proprio per il suo carattere si è sempre fatta amare e che adesso piangiamo. Forza Italia esprime un sentito cordoglio alla moglie e a tutti i suoi familiari”.

Addio ad Ambrogio Busnelli, re del design

ambrogio_busnelli_tuttacronacaE’ scomparso sabato, all’età di 88 anni, il fondatore di B&B Italia Ambrogio Busnelli, re del design e ambasciatore del ‘Made in Italy’. Nato a Meda, in Brianza, iniziò la sua storia imprenditoriale nel 1952, concretizzando il suo sogno, ‘un’industria per il design’, nel 1966 con la creazione di C&B insieme con Cesare Cassina. Tecnologie innovative e collaborazioni con designer affermati portano l’azienda ad aggiudicarsi primati e successi a livello internazionale. Nel 1973 la trasformazione dell’azienda in B&B Italia segna la svolta: è qui che l’intuito di Busnelli e la sua visione imprenditoriale prendono forma, i suoi progetti contribuiscono a scrivere la storia del design italiano grazie anche al contributo di una nuova generazione di designer. Il risultato sono quattro ‘Compasso d’oro’. “Con la scomparsa di Pierino Busnelli – ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza – se ne va un protagonista dell’imprenditoria italiana. Un “maestro brianzolo” che ha saputo interpretare al meglio l’intuizione di dare valore aggiunto  con il design, la ricerca e l’apertura internazionale  all’industria del mobile”. “Piero Busnelli – ha ricordato Bruno Molteni presidente del consiglio comunale di Meda- è stato un protagonista del suo tempo. Una persona eccezionale che ha esportato in made in Brianza in tutto il mondo. Perdo un grandissimo amico”.

Luigi Tenco: la sua morte ancora avvolta nel mistero

luigi-tenco-tuttacronacaEra il 27 gennaio 1967 e Luigi Tenco, appena escluso dal Festival di Sanremo, veniva trovato morto, ucciso da un colpo di arma da fuoco alla testa. Pasquale Ragone, giornalista forenze che dal 2007 indaga sulla vicenda, ritiene che ci sia ancora molto da chiarire su quanto accaduto e quindi, nonostante nel 2009 la Procura della Repubblica di Sanremo abbia emesso una sentenza di archiviazione dopo che era stata riesumata la salma del cantante ed erano stati fatti accertamenti balistici, autoptici e grafologici, ha depositato oggi alla Procura della Repubblica di Roma una richiesta di verifica dell’accertamento balistico. Il giornalista, nell’istanza,ha denunciato una serie di “incongruenze” rilevate nel fascicolo giudiziario. Non solo. A supporto delle sue ragioni ha presentato le consulenze di tre esperti: lo psichiatra forense Francesco Bruno, il professore di balistica Martino Farneti e il grafologo Vincenzo Tarantino. Ragone scrive: “Dalle conclusioni delle tre consulenze emerge che (1) la pistola di Luigi Tenco (con la quale quest’ultimo avrebbe compiuto il suicidio) non sparò alcun colpo nè fu mai ritrovata sulla scena dell’evento, (2) sulle mani di Luigi Tenco non sono state trovate particelle trimelliche in seguito allo Stub effettuato, decretando che quindi non fu Tenco a premere il grilletto, (3) il biglietto a firma di Luigi Tenco agli atti dell’inchiesta non fu ritrovato sulla scena dell’evento e presenta elementi importanti che non lo collocano nella casistica degli scritti tipici dei suicidi”.

Il cinema indossa il lutto: morto Carlo Mazzacurati

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Il cinema indossa il lutto dopo aver appreso la triste notizia della morte di Carlo Mazzacurati, attore, regista e sceneggiatore padovano che si è spento dopo una lunga malattia, all’ospedale di Monselice. Mazzacurati, 57 anni, aveva esordito nel 1979 quando, grazie a dei fondi ricevuti in eredità, realizzò il film in 16mm, Vagabondi, premiato quattro anni più tardi dalla casa di produzione e distribuzione indipendente Gaumont. Mazzacurati era anche presidente della Fondazione Cineteca di Bologna e aveva vinto il leone d’Argento al Festival di Venezia con la sua opera più famosa “Il Toro”.

Mazzacurati vide crescere il suo successo negli anni Ottanta, quando si trasferì  a Roma e dove iniziò a lavorare ai testi di alcune trasmissioni televisive e, contemporaneamente, al film «Notte Italiana» (1987) insieme a Franco Bernini, e a opere come «Il prete bello» (1989), collaborando anche alla sceneggiatura di «Marrakech Express» insieme a Gabriele Salvatores, «Fracchia contro Dracula» di Neri Parenti e «Domani accadrà» di Daniele Luchetti.

Alla regia approda negli anni Novanta e Duemila quando si dedica a «Vesna va veloce» (1996), «L’estate di Davide » (1998) e «La Lingua del Santo» (2000), oltre che alla serie dei «Ritratti», documentari su Mario Rigoni Stern, Andrea Zanzotto e Luigi Meneghello. L’ultima sua opera è il film «La sedia della felicità», che dovrebbe uscire il 24 aprile. Il film è stato presentato in anteprima al festival del Cinema di Torino sotto la direzione di Paolo Virzì.

Come attore ha recitato piccole parti per Nanni Moretti in «Palombella rossa» (1989), «Caro diario» (1994), «Il grido d’angoscia dell’uccello predatore» (2001) e nel «Caimano» (2006), oltre che per Cosimo Messeri in «Zeldman», sempre nel 2006. Nel 2009 ha co-prodotto con Angelo Barbagallo ed Edoardo Scarantino il film-documentario «The One Man Beatles», sempre di Messeri, candidato ai David di Donatello 2010 come miglior film documentario. Nel novembre scorso ha ricevuto il «Gran Premio Torino» per la carriera.

Lutto nel mondo della musica: addio al maestro Claudio Abbado

claudio_abbado-tuttacronacaE’ morto, all’età di 80 anni, uno dei più illustri direttori d’orchestra del mondo, il maestro milanese Claudio Abbado. Era stato tra le altre cose direttore musicale della Scala, della Staatsoper di Vienna e direttore artistico dell’Orchestra Filarmonica di Berlino. Lo scorso 30 agosto era stato nominato senatore a vita e a dicembre aveva deciso di rinunciare allo stipendio da senatore per devolverlo alla scuola di Musica di Fiesole a sostegno di borse di studio. Le sue condizioni di salute erano da tempo piuttosto precarie e qualche giorno fa aveva annullato il concerto programmato dalla Camerata musicale barese per il 18 febbraio al Teatro Petruzzelli di Bari. Nato a Milano, studiò a Milano fino al 1955 specializzandosi in composizione, pianoforte e direzione d’orchestra. In seguito si trasferisce a Vienna grazie a una borsa di studio biennale per i prestigiosi corsi di perfezionamento in direzione orchestrale di Hans Swarowsky. Tre anni più tardi debutta con l’americana New York Philharmonic e nel 1960 al Teatro alla Scala, dove sarà direttore artistico dal 1968 al 1986.

Nelson Mandela: l’omaggio è gigante

mandela-gigantografia-tuttacronacaNon solo la statua gigante a Pretoria, inaugurata lo scorso 17 dicembre, ora Mandela ha anche una gigantografia a Johannesburg. La storica foto del leader sudafricano in tenuta da boxeur, scattata da Bob Gosani nel 1953 e che immortala Madiba impegnato in un allenamento con il pugile professionista Jerry Moloi sul tetto del South African Associated Newspapers, appare ore su una parete di un  edificio di 11 piani nella città sudafricana. Autore del graffito alto circa 40 metri è l’attivista e street artist Ricky Lee Gordon, 30enne di Città del Capo noto anche come Freddy Sam su commissione del Maboneng precint, area commerciale e culturale nella zona est della città. L’immagine trae ispirazione dalla filosofia Ubuntu – “Non puoi diventare un uomo tutto da solo” – professata da Mandela. Per quel che riguarda la scelta dell’artista, di ritrarre Madiba nella veste di un boxeur, l’artista l’ha scelta “perché sul ring siamo tutti uguali”.

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Addio alla “povera ma bella” Lorella De Luca

lorella-de-luca-tuttacronacaEra nata a Firenze il 17 settembre 1940 Lorella De Luca, famosa presso il grande pubblico grazie alla sua interpretazione di Marisa in Poveri ma belli. L’attrice 73enne è morta oggi. Il suo esordio risale al 1955, ne Il bidone di Fellini. L’anno successivo fu Dino Risi, che le assegnò il ruolo di Marisa, a portarla al successo mentre nel 1957 fu la volta di Padri e figli di Mario Monicelli. In tre anni girò 23 pellicole, da Domenica è sempre domenica di Camillo Mastrocinque a Primo amore di Mario Camerini, a L’ultima violenza di Raffaello Matarazzo. E Dino Risi, dopo il successo di Poveri ma belli, la volle in Belle ma povere (1957) e in Poveri milionari (1959). Lorella De Luca si concesse anche una parentesi televisiva, nel 1958, quando fece la valletta nel Musichiere di Mario Riva. All’inizio degli anni 60 iniziò a lavorare meno. Era il 1965 quando incontrò il regista Duccio Tessari, con il quale poi si sposò. Sempre in quegli anni apparve sul grande schermo con lo pseudonimo di Hally Hammond. L’occasione furono alcune pellicole dirette dal marito, come Una pistola per Ringo e Il ritorno di Ringo. Allontanatasi nuovamente dal mondo del cinema, ritornò dopo un’assenza di 25 anni. Il suo ultimo film fu l’opera seconda di Vito Zigarrio, Bonus Malus, con Claudio Bisio, Leonardo Pieraccioni, Massimo Ceccherini, nel 1993. Una grave malattia la colpì l’anno successivo, lo stesso in cui morì il marito.

Giallo al cimitero: trovato il cadavere di una donna

morta-cimitero-catania-tuttacronacaOrrore al cimitero monumentale di Catania, nel quartiere Zia Lisa, dov’è stato trovato il cadavere di una sessantenne con la testa fracassata. A dare l’allarme al custode è stato il figlio della vittima. Sul luogo è giunta la scientifica per effettuare i rilievi e accertare se si tratti di un omicidio o un tragico incidente. Sul fatto indaga la squadra mobile etnea. Stando alle prime informazioni, la donna presenterebbe delle lacerazioni al volto e accanto al corpo ci sarebbero delle pietre. Vicino a lei, in uno dei vialetti del cimitero di Catania, c’era il figlio della vittima, un militare della marina di stanza nel capoluogo etneo.

Paolo Villaggio: ultimo saluto al fratello Piero

piero-villaggio-funerali-tuttacronacaE’ morto la scorsa domenica Piero Villaggio, fratello gemello di Paolo, che ha detto: “È una persona speciale, per me ma anche per altri, volevo dire qualche parola anche io oggi ma ho preferito lasciar stare”. L’attore ha quindi ricordato: “Io e mio fratello non avevamo troppe similitudini, siamo cresciuti insieme, con un carattere molto simile, ma lui era molto più intelligente e molto più modesto, io più vanitoso. È stato un modello e mi mancherà”. Matematico e ingegnere, conosciuto anche negli Stati Uniti, Piero è stato uno dei maggiori esperti a livello internazionale di teoria classica dell’elasticità e per 40 anni ha insegnato Scienze delle costruzioni alla facoltà di Ingegneria di Pisa. L’ex ad della Fiat Paolo Fresco, suo compagno di banco al Liceo Doria presente oggi ai funerali ha spiegato: “Ha fatto tutto molto bene, era molto rigoroso nel cercare sempre l’eccellenza, io l’ho sempre ammirato molto. Avevamo un rapporto di reciproca ammirazione e rispetto oltre a un grande affetto, sia con Piero che con Paolo. Credo che siano le amicizie più sincere che ho avuto nella mia vita”.  Giunio Luzzatto, ordinario di Analisi matematica all’Università di Genova, racconta invece: “Eravamo compagni di scuola al Doria e poi ci siamo ritrovati, dopo gli studi, a fare le prime lotte per la riforma universitaria. Un altro ricordo è quello legato alla montagna, lui aveva una grande passione che lo aveva portato anche a una grande amicizia con Guido Rossa (il sindacalista ucciso nel 1979 dalle Brigate Rosse). La morte di Guido Rossa era stata per lui un colpo perchè erano veramente molto legati”.  Sul feretro di Piero Villaggio è stato appoggiato un libro dedicato alla montagna.

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Tragedia all’università: Gaetano muore durante un esame

ingegneria-studente-muore-tuttacronacaSi trovava alla sede di Piazzale Tecchio dell’Università Federico II di Napoli il 19enne Gaetano Piccirillo, originario di Maddaloni ma residente a Caserta, dove doveva sostenere un esame quando è morto. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni presenti nella Facoltà di Ingegneria, il ragazzo avrebbe avuto un malore mentre si trovava in aula A e si è accasciato al suolo perdendo i sensi. Il padre, che lo stava aspettando in una sala adiacente, ha riferito che il figlio soffriva di problemi cardiaci. Gaetano avrebbe compiuto 20 anni il prossimo mese di febbraio.I soccorsi sono arrivati poco dopo, ma il loro intervento è stato vano: il giovane era già morto. Sull’episodio procede la polizia.  Pietro Salatino, presidente della Scuola Politecnica, ha detto: “È stata una tragedia, si è accasciato ed è morto. Siamo senza parole”.

Addio a Piero Villaggio, matematico e fratello di Paolo

paolo-piero-villaggio-tuttacronacaEra uno dei maggiori esperti, a livello internazionale, di teoria classica dell’elasticità Piero Villaggio, fratello gemello dell’attore Paolo. Lo studioso, molto noto anche negli Stati Uniti, è morto oggi, all’ospedale di Rapallo, per una grave insufficienza polmonare. Il matematico e ingegnere aveva 82 anni. Piero Villaggio risiedeva a Pisa, ma aveva deciso di farsi curare a Rapallo per la conoscenza che aveva con il primario di medicina dell’ospedale della cittadina del Tigullio. L’ultima apparizione in pubblico insieme al fratello Paolo risale al 2012 quando, a Palazzo Tursi, si è tenuta la festa degli 80 anni dell’attore organizzata dal Comune di Genova. I funerali, come riporta il Messaggero, si terranno martedì 7 gennaio alle 11.45 nella chiesa di Santa Teresa del Bambin Gesù in Albaro a Genova. La salma sarà tumulata nel cimitero monumentale di Staglieno del capoluogo.

Lutto nel mondo del calcio: addio a Eusebio, O Pantera Negra

eusebio-calciatore-morto-tuttacronacaPotenza, tecnica e notevoli qualità acrobatiche. Erano queste le caratteristiche di Eusebio da Silva Ferreira, ex giocatore del Benfica, considerato il calciatore portoghese più forte della storia. Eusebio, conosciuto anche come O Pantera Negra, si è spento all’età di 71 anni. Nato il 25 gennaio 1942 in Mozambico, all’epoca colonia portoghese, deve la passione per il calcio al padre, centravanti del Ferroviario. Nel 1960 l’attacccante venne aggregato alla rosa della prima squadra del Benfica di Bela Guttmann, squadra con la quale, due anni dopo, giocando come centravanti titolare, vinse la la seconda consecutiva Coppa dei Campioni: segnò una doppietta nel 5-3 finale. Eusebio giocò anche con la Nazionale portoghese raggiungendo, nel 1966, il terzo posto ai mondiali d’Inghilterra. Nel corso della sua carriera O Pantera Negra vinse undici titoli nazionali, sette volte capocannoniere, due volte Scarpa d’oro (1968 e 1973), una volta Pallone d’oro (1965) oltre alla Coppa dei Campioni del 1962. Trascorse gli ultimi anni della sua carriera in America. Nel 2008, in suo onore, è stata istituita l’Eusébio Cup.

Il lutto colpisce Uomini e Donne: morti due protagonisti

antonio-uomini-e-donne-tuttacronacaEra il 18 dicembre quando veniva a mancare l’ex tronista Giampiero Beranzoli, uno dei protagonisti della prima edizione di Uomini e Donne Over. Ora, da alcuni giorni, la trasmissione è di nuovo in lutto per la scomparsa di due colonne portanti del trono over di: Antonio e Silverio. A dare il triste annuncio Giuliano Giuliani direttamente dal proprio profilo Facebook. Antonio, corteggiatore 80enne che ha partecipato al programma della De Filippi appena un anno fa, si era sempre distinto all’interno del programma per il suo talento nel ballo: campione nazionale di Boogie-Woogie, egli era il vero protagonista delle gare di ballo organizzate per i concorrenti qualche anno fa. L’82enne Silverio era invece noto per la sua romantica storia d’amore con la corteggiatrice Marisa. Migliorano, invece, le condizioni di salute di Antonio Jorio ricoverato in ospedale a seguito di un malore. Il giornalista romano è tornato a casa e prontamente rassicurato tutti i fan. La presenza in trasmissione, per tutto il 2014, non dovrebbe, quindi, essere compromessa.

Lutto nel mondo della musica: è morto Ravasini, cantante dei Corvi

angelo-gervasini-corvi-tuttacronacaE’ stata la famiglia dei burattinai Ferrari a rendere noto, a Parma, che è morto lo storico cantante dei Corvi, Angelo Ravasini. I Corvi erano un complesso beat che si impose soprattutto nel ’66 con ‘Un ragazzo di strada’, cover di ‘I ain’t no miracle worker’ dei Brogues. Della famiglia Ferrari faceva parte anche Gimmi, scomparso alcuni anni fa, fu tra i co-fondatori del gruppo (basso e voce), con Claudio Benassi (batteria) e ‘Billò Levati (chitarra). Tra gli altri successi-cover del complesso: ‘Bang bang’, ‘Bambolinà, ‘Sospesa a un filo’.

Come sarebbe terminata la serie Glee se Cory non ci avesse lasciati

cory-lea-glee-tuttacronacaLo scorso luglio moriva, per un’overdose, Cory Monteith, il Finn Hudson di Glee. Lo stesso attore che, nella testa di Ryan Murphy, creatore della serie, sarebbe stato presente fino all’ultimo episodio. Se Glee si è rivelato un incredibile successo nelle prime due stagioni e mezzo, salvo poi crollare negli ascolti, con anche la quinta che mostra numeri disastrosi e la chiusura prevista alla sesta, dei punti fermi ci sono sempre stati: le canzoni e i protagonisti. Tra cui, appunto, Finn. Ecco allora che Murphy ha confessato di aver sempre saputo come sarebbe calato il sipario. Lea Michele, alias Rachel Berry, ormai sarebbe stata una stella di Broadway e affermata a New York. Da parte sua, Finn sarebbe rimasto in Ohio e sarebbe stato a un passo dal diventare insegnante, finalmente in pace con se stesso per aver individuato la sua strada. Nell’ultima scena, Rachel avrebbe passeggiato nel Glee Club di Finn. “Che ci fai qui”, avrebbe domandato Cory. “Sono a casa”, la risposta. Stacco. Cala il sipario. Ma non andrà più così…

Uomini e donne in lutto: è morto uno dei suoi protagonisti

giampiero_beranzoli-tuttacronacaL’ex tronista Giampiero Beranzoli, uno dei protagonisti della prima edizione di Uomini e Donne Over, è morto all’età di 67 anni. Da tutti era considerato un gentiluomo, per i suoi modi galanti, e altri partecipanti della trasmissione hanno voluto ricordare l’ex compagno della trasmissione condotta da Maria De Filippi. Sulla sua pagina Facebook Guido Soldati ha scritto:  “Un ex partecipante del trono over purtroppo è volato in cielo. Noi come pagina ufficiale di guido del trono over abbracciamo la famiglia in questo grande dolore e lo vogliamo ricordare cosi. r.i.p.”. Anche Giuliano Giuliani ha voluto ricordarlo, postando una foto accompagnata dalla scritta: “Lutto per Giampiero Beranzoli, prima edizione Uomini e donne over. Riposa in pax”.

Mandela abbraccia la nazione: l’imponente statua di Madiba

statua-mandela-tuttacronacaIl presidente sudafricano Jacob Zuma ha inaugurato lunedì, a Pretoria, una statua di Nelson Mandela alta 9 metri. La cerimonia si è tenuta il giorno successivo ai funerali di Madiba a Qunu. La statua in bronzo si trova nei giardini dell’Union Buildings, la sede del governo sudafricano nella capitale, dove la settimana scorsa era stata montata la camera ardente. La scultura, opera degli artisti sudafricani Andre Prinsloo e Ruhan Janse van Vuuren, rappresenta Mandela sorridente con le braccia aperte. “Siamo contenti di essere qui. Vi accorgerete che tutte le statue di Mandela lo si vede mentre alza il pugno”, ha detto Zuma davanti ai familiari del leader della lotta contro l’apartheid e a vari dignitari sudafricani. “Questa è diversa da tutte le altre. Alza le mani. Sta abbracciando tutta la nazione”.

Uno degli omaggi più commoventi a Mandela che ancora non avevamo visto

commemorazione-mandela-tuttacronacaUno degli omaggi più commoventi a Nelson Mandela, che ancora non avevamo visto, ha avuto luogo in un negozio sudafricano lo scorso sabato, il giorno prima che si tenessero i funerali del padre della lotta contro l’apartheid. Il Soweto Gospel Choir ha sorpreso i clienti interpretando la canzone Asimbonanga, scritta da Johnny Clegg per Madiba.

In questo video, lo stesso autore del brano canta assieme a Mandela:

Lutto in casa Tremonti: è morta la moglie dell’ex ministro dell’Economia

tremonti-tuttacronacaLa moglie dell’ex ministro dell’Economia, all’epoca del governo Berlusconi, Giulio Tremonti, è morta questa mattina a Pavia. Fausta Beltrametti, che da tempo era seriamente malata e in cura al Policlinico San Matteo, aveva portato il saluto dei malati a Papa Ratzinger. Era il 22 aprile del 2007 e Papa Benedetto XVI era in visita alla città lombarda e proprio lei, durante il passaggio del pontefice nell’ospedale pavese, aveva presentato il saluto: il testo di quel suo intervento è inciso in una lapide del nuovo padiglione del San Matteo nel quale (proprio in questi giorni) è in corso il trasferimento dei reparti.

Tragedia natalizia: coppia di coniugi 66enni precipita mentre sistema gli addobbi

fotografo-morto-tuttacronacaTragedia oggi in provincia di Novara, ad Arona, dove una coppia di coniugi 66enni sono precipitati dal balcone di casa, al settimo piano del condominio La Rocca, che affaccia su piazzale Barberi. Erano le 15.30 e la coppia stava allestendo gli addobbi natalizi: sono morti sul colpo. Inutili i soccorsi. Da una prima ricostruzione, sembra che a precipitare per primo sia stato il marito, forse a causa di un malore o di una distrazione mentre si trovava in cima ad una scala sul balcone di casa. La moglie ha tentato di afferrarlo ma è precipitata con lui. Si chiamavano Paolo Pedrizzetti e Raffaella Mattia. Lui, architetto, il 14 maggio 1977, in via De Amicis a Milano, scattò la foto che poi diventò il simbolo degli Anni di Piombo: un autonomo col volto coperto e la pistola tenuta a due mani che spara contro la polizia. Quel giorno un ragazzo di 25 anni, Antonio Custra, sottufficiale della Polizia, viene colpito alla testa da un proiettile. Morì il giorno successivo.

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Addio a Joan Fontaine, la star premio Oscar di Hitchcock

joan-fontaine-tuttacronacaE’ morta all’età di 96 anni la star di Hollywood degli anni 40 Joan Fontaine. L’attrice Oscar nel 1942 per il film “Il sospetto” di Alfred Hitchcock si è spenta per cause naturali nella sua casa di Carmel, in California.

Nata il 22 ottobre 1917 a Tokyo, cittadina britannica naturalizzata americana nel 1943, era la sorella minore di Olivia de Havilland, con cui visse una grande rivalità artistica. Dopo un’infanzia segnata da problemi di salute e dalla separazione dei genitori, si trasferì negli Stati Uniti con la madre, della quale adottò il cognome d’arte, e la sorella Olivia. Il suo debutto sul grande schermo risale al 1935 e nel 1941 fu voluta da Alfred Hitchcock accanto a Laurence Olivier per il suo film d’esordio americano, ‘Rebecca, la prima moglie’ che le valse la prima nomination all’Oscar.

Molti furono i grandi registi con i quali lavorò, tra questi: Billy Wilder (“Il valzer dell’imperatore”), Fritz Lang (“L’alibi era perfetto”), George Cukor (“Donne”) e Nicholas Ray (“La seduttrice”). Sposata quattro volte, ha avuto due figlie. Il suo nome è iscritto nella Hollywood Walk of Fame di Los Angeles. L’Oscar vinto per “Il sospetto”, film nel quale recitava accanto a Cary Grant, la rese l’unico interprete di un’opera del regista inglese, donna o uomo, a ottenere l’ambita statuetta. Nello stesso anno, riuscì a battere la sorella, a sua volta candidata con “La porta d’oro” di Mitchell Leisen. Olivia De Havilland si sarebbe poi rifatta nel 1946, imponendosi con “A ciascuno il suo destino”, sempre per la regia di Leisen, e doppiando il successo tre anni dopo con “L’ereditiera” di William Wyler.

Una terza candidatura per la Fontaine risale al 1943, per “Il fiore che non colsi” diretto da Edmund Goulding. Dai suoi quattro matrimoni, si sono sempre conclusi con un divorzio, Fontaine ebbe una figlia, Deborah Leslie, e nel 1952 ne adottò una seconda, Martina, di origini peruviane, che però se ne andò di casa già nel 1963. Una delle vicende più dolorose per l’artista, come lei stessa raccontò nell’autobiografia data alle stampe nel 1978: “No Bed of Roses”, nessun letto di rose per lei.

E’ morta la mamma del Telefono Rosa, Giuliana Dal Pozzo

giuliana-dal-pozzo-tuttacronacaEra il 1988, il termine femminicidio non era di moda e non si parlava della violenza sulle donne, specie di quella domestica. Eppure Giuliana Massari Dal Pozzo era lungimirante e decise ugualmente di fondare, a Roma e come sportello temporaneo del Comune, il Telefono Rosa: lo scopo era raccogliere le richieste di aiuto. Ora il Telefono Rosa è una realtà autorevole, con sedi in tutta Italia e un’attività che da accoglienza telefonica (oltre al proprio numero gestisce anche l’istituzionale 1522) è diventata più in generale di formazione alla cultura anti-violenza di genere. Ma oggi è un giorno triste: la giornalista dalla parte delle donne, nominata Grande Ufficiale della Repubblica da Napolitano nel 2007, è morta all’età di 91 anni. Nata a Siena, dopo qualche tempo nelle redazioni dell’Unità e di Paese Sera, tra la fine degli anni ’60 e i ’70 aveva affiancato e poi preso il posto di Miriam Mafai nella direzione del settimanale Noi Donne. L’organo ufficiale dell’Unione Donne Italiane, fondato nel ’44, viveva a partire da quegli anni il picco di diffusione, autorevolezza, punto di riferimento per le donne militanti. Lei riuscì a renderla una rivista in grado di anticipare i temi del femminismo ancora sotterraneo. Per più di vent’anni, nella sua rubrica di posta delle lettrici, affrontò le questioni del divorzio, dell’aborto e degli anticoncezionali in un’epoca in cui era addirittura reato parlare di quella che veniva definita ‘interruzione della maternita«.  Nel 1969 un’inchiesta sul maschio di sinistra rompeva un altro tabù, mettendo in luce le ipocrisie della parte progressista. Quindi il Telefono Rosa, per aiutare le donne vittime di violenza e un libro sull’argomento, Così fragile, così violento. Parlava di una violenza che era ancora più sommersa di quanto lo è oggi, di cui nessuno parlava. Ma lei e le sue volontarie, grazie a quel telefono, offriva una nuova forma di servizio sociale. Premio Saint-Vincent per il giornalismo, è stata anche autrice dell’enciclopedia La donna nella storia d’Italia, di vari saggi, di un romanzo, Ilia di notte, scritto con Elisabetta Pandimiglio (Editrice Datanews), e del diario La Maestra. Una lezione lunga un secolo (Memori).

Cinema in lutto per la morte di “Lawrence d’Arabia”: addio a Peter O’Toole

Peter O'Toole-morto-tuttacronacaE’ morto ieri, all’età di 81 anni, l’attore Peter O’Toole, il leggendario Lawrence d’Arabia. E’ stato il suo agente, Steve Kennis, a diffondere la notizia che sabato ha perso la sua battaglia contro una lunga malattia. Negli anni ’70 l’attore aveva sconfitto un cancro allo stomaco. O’Toole è morto al Wellington Hospital di Londra. L’attore aveva comunicato il suo ritiro dalla recitazione lo scorso anno, dicendo che il suo era “un addio senza lacrime e pieno di gratitudine”. Peter Seamus O’Toole era nato il 2 Agosto 1932 a Connemara, in Irlanda, ma da bambino si era trasferito in Inghilterra con la famiglia. Dopo aver abbandonato la scuola per lavorare come fattorino, ha cominciato ad occuparsi di cronaca per l’Evening Post iniziando inoltre a coltivare la passione per la recitazione, iscrivendosi alla Royal Academy of Dramatic Art.

Dopo aver interpretato i classici della drammaturgia sui palcoscenici inglesi, Peter O’Toole ha debuttato sul grande schermo nel 1959 in un ruolo secondario nel film Lo spadaccino della Louisiana. Nello stesso anno ha sposato la collega Sian Phillips, dalla quale ha avuto due figlie. La coppia ha divorziato nel 1979. Lui e la sua ex-fidanzata, Karen Brown, hanno avuto un figlio, Lorcan. O’Toole detiene lo sfortunato record del maggior numero di nomination all’Oscar, ben 8, come miglior attore protagonista senza averlo mai vinto (tra gli altri, per il suo film più famoso, Lawrence d’Arabia, e per Il leone d’inverno). Strinse la statuetta solo nel 2003, quando gli venne assegnato l’Oscar alla Carriera.

Il suo nome è legato al ‘problematico’ personaggio di Lawrence d’Arabia nel film di Lean nel 1962, che ne fece una stella internazionale. Aveva esordito come protagonista al cinema nel 1960 con Il ragazzo rapito (Kidnapped), per la regia di Robert Stevenson. Dopo il successo con Lawrence d’Arabia O’Toole ha continuato a lavorare nel cinema e in tv recitando in moltissimi film, tra cui spiccano La Bibbia (The Bible: In The Beginning), Lord Jim, James Bond 007 – Casino Royale (Casino Royale), Il leone d’inverno (The Lion in Winter), L’ultimo imperatore e Troy. È stato doppiatore del critico gastronomico Anton Ego nella versione originale di Ratatouille, il film animato della Pixar del 2007.

“Finchè morte non vi separi” non vale per lei: la cagnolina che veglia la lapide

cane_cimitero-tuttacronacaNuti trascorre ogni giorno con il suo padrone, Sante. Anche se l’uomo è morto da due anni. La cagnolina meticcia, rimasta con solo tre zampe dopo che una le è stata amputata perchè maciullata da una tagliola, ogni giorno scavalca la recinzione di casa, percorre diverse centinaia di metri e raggiungere il cimitero. Qui si accuccia davanti alla lapide dell’uomo che tanto l’amava, ricambiato. L’uomo è sepolto in provincia di Treviso, a Basalghelle, frazione di Mansuè, a poca distanza dalla casa dove ha vissuto per circa quarant’anni. La signora Gabriella, la vedova, racconta: “Le prime volte Nuti veniva in cimitero con me. Bastava dicessi: ‘dai che andiamo a trovare Sante’ e lei saltava tutta contenta. Dopo alcune settimane ho scoperto che si arrampicava sulla recinzione e scappava per andarsene tutta sola in cimitero. Entrando non dal cancello principale, bensì da un ingresso secondario”.

Funerali di Madiba: il presidente Zuma fischiato

nelson-mandela-funerali-tuttacronacaIl 5 dicembre si spegneva il leader sudafricano Nelson Mandela, all’età di 95 anni. Mentre in settimana si è tenuta la cerimonia in suo onore a Johannesburg, alla quale hanno preso parte i potenti della terra, oggi si stanno svolgendo i suoi funerali a Qunu. Presente anche il presidente Jacob Zuma, che è stato fischiato durante la cerimonia quando ha raggiunto il leggio per il suo intervento. Zuma era stato fischiato anche alla commemorazione di Madiba nel Soccer City Stadium. Il presidente ha comunque poi intonato l’inno con i presenti e ha infine cominciato a parlare accolto ancora per qualche secondo da un misto di applausi e contestazioni. Madiba sarà seppellito nel suo villaggio di Qunu, vicino ai genitori e a tre dei suoi figli. Al funerale partecipano circa 4.500 persone, tra rappresentanti delle istituzioni internazionali e sudafricane. Per l’occasione è stata innalzata una tensostruttura nei pressi di Qunu, dove il feretro, avvolto nella bandiera sudafricana, è stato accolto dal canto di un coro che ha intonato un inno religioso in lingua xhosa, l’etnia a cui Mandela apparteneva.

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La battuta di pesca subacquea che termina in tragedia: muore un 35enne

sub-napoletano-morto-tuttacronacaDoveva essere una battuta di pesca subacquea ma si è risolta in tragedia: oggi è stato recuperato il cadavere di un 35enne napoletano che si era immerso ieri nelle acque di Matera, in provincia di Potenza. Il sub si trovava in vacanza a casa di amici in compagnia della moglie e della figlia e ieri sera aveva deciso di immergersi per pescare. Dopo qualche ora la moglie, preoccupata perchè non tornava, ha lanciato l’allarme. Le ricerche sono state eseguite stamani da personale della Guardia costiera e da un elicottero: il cadavere è stato avvistato e recuperato nella zona di Acquafredda. Stando a una prima ipotesi, l’uomo potrebbe essere rimasto incastrato con l’attrezzatura fra le rocce della zona, non riuscendo più a liberarsi e a risalire.

Maurizio Canovaro, l’ufficiale morto durante il varo di una nave

fincantieri-tuttacronacaSi chiamava Maurizio Canovaro il primo ufficiale della società Oro Mare, con sede nel porto di Genova, morto oggi durante la preparazione della cerimonia di consegna di una nave alla Marina militare algerina. Sulla morte del 51enne, nato a Camogli e residente ad Avegno, la Procura di Genova ha aperto un fascicolo, affidato al sostituto procuratore Giovanni Arena e nel frattempo carabinieri e capitaneria di porto stanno svolgendo i primi rilievi. Il corpo dell’uomo è ancora sulla spiaggia, in attesa degli accertamenti e del nulla osta del magistrato. L’incidente è avvenuto in mare, nello specchio d’acqua antistate il cantiere Fincantieri, mentre era in corso la manovra d’attracco della chiatta Atlante che doveva trasportare la nave, denominata Kalaat Ben Abbes, al cantiere di Muggiano (La Spezia). Canovaro è stato colpito in pieno petto da un gancio dopo che una cima che lo tratteneva si era rotta. L’uomo è quindi caduto in mare e, sembra, è stato successivamente colpito dall’elica del rimorchiatore. In una nota Fincatieri, che ha annullato la cerimonia del varo, si legge: “Questo grave lutto colpisce profondamente tutta la famiglia di Fincantieri. La società ha ritenuto per rispetto della vittima e dei suoi familiari di annullare la cerimonia prevista per questa mattina e ha annunciato che sarà vicina in ogni maniera alla famiglia”. La notizia si è sparsa rapidamente a Genova e durante la manifestazione dei sindacati confederali contro la legge di stabilità, al Teatro della Corte, è stato osservato un minuto di silenzio. Bruno Manganaro, segretario della Fiom Cgil, ha detto: “E’ morto un lavoratore, uno di noi”. E ancora: “Cercheremo di capire quello che è successo poi decideremo se fare iniziative con gli altri stabilimenti di Fincantieri e con gli altri porti italiani”. Manganaro ha riferito che “tutti i lavoratori sono sconcertati, amareggiati” in una giornata “che doveva essere di festa e invece è di lutto”. Anche la Giunta e il Consiglio regionale della Liguria hanno espresso il loro cordoglio alla famiglia di Maurizio Canovaro,  a tutti i lavoratori di Fincantieri e al territorio. Avendo appreso “con grande tristezza e con sgomento la notizia del decesso del Primo Ufficiale del rimorchiatore che avrebbe dovuto assistere alle operazioni di varo della nave algerina”, la senatrice Roberta Pinotti (Pd), sottosegretaria alla Difesa, si è dichiarata “profondamente addolorata per il tragico evento, che è avvenuto nella giornata che sarebbe dovuta essere di festa”.

I funerali di Angelo Rizzoli: “Contro di lui troppi accanimenti”, così Berlusconi

angelo-rizzoli-tuttacronacaAnche il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha preso parte ai funerali di Angelo Rizzoli, l’ex editore e produttore cinematografico scomparso ieri a Roma. Al termine della funzione, svoltasi nella chiesa Sant’Eugenio di piazza delle Belle Arti a Roma, l’ex premier l’ha così ricordato: “Era una persona buona, una persona giusta contro cui ci sono stati troppi accanimenti e ingiustizie”.

E’ morto a Roma il produttore Angelo Rizzoli

angelo-rizzoli-tuttacronacaE’ morto a Roma, al Policlinico dov’era ricoverato, l’ex produttore cinematografico Angelo Rizzoli, coinvolto in numerose vicende giudiziarie. Lo conferma la moglie Melania che aggiunge: “Mio marito era malato, ma questa vicenda giudiziaria gli ha spezzato il cuore, lo ha sfinito”.  Nato a Como nel 1943, il settantenne accusato di bancarotta per un crac da 30 milioni di euro, era affetto da una grave forma di sclerosi fin da quando era ragazzo. Angelo era figlio di Andrea Rizzoli, presidente dell’omonima casa editrice. Laureatosi a 23 anni in Scienze politiche all’Università di Pavia, aveva ottienuto la specializzazione in Media and communications alla Columbia University di New York. Angelo sr, il nonno, morì nel 1970 e l’anno successivo “Angelone” fece il suo ingresso nel consiglio di amministrazione dell’azienda di famiglia, all’età di 28 anni. Il 12 luglio 1974 il padre Andrea decide di rafforzare la casa editrice acquistando il primo quotidiano italiano, il Corriere della Sera, realizzando così il suo sogno di imprenditore. contemporaneamente, tuttavia, inizia a fare i conti con un enorme indebitamento. Alla fine degli anni ’70, venne arrestato per un’altra storia di bancarotta: la Cassazione lo prosciolse. Al termine di una lunga vicenda giudiziaria, durata sei processi per 26 anni, Rizzoli, sposato in prime nozze con l’attrice Eleonora Giorgi, ha ottenuto sei assoluzioni definitive con formula piena. Dopo sei mesi dall’uscita dal carcere, inizia la causa di separazione con la Giorgi, per “incompatibilità della vita in comune”: l’attrice chiede la metà del patrimonio del marito, valutabile in 400 miliardi di lire, dei quali ne ottiene 10. Sono gli anni ’90 quando Rizzoli ricomincia l’attività come produttore cinematografico e televisivo producendo, tra gli altri,`Padre Pio´ con Sergio Castellitto, `Incompreso´, `Cuore´ e `Le ali della libertà´ con Sabrina Ferilli.

La morte della fotografa Kate Barry, figlia dell’attrice Jane Birkin

kate-barry-tuttacronacaAveva 46 anni la fotografa Kate Barry, figlia dell’attrice e cantante Jane Birkin e del compositore John Barry, morta ieri a Parigi dopo essere caduta da una finestra della sua casa al quarto piano, nel sedicesimo arrondissement. L’appartamento, in cui la donna era sola, è stato trovato chiuso dall’interno e sul posto c’erano degli antidepressivi. Gli inquirenti dovranno accertare se si sia trattato di suicidio. La fotografa aveva esposto le sue opere fino allo scorso 20 novembre  in una galleria parigina. Aveva collaborato con molte famose riviste come Elle e Vogue e anche per il Sunday Times e il Telegraph. Lascia un figlio, Roman, nato nel 1987. Dopo l’unione con John Barry, autore tra l’altro di diverse musiche originali per i film di 007, Jane Birkin ebbe altre due figlie, Charlotte Gainsbourg e Lou Doillon.

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La foto più curiosa alla commemorazione di Mandela: chi scatta il selfie?

selfie-obama-cameron-tuttacronacaLa giornata di oggi è di quelle che resteranno nella Storia, così come l’uomo immenso alla quale è stata dedicata. Si commemora Nelson Mandela, il leader sudafricano mancato all’età di 95 anni e lo stadio di Johannesburg ha aperto le porte ai grandi della Terra ma anche a tutti coloro che volevano rendere un ultimo omaggio a Madiba. E se lo scatto che ritrae la stretta di mano tra Barack Obama e Raul Castro ha già fatto il giro del mondo, sicuramente un’altra foto viaggerà rapidamente sul Web. A scattarla, Roberto Schimdt per Getty Images ed è a dir poco curiosa. Il fotografo ha infatti immortalato Barack Obama e David Cameron mentre avvicinano la loro testa a quella di Helle Thorning-Schmidt, primo ministro della Danimarca e si scattano un “selfie”, un autoscatto, ormai moda imperante del web. Una foto che potrebbero scattarsi degli amici allo stadio ma che non coinvolge Michelle Obama, che non sembra essere molto favorevole alla trovata. Presenti alla commemorazione, anche il cantate Bono Vox e l’attrice sudafricana Charlize Theron.

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A lutto il cinema, si tinge di nero la settima arte per la morte della Podestà!

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E’ morta l’icona dei film soprannominati “peplum”, sottogenere cinematografico dei film storici in costume, ambientati in contesti biblici o greco-romani, che spesso univano elementi mitologici, con il fantastico e l’azione. Il cinema è in lutto per Rossa Podestà, classe 1934, era nata a Tripoli e divenne protagonista del cinema italiano soprattutto per il ruolo di Giorgia in “Sette uomini d’oro” diretta da Marco Vicario che fu anche suo marito. L’anno successivo, il 1966, Vicario produsse e diresse il sequel, Il grande colpo dei 7 uomini d’oro (1966), ancora con la Podestà nel cast. Ma l’attrice non fu solo la femme fatale, ma divenne in breve tempo anche una delle protagoniste del “Neorealismo rosa” girando film come  Guardie e ladri di Steno e Mario Monicelli (1951), Gli angeli del quartiere di Carlo Borghesio (1952), Le ragazze di San Frediano di Valerio Zurlini (1954). A metà degli anni ’80 decise di ritirarsi dalle scene per passare la sua vita con il compagno, Walter Bonatti, alpinista e giornalista, deceduto nel 2011.

Usa-Cuba: Mandela regala “il disgelo”

obama-castro-tuttacronacaE’ l’agenzia Reuters a diffondere lo scatto che passerà alla storia: in occasione della Commemorazione di Nelson Mandela allo stadio di Johannesburg, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha stretto la mano al leader cubano Raul Castro.

Si tratta di un gesto di disgelo senza precedenti tra i leader delle due nazioni con Castro che, riferisce sempre Reuters, ha sorriso quando Obama gli ha stretto la mano prima di salire sul podio per parlare e salutare Madiba definendolo “un gigante della storia”.obama-castro-tuttacronaca2

Commemorazione per Nelson Mandela: il suo popolo si riunisce per lui

nelson-mandela-funerali-tuttacronacaQuesta mattina, alle 6 ora locale, le porte del Fnb Stadium di Johannesburg, nei pressi di Soweto, sono state aperte. Proprio qui oggi si svolgerà una grande commemorazione per Nelson Mandela. Per l’occasione, saranno presenti una novantina di leader mondiali, tra cui il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e il presidente del Consiglio Enrico Letta. Lo stadio, che contiene quasi 100mila persone, si sta pian piano riempiendo. Il premier italiano, già atterrato in Sud Africa,  ha detto che Nelson Mandela è stato “un riferimento per tutta l’umanità” e ha aggiunto: “Per me è un dovere essere qui”. Ma la folla si sta assiepando anche all’esterno degli altri stadi della metropoli e delle principali città, dove le autorità hanno allestito maxi schermi per trasmettere in diretta la cerimonia in ricordo di Mandela. I primi canti dagli spalti del Fnb Stadium intanto sono iniziati, sotto un cielo grigio e nuvoloso. Molti elicotteri stanno sorvolando l’area. Mercoledì la salma di Tata, il “grande vecchio”, come viene affettuosamente chiamato Mandela nel suo Paese, sarà esposta per tre giorni a Pretoria. I funerali solenni si svolgeranno il 15 dicembre a Qunu, il villaggio natale del grande leader, nella provincia di East Cape.

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Dal Dalai Lama a Elisabetta II: chi e perchè non sarà ai funerali di Mandela

mandela-nelson-tuttacronacaSaranno quasi cento, tra capi di stato e di governo, le personalità politiche che domani assisteranno ai funerali di Stato di Nelson Mandela. Con loro, decine di personaggi famosi di tutto il mondo, dalla modella Naomi Campbell al fondatore di Microsoft, Bill Gates, dalla presentatrice Oprah Winfrey al cantante Bono. Ma ci sono anche dei nomi illustri che mancheranno a questo omaggio che promette di essere il più affollato della storia, tanto che il governo sudafricano ha invitato i leader mondiali a non partecipare al funerale che si terrà Domenica in Qunu, il luogo di nascita di Mandela, dove sarà sepolto il presidente sudafricano. Saranno talmente tanti i vip presenti, che si fa prima a citare gli assenti, in particolar modo, i personaggi di spicco della politica mondiale, ognuno assente per diversi motivi. Il Dalai Lama, a sua volta premio Nobel per la Pace, non sarà presente visto che negli ultimi anni gli è stato negato il visto per entrare in Sudafrica almeno due volte, a causa del rapporto commerciale che intercorre tra lo stato africano e la Cina. Sono stati invece i medici a impedire alla regina d’Inghilterra di compiere viaggi lunghi, motivo per il quale Elisabetta II non parteciperà alla cerimonia, alla quale assisterà invece il principe Carlo. Un aneddoto interessante che riguarda la regina e Mandela è stato raccontato da John Carlin, che spiega come il leader sudafricano “probabilmente era l’unica persona, forse con l’eccezione del duca di Edimburgo, che la chiamava semrpe ‘Elizabeth’, o almeno era l’unico che poteva farlo senza essere ripreso”.  Neanche il re spagnolo Juan Carlos sarà presente, a causa del suo recente intervento. Al suo posto il figlio Felipe, accompagnato dal presidente Mariano Rajoy. Per quel che riguarda Israele, nè il primo ministro Benjamin Netanyahu nè il presidente Simon Peres presenzieranno alla cerimoni. Il primo perché ritiene che la spesa per il viaggio, per lui e gli uomini della sicurezza, sia troppo caro (quasi un milione e mezzo di euro), il secondo perché influenzato e per questo sconsigliato dai medici. Al momento non è noto chi interverrà al loro posto. Hasan Rohani, presidente dell’Iran invierà invece in sua vece il ministro dell’Estero, Mohamad Yavad Zarif, che sarà accompagnato da una delegazione di funzionari. Anche l’ex presidente dell’Iran, Mohamad Jatamí (1997-2005), sarà presente a titolo personale. Altro nome illustre che non presenzierà è Papa Francesco. Al suo posto, il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, arcivescovo di Cape Coast (Ghana) e presidente del Consiglio Pontificio della Justizia e della Pace. Ancora, il presidente della Colombia Juan Manuel Santos ha designato il suo vicepresidente, Angelino Garzón, affinchè lo rappresenti in Sudafrica. Quest’ultimo sarà accompagnato dagli ex presidenti Andrés Pastrana ed Ernesto Samper. Anche il presidente cinese Xi Jinping invierà il suo “numero due”, Li Yuanchao. Assente a causa della sua età invece il presidente dell’Uruguay José Mújica, che non può eseguire le vaccinazioni necessarie per viaggiare in Sud Africa. In sua vece, ministro degli Esteri Luis Almagro. Sempre per quel che riguarda il Sud America, neanche il presidente argentino, Cristina Fernández, può intraprendere il viaggio: due mesi fa è stata sottoposta a un intervento e ora è impossibilitata a volare. Al suo posto, il vicepresidente Amando Boudou. Infine, neanche Angela Merkel lascerà il suo Paese natale: al suo posto il presidente tedesco Joachim Gauck. La Cancelliera si è comunque recata nell’ambasciata sudafricana a Berlino per firmare il libro di condoglianze.

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Quella corona di fiori davanti alla sede del Pd…

corona-pd-tuttacronacaCosa ci fa una corona di fiori con tanto di nastro viola con la scritta “Partito Democratico” davanti alla sede del Pd di Via Sant’Andrea delle Fratte, in pieno centro di Roma? E proprio il giorno successivo al trionfo di Matteo Renzi nelle primarie? Nessun messaggio implicito, solo una coincidenza: si tratta infatti della corona che il partito ha voluto e che è indirizzata all’ambasciata del Sudafrica per la morte di Nelson Mandela. I fiori hanno sostato all’ingresso solo qualche minuto, dopo di che due uomini li hanno prelevati e portati via.

Omaggio a Nelson Mandela in campo: i giocatori rischiano sanzioni disciplinari

drogba-madiba-tuttacronacaLa Federcalcio turca potrebbe punire con sanzioni disciplinari due giocatori del Galatasaray, Didier Drogba ed Ebouè, per avere reso omaggio a Nelson Mandela durante una gara di campionato venerdì 6 dicembre. I due giocatori della Costa d’Avorio, infatti, al termine della partita si erano tolti la maglia restando con le sole t-shirt dove apparivano le scritte, in inglese, ”Grazie Mandela” (Drogba) e ‘‘Riposa in pace Mandela” (Ebouè). Entrambi sono stati deferiti alla Commissione disciplinare dalla Federcalcio turca per avere commesso un ”atto politico” in campo. Questo a seguito di un provvedimento adottato dopo le grandi proteste anti-governative di Gezi Park del giugno scorso con il quale si vieta qualsiasi manifestazione politica negli stadi turchi.

I nostri 7 giorni: pronti al disgelo?

7giorni-tuttacronacaCambierà qualcosa in Italia ora? C’è stato un cambio nei vertici del Pd, con l’elezione a segretario di Matteo Renzi che ha trionfato di misura su Gianni Cuperlo e Pippo Civati. E nel frattempo Angelino Alfano ha intrapreso la sua carriera da “solista”, con il Nuovo Centrodestra è libero dalla leadership di Belrusconi e questa settimana ha anche presentato il suo nuovo simbolo, che non ha mancato di suscitare l’ilarità del web. Ma per dei volti “nuovi” che giungono ai posti di comando, ci sono anche degli addii. Quello di Nelson Mandela ha commosso il mondo intero: con lui viene a mancare un simbolo e un ideale, viene a mancare il suo sogno e il suo sorriso fonte d’ispirazione. Voleva pace, per tutti e ovunque, ma se ci guardiamo attorno è sempre più difficile trovarne. La cronaca parla di lotte, contestazioni, proteste. C’è quella dei forconi che arriva ad inneggiare alla mafia e quella degli animalisti che se la prendono anche con la Chiesa per gli animali che finiranno sulla tavola del Natale. Ma critiche ci sono anche solo per le semplici luminarie se, come a Roma, si sceglie di dipingere le vacanze natalizie dei colori dell’arcobaleno. A quando, quindi, il disgelo? Si rinchiude nella promessa di Cuperlo di essere leale al partito guidato ora da Renzi? O dobbiamo pensarlo solo come fenomeno atmosferico?

7giorniIl week-end dell’Immacolata è stato all’insegna del gelo e della neve, ma ora in Italia tornerà il sole mentre in Europa si continuano a contare i danni di Xaver. Il gelo è dentro, alla fin fine, nella perdita di speranza e sogni, nella perdita di attori amati come Paul Walker, del cui incidente si è parlato tutta la settimana, dal fatto si sentirsi costretti a fuggire all’estero per realizzare il proprio progetto di vita a questa continua incertezza per quel che riguarda il tema delle pensioni. Cosa ci può ancora scaldare allora? Quei piccoli successi che ancora fanno gioire, che sia il trionfo di un film italiano come La grande bellezza all’estero o l’entusiasmo per un gol realizzato dalla squadra del cuore. Anche se per quel che riguarda il calcio, anche in questo campo le polemiche non mancano, vuoi per i cori allo stadio o per quello più caldo del sorteggio per i mondiali. Sempre aspettando arrivi gennaio, con tutte le novità dal calciomercato che già si stanno profilando all’orizzonte. A volte però è bello anche stupirsi, scoprire l’inaspettato, meravigliarsi della semplice bellezza di quello che ci circonda. Chissà che il Natale che si avvicina non riesca a farci questo piccolo, importantissimo dono…

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

A Roma polemiche anche per le luci natalizie

natale-a-roma-tuttacronacaNelson Mandela è mancato giovedì e nella Capitale si è deciso di dedicare a lui l’edizione 2013 di “Roma si mette in Luce”. Per l’evento, sono stati accesi 672  led che illumineranno per l’intera durata delle feste natalizie via del Corso e Piazza Venezia. I colori scelti sono quelli dell’arcobaleno, simbolo della pace tra tutti gli uomini. Ma i sette colori sono anche quelli rappresentativi del movimento omosessuale, fatto che ha fatto scattare le polemiche. E’ Affariitaliani che spiega che a ideare e realizzare il progetto è stata la società Laura Rossi International: “Via del Corso come nuova via della Pace. Una sorta di invito, un messaggio universale, forte, in grado di arrivare ovunque. La luce non è solo decoro ma che vuole essere forza, speranza, in un momento storico di forte disagio per il nostro Paese e per il mondo intero. La bandiera della pace che illumina la capitale non può non essere oggi un omaggio al Premio Nobel per la Pace Nelson Mandela che ci ha lasciati a 95 anni. A lui è dedicata l’onda di pace che attraversa il cuore di Roma e in questo modo il messaggio di amore, di tolleranza, di unione e condivisione tra i popoli diventa ancora più forte”, commenta l’azienda. La Città Eterna sarà rallegrata anche dall’abete naturale di 20 metri, proveniente dai boschi del Molise e donato dalla Valtellina, che sarà allestito a Piazza Venezia con 30mila lampadine a led e con centinaia di scritte con la parola PACE tradotta in venti lingue del mondo.E se in Via Veneto non mancheranno altre luminarie, a Piazza San Silvestro sarà allestita la casa di Babbo Natale. In Piazza San Pietro invece verrà eretto l’albero di Natale donato dalla Baviera che sarà alto 25 metri e peserà 7,2 tonnellate: “Siamo orgogliosi di poter portare un albero di Natale dal centro dell’Europa al centro della Cristianità a Roma”, ha detto il vescovo di Ratisbona, Rudolf Voderholzer.

La Santanchè che paragona Berlusconi a Mandela e altri scivoloni dei politici

nelson-mandela-tuttacronacaA volte bisognerebbe osservare un minuto di silenzio o tributare un pensiero a un grande leader che è mancato, invece spesso si finisce per fare uno “spot”. In questi giorni, dopo la notizia della morte di Nelson Mandela, molti politici italiani lo hanno commemorato, ma non tutti sono riusciti a mantenersi in ombra per dedicare a lui il dovuto palcoscenico. Anzi, c’è chi ha fatto come Belrusconi che ha approfittato dell’occasione per scagliare una freccia contro i suoi “avversari”, per non parlare del fatto che Daniela Santanché è giunta a paragonare Berlusconi a Mandela sostenendo che entrambi sono “due perseguitati”. Ma non è solo Forza Italia, anche nel PD ci sono state cadute di stile. E’ il caso di Matteo Renzi, che aveva pubblicato su Facebook la foto che lo ritrae insieme al politico sudafricano, al quale nell’aprile del 2012 ha consegnato un’onoreficenza della città di Firenze. Criticato da molti dei suoi “amici” di Fb, il sindaco fiorentino è poi tornato sui suoi passi e l’ha tolta. La stessa foto, peraltro, aveva fatto bella mostra di sè durante la puntata di Piazza pulita, andata in onda su La7 lunedì scorso. Un altro dettaglio che la rete non ha mancato di sottolineare. Ma non se l’è cavata meglio uno degli altri candidati alla segreteria dem, Pippo Civati, che non ne è uscito bene dall’aver criticato lo sfidante. Scrive Libero:

Data la circostanza l’altro candidato alle primarie, Pippo Civati, non ha perso occasione per fare polemica. «Non ho una foto con Mandela e comunque non l’avrei pubblicata», afferma l’esponente Dem, forse un po’ invidioso – so del book fotografico di Matteo, «la sua scomparsa mi dà l’occasione invece di dire che abbiamo avuto dei grandissimi leader nella storia e noi siamo uomini piccoli: quindi senso della misura e passione per la politica vanno tenuti insieme, perché oggi c’è molta superficialità e troppo gossip». Vero, peccato che un po’di misura non avrebbe fatto male anche a Civati. Far polemica sul grande leader sudafricano non è proprio un esempio di stile. Il guaio è che l’uso – anzi, l’abuso – della morte di Mandela per fini personali si è rivelata una malattia contagiosa, tanto che ha coinvolto anche Silvio Berlusconi. «Nelson Mandela è un eroe della libertà».

Comincia così la nota in cui il Cavaliere ricorda la figura di Nelson Mandela, morto a 95 anni.E sin qui ci siamo. «Il suo insegnamento », si legge, «la sua testimonianza la sua forza d’animo capace di non arrendersi mai anche quando le forze del male sembravano essere imbattibili, sono e saranno un esempio per tutti noi». Il Cav fa poi un appello a chi in questo ore si sta unendo al cordoglio per la morte dell’eroe sudafricano: «Mi auguro », dice, «che molti, tra coloro che in questeore ne tessono le lodi, imparino a praticare quella riconciliazione nella verità e nel rispetto reciproco che è stato il suo più grande merito e la sua più grande vittoria».

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