I cinesi sempre più interessati alla Roma: trattative con Pallotta e Unicredit

cinesi-interessati-roma-tuttacronacaSi torna a parlare di azionisti cinesi in casa giallorossa. Stando a quanto riporta Il Corriere dello Sport, infatti, l’imprenditore cinese Cheng Feng ambirebbe ad acquisire il 40% delle quote azionarie della Roma e le trattative con Unicredit e Pallotta starebbero proseguendo sotto traccia. La proprietà statunitense avrebbe manifestato l’intenzione di non scendere sotto il 69% attuale mentre la banca vorrebbe conservare almeno il 5% del pacchetto. Da parte sua, Feng sarebbe disposto ad investire fino a 150 milioni di euro e vorrebbe accedere come partner privilegiato alle sponsorizzazioni, nonché partecipare alla divisione degli introiti per il nuovo stadio.

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La noia adolescenziale che si trasforma in crimine: rogo a ristorante cinese

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Non per razzismo, non per ritorsione, ma solo per noia questa è la verità del  rogo appiccato da un gruppo di ragazzi tutti tra i 16 e i 20 anni che nella notte tra domenica e lunedì hanno bruciato un ristorante cinese a Trastevere in pieno centro a Roma. I carabinieri avevano immediatamente individuato la comitiva, che era rimasta nei pressi del ristorante. La confessione è stata tra le più agghiaccianti

“Eravamo un po’ alticci e annoiati così abbiamo deciso di movimentare la serata” ha dichiarato l’adolescente che poi ha aggiunto “Sì, siamo stati noi gli autori dell’incendio”. E il racconto: “Siamo andati ad un distributore  e abbiamo raccolto la benzina in una bottiglia di plastica. Poi siamo andati davanti al ristorante: abbiamo gettato la benzina sull’ingresso e abbiamo dato fuoco”.

 

Berlino parla cinese: Orso d’oro a Diao Ynan con “Black coal Thin ice”

Diao+Yinan+Black+Coal+Thin+Ice+Premieres+Berlin+tuttacronaca

L’Orso d’oro quest’anno ruggisce in cinese. Con un doppio riconoscimento (premiato anche l’attore Liao Fan) il film Bai rin Yan Huo (Black coal Thin ice), del cinese Diao Ynan, ha conquistato la sessantaquattresima edizione della Berlinale. Il premio principale è andato ad un noir disperato che racconta il rapporto tra un ex poliziotto e una femme fatale, ritratto di una Cina che non ha più ideali, in un palmares che ha visto una forte dominanza di titoli asiatici e americani.

La miglior attrice è stata ritenuta Haru Kuroki per la sua interpretazione nel giapponese The little house.

Il Gran premio della Giuria è andato a Grand Hotel Budapest che aveva sfarzosamente aperto il festival. Wes Anderson, assente alla premiazione, ha mandato una missiva nel suo peculiarissimo stile: “Qualche anno fa alla Mostra di Venezia alcuni studenti mi premiarono con il Leoncino d’oro, ad un’edizione del festival di Cannes ricevetti una palmetta di cioccolato. È la prima volta che un festival importante mi tributa finalmente un premio in scala reale, un premio che mi eccita e mi commuove”.

Delusione in sala stampa per il riconoscimento a Richard Linklater e al suo film Boyhood che ha ottenuto soltanto l’orso d’argento per la regia. Il regista sul palco ha ribadito come questo film lungo dodici anni sia stato reso possibile da un gruppo di persone meravigliose, prima di tutto gli attori adulti Patricia Arquette e i giovanissimi Lorelei Linklater, sua figlia, e Ellar Coltrane.

Malgrado la massiccia presenza di titoli tedeschi, nove film in tutto e quattro in concorso, la Germania si è dovuta accontentare del premio alla sceneggiatura a Dietrich Brueggemann e Anna Brueggemann per il film Kreuzweg (Stations Of The Cross) che nelle quattordici tappe della crocifissione racconta il sacrificio di un’adolescente oppressa dalla famiglia cattolica.

Il premio più sorprendente è stato l’orso d’argento per il film che apre nuove prospettive al cinema tributato al novantaduenne regista francese Alain Resnais e al suo Aimer, Boire et Chanter.

In fiamme un capannone cinese nel Fiorentino, si temono vittime

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Panico nella notte all’Osmannoro, alla periferia di Firenze. A fuoco un capannone al cui interno vi erano tre laboratori cinesi: filati, pellame e borse. I Vigili del Fuoco non sono ancora riusciti a domare le fiamme e a entrare nella struttura per assicurarsi che non ci fossero vittime. L’allarme è scattato intorno alle 3 di notte su una segnalazione di una guardia giurata. C’è anche chi afferma di aver visto molte persone scappare e alcuni cinesi, per mettersi al riparo dalle fiamme sarebbero saliti sul tetto. L’incendio è molto vasto e la struttura, in eternit, è a rischio crollo. Sarebbero state ritrovate anche due taniche di benzina, per cui gli inquirenti pensano all’incendio doloso.

La bufala cinese!

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Sarebbe una bufala la storia dello zio del dittatore della Corea del Nord Kim Jong-Un sbranato dai cani tenuti a digiuno per tre giorni. A rivelarlo sarebbe stato l’Huffington Post Usa ricostruendo la vicenda nei dettagli. Lo zio del dittatore sarebbe stato ucciso con una fucilazione in quanto accusato di essere un traditore. Mentre la Corea del Nord annunciava la morte dello zio del dittatore, la storia parallela dei 120 cani prendeva piede sul web, messa di proposito da Tencent Weibo, il Twitter cinese. E’ stato un ingegnere informatico di Chicago ha individuare la bufala risalendo al post originale che non era altro che un post satirico che poi hanno ripreso tutte le testate del mondo diffondendo un’errata versione della storia!

 

“Ink, not mink”, la modella tatuata contro le pellicce

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In Italia vedere le pellicce è ormai un caso raro, anche se in determinati ambienti e circostanze la pelliccia continua a essere ostentata nonostante le polemiche e le campagne di sensibilizzazione che da anni ormai imperversano sui media. Nel resto del mondo però la pelliccia continua a essere indossata, tanto che l’ultima protesta e provocazione è della modella e artista cinese Wang Ke. La Ke ha deciso di posare nuda, vestita solo dei suoi tatuaggi (da qui “Ink, not mink” cioè “Tatuaggi e non pelliccia”) per sensibilizzare, soprattutto gli asiatici a non acquistare capi di abbigliamento fatto con la pelliccia di animali, nella maggior parte delle volte allevati e uccisi in maniera cruenta.

Ecco la gallery dell’artista:

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I giapponesi salvano un cinese che voleva raggiungere le isole contese

mongolfiera-cinese-tuttacronacaIeri mattina un 35enne, Xu Shuaijun, era decollato in mongolfiera dalla provincia cinese di Fujian con lo scopo di raggiungere le isole Senkaku, amministrate dal Giappone ma rivendicate dalla Cina (che le chiama Diaoyu), al centro di un contenzioso internazionale. Il manifestante, tuttavia, ha fallito l’obiettivo ed è finito in mare, dove è stato soccorso dalla guardia costiera nipponica. Il 35enne ha inviato alla Cina una richiesta di soccorso prima di poter atterrare sulle isole, ma il pallone aerostatico è stato avvistato in mare da un elicottero della guardia costiera giapponese a 22 km a sud delle Senkaku, in acque territoriali nipponiche.

Vaccino killer, morti 7 bimbi

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Sono almeno 7 i bimbi morti dopo la vaccinazione contro l’epatite B. La Cina intanto sospende l’uso del del preparato, prodotto da un’azienda locale anche se oltre 44 milioni di dosi di questo vaccino sono in magazzino o sono già state vendute in 27 province e regioni. Secondo sempre i media cinesi, ci sarebbe anche un altro bambino morto al quale era stato inoculato il vaccino di un’altra ditta farmaceutica. In Cina l’epatite B è una delle 10 vaccinazioni gratuite e obbligatorie che viene somministrata in più fasi. La prima ad appena 24 ore dalla nascita. Il caso ha fatto scoppiare polemiche e i media sono tornati a parlare della corruzione presente nel Paese dove le autorità di vigilanza sono troppo lassiste.

 

Mozzicone di sigaretta nel take away cinese: l’atroce scoperta

sigaretta_cineseUna madre di 32 anni, Tracy Antoine, stava cenando con la figlia a base di riso preso in un take away cinese. La donna, aperta la confezione, aveva avvertito un odore acre, tipico di un mozzicone di sigaretta ma, ha raccontato al Daily Mail, non vi ha presto caso. Solo dopo aver mangiato parte del suo riso si è resa conto da dove provenisse l’odore nausenate.  “Stavo mangiando il riso insieme a mia figlia di 7 anni”, ha detto. “Sono disgustata, ero preoccupata anche per mia figlia. Non ordinerò mai più nulla in quel ristorante”. La donna ha riferito l’accaduto alle autorità e il team di salute ambientale ora sta indagnado. Yin Hoang, direttore del ristorante, ha tuttavia detto che  tutti i pasti sono sono freschi e nessuno del personale fuma quando cucina.

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Il caso di Prato e la Kyenge incolpa gli italiani. Di chi ci possiamo fidare?

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La Kyenge incolpa gli italiani per la strage avvenuta a Prato nella fabbrica di abbigliamento e ha ragione.  Ma ha ragione perché l’Italia ha soprattutto  la colpa di tollerare questi comportamenti sul suo territorio, l’Italia ha colpa di non avere risorse e mezzi per accertare chi, come questi imprenditori cinesi, viola non solo le regole basilari di dignità umana, ma anche la sicurezza sul lavoro. La Kyenge ha ragione, ma a questo punto l’unica cura, veramente possibile, sarebbe chiudere le frontiere e ammettere il proprio fallimento, lasciando che  i cinesi e le altre comunità di stranieri vadano a fare imprenditoria in quelle nazioni dove i loro diritti sono tutelati, unitamente ai diritti del paese ospitante. La Kyenge ci accusa affermando «La comunità cinese ha le sue colpe, noi abbiamo le nostre. I cinesi hanno bisogno di uscire dalle loro comunità chiuse, ma per farlo devono potersi fidare di noi. E noi forse non abbiamo dato loro tutta la protezione necessaria», spiega. «I bambini cinesi di Prato sono ormai italiani di terza generazione. Parlano i dialetti locali. Vanno a scuola e si direbbe che siano perfettamente integrati. Ma quando crescono ed entrano nell’età lavorativa si trovano praticamente tutti rinchiusi all’interno delle varie imprese a carattere familiare». E, aggiunge, «se sono sfruttati, non denunciano. Noi dovremmo dare loro la sicurezza della protezione, se denunciano lo sfruttamento. La loro difesa passa per un percorso di immigrazione regolare». Quindi il ministro chiede «ai membri della comunità cinese di sentirsi cittadini a pieno titolo e di non esitare a denunciare una situazione che non va». Kyenge rivolge un monito anche alle Istituzioni affinché «si faccia crescere la sensibilità sul tema della dignità del lavoro».

La Kyenge ha ancora una volta  ragione  a dire che i cinesi sono chiusi nella loro comunità perché non si fidano delle nostre istituzioni, ma quanti italiani hanno ancora  fiducia nello Stato? Basta dare un’occhiata alle statistiche!  Quale italiano che accende la televisione e vede quelle immagini di tragedia e dramma all’interno della fabbrica di Prato, può credere in uno Stato che permette ai cinesi di lavorare e vivere in situazioni disumane, mentre  sale l’angoscia per gli italiani sempre più disoccupati  che non hanno neppure la possibilità di crearsi un futuro? Perché gli italiani devono tollerare che i cinesi possano violare le leggi? Loro una comunità di cui si fidano ce l’hanno,  ma gli italiani ? In fondo la Kyenge, ministro senza portafoglio, parla di protezione necessaria per i cinesi, ma dove sono quelle per la tutela dei nostri figli? Dove solo quelle per i pensionati? Dove sono le tutele per i disabili o per i malati? Dove è lo Stato di diritto se i cittadini italiani sono solo numeri di conto corrente per chiedere tasse  mentre scadono i servizi? Non ci sono tutele, è perfettamente giusto il discorso della Kyenge: l’integrazione è un lusso che non possiamo permetterci!  E allora, non illudiamo gli stranieri, non promettiamogli un futuro, lasciamoli andare in altre nazioni a realizzare i loro sogni e quando e se potremo li accoglieremo… Se le condizioni del nostro paese miglioreranno. Ora è solo sfruttamento e un biglietto da visita per l’estero.

L’orrore dell’ operaio cinese: ha cercato di rompere il vetro, ma ha trovato le sbarre

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L’orrore della fabbrica cinese a Prato, non ha fine. Uno degli operai morti nell’incendio ha tentato di salvarsi rompendo il vetro di una finestra, ma ha trovato le sbarre a impedirgli la fuga. Il suo corpo è stato trovato nell’unica parte dove c’erano i cosiddetti “loculi” adibiti a dormitorio. Quella parte della fabbrica non è crollata ma è diventata la tomba per quell’operaio che è stato ritrovato con il braccio fuori dalla finestra, tra le sbarre. Gli altri invece sono stati ritrovati sotto le macerie del soppalco che è crollato. Alla fine il bilancio dovrebbe essere di 7 morti, ma potrebbe aggravarsi dato che alcuni feriti sono in ospedale in condizioni critiche.

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L’allarme è stato dato da un ex carabiniere Leonardo Tuci, membro dell’Associazione nazionale carabinieri in congedo: “Stavo passando con la mia auto quando ho visto una colonna di fumo provenire dal capannone. Mi sono avvicinato e ho visto che c’erano alcuni cinesi che mi venivano incontro piangendo e urlando. Sono corso verso il capannone e ho visto un cinese che con un estintore in mano per cercare di spegnere l’incendio. Allora ho preso anche io un estintore per aiutarlo. Era stremato, anche per il freddo, e continuavo a sentire le urla dei cinesi”.

Sì o no? La Roma e i fondi cinesi: grattacapo Unicredit

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 E’ il Corriere della Sera a riportare una notizia che non può passare inosservata ai manager di Unicredit, impegnati nel dossier A.S. Roma e nella vendita a Chen Feng della loro quota. Il problema risiede nel fatto che i soldi che l’imprenditore dovrebbe versare sono in attesa di autorizzazione da parte del governo cinese, visto che il manager avrebbe chiesto che l’intera operazione gli venga finanziata. Come spiega il quotidiano:

A quanto risulta l’interesse di Feng è concreto, ma il manager avrebbe chiesto che l’intera operazione gli venga finanziata. Più o meno quello che era successo all’inizio tra Unicredit e Pallotta. Dunque Feng non ci metterebbe del suo. Non è chiaro se questo aggirerebbe la richiesta di autorizzazione al Safe, l’Autorità valutaria cinese che deve autorizzare gli investimenti all’estero.

È un dettaglio, ma fondamentale:

Nel caso dell’Inter il Safe ha fatto saltare un accordo già firmato. Per la Roma siamo ancora ai contatti preliminari e anche se arrivasse un accordo il perfezionamento non sarebbe comunque automatico, come insegna Moratti. Gli advisor della Rothschild stanno cercando di sbrogliare la matassa e trovare la soluzione per portare Feng al tavolo. Al momento non si registrano particolari passi avanti. È probabile che in questa fase il lavoro sia più concentrato sull’asse Milano-Boston per far digerire a Pallotta l’idea di imbarcare un nuovo socio.

Anche da Pallotta arriva l’apertura ai cinesi

roma-cinesi-tuttacronacaGirandola d’informazioni nei giorni scorsi riguardo il possibile ingresso d’investitori cinesi nella Roma. Ora l’ufficio stampa ha diffuso un comunicato per cercare di far chiarezza. Ieri mattina i rappresentanti di UniCredit, nelle vesti del vicedirettore generale Paolo Fiorentino e dell’avvocato Roberto Cappelli, e di Neep Roma Holding (la società che controlla il 78% del pacchetto azionario della Roma), ossia il legale Daniel Hart, sono stati ascoltati dalla Consob. Ora anche Pallotta ha ammesso che esistono delle trattative tra la banca e il magnate cinese. Questo il comunicato diramato, su richiesta della commissione di controllo della Borsa, da A.S. Roma SPV LCC:

L’A.s. Roma con riferimento alle dichiarazioni rilasciate dal presidente James Pallotta in data Domenica 24 novembre 2013, relative alle notizie pubblicate circa l’ingresso di un nuovo potenziale investitore in NEEP Roma Holding S.p.A. (la controllante di AS Roma S.p.A.), e su richiesta della Consob, AS Roma SPV LLC, socio di maggioranza di NEEP Roma Holding S.p.A., informa di essere stato messo al corrente dei colloqui tra Unicredit S.p.A. e un potenziale investitore Cinese relativi ad un eventuale cessione, parziale o totale, della partecipazione detenuta da Unicredit S.p.A. in Neep Roma Holding S.p.A. AS Roma SPV LLC rende noto, altresì, che non vi sono stati colloqui formali o negoziazioni tra A.S. Roma SPV LLC ed alcun potenziale investitore Cinese in merito ad un aumento di capitale in NEEP Roma Holding S.p.A, e che né AS Roma SPV LLC, né – per quanto a conoscenza di quest’ultima- Unicredit S.p.A., hanno ricevuto alcuna formale proposta concernente un’eventuale vendita delle partecipazioni sociali di NEEP Roma Holding S.p.A. o altra proposta inerente un aumento di capitale in NEEP Roma Holding S.p.A.

Al termine del comunicato, c’è l’apertura a un possibile socio orientale:

AS Roma SPV LLC ritiene fermamente che debba essere mantenuto il massimo riserbo su notizie riguardanti potenziali partners strategici per A.S. Roma. Accogliamo con favore l’opportunità di lavorare con partners qualificati provenienti da ogni parte del mondo che possano sostenere le nostra iniziativa di rendere la Roma uno dei clubs più prestigiosi al mondo”.

Stando a quanto riporta Il Corriere dello Sport, l’idea dei cinesi sarebbe quella di acquistare il 20-25% per 30-40 milioni. In seguito, salirebbe gradualmente, magari partendo cun un aumento di capitale

Chi produce la Bibbia? La Cina!

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Anche la Bibbia è un business e così i cinesi, il Paese più ateo del mondo, si è aggiudicato il primato con 107 milioni di testi sacri prodotti, in unica fabbrica, a Nanjing, nel sudest del paese, tra il 1987 e il 2012. Alla fine degli anni ’80, quando le religioni sono ricominciate a essere praticate più apertamente, grazie alle sovvenzioni date dalla e British United Bible Societies e dalla fondazione Amity, il mercato è diventato florido! Dal 1988, anno di inizio delle attività sono passati dai 500mila libri stampati (quasi tutti per il mercato cinese) ai 12 milioni dell’anno scorso di cui oltre il 40% era destinato al mercato estero. Ora la fabbrica impiega 600 dipendenti e i suoi capannoni continuano a espandersi di anno in anno. “Abbiamo creato un modello di business di successo”, si è vantato il vicedirettore della Fondazione Almaty con il giornale governativo Global Times. “Siamo felici di servire le chiese di tutto il mondo e di usare i profitti derivati dalla pubblicazione delle Bibbie per aiutare i più deboli”. Pensando ai più deboli, la fondazione Amaty riceve anche donazioni per più di 12 milioni di euro all’anno provenienti da tutto il mondo.

 

I cinesi entrano nella Roma? Ma anche no. Parla Pallotta

pallotta-roma-tuttacronacaE’ lo stesso James Pallotta, come riporta La Stampa, a smentire l’interesse di Hna ad entrare nel capitale della Roma, notizia che era girata con insistenza nei giorni precedenti: “Contrariamente a quanto riportato ultimamente, non ci sono stati negoziati tra noi e potenziali investitori cinesi”. E ha aggiunto: “Restiamo continuamente costernati per la sciocca e imbarazzante diffusione da parte di Unicredit di false informazioni nei media”. Il presidente si è poi lamentato esplicitamente del comportamento del socio Unicredit: “Restiamo continuamente costernati per la sciocca e imbarazzante diffusione da parte di Unicredit di false informazioni nei media – l’attacco nei confronti dell’istituto di credito – Questo è vergognoso e fa male a me, alla nostra squadra e ai nostri tifosi”. E quindi conclude: “Chiunque è coinvolto in questo tipo di attività deve essere ritenuto responsabile per qualsiasi danno arrecato al nostro club dentro e fuori dal campo, e dovrebbe chiedere scusa ai nostri tifosi. Forza Roma!”

La Roma spiccherà il volo con Hna?

hna-roma-tuttacronacaNeep è la holding che possiede il 78% della Roma calcio e proprio a questa holding è interessato l’Hna group, che ne vorrebbe acquistare circa il 20% da Unicredit. E’ quanto riporta il Messaggero che spiega come, in seguito, Neep potrebbe lanciare una ricapitalizzazione che, a cascata, andrebbe a rafforzare la società di calcio. Ma non solo, la Roma svetta in cima al campionato e i cinesi sarebbero disponibili a investire ancora. Ma devono fare i conti con gli americani di James Pallotta. L’accordo preliminare potrebbe venir siglato, tra Hna e Unicredit, all’inizio della settimana prossima. L’operazione triangolare coinvolgerebbe anche Pallotta. Proprio americani e cinesi si sarebbero sentiti in conference call due giorni fa, al fine di approfondire l’accordo che comprende anche la governance. Come ricorda il quotidiano, “Paolo Fiorentino, vicedirettore generale con la delega sulla Roma, sarebbe riuscito a spuntare un prezzo di circa 40 milioni per il 20% che valorizza la società attorno a 155 milioni. Ai primi di agosto Pallotta ha acquistato il 9% da Unicredit per circa 14 milioni, salendo dal 60 al 69% di Neep, di cui oggi Unicredit ha il 31%. «UniCredit informa che al momento non sono state prese decisioni sulla partecipazione», si legge in una nota diffusa ieri mattina dopo le indiscrezioni di un quotidiano che però indicava come acquirente un nominativo sbagliato. Unicredit «conferma altresì che tale asset non è strategico e quindi la disponibilità a valutare eventuali opportunità di valorizzazione». A seguito di questa ammissione, il titolo ha preso il volo in Borsa, chiudendo a 1,395 euro (+ 10,39%)”. Il tutto sarebbe iniziato poco più di un mese fa, con il rappresentate legale dei cinesi che ha preso contatto con Unicredit per sondare la disponibilità a cedere la quota. Ancora il Messaggero, riassume le caratteristiche del gruppo cinese:

Hna, sesta società cinese con 44 miliardi di attivo, è un gruppo molto conosciuto che non ha bisogno di referenze. Nel ricco portafoglio c’è il 20% di Nh hoteles, proprietario di Nh hotel Italia di cui Intesa Sanpaolo detiene il 44,5%. In più ha una ventina di compagnie aeree sparse in Asia, di cui Gran China Airlines, nata sei anni fa, è la più importante: nel capitale della controllante figura con il 18,6% George Soros, il finanziere che cinque anni fa tentò di intavolare una trattativa con Rosella Sensi senza successo. Per tornare alla carica, sempre a vuoto l’anno dopo. La presenza di compagnie aeree potrebbe indurre Unicredit, coinvolto nel salvataggio di Alitalia, a sondare la disponibilità a intervenire. L’ingresso di Hna nella Roma dipende dalla definizione degli accordi con Pallotta. Siccome il patto esistente in Neep prevede diritti di veto tra Unicredit e As Roma llc per il socio di minoranza fino a una quota del 30%, Hna e la banca potrebbero blindare il 20% dei cinesi e l’11% degli italiani, in una newco che avrebbe il 31% della holding: di questa nuova società gli asiatici avrebbero il 60-70% e l’istituto il residuo. Ma queste sono tecnicalità. La sostanza è il negoziato tra Pallotta e Hna che proseguirà nel week end. I cinesi vogliono voce in capitolo nella gestione del club e spingono per fare un aumento di capitale di 50 milioni: Unicredit scenderebbe al 5% mentre obiettivo degli asiatici sarebbe di salire oltre il 40%.

Da parte sua, il presidente dei giallorossi Pallotta ha commentato: “Siamo fortunati ad essere i custodi di una grande organizzazione che attira gli interessi di persone che vorrebbero entrare a farne parte”. E quindi aggiunto: “Il nostro obiettivo come sempre è quello di perseguire ciò che è meglio per la Roma. Non abbiamo alcuna comprensione speciale sulla volontà di Unicredit di vendere la sua quota nella Roma o le sue ragioni per un dialogo pubblico, così attenderemo altre notizie per saperne di più.”

Il futuro della Roma parla cinese? Il calcio italiano sempre più asiatico?

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Il calcio italiano sembra sempre più asiatico, oltre che internazionale. Così dopo l’Inter passata all’indonesiano Thohir, ora sembra che nel futuro della Roma ci sia Wang Jianlin, l’uomo più ricco della Cina. Pallotta avrebbe condotto trattative segretissime nei suoi uffici a New York. Ora mancherebbe solo l’ufficializzazione, ma  è al cinese Wang Jianlinche corrisponde l’identikit del nuovo investitore che progressivamente sostituirà Unicredit nel capitale societario. Secondo la rivista Forbes, Jianlin è l’imprenditore più ricco della Cina con un patrimonio di 8,6 miliardi di dollari: dovrebbe subentrare alla banca attraverso una ricapitalizzazione in Neep Roma Holding, la cassaforte di controllo (il 78%), diluendo in questo modo la quota di Unicredit (oggi Pallotta e gli altri investitori americani possiedono il 69% di Neep R. H., Unicredit il restante 31%).

Tentano di rapinarlo: commerciante fugge e investe un bandito

polizia-torinese-tuttacronacaEra diretto al Centro agroalimentare di Grugliasco, nel Torinese, per portare i suoi prodotti ortofrutticoli un commerciante cinese che è stato fermato da tre malviventi. Resosi conto che si trattava di un tentativo di rapina, l’uomo ha rimesso in moto il suo camion ed è fuggito. E’ stato allora che ha investito uno dei rapinatori, uccidendolo, mentre i due complici si sono dati alla fuga. Alla polizia, il commerciante ha poi riferito di non essersi accorto di aver travolto e ucciso il bandito.

Ordina all’alunno di buttarsi dalla finestra… Per la scuola è morte accidentale!

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Una crudeltà? Una storia incredibile? Un ordine? Ancora non è chiaro ma sembra che un insegnante cinese abbia chiesto a un suo alunno di buttarsi dalla finestra dopo che per diverse volte aveva tentato di risolvere un difficile compito e ogni volta aveva fallito nel dare la risposta giusta. Così l’allievo su ordine del professore si è lanciato dal trentesimo piano. Almeno questo è ciò che racconta la Radio nazionale cinese (Cnr), che ha riportato la tragica notizia.  Sempre secondo l’emittente, sono state ritrovate delle note inequivocabili sui libri di scuola del bambino: “Maestro, non ci riesco. Ho già provato più volte a buttarmi dalla finestra”. Ora sotto processo è andato l’intero sistema scolastico cinese che chiede disciplina e completa sottomissione degli allievi ai loro insegnanti.

Dopo il tragico decesso del bambino i familiari hanno appeso avanti alla scuola, nella città di Chengdu, nella provincia del Sichuan, uno striscione con su scritto: “L’insegnante ha obbligato nostro figlio a buttarsi dal palazzo”. Ma per la scuola non c’è niente di irregolare: “Il bambino è morto accidentalmente”.

Photoshop in Cina usato per propaganda politica… il risultato è pessimo!

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La propaganda politica in una società come quella odierna deve passare per forza per l’immagine e lo sanno bene i cinesi che fanno un largo uso di photoshop… peccato che poi qualche risultato sia piuttosto “maldestro”! Uno di questi ha riguardato il governo di Ningguo (una città nella provincia centrale di Anhui, in Cina), che ha ammesso di aver creato un fotomontaggio raffigurante un uomo di potere con un cittadino malato. Il trucco non è riuscito perché Wang Jun, membro del comitato comunale del partito e vice sindaco, sembrava chiacchierasse con una donna anziana piccolissima e sproporzionata. La 103enne Cheng Yanchun era stata immortalata in un altro momento e le due foto sono state manipolate goffamente. La donna è diventata minuscola e il politica è senza gambe.

Ma non è l’unica basta dare un’occhiata anche a queste altre!

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Il neonato annegato è scivolato nel fiume durante lite dei genitori

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Sono stati fermati i genitori di quel bambino, di appena una settimana, il cui corpo ad agosto venne ritrovato annegato in un fiume nella contea cinese di Ruyang. Da una prima ricostruzione il piccolo sarebbe scivolato accidentalmente in acqua durante una lite animata dei genitori. I vigili del fuoco, primi ad arrivare sul posto, non poterono far altro che appurarne la morte.

Inala monossido di carbonio, dimentica il cinese e parla inglese

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La storia sembra un fake: una donna cinese inala monossido di carbonio e poi parla correttamente inglese. Lo Shanghai Daily, riporta lo strano caso, verificatosi nella provincia dell’Hubei, di una donna di 28 anni, Chen Jia, che lo scorso anno aveva inalato dei fumi di monossido di carbonio durante un barbecue e quando si è ripresa, non è stata più in grado di camminare e di parlare cinese. Ora la ragazza parla solo inglese. Se non si specifica che Chen era bilingue prima dell’incidente potrebbe quasi essere una storia assurda, in realtà uno dei medici che hanno in cura la donna ha spiegato scientificamente il fenomeno:

“Non è così anomalo quando pazienti che conoscono più di una lingua subiscono danni cerebrali può accadere che acquistino la capacità di parlare una lingua ma dimentichino l’altra”.

Donna trovata morta a Roma, giaceva a terra nel parco Fao

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Il corpo di una donna è stato rinvenuto questa mattina all’interno del parco “Fao”, in via Ruzzante, in zona Marconi, a Roma. Il cadavere della 19enne giaceva a terra con una corda al collo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e allo stato attuale non si esclude nessuna ipotesi. Ora saranno i rilievi del medico legale a dare le prime risposte.

Aggiornamento: Quello che a prima vista era stato scambiato per il cadavere di una donna italo-cinese, è risultato invece essere il corpo di un ragazzo cinese. Vicino all’albero e’ stato trovato anche un secchio su cui il giovane sarebbe salito per poi suicidarsi. L’uomo avrebbe usato delle cinture per valigie intorno al collo per impiccarsi. Restano tuttavia aperte le ipotesi anche se è probabile che si tratti di suicidio. E’ stata disposta l’autopsia che dovrà fugare altri dubbi.

Pd e Pdl litigano sul tartufo cinese

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Si litiga sull’Imu, sull’Iva, le larghe intese sembrano ormai logorate tanto da non riuscire neppure ad aver una linea comune sul “tartufo cinese”. Il Pd cerca il protezionismo, il Pdl vuole abbattere le dogane.  Il Pd vuole vietare l’importazione di tuberi di nessun valore provenienti da alcuni paesi, come ad esempio dalla Cina e si sottolinea come tale tartufo sia una specie altamente invasiva che rischia di compromettere le produzioni autoctone in maniera irreparabile. Mentre il Pdl vuole aprire al libero mercato e importare il tubero dall’Asia. Il dibattito è aperto e il governo è in bilico.

 

Shock nello shock: a strappare gli occhi al bambino è stata la zia?

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Qualche giorno fa la Cina e la comunità internazionale erano rimaste shoccate quando si era appresa la notizia che erano stati strappati gli a un bambino di 6 anni. Oggi c’è un ulteriore shock, perchè sembrerebbe che a strappare gli occhi al bambino sia stata la zia,  Zhang Huiying, la moglie del fratello del padre del bimbo, che quattro giorni dopo si è suicidata gettandosi in un pozzo. Secondo la polizia sugli abiti della zia sarebbe stato rilevato il dna del bimbo. Se i fatti fossero confermati, si escluderebbe quindi il rapimento da parte di una fantomatica trafficante di organi: il crimine sarebbe riconducibile in famiglia. Ignote al momento le motivazioni del gesto.

 

Follia cinese: donna rapisce un bambino e gli strappa gli occhi

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Una normale passeggiata di una famiglia che si trasforma in una tragedia. Il figlio, Binbin di sei anni, si allontana di qualche metro e viene rapito, i genitori non hanno il tempo di accorgersi di nulla. Una donna lo introduce a forza su un veicolo e gli dice “Se non piangi non ti farò alcun male”. Ma la donna invece il male glielo fa: lo droga e gli strappa gli organi con ferri non sterilizzati. Quella donna sarebbe secondo le ipotesi o una trafficante d’organi di professione o una malata di mente. Inizia così l’inferno di Binbin.

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La Cina si mobilita e sono decine di migliaia i commenti comparsi online a favore del bambino e della sua famiglia: è partita anche una raccolta fondi per pagare le sue spese mediche, che si preannunciano molto alte anche se il bambino non ha alcuna possibilità di tornare a vedere. Le autorità della provincia settentrionale dello Shanxi hanno offerto una taglia da 100mila yuan (circa 12mila euro) per chi aiuterà a ritrovarla. In Cina le cornee sono molto richieste in Cina e possono essere estratte da qualunque corpo a qualsiasi età. La polizia di Linfen, località di origine del bambino, ha chiarito che gli occhi sono stati ritrovati con le cornee al loro posto. E’ probabile che l’autrice di questa terribile violenza li abbia buttati via per il timore di essere catturata.

 

Cina: quando l’aborto non é una scelta, ma una violenza

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Quando l’atrocità supera l’immaginazione, non ci sono più parole per raccontare la tragedia della nascita di un secondo figlio in Cina. La protagonista si chiama Lili Zeng e la sua storia è raccontata da un’agenzia di stampa cattolica AsiaNews e da Women’s Rights Without Frontiers. La donna incinta al nono mese subisce l’induzione delle doglie mentre al figlio viene fatta un’iniezione letale sul cranio… nonostante questo il bimbo nasce vivo, giusto il tempo per morire tra le braccia della madre poco dopo. Uscita dall’ospedale, Lili Zeng cerca per tre volte di uccidersi, ma per fortuna non ci riesce. L’operazione era stata imposta dal marito della donna

La tragedia di Zeng risale a due anni fa, ma è emersa solo in questi giorni. Tutto inizia con il marito che l’abbandona, che aveva  già un figlio dall’ex moglie e quindi firma la richiesta di far abortire, l’attuale moglie Lili Zeng.  Secondo la legge cinese questo è lecito:  l’aborto può essere imposto con la forza se uno dei due coniugi non vuole avere figli. Inoltre, il fatto che uno solo dei due sia già genitore basta e avanza per bloccare la gravidanza in corso. Zeng si rifiuta e dice che quella è solo una vendetta trasversale della prima moglie dell’uomo e chiede alle autorità di verificare l’abbandono del tetto coniugale da parte del marito, ma naturalmente non viene fatto. La burocrazia va avanti con tempi lenti, ma arriva in “tempo” per uccidere il bambino al nono mese di gestazione quando la donna viene richiusa in ospedale per l’intervento. Si tratta di una procedura rischiosissima, molto dolorosa e del tutto ingiustificata. «Mi sentivo come un maiale pronto per essere scannato» ha raccontato la donna a WRWF. La donna poi cerca di ottenere giustizia e si rivolge all’ufficio per la pianificazione della sua zona. La risposta arriva dopo mesi e le viene detto:

«se vuole biasimare qualcuno, se la prenda con la legge sul figlio unico o con suo marito. Se lui non avesse firmato l’autorizzazione, nessun dottore si sarebbe mai azzardato a intervenire sulla sua gravidanza. Ma ora l’avviso: se continua a importunarmi, sarò costretto a trovare qualcuno che la metta al suo posto».

Naturalmente in Cina il problema delle nascite è rilevante e va affrontato, ma sicuramente questo appare un caso estremo e forse c’è davvero dietro il fantasma di una presunta vendetta personale. Fermo poi restando che l’aborto deve rimanere una scelta, non deve diventare una violenza o una crudeltà.. .

Terrore nei sotterranei di Roma, turista scippato e picchiato dal ladro

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La metropolitana della Capitale sta diventando un vero inferno, in cui il crimine si muove con agilità e destrezza. Le bande di scippatori sembrano ormai consolidate soprattutto nelle stazioni più vicine al centro. Ieri sera un turista cinese è stato violentemente aggredito da un romeno che lo aveva scippato. Il turista si è accorto del borseggiattore, 44 anni, con precedenti, ha cercato di bloccarlo anche con l’aiuto di un suo amico, ma il ladro era scatenato: ha colpito con calci e pugni sia la vittima del furto sia il suo amico.  Fortunatamente una pattuglia di carabinieri impegnata nei quotidiani servizi antiborseggio, ha notato la scena ed è intervenuta bloccando il ladro e recuperando il portafogli, che è stato restituito al proprietario. Il romeno è stato arrestato.

 

Neonato annegato nel fiume… la Cina si scandalizza e si mobilita

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La Cina non vuole più vedere queste immagini, la Cina non vuole più la violenza sui minori, soprattutto sui neonati incolpevoli. E’ il Daily Mail a proporre l’ennesima immagine raccapricciante, di un bambino/a abbandonato in un fiume della Cina, nella zona a sud est del Paese. Sono scandalizzati gli utenti cinesi per la fotografia del bambino morto annegato, lasciato “galleggiare” per giorni. Probabilmente la morte è legata alla politica del figlio unico, in vigore in Cina dal 1979 e che obbliga ogni famiglia ad avere un solo bambino. E se questo nasce femmina, spesso viene abbandonata al proprio destino perché non può dare una mano nei campi, oppure i problemi sono legati ad altre esigenze, ma nessuno ha più voglia di tollerare questi atti criminali. Ora si sta cercando di risalire all’identità del neonato e dei suoi genitori.

Omicidio a Prato accoltellato cinese in un internet point.

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Quello che sembrava un banale guasto alle tubature, si è rivelato essere invece un omicidio. Il cadavere di un giovane cinese, che presenta diverse coltellate,è stato infatti rinvenuto all’interno di un internet point abusivo, in via Cadamosto, a Prato, che gli asiatici gestivano all’interno di un garage dal quale per gran parte della mattinata di oggi fuoriusciva acqua essendo stato lasciato aperto il rubinetto sito nel locale. L’allarme è stato dato quando una signora che risiede nel condominio che ha scorto del sangue defluire in strada da sotto la saracinesca del fondo, che era stata abbassata. Gli inquirenti stanno cercando di risalire all’identità dell’uomo.

Tenta di suicidarsi viene afferrato per gli slip!

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Ha tentato il suicidio dal sesto piano un uomo cinese, della provincia dello Changchun,  affetto da una grave forma di stress. In preda alle allucinazioni avrebbe tentato di lanciarsi dalla sua abitazione, ma grazie all’intervento della moglie e dei vicini è stato tratto in salvo, trattenuto solo per gli slip! Un ringraziamento andrebbe anche alla ditta di mutande che è stata capace di realizzare un tipo slip a tenuta straordinaria!

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Video shock… subisce uno scippo in scooter, cade e nessuno la soccorre.

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Le rubano la borsa mentre è in motorino e la ragazza cinese case a terra sull’asfalto mentre il ladro scappa con il suo bottino. Nessuno dei passanti aiuta la giovane che resta nel traffico stesa a terra. Indifferenza cinese?

Il kamasutra per vendere le auto: l’ultima trovata di una concessionaria

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Come vendere le automobili? Una concessionaria cinese ha preparato quindi un particolare catalogo di auto in cui il cliente può vedere le diverse posizioni del kamasutra che può scegliere all’interno della vettura. I modelli messi a disposizione per il momento risultano essere 4: la Mercedes E63 Amg, l’Hummer H3, la Bentley Continental Flying Spur e la Toyota Lexus LS 460. Ovviamente si tratta di macchine dai prezzi proibitivi: si va dai 50mila dollari dell’Hummer fino ai 250mila della Bentley, senza contare le varie offerte speciali che includono accessori di lusso. Così non si sceglie più l’auto solo in base alle proprie preferenze di colore e modello, ma secondo le proprie abitudini sessuali:  la Mercedes è spaziosa e consigliata per i più tradizionalisti, Bentley e Lexus sono più adatte ai ‘contorsionisti del sedile’, mentre nell’Hummer ci si può sbizzarrire in qualunque modo, data l’ampiezza dell’abitacolo.

L’immotivata violenza cinese: uomo aggredito e ucciso da passanti

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E’ inspiegabile l’ennesimo episodio di violenza immotivata avvenuta a  Shenzhen, nella Cina meridionale, dove un 41enne è stato improvvisamente aggredito e ucciso tra tre passanti. E’ agghiacciante che questo non sia un episodio isolato, ma l’ultimo di una lunga serie in meno di una settimana. . Giovedì scorso un uomo ha ucciso una bambina di due anni, strappandola dal passeggino e buttandola violentemente a terra , dopo un banale litigio con la madre per ragioni di traffico. Sempre giovedì un altro pazzo ha ucciso a coltellate cinque persone a causa di una disputa di affari, nella provincia dell’Henan. Martedì scorso, nella provincia del Guanxi, due funzionari del locale Dipartimento per la pianificazione familiare sono stati uccisi, sempre a coltellate, da un uomo che voleva protestare contro la legge che impone il figlio unico. La polizia ha arrestato per quest’ultimo episodio di violenza di un uomo che ha partecipato al massacro, ma ancora non sono chiare le dinamiche che hanno portato al gesto.

+++ Immagini adatte a un pubblico adulto +++

Il mistero del Trasimeno: cadavere di una donna dietro un cespuglio

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L’allarme è stato dato da alcuni turisti la notte scorsa intorno alle 2,30, quando è stato rinvenuto un corpo di una giovane cinese di circa 19/20 anni dietro un cespuglio del lago Trasimeno, in provincia di Perugia. Sul cadavere non sono stati rinvenuti segni di violenza, solo un’abrasione in testa che potrebbe essere post mortem. Due giovani avrebbero chiamato le forze dell’ordine di un corpo senza vita fra il boschetto e la spiaggia in zona Monte del Lago, precisamente in un’area sterrata adibita a parcheggio libero nelle vicinanze di alcuni lido in direzione Torricella.

Al momento sono oscure le cause della morte della giovane e per domani è stata disposta l’autopsia sul corpo. La ragazza al momento del ritrovamento indossava fuseaux e maglietta nera e non aveva documenti con sé. Secondo i primi rilievi il cadavere sarebbe stato trascinato nel boschetto, dietro un cespuglio. I carabinieri ora stanno indagando tra i compagni di studio e le amicizie della giovane per ricostruire le ultime ore in vita.

Bimbo assetato chiede acqua e la cinese del chiostro gliela tira addosso

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Quante volte da piccoli ci è accaduto di avere sete e i genitori ci hanno mandato a chiedere un bicchiere d’acqua gratis al bar o al chiostro? Un gesto normale, che invece per un bimbo di 12 anni ieri sera si è trasformato in un incubo. Il piccolo si trovava nel quartiere di Boccea a Roma e si è avvicinato al chiostro gestito da una 49enne cinese per chiedere un bicchiere d’acqua per dissetarsi. La donna non ci ha pensato minimamente e ha tirato l’acqua addosso al piccolo. Immediata la chiamata alla polizia. Quando i carabinieri sono arrivati la donna asiatica ha risposto minacciando e offendendo gli agenti., rifiutandosi di fornire le generalità. Immediata è scattata la denuncia.

Gli italiani si devono integrare, ma forse prima dovremmo insegnare l’educazione e la civiltà a chi accogliamo? Da quando si nega un bicchiere d’acqua?

Denunciato l’uomo che ha lasciato il figlio di un mese sotto il sole

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E’ un padre cinese di 30 anni, l’uomo che è stato denunciato dopo che ha lasciato suo figlio di appena un mese in auto sotto il sole con il ciuccio fissato con lo scotch in bocca. Così è stato trovato il piccolo intorno alle 11 in via Vignolese, accanto a un centro commerciale, a Modena. Glia genti della municipale e il 118 intervenuti sul luogo sono arrivati mentre l’uomo stava tornando verso la sua vettura. Il piccolo aveva 38 di febbre ed è stato portato al pronto soccorso.

L’evasione cinese nel nostro paese: a Prato è più di 1 mld

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Di integrazione si parla spesso, di evasione fiscale compiuta dai cittadini stranieri nel nostro paese molto di meno. Il mal costume sicuramente lo hanno ereditato da noi, ma questo non giustifica certo il reato che reiterano costantemente. E’ stato soprannominato l’assessore-sceriffo Aldo Milone, assessore alla Sicurezza dal 2007 della città di Prato, centro del distretto tessile che ospita 112 etnie diverse e dove quella cinese è la comunità più forte con 14 mila presenze regolari dietro  le quali e di nascosto dalle autorità lavorano altre 25 mila anime. Milone ha mandato i suoi primi 50 dossier con circa 357 evasori cinesi seriali all’Agenzia delle entrate e ha fatto “emergere” l’evasione cinese che sarebbe, più o meno di un miliardo l’anno. I cinesi forti anche del fatto che non esista un accordo di estradizione tra Italia e Cina sfruttano ogni buco della legislazione italiana e quando un clandestino viene raggiunto da un decreto di esplusione rimane tranquillamente sul nostro territorio non essendoci nessun accordo.

Ma cosa sfruttano i cinesi? In Italia i controlli fiscali non partono prima dei 20 mesi di attività. Il gioco è semplice: si fa una ditta uninominale che chiude quindi al secondo anno di attività. A quel punto ne viene aperta una nuova e si azzera la possibilità di essere sottoposti a un controllo.

Milone è una “celebrità” nel suo campo: dal ’95 quando da Sarno si trasferì a Prato come poliziotto già con i suoi superiori affermava: “Dotto’, guardate che questi sono peggio delle cavallette” e all’epoca la comunità cinese contava circa 3 mila presenze. Ora la sua squadra di 80 uomini  organizza raid settimanali per chiudere i laboratori clandestini che si moltiplicano di minuto in minuto.

L’integrazione ci vuole, ma prima forse si dovrebbe insegnare a far rispettare le regole.

Sesso estremo contro una finestra… l’amplesso finisce in tragedia

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Sono morti cadendo dal terzo piano di una finestra mentre stavano consumando un amplesso. E’ successo a una coppia cinese che secondo alcuni testimoni è stata vista precipitare abbracciata dalla facciata di un palazzo. I due corpi si sono poi schiantati a terra esanimi. Il Sun ha fatto circolare una foto choc che in breve sta facendo il giro del web. secondo le prime indiscrezioni, la coppia di Shanghai si sarebbe appoggiata alla finestra per fare sesso, ma la scarsezza dei materiali da costruzione e la foga della coppia avrebbe fatto cedere la finestra causando la tragedia.

 

Suicidio o omicidio? Trovata donna morta a Milano

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E’ stata ritrovata nel suo appartamento a Milano, al civico numero 12 di via Lambro, una donna cinese di 64 anni. A fare il macabro ritrovamento il suo fidanzato italiano, un 70enne, che l’ha rinvenuta con un sacchetto di plastica sulla testa. Gli agenti, a cui l’uomo ha raccontato di averla vista l’ultimo volta lo scorso venerdì, non riescono ancora a dire se si sia trattato di suicidio oppure di omicidio. L’abitazione, in cui nulla è stato trovato in disordine, era chiusa dall’interno.

La crudeltà cinese… lo stato fa abortire al 7° mese!

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In Cina si sa, per avere un figlio si deve chiedere il permesso al governo, causa il sovraffollamento della popolazione nazionale. Eppure, una coppia di giovani cinesi, aveva deciso di portare avanti, di nascosto, la loro inaspettata gravidanza, nonostante avessere già un figlio e nonostante fosse loro proibito averne altri.
Ma, la spiata di un vicino di casa, riccamente ricompensato dallo Stato (in Cina funziona così), ha messo in moto la dinamica macchina investigativa cinese. O paghi una multa di 2-3 mila euro, o anche di più, oppure dobbiamo farti abortire forzatamente. Ma la coppia, non particolarmente benestante, non ha potuto accettare di pagare l’ammenda. E venerdi scorso il feto è stato abortito con un’iniezione letale. Era al settimo mese e il bimbo era totalmente formato, tanto che sarebbe stato in grado di sopravvivere già fuori dal ventre materno. Il fatto è avvenuto venerdì 22 marzo a Chuzhou, nella provincia orientale cinese dell’Anhui. Le informazioni sono state poi diffuse da alcune organizzazioni che operano in Cina e all’estero per la tutela dei diritti umani.
Il padre del piccolo, disperato e indignato per il fatto, ha deciso di pubblicare su internet la foto del feto del suo bimbo: “Penso che se abbiamo violato la quota sulle nascite le autorità avrebbero dovuto prendersela con noi che siamo adulti e non con un neonato innocente. Così hanno messo fine alla sua vita”.

Aggiornamento: qualche mese più tardi la Cina si è ancora scandalizzata e indignata per un neonato morto che galleggiava su un fiume. 

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Ruba i maglioni per i fratelli, “hanno freddo”!

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Ha rubato cinque maglioni per poterli regalare ai fratelli che sentivano freddo. La protagonista e’ una ragazza di 18 anni di Catanzaro sorpresa mentre compiva un furto in un negozio di una famiglia cinese. La ragazza ha raccontato ai carabinieri che la sua famiglia ha gravi problemi economici e che i fratelli avevano bisogno di indumenti per ripararsi dal freddo. Il pm di turno, Carlo Villani, ha deciso di non farla arrestare e di denunciarla per furto.

La conversione cinese? Prato ci prova!

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Preghiere in italiano e cinese. C’era anche il vescovo di Prato Franco Agostinelli a guidare la processione di cinesi cattolici, che per la prima volta hanno partecipato ad una Via Crucis a loro dedicata. La celebrazione si e’ svolta lungo via Pistoiese, l’arteria principale della Chinatown pratese. Il vescovo ha preso la parola nella piazzetta dove solitamente si radunano gli orientali e l’intervento e’ stato tradotto da don Wang, il cappellano dei cinesi di Prato.

I cinesi impazziscono per la loro First Lady

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Famosa cantante e moglie del presidente cinese Xi Jinping, Peng Liyuan, sta conquistandosi i consensi di tutti i cinesi. Sono innumerevoli i commenti favorevoli che approdano in rete e migliaia i ritweet delle sue foto. Anche in occasione della loro prima visita ufficiale a Mosca, il web è stato bombardato dalle foto della First Lady cinese che scendeva la scaletta dell’aereo con il marito. In particolare i cinesi amano il comportamento, molto affettuoso e attento, della donna a tutto ciò che le sta intorno. Sembra proprio che Peng Liyuan prima li abbia abbagliati con la sua voce e ora entra nei loro cuori.

Le auto di lusso sono tossiche!

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Attenzione all’auto di lusso… potrebbe essere tossica. Lo riferisce lo Shanghai Daily, citando un programma della televisione cinese dopo un servizio andato in onda su CCTV (CHINA CENTRAL TELEVISION) che ha sollevato il caso dopo le lamentele di molti clienti che avevano notato uno strano odore nelle loro auto. In particolare nel mirino sarebbero caduti gli interni, trattati con sostanze chimiche potenzialmente a rischio, dei modelli di lusso delle Audi, Bmw e Mercedes. Se fosse accertata la nocività, le case automobilistiche si ritroverebbero a dover risarcire migliaia di clienti.

LO SCANDALO DEGLI F35… NON HANNO VISIBILITA’ POSTERIORE!!!

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Per il cacciabombardiere F-35 potrebbe essere la mazzata definitiva. C’è un nuovo rapporto del Pentagono secondo cui il jet da combattimento che dovrebbe equipaggiare anche l’Aeronautica italiana non funziona, e stavolta la bocciatura americana è più pesante di quella di qualche settimana fa, perché riguarda difetti strutturali e non problemi ordinari, di quelli che normalmente si scoprono e si risolvono nella fase di sviluppo di qualunque macchina. La critica all’F-35 è così radicale che il nuovo caccia viene definito per diversi aspetti peggiore dei velivoli più vecchi di decenni, che è destinato a sostituire.

L’F-35 viene prodotto dall’americana Lockheed Martin ma, come ormai è d’uso, lo si fabbrica nell’ambito di un’ampia collaborazione internazionale, che coinvolge anche l’Italia nello stabilimento di Cameri, in provincia di Novara. Ne esistono varie versioni, in particolare a decollo corto o verticale, pensate soprattutto per le portaerei, e a decollo normale per l’impiego da basi terrestri. Finora, i rapporti critici del Dipartimento della Difesa americano avevano coinvolto solo le varianti del primo tipo, mentre l’ultimo dossier le mette sotto accusa tutte.

La questione che aveva fatto rumore qualche tempo fa era la vulnerabilità dell’F-35 ai fulmini. Si era obiettato che il difetto c’è ma si può risolvere. Il nuovo rapporto invece cita, fra nuovi problemi, alcuni impossibili da eliminare, e in particolare la visibilità posteriore che risulta pessima e sarebbe molto penalizzante in un combattimento aereo. E non si dica che il problema non esiste, perché il pilota del terzo millennio non vede con gli occhi ma con gli strumenti elettronici: sull’F-35, dice il rapporto, fanno cilecca anche quelli, perché il display nel casco di volo non fornisce un orizzonte artificiale analogo a quello reale, a volte l’immagine è troppo scura o scompare, e il radar in alcuni voli di collaudo si è mostrato incapace di avvistare e inquadrare bersagli, o addirittura si è spento.

La tragica considerazione finale di questo rapporto del Pentagono è che in un futuro duello aereo l’F-35 verrebbe abbattuto dai vecchi caccia americani F-15, f-16 e F-18, che volano da 30 o 40 anni, dal pan-europeo Typhoon e dal Sukhoi 30 russo e dal J-10 cinese.

Ma non finisce qui perchè è stato riscontrato anche il problema della manutenzione che risulta troppo laborioso e limita l’efficienza operativa. Inoltre l’affidabilità tecnica generale lascia a desiderare e il dispositivo di carica delle batterie tende a non funzionare quando fa freddo, e, tanto per gradire, viene confermata la vulnerabilità dell’aereo ai fulmini.

E l’Italia ha investito 16 miliari di euro per la sola acquisizione, quindi a questa somma poi dovranno essere aggiunti i costi di gestione e manutenzione, più gli eventuali (che eventuali poi non sembrano data l’analisi del Pentagono) costi in caso di problemi tecnici e guasti.

ERA UNA SPESA INDISPENSABILE IN TEMPO DI CRISI ECONOMICA? CHI CI HA MANGIATO? CHI CI DOVRA’ MANGIARE? CHI CI DOVRA’ MORIRE SU QUESTI APPARECCHI CHE NON SONO SICURI E NEPPURE EFFICIENTI? POI PIANGEREMO I MORTI CHE SI POTEVANO EVITARE?

Il fake del pancione cinese!

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A Pechino una donna col pancione sale sulla metropolitana. Subito un signore gentilmente si alza e le cede il posto. Alcune fermate dopo, la donna si alza per scendere, il treno ha uno scossone e la sua pancia cade a terra davanti allo sguardo allibito dell’uomo e degli altri passeggeri, che se la prendono con la finta mamma. L’incidente di questa ragazza ha portato alla luce un’usanza che si sta molto diffondendo nelle metropoli cinesi: per essere sicure di poter essere comodamente sedute sui mezzi pubblici, infatti, molte donne indossano pancioni fake. D’altronde nel paese del tarocco…

 

Deputato cinese arriva in ritardo e rompe tutto in aeroporto!

Perde l’aereo e sfascia tutto. E’ successo all’aeroporto di Kunming, vicino Changshui in Cina, protagonista il deputato cinese Yan Linkun. Arrivato in ritardo, quanto l’assistente di volo lo ha informato che il gate era chiuso e non poteva più salire sull’aereo in partenza, ha dato di matto. Il video è tra i più visti del web.

Attacco hackers: Cina si discolpa e spunta la pista dell’est Europa

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Non sarebbe partito dalla Cina, ma forse dall’est Europa l’attacco degli hackers contro Twitter, Facebook e Apple. Dopo che la Cina ha negato qualsiasi suo coinvolgimento nella vicenda ed escluso che una cellula segreta dell’esercito cinese avesse messo a punto l’attacco informatico agli Usa, il dito si sposta verso l’Est Europa. Geng Yansheng, ha dichiarato che le forze armate cinesi non hanno mai appoggiato alcun attacco informatico, aggiungendo anzi che le leggi cinesi vietano qualsiasi attività che possa violare la sicurezza informatica. La denuncia contro Pechino è arrivata dalla società americana di sicurezza informatica Mandiant che, in 75 pagine, ha spiegato come i membri dell’Unità 61398 – corpo scelto dell’esercito cinese con sede a Shanghai – abbiano rubato dati e creato problemi ad industrie di ogni genere. Il portavoce del ministero cinese ha puntualizzato che il rapporto di Mandiant è da considerarsi privo di fondamento in quanto conclude che l’attacco informatico è venuto dalla Cina solo attraverso la scoperta del collegamento con indirizzi Ip in Cina.  “Per prima cosa – ha detto Yansheng – è noto a tutti che l’usurpazione degli indirizzi Ip altrui sia un metodo che viene utilizzato per condurre attacchi informatici. Accade ogni giorno. In secondo luogo non vi è stata alcuna definizione chiara e coerente su che cosa si intenda per attacchi informatici. Infine l’attacco cibernetico è transnazionale, anonimo e ingannevole e la sua vera fonte è spesso difficile da identificare”.

Apple in ogni modo rassicura che il numero di Mac dei suoi dipendenti colpiti dall’attacco è “limitato” e. non vi sono nemmeno le prove che “dati riguardanti Apple siano stati rubati”. Sul sito AllThingD del Wall Street Journal, la Apple “è in contatto con le forze dell’ordine nel tentativo di trovare la fonte della violazione al sistema”. Il gruppo di Cupertino ha anche aggiunto che renderà disponibile online un software per i Mac, dove è installato Java, che impedisca ai clienti di essere colpiti da attacchi informatici simili.

Cinese lascia figlia in auto per andare a giocare!

abbandono auto

Ha lasciato la figlia di 10 mesi in auto per andare a giocare al punto Snai di Sesto Fiorentino. Un 38enne cinese è mancato circa un ora, esponendo la piccola a temperature rigide. La piccola fortunatamente sta bene. Il padre della piccola è stato denunciato per abbandono di minori dalla polizia, intervenuta su segnalazione di alcuni passanti che avevano notato la bimba dormire nell’auto.

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