El Rey Leon convince anche Lapo Elkann: gli cede le chiavi dell’auto!

llorente-lapo-elkann-tuttacronacaFernando Llorente, che con le sue ultime prestazioni ha fatto breccia nel cuore dei tifosi bianconeri dopo un avvio di stagione complesso, oltre ad andare d’accordo con i compagni di squadra ha legato anche con il rampollo di casa Agnelli Lapo Elkann. I due sono soliti fare shopping assieme per le strade di Torino e ieri la loro sortita non è certo passata inosservata. I due sono infatti sfrecciati nel centro del capoluogo piemontese a bordo della 500 di Lapo, quella nota per la sua particolare carrozzeria a fantasia pied de poule. Come dire… bianconero dentro e fuori!

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Paola Ferrari “aggredita” dal twerkatore delle Iene: sotto shock!

paola-ferrari-tuttacronacaPaola Ferrari, la conduttrice della Domenica Sportiva, probabilmente non conosce il cosiddetto twerkatore delle Iene, ossia dello stalker che pedina i vip muovendo il bacino addosso a loro in una sgangherata danza sexy. Tanto che quello che ha subito dalla troupe della trasmissione l’ha vissuto come un’aggressione. Secondo quanto spiegano fonti Rai, l’uomo, con una parrucca bionda, l’ha schiacciata contro le porte d’ingresso della Rai all’angolo con Corso Sempione, a Milano. Il vicedirettore sport di Viale Mazzini, Maurizio Losa,  ha spiegato: “Paola Ferrari è riuscita a stento a divincolarsi, pensando fosse un tentativo di aggressione visto che questo personaggio si strusciava da dietro, e una volta entrata nel palazzo è svenuta rimanendo sotto choc per diverse ora. Sarà comunque regolarmente al lavoro”. L’episodio è avvenuto intorno alle 14 di domenica pomeriggio, quando la Ferrari stava andando in sede per preparare la trasmissione della sera. L’avvicinamento del twerkatore de Le Iene è avvenuto dopo che Paola è scesa dalla sua auto, dopo che aveva scattato qualche foto con dei fan. Quando si è ripresa dallo svenimento, la conduttrice ha chiamato la polizia, ma ha fatto sapere che non sporgerà denuncia. Losa ha poi espresso “solidarietà alla collega” a nome della redazione sportiva, aggiungendo: “Condanniamo con fermezza quanto accaduto per il cattivo gusto e la gravità di un presunto scherzo del genere. Pretendiamo che almeno ci siano subito le scuse”.

La De Girolamo e la “vicenda kafkiana”: riferisce alla Camera

de-girolamo-aula-tuttacronacaIl ministro delle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo è in mezzo alla bufera per il caso legato alla Asl di Benevento, sul quale oggi ha riferito in Aula, con un intervento all’interrogazione del Pd .”Vengo qui con spirito di grande serenità”, ha detto il ministro. “La mia vita di politico, di persona e di donna è stata travolta da un linciaggio e un accanimento senza precedenti”, ha aggiunto.  E ancora: “Vengo con determinazione a spiegare i motivi per cui mai e poi mai ho abusato del mio ruolo di deputato e mai ho violato la Costituzione”. “Il mio riserbo dei primi giorni era dettato dal rispetto per il lavoro magistratura”, ha aggiunto. “Mai e poi mai il mio nome è coinvolto nella truffa alla Asl di Benevento che riguarda altre persone, una delle quali ha costruito un dossier contro di me frutto di un complotto ai miei danni”.  “Questa vicenda è kafkiana, a leggere i giornali sembra che sia io ad essere sotto inchiesta ma la realtà è diversa, io non sono indagata, indagato è Pisapia e l’intercettazione è abusiva”. Nelle carte sulla vicenda Asl si parla di “pericolosità dei soggetti coinvolti, di capacità e attitudine delinquenziale”, in particolare dello “spessore delinquenziale di Pisapia”. Nunzia De Girolamo ha anche sottolineato che l’inchiesta nella quale è stata coinvolta parte da una attività illecita di intercettazione, che riguarda anche aspetti e considerazioni di carattere privato che sono state rese pubbliche. “Se mi pento per espressioni colorite usate in un contesto privato, non mi pento di aver aiutato gente che chiedeva ad alta voce maggiore assistenza sanitaria”. E ancora ha voluto ribadire: In una terra devastata dalla camorra, dalle ruberie e dalla convivenza con i clan da parte di anime belle che oggi si indignano per le parolacce di un ministro, desta scandalo che un deputato abbia chiesto informazioni sul bar dello zio. Semplici informazioni, nessuna pressione: il dirigente dell’ospedale Fatebenefratelli, che è privato, ha detto di non aver avuto pressioni da me”. Ha quindi proseguito spiegando che È avvenuto che io abbia tenuto riunioni” nella mia dimora privata perchè “soffrivo di una particolare patologia post partum che mi impediva spostamenti” e come parlamentare della zona esercitavo il “diritto e dovere di segnalare questioni e trovare soluzioni”. E ha aggiunto: “Sono state estrapolate una serie di espressioni che collegate tra loro offrono un suggestivo richiamo giornalistico, ma non sono la verità”.”Il mosaico si vede nel suo insieme” o può essere una “brutta opera”. L’interpellanza presentata dal Pd chiede “Quali siano le valutazioni del ministro sulla vicenda” da cui è interessata, “e quali siano state le motivazioni che hanno determinato il suo intervento poco trasparente nelle specifiche questioni contribuendo ad orientare importanti decisioni di interesse pubblico riguardanti l’organizzazione dell’Asl di Benevento”. L’interpellanza del Nuovo centrodestra, a prima firma del capogruppo Enrico Costa, è stata presentata per chiedere come il titolare delle Politiche agricole “intenda tutelare non solo la sua immagine, ma, e soprattutto, le basi dello stato di diritto nei confronti del soggetto che si è reso responsabile delle registrazioni abusive di cui è stata vittima”.

“Nunzia De Girolamo, il contratto che prova il favore allo zio”: parla Il Fatto

de-girolamo-tuttacronacaE’ il Fatto quotidiano a pubblicare il contratto che il quotidiano reputa sia la prova che il ministro dell’Agricoltura Nunzia De Girolamo, ha fatto un favore a suo zio, Franco Liguori, marito della sorella della madre del ministro. Liguori ha strappato la gestione del bar dell’ospedale Sacro Cuore-Fatebenefratelli di Benevento al fratello maggiore, Maurizio Liguori, che da decenni gestiva il bar, intestato al padre ottantenne Mario. Il bar fattura annualmente 200 mila euro circa. Secondo il Fatto quotidiano:

Nunzia De Girolamo fa pressioni sulla direzione della Provincia Religiosa dell’ospedale perché quel bar, dopo la scadenza del contratto di affitto, sia tolto magari con un provvedimento giudiziario di urgenza a Maurizio Liguori e sia dato al fratello, Franco Liguori.

Il politico alla fine ha raggiunto il suo obiettivo: Il Fatto pubblica oggi il contratto di affitto di azienda siglato il 30 settembre che rappresenta la sua vittoria nella contesa familiare. Il bar passa dalla società gestita da Maurizio Liguori e intestata al padre ottantenne Mario all’impresa di Giorgia Liguori, figlia del fratello di Maurizio, quel Franco Liguori che oggi siede dietro alla cassa come su un trono conquistato dopo una lotta fratricida.

[…] Margherita De Iapinis – la mamma del politico che fa le pressioni per il bar – e Raffaella – la mamma di Giorgia Liguori che ne beneficia – abitano in case adiacenti.

Nunzia De Girolamo per “accelerare” la firma del contratto di affitto di azienda in favore della cugina e dello zio ordina al “suo uomo” nell’ente vigilante, cioé il direttore generale della ASL di Benevento Michele Rossi, la celebre frase svelata dal Fatto: “al Fatebenefratelli (…) mandagli i controlli e vaffan***o”.

Cosa succede dopo i controlli? Questa la versione del Fatto:

La Guardia di Finanza “allo stato” non rileva alcun reato. Il Fatto ora ha scoperto che il bar dell’ospedale Sacro Cuore di Benevento, a novembre del 2012, quindi quattro mesi dopo quell’ordine al direttore generale registrato a tradimento dal direttore amministrativo della Asl di Benevento, Felice Pisapia, è stato chiuso dopo un controllo.

“L’ispezione l’abbiamo avuta nel novembre 2012″, racconta Maurizio Liguori, “sono venuti addirittura i Nas direttamente da Salerno e sono stati sei ore. Da quel giorno il bar è rimasto chiuso e poi ne è stato aperto un altro con una nuova gestione. Ho avuto anche una sanzione economica, 3000 euro mi pare”. Al termine dell’intervento i Nas rilevarono delle infrazioni e, come impone il regolamento europeo chiamarono per stilare il verbale di chiusura, un funzionario della Asl di Benevento, Alfredo Gorgonio.

Durante la conversazione registrata a tradimento a luglio, Nunzia De Girolamo aveva detto al direttore generale della Asl di Benevento Michele Rossi: “Sono degli str***i … Facciamogli capire che un minimo di comando ce l’abbiamo. Altrimenti mi creano coppetielli con questa storia. (….) Mandagli i controlli e vaffan***o … Carrozza (Giovanni, direttore amministrativo dell’ospedale Ndr) mi ha preso per il c**o”.

Controlli che di fatto chiudono la gestione di Maurizio Liguori. Il contratto d’affitto successivo, a partire dal 30 settembre 2013, sarà firmato da Giorgia Liguori, figlia di Franco, zio di Nunzia De Girolamo:

Maurizio Liguori poi non ha più riaperto. Una sua cognata, sotto anonimato, al Fatto dice: “Ci hanno soffiato il bar”. Il 30 settembre 2013 frate Pietro Cicinelli firma con Giorgia Liguori l’affitto di azienda del nuovo bar. L’impresa paga 2 mila euro al mese più Iva per tre anni ai frati. L’affitto basso tiene conto dei lavori effettuati a spese dell’affittuario per 45 mila euro. Dal quarto anno l’affitto sale a 5 mila euro al mese. L’avvocato Vrenna, direttore degli affari generali della Provincia Religiosa del Fatebenefratelli, conferma al Fatto: “Nunzia De Girolamo mi ha chiamato e mi ha chiesto gentilmente di verificare la possibilità di accelerare. Io le spiegai che avendo impugnato il precedente conduttore il contratto di affitto sostenendo che fosse una locazione commerciale, bisognava aspettare i tempi tecnici. O si trovava un accordo con il diretto interessato o niente. C’era una procedura da rispettare e una procedura andava rispettata”.

Nessun favoritismo per lo zio del ministro? Vrenna nega: “Il precedente conduttore ha presentato un’offerta peggiore e non aveva voglia di fare gli investimenti”. E i controlli al bar inviati dopo la richiesta del ministro al direttore della Asl dei controlli all’ospedale? “Che vuole da me? I Nas dipendono dal ministero della salute mica li mando io. Eh ehe eh. Se sono mossi per motivi trasversali io che ne posso sapere. Ognuno si assume le proprie responsabilità. Ci sarà chi di competenza a giudicare, se del caso, e comunque gli elettori”.

Ecco chi è l’uomo dell’anno: un italiano “normale ed eroico insieme”

espressocover2013-tuttacronacaOggi, venerdì 27, esce in edicola l’ultimo numero dell’Espresso di quest’anno e per l’occasione vengono ripercorsi per immagini gli eventi più importanti che ci sono stati in Italia e nel mondo nel 2013. Ma non solo, viene anche presentato in copertina quello che il settimanale ha riconosciuto quale “uomo dell’anno”. Il direttore Bruno Manfellotto ha spiegato che è stato scelto di premiare “un uomo comune che ha fatto qualcosa di grande”, qualcuno che è “normale ed eroico insieme”. L’uomo dell’anno, per l’Espresso è quindi Costantino Baratta, Oggi, venerdì 27 dicembre, è uscito in edicola l’ultimo numero dell’Espresso nel quale, oltre a ripercorrere uno dei cittadini di Lampedusa che lo scorso 3 ottobre, dopo il tragico naufragio del barcone vicino all’isola, naufragio costato la vita a 366 persone, per la maggior parte provenienti dall’Eritrea, ha avvistato i migranti in mare: prima ancora che intervenissero i mezzi della Guardia costiera, ne ha salvati 12.

 

Brunetta, le “millemarchette” e gli attacchi che gli fanno “un po’ pena”

brunetta-tuttacronacaViene criticato per il suo operato all’interno di Forza Italia, il capogruppo alla Camera Renato Brunetta e lui, intervistato da Repubblica, risponde. “Sono attacchi anonimi di anonimisti che mi fanno un po’ pena”. E spiega: “Di queste fantomatiche critiche mi faccio una bella risata, come sempre ha ragione il presidente Berlusconi che proprio alla vigilia di Natale ha spazzato il gossip bollandolo come ‘maldicenze’ e confermando che non c’è nessun repulisti in vista, tanto meno su di me, che resto capogruppo”. E ancora: “Purtroppo in questi mesi non ho avuto il tempo di occuparmi di gossip visto il mio impegno, da mattina a sera, alla Camera. Per me la politica resta alta, resta fatta di idee, lavoro, fatica e scontri. I gossip e i seminatori di zizzania li lascio ai rotomerd che sono specializzati nel genere”. Brunetta aggiunge quindi: “Nella storia della Repubblica  non è mai successo che un governo che ha ricevuto la fiducia su un provvedimento il giorno dopo decida di farlo decadere come accaduto con il Salva-Roma. Un decreto peraltro trasformato in un ‘millemarchette’ che nulla aveva a che fare con la motivazione iniziale controfirmata dal presidente della Repubblica, il cui disappunto è quindi comprensibile. Il governo è in stato confusionale e sta minando alla base le regole del gioco istituzionale. Quando un esecutivo arriva a fare queste cose è finito”.Ma il capogruppo alla Camera di Fi parla anche dell’urgenza di una legge elettorale che nasca da “un grande accordo politico tra le forze oggi in Parlamento alla luce del sole”. “Serve un’intesa che se per eleganza arrivasse anche prima della pubblicazione della sentenza della Consulta sul Porcellum – sottolinea – avrebbe un grande significato politico. Sui contenuti mi rifaccio a quanto detto da Berlusconi: si può partire dal Mattarellum per una legge maggioritaria da fare subito per andare a elezioni quanto prima, magari assieme alle europee del 25 maggio 2014”.

Nuovo amore per Lapo Elkann

lapo-elkann-tuttacronacaGaleotte furono le vacanze di Natale… E’ stato il settimanale Chi a sorprendere insieme una nuova coppia a New York: si tratta di Lapo Elkann e dell’attricce e modella israeliana Moran Atias, che sono stati fotografati in giro in Ferrari, intenti a scambiarsi effusioni e a godersi romantiche passeggiate per la Grande Mela. Il cuore di Lapo, dopo il lungo periodo da single trascorso in seguito alla fine della sua relazione con la cugina Bianca Brandolini d’Adda, è tornato a battere.

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2013… che spettacolo! Il video che lo ripercorre in stile Broadway

JibJab-2013-year-in-review-tuttacronacaJib Jab è un’applicazione che permette di fare video animati come fossero un cartoon e i risultati sono spesso esilaranti. In omaggio all’anno che sta per terminare, i creativi della società hanno creato un filmato stile Broadway che ripercorre i momenti più salienti del 2013 senza dimenticare un ultimo saluto a chi ci ha lasciato… e ora si trova in Paradiso!

Solo sei minuti, per ripercorrere un anno. Il video che riassume il 2013

riassunto2013-tuttacronaca-What Brought Us Together2013: What Brought Us Together. Il video è la risposta che in molti si pongono quando si avvicina il termine di un anno: cosa ci ha uniti? La risposta la dà un video di circa 6 minuti realizzato e pubblicato su YouTube dall’utente Jean-Louis Nguyen. si tratta di un montaggio degli avvenimenti che hanno lasciato il segno in questi 12 mesi. Si va dalla maratona di Boston e le bombe che l’hanno colpita, al tifone delle Filippine al riconoscimento dell’unione tra persone dello stesso sesso in California,. Ma non poteva mancare neanche l’elezione di Papa Francesco e, curiosamente, spunta anche Berlusconi con la sua Forza Italia. Il mondo, nel bene o nel male, si è trovato unito da delle immagini che sono arrivate tramite tv e, soprattutto internet. Al termine del video, non mancano gli ultimi ricordi per le menti e i talenti a cui abbiamo detto addio: dall’attore James Gandolfini a Lou Reed, fino alle più recenti scomparse di Nelson Mandela e Paul Walker.

La De Girolamo finisce nello scandalo della Asl di Benevento

de-girolamo-tuttacronacaL’ex direttore amministrativo della Asl Felice Pisapia, indagato, ha consegnato alla Procura di Benevento dei file in cui si sente la voce di Nunzia De Girolamo, che non risulta indagata. La politica sarebbe stata intercettata per mesi, abusivamente, durante riservate riunioni, dall’uomo che sostiene di essere stato messo in trappola e rimosso dalla Azienda sanitaria locale perché “contrario ad ingerenze esterne”. La De Girolamo sarebbe dunque stata “spiata” a lungo, quando non era ancora ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali,  ma dettava legge nel Sannio come la parlamentare di riferimento dei berlusconiani. Come spiega Repubblica:
Lunghe conversazioni, tanto informali. Tra la De Girolamo, lo stesso Pisapia, e poi manager, medici, avvocati o fedelissimi del “cerchio magico” della ministra. Documenti audio con ogni probabilità inutilizzabili, date le prerogative legate allo status di parlamentare. Ma l’inchiesta, con atti secretati da un anno, affidata al pm Giovanni Tartaglia Polcini, sotto l’attento coordinamento del procuratore capo Giuseppe Maddalena, tiene i palazzi in ansia, non solo da quel lato della Campania. E avrebbe non poco irritato la De Girolamo.

Uno scandalo  –  quello che coinvolge Pisapia e il suo acerrimo rivale, l’attuale direttore generale Michele Rossi, fedelissimo alla De Girolamo  –  di cui tutti sanno tutto in città. Sui cui eventuali esiti giudiziari si favoleggia ogni giorno, sotto i portici dell’antico tracciato romano e longobardo, nota anche come la “città delle streghe”. Anche se, a guardar dentro e fuori il palazzo della Procura nuovo di zecca, con i suoi marmi lucidissimi e i finestroni panoramici sulla vallata, regna la calma (più sospetta).

I fatti. Pisapia, salernitano, commercialista, viene coinvolto in una vicenda di irregolarità per alcuni mandati di pagamenti e rimosso, esattamente un anno fa, il 17 dicembre 2012, dopo un’ispezione della Finanza e una serie di controversie tra lui e il direttore generale della Asl, Michele Rossi. Indagato da Tartaglia Polcini, Pisapia rende spontanee dichiarazioni a gennaio. Parla per nove ore, assistito dall’avvocato Vincenzo Regardi. Racconta un’altra verità, “mi hanno eliminato, Rossi e gli altri legati alla De Girolamo, io non gli consentivo alcune cose”. Formalmente, come l’altro avvocato, Giulio Gomez D’Ayala scrive nel ricorso civile appena presentato contro Rossi,  Pisapia sostiene di essere stato punito perché si è opposto a “interferenze esterne e non istituzionali”.

E non a caso, su punti tecnici e disavventure, chiama “a testimoniare il ministro De Girolamo”. Come mai? Come può dimostrare che “Nunzia” sapesse di ogni foglia di quel che si muoveva tra uffici e direzioni dell’Asl? Esempio: gare di appalto, business del 118, bandi giù pronti e in scadenza

e stranamente sospesi da Rossi? Pisapia sostiene che passano mesi e nessuno chiede riscontri. Allora torna in Procura e consegna quei file: con la voce della ministra. Però molte altre ve ne sarebbero. In una di queste, lei userebbe l’innocua metafora di “tre accendini” per riferirsi ad una gara. Intanto Michele Rossi, il direttore generale, interpellato da Repubblica, alza le mani: “No no. Mi deve consentire il silenzio. Al più presto emerga la verità”.

L’estetista uccisa nel Barese: una lettera con l’identikit del killer

bruna-bovino-tuttacronacaPotrebbe avere un volto l’assassino dell’estetista italo-brasiliana uccisa il 12 dicembre scorso all’interno dell’Arwen, in suo centro estetico a Mola di Bari. Alla redazione di un settimanale locale, infatti, è stata recapitata una lettera anonima contenente l’identikit dell’assassino, che è stato in seguito acquisito dai carabinieri. Da un nuovo sopralluogo nel centro estetico, i militari dell’arma hanno inoltre sequestrato altre due schede sim, oltre a quella già trovate nei sopralluoghi immediatamente successivi al delitto.  L’ipotesi degli investigatori è che l’assassino abbia rimosso le schede dai telefoni lasciandole nel locale prima di portarsi via i telefoni che, probabilmente, contenevano messaggi utili alla sua identificazione. Questo avvalorerebbe l’ipotesi che la vittima, la 29enne Bruna Bovino, conosceva l’omicida.

Insegnanti precari con mille euro in meno in busta paga. Male anche i professionisti

insegnanti-precari-tuttacronacaPessime notizie sotto l’albero per gli insegnanti precari: non verranno più pagate le ferie maturate, come è sempre avvenuto fino ad adesso. Sono circa mille euro in meno quelli che molti insegnanti che a dicembre si aspettavano di vedersele pagate almeno per l’anno scolastico appena passato hanno trovato in busta paga. Come riporta il Messaggero:

Quella delle ferie dei precari è una questione che si trascina da tempo. «È l’ennesima ingiustizia per i supplenti», sostiene Marcello Pacifico, presidente dell’Anief, uno dei sindacati della scuola. Tutto nasce dalla legge sulla Spending review varata dal governo Monti, nel 2012, che ha previsto la non monetizzazione delle ferie maturate per il personale del pubblico impiego.
Quella legge però non dava indicazioni specifiche per i precari del settore scuola, perciò è stato necessario aggiungere una precisazione con la successiva legge di stabilità. E la precisazione è la seguente: per il personale della scuola le ferie possono essere monetizzate, però dal conto delle ferie maturate bisogna sottrarre i giorni in cui l’attività didattica è stata sospesa, cioè le vacanze di Natale, di Pasqua e una parte di giugno.
Per i docenti di ruolo gli effetti di questa norma sono nulli: per loro le vacanze arrivano regolarmente con la chiusura estiva delle scuole, e le mensilità di retribuzione restano sempre dodici più tredicesima. Diverso è il caso dei precari con contratto a dieci mesi. Per loro il rapporto di lavoro si interrompe ogni anno a luglio e agosto per poi riprendersi a settembre. Questo diverso meccanismo di calcolo delle ferie si traduce dunque in un taglio consistente dello stipendio. E quel taglio si fa sentire tutto a dicembre, il mese in cui veniva normalmente erogato il pagamento delle ferie maturate l’anno prima. Gli interessati però contestano il principio introdotto dalla nuova legge.

E i problemi non sono solo dei precari della scuola ma anche dei professionisti, il cui reddito cala. Come sottolinea il Sole 24 Ore:

Non si arresta la caduta dei redditi dei professionisti. Dal 2008 al 2012 i lavoratori autonomi denunciano un un ulteriore calo dei redditi: il dato medio è ora sceso a 31.324 euro, in flessione di quasi il 10 per cento. Questa è la fotografia contenuta nel terzo rapporto Adepp sulla previdenza privata. E i dati delle singole casse previdenziali- raccolti dal Sole 24 Ore -aggiungono altri dettagli. A soffrire di più sono le professioni giuridiche e tecniche: i notai hanno visto “sparire” il 45 per cento dei propri redditi reali a partire dal 2007. La crisi colpisce di più le categorie “deboli”: donne e giovani. Per Andrea Camporese, presidente di Adepp, servono “strategie per anticipare l’ingresso dei giovani”. Intanto da gennaio le regioni potranno aprire i bandi di finanziamento europeo per i professionisti.
Ecco alcuni esempi: I notai nel 2007 avevano un reddito medio di 195.794 euro, mentre nel 2012 era di 107.400 (- 45%), gli architetti da 30.260 a 20.535 (- 32,1%), gli ingegneri da 44.864 a 33.299 (-25,8%), gli avvocati da 57.215 a 47.402 (-17,2%).

Bruna Bovino: l’autopsia conferma l’omicidio

brasiliana-morta_bari-tuttacronacaSi è svolta oggi l’autopsia sul corpo di Bruna Bovino, l’estetita trovata morta all’interno del suo centro estetico, Arwen di Mola di Bari, il 12 dicembre scorso. Al termine dell’esame, durato sei ore e compiuto dal professor Francesco Introna dell’istituto di medicina legale dell’università di Bari, è stata confermata la tesi dell’omicidio. Oltre alle lesioni lasciate dalle fiamme, sul corpo della vittima sono stati trovati numerosi segni di percosse e lesioni sul collo. Sulla natura e sul numero delle lesioni , tuttavia, gli inquirenti mantengono uno stretto riserbo. Il corpo della giovane mamma era stato trovato una volta spente le fiamme che erano divampate all’interno dell’istituto di belle e che non si esclude siano state appiccate anche per cancellare le tracce dell’autore del delitto e per rendere più complicato il lavoro degli inquirenti. Quello che resta ancora da stabilire è se la Bovino fosse viva quando l’assassino ha dato fuoco alla stanza dove si è consumato l’omicidio. All’esame hanno assistito l’avvocato della famiglia della donna, Massimiliano Carbonara, e il consulente di parte, Vito Borraccia.

La massaggiatrice brasiliana uccisa a Mola di Bari: indagini sugli ex

bruna-bovino-tuttacronacaSembra non ci siano più molti dubbi, Bruna Bovino, la 29enne brasiliana trovata morta all’interno del suo centro benessere a Mola di Bari con il corpo parzialmente carbonizzato, sarebbe stata uccisa. Gli inquirenti della procura di Bari sono al lavoro su questa ipotesi e al centro dei sospetti ci sono gli ex della ragazza. Fatto che spiegherebbe anche la scomparsa del cellulare della vittima. L’indagine punta sulla vita privata della donna che da meno di un mese si era trasferita nel paese dove aveva aperto il centro estetico “Arwen” di via Vitulli. Come scrive Repubblica: “Deve esserci stata prima una violenta colluttazione. Poi il killer ha colpito alla testa la giovane estetista, forse con uno sgabello o con un tavolino presente nel centro massaggi, e ha appiccato l’incendio avvolgendo il corpo della donna in una tendina. Sulle pareti e sul pavimento, hanno confermato i rilievi della sezione investigazioni scientifiche, c’erano macchie di sangue anche se diluite dall’acqua usata dai vigili del fuoco per spegnere il rogo.” Insomma, il suo assassino la conosceva. Ricostruisce ancora il quotidiano:

Bruna Bovino aveva sempre vissuto a Polignano a Mare ma aveva deciso di lasciarsi alle spalle il passato e di ricominciare. In un paese nuovo e in una casa nuova. Abitava in via D’Alba, a pochi isolati dalla piazza principale di Mola di Bari, da sola ma, raccontano i vicini, era spesso in compagnia di un uomo. E, proprio di recente, qualcuno l’aveva sentita discutere animatamente al telefono. I carabinieri sono stati in casa della donna e hanno acquisito alcuni effetti personali che potrebbero aiutare a dare un nome all’assassino.

Al vaglio della procura ci sono anche i tabulati telefonici per capire se aveva appuntamento con qualcuno al centro massaggi. Amici e parenti sono stati ascoltati. L’ex fidanzato, che “era molto geloso” dicono in paese, ha raccontato di essere stato con Bruna fino alle due e mezza del pomeriggio e di essere poi andato via. L’ex marito venerdì sera ha lasciato davanti alla saracinesca del locale un mazzo di fiori con un bigliettino: “Per una stella che non c’è più Bruna sei nel mio cuore”. I carabinieri hanno acquisito quel biglietto.

La donna, due figli di 10 e di 2 anni avuti da due diversi uomini, aveva interrotto da poco una relazione, ma forse frequentava un’altra persona. È tutto il circuito relazionale della 29enne ad essere sotto la lente di ingrandimento degli investigatori. Bruna inoltre il 25 febbraio prossimo avrebbe dovuto testimoniare in aula nel processo in cui si era costituita parte civile nei confronti del suo ex datore di lavoro, il titolare di un centro massaggi di Triggiano dove aveva lavorato fino all’aprile 2011, accusato di induzione e favoreggiamento della prostituzione. A proposito di vicende legali, la 29enne in passato aveva avuto problemi con un suo ex. “C’è un momento giusto per ogni cosa: per agire, per andarsene, per tornare” è uno degli ultimi post della giovane estetista su Facebook. E ancora. “Sarebbe tutto più facile se la gente si parlasse se mettesse da parte l’orgoglio e la piantasse di ingoiare parole. Dev’esserci ancora qualcuno in grado di spingerti contro uno schifoso muro e dirtelo. Ti amo. Ti odio. Guardami”.

Domani avrà luogo l’autopsia, che si terrà nell’istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari. A effettuarla, il professor Francesco Introna. Lo scopo è chiarire le cause della morte e dare una parola definitiva sul fatto che si tratti di un omicidio e non di un incidente.

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Fiamme a Napoli: incendiata la sede del Comitato Vele di Scampia

comitato-vele-scampia-tuttacronaca“Ma noi non molliamo, è un danno per tutti”. E’ il messaggio che si legge sulla pagina Facebook del Comitato Vele di Scampia, a Napoli, la cui sede è stata data alle fiamme la scorsa notte. Dalla Questura, spiega il Mattino, si è saputo che l’incendio ha distrutto l’arredo della sede, che si trova al piano terra in viale della Resistenza, nella Vela Gialla, nel cuore di Scampia. Mentre la polizia è impegnata nelle indagini, inoltre, è stato reso noto che prima dell’incendio sono stati tagliati i tubi delle bombole di gpl del riscaldamento e le stesse bombole sono state portate all’esterno per evitare esplosioni. Il Comitato è da tempo impegnato per il rilancio del quartiere.

Biellese sotto shock: caccia al killer di Vigliano

omicidio-vigliano-tuttacronacaIl 70enne Renato Doria, di Vigliano, nel Biellese, aveva trascorso il pomeriggio di ieri nella piccola azienda tessile di famiglia per poi trascorrere un po’ di tempo al circolo per giocare a carte con gli amici. Poco dopo le 17, rientrato a casa, però, la tragica scoperta: la moglie 63enne, Vanza Vazzoler, giaceva a letto, in posizione prona. Morta. L’omicidio è stato efferato: la donna è stata legata, imbavagliata e massacrata di botte. La polizia, come prima ipotesi, segue quella della rapina conclusa in tragedia. Nell’abitazione di via Dante Alighieri si trovavano una cassaforte e in un cassetto i soldi della pensione, ma nulla è stato toccato, così come non si riscontrano segni di effrazione sulla porta d’ingresso dell’appartamento. Come racconta La Stampa, la vittima era una donna schiva. “Riservata, poco incline a intrattenersi anche con gli altri residenti nel palazzo. Più popolare e conosciuta la sorella minore Cristina, 55 anni, consigliere comunale del Partito democratico a Vigliano e candidata a sindaco alle scorse elezioni. L’hanno avvisata dell’omicidio mentre stava partecipando a una riunione sulle ferrovie, con alcuni pendolari e con due consiglieri regionali. Ha ricevuto tre chiamate dal cognato, ma non ci ha dato peso. Poi le ha telefonato anche il marito, e a quel punto ha capito che era successo qualcosa di grave. Ha abbandonato la riunione e s’è precipitata a casa della sorella. Anche lei non sa spiegarsi l’accaduto, così come l’altro fratello Mirko già ascoltato ieri sera dai magistrati.”

Rogo nel centro benessere di Mola di Bari: s’infittisce il giallo

donna-bruciata-arwen-tuttacronacaSi chiamava Bruna Bovino, aveva 29 anni ed era nata in Brasile ma risiedeva in Puglia, la donna trovata morta ieri all’interno del suo centro estetico Arwen in via Vitulli a Mola di Bari. Il suo corpo è stato trovato semi carbonizzato su un lettino circondato da candele e ora verrà sottoposto ad autopsia. Nel frattempo, il medico legale ha riscontrato alcune lesioni sul cranio “che però potrebbero essere compatibili con una caduta”, spiegano i carabinieri. E gli investigatori aggiungono: “Una scena del delitto non chiara sulla quale sarà necessario fare ulteriori verifiche”.  Secondo quanto ricostruito finora, la donna, figlia di un italiano e di una brasiliana, era l’intestataria del contratto di affitto del centro di estetica. Al momento s’indaga per  ricostruire la vita della donna e le sue frequentazioni.

Rogo in un centro benessere: trovato il cadavere di una 24enne

carbonizzata-moladibari-tuttacronacaSono in corso, da parte dei Carabinieri, le indagini per accertare l’identità di una donna, sembra di nazionalità brasiliana, il cui cadavere in parte carbonizzato è stato rinvenuto in uno stabile di Mola di Bari, all’interno del centro massaggi Arwen di via Vitulli. La vittima aveva 24 anni e al momento sembra non ci siano segni di violenza sul corpo. I militari dovranno accertare anche le circostanze della morte. Il rogo è scoppiato prima delle 18.30, l’allarme è stato lanciato dai vicini che hanno sentito il forte odore di bruciato e sono arrivati sul posto insieme ai vigili urbani. Mistero sulle cause dell’incendio, anche se gli inquirenti pensano che le fiamme possano essere partite dalle candele ritrovate nel locale. Il cadavere è stato rinvenuto dopo che i vigili del fuoco hanno spento l’incendio e, secondo gli inquirenti e come riporta Faxonline, sembra che la giovane, titolare dell’attività, un centro specializzato in diversi tipi di massaggi, tra cui i “candle massage”, si fosse addormentata su un lettino nel pomeriggio: la candele rimaste accese potrebbero aver provocato l’incendio. Ma sull’accaduto indagano i carabinieri, che non escludono alcuna ipotesi.

Lapo Elkann stupisce ancora… con una t-shirt!

lapo-elkann-alzati-fattura-tuttacronacaBasta postare una foto in Instagram per far parlare di sè. Soprattutto se ci si chiama Lapo Elkann e s’indossa una maglia azzurra che in molti hanno definito ”metà azienda e metà Vangelo”: vi appare infatti Gesù con la scritta ”Alzati e fattura”. Non sono mancate polemiche con il web che si è diviso tra sostenitori e contrari. E anche qualche deluso, visto che c’era chi credeva si trattasse di una creazione dello stesso Lapo mentre la firma è ”Il Deboscio”.

Lapo Elkann… e la giacca abbinata alla sua 500!

lapo-500-tuttacronacaLapo Elkann è abituato a non passare inosservato. E con lui la sua ormai celebre Fiat 500 con la carrozzeria a fantasia pied de poule. All’inaugurazione della nuova boutique del suo marchio, Italian Independent, ha deciso “d’intonarsi” alla vettura indossando una giacca della stessa fantasia. Altra nota di colore della serata, lui e gli ospiti sono stati sopresi dall’arrivo del Twerkatore de Le Iene Stefano Corti. Come riuscire a non passare inosservati? Imitando la più chiacchierata delle popstar, Miley Cyrus: ecco allora che anche lui si è esibito in un twerk.

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