Alessandro Alfano, fratello dì Angelino diventa manager a Postecom

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Non è il primo e non sarà l’ultimo caso ma come scrive Bianca De Giovanni su L’Unità:

Una decina di giorni fa a sbarcare tra i dirigenti di Postecom (la società dei servizi internet di Poste italiane) è stato Alessandro Alfano, fratello minore del più celebre Angelino, vicepremier e ministro dell’Interno nel governo delle larghe intese. Nulla da ridire, per carità. Formalmente un dirigente può essere «nominato» senza alcun concorso, senza selezione: in un giorno si può anche accedere all’incarico di direttore commerciale di una controllata del Tesoro, dove lo stipendio medio per una figura apicale può arrivare a 200mila euro annui. Succede, ma certamente non è proprio il massimo dell’eleganza. Tanto più se si tratta di un gruppo in cui il vertice è in scadenza – è il caso di Massimo Sarmi – dopo un decennio di riconferme durante l’era targata Letta-Tremonti- Grilli.

Sicuramente il curriculum del fratello del Vice Premier e ministro dell’Interno parla da solo:

Appena trentenne ha già al suo attivo diversi incarichi: è segretario generale di Unioncamere Sicilia dal 2006, dal 2005 al 2006 Coordinatore regionale di Confcommercio Sicilia e Direttore generale di Confcommercio Agrigento; dal 2004 al 2005 consulente per il Dipartimento di Sviluppo e Coesione del Ministero dell’Economia e Finanze;consulente con Ast- Azienda Siciliana Trasporti, Sviluppo Italia Sicilia Spa, Ast Sistemi Spa, business development Recall Spa, Schulmbergersema Spa, responsabile p.a. e progetti speciali Setesi Spa, responsabile commerciale sud Italia Siemens medical solution health services Italia Srl. Sempre attento ai processi innovativi, passa dai tavoli programmatici dei Ministeri e della Regione, dalle riunioni societarie e incontri istituzionali, alle piacevoli tavolate con gli amici, anche quelli di un tempo, con la semplicità di chi non ha mai dovuto indossare maschere, nemmeno quando ha dovuto assumere ruoli di grande responsabilità.

Di cosa meravigliarsi dunque? Buon lavoro!

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Noschese e quell’amicizia con Loretta Goggi.

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Io partecipo a Tale e Quale Show solo per un senso di rigoroso, serissimo divertimento. Per prendermi una vacanza di tre minuti nel corpo di un altro. E mi creda: sono fortunata ad essere stata scelta per lo show più bello della tv.

Così Chiara Noschese, figlia dell’indimenticato Alighiero, morto nel 1979 a soli 47 anni, nell’ intervista al quotidiano Il Giornale.

La concorrente in gara per la nuova edizione del Tale e Quale Show in onda da venerdì 13 settembre su Raiuno, ha già suscitato clamore e qualche polemica e c’è chi ha già sollevato il problema della “concorrenza sleale”. Chiara Noschese infatti sicuramente ha un certo feeling con la giurata Loretta Goggi che, proprio con Alighiero Noschese, lavorò in Formula Due, celebre varietà Rai del 1973.

Pur avendo diversi ruoli da protagonisti in musical  prestigiosi – da Aggiungi un posto a tavola a Sette spose per sette fratelli, passando per Mamma mia ha dichiarato:

Io faccio tutto a orecchio. Da piccola cantavo nel coro delle suore, si: un paio di volte anche davanti al Papa. Ma mai preso una lezione di canto in vita mia: mai studiato timbri, inflessioni, quella roba lì. E mai fatto un’imitazione. Però sono un’attrice. Mi piace trasformarmi.

Alla domanda come mai la si vede così poco sul piccolo schermo, la Noschese ha risposto:

Ah: e chi lo sa? Io amo la bella tv, mi divertirei moltissimo a farla. Non sono di quelle attrici snobbone e colla puzza sotto, del tipo “Dio, la tv, come sono scesa in basso!“”… Purché sia tv di livello: questo si. 

 

Il leader di Al Qaeda: “continuare questa guerra sul territorio degli USA”

alqaida-minaccia-usa-tuttacronacaIn occasione del 12° anniversario dell’attentato alle Torri Gemelle, Al Zawahri, capo di Al Qaeda, ha lanciato un audio messaggio per tracciare la nuova strategia della rete del terrore. “Dobbiamo continuare questa guerra sul territorio degli Stati Uniti” ha detto il successore di Bin Laden, che ha aggiunto: “Occorre attaccare qua e là gli Usa per fiaccarne l’economia e limitarne le enormi spese per la sicurezza”. Secondo Al Zawahri l’economia è “il punto debole dell’America ed essa è traballante a causa di tutte le spese militari impegnate per la sicurezza” degli Stati Uniti. Quindi, “Per fare restare l’America sotto pressione e in stato d’allerta occorre qualche attacco qui, qualche attacco là. Abbiamo già vinto la guerra in Somalia, in Yemen, in Iraq ed in Afghanistan. Dobbiamo dunque continuare questa guerra sul loro territorio”. Ha anche lanciato un invito agli jihadisti ad agire da soli o in gruppo per condurre questi attacchi “disparati”. In questa prospettiva il punto di riferimento diventa l’attentato del 15 aprile scorso alla maratona di Boston, quando persero la vita 3 persone e ne rimasero ferite 264. In quell’occasione i due fratelli ceceni fecero ripiombare nel terrore gli Usa con scarsissime risorse: due pentole a pressione imbottite di esplosivi, chiodi e cuscinetti a sfera. Al Zawahri ha detto ancora: “Dobbiamo dissanguare economicamente l’America provocandola, in modo che continui a spendere massicciamente sulla sicurezza”, solo così facendo Al Qaeda riuscirà a tenere, “gli Usa in uno stato continuo di tensione e di trepidazione, (ad arrovellarsi), su quando e dove colpiremo ancora”. In sintesi Zawahiri sottolinea come, “senza che ci costi nulla…riusciremo ad stringere gli Usa (in un angolo fatto di) una guerra di nervi. Ora dobbiamo fare a casa loro come abbiamo fatto in Somalia, Yemen e Afghanistan”.

Ricatto al fratello del presidente della Camera!

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“Paga o spiffero ai giornali i segreti su tua sorella e sulla tua famiglia”. Un uomo di circa 40 anni,  originario di San Marino, dopo aver messo insieme una sorta di dossier con notizie totalmente prive di fondamento ha contattato Ugo Boldrini – fratello del presidente della Camera, Laura Boldrini –  e ha minacciato di rivelare le fantomatiche notizie raccolte ai giornali. Per il silenzio chiedeva qualche migliaio di euro. Il ricattatore è stato infine arrestato venerdì pomeriggio in flagranza di reato a Monte Roberto (Ancona). L’uomo si trova ora nel carcere di Montacuto a disposizione del magistrato inquirente.

 

Nicole Kidman investita da un paparazzo in bicicletta

Nicole-Kidman-ciclista-tuttacronacaAveva assistito alla sfilata di Calvin Klein e stava uscendo dall’Hotel Carlyle nell’Upper East Side di Manhattan l’attrice Nicole Kidman quando un paparazzo in bicicletta l’ha investita. Entrambi sono rovinosamente caduti a terra ma gli aiuti sono stati tutti per la star hollywoodiana che, rialzatasi, si è massaggiata una caviglia. All’Associated Press ha poi spiegato: “Sto bene e sono in piedi. Mi ha solo un pò scosso”.

Stando ad alcune fonti, l’attrice australiana si sarebbe molto arrabbiata per la “botta”, ma a “vendicarla” c’ha pensato la polizia: il 19enne in bicicletta è stato fermato per aver commesso tre infrazioni: ha usato la bicicletta sul marciapiede, non indossava il casco e ha messo a rischio l’incolumità altrui.

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La vera storia dell’ SV40, il virus nascosto nei vaccini

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Dall’articolo di naturalnews del 29 giugno 2011: The true story of SV40, the cancer-causing virus hidden in polio vaccines

Poliomielite, o polio in breve, è una malattia che è esistita fin dai tempi antichi, e nonostante i progressi della medicina che abbiamo fatto negli Stati Uniti in termini di salute normale e naturale, non vi è ancora alcuna cura per questa temuta malattia invalidante.

La poliomielite, un’afflizione virale contagiosa che attacca le cellule nervose e, a volte, il sistema nervoso centrale del corpo, causa un fenomeno conosciuto come atrofia muscolare (una diminuzione della massa muscolare), e, (nei casi più gravi, ndt), può anche causare la paralisi e la morte.

In un report della rivista “A Science Odyssey” si legge “Dal 1900 ci sono stati cicli di epidemie, e ognuno di essi sembrava diventare più forte e più disastroso. La malattia, i cui primi sintomi somigliano all’influenza, ha colpito soprattutto i bambini, ma anche gli adulti, tra cui Franklin Roosevelt”.

Nel 1952 tutto è cambiato, quando il dottor Jonas Salk, uno studente di medicina e ricercatore del virus, ha sviluppato un vaccino contro la polio che, due anni più tardi, è stato accettato per la sperimentazione a livello nazionale. Il principio alla base del vaccino era semplice e familiare: come il vaccino che era stato sviluppato per combattere il vaiolo, anche il vaccino antipolio introduceva una piccola quantità di virus nel corpo, che poi sviluppava anticorpi e la capacità di combattere i ceppi più potenti del malattia.

Sicuramente il vaccino di Salk registrò un successo iniziale, poiché il 60-70 per cento delle persone vaccinate non svilupparono la malattia. Poi iniziarono anche i primi problemi. Circa 200 persone che erano state vaccinate contrassero la malattia, e 11 di loro morirono, costringendo a fermare tutta la sperimentazione. Una volta che si stabilì che c’era un difetto, un lotto mal fabbricato del vaccino che causò questi casi, gli standard di produzione furono resi più restrittivi e le vaccinazioni su vasta scala a livello nazionale ripresero. Quattro milioni di vaccini sono stati usati dal 1955 al 1959, 90 paesi li hanno usati.

Detto questo, quei primi casi non furono la prima e ultima volta in cui il vaccino uccise. In realtà,  il vaccino antipolio di Salk in tutta la sua storia di utilizzo, ha lasciato un cammino di morte sulla sua scia.

Una scoperta mortale.

La produzione e la distribuzione a livello nazionale del vaccino contro la poliomielite entrò in vigore prima della fine del 1950, ma tra il 1959 e il 1960 il Dr. Bernice Eddy, un ricercatore dell’Istituto Nazionale della Salute (NIH), fece una scoperta sorprendente.

Secondo un rapporto da Michael E. Horwin, MA, JD, pubblicato il 3 Novembre 2003, e rilasciato dalla Albany Law Journal of Science & Technology: esaminando le cellule renali macinate di scimmie rhesus – da cui i vaccini antipolio derivarono ​​- scoprì “che le cellule sarebbero morte senza alcuna causa apparente.”

Horwin scrisse:

La Dottoressa Eddy scoprì che le cellule sarebbero morte senza alcuna causa apparente. Lei prese le sospensioni del materiale cellulare da queste colture di cellule renali e lo iniettò nei criceti. I tumori crebbero nei criceti. Poco dopo, gli scienziati della società farmaceutica Merck & Co. scoprirono quello che in seguito sarebbe stato individuato come lo stesso virus identificato da Eddy. Questo virus è stato chiamato Simian Virus 40 o SV40 perché era il 40° virus che si trovava nelle cellule del rene di scimmia.

Pochi mesi dopo, nel 1960, il Dr. Benjamin Sweet e Dr. Maurice Hillman, entrambi scienziati della Merck, pubblicarono i loro risultati. Scrissero che tali virus erano comuni in quella particolare razza di scimmie, in particolare nei loro reni:

La scoperta di questo nuovo virus, l’agente vacuolizzante, rappresenta il riconoscimento di un virus fino a quel momento “non rilevabile”, un virus di culture renali di scimmia e sollevò l’importante questione dell’esistenza di altri virus… Come illustrato nella presente relazione, tutti e 3 i tipi di vaccino antipolio con virus vivo di Sabin, somministrati a milioni di persone di tutte le età, erano stati contaminati dal virus vacuolizzante…

Il termine “virus vacuolizzante” è l’altro nome per SV40. Horwin disse, che più tardi, nel 1962, la dottoressa Eddy pubblicò ulteriori risultati per quanto riguardava il legame tra cancro e SV40.

Il virus (SV40) fu iniettato in una sola volta in 13 criceti e 10 topi neonati. Le neoplasie per via sottocutanea si svilupparono in 11 dei 13 criceti tra i 156 e 380 giorni…

Il Coro dei “negazionisti”

Poco dopo che la scoperta della Dottoressa Eddy fu resa pubblica, una serie di ricercatori e scienziati di grande rilievo, tra cui lo stesso dottor Salk, si fece avanti per difendere il vaccino antipolio.

Una storia pubblicata il 7 aprile 1963 dall’Associated Press  (“New Data Ties Cancer, Virus”), riportò le citazioni di un certo numero di scienziati che sottolinearono che, ad oggi (all’epoca dell’articolo quindi nel 1963, ndt), non era stato scoperto nessun collegamento tra SV40 e cancro negli esseri umani.

L’Associated Press, citando il dottor Michael B. Shimkin del National Cancer Institute, scriveva  “Mi sembra che se ci fosse un pericolo associato al SV-40, orami l’avremmo riconosciuto”. Dr. Shimkin continuò a sostenere che “il pubblico può essere rassicurato” perché attenti studi “non hanno prodotto nessuna prova che nel corso degli ultimi sette anni si è registrato un aumento di leucemia o di cancro che può essere attribuito all’SV-40.”

Il Dr. Joseph L. Melnick della Baylor University in Texas concordò, dicendo che non era stato scoperto alcun legame, facendo eco all’affermazione del dottor Salk, e approvando la storia AP e affermando che anche il dottor Eddy “ha detto che questo virus non è noto per indurre tumori nell’uomo o scimmie”.

Prove di supporto. 

Nel 1960, Horwin nota: il vaccino antipolio iniettabile Salk era stato dato a circa 98 milioni di bambini e di adulti americani, mentre la versione orale di Sabin era stata somministrata a circa 10.000 americani e decine di milioni di cittadini sovietici, dove erano stati condotti gli studi. “E’ stato stimato che il 10% e il 30% dei vaccini conteneva SV40 vivo”. Horwin sottolineò che, nonostante il legame scoperto dalla Dottoressa Eddy, nessuna agenzia federale e nessuna nuova regola federale regolò la fabbricazione, la vendita e la distribuzione di vaccini obbligando i produttori del vaccino antipolio a “scartare i loro semi del poliovirus SV40 contaminati che sono stati la fonte di tutti i vaccini antipolio successivi.”

Successivi test federali dei vaccini, avvenuti a metà degli anni 1960, erano anch’essi inadeguati, come nota Horwin, perché “i test sull’ SV40 di quattordici giorni non erano abbastanza lunghi per rilevare il virus.” Eppure, negli anni dopo, l’incidenza del cancro pediatrico aumentò.

“Infatti, – egli scrisse – il tasso di cancro pediatrico ha continuato a salire attraverso nel 1960, ’70, ’80 e ’90,”.

Questa affermazione è supportata anche da altre ricerche.

“Che il cancro infantile sta diventando sempre più comune è una questione controversa tra gli scienziati”, scrive Amy D. Kyle, per EnviroHealthPolicy.net e aggiunge –  notando un grafico che ha seguito l’aumento dei tassi di cancro pediatrico nella seconda parte del 20 ° secolo – “I dati provenienti dai sistemi di monitoraggio del cancro negli Stati Uniti suggeriscono che il cancro infantile è in aumento”.

L’ American Childhood Cancer Association fa un passo avanti, affermando che secondo le statistiche, il cancro è il killer numero uno dei bambini negli Stati Uniti.

Nel 2005 il National Network for Immunization Information pubblicò un rapporto in qualche modo in conflitto per quel che riguarda un legame tra SV40 e tassi di cancro in aumento.

“Anche se SV40 ha proprietà biologiche coerenti con un virus che causa il cancro, non è stato definitivamente stabilito se ha causato il cancro negli esseri umani”, diceva il rapporto. “Studi epidemiologici di gruppi di persone che hanno ricevuto il vaccino antipolio durante 1955-1963 non mostrano un aumentato rischio di cancro.”

Ma più tardi, lo stesso rapporto sembrava contraddire se stesso:

“Tuttavia, un certo numero di studi hanno trovato SV40 in alcune forme di cancro negli esseri umani, come mesoteliomi – tumori rari che si trovano nei polmoni – tumori al cervello e delle ossa; il virus è stato anche trovato in associazione con alcuni tipi di linfoma non-Hodgkin”.

Nel 2002, il comitato di revisione di sicurezza della IOM (Institute of Medicine) concluse che i dati disponibili erano insufficienti per definire se il vaccino antipolio contaminato poteva aver causato il cancro. Poiché non vi era prova biologica, il Comitato ha raccomandato la costante attenzione della sanità pubblica sotto forma di analisi politica, di comunicazione, e di ricerca biologica mirata.

Ci fu anche uno studio da parte della National Academy of Sciences, condotto su richiesta del Centers for Disease Control and Prevention, e non dette risultati “definitivi”. Un gruppo di esperti medici e scientifici incaricato di esaminare ogni possibile legame tra SV40 e aumento del rischio di cancro concluse:

Gli elementi disponibili sono “inadeguati per accettare o rifiutare una relazione causale tra vaccini antipolio contenenti l’SV40 e il cancro”

“E’ forte la prova biologica che SV40 è un virus trasformante,” uno che è in grado di “indurre trasformazione maligna delle cellule animali in coltura”

“E’ limitata la prova biologica che l’esposizione all’SV40 potrebbe causare il cancro negli esseri umani in condizioni naturali”

“E’ limitata la prova biologica che l’esposizione all’SV40 derivante dal vaccino antipolio è legata all’infezione da SV40 negli esseri umani.”

Nella parte delle sue conclusioni nella “valutazione di rilevanza”, la relazione del quadro finale dichiarò, “Il comitato ha concluso che le preoccupazioni circa l’esposizione al virus SV40 attraverso la contaminazione accidentale di vaccini antipolio sono significativi a causa della gravità dei tumori che hanno esiti negativi per la salute e perché potrebbero far venir meno la fiducia del pubblico nel programma di immunizzazione della nazione”.

Inoltre il rapporto finale non raccomandò “una revisione della politica del vaccino antipolio da uno qualsiasi organo consultivo nazionale o federale del vaccino”, perché il vaccino antipolio attuale era libero dall’SV40, ma raccomandò “lo sviluppo di test sierologici sensibili e specifici” per il virus, così come “lo sviluppo e l’uso di … tecniche standardizzate per il rilevamento del virus SV40.

Casi reali – Reali conclusioni. 

In un rapporto del 15 luglio 2001, il San Francisco Chronicle pubblicò un racconto dettagliato della crescente preoccupazione tra i ricercatori che il virus SV40 trovato inizialmente in quei vaccini antipolio era infatti responsabile di elevati tassi di cancro.

“Per quattro decadi, i funzionari del governo hanno insistito sul fatto che non ci sono prove che il virus delle scimmie chiamato SV40 è dannoso per gli esseri umani. Tuttavia, negli ultimi anni, decine di studi scientifici hanno scoperto il virus in un numero sempre crescente di rari tumori correlati del cervello, delle ossa e dei polmoni, lo stesso tumore maligno che SV40 provoca negli animali da laboratorio”. Il rapporto aggiunge “Ancora più preoccupante, il virus è stato rilevato nei tumori rimossi da persone mai inoculati con il vaccino contaminato, portando alcuni a preoccuparsi che quelli infettati dal vaccino potrebbe aver diffuso l’SV40.”

Il Dr. Michele Carbone di Loyola University Medical Center a Maywood, Illinois, disse al giornale che riteneva che il virus fosse cancerogeno per l’uomo. “Dobbiamo creare terapie per le persone che hanno questi tipi di cancro, e adesso possiamo essere capaci di farlo perché abbiamo un obiettivo – SV40,” disse.

Altri dicevano che i pochi studi del governo per quanto riguarda il nesso potenziale erano stati viziati.

Il Dott. Adi Gazdar, un ricercatore dell’Università del Texas Southwestern Medical Center cancer disse”Il governo non ha promosso una vera ricerca. Ecco cosa forse affligge milioni di americani, e sono indifferenti,” e aggiunse “Forse non vogliono sapere.”

Barbara Loe Fisher, presidente e co-fondatore del National Vaccine Information Center, un’organizzazione non-profit che promuove la sicurezza del vaccino, ha testimoniato davanti al sottocomitato di riforma del Comitato Governo alla Camera per i diritti umani e benessere nel settembre 2003 che:

[O]ggi, le agenzie sanitarie federali statunitensi ammettono i seguenti due fatti: il vaccino antipolio Salk rilasciato per uso pubblico tra il 1955 e il 1963 è stato contaminato con SV40 e che l’SV40 ha dimostrato di provocare il cancro negli animali.

Proseguendo, la Fisher ha detto che in una conferenza 1997 sull’SV40 e i tumori umani tenutasi al National Institutes of Health, a cui aveva partecipato, “non vi era disaccordo fra gli scienziati governativi e quelli non governativi su questi due fatti”.

“L’unico disaccordo era se l’SV40 è stato effettivamente individuato nei tumori di bambini e adulti che vivono oggi e, se lo fosse, se il virus della scimmia era infatti il responsabile del loro cancro. Scienziati non governativi che lavorano in laboratori indipendenti di tutto il mondo hanno detto, ‘Sì’. Ma gli scienziati legati al governo degli Stati Uniti ha detto ‘No’.” ha aggiunto la Fisher.

La Fisher ha continuato dicendo che “gli scienziati non governativi accreditati in diversi laboratori di tutto il mondo continuano a identificare SV40 nel cervello umano e nei tumori di bambini e adulti ai polmoni e stanno scoprendo che l’SV40 è anche associato a tumori ossei e dei linfomi non-Hodgkin.”

Nonostante le smentite in corso, un numero crescente di ricercatori continuano a sostenere che non solo c’è un legame autentico tra vaccini di Salk contaminati con SV40 e il cancro, ma che i funzionari del governo federale e le agenzie responsabili di garantire la sicurezza di tali vaccini – allora e di oggi – odiano ammetterlo, forse perché temono le ricadute in termini di cause legali e perso credibilità.

Ma alla fine è probabile che vi sia una prova sufficiente per forzare un cambiamento, perché in base a ciò che è ancora in fase di scoperta del legame, il problema non andrà via comunque via molto presto.

Questa è la traduzione del testo, quindi prima di esprimere pareri definitivi che negano il rapporto Sv-40 con le patologie cancerogene è meglio documentarsi. Questo lo diciamo in particolare all’autore di questo testo:

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Primo giorno di scuola… con goliardia: a Padova intervengono i pompieri

liceo Nievo-tuttacronaca-goliardiaPer permettere agli studenti di entrare a scuola… è stato necessario chiamare i pompieri. A Padova, al liceo scientifico Ippolito Nievo, la goliardia è tornata a colpire: l’entrata principale dell’istituto, in via Barbarigo, è stata sbarrata con una catena da moto mentre l’ingresso laterale di via Santa Rosa è stato letteralmente murato nottetempo. I vigili del fuoco sono così dovuti intervenire sia per abbattere la barriera di cemento e mattoni sia per segare il catenaccio. E’ stata una bidella ad accorgersi, ieri mattina, dell’accaduto. La donna ha avvisato la preside Maria Grazia Rubini che ha definito il gesto “Una bravata molto spiacevole ad opera di alcuni bulli, probabilmente ex alunni”.  Ma come ogni anno non è mancato neanche il tradizionale lancio delle uova che prende di mira le matricole. L’atto goliardico però, oltre a imbrattare i nuovi iscritti ha finito con lo sporcare anche i muri di un palazzo limitrofo, con alcuni residenti che hanno alzato la voce. Tant’è che oggi, secondo giorno di lezione, i ragazzi più grandi, quelli di quinta sono stati caldamente invitati dalla dirigente a “vegliare” sui nuovi arrivati, a difenderli da scherzi stupidi e a tutelare il decoro della scuola.

Brunetta denuncia una giornalista di La7: violazione di domicilio

renato-brunetta-violazione domicilio-tuttacronacaIl capogruppo del Pdl alla Camera Renato Brunetta ha denunciato una giornalista di La7 per violazione della proprietà privata. L’inviata era entrata nel compensorio, dal quale è stata cacciata, per porre alcune domande all’ex ministro che ricostruisce così i fatti. “Nel secondo pomeriggio odierno, intorno alle 17.15, ho subito una violazione di domicilio da parte di una sedicente giornalista, presentatasi come inviata de La7, e da parte del suo operatore tv. Entrambi si sono intrufolati nel comprensorio dove si trova la mia abitazione, in una proprietà privata, senza alcun permesso e senza aver preventivamente chiesto a me alcun appuntamento”. Brunetta continua: “Quando mi sono accorto della loro presenza essendo stato chiamato, ho chiesto quale fosse il motivo della ‘visita a sorpresa’. La giovane giornalista mi ha risposto chiedendo la mia disponibilità a rilasciarle un’intervista. Al mio rifiuto la stessa continuava ad incalzarmi con affermazioni e domande provocatorie, invadendo la mia privacy e come già detto la proprietà privata. Ho manifestato loro l’intenzione di chiamare i carabinieri e sono rientrato in casa. Uscito dopo pochi minuti li ho visti scappare su un motorino”. Il politico ha quindi concluso: “Ho già provveduto ad informare del grave accaduto Paolo Ruffini, direttore de La7, Urbano Cairo, editore della stessa tivù, ed Enrico Mentana, direttore del Tg La7. Tutti mi hanno espresso la loro solidarietà e hanno condannato con decisione l’episodio. Allo stesso tempo ho dato mandato ai miei avvocati per le conseguenti azioni legali. Nel raccontare la mia amarezza per la violenza subita, desidero condannare un modo di fare giornalismo e informazione, se così possiamo ancora chiamarla. Lo scoop da buco della serratura, la ricerca perversa della notizia, l’origliare e lo spiare l’altrui vita come fosse un dettame professionale è assolutamente inaccettabile. Non mi stancherò mai di dirlo. E spero che gli amici Ruffini, Cairo e Mentana non debbano mai subire altrettante simili violenze”.

Letta e il conservatorismo istituzionale: “dobbiamo cambiare l’Italia”

enrico_letta_tuttacronacaE’ intervenuto alla festa di Scelta Civica il premier Enrico Letta che ha detto: “In Italia c’è troppo conservatorismo istituzionale. Invece noi dobbiamo cambiare l’Italia senza paura”. Il premier ha anche spiegato che il sistema del bicameralismo perfetto, con una legge elettorale che dà vita a maggioranze diverse, “è una follia” e serve invece cambiare la seconda parte della Costituzione. A Caorle, ha anche insistito sulla necessità di riformare la legge elettorale: “Non vorrei essere un presidente del consiglio che deve restare lì perchè non si può votare, vorrei che potessimo dire che un giorno si può e si deve andare a votare”. Ma ha anche difeso la necessità di cambiare le Carte: “Penso che la prima parte della Costituzione sia effettivamente la più bella del mondo. Ma la seconda parte no”. E spiega: “Non stiano sfasciando la costituzione, la stiamo ammodernando”. Sempre a Caorle, Letta ha ricordato che “la nostra è la seconda manifattura d’Europa” e, essendo il nostro un Paese che “ha una vocazione industriale”, la legge di stabilità “avrà al suo interno un forte capitolo di politiche industriali”.

Per prepararsi ad andare nello spazio… scendono nella grotta!

Esa-Caves-tuttacronacaIl progetto Caves, dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), porterà sei astronauti a vivere per sei giorni in una grotta della Sardagne. Questa “esclusione dal mondo” servirà loro come addestramento per andare nello spazio. Tra coloro che scenderanno nel complesso della Sa Grutta si trova anche un italiano, Paolo Nespoli. Gli astronauti coinvolti in questo progetto sono rappresentanti di tutti i partner della Stazione Spaziale Internazionale: Mike Fincke e Drew Feustel per gli Stati Uniti, David Saint-Jacques per il Canada, Nikolai Tikhonov per la Russia, Soichi Noguchi del Giappone e il danese Andreas Mogensen, che rappresenta l’Esa insieme a Nespoli. I sei giorni da trascorrere in una grotta s’inseriscono in un corso intensivo di sopravvivenza che durerà due settimane e che comprende anche un corso di addestramento di base prima dell’isolamento. Scopo dell’esperienza è vedere come un gruppo di persone è in grado di cavarsela in situazioni estreme, con pochi oggetti personali e sporadici contatti con il mondo esterno, ossia le situazioni che si creano quando ci si trova in orbita. E’ Nespoli a raccontare: “Quando mi sono addestrato per la mia prima missione nello spazio la Nasa portò l’intero equipaggio prima in Alaska e poi in Wyoming. Due settimane vissute in isolamento per testare le nostre capacità di collaborazione e per cementare lo spirito di gruppo, condizioni essenziali quando si lavora a stretto contatto in ambienti stressanti come quando si è nello spazio”. C’è da dire che i “cavernauti”, per certi aspetti, si troveranno a lavorare in un ambiente ancora più remoto e ostile rispetto a quello della Stazione Spaziale Internazionale: ci si impiega meno tempo, in caso di emergenza, a tornare sulla Terra che non a risalire in superficie. “Da ragazzo – continua Nespoli – ho fatto parte di alcune spedizioni speleologiche con dei vecchi amici e per me questa nuova avventura è un pò come tornare indietro nel tempo. E poi, visto che la simulazione ci farà sembrare nello spazio, aspetto con vero piacere il momento di iniziare questa spedizione”.

Scossa di terremoto in provincia di Rieti

terremoto-lazio-tuttacronacaL’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato una scossa di terremoto alle 20:31 nel distretto sismico dei Monti Reatini. L’evento, di magnitudo 2.7, si è verificato a una profondità di 8.9 km e ha avuto epicentro nella provincia di Rieti, tra i comuni di Borbona, Cittareale e Posta.

“Seguitemi su Twitter o uccido il mio cane”: l’appello di una fan agli 1D

fan-onedirection-cane-tuttacronacaSperava in una risposta una fan degli One Direction che ha taggato tutti i mebri della band e l’account ufficiale in un tweet che recitava: “Seguitemi su Twitter o uccido il mio cane”. La risposta dei cantanti inglesi avrebbe salvato la vita del suo chihuahua. Ma non è mai arrivata. L’appello della sudamericana è caduto infatti nel vuoto, nonostante fosse accompagnato da una foto in cui la si vedeva stringere con la mano il collo del povero animale. In seguito, è arrivato un altro post sempre diretto agli One Direction: “Vi amo, seguitemi. Il mio cane è appena morto”. Accanto un’immagine della ragazza in lacrime, con in braccio il cagnolino vittima del sua passione per la band. La notizia è stata riportata da molti quotidiani in Sudamerica e poi è stata ripresa dal New York Daily News. Ovviamente ha fatto infuriare il popolo della rete che si è mobilitato con una petizione che ha portato alla chiusura dell’account Twitter @illumivato e la segnalazione della ragazza alle forze dell’Ordine. Non è certo che l’animale sia morto per questo “amore malato” per una band. Di certo non è un comportamento da prendere ad esempio.

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“Assad ha commesso molti crimini contro l’umanità”: parla Ban Ki-moon

Ban-Ki-Moon-siria-tuttacronacaIl segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha affermato che “Il presidente siriano, Bashar al Assad, ha commesso numerosi crimini contro l’umanità”. Ha quindi aggiunto: “ci sarà un processo per accertare le sue responsabilità”. Si è quindi detto sicuro che il rapporto degli ispettori delle Nazioni Unite inviati a Damasco “dimostrerà in maniera schiacciante che sono state usate armi chimiche”. Ban Ki-moon ha quindi puntato il dito contro il rais di Damasco, lasciandosi sfuggire le prime anticipazioni del rapporto che gli ispettori internazionali consegneranno a Palazzo di Vetro nel week end. Le parole sono state però dette a microfoni spenti e non sarebbero dovute trapelare e il segretario ha successivamente spiegato che quanto riferito sulle armi chimiche usate in Siria e i crimini commessi da Damasco sono risposte a domande giunte a margine di un convegno. Ha quindi sottolineato di non poter commentare “pubblicamente” sui contenuti del rapporto degli ispettori perché non lo ha ancora ricevuto, ma di aspettarsi che dal dossier arriverà la “soverchiante, soverchiante dimostrazione” che armi chimiche sono state usate in Siria. Pur non avendo precisato se siano state le forze di Assad o i ribelli a lanciare l’attacco del 21 agosto, ha comunque detto che il presidente siriano Bashar al Assad “ha commesso molti crimini contro l’umanita”.

Biglietti gratis per tutti on-line: il pasticcio dell’United

united-bigliettigratis-tuttacronacaGiovedì pomeriggio è apparsa sul sito della United un’offerta imperdibile: biglietti di andata e ritorno tra le principali città americane a costo zero. Unica spesa per i passeggeri le tasse aeroportuali, ossia 10 dollari al massimo. Ovvio che in molti ne hanno approfittato. Quando la linea aerea si è accorta di quanto successo, ha subito provveduto a chiudere le prenotazioni on-line confermando che si trattava di un “errore umano”. Conseguenza: ora in centinaia stanno facendo pressioni sulla compagnia aerea perché mantenga l’impegno preso con la prenotazione on-line: le ricevute delle carte di credito confermano infatti l’acquisto. Nel frattempo, non mancano neanche i commenti in Twitter: “Non capisco perché è costato così poco, ma ora dovrete onorare l’impegno” twitta un passeggero che ha comprato un volo Washington-Austin (Texas) a 2 dollari e mezzo. Certo se la United non rispettasse l’impegno, come ha fatto in passato un’altra compagnia che ha dato così l’avvio a delle indagini del Dipartimento di Giustizia, dovrà fare i conti con la pubblicità negativa che ne deriverebbe e forse la perdita del ricavo di qualche centinaio di biglietti si potrebbe rivelare meno dannosa.

OccupyEsquilino contro la pedonalizzazione dei Fori

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Sono state molte decine di persone tra residenti e commercianti che vivono e lavorano all’Esquilino a scendere su via Merulana per protestare contro la pedonalizzazione dei Fori Imperiali. I manifestanti, armati di fischietti e mascherine, hanno attraversato di continuo le strisce pedonali poste di fronte il teatro Brancaccio, bloccando così il traffico.

«Noi non siamo contro la pedonalizzazione ma contro la gassificazione». Si lamentano dell’aumento del traffico e soprattutto dello smog. «Noi che abitiamo nei quartieri Esquilino, Monti e Celio – spiega Nicola Tripodi, portavoce del comitato Trappola per Fori – non siamo disponibili ad essere avvelenati dall’inquinamento acustico e atmosferico provocato da 3.500 mezzi l’ora dirottati dal Colosseo nella nostra area. Per questo chiediamo al sindaco Marino – aggiunge – un tavolo di confronto con i cittadini e soprattutto che ascolti chi vive qui da oltre 60 anni».
«Questa è la vera pedonalizzazione», commenta un residente che ha aderito alla manifestazione. «Marino: grazie per il traffico», «meno magheggi più parcheggi», «meno velocità più umanità», «No smog», questi alcuni degli striscioni e dei cartelli esibiti dai residenti in protesta. Per agevolare le mamme e le famiglie che volevano partecipare alla manifestazione, è stata ingaggiata un’animatrice che, tra palloncini, filastrocche e giochi, intrattiene i loro figli.

La protesta in via Merulana è durata diverse ore, la strada poi è stata riaperta al traffico verso le 18. «Per oggi è finita, solo per oggi, faremo di via Merulana un’altra piazza Tienanmen», commenta un’anziana signora che si è unita alla protesta dei residenti dell’Esquilino contro la pedonalizzazione dei Fori Imperiali. «Perché devo morire di smog per colpa sua? O mentre attraverso la strada?», dice concitata una donna con il bastone. «Possiamo parlare con cognizione di causa il fallimento del progetto di pedonalizzazione dei Fori – afferma Fabrizio Sequi ex consigliere Municipio Centro Storico e portavoce dell’Associazione Ripa – Se l’amministrazione non farà un passo indietro, i cittadini metteranno in ginocchio la città. Chiederemo al sindaco di aprire un tavolo».

All’arrivo dell’ex sindaco Gianni Alemanno, la folla si è indignata e ha gridato: «Vattene all’Eur», «Questa è una manifestazione di residenti, non dei vecchi sindaci trombati». «Devi andartene, questa non è una protesta politica».

 

Il nudo di Miley diventa un meme virale

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Miley Cyrus si è mostrata nuda su una palla demolitrice e questo è bastato per far scoppiare l’ironia in rete e fare una serie di meme con l’ex Hanna Montana. la Cyrus nuda è stata vittima della rete e di quanti hanno trovato che quella posa che nelle intenzioni doveva risultare sexy è diventata di fatto trash. Liberando la fantasia questi sono stati i risultati:

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Formisano e l’idea per il caso Berlusconi: candidarlo alle Europee in Estonia

berlusconi-estonia-tuttacronacaIl Messaggero riporta un dialogo intercettato in un corridoio del Transatlantico di Montecitorio e intarcorso tra l’onorevole del Centro democratico Nello Formisano e un esponente del Pdl. “E se Silvio Berlusconi, pur decaduto da senatore, si candidasse in Europa?”. “In Europa? Impossibile! Il Cavaliere è incandidabile”. “No, non alle Europee dalle liste formate in Italia, ma in un altro degli altri 27 Paesi europei dove la legge Severino non ha alcun valore giuridico…”. C’è quindi chi sostiene l’idea mentre tra colombe sia di centrodestra che di centrosinistra si cerca un modo per risolvere il caso Berlusconi. Il leader del Pdl, se Giunta e Aula di palazzo Madama lo dichiarassero decaduto, perderebbe il diritto all’elettorato attivo e passivo ma questo non significa che non possa presentare la sua candidatura alle europee. Dovrebbe però farlo in un Paese dell’Unione dove non sia valida la legge Severino. Spiega sempre il Messaggero che “Un precedente esiste e, per puro paradosso, riguarda un comunista tutto d’un pezzo come Giulietto Chiesa. Il giornalista già corrispondente da Mosca poi entrato in politica, prima con Di Pietro poi in diverse formazioni neo-comuniste, si presentò alle Europee del 2009 candidato in Lettonia all’interno della lista ‘Per i diritti umani in una Lettonia unita’, formazione che rappresenta la minoranza russa lettone. Il Pctvl mandò a Strasburgo una sola deputata eletta. Non era Chiesa, purtroppo, che non ce la fece e la cui carriera si disperse. Ove eletto, tuttavia, l’elezione di Chiesa sarebbe risultata valida.” A questo punto non resta che chiedersi dove Berlusconi prenderebbe i voti, e si potrebbe pensare all’Estonia, nella cui capitale, Tallin, dove “ha il suo quartier generale Ernesto Preatoni. Immobiliarista di fama e peso, titolare del gruppo Domina, che vanta grossi insediamenti turistici in Italia come in Egitto, Preatoni è chiamato il Gianni Agnelli estone, ma soprattutto è un grande e sincero amico del Cav: procurargli i voti sarebbe un gioco da ragazzi.” E’ lo stesso Formisano a spiegare perchè Berlusconi dovrebbe fare questa fatica: “Perché al Parlamento Ue lo scudo dell’immunità parlamentare è altissimo come dimostra il caso De Magistris. Quando era parlamentare europeo, usò le sue prerogative e il suo status per difendersi da semplici rinvii a giudizio, entrambi rispediti al mittente dal Parlamento di Strasburgo, che non accetta mai sui suoi membri richieste di indagine, figurarsi di arresto, da parte dei giudici locali”.

Il 116° decesso della “fabbrica della morte”, addio a Salvatore

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Salvatore G., 80 anni, ex dipendente della “Sacelit”, è morto a San Filippo del Mela (ME), in quella località ricordata per aver ospitato per 38 anni la Salecit, conosciuta anche come la “Fabbrica della Morte”. Alla Sacelit si producevano  materiali per edilizia, in calcestruzzo e amianto. La fabbrica sita striscia di terra che divide Milazzo da Barcellona pozzo di Gotto sorgeva in contrada Archi, stretta fra una raffineria di petrolio (La Raffineria Mediterranea)  impianti dell’Enel (Oggi Edipower) e un’acciaieria. Nonostante sia stata chiusa più di 15 anni fa, gli operai che ci hanno lavorato continuano la loro lotta per la sopravvivenza.

In un’intervista Salvatore Nania, anche lui ex dipendente Sacelit e presidente del comitato “Ex esposti amianto”  ha dichiarato, qualche tempo fa: ”Le fibre killer colpiscono ancora e, non esiste un tempo di latenza, non esiste un tempo di esposizione”.

Salvatore, è la 116a vittima su 220 operai e in quella fabbrica ci aveva lavorato per 25 anni al reparto di preparazione delle miscele.  L’uomo,  è morto per “asbestosi pleuro-polmonare, insufficienza respiratoria restrittiva di grado medio, accentuazione della trama polmonare, calcificazione della pleura basale sinistra”.

Girando in rete si trovano anche le testimonianze degli addetti delle pulizie che spesso si lamentavano con i dirigenti “per la polvere che li faceva tossire continuamente” Loro rispondevano: “Ma che dite! L’amianto ve lo potete pure mangiare”.

Ma è l’amianto, invece, che si è mangiato le vite umane.

Attraversare l’oceano… grazie ai palloncini ad elio! L’impresa di Trappe

jonathan-trappe-tuttacronaca365 palloncini ad elio, come quelli che si sono visti nel film d’animazione “Up” per attraversare l’oceano. L’idea è dell’americano Jonathan Trappe, originario del North Carolina, che spera di essere la prima persona a completare l’impresa per la quale lavora ormai da due anni. L’aviatore è partito, a bordo della gondola di una mongolfiera, da Caribou, nel Maine, ma ha dovuto dire presto addio al sogno di percorrere le 2.500 miglia che lo avrebbero condotto a Parigi: il suo viaggio si è interrotto nel primo pomeriggio di oggi, quando per problemi tecnici è atterrato in Canada. Sul suo sito, spiega la sua impresa con affermando che “l’Atlantico è stato attraversato tante volte e in tanti modi diversi, ma mai così”. Ma ha anche ammesso: “Ho paura di morire, come l’avrebbe chiunque”. Già nel 2010 l’uomo ha volato a bordo di una mongolfiera a grappolo attraversando il Canale della Manica.

Educatrice sociale uccisa da un detenuto: lo stava accompagnando a terapia

adeline_assistentesociale-tuttacronacaIl detenuto francese Fabrice Anthamatten, condannato a dieci anni per violenza carnale, è scomparso ieri mattina nel cantone svizzero di Ginevra assieme a un’educatrice sociale di Carouge, Adeline M. Il corpo della 34enne, madre di un bambino, è stato rinvenuto oggi. La donna doveva accompagnare il prigioniero in un centro sociale alla porta della città per la riabilitazione alla quale l’uomo, che stava scontando la sua pena nel carcere di Champ-Dollon, si sottoponeva una volta alla settimana. Solo che questa volta il malvivente ha rapito Adeline per poi ucciderla e far perdere le sue tracce.

Casting Velini: palestrati, diplomati e… terrorizzati dalle domande!

aspiranti-velini-striscia-tuttacronacaTra le novità messe in onda quest’anno dal tg satirico Striscia la Notizia anche i velini. Ed ecco che a Cologno Monzese hanno preso l’avvio i casting, tra ragazzi belli e in mutande che domanano, come Alessio P, appena uscito dal provino: “Ma che cos’è ’sto Uelf che mi hanno chiesto, voi lo sapete?” Probabilmente la domanda verteva sul “Welfare” e apparteneva alla sezione di cultura generale, forse non immediata la risposta per chi si aspettava di dover snocciolare dati fisici e hobbies. E Stefano P, che con la sua laurea in brand management non ha saputo spiegare cos’è un trust, spiega: “qui è più un discorso di immagine, quindi se rispondi una cavolata al massimo si chiedono ‘ma che razza di laureati escono oggigiorno!'”. Mediaset ha lanciato il bando per chi sgambetterà sulla famosa scrivania neanche una settimana fa e già l’invito è stato raccolto da 400 ragazzi: quasi tutti diplomati, alcuni studenti universitari, qualcuno con già una laurea in tasca. Tutti con l’aspirazione di godere di un po’ del successo della trasmissione, di avere visibilità. Studiano o hanno studiato, ma la scelta per tutti sono set fotografici e passerelle. La provenienza, per la maggior parte di loro, è la provincia, con Pietro R che spiega che fino a 5 anni fa non parlava la lingua italiana: “Solo dialetto salernitano, che ora ripulisco al Centro teatro attivo di Milano, ma non lo voglio perdere del tutto perché uno deve essere fiero del posto da cui viene”. C’è anche chi è padre da qualche mese, come Manuel C, che dalla nascita del figlio ha smesso di fare il modello e cerca un lavoro “onesto” (ossia “normale”) ma che non si trova. Ma se sono tutti sicuri circa il loro aspetto, l’incubo è la domanda di cultura generale: anche un “qual è l’ultimo libro che hai letto?” è seguita dal silenzio, magari interrotto da una risposta del tenore “Va bene anche uno di scuola?”. A chi studia recitazione chiedono il metodo utilizzato e la risposta è un, corretto, “Strasberg”. Il problema è che quando vogliono sapere “l’altro metodo” arriva uno “Stranislavski”. E se le domande spaventano, a salvarsi alla prova dello “stacchetto” sono solo quelli che hanno fatto un po’ di danza. Non si sa come verranno scelti, se ancora una volta ci sarà l’abbinata biondo/moro. Ma una certezza ce l’ha il Gabibbo: “No alle larghe intese”.

L’assassino di Lavinia: caccia alle decine di donne che ha filmato

lavinia-omicidio-lodi-tuttacronacaAndrea Pizzicolo, il ragioniere 41enne fermato per l’omicidio di Lavinia Simona Ailoaiei, la 18enne romena abbandonata in un campo di San Martino in Strada, ha girato un video dell’agonia della giovane con tre telecamere digitali ad alta definizione nascoste nella stanza del motel Moon di Busto Arsizio e del motel Silk vicino a Lodi. Per i primissimi piani è invece stata utilizzata una minitelecamera a fibra ottica acquistata in rete e che teneva nascosta nel cinturino dell’orologio. In Questura a Lodi sono convinti si tratti di un’attrezzatura da specialista che non si concilia con un incidente casuale. Il giudice Isabella Ciriaco, che ha convalidato il fermo dell’uomo, ha visto i filmati: “Anche la descrizione più dettagliata e realistica non può rendere con sufficiente giustizia la freddezza, la lucidità, la tenacia e la crudeltà che trasuda dai filmati”. Sarebbe a dire, come spiega La Stampa, che le immagini mostrano come il ragioniere non si lasciò prendere dal panico non riuscendo a rompere le cinghie di plastica che stavano ammazzando la sua vittima in un gioco erotico condiviso, ma che quasi sicuramente l’epilogo che avrebbe avuto la vicenda sarebbe stato accettato se non addirittura programmato. La differenza è sostanziale e rischia di valergli l’ergastolo. La vittima, come ha stabilito l’autopsia, è morta in un motel di Busto Arsizio prima di essere abbandonata in un campo di mais del lodigiano. Ma nell’auto di Pizzicolo sono state trovate anche altre telecamere e schede video mentre nella sua abitazione gli investigatori hanno rinvenuto ulteriori riprese riversate in dvd con immagini ad alta definizione. In questi filmati l’uomo appare protagonista di altri incontri con decine di ragazze più o meno giovani, europee ma quasi sicuramente straniere, probabilmente contattate via internet. Nessuno conosce che fine abbiano fatto queste giovani e l’ipotesi dell’assassino seriale sembra essere quella a cui gli investigatori credono meno, considerato che non ci sono casi aperti su donne scomparse. Potrebbe però essere che l’uomo sia un frequentatore attivo di siti dove vengono postati video di sesso estremo. Al riguardo, si attenderanno le risposte che daranno i suoi computer. Le ragazze riprese potrebbero offrire più informazioni, una volta identificate. Per quel che riguarda i vicini di Pizzocolo hanno solo riferito che, quando era solo in casa, l’uomo riceveva molte ragazze, spesso straniere, anche giovani.  E hanno aggiunto che le tapparelle erano sempre abbassate e di notte si sentiva sempre, solo il rumore continuo della doccia aperta.

Se crolla il governo che ne sarà di pensionati, esodati e cig?

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Cosa ne sarà di pensionandi, pensionati, esodati e cassaintegrati se cade il governo Letta? La riforma Fornero non funziona e questo è un dato di fatto, ma ci sarà il tempo per apportare le modifiche? Molto si cercherà di fare con la legge di stabilità che verrà presentata al Parlamento in ottobre… sempre che il governo regga fino a quella data. Giovannini promette anche misure di contenimento del cuneo fiscale. E il lavoro? Con il governo che è in disequilibrio costantemente sono molti gli interrogativi che per il momento ancora non hanno risposte.

IlSussidiario.net ha riportato quanto dichiarato nell’intervista da Silvano Moffa, ex Presidente della Commissione Lavoro della Camera:

Cosa rischiano pensionati, pensionandi, esodati, cassaintegrati se cade il governo Letta?

In queste settimane stanno venendo a galla tutte le incognite della riforma Fornero. E che fine farà il taglio delle pensioni d’oro su cui pure si è impegnato il governo ma che ha già ottenuto un primo stop dalla Corte costituzionale perché va a toccare i diritti acquisiti dei lavoratori? Tutto dipenderà dalla legge di stabilità che verrà presentata alle camere a ottobre. Sempre che l’attuale governo sia ancora in carica. Secondo il ministro Giovannini, la legge di stabilità conterrà anche misure per il contenimento del cuneo fiscale. IlSussidiario.net ne ha parlato con Silvano Moffa, ex Presidente della Commissione Lavoro della Camera.

Se cade Letta che ne sarà della riforma pensioni? Esodati e cassa integrazioni rimarranno senza copertura? Che fine farà il taglio delle pensioni d’oro?

Non so se il governo cadrà, nonostante le fibrillazioni di questi giorni. Sul fronte delle convenienze reciproche credo che alla fine ci sia un interesse comune dei due poli a tenere in piedi l’attuale esecutivo. Tuttavia, se dovesse cadere sicuramente ci sarà un rallentamento del processo di riforma della riforma, per il recupero delle parti dannose che la riforma Fornero ha introdotto.

Solo un rallentamento?

Secondo me sì, anche perché ci saranno ulteriori passaggi che debbono essere fatti all’interno della finanziaria. È lì che bisognerà trovare le risorse aggiuntive necessarie.

Come giudica l’operato del governo sul tema delle pensioni?

Guardi, già all’epoca del governo Monti, attraverso la Commissione Lavoro della Camera, chiedemmo di impostare un percorso completamente diverso. E in parte riuscimmo a sanare la questione “esodati”. Ovviamente questi temi oggi sono tornati in primo piano.

Qual è l’argomento più urgente da affrontare?

Tutto quello che si riesce a fare per recuperare un equilibrio su un tema così fortemente sbilanciato è positivo. La riforma del lavoro ha infatti ridotto l’area della flessibilità in entrata con conseguenze pesantissime sulla disoccupazione giovanile, con molti contratti a termine che non sono stati rinnovati. A suo tempo dicemmo: attenzione, in questa maniera avete preso come bersaglio la precarizzazione, ma di fatto avete fatto scomparire dal mercato le prime opportunità di lavoro che si presentano a un giovane. In più…

In più?

Il governo si è assunto l’onere di risolvere definitivamente il problema degli esodati esploso a suo tempo e parzialmente tamponato. Con la prossima legge di stabilità dovrà dire in che maniera intende farlo.

Con la legge di stabilità il governo vorrebbe addirittura ridurre il cuneo fiscale…

Non c’è dubbio che bisogna ridurre il cuneo fiscale per andare incontro alle esigenze delle imprese e dei lavoratori. Però, anche qui, il governo dovrà dire con quali risorse intende perseguire questo obiettivo.

È d’accordo con l’idea di introdurre una maggiore flessibilità in uscita per chi è prossimo alla pensione?

Assolutamente sì. È esattamente l’equilibrio che cercavamo di offrire alla Fornero quando proponevamo maggiore flessibilità in entrata e di rendere meno rigido il mercato in uscita. Che significava liberare il mercato del lavoro da tanti vincoli che ne bloccavano l’espansione. Questo purtroppo non è avvenuto: abbiamo mantenuto un mercato rigido con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti.

Cosa ne pensa dell’idea del ministro Giovannini di dare un acconto sulla pensione a chi perde il posto quando è a pochi anni, due o tre, dal traguardo?

In questo modo si cerca di recuperare almeno in parte il danno causato dall’allungamento dell’età pensionabile creando una sorta di scivolo, con un’anticipazione. Voglio solo sottolineare il fatto che stiamo parlando di risorse che appartengono ai lavoratori: non stiamo regalando niente. Stiamo solo accorciando i tempi. In una situazione congiunturale sfavorevole come quella attuale può essere una boccata d’ossigeno. Ma non mi sembra una riforma sistemica del nostro sistema pensionistico.

Giusto il taglio delle pensioni d’oro?

Guardi, a suo tempo cui fu una discussione abbastanza accesa sull’argomento. C’era chi diceva che bisognava ridurle non tenendo conto che si tratta di diritti acquisiti. Altri, come me, dicevano invece: attenzione, mettendo in discussione diritti acquisiti rischiamo di andare a scontrarci con norme di rango costituzionale. Cosa che è puntualmente avvenuta. Quando ero Presidente della Commissione Lavoro, assieme al collega della Commissione Affari istituzionali, mettemmo chiaramente in luce il rischio di incostituzionalità di quella norma.

Sta dicendo che le pensioni d’oro non si possono tagliare?

No, non sto affatto dicendo questo. Si può fare introducendo un elemento di solidarietà, una sorta di bonus di solidarietà che può essere richiesto per un certo numero di anni a chi gode di pensioni fuori dall’ordinario tanto sono elevate. Chiedere a chi oggi si trova in condizioni di maggior benessere, addirittura di una ricchezza oltremisura, un atto di solidarietà mi sembra giusto. Non solo. Sarebbe un obiettivo più facilmente perseguibile e non attaccabile sotto il profilo della norma costituzionale.

L’orrore della guerra siriana e le foto shock. Spari su ospedali

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I veri numeri della tragedia siriana forse nessuno li riuscirà mai a redigere. Ci sarà sempre qualche corpo dilaniato che non rientrerà nei calcoli, qualche famiglia sterminata che non sarà inclusa nel computo dei morti e forse la verità di ciò che sta accadendo non si riuscirà a raccontare. L’orrore è dietro ogni angolo come ci raccontano le stime “riviste al rialzo” di Human Rights Watch (Hrw) che parla di un bilancio molto peggiore del numero di morti dall’inizio di maggio nei villaggi di Bayda e Banyas, sulla costa siriana. L’organizzazione ha infatti identificato 248 vittime, anche se stima che il numero dei morti potrebbe essere molto più alto.

Secondo le informazioni raccolte dalla Commissione d’inchiesta creata dal Consiglio Onu per i diritti umani “le forze governative e le milizie affiliate interferiscono e strumentalizzano le cure mediche per favorire scopi strategici e militari. Le prove raccolte dalla Commissione portano a una conclusione sconvolgente: le forze governative seguono la politica di negare le cure mediche a coloro che si trovano nelle zone controllate dall’opposizione”, come si legge nel rapporto tematico della commissione. Ci sono anche le prove che alcuni gruppi armati anti-governativi hanno attaccato gli ospedali in certe aree, aggiunge il documento.

Per gli esperti della commissione “la negazione di cure mediche come arma di guerra è una realtà distinta e agghiacciante della guerra in Siria. Respingendo il principio inconfutabile e universalmente accettato che le persone ferite durante le ostilità devono essere trattate, le parti in conflitto in Siria stanno creando un pericoloso precedente”.

Come poi scrive il TgCom:

Emergono intanto nuovi particolari e testimonianze sul massacro dei due villaggi nella provincia di Tartous, avvenuti il 2-3 maggio. Secondo quanto riportato da alcuni giornalisti locali siriani, dopo il massacro l’esercito governativo ha impedito ai sopravvissuti l’ingresso nei villaggi per quattro giorni, non permettendo quindi la sepoltura dei morti. Dopo il ritiro delle truppe, i cadaveri abbandonati per le strade sono stati trovati straziati dai cani. Eppure non sono mancati i casi di “fedeltà canina”. L’animale nella foto, infatti, ha vegliato per giorni il corpo del padrone, difendendolo dagli altri cani selvatici che volevano sbranarlo.

Su YouTube è possibile anche vedere il video, di cui è ancora da provare l’autenticità, sul massacro del villaggio Bayda.

+++ VIDEO ADATTO A UN PUBBLICO ADULTO E CONSAPEVOLE +++

 

 

Tornano gli amabili ometti blu: i Puffi 2 rinnovati in effetti e trama

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Il primo film “I Puffi”, ha riportato alla ribalta gli ometti blu che sin dalla fine degli anni ’50 sono entrati nell’immaginario collettivo. Come molti personaggi dei cartoni animati derivati dai fumetti e poi traslati al cinema, queste creature immaginarie, hanno subito, negli anni, notevoli cambiamenti.

Oggi tornano con un secondo film “I Puffi 2”, rinnovato negli effetti speciali (anche se alcuni sembrano essere ancora lontani dagli standard a cui ci hanno abituato i grandi colossi di Hollywood), ma soprattutto sulla trama.

Ad essere in pericolo questa volta è puffetta che, proprio il giorno del suo compleanno, viene rapita dai monelli, le due nuove creature simil-puffi create dal perfido mago Gargamella, per riuscire a strappare la formula per trasformarli in veri puffi.

Con un cast riconfermato  composto da Neil Patrick Harris, Jayma Mays, Hank Azaria, Sofia Vergara e la new entry Brendan Gleeson, sono pronti a sbarcare al cinema il 19 settembre.

Per avere un assaggio del film vi proponiamo una clip divertente con i Puffi “a bagno”:

La rana “lanciata” nello spazio!

rana-lancio-ladee-tuttacronacaLo scorso 6 settembre è avvenuto il lancio della sonda Ladee (Lunar Atmosphere and Dust Environment Explorer), diretta verso la Luna per studiarne l’atmosfera.

Osservando le immagini del lancio del razzo, chiamato Minotauro, i tecnici della Nasa hanno notato un insolito accompagnatore: sullo sfondo si staglia infatti la sagoma di una rana, probabilmente sbalzata in aria dalla potenza dei propulsori. E’ stata la stessa agenzia spaziale a dichiarare autentica la foto che sta rapidamente facendo il giro del mondo via web. E’ possibile che l’anfibio si trovasse in un invaso d’acqua accanto alla pista per prevenire danni alla piattaforma.

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L’ex marito di Renata Polverini sfrattato dalla casa popolare, era abusivo.

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L’ex marito di Renata Polverini, Massimo Cavicchioli, è stato sfrattato da una casa popolare  in via Bramante, nel lussuoso quartiere di San Saba, a Roma dove ha vissuto per 24 anni, 15 dei quali insieme all’ex governatrice del Lazio. L’appartamento era finito nell’inchiesta su “Affittopoli” nel 2011 e la procura di Roma aveva avviato un’indagine dalla quale non sono emersi reati, ma l’Ater, l’azienda pubblica delle case popolari, ha intimato lo sfratto all’ex marito della Polverini perché privo dei requisiti per abitare in un alloggio riservato ai cittadini disagiati.

Il Corriere della Sera racconta lo sgombero di questa mattina: “Cavicchioli ha aperto la porta, in casa c’era una donna di 40 anni, la sua compagna. Non ha opposto resistenza, ma ha protestato: «È una persecuzione politica, qui è pieno di case occupate e siete venuti solo da me (e in un’altra abitazione in viale Giotto dove abitava una studentessa, ndr). Qui ci sono nato 52 anni fa e non mi è mai stata data l’opportunità di acquistare questo appartamento». In casa sono entrati gli operai e un fabbro per il ripristino dei luoghi”. Dalle carte dell’Ater, scrive il Corsera, risulta infatti che Cavicchioli è stato «occupante abusivo non sanabile» dell’appartamento fin dal 1989, quando era morta la nonna, titolare del contratto.

I 60 mq dell’appartamento, in una delle zone più di pregio della Capitale quale è l’Aventino, l’ex marito della Polverini pagava solo 380 uro al mese dovuti a titolo di  «canone sanzionatorio» previsto per gli abusivi. Cavicchioli ha chiesto per (almeno) due volte il subentro nel contratto, ma l’istanza è stata respinta «per mancanza di requisiti reddituali», perché il cumulo tra le sue entrate e quelle della moglie è sempre risultato superiore al tetto massimo previsto. La Polverini infatti ha acquistato altri immobili fin dal 2001 e in base alla legge la separazione del 2004, all’epoca solo di fatto, non è servita ad abbassare i redditi.

Ma evitare questa esposizione mediatica e i commenti che ne possono scaturire nei confronti di Cavicchioli, non era davvero possibile?

Delfini maltrattati a Rimini, trasferiti a Genova

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Quattro “ Tursiops truncatus”, cioè delfini dal naso a bottiglia, sono stati sequestrati dal Corpo forestale dello Stato presso il delfinario di Rimini. I gestori del parco acquatico sono anche stati denunciati per maltrattamenti di animali e obbligati a pagare multe per un valore di 18mila euro. Durante un ispezione avvenuta il 31 luglio i medici veterinari del Ministero della Salute e da esperti di mammiferi marini, riscontrarono “l’assenza di riparo dal sole e dalla vista del pubblico, la carenza di un adeguato sistema di raffreddamento e di pulizia dell’acqua, nonché vecchie vasche di contenimento irregolari non adatte a consentire un adeguato movimento dei tursiopi e a garantirne la salute fisica e psichica, costretti ad una convivenza coatta nel gruppo sociale dove erano inseriti”. In una nota il Corpo Forestale, aveva anche rilevato che  “i delfini per di più non erano sottoposti ad un idoneo programma di trattamenti medici veterinari come testimonia l’assenza di vasche predisposte a tal fine, o adibite alla quarantena o ad ospitare le femmine durante il periodo di gravidanza e allattamento”.

Su disposizione della Procura di Rimini, quindi, il Corpo forestale sta eseguendo il trasferimento dei quattro delfini sequestrati, due femmine e due maschi, il più piccolo di circa sei anni, che saranno trasferiti presso l’Acquario di Genova. Qui i quattro delfini saranno messi in una vasca non visibile al pubblico, per svolgere come previsto dalla procedura un periodo di quarantena nel quale verranno effettuate analisi e, nel caso ci fosse bisogno, verranno curati dal personale veterinario e acquariologico della struttura.

Nessuna replica arriva dalla struttura di lungomare Tintori fondata nel 1968. Sul sito c’è solo un cartello della Direzione che indica “che il Delfinario di Rimini rimarrà chiuso al pubblico. Ci scusiamo per il disagio”.

#occupymcdonalds: Primo giorno di scuola a base di fast food

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Scoppia la polemica dopo la sorpresa. Valentina, è una mamma che questa mattina ha accompagnato uno dei bimbi alla scuola materna Cittadino del Mondo, in via San Pantaleo Campano, a Roma. E qui la donna si è trovata di fronte al banchetto con hamburger e Coca cola a marchio McDonald’s, oltre a buoni sconto sui menù Happy Meal.

Laura Bogliolo su il Messaggero raccoglie il disappunto che viaggia su Twitter di Valentina, mamma di uno dei bimbi della materna accolto da pasti McDonald’s proprio il suo primo giorno di scuola:

“Ciò che ha imparato mio figlio nel primo giorno di inserimento alla materna! Grazie Ignazio Marino, ne avevamo bisogno. Sono rimasta sconvolta, i prodotti McDonald’s erano stati allestiti all’interno del corridoio della scuola, sono stati distribuiti anche buoni per acquistare Happy Meal. Mio figlio frequenta una scuola comunale, mi aspettavo insegnamenti sull’alimentazione e non uno spot pubblicitario dentro l’istituto. Siamo impazziti?”.

La polemica viaggia veloce su McDonald’s a colpi di hashtag #occupymcdonalds e arriva anche al sindaco Marino, che risponde:

“Ci mobiliteremo con l’assessorato alla Scuola, ovviamente non è un’iniziativa del Comune”.

Anche McDonald’s ha replicato, con il responsabile comunicazione Tommaso Valle che ha dichiarato:

“Abbiamo servito tè freddo e distribuito palloncini a titolo gratuito. Si è trattato di una cortesia, non di un’operazione di marketing: siamo stati contattati da un’insegnante della scuola, esprimiamo rammarico per aver suscitato perplessità in alcuni genitori”.

Questo accade proprio nel giorno in cui il ministro De Girolamo presenta la norma inserita all’interno del Decreto Scuola per favorire il consumo di frutta e verdura tra gli scolari.

Perché non va dato cibo di McDonald’s ai bambini ( e forse neppure agli adulti)?

Basta guardare i componenti del Panino di McDonald’s per rendersi conto di cosa si sta mangiando:

Farina arricchita (farina di grano sbiancata, farina di frumento maltata, niacina, ferro ridotto, tiamina mononitrato, riboflavina, acido folico, enzimi), acqua, sciroppo di alto fruttosio (HFCS), zucchero, lievito, olio di soia e/o olio di soia parzialmente idrogenato, contiene il 2% o meno di: sale, solfato di calcio, carbonato di calcio, glutine di grano, solfato di ammonio, cloruro di ammonio, agenti ammorbidenti per la pasta (lattato steaorile di sodio, estere diacetiltartarico di mono- e digliceridi degli acidi grassi, acido ascorbico, azodicarbonamide, mono- e digliceridi, monocalcio fosfato, enzimi, gomma di guar, perossido di calcio, farina di soia), propionato di calcio e propionato di sodio (conservanti), lecitina di soia.

E le patatine?

patate, olio di colza, olio di soia idrogenato, olio di cartamo, aroma naturale, destrosio, sodio pirofosfato acido (per  mantenere il colore), acido citrico, dimetilpolisilossano (antischiuma), olio di mais, Thbq, dimetilpolisiloxano, sale silicoalluminato, destrosio, ioduro di potassio.

Secondo True Activist – comunità di giornalismo partecipativo – alcuni di questi ingredienti sono pericolosi per la nostra salute: “Si va da quelli geneticamente modificati (come gli olii), agli antischiuma, passando per i coloranti artificiali”.

E chi pensa che ultimamente i cibi serviti nei fast food siano migliorati sbaglia: ci sono ancora troppe calorie e zuccheri, come ha rilevato una ricerca di Katherine Bauer, del dipartimento di salute pubblica alla Temple University di Philadelphia, sulle grandi catene di cibo pronto.

Inoltre si è pubblicizzato un marchio che ha sua volta ha più volte puntato sull’idea che le materie prime utilizzate siano italiane e di buona qualità, invece come riporta il Fatto Alimentare:

La carne degli hamburger è italiana, ma si tratta di quarti anteriori di vacche a fine carriera di età compresa tra 4 e 6 anni. Gli animali sono macellati dall’Inalca di Cremonini a Piacenza, e si tratta di lotti non presenti in macelleria e nei supermercati. La carne di vacca non si vende perché risulta troppo dura e legnosa, e si può solo usare macinata negli hamburger industriali e nei ripieni. Il prezzo nei mercati all’ingrosso è ridicolo, per questo McDonald’s può proporre listini molto convenienti… Nella scala delle preferenze dei clienti troviamo il pollo fritto impanato dei Chicken McNuggets, che arriva direttamente dalla società francese Cargill e da altre due società straniere. Anche le famose patatine fritte sono dell’ austriaca Frisch & Frost. Poi c’è il merluzzo dei Filet-O-Fisch, importato dalla danese Espersen, i gamberetti dalla Thailandia… (22 maggio 2012)

Nuove rivelazioni sul caso Melania Rea

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Rocco Parolisi scende in campo per la difesa del fratello Salvatore e in un’intervista telefonica a Quarto Grado afferma: «Forse Salvatore sa qualcosa, ma non parla. Viene da chiedersi: ma se fosse stato minacciato da qualcuno e per timore lo tenesse nascosto?»

Naturalmente sono le parole del fratello dell’imputato per la morte di Melania Rea e vanno, quindi, vagliate attentamente: «Stando agli atti e secondo il mio pensiero – dice Rocco – Salvatore è innocente, ma è il giudizio di un fratello». L’uomo ha poi aggiunto «Noi non sappiamo quello che è successo,  ma se avessimo una pista alternativa, l’avremmo fornita agli inquirenti. Vogliamo la verità, perché teniamo alla nostra famiglia e a quella di Melania».

Rocco entra anche nel rapporto tra Salvatore e Melania:

«Escludo l’amore cieco per Melania, ma mio fratello voleva bene al nucleo familiare», e prosegue. «Non sapevo che tra loro ci fosse crisi: l’ho scoperto qualche giorno dopo l’accaduto. Sono rimasto male quanto sono venuto a conoscenza della storia parallela e provo rabbia per il fatto che Salvatore non ne abbia informato subito la magistratura».

«Salvatore era un ragazzo tranquillo, un ‘bonaccione’ – ricorda il fratello Non si allontanava mai da casa, giocava nel quartiere». Sulla circostanza per la quale nessun amico abbia mai difeso il fratello, Rocco replica: «È vero: ma dobbiamo partire dal presupposto che si è arruolato giovane e ha lasciato nella prima adolescenza tutti i suoi amici (che ora sono sparsi per l’Italia per lavoro). Da quando Salvatore si è arruolato e lavorava per lo Stato, queste amicizie sono venute meno. Gli unici amici che potrebbe avere, sono i commilitoni».

«Ho parlato con Salvatore due mesi fa» conclude Rocco Parolisi,«era sfiduciato per come sono andate le cose e mi ha detto che è pronto a sostenere la sua innocenza. È un ragazzo testardo e con forza d’animo. Non credo che per lui ci sarà un’altra condanna». L’appello per il processo è fissato per il prossimo 25 settembre  all’Aquila, nel primo grado Parolisi è stato condannato all’ergastolo.

Melania:Parolisi scrive a Corte appello,'condanna infondata'

Grigoletto confessa: l’ha uccisa in ufficio!

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Ormai i dubbi erano svaniti e gli inquirenti avevano più di una certezza (come ad esempio il sangue della vittima che era stato rinvenuto nell’auto dell’uomo) che Claudio Grigoletto avesse ucciso la 29enne brasiliana, Marilia Rodrigues.  “Ha ammesso di aver commesso il delitto, ma ha dato una ricostruzione diversa che non ci soddisfa”. Così ha detto il pm titolare dell’inchiesta, Ambrogio Cassiani, all’uscita del carcere di Brescia Canton Mombello, dove per circa 3 ore ha parlato con Grigoletto. Ancora molti i misteri che avvolgono la vicenda, ma sembra che la ricostruzione non tarderà ad arrivare. Per quello che riguarda la ricostruzione dell’imprenditore, l’uomo avrebbe raccontato di aver avuto una colluttazione con Marilia Rodrigues, la quale avrebbe battuto la testa a terra cadendo. Riguardo i segni sul collo della vittima, Grigoletto li avrebbe spiegati con il fatto che la brasiliana aveva avuto delle convulsioni e lui intendeva frenarle. In seguito, resosi conto della morte della giovane, si è lavato per poi recarsi al campo volo di Bedizzole dove doveva tenere una lezione di volo. Stando a inquirenti e investigatori, il racconto dell’imprenditore contrasta con alcuni dati oggettivi emersi dalle indagini, come il fatto che Marilia non è morta a causa delle ferite alla testa ma per strozzamento.

Posta non recapitata a Porto Recanati: personaggio noto al centro delle indagini

posta-non-recapitata-portorecanati-tuttacronacaRisale allo scorso venerdì la notizia che i carabinieri avevano scoperto, a Porto Recanati (Macerata), un locale adibito ad ammassamento di corrispondenza. Qui sarebbero state rinvenute migliaia di lettere. Le indagini erano partite a seguito di alcune segnalazioni di lettere mai giunte a destinazione. Non è stato reso noto se si trattasse di missive importanti, ma la mancata consegna è perseguibile dalla legge italiana, con l’aggravante del ritardo e della distruzione. Durante le indagini, al centro dell’attenzione degli inquirenti, è finito un portorecanatese denunciato alla procura della Repubblica di Macerata per vari reati. Da quanto trapelato, si tratterebbe di persona molto in vista che avrebbe ricoperto un ruolo anche nella vita pubblica e che avrebbe dovuto recapitare la posta ordinaria nella località marchigiana per conto di un’impresa privata. Costui avrebbe infatti avuto in assegnazione l’incarico in subappalto, mentre Poste Italiane è estranea a questa vicenda. Le indagini procedono coperte da una spessa coltre di riserbo e tenderebbero anche a chiarire come si sia arrivati appunto all’assegnazione dell’incarico, come questo sia stato espletato nel corso del tempo e se la persona al centro dell’attenzione degli investigatori, e nella cui abitazione sono state rinvenute le missive, sia ancora a Porto Recanati. L’inadempienza nel servizio si sarebbe protratta per oltre un mese.

 

Il gioco entra in crisi!

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I giocattoli non si comprano più e secondo i dati emanati da Assogiocattoli, le vendite sono calate del 3,4% in valore e del 2,4 in volume, a conferma del trend registrato nel 2012 con meno 2% in valore rispetto al 2011. Ma sul settore giocattoli forse incide, in parte, anche un altro fenomeno: cioè l’interesse dei bambini verso i giochi elettronici che stanno da anni surclassando i classici giochi. Alcuni siti poi offrono giochi gratis e si organizzano in community per far interagire i giocatori fra loro. Altro tassello essenziale per capire il calo dei giocattoli è da ricercare nelle chat o nei social network che spesso “consumano” il tempo libero dei ragazzi e si sostituiscono ai giochi. Sicuramente la crisi però ha influito negativamente su questo settore e sempre più famiglie cercano giochi a basso costo spesso reperibili in esercizi gestiti da cinesi. L’importante è stare attenti che i giochi comprati siano a norma, perché spesso vengono acquistati giochi pericolosi, nonostante gli sforzi delle forze dell’ordine che cercano di sequestrare un numero sempre crescente di articoli dedicati ai più piccoli che potrebbero però risultare pericolosi. 

 

Treno in fiamme sulla Milano-Venezia, linea interrotta per ore

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L’incendio su un treno merci, che percorreva la Milano-Venezia, è divampato intorno all’area di Verona e ha provocato danni alla linea elettrica.  In particolare è stata interessata l’area  tra Verona Porta Vescovo e San Martino. Fermi i treni regionali e interrotta la linea per alcune ore.  Due treni Freccia bianca dell’alta velocità Milano-Venezia sono stati deviati via Bologna-Verona, con ritardi di circa due ore. Ora la situazione è tornata alla normalità, ma ci sono stati diversi disagi che soprattutto hanno colpito i pendolari.

 

Morto Ray Dolby, l’uomo che rivoluzionò l’audio al cinema

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Dopo la rivoluzione dal muto al sonoro quella di Ray Dolby è stata una tecnologia che ha permesso di cambiare per sempre l’audio nel mondo del cinema: il Dolby Sound System. Lo spettatore che va al cinema infatti spesso non nota quei piccoli accorgimenti tecnici che permettono di creare la suspence in un thriller o che amplificano la veridicità in un inseguimento in auto. Grazie al Dolby le pellicole hanno migliorato la qualità dell’audio evitando quel fastidioso problema per cui colonna sonora e dialoghi spesso, in tempi passati, si intrecciavano in un risultato scadente.

Ray Dolby aveva 80 anni ed è morto a San Francisco ieri, 12 settembre. Da tempo malato di Alzheimer, a luglio gli era stata diagnosticata una leucemia acuta.

Proponiamo un pezzo tratto da Arancia Meccanica che fu il primo film a usufruire del Dolby:

 

Donna sparisce nel nulla, ansia nel Bresciano

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Non si hanno più notizie di Elisa Birbes 31enne di Dello nel Bresciano da mercoledì mattina. Nessun utilizzo del bancomat, sul cellulare è irrintracciabile e non è stata ritrovata neppure l’auto sulla quale la donna viaggiava. Elisa Birbes, madre di due bambini di due anni e di sette mesi, era uscita per recarsi a una visita medica a Brescia dove però non è mai arrivata. La donna fino all’anno scorso assessore ai Servizi sociali nel comune bresciano. Il marito oggi ha lanciato un appello per ritrovarla mentre sono a lavoro le squadre delle forze dell’ordine.

Incendio in ospedale psichiatrico in Russia, 37 morti

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L’ospedale psichiatrico nel villaggio di Luka, nella regione di Novgorod, nord-ovest della Russia, costruito in legno, è diventata una trappola mortale per 37 persone. L’incendio divampato nella notte non ha lasciato scampo né ai pazienti né allo staff medico che aveva tentato di trarre in salvo i degenti. Il bilancio è ancora provvisorio e si attendono ulteriori aggiornamenti. Si è stimato che all’interno dell’ospedale ci potessero essere almeno 60 persone e al momento,  tra le ipotesi più accreditate, si ritiene che a dare alle fiamme l’ospedale, possa essere stato uno dei pazienti ricoverati. Quello di oggi e’ solo l’ultimo di una serie di incendi che periodicamente colpiscono gli ospedali psichiatrici in Russia.
A nulla sembra siano valsi gli sforzi e le promesse delle autorità di aumentare le misure di sicurezza in questi tipi di strutture. L’incidente più grave è avvenuto lo scorso 2 aprile nella citta’ di Ramensky, a nord di Mosca.

Terremoto alle Lipari, magnitudo 2,6

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La Rete Sismica Nazionale dell’INGV ha rilevato un terremoto di magnitudo 2.6 e di profondità pari a 130,6 km a largo delle Isole Lipari in Sicilia. Il sisma è avvenuto alle 07:42:46 e avendo avuto l’ipocentro in mare e data la lieve entità dell’evento non ha fatto rilevare danni a cose o persone.

Il “braciere economico” che brucia il futuro: il deficit pubblico

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I conti non tornano e la Bce avvisa l’Italia. Quel deficit pubblico rischia, di nuovo, di sforare il 3% di Pil. Lo dicono le ultime aste dei Btp  dove i titoli di Stato a 15 e a tre anni vengono venduti pagando interessi sensibilmente più alti di appena uno-due mesi fa. Questo segnale arriva anche dallo spread in risalita verso quota 260.

L’instabilità politica italiana quanto pesa sul deficit? Pesano probabilmente di più le scelte operate da questo governo di larghe intese che ha cancellato le entrate di quattro miliardi di Imu, ne vuole cancellare altrettante di Iva e intanto vuole pagare 40 miliardi di debiti del governo alle imprese. Il che dovrebbe richiedere una diminuzione della spesa pubblica che invece continua a essere di 840 miliardi. E’ chiaro che la cancellazione dell’Imu e la non introduzione dell’Iva peseranno sul deficit e sul futuro dell’Italia. Che significa avere poi un deficit più elevato? Che quando si chiede un prestito chi lo concede chiede maggiori garanzie e interessi più alti per coprire i rischi di un eventuale insolvenza.

C’è chi quindi riconduce le problematiche italiane non all’instabilità politica, ma quanto a scelte del governo Letta che sta facendo una politica più di destra basata sul deficit che di sinistra basata sulle tasse. Ma la matematica, i mercati e l’Europa prima o poi vengono a portare i dati e a chiedere di far tornare i conti.

Ma la crisi a che punto è? Secondo Blitz Quotidiano:

Se tutto va bene, tra sette/otto anni. Eccoli i veri conti del paese: rispetto al 2007 meno nove per cento di ricchezza prodotta. Meno 7,6% di consumi. Meno 27% di investimenti. Meno 25% la produzione industriale. Meno sette per cento abbondante l’occupazione (al netto dei cassa integrati). Pressione fiscale ufficiale al 44,5%, pressione fiscale per chi le tasse le paga davvero al 53,5%. Debito pubblico al 131,7% del Pil.

Sale la tensione fra le classi sociali? Aumenta il divario fra poveri e ricchi? C’è chi specula sulla crisi? C’è davvero un futuro che sta andando in fumo? Ci sarà una nuova crisi di governo?  Per il momento c’è allerta deficit!

 

Distrutto il celebre Atlantic boardwalk, avvolto dalle fiamme

Boardwalk Casinos at Dusk, Atlantic City, New Jersey-fiamme-incedio-fuoco-tuttacronaca

Celebre in tutto il mondo l’Atlantic boardwalk, il lungomare in legno di Seaside Heights, ad Atlantic City, nel New Jersey, è andato distrutto per sempre. Lo hanno avvolto le fiamme, dopo che quell’area era già stata pesantemente danneggiata dalla tempesta di Sandy poco meno di un anno fa. Il governatore del New Jersey Chris Christie ha parlato di una situazione inimmaginabile.

Quella passeggiata famosa in tutto il mondo, che univa l’Oceano con i Casino, che lasciava l’occhio perdersi tra le onde per poi tornare a puntare alla roulette sembra aver ceduto ingoiato dall’incendio che sarebbe scoppiato in una gelateria e si sarebbe poi esteso a un’altra ventina di negozi.

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Oltre 400 Vigili del Fuoco stanno a lavoro per cercare di limitare i danni in una città che dopo i grandi fasti sembra essere comunque condannata all’oblio. Atlantic City era infatti già decaduta dopo la crisi che aveva messo in ginocchio i molti Casino della città, poi era stata inondata da Sandy e ora distrutta nell’anima, con le fiamme che avvolgono uno dei più spettacolari lungomari sull’Oceano. Atlantic City la mitica città cantata da  Bruce Springsteen, set di Boardwalk Empire e dell’omonimo episodio di della sit-com How I Met Your Mother – Alla fine arriva mamma sembra sempre più un luogo da ricordare giocando al Monopoli originale. Eppure questo luogo non ha mai perso quel fascino retro di grande città del divertimento e dello svago, una Las Vegas nella costa orientale.

Uomo sgozzato in un negozio di tappeti a Milano.

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Il cadavere è stato ritrovato, nel suo negozio di tappeti, alla periferia di Milano, in piazzale Tripoli. A ritrovare il 79enne Gorijan Parviz, in una pozza di sangue, è stato il figlio dell’uomo che intorno alle 23 si era recato nel magazzino. Tra le profonde ferite da taglio che erano presenti sul cadavere, gli inquirenti ne hanno notata in particolare una più estesa al collo.

Più vicini alla soluzione del caso di Yara?

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Dopo che le ricerche dell’Ignoto 1 si sono spostate in provincia di Pavia e in particolare a Salice Terme, si è aperta una nuova pista e nuove speranze di trovare l’Ignoto 1.

Le forze dell’ordine stanno passando al setaccio i registri degli hotel della zona, ma anche quelli dell’Inps – che pagava le cure – nella speranza di risalire al nome di una donna che, negli stessi periodi in cui era presente l’autista, abbia frequentato Salice.

“Due amanti in bicicletta non attraversano la città, …

vento-tuttacronaca… la trapassano come una nuvola, su pedali di vento.”

-Didier Tronchet- (Piccolo trattato di ciclosofia, 2000)

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