La noia adolescenziale che si trasforma in crimine: rogo a ristorante cinese

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Non per razzismo, non per ritorsione, ma solo per noia questa è la verità del  rogo appiccato da un gruppo di ragazzi tutti tra i 16 e i 20 anni che nella notte tra domenica e lunedì hanno bruciato un ristorante cinese a Trastevere in pieno centro a Roma. I carabinieri avevano immediatamente individuato la comitiva, che era rimasta nei pressi del ristorante. La confessione è stata tra le più agghiaccianti

“Eravamo un po’ alticci e annoiati così abbiamo deciso di movimentare la serata” ha dichiarato l’adolescente che poi ha aggiunto “Sì, siamo stati noi gli autori dell’incendio”. E il racconto: “Siamo andati ad un distributore  e abbiamo raccolto la benzina in una bottiglia di plastica. Poi siamo andati davanti al ristorante: abbiamo gettato la benzina sull’ingresso e abbiamo dato fuoco”.

 

Una madre e i suoi due figli muoiono in un rogo: l’ha appiccato un 13enne

rogo-amburgo-tuttacronacaDifficile ribattere se le prove arrivano dalle telecamere: il rogo che lo scorso mercoledì ha provocato la morte di una madre di nazionalità pachistana e dei suoi due figli è stato un 13enne, arrestato la scosa notte. L’incendio era stato appiccato nel fabbricato di una casa.comunità dove si era propagato rapidamente avvolgendo l’intero fabbricato. Oltre alle tre vittime, si sono contati 27 feriti, ricoverati in ospedale per ustioni e intossicazioni da fumo. La polizia ha anche scoperto che il giovane che ha appicato l’incendio fa parte del corpo giovanile dei pompieri, una sorta di ‘scuola’ per futuri vigili del fuoco. Andreas Schoepflin, un portavoce della polizia, ha riferito che il ragazzino era stato identificato attraverso il racconto di alcuni testimoni e soprattutto dalle immagine registrate da una telecamera di sorveglianza. Il giovane, in seguito all’arresto, è stato interrogato ed ha confessato, pur senza fornire spiegazioni sul suo gesto. La polizia ha detto solo di poter escludere un movente legato alla xenofobia. Il giudice ha disposto il ricovero del ragazzo per accartamenti di natura psichiatrica.

Strage di cuccioli nel casertano: fiamme appiccate da ignoti

incendio-allevamento-tuttacronacaIeri la notizia di un rogo nel capannone di un allevamento di cani di razza pregiata ad Aversa, nel Casertano, che ospitava 199 cuccioli, 17 dei quali hanno perso la vita. Per gli investigatori potrebbe trattarsi di un rogo di origine dolosa. Sul posto, oltre ad una scala appoggiata al tetto dei box e che avrebbe consentito l’accesso alla struttura, mai notata dai proprietari, sono state trovate anche alcune polpette, su cui verranno effettuate analisi per stabilire la presenza di veleno; il cibo era destinato probabilmente ai cani da guardia della struttura. Gli investigatori ritengono dunque che c’era qualcuno estraneo all’attività nella tarda serata di venerdì nel perimetro esterno dell’azienda World PetCenter ed è probabile che l’obiettivo fosse quello di distruggere solo il furgone da cui sono divampate le fiamme che però, assieme al fumo, si sono propagate per il vento coinvolgendo anche il capannone che ospitava altri box e le gabbie dei cuccioli di cane.

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Incendio in un allevamento: muoiono 15 cuccioli

allevamento-incendio-tuttacronacaDrammatico incendio in un capannone di 240 metri quadrati appartenente alla società import-export di cani di razza “World PetCenter” di Aversa, in provincia di Caserta, dove si trovavano 200 cuccioli di cane di varie razze. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno accertato che le fiamme si sono sviluppate per cause non ancora verificate, dal furgone di proprietà della stessa società che è andato completamente distrutto, per poi propagarsi alla struttura dove erano custoditi in diversi box 200 cuccioli. 15 cuccioli hanno perso la vita soprattutto per le esalazioni dei fumi mentre gli altri 185 sono stati salvati e ora sono in attesa di una sistemazione. Oltre ai carabinieri e ai vigili del fuoco, sul luogo anche i veterinari dell’Asl di Caserta che stanno curando i cagnolini rimasti intossicati, alcuni dei quali rischiano di morire.  I vigili del fuoco di Caserta intanto sono al lavoro per accertare l’eventuale origine dolosa o accidentale delle fiamme, partite dal furgone usato dai titolari della società per il trasporto dei cani. Dagli accertamenti effettuati non sono inoltre emerse irregolarità a carico dell’azienda.

E’ strage! Rogo in un allevamento, circa mille suini morti

maiali-tuttacronacaE’ stata una vera e propria strage di suini quella che ha avuto luogo in un’azienda agricola di Brolio nel comune di Castiglion Fiorentino, in provincia di Arezzo. Qui circa mille maiali sono morti a causa di un incendio sviluppatosi all’interno dell’allevamento per cause da accertare e hanno avuto proporzioni definite “importanti” dagli stessi vigili del fuoco. I pompieri sono intervenuti con uomini e mezzi sul posto. Le operazioni di spegnimento e bonifica andranno avanti, secondo i vigili, per ore.

Tre megayatch in fiamme: incendio al porto di Rapallo

yatch-fiamme-tuttacronacaIncendio al porto turistico Carlo Riva di Rapallo, in provincia di Genova, con i vigili del fuoco impegnati quattro ore per estinguere le fiamme. Il rogo ha distrutto tre megayatch, di 18, 19 e 26 metri, che sono affondate. Si calcolano i danni siano di due milioni di euro. Sembra che l’incendio si sia sprigionato dal Samura, imbarcazione di proprietà dell’industriale del riso Curti Francesco Sempio per poi estendersi agli yacht vicini, il Kikka e il Delfino 4 quest’ultimo di proprietà di Antonio Ligresti.

Vittima di due stupri aveva denunciato gli aggressori: muore data alle fiamme

india-ragazza-violentata-tuttacronacaMartedì una ragazza indiana, di appena 16 anni, è morta a causa delle ustioni riportate dopo che un gruppo di uomini le avevano dato fuoco. Si trattava delle stesse persone che l’avevano stuprata lo scorso 25 ottobre nel sobborgo Madhyamgram a Calcutta per poi abbandonarla in un campo vicino alla sua casa. La giovane aveva denunciato il fatto alla sede della polizia locale e mentre rientrava a casa lo stesso gruppo di uomini l’aveva prelevata con la forza, stuprandola nuovamente. Era stata trovata gravemente ferita e priva di coscienza vicino ai binari del treno, nella stessa zona. La famiglia, a quel punto, si è trasferita in una zona diversa e sei uomini erano stati arrestati, grazie anche agli abitanti della zona che hanno protestato vivacemente spingendo così le autorità ad agire. La famiglia ha poi denunciato che il 23 dicembre persone vicine al gruppo di uomini ha rivolto minacce se la denuncia non fosse stata ritirata e che lo stesso giorno la 16enne è stata data alle fiamme, riportando le gravi ustioni che le sono poi state fatali. Ora sono stati incriminati per omicidio due principali accusati del doppio stupro di gruppo. La giovane, hanno fatto sapere i medici secondo quanto riporta The Indian Express, al momento del decesso era incinta. Intanto, i familiari hanno denunciato di essere stati minacciati dalla polizia se non lasceranno la città.

Il misterioso incendio all’ospedale Cardarelli

incendio-cardarelli-tuttacronacaFiamme ieri sera all’ospedale Cardarelli di Napoli dove un incendio è divampato intorno alle 20.30, lontano dai reparti di degenza: a fuoco cartoni, materassino e altri oggetti. E’ stata una guardia giurata a lanciare l’allarme e che, dopo aver raggiunto l’ultimo piano del padiglione F, ha anche spento le fiamme con un estintore. La polizia è giunta sul posto per per eseguire i rilievi e avviare le indagini. Nella palazzina si trovano diversi uffici e servizi, tra questi direzione sanitaria e quella infermieristica, odontostomatologia, neurofisiopatologia ed epidemiologia clinica, come spiega il Mattino. Il direttore sanitario di presidio, Franco Paradiso ha spiegato: “Non risultano danni agli impianti elettrici ed è un fatto che diversi senzatetto cercano riparo nel Cardarelli, soprattutto quando fa freddo”. Tali particolari potrebbero aiutare a chiarire la causa del misterioso rogo, ma anche a sollecitare più attenzione al fenomeno legato al disagio sociale già negli anni scorsi segnalato ai vertici di istituzioni e autorità competenti dai dirigenti ospedalieri.

Fiamme sopra il teatro Smeraldo a Milano

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Un incendio è scoppiato in un appartamento sopra il teatro Smeraldo, a Milano. Secondo quanto riferito dai vigili del fuoco, le fiamme hanno interessato un’abitazione che si trova nello stesso stabile del teatro, che però non è rimasto coinvolto dal rogo. Sul posto sono intervenuti quattro mezzi e personale del 118. Non si sa se ci siano feriti o persone evacuate.

Il fiume dolcissimo e letale: la colata di zucchero liquido

fiume-zucchero-brasile-tuttacronacaIn Brasile un vasto incendio, che ha richiesto oltre 75 ore di assiduo lavoro dei vigili del fuoco per domare le fiamme, ha distrutto uno dei più grandi despositi di zucchero del Paese. Si tratta di sei cappannoni della Copersucar, il più grande esportatore brasiliano. Qui, nello stato di San Paolo, nel centro industriale di Santa Adelia, vi erano stipate 30mila tonnellate di zucchero che si sono sciolte trasformandosi in melassa a causa delle altissime temperature. Liquefattosi, lo zucchero ha originato un fiume rovente e appiccicoso che ora minaccia la città. Già una ventina di persone sono state fatte evacuare perchè vicini alla traiettoria di tale fiume mentre altre quattro sono state ferite. I pompieri sono inoltre impegnati nella creazione di dighe di sabbia. Il pericolo di tale colata risiede del fatto che è otenzialmente in grado distruggere interi edifici senza contare i possibili danni ambientali  visto che la melassa, tuffandosi nei fiumi della città, ne sottrae tutto l’ossigeno uccidendo i pesci.

Le fiamme nel Bronx, strappano la vita a 3 bimbi. Il video del soccorso

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Sono morti in un incendio tre bambini nel Bronx, A New York, tra la West 165th Street e l’Anderson Avenue. Sarebbe stata una candela a provocare il rogo che avrebbe strappato la vita a Elijah Artis (5 anni), Jeremiah Artis (2 anni) e Michael Turner (appena 4 mesi). Secondo gli abitanti ci sarebbe stato un calo di tensione nella rete elettrica per cui si era reso necessario l’utilizzo di candele. I residenti hanno riferito che a dare l’allarme è stata la stessa madre dei piccoli, una 25enne che, con solo una maglietta indosso, è scesa tenendo in braccio una bambina, urlando dalla scala antincendio. Immediatamente i residenti e i passanti hanno avvisato il vigili del fuoco, purtroppo per i fratellini non c’era più nulla da fare. La madre e la figlia di 4 anni invece sono state ricoverate presso il Lincoln Hospital per intossicazione da fumo.

La sua famiglia muore in un incendio: i lodigiani gli ricomprano una casa

incendio-lodigiano-tuttacronacaIl 3 febbraio scorso la casa del 49enne egiziano Ashraf Rhaman, a Salerano sul Lambro, alle porte di Lodi, venne devastata da un rogo che costò la vita alla moglie dell’uomo Makhlouf Ragab, 43 anni, e ai figli Ramy di 16, Amrò di 12 e alla Hadir, 19 anni. A salvarsi, in quella tragica mattina, poco prima delle 6, il figlio 18enne Imar, al lavoro con il padre. Ora i due potranno finalmente tornare ad avere un posto da chiamare casa. Questo grazie alla solidarietà dei lodigiani, che si sono subito stretti intorno a lui nel momento del lutto, che hanno raccolto piccole e grandi donazioni che ora hanno messo a loro disposizione e che verranno impiegati per acquistare una casa all’asta nella vicina Sant’Angelo.

Fa benzina al distributore automatico: finisce avvolto dalle fiamme

uomo-fuoco-distributore-tuttacronacaSi trovava al distributore Esso di Padova un uomo che, mentre stava facendo rifornimento di benzina, in un attimo è stato avvolto dalle fiamme. Immediati i soccorsi del gestore dell’area di servizio appena resosi conto del rogo, le cui cause sono ancora ignote. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e, stando ai primi riscontri, l’automobilista si sarebbe ustionato. I carabinieri stanno cercando di ricostruire la dinamica dell’incidente.

Secondo una prima ricostruzione l’uomo si sarebbe cosparso di benzina e si sarebbe dato fuoco. Si tratta di un trentenne residente a Padova, ma originario del Salvador. L’uomo è ora ricoverato al Centro grandi ustionati dell’ospedale di Padova con ustioni nel 90% del corpo.

Incendia la casa dell’amico… per bruciare i ricordi della sua ex!

piromane-padova-tuttacronacaIl 25enne Luca D., veneziano, dopo aver ignorato l’obbligo di dimora nella comunità alla quale era stato associato, ha chiesto ospitalità a un amico residente a Santa Giustina in Colle, in provincia di Padova. Qui, questa mattina, ha deciso di liberarsi dei ricordi dell’ex fidanzata bruciandoli nel locale caldaia. Ma il rogo è sfuggito al suo controllo trasformandosi in un incendio che ha fatto intervenire i vigili del fuoco. Ma ormai il danno era stato fatto: le fiamme hanno distrutto in parte la casa dell’amico che l’ospitava. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della compagnia di Cittadella, sempre nel Padovano, e il piromane improvvisato è stato arrestato per l’evasione dalla comunità e denunciato per danneggiamento.

Incendio a Roma, nel quartiere Pigneto: fiamme al bar Necci

bar-necci-tuttacronacaE’ rimasto lievemente danneggiato da un rogo il bar Necci, lo storico locale del quartiere Pigneto a Roma, in via Fanfulla da Lodi, che vantava tra i suoi avventori anche Pier Paolo Pasolini, che ne fece base per il casting del film Accattone, poi girato proprio nella zona. Le fiamme hanno lievemente intaccato la porta, con lievi danni ai vetri ma nessuno è rimasto ferito. Nel corso degli accertamenti, è stato rinvenuto del liquido infiammabile, usato per innescare l’incendio. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Tor Pignattara e Casilina. Il locale, uno dei locali della ‘movida’ del quartiere Pigneto, aveva già subito un incendio doloso nel marzo del 2009. In quell’occasione stato danneggiato più gravemente e all’interno erano stati trovate numerose tracce di benzina e stracci arrotolati impregnati del liquido infiammabile.

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Dramma in Ohio: 5 bimbi e un uomo morti in un casa in fiamme

rogo-ohio-tuttacronacaE’ stata devastata dalle fiamme un’abitazione prefabbricata a Tiffin, in Ohio, Stati Uniti, nella quale hanno perso la vita un uomo di 25 anni e cinque bimbi: un maschietto e quattro femminucce. Al momento della tragedia la madre dei piccoli era al lavoro, in un fast food. In casa c’era il suo compagno e padre del bambino, che aveva solo un anno. Le altre piccole, tutte di età compresa tra i 3 e i 6 anni, erano figlie solo della donna. Tutti sono morti per aver inalato i fumi sprigionati dalle fiamme.

Hashish… in fumo! Bruciano un carico dopo esser stati beccati

rogo-hashish-tuttacronacaEra iniziata quattro giorni fa un’operazione antidroga coordinata dal Comando operativo aeronavale di Pomezia (Pratica di Mare) della Guardia di Finanza che, con unità aeronavali d’altura, hanno monitorato la ’’Gold Star’’, una motonave battente bandiera della Tanzania, con a bordo oltre 30 tonnellate di resina di hashish. La notizia della presenza di un carico di droga in navigazione nel Mar Mediterraneo era giunta dal II reparto del comando generale, attraverso la direzione centrale servizi Antiroga. Ieri, nel pomeriggio, il cargo è stato raggiunto dalle unità navali delle Fiamme Gialle nel tratto di mare compreso fra Capo Passero (Sr) e Malta. I finanzieri hanno tentato l’abbordaggio a seguito dell’autorizzazione dello Stato di bandiera. A bordo della “Gold Star” si trovavano nove membri dell’equipaggio, di nazionalità siriana e greca, che hanno reagito appiccando un incendio a bordo, con lo scopo di distruggere il carico. Si sono quindi gettati in mare, dove sono stati ripescati dalle unità navali per venire poi sottoposti a stato di fermo. Le autorita’ competenti sono state immediatamente allertate per domare l’incendio e garantire la sicurezza della navigazione.

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Rogo nel Siracusano: le fiamme lambiscono una riserva naturale

rogo-siracusano-tuttacronacaDue elicotteri e due canadair: sono stati questi i mezzi che si sono resi necessari per domare il vasto rogo che ha interessato un’ampia area a sud di Siracusa. Il vento ha contribuito ad alimentare le fiamme che hanno interessato la riserva naturale orientata Ciane-Saline. Un maneggio, che era minacciato dal fuoco, è stato evacuato. Intenso lavoro anche per i vigili del fuoco che sono riusciti ad evitare che il fronte delle fiamme si avvicinasse all’abitato.

LICEO SOCRATE: L’INCENDIO PER LA BOCCIATURA!

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Un atto vandalico per vendicarsi della bocciatura questa sarebbe stata la causa scatenante che avrebbe portato 4 ragazzi, due minorenni e due maggiorenni, tutti studenti dell’istituto, ad appiccare il fuoco all’Istituto nella notte tra il 12 e il 13 luglio. I 4 ragazzi si sarebbero presentati dagli agenti questa mattina insieme ai genitori e ai legali di loro fiducia per costituirsi. Tre dei quattro ragazzi infatti sarebbero stati bocciati e in particolare uno di loro era stato bocciato per la seconda volta consecutiva. Sembra che la sera prima i quattro si erano dati appuntamento sul litorale romano e tra una chiacchierata e un bicchiere di troppo abbiano deciso di fare un azione eclatante, una vendetta contro la scuola. Il fuoco poi sarebbe sfuggito di mano e dall’intenzione di fare una dimostrazione, l’azione si sarebbe poi trasformata in un rogo che ha coinvolto varie aule al primo piano provocando danni per centinaia di migliaia di euro.

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Il rogo del liceo Socrate: prevista la riapertura per il 2 settembre

liceo-socrate-riapertura-tuttacronacaSono trascorse poco più di 48 ore da quando è stato appiccato il fuoco al liceo Socrate in zona Garbatella, a Roma. Oggi le istituzioni si sono riunite per discutere dell’accaduto e al termine il prefetto Giuseppe Pecoraro ha dichiarato: “Da parte di tutte le istituzioni c’è l’impegno affinchè il 2 settembre riapra la scuola a tutti gli studenti. Siamo certi che i lavori termineranno entro quella data”.

Fiamme ad alta quota: incendio in un rifugio in Val d’Aosta

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E’ morto un uomo in un incendio che è divampato, per cause che sembrano essere accidentali, nel rifugio alpino “Città di Casale”, a 1700 metri d’altitudine, in Val d’Ayas (Aosta), poco sopra Frachey. La struttura, che si sviluppa su due piani in legno e ospita circa una trentina di posti letto, costruita nel 1931  e ristrutturata nel 1979 e nel 1975, era temporaneamente per dei nuovi interventi. La presenza di una vittima è stata confermata dal sindaco, che si è recato sul luogo, mentre i vigili del fuoco di Aosta sono al lavoro.

Fiamme all’Olivetti… a 3 ore dall’innesco, il rogo ancora non si doma!

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Incendio all’ex stabilimento Olivetti a Scarmagno, in provincia di Torino. Le fiamme si sono sviluppate questo pomeriggio nell’edificio che si affaccia su strada Romano Montalenghe, in un magazzino della Celltel, azienda che si occupa di riparare apparecchi per telecomunicazioni ed elettronici. Sono subito stati evacuati i 130 dipendenti presenti in quel momento negli altri reparti dello stabilimento. Timori per una vicina azienda chimica adiacente al magazzino in fiamme. Nel magazzini sono custoditi telefoni, materiale elettrico e per l’imballaggio per un valore di 3 milioni di euro. Ancora da accertare le cause del rogo. Il denso fumo rende difficili le operazioni di spegnimento e non è ancora chiaro cosa stia bruciando all’interno dei capannoni ora in disuso. L’incendio è di vaste dimensioni ed è scoppiato attorno alle 16.30: i vigili del fuoco sono impegnati con decine di squadre ma le fiamme non paiono diminuire neppure a tre ore di distanza.  Per ragioni di sicurezza la zona è stata isolata e sono arrivate due ambulanze del 118. Le fiamme sono talmente alte che è possibile notare la colonna di fumo anche da alcune zone di Torino.

L’incendio ha reso inagibile non soltanto il capannone della Celltel, ma anche diverse aziende presenti nello stesso lotto. Si parla della Comdata (150 dipendenti), della Innovis (186) e della Wirelab (42). L’incendio partito dalla Celltel metterà probabilmente in ginocchio l’intera area. Secondo i sindacati, in ballo ci sono 600-800 posti di lavoro che rischiano di saltare per inagibilità delle strutture. Spiega il segretario della Fiom-Torino, Federico Bellono, che “si tratta di aziende che fino a un anno fa avevano come socio di minoranza la Olivetti e che patiscono qualche difficoltà. Questo incendio rischia di essere il colpo di grazia”.

Il polo Olivetti di Scarmagno era stato creato negli anni 60 per costruire le macchine per scrivere. Vent’anni dopo è stata traformata in una avanzatissima fabbrica di computer, che ha reso l’azienda di Ivrea il secondo produttore di pc al mondo dopo la Ibm. Con il declino del principale business della Olivetti, l’area è stata poi riconvertita e vi si sono insediate aziende partecipate dall’ex gigante eporediese. Oggi soltanto metà dell’area industriale di Scarmagno è utilizzata. L’incendio interessa circa il 50% di questa zona ancora attiva, che però è anche quella in cui c’è più lavoro.

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Le fiamme della città della scienza arrivano fino a Santo Domingo!

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«Quelle fiamme le ho viste, anche se ero al telefono da Santo Domingo, dove mi trovo. E mi  hanno fatto davvero male». Il cantautore Edoardo Bennato rappresenta l’anima di Bagnoli, ex quartiere operaio dell’Italsider, che da anni sembra abbandonato ad un destino beffardo. Un amico gli ha descritto nottetempo lo scempio del rogo.
Città della Scienza rasa al suolo da chi non vuole il riscatto di Napoli?
«Ma stavolta il popolo deve ribellarsi, deve gridare la propria indignazione, ricostruire con le proprie mani».
Nelle sue canzoni la voglia di cambiare non manca…
«Combatto l’immobilismo, l’indifferenza. La cultura è l’unica arma, l’unica speranza».
Il brano ”Per noi” è stato interamente girato a Città della Scienza. Solo un caso?
«Nient’affatto. Quella location era fantastica, raccontava un’altra Napoli. Forse un’altra Italia. Il testo dice: “Per noi, volenti o nolenti, che anche in questo momento ci stiamo muovendo…“. Ecco, ora bisogna muoversi, dire di no a chi disegna sempre il solito destino».
Che differenza c’è tra la Bagnoli delle prime canzoni di Bennato e quella che ieri ha assistito al rogo?
«Quasi nessuna. Forse con l’Italsider c’era almeno il lavoro. Malsano, ma lavoro. Bagnoli resta una terra di nessuno».
Eppure sul web c’è già un video amatoriale con le fiamme ed una sua canzone: “Dint ’a sta città nun se salva nisciun”…
«Era una denuncia per scuotere le coscienze. Ci salveremo solo con la cultura».

QUESTE PAROLE ARRIVANO MENTRE E’ SEMPRE PIU’ CHIARO CHE IL ROGO E’ D’ORIGINE DOLOSA!!!

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