Verso la Boston Marathon: s’intensificano le misure di sicurezza

boston-marathon-tuttacronacaEra il 15 aprile 2013 e a Boston, durante la tradizionale maratona, tre persone perdevano la vita mentre altre 264 restavano ferite a causa di un terribile attentato organizzato da due fratelli ceceni. Ora, mentre si lavora all’organizzazione della corsa di quest’anno, gli organizzatori hanno reso noto che sono state intensificate le misure di sicurezza in vista della gara. E’ stata la Boston Athletic Association ad annunciare che il prossimo 21 aprile, in occasione della corsa, gli atleti non potranno portare con sè borse o zaini, ma potranno sistemare i propri effetti personali in sacchetti trasparenti forniti dagli organizzatori. Per quel che riguarda i due attentatori, Tamerlan Tsarnaev è morto in uno scontro a fuoco con la polizia mentre il fratello Dzokhar, se verrà riconosciuto colpevole, potrebbe essere condannato alla pena capitale.

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Tentato attentato alla Lega: disinnescato ordigno davanti alla sede modenese

artificieri-tuttacronacaDovevano riunirsi per il “giovedì padano” alcuni militanti della Lega Nord, con l’incontro organizzato alla sede del partito a Modena, in viale Caduti in Guerra. Ma quando alcuni di loro sono arrivati sul posto, intorno alle 21, hanno trovato davanti alla porta una scatola ricoperta con nastro isolante nero e fili elettrici che fuoriuscivano. Una volta lanciato l’allarme sono intervenuti gli agenti della squadra Volante della polizia che hanno transennato la zona e chiamato gli artificieri da Bolodna. Una parte della strada è stata chiusa al traffico. Sul luogo sono giunti anche i vigili del fuoco e i vigili urbani.  Stefano Bellei, segretario cittadino di Modena della Lega Nord, ha riferito che l’oggetto sospetto che ha fatto scattare l’allarme bomba sarebbe un ordigno rudimentale. Bellei parla di “episodio inquietante, ma che non ci fermerà”.   Gli artificieri hanno neutralizzato l’involucro che poi è stato sequestrato, per accertarne l’eventuale potenziale esplosivo. Dopo l’intervento, la strada è stata riaperta.

Attentato in Egitto contro un bus turistico, uccisi 3 turisti coreani

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Attentato in Egitto e questa volta ad entrare nel mirino dei terroristi è stato un bus turistico che si trovava sul versante egiziano del valico di Taba (Mar Rosso) al confine fra Egitto e Israele. Il bus era di ritorno dal monastero di Santa Caterina. Secondo fonti di sicurezza egiziana l’ordigno era collocato all’interno del pullman e sarebbero anche stati ritrovati resti umani di un possibile kamikaze. Secondo altre fonti però l’ordigno sarebbe invece stato scagliato contro il bus. In ogni caso il bilancio è pesantissimo 3 morti, tutti di nazionalità coreana, 29 feriti di cui 15 in gravi condizioni. Sul pullman non erano presenti italiani.

L’uomo che tenta d’introdursi alla Casa Bianca con due buste sospette

casa-bianca_tuttacronacaSono i media Usa, che citano il Secret Service, a rendere noto che un uomo con due borse avrebbe tentato di scavalcare le recinzioni della Casa Bianca, la residenza del presidente Obama. Stando a quanto riporta la stampa americana, una persona sarebbe stata arrestata e la dimora presidenziale sarebbe tuttora in stato di isolamento: a nessuno è permesso entrare o uscire. La Nbc ha riferito che le forze di sicurezza stanno esaminando del due borse che l’uomo aveva con sè e che sono state definite “sospette”, ma al momento non sono trapelati altri dettagli. Secondo fonti della sicurezza, tuttavia,  non ci sarebbero motivi per ritenerle pericolose, ma comunque vengono esaminate con cura, in base al protocollo previsto. Al momento, il presidente non è alla Casa Bianca: da questa mattina è in Michigan per un evento nel corso del quale ha firmato la riforma agricola varata alcuni giorni fa dal Congresso. Rientrerà a Washington nel tardo pomeriggo.

Almeno 5 morti in Egitto: tre attentati

attentato-egitto-tuttacronacaSarebbero, secondo fonti governative, almeno cinque le persone che hanno perso la vita in Egitto, al Cairo, dove si sono verificati tre attacchi, di cui uno suicida con un’autobomba. Diverse decine i feriti. Obiettivi, il quartier generale della polizia nel centro del Cairo, una stazione di polizia a Talbeya, e una stazione della metropolitana. Fonti della sicurezza hanno affermato che l’attacco contro il dipartimento sicurezza del Cairo, nel quartiere di Abdeen,sarebbe stato condotto da “un kamikaze, a bordo di un’auto carica di esplosivo”. Nella capitale egiziana, dove domani cadrà il terzo anniversario della rivolta contro Hosni Mubarak, le forze di sicurezza sono in stato di massima allerta, si tratta del primo episodio del genere. Il capo delle forze di sicurezza del Cairo si trovava all’interno del quartier generale obiettivo dell’attentato di oggi, ed è rimasto illeso. Nei giorni scorsi fonti concordanti avevano messo in guardia sulla possibilità di un attentato suicida nella capitale. Nel frattempo è stata rivendicata dal gruppo jihadista Ansar Beyt el-Makdes (‘i sostenitori di Gerusalemme’) la partenità dell’attentato contro il quartier generale della polizia al Cairo dove si sono contati circa 50 feriti e l’edificio è stato completamente sventrato. Nel secondo attacco, nei pressi della stazione metro di Bohuth, la vittima al momento è solo una, con 15 feriti. La terza esplosione è stata causata da un ordigno artigianale (Ied) che è deflagrato nei pressi di un commissariato di polizia a Talbeya, a Giza, lungo la strada che porta alle Piramidi.  L’esplosione di stamane ha anche danneggiato gravemente il museo islamico del Cairo, che sorge davanti al quartiere generale della polizia: “Un edificio del museo è crollato, 8 manoscritti sono stati distrutti, e la maggior parte dei reperti sono stati danneggiati”, ha detto all’Ansa una fonte qualificata.

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Si temono attacchi terroristici ai Giochi Invernali: caccia alle vedove nere

vedove-nere-sochi-tuttacronacaIeri la notizia del video-minaccia degli jihadisti che parlano di “un regalo” durante i giochi Olimpici di Sochi, oggi quella che la polizia russa è alla ricerca di tre “vedove nere”, mogli di militanti islamici uccisi dalle forze di sicurezza russe. La paura, infatti, è che possano organizzare attentati terroristici durante la manifestazione sportiva che si svolgerà dal 6 al 23 febbraio 2014. Come spiega Il Giornale, una delle attentatrici suicide, la 22enne Ruzanna Ibragimova, si troverebbe già a Sochi. La polizia russa ha inoltre diffuso le immagini di altre due donne velate, la 26enne Zaira Aliyeva e la 34enne Dzhannet Tsakhayeva, senza specificare dove si trovino al momento. L’emittente americana Nbc ha inoltre riferito che nella regione di Sochi sono stati diffusi alcuni manifesti recanti le fotografie di due uomini, il 21enne Ruslan Saufutdinov e il 25enne Murad Musaev, che starebbero progettando attentati suicidi in concomitanza con lo svolgimento delle gare. Speciale preoccupazione desta l’appuntamento di mercoledì nella città di Rostov sul Don, dove la fiaccola olimpica sosterà durante la strada verso Sochi. Ancora Il Giornale scrive:

Per contribuire alla sicurezza dei Giochi, gli Stati Uniti hanno annunciato l’invio di navi da guerra ed aerei nella regione del Mar Nero che serviranno da appoggio per eventuali evacuazioni degli americani durante le Olimpiadi. È stato inoltre resa noto l’invio di una squadra speciale di agenti dell’Fbi che lavoreranno in stretta cooperazione con i servizi russi. Le assicurazioni di Vladimir Putin in merito all’impegno delle forze dell’ordine a garantire la sicurezza dei Giochi non sembrano pertanto aver neutralizzato la minaccia del terrorismo di matrice islamica per un’Olimpiade che si preannuncia di giorno in giorno come sempre più pericolosa.

Lo sparatore di palazzo Chigi: Preiti condannato a 16 anni

preiti-tuttacronacaEra il 28 aprile, il giorno dell’insediamento del governo Letta, quando Luigi Preiti apriva il fuoco davanti Palazzo Chigi colpendo due carabinieri. Ora proprio ai militari dell’arma si è rivolto in una dichiarazione spontanea prima della sentenza arrivata oggi: “Chiedo scusa ai carabinieri feriti, ai loro familiari, alla mia famiglia. Se potessi ancora oggi mi sostituirei al carabiniere Giangrande e mi farei carico della sua sofferenza”. Luigi Preiti è stato condannato a 16 anni di reclusione per tentato omicidio plurimo, porto e detenzione di arma clandestina. La decisione è stata presa dal gup, Filippo Steidl, mentre i pm avevano chiesto 18 anni. Una perizia psichiatrica lo ha dichiarato capace di intendere e di volere al momento dell’accaduto. Martina Giangrande, figlia del brigadiere Giuseppe rimasto gravemente ferito in quell’occasione ha commentato: “Siamo davvero soddisfatti di questa sentenza, sono venuta qui a Roma a sentire con le mie orecchie cosa sarebbe accaduto. Tra poco lo dirò a mio padre, che è a Prato, visto che per il momento non sono riuscita a sentirlo”.

La minaccia dei jihadisti per Sochi: “prepariamo un regalo per voi e i turisti”

Terrorists-Video-Threatens-Sochi-Olympics-tuttacronacaUn video indirizzato a Vladimir Putin è stato pubblicato da alcuni jihadisti del Caucaso del nord che ammettono di essere  i kamikaze che hanno colpito Volgograd a fine dicembre in due attentati, causando 34 morti. I due attentatori minacciano il presidente russo, a due settimane dall’inizio dei giochi di Sochi, di un “regalo per tutti i turisti che verranno ai Giochi, in nome dell’innocente sangue musulmano versato nel mondo”. Gli Usa si sono detti “molto preoccupati” di questa minaccia, classificata come “reale”. Micheal Mccaul, presidente della commissione di sicurezza Usa, ha comunicato che al momento “si stanno intensificando gli sforzi di collaborazione con la russia, tanto che due dozzine di agenti dell’fbi sono stati inviati al servizio di sicurezza delle Olimpiadi”. Mike Rogers, presidente della commissione Intelligente ha poi detto: “c’è una certa riluttanza dei russi a condividere informazioni con l’intelligence americana. C’è pertanto un gap, che si spera i russi colmino, prima che succeda qualcosa durante un evento così importante come i giochi olimpici”.

Scandalo a New York: maxi frode legata all’11 settembre

11-settembre-tuttacronaca106 persone, tra le quali 80 tra agenti e vigili del fuoco, sono state accusate dalla procura di una “maxi frode” del valore di centinaia di milioni di dollari. Stando all’accusa, avrebbero falsamente sostenuto di soffrire di problemi di salute causati dall’aver prestato soccorso ed essere intervenuti in servizio a New York l’11 settembre. Gli accusati, nel corso di dodic’anni, avrebbero ottenuto illecitamente decine di migliaia di dollari di assegni sociali, vale a dire soldi dei contribuenti, dopo aver sostenuto di non essere più in grado di lavorare per problemi psichiatrici o malattie respiratorie contratte in seguito al crollo delle Torri Gemelli. Tali malattie o disturbi, tuttavia, non li hanno debilitati tanto da impedir loro di andare in vacanza e farsi riprendere in foto sorridenti, mostrate dalla procura distrettuale di Manhattan.

Ordigno esplosivo in Russia: perde la vita un poliziotto

poliziotto-mosca-tuttacronacaAncora episodi di violenza in Russia dove oggi un poliziotto è morto e un secondo è rimasto gravemente ferito a seguito della deflagrazione di un ordigno esplosivo in una cittadina non lontana da Mosca. Olga Vradi, portavoce del Comitato investigativo della regione Mosca, ha riferito che la bomba è stata lanciata da una persona mentre gli agenti, a un posto di blocco, stavano controllando i documenti della sua auto.

Terzo attentato in Russia: muore un assistente procuratore regionale

attentato-russia-tuttacronacaDopo i due attentati terroristici avvvenuti nei giorni scorsi a Volgosgrad, il primo all’ingresso della stazione e il secondo su in filobus, ora dalla Russia arriva la notizia di una terza esplosione, costata la vita a Rasul Gasanov. L’uomo, un assistente procuratore regionale, è stato ucciso da una bomba posizionata sotto la sua auto, una Toyota, a Buinaksk, nella turbolenta repubblica russa del Daghestan, nel Caucaso settentrionale. A renderlo noto l’agenzia Ria Novosti.

Nuovo attentato a Volgograd: esplode un filobus, almeno 14 morti

volgograd-attentato-tuttacronacaIeri, alle 12.45 ora locale, le 9.45 in Italia, un kamikaze ha provocato una forte esplosione all’ingresso della stazione di Volgograd, nella Russia meridionale, causando la morte di almeno 18 persone. Quasta mattina, dopo nemmeno 24 ore, una seconda esplosione si è verificata in città. La deflagrazione è avvenuta alle 8:23 ora locale, le 5:23 in Italia, a bordo di un filobus e ha causato almeno 14 morti e una trentina di feriti. Il mezzo è stato quasi totalmente distrutto ed è stata aperta un’inchiesta per “attentato terroristico”. È stata opera di un kamikaze l’esplosione in un autobus stamane a Volgograd, nel sud della Russia. Lo hanno reso noto gli investigatori. L’attentato kamikaze di oggi su un bus a Volgograd ha “elementi identici” con quello di ieri nella stazione ferroviaria. Lo ha detto il portavoce degli investigatori Vladimir Markin citato dai media russi. “Come alla stazione, la bomba era piena di schegge. Forse i due ordigni sono stati fabbricati nello stesso posto”, ha aggiunto.

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L’attentato a Beirut: il selfie di un ragazzo prima della tragedia

 

autoscatto-beirut-tuttacronacaDoveva essere una mattinata in compagnia quella di un gruppo di amici due giorni fa a Beirut. Nessuno si aspettava la tragedia. Invece un attentato terroristico a un centro commerciale ha trasformato per sempre le loro vite. Poco prima che un’auto esplodesse uccidendo uno di loro e altre sette persone i ragazzi si erano scattati un selfie, un autoscatto che li ritrae tutti assieme. Alle loro spalle, la vettura che poco dopo ha spezzato la vita al loro amico, il ragazzo con la felpa rossa, rimasto gravemente ferito nell’esplosione e morto poco dopo.

Attentato kamikaze in Russia: almeno 18 morti

 

attentato-russia-tuttacronacaErano le 12.45 ora locale, le 9.45 in Italia, quando un attacco terroristico ha provocato una forte esplosione all’ingresso della stazione di Volgograd, nella Russia meridionale. Una portavoce del ministero regionale dell’interno, secondo la quale l’attentato è stato compiuto nella zona dei metal detector posta all’entrata della principale stazione ferroviaria della città, ha riferito all’Itar-tass che sono almeno 18 le vittime e oltre 40 i feriti. I servizi antiterrorismo russi stanno indagando sulla vicenda. Secondo le prime informazioni una donna kamikaze si sarebbe fatta esplodere. Due mesi fa un kamikaze originario del Daghestan aveva ucciso sei persone facendosi saltare in aria in un autobus pieno di studenti a Volgograd. La città, di circa un milione di abitanti, si trova nelle vicinanze del Caucaso russo, una zona politicamente instabile, e a 690 chilometri da Sochi, dove sono in programma le olimpiadi invernali del prossimo anno.  Lo ha reso noto il portavoce della Commissione inquirente, Vladimir Markin, confermando che si è trattato di un attentato terroristico.

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Attentato a Beirut: “molti morti e feriti”

esplosione-beirut-tuttacronacaE’ l’agenzia libanese a riferire di un attentato nel centro di Beirut, in Libano, nei pressi dell’albergo Four Season e che avrebbe avuto come obiettivo uno stretto collaboratore dell’ex premier Saad Hariri, figlio di Rafik Hariri, primo ministro ucciso in un attentato nel 2005. Una densa colonna di fumo si leva sopra i palazzi cittadini. Stando a quanto riferito da Al Arabya ci sarebbero “molti morti e feriti”, secondo Al Jazeera le vittime sarebbero almeno quattro. L’attentato, per il quale probabilmente si è utilizzata una serie di auto bomba, è avvenuto a poca distanza dal complesso roccaforte del governo. Le immagini trasmesse dalla tv libanese Future Tv mostrano diverse auto in fiamme e corpi a terra nelle strade vicino al luogo dell’esplosione di stamani, non lontano dall’ufficio del primo ministro. Diverse ambulanze sono sul posto per soccorrere i feriti.

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Arrestato a Parigi un italiano: ha provato a sfondare i cancelli dell’Eliseo

eliseo-tuttacronacaE’ il sito Le Monde a rendere noto che questa mattina è stato fermato, a Parigi, il direttore di un teatro della città che aveva tentato di sfondare il cancello principale dell’Eliseo a bordo di un’auto, colpendolo a bassa velocità. Sempre il sito riporta che l’uomo sarebbe di nazionalità italiana e, stando alle fonti della polizia, “avrebbe agito per denunciare la mancanza di fondi”. Secondo i primi elementi raccolti, l’uomo si è presentato a bordo della sua auto davanti al cancello del palazzo presidenziale, “ma è riuscito solo a toccarlo leggermente, a bassa velocità”. Subito fermato dalle forze dell’ordine presenti sul posto, è stato portato in ospedale per “esami complementari” dopo essere “stato estratto in stato di incoscienza dalla sua auto”, come ha spiegato una commerciante della zona, Marie-Mathilde, al quotidiano Le Parisien. “Ho sentito un gran botto e visto una macchina grigia. La polizia e la guardia repubblicana si sono precipitato”, ha aggiunto la testimone. Secondo il giornale, l’auto risulta rubata ed è stata subito rimossa. All’interno è stato trovato liquido infiammabile.

Paura in Israele: esplosione a bordo di un autobus

esplosione-israele-tuttacronacaTorna la paura in Israele dov’è avvenuta un’aesplosione a bordo dell’autobus 142 a Bat Yam, non lontano da Tel Aviv. Non ci sarebbero feriti, almeno stando a quanto riportano i media locali. Il portavoce della polizia ha affermato che lo scoppio è stato un “atto terroristico”. Ha inoltre spiegato che in base all’esame “degli esplosivi trovati sulla scena, abbiamo concluso che si tratta di un attentato”.

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Perizia di Preiti: capace d’intendere e di volere e con l’abitudine a droga e alcool

luigi-preiti-tuttacronacaEra il 28 aprile, il governo prestava giuramento e, all’esterno di Palazzo Chigi, Luigi Preiti apriva il fuoco con la sua Beretta 7,65. Dalla perizia psichiatrica, quello che risulta è che era in grado d’intendere e di volere, nonchè in cerca di un palcoscenico. Ma anche che consumava cocaina, assumeva alcool e frequentava “seratine” con amici. E’ quanto emerge dalla perizia psichiatrica disposta dal gup Filippo Steidl, lo scorso ottobre, che traccia un quadro diverso da quello che questo cinquantenne di Rosarno, ha cercato di dare ai pm Pierfilippo Laviani e Antonella Nespola. “Volevo fare un gesto eclatante.Volevo colpire i politici. Sono disoccupato, ho una figlia, e mi vergognavo perché non potevo offrirle niente di buono”. Nelle conclusioni dello psichiatra Piero Rocchini si legge che “al momento del fattol’imputato presentava un modesto disturbo depressivo. Tali componenti non avevano rilevanza psichiatrica forense e dunque per le loro caratteristiche e intensità non incidevano in modo significativo sulla sua capacità di intendere e di volere. Non vi è nulla che possa far dubitare della sua piena capacità di intendere e volere al momento dei fatti”. Preiti cosciente, dunque, mentre impugnava la Beretta e faceva fuoco contro tre carabinieri. Per di più, Preiti non avrebbe avuto intenzione di suicidarsi, come da lui sostenuto: “La spinta suicidaria sembra essersi fermata a livello di pensiero senza alcun reale tentativo di messa in pratica. L’uomo mostra caratteristiche di personalità con larvata costante conflittualità nei confronti dell’ambiente (soprattutto “classe politica”, “Stato” e i suoi rappresentanti). Anziché un autentico desiderio di morte, si rileva una “aggressiva ricerca” di riconoscimento pubblico, con l’immaturo desiderio di trasformarsi in una sorta di eroe vendicatore, pubblicamente riconosciuto”. Inoltre, la sua abitudine al consumo di alcol e cocaina, lo predisponevano a passare belle serate. È lui stesso a raccontarlo allo psichiatra: “La cocaina mi faceva parlare, stare bene, pensavo a divertirmi per partecipare al meglio alle mie “seratine”. Anche se la decisione di venire a Roma l’avevo presa prima di prendere la cocaina”. Quello che gli investigatori sospettano, ora, è che qualcuno lo abbia incitato a compiere quel gesto, e lo abbia anche armato. “Pur se in condizioni di difficoltà e frustrazione – sottolinea il perito – egli ha sempre mantenuto dall’arrivo in Calabria un buon funzionamento sociale (breve relazione con una donna del luogo, frequentazione pressoché quotidiana di un circolo di biliardo con partecipazione a una gara, costanti ‘seratine’ con gli amici fino a poco prima della partenza per Roma) e lavorativo”. L’imputato sembra non avere “alcun senso di colpa per quanto commesso”. “L’aver scritto alle vittime dichiarando di ‘non avercela con i carabinieri’ colpiti – è ancora la conclusione dello psichiatra – soprattutto se affiancato al desiderio espresso (‘dovevo fare qualcosa di eclatante, la gente ne doveva parlare’) sembra dare a tutto questo una diversa valorizzazione: la volontà di conquistare e mantenere il centro del palcoscenico. Le lettere inviate a Giangrande (il carabiniere che ha lottato tra la vita e la morte, ndr) appaiono ‘strumentali'”.

Il brigadiere Giangrande passerà il Natale a casa. Lo annuncia la figlia

brigadiere-giangrande-tuttacronacaIl 28 aprile, mentre il governo prestava giuramento, Luigi Preiti apriva il fuoco davanti a Palazzo Chigi, ferendo il brigadiere Giuseppe Giangrande. La figlia Martina oggi ha partecipato a un incontro al comando provinciale dei Carabinieri, a Milano, alla presenza del comandante Maurizio Stefanizzi, dove le sono stati consegnati due  assegni del Consorzio commercianti corso Buenos Aires. “Finalmente papà potrà lasciare l’ospedale, questo Natale lo trascorreremo assieme”, ha spiegato ai presenti. Ai rappresenti del consorzio, ha detto: “Vi ringrazio tantissimo, non mi aspettavo tanta generosità. Voi non ci conoscete neppure ma avete fatto così tanto. Questo è un segnale importante, di grande speranza. Mi auguro che papà possa presto incontrarvi per ringraziarvi di persona, magari che possa stringervi la mano”.  Il brigadiere Giangrande attualemnte si trova nell’ospedale di Imola, dove ritornerà (dopo la prossima pausa) verso aprile per un intervento che dovrebbe consentirgli di migliorare la sua mobilità degli arti superiori. Ancora, la figlia ha spiegato: “È migliorato in questi mesi ma non posso dire che stia bene, utilizza una carrozzina elettrica per gli spostamenti che attiva col mento, ma l’intervento potrebbe essere una svolta”. E ha raccontato che, in sette mesi di degenza, l’attenzione nei loro confronti non è mai venuta a mancare: “Anzi, è rimasta uguale, ho raccolto un migliaio di lettere scritte a mano, destinate a me o a mio padre- per non parlare delle e-mail: pensate che ogni martedì uno sconosciuto ci invia un mazzo di fiori diverso e non siamo ancora riusciti a scoprire di chi si tratta”.  L’ultimo pensiero è per Luigi Preiti, l’attentatore. “L’ho incontrato al processo, l’ho guardato negli occhi ma non ho sentito niente per lui. Il perdono? È un sentimento che non posso provare, almeno non ancora”.

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Usa violenti: tre morti in una sparatoria in Texas

sparatpria-texas-tuttacronacaQuesta volta è stato il Texas il teatro di una nuova sparatoria avvenuta negli Stati Uniti. In un centro residenziale nella parte nord-ovest di Houston è stato aperto il fuoco e hanno perso la vita tre persone mentre altre due sono rimaste ferite gravemente. A riferirlo è stata la stampa locale, che ha citato l’ufficio dello sceriffo, che al momento non ha ancora rilasciato dichiarazioni sulle cause della sparatoria.

Arresto a Parigi: è l’attentatore?

attentatore-parigi-tuttacronacaFinito lo stato d’allerta a Parigi? Dopo il falso allarme di ieri, sembra sia arrivata la svolta: una persona è stata posta in stato di fermo nell’inchiesta sull’attentatore che terrorizza la capitale francese. Si tratterebbe, dagli indizi che giungono anche se la Procura non l’ha spiegato, dell’uomo che ha aperto il fuoco due giorni fa alla sede di Libération ferendo un assistente fotografo e che poi si è dato alla fuga senza che la polizia riuscisse a fermarlo. L’arresto oggi è avvenuto mentre il sospettato era  all’interno di un’automobile, in un parcheggio, e stava prendendo delle medicine, forse nell’intento di suicidarsi. Ad affermarlo la radio Europe 1. Lo stato di alterazione dell’individuo fermato, probabilmente per l’assunzione di farmaci, spiegherebbe il suo immediato trasferimento in ospedale. Sembra, stando a quanto appreso da fonti dell’inchiesta, che non sarebbe stato in grado di sostenere un interrogatorio. La Procura disporrà ora l’esame del Dna, per metterlo a confronto con i rilievi sulle tracce trovate sui bossoli e nell’auto dell’uomo preso lunedì pomeriggio in ostaggio. Il procuratore, Robert Gelli, ha precisato che l’esame della scientifica è stato effettuato sui bossoli ritrovati nella sede del giornale e davanti alla sede della Societé Generale, dove l’uomo ha sparato contro una vetrata, oltre che sulla portiera della Renault Twingo dell’ostaggio sequestrato durante venti minuti, tra la Defense e gli Champs-Elysees.

E’ ancora caccia all’uomo in Francia, sale la paura: “può colpire di nuovo”

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Un volto, ma nessun nome questa è la sconvolgente verità che da ieri sta sconvolgendo la Francia e in particolare Parigi dove un uomo ha sparato alla redazione di ‘Libération’, ferendo un assistente fotografo ora ricoverato in prognosi riservata.  La polizia ha diffuso una nuova foto dell’attentatore di Parigi, questa volta con i contorni netti e in primo piano. Alto circa 1,70 – 1,80, barba di due-tre giorni e occhiali. Si tratta di un uomo “calmo e determinato”, che “sa ciò che fa”. Sanno che ha un’età compresa tra i 35 e i 45 anni, in apparenza europeo, forse con la testa rasata.

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E’ stato anche ascoltato l’uomo che ieri è stato preso in ostaggio per  20 minuti. “Ha detto di essere uscito di prigione, di essere pronto a tutto e avere con sé una bomba” ha raccontato aggiungendo di aver visto la bomba che aveva in una delle due due borse. Nell’altra c’era un fucile a pompa. La polizia sta anche verificando alcune delle telefonate più credibili tra le centinaia ricevute dai cittadini, esortati dal procuratore a dare informazioni utili a un numero verde.

Giornalista minacciato con un fucile: è l’attentatore francese?

attentatore-parigi-tuttacronacaL’attentatore che ha ferito un assistente fotografo nella redazione del quotidiano francese Libértation potrebbe essere lo stesso uomo che lo scorso venerdì 17 novembre ha minacciato con un fucile un giornalista della BFMTV in Francia. Sono gli inquirenti che hanno visto il filmato ripreso dalle telecamere di sorveglianza la settimana scorsa a fare questo collegamento. Il video è stato pubblicato oggi in rete. 

Appena uscito di prigione, ecco il curriculum dell’attentatore di Parigi

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E’ caccia all’uomo a Parigi e con il calar della sera le possibilità di prendere l’uomo diventano più complesse, anche se la polizia francese ha assicurato che sta facendo tutto il possibile per catturare l’attentatore. Inoltre sono uscite anche delle nuove notizie. E’ stata BFM-TV citando fonti dell’inchiesta, a sostenere che l’attentatore parlando con l’automobilista brevemente preso in ostaggio ha dichiarato di essere uscito da poco di prigione e di avere ordigni esplosivi nella borsa. Intanto sono state diffuse le foto dell’uomo che ha sconvolto la vita a Parigi e tenuto la Francia con il fiato sospeso.

Notizie vengono anche dall’ospedale dove è stato ricoverato il 23enne che oggi è stato ferito. Dopo un intervento di 6 ore per lui le condizioni restano gravi. Per 48 ore ancora, la sua prognosi resta riservata.

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Uomo in fuga a Parigi: ha con sè diverse bombe a mano

uomo-armato-parigi-tuttacronacaContinua la caccia all’uomo che ha aperto il fuoco alla sede della redazione del quotidiano Libération ferendo un assistente fotografo prima per poi sparare anche davanti alla sede della banca Société Generale. L’uomo si è quindi diretto agli Champs-Elysees prendendo in ostaggio un uomo che si trovava a passare a bordo della sua auto. Dopo essere sceso dalla vettura ha ripreso la sua fuga a piedi, nella zona fra George V, il Lungosenna e Trocadero. Si è quindi recato alla fermata della metropolitana. Si tratta di una persona di circa 40-45. Secondo l’identikit in mano alla polizia, l’uomo – che è stato fotografato – indossa un parka color kaki e un cappellino. E’ armato di fucile a pompa e, secondo dei testimoni, diverse bombe a mano. Le immagini dell’uomo che ha aperto il fuoco coincidono con quelle dell’aggressore che venerdì scorso, armato, era entrato nella sede di BFM TV, aveva minacciato un giornalista, poi aveva espulso due cartucce dal fucile a pompa, aggiungendo: “La prossima volta non mancherò il colpo”. Nel frattempo, il sito di Libération sarebbe stato attaccato da alcuni hacker, come ha denuncia to lo stesso giornale, in un breve messaggio sul suo profilo Twitter. Il sito “non può essere aggiornato per il momento”.

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Ancora spari a Parigi: aperto il fuoco alla sede della banca Société Generale

sparatoria-francia-tuttacronacaMattinata infuocata oggi a Parigi. Dopo la sparatoria dentro la redazione del quotidiano francese Libération, durante la quale è rimasto ferito gravemente l’assistente di un fotografo, lo stesso uomo si è diretto alla sede della banca Société Generale, alla Defense di Parigi, il quartiere degli affari della città. Qui ha aperto il fuoco attorno a mezzogiorno. Stando alle prime informazioni, nessuno è rimasto ferito.

Le ultime notizie riportano che la polizia è intenta nella caccia all’uomo, con le auto delle forze dell’ordine che stanno affluendo sugli Champs-Elysees mentre un elicottero sorvola la zona. L’aggressore si sarebbe fatto lasciare sulla celebre avenue da un automobilista preso in ostaggio. L’uomo ha riferito di essere stato costretto a prendere a bordo l’attentatore.

Sparatoria nella sede del quotidiano francese Libération: ferito un fotografo

liberation-tuttacronacaUn tweet ha reso noto al mondo quello che stava accadendo a Parigi, nella sede del quotidiano francese Libération. A scriverlo, il giornalista economico Dominique Albertini che ha spiegato: “Qualcuno è entrato a Libé con una carabina e ha sparato su un assistente fotografo. Polizia sul posto”.

liberationa-twitter-tuttacronacaL’aggressore ha aperto il fuoco con una carabina ferendo gravemente un fotografo con due colpi, uno al torace e l’altro alla schiena, mentre si trovava all’ingresso della redazione. L’uomo è stato dichiarato ora in prognosi riservata, secondo quanto riferito da fonti della polizia. In seguito, l’attentatore è poi fuggito mentre tutti i giornalisti si erano rifugiati agli ultimi piani.  Sempre a Parigi, lo scorso venerdì, un uomo si era introdotto nella redazione dell’emittente televisiva BfmTv, dove ha minacciato i giornalisti di aprire il fuoco. Non si sa ancora se esista un legame tra i due episodi.

Intimidazione nella notte contro l’ex sindaco, sventato l’attentato

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Si apprende che durante la notte tra sabato e domenica si è compiuta un’intimidazione contro  l’ex sindaco di Pizzo, in provincia di Vibo Valenzia, Fernando Nicotra, ex Udc, in carica dal 2007 al 2011. L’ordigno, collocato sotto l’auto di Nicotra non è esploso per un difetto d’innesco, ma ha generato un incendio che è stato notato da alcuni passanti che hanno dato l’allarme. Immediato l’intervento di carabinieri e Vigili del Fuoco. 

 

Allarme bomba a Londra: evacuato il palazzo di giustizia

allarme-bomba-londra-tuttacronacaE’ stata la Bbc a riferire che nella capitale inglese si è provveduto a evacuare l’Old Bailey, il palazzo di giustizia, dopo che un pacco sospetto era stato rinvenuto durante il pronunciamento di una sentenza. Si trattava della condanna di Pavlo Lapshyn, studente ucraino accusato di omicidio per un attacco ad una moschea.

Attentato all’allenatore di Tripoli

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E’ sfuggito a un agguato l’allenatore egiziano  Hossam El-Badry, che attualmente guida il club della massima serie libica Al Ahly, di Tripoli. L’attentato è avvenuto ieri sera mentre l’allenatore stava rientrando in auto nella capitale dopo un incontro di campionato disputato a Misurata. Tre persone hanno aperto il fuoco contro la vettura dell’allenatore El-Badry, mandando in frantumi il lunotto posteriore.

L’allenatore è riuscito a non perdere il controllo dell’automezzo e a restare sulla strada e, quindi, a raggiungere un vicino posto di polizia. El Badry, 53 anni, viene considerato uno degli allenatori più vincenti del Continente.

Al suo attivo anche un Coppa dei campioni africana vinta lo scorso anno alla guida del club cairota dell’Al Ahly, omonimo di quello di Tripoli che allena dallo scorso maggio.

L’attacco al Westgate: restano le macerie. E cadaveri intrappolati?

westgate-macerie-tuttacronacaDel Westgate Mall di Nairobi, lo shopping center che un gruppo di terroristi islamici ha assaltato lo scorso sabato mattina, restano le macerie. Il bilancio, ancora provvisorio, delle vittime è stato aggiornato a 72 dopo l’intervento delle forze speciali e l’uccisione dei membri del commando. Ma il Guardian riporta che sarebbero centinaia i cadaveri sepolti sotto quello che resta del mall. “Un obitorio si sta preparando per ricevere 160 cadaveri”, scrive il quotidiano. Una fonte degli 007 kenioti ha affermato: “Nel centro commerciale c’erano 200 lavoratori e 800 persone che facevano shopping. Le mura del supermercato sono crollate, ci sono molti cadaveri”.

L’attacco al Westgate: i terroristi parlano di 137 vittime

nairobi-westgate-tuttacronacaTre giornate di lutto, a partire da oggi, in memoria delle 67 vittime dell’attacco al centro commerciale Westgate Mall di Nairobi. A comunicarlo, ieri, il presidente Uhuru Kenyatta. Altri 11 sospetti assalitori sono stati arrestati. Come riferisce la Bbc online, il presidente inoltre spiegato che secondo notizie di intelligence “una donna britannica e due o tre cittadini americani potrebbero essere coinvolti nell’attacco”. Quanto alla nazionalità degli assalitori, le informazioni sono ancora in corso di verifica. “Non possiamo confermare i dettagli al momento. Gli esperti sono al lavoro per accertare la nazionalità dei terroristi”, ha detto il presidente. The Daily Mail ha inoltre riportato che la polizia kenyota ha arrestato un cittadino di nazionalità britannica presso l’aereoporto della capitale del Kenya. L’uomo, 35 anni, è stato fermato lunedì pomeriggio al controllo dei passaporti mentre si preparava a salire su un volo della Turkish Airlines. Un portavoce del Foreign Office del Regno Unito ha dichiarato di essere a conoscenza dell’arresto, riporta il Daily Mail. Ma se le autorità hanno parlato di 67 vittime, il gruppo estremista islamico al-Shebab ha fornito il bilancio delle vittime tramite il suo account Twitter, spiegando che sono morti 137 ostaggi.  Nel messaggio anche un’accusa alle forze kenyane: avrebbero utilizzato “gas chimici” per mettere fine all’assedio e “provocato il crollo dell’edificio, seppellendo le prove e tutti gli ostaggi sotto le macerie”.

Westgate Mall: il presidente dichiara il lutto nazionale

westgate-mall-tuttacronacaIl presidente del Kenya Uhuru Kenyatta ha confermato oggi che il bilancio delle vittime dell’assalto terroristico al Westgate Mall, centro commerciale di Nairobi, è salito a 67. Ha quindi agginto: “Nel blitz delle forze dell’ordine 5 fondamentalisti sono stati uccisi mentre 11 sono sotto custodia cautelare”. Il presidente ha inoltre dichiarato il lutto nazionale a partire da mercoledì: “Saranno tre giorni di preghiera dopo l’attacco dei terroristi che il Kenya ha sconfitto”.

Paura in Kenya: si minacciano nuovi attacchi

Shabaab-kenya-tuttacronacaPaura in Kenya dove ancora non ha avuto fine l’orrore dell’attacco al centro commerciale Westgate di Nairobi da parte degli integralisti islamici somali Shabaab. Ora un loro portavoce ha minacciato nuovi blitz nello stato africano. “Noi lanciamo un avvertimento al governo keniano e a tutti coloro che lo sostengono, se vogliono la pace che lascino il nostro territorio”, ha detto in un messaggio web.

Elliot: a soli 4 anni, affronta un terrorista al Westgate

Elliot-Prior-tuttacronacaSi nascondeva in una cella frigorifera di un supermarket al Westgate Mall, a Nairobi, il piccolo Elliot Prior, di soli 4 anni. Con lui la madre Amber, la sorellina di 6 anni Amelia e un altro ragazzo. Speravano si sfuggire all’orrore ma uno dei fondamentalisti li ha trovati e ha sparato un colpo contro la donna, che stava tentando la fuga. Il piccolo, coraggioso Elliot, ha affrontato a quel punto chi aveva ferito la madre alla gamba dicendogli: “Sei un uomo cattivo”. Nel frattempo Amber lo supplicava di lasciarli andare. A quel punto il terrorista, come la madre di Elliot ha raccontato al Daily Mail, ha notato l’accento francese e le ha chiesto di convertirsi all’Islam. “Io ho cercato di essere gentile e disponibile e io gli ho risposto che lo avrei fatto”. Così il musulmano ha regalato due barrette di Mars ai due bimbi e li ha lasciati andare, concludendo: “Per favore dimenticatemi, noi non siamo dei mostri”.

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Westgate Mall: l’incubo non è finito!

westgate-nairobi-tuttacronacaDura ormai da sabato mattina l’incubo del Westgate, il centro commerciale di Nairobi assalito da parte del gruppo somalo al Shabaab. Il Ministero dell’Interno del Kenya aveva detto che tutti gli ostaggi di Westgate erano stati liberati e che il centro commerciale era stato “ripulito” dalle forze speciali, senza incontrare “resistenza”. Risale a ieri sera la ricognizione delle forze speciali per accertarsi non ci fossero altri ostaggi e l’assedio fosse terminato. Tuttavia, secondo alcune fonti della sicurezza nel centro commerciale ci sarebbero ancora “uno o due” uomini armati, sfuggiti al blitz di lunedì sera. Sono stati invece alcuni testimoni a raccontare di aver udito sporadici colpi d’arma da fuoco e un’esplosione provenienti dall’interno del Mall. I terroristi sarebbero stati localizzati vicino a un casinò in uno dei piani alti del Westgate. Amina Mohamed, ministro degli Esteri, a margine dell’Assemblea generale dell’Onu a New York, ha dichiarato che nel commando c’erano “due o tre americani e una cittadina britannica”, mentre il gruppo degli Shabaab, che ha rivendicato l’attacco, ha postato su Twitter una lista con nome e provenienza di 17 terroristi, molti dei quali residenti in Occidente, in particolare in Usa, Gran Bretagna e Svezia.

E’ finito l’incubo del Westgate? Forze speciali in ricognizione

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Secondo il portavoce del governo kenyota Manoah Esipisu il centro commerciale Westgate di Nairobi è stato “ripulito”, dalle forze speciali, senza incontrare “resistenza”.  Ovvero, non ci sono più ostaggi dei terroristi islamici.

“Penso che tutti gli ostaggi siano stati liberati, ma non vogliamo correre alcun rischio”,con queste parole Esipisu ha confermato la notizie e poi ha aggiunto  “Le nostre forze speciali  sono all’interno del palazzo e ne stando controllando ogni parte. Per il momento non incontrano resistenze”. Secondo Episu quindi la fine dell’assedio dovrebbe essere vicina. E’ davvero finito l’incubo?

Il ministro, in una conferenza stampa in diretta tv, ha dichiarato che “due terroristi sono stati uccisi nel blitz in cui quasi tutti gli ostaggi sono stati liberati, forse ne rimane solo qualcuno”. Il ministro ha precisato che i “terroristi hanno appiccato le fiamme all’edificio per tentare una manovra diversiva”.  Il governo ha anche fatto sapere di aver “arrestato alcune persone all’aeroporto per interrogarle”. Questi atti avrebbero portato alla  colonna di fumo che si è vista fuoriuscire dal centro commerciale. Anche 10 esplosioni sono state udite nell’area, riferiscono le tv locali, precisando che dopo le deflagrazioni è iniziata una sparatoria e le forze di sicurezza hanno tirato numerosi lacrimogeni.

Il bilancio delle vittime è di 69 morti e oltre 175 feriti. Tra le vittime, riferisce il Foreign Office, anche quattro cittadini britannici. Nel bilancio provvisorio delle vittime almeno 13 sono stranieri: tra questi figurano almeno due francesi, tre britannici e una olandese – tra i quali l’architetto Ross Langdon, con doppia nazionalità australiana, e la moglie incinta di otto mesi, Elif Yavuz – un sudafricano, una donna sudcoreana e una cinese, un peruviano e due indiani, oltre al celebre poeta ghanese Kofi Awoonor.

Gli Shabaab hanno attaccato il centro commerciale Westgate di Nairobi perché è un luogo “di incontro dei dirigenti kenioti, e perché ci sono negozi ebrei e americani”: così Abulaziz Abu Muscab portavoce militare degli integralisti islamici in una intervista con al Jazira. “Prima di imputarci le vittime civili, il Kenya dovrebbe interrogarsi sulle ragioni che lo portano a bombardare i somali nei campi profughi”, ha aggiunto, sottolineando che le vittime musulmane “non sono nostra responsabilità: i militari ci hanno sparato, noi abbiamo risposto al fuoco”.

Quando Twitter… nuoce al politico! La gaffe di Cameron

david-cameron-gaffe-tuttacronacaIl Primo Ministro inglese David Cameron ha aperto un account ufficiale nell’ottobre 2012 e in passato aveva messo in guardia sui pericoli di Twitter, dichiarando: “Too many tweets might make a twat” (“Troppi tweet possono fare un idiota”). Ora proprio Twitter è stato teatro di una nuova gaffe, che arriva a pochi giorni di distanza dalla foto pubblicata su Instagram da sua cognata dove lo si vede dormire. Sabato sera, dopo l’attacco terroristico al centro commerciale di Nairobi, Cameron ha utilizzato il social per fare le condoglianze al Presidente Kenyatta, annunciando anche un’imminente dichiarazione del Ministro degli Esteri, William Hague.

cameron-tweet-tuttacronacaTra le risposte ricevute via Tweet, una diceva: “David Cameron please call off William Hague. Hasn’t Kenya suffered enough today?”, ovvero: “David Cameron per favore richiami William Hague. Il Kenya non ha sofferto abbastanza per oggi?”.  Proprio questo messaggio è stato inserito tra i preferiti dell’account di Cameron: operazione che normalmente viene fatta in segno di approvazione per il contenuto. L’impressione era quindi che il Primo Ministro approvasse il sarcasmo e la critica contro Hague. Il Daily Mail ha ipotizato che possa essere stato un giovane membro dello staff di Cameron addetto al suo account a segnare tra i preferiti proprio il Tweet che attaccava il Ministro degli Esteri e che proveniva da un account satirico intitolato a Norman Tebbit, ex ministro del Lavoro del governo Thatcher. Il tweet è stato poco dopo rimosso dai preferiti di Cameron (e poi cancellato anche da Twitter) e un suo portavoce ha dichiarato: “È un account molto offensivo al quale il Primo Ministro non vorrebbe mai essere associato”.

Tra le vittime di Nairobi anche il poeta Kofi Awoonor

kofi_awoonor-nairobi-tuttacronacaTra le vittime dell’attacco terroristico al Westgate Mall di Nairobi c’è anche il poeta e diplomatico ghanese Kofi Awoonor, 78 anni, uno dei più famosi intellettuali del continente africano. Lo studioso si trovava in Kenya per partecipare allo Storymoja Hay Festival di Nairobi, una manifestazione letteraria molto popolare in programma in questi giorni. Awoonor, nato nel 1935, si è laureato nel 1960 alla University College of Ghana. Il suo primo libro di poesia, Rediscovery, scritto mentre si trovava all’università e pubblicato nel 1964, come la maggior parte della sua opera era basato sulla riscoperta della poesia orale africana. Il poeta conseguì poi il dottorato presso la Stony Brook University di New York nel 1972. Due delle sue opere più famose, This Earth, this Brother, e My Blood, furono scritte negli Stati Uniti. Era il 1975 quando fece ritorno in Gana per dirigere il dipartimento di Inglese presso l’Università di Cape Coast. Arrestato con l’accusa di complicità a un golpe contro la giunta militare, imprigionato senza processo, venne poi rilasciato: Awoonor racconterà l’esperienza in The house by the Sea. Uscito dal carcere, il letterato diventò politicamente attivo iniziando a dedicarsi maggiormente alla saggistica. Dal 1990 al 1994 Awoonor è stato Ambasciatore del Ghana alle Nazioni Unite, dove ha diretto il comitato contro l’Apartheid. Era anche uno stimato e amato professore di letteratura inglese e africana presso l’Università del Ghana. Il poeta Kwame Dawes, suo cugino, ha commentato: “Kofi Awoonor era uno dei maggiori poeti africani e lo era da molti anni. Tutti lo rispettavano e lo ammiravano. È stato un grande colpo e un’immensa perdita”.

La terrorista britannica, “vedova bianca” al servizio degli islamici

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Nel commando che ha assaltato il centro commerciale di Westgate, a Nairobi, ci sarebbe anche una donna di origini britanniche, originaria di Aylesbury, nella contea del Buckinghamshire, Samantha Lewthwaite, la “vedova bianca” del terrorismo internazionale. La 29enne  è la vedova di Germaine Lindsay, uno dei kamikaze dell’attentato alla metro di Londra del luglio 2005 in cui vennero uccise 52 persone. Madre di tre figli, ricercata per complicità negli episodi di Londra, è sospettata anche di aver partecipato in prima persona all’attentato del giugno 2012 in un locale di Mombasa, in Kenya, che ha provocato tre morti e 25 feriti. Della donna si sono perse le tracce nel marzo 2012 quando fu intercettata mentre attraversava  la frontiera dal Kenya alla Somalia. I sospesti si sono concentrati su di lei quando alcuni testimoni hanno affermato che nel commando vi era anche una donna.

Tuttavia gli Shabaab alla Bbc avrebbero negato:  “non ci sono americani o britannici” nel commando armato che ha attaccato il centro commerciale. L’uomo,  che si dice affiliato agli islamisti Shabaab e che si fa chiamare “Abu Omar”, smentisce anche la presenza della “vedova bianca” nel gruppo, Samantha Lewthwaite: “Si tratta solo di voci infondate”.

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SALTATI IN ARIA! Epilogo triste a Nairobi, finisce nel peggiore dei modi

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Forse è finita la battaglia tra le forze dell’ordine kenyote e gli islamisti armati, barricati da sabato nel centro commerciale di Westgate, a Nairobi. Secondo fonti locali, infatti, i miliziani si sarebbero fatti esplodere in aria causando una vera e propria carneficina. Sarebbe quindi finita nel modo peggiore e il bilancio delle vittime è di 69 morti (tra cui 4 britannici) e 175 feriti che era stato confermato ieri, ora è destinato a salire a seguito di queste nuove esplosioni.

Questa mattina il centro è stato scosso da tre forti esplosioni, che hanno fatto levare dal complesso una fitta colonna di fumo nerastro. Secondo alcune fonti di sicurezza, le esplosioni sono state provocate dal tentativo delle unità speciali keniote di penetrare nell’edificio passando dal tetto. “Siamo noi che abbiamo causato le esplosioni, stiamo cercando di entrare nel centro commerciale attraverso il tetto”, hanno dichiarato le fonti. La televisione nazionale ha trasmesso immagini dal sito dell’assedio, mostrando soldati in tuta mimetica correre intorno all’edificio per prendere posizione in punti diversi dai precedenti. Anche un blindato per il trasporto truppe è stato visto spostarsi. Giornalisti e operatori erano già stati fatti allontanare in precedenza, soltanto al personale sanitario è stato consentito rimanere vicino al Westgate.

Polizia e soldati kenioti avevano dato il via a un blitz ieri sera, promettendo una “soluzione rapida” e affermando che la maggior parte degli ostaggi sarebbe stata evacuata di lì a poco. Ma così non è stato. E, secondo la Croce Rossa, durante il blitz sarebbero stati trovati altri nove corpi. Più di mille persone sarebbero state soccorse. Secondo una fonte di polizia, una decina di assalitori sarebbe ancora all’interno del centro commerciale. Vi sarebbero ancora ostaggi, ma non si sa quanti e in quali condizioni.

Stamane, dopo una violenta sparatoria udita all’interno del centro commerciale, gli stessi jihadisti hanno avvertito che giustizieranno gli ostaggi che ancora detengono (più di una decina) se le forze di sicurezza del Kenya tenteranno di sopraffarli. Abbiamo autorizzato i mujahedeen all’interno del centro commerciale ad agire contro i prigionieri” se continuerà l’operazione delle forze di sicurezza keniote contro di loro. Lo ha detto, in una dichiarazione pubblicata online, il portavoce del al Shabaab, Mohamud Rage. Sempre online, il gruppo terroristico somalo, denuncia come “un tentativo di intimidazione delle forze israeliane e altri governi cristiani” con la loro presunta partecipazione a sostegno delle forze keniote nel blitz in corso al Mall di Nairobi Westgate.

Orrore a Nairobi: sale a 68 il numero delle vittime dell’attacco al Mall

kenya-westgatemall-tuttacronacaStando alla stampa locale a Nairobi, in Kenya, sarebbe in corso l’attacco delle teste di cuoio kenyane, aiutate da esperti Usa, israeliani e britannici, per liberare gli ostaggi all’interno del centro commerciale Westgate. Nel frattempo, una forte esplosione è stata sentita nei pressi dell’edificio. Gli ultimi aggiornamenti vedono salire il bilancio delle vittime: sarebbero almeno 68, come annuncia la Croce Rossa locale che ha rinvenuto altri 9 corpi. Gli autori dell’assalto, che ancora trattengono un numero imprecisato di ostaggi, sono mujaheddin legati ai ribelli somali al Shabaab. Il gruppo Shabaab, che ha legami con al Qaeda, ha rivendicato l’attacco e in passato aveva più volte minacciato attentati sul territorio se Nairobi non avesse ritirato le proprie truppe dal Corno d’Africa. L’ex premier Raila Odiga ha intanto reso noto che il governo sta comunicando con i militante ancora asserragliati all’interno dello shopping center: “Esiste una comunicazione tra loro e i leader politici del paese”, ha detto ai giornalisti. “È un’operazione difficile. Ogni sforzo verrà fatto per trarre in salvo gli ostaggi”. Quando l’attacco è partito, all’interno del Mall si trovavano oltre mille persone, molte famiglie con bambini e fin da ieri si era a conoscenza della morte di vari stranieri, tra i quali due francesi e due canadesi, incluso un diplomatico. Ma tra le vittime ci sono anche almeno due bambini e alcuni componenti della famiglia dello stesso presidente del Paese, Uhuru Kenyatta. La Farnesina ha confermato la morte di un somalo sposato con un’italiana, mentre tutti gli italiani sono in salvo. Il viceministro degli Esteri, Marta Dassù ha riferito che “sono stati 13 i cittadini italiani coinvolti direttamente nell’attacco al centro commerciale di Nairobi, ora tutti in salvo”. Ha quindi precisato: “Naturalmente la nostra Unità di crisi riesce a seguire le persone che si sono registrate e le informazioni vanno prese con beneficio di inventario. In queste ore il lavoro dell’Unità di crisi è stato molto importante in raccordo con l’ambasciata in Kenya. Ci siamo tenuti costantemente in contatto con le persone che erano nel centro commerciale attraverso il telefono e così via. Gli italiani sono salvi ma purtroppo sono morte molte altre persone o locali o di altri paesi come Francia e Canada”.

Nairobi: continua l’orrore

kenya-shopping-centre-tuttacronacaE’ assediato da un gruppo armato da oltre 20 ore il centro commerciale Westgate Mall di Nairobi dall’interno del quale si sono uditi provenire colpi d’arma da fuoco, come hanno riferito testimoni. Imprecisato il numero di ostaggi detenuto mentre, nel frattempo, sul luogo sono arrivati dei rinforzi dell’esercito con caschi e giubotti antiproiettile, alcuni con dei lancia granate. La Croce Rossa ha intanto reso noto il nuovo bilancio provvisorio dell’attacco al centro commerciale: si tratta di 43 morti e 200 feriti.

Gli integralisti somali Shabaab hanno rivendicato su twitter l’attacco: “L’attacco al #WestgateMall – recita il testo – è soltanto una piccolissima frazione di quello che i musulmani somali hanno sofferto per mano degli invasori kenyiani”. “I mujaheddin che oggi sono penetrati a Westgate», il centro commerciale di Nairobi assaltato da un gruppo armato, “hanno ucciso più di cento infedeli kenyani e la battaglia prosegue”, hanno affermato i ribelli. “Solamente gli infedeli sono stati uccisi”, proseguono gli jihadisti, mentre “tutti i musulmani presenti sul posto” sono stati risparmiati e “scortati fuori dal centro dai nostri mujaheddin prima che iniziasse l’attacco”.

Un italiano è stato ucciso nel centro commerciale a Nairobi?

sparatoria-centro-commerciale-westgate-nairobi-tuttacronacaNonostante la Farnesina abbia detto che i dieci italiani presenti al Westgate Mall di Nairobi, oggi preso d’assalto da uomini armati, fossero tutti in salvo, sembra che tra le vittime ci sia un cittadino italiano. A riferirlo Massimo Albertizzi, inviato del Corriere della Sera in Kenya intervistato da Skytg24. Il giornalista ha spiegato che si tratterebbe di un italiano di origine somala, residente a Torino, che si trovava nell’edificio con la moglie incinta. Sarebbe stato ucciso, ha detto Alberizzi, all’inizio dell’attacco “terroristico”. Sono almeno 22 le vittime dell’assalto al Westgate Mall, dove ora il gruppo di uomini armati, che secondo la sicurezza si tratta di un gruppo terroristico, sarebbe “accerchiato” dalle forze speciali kenyane.

La Farnesina comunica: gli italiani a Nairobi si sono salvati

nairobi-centrocommerciale-tuttacronacaErano 10 gli italiani che si trovavano all’interno del Westgate Mall, il centro commerciale di Nairobi preso d’assalto da un gruppo armato. La Farnesina ha comunicato che tutti si sono salvati. Sei di loro sono riusciti a uscire dal piano terra dello shopping center prima che la situazione degenerasse. Gli altri erano rimasti all’interno dell’edificio, ma ora sono al sicuro. Dalle prime informazioni, risultava che fossero solo due i connazionali bloccati nella struttura.

Strage al centro commerciale di Nairobi: anche degli italiani tra gli ostaggi

nairobi-strage-tuttacronacaSecondo quanto riporta la Croce Rossa locale, sarebbero al momento 15 i morti dell’attacco armato al centro commerciale Westgate Mall di Nairobi, in Kenya. Il capo della polizia, Benson Kibue, che viene citato dallo Standard Digital, pensa che potrebbe trattarsi di un attacco terroristico. Ci sarebbero circa 10 persone armate coinvolte. Al momento, si procede all’operazione di evacuazione dello shopping center e al recupero delle persone all’interno dell’edificio. Gli uomini armati che hanno assaltato lo shopping center di Nairobi “parlavano una lingua straniera, forse arabo o somalo” e hanno “giustiziato” numerosi clienti.

Un giornalista spagnolo che si trova sul posto, ha detto all’ANSA che “L’attacco al centro commerciale Westgate di Nairobi è ancora in corso e all’interno ci sono anche italiani, ma non posso confermare al momento quanti sono”. Aggiungendo: “Le vittime sono decine, e gli assalitori parlano una lingua simile all’arabo o al somalo”. Uhuru Kenyatta, presidente del Kenya, riporta il giornale kenyota Daily Nation, è costantemente informato della situazione al centro commercialei, dove continua lo scontro con la polizia. Intanto, la Croce rossa del Paese scrive su Twitter che “decine di feriti” sono state soccorse e che vengono trasportate in diversi ospedali.

Terroristi assaltano centro commerciale in Kenya

spartoria-nairobi-tuttacronacaE’ stato attaccato da un gruppo di uomini armati un affollato centro commerciale di Nairobi. Stando a quanto riferito dalla polizia e da alcuni testimoni, durante l’incursione oltra ad aver aperto il fuoco, gli assalitori avrebbero usato anche degli esplosivi. Non ci sono, al momento, conferme ufficiali su eventuali vittime, ma un fotografo della Reuters sul posto ha riferito di aver visto cinque cadaveri. Il Westgate Mall, centro commerciale frequentato da ricchi kenyani e turisti stranieri, è stato circondato dalla polizia e, secondo le prime informazioni, i terroristi sarebbero ancora asseragliati all’interno. Circa 20 minuti dopo l’inizio dello scontro a fuoco, anche all’esterno sono stati esplosi degli spari mentre circa 50 persone sono riuscite a fuggire dall’edificio. Rob Vandijk, dipendente dell’ambasciata olandese, ha raccontato che stava pranzando in un ristorante dentro la struttura, quando gli assalitori hanno lanciato bombe a mano all’interno. Ha detto di aver poi sentito iniziare la sparatoria, che la gente urlava e si buttava a terra.

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La testimonianza di Giangrande, Preiti non è un pazzo, era lucido

giangrande-preiti-attentato-palazzo-chigi-tuttacronaca
Era il 28 Aprile e il nuovo Governo Letta stava giurando davanti al Presidente della Repubblica quando Luigi Preiti fece fuoco sui carabinieri che prestavano servizio davanti a Palazzo Chigi. Giuseppe Giangrande, che sta compiendo un lungo percorso di riabilitazione dopo che il proiettile lo ha colpito racconta quei tragici momenti in cui rimase ferito gravemente: “Non sono un eroe. Preiti mi ha chiesto di passare lo sbarramento – racconta il carabiniere a Libero – nel momento in cui gli ho detto di no mi ha sparato”.

Ma cosa si aspetta Giangrande dai giudici che dovranno processare Preiti?  “Mi aspetto che venga punito in base ai capi d’imputazione e sia riconosciuto colpevole perché matto non è. Era molto lucido quando ha parlato con me. So che hanno già tentato di farlo passare per folle, ma la richiesta è stata respinta dal tribunale”. Preiti non è quindi il pazzo di cui si era parlato nei primi momenti dopo il tragico attentato, ma, secondo Giangrande, era un uomo lucido e consapevole del gesto che stava compiendo. 

Segue il ricordo di quel drammatico giorno: “Mi sono trovato al posto giusto nel momento sbagliato. Se questo soggetto passava il blocco in un attimo di distrazione dei miei colleghi, era una strage. Con Preiti prima che sparasse ci ho parlato. Mi ha chiesto di passare lo sbarramento. Gli ho detto che era impossibile e ha scaricato tutto il caricatore su di me e i colleghi vicini”. Ci sono stati altri quattro feriti, tra cui un altro carabiniere, per fortuna nessun morto. Ora però Giangrande guarda avanti: a Natale tornerà a casa e non vede l’ora. “Ci stiamo preparando a fare il panettone in casa. Sono molto felice.”

 

 

Il leader di Al Qaeda: “continuare questa guerra sul territorio degli USA”

alqaida-minaccia-usa-tuttacronacaIn occasione del 12° anniversario dell’attentato alle Torri Gemelle, Al Zawahri, capo di Al Qaeda, ha lanciato un audio messaggio per tracciare la nuova strategia della rete del terrore. “Dobbiamo continuare questa guerra sul territorio degli Stati Uniti” ha detto il successore di Bin Laden, che ha aggiunto: “Occorre attaccare qua e là gli Usa per fiaccarne l’economia e limitarne le enormi spese per la sicurezza”. Secondo Al Zawahri l’economia è “il punto debole dell’America ed essa è traballante a causa di tutte le spese militari impegnate per la sicurezza” degli Stati Uniti. Quindi, “Per fare restare l’America sotto pressione e in stato d’allerta occorre qualche attacco qui, qualche attacco là. Abbiamo già vinto la guerra in Somalia, in Yemen, in Iraq ed in Afghanistan. Dobbiamo dunque continuare questa guerra sul loro territorio”. Ha anche lanciato un invito agli jihadisti ad agire da soli o in gruppo per condurre questi attacchi “disparati”. In questa prospettiva il punto di riferimento diventa l’attentato del 15 aprile scorso alla maratona di Boston, quando persero la vita 3 persone e ne rimasero ferite 264. In quell’occasione i due fratelli ceceni fecero ripiombare nel terrore gli Usa con scarsissime risorse: due pentole a pressione imbottite di esplosivi, chiodi e cuscinetti a sfera. Al Zawahri ha detto ancora: “Dobbiamo dissanguare economicamente l’America provocandola, in modo che continui a spendere massicciamente sulla sicurezza”, solo così facendo Al Qaeda riuscirà a tenere, “gli Usa in uno stato continuo di tensione e di trepidazione, (ad arrovellarsi), su quando e dove colpiremo ancora”. In sintesi Zawahiri sottolinea come, “senza che ci costi nulla…riusciremo ad stringere gli Usa (in un angolo fatto di) una guerra di nervi. Ora dobbiamo fare a casa loro come abbiamo fatto in Somalia, Yemen e Afghanistan”.

Attentato vicino la sede degli 007 a Damasco!

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Come riferisce la v panaraba Al Jazira, citando alcuni testimoni, un attentato oggi è avvenuto a Damasco nei pressi di una sede dei servizi segreti. In attesa dell’attacco degli Usa, la tensione in Siria è alle stelle. Già questa mattina fonti di Damasco dicevano di aspettarsi «un’aggressione in qualunque momento». Ora sembra che il momento sia sempre più vicino e se l’Italia si è chiamata fuori se non c’è un’autorizzazione specifica dell’Onu, la Francia e gli Usa sferreranno l’attacco nelle prossime ore.

Intanto per il presidente russo Vladimir Putin le accuse statunitensi al regime siriano riguardo l’uso di armi chimiche sono «sciocchezze assolute»: il presidente russo ha chiesto agli Usa presentare al Consiglio di Sicurezza dell’Onu le eventuali prove di un attacco chimico in Siria.

 

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