Sciopero ad oltranza della “bionda”, ma solo di lunedì mattina

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Divieto di fumo? No, sciopero e solo di lunedì mattina! Solo tre ore a settimana, ma lo sciopero indetto dai tabaccai italiani sarà a oltranza a partire dal 3 marzo. Le sigarette non saranno vendute dalle 9 alle 12 del mattino.  “Abbiamo cercato il dialogo”, spiega il presidente della Federeazione dei tabaccai italiani  Fit Giovanni Risso, “ora il tempo delle parole è scaduto. Si passa all’azione”. La protesta è scattata poiché i tabaccai chiedono un aumento dell’aggio, ovvero della percentuale che possono incamerare su ogni singolo pacchetto di “bionde” venduto. “…abbiamo provato a spiegare l’origine dell’impoverimento di una categoria, quella dei tabaccai, ancora oggi considerata, a torto, ricca. Ora il tempo delle parole è scaduto. Si passa all’azione. I tabaccai scioperano e chiedono l’aumento dell’aggio!”.

Risso ha annunciato anche lo stato di agitazione permanente della categoria;

“Dal 3 marzo prossimo, i tabaccai si asterranno dalla vendita del tabacco dalle 9 alle 12 di ogni lunedì, ad oltranza. Almeno finché la politica e le Istituzioni competenti non avranno colmato quel vuoto normativo su cui si combatte una guerra non nostra”.    

“La nostra neutralità è indubbia e storicamente accertata – spiega Risso – se dunque altri decidono di portare avanti una guerra di posizione, facendo scendere i prezzi delle sigarette, facciano pure. Ma non si ignori che il nostro aggio è una percentuale di quei prezzi e che, quindi, più questi scendono più il nostro aggio deve aumentare”.    ”Solo così, infatti – conclude il presidente nazionale della Fit – si può compensare la perdita di redditività delle nostre tabaccherie fiaccate dal calo delle vendite, connesso anche al mercato illecito ed al proliferare di prodotti succedanei”.

 

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“Napolitano è il nonno di Montecristo”: il nuovo attacco di Grillo

nonno_montecristo-tuttacronacaNuovo attacco di Beppe Grillo che si scaglia contro il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, secondo il leader del M5S, avrebbe deciso di “mollare” Letta e nominare “Renzie” in seguito alle rivelazioni pubblicate sul libro di Alain Friedman in cui Monti, De Benedetti e Prodi ammettevano di essere stati consultati “prima della crisi economica del 2011 e non dopo, per sostituire un presidente del Consiglio eletto in regolari elezioni, oltrepassando così i suoi poteri”. Grillo, in un post dal titolo “Il nonno di Montecristo”, scrive: “Napolitano è il nonno di Montecristo il protagonista di una riedizione moderna del famoso romanzo “Il conte di Montecristo”. Edmond Dantès venne imprigionato per opera di tre nemici, ognuno dei quali ottenne qualcosa dalla sua condanna. Fernand Mondego ne sposò la fidanzata, Danglars da scrivano di bordo divenne comandante della nave Pharaon al suo posto, Gérard de Villefort, il giudice responsabile della sua incarcerazione, fece carriera come sostituto Procuratore del Re”. E ancora racconta: “La scorsa settimana è andata in onda una sceneggiata per costringere Napolitano a dimettersi e a nominare Renzie. I protagonisti sono tre persone alle quali si può imputare tutto, ma non l’ingenuità. Prodi, Monti e De Benedetti rilasciano a suo tempo dichiarazioni (filmate!) al giornalista Friedman ben sapendo che sono delle vere e proprie bombe. Attestano infatti che il presidente della Repubblica si mosse, prima della crisi economica del 2011 e non dopo, per sostituire un presidente del Consiglio eletto in regolari elezioni, oltrepassando i suoi poteri”. Il leader pentastellato insiste: “Quei filmati sono una lettera di licenziamento preparata con cura e tenuta in un cassetto, i cui contenuti, guarda caso, sono pubblicati un giorno prima che sia discusso l’impeachment in contemporanea sul Corriere della Sera, con due pagine, e dal Financial Times, con il titolo “The italian job” in copertina. Edmond Napolitano non ci sta e grida al fumo “Fumo, solo fumo!”, ma oltre al fumo c’è anche, ineludibile, l’arrosto e un impeachment alle porte. Molla quindi Letta e riceve Renzie, che poco dopo diventa il candidato unico alla presidenza del Consiglio. L’impeachment non viene neppure discusso, ma letto e liquidato dalla commissione in venti minuti netti. Un record mondiale. Un nuovo mistero per il romanzo d’appendice del Quirinale. Però, nonostante Napolitano abbia evitato un pubblico dibattito parlamentare sull’impeachment, cominciano a circolare voci insistenti sulle sue dimissioni a breve, dopo l’insediamento del nuovo governo”. Conclude quindi il comico ligure: “Ora, a pensar male si fa peccato, disse Andreotti, ma spesso ci si azzecca. Dei tre protagonisti del feuiletton Prodi è candidato a succedere a Napolitano, De Benedetti è il primo sponsor di Renzie e Rigor Montis, che ha ritirato ad horas la fiducia del suo partitino a Letta è un possibile candidato per la presidenza di una Commissione Europea”.

Berlusconi vuole il voto: “No all’impeachment ma alzare i toni”

berlusconi-voto-tuttacronacaDopo il “golpe” di Napolitano, Berlusconi prepara le prossime mosse e sceglie di non andare fino in fondo con l’impeachment ma di arrivare al voto non appena venga approvata la legge elettorale, tenendo saldo il tavolo sulle riforme con Renzi. L’ex premier ha deciso per il silenzio, salvo dare ordine ai suoi di scaldare il clima, mostrando da parte sua una calma “politica”. Con i suoi, ragiona che non è un caso che la ricostruzione di Friedman sia comparsa, nello stesso giorno, su un giornale dell’establishment italiano come il Corriere e su un giornale dell’establishment internazionale come il Financial Times, entrambi un tempo pronti a festeggiare l’arrivo di Monti. Ma un altro segnale è anche il fatto che testimonino del “complotto” Romano Prodi e Carlo De Benedetti, mentre la ricostruzione è confermata dallo stesso Monti.Come scrive l’Huffington Post:

Prodi, De Benedetti e Monti. Tre figure ostili che nella prospettiva del Cavaliere rappresentano uno che vorrebbe fare il capo dello Stato della sinistra (Prodi), il nemico economico e politico per definizione, nonché tessera “numero 1” del Pd di Matteo Renzi (De Benedetti), e uno che cerca incarichi in Europa dopo aver stretto con Renzi un patto di ferro (Monti). E allora si capisce l’analisi che l’ex premier consegna ai suoi dopo aver chiuso i giornali: “Stanno cambiando cavallo”. I fantini in questione sarebbero i poteri forti. Il cavallo scelto sarebbe Renzi. Una gara che passa attraverso l’indebolimento di Giorgio Napolitano, il grande tutore del governo Letta. Delegittimare Napolitano per archiviare il suo governo e aprire l’era Renzi, questa l’operazione secondo l’analisi del Cavaliere. Che però resta oscura sul “come”, se cioè attraverso le urne o attraverso un manovrone di Palazzo.

Da queste riflessioni, la scelta di alzare sì i toni ma senza arrivare fino in fondo sulla richiesta di impeachment senza unirsi a Grillo. Perfino Daniela Santanchè, a Piazza Pulita, non ha pronunciato la parola “impeachment”: “Quello che è emerso – dice – dimostra che aveva ragione Berlusconi a denunciare il complotto”. E con questo termina l’arsenale polemico del Cavaliere.

Perché l’obiettivo è il voto. Sondaggi alla mano, da giorni l’ex premier ha cambiato di nuovo idea. Ritenendo che, con la nuova legge elettorale, le elezioni tornano a essere la best option. E – paradossalmente ma non troppo – le dimissioni del capo dello Stato sarebbero controproducenti: “Il nuovo presidente – è il ragionamento dell’ex premier – lo deve eleggere il nuovo Parlamento, non questo”. Da cui uscirebbe una figura ostile, alla Prodi. Non è un caso che una vecchia volpe come Giuliano Ferrara, ascoltato consigliere nei momenti difficili, si affretti a registrare un video sul Foglio per spiegare che chiedere l’impeachment di Napolitano è un errore perché rischia di rianimare un governo morente. Tenere sulla corda il capo dello Stato, ma senza affondare è proprio l’ordine che dirama Berlusconi da Arcore. Convinto, anche in questo modo, di giocare di sponda con Renzi che non vuole andare a palazzo Chigi senza elezioni. Ma che vuole il voto una volta approvata la nuova legge elettorale. E chissà se è una coincidenza, ma la dichiarazione più importante a difesa del capo dello Stato, quella di Renzi, arriva per ultima. Come fosse un atto dovuto. Segnali, appunto.

Napolitano si difende con una lettera: “Fumo, solo fumo”

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L’asse Forza Italia e Movimento a 5 stelle con presunti colpi di Stato e complotti internazionali che sono poi sfociate sulla richiesta di impeachment stanno davvero creando un solco nell’opinione pubblica che oggi si interroga sul Presidente Napolitano e si schiera a favore o contro alle tante ipotesi che nelle ultime ore si sono succedute dopo la pubblicazione da parte del Corriere della Sera di alcuni passaggi di ”  Ammazziamo il Gattopardo”, il libro di Alan Friedman in uscita.

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato una lettera al Corriere della Sera su quanto accadde l’estate del 2011, dopo le dichiarazioni fatte da Mario Monti nel libro di Alan Friedman. “Complotto? Fumo, solo fumo”, ha detto il Capo dello Stato a quanto si legge sul sito del quotidiano. Così il Capo dello Stato:

In una lettera inviata al direttore del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli, Giorgio Napolitano non nega di aver incontrato Mario Monti diverse volte nel suo studio durante l’estate del 2011, ma fornisce la sua versione dei fatti che precedettero la formazione governo guidato dal Professore, definendo come «fumo, solo fumo» le confidenze personali fatte da Carlo De Benedetti ad Alan Friedman e «l’interpretazione che si pretende di darne in termini di complotto».

Nessuna difficoltà, certo, a ricordare di aver ricevuto nel mio studio il professor Monti più volte nel corso del 2011, e non solo in estate: conoscendo da molti anni (già prima che nell’autunno 1994 egli fosse nominato Commissario europeo su designazione del governo Berlusconi), e apprezzando in particolare il suo impegno europeistico che seguii da vicino quando fui deputato al Parlamento di Strasburgo. Nel corso del così difficile – per l’Italia e per l’Europa – anno 2011, Monti era inoltre un prezioso punto di riferimento per le sue analisi e i suoi commenti di politica economico-finanziaria sulle colonne del Corriere della Sera. Egli appariva allora – e di certo non solo a me – una risorsa da tener presente e, se necessario, da acquisire al governo del paese.Nessuna difficoltà, certo, a ricordare di aver ricevuto nel mio studio il professor Monti più volte nel corso del 2011, e non solo in estate: conoscendo da molti anni (già prima che nell’autunno 1994 egli fosse nominato Commissario europeo su designazione del governo Berlusconi), e apprezzando in particolare il suo impegno europeistico che seguii da vicino quando fui deputato al Parlamento di Strasburgo. Nel corso del così difficile – per l’Italia e per l’Europa – anno 2011, Monti era inoltre un prezioso punto di riferimento per le sue analisi e i suoi commenti di politica economico-finanziaria sulle colonne del Corriere della Sera. Egli appariva allora – e di certo non solo a me – una risorsa da tener presente e, se necessario, da acquisire al governo del paese.

Intanto anche Enrico Letta prende le difese del Capo dello Stato:

 ”Nei confronti delle funzioni di garanzia che il Quirinale ha svolto nel nostro Paese in questi anni, in particolare nel 2011, è in atto un vergognoso tentativo di mistificazione della realtà. Le strumentalizzazioni in corso tentano infatti di rovesciare ruoli e responsabilità in una crisi i cui contorni sono invece ben evidenti e chiari agli occhi dell’opinione pubblica italiana ed europea”.

E il premier ha poi aggiunto:

“di fronte a una situazione fuori controllo, si attivò con efficacia e tempestività per salvare il Paese ed evitare quel baratro verso il quale lo stavano conducendo le scelte di coloro che in queste ore si scagliano contro il presidente Napolitano”.

“Stupisce – sostiene Letta – la contemporaneità di queste insinuazioni con il tentativo in corso da tempo da parte del M5S di delegittimare il ruolo di garanzia della Presidenza della Repubblica. A questi attacchi si deve reagire con fermezza. E si devono semmai ricordare agli smemorati le vere responsabilità della crisi del 2011, i cui danni economici, finanziari e sociali sono ancora una zavorra che mette a repentaglio la possibilità di aggancio della auspicata ripresa economica”.

La clamorosa notizia: arrivano le Marlboro M, le sigarette con la marijuana

marlboro-m-cannabis-tuttacronacaLa clamorosa notizia arriva dagli Stati Uniti e segue di poco quella sulla legalizzazione della marijuana in Colorato: la Philip Morris, il più grande produttore di sigarette al mondo, ha annunciato che produrrà sigarette alla cannabis. Come si legge su ArticoloTre: verrà  commercializzato  il marchio ” Marlboro M” , nei punti vendita di marijuana con licenza nello stato del Colorado, e nello stato di Washington. Serafin Norcik , Sr. Vice President Phillip Morris ‘ per il Marketing ha dichiarato in un’intervista che il marketing cannabis è ritenuto strategico dall’azienda. Dal momento che solo i prodotti derivati dal tabacco sono attualmente vietati in pubblicità e promozioni negli Stati Uniti , Phillip Morris avrebbe stanziato un enorme budget pubblicitario proprio per promuovere il nuovo ” Marlboro M”. Le azioni Phillip Morris hanno raggiunto il massimo storico a seguito delle notizie sulla  marijuana, con il sito americano “Abril Uno” che ha diffuso la notizia.

Le “Marlboro M”, secondo il sito americano “Abril Uno” – che ha un motto significativo: “Vi teniamo aggiornati” – verranno vendute nei punti di vendita autorizzati, inizialmente in Colorado e lo Stato di Washington, nella costa East. Da un punto di vista legale, si dovrà aspettare il “via libera” delle autorità federali e di quelle statali. Insomma, una notizia eclatante. Poi però cercando maggiori informazioni s’incappa sul sito The Horsemoon Post che spiega:

 La pubblicità delle sigarette è vietata negli Stati Uniti, ma sulla marijuana si aprirebbero scenari interessanti di marketing, visto il campo ampiamente inesplorato. La legalizzazione della marijuana starebbe peraltro sortendo effetti sul recupero sociale dei trafficanti, se verranno confermate le notizie anticipate da dirigenti del gruppo statunitense, secondo i quali sono stati già contattati ex produttori internazionali di droga in Messico e Paraguay, per allacciare interessanti partnership, utili a fare uscire dalla clandestinità economica questi ex criminali, reinserendoli nella società civile attraverso l’organizzazione di una rete di distribuzione legale in tutto il continente americano, da Nord a Sud.

L’avvio della commercializzazione è prevista dal 2015, inizialmente dal Colorado e dallo Stato di Washington, poi in tutti gli Stati Uniti. La notizia – come è immaginabile – ha destato profondo interesse nei consumatori europei, che ora rivendicano il diritto di seguire gli americani in questo processo di legalizzazione.

In effetti, la notizia è scioccante. Tanto scioccante da essere infondata, perché il sito Abril Uno è un sito satirico, che ha voluto ironizzare sul processo di liberalizzazione della marijuana in corso negli Stati Uniti. Non ci sarà alcun pacchetto di “Marlboro M” in commercio e la Phillip Morris non avrà alcun contatto con ex trafficanti di droga messicani e paraguaiani. È una fandonia, ma una fandonia visibile, riscontrabile, verificabile: chi non lo fa scambia l’informazione per un recinto di maiali, in cui ogni grugnito è considerato degno di nota e meritevole di un editoriale. Non è così.

Una  notizia che rimbalza (c’a rimbalza, direbbero a Roma…) dagli Stati Uniti sta mettendo in subbuglio il mondo della finanza, per le enormi ricadute che avrà la decisione della Philip Morris, il più grande produttore di sigarette al mondo, che ha annunciato qualche giorno fa la decisione di sfruttare il nuovo orientamento impresso dalla legalizzazione della marijuana. Con il brand “Marlboro M” sarà prodotta una sigaretta con base la nota “erba” con cui molti usano trastullarsi e tal’altri si curano, sfruttando le note proprietà della marijuana in serissimi procedimenti medici soprattutto in oncologia.

Le “Marlboro M”, secondo il sito americano “Abril Uno” – che ha un motto significativo: “Vi teniamo aggiornati” – verranno vendute nei punti di vendita autorizzati, inizialmente in Colorado e lo Stato di Washington, nella costa East. Da un punto di vista legale, si dovrà aspettare il “via libera” delle autorità federali e di quelle statali.

La pubblicità delle sigarette è vietata negli Stati Uniti, ma sulla marijuana si aprirebbero scenari interessanti di marketing, visto il campo ampiamente inesplorato. La legalizzazione della marijuana starebbe peraltro sortendo effetti sul recupero sociale dei trafficanti, se verranno confermate le notizie anticipate da dirigenti del gruppo statunitense, secondo i quali sono stati già contattati ex produttori internazionali di droga in Messico e Paraguay, per allacciare interessanti partnership, utili a fare uscire dalla clandestinità economica questi ex criminali, reinserendoli nella società civile attraverso l’organizzazione di una rete di distribuzione legale in tutto il continente americano, da Nord a Sud.

L’avvio della commercializzazione è prevista dal 2015, inizialmente dal Colorado e dallo Stato di Washington, poi in tutti gli Stati Uniti. La notizia – come è immaginabile – ha destato profondo interesse nei consumatori europei, che ora rivendicano il diritto di seguire gli americani in questo processo di legalizzazione.

In effetti, la notizia è scioccante. Tanto scioccante da essere infondata, perché il sito Abril Uno è un sito satirico, che ha voluto ironizzare sul processo di liberalizzazione della marijuana in corso negli Stati Uniti. Non ci sarà alcun pacchetto di “Marlboro M” in commercio e la Phillip Morris non avrà alcun contatto con ex trafficanti di droga messicani e paraguaiani. È una fandonia, ma una fandonia visibile, riscontrabile, verificabile: chi non lo fa scambia l’informazione per un recinto di maiali, in cui ogni grugnito è considerato degno di nota e meritevole di un editoriale. Non è così.

– See more at: http://www.horsemoonpost.com/2014/01/25/clamorosa-notizia-dagli-usa-la-phillip-morris-produrra-sigarette-alla-marijuana/#sthash.4AuLhpcU.dpuf

Snoop Dogg nei guai: troppo fumo in camera, pompieri in hotel!

SnoopDogg-tuttacronacaGuai per Snoop Dogg che riesce a distinguersi, mentre si trova in tournèe in Australia, anche quando si trova nella sua camera d’hotel. L’artista ha fumato talmente tanto che, alle dieci di mattina, è scattato l’allarme antincendio dell’albergo dove alloggiava a Sidney. Morale: sono arrivati i pompieri. Si sono infatti attivati i sensori che hanno inviato la segnalazione mettendo in allerta i vigili del fuoco, che hanno trovato la stanza invasa dal fumo. Semplice sigaretta o cannabis non è dato saperlo perché ufficialmente si parla di fumo “da fonte non identificata”. L’artista l’ha presa bene, chiarito l’equivoco ha fatto alcune foto con i pompieri: eccole, pubblicate in Instagram.

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Studio shock: fumare oggi è più dannoso, meglio 50 anni fa!

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E’ stato uno studio pubblicato dalla rivista Nicotine and Tobacco Research a mettere in evidenza quanto oggi sia molto più pericoloso rispetto a 50 anni fa fumare. La notizia poi è stata ripresa anche dal New York Times. Ma a cosa attribuire questo peggioramento? Agli additivi presenti nelle sigarette: oggi sono molto più pericolosi e numerosi, tanto che il rischio di un cancro ai polmoni e di malattie croniche, oggi risulta più elevato.

Cosa fanno in sostanza questi additivi sempre più presenti nelle sigarette? Portano più nicotina e favoriscono la dipendenza. I dati d’altra parte parlano chiaro: secondo i ricercatori del Dipartimento di Salute Pubblica del Massachusetts e della Medical School dell’Università del Massachusetts i produttori hanno aumentato gli additivi proprio per favorire la dipendenza e quindi il consumo. Chi inizia oggi a fumare avrà molta più difficoltà rispetto a 50 anni fa di smettere.

Sotto accusa anche i più alti livelli di nicotina. Questa sostanza attiva dei processi biologici che aumentano il rischio di malattie, con conseguenze pericolose soprattutto per lo sviluppo cerebrale degli adolescenti e del feto, nel caso di donne incinte. La presenza di nicotina nel sangue, poi, può anche aumentare il ritmo cardiaco e la pressione sanguigna, favorendo il rischio di infarto.

La tesi shock: fumo e alcool in gravidanza possono rendere gay il bebè

 

Fumo-gravidanza-tuttacronacaDichiarazioni shock quelle del Dr. Dock Swaab, professore di neurobiologia all’Università di Amsterdam, che sostiene che fumare e consumare alcool in gravidanza potrebbe rendere il bambino stupido e omosessuale. Lo scienziato ha portato avanti uno studio secondo i risultati del quale lo stile di vita di una gestante potrebbe infuenzare non solo il quoziente intellettivo del nascituro ma anche la sua sessualità. E se il Dr. Swaab sostiene che bere, prendere droghe o vivere in una zona con alti livelli di inquinamento ha un impatto sullo sviluppo dei feti, la parte che maggiormente suscita polemiche è quella che riguarda l’influenza dei fattori esterni sullo sviluppo della sessualità del bebè. Stando allo studioso l’assunzione di ormoni sintetici e il fumo durante la gravidanza potrebbero aumentare le probabilità per le ragazze di diventare lesbiche o bisessuali, mentre bere e assumere droghe potrebbero abbassare il quoziente intellettivo di un bambino.  “Le donne in gravidanza che soffrono di stress hanno anche maggior probabilità di avere figli omosessuali di entrambi i sessi perché il loro livello rialzato di cortisolo – l’ormone dello stress – influenza la produzione di ormoni sessuali fetali”, ha dichiarato lo studioso al Sunday Times.   Tuttavia, il dottor Swaab ha riconosciuto che lo stile di vita ha solo una influenza minima e ha aggiunto che la genetica gioca il ruolo più importante nello sviluppo del bambino. fumare-gravidanza-tuttacronaca

Torino dice sì: è la prima tra le grandi città ad aprire alla cannabis libera

cannabis-torino-tuttacronacaTorino apre le porte alla cannabis, prima tra le grandi città d’Italia. Questo non significa che da oggi si possa consumare, produrre per il proprio uso e condividere tra amici la marijuana sul terrazzo di casa, ma questo è il senso “politico” della richiesta, partita dalla Sala Rossa dopo il voto di ieri della Sala Rossa e indirizzata al Parlamento: “Passare da un impianto proibizionistico a uno di tipo legale della produzione e della distribuzione delle droghe leggere”. A proporre l’ordine del giorno erano stati Marco Grimaldi di Sel e dai consiglieri Silvio Viale, Luca Cassiani e Lucia Centillo del Pd. Nello specifico, due gli ordini del giorno passati: in uno la città chiede alla Regione di seguire l’esempio di Toscana, Liguria e soprattutto Veneto. Qui oltre ad aver autorizzato i farmaci cannabinoidi per la terapia del dolore, è stata approvata all’unanimità una legge per sperimentare la distribuzione gratuita negli ospedali e nelle farmacie di preparati a base di cannabis, ma anche la produzione diretta di marijuana. Nel secondo provvedimento, invece, Torino chiede anche l’abolizione della legge Fini-Giovanardi (ritenuta da molti consiglieri restrittiva nonché una delle cause del sovraffollamento delle carceri) e il via libera alla produzione diretta di cannabis e al consumo da scopo ricreativo. Misura drastica, quest’ultima, passata per soli due voti di scarto del Movimento 5 stelle, che ha visto anche l’astensione del sindaco Fassino. Uno dei consiglieri, favorevole, ha commentato: “il Parlamento dovrà affrontare il passaggio da un impianto di tipo proibizionistico, a uno di tipo legale della produzione e della distribuzione delle cosiddette droghe leggere”. L’esito della votazione, tuttavia, è stata incerta fino all’ultimo, a causa dell’incognita del voto moderato e cattolico del Pd, mentre sembrava più possibile l’approvazione di una seconda mozione pro-cannabis che si limitava ad allargarne l’uso terapeutico. Il Pd si è spaccato tra proibizionisti, astensionisti (tra questi anche il sindaco Fassino) e antiproibizionisti, che si sono rivelati la maggioranza. A cantare vittoria è Grimaldi: “Torino è la prima grande città in Italia a pronunciarsi sull’abrogazione della legge Fini-Giovanardi e sulla legalizzazione delle cosiddette droghe leggere – dice – Vogliamo mettere fine alle politiche proibizionistiche che hanno solo regalato ai narcotrafficanti centinaia di miliardi di euro, e togliere dall’illegalità centinaia di migliaia di cittadini”. Il radicale Silvio Viale ricorda: “Già nel 1996 la Sala Rossa aveva votato un ordine del giorno: sono passati 17 anni ma la politica ha fatto l’opposto, ipocritamente”.

Marijuana, è euforia in borsa con rialzi anche 1700%, ma c’e’ chi dice che è solo fumo

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E’ stata pura euforia, quella prodotta dalla marijuana, questa volta in borsa. Negli Usa, si intende, dove gli investitori puntano sui titoli di questo settore, alla disperata ricerca di una nuova Silicon Valley che garantisca profitti da Eldorado, portando a rialzi che hanno raggiunto il 1700%.
Si tratta di aziende come Growlife Inc., Medical Marijuana Inc., Cannabis Science e Medbox Inc., che investono massicciamente nella ricerca per utilizzi medicali della famosa erba, e che quindi si stanno costruendo un solido futuro, o di  Hemp Inc., che usa la canapa per l’abbigliamento e gli articoli sportivi. Ma anche di altre come Tranzbyte Corp. o GreenGro Technologies Inc., che invece si occupano solo di commercializzazione. I loro titoli sono a buon mercato e quindi sono stati tra i piu’ comprati, ed hanno avuto le impennate maggiori. Ma, sottolineano gli analisti, sono proprio quelli che hanno le minori prospettive di crescita.
Per alcuni analisti, si tratta di una corsa insensata alla ricerca di folli guadagni da un settore che invece, sostengono, ha bisogno ancora di molta ricerca in ambito medico, e quindi di pesanti investimenti e di tempo, per poter dare i suoi frutti.
A contribuire all’impennata a cavallo del nuovo anno può essere stata anche la legalizzazione della marijuana in altri due stati Usa, tra cui il Colorado a inizi gennaio, sottolineano.
Dai picchi della settimana scorsa, comunque, i titoli del settore hanno subito qualche ridimensionamento – gli analisti di mercato parlano spesso di “ritracciamento”, quando un titolo è salito troppo e troppo in fretta, vede il suo prezzo ridimensionarsi un po’. Per alcuni invece, si tratta della fine del boom: i profitti messi a segno da questi titoli in borsa negli ultimi mesi  sono destinati a finire in fumo.
L’autorita’ di settore – FINRA – cioè l’organo Usa preposto a vigilare sul settore degli investimenti finanziari, è preoccupata: ha lanciato un allerta per mettere in guardia i piccoli investitori da chi propina facili guadagni acquistando titoli a poco prezzo di questo settore.  Ed ha anche messo in guardia, senza fare nomi, nei confronti di alti dirigenti d’azienda che hanno subito incarcerazioni – come e’ il caso appunto del numero uno di Hemp, che anni fa ha subito una condanna per contrabbando.
Ad alimentare le speranze degli speculatori è l’allentarsi dei divieti sull’utilizzo, medico e non, della marijuana. Ai 18 stati Usa, cui si aggiunge il distretto di Washington, che consentono l’uso medico della cannabis, oltre agli 11 che ne consentono la distribuzione attraverso i servizi sanitari, si e’ aggiunto ai inizi anno il Colorado, che l’ha liberalizzata del tutto per tutti coloro che hanno almeno 21 anni.  Se la legalizzazione della marijuana venisse estesa a tutto il territorio nazionale, gli esperti ritengono che verrebbe a crearsi un settore del valore di circa $40 miliardi annui, anche tenendo conto che il prezzo della “dose” verrebbe a dimezzarsi.

Bibione, la prima spiaggia no smoking in Italia

spiaggia-bibione-tuttacronacaManca solo che l’amministrazione comunale di San Michele al Tagliamento formalizzi il provvedimento dopo avere incontrato le categorie economiche più rappresentative del comparto turistico che hanno già dato il via libera al progetto nella convinzione che non si tratterà di un divieto ma di una grande opportunità, anche sotto il profilo mediatico. Ma è praticamente ufficiale. Come spiega il Gazzettino, dalla prossima stagione estiva lungo tutta la battigia della spiaggia di Bibione non sarà consentito fumare. Dal 2002 certificata Emas per la valenza ambientale e detentrice di 22 bandiere blu per la qualità delle acque, Bibione si potrà fregiare anche di essere la prima spiaggia italiana no smoking.

Il presepe distrutto dalle fiamme: succede a Milano

vigili_del_fuoco-tuttacronacaSono stati i residenti, che avevano notato il fumo salire da una chiesta in viale Fulvio Testi 190 a Milano a dare l’allarme al 115. L’incendio è divampato venerdì sera e ha distrutto il presepe allestito all’interno dell’edificio. I vigili del fuoco hanno fatto sapere che il rogo è scoppiato a causa di un corto circuito innescato proprio dalle luci del presepe. Il soffitto della chiesa è rimasto annerito dal fumo.  Secondo le prime informazioni, non ci sarebbero feriti nè danni strutturali alla chiesa.

Corto circuito in un negozio, panico in Viale Marconi a Roma

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Viale Marconi, una delle vie più commerciali della Capitale oggi è stata interessata da un incendio, probabilmente dovuto a un corto circuito nel negozio Guess, sito al numero civico 25. Le fiamme si sarebbero sviluppate nel magazzino del negozio intorno alle 13 e i dipendenti avrebbero chiamato i soccorsi e si sarebbero precipitati in strada. I Vigili del Fuoco, intervenuti con 4 squadre, sono ancora a lavoro. Il fumo è arrivato fino al primo piano, ma fortunatamente non ci sono stati feriti. Il negozio è distrutto e il traffico è in tilt.

Terrore in metro a Roma, fumo a Repubblica

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Panico nella metropolitana di Roma, dove una nube di vapore visibile all’interno della stazione di piazza della Repubblica, nonché all’interno di alcuni vagoni. In un primo momento si è ritenuto che fosse un incendio, invece poi si è scoperto che si trattava di vapore proveniente dal tubo di uno dei treni a causa di un malfunzionamento. Non ci sarebbero feriti nè intossicati ma il servizio è fortemente rallentato. «Ho avuto paura, non ho capito cosa stava succedendo – dice un passeggero – ci sono stati minuti di panico».

In mattinata invece c’era stato un incendio che si era sviluppato in una galleria di servizi a Roma, via Flaminia, altezza Belle Arti. L’incendio, forse provocato per il surriscaldamento dei cavi elettrici in media tensione, ha coinvolto due cavi telefonici in rame ad alta potenzialità che servono le utenze della zona. La linea del tram 2 è stata costretta a fermarsi ed è stato attivato il servizio navetta sull’intero percorso.

Spettacolo all’Etna, gli anelli di fumo volteggiano nell’aria

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Gli anelli di fumo dell’Etna, ovvero un fenomeno raro ma già conosciuto. L’impresa di immortalarli per la prima volta era riuscita al vulcanologo tedesco Tom Pfeiffer, fondatore del tour operator Volcano Discovery, che li aveva già documentati con alcuni scatti nel 2000. L’11 novembre Pfeiffer ha ripetuto l’impresa con altri scatti ancora più spettacolari dei precedenti. Gli anelli di fumo quest’anno si sono prodotti grazie al vapore e al gas emesso dal cratere Sud-est dell’Etna e con l’azione del vento si sono formati nel pomeriggio di lunedì scorso.

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Bandite le sigarette al mentolo. E le e-cig?

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Rivoluzione nel mondo della sigaretta in Europa. Immagini shock sui pacchetti sulle sigarette “bionde” che arriveranno a coprire il 65% della superficie del pacchetto, limitazioni alla pubblicità delle sigarette elettroniche e il divieto di vendita delle sigarette al mentolo o aromatizzate. Il divieto su tutto il territorio comunitario dovrebbe scattare nel 2022, ma qualcuno ha già levato gli scudi: tra questi c’è anche Angela Harbutt, rappresentante di un gruppo di fumatori che ha spiegato come «i consumatori avranno sentimenti contrastanti. Siamo contenti che alcuni prodotti siano stati graziati, ma molti sono arrabbiati per le limitazioni su dei prodotti che per anni sono stati molto popolari. La proibizione non funziona e tutti quei prodotti messi al bando di certo saranno presto disponibili sul mercato nero.».

Dibattito accesso anche su l’e-cig dove diversi sostenitori avrebbero chiesto per questi prodotti la stessa regolamentazione di cerotti e gomme da masticare in sostituzione della nicotina, ma questa ipotesi è stata scartata dal parlamentari.

Nonostante questo, in molti si sarebbero schierati a favore della sigaretta elettronica, considerata un ottimo sostitutivo del tradizionale tabacco quando si vuole smettere di fumare. «Le sigarette elettroniche possono gare la differenza – ha detto in aula il deputato liberaldemocratico Chris Davies – Centinaia di ex fumatori mi hanno scritto per dirmi che le sigarette elettroniche li hanno aiutati a smettere di fumare quando nient’altro aveva funzionato. Funzionano perché non sono medicinali, ma prodotti che forniscono ai fumatori un’alternativa alle sigarette. Ogni anno 700.000 persone in tutta Europa muoiono a causa di patologie legate al fumo: non dovremmo fare nulla che possa ostacolare la diffusione delle sigarette elettroniche».

Anche il deputato conservatore Martin Callanan ha dichiarato che «togliere le sigarette elettroniche dagli scaffali sarebbe una follia», perché si sono rivelate risolutive per molte persone intenzionate ad abbandonare il vizio del fumo. Callanan ha sottolineato come molti produttori di sigarette elettroniche non riuscirebbero a sopravvivere in presenza di una regolamentazione più rigida, il che si tradurrebbe anche nella perdita di migliaia di posti di lavoro.

Un vizio da ricchi: l’oro in fumo!

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La nuova moda negli States è l’uso di particolari cartine per sigaretta realizzate in oro 24 carati. Il costo è di 60$ per una confezione da 12 fogli… Uno status symbol lanciato dalle star dell’hip hop. Vizio da ricchi insomma… mandare l’oro in fumo!

Le paure del presidente Obama… Michelle!

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Non gli avrebbe messo paura compiere un attacco militare in Siria, ma il presidente Obama entra nel panico con la moglie. A microfoni aperti a “sua insaputa”  ha ammesso di aver smesso di fumare per paura della moglie. Se gli equilibri mondiali sono difficili da decifrare in questo moemnto storico di forti cambiamenti, sembrano invece essere cristallini quelli all’interno della Casa Bianca dopo la dichiarazione del Presidente Obama.

Quando il ritmo interiore diventa musica: Caro Emerald

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Quell’aria densa di fumo e quelle note che trovavano la profondità nei locali polverosi: il jazz. Non è solo una parola, è un ritmo interiore, è uno stile di vita. Il 5 ottobre è attesa al Teatro Nuovo di Milano Caro Emerald, una leggenda del jazz contemporaneo, che rilasciando un’intervista a Panorama ha confidato:

 ‘Ho scoperto il mio talento per il canto, quando mi è stata offerta una parte nel musical della scuola dove ho avuto modo di cantare un assolo. La canzone era Dream a Little Dream dei Mama’s and Papa’s e ancora oggi, ogni tanto canto quel brano durante i miei spettacoli’.

Nonostante il successo mondiale, Caroline, vero nome dell’artista, è rimasta una ragazza semplice: ‘In alcuni aspetti la mia vita è molto cambiata, viaggio molto, mi esibisco di fronte a grandi palchi e sperimento cose che non avevo mai fatto prima, come servizi fotografici e spettacoli televisivi. Ma fondamentalmente sono rimasta la stessa persona di un tempo, quando non ero ancora famosa, ho ancora gli stessi amici con cui trascorro il tempo insieme quando non sono in tour, cosa che adoro e che mi aiuta a rimanere quella che sono adesso. Inoltre amo cucinare o semplicemente restare a casa da sola, perché a volte è bello non avere nulla da fare (ride)’.

Riguardo al suo secondo album The Shocking Miss Emerald, uscito lo scorso maggio, ci racconta: ‘I miei produttori Jan e David non solo hanno scritto e prodotto la musica, ma dirigono anche la mia etichetta (Grandmono Records) e quando abbiamo iniziato a lavorare sul nuovo album, avevamo scritto alcune canzoni, ma abbiamo trovato molto difficile trovare un momento per concentrarci solo sulla musica. Così ho pensato che dovevamo scappare da tutto in modo da poterci dedicare esclusivamente sulle canzoni e allora li ho portati a casa mia in Francia. Ho perso un sacco di tempo per convincerli che a casa mia avremmo potuto realmente concentrarci sul lavoro senza alcuna distrazione perché la casa è in una zona molto tranquilla, ma quando siamo arrivati abbiamo scoperto che nelle settimane precedenti aveva fatto un freddo incredibile che aveva congelato tutti i tubi dell’acqua. Inoltre non c’era più legna per il riscaldamento, quindi non abbiamo potuto fare una doccia calda o avere l’acqua corrente! Ero così imbarazzata, non potevamo usare il bagno e siamo rimasti bloccati in una casa gelida. Dopo qualche giorno i tubi si sono scongelati ma abbiamo scoperto che erano scoppiati per il gelo, allagando completamente il soggiorno’ spiega

‘Ci siamo dovuti alzare nel cuore della notte per asciugare l’acqua e pulire tutta la casa. Ci sono voluti circa 4 giorni per riportarla in ordine e quando l’abbiamo fatto abbiamo iniziato a cercare ispirazione.Siamo andati in un negozio di cose usate e abbiamo trovato un vecchio giradischi degli anni 60 con degli altoparlanti di pessima qualità, ma che producono un grande suono e abbiamo passato un giorno intero a campionare vecchi dischi. Alla fine di questi sample abbiamo trovato un disco di tango molto oscuro e così è nata Tangled Up” racconta.

‘E’ stato molto divertente lavorare su un nuovo album, dopo tanto tempo di tour e promozione’ continua Caro ‘ci siamo divertiti un sacco in studio, durante le registrazioni. Abbiamo iniziato facendo una mood-board con un sacco di foto che ci hanno aiutato a decidere una direzione per la musica.Abbiamo finito per raccogliere un sacco di fotografie di moda raffiguranti donne vestite con bellissimi abiti. Così ci siamo subito resi conto che l’ispirazione sarebbe la fashion scene parigina nella prima metà del 20° secolo’.

Caro Emerald, reduce da un mini tour americano conclude: ‘Onestamente non avevo grandi aspettative perché il mercato ed il pubblico statunitense sono difficili, ma non vedevo l’ora di partire. Siamo stati a New York e Los Angeles e gli spettacoli sono stati sorprendenti. I concerti sono andati subito sold out e le persone hanno viaggiato per lunghe distanze per venirmi a sentire. È stata una magnifica esperienza che mi ha lasciato molti bei ricordi’.

Un impero che va in fumo per le tasse: ascesa e crollo dell’e-Cig!

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Sembrava un impero florido quello delle sigarette elettroniche che viaggiava su fatturati di tutto rispetto, ma poi, il governo al servizio dei cittadini, ha deciso di equiparare le sigarette elettroniche alle “bionde” e ha mandato in fumo il settore. Il crollo del fatturato è stato sensibilissimo, i negozi hanno iniziato a chiudere e sono in migliaia i disoccupati che avevano trovato lavoro proprio grazie all’e-Cig. Senza naturalmente contare il danno all’editoria per il mancato incasso pubblicitario.

“E’ con notevole stupore che leggiamo sulla stampa della possibilità che si possa anticipare l’entrata in vigore della tassazione al 58,5% (oltre al 21% Iva) sulle sigarette elettroniche con l’obiettivo di trovare ulteriori fondi per la copertura della seconda rata Imu. In sintesi si vuole anticipare la data dell’omicidio premeditato di un intero settore, che negli ultimi 6 mesi ha visto un crollo del fatturato del 70% a causa del terrorismo mediatico rinfocolato da alcune lobby interessate a distruggere ogni tipo di novità”. E’ quanto scrive Massimiliano Mancini, presidente di Anafe (Associazione nazionale fumo elettronico) in una lettera aperta al ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni.

Massimiliano Mancini aggiunge :“Ricordiamo che la tassazione totale sul prodotto, gia’ decisa nel Decreto ‘Iva Lavoro’, ammonterà a circa l`80% del prezzo finale di vendita, il che vorrà dire la fine di un settore – in cui l’Italia e’ leader in Europa per esportazioni – con conseguenti mancate entrate fiscali per lo Stato, a cominciare dai 117 milioni di euro attesi ma esistenti solo sulla carta, come confermato dal servizio Bilancio del Senato e persino dalla nota tecnica al Decreto, piena di se e ma. Se poi si aggiunge la decisione di sottoporre il sistema alla burocrazia Aams e l’estensione del divieto di pubblicità dei marchi delle sigarette alle e-cig, diventa quantomeno incomprensibile pensare di ottenere fondi da un settore che nella pratica si sta distruggendo”. Inoltre, sottolinea  Mancini, “mentre si perdono 1,4 miliardi di entrate a causa del contrabbando di sigarette, esploso a seguito dell’ultimo aumento di Iva e accise, come confermato dal recente rapporto Nomisma. Un’evidente conferma che il punto piu’ alto della ‘curva di Laffer’ e’ stato superato, mentre ancora oggi si parla incredibilmente di aumentare le accise e non di tagliare le spese”.

Mancini cita l’ex presidente degli Stati Uniti, Ronald Reagan: “Se qualcosa si muove, tassala; se continua a muoversi, regolala; e se si ferma, sussidiala. Ecco, le preannunciamo che ci stiamo avviando già verso la terza fase, con almeno 3.000 persone che avranno probabilmente bisogno di sussidi, dato che già molti stanno perdendo lavoro e investimenti. Il nostro è un settore che nel 2012 ha realizzato un fatturato di circa 350 milioni di euro con l’apertura di circa 3.000 punti vendita e l’impiego di un totale di circa 4.000 persone (escluso l’indotto), ma che nel 2014 possiamo tranquillamente prevedere sarà ridotto a meno di un quarto. Di conseguenza siamo qui a preannunciarle che oltre al buco derivante dalle minori entrate previste per il 2014 (e ora, sembra, anche per il 2013), si aggiungeranno le mancate entrate da Iva, Ires, Irpef, contributi pensionistici, cedolare sugli affitti e dazi doganali che oggi i negozianti versano, ma che domani, un volta chiusi, non verseranno più”.

“Peccato”, conclude Mancini, “che al ministero dell’Economia nessuno si sia degnato di fare alcuna valutazione analitica di queste cifre, che renderanno quelle inserite nell’Iva e Lavoro e nel prossimo rinvio Imu semplicemente dei numeri su carta”.

Da dove arriva l’erba che si fuma in Italia?

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Sarebbero circa 500 piantagioni di marijuana con un raccolto da mille tonnellate che finisce in Italia e vale sul mercato al dettaglio 4,5 miliardi di euro. La Guardia di Finanza esplorando dall’alto l’Albania,  con un aereo P166DP1 del Comando Operativo Aeronavale, ha evidenziato il caso della città Lazarat, nella zona montana a sud del Paese, che da sola presenta 319 ettari di terreno coltivati a cannabis, il 90% del totale censito.

L’Hannibal Lecter turco!

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Dopo 26 anni di fumo e un padre morto di cancro  Ibrahim Yücel, 42enne turco ha deciso di smettere di fumare. Ha provato tutti i metodi convenzionali, ma nessuno lo ha dissuaso a smettere drasticamente. Così ha deciso di disintossicarsi usando un metodo alternativo: una gabbia di rame sulla faccia che gli impedisce di fumare. La gabbia, che lo fa assomigliare ad Hannibal Lecter, l’ha dovuta costruire lui stesso dopo che si era rivolto a diversi fabbri che si erano rifiutati ritenendo l’idea folle. I due mazzi di chiavi che aprono la gabbia sono nelle mani della moglie e della figlia… per il momento la terapia d’urto sta funzionando.

Al “No tabacco day” si protesta in stile Femen

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E’ la giornata mondiale senza tabacco, oggi, e, mentre si svolgeva un convegno dedicato all’Istituto superiore di sanità, sui gradini del palazzo tre ragazze dell’associazione Articolo 32 hanno scoperto il seno, mostrando così la scritta “Seno sano se non fumo”. Durante la protesta, sostenuta dall’Associazione dei consumatori per la tutela della salute, è anche stato distribuito un volantino per ricordare che “2,2 milioni di italiani vivono con diagnosi di tumore”, per la metà donne, di cui oltre 500mila con tumore al seno. Ancora, si legge che il fumo uccide una persona ogni 6 secondi e tra i 6 milioni di morti causati nel mondo dal fumo, 600mila vittime sono non fumatori. Le tre ragazze, Luna, Sara e Alessia, hanno ricordato anche che il fumo “fa male soprattutto alle donne in gravidanza. Quindi, se non volete uccidere i vostri bambini non fumate!”.

Ortensia, la nuova droga che dilaga in Germania

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La nuova droga si chiama ortensia. In Germania sono in aumento i casi di adolescenti che ricorrono proprio al fiore originario dell’Estremo Oriente per trovare una alternativa ad altre droghe. Infatti le fogli vengono raccolte, fatte seccare e poi fumate. In Baviera soprattutto l’utilizzo delle foglie di ortensia è popolarissimo tanto che vengono prese d’assalto le piante ornamentali che si trovano nei parchi e nei cimiteri.

“Quando vengono fumate le ortensie hanno effetti allucinogeni e euforizzanti – spiega Kurt Hostettmann, professore onorario di Farmacologia all’Università di Losanna e Ginevra – A seconda delle dosi, l’effetto assomiglia a quello indotto dal tetraidrocannabinolo, uno dei principi attivi della cannabis”.

L’utilizzo di questa pianta però può rivelarsi molto dannoso: “Fumare fiori e foglie delle ortensie ha degli effetti secondari nefasti per la salute – spiega ancora l’esperto – Problemi gastrointestinali, respiratori, accelerazione del ritmo cardiaco, stordimento. Ad alte dosi, le sostanze contenute nella pianta si trasformano in acido cianidrico, più conosciuto con il nome commerciale di Zyklon B, utilizzato dai nazisti nelle camere a gas dei campi di concentramento, che portano a una morte rapida, per soffocamento”.

  

EVACUATA LA “TERRAZZA DI ROMA” A FIUMICINO!

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Al Leonardo Da  Vinci, verso le 11,30, è stata evacuata la “Terrazza Roma”, la zona che racchiude alcuni negozi e punti ristoro al piano superiore del Terminal 3, dopo che una vasta coltre di fumo aveva invaso la zona. Il fumo ci ha messo diversi minuti dopo l’evacuazione a disperdersi nell’area e ha lasciato un forte odore di bruciato. Scattati immediatamente i controlli da parte dei Vigili del Fuoco per determinare la causa che ha portato all’evacuazione. Soprattutto i controlli si stanno concentrando nella area del ristorante e del bar, ma non viene esclusa neppure l’area esterna ai locali. I passeggeri nonostante il piccolo disagio non hanno subito nessun tipo di intossicazione e l’operatività dello scalo romano non è stata compromessa. Ora, lentamente, la situazione sta ritornando alla normalità.

 

Rogo in Germania: 7 morti tra cui 6 bambini!

tuttacronaca- incendio- palazzina- germania

Sono divampate le fiamme, nelle prime ore dell’alba, al primo piano di un palazzo nella città di Backang, vicino a Stoccarda. L’allarme è stato dato quando le fiamme sono state viste fuoriuscire dalla finestra e l’edificio era ormai avvolto da una coltre di fumo. Domare le fiamme nell’edificio non è stato semplice perchè lo stabile è un “labirinto” in cui vi sono anche due ristoranti, una fabbrica di cuoio e vari negozi. Centinaia di vigili del fuoco sono stati impegnati in questa operazione che ha richiesto diverse ore. La causa del rogo non è chiara, anche se probabilmente è stata innescata da una stufa a legna installata al primo piano. Non si esclude neppure l’ipotesi di un incendio doloso causato da odi razziali. Nell’edificio vivevano 13 persone e inizialmente ne mancavano 11 all’appello. Poi i vigili sono riusciti a raggiungere tre persone che si erano rifugiati sul terrazzo e altre 3 persone ferite che sono state immediatamente trasportate in ospedale. Al momento le vittime accertate sono 7 di cui 6 bambini, ma il bilancio non è definitivo.

 

Vedere oltre il fumo… ora è possibile!

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Visualizzare oggetti e figure umane in movimento, nascosti da un “muro” di fumo e fiamme diventa possibile grazie a una tecnica sviluppata nell’ambito di ricerche svolte presso l’Istituto Nazionale di Ottica (Ino-Cnr) di Firenze e Napoli. Pubblicata sulla rivista specializzata Optics Express. La ricerca ha catalizzato l’attenzione della comunità scientifica internazionale per le possibili applicazioni a supporto degli operatori che si trovino ad agire in scenari di emergenza: soccorritori, in particolare, e vigili del fuoco.

 “L’olografia digitale – spiega Eugenio Pugliese, uno dei ricercatori fiorentini coinvolti nel progetto – permette di ricostruire numericamente l’immagine di un oggetto a partire da una figura d’interferenza, detta ologramma, registrata su un supporto digitale con l’impiego di un fascio laser. Mentre con un fascio laser visibile questa tecnica permette di ottenere ologrammi di oggetti di piccole dimensioni, l’utilizzo di un laser nell’infrarosso rende possibile la visualizzazione di oggetti a dimensione umana in movimento”. Insomma, un occhio digitale in grado di vedere dove nessuno strumento è arrivato finora, e di distinguere dettagli in grado di salvare vite.
“Poichè in olografia digitale non si utilizzano lenti per la messa a fuoco, è possibile registrare ologrammi di oggetti posti dietro le fiamme senza che queste saturino il sensore, accecandolo”, prosegue Pugliese. Che spiega: “Come è noto con le normali termocamere è possibile vedere attraverso spesse coltri di fumo, anche in condizioni di buio totale, ma non è possibile individuare oggetti nascosti dietro un muro di fiamme poichè l’immagine del fuoco, creata dall’obiettivo sul sensore, lo satura rendendolo incapace di rivelare cosa c’è dietro”.

Il volo infernale con atterraggio alle Azzorre! A bordo anche italiani.

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Atterraggio di emergenza alle Azzorre, ieri pomeriggio, per un volo Lufthansa partito da Città del Messico e diretto a Francoforte. A bordo dell’aereo anche diversi italiani, come riferisce uno di loro che ha dato la notizia all’agenzia Ansa. I passeggeri, che fortunatamente non hanno subito conseguenze sono ancora bloccati alle Azzorre, come racconta la stessa fonte. “Partiti con 5 ore di ritardo per problemi tecnici a metà del volo si sono spente tutte le luci ed il comandante ha annunciato l’atterraggio di emergenza per fumo in cabina”, spiega.

“Abbiamo vissuto momenti di tensione quando, a metà del volo nel mezzo dell’Atlantico, si sono spente tutte le luci a bordo e dopo qualche istante il comandante dell’aereo – il Lufthansa LH499 – ci ha comunicato l’atterraggio di emergenza per problemi di fumo in cabina”, spiega un passeggero italiano raccontando l’accaduto.
Atterraggio avvenuto alla Azzore “dove siamo stati sistemati in alcuni hotel ma senza informazioni: siamo bloccati qui da ieri sera senza aver nessun tipo di indicazione su quando e con che volo potremo ripartire”, aggiunge sottolineando di non essere finora riuscito a mettersi in contatto con la compagnia tedesca ma di essere stato comunque contattato dal personale dell’Ambasciata italiana a Lisbona.

“Eravamo partiti da Città del Messico con quasi cinque ore di ritardo l’altro ieri notte”, continua il racconto spiegando che il ritardo era stato causato da problemi tecnici: “Prima -continua il testimone- ci avevano detto che c’era un problema ad un freno, poi un altro ad un portellone. E a causa di quest’ultimo che ha messo fuori uso una delle uscite di sicurezza, ci è stato comunicato che 8 file di sedili dovevano rimanere vuote, lasciando a terra 50 passeggeri”.

Dopo il decollo e a circa metà del viaggio che doveva portare i passeggeri a Francoforte, l’annuncio del fumo in cabina e la decisione di ‘scendere’ alle Azzorre dove il Boeing 747 è atterrato allo scalo di Lajes, nell’isola di Terceira.

Incendio alla clinica di Juan Carlos!

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Un incendio si è sviluppato questa mattina nella clinica madrilena de La Milagrosa, dove è ricoverato il re Juan Carlos dopo l’intervento all’ernia del disco al quale è stato sottoposto domenica. Le fiamme, secondo fonti dei vigili del fuoco, sarebbero state causate dall’esplosione di una bombola di ossigeno al piano interrato. Il re è rimasto nell’ospedale, informano fonti della Casa Reale, che con la polizia ha valutato la possibilità di trasferire Juan Carlos in un altra struttura.

Le fiamme hanno causato cinque feriti lievi per inalazioni. A causa della densa colonna di fumo provocata dall’incendio, la direzione sanitaria ha valutato la possibile evacuazione dei pazienti, realizzata solo in parte. L’incendio, sulle cui cause sono in corso accertamenti, è stato domato rapidamente da numerose squadre dei vigili del fuoco accorse sul posto. Il deposito dell’ossigeno è rimasto distrutto. La clinica resta circondata da un cordone di polizia.

“Napoli è sotto attacco”, così De Magistris. Fondi dall’Ue?

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Sotto attacco o meglio sotto ricatto! Nelle mani della criminalità che spaventa, in mano di quella criminalità a cui sono stati rotti determinati equilibri, in mano di quelle cosche che minano il cuore di una città per affermarsi a livello nazionale. Non è solo Napoli sotto attacco, è il Paese che viene ricattato.

Con la Città della scienza di Napoli va in cenere non solo quella che l’Eurispes ha riconosciuto nel 2010 come una delle cento eccellenze italiane, ma anche un’idea che si proponeva come un vero e proprio modello per la società della conoscenza. Un’idea diventata una realtà che negli anni ha avuto l’apprezzamento di tanti: è stata insignita nel 2005 del titolo di miglior museo scientifico europeo, premiata dall’Unione europea nel 2006 col Premio Descartes per la comunicazione scientifica e nel 2007 come migliore incubatore di nuova impresa. Il fronte del fuoco che, col passare delle ore si pensa sempre più di origine dolosa e che si è esteso per oltre un centinaio di metri, è stato spento da decine di pompieri dopo ore di lavoro. Città della scienza era stata realizzata nell’area ex Italsider negli anni Novanta, su iniziativa di Vittorio Silvestrini e per volontà di Antonio Bassolino, sul modello de La Villette di Parigi. Era il volto migliore della nuova Bagnoli e il più grande attrattore di  turismo scientifico del nostro paese: un luogo di incontro per insegnanti, studenti, famiglie, i bambini, tanti che amano l’avventura scientifica e hanno sete di conoscenza. Il progetto iniziale della Città della scienza, visitata ogni anno da circa 350mila persone, era stato avanzato agli inizi degli anni Novanta. Il 23 novembre del 2001, poi, l’inaugurazione del museo interattivo vero e proprio. Il polo scientifico era stato realizzato nel quartiere Bagnoli, l’ ex area industriale che ha ospitato per decenni l’Italsider. La struttura era ospitata in gran parte nella più antica fabbrica della zona, la ex vetreria LeFevre, i cui ex padiglioni industriali risalgono ai primi dell’ottocento e sono stati restituiti all’antico splendore da una fine operazione di restauro, tornando in vita per dare l’input al progetto di recupero dell’area.

Dopo una fase di sperimentazione cominciata nel 1987 con programmi di attività temporanee da un’idea di Vittorio Silvestrini, nacque la prima edizione di Futuro Remoto, che si svolse alla Mostra d’Oltremare. A seguito del grande successo riscosso dall’89 al ‘92, che si svolse all’Osservatorio astronomico di Capodimonte, fu costituita e riconosciuta la Fondazione Idis. Nell’operazione, Silvestrini coinvolse Vincenzo Lipardi, giovanissimo laureato in filosofia, socio di una cooperativa editoriale, la Cuen, attiva nelle pubblicazioni per il Politecnico. La vicinanza agli aspetti politici e sociali della grande crisi industriale che si stava consumando in quegli anni negli stabilimenti dell’ Italsider di Bagnoli portò Silvestrini e Lipardi a immaginare fin dall’inizio la realizzazione di un vero e proprio Science Centre nell’area, favorendo la riconversione della zona in un polo high-tech che arginasse al tempo stesso l’emorragia di posti di lavoro nello storico quartiere operaio. L’Italsider, la grande fabbrica siderurgica che alla fine degli anni Ottanta era ancora attiva ma che di lì a poco sarebbe stata chiusa. L’obiettivo di Silvestrini era ridare un progetto alla quinta città industriale e alla prima città deindustrializzata d’Italia: Napoli. Era giunto il momento, in quegli anni, di dare un nuovo modello produttivo alla città, fondato sulla conoscenza, un modello che dovesse appartenere a tutti e che per tutti dovesse essere un’opportunità.

L’assunto su cui si basava il ragionamento dello scienziato partiva dalla convinzione che la principale materia prima dello sviluppo fosse il sapere scientifico.

Ora è bruciato non solo un polo scientifico, ma l’idea stessa che vi era dietro. Sono andate  in cenere le esposizioni storiche come Futuro Remoto, l’ Officina dei piccoli, grande spazio dedicato ai bambini, il Planetario e tanti altri progetti. Praticamente l’intero centro, a eccezione del Teatro delle Nuvole, un corpo separato che ospitava rappresentazioni che coniugavano teatro e scienza.

L’Ue ha appena fatto sapere che prenderà in considerazione l’idea di cofinanziare la ricostruzione… Se ci fosse davvero un’Unione Europea, una cooperazione fra popoli che mirano a un obiettivo comune che dovrebbe essere quello del benessere dei cittadini senza distinzione, di razza, religione, sesso… allora ci doveva già essere una riunione straordinaria e stanziare un fondo di ricostruzione. MA L’UNIONE EUROPEA E’ SOLO UN OLIGARCHIA TESA A SOTTOMETTERE I PAESI IN DIFFICOLTA’ E A SPECULARE SULLE POPOLAZIONI STRANGOLATE DAI GOVERNI!

Stop al fumo elettronico nei locali pubblici! Il fumo è fumo.

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Celle per non fumatori! Adesso è un giudice a sancirlo.

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“Thank you for no smoking” anche in Italia!

San Lazzaro di Savena, alle porte di Bologna, vieta il fumo nelle aree verdi, nei parchi giochi comunali, nei cortili delle scuole, ma anche tra i tavolini di bar e ristoranti all’aperto, alle fermate dei bus. Inizia da qui la battaglia anti-fumo anche in luoghi aperti made in Italy.

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Il fumo uccide! Uomo muore asfissiato dalla sigaretta caduta sul materasso.

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Sale il numero delle case distrutte a Queens: 80 abitazioni andate in fumo!

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