Lavori in corso sulla statua del Cristo Redentore

cristo-redentore-tuttacronacaLa statua del Cristo Redentore, simbolo di Rio de Janeiro e del Brasile, è stata danneggiata da due violente tempeste, la seconda delle quali, il 14 gennaio, ne ha scheggiato il pollice destro mentre in precedenza era stato danneggiato il dito medio. Ora gli operai sono già a lavoro a 710 metri d’altezza, sulla sommità del Corcovado, per restaurare la mano della statua. Secondo i funzionari, ci vorranno almeno quattro mesi per riparare i danni e il progetto prevede l’installazione di più parafulmini per preservare la statua nel futuro.

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Lava e fulmini: gli impressionanti scatti del vulcano Cordòn Caulle

eruzione-cile-tuttacronacaIncredibile spettacolo della natura in Cile, al Puyehue National Park, dove durante un’eruzione del vulcano Cordòn Caulle si è scatenato un temporale regalando degli incredibili effetti sulle vette prontamente catturati dal fotografo Francisco Negroni:

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Spettacolo in cielo: i fulmini che illuminano il Cristo Redentore

cristo-redentore-tuttacronacaSpettacolare e inquietante. E’ questo lo show offerto dalla natura in Brasile dove, mentre imperversava il maltempo, dei lampi temporaleschi hanno squarciato il cielo offrendo spettacolari giochi di luce che hanno circondato la statua simbolo della città carioca sul Corcovado, il Cristo Redentore.

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E se lo smartphone andasse… a fulmini? L’esperimento della Nokia

E se uno smartphone si ricaricasse grazie all’energia elettrica dei fulminu? Il progetto è di Nokia, realizzato in merito a consumi e risparmi energetici. Un originale esperimento è stato condotto sul nuovo Lumia dallo scienziato Neil Palmer del Tony Davies High Voltage Laboratory della britannica Università di Southampton che spiega “abbiamo inviato oltre 200.000 V attraverso uno spinterometro di 300 mm, generando calore e luce simili a quelli di un fulmine. Il segnale è stato poi trasferito a un secondo trasformatore di controllo, permettendoci di ricaricare il dispositivo”. Nel corso dell’esperimento “riuscito”, stando a quanto ha detto il professor Palmer, il circuito Nokia ha risposto al segnale ed è riuscito a stabilizzarlo. Ovviamente al momento è solo un progetto e la strada che conduce alla sua realizzazione è lunga, ma potrebbe rivelarsi rivoluzionario qualora si riuscisse a mettere a punto.

L’ondata di maltempo che sta mettendo in ginocchio Sardegna e Sicilia

playa-catania-maltempo-tuttacronacaNon si placa l’ondata di maltempo che sta interessando, da ieri sera, Sardegna, Sicilia e Calabria. La Protezione Civile ha emesso un nuovo avviso di condizioni meteorologiche avverse che prevede nuove precipitazioni a prevalente carattere di rovescio o temporale, accompagnate da grandinate, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento. Oggi, nel cagliaritano, il maltempo ha provocato disagi alla popolazione con un improvviso temporale, durato 15 minuti, caratterizzato da pioggia intensa, tuoni e fulmini. Sono state decine le chiamate ai vigili del fuoco e alla Polizia municipale anche a causa degli allagamenti che si sono registrati a Cagliari e nel suo hinterland ma anche in altri Comuni dell’isola, in particolare nel Sulcis Iglesiente. Al momento alcune strade sono impraticabili. La zona dove sono stati registrati i maggiori disagi è quella di Pirri, al confine con il Comune di Monserrato. Sott’acqua la zona di via Cabras con i cittadini piazzati davanti agli ingressi delle case per spazzare via l’acqua nel tentativo di non farla entrare negli appartamenti. E ancora, la strada che conduce verso la metroferrovia è parzialmente chiusa al traffico mentre si sono allagate Via del Redentore e via Dolianova. Problemi anche in città ed in particolare in via Eleonora d’Arborea, viale Poetto, piazza Sant’Avendrace e viale Trieste, tutte allegate. Acqua alta sia all’esterno che all’interno del centro commerciale Le Vele a Quartucciu. L’acqua ha allegato sia i corridoi dei negozi che il supermercato Carrefour, con clienti costretti a camminare scalzi. Allagamenti anche a Quartu Sant’Elena. Allegamenti sono stati registrati a Carbonia, Carloforte, Decimomannu e Calasetta. A Montresta, tra Bosa e Sassari, dove sono caduti 56 millimetri di pioggia mentre altrove, secondo i dati della Protezione civile, in 15-20 minuti sono caduti circa 20 millimetri d’acqua.
Ma il maltempo ha colpito, fin da ieri, anche la Sicilia dove i maggiori disagi si sono riscontrati a Palermo, Messina, Catania e Siracusa, che dopo l’alluvione lampo della scorsa settimana, è stata interessata da un nuovo nubifragio che ha scaricato circa 80 millimetri di pioggia in poche ore.

Nuova allerta meteo: temporali su Sicilia e Sardegna

allerta-meteo-temporaliTorna il maltempo e a farne le spese saranno le nostre isole. La Protezione civile ha emesso un avviso di avverse condizioni meteo che interesseranno, a partire dal pomeriggio di oggi, Sardegna e Sicilia. I temporali, che localmente avranno carattere molto intenso, si estenderanno domani anche alla Calabria e saranno accompagnati da grandinate, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento.

Flash storm a Nuoro, fulmine colpisce le balle di fieno e genera incendio

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Un flash storm che si abbatte improvvisamente su Nuoro, con temporali e fulmini che hanno interessato in particolare la zona di Villanova Strisaili nell’alta Ogliastra. Un fulmine, durante la tromba d’aria, poi è caduto su una stalla dove erano  custodite varie balle di fieno che hanno preso fuoco provocando un vasto incendio che ha interessato l’intera azienda agricola. Morti anche 5 capi bovini che sono rimasti intrappolati all’interno. Nonostante l’intervento dei vigili del fuoco, l’incendio è stato domato solo nelle prime ore di oggi. Gravi i danni subiti dai capannoni. Nella stessa zona il temporale ha causato allagamenti, black out, l’incendio di alberi e forti disagi alla popolazione.

 

Fulmini a raffica in Veneto: in fiamme un tetto e una centralina Enel

maltempo-venezia-treviso-tuttacronacaAnche il Nordest della nostra penisola è stato colpito dalla perturbazione atlantica che sta flagellando l’Italia, con rovesci intensi e violenti in particolar modo nel Veneziano e nel Trevigiano, le uniche province che hanno subito danni di rilievo. I problemi sono stati creati anche dall’intensa attività elettrica: i fulmini hanno provocato danni anche ingenti a Borso del Grappa, nella Marca, e a Pra Maggiore, nel Portoguarese. Lavoro intenso per i vigili del fuoco, impegnati a spegnere i roghi e mettere in sicurezza le zone colpite. A Borso del Grappa, in provincia di Treviso, oltre ad allagamenti e rami caduti, i pompieri hanno avuto a che fare con una fuga di gas causata da un fulmine che ha colpito un contatore Enel vicino ad un bombolone di Gpl che è stato danneggiato dalla scarica elettrica. Inevitabile la fiammata. I vigili, giunti sul posto a mezzanotte e 15 minuti, hanno cercato di capire come intervenire e alla fine sono riusciti ad intercettare e chiudere il tubo di alimentazione del gas. Ingenti danni anche nel Veneziano: i vigili del fuoco sono stati impegnati dalle sei di mattina fino alle dieci circa per un fulmine che si è abbattuto sul tetto di un’abitazione di nuova generazione a Pra Maggiore, nel Portogruarese: guaine, materiali isolanti di facile combustione, non hanno certo facilitato il lavoro dei pompieri. Il tetto si è incendiato ed è stato necessario rimuovere tutto il materiale per riuscire a mettere in sicurezza la casa.

Panico in Giappone, fulmine su treno

fulmine-giappone-tuttacronacaImmagini agghiaccianti. Un treno viene centrato in pieno da un fulmine in Giappone ed è immediato black out a bordo del convoglio. Tra spavento e sgomento, ci si accorge che fortunatamente non ci sono né vittime né feriti. Tutto merito dei sistemi di sicurezza installati sulle carrozze.

LO SCANDALO DEGLI F35… NON HANNO VISIBILITA’ POSTERIORE!!!

f35- fallimento-progetto-italia-crisi economica-tuttacronaca

Per il cacciabombardiere F-35 potrebbe essere la mazzata definitiva. C’è un nuovo rapporto del Pentagono secondo cui il jet da combattimento che dovrebbe equipaggiare anche l’Aeronautica italiana non funziona, e stavolta la bocciatura americana è più pesante di quella di qualche settimana fa, perché riguarda difetti strutturali e non problemi ordinari, di quelli che normalmente si scoprono e si risolvono nella fase di sviluppo di qualunque macchina. La critica all’F-35 è così radicale che il nuovo caccia viene definito per diversi aspetti peggiore dei velivoli più vecchi di decenni, che è destinato a sostituire.

L’F-35 viene prodotto dall’americana Lockheed Martin ma, come ormai è d’uso, lo si fabbrica nell’ambito di un’ampia collaborazione internazionale, che coinvolge anche l’Italia nello stabilimento di Cameri, in provincia di Novara. Ne esistono varie versioni, in particolare a decollo corto o verticale, pensate soprattutto per le portaerei, e a decollo normale per l’impiego da basi terrestri. Finora, i rapporti critici del Dipartimento della Difesa americano avevano coinvolto solo le varianti del primo tipo, mentre l’ultimo dossier le mette sotto accusa tutte.

La questione che aveva fatto rumore qualche tempo fa era la vulnerabilità dell’F-35 ai fulmini. Si era obiettato che il difetto c’è ma si può risolvere. Il nuovo rapporto invece cita, fra nuovi problemi, alcuni impossibili da eliminare, e in particolare la visibilità posteriore che risulta pessima e sarebbe molto penalizzante in un combattimento aereo. E non si dica che il problema non esiste, perché il pilota del terzo millennio non vede con gli occhi ma con gli strumenti elettronici: sull’F-35, dice il rapporto, fanno cilecca anche quelli, perché il display nel casco di volo non fornisce un orizzonte artificiale analogo a quello reale, a volte l’immagine è troppo scura o scompare, e il radar in alcuni voli di collaudo si è mostrato incapace di avvistare e inquadrare bersagli, o addirittura si è spento.

La tragica considerazione finale di questo rapporto del Pentagono è che in un futuro duello aereo l’F-35 verrebbe abbattuto dai vecchi caccia americani F-15, f-16 e F-18, che volano da 30 o 40 anni, dal pan-europeo Typhoon e dal Sukhoi 30 russo e dal J-10 cinese.

Ma non finisce qui perchè è stato riscontrato anche il problema della manutenzione che risulta troppo laborioso e limita l’efficienza operativa. Inoltre l’affidabilità tecnica generale lascia a desiderare e il dispositivo di carica delle batterie tende a non funzionare quando fa freddo, e, tanto per gradire, viene confermata la vulnerabilità dell’aereo ai fulmini.

E l’Italia ha investito 16 miliari di euro per la sola acquisizione, quindi a questa somma poi dovranno essere aggiunti i costi di gestione e manutenzione, più gli eventuali (che eventuali poi non sembrano data l’analisi del Pentagono) costi in caso di problemi tecnici e guasti.

ERA UNA SPESA INDISPENSABILE IN TEMPO DI CRISI ECONOMICA? CHI CI HA MANGIATO? CHI CI DOVRA’ MANGIARE? CHI CI DOVRA’ MORIRE SU QUESTI APPARECCHI CHE NON SONO SICURI E NEPPURE EFFICIENTI? POI PIANGEREMO I MORTI CHE SI POTEVANO EVITARE?

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