La donna misteriosa della Feltrinelli: ecco chi è!

giuliana-feltrinelli-tuttacronacaE’ il Gazzettino che ha dato un nome all’anziana che ogni pomeriggio, da dieci anni, cerca rifugio nella Feltrinelli di Padova, sfoglia alcuni libri, poi dorme per un po’ su uno dei divani a disposizione dei clienti. Si chiama Giuliana e viene descritta con un rosso in testa, capelli ordinati a incorniciarle il volto da ultrasessantenne, gonna a fiori, scarpe comode, un giaccone beige con i risvolti grigio scuro, si aiuta a camminare con un bastone. Lei stessa racconta: “Ho il diploma magistrale, mi piace leggere, sì, adoro la matematica soprattutto. Ma sono qui per dormire un po’”. Verso le due la donna entra, riconosciuta dai dipendenti per i quali ormai è “di casa”, si osserva un po’ attorno e carezza con lo sguardo i volumi esposti, passando tra grandi classici, letteratura, poesia e teatro e si lascia rapire dai titoli dei racconti per ragazzi, . Quindi raggiunge la scala che conduce al piano ammezzato, dove si trovano due divani scuri su uno dei quali prende posto. “Arrivo in autobus, qualche volta in tram”, dice. “Tutti i giorni sì, tranne le domeniche e le feste. Oggi è sabato sì, certo, anche il sabato. Domani no, domenica non vengo”. Perchè ha scelto questo luogo? “Ah, io giro tutto il giorno per la città. Esco di casa la mattina presto, abito nella prima periferia di Padova. Cammino un po’, poi prendo i mezzi pubblici. Il centro, le piazze, la spesa, la farmacia. Questa è una tappa obbligata. È un posto bellissimo, accogliente, tranquillo. C’è la musica. Si sta davvero bene”. E ancora: “Un’insegnante? No, non lo sono. Anche se ho studiato alle magistrali ho fatto per tanti anni l’impiegata. Poi sono andata in pensione e ho cominciato a trascorrere le mie giornate così, tra la città e la libreria. Un pisolino qua, su questa poltrona, due orette per riposarmi. Poi riprendo il bus e torno a casa. La sera mi piace guardare la tv, lo show di Carlo Conti. Lo vede lei quel gioco in cui la gente deve dire le tabelline a memoria? Ecco, mi fa tanto ridere osservare che ormai le persone non sanno più fare neppure i conti più banali. Io sono appassionata di matematica, sì, ogni tanto vengo qui per leggere, la cultura è importante sa, altrimenti dove andiamo senza libri, senza cultura? Ma scusi è tardi, è ora di dormire”. Giuliana termina il breve racconto della sua giornata e quindi chiude gli occhi. A proteggere i suoi sogni, quelle migliaia di pagine, tutte quelle storie, tutte quelle nozioni che fanno grande l’animo umano. Perchè se non in questi mondi, dove cercare rifugio?

Le banche ormai servono solo per tenere in vita gli Stati?

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Il dubbio è amletico e tragico come solo un dramma shakespeariano può essere. Torvo e nero si affaccia lo spettro di un rapporto di Fitch, anticipato dal Financial Times, che non lascerebbe dubbi: le 16 maggiori banche Ue riducono il credito alle imprese, ma sostengono il debito sovrano. Fra il 2011 e il 2012 risulterebbe infatti un calo del 9% nei confronti del credito d’impresa mentre ci sarebbe stato un incremento del 26% quello a sostegno del debito pubblico degli Stati.

Che Tempo Che Fa per Baglioni?

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A dieci anni di distanza pubblica “Con Voi”, un progetto musicale nato su internet, nutritosi del rapporto diretto con i suoi fans e realizzato attraverso un viaggio tra iTunes e il suo blog. Ora una tappa fondamentale di questo tour virtuale approda in tv da Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa dove questa sera Claudio Baglioni si è esibito portando in studio due brani tratti dall’ultimo album!

Verso il #BoicottPomì?

pomì1-tuttacronacaLa Pomì, nota azienda di conserve di pomodoro, ha lanciato la sua nuova campagna pubblicitaria. E subito dalla rete si sono alzate innumerevoli proteste, principalmente dagli utenti del sud che si sentono chiamati in causa. L’immagine scelta, infatti, è quella dello Stivale con un pomodoro in bella mostra all’altezza della Pianura Padana acocmpagnata dalla scritta “Solo da qui. Solo Pomì”.  L’azienda spiega in una nota: “Gli stabilimenti di confezionamento sono situati tra la provincia di Cremona e di Parma e le aziende Agricole sono limitrofe agli stabilimenti con una distanza media di 42 km. Il 95% percento del nostro pomodoro è coltivato tra la Lombardia e l’Emilia Romagna; il restante nelle due regioni limitrofe”. Si legge quindi: “I recenti scandali di carattere etico/ambientale che coinvolgono produttori ed operatori nel mondo dell’industria conserviera stanno muovendo l’opinione pubblica, generando disorientamento nei consumatori verso questa categoria merceologica. Il Consorzio Casalasco del Pomodoro e il brand Pomì sono da sempre contrari e totalmente estranei a pratiche simili, privilegiando una comunicazione chiara e diretta con il consumatore. Per questo motivo l’azienda comunicherà sui principali quotidiani nazionali e locali, ribadendo i suoi valori e la sua posizione in questa vicenda. Si tratta di un atto dovuto non soltanto nei confronti dei consumatori, ma anche nel rispetto delle aziende agricole socie, del personale dipendente e di tuti gli stakeholders che da sempre collaborano per ottenere la massima qualità nel rispetto delle persone e dell’ambiente”. In rete già si parla di boicottaggio dei prodotti e arrivano le prime offese di chi per primo si sente toccato da questa pubblicità che vuole rassicurare i consumatori a discapito dei prodotti coltivati nella Terra dei Fuochi. Gli effetti dei rifiuti tossici vengono così a ripercuotersi nelle battaglie commerciali del nostro Paese.
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Tentato omicidio in una disco romana, fermato un 17enne

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Un urto, una spallata probabilmente involontaria in una discoteca super affollata come era il Qube di Portonaccio la notte scorsa ed ecco che si innesca la violenza. Complice forse uno sguardo di troppo, volano le parole e poi i pugni fino ad arrivare alla coltellata sferrata con un coltellino estratto dalla tasca. Un fendente che ha perforato un polmone a un 20enne. Il colpo è stato sferrato invece da un minorenne subito identificato e trovato dalla polizia, mentre stava ripulendo l’arma. Il 17enne è stato arrestato per tentato omicidio, mentre il 20enne è stato operato, ma non sarebbe in pericolo di vita.

 

Mistero a Varese, cadavere di una donna recuperato in un dirupo

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Tra giallo e mistero il cadavere che oggi è stato recuperato dai Vigili del fuoco e dalla polizia sul fondo di un dirupo del Campo dei fiori, a Varese. Il corpo, probabilmente di una donna di 30 anni non presentava segni di violenza si è quindi ipotizzato un incidente o un suicidio. L’allarme era stato dato da alcuni escursionisti che avevano notato il cadavere nel crepaccio. 

 

Il Toro imbriglia la Roma!

roma-torino-tuttacronacaAllo stadio Olimpico di Torino va in scena uno dei due posticipi dell’11a giornata di campionato, quello che vede schierati i granata contro quella che sembra l’inarrestabile Roma di Garcia. Dal punto di vista privilegiato di Capolista, i giallorossi non possono però smettere di guardari alle spalle, con Juve e Napoli a -2 prima del calcio d’inizio. Del resto la squadra ha siglato il record di 10 vittorie in 10 partite e non c’è da dubitare che voglia continuare la serie positiva. Da parte sua il Torino ha conquistato appena 3 punti nelle ultime quattro giornate, nelle quali ha comunque dimostrato buone qualità offensive segnando 8 gol e subendone 10. Ventura per l’occasione cambia modulo e schiera un 4-2-4 che vede in campo Padelli; Darmian, Glik, Moretti, D’Ambrosio; Gazzi, Basha; Cerci, Barreto, Meggiorini, El Kaddouri. Risponde Garcia con il 4-3-3 composto da De Sanctis; Maicon, Benatia, Burdisso, Balzaretti; Bradley, De Rossi, Strootman; Pjanic, Borriello, Florenzi.

roma-toroRitmi bassi all’avvio della partita con la Roma stabilmente nella metà campo granata. Per un primo tentativo in porta bisogna attendere il 10′, quando De Rossi ci prova ma non riesce ad inquadrare lo specchio. Dopo cinque minuti ci prova il Toro, ma Burdisso chiude in angolo su un passaggio in verticale di Cerci per Darmian. Al 18′ Banti lascia correre un fallo di mano volontario di Balzaretti, mentre subito dopo El Kaddouri tenta il tiro ma la sfera passa di poco alta sopra la traversa. Al 21′ buona azione della Roma, interrotta da un fallo di Borriello su Darmian. Al 25′ è Florenzi a sfiorare il gol, con un tiro di poco alto mentre al minuto successivo arriva il primo giallo dell’incontro: gioco pericoloso di Benatia su Barreto. La situazione si sblocca al 28′ quando Strootman riceve un assist di Pjanic e insacca. 0-1!

La Roma continua a gestire il gioco quando al 34′ si fa pericoloso Cerci con un cross che gli attaccanti non sfruttano lasciando sfumare una buona occasione. Subito dopo punizione per i granata: batte Cerci che sfiora la traversa. Dopo alcuni tentativi da parte di entrambe le formazioni, al 41′ è ancora Cerci a farsi pericoloso da fuori area: De Sanctis devia in calcio d’angolo. Due minuti più tardi è Balzaretti che lo atterra al limite dell’area per fermarne l’azione. Il primo tempo termina con la Roma in vantaggio: nessun minuto di recupero.

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Alla ripresa, il trend in campo non cambia: Roma all’attacco e Toro che attende l’occasione per ripartire in contropiede. Dopo appena 5 minuti, i padroni di casa protestano su un presunto tocco di mano di Balzaretti che l’arbitro lascia correre: c’era, ma alla moviola non sembra volontario. Altri tre minuti e ammonizione per Bradley falloso al limite su D’Ambrosio. All’11’ pericoloso il Torino: calcia superbamente Meggiorini e De Sanctis deve compiere un miracolo per difendere la sua porta. Due minuti ancora e arriva il primo cambio per Ventura: fuori Barreto e dentro Immobile. Il Torino continua a non demordere e la costanza viene premiata: al 18′ va in rete l’immancabile Cerci: piatto sinistro sotto misura del numero 11 granata su assist di Meggiorini! 1-1!

Dopo pochi minuti Garcia opta per il primo cambio: fuori Borriello e dentro Ljajic: poco dopo farà uscire anche Benatia sostituendolo con Marquinho Al 27′ si registra un contatto sospetto nell’area di rigore dei padroni di casa per una scivolata di Darmian su Pjanic: penalty per i giallorossi: la barriera ferma la battuta di Strootman. Al 31′ Maicon subisce una leggera spinta da parte di Bellomo sul limite ma l’arbitro lascia correre. Due minuti e giallo per D’Ambrosio: fallo su Pjanic a metà campo. Bisogna attendere il 40′ per una nuova azione pericolosa: cross di Maicon che Marquinho però non riesce a indirizzare verso lo specchio di Padelli. A 4 minuti dal termine Moretti falloso su Ljaljic: punizione per i giallorossi battuta dallo stesso giocatore. Padelli salva i suoi pali! Cartellino giallo per Basha e subito dopo ultimo cambio per Garcia che non ci sta al pareggio: fuori Florenzi e dentro Dodò. Al 45′ cambio anche tra le fila granata: Ventura richiama in panchina il migliore in campo, Cerci, e lo sostituisce con Maksimovic. Nei quattro minuti di recupero concessi la Roma continua a mirare alla porta ma deve fare i conti con i difensori del Toro che continuano a spazzare via la palla. Al 3′ Maicon viene ammonito per un fallo inesistente su D’Ambrosio: non è la prima decisione incomprensibile di Banti del match. Quando arriva il triplo fischio, il Toro può esultare: è stata la prima squadra in grado di rallentare i lanciatissimi giallorossi!

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Marrazzo e la sua versione…

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A Domenica In Piero Marrazzo vuole parlare dello scandalo che lo portò alle dimissioni da Governatore della Regio Lazio cercando di chiarire la sua posizione ora che il suo ritorno sugli schermi della televisione pubblica è imminente: “Ho sbagliato a tal punto nella mia vita privata che in termini proprio di errore la questione era nei confronti di mia moglie, delle mie figlie e di chi mi voleva bene. E questo rimane. Non sono mai stato indagato per nessun fatto nelle vicende che avete ascoltato e questa per me non è un’assoluzione perché io quell’errore me lo sono preso e mi sono dimesso. C’è stata però una sovrapposizione che purtroppo è rimasta. Mi credevano a capo dell’istituzione pure quando già non lo ero più. Ho riconsegnato le chiavi ai cittadini che me le avevano affidate cinque anni prima. Non ho procedimenti penali per la mia gestione della Regione”.

Profilo pubblico ben distinto dunque da quello privato secondo le parole del presentatore “Non ho mai voluto e non vestirò mai i panni della vittima, non posso nascondermi dietro cose che non c’erano. Non c’era lo stress, se ne sarebbero accorti quanti mi stavano vicino. Sono andato a Montecassino a cercare di capire perché un uomo di successo faccia una cosa senza significato quando ci sono significati più profondi come una famiglia. L’errore più grave è stato mentire alla mia compagna”.
Marrazzo si rivolge al pubblico, perché provi a immedesimarsi e parla della serenità delle sue figlie. “La più piccola, dodici anni, mi ha detto: Non devi chiedere scusa a me, ma a mamma. L’altra: Papà la tua vita non è solo uno scandalo, la vita è tutte le cose che hai fatto”.
Stare attenti, allora, è l’appello di Marrazzo: “Se non stiamo attenti a dire ai nostri figli che chi sbaglia non può più lavorare, stiamo dicendo ai nostri figli che quando prendono un cattivo voto è finita a scuola, quando sbagliano con un amico è finita. Questo è il punto d’incontro tra il credente e il non credente”.
L’ex-governatore invita anche i colleghi Rai a stare attenti alle parole, poi parla della suo ritorno sulla rete. “Ho un contratto di lavoro come tutti”. Marrazzo sarà il conduttore della trasmissione “Razza Umana”, su Raidue, da metà novembre, che proporrà documentari italiani e stranieri. “Il titolo prende spunto dalla risposta di Einstein alla domanda ‘Lei in quale razza crede?’. ‘Razza umana’ me la sento addosso perché vuole dire attenzione: di uomo ce n’è uno, non lo si divide per colore, per credo religioso, ma lo si deve giudicare a tutto tondo. Poi ci sono le diversità e le vai ad affrontare”.

Questa la versione di Marrazzo.

Si paga pegno dopo il ponte di Ognissanti: code in autostrada

code_autostrada-tuttacronacaFin dal tardo pomeriggio di oggi si sono iniziati a registrare code e rallentamenti un po’ ovunque a causa degli automobilisti che rientrano dal Ponte di Ognissanti. E’ la A1 tra Valdarno e Firenze nord in direzione Bologna a far registrare la situazione peggiore, con 25 km di coda. Ma non solo, dal primo pomeriggio la circolazione è aumentata nell’intero tratto ciociaro dell’Autosole per il rientro dalle località del sud. Sulla A3 Salerno-Reggio Calabria traffico intenso a Gioia Tauro (Km. 394,6) in entrambe le direzioni con code allo svincolo per problemi sulla viabilità ordinaria. Sempre sulla A3 traffico rallentato tra Bagnara Calabra e Villa S.Giovanni in direzione Reggio Calabria.  Traffico in tilt anche sull’autostrada del Sole, nel tratto tra Arezzo e Valdarno in direzione del capoluogo fiorentino dove si è formata una coda di 10 km a seguito di un incendio che ha visto coinvolto un tir attorno alle 18.30. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco con l’ausilio del personale della Direzione 4 Tronco di Firenze e della polizia stradale. La polizia stradale ha poi riattivato la circolazione un’ora più tardi. Stando a quanto riferito da Autostrade per l’Italia, attualmente si scorre nella sola corsia di sorpasso mentre in direzione Roma si registrano ancora 3 km di coda. Per le brevi percorrenze Autostrade consiglia di uscire ad Arezzo e rientrare a Valdarno dopo aver percorso la SR 69. Per le lunghe percorrenze l’uscita consigliata è a Valdichiana, seguendo poi le indicazioni per Siena e prendendo l’Autopalio verso Firenze.

L’esploratore costretto a mangiare il suo cane per sopravvivere

marc_lavoie-tuttacronacaStava affrontando un viaggio in canoa nell’area di Matagami, nel nord-ovest del Quebec, il 44enne canadese Marc Lavoie, esperto di trekking, quando è stato aggredito da un orso, perdendo tutte le scorte. L’uomo è riuscito a salvarsi solo grazie all’intervento del suo pastore tedesco, che ha messo in fuga il predatore. A quel punto, però, Lavoie, partito il 16 luglio, si era ritrovato senza rifornimenti e senza mezzo di trasporto e ha iniziato a vagare per la foresta, dove ha trascorso tre mesi, molto più del tempo previsto. L’uomo, per sopravvivere, si è trovato costretto ad uccidere il suo vecchio cane, e salvatore, per avere qualcosa con cui nutrirsi. Nel frattempo, la famiglia che non l’ha visto far ritorno  ha allertato le autorità e lui è stato tratto in salvo dopo esser stato individuato con l’ausilio dell’elicottero. Al momento del ritrovamento, visibilmente disidratato e affetto daipotermia, non riusciva più nemmeno a parlare ed è stato faticoso per lui raccontare la sua disavventura ai soccorritori, ai quali ha anche confessato la tragica fine del suo amico a 4 zampe. Il pastore tedesco gli ha quindi salvato due volte la vita: dall’orso prima, dalla fame poi. “Non aveva scelta”, hanno assicurato gli uomini che lo hanno tratto in salvo: “Ancora un paio di giorni e sarebbe morto”.

Il mistero di Moana: “non è morta il 15 settembre”

moana-pozzi-tuttacronacaEva Henger torna a parlare di Moana Pozzi e del mistero della sua scomparsa. Lo fa intervenendo alla trasmissione Domenica Live dove rivela: “Ho pianto Moana perchè ero convinta fosse morta, poi ho saputo che il giorno della morte non era quello dichiarato”. Potrebbe essere viva? “Potrebbe essere qualsiasi cosa dopo tanto tempo. Di certo Antonio non c’entra nulla, quel giorno, quando si è svegliato il corpo di Moana già non c’era più”. E ancora: “Moana stava male. Stava uscendo la notizia che stava dimagrendo tantissimo e lei non voleva, temeva che uscissero delle brutte foto. Si disse che era morta il 15 settembre, ma tempo dopo, quando ne celebrai l’anniversario, Antonio, il marito, mi disse che non era quello il giorno in cui se ne era andata”.

Per la Juve si avvicina la sfida con il Real: “Possiamo fargli male”

marchisio-tuttacronacaMancano tre giorni al match in casa contro il Real Madrid valido per la quarta giornata della fase a gironi di Champions League e Marchisio sprona i suoi: “Con il Real Madrid dovremo giocare come se fosse l’ultima partita del girone, i calcoli si possono fare solo alla fine, non prima. Dobbiamo pensare alla partita di andata, dove abbiamo visto che possibilità per fargli male ci sono. Al Bernabeu è successo non solo nel primo tempo, ma anche nella ripresa quando avevamo un uomo in meno. Nel complesso abbiamo fatto ottima partita per attenzione, gioco e organizzazione”. Del resto i bianconeri arrivano da tre successi in campionato e sembrano essere rientrati in fase positiva. Proprio per l’accavallarsi degli impegni il tecnico Conte ha fatto rifiatare tutti i suoi: “Era necessario, viste le tante gare ravvicinate, ma la squadra ha risposto bene e anche ieri sono arrivati tre punti d’oro”. Parlando del campionato, non si può non pensare alla Roma: “Nessuno si aspettava una partenza così forte. La rosa è importante e oltre al record italiano potrà fare anche quello europeo. Ci sono giocatori che non erano più tenuti in considerazione, ma grazie al lavoro dell’allenatore stanno facendo benissimo. Noi non dobbiamo mollare ed essere pronti ad approfittare di eventuali errori. Noi siamo sereni, la squadra ha risposto sempre bene e sta facendo un ottimo campionato. Quando si ha davanti una squadra come la Roma che non ha ancora sbagliato nulla, tutto passa in secondo piano, ma un inizio di stagione del genere ce lo si augura ogni anno”.

Il video shock: il carro armato spara su una telecamera

attacco-carrarmato-tuttacronacaSono terribili e impressionanti le immagini che mostrano da vicino quello che accade quando ci si trova sulla linea di tiro di carro armato. Il video, registrato dalla telecamera di un ribelle siriano, dura una manciata di secondi, abbastanza per trasmettere la paura e l’orrore di quegli istanti. Stando a quanto riporta The Huffington Post, le immagini provengono da Khobar, nel quartiere di Damasco. Non è noto se l’esplosione ha causato vittime.

Così gli italiani rispettano il patrimonio: l’arte sfregiata

pulcinella-sfregiato-tuttacronacaNel 2005 è stato inaugurato il percorso tra le opere in pietra lavica Creator Vesevo, lungo la strada che conduce al cratere del Vesuvio. Ora il museo realizzato sul versante di un vulcano, unico nel suo genere, è stato sfregiato da i soliti vandali ignoti. Per la precisione ad Ercolano, nel Napoletano, da Gli occhi di Napoli, questo il nome della scultura che ritrae il volto di Pulcinella, non solo è scomparso il neo, ma sono apparse scritte più o meno volgari con lo spray rosso. La scultura, ideata da Lello Esposito e realizzata dai maestri scalpellini del consorzio per la tutela della pietra lavica fa parte di quel percorso che, per citare Nino Daniele, sindaco di Ercolano quando il museo fu inaugurato, “è la ricerca dell’equilibrio perfetto tra natura e cultura che segna un legame tra passato, presente e futuro”. Ma quest’attrazione artisitica da preservare e tramandare alle future generazioni, costata circa 650mila euro tra fondi ministeriali e comunali, ora non solo è abbandonata a se stessa ma anche alla maleducazione e all’ignoranza artistica. L’incuria del luogo ha infatti trasformato le sculture in, all’apparenza, blocchi lavici deturpati dal tempo e dall’incuria. L’opera di Esposito era perfettamente integrata nell’area protetta e molti erano i turisti che vi posavano accanto sorridendo agli obbiettivi. Come spiega il Mattino:

Ora invece la vernice rossa occupa buona parte dell’opera, dando vita a simboli e scritte: è stato staccato persino il neo posto originariamente sulla guancia. La strada, poi, versa nel degrado: contribuiscono anche le coppiette che – nonostante le storiche campagne lanciate dall’ex presidente dell’Ente Parco, Amilcare Troiano – continuano ad utilizzare le piazzole del Vesuvio come alcova. Nel 2006, a cinque mesi dall’inaugurazione del percorso di visita che si compone di dieci opere progettate da artisti internazionali, e poi nel 2010 anche l’opera dell’olandese Mark Brusse «Listening with the eyes», che raffigura tre occhi visibili dalle strade che portano al Vesuvio e ai centri abitati, fu coperta di vernice. Sempre uguale la tecnica: spray rosso che risalta sulla pietra lavica e poi disegni, appellativi e in alcuni casi, persino la firma del writer di turno.

Lello Esposito è stato già contattato dall’Ente Parco: «Il presidente Ugo Leone mi ha informato che l’opera è stata imbrattata. L’azienda Fiengo, nelle cui cave fu realizzata la maschera, si è resa disponibile a ripulirla e a ripristinare il neo che è stato sottratto ed io seguirò queste riparazioni. Sono rammaricato perché queste sculture sistemate sulla strada del Vesuvio piacciono molto ai turisti».

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Tiziano Crudeli disperato! “Via, via, via!”

crudeli-allegri-tuttacronaca“Dobbiamo cambiare qualcosa, bisogna cambiare qualcuno”. Tiziano Crudeli, in diretta ieri sera su 7 Gold per seguire la partita del Milan contro la Fiorentina, affranto per l’ennesima brutta prova della squadra rossonera non ha potuto far altro che ripetere “Via, via, via!” riferendosi al tecnico Allegri che, per il momento, è stato riconfermato nonostante la dura contestazione anche da parte della Curva Sud. Sugli spalti, al termine del match, era possibile leggere striscioni che recitavano: 28 agosto 2013: una difesa e un centrocampo da sistemare. Non c’è altro a cui dovreste pensare. La vostra risposta: ‘Il tifoso non fa mercato!’. Era palese a tutti, ecco il risultato”.

Dai fanghi nucleari alle tombe imbottite, ecco le ecomafie

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Forse è solo la punta dell’iceberg ed è questo che toglie il fiato nel  verbale desecretato di Carmine Schiavone. In quelle pagine ci sono le attività illecite che hanno portato a uccidere molti cittadini ignari di ciò che veniva nascosto nelle loro terre.  “Dalla Germania arrivavano camion che trasportavano fanghi nuclerari”, dice Schiavone. Ma non solo. “Vi erano fusti che contenevano tuolene, ovvero rifiuti provenienti da fabbriche della zona di Arezzo: si trattava di residui di pitture”. I camion “venivano anche da Massa Carrara, da Genova, da La Spezia, da Milano”. I fornitori erano del nord, di solito della Lombardia, imprenditori vestiti di tutto punto, come dice Schiavone  “So che a Milano c’erano delle grosse società che raccoglievan rifiuti, anche dall’estero, rifiuti che poi venivano smaltiti al Sud”.

Come racconta il Sole 24 Ore: Tutto finiva nelle viscere della terra. Per nascondere i rifiuti, i “tecnici” del clan scavavano da un minimo di “un metro e mezzo” a un massimo di “30-40 metri”, utilizzando anche le vasche ittiche e i laghi. Era un sistema che conveniva a tutti, pure alle discariche autorizzate che se ne servivano senza troppi scrupoli. Affidare i rifiuti ai camorristi consentiva agli imprenditori (apparentemente) puliti di guadagnare due volte: incassando dalle Amministrazioni comunali più di quanto pagato alla cosca e allungando la vita delle discariche autorizzate che si riempivano a un ritmo assolutamente inferiore rispetto a quello che sarebbe stato logico attendersi. D’altronde, i costi di questo genere di operazioni erano tutt’altro che proibitivi: i titolari delle ditte “pagavano 500mila lire a fusto” alla camorra a fronte dei “2 milioni e mezzo” che sarebbero stati necessari.

 

Investimenti da delinquenti: rubavano per comprare droga da spacciare

droga-cocaina-spaccio-tuttacronacaTre quarantunenni serbi sono stati arrestati dalla squadra mobile di Trieste perchè dediti ai furti in negozi di abbigliamento e alle slot-machine nei bar del capoluogo giuliano. I tre utilizzavano poi i proventi per acquistare eroina e cocaina che poi spacciavano tra la città e il Veneto. Ora le forze dell’ordine stanno effettuando una decina di perquisizioni in provincia di Vicenza e di Bologna. S’indaga anche per accertare se gli stessi uomini abbiano anche effettuato dei furti in un’abitazione dello stesso centro cittadino. La banda si riforniva di droga attraverso la via balcanica.

Podio per Carolina Kostner: si aggiudica il terzo posto a Pechino

carolina-kostner-tuttacronaca21° podio consecutivo per Carolina Kostner oggi al Grand Prix 2013/2014 di pattinaggio sul ghiaccio. L’azzurra, unica italiana in gara a Pechino, si è classificata terza con 173.40 punti. Seconda la russa Adelina Sotnikova con un punteggio di 174.70 mentre la medaglia d’oro è andata all’altra russa, Anna Pogorilaya, che con 178.62 è balza dal terzo al primo posto al suo debutto nel circuito senior. Il prossimo appuntamento, il quarto, con il Grand Prix è in calendario dall’8 al 10 novembre a Tokio. In gara per l’Italia Valentina Marchei nell’individuale femminile e Anna Cappellini/Luca Lanotte fra le coppie di Danza. Per rivedere Carolina bisognerà attendere la sesta tappa, che si disputerà dal 22 al 24 novembre.

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La blindatissima maratona di New York 2013

maratona-newyork-tuttacronacaE’ stata un’edizione blindata quella della Maratona di New York 2013, con negli occhi ancora l’attentato che ha avuto luogo a Boston lo scorso 15 aprile. A trionfare nella Grande Mela, però, oggi è lo sport, con gli atleti che hanno solcato 42 km attraversando cinque distretti della città. Circa 50mila corridori, tra professionisti e amatori, non si sono lasciati intimorire e la preoccupazione ha presto ceduto il passo all’agonismo. Del resto a vegliare su di loro c’erano i poliziotti a presidiare tutti i cinque quartieri di New York, circa 6 mila telecamere di sorveglianza, cani antiesplosivo, elicotteri e sommozzatori per cercare di garantire l’incolumità generale.

Il primo a raggiungere il traguardo, in solitaria in 2h.08’23”, Geoffrey Mutai, primo nella storia a vincere nello stesso anno (2011) le maratona di Boston e New York. Seconda posizione per l’etiope Tsegay Kebede in 2h.09’15”. L’azzurro Daniele Meucci, medaglia d’argento europeo nei 10.000 metri nel 2012, ha chiuso in 2h.12′.04”. Per quel che riguarda la classifica femminile, ha trionfato Priscah Jeptoo, che succede nell’albo d’oro all’etiope Dabo, con il tempo di 2h.25′.07”. Seconda Buzunesh Deba e terzo posto per la lettone Jelena Prokopcuka che ha preceduto la francese Christelle Dauney e l’azzurra Valeria Straneo, giunta quinta in 2 ore, 28 minuti e 30 secondi.

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Scoperte 1500 opere d’arte a Monaco di Baviera, il tesoro di Hitler!

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Sono 1500 le opere ritrovate che si riteneva potessero essere andate perdute o distrutte sotto i bombardamenti, invece erano state confiscate dai nazisti durante il Terzo Reich e ora sono state ritrovate in un appartamento di Monaca di Baviera. I quadri giacevano dietro un muro di barattoli di fagioli e frutta nel decrepito appartamento di solitario Cornelius Gurlitt, 80 anni e figlio del gallerista Hildebrand Gurlitt nel sobborgo di Schwabing. L’uomo per tutta la vita aveva celato il suo tesoro, probabilmente acquistato dal padre negli anni ’30 e ’40. I sospetti alle forze dell’ordine arrivarono all’inizio del 2011,  quando l’uomo fu fermato alla dogana e fu scoperto con molto denaro che trasferiva in Svizzera. Ora si ritiene che l’uomo alcune opere era riuscito a piazzarle sul mercato e i soldi li trasferiva fuori dalla Germania.

Tra le opere ritrovate ci sono veri e propri capolavori di  artisti come Pablo Picasso, Henri Matisse, Marc Chagall, Emil Nolde, PaulKlee, Franz Marc, Max Beckmann, Oskar Kokoschka, Ernst Ludwig Kirchner, Max Liebermann, Ernst Barlach oltre che di Albrecht Dürer. Secondo i nazisti queste opere erano arte degenerata che andava distrutta.

 

Sta per caderci un satellite in testa? Protezione civile in allerta!

GOCE_satellite-tuttacronacaLa Protezione civile è in allerta e sta monitorando, assieme tra gli altri anche ad esperti dell’Agenzia spaziale italiana,  la situazione del satellite Goce, (Gravity field and steady state Ocean Circulation Explorer) dell’Agenzia spaziale europea, lanciato il 17 marzo 2009 per produrre una mappa gravitazionale del nostro pianeta. Il problema? Il satellite è “incontrollato” e sta rientrando sulla Terra. Il rientro del Goce dovrebbe fari ritorno sulla Terra tra oggi 3 novembre e il 9 e, come spiega il Mattino di Padova, “con una notevole incertezza legata al fatto che lo stesso satellite, pur essendo senza carburante, non ha ancora perso il controllo del suo assetto. Secondo le informazioni fornite da Asi, inoltre, dal momento in cui questo avverrà, «Goce» impiegherà circa 3 giorni per rientrare sulla Terra, in modo incontrollato, e solo 24 ore prima della sua caduta l’Agenzia spaziale potrà fornire le curve attendibili di un eventuale attraversamento del territorio italiano.” Al momento non è quindi ancora possibile prevedere quando e dove i probabili frammenti del satelline raggiungeranno il suolo. Quello che è noto è che l’area interessata si limiterà sempre di più con il passare del tempo e l’affinamento delle previsioni. L’Agenzia spaziale europea ha previsto che la maggior parte di Goce, che oggi pesa circa 1 tonnellata, è lungo 5 metri e non contiene materiale pericoloso, si disintegrerà nell’atmosfera. Del satellite solo alcune parti minori, la più pesante delle quali non dovrebbe pesare più di 95 kg,  e che solo alcune piccole parti potrebbero resistere fino all’impatto con la superficie terrestre. Sarò proprio l’Esa a rilasciare previsioni periodiche di rientro, aggiornando costantemente sia tutti gli stati membri dell’Unione Europea che le autorità competenti, anche per consentire di informare la popolazione su eventuali pericoli.

Luce sulla morte violenta di Simona Riso?

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Qualche luce con il passare delle ore sembra emergere e dei sospetti nascono tra i famigliari e gli amici che Simona la conoscevano bene. La 28enne trovata agonizzante nel cortile della sua abitazione a Roma, soccorsa da una vicina che aveva lanciato l’allarme, potrebbe essere stata uccisa da un conoscente. La procura ora sta indagando per omicidio volontario dopo che l’autopsia ha evidenziato che la ragazza sarebbe stata colpita da calci e pugni. E’ stata quindi esclusa la caduta accidentale o il tentato suicidio, come era stato ipotizzato in un primo momento. Si è esclusa anche la violenza sessuale. La morte invece sarebbe sopraggiunta per un trauma che ha compresso le costole e i polmoni e ha provocato una crisi respiratoria. Nel corso dell’esame autoptico sono anche emerse una frattura del bacino e qualche altra escoriazione. I carabinieri hanno acquisito le immagini di alcune telecamere.

 “Non cerchiamo vendette. Ciò che vogliamo è soltanto giustizia per la morte di Simona, che non si è suicidata ma è stata uccisa”. E’ uno dei passaggi più significativi della lettera che una cugina della 28enne ha letto nel corso dei funerali di Simona Riso a San Calogero. Il parroco, don Antonio Farina, nell’omelia, non ha affrontato il tema delle cause della morte della giovane, esortando i familiari della ragazza a rifugiarsi nella fede per superare il loro dolore. “Invito soprattutto voi a farvi forza”, ha detto il sacerdote, rivolgendosi, in particolare, ai genitori, Antonio e Caterina, ed ai tre fratelli di Simona Riso.

“Mia sorella è stata uccisa e tra le piste c’è anche quella dell’omicidio da parte di un conoscente, quindi una persona con la quale Simona aveva avuto dei contatti”. Lo ha detto Nicola Riso, fratello di Simona. “Alle 4.30 mia sorella ha sentito al telefono la madre dalla Calabria”, ha aggiunto. “Poi c’è un buco di due ore. In ogni caso non può essersi trattato di suicidio perché il corpo di mia sorella è stato trovato con jeans e maglietta e le chiavi con sé, quindi Simona era uscita da casa. Probabilmente è stata uccisa altrove e qualcuno l’ha portata nel posto dove poi è stata trovata”.

Dopo le streghe, arriva il tempo da lupi: acqua alta a Venezia

acquaaltavenezia-tuttacronacaDopo le streghe di Halloween, arriva il tempo da lupi e il Centro maree del Comune di Venezia ha allertato la popolazione che, per le ore 22.55, la marea toccherà i 75 centimetri con piazza San Marco che ancora non necessiterà delle passerelle. Prevista invece per domani una massima di 100 centimetri alle 10.25, quindi circa 20 cm in piazza, uno dei punti più bassi e quindi a rischio del centro storico. Martedì, attorno alle 11, si toccheranno invece i 105 cm.

Scandalo Bieber… avvolto in un lenzuolo in un bordello a Rio!

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Vergogna a Rio per Justin? Questo sarà il titolo di molti tabloid nel mondo che hanno ripreso la notizia e stanno diffondendola a livello internazionale. La star delle adolescenti Justin Bieber è stato infatti sorpreso in un bordello a Rio De Janeiro durante un festino e ci sarebbero alcune foto a corredo della notizia in cui il cantante è stato fatto uscire con un lenzuolo addosso scortato dalle sue guardie del corpo. Con lui sono uscite alcune ragazze. Bieber sarebbe stato fatto salire su un auto, mentre le ragazze sarebbero state messe su un Suv e portate all’hotel di Justin. Risulterebbe anche che uno dei gestori del Centaurus avrebbe gettato acqua sui fotografi per farli smettere di fotografare. Bieber sarebbe dunque stato identificato per il tatuaggio sul braccio che sporge fuori dal lenzuolo e per la marca delle sue scarpe.

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Arrivato all’hotel, secondo la rivista Ego, sarebbe stato cacciato, in quanto, l’esclusivo Copacabana Palace non ammetterebbe tali comportamenti da parte dei suoi ospiti. Altre fonti invece hanno dichiarato che è stato lo stesso Bieber a voler lasciare l’hotel perché assalito da fan, fotografi e curiosi che avevano appreso la notizia. Secondo sempre Ego, per giorni la giovane star avrebbe fatto uso di droghe e si sarebbe contornato di persone definite “inquietanti”. Ora Bieber sarebbe stato trasferito in un complesso residenziale blindato dove avrebbe anche affittato un’abitazione.

Leggi: Bieber colpito da una bottiglietta sul palco, se ne va 

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L’Inter continua la sua corsa: battuta anche l’Udinese

udinese-inter-tuttacronaca11a giornata di campionato e trasferta per i nerazzurri che si ritrovano a sfidare i bianconeri allo stadio Friuli. Gli uomini di Guidolin cercano punti nella difficile sfida contro la squadra di Mazzarri per riuscire a riportarsi ai livelli delle passate stagioni mentre gli avversari hanno un unico obiettivo: il bottino pieno e continuare l’infilata di esterne senza sconfitte. Fin da subito in pressing i nerazzurri che riescono ad andare a segno al 25′ quando Taider batte una punizione perfetta: la sfera arriva a Palacio, libero a centro area, che gira e di testa batte Brikc che non può far nulla tranne lamentare qualche errore dei centrali della sua squadra. 0-1!

Solo quattro minuti e la squadra di Mazzarri raddoppia su calcio d’angolo. Brkic esce sbagliando il tempo mentre la palla passa e Ranocchia colpisce al volo. Nel frattempo rimane a terra Guarin per uno scontro con l’estremo difensore bianconero. 0-2!

Il primo tempo si conclude con l’Inter in vantaggio per due reti a zero dopo aver gestito tutti i 45′ e aver schiacciato l’Udinese nella propria metà campo. Calo di prestazione verso il termine della frazione, quando qualche sbavatura difensiva ha lasciato margine ai bianconeri che però non sono riusciti ad approfittarne pur avendo l’occasione per rientrare in partita. Nulla di fatto nella ripresa almeno nei minuti regolamentari. Al primo di recupero ci pensa Alvarez a regalare un’ultima emozione. Palacio s’infila palla al piede sulla destra e serve il compagno di squadra che deve limitarsi a insaccarla. 0-3! Dopo cinque minuti di recupero arriva il triplo fischio: crolla l’Udinese mentre l’Inter prosegue la corsa alle prime posizioni della classifica!

Verona ringrazia Toni e Jankovic: sesta vittoria consecutiva!

verona-toni-tuttacronacaTorna nel suo amato Bentegodi il Verona di Guidolin per questa 11a giornata di un campionato nel quale continua a dar soddisfazioni ai suoi tifosi. Se la Roma di Garcia è infatti la vera rivelazione della stagione, il Verona è l’altra grande scoperta: cinque vittorie consecutive e ora punta al sesto successo. Di fronte si troverà un Cagliari ferito dalla pessima prestazione contro il Bologna e desideroso di un immediato riscatto. Era la stagione 1999/2000 quando si giocò per l’ultima volta questa sfida: i veneti, allora guidati da Prandelli, si imposero 2-0 con le reti messe a segno da Aglietti e Adailton. E gli scaligeri sono i primi a portarsi in vantaggio anche oggi. Dopo appena 8 minuti di gioco Romulo calcia dalla bandierina, la sfera plana verso il centraerea dove è pronto a svettare Toni che di testa insacca. 1-0!

Non accade molto altro nei restanti minuti della frazione, con il Cagliari che mantiene il possesso di palla ma non riesce mai a preoccupare Rafael. Le squadre tornano negli spogliatoi con il Verona in vantaggio grazie all’immancabile Toni. Nella ripresa continua a pressare la squadra di casa che al 12′ raddoppia grazie a  Jankovic  che dialoga con Romulo. Il serbo batte Agazzi con un destro a giro. 2-0! Al 45′ gol della bandiera per il Cagliari con Conti, il migliore dei suoi che accorcia le distanze: lungo cross dalla sinistrae  da due passi il centrocampista conclude a rete. Buona prova ma non è sufficiente. Il Verona continua a stupira e ad offrire spettacolo. Per gli scaligeri sesta vittoria consecutiva!

Cancellieri – Ligresti? Associazioni di detenuti: “favoritismo inaccettabile”

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Fu davvero gesto umanitario? Martedì in Aula la Cancellieri respingerà ogni accusa, ma la bufera si è innescata. Il discorso tenderà a smontare ogni ipotesi di favoritismo nel caso Ligresti da parte del Guardasigilli e a sostegno della sua tesi il ministro citerà altre decine di casi che già sono stati ampiamente confermati dai dirigenti del Dap. Ma ciò che potrebbe suonare stonato sono le parole del vice del Dipartimento amministrazione penitenziaria Cascini che ha dichiarato: “Io non ho fatto proprio nulla. Ho solo detto a Cancellieri ‘ministro stia tranquilla’ la Ligresti è seguitissima. Lei come altri detenuti a rischio, pure per Lavitola ci siamo allertati”.  Quindi se era seguitissima, come d’altra parte lo erano altri carcerati, tra cui Lavitola, quali rischi correva?

 E se tra i casi, anonimi per ragioni di privacy, l’Avvenire cita  “la lettera scritta da R., campano 48enne allocato in una casa lavoro dell’Emilia Romagna in procinto di essere trasferito a Favignana, nel Trapanese, difficilmente raggiungibile dai familiari, che risiedono in Campania. Per evitarlo, il detenuto attua uno sciopero della fame, rifiuta di assumere medicine e scrive al ministro. A metà agosto R. viene trasferito in una casa lavoro in Abruzzo, più vicina alla sua famiglia”. Ce ne sono altri dove invece sembra proprio che il gesto umanitario non ci sia stato… e che quindi i numeri siano rovesciati a sfavore di chi resta inascoltato. E se è vero che i casi sono moltissimi, quasi impossibile arrivare ovunque, sono però le stesse associazioni di detenuti, cioè coloro che quotidianamente sono a contatto con i detenuti e che conoscono da vicino questa realtà a parlare con durezza nel caso Ligresti di un “favoritismo inaccettabile”

Come dice Il Fatto Quotidiano: La cronaca rivela però che i gesti umanitari mancati sono la regola, l’interessamento “sollecitato” un’eccezione: non più tardi di quattro giorni fa un 81enne è morto nel carcere di Ferrara dopo uno sciopero della fame. L’uomo, di origini calabresi, era recluso nella sezione sicurezza, separato dagli altri detenuti. “Forse non aveva il numero del ministro”, è la battuta che gira tra volontari e secondini dell’Arginone. Carlo Mazzero, direttore della casa circondariale di Massa Marittima intervenendo a Linea Notte (Rai3) è stato tranciante sul caso Ligresti: “Con 67mila detenuti e 40mila posti abbiamo molti casi di grandissima difficoltà, di vera e propria disperazione, di cui ci facciamo carico. E il telefono, diciamo così, per loro non squilla”.

Favero (Ristretti Orizzonti): “Non avrei parlato di gesto umanitario”. Da Padova, Ferrara, Milano le reazioni di chi lavora tutti i giorni a contatto con i carcerati variano dall’incredulità allo sdegno e fino alla rabbia. “Altro che gesto umanitario. Questa storia dimostra ancora una volta che se non hai certi natali puoi morire di stenti in una cella”. Usa parole durissime Ornella Favero, direttore di “Ristretti Orizzonti”, il giornale della Casa di reclusione di Padova e dell’Istituto di pena femminile della Giudecca. “Fossi stata nel ministro non avrei parlato di un gesto umanitario, né liquidato le pressioni sul Dap come un doveroso interessamento per minimizzare le implicazioni della vicenda. Piuttosto avrei ammesso l’evidenza e per salvare una parvenza di dignità avrei aggiunto “vorrei farlo per ogni detenuto””.

Il caso del detenuto bibliotecario da Padova a Cremona. Nessun favoritismo, certo. Per il detenuto comune. Ornella Favero lo può testimoniare direttamente. Racconta le difficoltà riscontrate da “Ristretti Orizzonti” su un caso che si è risolto solo pochi mesi fa, a luglio, e che chiama in causa proprio il ministro Cancellieri. “Tre mesi fa si è chiusa l’incredibile vicenda di un detenuto che è anche il nostro bibliotecario, Stefano Carnoli. Da Padova è stato trasferito d’ufficio a Cremona perché il magistrato di Sorveglianza aveva accolto il suo reclamo contro ilsovraffollamento ai sensi delle indicazioni della Corte Europea per i diritti umani (stabilisce i 3 metri quadrati come spazio minimo per una persona in cella, ndr)”. Per “rispettare” questo diritto ecco il trasferimento d’ufficio, deciso dal Ministero, in un carcere dove i centimetri erano rispettati, con la brusca interruzione però di un percorso di rieducazione che a Padova andava avanti da tre anni e a Cremona sarebbe stato impossibile. La vicenda ha un epilogo positivo, ma non grazie all’interessamento umanitario della Cancellieri. “Quando a Cremona è stato chiaro che non c’era alcun percorso di riabilitazione possibile si è messa in moto una campagna di sensibilizzazione su vasta scala. La Cancellieri ha risposto che doveva rimanere a Cremona ma che “avrebbe vigilato”. Nel caso dello sconosciuto Carneroli sono stati l’associazione e i giornali. “A fine luglio il Dap decide di fare marcia indietro, optando per una valutazione di ordine realmente umanitario e non burocratica. Ma su sollecitazione di Adriano Sofri e di Corrado Augias che hanno pubblicato le lettere e fatto proprio il suo appello”.

Il numero dei suicidi in carcere cresciuto del 300%. Si dice “basito” del comportamento del Ministro Achille Saletti, presidente dell’associazione Saman che nelle carceri svolge attività di aiuto soprattutto alla popolazione di tossicodipendenti. “Quello che è capitato a Giulia Ligresti succede a migliaia di detenuti senza nome che non ricevo alcun trattamento di favore. E il nodo è proprio questo: se è lodevole che il ministro si interessi alle condizioni di un carcerato lo è molto meno che lo faccia nei confronti di uno solo, anche perché la Cancellieri sa che il numero di suicidi in carcere è cresciuto del 300% negli ultimi 10 anni e solo dall’inizio dell’anno se ne contano una quarantina. E non mi risultano telefonate dirette a perorare un trattamento migliore o una qualche soluzione personale”.

Il caso Musumeci: “Siamo carne viva immagazzinata”. A volte, invece, non c’è ragione umanitaria che tenga. “La storia di Carmelo Musumeci – ragiona la Favaro – è emblematica. Il suo è un caso che dovrebbe smuovere le coscienze e invece dimostra che senza santi in Paradiso non vai proprio da nessuna parte”. Condannato all’ergastolo per omicidio è detenuto dietro le sbarre del Due Palazzi in regime “ostativo” da 20 anni: nonostante abbia fatto passi enormi (si è laureato in giurisprudenza, ha scritto una proposta di legge contro l’ergastolo, collabora con la rivista Ristretti Orizzonti) gli è inibito ogni beneficio penitenziario: zero permessi, semilibertà o affidamento ai servizi sociali sono chimere. Ha scritto a Napolitano proprio nei giorni in cui l’attenzione del Presidente era rivolta alla condanna a un anno dell’ex premier Berlusconi. “Siamo come carne viva immagazzinata in una cella e destinata a morire”, scriveva. Ma nessuna telefonata è arrivata dal Quirinale o dal Ministero della Giustizia. Anche lui, evidentemente, non aveva i numeri.

A Genova piovono gol! Sampdoria-Sassuolo 3-4

sampdoria-sassuolo-tuttacronacaAl Ferraris, in questa 11a giornata di campionato, la Samp arriva con il morale basso e in cerca di riscatto, ma per il Sassuolo vale lo stesso. Se i liguri non hanno saputo brillare a Verona, infatti, i neroverdi hanno dovuto pagar pegno alla sfortuna nell’incontro contro l’Udinese. Le due squadre si ritrovano dopo l’intensa doppia sfida nei playoff di Serie B del 2012: fu la Sampdoria a qualificarsi alla finale grazie al 2-1 casalingo e all’1-1 in Emilia. E’ la squadra di casa la prima ad andare in vantaggio al 19′ grazie a una punizione battuta da Eder che mette palla in mezzo. Costa fa torre vicino al secondo palo e la sfera arriva a Pozzi che insacca di testa a porta sguarnita. 1-0! Prima frazione di gioco che si conclude con la squadra di casa in vantaggio. La Sampdoria è avanti grazie alla rete di Pozzi su scheda da calcio di punizione. Il Sassuolo è andato vicino al pareggio con la grande occasione capitata tra i piedi di Gazzola dove solo un provvidenziale intervento di Gastaldello ha evitato la rete. Gli uomini di Di Francesco devono fare molto per reuperare, magari sfruttando le ammonizioni che pesano sui centrali difensivi della Samp. Al rientro il Sassuolo non perde tempo e agguanta il pareggio già al 4′ con Berardi che stoppa un cross di Longhi e approfitta dell’uscita attardata di Da Costa mettendo in rete di sinistro. 1-1! Due minuti dopo Costa atterra Berardi: espulsione per il sampdoriano e rigore per il Sassuolo. Berardi non sbaglia da dischetto e porta la squadra in vataggio. 1-2! Al 18′ arriva la terza rete per gli emiliani ora in superiorità numerica. Mustafi pasticcia e Floro Flores ne approfitta per prendere palla e involarsi da solo verso la porta. Nel faccioa a faccia con Da Costa fa partire il destro e insacca. 1-3! Reagisce immediatamente la squadra di casa che al 20′ accorcia le distanze: Pozzi dalla distanza per Eder che cadendo colpisce il pallone che pian piano entra in porta. 2-3! Ancora qualche minuto e la Samp, che non ha mai smesso di crederci, al 36′ riesce a pareggiare: calcio d’angolo battuto da Wszolek, De Silvestri colpisce di testa. La palla colpisce la traversa e poi torna da lui che non esita a infilarla in rete. 3-3! Al 43′ Farias salta Mustafi con un tunnel e con una finta fa secco De Silvestri che con il piede di richiamo lo stende: secondo rigore per il Sassuolo. Realliza ancora Berardi. 3-4! Incredibile Sassuolo e fortunato per i due rigori, specialmente il secondo, regalati dai blucerchiati.

Non ce la fa la Lazio! Vince il Genoa per 2 reti a 0

lazio-genoa-tuttacronacaAll’Olimpico si cerca qualche risposta dai biancocelesti dopo le voci che circolavano su un possibile addio di Petkovic. La Lazio è riuscita, almeno parzialmente, a ricompattarsi ed ha ottenuto quattro punti in due gare. Ora si trova però ad affrontare un Genoa forte della vittoria contro il Parma che l’ha portata a quota 11 punti in classifica. Nei due precedenti scontri in terra Capitolina, gli uomini di Gasperini sono sempre usciti vincenti. Nel primo tempo sono gli spuntidi Candreva a regalare spettacolo e riuscendo a creare superiorità numerica saltando l’uomo. Ma nonostante la Lazio abbia avuto alcune buone occasioni, Perin è sempre stato presente. Tra le fila dei liguri Gilardino non riesce a impensierire la difesa laziale e, nonostante la squadra abbia iniziato meglio la partita, nella seconda metà della frazione ha perso coraggio a causa di un paio di buone occasioni per gli avversari. Con un approccio troppo timoroso, i 22 rientrano negli spogliatoi a reti inviolate. Nella ripresa cambia la situazione e il Genoa, approfittando della mancanza di coordinamento della difesa laziale, riesce a portarsi in vantaggio al 14′. Cavanda si perde Kucka servito molto bene da Fetfatzidis in area. Lo slovacco entra e incorcia sul secondo palo: parata impossibile per Marchetti. 0-1!  Al 24′ Ciani tocca di mano un pallone innocuo e regala un rigore agli avversari. Da dischetto Gilardino non sbaglia: 0-2! Resta questo il risultato finale: la Lazio non riesce a riprendersi nonostante le buone premesse e torna ad arenarsi in classifica.

Ecco cosa regalare a Natale… la dieta!

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Quest’anno i regali devono essere Green e salutistici. Ecco quindi che per chi già sta con la testa al Natale arriva un’idea regalo davvero originale: la dieta. Sì perché ora la dieta si può regalare, facendo recapitare a casa di un amico/a dei piatti già cucinati, altamente sani e basso apporto calorico. L’idea è stata lanciata da Enrica Rizzello, che a Bergamo, per prima ha iniziato a cucinare per quanti non hanno tempo ma vogliono mantenere la linea. Anche perché la cosa più complessa e fondamentale di una dieta, oltre alla giusta motivazione, è il tempo. Così, la Rizzello che lavora nel campo nell’animazione per i bambini da oltre un decennio con «Giransole», due anni fa, affiancata da uno staff esperto, ha iniziato a intraprendere questa nuova avventura. «Il menù che proponiamo – ha precisato Rizzello – si può adattare alle diverse esigenze, come nel caso di intolleranze alimentari o quando alcuni alimenti non piacciono». Inoltre, «usiamo solo materie prime di qualità, che vengono preparate da un cuoco».

I piatti, dalla colazione alla cena, arrivano già pronti a domicilio, tramite un “pony” e si può però scegliere tra diversi «pacchetti» per sperimentare il servizio per un periodo di tempo più o meno lungo, «inserendo» anche il supporto di uno i più professionisti.

Oltre allo chef, nella squadra del «pony dieta» ci sono anche altri professionisti: il personal trainer, una psicologa del comportamento alimentare, una erborista che sta studiando anche naturopatia, la dietista, la dietologa con cui sono stati preparati menù specifici (come per le mamme o le donne in menopausa), e la consulente di immagine.

Voi quale pacchetto sceglierete di regalare a Natale?

Quel matrimonio che non t’aspetti: patatine e cioccolato!

patatine-cioccolato-tuttacronacaSorpresa per gli amanti degli strani connubi alimentari. In America il colosso del cibo frito-Lay ha lanciato sul mercato l’ultima novità: le patatine fritte ricoperte da un sottile velo di cioccolato al latte. L’edizione è limitata e resterà nei negozi per tutto il periodo natalizio anche se, come hanno spiegato i portavoce dell’azienda, si tratta di una prova. Qualora i consumatori ne decretassero il successo, infatti, le chips potrebbero diventare un gusto permanente.

La tragica esistenza dei “fratelli divini”

fratelli divini-tuttacronaca-esercito di dio

Avevano solo 12 anni, ma si credevano immortali. Sfruttati da preti e missionari cristiani che li chiamavano i fratelli divini, due gemelli, furono messi al comando di un esercito di bambini, per vincere la guerra santa del popolo cristiano Karen contro l’invasore buddhista birmano. I due ragazzi, si lanciavano nel cuore della battaglia, fucili alla mano e convinti di essere invincibili: Dio era con loro e ascoltava le loro preghiere. Gemelli leggendari, Luther e Johnny Htoo, vennero ritratti su molti giornali, per denunciare a livello internazionale ciò che accadeva tra Birmania e Thailandia. I due fratelli combatterono a lungo alla fine degli anni ’90, sempre avvolti in questo clima religioso e devozionale di cui godevano fra i loro adepti, il cosiddetto Esercito di Dio, formato da bambini disposti al sacrificio estremo e gratificati di poter prender parte alla guerra. Esaltati e strumentalizzati molti furono le vittime. Probabilmente di quell’esercito oggi non c’è un solo sopravvissuto, solo loro , i gemelli  con delle esistenze completamente trasformate. Oggi a 25 anni infatti Johnny è l’ennesima vittima di quel massacro. Lui la vita l’ha avuta salva, ma è un emarginato. Dopo il 2001 infatti quando i buddhisti grazie al sostegno di un gruppo ancora più estremista riuscirono a porre la parola fine alla lunga guerra, i due fratelli furono portati in un campo profughi, qui Luther ebbe la fortuna di lasciare i tropici e andò in Svezia dove gli fu data la possibilità di studiare, invece Johnny ha passato senza studiare né lavorare gli anni di separazione, arrangiandosi nel povero campo profughi vicino alla frontiera tra Thailandia e Birmania, mentre la madre e una sorella si sono trasferite in Nuova Zelanda, dove Luther conta di far andare anche il gemello con qualche aiuto. «Ma c’è ancora un sacco di gente con cui devo parlare perché possa succedere», racconta, rivelando che il fratello si consegnò alle autorità nel 2006 con la promessa di un impiego mai mantenuta. Ormai sono distanti e lontani caratterialmente e socialmente i due gemelli che sembravano uniti da uno stesso destino e predestinati da Dio, ora invece c’è chi si è salvato e chi è stato inghiottito nella miseria di una vita senza sbocchi, senza passato né futuro.

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Scintille nel dietro le quinte di “Ballando con le Stelle”?

Ballando con le stelle, Anna Oxa contro tutti-anteprima-tutatcronaca

A “Ballando con le Stelle” sembrerebbe proprio che siano arrivate le scintille e nella puntata di ieri sera Anna Oxa si è dichiarata “offesa” per come, pubblico e giuria, ha accolto la sua esibizione di samba rivisitata.Immediate le reazioni su Twitter, infuocato il clima in rete tra commenti, scuse e ironia.

Ai giudici il samba non è piaciuto e i voti sono stati bassi così la Oxa si è risentita:

La Oxa subito ha poi dichiarato che “la radice etnica del samba è un modo di essere” aggiungendo che “nella danza esprime un sentimento, un suono atavico primordiale, perché deve muovere questa energia”. Su Twitter Ivan Zazzaroni ha tuonato con un sonoro “Dopo il samba vegano m’è venuta voglia di una bistecca!”. Carolyn Smith ha rincarato la dose: “Per una volta voglio vederla con le scarpe, così mi tolgo il dubbio”; la Oxa ha replicato: “Non potete comportarvi in questo modo con qualcuno che lavora tutta la settimana, alzate le palette e giudicate, io sono per i divorzi e le dimissioni”. E la Smith ha continuato: “Ora devi rispettare il mondo del ballo!”. Per Zazzaroni “si sono stravolti i ruoli e Samuel è sembrato essere succube di una personalità molto più forte di lui”. Per Mariotto in questi giudizi c’è stato “risentimento e cattiveria”.

Rientrata in studio la Oxa non si è voluta esibire, ha preso tutti 0 dalla giuria e un solo 10 di Mariotto. La Oxa ha solo voluto fare una dichiarazione:

Questa non è un’arena dove c’è il leone e tutti urlano. Io faccio il mio lavoro, sono stata chiamata per fare questo. Non voglio che nessuno mi metta parole in bocca che io non ho mai detto. L’aggressione l’ho avuta io, sono stata aggredita e insultata dietro le quinte. Vorrei capire che cosa ho sbagliato, non mi sono chiare le cose e quindi non mi esibisco. Sto qui in parcheggio.

Poi arrivano le scuse di Milly Carlucci.

«Non è nostra intenzione offendere qualcuno -ha detto la conduttrice- tra l’altro noi ti stimiamo, altrimenti non ti avremmo chiamata. La maleducazione non abita né nelle mie intenzioni né in chiunque sia in questo programma. Se qualcosa può esserti sembrata offensiva, ti chiedo scusa. L’intenzione non era quella di offenderti».

Intimidazione nella notte contro l’ex sindaco, sventato l’attentato

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Si apprende che durante la notte tra sabato e domenica si è compiuta un’intimidazione contro  l’ex sindaco di Pizzo, in provincia di Vibo Valenzia, Fernando Nicotra, ex Udc, in carica dal 2007 al 2011. L’ordigno, collocato sotto l’auto di Nicotra non è esploso per un difetto d’innesco, ma ha generato un incendio che è stato notato da alcuni passanti che hanno dato l’allarme. Immediato l’intervento di carabinieri e Vigili del Fuoco. 

 

Quando i giovani si rimboccano le maniche: nasce MixArt a Pisa

mixart-pisa-tuttacronacaLa crisi in Italia ha messo in ginocchio le famiglie, migliaia di lavoratori attendono di scoprire che ne sarà di loro nell’immediato futuro, innumerevoli giovani guardano all’estero nella speranza che sia possibile creare basi per la propria vita. Sembra di vivere in un Paese che se non è immobile è solo perchè sta cadendo a pezzi. E ci si chiede se davvero il singolo non possa almeno fare un tentativo per costruire qualcosa. E’ difficile, ma non impossibile. Almeno così sembra. A volte bisogna avere la spinta giusta, gli amici con cui condividere un’avventura e la voglia di far cambiare volto allo Stivale per farlo tornare ad essere davvero il Belpaese. Quattro amici, di età media 29 anni e mezzo, hanno deciso di provarci. Siamo a Pisa, e così il Tirreno racconta la loro avventura:

Avere uno spazio culturale e di socializzazione in pieno centro, immenso (700 metri quadri), a norma e con canoni d’affitto bassi; ancora, che ti aiuta e ti fa risparmiare nella promozione della tua attività. Messa così sembra un sogno, ma Fabio Viola (33 anni) promette che MixArt sarà pronto a febbraio 2014. Lui è uno dei quattro soci (età media 29 anni e mezzo, il più giovane ne ha 23 e il senior 36) che stanno lavorando a questo progetto da tempo, hanno investito 100mila euro per riadattare i locali dell’ex collocamento in via Bovio. “Un vero e proprio cantiere, aperto dalle 9 alle 23 sette giorni su sette, dove singoli professionisti, gruppi e associazioni già radicate sul territorio potranno portare avanti le loro progettualità concernenti corpo, anima e mente”.

Mistero sulla morte di Giulio, ora si attende l’autopsia

Giulio Piva-tuttacronaca-morte

L’ipotesi dell’attacco d’asma sembra non aver del tutto convinto gli inquirenti e, sembrerebbe, ma è tutto ancora da confermare, che alcuni amici del ragazzo abbiano a più riprese confermato che Giulio quella sera avrebbe fumato uno spinello e assunto droga. Solo l’autopsia prevista per domani potrà però, tramite l’esame tossicologico chiarire i misteri di una morte che ha sconvolto un’intera comunità. Ancora sotto shock anche il proprietario dell’agriturismo dove Giulio aveva scelto di festeggiare i suoi 18 anni e la festa di Halloween. Fra l’altro il giovane, nonostante l’asma, giocava a calcio ed era una promessa della squadra del suo paese, il Bagnoli. I carabinieri ispezionando l’agriturismo non hanno trovato tracce di stupefacenti.

Secondo quanto ricostruito Giulio Piva, dopo mezzanotte, si sarebbe sentito male e sarebbe stato soccorso immediatamente da una sua amica che conosceva bene la patologia, sarebbe stato poi adagiato all’interno di un auto nel parcheggio dell’agriturismo. Qui l’amica di Giulio avrebbe chiamato i genitori, anche perché sembrerebbe che il ragazzo si fosse dimenticato a casa il farmaco per ridurre il broncospasmo.

Un’altra ipotesi, che nelle ultime ore si sta vagliando, è che Giulio abbia mangiato o bevuto qualcosa che possa avergli procurato una reazione allergica. Uno choc anafilattico talmente immediato e potente da ucciderlo. Infine l’ultima ipotesi: il diciottenne forse soffriva di una rara patologia cardiaca congenita. Probabilmente simile a quella che ha stroncato in campo il giocatore del Livorno Piermario Morosini. Ma al momento queste, come l’assunzione di sostanze stupefacenti, restano solo supposizioni.

“Grazie vigili per la sensibilità”: multa per assistere al funerale della madre

multa-funerale-tuttacronacaLe multe non guardano in faccia nessuno, neanche un figlio in lutto per la morte della madre. E così Franco Dani, fiorentino di nascita ma riese per adozione, ha dovuto pagare 50 euro per aver ignorato il codice della strada mentre si trovava al funerale della madre. La vicenda, accaduta a Rio nell’Elba, nell’Isola d’Elba, lo scorso 31 ottobre, è riportata da il Tirreno che spiega come l’uomo “aveva pensato a tutto in occasione del funerale della sua madre Iliana Berrettima non aveva fatto i conti con il codice stradale.” E così, mentre accompagnava il feretro nella chiesa parrocchia dei santi Giacomo e Quirico martire non ha fatto caso al divieto di sosta che vige nel sagrato e ha parcheggiato la sua utilitaria accanto al carro funebre. Ma la polizia municipale gli ha sottolineato questa mancanza e “al dolore per la dipartita della madre si è aggiunta adesso la multa per divieto di sosta”. Dice Franco Dani: “Ho pagato quanto mi si richiedeva, oltre 50 euro. Ringrazio i vigili per la sensibilità”.

Il Livorno conquista tre punti: rete di Paulinho contro l’Atalanta

paulinho-livorno-tuttacronacaAll’Armando Picchi si è giocato il lunch-match di questa 11a giornata di campionato. Il Livorno era arrivato dopo l’incredibile pareggio contro il Torino, match durante il quale ha visto sfumare la vittoria ma ha dimostrato tutta la sua grinta. Reduce da un pareggio anche l’Atalanta, che ha conquistato un punto contro l’Inter. Nel primo tempo le squadre hanno giocato in sostanziale equilibrio, nel quale però il Livorno si è reso più incisivo mentre gli uomini di Colantuono hanno pagato la lentezza delle loro manovre. La squadra di casa è riuscita a portarsi in vantaggio all’11’ con Paulinho che ha così siglato la sua quinta rete in campionato. Il livornese ha raccolto un passaggio filtrante di Greco e infilato Consigli in maniera imparabile. Al 34′ i nerazzurri sono rimasti in dieci: il centrocampista Carmona ha interrotto fallosamente una cavalcata di Mbaye ricevendo la seconda ammonizione e venendo espulso. Nella ripresa, due occasioni gol per il Livorno e un palo colpito da Duncan. Non la migliore delle partite, ma tre punti importantissimi per la squadra di casa.

Minaccia l’ex moglie: a casa aveva una bara artigianale

femminicidio-tuttacronacaNon solo ha tentato di aggredire l’ex moglie tamponandola con l’auto, ma aveva anche costruito una bara artigianale. E’ successo a Cavarzere, in provincia di Venezia, dove un pensionato 67enne è stato arrestato dai carabinieri di Adria dopo il tentativo di aggressione ai danni della donna, sua coetanea, trasferitasi proprio a causa di problemi familiari che si protraevano da circa quattro anni. L’uomo, che era stato già segnalato dai militari per comportamenti aggressivi nei confronti dell’ex coniuge e per maltrattamenti in famiglia, ha nuovamente pedinato la donna arrivando a tamponarla nel tentativo di bloccarla. La vittima, incolume, ha trovato riparo in un bar, da dove ha lanciato l’allarme. Il pensionato, rintracciato dai militari, avrebbe continuato a minacciare la donna. A quel punto son scattate le manette. Già in precedenza i carabinieri avevano rinvenuto nella sua abitazione una bara artigianale, sequestrata,  da lui stesso costruita e ritenuta dagli investigatori un messaggio macabro e pericoloso. Ieri il magistrato ha convalidato l’arresto e per il pensionato si sono poi aperte le porte del carcere.

La strage di ulivi in Salento… si teme il contagio in Italia

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C’è in corso una strage in Puglia ed è quella degli ulivi. Gli alberi secolari, capaci di produrre un’eccellenza alimentare come l’olio extravergine ora sono a rischio. Muoiono uno dopo l’altro in Salento, questi alberi autoctoni e ogni radice che viene sradicata è un colpo tremendo non solo all’ambiente ma anche all’economia di questa terra che da millenni produce un olio autoctono e legato a questo territorio capace di essere apprezzato anche in ambito internazionale. Antonio Guario, capo dell’Osservatorio fitosanitario regionale, afferma:

“Non abbiamo mai visto niente di simile in tutta la storia dell’agricoltura italiana”.

L’ulivo è la pianta simbolo di questa terra, ma purtroppo ora il simbolo è stato sostituito dal batterio killer che sta colpendo pianta dopo pianta con una velocità vertiginosa. L’allarme è anche per il resto d’Italia e anche in Europa, tanto che è stato deciso di comune accordo,tra Regione e ministero delle politiche Agricole, Alimentari e Forestali, di adottare misure rigidissime per non propagare il “virus”.

La scorsa primavera forse il problema è stato sottovalutato, poi d’improvviso, quando migliaia di alberi hanno cominciato a seccare. Cosa avviene? Ingiallimento delle foglie, imbrunimenti interni del legno, foglie accartocciate come fossero sigarette. Ma se all’inizio si pensava a un fungo ora invece si è capito che il male è molto più profondo: “Xylella fastidiosa”. Come spiega Il Fatto Quotidiano:

un batterio finora mai riscontrato in Europa e mai su questa specie vegetale. Di più. E’di tipo patogeno, inserito nell’elenco A1 della Eppo, l’Organizzazione intergovernativa responsabile della cooperazione europea per la salute delle piante. Tradotto, significa che rientra nella lista nera dei batteri da quarantena, necessariamente da isolare, a causa della sua portata infettiva.

Non si conosce come questo batterio sia arrivato nel nostro Paese, ma la prima città del Vecchio Continente a essere colpita è stata Gallipoli. Da lì, si è propagato a macchia d’olio, veicolato da insetti della famiglia dei Cicadellidi. “Sono state queste piccole cicale – spiega Guario – a pungere i vasi xilematici, assorbire la linfa e ritrasmettere il batterio su altri fusti”.

Come spiega ancora Il Fatto Quotidiano:

“Non si conosce ancora di preciso il numero degli ulivi da abbattere. Attendiamo il database dell’Agea per calcolarlo. Intanto, organizziamo i monitoraggi a tappeto. A metà mese, arriveranno anche due ricercatori dell’Università di Berkeley (Usa)”. A parlare è Angelo Delle Donne, al timone del Coordinamento degli ispettori fitosanitari dell’Ufficio provinciale agricoltura di Lecce. Nessuno può e vuole spingersi a ipotizzare la cifra del disastro ambientale ed economico. Un’idea, tuttavia, ce la si può fare: il Salento è terra che ospita una densità media di 80 ulivi ad ettaro. A rischio sradicamento, solo nell’areale già compromesso, sono, dunque, circa 600mila alberi. “Si sta valutando se espiantarli tutti”, ha confessato Guario. Su quelli stroncati a metà, si procederà, nel frattempo, con drastiche potature e con pesanti trattamenti fitosanitari sulle erbe infestanti intorno. Nessuna possibilità, invece, di interventi chimici diretti.

E’ un patrimonio inestimabile quello che sta andando in fumo. Nella speranza che il parassita non faccia altri scherzi e stermini altre coltivazioni. E’ la matassa che stanno provando a sbrogliare il Cnr e l’Università di Bari. Laddove Xylella fastidiosa è di casa, in California, ha fatto incetta di vitigni. Il ceppo presente in Puglia pare, comunque, di tipo ipovirulento, non in grado di massacrare viti e agrumi. Ha la forza di attaccare, però, anche oleandri, mandorli e soprattutto le querce, un altro degli alberi più diffusi nel Leccese. E’ per questo che ai vivai della zona è stato sospeso il passaporto di queste piante e imposto il divieto di commercializzarle. Una autentica mazzata, dopo quella delle palme colpite dal punteruolo rosso.

“Nessuno, né in Italia né in Europa, sta comprendendo la gravità della questione. Il ministro dell’Agricoltura, Nunzia De Girolamo, ci ha promesso un intervento, ma aspettiamo che lo concretizzi in atti e risorse. Non abbiamo tanto tempo”. L’assessore regionale all’Agricoltura, Fabrizio Nardoni, sa che almeno per tamponare l’emergenza servono “decine di milioni di euro” e che i quaranta esperti inviati da Roma per censire gli ulivi sono un minuscolo palliativo. In cassa ci sono solo pochi spiccioli. E l’intero Fondo di solidarietà nazionale, pari a 18 milioni di euro, non basterebbe a fronteggiare la sola urgenza. Senza contare che il deserto paesaggistico e ambientale che si sta prospettando è anche economico.

Souvenir dell’Olocausto, shock su eBay!

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Erano circa una trentina i  “souvenir dell’Olocausto” che erano stati messi in vendita su e-Bay, il sito di vendite online. Tra gli oggetti che venivano da Auschwitz, ci sarebbe stata anche la divisa di un panettiere polacco morto nel campo di concentramento e che era stata messa all’asta per 18mila dollari (più di 13mila euro). Sul sito erano comparsi anche spazzolini da denti, una valigia e scarpe appartenuti a prigionieri in campi di concentramento. Immediato il ritiro dei prodotti da parte di e-Bay che si è anche scusato e ha voluto contemporaneamente effettuare una donazione di 40mila dollari  in beneficienza.

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Battisti chiamato a tenere una conferenza: “Chi ha il diritto di vivere”

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Scoppiano le polemiche perché Cesare Battisti, terrà nei prossimi giorni,  una conferenza in un’università brasiliana dal titolo  “Chi ha il diritto di vivere”.

Battisti ex membro dei Pac, Proletari Armati per il Comunismo, condannato in Italia per quattro omicidi: quello di Pierluigi Torregiani, gioielliere ucciso durante una rapina il 16 febbraio del 1979, quello di Lino Sabbadin, un macellaio iscritto all’Msi, ucciso lo stesso giorno di Torregiani; quello della guardia carceraria Antonio Santoro; e infine per l’omicidio dell’agente della Digos Andrea Campagna.

Nelle vesti di conferenziere Battisti riceverà un compenso 1.500 Real, circa 500 euro, finanziato direttamente dal ministero dell’Educazione.”Battisti è stato chiamato per dar voce agli esiliati, agli imprigionati” ha spiegato Paulo Lopes, organizzatore del seminario, al quotidiano brasiliano “O estado”.

 

Se il tempo potesse fermarsi… esattamente ora!

disastro-tuttacronacaCadute rovinore, bicchieri che si rovesciano sul vestito, torte destinate a spiaccicarsi sul pavimento, un volo che si conclude nel peggiore dei modi… Siamo abituati a vederne gli effetti ma dei fotografi improvvisati sono riusciti a scattare una frazione di secondo prima. E gli utienti di Reddit han voluto condividere le immagini dell’istante prima della tragedia raccolte da BuzzFeed. Ecco quello che precede la catastrofe: l’attimo esatto in cui si vorrebbe il tempo si fermasse… per evitare l’irreparabile!

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Ilaria Cucchi difende la Cancellieri, ma…

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“Io e Lucia Uva, siamo state ricevute due volte, la seconda separatamente, dal ministro Cancellieri. E so che come noi il ministro ha incontrato anche vittime ‘sconosciute’. Entrambe siamo rimaste colpite dalla grande partecipazione del Ministro al nostro dolore. Partecipazione vera, addolorata per quanto i nostri cari hanno dovuto subire, per ciò che è potuto loro accadere e per ciò che ci stava accadendo nel nostro percorso giudiziario”. Questa la dichiarazione di Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, arrestato il 15 ottobre 2009 per droga e deceduto una settimana dopo in ospedale a Roma che poi ha aggiunto:  “Non so e non conosco la vicenda giudiziaria di Giulia Ligresti -conclude Ilaria Cucchi – quel che so è che se fosse stato ministro Lei, ed avesse saputo delle condizioni di mio fratello oggi, forse, non esisterebbe il caso Cucchi. Stefano, forse, sarebbe con noi”.

Forse ha ragione la sorella di Cucchi anche se purtroppo  restano ombre ancora da rischiarare… Basti  ricordare le parole del Guardasigilli sul caso Aldovrandi e sulla manifestazione degli agenti di polizia del Copasir sotto l’ufficio della madre della vittima. In quell’occasione Anna Maria Canellieri, affermò: “Episodio grave, da stigmatizzare, (quello dei poliziotti) ma nessun provvedimento. Resta un giudizio morale assolutamente negativo”. E non ci fu alcun seguito su quel tristissimo episodio.   Comunque ci auguriamo davvero che le speranze di quanti si trovano in condizioni psicologiche e fisiche drammatiche possano avere al più presto risposte dal ministro Cancellieri,  dato  che  lei si è già operata per così tante persone… Per esempio come mai Fabrizio Corona che sta passando un periodo di depressione ed è sotto effetto di psicofarmaci è ancora in carcere?   Anche  Corona quindi potrebbe essere a rischio! E allora come mai il ministro ancora non ha valutato il suo caso ? Eppure  perfino i giornali ne hanno parlato…  E nessuno è autorizzato a pensare che nel caso di Corona siamo di fronte a gossip e in quello della Ligresti a un dramma serio…

Posti in piedi alla posta! Venduti i numeri per saltare la coda

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Il business non andava male, in fondo chi non avrebbe pagato per saltare la coda alla posta? Chi offriva di più si aggiudicava il numero con la’ttesa più breve e poteva saltare comodamente la coda. A Napoli erano in quattro a operare all’interno della posta nei quartieri  Sanità, Piscinola e Secondigliano. I quattro uomini arrivavano anche  a falsificare  gli scontrini con delle riproduzioni perfette. Il ricavato recuperato dai carabinieri è stato di cento euro.

Quando l’amore… spezza un ramo!

impiccato-salvo-tuttacronacaLa festa dei morti scelta come notte per mettere fine alla propria vita. Perchè continuare ad esistere se si ha il cuore spezzato? E un ventinovenne ha così deciso di uccidersi, per amore. E di farlo nel cimitero di Pontevigodarzere, nel Padovano, impiccandosi ad un albero. Verso l’una di notte, una donna che abita proprio davanto al camposanto l’ha visto arrivare con in mano una corda ed ha avvisato i carabinieri. Che sono accorsi ma comunque troppo tardi. Non per il giovane però, ma per salvare il povero albero. Il 29enne, infatti, dopo aver attaccato il cappio ha tentato di compiere il gesto estremo ma il ramo non ha retto il suo peso e si è spezzato. Il giovane, a terra, è stato soccorso e trasportato all’ospedale.

Brunetta difende la Cancellieri e “condanna” la Stabilità

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Secondo il capogruppo del Pdl Renato Brunetta, ospite oggi a “L’Intervista” il programma di Maria Latella su SkyTg24, il ministro Anna Maria Cancellieri va difeso: “A lei tutta la solidarietà mia e di tutto il Pdl. Questa sarà la nostra posizione in aula martedì”. Il governo rischia molto di più sulla legge di stabilità: “Iniqua e incomprensibile, che favorisce gli elettori del centrosinistra e punisce quelli del centrodestra. Il rischio è pagare dai 2 agli 8 miliardi in più sulla casa. O questa cosa cambia o il governo Letta non esisterà più”.

Altro fronte che potrebbe far traballare l’esecutivo è quello della decadenza di Silvio Berlusconi: “Renzi e il partito di Repubblica vogliono far cadere il governo, un governo che abbiamo voluto. Oggi non possiamo accettare la decadenza di Berlusconi, un fatto che sarebbe incompatibile con la nostra presenza al governo”. A terremotare Letta non è la posizione dei governisti del Pdl: “La preoccupazione di Alfano è dare al paese un governo stabile”. Secondo il capogruppo del Pdl bisogna guardare verso via del Nazareno: “Mi chiedo quale sia il senso di responsabilità del Pd. Epifani disse addirittura il 2 agosto che avrebbe votato per la decadenza, in piedi e paonazzo, senza aver nemmeno letto la sentenza. È questa la pacificazione?”.

Non c’è Marina nel futuro di Forza Italia: “Berlusconi ha conquistato la leadership sul campo. Aspettiamo che qualcun altro lo faccia. A Marina non interessa, lo ha dichiarato mille volte, perché questo accanimento? Sono invenzioni dei giornalisti”.

Infine un passaggio su Matteo Renzi: “Renzi è il segno dei tempi, il segno della crisi di un partito in preda al caos. Se vince, il Pd si spaccherà”.

Scivolo d’oro per i militari, molti di loro in pensione a 50 anni! La Fornero non vale

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Lo scivolo d’oro dei militari, preparato da Monti e portato avanti dal Governo Letta, perché le forze armate in Italia, andranno in pensione con 10 anni di anticipo e retribuiti quasi a pieno all’ 85% dell’ultimo stipendio.  Quindi chi avrà compiuto 50 anni avrà lo scivolo pensato dall’ex ministro e ammiraglio Di Paola.Chi andrà in pensione potrà fare anche altri lavori, senza alcuna penalizzazione, quindi senza essere assunti in nero, ma anzi tranquillamente, alla luce del sole. Usufruiranno della pensione e di un eventuale stipendio. Naturalmente sono anche pronte le consulenze nelle Forze Armate o in aziende collegate a esse.

Nessuno se ne sarebbe accorto se a un vecchio ufficiale ormai in pensione ma ancora addentro alle segrete cose non si fosse rivoltato lo stomaco e avesse rivelato tutto a un giornalista del Corriere della Sera, Goffredo Buccini.

“In un Paese di esodati e precari possiamo portare avanti uno scandalo del genere?  è uno scivolo d’oro, come diavolo si fa a spiegarlo alla gente?”.

Spiega Goffredo Buccini:

“La riforma delle riforme, lanciata con lo slogan ”meno generali, più tecnologia”, con l’obiettivo di ridurre gli organici di 35 mila uomini in 12 anni, sta tutta qui, atti del governo 32 e 33, decreti attuativi della legge 244 del 2012 voluta da Giampaolo Di Paola, allora ministro del governo Monti dopo una carriera da ammiraglio approdata sullo scranno di capo di Stato maggiore della Difesa. I provvedimenti del governo Letta recepiscono il lavoro dell’esecutivo precedente, Mario Mauro assorbe la visione del predecessore con le stellette”.

Spiega ancora Goffredo Buccini:

“Quest’anno in un bilancio di circa 14 miliardi per la “funzione difesa” (la “funzione sicurezza” con i carabinieri è a parte) i costi del personale gravano per il 67 per cento, il 10 per cento va all’addestramento (pericolosamente scarso) e il 23 agli investimenti; il mantra di Di Paola è 50, 25 e 25. Ovvero meno uomini, armi migliori e usate meglio”.

Ma, avverte Buccini, il trucco c’è

“e s’intravede. Molto resta a carico della spesa pubblica e quindi delle nostre tasche, tramite tre canali: il passaggio del personale ad altro ministero, il prepensionamento e, soprattutto, l’«esenzione dal servizio», comma sesto dell’articolo 2209, il punto più controverso nella disciplina del periodo transitorio: dai 50 anni in poi (dieci anni prima del congedo) si può entrare in un magico limbo, lo «scivolo d’oro» appunto, grazie al quale si conserva l’ottantacinque per cento dello stipendio senza lavorare più nemmeno un solo giorno, con tanto di pensione piena; non è esclusa neppure la facoltà di fare altri lavori (il reddito non si cumula). Questo bonus decennale per le forze armate in (libera) uscita verrà inserito nel codice dell’ordinamento militare a meno che Camera e Senato non si mettano di traverso in modo plateale (è solo previsto un loro parere) spingendo il governo a ripensarci”.

La norma scandalo era già passata all’esame del Senato e stava per superare, nell’ignoranza, nel silenzio o nella complicità dei parlamentari, anche lo scoglio della Camera.

Quando si parla di sprechi dei militari:

“si pensa ai circoli (storica la querelle su quello degli ufficiali a palazzo Barberini, a Roma) o agli stabilimenti balneari (tutta roba che ormai è affidata in buona parte a privati). E certo fa sorridere la battaglia a suon di finanziamenti di Fregene nord contro Fregene sud, scolpita nel rapporto Monti di due anni or sono, un milione di qua, duecentomila euro di là alle rispettive spiagge con cabine riservate alle stellette.

“Fanno mugugnare noialtri gli alberghi camuffati da centri di addestramento dove soggiornare da Dobbiaco ad Alghero per una trentina d’euro a persona; l’«ausiliaria» che ancora consente un 24 per cento in più di pensione garantita per un molto improbabile richiamo in servizio nei cinque anni successivi al congedo (dovesse scapparci una guerra…); già nel 2006 la senatrice Silvana Pisa, Sinistra democratica, rilevava persino le spese di «rifacimento letti» negli appartamenti di generali e ammiragli al top della carriera, parte di un esborso di tre milioni e mezzo l’anno per la pulizia dei loro 44 alloggi di servizio e rappresentanza”.

Mamma a 11 anni: succede nel Leccese

baby-mamme-tuttacronacaSua madre ebbe il primo figlio a 13 anni e ora lei, a soli 11 anni, è al quinto mese di gravidanza. La ragazzina, che frequenta la prima media, vive nell’hinterland Leccese e la notizia del suo stato interessante ha stravolto un paesino del Salento. Il futuro papà ha invece 17 anni. La giovane avrebbe cercato di nasconderlo a tutti, ma la madre, che c’è passata prima di lei, si è accorta della reale situazione, anche perchè sia lei che il padre della futura mamma hanno avuto i primi sospetti vedendo la figlia mettere su chili e arrotondarsi sempre di più. Una visita dal ginecologo ha poi sciolto i dubbi. Ora la futura nonna si è rivolta alla dirigente scolastica per cercare di far ridurre il clamore della vicenda.

Davide Betti, aggredito perchè gay

davide-betti-tuttacronacaInsultato e picchiato perché gay: è accaduto di fronte alla stazione Susa di Torino e ora è la vittima, Davide Betti, a prendere la parola e a parlare di “Un’aggressione omofoba pianificata in ogni particolare. Ho rischiato la vita, solo ora mi sento di raccontare cosa è accaduto”. Il 29enne, collaboratore del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Fabrizio Comba e coordinatore nazionale dell’associazione GayLib, è ancora in prognosi riservata, ricoverato all’ospedale di Susa, nel Torinese. Come spiega La Stampa, il giovane è in prognosi riservata a causa dell’emorragia interna nell’addome, riportata in seguito al pestaggio, che non si è ancora assorbita del tutto. L’aggressione è avvenuta nella notte tra il 22 e il 23 ottobre scorso. Così la racconta: “Era una sera come tante altre, sono andato a trovare alcuni amici che abitano non troppo distante dalla mia abitazione, poi, attorno alle 2, mi sono incamminato per tornare a casa. Più o meno a Porta Susa, la vecchia stazione, due uomini mi hanno avvicinato. Italiani, accento del Sud, sui trent’anni. ‘Fr***o’, mi hanno urlato, poi hanno iniziato a picchiarmi. Spintoni, calci, pugni in pieno volto. Poi ancora insulti, sempre legati alla sessualità”. Quando gli aggressori se ne vanno, Betti riesce a raggiungere il pronto soccorso, dove viene medicato. “Quando esco, decido di andare a casa dai miei genitori, a Gravere, in Val di Susa”.  Ma le ore scorrono e il dolore si acutizza. Recatosi all’ospedale di Susa, viene ricoverato d’urgenza e trasferito nel reparto di Chirurgia. “Le emorragie interne sono state definite gravi e ancora adesso non so quando potrò essere dimesso”, racconta Davide che ieri, sul suo profilo Facebook, ha rassicurato gli amici sul miglioramento delle sue condizioni di salute, in particolare per avere evitato l’intervento chirurgico. “Spero di uscire la prossima settimana”. Nel frattempo è stata aperta un’inchiesta e gli investigatori del nucleo operativo del Comando provinciale di Torino stanno indagando sull’accaduto.

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