L’autostrada dei veleni: cromo esavalente sotto la A4

autostrada-veleni-a4-tuttacronacaE’ un reportage di Sky, a cura di Diletta Giuffrida, a spiegare come, durante gli scavi di un tunnel della Tav, è stato trovato sotto il manto stradale dell’A4 lungo il tratto Milano Brescia cromo esavalente in concentrazioni 140 volte superiori ai limiti di legge. Non solo, quindi, scarti di lavorazione e scorie di fonderia usati 25 anni fa per realizzare la terza corsia di quella che già qualcuno chiama l’Autostrada dei veleni. Silvio Parzanini, di Legambiente, spiega: “Questo è solo l’ultimo caso. Nel giro di un paio di chilometri chi sta lavorando alla Tav ha incrociato già quattro luoghi contaminati”. Mentre un residente di Castegnato, in provincia di Brescia, sottolinea: “Tutti sanno cosa hanno nascosto dentro le cave e non facciano i puritani adesso; che ricordino quando si buttava giù ogni ben di dio e nessuno controllava niente, a nessuno interessava niente”. Non solo, è anche impossibile escludere con certezza che ci sia un nesso tra i casi di leucemia riscontrati in alcune zone e l’inquinamento del territorio. La responsabile dell’Arpa di Brescia, Maria Luisa Pastore, spiega: “Il problema è quando i rifiuti vengono a contatto con l’acqua piovana, che può mobilitare sostanze contaminanti verso il terreno e verso le acque sotterranee”. La Procura di Brescia intanto, con i carabinieri del Noe, ha avviato un’indagine per smaltimento illecito di rifiuti. Le analisi dell’Arpa proseguono anche sulla terra dei campi limitrofa al cantiere. Perché, come chiede da tempo anche Legambiente, occorre sapere fino a dove si estende il fenomeno dei rifiuti sotto la A4.

Ecco come si nutriva il “calcioscommesse”

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Ha confessato Antonio Bellavista, 33 anni, ex capitano del Bari che agli inquirenti ha raccontato come: “c’era la volontà di corrompere i giocatori, ma non ci sono mai riuscito” e poi ha aggiunto: “nulla è mai andato a buon fine, come risulta dalle intercettazioni” per precisare anche che “ero uno scommettitore  e da scommettitore ho il rammarico, purtroppo, di non avere scommesso su Brescia-Lecce e Palermo-Napoli, manipolate, ma non da me. Ho scommesso e vinto su 25 gare, sulle quali circolavano voci. Fra queste Siena-Sassuolo. Dissi a un giornalista di chiamare Conte, allenatore del Siena, perché Erodiani aveva la disponibilità del Sassuolo a perdere”.

Quanto costava comprare e vendere le partite?

“250/300mila euro per le partite di Serie A – racconta Bellavista -, 150/200mila euro per le partite di Serie B e 50/60mila euro per le partite di Serie C”.

Un’autostrada per la morte: fra i lavori per la Tav si trova… il cromo!

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Un’autostrada per la morte ovvero scorie di cromo in concentrazione 1.400 volte oltre i limiti consentiti dalla legge sono state trovate dall’Arpa di Brescia sotto l’autostrada A4. La corsia numero tre in particolare è stata realizzata ignorando le scorie altamente tossiche di cui era impregnato il terreno nella zona di Castegnato, nel Bresciano. Un altro tristissimo esempio di speculazione selvaggia.

 “Abbiamo fatto questo intervento sull’attraversamento della Tav, trovando cromo nei terreni analizzati”, ha confermato la direttrice dell’Arpa di Brescia, Maria Luisa Pastore. Secondo il sindaco di Castegnato (Brescia), Giuseppe Orizio, il cromo non avrebbe però raggiunto le falde acquifere del paese. “L’acqua che bevono gli abitanti di Castegnato è sicura – sottolinea il primo cittadino -. Non ci sono tracce di cromo, nonostante il nostro territorio per anni sia stato abusato di discariche illegittime”.

Trema l’Italia da Nord a Sud: terremoto in Lombardia e Sicilia

terremoto-messina-tuttacronacaPaura in Italia nella notte a causa del terremoto. Una scossa di magnitudo 3.2 è stata registrata in Lombardia, nel Bresciano, poco dopo le 4. Secondo i rilevamenti dell’Ingv, il sisma ha avuto ipocentro a 10,9 km di profondità ed epicentro in prossimità dei comuni di Azzano Mella, Berlingo, Castegnano, Flero, Gussago, Longhena, Mairano, Ospitaletto, Passirano, Rovato e Trenzano. Non si sono registrati danni ma solo qualche spavento. Più tardi, alle 5.20, una forte scossa di terremoto di magnitudo 4 è stata registrata nello stretto di Messina, davanti alle coste siciliane e calabresi. Secondo i rilevamenti dell’Ingv, il sisma ha avuto ipocentro a 7,3 km di profondità ed epicentro in prossimità di Messina e dei comuni reggini di Campo Calabro e Villa San Giovanni. Nessun danno a cose o persone è stato segnalato ma l’evento e’ stato avvertito distintamente dalla popolazione a Messina e Reggio Calabria. Numerosi abitanti spaventati sono scesi in strada. Il centralino dei Vigili del fuoco e’ stato tempestato dalle telefonate di persone allarmate. La Protezione civile, che sta monitorando la situazione, ha confermato comunque che al momento non vengono segnalati danni a persone o cose questa eventualità. La scossa è stata seguita alle 5:58 da una replica di magnitudo 2.8, con ipocentro a 4,3 km di profondità ed epicentro in prossimità di Messina, Reggio Calabria e Villa San Giovanni. Un nuovo evento è stato in seguito registrato alle 9.10 nel distretto sismico dei Golfi di Patti e di Milazzo. Il sisma, di magnitudo 2.1, ha avuto ipocentro a 8.1 km di profondità mentre l’epicentro è stato localizzato tra i comuni messinesi di Falcone, Furnari, Oliveri e Patti.

Uccide un ladro in casa: fermato dai carabinieri!

serle-ladro-ucciso-tuttacronacaIeri sera Mirko Franzoni, meccanico 29enne, ha ucciso con un colpo di fucile da caccia un 26enne albanese che si era introdotto in un’abitazione per rubare. Il fatto è accaduto poco dopo le 22 in via Marconi a Serle, in provincia di Brescia. Il 29enne è stato fermato dai carabinieri. La vicenda la ricostruisce il Messaggero:

Franzoni, proprietario di una villa che si affaccia sulla strada, avvertito probabilmente dai vicini di movimenti sospetti, è tornato a casa in compagnia di alcuni amici e ha visto all’interno della sua proprietà un ladro. Con gli amici avrebbe inseguito il malvivente, che ha tentato la fuga, in un vicolo vicino all’abitazione. Una volta raggiunto, sarebbe nata una colluttazione tra il proprietario di casa, gli amici e il giovane ladro. Improvvisamente sarebbe partito un colpo di fucile che ha ucciso il 26enne di origini albanesi. Sul posto sono arrivati i carabinieri della Compagnia di Brescia che stanno ricostruendo l’intera vicenda. In particolare, gli uomini dell’Arma stanno cercando di capire se il colpo sia partito accidentalmente, in un eccesso di legittima difesa, o se invece il proprietario di casa abbia sparato intenzionalmente. Per questo hanno interrogato a lungo Mirko Franzoni nella caserma di Nuvolento (Brescia) Serle è un Comune di poco più di tremila abitanti e appartiene alla Comunità Montana della Valle Sabbia. L’episodio avvenuto questa sera ricorda quello che nel giugno scorso vide coinvolto a Roma un imprenditore di 81 anni, Ilario D’Apollonio, che sparò contro uno dei banditi entrati nella sua villa sulla Nomentana dopo che i malviventi avevano imbavagliato e legato la moglie. In quella occasione morì un romeno, Nicolae Valentin Barbat, di 36 anni A luglio, invece, un 32enne di Legnaro (Padova), Walter Onichini, sparò con il suo fucile da caccia contro un gruppo di ladri che gli stavano rubando l’auto, ferendone uno.

Sotto shock! Un uomo trova un ladro in casa, gli spara e lo uccide

uccide-ladro-tuttacronacaE’ sotto shock un uomo che, rientrato a casa, ha trovato un ladro, l’ha inseguito e ha avuto uno scontro con lui. Nel corso della collutazione, però, è partito un colpo di pistola che ha ucciso il delinquente. Il fatto è avvenuto in provincia di Brescia, a Serle. La vittima era di origini albanesi. Sul luogo sono giunti i carabinieri della città lombarda, che indagano sull’accaduto.

Gli negano il prestito e dà fuoco alla banca

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Cittadini esasperati che la crisi ha reso potenziali “mine vaganti”. L’ultimo è un 69enne che aveva riposto tutte le sue speranze in un prestito in banca, ma davanti al rifiuto dell’istituto di credito ha appiccato fuoco alla filiale, rimanendo anche ferito. Il fatto è accaduto a Brescia e l’uomo, di origini casertane, è in stato di arresto anche se al momento è stato ricoverato in ospedale. L’incendio poi è stato domato in tempi rapidi. Cosa spinge un 69enne a chiedere un prestito in banca quando a quell’età invece si sognerebbe solo di lasciarsi alle spalle i mutui e le rate? Può davvero lo stato riuscire ad arrivare a quanti hanno bisogno di un aiuto nell’età avanzata? Sembra che la crisi non la stia pagando solo chi è giovane, ma anche gli anziani, la classe media e tutti gli imprenditori che ormai sono al collasso… intanto in parlamento si chiede la fiducia, ma un cittadino un prestito non lo ottiene… per lui non c’è fiducia che valga!

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Lo sfogo di Balo

mario-balotelli-tuttacronacaLa vicenda sulla paternità della piccola Pia Fico è arrivata in tribunale a Brescia e ora per la prima volta Mario Balotelli ne parla alla Gazzetta dello Sport. “È una storia che mi ha fatto stare male. Ho vissuto mesi difficili e anche in campo il mio rendimento ne ha risentito. Ci sono rimasto malissimo perché avevo creduto che lei mi volesse bene. Invece aveva fatto solo un progetto su di me. Ho imparato una lezione e spero che non ci vada di mezzo la bambina”. Al riguardo della piccola Pia, spiega: “Ho ancora dei dubbi sul fatto che possa essermi figlia, certo. Altrimenti non avrei chiesto più volte di verificare. Per un anno intero coi miei avvocati ho cercato un accordo con la Fico su dove, e come, fare il test del Dna. Poi ad aprile è cominciata la causa in Tribunale”. Prosegue quindi Balo, spiegando com’è venuto a conoscenza della gravidanza: “Ho saputo della gravidanza durante l’Europeo, ma la stranezza è che qualche giorno prima avevo saputo da amici comuni che lei aveva già rilasciato un’intervista, rivelando lo scoop. E il settimanale era già in stampa quando ricevetti la telefonata…”. Se la bimba, che ha appena compiuto un anno, fosse realmente sua figlia, “spero solo che i giudici non mi diranno soltanto di dare dei soldi alla Fico, perché vorrei anche poter fare il padre stando attento che nessuno danneggi la bambina per smania di notorietà”. E parlando dell’assegno mensile eventualmente da allungare a Raffaella per il mantenimento: “Non dico la cifra, perché spero che Pia crescendo non lo sappia mai. Dico solo che hanno sbagliato persona, forse mi hanno scambiato per un emiro o un petroliere”. SuperMario non manca neanche di parlare del calendario sexy della Fico: “Non sono scandalizzato, sono preoccupato. Lei è libera di fare ciò che vuole, io però sono libero di avere un’altra idea dell’immagine che i genitori devono dare ai loro figli. Ha fatto il calendario perché le servono soldi per mantenere Pia? Ma dài, lo sanno tutti che alla Fico i soldi non mancano”.

Balo: “Pronto a fare il mio dovere di padre se Pia dovesse essere figlia mia”

fico-balotelli-tuttacronacaPrima udienza in Tribunale a Brescia per stabilire la paternità di Pia, la bambina di Raffaella Fico. Balotelli, tramite i suoi legali Cristian Azzolini, Vittorio Rigo e Alessandra Capuano, fa sapere di esser pronto ad assumersi le sue responsabilità di padre, se gli esami del Dna verificheranno che la piccola è sua figlia.“Se Pia dovesse essere mia figlia, sarò pronto a fare il mio dovere”. La vicenda Balo-Fico, quindi, è approdata in Tribunale e ora, dopo accuse reciproche e dichiarazioni forti, spetterà a un giudice mettere la parole fine alla questione e stabilire se Pia è figlia di SuperMario o no. Entrambi i protagonisti sono stati rappresentati dai loro avvocati e non sono comparsi a Brescia. Nei giorni scorsi, la showgirlo aveva raccontato a Pomeriggio Cinque: “Anche se il test del dna non c’è ancora stato, lui è il padre di mia figlia. Può dire tutto quello che vuole ma la verità è questa. Io sto subendo tante cose cattive da parte del padre di mia figlia. Se lui la vuole conoscere, io sono pronta anche a venire su a Milano, se lui non trova il tempo…” La prossima udienza è prevista per il 2014 ma intanto, proprio oggi, la piccola Pia ha compiuto un anno.

UOVA ALLA DIOSSINA IN LOMBARDIA!!!

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Sono ben due le sostanze cancerogene riscontrate nelle uova in Lombardia: diossina e pcb. L’Asl ha riscontrato queste due sostanze in almeno 23 pollai  tra Milano, Sesto San Giovanni e Monza Brianza, in 15 allevamenti di Cerro al Lambro e in 9 di Mantova e hinterland. I tassi di diossina superano il limite europeo di 5 picogrammi per grammo di grasso e secondo le analisi effettuate finora dall’Asl il 76% delle uova nei pollai degli allevamenti in Lombardia sono avvelenate. Questi dati sono emersi grazie al piano varato dal ministero della Salute in tutti  i 57 siti inquinati di interesse nazionale (sette quelli lombardi), per verificare la presenza di contaminanti nelle uova e nel latte. I dipartimenti di prevenzione veterinaria dell’Asl hanno analizzato campioni di uova di 30 allevamenti per autoconsumo (non destinati a finire sui banchi di negozi e supermercati) che si trovano nel raggio di 10 chilometri dal sito di Sesto San Giovanni, altrettanti per il polo industriale di Mantova e 31 per il sito di Cerro al Lambro. Entro la fine dell’anno il monitoraggio sarà concluso anche per le aree inquinate di Milano Bovisa, Pioltello-Rodano e Brescia-Caffaro.

Salvini, Calderoli e Borghezio in manette: manifestazione per Lancini

salvini-calderoli-manette-tuttacronacaL’8 novembre è stato arrestato il sindaco di Adro, nel Bresciano, il leghista Oscar Lancini, con l’accusa di falso e turbata libertà degli incanti. Oggi sono state oltre mille le persone che, nel paese, hanno preso parte alla manifestazione a sostegno del primo cittadino. Presenti anche il senatore leghista Roberto Calderoli, l’europarlamentare Mario Borghezio e il segretario lombardo Matteo Salvini, oltre a numerosi amministratori locali del Carroccio, con tanto di manette ai polsi. Per Borghezio “l’arresto di Lancini è stata una por***a”. Duro anche Salvini: “Lo Stato fa le leggi per svuotare le carceri e liberare i criminali e poi arresta gli amministratori che governano per il bene della loro gente”. Il corteo è giunto fino aal’abitazione di Lancini, che ha salutato con la mano dalla finestra pur non mostrandosi. Salvini ha detto: “Se tra una settimana non ti hanno liberato, domenica prossima verremo a liberarti noi”. Si è invece mostrata la moglie del sindaco, che ha ringraziato il politico e ha riferito ai giornalisti: “Mio marito è distrutto. Non sta più mangiando da una settimana”.

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Oscar Lancini, il sindaco leghista arrestato nel Bresciano

oscar-lancini-tuttacronacaE’ stato arrestato oggi e si trova agli arresti domiciliari il sindaco di Adro, nel bresciano, Oscar Lancini, noto per aver tappezzato con il simbolo del sole delle Alpi la scuola elementare del paese di cui è Primo Cittadino. Il leghista è indagato con altre 23 persone perchè avrebbe favorito alcune aziende nella gara d’appalto per la realizzazione di alcune opere in paese ed è accusato di falso in atto pubblico, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e turbata libertà degli incanti. All’apprendere la notizia il leader della Lega ha commentato: “Sono veramente sorpreso” e aggiunto: “Conosco da tanto tempo Oscar Lancini. È un bravo sindaco, una persona onesta, sono certo che dimostrerà la totale estraneità dalle accuse mosse”. Da parte sua Salvini ha detto all’Ansa: “A Oscar Lancini tutta la mia solidarietà, nella convinzione che uscirà pulito da questa faccenda” e, sul suo profilo Facebook, ha scritto: “puzza di attacco alla Lega che cresce e fa paura. Oscar Lancini è uno dei migliori sindaci che ci siano in giro, amato e super-votato dai suoi cittadini, che hanno ottimi servizi senza essere massacrati da nuove tasse. Lancini, da buon leghista, ha sempre lavorato per favorire la nostra gente e le nostre imprese ovviamente nel rispetto della Legge. A qualcuno questo non piace. A me sì!”. Lancini, imprenditore 48enne, figurava tra i candidati del suo partito alla Lega al Senato alle scorse elezioni politiche ma non era stato eletto. Divenne famoso nel 2010, per aver negato la mensa ai bambini della scuola elementare del paese, l’istituto comprensivo ‘Gianfranco Miglio’, i cui genitori non erano in regola per il pagamento, oltre che per la vicenda dei simboli leghisti. Nel secondo caso, fu necessario l’intervento dell’allora ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini, per rimuovere i simboli del Sole delle Alpi e Lancini fu anche condannato dalla Corte dei Conti per questa vicenda al pagamento di circa 10.600 euro con suoi sei assessori. Èinoltre indagato per peculato su denuncia della Cgil, perchè aveva inviato alle famiglie di Adro delle lettere su carta intestata del Comune per replicare ad alcune prese di posizione della stessa Camera del Lavoro di Brescia.

A chi dà fastidio? lapide nera in ricordo del figlio

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A chi dà fastidio? Ognuno ha le sue tradizioni e ognuno dovrebbe avere il diritto di ricordare il proprio figlio, morto a soli 22 anni in un incidente stradale secondo le proprie usanze e secondo le proprie tradizioni. A chi dà fastidio la lapide nera  a Paderno Franciacorta (Brescia) che ricorda la vita spezzata di Anton Novgorodov? Sembra che alcuni cittadini si siano lamentati e a quel punto il sindaco Antonio Vivenzi si trova davanti al dilemma del che fare. Cerca, spiega, un accordo con la mamma. Non per far distruggere il marmo ma solo per spostare la sepoltura in un altro angolo del cimitero. La mamma sembra ragionevole poi però scrive una lettera disperata al giornale locale BresciaOggi. In cui spiega, tra le altre cose, che la sua religione vieta di spostare un morto dopo la sepoltura.

 Così la madre scrive una lettera a BresciaOggi:

«Sono una madre disperata. Due anni fa è venuto a mancare mio figlio di soli 22 anni in un incidente stradale in moto. Suo padre, che abita in Russia, ha deciso di realizzare in suo ricordo una lapide di marmo nero, così com’è tradizione in Russia quando un giovane perde la vita improvvisamente. Si tratta di una lapide di piccole dimensioni, non imponente né troppo vistosa; sulla parte anteriore vi è, sfumata nel marmo, la foto del visto sorridente di mio figlio.

Appena la lapide è stata collocata alcune persone di Paderno si sono lamentate col sindaco per il colore diverso dalle altre. Il Comune mi ha dato 30 giorni di tempo per cambiare il colore del marmo, se non lo farò entro il tempo prestabilito la butteranno giù. Ho chiesto consiglio anche al prete di Paderno, ma non mi ha ascoltato. Vorrei guardare negli occhi quelle persone che si sono lamentate vedendo il volto sorridente di mio figlio sulla lapide nera. Che fastidio dà loro? Perchè il suo volto sorridente è sul marmo nero? O perchè è straniero? Sono già distrutta dal dolore della perdita di mio figlio e in più la gente insensibile e senza cuore ha il coraggio di lamentarsi. Ho bisogno di aiuto per non far togliere la lapide dal cimitero di Paderno Franciacorta, se ciò dovesse accadere sarebbe come perdere di nuovo mio figlio».

 

Cascina degli orrori a Brescia: corpi di vitelli e cani dilaniati

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«Oggi ho visto scene da film horror in questa cascina». Le parole sono quelle di una  veterinaria dell’Asl di Brescia e si riferiscono ai corpi dilaniati di cani e vitelli morti abbandonati in un prato fuori da un’azienda agricola di Nuvolera, a circa 20 km da Brescia. Ma se questo non bastasse a far gridare all’orrore ci sono anche gli altri corpi di cani bruciati tra i rifiuti e diverse ossa di animali sparse ovunque,  compresi mascelle e teschi con tutta probabilità di cani. Il titolare dell’attività, un veterinario di 56 anni, è stato denunciato alla magistratura; intanto, nei prossimi giorni, le forze dell’ordine compiranno altri accertamenti utili alle indagini.

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Balotelli coinvolto in un incidente automobilistico

Mario-Balotelli-incidente-tuttacronacaNon è certo il migliore dei periodi questo per Mario Balotelli. Solo ieri il giocatore aveva deciso di cambiar vita: via la cresta, gli orecchini di diamanti, la villa e anche la sua amata Ferrari. E oggi si trovava a bordo di un’auto aziendale della società rossonera (anche se ancora non è certo, visto che c’è chi parla dell’Audi dell’attaccante), diretto a Brescia per trovare la sua famiglia, quando è stato coinvolto in un tamponamento in autostrada. Al momento non sono ancora conosciute dinamiche ed entità dell’incidente, ma il giocatore non ha riportato conseguenze. A darne la notizia Sport Mediaset, su comunicazione fornita dal Milan, che si è limitato a confermare l’incidente stradale, senza tuttavia fornire aggiornamenti né sullo stato di salute del numero 45 né sull’entità dei danni.
balo-tweetOvviamente una simile notizia non poteva passare inosservata e la rete si è subito attivata: ecco allora che in Twitter è comparso l’hashtag #Balotelli. Una prima, istintiva preoccupazione a sentir parlare di un incidente automobilisco è poi scemata quando si è saputo che si trattava in realtà di un tamponamento. Le condizioni di salute non sono ancora state accertate, ma c’è già chi fa dell’ironia.

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Il Castello di Kafka? No, la giustizia italiana

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L’imputato è un inserviente bresciano di un asilo accusato di violenze sessuali su quattro bambini, che sarebbero state commesse nel 2001.

Sentenze, fra Brescia e Milano:

nel 2004 il tribunale lo condanna a 15 anni.
Nel 2006 la Corte d’Appello conferma la condanna.
Nel 2007 la Cassazione annulla la sentenza.
Nel 2008 nel processo bis la Corte d’Appello lo assolve.
Ma la Cassazione nel 2009 annulla l’assoluzione.
Processo tris: nel 2011 la Corte d’Appello lo assolve di nuovo.
Nel 2012 la Cassazione annulla ancora l’assoluzione.
Processo quater nel 2013: Corte d’Appello condanna a 13 anni.
Si attende ora il verdetto della Cassazione.

Sarà il nono grado di giudizio. Per fare un paragone con processi super controversi della nostra storia, per la strage di Piazza Fontana ci sono stati 8 gradi di giudizio, per l’omicidio del commissario Luigi Calabresi 7 gradi.

Il caso, spiega Luigi Ferrarella sul Corriere della Sera, è finito alla corte di Strasburgo

“Tralasciando il merito intricato di una vicenda delicatissima che a quasi 12 anni dai fatti afferra ancora non solo l’imputato ma anche le parti civili dei bimbi e delle loro famiglie, la difesa ora sperimenta due questioni più generali: una sulla tenuta della regola della condanna solo se «oltre ogni ragionevole dubbio», e l’altra sull’apparente impossibilità di prospettare alla giustizia europea una eventuale durata irragionevole del processo italiano se prima il processo stesso, in un gioco di rimbalzi di annullamenti e controannullamenti, non finisce mai perché mai diventano definitive o l’assoluzione o la condanna.

Sul primo versante il professore Guglielmo Gulotta, specie dopo l’archiviazione di tre iniziali coindagati nella scuola e l’assoluzione di altre tre coimputate, pone a raffronto la peculiare sequenza di altalenanti decisioni con il secondo comma dell’articolo 530 del codice di procedura, in base al quale il giudice è obbligato a pronunciare sentenza di assoluzione non solo quando «manca la prova» che il fatto sussiste, ma anche quando questa prova è «insufficiente o contraddittoria»: e allora, nella prospettiva della difesa, già questa «massa eterogenea di decisioni tra loro diametralmente opposte», con differenti principi di valutazione della prova additati perfino dalla stessa sezione di Cassazione in due diversi giudizi (ovviamente con giudici diversi) a proposito del possibile «contagio dichiarativo» tra bimbi o fra bimbi e genitori, sarebbe dimostrazione del fatto che una eventuale nuova condanna non potrebbe superare la soglia dell’«oltre ogni ragionevole dubbio» disegnata nel tempo dalla giurisprudenza di legittimità.

La seconda questione appare più concreta e verte sul principio della «ragionevole durata» del processo, sancita dall’articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (Cedu) e incorporata dall’articolo 111 della Costituzione italiana. Un numero secco per stabilire quanti anni sia «ragionevole» che duri un processo non esiste e nemmeno potrebbe esistere, dipendendo dalla combinazione di una pluralità di fattori come la complessità del caso, il comportamento dell’imputato, la condotta delle varie autorità giudiziarie. E un imputato può dolersi davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo della pretesa irragionevole durata del suo processo soltanto quando abbia finito di utilizzare tutti i rimedi (non solo presenti in teoria ma anche effettivi in concreto) offerti dall’ordinamento del suo Paese, quindi in Italia per definizione solo quando abbia esperito tutti i gradi di giudizio sino al passare in giudicato definitivo di una sentenza in Cassazione. Ma il sistema italiano non ha una norma di chiusura che scongiuri l’eventualità che un processo non approdi mai a una conclusione in un tempo ragionevole a causa dei possibili ripetuti annullamenti con rinvio da parte della cassazione, e delle successive impugnazioni delle sentenze di merito di condanna (da parte della difesa) o di assoluzione (da parte dell’accusa).”

Spinto cade sotto un treno, 16enne salvo per miracolo

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Tutto si è svolto nell’arco di pochi secondi, ma per fortuna che quegli attimi non sono diventati mortali per un 16enne che spintonato da alcuni ragazzi che stavano fuggendo dalla Polfer dopo essere stati trovati senza biglietto. Proprio nell’attimo in cui il ragazzo è scivolato dai binari, alla stazione di Brescia, il treno stava transitando. La vittima, giocatore delle giovanili del Lumezzane, fortunatamente è riuscito a rannicchiarsi evitando di essere travolto. il giovane per precauzione è stato trasportato in ospedale, ma le sue condizioni non sarebbero gravi.

Sangue nel Bresciano: anziana accoltellata dal marito

calvirano-omicidio-tuttacronacaDrammatica notte a Calvisano, nel Bresciano, dove un uomo ha colpito diverse volte l’anziana moglie con un coltello uccidendola e ferendo anche il nipote, che era accorso per difendere la nonna. L’omicidio è avvenuto nell’appartamento della coppia, in via Lechi, e per la donna sono stati inutili i soccorsi essendo stata ferita a morte. Il nipote è invece stato trasportato in ospedale: vessa in gravi condizioni ma non è in pericolo di vita. I carabinieri della compagnia di Desenzano guidati dal capitano Fabrizio Massimo hanno già fermato l’assassino. Sul posto per i rilievi i militari della Scientifica.

“Stamina non è una terapia”, così gli Spedali Civili di Brescia

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Lo ribadiscono gli Spedali Civili di Brescia,  in quanto non può essere definita terapia «ed è sempre stato e resta sconosciuto» ai medici. L’azienda ospedaliera «non è mai stata, e non lo è tuttora, in grado di definire un percorso terapeutico e quindi, dopo le infusioni, di prendere in cura e monitorare le condizioni degli stessi».  Lo ha precisato l’ospedale lombardo dove vengono somministrate le infusioni prodotte secondo il protocollo di Stamina Foundation, dopo l’incontro con la stampa organizzato ieri a Roma dal presidente di Stamina, Davide Vannoni.

Secondo l’ospedale, «non si può sottacere la condotta del dottor Andolina, il quale opera in stretta collaborazione con Stamina ed è pertanto a conoscenza delle caratteristiche del trattamento, e che ha sottoscritto centinaia di prescrizioni seriali cambiando solo il nome del paziente e l’indicazione della patologia, talvolta senza nemmeno visitare i pazienti. Circostanze, queste, emerse nei vari giudizi innanzi ai tribunali del Lavoro».

Gli Spedali Civili ribadiscono che le cellule staminali mesenchimali prodotte secondo il metodo Stamina «sono somministrate ai pazienti attualmente in trattamento o per ordine dei tribunali o in forza del decreto-legge 24/2013, al di fuori di una sperimentazione clinica e sotto la esclusiva responsabilità del medico prescrittore». L’ospedale ricorda anche che «la Commissione scientifica istituita dal ministero ha evidenziato la ‘inadeguata descrizione del metodo’ e la ‘insufficiente definizione del prodotto’, cioè la mancanza delle precondizioni per progettare una verifica che abbia carattere di scientificità».

«Va anche tenuto presente – prosegue l’Ao – che i pazienti, spesso provenienti da altre regioni, hanno preferito non presentarsi alle visite di controllo programmate dall’azienda ospedaliera di Brescia e rivolgersi a medici o strutture di propria fiducia, sulle valutazioni dei quali l’azienda non può in alcun modo interferire o entrare nel merito». Ma «in ogni caso l’azienda ospedaliera, nel rispetto di quanto disposto dalla legge, provvede ad inviare alle competenti autorità sanitarie i dati relativi alla somministrazione del trattamento».

Tempaccio! Tra disagi e fiumi esondati, l’allerta resta alta. Video dall’Italia

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L’allerta massima di Genova è rientrata, ma l’attenzione resta comunque alta. In Liguria il maltempo ha già costretto 13 fuori di casa e si calcolano danni ingenti alla linea di alimentazione della ferrovia tra  Sestri Levante e La Spezia  dove si sono abbattuti rami degli alberi che ne hanno compromesso al funzionalità. La forte pioggia ha ingrossato i torrenti e il Graveglia ha spezzato oltre 20 metri di argine in cemento armato in frazione S. Cipriano a Beverino. Tredici le persone sfollate. Disagi si sono verificati per alcuni smottamenti e per gli alberi caduti per strada a causa del forte vento.

Situazione critica anche in Toscana dove una donna di 30 anni, che si trovava sul ponte con la propria macchina nel momento del crollo, è riuscita a salvarsi nuotando fino a riva. L’esondazione del fiume Ombrone ha allagato alcuni terreni agricoli ed ha costretto una famiglia di tre persone a lasciare la propria casa. Forte emergenza maltempo in Valdelsa, al confine tra Siena e Firenze, fra Certaldo, Gambassi Terme e San Gimignano: il torrente Casciano è esondato fra Badia a Elmi e Badia a Cerreto allagando molte aziende. L’Elsa invece è quasi al limite dell’argine e viene monitorato. Allagamenti e qualche smottamento nel territorio del comune di Volterra dove il sindaco ha deciso la chiusura delle scuole nelle frazioni di Villamagna e Saline. Disagi per il maltempo anche a Livorno dove tra le 4.30 e le 5.15 sulla città si sono registrati 21,6 mm di acqua in soli 10 minuti. A complicare la situazione anche il forte vento che durante il forte temporale ha soffiato con raffiche da 65 km orari provocando qualche cedimento di cornicioni e tegole. In provincia di Firenze, a Figline Valdarno chiuse due strade, una per allagamenti e una perché si è aperta una voragine nella carreggiata. A Firenze città traffico fortemente rallentato e allagamenti nella zona di Novoli e Fortezza da Basso.

Il maltempo sta causando pesanti disagi in Valcamonica, in provincia di Brescia. Nella notte il fiume Oglio è esondato, tra i comuni di Sonico e Malonno, e ha travolto circa 70 metri di strada, sulla statale 42. Il tratto resta chiuso; il percorso alternativo è costituito da una piccola strada tra Rino e Garda di Sonico. Molti, quindi, i disagi per il traffico. Al lavoro la protezione civile e i vigili del fuoco.

I nostri 7 giorni: chi vincerà la partita?

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Chi vincerà la partita? Sul tavolo la famosa palla 7 è stata lanciata, ma quale palla andrà in buca? Sarà quella del Premier a finire schiacciata dalla crisi aperta dal Pdl e chiudere l’esperienza di Enrico Letta? O sarà una palla boomerang che finirà di isolare Silvio Berlusconi e si concluderà con una scissione dei dissidenti dal Pdl? Le steccate non mancano ne è una prova anche gli auguri inviate oggi da Letta al leader del Pdl che auspicava “serenità”. Ma le steccate, anzi parliamo proprio di bacchettate sono arrivate anche alla Barilla dal web dopo la polemica contro i gay. A spingere in buca la palla di Bruno Longhi è stata invece la frase infelice pronunciata in diretta. Ma c’è anche chi è scomparso dal biliardo per qualche giorno come l’allenatore del Brescia che ha tenuto tutti con il fiato sospeso… Fortunatamente poi è riapparsa la sua palla e il fiato sospeso si è trasformato in fiato sul collo in attesa della prossima partita. Tiro pessimo anche quello di Balotelli e dei tifosi del Milan, 3 turni di squalifica al primo e la curva chiusa per i secondi. Sul tavolo poi è apparsa anche una nuova palla… quell’isola nata dal nulla dopo il terremoto e che ora minaccia l’esplosione prima di scomparire di nuovo… anche perché chi resterebbe a vedere l’oblio del mondo?  Per abbandonare la partita basterebbe la denuncia shock del disastro del Vajont o l’allarme lanciato per Fukushima. 

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Per fortuna che poi qualche curioso arriva e infila il naso negli affari altrui, trova qualche notizia divertente  e ci regala un attimo di allegria proprio quando vorremmo mollare tutto, spegnere la tv e ritirarci su un monte. Magari meglio su un Colle, ma che non sia quello del Campidoglio, già occupato da Marino che sta cercando di appellarsi al governo che non c’è per salvare la città Eterna dalla bancarotta. Per fortuna che almeno una parte di cittadini, i tifosi giallorossi, si consolano nel vedere la Roma in vetta alla classifica. Per fortuna quindi che le buone notizie arrivano anche quando non te le aspetti, come quando nel bel mezzo di una partita si scatena una rissa e si risolve con un bacio, come quando il gol capolavoro, Tevez lo dedica a Ciudad Oculta, il quartiere amato dal Papa… e forse sarà stato per questo gesto inaspettato che la statua della Madonna si sarà illuminata e Padre Pio è apparso su un albero a Napoli?

Chissà chi ha in mano la partita? Chissà chi farà la prossima mossa? Chissà se alla fine ci saranno vincitori o solo vinti? In ogni modo l’importante è giocarsela fino in fondo… poi comunque vada sarà un successo e vinca il migliore!

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

VELENO NELL’ACQUA? Sempre più cromo in quella bresciana

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C’è sempre più cromo nell’acqua che scende dai rubinetti della zona ovest di Brescia e della Bassa Valtrompia. L’aumento sarebbe dovuto a una conseguenza geofisica, il che significa che non è aumentato l’inquinamento, ma la zona risente dei veleni rilasciati nell’ambiente negli anni passati e che ora proseguono la loro corsa verso la falda più profonda.

Come scrive il Corriere della Sera:

Un «inquinamento a norma di legge», come quello di altre sostanze cancerogene (tetracloroetilene e tricloroetilene, benzene, trialometani, cloruro di vinile) presenti in minuscole tracce nell’acqua pubblica che abbevera la Leonessa. Tracce che rimangono nonostante gli accurati filtraggi a cui la sottopone il gestore. Tracce che il nostro organismo assimila, insieme ad altri inquinanti che ingeriamo con il cibo.

Dopo lo scandalo del Pcb e delle diossine provenienti dalla Caffaro, ora arriva il cromo esavalente. I dati della Asl identificano la presenza media di cromo intorno ai 10 microgrammi per litro, mentre la legge parlano di un limite massimo di 5 microgrammi per l’acqua di falda, che si alza a 50 microgrammi per quella che scende dal rubinetto: limite definito dall’Unione Europea 15 anni fa; ad oggi nessuno Stato membro ha considerato un livello apposito per il cromo esavalente che (prodotto principalmente dall’industria) è anche il più tossico per l’organismo.

Ma cosa dicono le linee guisa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità? La concentrazione di cromo nelle acque destinate al consumo umano deve essere di norma inferiore ai 2 microgrammi al litro.

Cosa succede all’estero? Per esempio negli Usa dove l’industrializzazione è sempre stata spinta ai massimi livelli? Prendiamo il caso della California, stato in cui è presente anche la Silicon Valley, dove il valore-guida per il cromo esavalente negli acquedotti è stato abbassato nel 2011 da 0,06 a 0,02 microgrammi/litro, cioè portato a una soglia 500 volte più bassa rispetto a Brescia.

Da dove viene l’inquinamento della falda acquifera di Brescia? Dalla storia industriale della città e della Val Trompia dove i bagni di cromo erano una protezione essenziale per le lavorazioni metalliche. Nella zona si producevano dalle posate alle armi e il cromo era largamente usato. Il problema è stato nello smaltimento e nella mancanza di controlli. Spesso si sversavano le scorie liquide nei corsi d’acqua o nel terreno. Ne è una prova il Mella dove per decenni sono finiti quintali e quintali di liquidi tossici che hanno inquinato i pozzi nella bassa valle, parte della città, fino ad arrivare nella Bassa, dove si coltivava il grano. Le ripercussioni sull’agricoltura sono state ingenti e ora non possono esser “lavati” via facilmente.

Come scrive sempre il Corriere della Sera:

L’acqua di Concesio ad esempio oggi è la peggiore della provincia. Ma presentano livelli preoccupanti anche Villa Carcina e Bovezzo. A Brescia la qualità dell’acqua è molto peggiore nella zona occidentale della città dove si sovrappone in parte al sito Caffaro e sembra seguire il corso del Mella. A2A è stata peraltro costretta a mettere fuori rete pozzi anche bal Villaggio Sereno e a Folzano perché il cromo superava i limiti di legge. Nell’ultimo quinquennio il Comune sta tenendo sotto controllo 46 pozzi, pubblici e privati. E ha individuato i principali focolai di inquinamento Obiettivo della Loggia è portare i privati alla bonifica e non far ricadere gli enormi costi sulla collettività. Come purtroppo sta accadendo per la Caffaro.

Si riuscirà a non far sostenere i costi ai cittadini che oltre l’inquinamento devono subire anche le ripercussioni economiche che questo comporta?

Giampaolo, Chi l’ha visto? Il fratello! Risolto il giallo dell’allenatore scomparso

Giampaolo-trovato-tuttacronacaNei giorni scorsi Federico Giampaolo, fratello dell’allenatore del Brescia Marco e tecnico della Primavera del Pescara, aveva spiegato telefonicamente all’ANSA “So che è ancora a Brescia, che dovrebbe vedersi con la società, che gli ha respinto le dimissioni, ma non so altro”. Aggiungendo: “Ha il cellulare spento e non riesco a parlargli ma comunque sta accadendo qualcosa di poco logico: i tifosi volevano Calori? Ma siamo solo all’inizio della B, non dipende dai risultati, sono ancora lì…: si vede che è un rapporto incrinato, ma per altri motivi. Brescia è una piazza importante, Marco è un tipo serio, a volte anche troppo per il mondo del pallone”. Oggi, sempre all’ANSA e mentre il presidente Coroni confessava la sua preoccupazione per la scomparsa del tecnico, ha detto: “Marco mi ha chiamato – riferisce all’Ansa Federico – per dirmi che è tutto a posto. È a casa a Giulianova”. Nessuna scomparsa quindi, si è solo nascosto. Può dirsi dunque risolto il giallo di Brescia, un caso che aveva catturato l’attenzione anche della trasmissione “Chi l’ha visto” che stava preparando un servizio dedicato. Dalla redazione spiegano che ora ” è stato smontato: l’ufficio stampa della squadra ci ha tranquillizzato e ha gettato acqua sul fuoco, spiegando che Giampaolo è scomparso ‘soltanto per loro'”.

Caos nel Brescia: Giampaolo riaccende il cellulare, ma squilla a vuoto

MARCO-GIAMPAOLO-tuttacronacaCaos e angoscia tra le fila del Brescia, che questa sera sfiderà il Carpi mentre in panchina prenderà posto il trio Corioni-Maifredi-Micarelli, quest’ultimo vice di Giampaolo, l’allenatore che è scomparso senza nessuna parola e risulta irreperibile. L’uomo si era verbalmente dimesso sabato dopo la sconfitta per 2 reti a 1 contro il Crotone. Un incontro durante il quale i tifosi l’avevano contestato con cori e “vattene”. A sera inoltrata, telefona al presidente Corioni e gli comunica la volontà di andarsene e si sente rispondere di pazientare: “Ne parleremo”. Domenica il suo cellulare risulta staccato e lui non si fa vedere agli allenamenti. Lo stesso accade lunedì. Dice Corioni: “E’ una cosa che non ho mai visto in 40 anni di calcio. Lasciare senza dire nulla che giustifichi una scelta così pesante. Non so cosa sia succeso a Giampaolo”. Oggi la “svolta”: il cellulare ricomincia a squillare, solo che non ci sono risposte. To continue…

Marco Giampaolo scomparso! Perse le tracce dell’allenatore del Brescia

giampaolo-brescia-scomparso-tuttacronacaDa oltre 24 ore se ne sono perse le tracce. Marco Giampaolo, l’allenatore del Brescia, non si è presentanto nè ieri questa mattina all’allenamento della sua squadra. E’ da domenica mattina, il giorno dopo la sconfitta con il Crotone e il confronto con una rappresentanza di tifosi, che l’uomo, spento il cellulare, si è reso irreperibile al presidente Gino Corioni, ai suoi collaboratori, ai giocatori. La squadra non ha perso le speranze di recuperare la situazione in campionato ed è stato diramato un comunicato: “La società Brescia calcio, in considerazione dell’assenza temporanea agli allenamenti della prima squadra dell’allenatore Marco Giampaolo, affida momentaneamente al suo staff la conduzione tecnica, nella speranza che mister Giampaolo riprenda più in fretta possibile l’attività effettiva. La società ribadisce la piena fiducia nel lavoro del mister e il totale gradimento che riscuote da parte dell’intera squadra, del presidente e di tutto lo staff dirigenziale”. Mentre la squadra si preparava prima della sfida di domani sera, al centro sportivo lo staff dirigenziale era tutto presente, con il  vice presidente Luca Saleri impegnato a parlare con i giornalisti: “Sono fiducioso nel ritorno di Giampaolo. Vogliamo sentire che cosa è successo di così grave per farlo agire in questo modo. Non risponde a nessuno, non sappiamo cosa gli passi per la testa. Forse è solo un po’ stanco e noi lo aspettiamo. Magari una bella vittoria domani sera potrà aiutare…Ad ogni modo non abbiamo contattato altri tecnici”. Ma le informazioni che trapelano, in realtà, dicono che la società si starebbe tutelando e sembra abbia avviato sondaggi con Carmine Gautieri e Devis Mangia.

Muore volontario in Brasile, coinvolto in un incidente stradale. E’ giallo.

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Diego Baronio, era un volontario 43enne di Manerbio (Brescia), che era in Brasile per portare aiuto e solidarietà. L’incidente sarebbe avvenuto una settimana fa sul litorale di Ipanema, ma tutto è ancora avvolto nel mistero. Non si conosce l’esatta dinamica dell’incidente, non si sa se Diego sia stato investito oppure sia finito fuori strada su un’auto guidata da un amico. Il padre Giovanni è stato contattato dal consolato italiano il 20 settembre per dare la tragica notizia, ma non ha saputo dettagliare come Diego sia morto.

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Diego, sin dai primi anni dell’adolescenza aveva rivolto la sua attenzione al volontariato e si era avvicinato al movimento dei focolarini per poi passare anni come educatore di strada nel suo paese. Durante la guerra in Bosnia è stato per due anni volontario per i Beati i costruttori di Pace a fianco delle popolazioni dilaniate dal conflitto. Poi si è occupato dei carcerati di Canton Mombello e da 4 anni lavorava in una favela a Rio de Janeiro dove aveva aperto un bed & breakfast a sfondo sociale, per cercare di recuperare i giovani emarginati della favela Cantagalo.

La sua morte al momento rimane un giallo.

Incidente per Nina Moric, paura ma nessuna ferita grave

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Paura per Nina Moric e suo marito. La showgirl ha scritto su Twitter la drammatica vicenda aggiungendo che l’ha legata in modo “ancora più profondo al suo consorte”.

1 2Nina Moric è rimasta coinvolta in un incidente stradale la scorsa notte a Desenzano del Garda mentre era in auto con il compagno Massimiliano Dossi. Intorno all’una la coppia stava viaggiando su un suv quando, per cause in corso di accertamento da parte dei carabinieri intervenuti per i rilievi, l’auto è uscita di strada e si è ribaltata. La showgirl ed il compagno sono stati portati per accertamenti all’ospedale di Desenzano, ma non hanno subito ferite gravi.

Donna sparisce nel nulla, ansia nel Bresciano

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Non si hanno più notizie di Elisa Birbes 31enne di Dello nel Bresciano da mercoledì mattina. Nessun utilizzo del bancomat, sul cellulare è irrintracciabile e non è stata ritrovata neppure l’auto sulla quale la donna viaggiava. Elisa Birbes, madre di due bambini di due anni e di sette mesi, era uscita per recarsi a una visita medica a Brescia dove però non è mai arrivata. La donna fino all’anno scorso assessore ai Servizi sociali nel comune bresciano. Il marito oggi ha lanciato un appello per ritrovarla mentre sono a lavoro le squadre delle forze dell’ordine.

Un fermo per l’omicidio della brasiliana

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Il mistero intorno all’omicidio di  Marilia Rodrigues Martins, la 29enne brasiliana uccisa a Gambara nel Bresciano potrebbe fra qualche ora essere risolto. Al momento risulta in stato di fermo Claudio Grigoletto, uno dei due datori di lavoro della vittima. L’uomo è stato ascoltato dai carabinieri per tutta la notte. Grigoletto, in un primo tempo, aveva raccontato di aver visto la giovane per l’ultima volta giovedì scorso. Secondo il suo racconto, quel pomeriggio, alle 18, Grigoletto avrebbe mandato un messaggio alla ragazza per chiedere come andava il lavoro. Lei avrebbe risposto: “Tutto tranquillo”. Al momento Grigoletto sarebbe stato fermato per omicidio aggravato dopo che dall’autopsia è emerso che la giovane donna è stata prima strangolata e successivamente colpita con un oggetto pesante. L’assassino poi avrebbe provocato una fuga di gas per simulare un suicidio o per sperare in un’esplosione che cancellasse le prove. Marilia era incinta di alcuni mesi. 

L’autopsia conferma: Marilia Rodrigues Silva è stata uccisa

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Marilia Rodrigues Silva, la 29enne brasiliana trovata morta giovedì scorso nell’ufficio dell’azienda in cui lavorava, “Alpi aviation do Brasil”, a Gambara, nel Bresciano, è stata uccisa. Lo ha stabilito l’autopsia e la notizia è stata confermata in ambienti giudiziari. Gli inquirenti hanno già sentito il fidanzato, i conoscenti e il datore di lavoro della donna, che secondo alcune testimonianze aveva scoperto da poco di essere incinta.

Omicidio? S’indaga sulla morte della 29enne brasiliana

brescia_brasiliana-morta-tuttacronacaRestano un mistero le circostanze della morte della 29enne Marilia Rodrigues Silva Martins, il cui corpo senza vita era stato rinvenuto a Gambara, nel bresciano, sul pavimento dell’ufficio dove lavorava. La Procura intanto ha aperto un fascicolo contro ignoti: la ragazza potrebbe essere stata uccisa oppure comunque morta nel corso di una lite, della quale non si conosce però il motivo. Dai primi rilievi, pare che il decesso sia da far risalire alla notte tra il 29 ed il 30 agosto scorsi. L’ultima parola sulla causa della morte della giovane donna la diranno comunque l’autopsia disposta dal magistrato, in programma lunedì, e i rilievi e le analisi dei carabinieri della scientifica di Brescia. Stando agli accertamenti del medico legale, il cadavere della giovane brasiliana presenta delle vistose ferite al volto e alla nuca che sarebbero incompatibili con una banale caduta. Nel frattempo proseguono le indagini e gli interrogatori tra conoscenti e colleghi di lavoro della ragazza che lavorava per la ditta “Alpi aviation do Brasil”, che opera nel settore della vendita di aerei ed elicotteri ultraleggeri. Al momento non ci sarebbero indagati.

Impiegata 29enne trovata morta nel suo ufficio: accade nel Bresciano

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Lavorava per una ditta che commercializza velivoli ultraleggeri a Gambara, in provincia di Brescia, una 29enne brasiliana il cui cadavere è stato rinvenuto venerdì sera nel suo ufficio, la cui porta era chiusa dall’interno. Il padrone dello stabile dove ha sede la ditta ha lanciato l’allarme dopo aver avvertito il forte odore di gas molto probabilmente fuoriuscito da una caldaia. Al momento i carabinieri della Scientifica di Brescia stanno lavorando per ricostruire la dinamica della morte della giovane. Al vaglio tuute le ipotesi, anche se sembra da escludersi la responsabilità di terzi.

Parroco lascia 800mila euro a badante moldava, scandalo in paese

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Si chiamava don Giulio Gatteri ed era parroco di San Sebastiano, la  parrocchia di Lumezzane (Brescia). A qualche mese dalla sua scomparsa avvenuta a 74 anni, il 10 aprile dopo una lunga malattia, si torna a parlare di lui perché nel testamento  ha disposto che tutti i suoi beni venissero lasciati alla donna che lo ha assistito per dodici anni. La somma ammonta a 800 mila euro. Don Gatteri aveva guidato i progetti di ristrutturazione dell’oratorio e della chiesa. Ora San Sebastiano, amministrata temporaneamente da don Roberto Ferazzoli, vuole chiarire se quella somma di denaro comprenda anche beni della parrocchia e offerte dei fedeli, trasferiti sui conti correnti personali del prelato. Martedì in Tribunale si discuterà del blocco della successione ed il sequestro preventivo dei conti chiesti da parrocchia e curia diocesana per fare luce sulla vicenda. Certo che un parroco possa lasciare somme così ingenti lascia perplessi… dove è finita la povertà della chiesa? Non pagano l’Imu, ma possono disporre di 800mila euro su un conto personale?

Si sente male durante il campo scout, 14enne muore il giorno dopo

-chiara-bano-tuttacronacaHa lottato tra la vita e la morte per un giorno ma alla fine Chiara Bano non ce l’ha fatta. La ragazzina, 14enne di Campodarsego, in provincia di Padova, si era sentita male mentre si trovava al campo scout a Bagolino, nel Bresciano. Colta da un malore davanti ai suoi compagni, si è accasciata a terra. Il suo cuore ha cessato di battere questa sera, quel cuore che, a quanto si è appreso, era affetto da una malformazione per la quale Chiara era già stata operata nell’ospedale di Padova. I suoi compagni avevano subito allertato i soccorsi e sul posto erano arrivati l’ambulanza, l’auto medica e anche l’elicottero: di qui il trasporto d’urgenza in ospedale e la lunga lotta dei medici per tentare salvarle la vita.

Uccide il proprio cane e ne lascia i resti per strada: denunciato

1cane-ucciso-tuttacronacaNella notte tra l’1 e il 2 agosto, un 56enne di Sabbio Chiese, in provincia di Brescia, ha ucciso il proprio cane con un grosso coltello per poi lasciarne i resti in strada. Agitato e in stato di evidente alterazione, l’uomo, che soffre di problemi psichiatrici, ha destato la preoccupazione dei vicini di casa, i quali hanno provveduto a chiamare i carabinieri. I militari hanno quindi rintracciato il giorno seguente il 56enne, che nel frattempo era fuggito, e l’hanno portato in ospedale per gli accertamenti del caso, oltre a denunciarlo per uccisione di animale e minacce.

Bimbo cade nella vasca delle tartarughe: gravissimo.

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Ha solo 10 mesi il bambino che è caduto nella vasca delle tartarughe, scavata in giardino, in una palazzina di Calcinato (Bs). I genitori, originari del Senegal, quando si sono accorti che il bambino era in acqua lo hanno immediatamente soccorso, ma il piccolo era già in arresto cardiaco. Immediato l’arrivo dell’eliambulanza del 118 e il medico, con un vero e proprio salvataggio che ha del miracoloso, è riuscito ha far riprendere al bimbo il battito cardiaco. Ora è ricoverato nell’ospedale di Brescia, dove sta ancora lottando tra la vita e la morte. Sul posto anche i carabinieri di Desenzano e di Calcinato per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.

 

La morte dei fratellini Iacovone: il padre iscritto nella lista degli indagati

bimbi_iacovone-tuttacronacaPasquale Iacovone, il padre dei due fratellini Andrea e Davide, trovati morti nell’abitazione del genitore devastata da un incendio lo scorso martedì 16 luglio a Ono San Pietro, in provincia di Brescia, è stato iscritto nel registro degli indagati per il reato di duplice omicidio volontario aggravato. Al momento il 40enne si trova ancora ricoverato all’ospedale di Padova, in condizioni gravissime per le ustioni che ha riportato sul 90% del corpo. L’uomo, così sembra, si sarebbe infatti poi cosparso con della benzina nel tentativo di togliersi la vita. Il sospetto che grava su di lui è di aver dato fuoco alla propria abitazione per uccidere i figli di 9 e 12 anni, tragico epilogo della fine del suo matrimonio con la madre dei bambini. Non è stata ancora stabilita la causa esatta della morte dei piccoli: stando all’autopsia, infatti, non è attribuibile nè al fuoco cè al fumo inalato. Il sostituto procuratore Eliana Dolce, titolare dell’inchiesta, ha disposto che vengano eseguite ulteriori analisi e perizie.

Uomo armato di sciabola minacciava i passanti nel Bresciano

uomo-sciabola-bresciano-tuttacronacaE’ affetto da disturbi psichici un 54enne che, pronunciando frasi senza senso, si aggirava per le vie del centro di Vestone, un piccolo comune nel Bresciano, nella Valle Stabbia. L’uomo era inoltre munito di una sciabola con cui minacciava i passanti. I carabinieri sono riusciti a fermarlo e a sottrargli l’arma lunga 60 centimetri. L’uomo è stato denunciato.

Nuova ipotesi: i fratellini morti nell’incendio uccisi con un cuscino?

fratellini-uccisi-soffocamento-tuttacronacaL’ultima ipotesi che gli investigatori impegnati sul caso della morte di Davide e Andrea Iacovone hanno lasciato trapelare è che i due fratellini morti a Ono San Pietro, in provincia di Brescia, il 16 luglio sarebbero stati prima soffocati nel sonno con un cuscino. Le ipotesi vagliate in precedenza prendevano in considerazione la possibilità che i bambini fossero stati avvelenati o narcotizzati prima dell’incendio in casa dal padre, Pasquale Iacovone. L’esito di ulteriori esami è atteso dagli inquirenti.

Giallo a Brescia: non sono morti per il fumo i fratellini…

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Non sono morti per il fumo nei polmoni i fratellini di 9 e 12 anni.Andrea e Davide Iacovone sarebbero morti prima che divampasse l’incendio e probabilmente si è trattato di un avvelenamento, anche perché sul corpo non ci sono segni di violenze. Questo è quanto è stato appurato dall’autopsia. I corpi sono ora a disposizione della famiglia che ha fissato i funerali per sabato alle ore 15,00. La Procura ha intanto aperto un fascicolo contro ignoti per duplice omicidio.

 

All’Atalanta dopo il carro armato, c’è la mietitrice con i quotidiani

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Era appena stato archiviato il caso scoppiato a Bergamo dopo che il carro armato aveva schiacciato due vecchie auto con i colori della Roma e del Brescia, che la polemica si è aperta di nuovo. Non è era passato neppure molto tempo dalle parole del presidente atalantino Antonio Percassi  alla Festa della Dea,  che aveva sminuito ancora una volta l’episodio di domenica sera parlando di una goliardata che i tifosi per chiudere la festa hanno pensato a un nuovo “scherzo”: dopo il carro armato è entrata in scena una mietitrebbiatrice, che ha fatto a pezzi un cumulo di quotidiani. Una protesta dei tifosi contro i giornalisti e la stampa… altro scherzo?

Tragedia nel bresciano: fuoco in casa, corpi di bimbi carbonizzati e un ferito grave

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I corpi di due bambini, di 9 e di 11 anni, Davide e Andrea Iacovone, sono stati trovati carbonizzati in un appartamento a Ono San Pietro,  in Valcamonica, nel bresciano, dove è divampato un incendio. Nel rogo il padre Pasquale è rimasto gravemente ferito. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco. I due bambini sono stati trovati già morti sui letti: il più piccolo aveva appena finito la terza elementare nella scuola del paese mentre il più grande doveva andare in terza media nella vicina scuola di Capo di Ponte.

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Pasquale Iacovone aveva già minacciato di minacciare i suoi figli, arrivando a dire alla madre dei piccoli, Enrica Patti, “ora me li porto 15 giorni al mare e poi non li vedrai più. Li ammazzo”, come ha riferito il legale della donna, l’avv. Pier Luigi Milani che ha aggiunto: ‘Non siamo riusciti a fermarlo”. L’uomo ha poi aggiunto: “Nessuno parli di incidente-. È una tragedia annunciata. C’erano dieci denunce a carico di quest’uomo per stalking. Proprio ieri è stata fissata la prima udienza per un processo ad ottobre”. Il sindaco del paese ha invece parlato di rapporti tesi tra la coppia separata: “È una tragedia che colpisce l’intera comunità ma prima di fare qualsiasi analisi, dobbiamo capire esattamente cosa è successo. Sappiamo che i genitori erano separati e la situazione era pesante: i rapporti tra loro erano tesi, la donna aveva denunciato minacce e aveva paura che il marito potesse fare qualcosa, ma prima di tutto aspettiamo di capire com’è andata”. Uno dei primi ad accorrere sul luogo è stato il parroco, don Pierangelo, che ha spiegato all’ANSA: “Mi hanno telefonato per avvisarmi e mi hanno detto che si era sentito uno scoppio. Io non saprei dire, La casa vista dall’esterno mostra solo qualche segno di fumo. Il fuoco ha fatto danni solo all’interno”.

Le ecomafie anche al nord? Scoperta discarica abusiva a Brescia

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Se c’era bisogno di conferma ora sembra che non ci possano essere molti dubbi: le ecomafie opererebbero indisturbate anche al nord. Sono stati i carabinieri di Brescia a scoprire e mettere sotto sequestro una ex cava che ha un’area complessiva di 150.000 mq, che è stata adibita a discarica abusiva. Nel cratere sono stati rinvenuti amianto e rifiuti speciali pericolosi. Nel maxi sequestro sono ricaduti anche 110.000 mq. di terreni agricoli confinanti ove si coltivava mais ad uso zootecnico, per paura che ci possa essere stata una contaminazione tra i rifiuti pericolosi e le colture nell’area circostante. Quattro persone sono state denunciate.

L’inquinamento per i rifiuti pericolosi è un problema gravissimo in Italia, ecco perché sarebbe opportuno seguire i camion di rifiuti speciali telematicamente attraverso un sistema di monitoraggio costante che consenta di evitare di sotterrare materiale pericoloso in aree di coltura. 

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L’estate che non lascia tregua: stato di calamità naturale

grandinata-padania-tuttacronacaE’ stato chiesto lo stato di calamità naturale nella zona vicino a Reggio Emilia, sferzata con forza dalla grandine. A Boretto sono stati richiesti numerosi interventi di vigili del fuoco e carabinieri, soprattutto a causa dei tetti parzialmente scoperchiati (tra i quali quello dell’Aipo, l’Agenzia per il Po) e degli alberi caduti, senza contare che il vento ha divelto le barriere di un passaggio a livello. Ma non è stata l’unica zona messa in ginocchio da questo folle tempo “estivo”. Il maltempo e i chicchi di ghiaccio hanno colpito anche nei pressi di Mantova e Milano, danneggiando gravemente i raccolti.

Ma i danni non sono limitati a queste aree. Stando a quanto riferito dalla Coldiretti, il maltempo degli ultimi giorni ha colpito l’asse che da Brescia scende verso Chiari, Dello, Manerbio, Verolanuova, Offlaga e poi è arrivato nel Cremonese colpendo i comuni di Gabbioneta Binanuova, Ostiano, Pessina Cremonese, Cappella de Picenardi, Ca d’Andrea, Torre de’ Picenardi, Cingia de Botti, Scandolara Ravara, Solarolo e Gussolasi, Casalmaggiore e Rivarolo del Re. Ovunque vento e pioggia hanno divelto tetti e danneggiato raccolti di mais, soia, cereali, foraggi, pomodori, frutta e ortaggi.

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Smottamento in una cava di marmo: un morto

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Ci sarebbero un morto e due dispersi a seguito di uno smottamento che si è verificato pochi minuti dopo le dieci in una cava di marmo a Nuvolera, nel Bresciano. Carabinieri, vigili del fuoco e 118, oltre a un’eliambulanza, sono accorsi sul posto, una delle tante cave in via dei Marmi, lungo la strada provinciale 30.

Brescia: arrestato il capo della filiale italiana di Sharia4

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In un’operazione coordinata  dall’Antiterrorismo e dalla Digos di Brescia. è stato arrestato, con l’accusa ipotizzata di addestramento con finalità di terrorismo internazionale, il capo e fondatore della filiale italiana di “Sharia4”, movimento ultraradicale islamico sorto in Belgio nel 2010 ispirato dal predicatore filo-jihadista Omar Bakri e messo di recente al bando in diversi Paesi europei. Oltre al marocchino, 21enne residente con la famiglia in provincia di Brescia fin dalla tenera età, si stanno eseguendo perquisizioni nel Bresciano e a Pordenone nei confronti di altri 4 marocchini. Altre due persone risulterebbero indagate. Come ha lui stesso confessato, il marocchino ha iniziato a covare odio verso l’occidente da quando, dopo i fatti dell’11 settembre, veniva definito terrorista e talebano. Proprietario del blog Sharia4Italy, aveva manifestato a un utente il desiderio di morire per Allah mentre, negli ultimi tempi, ha iniziato a interessarsi alle vicende siriane, rivelando la volontà di unirsi alle formazioni jihadiste che combattono contro il regime di Assad. Inoltre, diversi giovani, stando alle indagini accomunati dall’odio antiebraico e dal desiderio di combattere contro i paesi occidentali, sarebbero stati da lui coinvolti nel progetto Sharia4. Attraverso la rete, il marocchino avrebbe inoltre diffuso le traduzioni di documenti di natura jihadista e acquisito istruzioni sull’uso di esplosivi, armi e tecniche di combattimento. Diversi sarebbero i testi da lui scritti, e raccolti nel corso dell’indagine, tra i quali alcuni versi in cui si inneggia al jihad contro l’Italia e la Francia nonchè una sorta di testamento spirituale contenente una raccolta di alcune sue traduzioni. Negli ultimi mesi, li stessi in cui è stato tenuto sotto controllo, il ragazzo non ha mai celato la sua ammirazione per il connazionale Mohamed Jarmoune, arrestato a marzo dello scorso anno e condannato dal tribunale di Brescia un mese fa a 5 anni e 4 mesi per reati collegati al terrorismo.

All’ultimo giorno di scuola si presenta in classe in mimetica e col fucile

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In provincia di Brescia, a Desenzano, uno studente di una scuola superiore è entrato nell’istituto indossando una tuta mimetica e portando con sè una custodia da chitarra, che è stata poi aperta da un’insegnante insospettita. All’interno: un fucile da caccia con le munizioni. Il minorenne ha spiegato ai carabinieri, il cui intervento era stato richiesto dalla scuola, che che intendeva compiere un atto dimostrativo eventualmente verso di sé e di non aver intenzione di usare l’arma contro i compagni o gli insegnanti. Il giovane è stato quindi accompagnato in caserma per essere interrogato.

Il cattivo gusto non ha limiti… porno fra gli spalti a Brescia

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Partita di playoff della LegaDue tra la Centrale del latte, squadra bresciana e i trentini della Bitumcalor… cosa s’inventano i tifosi della squadra di casa? Gigantografie di donne nude per distrarre gli avversari. Il cattivo gusto non ha limiti e invade gli spalti. Non è servito i trentini hanno vinto… forse una vittoria contro quel pessimo spettacolo che  commercializza ancora una volta il corpo femminile. Poi ci sarà chi lo trova divertente… ma non è solo un po’ squallido?

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Bimbo di nove mesi ustionato con il latte: è grave ma non in pericolo

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Sono gravi del condizioni di un bimbo di origine indiana di soli nove mesi che ora è rivocerato all’ospedale Borgo Trento di Verona, a causa delle ustioni riportate dal latte bollente che accidentalmente gli si è rovesciato addosso. Il fatto ha avuto luogo ieri, nel pomeriggio, in una casa colonica a Casaletto frazione di Viadana, in provincia di Mantova. La donna si è rovesciata addosso il pentolino col latte mentre teneva in braccio il figlioletto che ha riportato ustioni sul 40-45 per cento del corpo, in particolare braccia e torace: soccorso da Croce Verde di Viadana, elicottero di Brescia e automedica dell’Oglio è ricoverato in prognosi riservata al Borgo Trento.

Tragico ritorno dai play off: fuori strada pullman di tifosi bresciani. Un morto

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E’ uscito di strada nella notte, nei pressi del casello di Bagnolo Mella nel Bresciano, un pullman che trasportava una cinquantina di tifosi del Brescia di ritorno dall’incontro di play off per la promozione in serie A, disputatosi a Livorno e faceva parte de una colonna di sei autobus. Secondo le prime informazioni riferite da 118 e polizia stradale l’incidente si è verificato intorno alle 4 tra le uscite di Manerbio e Brescia Sud in direzione di Brescia, quando il veicolo ha sfondato le barriere di protezione e si è ribaltato su un fianco. A seguito dell’incidente è morto un ragazzo, Andrea T., 22enne di Lumezzane (Brescia) mentre le ambulanze hanno trasportato negli ospedali una ventina di feriti, tra i quali due in condizioni molto gravi, in codice rosso, e altri sette in codice giallo. Ancora incerte le cause dell’incidente, che si pensa possano essere riconducibili a un colpo di sonno del conducente anche se al momento non sono escluse le ipotesi di un malore o anche di un guasto del mezzo.

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