La notte degli Oscar… riassunta in gif animate!

oscar-2014-tuttacronacaIn Italia ogni Tg e, in generale, ogni media, sta parlando della vittoria del film di Sorrentino “La grande bellezza”, ma molti sono stati i momenti che verranno ricordati dell’86esima edizione degli Oscar e l’Huffington Post ha pensato di ricapitolarla tramite gif animate. Tre ore di cerimonia riassunte in poche immagini particolarmente significative: pronti al ripasso?

Iniziamo allora con la sensazione di vincere un Oscar come miglior film: viene immediatamente voglia di saltare! tv show gifs

E che dire delle attrici che si godono la serata… improvvisando un ballo? Tra di loro l’intramontabile Meryl Streep:
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e non è da meno l’attrice Lupita Nyong’o…
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… nè Amy Adams.
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Jennifer Lawrence ci ricasca, letteralmente. Se riesce a inciampare anche l’anno prossimo possiamo dire per certo che è nata una nuova tradizione!
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Emma Watson y Joseph Gordon-Levitt: lezione di eleganza dai due giovani attori.
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Ellen De Generes, la conduttrice della serata, ha avuto un’idea geniale: riempire la pancia a tutti! Come? Solo una parola: pizza!
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Brad Pitt, da bravo padre di famiglia, si è incaricato di distribuire i piatti…
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Ma era scontato che qualcuno dovesse “sganciare”: è stato il produttore Harvey Weinstein a scucire 200 dollari di mancia al fattorino:
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Jared Leto ha sovvertito i ruoli: è lui che si occupa di “sfamare” la madre:
Lupita Nyong’o ha vinto l’Oscar e Liza Minnelli ha voluto festeggiare con lei:
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Ma uno dei momenti clou della serata è stato indubbiamente il selfie che Ellen DeGeneres ha voluto scattare con alcuni attori: è subito diventata la foto più retwittata!
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Già che c’era, ha provato anche a spaventare Leonardo DiCaprio e Sandra Bullock…
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… ma non c’è serata degli Oscar se non c’è anche moda… e sicuramente ha dato una lezione di stile… fatato!
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Cate Blanchett, favoritissima, ha fatto finta di sorprendersi per il suo Oscar
Il momento più romantico della sarata? Sicuramente il bacio tra Matthew McConaughey y Camila Alves
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 Non resta che darsi appuntamento all’anno prossimo!

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 Buon cinema a tutti! 

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Steve McQueen sbaraglia tutti: l’Oscar è per il suo “12 anni schiavo”

12annischiavo-oscar-tuttacronaca86esima notte degli Oscar e l’Italia festeggia la vittoria di La Grande Bellezza. Ma la serata, condotta da Ellen De Generes, si è rivelata un successo. A trionfare su tutti il favoritissimo “12 anni schiavo” di Steeve McQueen, tratto dall’omonima autobiografia di Salomon Northup, pubblicata nel 1853. Nel cast, oltre al protagonista Chiwetel Ejiofor, anche Michael Fassbender, Benedict Cumberbatch, Paul Dano, Paul Giamatti e Brad Pitt, quest’ultimo anche produttore della pellicola.

Ma il vero asso pigliatutto della serata è stato “Gravity”, arrivato con ben dieci nominations. Il thriller fantascientifico di Alfonso Cuaron ha portato a casa sette statuette: molte ‘tecniche’ (effetti speciali, sonoro e montaggio sonoro, fotografia, montaggio, colonna sonora) e una fondamentale, la miglior regia per il cineasta messicano al suo primo Oscar, che ha definito gli anni di lavoro sulla pellicola della “un’esperienza di trasformazione”. Cuaron ha quindi ringraziato le persone coinvolte nel progetto, in particolare il figlio Jonas, co-sceneggiatore, la sua protagonista Sandra Bullock – “Sandy, sei tu Gravity, sei tu l’anima e il cuore, la persona migliore con cui potevo collaborare e una delle persone più belle con cui ho lavorato” – e ancora George Clooney “per la tua fiducia”. Ha infine dedicato il premio alla madre: “Se sono qui è per te e questo è per te”.

Pluripremiato anche “12 anni schiavo”, che ha vinto l’Oscar anche per la migliore sceneggiatura non originale e quello per la migliore attrice non protagonista assegnato a Lupita Nyong’o. L’attrice messicana naturalizzata keniota, che appena sabato ha spento 31 candeline, ha commentato: “Non ho pensato neppure per un momento che tutta questa gioia potesse essere legata al dolore di qualcun altro per cui voglio rendere omaggio allo spirito di Patsey (la schiava che interpreta nella pellicola di Steve McQueen, ndr) e voglio ringraziare Solomon per aver raccontato la storia di lei e di lui e Steve McQueen. Tu carichi tutto quello che fai con un soffio del tuo spirito. Grazie di avermi fatto arrivare qui, questa è la gioia della mia vita. Sono certa che tutti quei morti sono lì che ti guardano e ti sono grati, così come lo sono io”.

Anche “Dallas Buyers Club” di Jean-Marc Vallée ha conquistato tre statuette: trucco e parrucco ma, soprattutto, miglior attore protagonista (Matthew McConaughey) e non protagonista (Jared Leto). “Ci sono tre cose di cui ho bisogno – ha detto – qualcosa a cui guardare, qualcuno a cui tendere e qualcuno da inseguire”. Poi l’attore ha ringraziato il padre scomparso, la madre in sala, la moglie Camila e i loro figli, “Le quattro persone che voglio siano sempre fiere di me”.

Miglior attrice protagonista è invece risultata Cate Blanchett, grazie alla sua interpretazione in “Blue Jasmine”, unico riconoscimento per il film di Woody Allen. “Questo premio è casuale e soggettivo, ma per me significa tanto in anni di interpretazioni straordinarie da parte di donne” ha detto l’attrice australiana, che si è poi complimentata con le altre attrici candidate nella categoria: Amy Adams, Sandra Bullock, Julia Roberts e Judy Dench. “Sono qui a ritirare il premio grazie alla sceneggiatura straordinaria di Woody Allen” ha detto. “Grazie agli spettatori che sono andati a vederlo – ha aggiunto – e grazie a quelli che in questo settore scioccamente ancora credono che i film con le donne al loro centro siano dei film di nicchia. Non lo sono, gli spettatori vanno a vederli e fanno guadagnare. Il mondo è rotondo, gente”.

La miglior sceneggiatura originale si è rivelata “Her”, scritta dal regista e sceneggiatore Spike Jonze: “Sono qui con tutta la mia famiglia che mi ha sostenuto – ha detto dal palco del Dolby Theatre – tutte le persone che amo e che mi hanno aiutato a scrivere questa sceneggiatura sull’amicizia e su questa esperienza unica”. “Frozen”, lungometraggio animato della Disney, ha superato tutti i contendenti della categoria ottenendo inoltre il riconoscimento per la migliore canzone, “Let it go”. Ancora, “Il grande Gatsby” di Baz Lurhmann ha ottenuto due premi per i migliori costumi e la migliore scenografia. Delusione invece per “American Hustle – L’apparenza inganna” di David O. Russell: dieci nominations ma nessuna statuetta per lui.

Aspettando l’Oscar: una dritta per gli attori per aver maggiori possibilità…

oscar_tuttacronaca-2014Poco più di 24 ore e prenderà il via la notte degli Oscar. Candidati alla statuetta come miglior attore protagonista quest’anno troviamo Bruce Dern, Chiwetel Ejiofor, Matthew McConaughey, Leonardo Dicaprio o Christian Bale. Non è mai facile indovinare i sentimenti dell’Accademy e avere la certezza assoluta del vincitore ma, mentre in Italia si tengono le dita incrociate sperando che l’Oscar al migliore film stranero venga assegnato a La grande bellezza, è possibile provare ad azzardare delle previsioni per quel che riguarda proprio la categoria del miglior attore. A fare “l’esperimento” è stato l’Huffington Post Usa, che ha proposto un’infografica che tiene conto degli ultimi 85 anni di Oscar, distinguendo i tipi di ruoli a cui è andato di volta in volta il premio. Stando al risultato, ad avere le maggiori chance sarebbero Ejiofor, McConaughey e DiCaprio, i tre candidati per interpretazioni storiche. I dati, infatti, indicano che i ruoli storici sono quelli premiati più spesso, con una percentuale che supera il 25%.

vincitori-oscar-tuttacronacaOvviamente un ragionamento simile è possibile farlo anche le cinque candidate femminili, Cate Blanchett, Sandra Bullock, Judi Dench, Meryl Streep e Amy Adams. A giudicare dal risultato, come si nota nell’infografica, le probabilità più alte sono quelle della Blanchett e della Adam, che farebbero bene a iniziare a preparare i loro discorsi. Di seguito tutte le vincitrici delle edizioni passate raggruppate per ruolo. Nella maggior parte dei casi – il 30,2% – le vincitrici interpretavano ruoli di mogli, madri, sorelle, figlie o fidanzate. Alto anche il dato delle eroine storiche (20,9%); meno numerose le “cattive” (3,5%) e le vincitrici di premi per la carriera.

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I 2cellos si superano: arriva la loro versione degli AC/DC

2cellosthunderstruck-tuttacronacaI violloncellisti croati Luka Sulic e Stjepan Hauser, noti come “2CELLOS”, sono in grado di interpretare qualsiasi brano con i loro strumenti. In passato hanno pubblicato su Youtube canzoni quali Welcome To The Jungle dei Guns N’Roses o Smooth Criminal di Michael Jackson. Nella loro ultima pubblicazione, tuttavia, si sono superati: si tratta di Thunderstruck degli AC / DC. In appena tre giorni, il loro video ha superato le 680mila visite.

Questa la canzone originale:

Quando il set… è di carta!

friends-tuttacronacaNostalgia del telefilm Friends? Sicuramente la prova l’artista brasiliana Bruna Salvador Conforto, che ha creato una replica perfetta dell’appartamenti di Monica Geller. L’opera è stata creata interamente con la carta e poi dipinta a mano, con una cura dei dettagli a dir poco estrema, con tanto della foto del matrimonio di Monica e Chandler e il famoso spincino della porta.

“Sono una grande fan della serie e adorerei vivere in un appartamento come quello di Monica. Visto che non posso, me ne sono creato uno di carta”, ha spiegato l’artista, che, a Deviantart, ha spiegato che ha impiegato due anni per terminare l’opera. E ancora mancano le camere da letto! Ecco una galleria del più seguito soggiorno della televisione, e non scordatevi di visitare tumblr per altri dettagli sull’artista!

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Il teatro subacqueo di Gana Maximova

teatro-subacqueo-tuttacronacaGana Maximova è un’atleta russa di nuoto sincronizzato che dal padre ha ereditato l’arte del “Teatr na Vode”, il teatro nell’acqua e la sua arte è un incrocio di  nuoto, danza e giocoleria. In questo video caricato su YouTube, “Underwater contact juggling”, Gana danza sottacqua insieme a delle sfere che quasi per miracolo seguono le curve e il fluire del suo corpo nell’acqua. Un omaggio al padre, alla musica e alla bellezza del fluire.

Il film horror dell’Italia? Argento racconta il suo punto di vista

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Un’Italia dove l’horror, purtroppo, spesso è di casa. Tragedie economiche che sfogano in dramma familiare,  o e per raccontarla serve un Maestro del brivido, così Dario Argento in una video intervista all’HuffPost racconta così il momento politico nel nostro Paese:

“Berlusconi è finito. Non risorgerà. Assistiamo agli ultimi sussulti. Il futuro è Matteo Renzi“.  e proprio sul sindaco di Firenze afferma: “Il più convincente, affascinante, schietto e sincero. Il Pd  non potrà fare a meno di lui per anni. Paradossalmente è come Berlusconi o Hitler: farà quello che ha promesso”. Mentre non risparmia critiche a Beppe Grillo: “Il comico non è un politico, M5s è il partito che non c’è. Lui e suoi eletti non sanno come si sta in Parlamento”.

Marino deluso dallo stipendio: pochi 4500 euro per il peso della Città Eterna sulle spalle

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Pedonalizzazione, a lavoro in bicicletta, tanti buoni propositi… ma forse poi arriva anche la cocente delusione dei romani che se avevano sperato in un sindaco che potesse davvero rivoluzionare una città che sta lentamente reclinando il capo ora si ritrovano invece con un sindaco che rivendica, dopo pochi mesi dalla sua elezione, uno stipendio troppo basso?

Ignazio Marino in un’intervista rilasciata al Venerdì di Repubblica ha affermato: “abbiamo esagerato con i tagli” e poi ha aggiunto “Non è un buon momento per le rivendicazioni salariali, ma prima o poi bisognerà riequilibrare” e poi elenca responsabilità e sacrifici “Amministriamo bilanci miliardari e responsabilità enormi.(…) Prima riunione alle 8 del mattino per l’agenda di giornata. Alle 23 l’ultima di bilancio. Poi a casa a mezzanotte. Niente mondanità. Sveglia alle sei del mattino. Dodici giorni di ferie per gli assessori, per me sette”. 

Insomma una vita d’inferno! Chi di noi può capire le sofferenze, le privazioni e le responsabilità del lavoro di un sindaco? Chi ha lo stress e il terrore di commettere un piccolo errore sul lavoro e trovarsi il giorno dopo senza lavoro? Il sindaco Marino non corre questo rischio, ma sicuramente ha il peso di una Città Eterna sulle spalle. Cosa ne sanno i romani che lottano tutto il giorno con il traffico in tilt, il parcheggio che non si trova, i bambini da accompagnare a scuola alle 8, la riunione di condominio alle 19.00, la cena alle 20,00, il turno di notte e i soldi che non bastano? 4500 euro per un romano cosa sono? Chissà se c’è qualche disoccupato, laureato, che si sacrificherebbe per una somma del genere?

«Probabilmente l’atmosfera estiva ha fatto cadere nell’oblio le lamentele di Marino sul suo stipendio che, come confidato ad un settimanale, ritiene troppo basso, ripromettendosi in futuro di riequilibrarlo. Penso che parole del genere siano uno schiaffo in faccia a quanti, anche svolgendo il loro lavoro meglio dell’attuale sindaco di Roma, faticano ad arrivare alla fine del mese». Ad accendere la miccia della polemica è Gianni Sammarco, deputato e coordinatore Pdl di Roma che sottolinea: «A Marino non basta utilizzare Roma come trampolino di lancio personale, vuole anche essere pagato di più per essersi scomodato ad amministrare la Capitale». Il riferimento è a un’intervista rilasciata dal neo sindaco di Roma in cui ritiene inadeguata la busta paga ricevuta per il primo mese e mezzo di lavoro: circa 4.500 euro netti.

Belviso: facciamo una colletta per Marino. A Sammarco fa eco la presidente del gruppo Pdl in assemblea Capitolina, Sveva Belviso:«Dopo la finta pedonalizzazione, Marino ha scoperto un’altra emergenza: il suo stipendio – dice ironica – Se, in tempi di crisi così drammatica, e dopo anni di laute retribuzioni da parlamentare, aveva intenzione di chiedere un aumento di stipendio avrebbe potuto inserirlo nel suo programma elettorale informando correttamente i cittadini delle sue intenzioni. Data la drammaticità della sua situazione, ho deciso di promuovere una colletta. Aiutiamo Marino, visto che ha così bisogno».

Augello. «In una fase di crisi come questa – dice il senatore del Pdl, Andrea Augello – abbandonarsi a meste riflessioni sulla scarsa consistenza del salario del sindaco di Roma, con annessa autocritica su un recente passato da tagliatore dei costi della politica, è più di quanto ogni opposizione possa sperare confidando nell’autolesionismo comunicativo di un sindaco. La cosa si commenta da sola, nel senso che è impossibile aggiungere altro».

Lista civica per Marino: Belviso faccia una colletta per Alemanno. «Se Sveva Belviso ha tanta voglia di organizzare una colletta – ribatte Luca Giansanti, capogruppo della Lista Civica Marino in Campidoglio – ne faccia una per l’ex sindaco Gianni Alemanno che, un minuto dopo esser stato cacciato dagli elettori, ha detto di non riuscire a vivere con lo stipendio da consigliere. Succede a chi non hai mai avuto una professione a parte la politica».

Cozzoli: Marino pensi alle esigenze della città. «Dopo solo due mesi di lavoro – commenta il consigliere comunale della lista CittadiniXRoma, Ignazio Cozzoli – Ignazio Marino dice di avere esagerato nella battaglia per i tagli ai costi della politica e si lamenta del suo compenso, dichiarando che al più presto sarà necessario riequilibrare gli stipendi. L’unica cosa di cui deve occuparsi il sindaco, a mio avviso, è trovare soluzioni concrete alle emergenze e ai problemi dei cittadini romani, non di certo del suo stipendio o di quello del suo staff».

Crollano i consumi delle famiglie… mai così male!

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Si parla di nuovo di Imu, di Iva e di nuove tasse che potrebbero colpire gli italiani già in autunno, ma intanto i cittadini sono già alla fame! Crolla la qualità e quantità degli acquisti alimentari degli italiani, che secondo l’Istat, ormai colpisce 6 famiglie su 10. Ci si rifugia nelle offerte dei supermercati, e chi può, coltiva nel giardino di casa. Quello che era un hobby è una necessità. Sottomarche, cibo spazzatura e riduzione drastica della spesa questo sembra essere l’ultimo report in Italia. Dati che fanno riflettere se poi si considera che proprio nella Penisola da sempre il cibo è un’eccellenza della nostra economia. Ma se l’alimentare va male ci sono settori che vanno peggio. Crollano le vendite nei mobilifici (forse anche perché negli anni passati si è comprato troppo) e crollano le spese per la cultura. In particolare i settori più colpiti sono il cinema, il teatro e i musei.

 

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