Gambe d’artista!

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Gambe d’artista quelle di Jody Steel! La ragazza infatti è un’illustratrice che ha deciso di usare le proprie cosce come tela, un’idea che è nata tra i banchi di scuola quando la lezione era noiosa e per far passare il tempo Jody fantasticava personaggi sulle proprie cosce.  Nel corso del tempo ha sviluppato la sua tecnica ulteriormente, e quando ha iniziato a pubblicare su internet le sue foto ha avuto un grande successo, e anche diverse proposte di lavoro: Jody però non vorrebbe fare l’illustratrice, ma vorrebbe lavorare come concept artist nel cinema.

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Il monolite che fa la sua apparizione al Circo Massimo: “spazio all’arte”

monolite-roma-tuttacronacaTre giorni fa, al centro del Circo Massimo, ha fatto la sua apparizione un’opera colorata, “Il monolite bifronte” di Francesco Visalli. Un omaggio a Mondrian che ha conquistato, senza che nessuno dicesse nulla, uno dei palcoscenici più prestigiosi di Roma. Una provocazione artistica, certo, un esperimento urbano, ma anche, spiega lo stesso artista, una denuncia nei confronti dell’amministrazione capitolina e delle istituzioni culturali “impotenti” davanti al materializzarsi della scultura. Per intere settimane, racconta Visalli, nessuno è andato infatti a bussare alla sua porta per chiedere conto di quell’installazione così moderna a due passi dal Colosseo, di fronte agli antichi Palazzi Imperiali: niente verifiche, nessuna denuncia, nessun controllo. Né sulle autorizzazioni, né sul versante sicurezza. E l’artista sul suo sito avverte: “Pronti i disegni per un totale di 4 installazioni in altrettante piazze”. L’opera è alta oltre tre metri, pesa più di due tonnellate, ha due facce, una bianca e l’altra nera, elementi dai colori accesi e un ampio basamento: e il Campidoglio non ne sapva nulla. Mesi di lavoro, in un posto più che in vista a Roma, che si è trasformato in un test: vedere quando avrebbero impiegato le autorità per accorgersi della nuova “presenza”. “Il monolite – dice Francesco Visalli – è un monito per l’amministrazione comunale e per quella nazionale perché recuperi il principio fondatore del Paese più bello del mondo, cioè l’arte. Arte che ha segnato la storia di millenni, arte che se fosse valorizzata, basterebbe da sola a sanare definitivamente il deficit pubblico. E tutto questo non ha colori di partito politico, è universale, vale per tutti”. Monumento e operazione sono stati economicamente sostenuti interamente dall’artista, senza aiuti economici o sponsor. E non finisce qui: a giorni il monolite potrebbe prendere “voce” grazie alla partecipazione di alcuni nomi noti del mondo dello spettacolo. Un manifesto per dire basta alla disattenzione sull’arte. Nel frattempo, mentre nessuno si è mosso per mesi , ora il sottosegretario ai Beni Culturali Ilaria Borletti Buitoni, che in un tweet ha scritto: “Abbiamo chiesto ai vigili la rimozione”. Spiega l’artista: “Non sono contento del risultato ottenuto, lo sarei stato molto di più se il Comune se ne fosse accorto dopo due giorni. È ovvio che debba essere rimosso. Mi rattrista che la reazione sia arrivata dopo due mesi e perché ho divulgato la notizia. Io stesso non ho piacere di vedere il monolite davanti al Circo Massimo, la sua collocazione potrà essere un’altra ma volevo dare un segnale forte. L’arte e la cultura non trovano più spazio, quindi lo occupano”.

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Quando il set… è di carta!

friends-tuttacronacaNostalgia del telefilm Friends? Sicuramente la prova l’artista brasiliana Bruna Salvador Conforto, che ha creato una replica perfetta dell’appartamenti di Monica Geller. L’opera è stata creata interamente con la carta e poi dipinta a mano, con una cura dei dettagli a dir poco estrema, con tanto della foto del matrimonio di Monica e Chandler e il famoso spincino della porta.

“Sono una grande fan della serie e adorerei vivere in un appartamento come quello di Monica. Visto che non posso, me ne sono creato uno di carta”, ha spiegato l’artista, che, a Deviantart, ha spiegato che ha impiegato due anni per terminare l’opera. E ancora mancano le camere da letto! Ecco una galleria del più seguito soggiorno della televisione, e non scordatevi di visitare tumblr per altri dettagli sull’artista!

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Questa NON è una foto di Morgan Freeman

morgan-freeman-tuttacronacaSembra incredibile, eppure è così: non si tratta di una foto di Morgan Freeman ma di un disegno creato “a dito” con un iPad Air. L’artista che l’ha realizzato è l’iperrealista Kyle Lambert, solito a questo tipo di opere. Lambert è partito da uno scatto del fotografo Scotto Gries (qui trovate la foto originale) ed ha spiegato a Mashable che gli è stato necessario un mese per realizzare l’immagine. Il video in timelapse dell’intero processo è stato pubblicato su Youtube appena due giorni fa, ma ha già superato 5,5 milioni di visualizzazioni.

Sulla pelle: le illusioni ottiche di Hikaru Cho

illusione-ottica-tuttacronacaHa appena 19 anni il giapponese Hikaru Cho, ma è già in grado di creare delle incredibili illusioni ottiche grazie ai suoi dipinti. Sono talmente reali che si fa fatica ad accettare che, sulla pelle, ci siano solo colori acrilici e non lacci per le scarpe, cerniere o delle batterie: le sue creazioni sembrano davvero far parte integrande della persona. Ecco alcune immagini per rendere l’idea della maestria di questo giovane.

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Giorgia fa il pieno, la nuova gioventù a 40 anni?

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La scena è stata solo per lei, tra magliette, dediche, cori , applausi, i fan si sono scatenati quando ieri Giorgia ha superato la soglia della libreria di Via Appia Nuova per presentare il suo nuovo album “Senza paura”. La cantante si è divertita a rispondere alle domande di fuoco di Federica Gentile di Radio2  «Un nuovo percorso? Certamente i quaranta anni cambiano la vita – spiega l’artista – Adesso mi piace osare». Poi tra autografi e foto la fila si è fatta davvero lunga e la cantante sotto assedio ha chiesto «Vi ringrazio del vostro calore e della vostra folta presenza. Ma vi prego, non fatemi fare mezzanotte».

“Non ci sono solo immigrati onesti”: Renato Zero e l’Italia

renato-zero-tuttacronacaRenato Zero è impegnato in questi giorni nella promozione del suo nuovo album Amo – Capitolo II e per l’occasione ha anche rilasciato una lunga intervista all’Huffington Post in cui parla dell’attuale situazione italiana, trattando anche il tema dell’immigrazione. “Non possiamo continuare ad assorbire l’arrivo di persone da altri paesi non avendo le strutture adeguate per riceverle: case, lavoro, assistenza. Noi, in quanto italiani, abbiamo tutto il diritto di preservare i nostri figli garantendo loro un’istruzione ed un’assistenza sanitaria adeguate, ma dall’altro lato c’è questa Europa che fa tanto la signora, soprattutto tedeschi e francesi, che però si defilano davanti al problema: perché non si accollano anche loro l’assorbimento di questi flussi migratori di extracomunitari? Onestamente noi abbiamo da risanare delle situazioni talmente arretrate che non ce la facciamo ad accogliere tutte queste persone”. Crisi, giovani, razzismo, speranza, futuro e mancanza di futuro. Zero, da sempre impegnato a favore dei diritti dei detenuti, risponde anche a domande inerenti il sovraffollamento carcerario: “Anche le carceri hanno cominciato ad affollarsi grazie alla presenza degli stranieri, si parla tanto di persone che vengono da noi che lavorano e che sono oneste e ben integrate, ma ce ne sono tante altre che non hanno percorso la stessa strada”, continua il cantante. “Tutto questo porta ad una situazione, per le condizioni in cui ci troviamo, ingestibile. Stiamo parlando di un paese dove in questi giorni è venuta fuori la notizia di un ospedale in Abruzzo che cade a pezzi perché è stato fatto con il cemento impoverito…queste sono cose gravissime. Se avessi le soluzioni in tasca avrei fatto un altro mestiere nella vita, ma so per certo che questa classe politica deve prendere seriamente coscienza di come siamo messi, deve ricompattare l’Italia perché non ci può essere una sanità di serie A e una di serie B in base alla geografia del paese”.

Ma se difende i diritti dei carcerati, “Tutto questo fa parte della vita, ci sono da considerare gli sbagli che si possono commettere, ed è giusto che si sconti una pena, però non è accettabile che non si prendano provvedimenti per rendere questi spazi più decorosi e vivibili”, mette in discussione l’indulto e l’amnistia: “Credo che bisogna essere abbastanza saggi ed equi per non commettere errori né da una parte né dall’altra: chi deve scontare una pena è giusto che lo faccia, ma se nel corso del tempo mantiene un comportamento tale da meritare una riduzione è giusto concedergliela, del resto si sta lì per recuperarsi, non per essere bollato a vita. D’altra parte, fare di tutta l’erba un fascio non credo che sia corretto, nel senso che quando c’è un dolo vuol dire che c’è qualcuno che piange, che chiede giustizia, quindi svuotare le carceri in modo così indiscriminato non mi sembra la soluzione giusta. Una cosa del genere non rende giustizia neanche a chi sta dentro, nel senso che magari chi è appena uscito dopo aver scontato tutta la pena vede altri detenuti uscire così per decreto, non è corretto e non è un buon insegnamento né per i giovani né per gli uomini in generale. Bisogna guardare caso per caso e applicare riduzioni della pena in base al comportamento dei detenuti, svuotare un carcere per il sovraffollamento non è un modo per risolvere il problema”. Il problema è che in Italia “le amministrazioni azzerano quello che è stato fatto prima e ricominciano da capo, non si è portati a proseguire un lavoro, magari iniziato da altri, per conseguire dei risultati.” E il problema si riflette sulla politica: “non ci si può assumere la responsabilità di governare se non si tiene conto di lasciare, alla fine di un mandato, un percorso coerente che gli altri possano proseguire”. Ma Zero, che non vuole entrare nel merito della questione Cancellieri-Lingresti perchè “se ci sono state delle responsabilità personali verranno accertate, non sta a me dirlo”, parla dei dimenticati: “L’ultimo occupa una posizione che non è certo invidiabile, però chi ha veramente fatto la storia sono sempre gli “ultimi”, quelli che non vengono creduti, che non agganci e spintarelle. Gli ultimi non fanno paura, ma alla fine sono loro che riescono a modificare certi aspetti della società e della vita. Se avessi dato retta ai detrattori che mi apostrofavano come “nullità”, costringendomi ad adottare lo pseudonimo di Zero, non avrei combinato niente, invece ho alimentato con la passione e l’impegno le grandi aspettative che avevo riposto su di me e sul mio rapporto con la musica. Oggi posso dire di aver ricevuto affetto e stima sincera da parte del pubblico italiano, quindi penso che gli ultimi – con grande sorpresa e meraviglia – sono quelli destinati a vincere”.

L’artista passa quindi a sottolineare come non si parli più con i giovani, o lo si faccia in maniera insufficiente, sia a casa che a scuola, e che comunque “la politica deve impegnarsi di più per i giovani, troppi ragazzi non vanno all’università perché pensano che tanto non troveranno lavoro, l’unico pensiero è sopravvivere. Invece è necessario investire di più sulla cultura, non sono solo i soldi che fanno felice la gente, se ci fosse più cultura in Italia si spenderebbe meno in sanità perché le persone sarebbero più appagate e più sane”. Ma parlando di giovani, non si può non pensare alle baby prostitute del Parioli o al ragazzo gay che si è tolto la vita: “Tutto questo è imbarazzante, come ho detto prima questi giovani sono lasciati soli, in tutto: nelle loro scelte, nella loro voglia di avere un’identità, sono diritti che reclami anche a 14 anni. Oggi i ragazzi si pongono delle domande: chi sono? Cosa voglio diventare? Noi li vogliamo belli cresciuti e attivi, appena un figlio si ammala lo si riempie di antibiotici per rimetterlo su in due giorni…forse dico un’eresia, ma prima quando ci si ammalava si stava a casa una settimana e questo ti dava l’opportunità di mantenere acceso il dialogo con i tuoi genitori, di riscoprire la tenerezza o un semplice consiglio. Oggi c’è troppa distanza tra genitori e figli e non c’è dialogo. Ma poi che il razzismo arrivi a lambire fasce così giovani è gravissimo, sono gli stessi ragazzini che feriscono e mostrano cattiveria verso i loro coetanei…ma mi chiedo: da chi la imparano? L’apporto educativo va dato proprio a quell’età, quando sei ancora in tempo per raddrizzare una spina dorsale, altrimenti certi atteggiamenti con il tempo diventano una regola”.

Del resto anche lui, a inizio carriera, ha subito diversi attacchi,ma venivano da persone adulte, non da ragazzini come me. Poi all’epoca certi comportamenti erano normali perché non c’era l’abitudine a navigare su internet e vedere che il mondo è a colori, si veniva da due guerre e se ti imbattevi in un personaggio come me ti infastidivi perché mentre cercavi di rimettere insieme i cocci c’era chi si divertiva e viveva sereno. Ma in realtà non ero forse così felice, magari i lustrini servivano per fare in modo che la felicità si accorgesse di me. Oggi, dagli anni ’70, molte impalcature sono crollate e l’umanità è andata avanti, eppure si rimettono in moto certe forme di razzismo e violenza gratuita che dovrebbero essere cancellate per sempre. Mancano i buoni esempi e i ragazzi inseguono il “qualunque” brutto e privo di aspirazioni”. Il cantante ha anche una parola per Papa Francesco: “È soprattutto un uomo di fede che incarna l’uomo qualunque, una novità assoluta. Sta smontando tutte le infrastrutture che tengono lontano i fedeli dalla chiesa, il suo è un invito totale e senza condizioni…è una cosa magnifica. Conosce la pazienza, il sacrificio, l’abnegazione: sono tutte doti che in una figura così importante come un pontefice fanno un certo effetto”. Quindi, per concludere, una parola sui suoi due ultimi capitoli discografici, Amo I e II: “La cosa che mi piace di questo lavoro è che se noi cancellassimo il mio nome dalle copertine e ci mettessimo il nome di un emergente sarebbe perfettamente uguale: è un complimento che faccio a me stesso e al mio modo di rimanere adeguato alle esigenze dei giovani. Credo che il pregio di questo lavoro sia proprio una giovinezza ritrovata”.

Maglietta shock… American Apparel punta sulla donna

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Una maglietta shock che vorrebbe mettere al centro dell’attenzione la donna nella sua parte più intima, ma il cui gusto non convince fino in fondo: peli pubici, ciclo mestruale e masturbazione femminile. L’ultima provocazione creata per American Apparel dall’artista e fotografa canadese, la 22enne, Petra Collins vorrebbe essere la summa di tutti i tabù che ruotano intorno al sesso femminile, ma forse, secondo alcuni, finisce per essere una caricatura di se stessa. Sicuramente rompe con quell’immagine di “donna Barilla” e arriva in un momento in cui la pubblicità di molti marchi è sotto accusa proprio per aver relegato la donna a mero oggetto sessuale o a mamma rassicurante in un mulino che offre come massima aspirazione la vita domestica.

Ma la maglia non riesce ad avere la stessa forza dirompente che si può leggere nei “monologhi della vagina”, sembra una piatta nomenclatura dell’organo femminile e non trova sulla maglia il protagonismo e lo spazio di cui avrebbe bisogno. Molto meglio andare sul classico e godersi “la nascita del mondo” di Coubert in attesa della prossima provocazione di American Apparel

 

I soliti noti sulle monete, cambiano faccia!

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Se siete annoiati da vedere sempre le “solite” facce sulle vostre monete, sicuramente allora apprezzerete il lavoro del designer brasiliano Andre Levy che “reinventa” i personaggi delle monete di tutto il mondo. Da spiderman a catwoman ce n’è per tutti i gusti.

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Gira nel museo con finta pistola e proiettili a forma di pene. Pestato

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Un uomo di 73 anni, Bengt Andersson, durante una mostra d’arte che si è svolta presso a galleria Rönnquist e Rönnquist di Malmö, in Svezia, girava per l’esposizione con una una finta pistola i cui proiettili sono a forma di pene. In quelle sale c’era anche il famoso vignettista Lars Vilks, colui che nel 2007 divenne una “star del fumetto” raffigurando  il profeta Maometto in maniera considerata offensiva dai musulmani. Le guardie del corpo che dovevano proteggere l’uomo hanno pensato a un attentato e si sono avventati contro Andersson. L’uomo è stato pestato e sono occorsi 5 ore  di ospedale per curare il 73enne dalle lesioni procurategli dalla lotta con la scorta di sicurezza di Lars Vilks. Andersson ha spiegato:

Non avevo idea che Vilks era lì. Come facevo a saperlo? Volevo solo mostrare la mia arte.

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La sua pistola doveva quindi essere solo un oggetto artistico e non un’arma. Un funzionario di polizia si è giustificato così:

Gli agenti, quando vedono un arma devono intervenire per proteggere Vilks che rischia la vita

Andersson ha presentato una denuncia per violenza eccessiva contro le guardie che lo hanno arrestato.

Facebook censura gli artisti, vittima anche Ravelo, fotografo dei bimbi crocefissi

 

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Erik Ravelo, fotografo per Colors e per Fabrica, e autore di una campagna di forte impatto dal titolo Los intocables, dove venivano ritratti alcuni minori crocefissi ai propri carnefici, è stato censurato su Facebook. “Quando l’ho postata mi è arrivata una notifica dal Social network con la quale mi avvisavano che non posso caricare immagini per 7 giorni e che se metto altri contenuti non appropriati mi bloccheranno il profilo”. E qui scatta l’ira di Ravelo  “La mia è una campagna artistica che è diventata virale in rete, fatta senza alcuno sponsor e che ha l’obiettivo di protestare contro la pedofilia. Perché viene censurata, quando su Facebook gira di tutto?”.

Erik Ravelo, per esprimere liberamente la sua arte aveva abbandonato Cuba quando aveva 18 anni, ma ora ci pensano i social network a censurarlo. Il fotografo si è anche chiesto come è “Possibile che non venga compresa la differenza tra contenuti inappropriati  e arte?”

Ravelo non è il primo e probabilmente non sarà l’ultimo a cui sono state o saranno rimosse immagini dichiarate come contenuti inappropriati mentre sono foto artistiche o di protesta.  È successo anche con le il profilo delle Femen ed è capitato anche ad altri artisti. Basta che qualcuno segnali la fotografia e scatta il procedimento. E se il flusso delle immagini è talmente vasto da controllare, è incredibile come iniziative di questo tipo vengano bloccate in rete, dove la libertà di espressione dovrebbe essere tutelata è salvaguardata.

 

“Sapore di Mare” sempre nel cuore, Marina Suma vende bigiotteria

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E’ stato il Corriere della Sera che è riuscito a strappare un’intervista a Marina Suma, 54 anni, ex attrice di “Sapore di Mare” e altri cult degli anni ’80. Ora la Suma ha cambiato mestiere e ha una bancarella alle Eolie. Qui disegna e crea gioielli in cartapesta che poi espone su un banchetto in spiaggia. A Salina al giornalista che l’ha intervistata Marina Suma si è raccontata così:

Disegno monili da 9 anni. Un’antica passione. Sono andata anche a scuola di cartapesta. Li modello, li rafforzo, li coloro ed ecco venir fuori bracciali e collane con un cuore di cartapesta, solo fili di cotone per assemblare, niente bronzo, oro, argento…

Rimpianti per la tv o il set non ne ho, non me ne frega niente. Ho fatto tanta televisione, tanto cinema, e fermarsi, cambiare non deve essere mai considerato un dramma. Tanti si bloccano davanti al banchetto, guardano la mia nuova vita, le mie creazioni, comprano, si diventa amici… E se non mi riconoscono non sto male. No, non è rassegnazione. Devi fare i conti con una crisi paurosa del mondo dello spettacolo. E poi ti fanno lavorare sempre meno…

Una vita stupenda. Meglio che recitare. Assicurato il contatto con il pubblico. Passano tutti da qui in estate e ci divertiamo con gli altri tre quattro creativi che come me danno allegria al contesto mostrando l’arte del macramè, della ceramica, del legno.

E se gli antichi avessero avuto il lego invece del marmo?

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Lui è un artista di New York, dal nome abbastanza esotico, Nathan Sawaya e immagina il mondo fatto a Lego… e perché non pensare che anche l’arte si possa esprimere con i famosi mattoncini colorati? E così ecco arrivare l’Urlo di Munch, la Ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer, ma anche la celebre  Monna Lisa di Leonardo. La mostra si chiama “The Art of the Brick” ed è visibile a Times Square, nelle sale dell’exhibition centre Discovery. Non c’è opera d’arte che che Sawaya non riesca a replicare dai busti romani alle pitture impressioniste ogni opera d’arte tra le sue mani può avere la sua copia in Lego.

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Per realizzare ogni opera Sawaya impiega tra le 2 e le 3 settimane di lavoro e, in media, tra i 15mila e i 25mila pezzi di Lego. “Incollo uno a uno tutti i mattoncini – rivela lui -. Dovendo spedire le mie creazioni in giro per il mondo c’è il pericolo che i destinatari aprano il pacco e si ritrovino una montagna di pezzetti di plastica”.

La crocefissione degli “innocenti” che sta facendo discutere il web

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Una provocazione shock quella dell’artista Erik Ravelo che ha “crocefisso” i bambini ai loro “carnefici”. Secondo Ravelo i bambini sono vittime di una società consumistica che li schiaccia e li maltratta.  La sua opera dal titolo “Gli intoccabili” raffigura i bambini crocefissi all’obesità, alle armi, ai presti pedofili, al commercio di organi, al nucleare e al turismo sessuale. Le immagini in rete hanno suscitato scalpore e polemiche.

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L’arte della pizza: il ritratto al pomodoro e mozzarella

domenico-crolla-pizzeria-tuttacronaca

Fare la pizza è un arte, ma perché non fare l’arte della pizza? Questo è quello che deve aver pensato Domenico Crolla, pizzaiolo/artista scozzese di Glasgow, ma con chiare origine italiane.

E così a suon di pennellate di pomodoro e mozzarella ha creato i ritratti di volti noti del cinema, dello sport e della cultura. Il primo divo a finire nel forno su Bruce Lee: un omaggio che l’uomo volle donare a sua figlia Shannon. Da lì poi l’idea è stata portata avanti e sono stati molti i vip a finire nel forno a legna della pizzeria di Crolla.

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Lutto al Cirque du Soleil: acrobata muore dopo una caduta di 15 metri

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Il Cirque du Soleil è in lutto dopo la caduta di sabato sera, durante uno spettacolo a Las Vegas di Sarah Guyard-Guillot, 31 anni, madre di due bambini e conosciuta con il nome d’arte di Sassoon. L’artista sarebbe caduta da circa 15 metri di altezza nel corso dello spettacolo “Ka”, dopo aver perso il contatto col cavo di sicurezza. Gli spettatori che in un primo momento hanno interpretato l’incidente come una parte dello spettacolo, solo dopo qualche istante si sono resi conto della tragedia che si era consumata sotto i loro occhi. Trasportata d’urgenza  Centro ospedaliero universitario di Las Vegas, è deceduta poco prima di mezzanotte. E’ il primo incidente mortale durante uno show del Cirque du Soleil.

“Gli artisti devono soffrire, il risultato è migliore!”

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Lars Von Trier– (Il cinema come Dogma. Conversazioni con Stig Björkman, 1999)

I soldi ci parlano!

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Sembra facile, ma non lo è. Lui si chiama Dan Tague ed è un artista che vive a New Orleans. La sua abilità consiste nel far parlare i dollari stropicciati. Pezzi di parole che formano frasi insospettabili guardando le banconote nella loro “normalità”. Geniale, semplice, l’arte e l’economia per comunicare con il “linguaggio dei soldi”!

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Shock Yoko Ono… gli occhiali insaguinati di John per dire “basta armi!”

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Gli occhiali insanguinati del marito e un appello a irrigidire le leggi americane sul possesso delle armi. Così Yoko Ono, in occasione del 44esimo anniversario del suo matrimonio con John Lennon, è intervenuta su Twitter e Facebook. L’80enne artista di origine giapponese, vedova del cantante scomparso 33 anni fa, ha voluto celebrare la ricorrenza sottolineando in questo modo il suo impegno pacifista e attivismo umanitario.

Yoko Ono ha postato l’immagine degli occhiali insanguinati del marito, ucciso all’età di 40 anni da Mark Chapman a New York l’8 dicembre 1980, accompagnando l’immagine con questa frase: “Più di 1.057.000 persone sono state uccise da armi da fuoco negli Stati Uniti da quando John Lennon fu colpito e ucciso l’8 dicembre del 1980. Insieme cerchiamo di riportare l’America ad essere la terra verde di pace. La morte di qualcuno che si ama è un’esperienza che ci svuota. Dopo 33 anni, nostro figlio Sean ed io sentiamo ancora la sua mancanza.”

Il tempio di Bangkok e l’elefante 3d!

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L’artista olandese Remko Van Schaik, famoso per i suoi dipinti 3D, ha realizzato a Bangkok, davanti a un tempio, un elefante immerso nell’acqua che si bagna. L’opera è stata realizzata nell’ambito della campagna di sensibilizzazione sulle specie a rischio e ha subito riscosso un enorme successo.

Castello di carte? No, di chewing gum!

 Jeremy Laffon-tutatcronaca-chewing gum-gomma da masticare-arte-artista L’artista francese Jeremy Laffon ha creato un’intricata struttura, molto complessa,  con un materiale insolito: ha usato la gomma da masticare in bastoncini alla menta! Il suo lavoro, che richiama alla mente i castelli di carte, verrà mostrato al Limousin Art Contemporain and sculptures, in Francia, dal 12 marzo al 23 Marzo 2013. La mostra ha un nome eccentrico: ‘chlorophénylalaninoplastomécanostressrhéologoductilviridiscacosmographigum’.

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Un doodle per Miriam Makeba!

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Il 4 marzo Google celebra la nascita di Miriam Makeba, cantante sudafricana di Jazz e World Music. L’artista è stata anche una fervente sostenitrice del movimento anti-apartheid che la portò ad essere anche delegata delle Nazioni Unite. La cantante nata a Johannesburg il 4 marzo del 1932.  Morì nel 2008 nella clinica Pineta Grande di Castel Volturno, dove era stata trasportata dopo essere stata colta da un malore, al termine della sua esibizione al concerto anticamorra e contro il razzismo dedicato allo scrittore Roberto Saviano. E’ un doodle semplice quello scelto dal più grande motore di ricerca del web, ma che richiama perfettamente quella voglia di cantare in libertà che ha sempre caratterizzato Mama Afrika.

Radio 2 celebrerà Lucio Dalla!

lucio dalla radio 2

Radio2 Rai ridisegna per un giorno la sua impaginazione sonora, in omaggio a Lucio Dalla. Per il 4 marzo, giorno in cui il cantautore bolognese avrebbe compiuto settant’anni, la rete diretta da Flavio Mucciante ha realizzato tutti i jingle del canale con alcuni dei brani piu’ famosi di Lucio Dalla, che andranno a sostituire quelli abituali dei Subsonica. Un esperimento inedito, sulle note di stacchi musicali, tratti da brani indimenticabili come ”Caruso”, ”L’anno che verra”’, ”Attenti al lupo”, ”Se io fossi un angelo”, ”Piazza grande”. Emozioni e suggestioni sonore, che faranno da sfondo alle altre iniziative messe in campo da Radio2 per commemorare il grande artista, ad un anno dalla morte. “Lucio Dalla e gli altri” e’ il titolo dello speciale, condotto da John Vignola, che andra’ in onda, sempre il 4 marzo, dalle 10 alle 11. Gli altri sono non soltanto i musicisti, ma anche gli amici, il pubblico, gli appassionati, quelli che ne hanno conosciuto in prima persona la notevole umanita’. Dalla ha incrociato da sempre la sua creativita’ con quella altrui: nipote d’arte (lo zio Ariodante e’ stato un buon cantante negli anni Quaranta e Cinquanta), si e’ circondato con generosita’ di grandi artisti, ha aperto tante porte e ha colpito al cuore generazioni diverse di tutte le estrazioni culturali e sociali.

lucio dalla

Una storia che Radio2 Rai ripropone con le sue collaborazioni piu’ importanti: da quella con Gino Paoli, che lo scopri’ e gli regalo’ la sua versione di Lei (non e’ per me), a quelle con Ron (Piazza grande, Cosa sara’), Francesco De Gregori (da Giovane esploratore Tobia al grande successo del Banana Republic Tour), Paola Pallottino, Roberto Roversi, Gianni Morandi, Luciano Pavarotti, fino ai Marta sui Tubi, gli ultimi suonare con lui in una canzone, la loro Cromatica.

Uova d’autore su un tetto che scotta!

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C’è da poter fare una vera e propria frittata sul tetto del teatro di Figueres. coronamento della sua carriera, Dalì ottenne di trasformare il teatro della sua città natale in un museo. Stravagante e ribelle volle decorare il tetto con delle uova e una cupola gigante. Il vecchio teatro fu bombardato durante la guerra civile spagnola ed è rimasto in rovina per decenni, fino a quando Dalì e il sindaco di Figueres decisero di ricostruirlo come museo. L’artista decise anche che quel luogo sarebbe diventato la sua tomba. Sotto una lastra di marmo bianco, senza nessuna scritta, riposa Dalì, che regalò alla Spagna una nuova visione della cultura e dell’arte.

DESOLAZIONE DECORATA!

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Lo street artist Pøbel ha scelto la natura incontaminata che caratterizza le isole Lofoten, in Norvegia, per i suoi disegni “persi nel nulla”. I suoi sono graffiti che si trovano “da nessuna parte”, come si legge sul suo sito che è, in sostanza, uno splendido album fotografico.

E’ più facile imbattersi nelle costruzioni abbandonate che portano la sua firma, insomma, che trovarle. E’ dal 2008 che Pøbel si dedica a questi luoghi “dimenticati”. A questo progetto ha dato il nome Øde Dekor, che in italiano significa “desolazione decorata”. Dietro i suoi disegni, in realtà, c’è un problema sociale che lo street artist intende evidenziare: “La graduale diminuzione di popolazione che si sta verificando a nord della Norvegia”, dice lui.

“Ho iniziato con la collaborazione di un altro street artist, DOLK, dipingendo una casa – racconta Pøbel – ma poi ci siamo accorti che per far arrivare davvero il nostro messaggio dovevamo pensare in grande e farne molte altre. Così ho dato vita a un vero proprio “Festival” e ho invitato 10-15 artisti per un’operazione massiccia”. Un evento, quest’ultimo, raccontato nel documentario di un italiano, Davide Fasolo, chiamato “Living Decay”. Lo trovate, insieme alle foto, in questa pagina.

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Carta da ritratto!

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Un lavoro certosino. Versi di poesie e frasi di romanzi stampati su strisce di carta incollate l’una accanto all’altra a formare ritratti. Il primo lavoro dell’artista e insegnante britannico Jamie Poole non poteva che essere dedicato alla compagna: “Il volto di Sophie è un collage di frasi tratte dai suoi libri preferiti. Sono parte di lei e volevo lo fossero a tutti gli effetti”, scrive Poole sul suo blog. Poi è arrivato l’autoritratto dell’artista e il cavallo imbizzarrito composto da versi dedicati alla Prima Guerra Mondiale. Opere di grandi dimensioni che consentono all’artista di giocare con le ombre che donano ai suoi “quadri di carta” l’espressione degna del miglior pennello.

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Vagenda Vixen

*A day in the life of the Vixen, a blog about EVERYTHING & ANYTHING: Life advice, Sex, Motivation, Poetry, Inspiration, Love, Rants, Humour, Issues, Relationships & Communication*

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