Simona Riso si suicidò. Ora s’indaga sugli abusi subiti dallo zio in Calabria

simona-riso-tuttacronacaEra la fine dell’ottobre scorso quando la 28enne Simona Riso veniva trovata, agonizzante, nel cortile della sua abitazione, nel quartiere Appio, a Roma. La giovane era arrivata in fin di vita in ospedale e, prima di spirare, è stata in grado di dire solo una cosa: “Sono stata violentata”. Su tali parole si è indagato per mesi, nel tentativo di ricostruire quello che poteva essere accaduto quella drammatica notte. Il dubbio: Simona aveva scelto di gettarsi dalla terrazza condominiale o qualcuno l’ha spinta, macchiandosi di omicidio? Nel frattempo, però, si sono scoperti anche errori medici, con i dottori che, colpiti da quella frase, al pronto soccorso del San Giovanni non si accorsero che la giovane aveva il bacino fratturato e due costole rotte e la portarono nel box ginecologico. Il medico legale che ha eseguito l’autopsia, Giorgio Bolino, parla di un errore “grave e penalmente rilevante”. E spiega: “se fosse stata soccorsa tempestivamente, la ragazza, forse, si sarebbe salvata”. Sul corpo di Simona, tuttavia, non sono stati riscontrati segni di aggressione, di abusi sessuali recenti. Ma un abuso c’è stato e arriva dal suo passato, come emerso nell’inchiesta. Ora, in un’informativa dei carabinieri, viene reso noto il colpevole: si tratterebbe di uno zio che abusò di lei in Calabria. Ora le indagini proseguono prendendo visione dei diari degli psicologi che negli anni hanno parlato con la giovane. Si cercano le tracce di quella violenza che tanto ha segnato quella giovane vita.

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Sciame sismico tra Sicilia e Calabria: 10 scosse di terremoto

terremoto-reggio-calabria-tuttacronacaSono state dieci le scosse che l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato nella notte tra l’8 e il 9 febbraio tra la costa della Calabria e della Sicilia. La più forte ha fatto registrare una magnitudo di 2,9 con epicentro a 10 chilometri da Reggio Calabria. La terra continua a tremare, secondo i rilevamenti dell’Ingv, nello stretto di Messina. La sera dell’8 febbraio la prima scossa è stata registrata alle 19,15 con magnitudo 2,9, ipocentro a 10,8 chilometri di profondità ed epicentro vicino Reggio Calabria. L’ultima scossa registrata risale a questa mattinam alle 11,15 del 9 febbraio, e ha avuto ipocentro a 11.1 chilometri di profondità ed epicentro entro i 10 chilometri da Reggio Calabria e Campo Calabro, nello stresso di Messina.

Forte scossa di terremoto a Cefalonia: paura anche in Italia

terremoto-cefalonia-tuttacronacaNon si placa il pericoloso sciame sismico in atto da oltre un mese nell’isola greca di Cefalonia, dove questa mattina, alle 9.23, è stata registrata una nuova, forte scossa di terremoto. L’evento ha avuto magrnitudo di 4.8 ed epicentro in mare a una profondità di 10 km. Il terremoto è stato avvertito chiaramente nel sud Italia e in particolare a Taranto e Lecce dove molte sono state le telefonate di cittadini spaventati ai vigili del fuoco.

Terremoto a Reggio Calabria, trema la terra al sud

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Una scossa di terremoto di magnitudo 2,4 è stata percepita  alle 19.18 a Reggio Calabria e Reggio Calabro. In precedenza, alle 18.15, vi era stata una scossa di magnitudo 2.9 che aveva  interessato la stessa zona. Le scosse sono state registrate dall’Ingv.

Torna la paura a Cefalonia: scossa di terremoto di magnitudo 6.1

terremoto-cefalonia-tuttacronacaContinua a tremare l’isola greca di Cefalonia dove all’alba di questa mattina si è verificata una forte scossa di terremoto, di magnitudo 6.1 gradi sulla scala Richter. L’evento è stato registrato alle 5.08 locali (le 4.08 in Italia). L’isola si trova a 12 chilometri dalla città di Lixourion, colpita da una scossa di intensità simile (di magnitudo 6.0) il 26 gennaio, danneggiando numerose strade e imbarcazioni. L’isola era stata messa in stato d’allerta e la settimana scorsa erano state registrate numerose repliche. Si contano dieci persone rimaste leggermente ferite.

I nostri sette giorni: tra calciomercato e maltempo

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La settimana che si è appena conclusa ha portato anche una ventata di novità nei club che hanno ultimato i loro acquisti e che ora si preparano a giocare la seconda parte del campionato con nuovi giocatori che potranno rafforzare i diversi settori, certo che quello scambio impedito dai tifosi tra Guarin-Vucinic fa riflettere, anche se lo sguardo sembra ormai puntato altrove con un acquisto prenotato da parte della Juve. Ma a far parlare non sono stati solo le acquisizioni e le cessioni, ma anche quel filmato della Rai non andato in onda del gol di Peluso in Coppa Italia. Il gossip poi non è mancato e nel mirino questa settimana è entrato il portiere della Juve, Buffon e in particolari quelle nuove indiscrezioni che parlano della crisi con la Seredova sin già dal 2011. Si sfoga anche l’ex di Cavani che definisce il giocatore un ottimo attore, tanto che potrebbe vincere un Oscar. Chi invece un Oscar davvero non lo merita è l’allenatore della Lazio che in questa fredda domenica invernale ha pronunciato la frase shock del giorno in vista del derby: “Se qualcuno della Roma s’infortunasse…”. Parole che non potevano certo passare inosservate e così le polemiche non sono mancate. Senza parole invece ci ha lasciato la morte di  Philip Seymour Hoffman, per overdose. 

RIP PHIL:

Oltre ai colpi di calciomercato, in Italia si è abbattuto anche il maltempo. In particolare la Capitale è stata messa a dura prova, addirittura si è allagato anche il centro storico e l’ironia non è tardata ad arrivare sul web. Ma se la Città Eterna si alluviona e la partita Roma-Parma si rinvia, non va meglio in altre parti d’Italia e soprattutto a rimetterci sono i patrimoni artistici: cadono le mura Medievali a Volterra e crolla una parte di un tempio dorico in Calabria.  Nel frattempo, sempre nella Capitale, si pensa invece a rimuovere il murale del Papa che ha fatto il giro del mondo… ma non era adeguato al decoro urbano! Disagi anche in Serbia, dove è stato il secondo giocatore al mondo di tennis a mobilizzarsi per portare soccorso a quanti erano rimasti bloccati nella neve. Nella bufera e non per il maltempo ci è finito invece l’uomo che mangia a sbafo all’aeroporto per 300 giorni spostando il volo…. magari, il volo, avrebbero preferito spostarlo anche le colombe del Papa che invece sono state attaccate da un corvo e un gabbiano! Attenti ai voli quindi e…

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

Crolla un tempio dorico in Calabria, l’inizio della fine?

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La Calabria e i suoi patrimoni culturali stanno cedendo sotto l’ondata del maltempo. Lo Stato assente da troppo tempo non ha tutelato le bellezze artistiche che avrebbero da sole potuto portare l’Italia fuori dalla crisi economica e oggi si assiste impotenti al crollo parziale del   tempio dorico dell’antica Kaulon, a Monasterace. L’area archeologica si trova a ridosso del mare ed è stata colpita dalle violente mareggiate, oltre che dalla pioggia intensa. Nell’area si trova anche il mosaico ellenistico, di recente scoperta, più grande della Magna Grecia. Già le mareggiate di fine novembre 2013 avevano sgretolato una duna che fino a quel momento aveva protetto gli antichi resti del parco archeologico. Cosa è stato fatto per mettere in sicurezza da novembre 2013 a gennaio 2014 il tempio ellenico? Nulla, la prova è nel crollo di oggi e nel rischio erosione della restante parte del patrimonio che stiamo perdendo.

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Ancora una notte di paura a Cefalonia: gli abitanti dormono in auto

sismografo-tuttacronacaNon si placa la terra a Cefalonia i cui abitanti hanno trascorso una nuova notte di paurda dopo la violenta scossa di terremoto della scorsa domenica. Nella notte si è registrato un nuovo sisma di magnitudo 4.3 e molti degli abitanti hanno dovuto trascorrere la notte lontano dalle loro case, la cui stabilità non è stata ancora accertata dai periti. Molte abitazioni sono rimaste gravemente danneggiate e diverse sono crollate. Al momento, il 60% degli edifici di Lixouri è stato dichiarato inagibile e anche il cimitero della citadina è stato danneggiato.Nel capoluogo Argostoli un palazzo su quattro risulta inagibile e danni rilevanti sono stati riscontrati anche all’aeroporto di Cefalonia. Sull’isola si è fermato ieri notte anche il primo ministro Antonis Samaras nel suo viaggio di ritorno da Bruxelles per rendersi conto personalmente dei problemi causati dal sisma. “Ho voluto vedere da vicino le conseguenze del terremoto – ha detto Samaras -. Faremo una prima riunione e domani alla luce del sole vedremo meglio e potremo dire di più”.

Paura tra la popolazione a Cefalonia: ancora una forte scossa di terremoto

terremoto-cefalonia-tuttacronacaIn Italia erano le 4.12, le 5.12 in Grecia, quando l’isola greca di Cefalonia è stata scossa da un nuovo sisma. L’evento ha avuto magnitudo di 4.6 gradi sulla scala Richter. L’epicentro del sisma, stando ai sismografi dell’Istituto Euromediterraneo, è stato localizzato a nove km ad Ovest della città di Lixouri e a due km di profondità. Il geologo dell’Università di Atene Eftimios Lekkas, che si trova sull’isola, ritiene che le scosse continueranno ancora per qualche tempo, anche se nessuna dovrebbe superare i 5,4 gradi. Da parte sua, il direttore dell’Istituto Geodinamico di Atene, Gerassimos Papadopoulos, ha detto al settimanale To Vima che soltanto domani (mercoledì) gli scienziati saranno in grado di dire se la scossa di 5,8 gradi registrata domenica pomeriggio era quella principale. Molti abitanti dell’isola non hanno il coraggio di far rientro alla propria abitazione, la cui stabilità non è stata ancora accertata dai periti: sono diverse le persone che continuano a trascorrere la notte nelle loro auto. Nel frattempo circa la metà dei 2.000 residenti che hanno dovuto lasciare le loro abitazioni perchè lesionate dalle scosse hanno trovato sistemazione a bordo del traghetto Superfast arrivato ieri mattina a Cefalonia mentre oggi dovrebbe giungere anche il ferry Elefterios Venizelos, capace di ospitare 1.300 persone. Altri problemi, tuttavia, stanno sopraggiungendo: si prevede che le condizioni meteo peggioreranno nelle prossime ore con pioggia e vento forte.

Trema anche la Calabria! Terremoto in provincia di Reggio

terremoto-calabria-tuttacronacaUn terremoto di magnitudo 2.4 è stato registrato alle 23:44 del 27 gennaio dagli strumenti dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel distretto della Costa Calabra Meridionale. Il sisma è stato localizzato a una profondità di 57,2 km. I comuni più prossimi all’epicentro sono stati Benestare, Careri, Ciminà, Molochio, Oppido Mamertina, Platì, San Luca e Santa Cristina d’Aspromonte, tutti in provincia di Reggio Calabria.

I danni del terremoto, ma nessun morto, grazie alle case antisismiche

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Anche oggi una scossa di magnitudo 4.7 ha colpito l’isola di Cefalonia, intorno alle ore 14.05. L’isola interessata nelle ultime ore è stata interessata da diversi eventi sismici che si sono succeduti in sequenza oltre alle scosse di assestamento, ma pur riportando danni non si sono registrati morti. Non è stata però solo fortuna, ma è stato il piano messo in atto dopo il tremendo episodio del 1953 quando Cefalonia, Zante e Itaca furono devastate da un sisma di magnitudo 6.4  a cui ne seguì uno di magnitudo 7.2. I morti furono centinaia e l’isole in gran parte furono distrutte.  Da allora le abitazioni e i palazzi vengono costruiti secondo rigide norme anti-sismiche. All’Aquila con un terremoto di analoga magnitudo sono rimaste uccise 308 persone.

Panico in Grecia: nuova, potente scossa di terremoto

terremoto-grecia-tuttacronacaDopo la fortissima scossa di magnitudo 6.3 registrata alle 14.55 sulla costa orientale greca, nel mar Ionio, alle 19.45 è stato rilevato un nuovo forte movimento tellurico di 5.5. Gli epicentri sono stati localizzati nel Mar Jonio, al largo delle coste greche. Anche in Italia si sono percepiti i movimenti della terra: entrambe le scosse sono state avvertite in Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia. Le onde  sismiche registrate nell’isola di Cefalonia (Grecia) sono avvenute in una zona nota per la sua sismicità. L’epicentro è stato localizzato nell’isola di Cefalonia, in una zona molto particolare. “È una zona molto vicina alla placca dell’Egeo, che è una microplacca che si insinua fra la placca Africana e quella Eurasiatica”, spiega il direttore del Centro Nazionale Terremoti dell’Ingv, Alberto Michelini. La microplacca Egea si trova nel punto in cui le due grandi placche continentali si muovono orizzontalmente l’una rispetto all’altra. Questo stesso tipo di movimento, rileva Michelini, caratterizza la faglia all’origine del terremoto di oggi.Un’altra scossa era stata registrata alle ore 15:08 locali. In questo caso l’evento ha avuto magnitudo 5 e si è verificato a una profondità di 12,8 km.

I danni del terremoto in Grecia: strade,edifici e rete elettrica

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Fortunatamente il terremoto che nel pomeriggio ha interessato l’isola di Cefalonia non ha provocato vittime, ma solo molti danni soprattutto alla rete stradale e agli edifici più vecchi. Il movimento tellurico ha causato numerose frane di rocce e pietrisco che hanno bloccato il transito su diverse strade e in molti punti il manto stradale è aperto da profonde fessure. Inoltre ci sono stati molti blackout alla rete elettrica. Sarebbero migliaia gli evacuati. La città più colpita è stata Argostoli, dove per giunta oggi imperversa il maltempo con pioggia e forte vento.

Trema la Grecia, paura anche in Italia!

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Trema la Grecia, ma il terrore del terremoto arriva anche in Italia. Erano le 14.55 quando una scossa di magnitudo 6.3 è stata registrata sulla costa orientale greca, nel mar Ionio. dall’Istituto geologico americano Usgs a Lixourion. Il terremoto in particolare ha interessato l’isola di Cefalonia. Secondo quanto riferisce la stampa locale, al momento non ci sarebbero danni a cose o persone.
Il sisma è stato chiaramente avvertito in Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia. La scossa è stata avvertita chiaramente a Taranto e nel Salento dove i piani alti delle case hanno tremato.

Papa Francesco prega per Cocò, il bimbo carbonizzato in auto

nicola-campolongo-coco-tuttacronacaDurante l’Angelus, Papa Francesco ha voluto ricordare il bimbo di tre anni ucciso e dato alle fiamme all’interno di un’auto a Cassano allo Jonio, nel Casertano, con il nonno e la sua compagna. “Voglio rivolgere un pensiero a Cocò Campolongo, che a tre anni è stato bruciato in macchina a Cassano allo Jonio”, ha detto. “Questo accanimento su un bambino così piccolo sembra non avere precedenti nella storia della criminalità”, ha aggiunto. “Preghiamo con Cocò, che di sicuro ora è in cielo con Gesù per le persone che hanno fatto questo reato, perché si pentano e si convertano al Signore”.

Terremoto in Calabria, magnitudo 2,5

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Il servizio Nazionale di Geologia e Vulcanologia ha rilevato un terremoto di intensità di magnitudo 2,5 che nella giornata di oggi, intorno alle 18.28 ha colpito la provincia di Cosenza. Non si segnalano danni a persone o cose.

La madre di Cocò: “Lo hanno ucciso perchè conosceva i suoi assassini”

cocò-nicola-campolongo-tuttacronacaE’ stato ucciso la scorsa domenica nel Cosentino il piccolo Nicola Campolongo, Cocò, bimbo di appena tre anni che si trovava assieme al nonno Giuseppe Ianniccelli e alla compagna marocchina dell’uomo. I loro corpi sono stati trovati, carbonizzati, all’interno di un’auto a Cassano allo Jonio. La madre Antonia, attualmente in carcere, è certa: “Lo hanno ucciso perché conosceva i suoi assassini”. In un’intervista a La Stampa racconta: “Li ha visti in faccia e così lo hanno ucciso, vigliacchi. Quando uscirò dalla prigione andrò via dalla Calabria”. Al momento le indagini continuano senza sosta e gli inquirenti non escludono che i tre stessero rientrando a casa e, giunti proprio nei pressi del casolare dove sono stati trovati i corpi carbonizzati, siano rimasti vittime di un agguato. I killer avrebbero poi rinchiuso il corpo di Iannicelli nel bagagliaio dell’automobile e portato il mezzo vicino al casolare per incendiarlo. Sul cofano dell’automobile è stata rinvenuta una moneta da 50 centesimi che, nel linguaggio della criminalità organizzata, significa che la vittima aveva uno scarso valore. Iannicelli potrebbe essere stato ucciso al termine di una discussione degenerata. Tra le ipotesi quella che Ianniccelli doveva incontrare qualcuno e spiegare di non avere soldi e forse pensava che con il nipotino sarebbe stato al riparo dalla violenza. Invece anche il piccolo Cocò è andato incontro a un’orribile e prematura morte. Al momento non è possibile capire come siano morti perché i corpi sono stati consumati dalle fiamme. Giuseppe Iannicelli sarebbe stato colpito quando era fuori dall’abitacolo. Poi è toccato alla donna marocchina e a Cocò.

Cocò: la storia del bimbo nato dietro le sbarre e morto bruciato in un’auto

cocò-tuttacronacaIl suo corpicino carbonizzato è stato trovato a Cassano allo Jonio, nel Cosentino, in un’auto data alla fiamme. Con lui il nonno 52enne, Giuseppe Iannicelli e la sua compagna marocchina, Ibtissam Touss, di 27 anni. Lui era Nicola Campolongo e aveva solo tre anni. Figlio di Antonia Maria Ianniccelli, è nato dietro le sbarre, con i genitori tutt’ora in carcere. Martedì scorso la Corte di Cassazione avrebbe dovuto decidere sulla scarcerazione della donna per permetterle di accudire il piccolo ma tutto è saltato e lui è restato con il nonno paterno. Le prime rilevazioni indicherebbero che i tre sarebbero stati uccisi e poi bruciati all’interno della loro auto. All’interno del veicolo dato alle fiamme i carabinieri hanno trovato solo gli scheletri: uno dentro il cofano, gli altri due a bordo dell’abitacolo. E’ proprio la scena del crimine a far ritenere che le tre vittime siano state uccise altrove e portate nel luogo del ritrovamento in seguito. La Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro ha aperto un fascicolo per provare a dare un nome e un volto a chi ha ucciso un bimbo di soli tre anni.

Giallo in Calabria: tre corpi carbonizzati trovati in un’auto

carbonizzati-calabria-tuttacronacaE’ giallo nel Cosentino dove i corpi carbonizzati di tre persone, ormai ridotti a scheletro, sono stati trovati all’interno di un’auto completamente distrutta dalle fiamme a Corigliano Calabro. La vettura bruciata si trovava in una zona impervia e difficile da raggiungere. Sul posto a coordinare le indagini i carabinieri, che propendono per l’ipotesi dell’omicidio plurimo. Le vittime sarebbero il 52enne sorvegliato speciale Salvatore Iannicelli, di Cassano allo Jonio (Cosenza), una giovane donna marocchina della quale non si conoscono al momento le generalità, e del nipote dell’uomo, un bimbo di tre anni. Dei tre si erano perse le tracce da giovedì scorso.

I danni del maltempo: frana in Calabria, due feriti

frana-calabria-tuttacronacaE’ stato chiuso un tratto della statale 18 in Calbria dopo che si è verificata una frana nei pressi di Bagnara Calabra, in provincia di Reggio Calabria, che ha colpito un’auto sulla quale viaggiavano due persone, rimaste ferite. L’Anas ha chiuso il tratto interessato tra lo svincolo per l’autostrada Salerno-Reggio Calabria e Ceramida, in entrambe le direzioni. La frana è stata provocata dalle incessanti piogge di questi giorni.

Cassazione shock: non è reato fare sesso con una 11enne se è amore!

sesso-con-minore-tuttacronacaUn 60enne dipendente del comune di Catanzaro era stato condannato in processo a cinque anni per violenza sessuale su minore ma ora la Cassazione ha rivisto la condanna e la sentenza è di quelle destinate a far parlare: il sesso con un minore non è reato se c’è amore. Secondo la Suprema Corte tra l’uomo e la piccola 11enne, proveniente da una famiglia disagiata che l’aveva affidata alle cure dell’uomo, ci sarebbe stata una vera e propria relazione sentimentale. Le molestie erano state dimostrate con una prova inequivocabile: l’uomo era infatti stato sorpreso nel letto della villetta al mare con la ragazzina mentre erano abbracciati, entrambi nudi. Come riporta “Il quotidiano della Calabria” la ragazzina avrebbe sempre chiesto conferma dei sentimenti del 60enne, centinaia di intercettazioni raccolte dai poliziotti descrivono passo per passo questa relazione. La Cassazione ha preso atto del materiale e ha accertato l’amore tra i due, scagionando l’uomo.

Smise i farmaci? Il giallo si dipana intorno al suicidio di Simona Riso?

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Altre verità su Simona Riso? Sembrerebbe che Simona avesse smesso improvvisamente di prendere gli psicofarmaci che normalmente assumeva e lo fece senza avvertire nessuno. I farmaci le erano stati prescritti in un  centro di assistenza psichiatrica, per una depressione che non era mai scomparsa e per i problemi alimentari che Simona aveva da ragazzina, forse in conseguenza a un episodio di violenza. Quei farmaci sospesi di colpo erano una decisione ponderata o un gesto  che poteva preludere al suicidio?

Questa è l’ipotesi su cui stanno lavorando gli inquirenti ora che è stato accertato che la ragazza aveva smesso di prendere quei farmaci.

Gli inquirenti comunque sono al lavoro sulle cartelle cliniche giunte dalle varie strutture che in questi anni hanno avuto in cura la ragazza, anche quelle di Milano dove Simona ha vissuto alcuni mesi insieme alla sorella. Ed è proprio sull’ ambito familiare che gli inquirenti puntano anche la loro attenzione per cercare di definire i contorni degli abusi che Simona avrebbe subito da bambina per mano di una persona a lei molto vicina.

Simona Riso e le violenze subite ripetutamente

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Quello che erano voci, ora invece è supportato da carte, soprattutto cartelle mediche redatte da psicologi e psichiatri che hanno annotato il dramma subito da Simona Riso, la ragazza che la mattina del 30 ottobre è morta  al San Giovanni dopo esser precipitata dal terrazzo di una palazzina in via Urbisaglia, e che, in fin di vita, aveva annuito ai soccorritori del 118 appena le avevano chiesto se fosse stata violentata. La violenza però era accaduta non quella tragica mattina, ma molto tempo prima  «quando era più piccola, poco più che una bambina».

Come racconta Il Messaggero:

I riscontri su quelle violenze subite da Simona sono stati acquisiti, a Roma e a Milano, nei vari centri di assistenza che l’hanno avuto in cura, e sono finiti nel fascicolo aperto dal procuratore aggiunto Pier Filippo Laviani e il pm Attilio Pisani che indagano per omicidio volontario ma non escludono neanche la precipitazione volontaria. Per gli inquirenti il recupero delle cartelle cliniche che proverebbero le violenze subite da Simona, già anticipate dal Messaggero, è un passo avanti nelle indagini che potrebbe rivelarsi anche decisivo. I magistrati, però, ora vogliono accertare la veridicità di quei racconti, per escludere, senza ombra di dubbio, che non siano frutto di momenti di smarrimento della ragazza. In caso di conferma delle violenze, l’inchiesta entrerà finalmente nel vivo: l’aggiunto Laviani e il pm Pisani infatti dovranno quindi accertare il peso che quelle violenze possano avere avuto nella morte di Simona Riso. Una morte ancora avvolta nel giallo visto che c’è una sola certezza, ossia che la ragazza è morta volando giù dal terrazzo. Una caduta, allo stato delle indagini, che non si esclude che possa essere stata indotta, volontaria o accidentale.

Saranno gli stessi specialisti che hanno avuto in cura la ragazza a dare chiarimenti sulle relazioni da loro redatte. A spiegare il perché di quelle annotazioni sulle cartelle cliniche. A motivare gli appunti, ovviamente clinici e sintetici, ora finiti a Piazzale Clodio. Nelle prossime ore infatti i magistrati chiederanno agli specialisti di redigere dei documenti in cui dovranno spiegare le loro conclusioni e lo stato d’animo di Simona nei vari periodi di cura. «Sono stata violentata, non una volta ma spesso, quando ero più piccola» aveva detto Simona Riso nel reparto di psichiatria del San Camillo che l’aveva seguita per alcuni mesi. Era stato proprio uno degli psichiatri che l’aveva in cura da quando un giorno era arrivata in clinica Villa Armonia perché si era tagliata i polsi a quando ci riprovò, altre ferite sugli stessi tagli ma più superficiali, a raccontare al Messaggero di quegli sfoghi sofferti della ragazza. «Simona voleva vedere se poteva fidarsi di noi in quella occasione» aveva raccontato lo psichiatra, «Non l’abbiamo rimproverata, le abbiamo solo chiesto: come mai?» I carabinieri all’inizio dell’indagine sono andati ad ascoltare lo psichiatra come pure la sorella di Simona Riso. Forse gli unici che la conoscevano davvero. Volevano solo sapere se l’ipotesi di una sofferenza passata fosse una strada percorribile, come si sta ora accertando. Intanto a Piazzale Clodio si attendono le conclusioni degli esami tossicologici, per capire se Simona avesse assunto farmaci o meno prima di morire.

Freddo e gelo attanagliano l’Italia: siete certi di sapere come indossare la sciarpa?

sciarpa-tuttacronacaL’inverno è giunto sulla nostra penisola e per questo week-end si prevede l’arrivo di un nuovo super ciclone. Ma se già neve e pioggia portano innumerevoli disagi, perchè ritrovarsi anche a battere i denti dal freddo nel caso si debbano affrontare le interperie? Meglio allora infilarsi una sciarpa. Ma come indossarla? Ci viene in aiuto Weknowmeme regalandoci 11 modi diversi su come utilizzarla per avere un look sempre diverso. Il sito si riferisce agli uomini, ma anche le donne potrebbero trovare qualche spunto in queste istruzioni!

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Super ciclone arriverà sabato ed è allerta al centro-sud

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E’ confermato il super ciclone che mette in allarme il sud Italia è previsto per il prossimo weekend e continuerà fino a lunedì 2 dicembre. Si temono altri eventi calamitosi come quelli che hanno già colpito la Sardegna, le Marche, Abruzzo e i violenti nubifragi che hanno sconvolto la Calabria. I siti meteorologici già parlano di un super ciclone che si abbatterà sul Mediterraneo e che creerà una voragine barica.

Ad alto rischio tutta l’Italia centro/meridionale e in modo particolare le Regioni del medio/basso Adriatico (Abruzzo, Molise e Puglia), tutto il Sud (Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia) e anche la Sardegna. Le prime forti piogge tra Calabria e Sicilia si verificheranno già dalla mattinata di sabato 30, secondo gli ultimi aggiornamenti, con le prime precipitazioni intense che poi si intensificheranno su tutte le zone joniche tra sabato sera e domenica mattina. Forti piogge e temporali anche in Sicilia. Non mancheranno tempestosi venti ciclonici e mareggiate su tutte le coste esposte. E’ alto anche il rischio che si formino altre trombe d’aria (o tornado, che dir si voglia: sono sinonimi!). Le temperature si alzeranno in alcune località di oltre 10°C rispetto al gelo di questi giorni, tornando addirittura sopra le medie del periodo, e sui rilievi appenninici la neve sarà nuovamente confinata sulle vette più alte, oltre i 2.000 metri di quota. Per questo motivo, la tanta neve presente al suolo alle quote medio/basse si scioglierà rapidamente andando ad aggiungersi alle piogge alluvionali che si riverseranno improvvisamente sui corsi d’acqua, che rischieranno così di esondare in molti punti. La situazione è preoccupante, l’incubo alluvione rischia di diventare di nuovo realtà. A Catanzaro, ad esempio, le autorità si stanno già attrezzando per affrontare al meglio l’emergenza. E fanno bene, perché evoluzione meteo e la situazione del territorio non promettono nulla di buono…

Pronti a sciarpe e berretti: arriva la neve!

previsionimeteo-tuttacronacaFreddo polare e neve: benvenuto inverno. E’ quanto raccontano le previsioni degli esperti per quel che riguarda la prossima settimana. “Ancora maltempo al Centrosud, poi arriva la prima seria ondata di freddo della stagione – conferma il meteorologo di 3bmeteo.com Edoardo Ferrara – .Il ciclone sul Tirreno si porterà verso il Sud rinnovando rovesci e temporali sulle regioni meridionali e sulle adriatiche, con neve mediamente fin verso i 1200-1600m. Residue piogge anche al Nord e centrali tirreniche, ma con graduale miglioramento delle condizioni meteo”. Prepariamoci quindi a sciarpe, cappelli e guanti, perchè “arrivano venti gelidi dai Balcani che entro martedì faranno battere i denti a tutta l’Italia”. E non faremo fatica ad accorgerci del cambiamento: si parla infatti di un tracollo termico notevole, anche di 10-12 C soprattutto sui versanti adriatici. In particolar modo tra martedì e mercoledì, neve fino a quote di bassa collina in Marche e Puglia,  a tratti mista a pioggia pure sulle coste marchigiane e abruzzesi. E per non farci mancare nulla, gelidi venti di grecale si presenteranno icon raffiche di oltre 70km/h. Fiocchi bianchi potranno dunque comparire in città come Ascoli, Macerata, Teramo, Sulmona, Campobasso, ma non sono esclusi anche a Pescara e Foggia. Neve anche sulle Murge e sul Gargano, a quote collinari sulla Basilicata con fiocchi a Potenza ma non vengono esclusi a Matera, infine sotto i 1000m tra Calabria e Sicilia.  Sarà invece bel tempo prevalente al Nord e centrali tirreniche – concludono da 3bmeteo.com – ma con gelo in montagna e freddo pungente anche in pianura, dove nelle ore notturne si potrà scendere abbondantemente sottozero con punte di -4 C su Valpadana e Toscana, fino a -8/-10 C a 1000m. La sensazione di freddo potrà inoltre essere accentuata da forti venti da Nordest”. Dopo una gelida settimana, secondo  “Meteo.it”, giungerà il caldo ma solo per “una breve pausa, poi sono previsti due rapidi passaggi perturbati, uno nel prossimo weekend, l’altro a metà della prima settimana di dicembre. Successivamente sembra molto probabile che trascorreremo il periodo dell’Immacolata in compagnia dell’anticiclone che consentirà fra le altre cose un piacevole inizio della stagione sciistica in montagna”.

Nella notte, scossa di terremoto in Calabria

terremoto-calabria-tuttacronacaL’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato una lieve scossa di terremoto di magnitudo 2.7 alle 4:09 nel distretto sismico Monte Alpi Sirino, tra le province di Potenza e Cosenza. L’ipocentro è stato individuato a 6,1 km di profondità, mentre i comuni più vicini all’epicentro sono quelli di Castelluccio Inferiore, Castelluccio Superiore, Rotonda, Viggianello, Laino Borgo, Laino Castello e Mormanno. Alcuni minuti dopo, è stata registrata una seconda scossa di magnitudo 2.0.

Se la Sardegna piange, il sud è in ginocchio

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Dopo la Sardegna il maltempo arriva a flagellare anche la Calabria. Ingenti danni si sono registrati sulla costa ionica ed in particolare il catanzarese, il crotonese e il vibonese. Numerosi gli allagamenti e le strade interrotte a causa del fango. In molti comuni le scuole sono rimaste chiuse. A Crotone, Catanzaro e Vibo Valentia sono centinaia le richieste di soccorso giunte ai vigili del fuoco, alcune per persone rimaste bloccate in auto. A Sellia Marina, nel catanzarese, un villaggio con 150 persone è stato evacuato perché invaso dall’acqua a causa dello straripamento del fiume Uria. L’esondazione ha provocato ingenti danni sia alle abitazioni che al sistema dei trasporti. Sempre nella zona di Sellia Marina c’è preoccupazione per un ponte ferroviario che ora si sta cercando di mettere in sicurezza. Un altro ponte, già da tempo inutilizzato, è crollato.

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Anche a Roma sono stati attivati dodici presidi della Protezione civile anche se la prima ondata di maltempo che si è abbattuta sulla Capitale sembrerebbe al momento meno intensa del previsto, ma resta alto l’allerta per il Tevere.

Come racconta Il Fatto Quotidiano:

Difficoltà si riscontrano anche in Campania, dove un forte vento di scirocco ha flagellato per tutta la notte l’isola di Capri (Napoli), provocando l’interruzione dei collegamenti con le corse veloci. Sono invece regolari i traghetti. Le prime avvisaglie del maltempo si erano viste ieri pomeriggio quando, con i collegamenti già a singhiozzo, le raffiche di vento e il mare che si è alzato all’improvviso, si sono verificati due episodi che hanno impegnato gli uomini della Capitaneria di porto. Che prima hanno salvato un giovane in difficoltà con la sua imbarcazione al largo di Punta Campanella. Poi sono intervenuti per un incidente avvenuto nel porto di Capri con lo Snav Orion che ha urtato una bitta della banchina del molo ed è stato costretto a interrompere le partenze: l’unità veloce è stata fatta ripartire per Napoli senza passeggeri a bordo per le verifiche dei danni. Sospese le corse di aliscafi e catamarani, tra Capri, Sorrento e Napoli. La ripresa delle corse veloci non è prevista neppure per le prossime ore, visto che le condizioni meteo-marine dovrebbero peggiorare.

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In Puglia il violento temporale che si sta abbattendo sulla città di Taranto e nei comuni della provincia sta provocando danni ed enormi disagi alla circolazione stradale. Nel capoluogo diverse auto sono rimaste in panne nei sottovia. Decine le richieste di soccorso pervenute ai vigili del fuoco, che stanno lavorando per liberare negozi e scantinati dall’acqua e verificare l’agibilità di numerosi edifici. In alcune strade si sono create voragini per il cedimento dell’asfalto. Il nubifragio non sta risparmiando i comuni di entrambi i versanti, orientale e occidentale. A Castellaneta la strada provinciale 15 (tra Masseria Gaudella e Laterza) è franata in più punti. Il Comune ha diramato un avviso sottolineando che “è estremamente pericoloso percorrerla”. La situazione è difficile anche a Ginosa e Marina di Ginosa, dove il 7 ottobre scorso sono morte quattro persone a causa di un’alluvione; alcune zone risultano isolate. Il forte vento sta complicando le operazioni di soccorso da parte dei vigili del fuoco.

L’Italia inondata, weekend di freddo e gelo!

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Dalla Basilicata alla Calabria, dalle Marche alla Liguria il maltempo in queste ore sta flagellando l’Italia. Il fiume Sinni è straripato a causa della pioggia incessante che si è riversata nel Materanese e in particolare le acque sono arrivate sulla strada che collega Rotondella alla fondovalle del Sinni. Strada chiusa. Allagamenti invece si sono registrati nella zona periferica di Policoro (Matera) a Nova Siri marina, con numerosi interventi dei Vigili del Fuoco per liberare scantinati, garage e alcune abitazioni e ha provocato rallentamenti alla circolazione in paese e nelle zone circostanti. Smottamenti di terreno si sono verificati lungo la Basentana, nel tratto che collega Bernalda e Metaponto, dove stanno operando mezzi dell’Anas e il traffico subisce qualche rallentamento.

L’allarme è scattato anche in Calabria in particolare sono state fatte evacuare alcune famiglie nella  zona rurale «Tre Ponti» di Cassano allo Jonio.  «La situazione va via via migliorando – ha detto il sindaco di Cassano allo Jonio, Gianni Papasso – e il fiume Crati è continuamente monitorato. Al momento, anche se ci sono difficoltà di deflusso alla foce a causa del mare grosso, il fiume non desta alcun problema»

Rischio frane anche nelle Marche,  in particolare nelle province di Macerata e Ascoli Piceno. Lo segnala un avviso di criticità idrogeologica della protezione civile regionale valido per tutta la giornata di domani. Il bollettino indica criticità idrogeologica moderata per l’entroterra del Maceratese e dell’Ascolano e ordinaria per tutto il resto del territorio marchigiano. Criticità idraulica ordinaria invece in tutte le Marche.

Oggi e domani venti forti sui 40-50 km/h, con raffiche fino 60-70 km/h, in Liguria. Lo segnala l’Agenzia regionale di protezione dell’ambiente ligure nel bollettino di vigilanza meteorologica. Sono previsti, in particolare, burrasca e mare agitato nel ponente. Per lunedì le previsioni indicano «piogge diffuse di intensità debole o moderata ma persistenti», «venti forti settentrionali» e «mare in aumento fino molto agitato al largo e localmente agitato sottocosta».

Scosse di terremoto al largo delle coste italiane

terremoto-calabria-tuttacronacaL’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato una scossa di terremoto di magnitudo 2.8 alle ore 8.47 di questa mattina, 16 novembre, nel distretto sismico della Costa calabra occidentale. L’evento in mare, che ha avuto ipocentro a 10 km di profondità, è stato seguito da una seconda scossa, di magnitudo 2, avvenuta alle 08.49 sempre in prossimità delle coste calabre. Più tardi, alle ore 9.34, una scossa di magnitugo 2.1 è stata invece registrata nel distretto sismico del Mar Ionio, al largo delle coste siciliane. L’ipocentro è stato localizzato a 23.5 km  di profondità.

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L’attacco di Anonymous alla Calabria… uniti contro la mafia?

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Dopo Mafialeaks, un sito il cui “scopo è quello di raccogliere informazioni riguardanti le attività mafiose direttamente dall’interno delle stesse”, ora gli hacker tornano alla ribalta e annunciano battaglia. Anonymous sostiene di aver violato il pc del  presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti del PDL e di aver trovato del materiale “molto interessante”. In particolare mail indirizzate ad amici e colleghi che potrebbero avere risvolti davvero sorprendenti, o almeno questo è quello che sostengono gli hackers. Lo stesso trattamento avverrà anche per altri presidenti di Regione e sono già avvisati coloro che guidano la Lombardia, Sicilia, Puglia, Toscana e Campania le cui comunicazioni potrebbero diventare pubbliche dalle prossime ore.  La violazione fa parte di quella che gli Anonymous chiamano “Operation Italy”, con circa 1.000 documenti che conterrebbero (il condizionale è d’obbligo) informazioni legate alla mafia, droga e corruzione. L’azione degli hacker ha, secondo quando si apprende dalla pagina Facebook del gruppo,  l’obiettivo di mettere in luce quanto i governatori “non hanno fatto per le proprie regioni”, spesso arrivando a patteggiare con figure criminali del panorama italiano.

Il comunicato ufficiale è stato postato sul sito CyberGuerrilla.org e comprende una gallery di 27 screenshoot della casella email di Scopelliti, oltre all’informazione di un intero archivio di 400 MB contenente, come detto, almeno 1.000 documenti. “Questo è solo l’inizio – si legge nel comunicato – la gente d’Italia ha il diritto di sapere in cosa il governo è coinvolto e, specialmente, come la mafia arriva in Regione”.

I 6 ragazzi rinchiusi in una stanza, un disabile e 4 minorenni

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Non si sa da quanto tempo erano rinchiusi e non si conosce il motivo di un tale gesto, ma oggi 6 ragazzi sono stati liberati dai carabinieri di Gioia Tauro, in Calabria. I 6 erano imprigionati in una stanza di un campo rom che è composto da sette palazzine.  La scoperta è stata del tutto causale, i carabinieri erano nel campo rom infatti alla ricerca del bottino di una rapina e si sono trovati di fronte una porta chiusa che hanno aperto: all’interno i 6 ragazzi, di cui uno disabile e 4 minorenni. I ragazzi, fatti uscire dalla stanza avevano problemi motori  e insofferenza alla luce, tutti sintomi che fanno supporre che si trovassero all’interno di quella “prigione” da molto tempo. La nonna dei bambini, Fiorina Amato, 60 anni, invece  ha detto che si erano nascosti nella stanza di loro volontà per sfuggire ai controlli dei carabinieri.

 

Luce sulla morte violenta di Simona Riso?

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Qualche luce con il passare delle ore sembra emergere e dei sospetti nascono tra i famigliari e gli amici che Simona la conoscevano bene. La 28enne trovata agonizzante nel cortile della sua abitazione a Roma, soccorsa da una vicina che aveva lanciato l’allarme, potrebbe essere stata uccisa da un conoscente. La procura ora sta indagando per omicidio volontario dopo che l’autopsia ha evidenziato che la ragazza sarebbe stata colpita da calci e pugni. E’ stata quindi esclusa la caduta accidentale o il tentato suicidio, come era stato ipotizzato in un primo momento. Si è esclusa anche la violenza sessuale. La morte invece sarebbe sopraggiunta per un trauma che ha compresso le costole e i polmoni e ha provocato una crisi respiratoria. Nel corso dell’esame autoptico sono anche emerse una frattura del bacino e qualche altra escoriazione. I carabinieri hanno acquisito le immagini di alcune telecamere.

 “Non cerchiamo vendette. Ciò che vogliamo è soltanto giustizia per la morte di Simona, che non si è suicidata ma è stata uccisa”. E’ uno dei passaggi più significativi della lettera che una cugina della 28enne ha letto nel corso dei funerali di Simona Riso a San Calogero. Il parroco, don Antonio Farina, nell’omelia, non ha affrontato il tema delle cause della morte della giovane, esortando i familiari della ragazza a rifugiarsi nella fede per superare il loro dolore. “Invito soprattutto voi a farvi forza”, ha detto il sacerdote, rivolgendosi, in particolare, ai genitori, Antonio e Caterina, ed ai tre fratelli di Simona Riso.

“Mia sorella è stata uccisa e tra le piste c’è anche quella dell’omicidio da parte di un conoscente, quindi una persona con la quale Simona aveva avuto dei contatti”. Lo ha detto Nicola Riso, fratello di Simona. “Alle 4.30 mia sorella ha sentito al telefono la madre dalla Calabria”, ha aggiunto. “Poi c’è un buco di due ore. In ogni caso non può essersi trattato di suicidio perché il corpo di mia sorella è stato trovato con jeans e maglietta e le chiavi con sé, quindi Simona era uscita da casa. Probabilmente è stata uccisa altrove e qualcuno l’ha portata nel posto dove poi è stata trovata”.

Donna uccisa di botte a Roma, parla il fratello

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E’ il fratello di Simona Riso, Nicola, a parlare della tragica morte della sorella. Secondo lui «Non ci sono molti dubbi: è stata picchiata, selvaggiamente, l’autopsia lo ha confermato. Mia sorella in passato aveva sofferto di depressione, ma ora stava bene. Ed era felice per il lavoro nell’hotel. Ci spiace che qualcuno abbia parlato di uso di farmaci e di tentato suicidio. Una follia: Simona non aveva preso medicinali, l’autopsia sta confermando anche questo». Quando Il Messaggero chiede a Nicola se secondo lui, la sorella conosceva il suo aggressore, il giovane ingegnere risponde così:  «Io sono convinto che chi l’ha picchiata e uccisa, l’abbia colpita vicino a casa, poi però abbia sollevato il corpo e l’abbia portato nel retro, nel cortile. Questa modalità mi fa pensare che sia stato qualcuno che conosceva Simona, che l’aspettava. Certo, possiamo ipotizzare anche a una rapina, qualcuno che volesse rubarle il portafogli. Ma perché allora picchiarla con tale cattiveria? C’è un assassino, feroce, che ha agito in una zona centrale come San Giovanni e che è ancora in libertà».

Perché secondo lei Simona, chiede ancora il giornalista de Il Messaggero, prima di morire, ha detto ai medici che era stata violentata? Gli esami lo hanno escluso.«Probabilmente era in stato confusionale, probabilmente l’assassino ha provato a violentarla».

Questa frase, chiede ancora il quotidiano, può avere rallentato l’operato dei medici del pronto soccorso del San Giovanni. «Dobbiamo capire perché i medici del pronto soccorso, invece di affrontare il problema delle gravissime lesioni interne, abbiano trasferito mia sorella in ginecologia. Senza accusare nessuno, speriamo che la procura svolga verifiche anche sull’operato dei medici. I miei genitori sono arrivati dalla Calabria. Chiediamo sia fatta luce sull’omicidio di Simona. Era una ragazza molto allegra, aperta, forse troppo ingenua. Aveva superato un momento difficile e proprio ora che era più serena è stata uccisa in modo tanto crudele».

La lunga notte dei terremoti? Quattro scosse al Sud

terremoto-italia-tuttacronacaSi sono registrate diverse scosse di terremoto, la scorsa notte, nel Sud Italia. Le prime ad essere state registrate dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, hanno interessato il distretto sismico delle Madonie, nelle province di Palermo e Caltanissetta. Località prossime all’epicentro: Valledolmo (Pa), Sclafani Bagni (Pa) e Vallelunga Pratameno (Cl).  Secondo i rilievi dell’Ingv, la prima scossa si e’ verificata all’1:08 con una magnitudo di 3.1 e a una profondita’ di un km, la seconda alle 2:54 con magnitudo 2.2 e profondita’ 5,6 km.  Più tardi, alle ore 5:40, un evento di magnitudo 3.1 si è invece verificato in mare, nel distretto sismico della Costa calabra occidentale, con ipocentro a 211.2 km di profondità. Infine questa mattina, alle 7.52, l’Ingv ha registrato un evento di magnitudo 2.2 nel distretto sismico dei Monti Sicani. L’epicentro della scossa, che ha avuto ipocentro a 10.3 km di profondità, è stato registrato tra le province di Agrigento e Caltanissetta e ha interessato i comuni di Cammarata, Casteltermini, e San Giovanni Gemini (AG) e di Acquaviva Platani, Campofranco, Mussomeli e Sutera (CL).

Cosenza contro la Carrozza, contestazioni al ministro dell’istruzione

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Momenti di tensione all’Università della Calabria durante la visita nell’ateneo del ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza. Alcuni studenti hanno lanciato pietre e uova contro l’auto del Ministro ed altre vetture del corteo. Chiesta anche, con urla e slogan, la liberazione dei giovani arrestati a Roma sabato scorso.

Lieve scossa di terremoto tra le province di Potenza e Cosenza

terremoto-consenza-tuttacronacaNel distretto sismico del Monte Alpi Sirino, in Calabria, si è verificata una scossa di terremoto di magnitudo 2.1 alle 11:22. Le strumentazioni dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno localizzato l’evento a una profondità di 9.1 km mentre l’epicentro è stato registrato tra le province di Cosenza e Potenza, tra i comuni di Castelluccio Inferiore, Castelluccio Superiore, Rotonda e Viggianello (PZ) e Laino Borgo, Laino Castello e Mormanno (CS).

Scossa di terremoto in Calabria: trema la provincia di Cosenza

terremoto-calabria-tuttacronacaL’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha registrato una scossa di terremoto di magnitudo 2.5 nel distretto sismico del Pollino, in Calabria. L’evento si è verificato a una profondità di 9.3 km mentre l’epicentro è stato localizzato in provincia di Cosenza, tra i comuni di Castrovillari, Civita, Frascineto, San Basile e San Lorenzo Bellizzi.

Scossa di terremoto in Calabria, magnitudo 3,6

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Una scossa di terremoto di magnitudo 3.6 è stata registrata alle 00:01 al largo della costa ovest della Calabria, davanti la provincia di Vibo Valentia. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 213,2 km di profondità ed epicentro oltre 20 km dalla terraferma. Non si hanno segnalazioni di danni a persone o cose.

Maltempo in Italia: sud allagato, acqua alta in Calabria

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Vento forte e temporali violenti così il maltempo si è abbattuto a Sud Italia. Acqua alta in Calabria in particolare nel catanzarese e del vibonese. In provincia di Catanzaro si sono registrati anche danni alle attrezzature produttive: a Falerna, il forte vento ha danneggiato la tettoia di un capannone. Numerosi gli interventi dei vigili del fuoco dei comandi provinciali che sono intervenuti per far fronte agli allagamenti di scantinati e per rimuovere tronchi di alberi dalle strade.

 

Sbarco a Roccella Jonica: arrivati 130 migranti siriani e somali

migranti-roccella-jonica-tuttacronacaDopo cinque giorni di viaggio, sono sbarcati nel porto di Roccella Jonica, in provincia di Reggio Calabria, 130 immigrati, tra cui anche una donna al settimo mese di gravidanza assieme ad altre 20 donne e 28 bambini di eta’ compresa tra i 3 mesi ed i sei anni. Si tratta di stranieri provenienti da Siria e Somalia imbarcatisi in Grecia alla volta delle coste calabresi. Il peschereccio è stato notato a circa 225 miglia nelle acque internazionali da un aereo islandese del dispositivo di pattugliamento aeromarittimo dell’Agenzia Europea, per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione Europea (Frontex). Una volta entrato nelle acque territoriali, è stato quindi intercettato dagli uomini della Capitaneria di Porto e della Guardia di Finanza al largo della costa della locride. Sulla vedetta sono stati fatti salire le donne, i minori e 4 uomi che necessitavano assistenza mentre gli altri sono rimasti sul motopesca che ha raggiunto stamattina il porto scortato dalle unita’ navali della Guardia di Finanza. Le prime notizie riportano che le loro condizioni di salute sono buone.

Terremoti nella notte: la scossa più forte in Emilia Romagna

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Una scossa di terremoto di magnitudo 3.2 è stata registrata alle 3,43. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 45,9 km di profondità ed epicentro in prossimità del comune di Mercato Saraceno (Forlì-Cesena). Il terremoto è stato preceduto, alle 3,21, da una scossa di minore intensità, magnitudo 2.2, in prossimità di Cesena. Nessun danno a cose o persone.

Sempre nella notte si sono registrate tre scosse di fronte alla costa occidentale della Calabria. La più forte, di magnitudo 2.6, è stata registrata dall’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) all’1:35. Le altre, entrambe di magnitudo 2.2, si sono verificate all’1:02 e alle 3:40. Le scosse hanno avuto tutte epicentro oltre i 20 km dalla costa.

Attenti al succo d’arancia! Sequestrate 510 tonnellate di succhi

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Nell’ambito di un’indagine contro la contraffazione del succo di arancia nazionale,   il personale del Comando Provinciale di Reggio Calabria e del Nucleo Agroalimentare Forestale (NAF) di Roma del Corpo forestale dello Stato, ha sequestrato 510 tonnellate di concentrati di succhi di frutta, stoccati all’interno di un’azienda operante nella Piana di Gioia Tauro, avente un volume di affari medio annuo di oltre 10 milioni di euro. Quest’operazione ha una rilevanza particolare se si tiene conto che  la Calabria ricopre un ruolo strategico per la coltivazione di agrumi e per la successiva trasformazione e commercializzazione nel panorama economico nazionale ed internazionale dei succhi e derivati.

 Sono state sequestrate circa 60 tonnellate di concentrato di succo d’arancia e di derivati dalla polpa di arancia (cellule di arancia) di origine estera che, senza subire trasformazioni sostanziali, venivano riesportati come prodotto di origine italiana. Inoltre nei locali dell’azienda sono state rinvenute circa 450 tonnellate di concentrati di succhi di frutta, prive di chiare indicazioni sul contenuto, in pessime condizioni di conservazione a causa del mancato stoccaggio nelle apposite celle frigorifere e, per la maggior parte, lasciate all’aperto, esposte agli agenti atmosferici.

Allerta temporali al sud, interessate Sicilia e Calabria

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Scatta l’allerta diramata dalla Protezione Civile che ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse, soprattutto nella giornata di mercoledì. Interessate saranno soprattutto le regioni del Sud Italia dove si verificheranno intensi temporali e grandinate. Massima attenzione anche alle forti raffiche di vento che colpiranno la Sicilia e la Calabria.

 

Posta la foto su Facebook mentre bacia un ragazzo. Insultato

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Grave atto di omofobia su Facebook dove un ragazzo di Crotone è stato  insultato con commenti omofobi e razzisti sulla sua pagina Facebook dove aveva pubblicato una foto che lo ritraeva mentre baciava un ragazzo. A denunciarlo è il segretario del Centro d’iniziativa locale Certi Diritti per la Calabria, Marco Marchese, che spiega come “si è scatenato il putiferio con commenti omofobi conditi da frasi che inneggiano ai forni crematori per le persone omosessuali”. I commenti peggiori sono stati rimossi da Facebook, ma secondo Marchese “la brutta vicenda resta ugualmente in piedi a testimoniare quanto siamo ancora lontani da una società inclusiva e rispettosa di ogni persona”.

Veramente un atto di inciviltà di fronte a cui si resta attoniti per la violenza verbale scagliata nei confronti di un ragazzo che con coraggio aveva postato una foto per esprimere la sua identità sessuale.

Agguato in Calabria, ucciso un 30enne.

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Antonio Corigliano, 30 anni, già noto alle forze dell’ordine, era a bordo della sua automobile nel pieno centro  di Mileto, nel Vibonese, quando è stato avvicinato da alcune persone che hanno sparato cinque colpi di pistola: inutili i soccorsi, l’uomo è morto sul colpo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri.

Il miracolo economico non riesce e i frati bruciano i soldi dei fedeli

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Francescani che diventano agenti di borsa, ma il miracolo economico non avviene, anzi è un disastro. I soldi delle offerte dei fedeli del Santuario di San Francesco da Paola, in Calabria, si sono volatilizzati in investimenti “sbagliati”. Dal conto corrente dei francescani sarebbe “scomparso” anche un milione di euro per poi riapparire ‘miracolosamente’ su quello della zia del promotore finanziario, Carmelina Preite, che curava proprio gli interessi del convento.  Il procuratore Bruno Giordano ha aperto un’inchiesta per capire che fine abbiano fatto i soldi donati dai benefattori e che i frati del santuario custodivano sul Iwbank. In totale sarebbe stato un milione e mezzo di euro che sarebbe stato gestito dal frate economo, Franco Russo, e dal consulente Massimiliano Cedolia, a dileguarsi. Se poi 900mila euro sono stati rinvenuti appunto sul conto della Preite, non vi è traccia del restante ammanco che invece è servito ai frati per giocare in borsa e acquistare quote di società sportive, industrie statali e aziende private. Sembra proprio che questi conti benedetti non tornino, ma Cedolia -contattato dal Fatto Quotidiano – ha dichiarato  “Non sono io il soggetto che ha alimentato questa spregevole attività”.

Terremoti in Italia: dalla Toscana alla Calabria passando per le Marche

-1terremoti-italia-tuttacronacaHa iniziato a tremare alle 3:03 della notte l’Italia, conuna scossa di magnitudo 2.8 registrata nel distretto sismico della Lunigiana. L’evento, che si è verificato con un ipocentro di 6 km di profondità, è stato localizzato tra i comuni di Fivizzano (MS) e Giuncugnano e Minucciano (LU). L’Istituto nazionale di geologia e vulcanologia ha poi registrato due scosse nelle Marche. La prima, di magnitudo 2.6, è avvenuta alle 4:57, la seconda alle 6:23 con una magnitudo 2. I comuni più prissimi all’epicentro sono stati Castelbellino, Castelplanio, Cupramontana, Maiolati Spontini, Mergo, Monte Roberto, Poggio San Marcello, Rosora, San Paolo di Jesi e Staffolo (AN) e Apiro e Poggio San Vicino (MC). Infine, alle 13:14, una scossa di magnitudo 2 è stata registrata a 4.1 km di profondità nel distretto sismico della Sila. Lepicentro è stato individuato tra i comuni di Altilia, Carpanzano, Pedivigliano e Scigliano (CS) e Conflenti, Decollatura, Martirano, Martirano Lombardo, Motta Santa Lucia, Platania, San Mango D’Aquino, Soveria Mannelli e Lamezia Terme (CZ).

Terremoto sulle coste calabre

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Erano circa le 12.08 quando un terremoto di magnitudo 2.2 è stato registrato dal servizio sismico nazionale dell’INGV sulla costa calabra occidentale. La profondità è stata stimata in 154.6 km. Essendo avvenuto in mare e data la bassa intensità del fenomeno non si sono registrati danni a persone o cose.

La Guarimba: il Festival che vuole riportare il cinema tra la gente

guarimba-corti-tuttacronacaDal 5 al 10 agosto andrà in scena ad Amantea, in provincia di Cosenza, La Guarimba, un festival internazionale del cortometraggio nato dalla passione del regista 25enne Giulio Vita. Nato nel paese calabrese, l’italo-venezuelano cresciuto tra il Venezuela e la Spagna si è scelto come missione quella di isvegliare il cinema, slegandolo dalla politica, “dalle autocitazioni, dai tappeti rossi e i suoi lacché, attraverso un percorso che lo riporta alle origini, nel suo ‘posto sicuro’ (guarimba per gli indios venezuelani, ndr) dove gli artigiani del cinema possono esprimersi in libertà”. Ecco allora che il suo messaggio vuole essere: “PROIETTATE dappertutto. Andate nei bar e organizzate proiezioni lì, nei vicoli abbandonati, nelle piazze e soprattutto fate tanta pubblicità per quelli che pensate siano meno interessati, per quelli che non credono più nel cinema. Una società nel buio si cambia solo con la luce. Non ha senso fare cinema ‘tra illuminati’ criticando quelli che restano nel buio. Dobbiamo diffondere il nostro cinema per tutti, senza giudicare il pubblico ma educandolo con amore”. Un giorno, seduto in un bar di Madrid con i ragazzi della piattaforma indipendente El Tornillo de Klaus, la discussione si è spostata sulla “commercializzazione dell’arte e dei danni che il modello economico all’americana ha causato alle basi culturali europee”. Ricorda Giulio: “Eravamo arrabbiatissimi perché il cinema ci proponeva gli stessi film dell’anno prima con un titolo diverso, ma stessi attori, stesso regista e, nel frattempo, noi sapevamo che esisteva un mondo diverso da quello che ci proponevano, vedevamo su internet e attraverso altri canali alternativi opere incredibili che nessuno ci vendeva come la figata dell’anno”. Con sacrificio, ha quindi portato avanti il progetto di riportare “il cinema alla gente e la gente al cinema”: nasce così La Guarimba, per camminare su un tappeto verde (e non rosso) sognando meritocrazia e libertà creativa. E’ stata la famiglia Sicoli, proprietaria dell’arena che con i suoi 900 posti ospiterà il festival, ad accogliere progetto dei ragazzi di El Tornillo, con un avvertimento: “non sarà facile coinvolgere la gente, perché la gente non va più al cinema e i politici romperanno le scatole…” o “non garantiranno alcun tipo di aiuto economico”. Ma Giulio non demorde ed è realista: “È difficile ottenere dei finanziamenti se sei un ragazzo di 25 anni. Magari a 26…” Ma lui e gli amici non si fermano e il Festival viene pubblicizzato e trova consensi in rete. E proprio grazie alla rete Giulio è riuscito a contattare giovani registi in tutto il mondo. Il risultato sono 40 titoli nella selezione ufficiale, tra fiction, documentari, animazione, premio del pubblico, ed altri 10 realizzati dai partner dell’EICAR (scuola internazionale di realizzazione e produzione audiovisiva a Parigi), del Kurtzfilm agenzia di Amburgo e il Lago Film Festival. Perchè la crisi, anche culturale, può diventare uno stimolo:
“Siamo in un periodo buio in generale, non solo l’Italia. Ma credo sia buono perché dalle crisi arrivano cambiamenti”. E lo scopo è anche sfidare le meccaniche dell’industria globalizzata “che ti dice cosa devi vedere e cosa non devi vedere” scommettendo sul flusso creativo che unisce l’Europa al resto del mondo, “soprattutto al Sud America, dove è in atto una vera e propria rivoluzione culturale anche attraverso il grande schermo, frammentato e riassemblato dalle nuove tecnologie”. Per dimostrare che non sempre è necessario aspettare l’aiuto dall’alto ma serve la spinta dal basso, creando un gruppo pronto a portare avanti le proprie idee. E anche per iniziare a costruire un futuro diverso rispetto a quello che prevede la grande industria.

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