Alex Del Piero… si dà alla recitazione!

delpiero-baywatch-tuttacronacaAlex Del Piero si dà alla recitazione… ma solo per un cameo! L’ex capitano bianconero, ora in forze al Sydney FC, è infatti arrivato sul set per un brave cameo nella serie australiana in stile Baywatch: “Bondi Rescue”. Il campione ha poi raccontato sui social la sua esperienza: ”Un giorno da attore nel serial australiano Bondi Rescue: ci vediamo nella prossima puntata. Ale”. Ecco alcuni scatti dell’insolita giornata:

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Boschi nel mirino: tra l’imitazione e le dimissioni dei sottosegretari

maria_elena_boschi-tuttacronacaDopo le dimissioni di Antonio Gentile e un’interrogazione del Movimento 5 Stelle che chiede delucidazioni sulla nomina di Francesca Barracciu a sottosgretario alla cultura, Maria Elena Boschi, ministro delle riforme e dei rapporti col Parlamento risponde in Aula: “Non è intenzione di questo governo chiedere dimissioni di ministri o sottosegretari solo sulla base di un avviso di garanzia”. Boschi ricorda anche che il procedimento che riguarda la Barracciu è alle fasi iniziali e spiega: “L’avviso di garanzia è un atto dovuto a tutela degli indagati per esercitare i diritti di difesa, non è un’anticipazione di condanna”. “All’esito del procedimento il governo valuterà se chiedere le dimissioni del sottosegretario”, aggiunge la ministra.”Il sottosegretario Barracciu ha acquisito negli anni una notevole esperienza polita ed amministrativa arricchita anche dall’esperienza al Parlamento europeo: fattori che le consentiranno di dare un contributo al governo”.

Ma intanto la neo ministra è già stata “ripresa” da Virginia Raffaele:

La trasmissione di ieri di Ballarò è iniziata ieri con l’imitazione, da parte di Virginia Raffaele, della ministra Boschi e mostra l’intervista nello studio del Ministero. “Ministro, come pensa di risolvere i problemi del Paese?”: la Boschi-Raffaele ripete meccanicamente una sfilza di proposte di riforme, del tutto uguali a quelle elencate da Renzi in ogni occasione (non a caso sul web la ministra è soprannominata “Renzie girl”). Ma alla domanda “E dove intendete reperire le risorse per fare tutto ciò?”, la Boschi-Raffaele si blocca e parte uno stacchetto in cui lei ammicca in favore di telecamera, con il vento tra i capelli e musica anni 80 in sottofondo. Così per tre volte, finché non scompare come una vera diva. Come sottolinea l’HuffPost, l’imitazione arriva dopo che le ministre del Governo Renzi hanno preteso di essere giudicate per i loro meriti politici piuttosto che per il loro aspetto, in seguito alcaso mediatico dell’inviato de “Le Iene” Enrico Lucci, accusato di aver rivolto alla ministra battute sessiste. La deputata Pd Alessandra Moretti aveva dichiarato in proposito: “È una settimana che si è insediato il nuovo Governo, eppure l’attenzione di alcuni media sembra concentrarsi unicamente sui dettagli fisici delle neoministre”. Subito su Twitter si sono riversati i commenti di telespettatori e utenti entusiasti dell’imitazione della Raffaele e polemici per la presunta “doppia” morale con cui sarebbero stati trattati lo sketch di Ballarò, da una parte, e il servizio delle Iene, dall’altra.

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Il flop di Salvo Sottile: sospesa Linea Gialla

salvo-sottile-tuttacronacaSalvo Sottile ha lasciato Mediaset a favore di La7 ma il suo si è rivelato un passo falso. Il suo programma Linea Gialla, infatti, ha faticato a decollare. Non solo: ha subito anche diversi cambiamenti durante la programmazione, passando dalla cronaca nera all’attualità, a causa degli ascolti non in linea con la rete. Nonostante le mutazioni, tuttavia, nulla è riuscito a risollevarne le sorti e così la trasmissione è stata sospesa dal palinsesto di La7. “Linea gialla” registrava in media ascolti inferiori al 3%, mentre ha toccato il 2,3% durante l’ultima puntata del 25 febbraio, con ospite Raffaele Sollecito.

Il flop di Sanremo… che costa 6 milioni alla Rai!

fazio-littizzetto-tuttacronacaErano stati acquistati per diversi milioni di euro gli spazi pubblicitari delle cinque serate del Festival di Sanremo, ma il flop della manifestazione condotta da Fabio Fazio in termini di share si pagano. Per la precisione: tre milioni di spettatori in meno si traducono nel 28% in meno di ricavi. La Stampa spiega che Rai pubblicità, la concessionaria guidata da Fabrizio Piscopo, era riuscita ad ottenere 4 main sponsor con 82 interruzioni pubblicitarie, e questo nonostante la contrazione del mercato pubblicitario, raccogliendo oltre 20 milioni di euro. Ora, però, i pubblicitari sono sul piede di guerra mentre il consiglio di amministrazione della Rai analizzerà le statistiche dello share. Si legge su Libero:
Così il flop potrebbe “costare” circa 6 milioni di euro. Soldi che come ha fatto sapere il direttore di Raiuno, Giancarlo Leone, la Rai non dovrà restituire ma che certamente, però, dovrà compensare magari con dei passaggi gratuiti. In più i danni saranno ingenti anche sulla prossima edizione del festival. Rai pubblicità, infatti, solo se si tiene conto di Sanremo nella contrattazione pubblicitaria non partiranno dal 47,26 medio di share (la Rai pare abbia venduto gli spot con una media di share al 45%) ma dal 39.27: sette-otto punti in meno di valore. Una questione non da poco. Gli spazi pubblicitari per il 2015 già partiranno con una quotazione bassa e alla fine il danno del festival di Fazio rischia di affossare pure la prossima edizione. Eppure nonostante questi disastri, Fabio ha ancora il coraggio di dire “potrei condurre anche l’edizione del 2015”. Speriamo per le casse della Rai che lui e la Littizzetto decidano di prendersi un anno sabatico.

Polemiche su Sanremo: “Perchè Braccialetti Rossi non è stato invitato?”

braccialetti-rossi-sanremo-tuttacronacaCarlo Degli Espositi è il produttore capo della Palomar e si trova dietro i successi televisivi de “Il commissario Montalbano” e di “Braccialetti Rossi”. Non solo. E’ l’artefice di una polemica su Fabio Fazio. Ieri sera, infatti. Degli Espositi si è scagliato contro il conduttore dell’ultima edizione del Festival di Sanremo. Motivo: il cast della fiction “Braccialetti Rossi”, in onda su Rai1, non è stato invitato all’Ariston:

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E ancora:2Così descrive la fiction l’Huffington Post:

“Braccialetti rossi”, una delle grandi sorprese televisive di questo 2014, segue ogni domenica sera le vicende di un gruppo di sei ragazzi (uno purtroppo morto nella quarta puntata) ricoverati per vari motivi (tumore, anoressia, problemi cardiaci) in un ospedale pugliese. La fiction, curata nei minimi dettagli e con un impianto musicale di grandissimo rilievo, tratta in maniera tanto delicata quanto intensa il tema della malattia, evitando però il pietismo e la retorica.

Insomma, l’edizione appena terminata del Festival ha avuto come tema la bellezza e ha concesso marchette ad altri prodotti di casa Rai come “Don Matteo 9” con Terence Hill, la miniserie “Non è mai troppo tardi” con Claudio Santamaria e il one man show “Il meglio d’Italia” con Enrico Brigano.3Perchè quindi una fiction sulla stessa rete del Festival, che propone anche i giovani volti nuovi dei protagonisti, non è stata invitata? Degli Espositi ha la sua teoria ed è che va in onda nello stesso orario proprio di “Che tempo che fa”, condotta dallo stesso Fazio. Il conduttore, quindi, fuggirebbe la concorrenza. A questa provocazione Andrea Vianello, direttore di Rai Tre, ha tentato di mettere una pezza con un tweet ma senza successo. Infatti il produttore ha poi continuato ad alimentare la polemica prendendosela successivamente con “Masterpiece”, il talent letterario del terzo canale di Viale Mazzini.

4Insomma, l’ennesimo esempio di come in casa Rai Uno la tensione sia alle stelle, con il Festival attaccato anche da “La vita in diretta” prima e “Domenica In” nella fascia presentata da Mara Venier. E proprio ieri sera, a “Che tempo che fa”, Fabio Fazio abbia voluto togliersi qualche sassolino dalla scarpa in un’intervista a Massimo Gramellini: “Mi sono rotto le pa**e di essere buonista. Ora lo dico anche in televisione. (…) Ci sono cose poco chiare, ad esempio con la faccenda dei due operai. Mi è stato fatto uno sgambetto, ma sono andato lo stesso in gol”. Opinioni, anche queste.

Italia1 ricorda e rende omaggio a Hoffman… con E alla fine arriva Polly???

hoffman-allafinearrivapolly-tuttacronacaIl 2 febbraio, la drammatica notizia: Philip Seymour Hoffman, attore premio Oscar per l’interpretazione di Truman Capote, è stato trovato senza vita nel suo appartamento. La scorsa settimana varie emittenti televisive hanno trasmesso alcuni dei suoi film per ricordare il magistrale attore che ha recitato, tra gli altri, in Boogie Nights, Happiness – Felicità, Magnolia, Quasi famosi, La 25ª ora, Onora il padre e la madre, Il dubbio e The Master. Oggi, se ci si sofferma a guardare Italia1 e si non si approfitta della pubblicità per fare zapping, si scopre che in serata la rete Mediaset trasmetterà un film che riporta il volto noto di tanto cinema indipendente americano. O quasi. Perchè gli spot che vengono trasmessi sono due ma hanno lo stesso oggetto. La pellicola in questione è “E alla fine arriva Polly”, opera del 2004 diretta John Hamburg e che ha per protagonisti Ben Stiller e Jennifer Aniston. Per quel che riguarda gli spot, uno è il classico trailer del film, che parla di questa “strana coppia” che viene a crearsi nel corso dei 90 minuti in cui si snoda la storia. L’altro, che spiega come Italia1 vuole ricordare e rendere omaggio al grande attore scomparso, mostra le poche scene in cui appare Hoffman e sottolineando che si tratta di una delle pellicole più divertenti dell’attore. Nulla da ridire se Italia1 torna a proporre questo film per l’ennesima volta, ma perchè scomodare un premio Oscar creandogli su misura un trailer ad hoc che, tra l’altro, non aiuta gli utenti a capire di cosa si tratta e rischiano così di rimanere profondamente delusi? Perchè non dedicargli una serata con uno dei tanti film in cui ha brillato come protagonista e non si è confuso tra altri attori secondari come Debra Messing e Alec Baldwin? Perchè voler banalizzare un attore magistrale?

Incredibile! Il malato che viene guarito… grazie a Dr House!

dr-house-tuttacronacaHa dell’incredibile quanto accaduto nell’ospedale di Marburgo, in Germania, dov’era ricoverato un 55enne tedesco la cui complessa situazione clinica sembrava irrisolvibile. L’uomo presentava infatti un’inspiegabile insufficienza cardiaca, febbre alta e la misteriosa perdita di udito e vista. La sua fortuna è stata che a seguirlo ha trovato il dottor Juergen R. Schaefer, fedelissimo seguace della serie tv americana Dottor House. Il medico si è ricordato di un caso simile visto in televisione, in cui tutti era stato scatenato da un avvelenamento da cobalto. Incredibile ma vero, il 55enne di Marburgo stava proprio subendo un avvelenamento da parte del metallo tossico.

Italia1 censura la serie tv: “addolcita” la battuta su Berlusconi!

Neil-Patrick-Harris-How-I-Met-Your-Mother-tuttacronacaLe serie tv americane prendono spesso di mira la politica italiana, facendone un ritratto non certo positivo che tocca, tra gli altri temi, il bunga bunga, il parlamento corrotto, i senatori in bikini e premier che vanno con minorenni. Cosa succede, però, quando le stesse serie approdano in Italia? La risposta ce la offre Mediaset, che ieri ha mandato in onda la puntata giornaliera di “How I Met Your Mother”. Dell’episodio dal titolo “Qualcosa di vecchio”, in onda su Italia1 e del quale si era già parlato quando era stato trasmesso negli Usa, si è pensato infatti di addolcire la pillola. In un dialogo Marshall, rivolgendosi a Lily e Ted parlando di una poltrona vecchia da portare in un ipotetico trasloco a Roma, dice: “L’Italia non ha bisogno di qualcosa di grinzoso, rosso ed incapace a contenersi, che puzza di alcol e droghe varie. Hanno già l’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi”.

Mediaset ha però pensato di doppiare la frase restando molto più sul generico proponendo un innocuo: “L’Italia già ha abbastanza problemi con chi governa il Paese” anziché far riferimento al leader di Forza Italia. Ovviamente il fatto è stato notato dai telespettatori che l’hanno a loro volta segnalato via Twitter:

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Italia’s got Talent trasloca: verso Sky?

giudici-italia's got talent-tuttacronacaItalia’s got Talent pronto a traslocare? Canale 5 non ha rinnovato il contratto allo show di talenti improvvisati, veri o presunti, che probabilmente passerà su Sky. Sembrerebbe essere Sky1, il canale di intrattenimento di Sky Italia che ha già visto altre migrazioni importanti dalla tv generalista, come quella di X Factor. Ma se Mediaset, in una nota, fa riferimento al possibile interesse di “operatori a pagamento”, la notizia non ha ancora avuto conferma in ambienti ufficiali. È chiaro che l’eventuale trasloco su Sky implicherebbe una completa revisione del cast del programma a partire dal terzetto dei giudici, due dei quali sono legati in esclusiva a Mediaset ovvero Maria De Filippi e Gerry Scotti.

Emma Marrone sorprende i fan con il nuovo tatuaggio

emma-tattoo-tuttacronacaEmma Marrone continua a far parlare di sè, sia con la sua musica, con i suoi record di vendite, che per i suoi ex, Marco Bocci e Stefano de Martino. La vincitrice di Amici e Sanremo, ultimamente a fianco di Fiorello nella sua “Edicola”, ha deciso di farsi un nuovo tatuaggio,condividendolo con i fan su Instagram. Qualche critica non è mancata, con chi sostiene sia troppo grande, ma in genere ha riscosso un grande successo.

Le verità di Brunetta sull’accordo Renzi-Berlusconi

brunetta-annunziata-tuttacronacaRenato Brunetta, ospite alla trasmissione In Mezz’ora, parlando dei lavori della Commissione Affari Costituzionali della Camera, dove domani, entro le 12, arriveranno gli emendamenti al testo base sulla riforma del voto, ha spiegato che se domani il testo base sulla legge elettorale dovesse essere cambiato in prima commissione alla Camera, allora salterà tutto l’accordo. “Credo che si arriverà a una soluzione”. E se così non dovesse essere – ha aggiunto il capogruppo di Forza Italia alla Camera – “allora si cadrà già domani sera”. E ancora, riguardo la possibilità del voto anticipato, “Se si carica la pistola, la pistola spara”. Se l’Italicum si farà, insomma, il voto anticipato è per Forza Italia il naturale proseguimento dei fatti. Il capogruppo di FI alla Camera ha spiegato poi che, secondo lui, c’era già un accordo Berlusconi-Renzi sullo spagnolo puro, due giorni prima dell’accordo ufficiale. “Poi entrambi hanno pensato che era eccessivo rispetto al quadro politico di oggi, ed è venuto fuori questo compromesso. È già un compromesso, non si cambia più”. Secondo Brunetta, “Berlusconi è risorto proprio quando lo davano per morto. Qualcun altro ha avuto questa stessa sorte, il parallelo non è poi così male”. Per Brunetta, il Cavaliere “ha una caratteristica, dà il meglio di sé quando è in difficoltà, quando stravince rischia di fare errori. Lo ha dimostrato anche negli ultimi 15-20 giorni, è al centro del dibattito e dell’arena politica. E da 15-20 giorni il presidente Napolitano tace”. Alla domanda su chi abbia fatto risorgere Berlusconi, il capogruppo risponde così: “Il voto di dieci milioni di italiani”. E poi ha proposto un parallelo tra i due ex premier: “Berlusconi è un leader vero, mentre Monti ha dimostrato un professore bravino prestato alla politica”. Per quel che riguarda ancora l’incontro Renzi-Berlusconi al Nazareno: “Che effetto ci ha fatto la foto di Berlusconi nella sede del Pd? Una grande soddisfazione la prova che nel Pd c’era qualcuno che si comportava da leader democratico e non il paonazzo Epifani, segretario pro tempore, che dopo la sentenza Cassazione ha parlato della decadenza di Berlusconi”. Secondo Brunetta, “in comune Berlusconi e Renzi hanno grande senso politico, senso della politica, ma hanno formazione cultura e sensibilità completamente diverse: hanno in comune il cinismo, la politique d’abord, cioè conta solo al politica. Craxi avrebbe fatto la stessa cosa di Renzi che ha invitato Berlusconi nella sede del suo partito: riconoscere chi ha i voti e la leadership”.

“Siete omosessuali, avete cercato di diventare etero?” Il tweet di Vespa

bruno-vespa-tuttacronacaBruno Vespa fa infuriare gli utenti di Twitter con un cinguettio che di certo non passa inosservato: “Siete omosessuali, avete cercato di diventare etero e non ci siete riusciti? Stasera #portaaporta è fatta per voi”. C’è stato chi ha invocato l’arrivo di un’ambulanza per il giornalista e chi ha preferito insultare, mentre qualcuno porta alla memoria il Povia di “Luca era gay e ora sta con lei”. Il tweet, del resto, è di quelli che sembrano fatti apposta per scatenare le polemiche e fa anche sorgere il sospetto che qualcuno possa aver hackerato il profilo di Vespa. Ma poi ne sono arrivati altri: “Siete romantiche e protagoniste di una storia con una persona che non sente e non parla? Stasera #portaaporta vi commuoverà”. Ma vedendo che sempre più utenti s’indignavano, Vespa ha messo le mani avanti: “Temo di essere stato frainteso. A #portaaporta la storia della ragazza omosessuale che cerca di cambiare e poi torna se stessa è bellissima”. La morale? La puntata odierna trattava le unioni civili e i diritti degli omosessuali:

 

“Stasera a #portaaporta confronto tra @annapaolaconcia e @CarloGiovanardl sulle unioni civili e matrimonio tra omosessuali”.

Se ancora vi sentite orfani di Friends… non perdetevi questa cover!

rembrants-cover-tuttacronacaI’ll Be There For You, vivace colonna sonora di Friends cantata dai The Rembrandts, è un must per tutti gli appassionati della serie che racconta le avventure di Rachel, Phoebe, Monica, Joey, Chandler e Ross. E sicuramente nessuno ha mai pensato di trasformarla in un brano triste, malinconico e deprimente. Nessuno… eccetto tre ragazzi irlandesi, Glenn Murphy, Oisin O’Callaghan e Ronan Scolard, che non solo hanno avuto l’idea ma l’hanno realizzata in maniera strepitosa. La loro “emotional cover” del brano anni ’90 ora spopola in Youtube: oltre 500mila visualizzazioni, ed è solo l’inizio!

Il peccato e la vergogna attaccata dal Moige: l’associazione vs la fiction

ilpeccatoelavergogna-tuttacronacaNon piace all’associazione Moige, Movimento Italiano Genitori, la nuova fiction in onda su Mediaset “Il peccato e la vergogna”, con protagonisti Gabriel Garko e Manuela Arcuri. Ha infatti scritto sul proprio sito: “Quello che sta accadendo nella fiction di Canale 5 “Il Peccato e la vergogna”, in onda in questi giorni in prima serata, è molto grave. Un bambino geloso del proprio fratellino neonato tenta di ucciderlo per ben due volte. Premesso che, in generale, la fiction appare un prodotto sciatto, con ricostruzioni approssimative, a scandalizzarci è l’aver fatto interpretare il ruolo di un sociopatico a un minore. Nella puntata in onda lunedì 13, il bambino in questione tentava di uccidere il fratellino con un ferro da stiro; in quella di ieri sera, lo stesso, mosso più che da gelosia – come giustificano, a torto, i personaggi della fiction – da istinti omicidi, dava fuoco alla culla del piccolino. Tutto questo, durante un programma di prima serata, in una fascia oraria in cui i bambini di ogni età si ritrovano a guardare la Tv, inconsapevoli di ciò che li attende nello schermo. Il rischio di emulazione è fortissimo, non è possibile far interpretare scene così drammatiche proprio a un bambino. Abbiamo denunciato al Comitato Media e Minori le puntate incriminate, anche per dare seguito alle numerose proteste che ci sono arrivate in merito a questa fiction. Auspichiamo, quindi, provvedimenti adeguati da parte dei vertici Mediaset affinché, una volta per tutte, venga rispettato il Codice di autoregolamentazione Tv e minori”.

Quando il set… è di carta!

friends-tuttacronacaNostalgia del telefilm Friends? Sicuramente la prova l’artista brasiliana Bruna Salvador Conforto, che ha creato una replica perfetta dell’appartamenti di Monica Geller. L’opera è stata creata interamente con la carta e poi dipinta a mano, con una cura dei dettagli a dir poco estrema, con tanto della foto del matrimonio di Monica e Chandler e il famoso spincino della porta.

“Sono una grande fan della serie e adorerei vivere in un appartamento come quello di Monica. Visto che non posso, me ne sono creato uno di carta”, ha spiegato l’artista, che, a Deviantart, ha spiegato che ha impiegato due anni per terminare l’opera. E ancora mancano le camere da letto! Ecco una galleria del più seguito soggiorno della televisione, e non scordatevi di visitare tumblr per altri dettagli sull’artista!

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La nuova frontiera del reality: Utopia

utopia-tuttacronacaJohn de Mol di reality show se ne intende: è lui l’ideatore di Grande Fratello e The voice. Ora ha deciso di spingersi oltre e la sua nuova ideazione è “Utopia”, già partito in Olanda. Prendendo spunto dall’opera di Tommaso Moro, quello che si vuole mostrare è come si crea una nuova società, riportando la centralità del piccolo schermo nella proposizione di temi sociologici e filosofici, se non politici. Tutto questo a quasi quindici anni di distanza dal Grande Fratello, che ha avuto negli anni una deriva trash inizialmente non prevista. Come spiega l’Huffington Post:

 

 

“Utopia” vede in gara quindici concorrenti, chiamati “abitanti”: hanno pochissimi soldi, un telefono, qualche oggetto personale, galline e mucche, connessione all’elettricità e acqua corrente. Per un anno, seguiti da cento telecamere, 15 “abitanti” devono vivere sotto un capannone tutti insieme in una zona di terra fuori Amsterdam dove non esistono né regole né leggi.

 

Ogni settimana uno di loro lascerà il programma: a decidere però non sarà il pubblico. Gli spettatori stabiliranno solamente chi tra i concorrenti andrà in nomination: i tre scelti saranno giudicati da un nuovo concorrente, subentrante ogni puntata, che deciderà chi uscirà da “Utopia”. Il numero di partecipanti in questo modo resta invariato nel corso dei dodici mesi previsti, dando un ricambio importante ai fini televisivi.

 

John De Mol, dopo aver fatto la fortuna di Endemol con programmi come “Grande Fratello” e “Affari tuoi”, ha lanciato la sua nuova casa di produzione, la Talpa Media, con cui realizza la sua nuova scommessa “Utopia”. I risultati al momento sembrano dargli ragione: in Olanda il programma è stato un successo su SBS 6, quadruplicando la media degli ascolti a cui il canale è abituato. “Utopia è un format che tocca a 360 gradi le istanze della società contemporanea. Gli ‘abitanti’ hanno veramente la possibilità di creare un nuovo mondo”, ha detto De Mol in sede di presentazione del programma.

Bestemmia in diretta durante Pomeriggio Cinque! Doppie scuse dalla D’Urso

barbara-d-urso-tuttacronacaImbarazzo alle stelle durante la trasmissione Pomeriggio Cinque condotta da Barbara D’Urso. Durante un servizio che presentava un’intervista all’attore spagnolo Alex Gadea, protagonista della soap Il segreto, una voce fuori campo si è lasciata sfuggire una bestemmia che ha provocato disagio tanto alla conduttrice che allo staff del programma.

L’imprecazione è stata in un primo momento attribuita allo stesso traduttore del servizio e la D’Urso si è vista costretta a chiedere scusa due volte in rapida successione. “Io non ho capito bene di cosa si trattava – ha spiegato la conduttrice – ma qualunque cosa fosse vi chiediamo perdono perché è andato in onda senza che ce ne accorgessimo”. Ma il traduttore ha replicato nel corso della stessa puntata e, in diretta, ha fatto presente a chiare lettere di non aver tradotto il video e costringendo, di conseguenza, la giornalista ad un secondo intervento sul caso. “Credo che sia andato in onda qualcosa che non doveva andare in onda e, se è andato in onda qualcosa che non doveva, chiedo scusa a tutti i milioni di telepsettatori che ci stanno ascoltando e guardando. Il doppiatore del servizio forse ha sbagliato”. Gaffe colossale insomma mentre, su Youtube, il canale Voci di donna fa notare che Mediaset ha prontamente rimosso le immagini della gaffe.

Il sogno “proibito” di Travaglio!

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Il sogno “proibito” del giornalista Marco Travaglio è quello che Renzi possa iniziare un processo di riforme insieme al M5S. I tempi sono stretti e quindi bisogna muoversi in fretta. Un possibile pericolo è quello anche di vedere una linea più o meno tracciata tra il sindaco di Firenze e Berlusconi, anche perché il leader di Forza Italia ha già più volte esternato le sue simpatie per Matteo Renzi e per il suo programma.

“La luna di miele non durerà molto. […] Ed è difficile, per il segretario di un partito che per giunta non controlla né la maggioranza dei suoi parlamentari (espressione del Pd bersaniano, cioè di un’altra èra geologica) né la sua delegazione governativa (quasi tutta formata dagli sconfitti alle primarie), lasciare un segno tangibile di cambiamento.

“Perciò Renzi si agita tanto. Non solo, come dice Grillo, perché è “uno stalker in cerca di visibilità”. Ma anche perché cerca disperatamente sponde fuori dalla gabbia asfittica della maggioranza, anzi della minoranza di governo: la somma di Pd, Ncd, Sc e Udc nei sondaggi vale un terzo degli italiani.

“Renzi ha bisogno di numeri importanti per far passare qualche riforma molto popolare e dimostrare di non essere un parolaio come tutti gli altri.

“E quei numeri glieli possono portare solo Grillo o Berlusconi. Che sono i due leader dell’opposizione, il che spiega il terrore fra i guardiani dello stagno: Napolitano, Letta jr., giù giù fino ad Alfano, Monti, Casini e le altre anime morte. Berlusconi, anche morente, è molto più vispo di tanti quarantenni: infatti s’è subito infilato nel varco aperto da Renzi.

“Stupisce invece l’inerzia del Movimento 5Stelle, che paiono tornati in preda alla paralisi che li fregò alle consultazioni di marzo- aprile. Oggi come allora, è il momento di andare a vedere il gioco di Renzi. Se è un bluff, avranno il merito di averlo smascherato. Se è una cosa seria, divideranno con lui il merito di avere sbloccato l’impasse: siccome Renzi sa che un asse privilegiato con Berlusconi farebbe storcere il naso a molti dei suoi elettori, il M5S può rendere molto preziosi i propri voti in Parlamento, dettandogli alcune condizioni”.

Poi si arriva al programma della nuova maggioranza Matteo Renzi – Beppe Grillo, secondo Marco Travaglio:

1. “la rinuncia ai “rimborsi elettorali”  che metterebbe in ginocchio l’apparato Pd. Perché non sfidarlo [a Renzi] a mantenere la parola? Se non lo farà, peggio per lui. Se lo farà, non si vede cosa impedisca ai 5Stelle di fare ciò che Grillo predica da sempre: accordarsi in Parlamento sulle cose da fare.

2.  Una nuova legge elettorale (delle tre proposte di Renzi la seconda appare “utilissima”, quella che riproduce grosso modo il Mattarellum),

3. Unioni civili.

4. “Taglio delle prebende ai consigli regionali”.

Di “dubbia utilità” invece Travaglio giudica l’idea di Matteo Renzi di

5. “un Senato ridotto a carrozzone di consiglieri regionali”.

A queste, aggiunge Marco Travaglio, per reciprocità, M5S

“6. potrebbe chiedere di aggiungere un paio di propri cavalli di battaglia. E otterrebbe tre effetti collaterali mica da ridere: tagliare l’erba sotto i piedi al trio Napolitano- Letta-Alfano; mettere definitivamente fuori gioco Berlusconi e avvicinare le elezioni. Renzi si agita troppo, ma chi sta fermo è peggio di lui”.

Gli animalisti e il blitz contro il cacciatore Briatore

briatore-animalisti-tuttacronacaFlavio Briatore fa il boss per Sky, nel reality The Apprentice ma questo non lo “salva” dall’essere preso di mira dagli animalisti di Centopercentoanimalisti che hanno tappezzato l’ingresso degli studi del quartier generale dell’emittente, a Milano, con locandine in cui appare l’imprenditore con dei fagiani uccisi in una battuta di caccia. Ad accompagnare l’immagine, il testo: “Il tuo programma non cancella l’odore. Vergogna Flavio Briatore”. Continuano i miliatnti: “Ci sentiamo indignati per quella che viene presentata come la sua recente passione nel tempo libero: la caccia. Briatore ha aperto la stagione assassinando dei fagiani. In riserva, naturalmente, animali di allevamento che neppure scappano o si nascondono all’arrivo dei cacciatori. E lo vediamo in un foto di gruppo, sorridente, con trenta cadaveri sparsi davanti a lui: trenta vite innocenti spezzate per divertimento. E in più con la presenza di minori. A Flavio Briatore e a tutti i cacciatori esprimiamo la nostra riprovazione e il nostro disprezzo”.

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Il lutto colpisce Uomini e Donne: morti due protagonisti

antonio-uomini-e-donne-tuttacronacaEra il 18 dicembre quando veniva a mancare l’ex tronista Giampiero Beranzoli, uno dei protagonisti della prima edizione di Uomini e Donne Over. Ora, da alcuni giorni, la trasmissione è di nuovo in lutto per la scomparsa di due colonne portanti del trono over di: Antonio e Silverio. A dare il triste annuncio Giuliano Giuliani direttamente dal proprio profilo Facebook. Antonio, corteggiatore 80enne che ha partecipato al programma della De Filippi appena un anno fa, si era sempre distinto all’interno del programma per il suo talento nel ballo: campione nazionale di Boogie-Woogie, egli era il vero protagonista delle gare di ballo organizzate per i concorrenti qualche anno fa. L’82enne Silverio era invece noto per la sua romantica storia d’amore con la corteggiatrice Marisa. Migliorano, invece, le condizioni di salute di Antonio Jorio ricoverato in ospedale a seguito di un malore. Il giornalista romano è tornato a casa e prontamente rassicurato tutti i fan. La presenza in trasmissione, per tutto il 2014, non dovrebbe, quindi, essere compromessa.

Uomini e donne in lutto: è morto uno dei suoi protagonisti

giampiero_beranzoli-tuttacronacaL’ex tronista Giampiero Beranzoli, uno dei protagonisti della prima edizione di Uomini e Donne Over, è morto all’età di 67 anni. Da tutti era considerato un gentiluomo, per i suoi modi galanti, e altri partecipanti della trasmissione hanno voluto ricordare l’ex compagno della trasmissione condotta da Maria De Filippi. Sulla sua pagina Facebook Guido Soldati ha scritto:  “Un ex partecipante del trono over purtroppo è volato in cielo. Noi come pagina ufficiale di guido del trono over abbracciamo la famiglia in questo grande dolore e lo vogliamo ricordare cosi. r.i.p.”. Anche Giuliano Giuliani ha voluto ricordarlo, postando una foto accompagnata dalla scritta: “Lutto per Giampiero Beranzoli, prima edizione Uomini e donne over. Riposa in pax”.

Welcome back Brian! Torna il cane dei Griffin

brian-griffin-tuttacronacaE’ stata la puntata trasmessa ieri negli Usa a far tornare il sorriso ai fan di Brian, il celebre cane dei “Griffin”. Nell’episodio, il piccolo Stewie riesce a costruire una macchina del tempo e a tornare al tragico momento dell’incidente. Il gesto estremo fa sì che Brian torni a casa per Natale. Insomma, dopo le lacrime per la morte del cane più irriverente della serie e la petizione su Change.org, nell’episodio andato in onda domenica, Stewie torna a casa in tempo e riesce a salvarlo dalla macchina che vuole investirlo. In rete non sono mancati i cinguettii al riguardo e non è mancato di farsi sentire in Twitter neanche Seth MacFarlane, ideatore della comedy, che ha preso in giro i fans scrivendo: “Davvero pensavate che avremmo ucciso Brian, davvero?”. E ha aggiunto che la morte di Brian può servire da lezione: “Mai dare qualcuno per scontato perchè potrebbe andarsene in un attimo”.

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Le incredibili gaffe a L’Eredità: Hitler nominato cancelliere nel 1979???

eredità-conti-tuttacronacaServe un ripasso di storia ai concorrenti de L’Eredità, il quiz condotto da Carlo Conti su Rai 1? La domanda, visto quanto accaduto lo scorso giovedì, vuole essere retorica, visto che alla domanda “In quale anno Adolf Hitler viene nominato cancelliere” uno risponde 1948, il secondo 1964, il terzo adirittura 1979: tutti hanno evitato la risposta giusta, 1933. Non va molto meglio in seguito, quando alla domanda “In quale anno Benito Mussolini riceve a Palazzo Venezia il poeta americano Ezra Pound”, il concorrente risponde “1964”. “Io farei un ripassino di storia – osserva ironicamente Conti – ma leggero, eh”.

I funerali di Angelo Rizzoli: “Contro di lui troppi accanimenti”, così Berlusconi

angelo-rizzoli-tuttacronacaAnche il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha preso parte ai funerali di Angelo Rizzoli, l’ex editore e produttore cinematografico scomparso ieri a Roma. Al termine della funzione, svoltasi nella chiesa Sant’Eugenio di piazza delle Belle Arti a Roma, l’ex premier l’ha così ricordato: “Era una persona buona, una persona giusta contro cui ci sono stati troppi accanimenti e ingiustizie”.

E’ morto a Roma il produttore Angelo Rizzoli

angelo-rizzoli-tuttacronacaE’ morto a Roma, al Policlinico dov’era ricoverato, l’ex produttore cinematografico Angelo Rizzoli, coinvolto in numerose vicende giudiziarie. Lo conferma la moglie Melania che aggiunge: “Mio marito era malato, ma questa vicenda giudiziaria gli ha spezzato il cuore, lo ha sfinito”.  Nato a Como nel 1943, il settantenne accusato di bancarotta per un crac da 30 milioni di euro, era affetto da una grave forma di sclerosi fin da quando era ragazzo. Angelo era figlio di Andrea Rizzoli, presidente dell’omonima casa editrice. Laureatosi a 23 anni in Scienze politiche all’Università di Pavia, aveva ottienuto la specializzazione in Media and communications alla Columbia University di New York. Angelo sr, il nonno, morì nel 1970 e l’anno successivo “Angelone” fece il suo ingresso nel consiglio di amministrazione dell’azienda di famiglia, all’età di 28 anni. Il 12 luglio 1974 il padre Andrea decide di rafforzare la casa editrice acquistando il primo quotidiano italiano, il Corriere della Sera, realizzando così il suo sogno di imprenditore. contemporaneamente, tuttavia, inizia a fare i conti con un enorme indebitamento. Alla fine degli anni ’70, venne arrestato per un’altra storia di bancarotta: la Cassazione lo prosciolse. Al termine di una lunga vicenda giudiziaria, durata sei processi per 26 anni, Rizzoli, sposato in prime nozze con l’attrice Eleonora Giorgi, ha ottenuto sei assoluzioni definitive con formula piena. Dopo sei mesi dall’uscita dal carcere, inizia la causa di separazione con la Giorgi, per “incompatibilità della vita in comune”: l’attrice chiede la metà del patrimonio del marito, valutabile in 400 miliardi di lire, dei quali ne ottiene 10. Sono gli anni ’90 quando Rizzoli ricomincia l’attività come produttore cinematografico e televisivo producendo, tra gli altri,`Padre Pio´ con Sergio Castellitto, `Incompreso´, `Cuore´ e `Le ali della libertà´ con Sabrina Ferilli.

Chi ci sarà a Servizio Pubblico?

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Servizio Pubblico si occuperà di primarie del Pd, di crisi economica e della decadenza di Berlusconi. La puntata di questa sera dal titolo “Se non ora vaffa” vedrà confrontarsi in studio l’imprenditore Diego Della Valle, il Ministro delle Politiche agricole Nunzia De Girolamo ed il candidato alle primarie del Pd Giuseppe Civati. Al fianco degli ospiti della sera a coadiuvare la conduzione di Michele Santoro ci sarà Marco Travaglio con il suo tradizionale monologo che ancora una volta si abbatterà sulla politica e Vauro ceh completerà la serata con il suo tocco di ironia e le sue vignette satiriche.

 

L’ultimo scandalo della Rai? Andrà in onda Mission?

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Quello che sembra essere l’ennesimo scandalo Rai potrebbe essere fermato solo da un miracolo. Nonostante la petizione #nomission su Change.org per chiedere alla Rai di non mandare in onda lo show umanitario “Mission”  sembra invece che a poche ore dalla messa in onda ci sia la ferma volontà di non rivoluzionare il palinsesto. La mobilitazione è comunque in campo e il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, e il direttore di Rai1, Giancarlo Leone, hanno ricevuto anche Andrea Casale, lo studente di Farmacia che aveva lanciato la petizione e che ha raccolto 100mila firme che proprio oggi sono state consegnate. Mission, nonostante tutte le critiche è stato comunque portato avanti e  terminato grazie anche alla collaborazione con l’Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite e Intersos. Mission vuole raccontare il dramma dei rifugiati attraverso i racconti di vari personaggi noti a iniziare da Emanuele Filiberto di Savoia a Paola Barale e da Barbara de Rossia a Michele Cucuzza, solo per citarne alcuni.

Andrà in onda o sarà fermato Mission?

Paolo Bonolis torna in grembo a “Mamma Rai”?

paolo-bonolis-chetempochefa-tuttacronacaIeri sera Paolo Bonolis era ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa. Durante l’intervista, anche se non l’ha detto direttamente, quello che è trapelato è che potrebbe essere vicino al ritorno in Rai. Fazio gli ha rivolto la domanda in modo diretto: “Torni in Rai?” mentre il presentatore di Avanti un Altro ha svicolato “non lo so, tutto può essere sono mille i sentieri della vita anche se quelli della tv sono solo quattro”. L’esordio di Bonolis, come ricordato ieri durante la chiacchierata su Rai3, fu proprio su Rai1, con un programma per ragazzi: dopo questo viaggio nel passato, Fazio l’ha sfidato allo stesso gioco della trasmissione Mediaset nel quale bisogna sempre rispondere il contrario. Fazio gli chiede “l’anno prossimo sarai su Canale 5 o su Raiuno?” e lui risponde: “Canale 5”.

Ecco come ci considerano nella tv americana: “dalla parte dei nazisti”

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I nostri “alleati” americani non perdono occasione di denigrare l’Italia nella televisione a stelle e a strisce. In un episodio della celebre serie televisiva satirica Griffin in onda su Fox, la famiglia media americana arriva in Italia, all’aeroporto di Roma e qui nel cartello di Benvenuto si legge “Non dimenticate che noi eravamo dalla parte dei nazisti”. Perché nessuno fa un’azione internazionale per vietare la denigrazione di uno stato sovrano? Perché l’Europa non tutela i Paesi membri? Si può ironizzare sul nazismo?

I Griffin non sono poi il primo atto di denigrare un intero popolo.  Basti pensare ai Simpson, dove  si ironizzava sulle vicende politiche dell’Italia. E in un’altra serie americana, Scandal, L’Italia era considerata solo come il Paese del bunga bunga: nel secondo episodio della terza stagione un personaggio dice: “Il Presidente degli Stati Uniti non può andare nel paese del bunga bunga”.

Ma anche in Europa tra i panini mafiosi, le pubblicità con i bimbi che piangono o l’auto con in affitto una famiglia italiana, il nostro paese subisce pubblicità negativa. Ma tutto sembra essere divertente e passa sotto silenzio. Quanto ci perde in immagine dell’Italia ogni hanno? Che danno economico ne abbiamo da tale ironia di pessimo gusto?

Addio a Tony Musante, il “detective Toma”

tony_musante-tuttacronacaE’ The Hollywood Reporter a dara l’annuncio della morte dell’attore statunitense Tony Musante, deceduto martedì, all’età di 77 anni, al Lenox Hill Hospital di New York dopo un intervento chirurgico. Conosciuto al pubblico italiano per aver recitato in film come la pellicola d’esordio di Dario Argento, L’uccello dalle piume di cristallo, e Metti una sera a cena, di Giuseppe Patroni Griffi, Musante era noto per aver vestito i panni del detective Toma. La serie tv, trasmessa nel 1973 e nel 1974 da ABC, che lo vedeva recitare al fianco di Susan Strasberg, era tratta dalla biografia del detective David Toma, detective del New Jersey.

Brian Griffin resuscita?

brian-griffin-tuttacronacaE’ davvero eterno riposo per Brian, il cane della famiglia Griffin? Da quando è stata trasmessa in America la puntata in cui viene investito da un’auto, su Change.org è stata creata una petizione, che ha già raccolto oltre 93mila firme, per contestare la scelta degli sceneggiatori. E per i fan della serie animata, in rete è comparso un sito dedicato, Brian’s Announcement, dove compare un countdown che pare segnali la resurrezione del cane di casa Griffin. E, nell’era 2.0, non poteva certo mancare un hashtag: #saveBrian!

Griffin shock! Muore il cane Brian

brian-morto-griffin-tuttacronacaLutto shock in casa dei Griffin, la celebre famiglia della serie animata made in Usa creata da Seth MacFarlane: uno dei protagonisti, il cane Brian, ha detto addio ai fan. La puntata Life of Brian, negli Stati Uniti, è andata in onda domenica sera e gli appassionati sono rimasti scossi da quel drammatico investimento stradale. La redazione di “E!Online” ha contattato Steve Callaghan, produttore esecutivo della serie arrivata alla sua undicesima stagione: “Per quanto amiamo tutti Brian, e per quanto tutti amano gli animali domestici, può capitare che nella realtà un cane possa essere investito da un’auto. Avevamo deciso per la morte di uno dei protagonisti, pensavamo che per la famiglia Griffin sarebbe stato meno traumatico perdere Brian”.

Brunetta vs Gabanelli: questioni di case, citazioni e querele

Report-gabanelli-brunetta-tuttacronacaQuesta sera la trasmissione Report proporrà un servizio sulle case del capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta che ha già annunciato “citazioni e querele” contro Milena Gabanelli e i vertici della Rai, il presidente Tarantola e il direttore generale Gubitosi. Per il politico si tratterebbe delle “stesse, del tutto false e diffamanti, ‘notizie’ che il settimanale l’Espresso ha pubblicato nel novembre del 2008 e per le quali ho avviato una causa per essere risarcito di lesioni così gravi della mia persona”. In una nota Brunetta rende noto: “Apprendiamo dall’anteprima di Report, inviata alle agenzie e pubblicata sul sito del programma, che domani sera il settimanale condotto da Milena Gabanelli manderà in onda un servizio sulle mie case. Un vero scoop… con cinque anni di ritardo!”. E ancora: “Sono, infatti, le stesse, del tutto false e diffamanti, ‘notizie’ che il settimanale l’Espresso ha pubblicato nel novembre del 2008 e per le quali ho avviato una causa per essere risarcito di lesioni così gravi della mia persona. Purtroppo i tempi della giustizia italiana sono tali da non consentirmi di dire che sono già stati condannati gli autori di quel servizio, ma attendo fiducioso che il procedimento si concluda”. La nota quindi prosegue: “Che dire… copiare dal compagno di banco è da somari e da disonesti, ma, almeno, si abbia l’accortezza di non copiare da un altro somaro. Report, appunto, copia da chi è già sotto giudizio della magistratura per diffamazione. Di questi segugi senza fiuto, di questi giustizieri rispettosi del (proprio) padrone, faremo una bella comitiva. Ma senza sconti, anzi con richieste di più dure condanne. A questo punto seguiranno citazioni e querele anche nei confronti di Report, della responsabile della trasmissione Milena Gabanelli, del giornalista autore del servizio Giuliano Marrucci, degli operatori che hanno registrato le immagini, del presidente della Rai Anna Maria Tarantola e del direttore generale Luigi Gubitosi, per questa insensata, pervicace e fors’anche concordata iniziativa. Se queste stesse persone lo avessero voluto, solo informandosi con appena decente professionalità, avrebbero evitato di nuotare in un acquitrinio di menzogne e di schizzare fango”. E ancora attacca: “E’ questo il servizio pubblico? È questa la tivù di Stato per la quale paghiamo il canone? Filmare di nascosto, raccogliere dichiarazioni di cittadini anonimi, non inquadrati, sulla base di domande provocatorie, faziose e indegne della professione giornalistica, per poi montarle ad arte per ricostruire la vicenda come la si vuole raccontare. Che tristezza… che vergogna! I miei legali sono stati incaricati di procedere in ogni sede per venire risarcito ed ottenere giustizia e rispetto. E di tutto questo e di altro chiederò conto in commissione parlamentare di Vigilanza Rai alla presidente Tarantola e al direttore Gubitosi”. Pronta la risposta della conduttrice della trasmissione, Milena Gabanelli: “Sono due settimane che l’on. Brunetta diffonde intimidazioni preventive a mio carico. Sul servizio che andrà in onda domani sera gli è stata chiesta un’intervista, non si è nemmeno degnato di rispondere. Se vuole querelare, è un suo diritto; della mia ‘indegnità’ risponderò volentieri nelle sedi preposte”. E conclude: “Comunque la puntata di lunedì è dedicata all’Ilva e ai soldi dei Riva, il servizio che riguarda le case di Brunetta  è solo un’appendice di costume italico”. Brunetta ha quindi voluto replicare a questa risposta: “Dolcemente spudorata la dottoressa Gabanelli, e probabilmente con una lunghissima coda di paglia. Manda le sue troupe e i suoi giornalisti in giro per l’Italia, a caccia delle mie presunte malefatte, e poi alle mie più che giustificabili reazioni fa l’intimidita”. E continua ancora: “La richiesta di intervista della quale parla riguardava il Festival di Ravello ed in relazione all’argomento ho fornito alla redazione di Report tutta la documentazione a mia disposizione. Ma a questo punto, evidentemente, il Festival di Ravello era solo un pretesto, solo una trappola per parlare di tutt’altro”. “Guardando l’anteprima del servizio che andrà in onda domani, inoltre, si evidenzia anche una possibile violazione di domicilio – aggiunge Brunetta – con le immagini accuratamente tagliate e montate ad arte per tentare goffamente di camuffare la cose. Anche di questo, naturalmente, dovrà rispondere la dottoressa Gabanelli, e anche di questo chiederò conto alla presidente della Rai, Anna Maria Tarantola, e al direttore generale, Luigi Gubitosi. Ne vedremo delle belle. Altro che intimidazione, intimidazioni sono le sue…”

Emma Marrone, tra viaggi e dieta: vita da tour a Lucignolo 2.0

Emma-Marrone-tuttacronacaDurante la puntata di domenica 17 novembre verrà trasmessa un’intervista a Emma Marrone, che la cantante ha rilasciato mentre era in viaggio per una tappa del suo tour. Anche se per conoscere tutti i dettagli dovremo aspettare domani sera, sono emerse le prime prime anticipazioni, che si concentrano proprio sulle sue abitudini mentre si trova in viaggio per l’Italia. “La solitudine non mi porta tanto beneficio. Il mio motto è più siamo e meglio è. Ho bisogno della compagnia, di divertirmi, ma quando serve so essere anche una persona molto seria. Quando mi devo concentrare, lo faccio”. Ma anche: “Il bello del tour è proprio il viaggio. Io e lo staff che mi segue siamo un pò come una grande famiglia e ci divertiamo. Con la mia ‘vera’ famiglia c’è poi un legame forte che va al di là di qualsiasi cosa e i miei sono abbastanza giovani e alternativi, quindi nel prossimo step del tour per un po’ di date mi seguiranno”. Ma spostarsi da una tappa all’altra significa anche rinunciare a qualcosa, in particolare, alla cucina che la cantante preferisce: “Io sono una mangiona. I piaceri della vita sono rimasti talmente pochi e il cibo per me è una cosa bella. In tour sono brava perchè mangio il giusto e tutti alimenti sani. So cucinare, alcune cose anche molto bene. A Roma le mie amiche mi chiamano Mariella la regina della padella”.

Come sta il Pd? Arriva la diagnosi di Travaglio

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Il Pdl si sta scindendo e la guerra tra Alfano e Berlusconi potrebbe davvero minare il centro destra. Quale occasione migliore per il Pd? Ecco il momento che molti attendevano per dar vita a una nuova era democratica… invece tra tesseramento sospetto e personaggi con precedenti che diventano segretari di sezione, il Pd passa e la mano torna a quell’esecutivo in bilico che lotta tra la Stabilità, la decadenza e le intercettazioni del ministro Cancellieri. Letta, dagli attributi d’acciaio, solca tranquillo le onde alte e supera le maree ora che la decadenza si allontana e la chiarezza sul caso Cancellieri è stata fatta… intanto i partiti si sciolgono come neve al sole e Marco Travaglio analizza il grado di salute (sarebbe meglio parlare di malattia) del Pd:

Questa è una piccola storia locale, ma dà la misura di quel che è diventata la politica. Tutta. Perché – per dirla col Papa – “la corruzione dà dipendenza, come la droga”. E brucia non solo i miliardi, ma anche i cervelli. Dunque a Torino, nel congresso più pazzo del mondo, un tal Vincenzo Iatì viene eletto segretario del circolo Pd più glorioso e numeroso della città, quello della Barriera di Milano, che oggi conta ben 745 iscritti (più che raddoppiati dal 10 ottobre, quand’erano 346). Chi è Iatì? Un ex ragazzo del Sud che negli anni 90, nel paesone periferico di Borgaro, s’è arrabattato tra furti d’auto e ricettazioni, collezionando più di una condanna e più di un soggiorno nelle patrie galere.

L’ultima volta l’hanno arrestato in flagranza di reato perché picchiava la moglie, che prima lo denunciò e poi ritirò la querela. Forte di questo curriculum, ottenuta pure la riabilitazione del Tribunale di sorveglianza (istituto previsto per i pregiudicati che non commettano più reati nei successivi 20 anni), Iatì si dà alla politica.

E a cosa, se no? Parte da destra, infatti nel 2009 viene intercettato al telefono con Antonio Mungo, in lista col Pdl per il Comune di Borgaro e sostenuto – secondo gli inquirenti – da Benvenuto Praticò, considerato un “quartino” (cioè un vice-boss) della ‘ndrangheta, che lui stesso avrebbe messo in contatto col candidato. Poi passa ai Moderati, cioè agli ex berlusconiani trasvolati nel centrosinistra. Infine si butta a sinistra (si fa per dire), con i Verdi e poi con il Pd. Dei 700 iscritti in Barriera di Milano, 245 votano per lui, schierato con la corrente del sindaco Piero Fassino. Il quale, va detto, è un tipo accogliente ed ecumenico. Senza puzza sotto il naso, nel senso che non la sente proprio.

Il suo braccio destro in Comune è l’ex Pci Giancarlo Quagliotti, condannato per una tangente dalla Fiat. La longa manus dei fassiniani invece è l’ex craxiano Salvatore Gallo, anche lui pregiudicato per mazzette ospedaliere, dunque padrone di un quarto delle tessere del Pd sotto la Mole e padre di un assessore della giunta Fassino e di un dirigente dell’azienda comunale dei trasporti. E un alleato di ferro del compagno sindaco è un altro ex socialista, Giusy La Ganga, che ha patteggiato per Tangentopoli. Siccome non c’è il tre senza il quattro, è arrivato anche Iatì. Un anno fa Fassino e tutto il cucuzzaro stavano con Bersani favorito su Renzi. Ora, con agile balzo, stanno con Renzi favorito su Cuperlo. Hanno appena fatto eleggere segretario provinciale Fabrizio Morri, finito in un mare di polemiche per il caso Iatì. Ma lui si difende dicendo: “Non lo conosco”.

Atene: sgomberata dalla polizia la sede della tv pubblica

atene-scontri-tuttacronacaEra giugno quando il governo, senza preavviso, chiudeva l’emittente radiotelevisiva nazionale greca Ert, giudicandola troppo onerosa nella morsa della stretta finanziaria imposta dalla troika (Ue, Bce, Fmi). All’epoca, il provvedimento aveva portato al licenziamento di circa 2.600 persone creando scompigli nel Paese. La sede dell’Ert, che sorge alla periferia nord di Atene, era occupata da qualche decina di persone, per lo più giornalisti licenziati, e la polizia antisommossa, che ha circondato l’edificio nelle prime ore del mattino, ha rotto le serrature per entrare. Mentre una parte degli agenti procedeva allo sgombro dei locali dai suoi occupanti, un’altra parte all’esterno respingeva con l’uso di lacrimogeni la protesta di alcune centinaia di manifestanti che si sono radunati in breve tempo per opporsi all’azione delle forze dell’ordine, non appena si è diffusa la notizia. Sono anche scoppiati dei tafferugli. Gli agenti hanno sparato lacrimogeni contro alcune centinaia di manifestanti radunatisi fuori e arrestato almeno tre persone, in seguito rilasciate.

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Emma Marrone pro-talent show: “Sono ancora qui e rompo le pa**e”

emma-marrone-tuttacronacaIn molti mettono in discussione la reale bontà dei talent show, fabbrica di talenti ma anche, spesso, di meteorine. Per un’Alessandra Amoroso, un Marco Carta, un Marco Mengoni, quanti altre “promesse” sono svanite nel nulla dopo aver vinto in qualche trasmissione o dopo aver comunque raggiunto la finale? Poi però c’è anche chi ce la fa, riesce a conquistare il suo posto al sole e là rimane. Tra questi, Emma Marrone, che deve ringraziare Amici per averla lanciata, trasmissione alla quale ha anche fatto ritorno in veste di coach. La cantante è stata ospite al Roxy Bar dove Red Ronnie l’ha interpellata circa la reale utilità dei talent show e lei ha difeso i format a spada tratta, parlando della sua storia: “Provengo da una storia lunghissima che molti hanno limitato alla questione Amici e che è diventata ormai una discriminante. Ho iniziato a fare musica da giovanissima con i viaggi di notte nel pendolino Lecce-Milano per mandare i dischi alle case discografiche. Se fai Amici sei sfigata o una raccomandata o hai un’agevolazione. Se ho fatto musica è perchè ho fatto qualcosa, di porte in faccia ne ho prese tante, non avendo tanti soldi per produrre un disco da sola, ho scelto di fare un talent. C’è chi mi ha detto, come le brutte malattie, ‘6 mesi ed è finita’. Dopo 4 anni sono ancora qui e rompo le pa**e su iTunes”.

Mamma Lucrezia vs mamma Rai, cosa è diventata la tv pubblica?

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Mamma Lucrezia non si dà pace: “Esigo le scuse del direttore di RaiUno, non per me ma per mio figlio. Cosa è diventata la Rai? Chi invita come esperti? A che titolo quella donna dice a mio figlio che la sua vita è indegna?”. È amareggiata mamma Lucrezia, dopo la puntata de La Vita in Diretta in cui, su invito di RaiUno, lei, il figlio Max e tutta la famiglia dovevano raccontare la loro storia incredibile. Max Tresoldi, infatti, si è risvegliato nel 2001 dopo 10 anni di stato vegetativo. Senza terapie invasive e senza aver visto mirabolanti “tunnel di luce” (come quelli raccontati nel segmento precedente della puntata). Solo perché la vita, a volte, può riservare delle sorprese incredibili.

Mamma Lucrezia contro mamma Rai. Dopo quel che è accaduto durante “La vita in diretta”, con l’intervento in studio di  Alda D’Eusanio, ora la signora, mamma di Max, ragazzo appena uscito dal coma, esige le scuse per suo figlio.  Queste le parole durissime della D’Eusanio, riportate questa mattina da un articolo indignato di Avvenire:

«Quella non è vita», spara in faccia a Max, che non ha avuto il tempo di srotolare il poster in cui aveva scritto di suo pugno “sono tanto felice”. «Tornare in vita senza poter più essere libero – ha proseguito imperterrita la D’Eusanio – e soffrire, e avere quello sguardo vuoto… mi dispiace, no!».

«Rivolgo un appello pubblico a mia madre – ha continuato ormai senza freni Alda D’Eusanio –, se dovesse accadermi quel che è accaduto a Max, non fare come sua mamma!». Ovvero non abbracciarmi, non baciarmi, non lavarmi, non girarmi nel letto, non darmi pranzo e cena… Perché solo questo ha fatto Ezia, insieme al marito Ernesto e a quel mare di amici di Max conosciuti all’oratorio o sui campi di calcio, non terapie invasive, non respiratori o cannule, non accanimenti. Ha curato e amato.

Come riporta l’Huffington Post: i conduttori Paola Perego e Franco Di Mare, visibilmente imbarazzati, hanno cercato di limitare i danni. Ma la D’Eusanio, implacabile, ha continuato: «Quando Dio chiama, l’uomo deve andare!». Alla fine mamma Lucrezia è riuscita a riconquistare il microfono per dire la sua: «Voglio dire a quella signora che io non ho riportato in vita mio figlio, mio figlio è sempre stato in vita. E la sua vita è bella così com’è».

Ora, come scrive Avvenire, la famiglia Tresoldi vuole delle scuse.

Finita la trasmissione, da Roma gli autori della trasmissione subito chiamano casa Tresoldi. Si sono accorti che la Rai ne esce male, chiedono scusa, cercano di uscirne in qualche modo. Le telefonate vanno avanti fino a notte, ma Ezia insiste con ferma dignità: «Esigo le scuse del direttore di RaiUno, non per me ma per mio figlio. Cos’è diventata la Rai? Chi invita come esperti? A che titolo quella donna dice a mio figlio che la sua vita è indegna?».

Questo è il vero problema. Dei venti minuti previsti sugli stati vegetativi, ben 16 (sul sito Rai si può rivedere la puntata e fare la “moviola”) sono stati dedicati a presunte «visioni del paradiso», addirittura «porte dell’aldilà», luci «che immettono in un’altra dimensione», con interrogativi “profondissimi” del tipo «forse sono viaggi ai confini della vita che ci attende oltre l’esistenza terrena?».

C’è chi in sei giorni di coma ha visto le farfalle, chi la nonna. Max no, non ha visto niente in dieci anni, perché lui vedeva noi, i medici, la città, la vita vera, ma non riusciva a comunicarcelo. Questo è il vero mistero, ma in studio non un neurologo, non un giornalista informato. Confondere due temi seri come stato vegetativo e vita dopo la morte ridicolizza entrambi, oltre a creare un pericoloso fraintendimento coma=morte cerebrale. Derive ancora più inaccettabili se ce le imbandisce mamma Rai, fino a prova contraria servizio pubblico di informazione.

I Cesaroni dicono addio a uno dei loro pilastri!

cesaroni-tuttacronacaEra il 2006 quando I Cesaroni iniziarono la loro avventura e, da allora, diversi membri del cast hanno detto addio alla serie. Mancanze che hanno portato a piccoli cambi ma ora il rischio è che la serie cambi nettamente il suo volto. Dopo l’abbandono di Alessandra Mastronardi, Elena Sofia Ricci, Matteo Branciamore e Ludovico Fremont, ora è Max Tortora a lasciare la serie-cavallo di battaglia di casa Mediaset. E’ stato il collega Antonio Ratti, ovvero Antonio Barillon, a darne l’annuncio. Come riporta DavideMaggio: “Claudio Amendola ha dichiarato che bisognava fare l’ultima serie per dare un senso di chiusura alla storia. Insomma si rischiava di non farla per le tante defezioni anche se dalla casa di produzione sono più possibilisti. Mancheranno tanti protagonisti Max Tortora, Matteo Branciamore, ed Elena Sofia Ricci, ma dall’inizio abbiamo già perso Alessandra Mastronardi e Ludovico Fremont. Certo il fatto che vengano a mancare certi personaggi comporta variazioni fondamentali in fase di scrittura”.

La Cancellieri vista da Travaglio: “una telefonata accorcia la galera”

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Marco Travaglio su Il Fatto Quotidiano scrive:

“In un paese normale il ministro della Giustizia non parla con i parenti di un’amica arrestata per gravi reati, rassicurandoli con frasi del tipo: “Qualsiasi cosa io possa fare, conta su di me”. Né tantomeno chiama i vicedirettori del Dipartimento Amministrazione penitenziaria per raccomandare le sorti dell’amica detenuta. Ma, se lo fa e viene scoperto da un’intercettazione telefonica (sulle utenze dei familiari della carcerata), si dimette un minuto dopo. E, se non lo fa, viene dimissionato su due piedi, un istante dopo la notizia, dal suo presidente del Consiglio. Siccome però siamo in Italia, il premier tace, il Quirinale pure. Come se fosse tutto normale”.

Uno dei passaggi chiave dell’editoriale di Travaglio è il seguente:

“Nel paese del sovraffollamento carcerario permanente, Anna Maria Cancellieri, prefetto della Repubblica in pensione, dunque “donna delle istituzioni” che molti in aprile volevano addirittura capo dello Stato, ha pensato bene di risolverlo facendo scarcerare un detenuto su 67 mila: uno a caso, una sua amica. Poi ha dichiarato bel bella ai magistrati torinesi che la interrogavano come testimone su quelle telefonate: “Si è trattato di un intervento umanitario assolutamente doveroso in considerazione del rischio connesso con la detenzione. Essendo io una buona amica della Fragni (Gabriella Fragni, compagna di Salvatore Ligresti, padre dell’arrestata Giulia, ndr) da parecchi anni, ho ritenuto, in concomitanza degli arresti, di farle una telefonata di solidarietà sotto l’aspetto umano”.

Travaglio sostiene che l’interessamento della Cancellieri:

“…non è stato solo “un intervento umanitario”, tantomeno “doveroso”, né una “telefonata di solidarietà”. È stata un’interferenza bella e buona nel normale iter della detenzione dell’amica di famiglia. Anche perché, dopo quella telefonata, ne sono seguite altre ai vicedirettori del Dap, Francesco Cascini e Luigi Pagano. Che, a quanto ci risulta, hanno – essi sì, doverosamente – respinto le pressioni, spiegando all’incauta Guardasigilli che la detenzione di un arrestato compete in esclusiva ai giudici, non ai politici”.

Travaglio scrive che, sebbene la giustizia abbia fatto il suo corso, il ministro avrebbe “dovuto astenersi”:

“Eppure la Cancellieri avrebbe dovuto astenersi anche dal pronunciare il nome “Ligresti”, specie dopo la retata che portò in carcere l’intera dinastia, visti i rapporti non solo familiari, ma anche d’affari che suo figlio Piergiorgio Peluso intrattiene con don Salvatore e il suo gruppo decotto. Peluso è stato prima responsabile del Corporate & Investment banking di Unicredit, trattando l’esposizione debitoria del gruppo Ligresti verso la banca; poi divenne direttore generale di Fondiaria Sai (gruppo Ligresti) dal 2011 al 2012; e quando passò a Telecom, dopo un solo anno di lavoro, incassò da Ligresti una buonuscita di 3,6 milioni di euro. Un conflitto d’interessi bifamiliare che avrebbe dovuto sconsigliare al ministro di occuparsi della Dynasty siculo- milanese”.

“Ammazza che mafia”, Report e la malavita di Ostia

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Dove è la mafia? Non a Roma, ma a Ostia. Per venti anni ha messo le mani su concessioni, videopoker e traffico di cocaina. Il giro è sempre lo stesso e il sistema non cambia. Famiglie, clan ramificazioni che arrivano dall’aeroporto di Fiumicino alle spiagge di Ostia. Lo scorso luglio 51 arresti che hanno posto un freno a le famiglie storiche come i Triassi e i Fasciani, ovvero Don Carmine, uno degli eredi della banda della Magliana, uno dei “boss” di Roma. I fratelli Vito e Vincenzo Triassi, sposati con Felicia e Nunziata Caldarella, figlie di Santo Caldarella (latitante con ordine di cattura firmato Giovanni Falcone), ‘O Monaco, sono i rappresentati a Roma della famiglia di cosa nostra Caruana-Cuntrera-Caldarella.

Un grande risultato quindi quello raggiunto a luglio? No! Tutto poteva essere smontato 10 anni fa. Tutte le informazioni c’erano, compresi i nomi, le famiglie e i luoghi dove il traffico si articolava. Questo è quanto è emerso nella puntata di Report, nel servizio di Paolo Mondani “Ammazza che mafia”. L’intervista in particolare ha riguardato due ex poliziotti della Squadra Mobile di Roma e della Polaria, Gaetano Pascale e Paolo Fierroche facevano parte di un “pool” investigativo che già dieci anni fa arrivò vicino a capire, a comprendere “come girava il fumo” a Ostia. Nel 2003 il pool presenta un’informativa. “Della malavita di Ostia emergeva tutto – spiega Mondani nel servizio – Per esempio il gruppo Cuntrera e il clan Triassi, e i referenti in Brasile e Costarica per il traffico di droga”. Spiega un “insider” durante il servizio: “In realtà il quadro che è uscito fuori dall’ultima operazione era un quadro già presente  nel 2003, era praticamente lo stesso, stesse famiglie, stessi personaggi, stesse  situazioni, stessi traffici”. Le condizioni di indagine per il pool di Pascale sono pessime, mancano i soldi, mancano gli “appoggi”, poi cominciano ad arrivare le informative anonime.

Spiega Pascale: “Nel caso del sottoscritto, ufficiale di polizia giudiziaria, ispettore superiore sostituto  commissario della squadra mobile di Roma, inizia una lenta delegittimazione che poi si  materializza in che termini? Spostamenti interni inspiegabili ed assegnazione d’altre  attività investigative che poco o nulla avevano a che fare con la criminalità sul  territorio di Ostia, per arrivare addirittura a un trasferimento interno dalla sezione  criminalità organizzata, per la quale ero a pieno titolo abilitato addirittura con dure  operazioni speciali sotto copertura in quanto titolato e brevettato per condurre questa  operazione speciale sotto copertura. Bene, vengo trasferito inspiegabilmente,  inspiegabilmente ripeto, alla sezione criminalità extra comunitaria e prostituzione”. Chi bloccò le indagini? “I responsabili – risponde Pascale – sono da ricercare e da individuare tra le schiere di tutti coloro che oggi  sono ai vertici, che sono ancora all’interno e che hanno fatto carriera”.

Poi c’è ci sposta verso un altro mondo, quello della imprenditoria locale, degli stabilimenti, delle concessioni demaniali: “Nelle ultime intercettazioni telefoniche – spiega Paolo Mondani – i mafiosi parlano con gli imprenditori. Mauro Balini, per esempio, presidente del porto di Ostia si sente con un boss ma anche con  personaggi di grande livello. Balini cerca finanziatori per il porto tramite il senatore  Donato Bruno del PDL; ottiene un documento da falsificare tramite il generale  Spaziante, ex vice comandante della Guardia di Finanza. E chiede finanziamenti alla  Unipol tramite lo Studio Tremonti… e di mezzo capita anche il presidente della Consob  Vegas”.

Addio a Georges Descrières, il volto di Lupin

george-descrieres-tuttacronacaE’ mancato sabato 19 ottobre, all’età di 83 anni, l’attore francese Georges Descrières, noto al grande pubblico per aver prestato il volto ad Arsenio Lupin nella serie tv. Malato da tempo Descrières, il cui vero cognome era Bergé, ha vinto due primi premi al Conservatorio e si è diplomato in arte drammatica, intraprendendo poi una promettente carriera di attore teatrale alla Comedie Francaise. E’ stato anche chiamato a Hollywood, anche se quasi mai nelle vesti del grande protagonista, al fianco di personaggi del calibro di Audrey Hepburn e Brigitte Bardot, ma il suo nome è indissolubilmente legato a quello del ladro gentiluomo. E lui stesso raccontava: “All’epoca in cui la serie era trasmessa in tv ricevevo lettere di uomini e donne che mi chiedevano di intervenire, di fare qualcosa perché venisse loro pagata la pensione. Come se davvero fossi il ladro-giustiziere Lupin”. Tra le altre opere interpretata, a teatro recitò ne Le nozze di Figaro nel ruolo del conte d’Almaviva, fu protagonista del Cyrano oltre che di tanti classici greci. Al cinema, esordì con Il Rosso e il Nero, diretto da Claude Autant-Lara, poi fu ancora Athos ne I tre moschettieri di Bernard Borderie. Dopo l’epopea di Lupin, si ritirò nel sud della Francia, andando a creare e dirigere il Conservatorio del teatro di Grasse.

Napolitano visto da Travaglio: “Lui sa”

travaglio-tuttacronaca-napolitano

“Se non fosse così mal consigliato e mal circondato”, scrive Marco Travaglio nel suo editoriale sul Fatto intitolato “Lui sa”

“Giorgio Napolitano chiamerebbe i giornalisti e direbbe: […]

“Ora basta, ora ho deciso di rivelare quel che dissi a Mancino in quelle quattro telefonate ormai distrutte, anche se una sentenza della Consulta – da me richiesta con un ricorso che non si poteva rifiutare – mi consentirebbe di non farlo. Anzi, per mostrare anche visivamente che non ho nulla da nascondere né privilegi da rivendicare, rinuncio al mio diritto di essere sentito al Quirinale e testimonierò nell’aula della Corte d’Assise di Palermo, come un cittadino comune. E risponderò a tutte le domande, nessuna esclusa: sia su quelle maledette telefonate, sia sulla lettera che mi inviò D’Ambrosio sul timore che mi aveva esternato di essere stato usato in passato come ‘ingenuo e utile scriba di cose utili a fungere da scudo per ‘indicibili accordi’.

[…]

“Quindi prego il ministro Cancellieri, il saggioViolante, i giuristi e gli editorialisti e i quirinalisti corazzieri che ancora in queste ore, credendo di farmi cosa gradita ma rendendomi un pessimo servigio, attaccano i giudici di Palermo per avermi citato come testimone nel processo sulla trattativa di riporre le armi e le penne: sono io il primo a volermi mettere a disposizione della Giustizia, come ogni buon cittadino deve fare in questi casi, per raccontare tutto ciò che so”.

Invece

“Repubblica e Corriere descrivono, citando le solite “fonti del Quirinale”, un Presidente che mediterebbe addirittura “un nuovo ricorso alla Consulta” (un altro conflitto di attribuzioni, stavolta contro la Corte d’Assise), “irritato” e pieno di “riserve” contro i giudici che avrebbero addirittura “aggirato” la sentenza della Consulta del 4 dicembre 2012: sentenza che riguardava le telefonate con Mancino, non certo la lettera in cui D’Ambrosio ricordava al capo dello Stato di avergli esternato (“Lei sa”) i suoi timori, e che timori!”.

“Il trio Ferrara-Sallusti-Belpietro difende con pelosa solidarietà Napolitano da presunti “ricatti”, “invasioni” e “strapoteri” giudiziari, per accomunarlo con sillogismi farlocchi alla cosiddetta “persecuzione” di Berlusconi”.

Travaglio esclude che le “attività informali del Presidente” dichiarate insindacabili dalla Consulta possano:

“includere l’occultamento di notizie sulla trattativa Stato-mafia trasmesse a Napolitano dal suo consigliere che nulla c’entrano con le attivattività presidenziali, né informali né funzionali.

“Infatti riguardano il periodo 1989-’93, quando né D’Ambrosio né Napolitano sedevano al Quirinale, e che riguardano al massimo cose fatte da D’Ambrosio, non certo (si spera) da Napolitano. Sarebbe come se un cittadino, poi scomparso, avesse confidato al Presidente di aver assistito a un delitto e il Presidente rifiutasse di testimoniare al processo per l’omicidio, trincerandosi dietro le sue “attività informali”.

“Poi ci sono i corazzieri della penna, tipo il solito Massimo Franco, che riesce a superare persino se stesso (il che è tutto dire). Sostiene, sulla prima pagina del Corriere , che la testimonianza del Presidente non è un sacrosanto dovere civico, una prova di trasparenza e un bell’esempio per tutti gli italiani, ma un fatto “surreale” che desta “stupore e perplessità”, un “ulteriore strattone di alcuni settori del potere giudiziario” (una Corte formata da 2 giudici togati e 6 giurati popolari estratti a sorte) che avrebbero dovuto non citarlo per “una questione di opportunità”: come se i magistrati soggetti soltanto alla legge fossero dei politici che agiscono in base alla convenienza del momento.

“Franco non si dà pace neppure della convocazione come teste “perfino di Piero Grasso”, manco fosse Nostro Signore. Ora, a parte il fatto che il governo le spallate se le dà da solo, sfugge l’attinenza fra la testimonianza presidenziale e il governo. Possibile che il primo giornale d’Italia non si renda conto che testimoniare è un dovere di ogni cittadino e che a “gettare ombre” su Napolitano anche “a livello internazionale” sarebbe proprio il suo rifiuto di riferire su fatti così gravi? Signor Presidente, per carità, si dissoci dai suoi corazzieri e corra dai giudici a dire tutto ciò che sa. È l’ultima occasione”.

Beautiful potrebbe mai restare senza Ridge? Arriva Thorsten Kaye

ridge-beautiful-tuttacronacaIn Italia gli appassionati di Beautiful dovranno attendere settembre 2014 per conoscere il “nuovo” Ridge. Nonostante si pensasse che dopo l’abbandono di Ronn Moss il personaggio non sarebbe più apparso, la produzione ha infatti optato per l’ennesimo cambio nel cast e il ruolo è stato affidato al tedesco Thorsten Kaye. Certo, assieme a pochi altri Ronn Moss era un pilastro della serie, considerato che ha vestito gli stessi panni per ben 25 anni, e il paragone non è semplice, ma per conoscere la reazione del pubblico bisognerà attendere il 13 dicembre, giorno in cui l’attore si mostrerà, sul piccolo schermo, agli spettatori americani. Ma come s’inserisce nella trama? Dopo un anno di assenza, con la fuga a Parigi, Ridge riapparirà per fare una sorpresa a Brooke, interpretata da Katherine Kelly Lang, che intanto si è fidanzata con Bill Spencer (Don Diamont). Come si evolverà la situazione?

Al posto giusto… “Report” mira ai demeriti della classe politica

foto-della-gabanelli- al posto giusto-tuttacronaca

Stasera, lunedì 30 Settembre 2013, su RaiTre alle 21.10 andrà in onda la diciassettesima edizione di Report , il programma d’attualità e inchieste, condotto dalla giornalista Milena Gabbanelli. La trasmissione costituisce ormai da anni un punto di riferimento assoluto per chi voglia approfondire temi su cui troppo spesso i media risultano colpevolmente silenti.
Il titolo della prima puntata è “Al posto giusto”. Un titolo che racchiude il nocciolo della puntata. Milena Gabanelli parte con un’inchiesta sui demeriti della classe politica che da tempo governa questo Paese. Report si chiede: “Il governo chi ha scelto per rimettere in piedi un paese devastato da una crisi senza precedenti? Quali sono i criteri di nomina dei ministri, sottosegretari e presidenti di Commissione?”. In sintesi “ Con quali criteri vengono scelti i ministri e chi ci governa?” Una domanda che si pone la maggior parte degli italiani. Bernardo Iovene ,autore dell’inchiesta, ha posto queste semplici domande ai diretti interessati per comprendere quali siano i requisiti necessari per ricoprire cariche cruciali.
I giornalisti hanno ricevuto ben poche risposte dai componenti dell’attuale governo interpellati, mentre la maggioranza di essi si è spesso barricata dietro frasi di circostanza come il classico “non ho tempo”. Il nuovo Report si occuperà molto di temi economici: “Quelli di cui nessuno parla perché troppo complessi, e proprio per questo più insidiosi, perché intaccano le radici del sistema”. Milena Gabanelli resta fedele al suo format: “Lontano dalle piazze e dai salotti, ma dentro le leggi, i criteri di nomina, le scelte economiche, le relazioni fra il potere bancario e quello politico”. La nuova edizione di Report è assolutamente da vedere!Per conoscere ciò che spesso viene taciuto e che in realtà avremmo diritto di sapere.

Poco prima delle dimissioni di massa Travaglio attacca Liguori

travaglio-liguori-tuttacronaca

Qualche ora dopo sarebbero arrivate le “dimissioni di massa”, qualche ora dopo il mondo avrebbe puntato gli occhi sullo Stivale rimanendo attonito a vedere come un partito che aveva aderito a un programma condiviso improvvisamente lascia il progetto a metà e fa dimettere i suoi ministri. Per noi italiani è la prassi, ce lo aspettavamo, anzi ci stupivamo che ancora non fosse accaduto, ma all’estero quel “Tutti giù per terra” è difficile da comprendere. Come è difficile capire le parole di Paolo Liguori (TgCom24) ai microfoni di Linea Notte del Tg3 che in uno scambio verbale con Marco Travaglio ha affermato “più della metà degli italiani pensa che forse questo Esposito è anche peggio di Berlusconi”. Il giudice Esposito è stato colui che insieme agli altri giudici della Cassazione, cioè dell’organo giudiziario più alto presente nel nostro Paese, ha condannato Berlusconi per frode fiscale. Parole che certo non sono passate inosservate e a cui Travaglio ha replicato prontamente “Ma come ti permetti, ma vergognati, vergognati. Il giudice Esposito è un incensurato e una persona perbene. Il tuo padrone è un delinquente, un frodatore fiscale. Sedici magistrati hanno condannato il tuo padrone”.

“La televisione crea l’oblio, …

televisione-tuttacronaca…il cinema ha sempre creato dei ricordi”

-Jean-Luc Godard- 

Mika e il siparietto con Roberta Pompa alle auditions di XFactors

mika-xfactor-tuttacronaca In attesa che la gara prenda il via, il 24 ottobre prossimo, i quattro giudici di XFactor sono concentrati sulle auditions… e non fanno mancare i tipici siparietti. Come Mika, che ha dimostrato di aver studiato a fondo la lingua italiana, a lui sconosciuta fino a poco tempo fa. Nonostante la pronuncia non sia ancora perfetta, infatti, non si è fatto mancare uno scivolone che ha suscitato l’ilarità del pubblico: sul palco era arrivata una commessa 22enne, Roberta Pompa. La star di Grace Kelly ha esordito con un “Io non parlo tanto italiano, però io capisco pompa. E’ veramente tuo nome? Mamma Pompa, papà Pompa. OK, cosa fai nella vita?”. Roberta, con la sua esibizione di “Cornflakes girl”, è però riuscita a mettere tutti a tacere: la sua voce ha convinto Morgan, Elio, Simona Ventura e anche Mika, che non si è fatto mancare un’altra uscita spiritosa: “Sei mika male”.

Aspettando la nuova edizione di X Factor… i giudici hanno le idee chiare!

xfactor-tuttacronaca24 ottobre. E’ questo il giorno in cui debutterà la nuova edizione di X Factor ma i riflettori sono già accesi sul talent show musicale. La conferenza stampa di presentazione del progrmma si è tenuta oggi e l’attenzione è stata captata da Mika, che giunge al programma in qualità di nuovo giudice. Ma si è parlato anche delle novità della stagione, a partire dall’arrivo del rapper Fedez che dovrà giudicare i concorrenti dell’hip hop. Per i fan del talent show c’è poi una sorpresa speciale: una bubble cam che permette di visionare la puntata ruotando la camera di 360°. Per quel che riguarda gli ospiti, che come sempre saranno numerosi, è stato fatto il nome di Lady Gaga, ma ancora non c’è nulla di ufficiale. Ma come si sono presentati i giudici? Per quel che riguarda il cantante libanese conosciuto in tutto il mondo per i suoi Grace Kelly e Take it easy, ha spiegato: “Ho accettato di fare X Factor, perché mi piace l’energia del programma e perché mi diverto. Mi piace la libertà del programma. Inizialmente ero terrorizzato: non abbiamo fatto tutto in ordine e mi sono divertito molto. Quando uno arriva e trova una cerchia di amici intelligenti, acculturati, educati, pazzi, senza disciplina è bello. Ho avuto la fortuna di aver trovato questi tre amici. Grazie a loro questa sfida è diventata una delle più belle esperienze degli ultimi anni. Grazie”.

Simona Ventura, parla di quello che è importante per lei nel programma: “Faccio X Factor per dare un’opportunità ai talenti che se lo meritano, Non bisogna dare false illusioni ai ragazzi, lo dico da genitore: adesso i ragazzi sono più rassegnati, più seduti. Non lo sono quelli di X Factor. I successi dell’anno scorso servono ai ragazzi che ci guardano. Trovo sempre questo grande fuoco dentro di me: dare un progetto sano nel quale possano credere, affinché possano mordere la vita. In questi due anni la tv generalista è crollata dal punto di vista degli ascolti e della qualità”. Dello stesso parere Elio: “Sono veramente carico, eccitatissimo, Io vivo questa avventura con un senso di altruismo, perché sto cercando di aiutare i concorrenti a raggiungere il successo a incidere un disco che venda copie. Poi faccio un bene per il pubblico perché così hanno di che parlare per 2 o 3 mesi, altrimenti su internet la realtà sarebbe più vuota. Faccio del bene anche a me, perché con l’arrivo di Mika spero di imparare qualcosa. Spero che Mika insegni qualche cosa al mondo della musica italiano che è declinato al più bieco dilettantismo a differenza di quello anglosassone”. Infine Morgan, che ha già le idee chiare: “Io sono votato cristologicamente alla musica. Quest’anno io ho un’idea: musica come cinema. Sky per me è cinema. X Factor è cinematografico. Quest’anno ci serve psicogramma come nel cinema. Vorrei fare arrangiamenti orchestrali. Vorrei far fare una serata con gli arrangiamenti di Pino Donaggio, che ha scritto capolavori assoluti”.

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La caduta dei miti? Saviano dall’auto di Siani fino all’affitto della casa del boss.

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Roberto Saviano è sempre stato un personaggio scomodo. In particolare lo scrittore ha sempre diviso il pubblico tra sostenitori e contrari, tra chi in sostanza lo mette sul podio come eroe antimafia e chi lo vorrebbe vedere sprofondare in un burrone accusandolo di plagio e a volte di protagonismo. In realtà è che l’Italia sa creare miti, ma poi vuole vederli sempre distrutti. E’ un meccanismo che accade spesso con gli scrittori, i giornalisti, i registi, i musicisti… Chiunque vada oltre allo spettacolo di intrattenimento è destinato prima o poi a cadere nella morsa che tenterà attraverso l’umiliazione e l’emarginazione di destinare all’oblio chi tentava di lanciare un messaggio diverso.

Non si tratta quindi di essere favorevoli o contrari a Saviano, non si tratta di difendere una posizione o un’altra, ma di far emergere la capacità di far precipitare nel silenzio chi vuole cantare fuori dal coro, a torto o a ragione.

Sky paga l’affitto al camorrista Raffaele Gallo, classe 1976, arrestato dai Carabinieri pochi mesi fa per associazione mafiosa. E intanto quello che si legge in giro per la rete è che Gomorra paga il boss. Gomorra da sempre si identifica nel nome di Saviano e il gioco riesce… quasi! Poi certo ci sono gli articoli a corollario per capire che c’è una  coproduzione firmata Cattleya, Fandango, Sky in collaborazione con La 7 e la distribuzione internazionale di Beta, dietro al pagamento di 30.000 euro al boss mafioso per l’affitto della villa.

A fare chiarezza ci pensa quindi il Fatto Quotidiano:

Nelle mani dell’amministratore giudiziario c’è un affitto in piena regola: contratto da 30 mila euro per sei mesi di riprese, firmato da Cattleya. Soldi destinati al boss, quello vero, con tutto quello che significa sul piano dell’immagine, oltre che su quello economico. E non solo. Il piano superiore è stato ristrutturato per filmare gli interni: il contratto prevede che, se il proprietario di casa non chiede di smantellarla, la ristrutturazione resti dov’è. Oltre 30mila euro, quindi, salvo ripensamenti, il boss intasca pure la ristrutturazione. Roba che può valere altri 50mila euro. I soldi destinati all’affitto, dopo l’arresto di Gallo e il sequestro giudiziario dell’immobile, ora sono finiti nelle casse dello Stato.

Chiarito che il boss mafioso è stato pagato e capito quali siano stati gli autori a pagarlo, la discussione si sposta sul presunto plagio. Il 21 settembre scorso Saviano e Mondadori sono stati condannati in appello per un presunto plagio ai danni del quotidiano Cronache di Napoli perchè responsabili di “illecita riproduzione” di tre articoli, pubblicati dai quotidiani localiCronache di Napoli e Corriere di Caserta (editi, appunto, dalla Libra), all’interno del libro “Gomorra”. Saviano sulla sua pagina Facebook spiega così:

“In questi lunghi anni sotto scorta, nel corso dei quali ho affrontato molti attacchi, quel che in assoluto più mi ha ferito sono state le accuse di plagio, perché ho sempre scritto e lavorato ai miei articoli e ai miei libri personalmente e con dedizione. Ho sempre cercato fonti e notizie ovunque le trovassi. Ho sempre voluto come prima cosa accertarmi che quanto stessi raccontando fosse vero, provato, verificato. Ecco perché voglio informare la folta comunità di Facebook, i miei amici virtuali, di un processo che va avanti dal 2008. Quell’anno al Festivaletteratura di Mantova raccontai la grammatica di alcuni quotidiani in terra di camorra – o come dicono molti ‘in terra di Gomorra’ – una comunicazione agghiacciante, di cui poi ho parlato in uno speciale di Che tempo che fa. Immediata arriva la citazione in giudizio da parte dell’editore dei quotidiani di cui avevo parlato. Non mi accusavano di averli diffamati, ma di aver totalmente copiato Gomorra. Quando si racconta ciò che accade nel medesimo territorio, è sempre possibile dire: ‘L’avevo scritto prima io’”

Saviano ha inoltre precisato:

“Ora, per Libra Editrice – la società che pubblica ‘Cronache di Napoli’ e il ‘Corriere di Caserta’, il cui vecchio editore, Maurizio Clemente, è stato già condannato a otto anni e mezzo di reclusione per estorsione a mezzo stampa – Gomorra era interamente tratto dai loro quotidiani. Il Tribunale, nella sentenza di primo grado, ha rigettato le loro accuse, condannandoli anzi al risarcimento di danni: hanno loro ‘abusivamente riprodotto’ due miei articoli. Naturalmente hanno fatto ricorso in Appello e la loro condanna è stata confermata. I giudici hanno poi ritenuto che due passaggi del mio libro avrebbero come fonte due articoli dei quotidiani di Libra. Neanche due pagine su un totale di 331. Ricorrerò in Cassazione. Anche se si tratta dello 0,6% del mio libro, non voglio che nulla mi leghi a questi giornali: difenderò il mio lavoro e i sacrifici che ha comportato per me e per le persone a me vicine”

Ma anche chi lo accusa ha voluto dare le sue motivazioni, così Simone di Meo sferra un nuovo attacco:

“Lo ha fatto allora e ha continuato a farlo anche dopo. Nel mio caso, per avere ragione delle risibili ricostruzioni difensive di Saviano, non fu necessario nemmeno adire le vie legali, che pure avevo intenzione di percorrere, ma bastò una semplice lettera del mio avvocato, Lucio Giacomardo. Non una lunga missiva giuridica, ma la semplice comparazione tra i testi dei miei articoli e le pagine del libro per mostrare la più lampante della verità: le parole, le frasi, i concetti erano identici. Ergo, l’ufficio legale della Mondadori per evitare forse altre noie al suo fuoriclasse si affrettò a rettificare il libro e a inserire a pag. 141 il mio nome come autore dello scoop copiato da Roberto. Non andai oltre né chiesi altro. Per me poteva bastare. Non per lui, però, che da quel momento ha sfruttato ogni occasione possibile per attaccare i giornali napoletani cui pure aveva attinto a piene mani dipingendoli come house organ della camorra e strumenti di diffusione della subcultura malavitosa campana. Perché si sia vendicato così, ancora oggi me lo chiedo”

Ora la questione arriverà alla Cassazione. Ma in attesa di giudizio si apre un nuovo capitolo: quello dello skipper che denuncia Saviano per diffamazione.  

E alla pagina seguente cosa si trova? Marco Risi che precisa che l‘auto fotografata e filmata ieri al bordo della quale vi era Saviano non è quella di Siani. E tutto di nuovo crolla nell’immaginario collettivo, in quel sottile filo di legalità che parte da Siani e che poteva arrivare in eredità a Saviano che invece viene spezzato ancora una volta.  Risi racconta che l’auto di Giancarlo Siani  fu ritrovata e rimessa a nuovo 2 settimane prima delle riprese del film biografico “Fortapàsc”, distribuito al cinema nel 2009.  “È giusto che abbiano chiamato anche l’autore di Gomorra – dice Risi – che ha una certa affinità con Giancarlo, tanto che tra i camorristi che lo minacciavano qualcuno lo chiamava “Siano”. Però qualche volta dovrebbe anche tenere a mente il lavoro degli altri”.

Nella lunga intervista rilasciata all’Huffigton Post il regista racconta della Citroen Mehari di Giancarlo Siani:

Marco Risi, cosa pensa di questa iniziativa?
Sono contentissimo. La figura di Giancarlo Siani deve essere ricordata ed è una buona idea quella del percorso a bordo della sua auto. Però la Citroen Mehari non è ripartita ieri e sarebbe giusto ricordarlo.

Come sono andate le cose?
Due settimane prima delle riprese di “Fortàpasc” ritrovammo la vettura di Siani in un agriturismo in Sicilia. Dentro c’erano ancora tutti i documenti a nome di Giancarlo. Decidemmo così di utilizzarla, tanto che sarebbe diventata un simbolo del film.

In che condizioni era?
Era inutilizzabile, piena di polvere e di colore lilla. Così l’abbiamo rimessa a nuovo: abbiamo cambiato la batteria e l’abbiamo dipinta di verde, il suo colore originale. Da quel momento la Mehari non ci ha mai abbandonato.

L’auto com’era finita in Sicilia?
Dopo che la Mehari non era più sotto sequestro da parte dell’autorità giudiziaria, i genitori e i parenti di Siani, distrutti dalla tragedia, non la reclamarono. Così fu comprata all’asta dal titolare di questo agriturismo. Non so se senza il nostro intervento l’auto sarebbe mai stata recuperata.

Che rapporto ha con la figura di Siani?
Ormai è come se lo conoscessi. Sono entrato in intimità con la sua persona anche senza averlo mai incontrato. Ho letto le 30 lettere private che scrisse alla sua ragazza. Durante la lavorazione del film ho scoperto la sua evoluzione di giornalista. Inoltre ho tutt’ora un ottimo rapporto con tutta la famiglia di Siani.

Ed ecco che allora l’attenzione si sposta, altri protagonisti, altre storie da mettere sul piedistallo, mentre si cerca di allontanare dalla scena chi grida e vuole raccontare l’ennesima scomoda verità. E’ tempo di nuovi protagonismi?

 

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