Napolitano, Renzi e gli 007: si parla della crisi in Crimea

renzi-007-tuttacronacaLa crisi in Crimea è stata la centro dell’incontro di 45 minuti svoltosi questa mattina alla sede dell’Aisi. Napolitano e Renzi hanno infatti preso parte all’inaugurazione del corso accademico di formazione per gli agenti segreti e si sono in seguito fermati a discutere coi vertici dell’intelligence di quanto sta accadendo tra Russia e Ucraina, situazione che ci vede sempre più smarcati dalla linea americana dell’hard power muscolare a favore di un soft power tutto europeo che, con un interlocutore come Putin, promette soluzioni meno traumatiche e più efficaci. Anche sul piano egoistico dei nostri futuri approvvigionamenti energetici. Si legge sull’Huffington Post:

”L’Italia ha assunto una posizione attenta a tutti gli aspetti e ai rischi della situazione e ha trovato importanti convergenze, in particolare con la posizione tedesca”, dice Napolitano prima di salire in macchina e tornare al Colle. Appunto. E Marco Minniti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio che ha mantenuto la delega ai servizi nel passaggio di consegne tra Letta e Renzi, aggiunge un tassello non meno importante. Quello del “combinato disposto con la situazione in Libia”, tanto per sottolineare che tra gas da Mosca e petrolio da Tripoli non possiamo permetterci pericolose alzate di testa con chi la mattina ci garantisce di accendere il fornello sotto la moka del caffè.

Stavolta Renzi non parla a braccio ma legge, con l’unica eccezione della citazione sull’Oscar. “Stamattina ho chiamato Sorrentino per fargli le congratulazioni a nome del governo… e anche vostro. So che non è una cosa in linea con la vostra attività, ma questo riconoscimento è un segnale importante del fatto che non bisogna avere paura di sognare e di allargare le nostre ambizioni”, dice sorridendo agli uomini dei servizi che il loro Oscar ce l’hanno già lì, seduto in prima fila: Giorgio Napolitano. Infatti, gongolano per la giornata storica e aprono le porte alla stampa. Mai accaduto nella storia della Repubblica che un capo dello Stato varcasse il rione Monti per andare in un palazzo degli 007, portandosi dietro addirittura il capo del Governo.

Per celebrare l’avvenimento, l’ambasciatore Giampiero Massolo, che dirige il Dis e siede in cima alla piramide dei servizi, ha fatto a Napolitano un regalo speciale. Una “Raccolta di scritti in memoria di Loris D’Ambrosio”, il consulente giuridico del presidente stroncato da un infarto a ridosso della dura polemica sulle intercettazioni della Procura di Palermo nell’inchiesta sulla trattativa Stato-Mafia. Si chiude con un Vin d’honneur in biblioteca. E il generale Esposito, direttore dell’Aisi e padrone di casa, può andare ad incorniciare la data. Invece quello dell’Aise, retto al momento dal prefetto Scarpis dopo l’andata in pensione del generale Santini, deve nominarlo Renzi. Ed è bene che faccia in fretta. La Crimea, come dicono da queste parti, è vicina.

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Terzo crollo a Pompei: allarme Unesco e rischio idrogeologico

pompei-crollo-tuttacronacaDopo i due crolli di ieri, oggi si è registrato un nuovo cedimento agli Scavi di Pompei. Si tratta di un muro di 2 metri in un’area non scavata di via Nola. Si tratta del costone di una bottega chiusa al pubblico nella regione V, insula 2, civico 19. Ancora una volta è chiamato in causa il maltempo ma nel frattempo il presidente della Commissione nazionale italiana per l’Unesco, Giovanni Puglisi, ha lanciato un forte allarme: “Purtroppo sono situazioni annunciate – dice – non c’è più tempo da perdere dal punto di vista burocratico occorre un piano di interventi straordinario, che metta in sicurezza l’intera area di Pompei dal punto di vista geologico e geo-idrico, perché se questi terreni non hanno un drenaggio forte delle acque piovane è chiaro che Pompei è destinata a crollare per intero”. Ancora, Puglisi afferma: “Mi auguro che il ministro Franceschini, che è autorevole componente del governo, riesca ad ottenere un intervento straordinario del genere. Non credo ci sia altro da dichiarare, dichiarare rammarico e amarezza non serve a nulla, sono cose che sappiamo, si potrebbe istituire la rubrica ‘Pompeì’ sui quotidiani e ogni giorno la riempiremmo con le ultime notizie”. Dal canto suo, la Soprintendenza speciale per i Beni Archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia, in una nota, comunica che, durante la notte, “si è verificato il cedimento di parte dell’alzato di un muro nella bottega della Regio V 2, 19 situata all’angolo dell’isolato lungo Via di Nola. Il muro, per la maggior parte costituito da restauri recenti e legato da una struttura moderna in ferro, si trova al limite dell’area non scavata e premeva su di esso una grande massa di terra, appesantita dalle recenti piogge”. “Il rischio idrogeologico connesso alle aree non ancora scavate poste a ridosso di parte delle strutture murarie antiche, in particolare lungo via dell’Abbondanza e via di Nola – prosegue la nota – è uno dei problemi più urgenti di Pompei, perchè l’acqua che appesantisce i terreni durante le grandi piogge non è stata fino ad oggi adeguatamente drenata e convogliata all’esterno dell’area archeologica. I lavori d’intervento per risolvere il dissesto idrogeologico, previsto dal Grande Progetto Pompei, già in fase di assegnazione, dovrebbero risolvere definitivamente la grave questione”. Secondo la Soprintendenza “la bottega non era da tempo accessibile al pubblico. Si è comunque provveduto precauzionalmente a chiudere la Via di Nola, in attesa di procedere immediatamente con interventi d’urgenza a lavori di ripristino della muratura”.

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Madre e figlio spariscono senza lasciar tracce: giallo in provincia di Cosenza

madre-figlio-scomparsi-tuttacronacaPreoccupazione a Rovito, comune in provincia di Cosenza, dove Daniela De Santis è scomparsa nel nulla con il figlio di dieci anni. La donna si era recata sabato a prendere il bimbo all’uscita da scuola con la sua utilitaria ma da allora, circa le 13 di sabato 1 marzo, si sono perse le loro tracce. I familiari della donna, descritta come persona equilibrata, sono molto allarmati e non sanno spiegarsi l’accaduto.

L’acqua contaminata con l’arsenico a Roma: “allarme ingiustificato”

acqua-avvelenataFino a fine anno sarà vietato, in alcune zone di Roma Nord, il consumo di acqua, su ordine del primo cittadino Ignazio Marino. L’assessorato ai Lavori Pubblici del Campidoglio, tuttavia, ha voluto rassicurare proprio sulla situazione dell’acqua all’arsenico: “L’allarme è assolutamente ingiustificato, non vi è pericolo imminente per i cittadini”. Nel comunicato si legge: “Il provvedimento è stato adottato in base ad un principio di precauzione ed è volto ad intervenire su una situazione nota da molto tempo che riguarda la riqualificazione degli acquedotti rurali per adattare l’acqua erogata alla modifica dei parametri europei”. E la nota conclude: “Con l’ordinanza si chiede ad Acea di provvedere agli interventi di risanamento. Come previsto dall’ordinanza, inoltre, l’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio (Arsial) provvederà ad assicurare il rifornimento alle utenze interessate a partire dalle prossime ore”. Gli acquedotti interessati sono infatti dell’Arsial. Il commissario straordinario dell’agenzia Antonio Rosati ha affermato che “sono due anni che Arsial manda le bollette con scritto ‘acqua non potabile’”, quindi i cittadini sarebbero sempre stati informati. Rosati ha detto che “tutto il sistema idrico deve andare ad Acea Ato 2, che ha le competenze e il know how per gestirlo”.

Il patto d’acciaio con clausule occulte tra Renzi e Berlusconi: parla Travaglio

marco_travaglio-tuttacronacaMarco Travaglio approfitta delle colonne de Il Fatto Quotidiano per analizzare il rapporto tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi con il suo editoriale “Renzusconi”. Il giornalista spiega che “A gennaio quando Renzi incontrò il pregiudicato interdetto decaduto Berlusconi nella sede Pd per discutere la nuova legge elettorale e le riforme collegate (Senato e Regioni), scrivemmo pur fra mille dubbi che non era proprio uno scandalo. Le leggi elettorali appartengono agli elettori, non agli eletti, dunque era impensabile tagliar fuori il maggior partito di centrodestra”. Del resto, non era possibile fare molto altro vista l’aria che tirava al governo, dopo che ogni tentativo di trovare punti in comune con i pentastellati era stato affondato.

Inoltre, stante l’indisponibilità dei 5 Stelle persi nella Rete, per sbloccare l’impasse non restava che rivolgersi al terzo partito, Forza Italia: l’unico che poteva assicurare una maggioranza in Parlamento. Renzi, appena plebiscitato segretario del Pd, giurava che l’accordo con B. era per una legge che ci mettesse al riparo da altri governi con B. Intanto, mentre lui e B. si occupavano delle riforme, Letta poteva governare sereno. Non restava che prenderne atto e aspettarlo al varco, cioè alla prova dei fatti: per quanto inedita, l’ipotesi che un politico italiano dicesse la verità non andava scartata a priori. Ora, meno di due mesi dopo e alla luce dei fatti, possiamo tranquillamente affermare che Renzi mentiva. L’accordo con B., quasi sempre intermediato dal comune amico Denis Verdini, è ben più vasto e stringente di un’intesa tecnica per quelle tre riforme. È un patto d’acciaio le cui clausole restano occulte, anche se i risultati si manifestano ogni giorno più chiari. Il Caimano sa che il 10 aprile si riunisce il Tribunale di sorveglianza per decidere dove sconterà i 7 mesi di pena (quel che resta della condanna a 4 anni, detratti i 3 anni di indulto e i 5 mesi di liberazione anticipata extralarge sancita dallo svuotacarceri Cancellieri): in galera, o ai domiciliari, o ai servizi sociali. Forse, per non alimentare il suo vittimismo durante la campagna elettorale per le Europee, il verdetto slitterà di un paio di mesi. In ogni caso il pregiudicato sarà politicamente fuori gioco sino a fine anno: guiderà il partito per interposto Toti. Intanto tenterà il colpaccio: candidarsi ugualmente alle Europee in barba alla legge Severino e sfidare gli uffici elettorali della Corte d’appello a depennarlo, con una prova muscolare che mira a resuscitare il vecchio nemico, le toghe rosse; a incendiare una spenta campagna elettorale; e a mettere in difficoltà l’amico Matteo. Per portare a termine il piano, B. ha bisogno di un governo che regga almeno un anno, dandogli modo di tornare come nuovo a Natale e di organizzare l’unica campagna che gli sta a cuore: quella delle politiche, che non fa mistero di auspicare per il 2015. Il governo Letta questa garanzia non gliel’assicurava: stava insieme con lo sputo, passava di gaffe in scandalo, non aveva più l’appoggio del Pd, poteva sfasciarsi da un momento all’altro. E, se anche fosse durato fino al 2015, avrebbe costretto il quasi ottantenne Caimano a sfidare un giovane come Renzi, che ha la metà dei suoi anni, per giunta intonso da esperienze governative e dunque molto più fresco e popolare di lui. Una partita persa in partenza. L’ideale era che Renzi subentrasse a Letta sputtanandosi con un colpo di palazzo senza passare dal voto, risputtanandosi con estenuanti trattative con i partiti e i partitini di una maggioranza Brancaleone, arcisputtanandosi con un governicchio impresentabile e ultrasputtanandosi con grandi promesse e pochi fatti. L’amico Matteo, con ammirevole abnegazione, l’ha puntualmente accontentato. Missione compiuta. Già che c’era, gli ha pure regalato il controllo militare sui ministeri della Giustizia (con i berlusconiani Costa & Ferri), delle Infrastrutture (con i diversamente berlusconiani Lupi & Gentile) e delle Attività produttive (con la berlusconiana Guidi che veglia anche sulle Comunicazioni). Così B. potrà seguitare a governare sui propri interessi e “gratis”, senza nemmeno il fastidio di entrare nella maggioranza, metterci la faccia e sporcarsi le mani. Resta da capire che cosa ci guadagni Renzi da questa catastrofe, e magari un giorno lo capiremo. Ma è una vecchia storia. Lo scienziato capace di isolare il virus che porta al suicidio tutti i leader del centrosinistra vince il Nobel.

L’incredibile gaffe di Gasparri sull’uomo morto alla mezza maratona

gasparri-gaffe-tuttacronacaIncredibile gaffe di Maurizio Gasparri oggi su Twitter dove l’Agi, tramite il suo account, ha diffuso la notizia di una drammatica morte. Al termine della mezza maratona di Ostia, alle porte di Roma, uno dei partecipanti è stato colto da un malore ed è morto. L’agenzia aveva fatto presente che anche il neo ministro della Difesa, Roberta Pinotti, aveva preso parte alla gara. E proprio questo fatto ha commentato Gasparri: “Ma nessuno pensi che la Pinotti porti jella”.gaffe-gasparri

I tifosi viola difendono la squadra contro gli arbitri… e assediano il bus!

tuttacronaca-fiorentina_tifosi_assediano_ritiro_squadra_motorino_foto-1Spettacolo da togliere il fiato oggi a Firenze, prima del match che ha visto in campo gli uomini di Montella contro la Lazio di Reja. Oltre un migliaio di tifosi si sono recati a Villa Olmi, sede del ritiro dei viola, in motorino, occupando interamente viale Europa. Quando la squadra è uscita per recarsi allo stadio, è stata quindi scortata da quest’insolita parata che, nell’attesa di vedere i propri eroi, ha intonato i primi cori a difesa della squadra e contro gli arbitri. La protesta si è trasferita in seguito dentro lo stadio.

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Sorpresa Lazio! Batte la Fiorentina al Franchi

fiorentina-lazio-tuttacronacaNella 25esima giornata i viola, contro il Parma, hanno incassato un sonoro 2-2 che ha scatenato le polemiche e ora, superato l’ostacolo Esbjerg e aggiudicatisi gli ottavi di finale dell’Europa League, gli uomini di Montella vogliono tornare alla vittoria anche in campionato, approfittando anche del pareggio del Napoli. Dall’altra parte la Lazio di Reja, anch’essa reduce dalla sfida col Ludogorets ma eliminata dalla competizione europea, ha ritrovato i tre punti col Sassuolo, ma ha bisogno di maggior continuità. Al fischio d’inizio, oltre al gioco prende il via anche la protesta: Curva Fiesole entra in ritardo di 10 minuti per protesta nei confronti dei tanti torti arbitrali subiti dalla squadra in questa stagione. I biancocelesti riescono a portarsi in vantaggio dopo appena 5 minuti di gioco: angolo dalla destra di Candreva che attravesa tutta l’area a causa di una deviazione di Perea, Cana non perde l’occasione e in mezza rovesciata supera Neto sul suo palo. 0-1! E’ l’unica rete del primo tempo anche se i biancocelesti hanno sfiorato il raddoppio con una traversa di Konko. Chi si aspettava una reazione della Fiorentina dopo aver subito il primo gol è rimasto deluso.

Nella ripresa gli uomini di Reja sono bravi a mantenere il sangue freddo e a controllare i viola impedendo sortite. Dal canto loro, gli uomini di Montella sono tutto fuorchè convincenti. Meritata la vittoria della squadra di Reja.

Llorente e Tevez, la coppia d’oro della Juve, regala tre punti ai bianconeri!

milan-juve-tuttacronacaPosticipo della 26esima giornata di Serie A a San Siro dove va in scena uno degli scontri diretti più sentiti dai tifosi. Quest’anno, tuttavia, le squadre si trovano in due diverse situazioni di classiche, con i bianconeri che corrono verso il terzo scudetto consecutivo e il Milan a quota 31 punti e in nona posizione.  Seedorf deve fare a meno dell’infortunato Balotelli e schiera sulla trequarti Taarabt, Poli e Kakà dietro a Pazzini, che sostituisce, Supermario. In difesa Abate sulla destra, Rami e Bonera centrali. Conte, che a differenza dell’olandese paga lo scotto di una partita infrasettimanale per gli impegni in Europa League, risponde con Asamoah dentro dal primo minuto; Caceres sostituisce Chiellini, in panchina. Marchisio a centrocampo al posto dello squalificato Vidal, davanti Tevez e Llorente. Proprio El Rey Leon, al 44′, porta la squadra in vantaggio. I bianconeri approfittano di un pasticcio difensivo di Ramì, Lichsteiner serve lo spagnolo, liberato a sua volta da un gran tocco di Tevez. 0-1! Il cinismo degli uomini di Conte permette alla Juve di tornare agli spogliatoi in vantaggio nonostante il Milan abbia giocato bene nel primo tempo.

Nella ripresa, al 23′ Tevez sigla il gol del raddoppio bianconero: l’argentino ha tutto il tempo di preparare dalla distanza il tiro, palla che s’infila sotto la traversa senza che Abbiati possa fare alcunché. o-2! A nulla vale l’impegno dei rossoneri: sia Pirlo che Pogba arrivano a colpire la traversa graziando così gli avversari. Nel recupero arriva una traversa anche per Robinho ma ormai i giochi sono fatti: tre punti alla Juve che si avvicina a grandi falcate al terzo scudetto consecutivo mentre il Milan incassa una bastonata in casa.

Diventa un eroe… salvando un’anatra in un lago gelido

salva-anatra-tuttacronacaE’ diventato un eroe… a suon di click! Lui si chiama Kenth Rehn ed è un ragazzo svedese che, sfidando le temperature polari, si è spogliato per gettarsi nelle acque di un lago vicino a Stoccolma dopo aver visto un’anatra intrappolata in una rete. Il video dell’eroico svedese è già stato visto migliaia di vote su Youtube:

Quando una sfilata di Carnevale scatena le polemiche: il carro sessista

carro-sessista-blufi-tuttacronacaAl Carnevale di Blufi, nelle Madonie, in quello stesso paese dove tre mesi fa la farmacista Giuseppina Jacona fu uccisa durante una rapina, un carro allegorico ha scatenato la protesta. “Non c’è nulla da ridere, questa è una provocazione sessista”, ha detto l’avvocato Maria Vittoria Cerami quando ha visto sfilare un carro sessista: una sorta di Betty Boop di cartapesta, seminuda e in posizione ambigua. ”Quel carro esprime un messaggio di umiliazione e di violenza per il corpo femminile in un paese ancora sconvolto da un feroce femminicidio”, ha aggiunto. Quella che è stata definita come “provocazione sessista” ha scatenato l’indignazione non solo della Cerami, da anni impegnata nelle campagne per i diritti delle donne e che ha chiamato anche i carabinieri chiedendo loro d’intervenire. Non solo alcune donne ma anche il sindaco del vicino centro di Castellana, Pino Di Martino, hanno inveito contro una raffigurazione allegorica “oscena e offensiva”. Il carro è stato realizzato a Bompietro che con altri tre paesi – Gangi, Geraci Siculo e appunto Blufi – ha promosso il “Carnevale delle Madonie”. Ma dopo la prima uscita non è stato più ripresentato alle sfilate.

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Il bar evade 7 euro in cinque anni: chiuso per tre giorni e multa da 2.500 euro

bresso-bar-chiuso-scontrini-tuttacronacaHanno evaso in cinque anni 7,20 euro, non emettendo lo scontrino di qualche caffè e due brioche. La guardia di finanza ha pizzicato i gestori e ora il Caffè Portici, di Bresso, nel Milanese, dovrà tenere la saracinesta abbassata per tre giorni. I proprietari, il 64enne Dino e il figlio 32enne Massimiliano Tucci, sono stati sanzionati anche con una multa di 2.500 euro oltre alla chiusura forzata dell’attività per 3 giorni lavorativi, con tanto di cartello affisso sulle vetrate del bar come a dire:” Questo bar ha evaso le tasse, deve essere umiliato davanti a tutti”. La polemica non ha tardato a scattare, con centinaia di persone che hanno manifestato la loro solidarietà. I proprietari, nel frattempo, hanno anche affisso alla porta dell’attività una lettera inviata all’Agenzia delle Entrate. Vi si legge: “Lo scopo principale è portare in cassa i soldi, ad ogni costo. A questi signori non importa se lavoriamo 16 ore al giorno, non importa se per onorare il lavoro trascuriamo anche gli affetti familiari o se qualcuno viene un infarto per stress.” Molti hanno commentato sotto con carta e penna per dare forza al signor Dino  e per dare un segnale forte di protesta nei confronti di questa condanna troppo severa

Il Livorno ringrazia Reina per la papera: contro il Napoli termina 1-1!

livorno-napoli-tuttacronacaLa settimana scorsa, durante il match contro il Genoa, il Napoli è stato beffato da una punizione di Calaiò che ha regalato al grifone il pareggio. Un duro colpo per i partenopei che speravano di approfittare del pareggio della Roma per avvicinarsi al secondo posto. Ora, forti di un passaggio agli ottavi di Europa League, gli uomini di Benitez sono tenuti a riprendere in mano le redini del campionato e conquistare una vittoria contro un Livorno invischiato nella lotta salvezza. La squadra toscana di Di Carlo scende in campo con un 3-5-2 con Coda, Emerson e Ceccherini al centro della difesa, Mbaye e Mesbah sugli esterni, Benassi, Greco e Biagianti in mezzo a sostegno di Paulinho e Belfodil. Risponde Benitez, con Pandev unica punta, anziché, come si pensava alla vigilia, Zapata; in difesa Fernandez e Britos centrali, Maggio e Ghoulam sugli esterni. A centrocampo Inler e Jorginho, i tre trequartisti sono Mertens, Hamsik e Callejon. Gli azzurri si portano in vantaggio al 31′ grazie a un rigore conquistato da Pandev, steso in aerea da una spinta di Ceccherini. Mertens s’incarica di batterlo e da dischetto non sbaglia: 0-1!

Al 39′, l’azione che ha del clamoroso: nella confusione in area è sembrato essere Reina l’ultimo a toccare prima che la sfera terminasse in rete. Autogol e 1-1! La classica amnesia difensiva degli uomini di Benitez permette al Livorno di tornare nello spogliatoio in una situazione di pareggio.

A Livorno termina in pareggio il match tra i toscani padroni di casa e gli azzurri di Benitez, che pagano anche gli sforzi in Europa League contro lo Swansea. Se il Napoli ha prevalso nei primi trenta minuti, in seguito la partita è stata equilibrata e sicuramente il Livorno deve ringraziare la papera di Reina per il risultato.

E se il premio Oscar… facesse ridere? La parodia dei film candidati

parodie-oscar-tuttacronacaSe “Wolf of Wall Street” fosse girato con i lupi? E se “Her” diventasse “Him” e fosse interpretato da “Seth Rogen”? Sicuramente l’effetto sarebbe diverso… come dimostra una raccolta delle pellicole in gara “rivisitate” in versione parodia. I youtubbers sono fantastici in questo e il cortometraggio è stato ripreso dal “Saturday Night Live”.

Aspettando gli Oscar… premiato il peggio del cinema: Razzie Awards

razzie-awards-tuttacronacaTra qualche ora prenderà il via la magica notte degli Oscar ma a fare da apripista, come da tradizione, c’è già stata un’assegnazione, non tra quelle più amate da chi lavora nel mondo del cinema. A Los Angeles, infatti, sono stati premiati i film peggiori della passata stagione. A vincere il Razzie Award (la ‘pernacchia’) come peggior film è stato Comic Movie, il film composto da 16 cortometraggi che annoverano nel cast attori del calibro di Halle Berry, Gerard Butler, Anna Faris, Richard Gere, Hugh Jackman, Liev Schreiber, Emma Stone, Naomi Watts e Kate Winslet, e diretto da 13 registi. A fronte di una spesa di 6 milioni di dollari, la pellicola ne ha incassati poco meno di 30 milioni assicurandosi però le peggiori critiche possibile da parte degli esperti del settore. Jaden Smith ha conquistato invece il premio per peggior attore per la sua performance in After Heart mentre peggiore attrice è risultata Tyler Perry per A Madea Christmas. Peggior regista, ovviamente, tutti quelli di Comic Movie. La celebre ‘pernacchia’, che viene consegnata dalla Raspberry Foundation, consiste in un lampone appoggiato su un nastro Super8 dipinto in oro del valore di poco meno di 5 dollari.

Dall’Italia un appello a Putin a fermarsi… ma non si parla di G8

putin-ucraina-tuttacronacaInghilterra e Francia non parteciperanno al G8 di Sochi, boicottando così Putin. Il forte messaggio che si vuole lanciare è quello di desistere dalle sue intenzioni dopo aver ricevuto il via libera per l’invio dell’esercito in Crimea. In Italia si è tenuto oggi il vertice a tre tra il presidente del Consiglio Matteo Renzi e i ministri della Difesa e degli Esteri. Al termine, è stata diffusa una nota che però non cita il G8:

Si è svolta a Palazzo Chigi una riunione sulla situazione in Ucraina, presieduta dal premier Matteo Renzi, alla presenza del Ministro degli Esteri, Federica Mogherini, del Ministro della Difesa Roberta Pinotti, del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Marco Minniti e del direttore del DIS Giampiero Massolo. Il Presidente del Consiglio, che ha parlato nel pomeriggio con la cancelliera tedesca Angela Merkel e con il Presidente francese François Hollande segue con costante attenzione e con estrema preoccupazione gli sviluppi della situazione in Crimea, in stretto contatto con i partner europei e internazionali.Il Governo italiano si associa alle pressanti richieste della comunità internazionale affinché sia rispettata la sovranità e integrità territoriale dell’Ucraina. Violazioni di tali principi sarebbero per l’Italia del tutto inaccettabili. A tal fine, l’Italia rivolge alla Russia un forte appello a evitare azioni che comportino un ulteriore aggravamento della crisi e a perseguire con ogni mezzo la via del dialogo.Al tempo stesso il Governo italiano esorta le autorità di Kiev a promuovere ogni sforzo volto alla stabilità e alla pacificazione del Paese nel rispetto della legalità e della tutela delle minoranze.

La Juve incassa un due di picche!

marotta-varratti-tuttacronacaLa speranza era quella: portare Marco Verratti in Italia, per la precisione, con la maglia bianconera. Ma il centrocampista per il suo futuro ha le idee chiare e non vuole fare ‘passi indietro’: la Juve è nel cuore, ma sulla pelle vuole altri colori. Parlando all’Equipe, infatti, il giocatore del Psg ha detto smentendo i rumors: “Io alla Juventus? Quand’ero bambino amavo il club bianconero. Ora sono felice a Parigi e il progetto del Psg è tra i migliori al mondo. Andare alla Juventus ora sarebbe un passo indietro”. Il pescarese, quindi, desidera continuare a masticare il francese: “Qui chi viene allo stadio viene a vedere uno spettacolo unico, tra i migliori al mondo. Se dovessi finire alla Juventus farei senza dubbio un passo indietro. Al Psg c’è la possibilità di vincere tutto nei prossimi anni”.

Berlusconi smentisce: “Non ho licenziato Marinella”

MARINELLA-BRAMBILLA-tuttacronacaAveva destato scalpore, nella mattinata di oggi, un articolo comparso su Il Messaggero e intitolato “Il cerchio magico allontana Marinella”, che si riferisce a chi attornia Berlusconi, con Francesca Pascale e Maria Rosaria Rossi in prima linea, mentre Marinella Brambilla è la segretaria storica del leader di FI, con lui da trent’anni. Ora è lo stesso Berlusconi a smentire la notizia con una nota: “Non corrisponde al vero quanto affermato in un articolo odierno di Maria Latella a proposito della mia collaboratrice signora Marina Brambilla. ‘Marinella’, come tutti la chiamano, per impegni di famiglia (un bimbo piccolo) ha concordato con me una diversa sede di lavoro (Milano) e ridotti orari di presenza rispetto al passato”. Nell’articolo si riporta tra virgolette una affermazione di una parlamentare che attribuisce al capo dello staff Maria Rosaria Rossi il “licenziamento” di Marinella che sarebbe stata l’unica “a tenere testa” al gruppo che sta facendo “terra bruciata attorno a Berlusconi”.

Omicidio nel sottopassaggio di Mozzate: l’assassino appare nei video

omicidio-como-tuttacronacaLa 38enne Lidia Nusdorfi è stata uccisa ieri nel sottopassaggio della stazione di Mozzate, nel Comasco. In cerca del suo assassino, i carabinieri hanno esaminato le riprese delle telecamere della stazione, del municipio e di altre zone del paese e ora si cerca un uomo, abbastanza giovane, che ha atteso la donna nel sottopassaggio per poi aggredirla alle spalle, colpendola con almeno due fendenti risultati fatali lontano dagli sguardi di possibili testimoni. Due giovani egiziani, tuttavia, hanno udito un urlo mentre attendevano il treno. Mentre si dirigevano verso il sottopassaggio, uno di loro ha notato un uomo, giovane, all’apparenza italiano, che si stava allontanando dalla stazione sotto la pioggia, con l’ombrello aperto. NEl frattempo il ragazzo che era con lui ha notato la vittima ed ha chiamato i soccorsi. Ma Lidia Nusdorfi ha riportato ferite talmente gravi da morire praticaemnte dissanguata. La vittima era nata a Garbagnate Milanese, in provincia di Milano e si era in seguito trasferita a Rimini. Disoccupata, era tornata da qualche mese in Lombardia a Mozzate, dove era ospite di parenti. Ieri sera stava tornando verso casa: era scesa dal treno e si stava dirigendo verso il parcheggio dietro la stazione quando è stata aggredita, s’ipotizza per motivi personali.

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Indipendenza della Scozia? Sean Connery favorevole: “Occasione da non perdere”

sean-connery-indipendenza-tuttacronacaIl 18 settembre si terrà, in Scozia, un referendum per votare l’indipendenza dal Regno Unito. L’83enne Sean Connery, attore nato a Edimburgo, in Scozia, è da tempo un sostenitore della secessione e in un’intervista al Sun on Sunday ha ora dichiarato: “È un’opportunità da non perdere”, aggiungendo che la vittoria del sì “catturerebbe l’attenzione del mondo”. Il celebre divo ritiene infatti che sarebbero numerosi i benefici per il nuovo Paese, a iniziare dall’industria cinematografica che potrebbe attrarre molti investitori e creare posti di lavoro. “Con la vittoria del sì ci sarà una rinnovata attenzione sulla nostra cultura e politica, offrendoci una opportunità senza precedenti per promuovere il nostro patrimonio culturale e la nostra eccellenza creativa”, ha sottolineato Sir Connery.

Cadavere di un uomo ripescato sull’Adda

trezzo-adda-tuttacronacaMacabro ritrovamento, questa mattina, lungo il fiume Adda. Degli operatori addetti alla manutenzione della diga hanno infatti rinvenuto il cadavere di un uomo incastrato tra le griglie di una diga lungo il corso d’acqua, all’altezza di Trezzo sull’Adda, nel Milanese. I carabinieri di Vimercate indagano ora sulle cause del decesso e sull’identità dell’uomo. Dai primi riscontri potrebbe trattarsi di un quarantenne scomparso dalla provincia di Bergamo a fine gennaio.

Tutti contro Gentile: “faccia un passo indietro o lo mandino via”

antonio-gentile-tuttacronacaDa quando è stato nominato a sottosegretario per le infrastrutture e i trasporti, Antonio Gentile è al centro della polemica e la situazione non accenna a cambiare. Anzi. Dopo che ieri Travaglio e Gramellini ne hanno invocato le dimissioni, oggi gran parte dei direttori delle principali testate chiedono un passo indietro. Il Fatto Quotidiano ha raccolto l’opinione di Ezio Mauro (Repubblica), Ferruccio De Bortoli (Corriere della Sera), Enrico Mentana (TgLa7), Roberto Napoletano (Sole24ore), Mario Calabresi (La Stampa). Cinque direttori e una sola posizione: Gentile è opportuno che se ne vada, che sia una scelta volontaria o imposta. Tutto è nato perchè l’esponente del Nuovo Centrodestra avrebbe bloccato l’uscita di un quotidiano locale calabrese, L’Ora della Calabria, per oscurare la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati del figlio. Con una nomina tanto scomoda, il coordinatore della segreteria del Pd Lorenzo Guerini ha voluto mettere le cose in chiaro parlando a Repubblica: a volere la nomina di Gentile è stato Alfano. Quindi proprio il ministro degli Interni è tenuto a riflettere sui danni che può avere sulla coalizione. Certo è che Gentile sottosegretario non piace a molti anche dentro il Pd, soprattutto locale. Ieri dalla Calabria, paese di provenienza del politico nella bufera, sono arrivate forti spinte perché il neosottosegretario lasci la propria carica.

Il Parma continua la striscia positiva: battuto anche il Sassuolo

sassuolo-parma-tuttacronacaQuattro sconfitte in quattro gare nella gestione Malesani, con l’ultima batosta rimediata in casa della Roma. E’ questo il recente passato dei neroverdi che oggi, con una classifica sempre più difficile, si rtova a giocare il derby con il Parma, in serie positiva da tredici gare e in grado di cullare ambizioni europee. Malesani lascia fuori ancora Berardi, che sarà sostituito da Zaza; sugli esterni agiranno Gazzola e Pucino. Donadoni, invece, nel suo 4-3-3 conferma il tridente Biabiany-Amauri-Cassano; a centrocampo spazio a Gargano, Marchionni e Parolo. Gli uomini di Donadoni non perdono tempo e si portano in vantaggio già al 1′: Biabiany riceve dalle retrovie e va via sulla destra, mette in mezzo dove Parolo s’inserisce tra i difensori avversari e con il destro batte Pegolo. 0-1! Con un Sassuolo non pervenuto termina un primo tempo spento, anche a causa delle condizioni impossibili del campo. Il Parma, al termine del match, raggiunge l’Hellas Verona a quota 40 punti: nulla da fare per il Sassuolo che pure si è visto di più nella ripresa, ma Mirante non si è mai fatto cogliere impreparato.

Si fa sempre più ardua la strada del Chievo: battuto dall’Atalanta

Atalanta-tuttacronacaAll’Atleti Azzurri l’Atalanta vanta uno dei migliori rendimenti interni del campionato ed è a un passo dal mettersi al sicuro dalla lotta salvezza. Più difficile la situazione per il Chievo che è fuori dalla zona rossa per un unico punto. Il Chievo finora ha segnato solo 7 reti in trasferta e deve giocare contro una squadra che, fatte salve le sfortunate goleade incassate contro Juventus e Parma, ha subito solo 7 gol in 10 partite. Tutto sembra far propendere per i nerazzurri di Colantuono, che però hanno colto solo un punto nelle ultime tre settimane e storicamente soffrono il Chievo. Al 21′ errore in fase di disimpegno del Chievo, la palla finisce tra i piedi di Carmona che lascia partire un destro di prima intenzione che, complice anche una deviazione, prende una traiettoiria stranissima e si infila in rete non lasciando scampo ad Agazzi. 1-0! Si tratta dell’unica emozione del primo tempo, che termina con i padroni di casa in vantaggio. Il pareggio del Chievo arriva al 27′ della ripresa, quattro minuti dopo essere rimasto in 10 a causa di una doppia ammonizione per Cesar, con Dainelli che su una punizione svetta al centro dell’area e, di testa, spedisce all’angolino regalando il momentaneo pareggio agli ospiti. 1-1! L’Atalanta torna in vantaggio al 40′ con Cigarini raccoglie palla da Denis e, dall’interno dell’area, calcia all’angolino battendo Agazzi. 2-1! Dopo un mese, l’Atalanta torna a vincere. Il Chievo ha dato il meglio di sé quando si è trovato in inferiorità numerica ma al termine dei 90 la squadra di Corini soccombe e la lotta per la salvezza si preannuncia dura e da combattere fino all’ultima giornata.

Antonelli e Sturaro regalano tre punti al Genoa: nulla da fare per il Catania

genoa-tuttacronaca26esima giornata di Serie A al Ferraris di Genova con il grifone reduce da un pareggio contro il Napoli e lontano dalla zona retrocessione. Nella bagarre è invece dentro in pieno il Catania, uscito ridimensionato dalla sfida salvezza persa a Verona e assolutamente bisognoso di punti. Al 14′ i padroni di casa passano in vantaggio: sul cross di Sculli, Antonelli ci prova prima di sinistro, poi sulla respinta sfrutta il tocco di Gilardino e mette dentro a porta vuota! 1-0! Al 39′ Catania in dieci: espulso Belusci per doppia ammonizione. Il primo tempo termina con i padroni di casa in vantaggio. Buona la prestazione del Catania che però non riesce ad andare a conclusione. Il raddoppio del grifone arriva al 40′ della ripresa: Sturaro vince un rimpallo, poi il suo diagonale buca la rete anche con la complicità di Andujar! Il Genoa, con questa meritata vittoria, continua tranquillo la sua corsa in campionato ma per gli etnei ora la situazione si fa davvero complicata.

Il Torino soccombe alla Samp: brutta giornata per i granata all’Olimpico

torino-samp-tuttacronacaSia gli uomini di Ventura che quelli di Mihajlovic sono reduci da una sconfitta, rispettivamente contro Juve e Milan, e si scontrano all’Olimpico per riprendere la loro corsa: verso la zona Europa League il Toro e lontano dalla palude degli ultimi posti i liguri. Il Torino in casa va abbastanza bene, avendo perso solo due volte in 12 partite, mentre la Samp ha migliorato il proprio ritmo dopo l’arrivo di Mihajlovic. Toro in campo con Cerci ed Immobile in avanti, a centrocampo Farnerud dall’inizio e Pasquale sulla sinistra. In difesa Maksimovic, Glik e Bovo. Nella Sampdoria Okaka inizierà la partita al centro dell’attacco, Obiang e Renan a centrocampo, mentre la linea a tre dietro la punta è composta da Gabbiadini, Eder e Soriano. E’ la Sampdoria la prima a rompere gli indugi al 7′: punizione battutare in aerea e respinta dalla difesa ma Okaka ci arriva di destro e, a tu per tu con Padelli, appoggia comodamente in rete. o-1! Il primo tempo termina su questo risultato, con un Torino che ha sbagliato l’approccio alla partita, giocando una prima parte di match pessima recuperando un po’ solo nel finale del parziale. I doriani sono comunque riusciti a contenerli evitando il pareggio. Al 34′ della ripresa arriva anche il raddoppio della Sampdoria: Gabbiadini fa due passi, sinistro chirurgico e la sfera è nel sacco, alle spalle di Padelli: 0-2! Prestazione opaca dei padroni di casa che ora dovranno attendere la prossima trasferta per trovare riscatto: lotterà contro l’Inter. La Sampdoria nella prossima giornata ospiterà il Livorno a Marassi.

Verona-Bologna: nulla di fatto al Bentegodi, termina a reti bianche

verona-bologna-tuttacronacaGioca in casa nel suo Bentegodi l’Hellas Verona, che ultimamente non sembra più un posto amico: dopo una prima parte di campionato costruita su un ritmo da zona Champions nelle partite interne, infatti, nell’ultimo mese il Verona ha colto due vittorie in trasferta e ha invece raggranellato un solo punto in tre partite al Bentegodi. Contro gli uomini di Mandorlini oggi gioca il Bologna, concentrato ad allontanarsi dalla zona rossa e che ha vinto solo una volta nelle ultime otto partite. Non accade nulla nei primi 45 ma è evidente che i padroni di casa risentono dell’assenza di Luca Toni e non riescono a preoccupare Curci. Ammonito Perez e sostituito Kone per infortunio da Cristaldo. Ma proprio Cristaldo, al 37′ della ripresa, lascia la squadra in 10: in un minuto rimedia un giallo e un rosso diretto per aver prima battibeccato con Moras e poi per una gomitata sempre al difensore del Verona, ammonito anche Lazaros per proteste. Il risultato comunque non cambia anche se i padroni di casa hanno tentato qualche assalto nella ripresa ma non sono riusciti ad approfittare della superiorità numerica: il match termina a reti inviolate.

Continua a crollare Pompei: e ora tocca a Franceschini

tempio-venere-pompei-tuttacronacaFranceschini è il neo ministro dei Beni Culturali e anche lui si trova subito a fare i conti con le molte urgenze di questo campo. Tra le quali Pompei. Tra la serata di ieri e questa mattina, infatti, si sono verificati altri due cedimenti nel sito archeologico in provincia di Napoli. Nel dettaglio, i cedimenti sono stati riscontrati al Tempio di Venere e su un muro di una tomba della necropoli di Porta Nocera. I crolli sono avvenuti forse a causa delle forti piogge delle ultime ore. La Sovrintendenza speciale di Pompei assicura: “Si è provveduto a chiudere tutti gli accessi alla necropoli che rimarrà chiusa al pubblico fino al completamento delle verifiche del caso e al ripristino del muretto”. E’ stato il custode di turno ad accorgersi del danno e a lanciare l’allarme. Sul posto sono giunti i tecnici della soprintendenza, coordinati dalla direttrice degli scavi Grete Stefani, per fare un punto sull’entità dei danni. Nel frattempo Franceschini ha convocato d’urgenza per martedì mattina una riunione operativa su Pompei, per avere un rapporto esatto sulle motivazioni dei crolli nel sito archeologico e più in generale negli ultimi mesi, nonché a verificare l’efficacia degli interventi di ordinaria manutenzione e a valutare lo stato del Grande Progetto Pompei.

Dramma alla mezza maratona: muore un partecipante

Maratona-Roma-Ostia-tuttacronacaE’ la giornata della mezza maratona Roma-Ostia, oggi, alla quale partecipa anche il ministro della Difesa Roberta Pinotti, ma la giornata di festa agonistica si è risolta in tragedia: uno dei partecipanti, infatti, è morto dopo essere stato colpito da un infarto. L’uomo, un 40enne, è stato soccorso dagli operatori del servizio assistenza della corsa, che lo hanno portato all’ospedale Grassi dopo l’arresto cardiocircolatorio. Ma i soccorsi non sono bastati a salvargli la vita.

Dal ghiaccio all’aria: Carolina Kostner plana su Venezia

carolina-kostner-tuttacronacaLa pioggia che sta bagnando Venezia nulla può “contro” il Carnevale. Nonostante ci sia chi ha chiesto di fermare per una settimana i festeggiamenti, la città lagunare è affollata di maschere e oggi nel capoluogo veneto è arrivata anche Carolina Kostner, fresca della sua prima medaglia olimpica conquistata durante Sochi 2014. Per Carolina un’esperienza nuova: di solito scivola leggera sul ghiaccio, oggi si è trovata invece a volteggiare nell’aria: è stata lei, infatti, a esibiersi nel volo dell’aquila.

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Libera! Francesca Commissari, la fotografa fermata in Venezuela, rilasciata

francesca-commissari-tuttacronacaVenerdì, mentre a Caracas infuriava la protesta antichavista, la Guardia Nacional bolivariana fermava la fotografa italiana Francesca Commissari, che si trovava a Caracas per seguire una manifestazione in Piazza Altamira. Con lei sono stati fermati altri 39 giovani. Ora tutti loro sono stati rilasciati. La Commissari ha avuto “la piena libertà” al termine di un’udienza presso il palazzo di giustizia.

Putin non desiste: venti di guerra in Crimea

crimea-guerra-putin-tuttacronacaE’ durata 90 minuti la telefonata intercorsa tra il presidente Usa Barack Obama e l’omologo russo Vladimir Putin, ma dalla Russia non cambiano idea, con Putin che ribadisce la necessità “di tutelare i propri interessi” e “la popolazione russa” che vive nella zona. La Casa Bianca ha condannato l’intervento militare e il segretario della Difesa americano, Chuck Hagel, ha tentato la mediazione con il suo omologo russo ma i venti di guerra paiono soffiare con sempre maggior potenza mentre in Ucraina ormai la tensione è elevatissima. Nel frattempo la Francia ha deciso di “sospendere” la sua partecipazione alle riunioni in vista del G8 di Sochi a giugno, a causa dell’escalation militare russa in Ucraina. Lo hanno detto fonti diplomatiche dell’Eliseo alla France Presse, precisando che la decisione è stata presa dal presidente Francois Hollande e il ministro degli esteri Fabius. Anders Fogh Rasmussen, segretario generale della Nato, ha intanto chiesto lo stop alle attività militari e alle minacce della Russia contro l’Ucraina: “Quanto sta facendo la Russia – ha detto – viola i principi della Carta Onu e costituisce una minaccia per la pace e la sicurezza in Europa”.

Il Cagliari travolge l’Udinese: 3-0 al Sant’Elia

cagliari-udinese-tuttacronacaSi gioca al Sant’Elia il lunch match della 26esima giornata di Campionato, partita che vede in campo due squadre reduci da un pareggio e che attraversano momenti di forma altrettanto altalenanti. I sardi, con solo 5 punti di vantaggio sul terzultimo posto, hanno più bisogno dell’Udinese di fare punti con il loro +8 sul Livorno. Fino ad ora il Cagliari ha costruito quasi tutte le sue fortune stagionali in casa, con 19 punti su 25 totali e 18 gol sui 23 segnati che sono arrivati tra le mura amiche. I padroni di casa si portano in vantaggio al 18′ grazie a Ibarbo: servito da Astori, stoppa spalle alla porta, aggira Naldo e con un destro al volo beffa Scuffet. 1-0! Nonostante i sardi siano in vantaggio al termine del primo tempo, l’Udinese ha mostrato un gioco migliore, con Di Natale che ha fallito tre occasioni. Al 36′ della ripresa arriva il raddoppio del Cagliari: calcio di punizione dall’out di destro, Vecino anticipa Basta e al volo di destro batte Scuffet! 2-0! Ma gli uomini di Lopez non sono ancora soddisfatti e al 44′ partono in contropiede, Ibraimi in campo aperto, entra in area, salta Danilo e, con un perfetto sinistro a giro, batte l’estremo difensore:  3-0! Al triplo fischio, l’Udinese si trova a curare le ferite inflittegli da un Caglieri che si è mostrato tanto cinico quanto efficace. Ora in classifica il Cagliari raggiunge l’Udinese a 28 punti.

Pentastellati alla guerra: Casaleggio porta in tribunale Bocchino

bocchino-agorà-tuttacronacaS’intitola “Le falsità di Bocchino” un post che il guru del Movimento 5 Stelle Gianroberto Casaleggio ha pubblicato sul blog di Beppe Grillo. Post che dimostra come le tensioni tra i pentastellati siano in continua crescita. Ora, dopo l’espulsione dei quattro dissidenti, Casaleggio ha intenzione di portare in tribunale il dissidente Bocchino, recentemente intervenuto alla trasmissione Agorà:

“Questo fondo (per le piccole e media imprese dove vengono depositati i contributi dei parlamentari del M5S, ndr) non aiuta le imprese in difficoltà, ma aiuta le imprese che non sono in difficoltà, perché c’è una commissione che decide e valuta il grado di affidabilità delle imprese. In questa commissione ci sono le imprese in cui è coinvolto Casaleggio, peraltro si apre la possibilità di un conflitto di interesse”. E’ quanto ha dichiarato ad Agorà Rai Fabrizio Bocchino. Queste affermazioni sono false. L’ex portavoce Bocchino ne risponderà in tribunale.” Gianroberto Casaleggio

Il riscaldamento prima parlare della Crimea: la Pinotti alla mezzamaratona

pinotti-mezza-maratona-tuttacronacaLa questione Crimea diventa un tema sempre più scottante a ogni minuto che passa e nel pomeriggio si terrà un vertice a tre tra il neo premier Matteo Renzi, il ministro degli Esteri Mogherini e il responsabile della Difesa Pinotti. Proprio quest’ultima ha deciso di prepararsi con un po’ di “riscaldamento”. In mattinata, infatti, ha preso parte alla mezzamaratona Roma-Ostia. La Pinotti è giunta al via con tuta d’ordinanza, scarpe da ginnastica e occhiali da sole nonostante la pioggia per percorrere i poco più di 20 km dall’Eur fino alla cittadina del litorale romano. Con lei alla partenza tanti atleti e appassionati: ”Ultimamente non ho avuto tanto tempo per prepararmi – spiega a repubblica.tv -‘ho fatto una maratona a novembre, quindi spero di potercela fare.”

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E’ tornato! Vasco all’Olimpico di Torino fa scordare la pioggia

vasco-concerto-tuttacronacaDue anni di malattia lasciati alle spalle: ieri sera, all’Olimpico di Torino, Vasco Rossi è tornato a riallacciare “un discorso” e continuare “un percorso” con i suoi fans. Perchè, l’ha detto lui, il ritorno del Komandante è anche “Per riportare un pò di Gioia!! Live Kom 2013”. Il nuovo percorso è iniziato con qualche passo di danza e “L’uomo più semplice”, quasi una specie di manifesto della sua nuova condizione: “Siamo ancora vivi”. Nulla cambia il fatto che la pioggia continui a scendere: i 40mila presenti si lasciano trasportare dalla sua musica. “Il mio è sempre un concerto molto fisico, fatto di movimenti, io interpreto il personaggio della canzone, è chiaro che ci sono sempre io, ma ogni canzone parla di un aspetto, di una rabbia, o di un amore o di una storia e ogni volta in cui canto devo ritornare a quel personaggio”. Una volta, Vasco aveva detto: “Bisogna far divertire e divertirsi possibilmente. E’ sempre la stessa sensazione, non ci si abitua mai, eccitazione, ansia, senso di responsabilità, l’adrenalina che sale, ma si deve tenere sotto controllo l’emozione perché sennò ti schiaccia. Poi tutto va a posto quando comincia la musica, perché è tutto lì il segreto, quando parte la musica tutto va in un certo senso”. E questo, è solo il nuovo inizio!

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La nuova “botta” per gli italiani: Renzi e la Tasi

squinzi_confindustria-tuttacronacaGiorgio Squinzi, presidente di Confindustria, ha preso la parola nel corso di una conferenza per l’avvio di Micam, la fiera delle calzature, e ha parlato anche del neo premier: “Mi sembra che Renzi potenza nel motore ce l’ha, auguriamoci che sia capace di scaricarla per terra”. Chiamato a dare un giudizio sulle priorità indicate dal presidente del Consiglio, ha poi detto: ”E’ necessario un intervento forte sul cuneo fiscale nel lavoro. Mi sembra che Matteo Renzi condivida questa impostazione: mi auguro interventi incisivi in tempi rapidi”. E ha aggiunto: ”L’emergenza lavoro è quella numero uno di cui si deve occupare questo governo da lì può venire occupazione”, più lavoro ”per le nostre imprese facendo ripartire i consumi interni”. Secondo Squinzi la Tasi ”sembra un’altra botta”.  ”Sorrido ma non c’è  molto da sorridere – ha commentato -, ancora una volta”, si “aumenta il carico fiscale al posto di incidere sui costi”. ”Mi auguro – ha aggiunto – che il lavoro che Cottarelli ha avviato sulla spending review sia portato fino in fondo”. Secondo il numero uno degli industriali occorre ”mettere mano a riforme da istituzionali a amministrative. Naturalmente vedo come prioritario una riforma del titolo V della Costituzione per eliminare centri di spesa che si stanno mangiando risorse”. Squinzi, ancora sull’Irap, ha ricordato che su 40 paesi in cui è presente e 32 in cui produce ha un carico fiscale medio del 34%. ”In Italia da 10 anni non riusciamo mai a scendere sotto il 50% – ha detto -, essenzialmente dovuta all’Irap, ed è una situazione anomala” che si trova solo in Italia.

Scontri nel prepartita Roma-Inter: picchiato un fotografo

ROMA_INTER_FUORI_STADIO_tuttacronacaSono stati necessari alcuni punti di sutura al volto per un fotografo dell’agenzia Gmt, che lavora per il quotidiano Il Tempo, aggredito fuori dallo stadio Olimpico da alcuni tifosi, prima che iniziasse il match Roma-Inter. L’uomo è stato soccorso dal 118 e poi portato all’ospedale Fatebenefratelli per la medicazione. Ieri sera i settori dell’Olimpico Curva Sud e Curva Nord erano chiusi per discriminazione territoriale e alcuni tifosi si sono radunati fuori dallo Stadio per accendere dei fumogeni e scoppiare dei petardi.

La 36enne segregata per 8 anni: la madre già ai domiciliari

chiara_Napoli-segregata-in-casa-tuttacronacaEra tenuta segregata almeno da otto anni la 36enne Chiara, che la madre ha rinchiuso in un’abitazione del quartiere Vomero di Napoli. Una casa che nel tempo si era trasformata in una discarica. Sono stati i poliziotti di Napoli a liberarla da quel carcere dove a disposizione aveva solo la corrente elettrica: nè acqua nè gas. Chiara ha conseguito il diploma e risulta anche iscritta all’università ma è stata trovata narcotizzata. Nel frattempo la madre, l’insegnante 69enne in pensione Rosa S., ha ottenuto gli arresti domiciliari. A stabilirlo il gip al termine dell’interrogatorio di garanzia conclusosi poco fa nel carcere di Pozzuoli (Napoli) dove la donna era stata portata dalla polizia venerdì scorso quando gli agenti fecero irruzione nell’appartamento trovando Chiara in mezzo a cumuli di rifiuti.  Gli agenti del commissariato Arenella, guidato dal vice questore Eugenio Marinelli, dopo averla liberata l’hanno affidata al 118 che l’ha prima condotta nell’ospedale Cardarelli e poi nel San Giovanni Bosco dove si trova tuttora in cura.  Anche altre tre persone sono state denunciate per favoreggiamento: si tratta del portiere dello stabile, dell’amministratore, e della zia della giovane, sorella dell’ insegnante in pensione. Le due sorelle viveno assieme da circa 12 anni. Secondo quanto si è appreso, non aveva mai voluto accettare la figlia. I medici del San Giovanni Bosco dovranno ora accertare lo stato di salute, soprattutto psicologico di Chiara. Dagli atti non emergono forme di minorazione mentale che, però, potrebbero essere state nascoste. Ai sanitari è anche affidato il compito di accertare se le siano stati somministrati calmanti, per tenerla sotto controllo. Quello che non si comprende, infatti, è perchè la giovane non si sia mai ribellata a questa situazione. Gli investigatori del commissariato Arenella stanno ascoltando anche altre persone. Tra queste figura il fratello di Chiara, che vive fuori regione. Il padre, invece, è morto tempo fa.  “È una vicenda che ha dell’incredibile: mi chiedo come abbiamo fatto, tutti noi, a non accorgerci di questa terribile vicenda. Mi sento in colpa”. A parlare è l’inquilina del secondo piano del palazzo di via Caldieri 141 dov’era rinchiusa la ragazza.  “Le conosco da 13 anni – spiega la donna – sia la giovane sia la madre. Mi ricordo di averle incontrate entrambe in una riunione di condominio, molto tempo fa. Chiara mi sembrò un pò nervosetta, con dei problemi. Per discrezione non domandai nulla alla signora. Io e mio marito le sentivamo spesso litigare, talvolta furiosamente. Poi niente più, nessun segnale da quell’appartamento”.  “Tempo fa, non avendo avuto più sue notizie e non sentendola più, – conclude la donna – chiesi di Chiara alla madre: mi disse che stava studiando, all’università, e che non dormiva più a casa. Ogni tanto, la incontravo nell’androne del palazzo, con le buste della spesa in mano, un cenno di saluto, buon giorno, buona sera, e null’altro”.

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Seduceva, narcotizzava e derubava: arrestata la escort-truffatrice

escort-tuttacronacaSono state arrestate tre persone dai Carabinieri di Sacrofano, alle porte di Roma. Si tratta di una ragazza romena 20enne e i suoi due complici. Lei adescava la vittima su Internet e, dopo averla sedotta, la narcotizzava e rubava tutto. A dare il via alle indagini è stato un pensionato di Sacrofano che, dopo aver risposto a un annuncio in rete con il quale la giovane si offriva come accompagnatrice, era stato a cena con lei. In seguito è stato narcotizzato e derubato, oltre che di circa 700 euro, anche di di oro e preziosi, di una pistola regolarmente detenuta, dello smartphone, del tablet e della macchina parcheggiata in giardino. A quel punto gli investigatori sono arrivati alla 20enne, riconosciuta anche grazie alle impronte lasciate sui bicchieri, e fermata dopo un controllo in Via Tiburtina.

Morte in strada: trovato il corpo di un clochard nel Napoletano

clochard-morto-napoli-tuttacronacaE’ stato trovato il corpo di un clochard morto, questa mattina, a San Giuseppe Vesuviano, in provincia di Napoli. Il cadavere del 33enne Och Grzegorz, di nazionalità polacca, si trovava all’interno della recinzione del cantiere dove si stanno rifacendo i marciapiedi della strada che collega al vicinissimo centro della cittadina. Il corpo è stato notato da alcuni commercianti ambulanti, che hanno lanciato l’allarme facendo giungere sul posto  una volante della polizia coordinata dalla squadra anticrimine del commissariato di San Giuseppe Vesuviano e gli uomini del 118, che non hanno potutto fare altro che dichiararne la morte, che si pensa per assideramento: a un primo esame, infatti, non è stato riscontrato nessun segno di violenza sul corpo. La salma è stata trasportata al secondo policlinico di Napoli per ulteriori e più dettagliati esami.

18enne ucciso ad Ercolano: morto per difendere il nipote del boss

omicidio-ercolano-tuttacronacaGaetano Lavini è morto a causa di una coltellata inflittagli ieri pomeriggio in traversa Mercato ad Ercolano. Da quanto emerge dalle indagini che i carabinieri stanno conducendo, il 18enne ha perso la vita per difendere il nipote del boss Giovanni Birra dalla spedizione punitiva partita dalla zona di influenza del clan Ascione. Nel frattempo è stato identificato anche il suo assassino, allo stato irreperibile, un maggiorenne ma giovanissimo come la sua vittima.  Stando a quanto ricostruito dai militari, Lavini ha tentato di difendere il diciassettenne rimasto lievemente ferito dalla spedizione punitiva e in quel frangente ha rimediato il fendente mortale. A quanto pare il nipote del boss Birra nelle settimane scorse aveva avuto un diverbio con coetanei legati al clan avversario a quello della sua famiglia e ieri pomeriggio la gang lo ha affrontato sotto casa allo scopo di fargliela pagare: Lavini ha cercato di difenderlo ed ha avuto la peggio.

Berlusconi e il cerchio magico: via Marinella Brambilla, storica segretaria

marinella-brambilla-tuttacronacaMarinella Brambilla è stata licenziata. Si tratta della segretaria storica di Silvio Berlusconi, con lui da 30 anni. E questo sembra confermare che il leader di Forza Italia ormai è completamente stretto nel cerchio magico con Francesca Pascale e Maria Rosaria Rossi in prima linea. A parlarne è Maria Latella sul Messaggero di Roma, molto addentro nelle segrete cose di casa Berlusconi, sia dell’era Veronica sia dopo, avendone anche scitto dei libri. Come spiega anche Blitz, “Che Berlusconi sia una specie di ostaggio in mano alle sue intime è una voce che avvelena l’atmosfera dei vertici di Forza Italia. Qualcuno era arrivato a sussurrare che Francesca Pascale ha talmente messo sotto il suo fidanzato Silvio che arriva a picchiarlo. Questo deve preoccupare i figli e gli altri eredi, deve preoccupare anche chi oggi per accedere al soglio di Berlusconi deve passare per le forche caudine del suo cerchio magico, una situazione che ha del comico e del tragico assieme, perché ricorda tanto le vicende che hanno portato alla caduta di Umbero Bossi.” Così scrive la Latella:

Marinella Brambilla, sposata, un bambino voluto a 50 anni con la caparbietà e la tenacia che tutti le riconoscono, non è più la segretaria di Silvio Berlusconi. Possibile? Possibile. Il Cavaliere, che di sé tiene sempre a sottolineare che «nella mia storia di imprenditore non ho mai licenziato nessuno», stavolta di qualcuno fa a meno: la storica, fedele, devotissima assistente di una vita.La notizia corre da Milano a Roma, stupisce e preoccupa non poco i forzisti di più lunga carriera e soprattutto le parlamentari di Forza Italia, quelle legate a Berlusconi ma non al cerchietto magico guidato con mano ferma dal capo dello staff Maria Rosaria Rossi. Il licenziamento non nasce da un’incrinatura nei rapporti tra lo storico datore di lavoro e l’assistente personale che per lui si è sempre sentita quasi una figlia.
«Berlusconi non avrebbe mai fatto a meno di Marinella – spiega una parlamentare – Pare sia stata Maria Rosaria Rossi a imporgli il licenziamento».
Le confidenze, intanto si susseguono, in modo anonimo ma non senza far mancare inquietudine:
Chi fa politica sa che prima o poi si tornerà a votare e le liste le farà Verdini, come sempre, ma questa volta non proprio da solo. «Intorno a Berlusconi stanno facendo terra bruciata – continua la parlamentare preoccupata – Marinella era l’unica che poteva tenere loro testa e sono riuscite a farla fuori». Il non detto traspare: se sono riusciti a colpire Marinella cosa faranno a noi deputate e senatrici escluse dal cerchietto magico?
La giornalista passa dunque a parlare dell’ormai ex segretaria:

Marinella entrò nella vita di Silvio Berlusconi nei primi anni 80. Sua madre era la governante di via Rovani, la prima casa del Berlusconi imprenditore. Gli segnalò la figlia appena diplomata e lui la assunse come segretaria. Da allora, per dirla con chi conosce bene entrambi «il dottore e Marinella sono stati una cosa sola». E’ lei che ha fissato il primo appuntamento a Gianni Letta, lei che ha seguito tutte le tappe dell’ascensione berlusconiana: i tentativi di espansione, l’amicizia con Craxi, il boom della tv commerciale e, infine, lo sbarco in politica.
Veronica Lario, che con Marinella ha sempre conservato l’amicizia nata appunto nella casa di via Rovani, la definiva «lo scudo umano di Silvio» e così la raccontava nel 2004 nel libro Tendenza Veronica: «Marinella è una delle poche persone sinceramente affezionate a Silvio. Lei e lui hanno la stessa devozione assoluta al lavoro, la stessa capacità di macinare attività a ritmo incessante. Al lavoro Marinella ha dedicato molto, ne ha fatto una delle ragioni della sua vita. Ogni tanto sospira, ma continua ad avere orari impossibili e la valigia in mano».
E’ stato così per più di trent’anni. Spazio per la vita privata? Occasionale. Dal 1994, anno in cui Berlusconi si trasferisce stabilmente a Roma, Marinella Brambilla diventa romana anche lei, vive gli stessi ritmi del capo. Visibile, presente, ma trasparente. Mai un’intervista. Mai ad una festa romana. A mezzanotte ancora in ufficio a passargli le telefonate. Come tutta la squadra berlusconiana arrivata a Roma in quegli anni, anche lei abitava un piccolo appartamento del centro storico romano, non lontano da Campo de’ Fiori: ogni tanto, alle sette del mattino, potevi incrociarla mentre in tuta e cellulare in mano, correva sul Lungotevere. Il solo spazio riservato a sé. Il resto della giornata è sempre stato dedicato al «dottore». Da più di trent’anni, lei lo chiama così.
Si capisce che, stando cosi le cose, il suo primo matrimonio non poteva durare. Ci ha riprovato quasi a 50 anni, sposando Luca Pandolfi, nel team della sicurezza di Berlusconi. Un matrimonio allegro, celebrato nel comune di Lesmo. Un paio di anni dopo, la notizia a sorpresa: Marinella aspetta un bambino. Anche le dure cedono, talvolta. Lei, che aveva tenuto testa ad assalti di ogni genere, dagli interrogatori ai processi, dalle sentenze alle insistenze dei politicanti periferici e non, avvertiva il disagio di una nuova stagione berlusconiana, sempre più fuori controllo. Perciò, per quasi due anni, Marinella ha fatto la mamma ed è rimasta lontana da Arcore, lontana da via del Plebiscito.
Poi, in autunno, il ritorno. Per sua scelta. Perché «il dottore» per lei è molto più di un generoso datore di lavoro. «Non voglio lasciarlo solo», aveva confidato, e la voce le si era incrinata per l’emozione, lei che in pubblico mostrava sempre la stessa faccia, e al telefono non tradiva emozioni mai, neppure quando il dottore perdeva le elezioni. Il timbro era sempre lo stesso, una certa secca e milanese rapidità, la stessa che si avvertiva quando, nel primo governo Berlusconi, chiamava i cronisti a tarda sera: «Ti passo il dottore. Veloce, mi raccomando».
«Non voglio lasciarlo solo», aveva detto rientrando ad Arcore. Ma tanto solo Berlusconi non era. Il ritorno di Marinella è durato poco più di tre mesi. Com’è che cantava Fabrizio DeAndre? «E come tutte le più belle cose/tenesti il posto un giorno solo/come le rose».

In giornata, Berlusconi ha smentito che la Brambilla sia stata licenziata.

Addio ad Alain Resnais, maestro del cinema francese

alain-renais-tuttacronacaLutto nel mondo del cinema per la morte, a Parigi, del regista francese Alain Resnais. Uno dei grandi punti di riferimento della Nouvelle Vague di Truffaut e Godard, pur non avendovi aderito ufficialmente, aveva 91 anni. Il suo produttore, Jean-Luois Livi, nel dare l’annuncio della morte dell’artista sabato sera, ha spiegato che era circondato dalla sua famiglia. Tra i capolavori del regista anche”Hiroshima mon amour” del 1959 e “La vita è un romanzo”. Resnais, il cui ultimo film “Aimer, Boire et Chanter” era stato accolto molto bene al Festival di Berlino, è stato anche un grande teorico del cinema. Il regista, nato a Vannes, ha vinto un Leone d’Oro per “L’anno scorso a Marienbad” con Giorgio Albertazzi e uno d’argento, due Orsi d’argento, tre premi Cesar e un David di Donatello.

Ma quanto ci costa Roma, “capitale del debito”?

ignazio-marino-tuttacronacaSi continua a parlare del Salva Roma e Fosca Bincher affronta l’argomento su Libero in un pezzo dal titolo “La capitale del debito” spiegando che, così come lo è la città, è “Eterno pure il salva Roma. Ci costerà altri 15 miliardi”. Quello che accadrà ora, spiega la giornalista, è che la Capitale “sarà salvata a puntate, ma il copione è già scritto, e il conto della spesa pure: 15 miliardi di euro. Ora è arrivata la tranche da 600 milioni di euro (570 +30) con il decreto legge di Matteo Renzi che pur borbottando si è piegato alle minacce del sindaco capitolino Ignazio Marino”.

Ma il conto della spesa è ancora lungo, e facendo veni- re un brivido sulla schiena dei contribuenti italiani l’ha ben spiegato ieri sul quotidiano Il Messaggero il professore Mas- simo Varazzani, che da metà 2010 guida la gestione com- missariale del debito pregres- so di Roma. Il manager (e banchiere: ha maturato esperienze in Ban- kitalia, al Credito italiano e al- la Cassa depositi e prestiti), quando arrivò il 26 luglio 2010 si trovò di fronte un vero e proprio muro del debito: 22 miliardi e 400 milioni di euro. In gran parte erano debiti fi- nanziari (prestiti e mutui bancari) che ammontavano a 13,8 miliardi di euro. Ma c’erano anche debiti non fi- nanziari per 8,6 miliardi di euro (dalle multe a quelli commerciali). Varazzani si mise al lavoro.

Ottenne una entrata certa da parte del Te- soro: un contributo annuale perpetuo da 500 milioni di euro. Il governo poi si fa rida- re dal Comune di Roma 200 milioni di euro, che per 180 milioni sono pagati dai citta- dini della Capitale grazie a un aumento ad hoc dell’Irpef co- munale, e per 20 milioni sono assicurati dai viaggiatori di tutto il mondo costretti a pa- gare una sovrattassa di im- barco agli aeroporti di Fiumi- cino e Ciampino. Varazzani a quel punto ha la certezza di avere in tasca ogni anno 500 milioni di euro «per sempre». Si mette al lavoro. Scopre che alcuni debiti sono inesigibili, e semplicemente li cancella. Al Comune di Roma avevano svuotato come si dice tutti i cassetti senza nemmeno guardare. Salta fuori ad esempio che continuavano a inseguire 360 milioni di euro di vecchie multe ormai estinte perché da anni era intervenuto un condono. Un credito inesigibile che quindi viene cancellato. Per fortuna accade pure con qualche vecchio debito. Che risulta al primo controllo già saldato. Varazzani dice al governo allora in carica: «Per i debiti finanziari dove posso ricontratterò. Cercherò di fare in fretta e pagare tutti i debiti non finanziari. Quando avrò saldato l’ultimo cent di questa partita però me ne andrò, e la gestione commissariale dovrà esser chiusa». Grazie al contributo perpetuo da 500 milioni è andato dalle banche, e ha scontato con varie operazioni che vengono rinnovate già 30 anni di contributi. E cioè 15 miliardi di euro futuri, che verranno presi per 6 miliardi dalle tasche dei ro- mani e per 9 miliardi da quelle di tutti gli italiani. Man mano ha pagato i debiti, con un lavoro che ha fatto risparmia- re centinaia di milioni di euro di interessi passivi.

Al 31 dicembre scorso ne sono restati in tutto 14,9 miliardi, la gran parte finanziari. Secondo il suo ruolino di marcia nel 2017 avrà pagato tutti i debiti non finanziari, a patto che Marino si dia da fare e regoli debiti fuori bilan- cio, contenziosi ed espropri che in tutto valgono un mi- liardo di euro. A quel punto Varazzani se ne andrà, e la gestione commissariale sarà chiusa. Ma attenzione, non per le tasche degli italiani. Perché – ed è lui stesso a spiegarlo – a quel punto resterebbero i mutui. Quanto? «Qualcosa più di 5 miliardi di euro». Nove già scontati in banca per il futuro, qualcosa più di 5 miliardi alla fine, e 600 milioni di euro ora nella prima tranche: ecco fat- to il conto finale di 15 miliardi prelevati dalle tasche degli italiani (più altri 6 miliardi che verranno da quelle degli abitanti e viaggiatori di Ro- ma). Se vuole restare in sella fino alla fine della legislatura – dunque – Renzi è meglio che metta da parte risorse per Ro- ma. Perché fra 3 anni gli ar- riverà un conto dieci volte su- periore a quello pagato con- trovoglia oggi. «Lo Stato deci- derà che fare. O versa un nuovo contributo annuale per pagare le rate di quegli ol- tre 5 miliardi di mutui, oppu- re salda la cifra subito e li chiude tutti risparmiando su- gli interessi e spalmandosi la spesa su più anni, cosa che la gestione commissariale non può fare…».

Bersani: “Il premier e il suo governo non brillano per umiltà”

Pier-Luigi-Bersani_tuttacronacaPierluigi Bersani, 50 giorni dopo il malore che lo aveva colpito, è tornato in Aula per votare la fiducia al Governo Renzi. L’ex Segretario, ora, ha rilasciato un’intervista a Repubblica durante la quale spiega: “Io non cerco rivincite. E penso che il centrosinistra ha già vissuto molte lotte fratricide che non hanno portato bene”. L’ex segretario garantisce quindi il suo sostegno al premier e sottolinea di avere ”votato il governo con spirito collaborativo”. Quindi continua: ”Il premier e il suo governo non brillano per umiltà. Il punto è che hanno creato aspettative altissime ma resta l’indeterminatezza degli obiettivi”. Bersani ancora assicura: ”Se bisogna aiutare Matteo a rendere più concreti i suoi progetti, noi lo aiuteremo”. Bersani afferma di essere ”d’accordo” sulla flex security, di cui evidenzia però gli alti costi. Ma sottolinea: se ci fossero le coperture, ”un sostegno di 4 anni alle persone che perdono il lavoro può sostituire l’articolo 18. Il grande tabù della sinistra è già stato sostituito in molto casi dalla cassa integrazione in deroga. Allora sarebbe molto meglio scegliere la strada di un reddito di disoccupazione che dura 4 anni magari accompagnandolo a un efficace sistema di formazione professionale”. L’ex segretario spiega ancora che la cassa integrazione ordinaria oggi ”non basta più e quando la cassa è in deroga il modello somiglia sempre di più alla flex security senza averne le regole e in contrappesi”. In merito alle voci sulla sua possibile presidenza del Pd invece risponde: ”Questa è una domanda da non fare. Non all’ordine del giorno”.

Roma-Inter termina a reti invariate ma 1-1 come scorrettezze

derossi-icardi-tuttacronaca0-0. E’ terminata a reti invariate la partita tra Roma e Inter, anche se forse il risultato poteva essere diverso se fossero state notate dai giudici di gara due irregolarità in area che non sono sfuggite alle telecamere. Nel primo tempo, infatti, De Rossi ha colpito Icardi con un pugno mentre nella ripresa c’è stata una gomitata di Juan Jesus a Romagnoli. In entrambi i casi il pallone era in gioco quindi, se i due episodi fossero stati notati, avrebbero comportato un calcio di rigore ed una espulsione. Entrambi i giocatori verranno sicuramente squalificati con la Prova Tv dal giudice sportivo ma, al di là di questo, nell’economia della partita è certamente più importante il pugno di De Rossi, verificatosi prima cronologicamente, che avrebbe consentito all’Inter di tirare un calcio di rigore e di giocare parte del primo tempo e tutto il secondo in superiorità numerica.

Matteo Renzi e i 5 punti “per combattere la Mafia Spa”

renzi-saviano-tuttacronacaRoberto Saviano, nei giorni scorsi, scriveva una lettera a Matteo Renzi per invitare il neo premier a combattere la mafia e ora il segretario dem, che come lo scrittore parla attraverso le pagine di Repubblica, dà la sua risposta:

“Caro Roberto venerdì mattina, mentre leggevo dalle pagine di Repubblica iltuo articolo appassionato, ho pensato subito alle ragazze e ai ragazzi che ho conosciuto nel mio viaggio nella Terra dei Fuochi. O nei campi sottratti alla criminalità che ho visitato da amministratore, da Canicattì a Corleone, e – insieme a loro – alle tante persone perbene che hanno scelto, “nelle terre di mafia” di fare comunque la propria parte (…)”

Il premier parla quindi dei 5 punti “per combattere la Mafia Spa”:

Autoriciclaggio. Prevedo l’introduzione del delitto di autoriclaggio per punire così l’estorsore o il pusher che reimpiega il provento dei delitti.
Certificazione. Va ripensata la certificazione antimafia: troppo spesso si riesce ad aggirare. Servono controlli più severi.
Beni confiscati. Con urgenza porrò il tema della riforma dell’Agenzia nazionale dei Beni confiscati: restituire ai cittadini quanto i clan hanno loro sottratto.
I manager. Nei Comuni sciolti vanno inviati manager che possano operare a tempo pieno anche in deroga alle regole del patto di stabilità .
Corruzione. Ha un costo che ammonta a 60 miliardi di euro ogni anno. E’ fondamentale dare piena attuazione alle legge 190 del 2012. Mi impegno a nominare immediatamente, a partire già dai prossimi giorni, il Commissario anticorruzione, come previsto dalla stessa legge.

Ancora, nella sua lettera Matteo Renzi prende l’impegno di “nominare immediatamente, a partire già dai prossimi giorni, il Commissario anticorruzione”, come previsto dalla legge 190 del 2012. ed infine promette sostegno alle vittime: ”Mai più la sensazione di essere stati lasciati soli dallo Stato dopo aver denunciato!”.

La polveriera in Crimea: a rischio pace e sicurezza. Una seconda Sarajevo?

crimea-tuttacronacaGli occhi restano puntati sulla situazione in Crimea con il segretario di Stato americano, John Kerry, che ha avvertito Mosca che il dispiegamento di truppe russe in Ucraina minaccia “la pace e la sicurezza” nella regione e rischia di avere un impatto “profondo” sulle relazioni tra Stati Uniti e Russia. “A meno che la Russia non prenda misure immediate e concrete per far calare la tensione, l’effetto sulle relazioni tra Usa e Russia e sulla posizione internazionale di Mosca sarà profondo”. E mentre il Canada ha richiamato il suo ambasciatore a Mosca minacciando di non prendere parte al prossimo G8, miliziani armati hanno impedito l’accesso a diversi giornalisti stranieri al check-point nei pressi di Armiank, nel nord della Crimea. Tra le troupe respinte quelle di Bbc, della tv pubblica olandese Nos e di Mtv Finlandia. Ai reporter sono anche stati requisiti i giubbotti antiproiettile. Lungo la “linea di frontiera” i miliziani scavano buche per posizionare armamenti difensivi e cecchini. Nel frattempo, a Mosca si stanno organizzando due manifestazioni opposte, pro e contro “l’invasione” della Crimea. Ma anche in Italia se ne parla e Beppe Grillo, nel suo blog, ieri ha scritto un post che lancia un confronto forte: “Millenovecentoquattordici Sarajevo – 2014 Sebastopoli Ucraina”.

A furia di incidenti, di guerre provocate ad arte, di primavere improbabili, come quella fasulla in Libia, o come in Egitto dove ora comandano i militari dopo un colpo di Stato nel silenzio più assoluto delle cosiddette democrazie, a furia di nazioni usate come terreno di scontro di interessi internazionali a colpi di bombe e di disinformazione, come in Siria, la situazione potrebbe sfuggire a tutti di mano. Potrebbe scoppiare un incendio che brucia la casa come può succedere a un bambino che gioca con i fiammiferi. Andò così nel 1914, Sarajevo fu solo una scintilla.
In Ucraina sta succedendo qualcosa di grave, le cui conseguenze potrebbero essere imprevedibili. Un governo odiato da una parte della popolazione e amato viceversa dagli ucraini russofoni, circa 14 milioni contro 32 milioni di ucraini, è stato deposto con la forza, dalla piazza. Il presidente Viktor Yanukovich, eletto in regolari elezioni, non un dittatore in termini politici, è fuggito in Russia ed è sotto la protezione di Putin. L’Ucraina è vitale per la Russia per ragioni geopolitiche. La sua flotta militare è ospitata a Sebastopoli in Crimea che appartiene all’Ucraina. La Crimea, per i russi è russa, ancorché ceduta da Krusciov all’Ucraina nel 1954 quando era ancora in vita l’Unione Sovietica. A Sebastopoli sono presenti, grazie a un accordo tra i due governi, circa 15.000 militari della Marina russa. Dopo gli scontri di Kiev, i russi sono entrati nello spazio aereo dell’Ucraina con 13 aerei da guerra e 2.000. paracadutisti. Il parlamento della Crimea è stato occupato da forze fedeli a Yanukovich che ha dichiarato di considerarsi comunque il presidente dell’Ucraina. Putin ha ordinato la più importante esercitazione militare sul fronte occidentale dalla caduta del Muro, ai confini ucraini, che coinvolgerà 150.0000 militari. Obama ha dichiarato che ci saranno “conseguenze” per queste azioni “siamo profondamente preoccupati e in contatto con la Russia. Ogni intervento in Crimea sarebbe una grave violazione del diritto internazionale e della sovranità ucraina”. La Gran Bretagna ha consigliato a tutti i suoi cittadini presenti in Crimea di lasciarla al più presto. L’Europa rischia di fare la fine del vaso di coccio tra due vasi di ferro, Russia e Stati Uniti, prigioniera delle sue divisioni. In Ucraina, di chiunque siano le ragioni, si è affermato il principio che un governo eletto in libere elezioni può essere rovesciato non da nuove elezioni, come sarebbe normale in democrazia, ma dalla piazza armata.Oggi l’Ucraina e domani? Quali altre piazze? Quali altre “primavere”?

Rissa ad Ercolano: perde la vita un 18enne

omicidio-ercolano-tuttacronacaE’ costata la vita a un 18enne una rissa scoppiata nella serata di sabato 1 marzo a Ercolano. Il giovane, Gaetano Lavini, ha riportato gravi ferite di arma da taglio ed è morto poco dopo essere stato portato all’ospedale Maresca di Torre del Greco. Nella rissa anche un 17enne è rimasto ferito e proprio su di lui si concentrano le attenzioni degli investigatori che stanno al momento indagando per cercare d’identificare i responsabili. Al momento non è stata ancora trovata l’arma. Non viene escluso che la rissa sia stata una sorta di regolamento di conti, una vendetta maturata per una lite scoppiata una settimana fa al confine con Torre del Greco. Don Marco Ricci, il parroco della chiesa di Santa Maria della Consolazione particolarmente impegnato nel sociale, ha riferito che “il giovane sarebbe diventato presto papà. Il diffondersi di armi da taglio, facili da procurarsi e da occultare, ricorda il sacerdote, “ha spinto qualche anno fa il cardinale Crescenzio Sepe a formulare l’appello ai giovani ‘deponete i coltelli'”.

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