Leo Di Caprio molestato sul red carpet da un reporter!

dicaprio-molestato-tuttacronacaHa dell’incredibile quanto accaduto a Leonardo Di Caprio mentre percorreva il red carpet del Santa Barbara Film Festival. Mentre si recava alla proiezione del suo ultimo film, The Wolf of Wall Street, l’attore hollywoodiano è stato infatti raggiunto dal reporter ucraino Vitalii Sediuk che, saltatogli addosso, gli ha ripetutamente palpato le parti intime. La star non ha reagito e ha aspettato imbarazzato l’intervento della security.

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“La lobby gay in Vaticano pericolosa per la sicurezza del Papa”. Parla Maeder

guardie_svizzere-tuttacronacaA parlare è il 51enne Elmar Maeder, svizzero del Canton San Gallo, che dal 2002 al 2008 comandò le guardie del Papa e ora, in un’intervista al settimanale elvetico Schweiz am Sonntag, dice che esiste “Una lobby gay  talmente potente da essere pericolosa per la sicurezza del Pontefice”. Maeder denuncia il potere degli ambienti omosessuali, in Vaticano. “Dell’esistenza di quella lobby gay posso parlare per esperienza personale”. Tanto che l’ex-comandante delle Guardie Svizzere dichiara di aver messo in guardia i suoi uomini, dalle attenzioni di taluni esponenti della curia particolarmente “lascivi”. “Il problema è che questa rete è composta di persone talmente fedeli, l’una all’altra, da costituire una sorta di società segreta”. E lascia intendere che si tratti di una società segreta più forte, ancora, della stessa istituzione vaticana. “Per questo motivo – rincara – se avessi scoperto che uno dei miei uomini era gay, mai e poi mai gli avrei consentito di fare carriera”. “Anche se, per me, l’omosessualità non costituisce un problema, il rischio di slealtà, sarebbe stato troppo elevato”, sostiene l’ex-ufficiale degli alabardieri. Già in precedenza una delle guardie svizzere che avevano servito ai suoi ordini aveva raccontato di aver subito vere e proprie molestie, sia da parte di un esponente della Segreteria di Stato vaticana che da parte di un Cardinale. L’attuale portavoce delle guardie vaticane, Urs Breitenmoser, ha tuttavia, minimizzato quelle accuse di molestie.”. “Le voci di una rete gay, all’interno del Vaticano non sono un nostro problema. Le preoccupazioni dei nostri uomini sono, esclusivamente, di natura religiosa e militare”.

Scandalo in Vaticano: guardie svizzere molestate dai preti

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Due guardie svizzere nel giro di pochi giorni. Due guardie svizzere in servizio in Vaticano che denunciano la stessa cosa: molestie sessuali subite da parte di prelati. A rivelare le presunte molestie, in entrambi i casi, è il giornale svizzero Schweiz am Sonntag.

La prima guardia a raccontare il tutto al giornale ha preferito restare anonima. Nel frattempo si è sposata, è tornata in Svizzera e non vuole correre rischi. Eppure il racconto di “G.”, così lo chiama il giornale svizzero, era stato inquietante. La guardia avrebbe ricevuto inviti da un prelato a raggiungerlo dopo la mezzanotte nei suoi appartamenti. Non solo: diversi inviti a cena da parte di più religiosi e proposte sessuali che col passare del tempo si sono via via fatte più esplicite. Addirittura, secondo il soldato, un prelato sarebbe andato in Svizzera mentre lui era in ferie per continuare con le avances.

Cassazione shock: non è reato fare sesso con una 11enne se è amore!

sesso-con-minore-tuttacronacaUn 60enne dipendente del comune di Catanzaro era stato condannato in processo a cinque anni per violenza sessuale su minore ma ora la Cassazione ha rivisto la condanna e la sentenza è di quelle destinate a far parlare: il sesso con un minore non è reato se c’è amore. Secondo la Suprema Corte tra l’uomo e la piccola 11enne, proveniente da una famiglia disagiata che l’aveva affidata alle cure dell’uomo, ci sarebbe stata una vera e propria relazione sentimentale. Le molestie erano state dimostrate con una prova inequivocabile: l’uomo era infatti stato sorpreso nel letto della villetta al mare con la ragazzina mentre erano abbracciati, entrambi nudi. Come riporta “Il quotidiano della Calabria” la ragazzina avrebbe sempre chiesto conferma dei sentimenti del 60enne, centinaia di intercettazioni raccolte dai poliziotti descrivono passo per passo questa relazione. La Cassazione ha preso atto del materiale e ha accertato l’amore tra i due, scagionando l’uomo.

Usa shock: si possono molestare gli stagisti? Per il giudice non è reato

molestie-lavoro-tuttacronacaUna sentenza del Tribunale distrettuale di New York è destinata a far discutere: afferma infatti che molestare gli stagisti non è reato. Già nel 1994 Bridget O’Connor, stagista infermiera, soprannominata “Miss Molestie Sessuali”, denunciò uno dei medici per cui lavorava per chiamarla in questo modo. La giovane si era appellata al capitolo VII del “Civil Right Act”, la legge sui diritti civili. Il giudice respinse la richiesta – e l’appello confermò tale decisione – con la motivazione che “non è una salariata”. A questa sentenza ha fatto ora riferimento il giudice responsabile del caso di Lihua Wang, che ha denunciato un manager della Phoenix Satellite Tv. La Wang, studentessa della Syracuse University venne presa come stagista nel 2009 dalla sede di New York della compagnia, appartenente al Phoenix Media Group di Hong Kong. Qui il capo della redazione di Washington, Zhengzhu Liu, l’avrebbe molestata attirandola con un pretesto in una camera di hotel. Secondo quanto racconta la ragazza, una volta soli l’uomo prima le parlò dell’ipotesi di un impiego fisso e poi le mise le braccia attorno al corpo, tentando di baciarla e “stringendole una natica con la mano sinistra”, secondo il testo della denuncia. La 22enne rifiutò le avances e lasciò l’albergo. Dopo pochi giorni Liu decise di non rinnovarle lo stage. Ora il giudice di New York, esaminati documenti e testimonianze, è giunto alla conclusione che la giovane non può avanzare alcuna richiesta di danni nei confronti del capo della redazione di Washington “perché non aveva lo status di impiegata a pieno titolo”. Si legge infatti nella sentenza: “Non c’è alcun dubbio su fatto che Wang non fosse remunerata per i suoi servizi lavorativi e dunque le leggi sui diritti umani che a New York proteggono i dipendenti non possono essere applicate a sua protezione”.

Molesta 19enne alla fermata del bus!

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A Roma, nel quartiere di Tor Bella Monaca, un giovane romeno di 24 anni, già conosciuto alle forze dell’ordine, ha molestato una connazionale di 19 anni alla fermata del bus.  La ragazza, ferma alla fermata, dopo aver notato gli sguardi insistenti del giovane, ha immediatamente afferrato il cellulare e chiamato un’amica. Poi ha deciso di attraversare la strada per allontanarsi dal ragazzo, ma subito dopo l’attraversamento si è sentita afferrare per un braccio e poi molestata. La 19enne con non poca difficoltà è riuscita a fuggire, attirando l’attenzione di una pattuglia dei carabinieri in transito. I militari, dopo un breve inseguimento a piedi, hanno fermato il romeno che stava cercando di scappare per le campagne, prima che potessero raggiungerlo i familiari della ragazza, giunti nel frattempo, intenzionati a farsi giustizia da soli.

 

Spiata in ufficio, microtelecamere anche nelle penne.

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Lui un capoufficio 50enne trevigiano e lei una 40enne sposata costretta a subire prima l’intrusione tra le sue cose, poi l’avance dell’uomo e infine scoprire di essere costantemente spiata con microtelecamere nascosti negli oggetti più comuni. Dalla penna, alla chiavetta usb, ma soprattutto quella telecamera nascosta nell’orologio da polso dell’uomo che filmava le gambe e il décolleté dell’impiegata. I primi sospetti erano giunti quando la donna aveva notato che durante la pausa caffè le sue cose venivano manomesse. Impronte sul cellulare e borsa in disordine erano state le prime avvisaglie che l’avevano portata poi a chiedere un cassetto personale dove riporre i suoi oggetti personali. Poi la situazione era diventata insostenibile: il capo ufficio aveva cercato degli approcci e la donna aveva anche pensato di cambiare lavoro, ma in tempo di crisi era stata costretta a desistere dall’idea di abbandonare il suo posto. Poi con il passare del tempo si era fatta sospettosa al punto di avere la sensazione di essere spiata. Sensazione che ben presto è stata confermata quando un gesto del polso dell’uomo ha svelato una terribile verità. La 40enne è andata in internet  dove ha scoperto che l’orologio del suo capo ufficio contiene una microtelecamera nascosta, così come le penne o la chiavetta usb. Ha quindi sporto denuncia per interferenze illecite nella vita privata e molestie.

Bimbo viene obbligato a incontrare il padre pedofilo: aveva molestato la sorellina

servizisociali-padova-tuttacronacaL’avvocato Francesco Miraglia del foro di Modena ha querelato una psicologa ed un’assistente sociale di un consultorio dell’Alta Padovana che fa capo ai Servizi sociali dell’Ulss 15. Scrive il legale: “Il figlio della mia assistita viene costretto dai servizi ad incontrare il padre, dopo che l’uomo è stato rinviato a giudizio con l’accusa di aver compiuto abusi sessuali. L’uomo aveva molestato anche la sorellina”. L’azione legale della madre del bimbo è stata intrapresa il 29 giugno scorso: la richiesta è che le due professioniste non si occupino della vicenda avvenuta quando il figlio aveva 3 anni e la figlia 11. Ha spiegato l’avvocato: “Nel 2007 la donna sospetta che il compagno molesti la figlia e quest’ultima, interrogata nel Tribunale di Padova, racconta di come sia stata obbligata dall’uomo a vedere film pornografici, a denudarsi davanti a lui e di come questo adulto la ritenga ‘l’unica donna della sua vita’, invitandola poi, compiuti i quattordici anni, a «vivere insieme per essere una famiglia”. Il legale continua quindi la ricostruzione: “Il fratello più piccolo, nel frattempo, viene obbligato a chiamare ‘mamma’ la sorella e a subire i primi abusi. Il bimbo già all’epoca comincia a dare i primi segni di insofferenza. Il suo comportamento cambia ogni volta che incontra il padre che, nel frattempo, non abita più con loro. Anche il bambino viene ascoltato dal Giudice e nel 2012, l’uomo viene rinviato a giudizio con l’accusa di violenza sessuale sul proprio figlio. Malgrado questo, il Tribunale per i Minori di Venezia obbliga il piccolo a vedere comunque il padre presso i Servizi sociali. Il bambino non approva la scelta e manifesta più volte il suo dissenso, anche davanti agli stessi operatori”. Ancora Miraglia: “Nel giugno scorso i Servizi sociali vengono invitati a presentare una relazione al Tribunale per i Minori di Venezia. La donna si sente ‘accusare’ dagli operatori del Servizio di manipolare il figlio a suo favore. Tutte queste accuse non solo non sono supportate da documenti, da testimonianze, ma denotano come ci sia stato un vero e proprio accanimento contro la donna, che io ritengo ingiustificato. Se il figlio non incontra il padre, è stato detto alla madre, l’alternativa è l’allontanamento”.

Stalker insegue l’ex compagna… fino in caserma. Arrestato!

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Una donna aveva sporto denuncia contro il suo ex compagno per stalking e molestie e per questo era stata condotta in un luogo protetto a seguito dell’attuazione dei sistemi di tutela, mentre erano al vaglio dell’inquirente le misure cautelari da intraprendere nei confronti dell’uomo. Ma questo non ha fatto desistere lo stalker. Le telecamere dei Carabinieri di Lido di Camaiore, nel Livornese, hanno ripreso l’arrivo della donna, impaurita e trafelata, all’ingresso della caserma. L’ex convivente, un 53enne, l’aveva inseguita fino all’ingresso, in auto, dopo averla in precedenza speronata e costretta fermarsi frantumandole il finestrino con un’ascia che poi è rimasta all’interno della vettura. A quel punto la vittima è risucita a ripartire, destinazione la stazione dei Carabinieri raggiunta la quale ha lasciato il veivolo per rifugiarsi nell’edificio. A quel punto l’aggressore, sopraggiunto, ha cercato di recuperare l’arma dall’abitacolo ma i carabinieri sono intervenuti bloccandolo dopo che aveva tentato la fuga. La donna ora è in ospedale per i traumi riportati durante l’inseguimento mentre lui, in stato di arresto, verrà ricoverato in psichiatria.

Violenza gratuita contro le foche… chiusa la spiaggia di San Diego!

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A San Diego, in California, la spiaggia di La Jolla è stata temporaneamente chiusa al pubblico dopo che due ragazze hanno abusato di alcune foche: non solo le hanno prese a calci, ma le hanno anche tirate per le pinne e molestate in diversi modi. Si sono spogliate e hanno inscenato atti sessuali con gli animali. A incastrare le giovani sono state le telecamere installate proprio per proteggere le foche che di notte arrivano in massa sul litorale. E questo non sarebbe il primo caso di maltrattamenti compiuti sui mammiferi marini, che peraltro in questo periodo sono in stato interessante. La decisione di impedire l’accesso al bagnasciuga è stata presa dal sindaco Bob Filner come misura d’emergenza.

E venne il giorno in cui la Chiesa PATTEGGIO’!

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L’arcidiocesi cattolica di Los Angeles ha accettato di pagare quasi 10 milioni di dollari (e poi è la Chiesa dei deboli e dei poveri?) per chiudere per vie extragiudiziarie 4 casi di abusi sessuali di un prete su minori. Si tratta del caso dell’ex sacerdote Michael Baker, di cui fu investito a suo tempo l’allora arcivescovo Roger Mahony, ora impegnato nel Conclave.

La notizia è stata confermata dall’avvocato della diocesi, Michael Hennigan, che ha sottolineato che il patteggiamento è stato deciso per tutti i casi in cui è accusato l’ex sacerdote Michael Baker: due di questi sarebbero dovuti andare presto sotto processo. Secondo l’autorità giudiziaria, in 26 anni di ministero l’ex sacerdote avrebbe molestato almeno 23 ragazzini. Solo nel 2007, messo sotto processo, aveva ammesso in tribunale abusi su due minori ed era stato condannato a 10 anni di carcere. Nel 2011 è stato rilasciato sulla parola.
Il caso Baker rientra nei documenti recentemente pubblicati dalla diocesi di Los Angeles da cui emerge che il prete incontrò nel 1986 l’allora arcivescovo Roger Mahony e confessò di aver molestato due fratellini per quasi sette anni. Mahony, che si trova a Roma per eleggere il nuovo papa, ordinò a Baker di sottoporsi a terapia psichiatrica in New Mexico ma alla fine il prete fu reintegrato nel suo ruolo sacerdotale e tornò a molestare di nuovo.
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