Tutti sul carro del vincitore: i politici e La Grande Bellezza

La-grande-bellezza-politica-tuttacronacaIn Italia basta una statuetta, anche se si tratta di un premio importante quale l’Oscar, per mettere tutti d’accordo. E per dimostrare una volta di più come si è pronti a salire sul carro del vincitore per sfruttare l’occasione di onori e gloria. Ecco allora che se l’ambito premio torna sul suolo italico dopo 15 anni (allora a trionfare fu l’inarrivabile La vita è bella di Benigni) con Paolo Sorrentino e il suo La Grande Bellezza, è questione di attimi prima che arrivi l’ovazione. Fiat crea uno spot ad hoc e la politica si tuffa nel patriottismo. Sul Fatto Quotidiano scrive Andrea Scanzi:

È un po’ come quando la gente esulta perché in quello stesso bar qualcuno ha vinto all’Enalotto: un misto di tenerezza e follia, perché il neovincitore è uno sconosciuto e dunque la sua vittoria non cambierà la vita di chi sta esultando. Qui però, oltre alla sensazione di straniamento, c’è forse un po’ di malafede. La vittoria di Paolo Sorrentino ha ispirato una quantità torrenziale di felicitazioni illustri (o pseudo-tali): un esercito di chi è felice davvero e di chi simula invece entusiasmo per mettere il cappello sul successo altrui. Magari sfruttandone la scia, magari elemosinando uno strapuntino di attenzione. Giusto essere felici per un premio a un bel film e a un cineasta prodigioso. Meno giusto, o quantomeno bizzarro, che tra i primi ad appropriarsi dell’Oscar sia Dario Franceschini. Certo, è italiano. Certo, è ministro della Cultura. Ciò nonostante, sfuggono i punti di contatto tra Franceschini e la bellezza (non necessariamente grande).

SU TWITTER, Franceschini pareva incontenibile: “Viva Sorrentino, viva il cinema italiano! Quando il nostro Paese crede nei suoi talenti e nella sua creatività, torna finalmente a vincere”. Non pago di una tale retorica, profusa con generosità invidiabile, Franceschini ha poi aggiunto: “Ho telefonato a Sorrentino per dirgli della mia gioia e ringraziarlo. Al risveglio sarà per l’Italia un’iniezione di fiducia in se stessa”. Particolarmente attiva la politica di quasi-sinistra nell’esprimere giubilo. Così Luigi De Magistris, sindaco di Napoli: “Ringrazio Sorrentino per avere inserito tra le sue fonti d’ispirazione Maradona e Napoli. Da Napoli, la città intera vi fa immensi complimenti”.

De Magistris, che pure da candidato sindaco si ergeva a novello “Gunny” Eastwood refrattario alla melassa, è inciampato pure lui nella finzione ipocrita della bellezza come panacea di tutti i mali: “(Sono) felice e orgoglioso per La grande bellezza di Sorrentino e Servillo. È con la bellezza che si sconfigge la crisi morale e culturale”. Non poteva mancare Matteo Renzi, che non ha rinunciato al “maanchismo” nemmeno parlando dell’Oscar: “In queste ore dobbiamo pensare ad altro e lo stiamo facendo. Ma il momento orgoglio italiano per Sorrentino e #LaGrandeBellezza ci sta tutto” (Renzi, da buon politico gggiovane, usa gli hashtag; Franceschini, da buon residuato bellico, no). Meno ilare la politica di destra, che però – non avendo di fronte un regista facilmente etichettabile – si è limitata a qualche affondo qua e là: altri tempi quelli in cui Giuliano Ferrara criticava così tanto La vita è bella da farlo piacere anche a chi non lo aveva amato. C’è anzi chi a destra ha addirittura plaudito, tipo Giancarlo Galan: un brutto colpo per Sorrentino. Ancora più ferale per il regista l’apprezzamento di Alemanno che in una nota ha scritto: “Il modo migliore per portare Roma verso il riscatto civile e verso l’uscita dalla crisi economica è quello di investire sulla sua bellezza e sul suo immenso patrimonio artistico e culturale”. Il profilo facebook di Roma Capitale ha scelto di cambiare la foto di copertina scegliendo quella del film. (…)

Il fatto che la pellicola non sia tanto sulla grande bellezza quanto sulla perdita di essa, è ovviamente un dato marginale: l’importante è fermarsi al titolo. L’importante è fare il trenino come in discoteca, canticchiando Brigitte Bardot Bardot o – meglio – Ahhh ahhh ahhh ahhh, a far l’amore comincia tu.

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La Nasa “copia” Gravity: niente effetti speciali!

nasa-gravity-tuttacronacaIl film “Gravity” di Alfonso Cuaron ha sbancato agli Oscar, anche se non è riuscito ad aggiudicarsi la statuetta come miglior film, andata invece a “12 anni schiavo”. Ma la pellicola, tra le sette categorie dove ha trionfato, tra cui miglior regia, ha conquistato anche l’Oscar per gli effetti speciali. Che tolgono il fiato ma, sottolinea la Nasa, un film non può competere con la realtà. E per testimoniarlo pubblica sul web una favolosa galleria fotografica che ripercorre, con veri scatti dallo spazio, la trama del film di cui sono protagonisti George Clooney e Sandra Bullock:

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La morte shock di Philip Seymour Hoffman: che ne sarà di Hunger Games?

Philip-Seymour-Hoffman-in-The-Hunger-Games-tuttacronacaIeri la terribile notizia: è morto per presunta overdose il premio Oscar Philip Seymour Hoffman, all’età di 46 anni. L’ultima comparsa sul grande schermo l’ha visto rivestire i panni di Plutarch Heavensbee nel film Hunger Games: La ragazza di fuoco e ora la domanda è: che ne sarà della saga? Perchè l’attore sarebbe dovuto tornare sul set per il doppio ultimo capitolo finale del franchise Lionsgate, ovvero Hunger Games: il canto della Rivolta. L’attore di film come Il Dubbio, The Master e Capote, aveva infatti girato parte delle riprese riguardanti la prima delle due parti cinematografiche, in uscita a fine novembre. Le possibilità che si potevano vagliare erano due: cambiare volto al personaggio, facendo rigirare tutte le scene già portate a casa, oppure modificare la presenza di Plutarch all’interno della trama, trovando un modo pratico e credibile per motivare la sua scomparsa. Quello che ora è noto è che la sua scomparsa non influirà sull’uscita al cinema dei due capitoli de Il Canto della Rivolta: Mockingjay Part 1 uscirà il 21 novembre del 2014, mentre Mockingjay Part 2 il 20 novembre del 2015, anche se Deadline suggerisce che questa seconda parte potrebbe andare incontro a problemi maggiori proprio per quei 7 giorni di riprese mancate. Ma una soluzione verrà trovata. Dalla Lionsgate è arrivato il messaggio di cordoglio:

“Philip Seymour Hoffman è stato un singolare talento e uno degli attori più dotati della nostra generazione. Siamo stati molto fortunati ad aver abbellito con lui la nostra famiglia Hunger Games. Perderlo nella sua perfezione è stata una tragedia, e inviamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia di Philip”.

Quello che è certo, come riporta Cineblog, è che la casa di produzione ci regalerà, nel 2015, le ultime immagini di Seymour Hoffman sul grande schermo. Nei panni di Plutarch Heavensbee.

Shock nel mondo del cinema: muore il premio Oscar Hoffman per overdose!

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Si tinge di nero il mondo del cinema dopo aver appreso la tragica morte di Philip Seymour Hoffman, premio Oscar per la magistrale interpretazione di Truman Capote, che oggi è stato trovato morto nel suo appartamento di Manhattan, a New York. Prima la notizia, poi la smentita e infine la triste conferma.

Shock per i colleghi e fan  quando il Wall Street Journal, che ha pubblicato per primo la notizia, ha ventilato l’ipotesi che  l’attore sarebbe stato stroncato da un’overdose. Hoffman aveva in passato lottato contro la tossicodipendenza, finendo in rehab poco più di un anno fa per abuso di eroina. Volto leggendario del cinema indipendente americano degli anni 90: Boogie Nights, Happiness – Felicità, Magnolia, Quasi famosi, La 25ª ora, Onora il padre e la madre, Il dubbio, fino a The Master. A breve sarebbe dovuto tornare dietro la macchina da presa in qualità di regista con Ezekiel Moss. Hollywood resta senza fiato e il mondo senza uno dei più geniali interpreti degli ultimi 20 anni… CIAO PHIL!

Addio a Joan Fontaine, la star premio Oscar di Hitchcock

joan-fontaine-tuttacronacaE’ morta all’età di 96 anni la star di Hollywood degli anni 40 Joan Fontaine. L’attrice Oscar nel 1942 per il film “Il sospetto” di Alfred Hitchcock si è spenta per cause naturali nella sua casa di Carmel, in California.

Nata il 22 ottobre 1917 a Tokyo, cittadina britannica naturalizzata americana nel 1943, era la sorella minore di Olivia de Havilland, con cui visse una grande rivalità artistica. Dopo un’infanzia segnata da problemi di salute e dalla separazione dei genitori, si trasferì negli Stati Uniti con la madre, della quale adottò il cognome d’arte, e la sorella Olivia. Il suo debutto sul grande schermo risale al 1935 e nel 1941 fu voluta da Alfred Hitchcock accanto a Laurence Olivier per il suo film d’esordio americano, ‘Rebecca, la prima moglie’ che le valse la prima nomination all’Oscar.

Molti furono i grandi registi con i quali lavorò, tra questi: Billy Wilder (“Il valzer dell’imperatore”), Fritz Lang (“L’alibi era perfetto”), George Cukor (“Donne”) e Nicholas Ray (“La seduttrice”). Sposata quattro volte, ha avuto due figlie. Il suo nome è iscritto nella Hollywood Walk of Fame di Los Angeles. L’Oscar vinto per “Il sospetto”, film nel quale recitava accanto a Cary Grant, la rese l’unico interprete di un’opera del regista inglese, donna o uomo, a ottenere l’ambita statuetta. Nello stesso anno, riuscì a battere la sorella, a sua volta candidata con “La porta d’oro” di Mitchell Leisen. Olivia De Havilland si sarebbe poi rifatta nel 1946, imponendosi con “A ciascuno il suo destino”, sempre per la regia di Leisen, e doppiando il successo tre anni dopo con “L’ereditiera” di William Wyler.

Una terza candidatura per la Fontaine risale al 1943, per “Il fiore che non colsi” diretto da Edmund Goulding. Dai suoi quattro matrimoni, si sono sempre conclusi con un divorzio, Fontaine ebbe una figlia, Deborah Leslie, e nel 1952 ne adottò una seconda, Martina, di origini peruviane, che però se ne andò di casa già nel 1963. Una delle vicende più dolorose per l’artista, come lei stessa raccontò nell’autobiografia data alle stampe nel 1978: “No Bed of Roses”, nessun letto di rose per lei.

Kim Basinger, pronta a spegnere le 60 candeline

kim-basinger-tuttacronacaKimila Ann Kim Basinger è nata l’8 dicembre 1953 ad Athens, in Gorgia, negli Stati Uniti e vinse il premio Oscar come Miglio Attrice Non Protagonista in L.A. Confidential. “Nel suo discorso di ringraziamento, disse: “Se qualcuno ha un sogno, che sappia che questa è la prova che è possibile realizzarlo”. Con Alec Baldwin, secondo marito dopo Ron Snyder, ha avuto una figlia, Ireland, una 18enne che le assomiglia molto e lavora come modella.

Come attrice, è stata una dei miti dell’erotismo cinematografico. In un’intervista del 1997, parlando del film che le fece guadagnare l’Oscar, nel quale interpreta una prostituta di lusso, la protagonista di 9 settimana e 1/2 confidò: “Essere un sex symbol in America è più difficile che non esserlo in Europa”. Il suo ultimo lavoro cinematografico è Grudge Match, una commedia con Sylvester Stallone e Robert De Niro. Uno dei suoi segreti di bellezza? Si dice sia non prendere il sole. Ecco una carrellata di foto per vedere i suoi cambiamenti nelle ultime decadi, ora che si appresta, domenica, a compiere 60 anni:

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Sbirciando oltre lo schermo: sul set de Il Padrino

ilpadrino-set-tuttacronacaE’ il fotografo Steve Shapiro il privilegiato che ha avuto la fortuna d’introdursi sul set del film Il padrino di Francis Ford Coppola e immortalare alcuni momenti delle riprese, permettendoci così di sbirciare oltre quello che si vede al cinema. Shapiro ha colto l’opportunità per ritrarre tanto momenti che sono vere e proprie icone della cinematografia che squarci di “vita reale” del cast, come una sessione di trucco di Marlon Brando o lo stesso che ringrazia i presenti che lo applaudono al termine di una scena. Vi presentiamo 10 delle immagini che il fotografo ha raccolto nel volume edito da Taschen The Godfather Family Album, e pubblicate dall’HuffPost Arts.

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Smentita sul presunto alzheimer di Connery.

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Dopo la diffusione, ieri, della notizia sul presunto alzheimer che avrebbe colpito l’attore, oggi c’è la secca smentita di Nancy Seltzer, portavoce dell’attore scozzese, che tre anni fa ha annunciato di non avere più voglia di recitare: «Nello stesso articolo sembra che Sean viva in Spagna, dove tutti sanno lui non vive. Questo articolo è stupido e insensato. Non ho alcuna intenzione di dare credito a queste ridicole storie: sono sicura che Michael sia stato frainteso». Lo stesso Caine avrebbe preso le distanze dall’articolo del giornale tedesco: «Ho rilasciato alcune interviste in Germania per un mio nuovo film e qualcuno ha equivocato le mie parole. Io e mia moglie abbiamo sentito Sean per telefono la scorsa settimana per il suo compleanno e stava benissimo».

Forse il domenicale tedesco però ha calcato un po’ la notizia anche se in effetti la parola alzheimer è scritta solo nel titolo, nel corpo invece l’attore scozzese, che secondo il giornale non rilascerebbe interviste e vedrebbe solo pochi amici di vecchia data, viene descritto con lo sguardo assente per le strade di Manhattan e secondo alcuni testimoni non sarebbe neppure in grado di riconoscere i luoghi.

Lo 007 per eccellenza, Sean Connery, affetto da Alzheimer

malato-saen-connery-tuttacronacaE’ stato il tabloid tedesco Bild am Sonntag ieri, ripreso oggi dal Daily Mail, a dare la notizia che Sean Connery, l’intramontabile mito hollywoodiano, è affetto da Alzheimer. A darne notizia è stato il suo migliore amico, Sir Michael Caine. Secondo l’attore, il collega premio Oscar, 83 anni, “non avrebbe più il controllo dei suoi sensi”. Finora, la moglie Micheline Roquebrune, 77 anni, ha steso un cordone sanitario per proteggerlo e ha cercato di mantenere il riserbo, ma sembra che lo 007 per eccellenza non sia più in grado di ritornare a casa senza aiuto. Stando al tabloid tedesco, “Connery ha dimenticato la sua vita”. L’ultima apparizione dell’attore sul grande schermo risale al 2003, quando interpretò La leggenda degli uomini straordinari.  Due anni fa rivelò di non aver più alcun interesse nel recitare.

“Lei non sa chi sono io!” In manette Reese Whiterspoon

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E’ trapelata solo oggi la notizia che, venerdì scorso, sono scattate le manette ai polsi dell’attrice statunitense premio Oscar Reese Whiterspoon e del marito Jim Toth. L’auto della coppia, guidata dal marito, è stata fermata dalla polizia ad Atalanta, Georgia, dove l’attrice sta girando “The good lie”. Per l’uomo è scattato il fermo per guida in stato di ebbrezza mentre l’attrice protestava e ostacolava i controlli senza dar retta all’intimidazione degli agenti di restare in auto. Al poliziotto che l’ammanettava, la donna avrebbe detto “Andrai a finire in prima pagina”aggiungendo di non credere che a fermarli fossero stati dei veri agenti. Tra le affermazioni polemiche non è mancata la classica “lei non sa chi sono io”. La coppia è stata in seguito rilasciata e dovraà rispondere delle accuse davanti ad un giudice.

Ci si prepara per il 24/2, va di scena l’Oscar Luncheon

Il 24 febbraio verranno assegnati gli Oscar intanto, come di rito, si è tenuto l’Oscar Luncheon. Al pranzo vengono inviati tutti i candidati alla vittoria per le raccomandazioni di rito. Quest’anno il motto è stato “Siate brevi e memorabili!”oscars-aug31

Ciao al “re degli attori non protagonisti”! Charles Durning,uno dei grandi caratteristi.

Da “La gatta sul tetto che scotta” a “La Stangata”, passando per “Tootsie” se ne va uno dei grandi talenti comici americani!

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