McDonald’s chiama Italia: arriva l’hamburger alla Chianina

mcdonalds-chianina-tuttacronacaAl Forum dell’alimentazione di Coldiretti a Cernobbio, è stata presentata la nuova proposta di McDonald’s: un panino con l’hamburger a base esclusivamente delle pregiate carni Piemontese e Chianina. La nuova specialità è frutto della partnership con Inalca del Gruppo Cremonini e con Coldiretti (i cui allevatori riuniti nella Filiera agricola italiana garantiranno la carne certificata). Quello che prevede l’accordo è la fornitura di carne di alta qualità e proveniente dagli allevamenti italiani di vitelloni di queste due razze autoctone del Centro e del Nord Italia. L’attesa non sarà lunga: già il 13 novembre, infatti, sarà possibile assaggiare i nuovi panini. Ha spiegato il presidente della Coldiretti Sergio Marini: “L’accordo per noi rappresenta una occasione per far conoscere anche ai più giovani la straordinaria qualità delle carni delle razze autoctone italiane che sono un patrimonio di biodiversità, di sicurezza alimentare e di valori nutrizionali, unici ed esclusivi del nostro Paese” . L’amministratore delegato di McDonald’s Italia, Roberto Masi, ha poi aggiunto: “McDonald’s ha iniziato nel 2008 un percorso di valorizzazione dei prodotti italiani, ma è la prima volta che utilizziamo per i nostri hamburger carne chianina e piemontese. La volontà è quella di far assaggiare due grandi eccellenze a tutti gli italiani, grazie ai nostri prezzi accessibili e alla capillarità dei nostri ristoranti”. Ha osservato infine Luigi Scordamaglia, ad di Inalca: “Il nostro Gruppo è particolarmente orgoglioso di poter in questo modo contribuire al riconoscimento delle eccellenze italiane sui mercati nazionali ed internazionali ed alla valorizzazione del lavoro non semplice degli agricoltori italiani”.

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Balenottere confuse, entrano nel porto di Genova

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Due balenottere “confuse” sono entrate nel porto di Genova a Multedo ed è stato l’equipaggio di una motovedetta della Guardia di Finanza, allertato da alcuni pescherecci, a prestare soccorso ai crostacei per ricondurle in mare aperto. I cetacei infatti, avevano ormai perso l’orientamento e si temeva che si potessero spiaggiare. Inoltre la loro presenza nel porto era considerata un pericolo per la navigazione portuale. Grazie all’aiuto della motovedetta, le balenottere in buona salute sono state riaccompagnate in mare aperto.

Cori anti-napoletani in Milan-Udinese, Galliani “segmenteremo la curva”

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Di nuovo cori anti-napoletani, di nuovo dai tifosi del Milan. Così al termine della partita Galliani,  forte della sentenze del Giudice Sportivo Tosel che si era già espresso sui cori anti-napoletani nella sesta giornata di campionato, ha affermato ”Mi auguro e spero che non si ritorni alla chiusura della Curva. Noi segmenteremo la Curva perché i cori arrivano sempre da un segmento particolare. Intanto stasera abbiamo giocato con uno stadio caloroso, consono. Chiudere gli stadi è davvero un peccato, già sono brutti e vecchi”.

Spacciatori fermati e quartiere in rivolta “questa è zona nostra”

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Caivano, nel Napoletano, è da sempre considerato uno dei fortini della camorra. Dopo il ritrovamento dei fusti tossici, ora però il problema si è spostato sullo spaccio. Gli agenti infatti hanno fermato due uomini e un intero quartiere è sceso a “difendere” gli spacciatori. Più di un centinaio di persone hanno gridato  “ Jatevenne, questa è zona nostra” e hanno minacciato di morte e aggredito i due agenti in borghese. Uno dei due spacciatori si è dato alla fuga a bordo di uno scooter, mentre il complice, dopo aver gettato via alcune dosi, ha guidato la folla alla rissa con uno dei due poliziotti. In breve anche il secondo spacciatore è riuscito a dileguarsi.

Gli agenti del commissariato di Afragola però non hanno digerito bene l’incidente così che la risposta è avvenuta nella notte. L’intero commissariato al comando del vice questore Sergio Di Mauro ha assediato il quartiere e dopo un’attenta caccia all’uomo i due spacciatori sono stati rintracciati. Uno è Antonio Natale, 41enne e l’altro Terenzio Del Gaudio, 34enne. Entrambi sono stati denunciati a piede libero per spaccio, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il fratello del boss Francesco Farraiuolo, detto “‘o niro niro”, Antonio, è stato identificato come conducente dello scooter e denunciato per favoreggiamento.

“Si beva una camomilla”: così i vigili al padre di un disabile

camomilla-disabile-tuttacronacaNon solo ha parcheggiato sul posto riservato ai disabili ma quando il padre di un bimbo portatore di handicap gli ha chiesto di spostare l’auto, un uomo ha insultato e strattonato chi chiedeva, semplicemente, rispetto per la segnaletica stradale. E’ accaduto giovedì mattina all’ingresso della scuola elementare Madonna Assunta di Bagnoli, in provincia di Napoli. L’accesa discussione ha poi visto il coinvolgimento di altri genitori presenti ed è degenerata in rissa davanti agli occhi dei piccoli alunni dell’istituto di via Pozzuoli. Il tutto si è concluso con una donna caduta malamente a terra e l’intervento della polizia municipale. A scatenare la rissa, il fatto che Roberto Marcone, padre di un disabile, aveva chiesto a chi aveva parcheggiato impropriamente di cedergli il posto che gli spettava. Racconta l’uomo: “Il plesso accoglie quasi 600 bambini di cui una ventina disabili, abbiamo ottenuto i due stalli dopo una lunga lotta cinque anni fa, ma la cattiva abitudine di occuparli senza diritto non è mai cessata, nonostante le numerose segnalazioni alla X Municipalità e alle forze dell’ordine. L’anno scorso per lo stesso motivo mi sono preso un pugno in faccia, adesso si è arrivati alla rissa”. Roberto è solo il portavoce dei molti genitori degli alunni disabili della scuola, impegnati in una battaglia quotidiana e le cui denunce sono supportate da una ricca documentazione fotografica delle violazioni al codice stradale. Continua l’uomo: “Ma siamo soli in questa lotta per la civiltà: ciò che mi ha rattristato di più, oltre all’ennesimo gesto di arroganza di chi si ostina a fermarsi sui posti per disabili anche solo per i famosi 5 minuti, è il fatto che alla fine i vigili non hanno elevato nessuna multa e mi hanno consigliato di andare a prendere una camomilla”. Ora si stanno mobilitando anche i genitori degli altri bimbi. “Stiamo pensando ad iniziative di protesta per sensibilizzare sulla vicenda – dicono – prima che si arrivi ad altri e più gravi atti di violenza”.

Ad Anagni vietato l’uso dell’acqua, inquinati i pozzi

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Qualche settimana fa in provincia di Anagni fu scoperta la diossina nelle uova ora invece, nella stessa zona, il sindaco Carlo Noto ha ordinato il divieto di utilizzo dell’acqua potabile per le famiglie che abitano a Faito e Valle di Dentro. Sulla situazione inquinamento,   il sindaco ha avuto un colloquio in procura con il procuratore capo di Frosinone Giuseppe De Falco.

 

“Avanti pancia a terra”, così Letta dopo la pace con Fassina

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“L’incontro è stato positivo. Ora avanti pancia a terra”, secondo fonti di Palazzo Chigi, ha commentato così il premier Enrico Letta le dimissioni scongiurate da parte di Stefano Fassina. Ora il vice ministro seguirà la legge di Stabilità in Parlamento e il confronto con le parti sociali per migliorarla. Letta e Fassina hanno “ragionato su come superare i problemi di collegialità che Fassina ha posto”. Letta ha incontrato il vice ministro a sorpresa il 19 ottobre visto che inizialmente l’incontro era in programma per lunedì. Letta e Fassina, riferiscono fonti di Palazzo Chigi, “hanno esaminato insieme il complesso della situazione e valutato come gestire ora sia il passaggio della legge di stabilità che il vice ministro seguirà in Parlamento sia il confronto con le parti sociali per migliorarla”. Premier e vice ministro, riferiscono le stesse fonti, “hanno anche ragionato su come superare i problemi di collegialità posti da Fassina”.

Nuova truffa a danno dell’italia: kit per fare “parmigiano” e “mozzarella”

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Volete il parmigiano? Ora esiste un kit venduto in Australia, Usa, ma anche in Gran Bretagna (cioè in Europa dove si dovrebbe tutelare il marchio). Il kit poi è facilmente acquistabile online quindi anche in Italia.  Le confezioni, che promettono di ottenere una mozzarella in appena 30 minuti e un parmigiano in appena due mesi contengono recipienti, colini, garze, termometri, piccole presse oltre a lipasi ed altre polveri, e garantiscono di ottenere prodotti caseari ben identificati che sono una chiara contraffazione dei nostri più celebri formaggi. “Un danno economico e soprattutto di immagine incalcolabile che – sostiene la Coldiretti – mette a rischio la credibilità conquistata di prodotti divenuti simbolo del Made in Italy di qualità, grazie al lavoro di intere generazioni di allevatori e casari impegnati a rispettare rigorosi disciplinari”. “Particolarmente grave – continua la Coldiretti – è il fatto che ad essere coinvolta sia una azienda della Gran Bretagna che fa parte dell’Unione Europea e che dovrebbe quindi intervenire direttamente per fermare questo scandaloso scempio”. Tramite questo kit è possibile fare anche una ricotta o un pecorino e falsificare i più famosi formaggi italiani.

I kit per la produzione di parmigiano, come riporta Libero, vengono messi in vendita da una ditta inglese e costano 102,38 sterline, pari a circa 120 euro mentre quello per la mozzarella 25 sterline, pari a 30 euro. Nella confezioni in vendita per i due prestigiosi formaggi a pasta dura è contenuta però anche una piccola pressa da formaggi. Si possono lavorare, con gli ingredienti a disposizione, circa 8 litri di latte per volta e, complessivamente, 40 litri di latte. “La mozzarella – si legge nelle istruzioni – non è il formaggio più facile da fare e richiede un po’ di pratica per perfezionare l’operazione di estensione della cagliata. Se i vostri primi due tentativi sono deludenti – si puntualizza – non fatevi scoraggiare. Sarete ricompensati”. Ad aggravare la situazione, nelle etichette non si fa cenno alla provenienza del latte, se ovino o bovino, che comunque deve essere pastorizzato e lavorato alla temperatura di 37 gradi centigradi. Con dovizia di particolari vengono fornite le istruzioni per la ceratura che non deve essere né troppo leggera né troppo spessa. 

“La contraffazione è un delitto, fa un grande danno ai nostri agricoltori onesti che lavorano duramente”ha affermato il ministro delle politiche agricole Nunzia de Girolamo a margine del Forum di Coldiretti a Cernobbio. “Abbiamo due linee da seguire – aggiunge De Girolamo – la repressione – e quindi ricontattare le autorità locali in modo che l’intervento che è stato fatto sul wine kit venga ripetuto, coinvolgendo anche il ministro degli esteri Bonino e portando il problema nella cabina di regia sull’internazionalizzazione – e poi avviare anche una campagna non solo di promozione ma di aiuto all’internazionalizzazione perché chiaramente dove c’è l’offerta buona viene meno quella cattiva”.

YouPorn venduto? Lettera intercettata del fondatore ai dipendenti

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YouPorn, sito porno inspirato a YouTube che ha rivoluzionato il mondo del porno in internet potrebbe essere ceduto. Quando fu fondato nel 2006 dal manager tedesco Fabian Thylmann, la grande innovazione fu che chiunque avrebbe potuto realizzare e caricare un filmato porno, sul sito e vedere se il suo video piacesse. Oggi il sito secondo  Xbiz.com potrebbe essere ceduto. Thylmann, ha davvero deciso di vendere il suo impero a luci rosse? Secondo una lettera indirizzata ai suoi dipendenti ceh il sito americano avrebbe “intercettato” Thylmann,  possessore anche di Pornhub, Tube8, MyDirtyHobby, SpankWire, avrebbe scritto:

«Per me e mia moglie è una delle decisioni più difficili della nostra vita. Siamo cresciuti grazie a tutti voi e spero di avervi insegnato i giusti valori per portare avanti questa azienda nel miglior modo possibile» e poi avrebbe aggiunto «Non posso aggiungere altro valore a quello che ho già fatto».

Secondo indiscrezioni, il prezzo di vendita si aggirerebbe intorno ai cento milioni di dollari. Secondo alcuni il motivo di abbandono sarebbe un po’ di stanchezza professionale, secondo altri potrebbe anche trattarsi di una mossa per smorzare le indagini sull’evasione fiscale per cui il manager è salito agli “onori” della cronaca in Germania pochi mesi fa.

Terremoto in Messico, magnitudo 6,8

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Terremoto di magnitudo 6.8 nel golfo di California in Messico, nella Baja California. La scossa si è verificata a 84 km a sudovest di Etchoropo, a 10 km di profondità, alle 10.55 ora locale (le 19.55 in Italia). Lo ha riferito l’istituto geofisico americano Usgs. 

Il Pacific Warning Tsunami Center non ha diramato nessun allarme tsunami nel golfo di California dove poco fa si è verificato un terremoto di magnitudo 6.8 a ovest delle coste messicane. Lo riporta il sito del National Weather service americano.

Il Capo segreteria di Marino si scaglia contro i giornalisti e sbaglia l’inglese

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“I veri Bleck block sono tutti quei giornalisti infiltrati nel corteo…delusi dal fatto che non scorra sangue…», queste le dure parole del capo della segreteria di Ignazio Marino, Enzo Foschi, esponente del Pd, che, a dine corteo, cellulare alla mano ha postato un messaggio su Facebook. Un attacco diretto ai giornalisti quindi in un inglese impreciso (Black bloc) che sicuramente farà discutere.

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La Pitonessa insultata sotto casa

santanchè-insultata-tuttacronacaIl deputato del Popolo della Libertà Daniela Santanchè ha denunciato alla polizia che un gruppo di giovani l’ha insultata a Milano la scorsa notte, sotto a casa sua. Stando a quanto è stato reso noto dalla Questura, un gruppo di una trentina di giovani avrebbe intonato, attorno alla mezzanotte e mezza, degli slogan offensivi contro di lei. La Pitonessa ha inoltre riferito di aver notato, nel gruppo, una persona armata di coltello. La polizia è riuscita ad identificare 16 dei ragazzi ed ha rinvenuto, sotto le foglie in una fioriera di largo Settimio Severo, adiacente alla strada di casa Santanché, una chiave inglese. Alessandro Sallusti, compagno della deputata e direttore de Il Giornale, è sceso in strada nel tentativo di ragionare con i 17-18enni. Dopo l’arrivo dei poliziotti, è giunto anche un neo 18enne, che abita in zona che ha riferito che i giovani erano tutti invitati alla sua festa di compleanno, appena terminata.

Disinnescata bomba a Roma, vicino alle Fs

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Gli artificieri hanno disinnescato una bomba carta contenente un proiettile calibro 12; se fosse esplosa sarebbe stata più potente di una bomba a mano e poteva ferire gravemente. L’ordigno era in terra a piazza della Croce Rossa, vicino a Porta Pia, nei pressi della sede delle Ferrovie dello Stato.

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Scoppia la bufera nel Pd, assessore scrive “Benito lo diceva…”

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Scoppia la polemica nel Pd dopo che l’assessore ai servizi sociali del Comune di Civitanova Marche,  Antonella Sglavo, regolarmente iscritta nel partito democratico ha postato un messaggio su Facebook:

“Credo che la peggiore umanità sia al centro Italia. Vivo nelle Marche e qui hanno difetti sia del nord che del sud…Non voterò mai più a sinistra…Benito lo diceva, molti nemici molto onore, aveva ragione. Ci vorrebbe!”.

Considerazioni fatte in una “conversazione scherzosa tra vecchi amici del liceo”, si giustifica lei, ma che hanno creato imbarazzo in giunta e nel Pd.

Si accende il dibattito su La Terra dei Fuochi, anche Gabriele Muccino twitta

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Il “vaso di Pandora” si è aperto e tutti i “mali” della Terra dei Fuochi sono ora visibili agli occhi di tutti. Quando negli anni passati si era cercato di richiamare l’attenzione sul grave problema delle ecomafie ci si era trovati davanti un “muro di gomma”, ma ora a distanza di tempo, con altri morti seppelliti, finalmente l’orrore è sotto gli occhi di tutti e i tempi sono maturi per aprire un dibattito.

Istituzioni, cultura e ambientalisti si stringono intorno alla popolazione, si apre il dibattito e si cercano soluzioni.

«Non so se serve un legge perché fare una legge ha dei tempi molto lunghi e dobbiamo agire rapidamente» ha detto il ministro per l’Ambiente, Andrea Orlando, rispondendo a una domanda in merito alla legge speciale per le bonifiche in Campania.

«Sicuramente è auspicabile un testo in cui l’insieme delle iniziative possano avere una sede organica – ha affermato Orlando a Napoli – ma non so se sarà quella la prima risposta che saremo in grado di dare. Penso anche a provvedimenti d’urgenza» e che «si possano fare ulteriori passi che stiamo studiando».

Orlando ha ricordato che sulla Terra dei fuochi, a metà tra Caserta e Napoli, «abbiamo siglato un protocollo per la raccolta dei pneumatici, abbiamo iniziato a ragionare su come si può coordinare meglio il lavoro di diversi Ministeri».

«Naturalmente non siamo ancora l’altezza della situazione – ha aggiunto – e credo che nei prossimi giorni andranno assunti ulteriori provvedimenti tanto per le risorse per le bonifiche, tanto per la repressione dei fenomeni». «Ci saranno – ha concluso – notizie importanti anche al termine delle indagini di questi mesi».

«Orlando non trova convincente una legge speciale perché è troppo lungo l’iter? Allora il governo faccia un decreto, domani e non fra un mese, che metta dentro tutte le osservazioni che abbiamo formulato con i cittadini ed i parlamentari campani». Così invece si è espresso il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro che ha poi aggiunto «Non faremo passi indietro per tutelare la salute e l’ambiente. Siano previste le risorse ed i tempi. In caso diverso vuol dire che il governo vuole abbandonare queste terre colpite da sversamenti illegali da tutto il Paese».

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Anche lo scrittore e giornalista Pino Aprile ha fortemente voluto che la prima presentazione nazionale del suo nuovo libro, “Il Sud puzza”, fosse ad Orta di Atella (Ce), il comune del casertano, tristemente conosciuto per essere uno dei tanti all’interno di Terra dei fuochi e dei veleni. Come riporta il Fatto Quotidiano lo scrittore ha affermato “Spero che l’incontro serva a far “connettere” (ove già non sia avvenuto) quei gruppi di cittadini che, in tutto il Sud, impegnano il loro tempo, le capacità e le risorse, per migliorare la condizione civile di tutti. Non si ha idea dell’immenso lavoro che stanno facendo questi “Cancioli”, ricostruttori di sana comunità. Da una parte ti rendono orgoglioso per quel che fanno; dall’altra ti fanno vergognare, perché non fai altrettanto. *Perché “Cancioli”, cosa vuol dire? Nel trascrivere l’intervista che avevo fatto a Mirella (la vedova di Felice Pignataro, l’artista che colorò Scampia), trovai sul mio taccuino (come vedete, stavolta l’ho scritto senza la “q”) una parola che non riuscivo a decifrare. La mia stilo aveva scritto a fatica, per via di una impurità che si era infilata nel pennino. Mi pareva di leggere “Kancioli” o “I Cancioli”. Così, chiamai Mirella: «Cosa sono i Cancioli, un’altra delle figure inventate da Felice, come San Ghetto, il protettore delle periferie?». «Proprio no», mi assicurò lei, «mai sentita questa parola». Ora, io non sono credente, ma credo alle coincidenze. In quel momento, si parlava di “ricostruttori di sana comunità”, quale era Felice, è Mirella; un concetto per il quale non c’è nel vocabolario una parola che mi dia piena soddisfazione. E sì che ne abbiamo di parole. Perché va a capitare quel termine (scritto da me!!!), proprio lì, allora? Le coincidenze sono il modo che gli dei hanno per rivelare le proprie intenzioni, dicevano i greci. Così, non c’è alcun dubbio: gli dei hanno sporcato il pennino della mia penna, per fargli vergare, solo in quel punto, in tutto il taccuino, una parola che non esisteva: Cancioli, e cos’altro può voler dire se non, appunto: “ricostruttori di sana comunità”? Quindi, mi inchino dinanzi ai Cancioli di Scampia, ai Cancioli della Terra dei Fuochi, ai Cancioli di Taranto, ai Cancioli di Calabria, ai Cancioli della Lucania non petrolifera e non radioattiva, ai Cancioli di Addiopizzo…”. Il 25 ottobre alle 17,30, al Palasport di Orta di Atella, non ci sarà semplicemente la presentazione del nuovo libro di Pino Aprile, ma la possibilità di realizzare la “grande rete civica” dei movimenti attivi nella denuncia delle emergenze ambientali nelle nostre regioni. Oltre a dar voce ai vari comitati convenuti, si realizzerà, anche un sogno di Padre Maurizio Patriciello: il gemellaggio tra i comitati “Donne per Taranto” e “Mamme di terra dei veleni”. Il  sogno è riempire il palasport di Orta e lanciare un forte ed inequivocabile messaggio ai politici: “Il Sud rialza la testa e non ci sta a soccombere”!

Anche il regista Gabriele Muccino oggi ha voluto, attraverso Twitter, occuparsi del problema ed esprimere la sua opinione sull’argomento:

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Eurostar deviati, allarme bomba a Lille, evacuata la stazione francese

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Secondo il quotidiano La Voix du Nord, la stazione ferroviaria Lille-Europe è stata evacuata sabato intorno alle ore 16.45 a causa di un allarme bomba pervenuto con una telefonata anonima.  I treni sono stati dirottati alla stazione di Lille Flandres nelle vicinanze. Secondo le ultime informazioni cancellazioni e deviazioni sono a tempo indeterminato fin quando non sarà finita la bonifica per lanciare il cessato allarme. Soprattutto risentirà di disagi il traffico ferroviario da e per Londra.

Agricoltura nuova realtà italiana, D’Alema alla sagra del tartufo

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L’agricoltura è una nuova realtà italiana e sembra che anche la politica, dopo anni di indifferenza, stia tornando sui suoi passi per valorizzare le ricchezze alimentari del territorio italiano e così Massimo D’Alema dal congresso del Pd si sposta alla sagra del tartufo e afferma che sosterrà a livello internazionale, la richiesta avanzata dall’Associazione nazionale Città del tartufo all’Unesco per il riconoscimento della cultura tartufigena come patrimonio immateriale dell’umanità. Proprio questa mattina D’Alema partecipando alla 26ma mostra-mercato nazionale del tartufo e della patata bianca a Pietralunga, nel territorio perugino, ha affermato:

«Bisogna lavorare in modo che, entro il 31 marzo 2014, la richiesta di candidatura sia l’unica che parta dall’Italia e arrivi alla Commissione intergovernativa dell’Unesco a Parigi». In questo momento, dopo la consegna alla Commissione nazionale italiana per l’Unesco, la documentazione prodotta a sostegno della richiesta di candidatura è al vaglio dei ministeri di Agricoltura e Ambiente, e passerà successivamente a quello degli Esteri, che darà l’eventuale ratifica per la presentazione a Parigi.

E sempre secondo D’Alema, «sarebbe molto importante per il buon esito della richiesta arrivare all’Expo 2015 di Milano con la cultura tartufigena già candidata all’Unesco e offrire durante l’esposizione internazionale uno spazio per promuovere la candidatura stessa»

Giallo nel Cagliaritano, trovato un cadavere con ferita da arma da fuoco

 

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E’ stato rinvenuto nelle campagne di Orroli, nel Cagliaritano, intorno alle ore 14, il cadavere di un uomo con una ferita da arma da fuoco, in località Santa Caterina. L’identità dell’uomo non è stata resa nota. Non è chiaro se si tratti di omicidio o suicidio. Sul posto i carabinieri della compagnia di Isili e il medico legale.

Bombe carta davanti al ministero Tesoro. VIDEO RACCONTO

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Alcuni incappucciati stanno lanciando bombe carta contro i blindati schierati davanti il ministero dell’Economia. Gli agenti si stanno coprendo con gli scudi. Le persone vestite di nero hanno cappucci e maschere antigas.

Il grosso del corteo continua a sfilare ma un gruppo di “neri” fronteggia i blindati davanti al Ministero. Il corteo sta ora raggiungendo Porta Pia, dove si trovano nei pressi il ministero delle infrastrutture e la sede delle Fs.

Alcuni incappucciati sono stati fermati durante gli scontri davanti al ministero. Le forze dell’Ordine stanno ora portando in questura le persone fermate.

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La Germania vuole nuove regole, il nuovo obiettivo è strangolare l’Eurozona?

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La Merkel, forte della vittoria alle elezioni e in vista del patto con Spd, rimette sul tavolo gli accordi dell’Eurozona.  Secondo anticipazioni di Der Spiegel, Angela Merkel è intenzionata a chiedere una modifica del Trattati dell’unione europea per mettere in riga con sanzioni veloci gli Stati poco virtuosi in tema di politica di rigore. Il settimanale di Amburgo, nella sua edizione online, aggiunge che la cancelliera ha già informato il presidente dell’esecutivo europeo, Hermann van Rompuy, del suo piano giovedì scorso. Dunque ben prima di aver formato un nuovo governo e una nuova maggioranza, Merkel iscrive il rigore come priorità del futuro programma dell’esecutivo tra centrodestra e Spd a Berlino. Secondo alcuni osservatori qui la socialdemocrazia concederebbe a Merkel la rinuncia da parte della sinistra stessa all’introduzione degli eurobonds, o ad altre concessioni ai paesi dell’eurozona in crisi (Europa meridionale e Francia) in cambio di più impegno per crescita occupazione e potenziamento del welfare state a casa.

Al ministero delle Finanze tedesco si sta già lavorando, secondo Der Spiegel, per studiare come inserire nel Protocollo 14 dei Trattati europei le modifiche richieste, che riguarderebbero nuove regole comuni per il controllo dei bilanci degli Stati nazionali membri dell’eurozona e della loro politica economica. In altre parole: in cambio del sempre più oneroso sostegno finanziario della Repubblica federale al salvataggio dell’euro, Berlino chiede a tutti (anche alla Germania stessa) una decisiva rinuncia di sovranità e devolution di sovranità alle autorità della Ue politica. Un’Europa politica unita e forte nel mondo, pensano evidentemente alla cancelleria, si fa anche così. Pazienza se il costo sociale può essere pesantissimo nell’Europa mediterranea.

Le modifiche che Merkel chiede di apportare ai trattati europei vengono chiamate dalla diplomazia tedesca “contractual arrangements” e sarebbero blindate con cifre e scadenze da rispettare, controllabili da parte delle autorità europee in ogni momento in ogni paese membro dell’Eurozona o del resto dell’Unione. Un’altra modifica che la Germania auspica sarebbe l’istituzione di una specie di ‘ministro delle Finanze dell’euro’. Ma per Merkel non sarà facile imporre questa linea. Sempre secondo Spiegel infatti, le proposte tedesche, comunicate in via confidenziale alla Commissione europea, alla Bce, agli altri governi nazionali. hanno trovato immediate resistenze degli Stati dell’eurozona. E lo stesso Parlamento europeo si prepara a esprimere seri dubbi.

Se tale misura dovesse passare alcuni paesi, Inghilterra in testa sicuramente rivedrebbero la loro posizione in Europa. Difficile sarebbe anche la situazione in Francia dove il partito anti-europeista di estrema destra sembra essere in testa ai sondaggi.

“Mettetela su un barcone… Deve tornare in Africa” Frase shock sulla Kyenge

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“Mettetela su un barcone. Assicuratevi che non affondi. Deve tornare in Africa da dove è venuta. Poi saranno gli oranghi e le scimmie a stabilire se la riprendono o meno a casa loro. Ma a quel punto non sarà più un problema di noi italiani”. Così l’assessore leghista del comune di Cadorago (Como), Paolo Pagani, ha espresso il suo dissenso verso il ministro  per l’integrazione Cecile Kyenge. Il messaggio shock è stato postato su Facebook.  Le minoranze in consiglio comunale hanno chiesto di censurare il messaggio e altri simili postati dall’assessore allo sport sul social network. Secca la risposta di Maroni: “La Kyenge ha detto che non sa chi sono io, quindi non ho nulla da dire in proposito”.

 

Il gol fantasma: la palla è sull’esterno della rete, ma l’arbitro dà il gol

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Più si vede il video e più si rimane attoniti su ciò che è accaduto nel  nel match tra Hoffenheim e Bayer valido per la  Bundesliga, in cui gli ospiti hanno vinto 2 a 1, ma i padroni di casa hanno, giustamente, annunciato ricorso per un clamoroso errore tecnico. Al 70′ infatti su calcio d’angolo per il Bayer, sul  pallone si avventa Kiessling, attaccante tedesco che colpisce di testa. La palla esce poco fuori alla porta ma, complice un buco nella rete, il pallone rientra da dietro e l’arbitro assegna il gol.  Le proteste dei padroni di casa non servono così come la visione del buco nella porta dell’Hoffenheim.

Occhio su San Giovanni… ritardo a causa dei pullman fermati dalla polizia

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“Aspettiamo i bus fermati dalla polizia fuori Roma”. Così i manifestanti hanno dichiarato la loro ferma volontà di attendere chi invece si è trovato fermo su un mezzo a causa dei controlli della polizia. La partenza è stata quindi ritardata e le bandiere dei No Tav sono rimaste a sventolare in piazza, così come gli striscioni.

Camionette della polizia e dei carabinieri sono dispiegati ovunque, ma i negozianti hanno scelto di chiudere gli esercizi commerciali che si trovano sul percorso della manifestazione. La polizia ha poi fermato furgoni e bus fuori Roma e sequestrato, negli ultimi due giorni, armi improprie come manganelli retrattili, manici di picconi, biglie di vetro e mattoni.

Il corteo. Un centinaio di studenti ha raggiunto piazza San Giovanni, un corteo più numeroso di quello partito dall’università La Sapienza sfila tra bandierine azzurre con un teschio in mezzo a stelle richiamando quelle dell’Unione Europea. I giovani sventolano anche bandiere rosse e scandiscono slogan contro la precarietà, opere come la Tav e il Muos. Lungo il percorso alcuni manifestanti hanno imbrattato i muri con scritte con la vernice spray.

In testa al corteo  si trovano i Movimenti per il diritto all’abitare dietro lo striscione “Contro precarietà e austerità organizziamo la nostra rabbia”. Subito dopo il fronte del No, ovvero le “lotte territoriali”: No Tav, No Expo, No Muos. Tra loro anche molti migranti.

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Bus controllati. “Ci sono diversi pullman fermati dalla polizia all’ingresso di Roma, per questo non partiamo: vogliamo attendere tutti”. Così i manifestanti a San Giovani spiegano il motivo del ritardo della partenza del corteo che vede alla testa molti appartenenti al Movimento per la casa. Tra i manifestanti anche molti migranti, richiedenti asilo e profughi.

Secondo quanto si apprende, in uno dei bus fermati dalle forze dell’ordine al casello di Roma Nord e provenienti da Bologna e Milano, sono stati sequestrati caschi, bandiere e striscioni.

Negozi chiusi. Molte le serrande abbassate nei negozi che si affacciano sulle strade percorse dal corteo degli antagonisti oggi a Roma. I commercianti di Via Merulana, Via Labicana e nelle vie che circondano piazza San Giovanni, memori degli scontri dell’ottobre di due anni fa, avevano annunciato una sorta di serrata.

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La lettera segreta di Mario Draghi

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E’ la Repubblica in un articolo di Federico Fubini a parlare della lettera segreta scritta da Mario Draghi alla Commissione Ue circa un mese fa per dire no ad ogni giro di vite sui bond bancari e per dire che quanto chiede la Bundesbank, ovvero di mettere a punto nuove regole  sui bilanci è pericoloso.

Solo pochissimi dovevano saperlo, perché l’iniziativa del presidente della Banca centrale europea tocca il tema oggi più sensibile per l’area euro: come far fronte alle esigenze di capitale delle banche, che potrebbero rivelarsi molto forti, quando l’esame della nascente vigilanza europea le avrà messe a nudo.
Cosa riguardava nello specifico la lettera?
Il crescendo di tensioni fra autorità finanziarie è legato all’avvio dell’unione bancaria. Circa 150 banche europee stanno per passare al setaccio dei regolatori sotto l’ombrello della Bce, fra cui 13 italiane: da Unicredit, Intesa Sanpaolo e Mps, al Credito Valtellinese. Il processo partirà a inizio 2014 e dovrebbe durare un anno. Dopo il compito di vigilare su quegli istituti andrà alla Bce, che dunque prima vuole essere certa che i loro bilanci non nascondano brutte sorprese. Il rischio è tutto nel passaggio: se mal gestite, le conseguenze di questa verifica rischiano riportare in recessione intere economie o rendere insostenibile il debito dei Paesi più fragili. Tutto dipende da come si svolgerà l’analisi e da come le banche potranno rafforzare il capitale se – o quando – la Bce le obbligherà a farlo.
Il pensiero di Draghi nella lettera è che occorra in tutti i modi “evitare di imporre perdite a chi ha investito in obbligazioni delle banche, almeno per il momento, se ciò può destabilizzare il sistema finanziario in Europa”.
E il cuore della lettera di Draghi è proprio la critica alle posizioni della Germania. Ancora Fubini:
L’idea che gli istituti di credito si rafforzino semplicemente rinnegando parte dei loro debiti nasce dalla Germania. Sarebbe una cancellazione del valore di certi bond, che così di fatto andrebbero in insolvenza. La Commissione europea ha fatta propria questa idea in un documento di tre mesi fa, che stabilisce una regola: prima che una banca in difficoltà possa rafforzare il capitale tramite un aiuto di Stato pagato dai contribuenti, dev’esserci il «coinvolgimento » («bail-in») dei creditori privati; i più esposti fra questi, i cosiddetti creditori subordinati, devono rinunciare al rimborso dei bond nei quali hanno investito. E prima di loro lo stesso deve accadere anche per gli azionisti.
Nel 2014 la vigilanza Ue testerà le banche, sui bilanci e sulla capacità di resistere a un eventuale choc economico. Per questo la Bce, visti i bilanci, potrebbe chiedere aumenti di capitale alle banche da decine di miliardi di euro. Ma come? Di privati pronti a mettere soldi non ce ne sono. E allora, spiega Repubblica
Per questo, su spinta tedesca, si prospetta già una quadrupla linea di intervento, in base a una precisa gerarchia. In primo luogo vengono spazzati via i diritti degli azionisti e dei creditori subordinati, per aumentare il capitale in proporzione ai debiti. Quindi, se il default parziale non basta, diventa possibile per uno Stato mettere fondi pubblici nella banca. La terza linea di difesa sarebbe poi il fondo salvataggi europeo, l’Esm, ma ora Berlino chiede che anche i creditori privilegiati vengano colpiti prima che si possa attingere alle risorse comuni dell’area euro. Tutto dipenderà dai risultati dell’esame delle banche e da come saranno condotti. Ma un sistema del genere, se mal gestito, può generare un crollo di fiducia degli investitori nelle banche e un’impennata del debito per sostenerle con aiuti di Stato.
Draghi nella sua lettera  non è contrario a far pagare i creditori quando l’unione bancaria europea sarà a velocità di crociera. Ora però teme che imporre ora perdite sui bond, potenzialmente per decine di banche europee allo stesso tempo, può destabilizzare i mercati.
In Italia ci sono 2,7 miliardi di bond bancari subordinati in scadenza nel 2014 e 4,6 nel 2015. Gli investitori reagirebbero al timore di essere colpiti vendendo i bond, dunque aumentando i costi di finanziamento delle banche; ciò aggraverebbe la stretta al credito per le imprese. In più, gli obbligazionisti potrebbero trascinare le banche e la Bce in una serie infinita di ricorsi in tribunale.
A Bruxelles qualcuno osserva che, con la sua lettera, Draghi ha abbandonato la sua neutralità in difesa interessi italiani. Di certo il presidente della Bce non la vede così, ma conosceva questo rischio e anche per questo voleva mantenere il segreto. Il fatto che abbia agito lo stesso, dà la misura delle sue preoccupazioni.

 

Draghi da Francesco

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Il Papa ha ricevuto il presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi. Il comunicato è arrivato attraverso una nota della Sala Stampa vaticana che ha fatto sapere che il presidente della Banca Centrale Europea e la sua famiglia sono a colloquio con il Pontefice.

Terremoto in Toscana, trema la terra tra Pisa e Livorno

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Due scosse di terremoto in rapida sequenza sono state registrate in Toscana. La più intensa è stata di magnitudo 3.4.

La prima, la più intensa, è avvenuta alle 14:29:35 ed è stata localizzata dalla Rete Sismica Nazionale dell’Ingv nel distretto sismico Costa toscana settentrionale. E’ avvenuto ad una profondità 9.9 km e i Comuni tra 10 e 20 km dall’epicentro sono Viareggio, Livorno, Pisa, San Giuliano Terme e Vecchiano.

Tre minuti più tardi un’altra scossa, di magnitudo 2, epicentro a 10.4 km di profondità, non lontano dai comuni di Massarosa, Viareggio, Livorno, Pisa, San Giuliano Terme e Vecchiano.

La Stabilità uccide la classe media?

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L’allarme è stato lanciato dalla Cgia di Mestre che ha sottolineato i nuovi rischi della legge di Stabilità:

In attesa di poter analizzare il testo ufficiale della legge di Stabilità – osserva Giuseppe Bortolussi, segretario Cgia – ci siamo avvalsi delle indiscrezioni apparse in questi giorni sulla stampa specializzata. Se le note in circolazione saranno confermate, coloro che non possono godere delle detrazioni Irpef da lavoro dipendente, come i pensionati o i lavoratori dipendenti con un reddito superiore ai 55.000 euro, subiranno, rispetto al 2013, un aumento del prelievo fiscale. Infatti, – aggiunge – dovranno farsi carico sia dell’aggravio Iva sia della reintroduzione della nuova tassa sulle abitazioni principali che quest’anno non hanno pagato. Le famiglie con redditi attorno ai 20-22.000 euro, invece, godranno di un saldo positivo: la dimensione del taglio dell’Irpef, infatti, sarà maggiore dell’aumento dell’Iva e dell’importo da versare con la Tasi.

Visto che i Sindaci potranno applicare la Tasi con un’aliquota oscillante tra lo zero e il 2,5 per mille, abbiamo ipotizzato due opzioni: aliquota all’1 per mille e aliquota al 2,5 per mille. A nostro avviso, la prima ipotesi dovrebbe essere quella più plausibile. Si tratta ovviamente di simulazioni basate su ipotesi di tassazione che, per quanto riguarda le detrazioni Irpef e la Tasi, non sono ancora state definite ufficialmente: pertanto, questi risultati vanno valutati con prudenza. Nel caso di un pensionato single con un reddito annuo di 15.520 euro (pari ad un assegno pensionistico di 993 euro netti al mese) e con una casa di tipo economico (categoria A3) di 60 mq, con rendita catastale pari a 276 euro, non potendosi ‘giovare’ della detrazione Irpef, si ritroverà un aggravio medio annuo oscillante tra i 74 (ipotesi migliore) e i 144 euro (ipotesi peggiore).

Per il lavoratore dipendente single con un reddito annuo di 16.300 euro (pari a 1.040 euro al mese per 13 mensilità) proprietario di una casa di tipo economico (categoria A3) di 50 mq, con rendita catastale di 230 euro, nel 2014 si ritroverà con un maggior reddito disponibile che potrebbe variare tra i 98 (ipotesi più favorevole) e i 40 euro (ipotesi meno favorevole).

Per una famiglia ‘bireddito’ composta da due lavoratori dipendenti: un impiegato con reddito di 22.000 euro (pari a 1.424 euro al mese per 13 mensilità) e una commessa con reddito di 20.000 euro (pari a 1.145 euro per 14 mensilità) con 1 figlio a carico. Casa di proprietà di tipo economico (categoria A3) di 92 mq, con rendita catastale di 423 euro: in questo caso il vantaggio fiscale dovrebbe variare tra i 141 euro (ipotesi migliore) e i 35 euro (ipotesi peggiore).

Per una famiglia ‘monoreddito’ composta da un lavoratore dipendente, reddito annuo di 35.000 euro (pari a 2.100 euro al mese per 13 mensilità), con coniuge e un figlio a carico. Casa di tipo civile (categoria A2) di 120 mq, con rendita catastale di 552 euro: la perdita sarà di 70 euro, nell’ipotesi più favorevole, o di 209 euro, nell’ipotesi più sfavorevole.

Per una famiglia ‘monoreddito’ composta da un impiegato direttivo, reddito annuo di 56.000 euro (pari a circa 3.000 euro al mese per tredici mensilità), coniuge e due figlio a carico. Abitazione di tipo civile categoria A2 di 136 mq, con rendita catastale di 625 euro: le novità fiscali alleggeriranno la sua disponibilità di reddito tra i 200 e i 357 euro.

Non stiamo quindi parlando di ricchi, ma di quelle famiglie che pagano un mutuo, la mensa del figlio e che sono già in sofferenza economica a causa della crisi. La finanziaria quindi, se il testo non subirà modifiche, potrebbe far aumentare il numero di poveri, colpendo proprio quei lavoratori già in affanno e non dando i giusti mezzi per coloro che già  sono in una situazione di drammatica indigenza. Non sono i 14 euro al mese a poter risollevare le sorti di un paese in profonda crisi come mostrano i dati che continuano a dare segnali negativi.

Shock Siria: spari su donne incinte, colpito il cranio del bimbo nella pancia

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«Se uccidono il feto senza ammazzare la madre vincono un pacchetto di sigarette» queste le terribili parole del dottor Nott, un chirurgo vascolare al Chelsea and Westminster Hospital di Londra, che è stato in Siria per prestare aiuto alle persone vittime degli scontri di guerra. Secondo il racconto del medico infatti i cecchini per “allenarsi” prendono di mira indifese donne incinte che passano per strada.

«Ho visto con orrore molte donne in questo stato. I cecchini prendono di mira quelle in stato più avanzato di gravidanza. Generalmente riusciamo a salvare le mamme che sopravvivono nella disperazione»

Il Mail Online ha diffuso anche un’immagine in cui si vede la radiologia di una donna incinta, il cui bimbo è stato centrato alla testa attraverso un proiettile che ha trapassato la pancia della mamma.

Shock: chirurgo mette il dito nella piaga? La salma di Priebke nella tomba di famiglia

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Shock nel Bresciano dove un cardiochirurgo di 52 anni si è detto disposto a «ospitare la salma di Priebke nella tomba di famiglia» nel cimitero della frazione di San Vitale nel Comune di Rovere. Lo riporta l’«Arena» spiegando che l’uomo, Alberto Negri, accoglierebbe la salma, «spese di tumulazione escluse». «Il cimitero è su una collinetta a San Vitale, lì sono già sepolte mia madre e mia nonna», spiega il medico al quotidiano.

«Il messaggio che voglio lanciare è semplice: bisogna perdonare – spiega – Ho deciso di ospitare la salma di Priebke perché vengo da una famiglia abituata a farsi carico delle sofferenze degli altri. Io sono medico da trent’anni e anche mio padre lo era. Priebke non si è pentito? Vero, ma non era obbligato a farlo. I rancori e le ingiustizie vanno sistemate in vita fra gli esseri umani. Dopo la morte, per chi è credente, si passa a una giustizia superiore che non è più di nostra competenza. Allora lasciamo fare a Lui senza accanirci su una salma. In fondo chi l’avesse ritenuto opportuno, avrebbe potuto fargliela pagare in vita e, magari, raccontarlo con orgoglio ai figli. Ma chi prende a calci un cadavere lo racconterà ai suoi figli?».

«La mia – continua – è una scelta di coscienza che nasce da un desiderio di riappacificazione. Credo che anche una persona in grave torto debba avere la dignità di una sepoltura. Non si può andare avanti così, tra calci, sputi e rifiuti: se nessuno fa niente non si farà mai niente, continuerà per sempre ad esserci la guerra tra ebrei e palestinesi».

Ma la madre e la nonna del chirurgo sono pronte a ospitare la “scomoda” salma?

Calendario in difesa dei cani, si spogliano 250 volontari

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Un calendario in difesa dei cani, ma per farlo si sono dovuti spogliare 250 volontari. L’iniziativa portata avanti dal “Rifugio del cane abbandonato della Favorita”, struttura che ospita molti amici a 4 zampe è stata realizzata per portare fondi e mantenere in vita la sede parlermitana che non riceve aiuti economici dalle amministrazioni. Così uomini e donne che hanno a cuore la causa hanno deciso di posare nudi per poi devolvere alla struttura il ricavato della vendita dei calendari “Nudi per amore”.

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Napolitano visto da Travaglio: “Lui sa”

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“Se non fosse così mal consigliato e mal circondato”, scrive Marco Travaglio nel suo editoriale sul Fatto intitolato “Lui sa”

“Giorgio Napolitano chiamerebbe i giornalisti e direbbe: […]

“Ora basta, ora ho deciso di rivelare quel che dissi a Mancino in quelle quattro telefonate ormai distrutte, anche se una sentenza della Consulta – da me richiesta con un ricorso che non si poteva rifiutare – mi consentirebbe di non farlo. Anzi, per mostrare anche visivamente che non ho nulla da nascondere né privilegi da rivendicare, rinuncio al mio diritto di essere sentito al Quirinale e testimonierò nell’aula della Corte d’Assise di Palermo, come un cittadino comune. E risponderò a tutte le domande, nessuna esclusa: sia su quelle maledette telefonate, sia sulla lettera che mi inviò D’Ambrosio sul timore che mi aveva esternato di essere stato usato in passato come ‘ingenuo e utile scriba di cose utili a fungere da scudo per ‘indicibili accordi’.

[…]

“Quindi prego il ministro Cancellieri, il saggioViolante, i giuristi e gli editorialisti e i quirinalisti corazzieri che ancora in queste ore, credendo di farmi cosa gradita ma rendendomi un pessimo servigio, attaccano i giudici di Palermo per avermi citato come testimone nel processo sulla trattativa di riporre le armi e le penne: sono io il primo a volermi mettere a disposizione della Giustizia, come ogni buon cittadino deve fare in questi casi, per raccontare tutto ciò che so”.

Invece

“Repubblica e Corriere descrivono, citando le solite “fonti del Quirinale”, un Presidente che mediterebbe addirittura “un nuovo ricorso alla Consulta” (un altro conflitto di attribuzioni, stavolta contro la Corte d’Assise), “irritato” e pieno di “riserve” contro i giudici che avrebbero addirittura “aggirato” la sentenza della Consulta del 4 dicembre 2012: sentenza che riguardava le telefonate con Mancino, non certo la lettera in cui D’Ambrosio ricordava al capo dello Stato di avergli esternato (“Lei sa”) i suoi timori, e che timori!”.

“Il trio Ferrara-Sallusti-Belpietro difende con pelosa solidarietà Napolitano da presunti “ricatti”, “invasioni” e “strapoteri” giudiziari, per accomunarlo con sillogismi farlocchi alla cosiddetta “persecuzione” di Berlusconi”.

Travaglio esclude che le “attività informali del Presidente” dichiarate insindacabili dalla Consulta possano:

“includere l’occultamento di notizie sulla trattativa Stato-mafia trasmesse a Napolitano dal suo consigliere che nulla c’entrano con le attivattività presidenziali, né informali né funzionali.

“Infatti riguardano il periodo 1989-’93, quando né D’Ambrosio né Napolitano sedevano al Quirinale, e che riguardano al massimo cose fatte da D’Ambrosio, non certo (si spera) da Napolitano. Sarebbe come se un cittadino, poi scomparso, avesse confidato al Presidente di aver assistito a un delitto e il Presidente rifiutasse di testimoniare al processo per l’omicidio, trincerandosi dietro le sue “attività informali”.

“Poi ci sono i corazzieri della penna, tipo il solito Massimo Franco, che riesce a superare persino se stesso (il che è tutto dire). Sostiene, sulla prima pagina del Corriere , che la testimonianza del Presidente non è un sacrosanto dovere civico, una prova di trasparenza e un bell’esempio per tutti gli italiani, ma un fatto “surreale” che desta “stupore e perplessità”, un “ulteriore strattone di alcuni settori del potere giudiziario” (una Corte formata da 2 giudici togati e 6 giurati popolari estratti a sorte) che avrebbero dovuto non citarlo per “una questione di opportunità”: come se i magistrati soggetti soltanto alla legge fossero dei politici che agiscono in base alla convenienza del momento.

“Franco non si dà pace neppure della convocazione come teste “perfino di Piero Grasso”, manco fosse Nostro Signore. Ora, a parte il fatto che il governo le spallate se le dà da solo, sfugge l’attinenza fra la testimonianza presidenziale e il governo. Possibile che il primo giornale d’Italia non si renda conto che testimoniare è un dovere di ogni cittadino e che a “gettare ombre” su Napolitano anche “a livello internazionale” sarebbe proprio il suo rifiuto di riferire su fatti così gravi? Signor Presidente, per carità, si dissoci dai suoi corazzieri e corra dai giudici a dire tutto ciò che sa. È l’ultima occasione”.

50enne ucciso nell’Agrigentino. Il killer è un asino

asino-alessi-tuttacronacaAvrebbe aperto tra poco il suo agriturismo in contrada Riina, a Realmonte, in provincia di Agrigento, l’imprenditore 55enne Giovanni Alessi. Ma l’uomo ha trovato la morte a causa di uno dei suoi tre asini, che lo ha ripetutamente colpito con calci al torace e alle spalle. Sono stati i familiari dell’uomo, non avendolo visto rientrare, ad allertare i vigili del fuoco di Agrigento e i carabinieri. Secondo una prima ricostruzione, resa possibile dalle tracce di sangue riscontrate lungo l’uliveto, l’asino imbizzarrito avrebbe morso Alessi che avrebbe tentato la fuga salvo poi essere raggiunto dall’animale che l’ha finito a calci. L’asino è stato soppresso dal veterinario dell’Asp di Agrigento, intervenuto su richiesta dei carabinieri.

Incidente shock nelle Filippine: oltre 20 morti, e più di 40 feriti

filippine-incidente-stradale-tuttacronaca

Tamponamento shock nelle Filippine, nella provincia di Quezon, circa 100 km dalla capitale Manila dove nell’incidente sono stati coinvolti un furgone, tre bus e quattro van.

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Il bilancio, ancora provvisorio, parla di oltre 20 morti e 44 feriti. Salva per miracolo una bimba di un anno. Secondo le prime ricostruzioni, l’autista di uno degli autobus avrebbe perso il controllo del veicolo dopo essere stato tamponato da un altro veicolo.

Un uomo accoltellato e un cane impiccato, shock nel Vicentino

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Una scena macabra quella che ha scoperto un passante che stava camminando su una strada poderale di Enego, nel vicentino. Il corpo di un uomo di 35 anni giaceva a terra con un coltello nello stomaco, nell’abitazione dell’uomo i carabinieri hanno ritrovato i suoi due cani impiccati. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo avrebbe ucciso i suoi cani e poi si sarebbe tolto la vita con una coltellata nella pancia.

Aggredita dall’ex perché non lascia il lavoro. Dove sta andando l’Italia?

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Non voleva lasciare il suo lavoro da parrucchiera, questo era il fulcro continuo delle liti con il fidanzato che invece voleva quella ragazza completamente assoggettata a lui. Lei così aveva deciso di troncare la storia malata e mettere un punto e a capo dopo aver subito mesi di vessazioni. La 25enne quindi di Fuorigrotta, Napoli, si stava quindi riprendendo dopo quei mesi di minacce e violenze psicologiche subite da quell’uomo di 37 anni. Ma improvvisamente è stata aggredita a calci e pugni, il copione è tornato a essere quello dei mesi prima. Costretta a salire a bordo dell’auto dell’uomo che poi ha tentato pure di strangolarla. Lei è scappata, ha gridato aiuto e per quella stradina del rione Lauro sono intervenuti i militari dell’arma per difendere la ragazza ancora in stato di shock e vistose ecchimosi sul volto ed evidenti segni di percosse in tutto il corpo. Subito alla donna sono state prestate le prime cure e l’assistenza psicologica dei sanitari che le hanno riscontrato un «trauma facciale con ecchimosi al collo, lesioni da morso al braccio destro e trauma addominale da calci», così come definisce il referto che aggiudica alla vittima una prognosi di 8 giorni. Dove sta andando l’Italia se si torna a levare alle donne anche i diritti che ormai sembravano acquisiti.

La laurea in Italia non conviene, parola di Visco

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Un’affermazione quella di Visco che farà alzare un polverone anche perché un titolo di studio superiore in Europa corrisponde a un lavoro più remunerativo e più soddisfacente. Come riporta l’Huffington Post:

“I dati Eurostat mostrano che ‘studiare conviene’ perché rende più probabile trovare un lavoro”: nel 2011 in media nell’Ue lavorava l’86% dei laureati contro il 77% dei diplomati. “In Italia, tuttavia, studiare conviene meno: per i laureati tra i 25-39 anni, la probabilità di essere occupati era pari a quella dei diplomati (73%) e superiore di soli 13 punti percentuali a quella di chi aveva conseguito la licenza media”. Lo ha sottolineato il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, al X Forum del Libro Passaparola.

Il livello di istruzione dei giovani è “ancora distante da quello degli altri paesi avanzati. Questo è particolarmente grave”. Visco segnala poi in Italia un “analfabetismo funzionale” caratterizzato da competenze inadeguate, sottolineando la necessità di investire in “capitale umano”.

“Negli ultimi anni sono stati registrati passi in avanti. Mi riferisco ad esempio al ritorno alle procedure concorsuali per la selezione del personale docente delle scuole elementari, medie e superiori. Si tratta in linea di principio di un importante segnale di novità rispetto alla tradizione di privilegio dell’anzianità di iscrizione nelle liste degli aspiranti al ruolo, con qualche presumibile effetto di ringiovanimento del corpo docente. Proseguire con decisione lungo una direttrice di valorizzazione del merito richiederebbe a regime l’affermazione del concorso come strumento naturale di selezione della professione docente”.

Di fronte ai ritardi italiani in materia di istruzione e di competenze dice ancora Visco “è fondamentale il rilancio della scuola e dell’università. Risorse adeguate andrebbero previste per sistematiche azioni di recupero e sostegno delle scuole in maggiore difficoltà, concentrate nelle regioni del Mezzogiorno, e per il contrasto alla dispersione scolastica”.

Nonostante il livello di istruzione sia nel nostro Paese mediamente basso, ad un grado più alto non corrisponde, come negli altri Paesi avanzati, una remunerazione maggiore. E’ il “paradosso” tutto italiano indicato dal governatore di Bankitalia. “Ad un alto livello di istruzione dovrebbe corrispondere, ceteris paribus, un rendimento della stessa elevato, trattandosi di un fattore relativamente scarso. In Italia, invece, a un alto livello di istruzione si associa una bassa remunerazione”, spiega il governatore.

L’Italia non è un Paese per giovani, non è un Paese per pensionati, non è un Paese per lavoratori, non è un Paese per le donne (basta vedere l’indice dei femminicidi) e non è neppure un Paese per laureati… che Paese è?

Mengoni e il suo disinteresse per le tecnologie!

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24 anni e il disinteresse per le tecnologie. Dallo smartphone a Facebook Mengoni, star del nuovo pop, rifiuta le comunicazioni digitali.  “Ma non sono un anti-tecnologico”, tiene a sottolineare, “il mio non è certo un atteggiamento snob. Anzi, capisco che le nuove tecnologie siano una cosa positiva per la comunicazione, e che servano a molte persone per vincere la paura di un faccia a faccia. Mi sto avvicinando sempre più, quindi, anche a queste cose, ai social network in particolare. Ma di certo non arriverò a stare collegato ore e ore, non mi diverte far sapere agli altri cosa ho mangiato oggi o far vedere la foto del solito gattino. Leggo, osservo, se ho qualcosa davvero da condividere scrivo, o segnalo una musica, una poesia, un libro. Con queste tecnologie sono un bradipo, mi adatterò, ma con lentezza…”.

Lui d’altra parte controtendenza lo è stato sempre. Dal look stravagante e anti-conformista, che cerca di scrivere la storia in modo originale “Ma non sono un passatista”, tiene a dire, “anzi sono a favore della tecnologia, soprattutto se mi aiuta nel mio mestiere. Però per quello che riguarda la comunicazione, soprattutto sui social network, non riesco ad essere come molti miei colleghi. Leggo osservo, ma di scrivere banalità non me ne frega niente. Lo faccio se ho qualcosa davvero da dire, da condividere. Cose che abbiano un senso, un motivo” e poi aggiunge “È il rapporto con il pubblico che mi spinge a fare musica, suonare dal vivo è la cosa che ti fa andare avanti, ti rende felice di fare questo mestiere. Per me è la cosa più fica che c’è. Essere in studio per registrare va bene, è ovvio, ma dopo un po’ mi sento un po’ stretto. Invece quando suono dal vivo ogni sera è diversa, ogni concerto è come se fosse l’ultimo, non sai cosa succederà domani e quindi dai tutto quello che hai. Ogni sera quando salgo sul palco per me è l’ultima volta, e quindi cerco di dare tutto, di sgolarmi, di triturarmi le mani sulla chitarra…” e conclude: “Ho iniziato come tutti, bussando a tante porte che, ovviamente, non si sono aperte. Poi X Factor e questa rapidissima corsa che mi ha portato dove sono oggi. È un mondo curioso quello che mi sono trovato ad affrontare, me l’aspettavo diverso, magari un po’ più buono, ci sono tanti meccanismi che non capisco, tanti disequilibri, e devi sempre stare attento a come ti muovi, a quello che fai. Non è come dieci o quindici anni fa, oggi la musica è vento, passa rapidamente, è un vento forte e veloce, devi fare in modo che non ti scompigli i capelli e basta”. Dubbi, incertezze? “Tante, è ovvio, ma raggiungo anche picchi di felicità che non vanno sottovalutati. È una cosa sana dubitare di se stessi, e del lavoro che hai fatto. Se non avessi dubbi sarei già finito, non avrei limiti da superare, obbiettivi da raggiungere… “.

Forse un atteggiamento da hipster? “Amo il vinile assolutamente”, conferma lui, “sono un fan dell’analogico. La differenza di suono è abissale, il calore è diverso. E io cerco questo calore in quello che registro, quel calore che da piccolo sentivo nei dischi di Billie Holiday. Il che non vuol dire che non scarico le canzoni di Billie Holiday su iTunes, ma che, se posso, ascolto i dischi in vinile. E poi penso che sia giusto che la musica nata per essere registrata in maniera analogica sia ascoltata dai dischi in vinile. La musica di oggi invece è pensata per il digitale, ed è giusto che venga ascoltata in un altro modo”.

E al giornalista di Repubblica che gli chiede se un compromesso in favore della tecnologia odierna si può fare, risponde “Si deve fare, io mica posso costringere la gente a comprare un mio album in vinile. Ma anche se il risultato finale è digitale, io registro ancora su supporto analogico, su bobine, come si faceva un tempo”.

Ma chi è Marco Mengoni?

“Non mi ritengo un artista, non lo sono. Sono sicuramente un impiegato della musica, non mi posso attribuire una definizione così importante. Sono un impiegato che dignitosamente fa il suo lavoro, al meglio delle sue possibilità. Certo che l’arte mi piace, mi attira, io vengo da un istituto d’arte, mi piace essere onnivoro, prendere esempio dagli artisti con la “A” maiuscola. Ma io per adesso sono solo un servo della musica, non posso fare altro, lei decide per me”.

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