Dolce Epifania… con le Hořické trubičky

Hořické trubičky-okCarbone o dolciumi nella vostra calza? Se non impazzite per le caramelle ma volete addolcire quest’ultimo giorno di feste, le “Hořické trubičky” fanno al caso vostro. Si tratta di wafer arrotolati che possono essere preparati anche in casa e sulle quali circolano diverse leggende, risalenti a circa due secoli fa. Tra queste anche una che spiega che la ricetta venne svelata nel 1812 dal cuoco personale dell’imperatore Napoleone, ferito in una battaglia, ad una certa signora Líčková, per esprimerle la sua gratitudine di essersi presa cura di lui. Ma l’esistenza di questa leccornia è documentata già all’epoca del Re Sole, Luigi XIV. Le “hořické trubičky” originali consistono in due sottili wafer arrotolati e ripieni di crema ai vari gusti: cioccolato, noci, cacao o yogurt. Buona Epifania a tutti!

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Per chiudere l’anno… in dolcezza!

manicotto-boemia-tuttacronacaSi chiama trdlo, noto in Italia anche come “manicotto di Boemia” questo dolce tipico della cucina ceca che abbiamo deciso di “offrirvi” per riempire di dolcezza gli ultimi istanti del 2013 e i primi rintocchi del nuovo anno. Si prepara con un impasto che è una sorta di pane dolce che, prima della cottura, viene modellato come un lungo filoncino con un raggio di circa 1 cm che viene arrotolato attorno a un bastone di metallo. Prima della cottura viene cosparso di zucchero e cannella. Buon appetito e… dolce 2014!

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Il più grande tesoro gastronomico in Italia? L’Emilia Romagna. Parola di Forbes

tortellini-tuttacronacaPer qualche strano motivo, sarà a causa di film come “Sotto il sole della Toscana”, negli Stati Uniti basta dare un nome “toscano” a piatti o ristoranti perchè il locale faccia il pieno di clienti. Perfino un locale di New York, l’Amarcord, chiaro omaggio a Fellini, ha dovuto chiudere per mancanza di clienti salvo poi riaprire con il nome Il Toscanaccio e fare il tutto esaurito. Eppure in un articolo di Forbes a firma David Rosengarten si dice chiaramente che la miglior gastronomia italiana si trova in Emilia Romagna, tra l’altro patria proprio di Fellini. Lo stesso Rosengarten spiega che la regione è la patria del Parmigiano Reggiano, dell’aceto balsamico, del prosciutto di Parma, dei tortellini e di molto altro. Poco importa quindi “Se chiedete ad un italiano dove si trova il cibo migliore, quasi sempre la riposta sarà ‘da mia madre'”, “se si parla di regioni la risposta più probabile sarà ‘In Emilia Romagna’, la fantastica regione del centro-nord che si trova nella fertile valle del Po”. Il giornalista spiega anche che non è solo questione di prodotti, ma del legame degli chef con la loro terra e conclude: “Partendo da nord-ovest si trovano Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna, la Grassa, con i suoi ristoranti e le ……………sue simpatie comuniste. Tuttavia il mio viaggio è stato diverso, sono partito dal cuore della regione vinicola, dove si produce il vino perfetto per accompagnare questo tipo di cucina, il Lambrusco. La regione del Lambrusco – conclude il giornalista americano – è una delle ambientazioni rustiche più belle d’Italia, sembra perduta nel tempo, ed è forse il posto migliore per scoprire l’incredibile cibo dell’Emilia-Romagna”. Voi cosa ne pensate?

Palloni e forchette: il club di Serie A che si dà alla cucina!

hellas-ristorante-tuttacronacaArriva il primo ristorante europeo di un club clacistico: si tratta dell’Hellas Kitchen Restaurant&More e apre a Verona, su una superficie commerciale di 700 mq, con 180 posti a sedere, 75 posti auto, una sala polifunzionale e dotata di lavagna interattiva multimediale di 77 pollici. Il locale è pensato anche per ,accogliere meeting, conferenze, business happening e non manca uno spazio in cui acquistare il merchandising ufficiale dei gialloblù. Per quel che riguarda l’offerta gastronomica, il ristorante guarda a Verona e al Veneto: l’impasto utilizzato in pizzeria è realizzato con la farina prodotta da un’azienda locale, mentre in cucina verranno impiegati solo prodotti del territorio, per realizzare piatti della tradizione veneta e adriatica, anche reinterpretati in chiave moderna.

Niko Romito: uno chef da 3 stelle

niko-romito-tuttacronaca“E’ semplicemente la realizzazione di un sogno”.Sono state queste le prime parole dello chef Niko Romito, del ristorante ‘Reale’ di Castel di Sangro, nell’Aquilano, al ricevere la terza stella Michelin. Lo chef, non ancora quarantenne, ha proseguito: “Un risultato meraviglioso che ci ripaga delle scelte e del lavoro fatto in questi anni. Voglio condividere questa gioia con mia sorella Cristiana e con la mia instancabile squadra, perchè questa è senza dubbio la vittoria di un gruppo. E per chi ci chiede cosa succederà, rispondo che continuerò lavorare senza perdere di vista i nostri principi, lo studio in cucina, il lavoro sugli ingredienti e sulle materie prime e, soprattutto, senza dimenticare l’importanza della ricerca e dei progetti formativi come la Niko Romito Formazione e Spazio e di cultura gastronomica come Unforketable”. Era il 2000 quando Niko Romito ha iniziato a gestire, assieme alla sorella Cristiana, il ristorante Reale a Rivisondoli. Nel 2007 arriva la prima stella, seguita due anni dopo dalla seconda, conquistando i vertici delle guide gastronomiche italiane. Romito vanta inoltre consulenze e relazioni in importanti convegni a livello internazionali, senza contare la sua partecipazione al libro Semplicità Reale. Due anni fa, il ristorante si è trasferito a Casadonna, un ex convento ristrutturato mentre risale all’anno scorso la fondazione della scuola di alta gastronomia Niko Romito Formazione. Ma ancora non è abbastanza e quest’estate ha aperto i battenti Spazio, un ristorante-laboratorio dove gli studenti possono completare il percorso formativo della scuola. L’ultimo progetto, infine, sono le videoricette di Unforketable. Romito, con la sorella, spiega: “La nostra squadra è composta da ragazzi giovani come noi, che hanno tanta voglia di crescere e sviluppare idee. Ci teniamo ad evidenziare che questo riconoscimento, che ci riempie di orgoglio e ci sprona a fare sempre meglio, per noi rappresenta un punto di partenza e non di arrivo. Sin dall’inizio abbiamo creduto nel nostro territorio, e’ da qui che siamo partiti, e’ qui che abbiamo scelto di restare e sempre da qui che vogliamo continuare il nostro percorso lavorativo”. E lo chef conclude: “Mia sorella Cristiana la squadra del Reale ed io ringraziamo tutte le persone che questi ultimi anni ci sono state vicine, e vogliamo condividere con loro questo grandissimo risultato”.

Quel matrimonio che non t’aspetti: patatine e cioccolato!

patatine-cioccolato-tuttacronacaSorpresa per gli amanti degli strani connubi alimentari. In America il colosso del cibo frito-Lay ha lanciato sul mercato l’ultima novità: le patatine fritte ricoperte da un sottile velo di cioccolato al latte. L’edizione è limitata e resterà nei negozi per tutto il periodo natalizio anche se, come hanno spiegato i portavoce dell’azienda, si tratta di una prova. Qualora i consumatori ne decretassero il successo, infatti, le chips potrebbero diventare un gusto permanente.

McDonald’s chiama Italia: arriva l’hamburger alla Chianina

mcdonalds-chianina-tuttacronacaAl Forum dell’alimentazione di Coldiretti a Cernobbio, è stata presentata la nuova proposta di McDonald’s: un panino con l’hamburger a base esclusivamente delle pregiate carni Piemontese e Chianina. La nuova specialità è frutto della partnership con Inalca del Gruppo Cremonini e con Coldiretti (i cui allevatori riuniti nella Filiera agricola italiana garantiranno la carne certificata). Quello che prevede l’accordo è la fornitura di carne di alta qualità e proveniente dagli allevamenti italiani di vitelloni di queste due razze autoctone del Centro e del Nord Italia. L’attesa non sarà lunga: già il 13 novembre, infatti, sarà possibile assaggiare i nuovi panini. Ha spiegato il presidente della Coldiretti Sergio Marini: “L’accordo per noi rappresenta una occasione per far conoscere anche ai più giovani la straordinaria qualità delle carni delle razze autoctone italiane che sono un patrimonio di biodiversità, di sicurezza alimentare e di valori nutrizionali, unici ed esclusivi del nostro Paese” . L’amministratore delegato di McDonald’s Italia, Roberto Masi, ha poi aggiunto: “McDonald’s ha iniziato nel 2008 un percorso di valorizzazione dei prodotti italiani, ma è la prima volta che utilizziamo per i nostri hamburger carne chianina e piemontese. La volontà è quella di far assaggiare due grandi eccellenze a tutti gli italiani, grazie ai nostri prezzi accessibili e alla capillarità dei nostri ristoranti”. Ha osservato infine Luigi Scordamaglia, ad di Inalca: “Il nostro Gruppo è particolarmente orgoglioso di poter in questo modo contribuire al riconoscimento delle eccellenze italiane sui mercati nazionali ed internazionali ed alla valorizzazione del lavoro non semplice degli agricoltori italiani”.

Muore l’inventore della stracciatella, lutto nella gastronomia

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La gastronomia è in lutto per la morte del ristoratore Enrico Panattoni, avvenuta nella notte a Bergamo. Panattoni, 85 anni, nato a Lucca, ebbe l’intuizione di inventare uno dei gusti di gelato poi divenuti un classico in tutto il mondo: la stracciatella.

Panattoni si era trasferito a Bergamo dal 1946 e nel ’53 aveva aperto nella città alta il bar storico “La Marianna”. Nove anni più tardi aveva rilevato la gestione del ristorante “Il Pianone”. Qui Panattoni tentò l’esperimento: un gelato alla crema, bianchissimo, con scaglie di cioccolato fondente. Lo chiamò stracciatella, nome che prese in prestito da una minestra romana all’uovo. Immediato fu il successo di questo gusto e lui divenne noto nel mondo grazie a quest’invenzione rivoluzionaria che aveva saputo unire la crema, gusto neutro  e amato da tutti con la cioccolata altra grande passione mondiale a livello gastronomico.

Una vita quella di Panattoni tra successo e dramma. 40 anni fa infatti a Panattoni seuqestrarono il figlio Mirko e fu il primo caso di rapimento di un bambino in Italia. Il sequestro durò 18 giorni e gli autori non furono mai trovati. Oggi Mirko ha rilevato l’attività di famiglia.

Rivoluzione a New York, il burger è fra la pasta: Ramen Burger!

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Via il pane e benvenuta alla pasta! A New York l’ultima moda dell’hamburger è il Ramen Burger, ovvero la carne viene racchiusa tra due “fette” di tagliatelle cinesi condite con salse varie. La prima volta il Ramen Burger fu servito negli stand della fiera gastronomica Smorgasburg di Brooklyn, ma ora è diventato il piatto “cool” di tutta la metropoli americana.

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Keizo Shimamoto, lo chef creatore, spera adesso di aprire un ristorante specializzato in ramen burger. Nel frattempo è stata aperta una pagina Facebook specifica, che ha già superato i 3mila fan.

La mafia a tavola e cibo in mano ai clan, Legambiente lancia l’allarme.

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Il nostro cibo sta subendo un attacco? Legambiente lancia l’allarme in occasione di “festambiente”, a Rispescia, Grosseto. Sarebbero circa 11 i reati al giorno che si consumano e oltre 3.000 denunce o arresti. Basta vedere il valore dei beni sequestrati che supera i 672 milioni di euro  per un giro d’affari gestito da 27 clan criminali. A tavola, “è seduto il gotha delle mafie: dai Gambino ai Casalesi, a Matteo Messina Denaro”. D’altra parte numerosi libri sono stati scritti sul fenomeno e molti articoli hanno da tempo riportato la notizia. Quello che spaventa è che il fenomeno non si argina, anno dopo anno arriva una nuova denuncia, ma il giro di affari continua.

Ceneromane: quando i romani aprono la propria casa ai turisti

ceneromane-tuttacronacaUna cena tipica romana… a casa dei romani. E’ questa l’idea proposta dalla piattaforma Ceneromane, che ha fatto sbarcare nella Città Eterna l’homerestaurant su iniziativa di Daniela Nurzia, ispiratasi alla tradizione dei Paladar cubani, quando, nei tempi dei castrismo, la popolazione ospitava i turisti nelle proprie case per poter avere contatti con loro. L’ideatrice ha spiegato che si tratta anche di un’esigenza pratica: “con la crisi molti lavori sono venuti meno e si fa fatica ad arrivare a fine mese così ho aperto prima la mia casa agli ospiti e poi si sono aggiunti i miei amici, certamente non diventiamo ricchi ma con le cene a pagamento possiamo permetterci una vacanza in più o pagare il college ai figli.” Ecco allora che ai turisti basta scegliere l’abitazione che preferiscono, il menù e la data per poi passare al pagamento, se la casa è libera quel giorno, con Pay pal o carta di credito. Dopo di che, non resta che gustare un menù tipico tradizionale e godersi la semplicità e l’accoglienza dei padroni di casa che, prima di aderire alla community, hanno seguito un corso on line di “somministrazione di cibi e bevande”, così sia igiene che pulizia sono garantite. I menù spaziano dalla degustazione, accompagnata da specialità regionali, a menu costruiti dall’antipasto al dessert, sempre nel segno della cucina tradizionale romana e le serate sono riservate ai turisti.

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