Bombe carta a Roma: la manifestazione a La Sapienza raggiunge i tetti

la sapienza-manifestazione-tuttacronacaNon si placano le proteste in Italia e oggi gli studenti de La Sapienza sono scesi in piazza. L’occasione è la manifestazione contro la Conferenza Nazionale sulla Green Economy che si svolge nell’aula magna. I giovani hanno sfondato le transenne e lanciato bombe carta mentre le forze dell’ordine difendono l’ingresso. All’interno dell’Aula magna sono presenti i ministri Saccomanni, Orlando, Lorenzin, Giovannini, e altri sono attesi. I lavori della conferenza nel frattempo proseguono ed è stato trasmesso anche un video messaggio del premier Enrico Letta. Alcuni studenti tra quelli che protestano all’Università la Sapienza sono anche saliti sul tetto della facoltà di Fisica esponendo uno striscione. Tra gli studenti in protesta anche diversi specializzandi di Medicina che lamentano i tagli alle borse di studio. “Questa è l’ennesima passerella odiosa – spiegano – un incontro vergognoso, mentre la ricerca è asservita agli interessi dei privati”.  Ma durante la manifestazione sarebbero anche stati fermati due studenti mentre la polizia avrebbe effettuato delle cariche, stnado a quanto raccontano gli stessi giovani mentre, in corteo, accerchiano l’Aula Magna dell’ateneo dove l’incontro si svolge. La polizia sta presidiando la zona ed il corteo è stato momentaneamente bloccato. Gli studenti urlano “bella scena la celere che carica gli studenti all’università. Non ce ne andiamo finchè non ci restituite i nostri compagni”.

Si accende il dibattito su La Terra dei Fuochi, anche Gabriele Muccino twitta

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Il “vaso di Pandora” si è aperto e tutti i “mali” della Terra dei Fuochi sono ora visibili agli occhi di tutti. Quando negli anni passati si era cercato di richiamare l’attenzione sul grave problema delle ecomafie ci si era trovati davanti un “muro di gomma”, ma ora a distanza di tempo, con altri morti seppelliti, finalmente l’orrore è sotto gli occhi di tutti e i tempi sono maturi per aprire un dibattito.

Istituzioni, cultura e ambientalisti si stringono intorno alla popolazione, si apre il dibattito e si cercano soluzioni.

«Non so se serve un legge perché fare una legge ha dei tempi molto lunghi e dobbiamo agire rapidamente» ha detto il ministro per l’Ambiente, Andrea Orlando, rispondendo a una domanda in merito alla legge speciale per le bonifiche in Campania.

«Sicuramente è auspicabile un testo in cui l’insieme delle iniziative possano avere una sede organica – ha affermato Orlando a Napoli – ma non so se sarà quella la prima risposta che saremo in grado di dare. Penso anche a provvedimenti d’urgenza» e che «si possano fare ulteriori passi che stiamo studiando».

Orlando ha ricordato che sulla Terra dei fuochi, a metà tra Caserta e Napoli, «abbiamo siglato un protocollo per la raccolta dei pneumatici, abbiamo iniziato a ragionare su come si può coordinare meglio il lavoro di diversi Ministeri».

«Naturalmente non siamo ancora l’altezza della situazione – ha aggiunto – e credo che nei prossimi giorni andranno assunti ulteriori provvedimenti tanto per le risorse per le bonifiche, tanto per la repressione dei fenomeni». «Ci saranno – ha concluso – notizie importanti anche al termine delle indagini di questi mesi».

«Orlando non trova convincente una legge speciale perché è troppo lungo l’iter? Allora il governo faccia un decreto, domani e non fra un mese, che metta dentro tutte le osservazioni che abbiamo formulato con i cittadini ed i parlamentari campani». Così invece si è espresso il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro che ha poi aggiunto «Non faremo passi indietro per tutelare la salute e l’ambiente. Siano previste le risorse ed i tempi. In caso diverso vuol dire che il governo vuole abbandonare queste terre colpite da sversamenti illegali da tutto il Paese».

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Anche lo scrittore e giornalista Pino Aprile ha fortemente voluto che la prima presentazione nazionale del suo nuovo libro, “Il Sud puzza”, fosse ad Orta di Atella (Ce), il comune del casertano, tristemente conosciuto per essere uno dei tanti all’interno di Terra dei fuochi e dei veleni. Come riporta il Fatto Quotidiano lo scrittore ha affermato “Spero che l’incontro serva a far “connettere” (ove già non sia avvenuto) quei gruppi di cittadini che, in tutto il Sud, impegnano il loro tempo, le capacità e le risorse, per migliorare la condizione civile di tutti. Non si ha idea dell’immenso lavoro che stanno facendo questi “Cancioli”, ricostruttori di sana comunità. Da una parte ti rendono orgoglioso per quel che fanno; dall’altra ti fanno vergognare, perché non fai altrettanto. *Perché “Cancioli”, cosa vuol dire? Nel trascrivere l’intervista che avevo fatto a Mirella (la vedova di Felice Pignataro, l’artista che colorò Scampia), trovai sul mio taccuino (come vedete, stavolta l’ho scritto senza la “q”) una parola che non riuscivo a decifrare. La mia stilo aveva scritto a fatica, per via di una impurità che si era infilata nel pennino. Mi pareva di leggere “Kancioli” o “I Cancioli”. Così, chiamai Mirella: «Cosa sono i Cancioli, un’altra delle figure inventate da Felice, come San Ghetto, il protettore delle periferie?». «Proprio no», mi assicurò lei, «mai sentita questa parola». Ora, io non sono credente, ma credo alle coincidenze. In quel momento, si parlava di “ricostruttori di sana comunità”, quale era Felice, è Mirella; un concetto per il quale non c’è nel vocabolario una parola che mi dia piena soddisfazione. E sì che ne abbiamo di parole. Perché va a capitare quel termine (scritto da me!!!), proprio lì, allora? Le coincidenze sono il modo che gli dei hanno per rivelare le proprie intenzioni, dicevano i greci. Così, non c’è alcun dubbio: gli dei hanno sporcato il pennino della mia penna, per fargli vergare, solo in quel punto, in tutto il taccuino, una parola che non esisteva: Cancioli, e cos’altro può voler dire se non, appunto: “ricostruttori di sana comunità”? Quindi, mi inchino dinanzi ai Cancioli di Scampia, ai Cancioli della Terra dei Fuochi, ai Cancioli di Taranto, ai Cancioli di Calabria, ai Cancioli della Lucania non petrolifera e non radioattiva, ai Cancioli di Addiopizzo…”. Il 25 ottobre alle 17,30, al Palasport di Orta di Atella, non ci sarà semplicemente la presentazione del nuovo libro di Pino Aprile, ma la possibilità di realizzare la “grande rete civica” dei movimenti attivi nella denuncia delle emergenze ambientali nelle nostre regioni. Oltre a dar voce ai vari comitati convenuti, si realizzerà, anche un sogno di Padre Maurizio Patriciello: il gemellaggio tra i comitati “Donne per Taranto” e “Mamme di terra dei veleni”. Il  sogno è riempire il palasport di Orta e lanciare un forte ed inequivocabile messaggio ai politici: “Il Sud rialza la testa e non ci sta a soccombere”!

Anche il regista Gabriele Muccino oggi ha voluto, attraverso Twitter, occuparsi del problema ed esprimere la sua opinione sull’argomento:

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Ogm vietato in Italia, ma domani sarà raccolto. Sanzioni? Nessuna

mais_ogm_tuttacronacaL’Ogm è vietato in Italia ma domani 12 ottobre 2013 il mais ogm, cioè geneticamente modificato, verrà raccolto a Vivaro, in provincia di Pordenone dove è stato coltivato da Silvano Dalla Libera, vicepresidente di Futuragra. La tipologia di grano coltivato è il Mon 810.

Greenpeace nel 2012 lanciava l’allarme sulla pericolosità del prodotto:

Si tratta di un evento (trait) transgenico che innesta nel genoma del mais la capacità di produrre una tossina in grado di uccidere alcuni parassiti della pianta. La tossina è una delle numerose varianti tra quelle prodotte da un batterio, il Bacillus turingensis (Bt: per questo si parla di “mais Bt”). In particolare, questa variante (Cry 1Ab) dovrebbe selettivamente uccidere un parassita del mais, Ostrinia nubilalis.

È importante notare che le spore del Bt sono uno strumento utilizzato in agricoltura biologica per combattere gli insetti infestanti. Le “modalità” dell’utilizzo sono tuttavia molto diverse. In primo luogo, le spore del Bt sono utilizzate quando l’infestazione è in corso. In secondo luogo, le spore contengono una pro-tossina, che si attiva in una tossina efficace solo quando la pro-tossina è ingerita da un insetto “target”. Senza questa attivazione, estremamente specifica, la pro-tossina è inefficace.

L’effetto di una coltura di mais Bt è quindi quello di inondare l’ambiente con una tossina attiva che rischia di colpire insetti innocui comprese specie “utili” (ad esempio predatori che controllano le popolazioni di insetti infestanti) e specie a rischio. Inoltre, poiché la tossina è rilasciata nell’ambiente circostante, attorno al campo OGM si crea un “alone” con dosi decrescenti di tossina attiva: le condizioni ideali per far sviluppare una resistenza alla tossina negli insetti “target”. Con la conseguenza di rendere inutilizzabile per gli agricoltori un importante strumento di controllo delle infestazioni cha ha il vantaggio di impatti ambientali praticamente nulli.

Quali sono i rischi?  

Sempre secondo Greenpeace:

Diffusione della tossina Bt: i frammenti di mais OGM si disperdono dopo la raccolta e sono stati rinvenuti nell’86 per cento dei 227 siti della rete idrografica monitorata. La tossina Cry1Ab è stata trovata nel 13 per cento dei corsi d’acqua e nel 23 per cento delle colonne d’acqua analizzate (Tank et al., 2010).

Persistenza della tossina Bt: è stata dimostrata l’alta stabilità della tossina Cry1Ab che potrebbe spiegare la persistenza della sua tossicità (Sander et al., 2010). La persistenza della tossicità in acqua (nei frammenti di foglie di mais, sei mesi dopo il raccolto) è stata dimostrata dal citato studio di Tank et al. (2010).

Comparsa della resistenza negli organismi bersaglio: è stata dimostrata la comparsa di resistenza alla Cry1Ab in Busseola fusca (Kruger et al. 2009 e 2011) e Spadoptera frugiperda (Storer et al., 2010). La resistenza può insorgere (B. fusca) nonostante siano state attuate apposite strategie di prevenzione come quella di lasciare aree di mais non OGM (rifugi) tra i campi transgenici.
Incremento di altri parassiti (non bersaglio): il MON810 favorisce la sopravvivenza di Striacosta albicosta (una farfalla Noctuidae) “nuovo” parassita del mais (Dorhout e Rice, 2010). La cicalina (Dalbulus maidis, un emittero), un altro parassita del mais, si sviluppa maggiormente nei campi di mais Bt che in quelli non Bt (Virla et al., 2010). Inoltre, sul cotone Bt, in Cina, è stata registrata una “epidemia” di miridi (Lu et al. 2010).

Impatto su specie predatrici di parassiti del mais (non bersaglio): eliminando completamente le popolazioni di Ostrinia nubilalis, il mais Bt elimina anche gli insetti che la predano come le vespe appartenenti ai Braconidae e Ichneumonidae (Marvier et al., 2007; Wolfenbarger et al., 2008; Naranjo, 2009).

Impatto su altre specie (non bersaglio): in laboratorio, sono stati dimostrati “effetti avversi” sul crostaceo acquatico Daphnia magna, un organismo “modello” per gli studi ecotossicologici, nutrito con frammenti di mais Bt (Bohn et al., 2010). Sempre in laboratorio, sono stati verificati effetti negativi del MON810 sulla lumaca Cantareus aspersus (Kramarz et al., 2009). Ancor più preoccupanti i rischi (sottolineati anche dalla valutazione dell’EFSA sul mais Bt11 che cita Lang e Otto, 2010 e Perry et al. 2010, 2011) su specie di farfalle non bersaglio, i cui bruchi possono ingerire polline di mais Bt (contenente la tossina Cry1Ab). Secondo EFSA, la mortalità “locale” (presso il campo OGM) potrebbe arrivare al 100% nelle condizioni più sfavorevoli. Queste preoccupazioni sono state confermate da uno studio più recente1 (non citato nel dossier inviato alla Commissione Europea) che conferma la complessità dei sistemi viventi e quindi delle relative valutazioni di rischio. In breve, gli autori concludono che i bruchi della Vanessa Io (Inachis io) sono esposti al rischio dell’ingestione di polline Bt (sulla superficie delle foglie di ortica di cui si nutrono…) a causa del particolare ciclo vitale (un ciclo “doppio”, con due generazioni per anno) di questa specie vulnerabile nell’Europa centrale e meridionale. Nel nord Europa, dove la specie compie un solo ciclo annuo, i rischi sono molto inferiori perché la dispersione del polline del mais è asincrona rispetto alla presenza dei bruchi. Nell’Europa centrale e meridionale invece la seconda generazione dei bruchi è presente sulle foglie d’ortica quando queste sono “ricoperte” dal polline del mais e sono quindi a rischio! Ovviamente, questo studio si focalizza su una singola specie (importante, perché vulnerabile), ma gli autori sottolineano che, ad esempio, in Austria il 70 per cento delle specie di farfalle è presente nelle aree agricole.

In Italia, la coltivazione di Mon 810 è stata dichiarata illegale il 12 luglio 2013, in seguito ad un decreto firmato dai ministri delle Politiche agricole (Nunzia De Girolamo), dell’Ambiente (Andrea Orlando) e della Salute (Beatrice Lorenzin).

Tra coloro che avrebbero voluto distruggere il raccolto c’è proprio Andrea Orlando ministro dell’ambiente, che ha scritto alla governatrice del Friuli, Debora Serracchiani, che ritiene la legge inapplicabile.

Lo scambio di lettere lo spiega Il Corriere della Sera:

“Per Dalla Libera è già stata una sfida piantarle, quelle spighe, dopo che il ministero dell’Agricoltura gli aveva detto «non se ne parla» e dopo aver ottenuto il consenso, invece, dal Consiglio di Stato. Una sfida, dicevamo, piantare quei semi il 13 di aprile. Figuriamoci adesso organizzare la festa della prima trebbiatura di mais ogm italiano… È prevista per domani «e sarà in qualche modo un evento storico» dice fiero di sé l’ideatore di Futuragra”.

E così Orlando ha scritto alla Serracchiani:

“«Cara Debora, com’è noto il 10 di agosto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto che vieta la coltivazione del mais geneticamente modificato Mon810…Chiedo di conoscere con quali modalità la Regione intenda procedere, stante l’eventualità di dover anche dar seguito a sanzioni e bonifica, al ripristino ambientale e al risarcimento, se vi è stato un danno ambientale»”.

Ma la risposta ottenuta dalla governatrice del Friuli non è stata quella che il ministro si aspettava:

«Non posso irrogare sanzioni e dal punto di vista penale non è legittimo nessun provvedimento regionale per distruggere le colture ogm in atto. Bisogna colmare le lacune normative e va detto che l’accertamento del danno ambientale compete allo Stato». Poi l’annuncio di ieri sera: «Scriverò una lettera al commissario Ue alla Salute Tonio Borg chiedendogli di esprimersi perché serve dalla Commissione europea una nuova e più chiara pronuncia, anche alla luce delle interpretazioni in conflitto. Intanto, va da sé che il Governo dovrebbe dotarsi di una normativa sanzionatoria».

E così Orlando ha replicato:

«Dice cose un po’ sopra le righe, come se il decreto fosse praticamente irrilevante dal punto di vista giuridico. E per farlo cita un’interpretazione del ministero dell’Agricoltura. E allora io rispondo mandando una lettera al collega dell’Agricoltura nella quale spiego che già oggi ci sono tutti gli strumenti perché le Regioni possano intervenire. E poi promuoverò un incontro fra tutte le Regioni, noi e i ministeri dell’Agricoltura e della Sanità per fare una verifica sullo stato di avanzamento della normativa in tema di coesistenza».

Insomma la trebbiatura si farà e Dalla Libera è pronto a “ringraziare” il ministro Orlando con un mazzo di spighe:

“Lui, il signor Silvano, difende (va da sé) la posizione della governatrice: «È un avvocato, sa quel che dice». Pubblica sul Web un filmato per mostrare spighe «di mais antico con i suoi difetti» e altre «che vogliamo coltivare e che sono perfette» (quelle ogm). Promette che dopo la raccolta («sennò magari qualcuno distrugge tutto») svelerà in quali altri terreni d’Italia i suoi associati coltivano Mon810 («e non sono pochi»). Organizza la festa di domani e prepara un pacco pieno di spighe da spedire ai ministri”.

Dove è legale la coltivazione di questo mais in Europa?

L’uso è stato approvato dall’Unione Europea nel 1998 e si coltiva in 6 paesi: Austria, Ungheria, Grecia, Francia, Lussemburgo e Germania.

Arriva il parco dei Simpson

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Una delle famiglie più politically incorrect d’America, i Simpson, avranno il loro parco a tema. Springfield, la città di Homer, Margie, Lisa, Bart e della piccola Maggie sorgerà ad Orlando, in Florida. Non sarà una semplice attrazione, ma la ricostruzione fedele delle strade della cittadina fondata da Jebediah Springfield, con tanto di Birreria di Boe dove gustare una birra Duff, al Krusty Burger dove poter assaggiare un hamburger, fino alla pizzeria Luigi’s e ancora al Lard Lad, il luogo in cui nel cartone i poliziotti si fermano a mangiare ciambelle. Probabilmente tante persone affolleranno la centrale nucleare dove lavora Homer, il vero centro nevralgico del parco a tema.

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Il lancio del progetto avverrà questa estate: il Presidente della Universal Creative Mark Woodbury, ha affermato di essere molto orgoglioso ed ha aggiunto che “sarà un’esperienza imperdibile per i fans dei Simpson, sparsi in tutto il mondo. Per la prima volta, riusciranno ad entrare in un mondo che hanno solo visto in televisione”.

La Cia aiutò Topolino & Co. a sbarcare in Florida!

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Era la metà degli anni 60 quando Walt Disney cercava una vasta area, ad un prezzo abbordabile, per costruire un parco dei divertimenti dove riunire tutti i suoi amici animati. La Florida sembrava fare al caso suo, mancava concludere l’operazione immobiliare. A renderla possibile fu il consulente della Disney “Wild Bill” Donovan, all’epoca partner di un affermato studio legale di New York. Non solo, Donovan era anche molto vicino alla Cia. Lo si scopre leggendo “Finding Florida” di T.D. Allman, frutto di un decennio di ricerca e riscrittura, che narra la storia di questo Stato attraversando l’epoca pre-colombiana e le dominazioni spagnole, francesi e inglesi. Allman descrive inoltre le manovre americane per impossessarsi del territorio e l’importazione della schiavitù e del razzismo a seguito delle campagne militari di Andrew Jackson, nonchè la terribile violenza delle guerre Seminole. Solo in seguito la Florida ha assunto l’immagine onirica che tutti ne abbiamo, un eden moderno che comprende Palm Beach, Key West, Miami, Tampa, Orlando… il luogo ideale per una fabbrica di sogni quale quella che immaginava colui che affermava: “Se puoi sognarlo, puoi farlo”.

Un tiro fra le foglie!

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Durante l’Arnold Palmer Invitational – che si sta svolgendo a Orlando, in Florida – Sergio Garcia è costretto ad arrampicarsi su un albero per raggiungere la pallina che, qualche istante prima, ha finito la sua corsa tra due grandi rami. Il golfista non si dà per vinto e si arrampica per tentare un colpo impossibile a una mano. Alla fine viene premiato: la palla torna sul fairway.

ORLANDO E IL SUO BOA ROSA!

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Fuori programma alla presentazione del Palermo Pride 2013, al teatro Massimo: durante la conferenza stampa del sindaco Leoluca Orlando, il pioniere palermitano delle nozze gay, Massimo Milani, gli si è avvicinato e gli ha avvolto intorno alle spalle un boa di struzzo fucsia, il colore simbolo del Pride. Il sindaco ha accolto il dono di buon grado e ha continuato a parlare con un look davvero insolito. Accanto a lui, divertita, Maria Grazia Cucinotta, testimonial della manifestazione che a giugno trasformerà Palermo nella capitale nazionale gay.

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