Sciopero degli Ultras? Momenti decisivi prima del derby!

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Tifare o non tifare? Alla vigilia molti ultras della Juve si sono posti il quesito e sembrano esser spaccati. Solo una parte della Curva Sud fa il tifo durante il derby, il resto ha deciso di rimanere in silenzio proseguendo la protesta iniziata contro il Trabzonspor in Europa League. I motivi dello “sciopero” sono legati ad alcune diffide ricevute dagli ultras. Intanto sugli spalti è apparso anche uno striscione: “Il calcio è di chi lo ama: non c’è calcio senza ultras” nella parte superiore della Sud. Non è l’atmosfera solita della stracittadina.

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Lo striscione polemico contro Thohir

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Messaggio polemico oggi in curva nord per Erick Thohir andato ad assistere alla partita dell’Inter contro il cagliari. A San Siro infatti si è alzato lo striscione con su scritto: “Tanti lavorano nell’Inter, quanti lavorano per l’Inter?” La protesta era rivolta a quei dirigenti del club, che secondo alcuni tifosi, non starebbero contribuendo al bene della squadra.

 

Vita da tifoso: “La maratona” diventa un video

toro-lamaratona-tuttacronacaI tifosi del Toro li conoscono bene: si tratta dei Sensounico, la band che era riuscita a commuovere tutti con il suo brano “Quel giorno di pioggia”, dedicato agli eroi di Superga. Recentemente, come spiega il sito TorinoGranata, il gruppo è tornato per pubblicare un inno dedicato interamente ai supporter granata “La Maratona”. Ma non si è limitato a cantare: la band torinese ha infatti deciso di montare un video che mostra anche il backstage del coro dei tifosi. La canzone viene suonata da maggio nei pre-partita del Torino all’Olimpico.

I tifosi del Bayern Monaco e il messaggio lanciato dagli spalti

bayern-striscione-tuttacronacaMentre sia dall’Italia che dalla Russia arrivano notizie di aggressioni e pestaggi ai danni degli omosessuali, dalla Germania arriva un segnale positivo che non poteva certo passare inosservato. Sugli spalti dello stadio, infatti, i tifosi del Bayern Monaco, in occasione del match contro l’Eintracht Francoforte hanno esposto espongono due striscioni molto insoliti. Come spiega Repubblica:

“I tifosi bavaresi, primi in classifica in Germania e campioni d’Europa, esibiscono prima una coreografia enorme per rendere omaggio a Kurt Landauer, ex presidente ebreo del Bayern perseguitato dai nazisti. Poi espongono uno striscione con scritto: “Fußball ist alles, auch schwul” (Il calcio è tutto, anche gay). Solidarietà quindi dalla principale società tedesca verso gli ebrei dell’olocausto e verso gli omosessuali”.

Lotito e il tifoso arrabbiato che chiede le dimissioni!

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Ennesimo show da parte del presidente della Lazio Claudio Lotito nel corso della sua ultima conferenza stampa.

Dopo aver riferito delle continue minacce ricevute da parte dei  sostenitori laziali delusi della sua gestione societaria, il presidente Lotito è statointerrotto da una telefonata: a chiamare un ignoto tifoso della Lazio che ha invitato il presidente a farsi da parte.

Tifosi bianconeri attaccano il pullman dell’Inter

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Brutto episodio all’ingresso dello Juventus Stadium, dove la polizia ha fermato quattro tifosi bianconeri che avevano lanciato oggetti contro il pullman dell’Inter che ha riportato lievi danni. Duro e immediato il commento dell’ad juventino “La Juventus biasima comportamenti del genere – commenta ai microfoni di Sky l’ad bianconero Beppe Marotta – capita spesso anche a noi. Di sicuro si tratta di atti vandalici che vanno condannati”, lo stesso Marotta ha poi aggiunto“Oggi i toni del confronto tra le due società delle scorse settimane sono stati abbassati  e abbiamo accolto i dirigenti dell’Inter con la consueta ospitalità. Questa sera tocca ai 22 in campo e basta”.

100 ultras invadono il campo e tentano di aggredire Pato

pato-contestato-tuttacronacaDisavventura per Alexander Pato, ex rossonero ora in forze al Corinthians. 100 ultras della squadra hanno infatti fatto invasione di campo nel tentativo di aggredire l’ex fidanzato di Barbara Berlusconi. A spiegarlo è Sportmediaset che racconta di come un centinaio di ultras del Timao abbia invaso il centro sportivo dove si allena la squadra paulista dando la caccia all’ex milanista e ad altri suoi compagni di squadra. Solo grazie all’intervento degli agenti di sicurezza i calciatori si sono potuti mettere in salvo.

I tifosi, tra questi anche alcuni pregiudicati già individuati dalle forze di polizia, sono riusciti a scavalcare i muri di recinzione del centro sportivo e arrivare fino all’hotel dove risiedono i giocatori. Qui hanno minacciato l’addetto alla reception e malmenato altri inservienti. Il consulente medico del Corinthians, Joaquim Grava, è stato sorpreso dalla confusione, cadendo a terra svenuto, mentre tre addetti del club sono stati derubati dei propri cellulari. La società ha poi condannato l’invasione con un duro comunicato attraverso il proprio sito.

Nervi tesi per Nainggolan, tweet polemico contro i milanisti!

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Nervi tesi per il neo acquisto della Roma  Radja Nainggolan che al termine della partita  tra Cagliari-Milan h inviato il tweet polemico dopo esser rientrato a Cagliari e aver incrociato i tifosi del Milan,  reduci dal successo in extremis per 2-1 della squadra di Seedorf su quella di Lopez. I tifosi lo hanno offeso e lui non ha atteso molto per inviare il suo messaggio.

Dopo il Pallone d’Oro… viene assegnato anche il Calciobidone!

bendtner-tuttacronacaCristiano Ronaldo è Pallone d’Oro e il giocatore si è giustamente commosso nel ricevere il premio. Ma come avrà reagito l’ex bianconero Nicklas Bendtner nello scoprire il suo trionfo come Cacio-bidone dell’anno? Il riconoscimento, molto meno ambito, viene assegnato annualmente dal sito Calciobidoni.it, in collaborazione con il blog de “Il Guerin Sportivo” con Fantagazzetta, con la trasmissione “2 Fisso” in onda su Radio Hinterland e con Calcioblog, ed è destinato ai calciatori stranieri più deludenti del  campionato italiano. Il danese si è rivelato l’unico clamoroso fallo dell’innarrestabile Juve di Conte. I suoi zero gol in undici partite gli hanno fruttato  il 23,7 % dei complessivi 3.940 voti. Secondo posto per l’ex romanista Mauro Goicoechea (21,3% dei voti) seguito da un altro ex bianconero, Nicolas Anelka (18,5%), acquistato dalla Vecchia Signora il 30 gennaio 2013. A seguire, Mauro Zarate (10,6%), in perenne rotta di collisione con la Lazio prima di accasarsi, con una mossa a sorpresa, al Velez. Al quinto posto Traorè, poi la Top Ten continua con Saha sesto, Tachtsidis settimo, Silvestre ottavo, Piris e Rolando in nona e decima posizione. Ma è stato assegnato anche il Calciobidone Jolly, che arriva su segnalazione del pubblico. Se l’è aggiudicato Alvaro Pereira dell’Inter, seguito daVukusic e Bojan.

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Il mistero dell’aggressione a Toia: l’ultrà picchiato per una donna?

umberto-toia-tuttacronacaNuova ipotesi sull’aggressione a Umberto Toia: potrebbe trattarsi di motivi privati e non di un regolamento dei conti di tifo organizzato? A parlare del fatto che gli inquirenti non escludano l’ipotesi di una vendetta sentimentale è La Stampa:

Pare che recentemente, Toia avesse avuto una discussione, non pacifica, con un uomo di cui sarebbe stato geloso. Gli amici e i familiari di questa persona, punita per uno «sgarro» di natura personale, potrebbero avere tentato di chiudere il conto con l’agguato di via Moncalieri.

 

Tuttavia, non sono ancora stati esclusi altri due possibili moventi. Quello legato alla curva:

 

Non è un mistero che il re della curva non è più «Il presidente» ma un altro personaggio, con un certificato penale se non eguale, assai simile a quello di Toia. È un tipo che non ha alcuna intenzione, ora che – dopo una lunga guerra – ha conquistato il potere (e soprattutto il business) della gestione degli affari legati al tifo calcistico, di condividere il trono con un uomo come Toia, dalla personalità forte e dall’indubbio carisma. Costui potrebbe aver lasciato capire di non avere nessuna intenzione di obbedire alle nuove gerarchie degli ultras e da qui il possibile movente della spedizione punitiva.

 

E quello del giro di affari “clandestino” a cui forse è legata la figura di Toia:

 

Non è un mistero che gli interessi di Toia fossero anche nell’area del recupero crediti e dei prestasoldi clandestini. Il tipo di punizione che gli hanno riservato rientra nel modus operandi del racket che esige il rientro di un prestito o che non ha «gradito» un sistema di recupero.

Il pestaggio del capo ultrà juventino: regolamento dei conti nel tifo organizzato?

umberto-toia-ultrà-juventus-tuttacronacaSi chiama Black & white il bar gestito da Umberto Toia, il 48enne chiamato “il presidente” da magliaia di tifosi in curva allo Juventus Stadium. Il suo bar-tavola calda è in via Moncalieri, a Grugliasco, sud di Torino, una vetrina affacciata su un piccolo slargo, e dietro un cortile. Proprio qui, nella notte tra il 23 e il 24 dicembre, è stato ferocemente pestato fino a quando non è rimasto a terra incosciente. E ormai ci sono pochi dubbi: si è trattato di una spedizione punitiva che porta alla luce delle dinamiche all’interno della curva, con le tifoserie che fanno “impresa”. Potrebbe essere questa la cornice dell’aggressione. Il 18 agosto scorso, allo stadio Olimpico di Roma, i bianconeri alzano al cielo la Supercoppa italiana. Che arriva anche nelle mani di uno sconosciuto che la brandisce fino a quando un responsabile della sicurezza ne torna in possesso. Come sottolinea il Corriere: come fa un capo-tifoseria a festeggiare con una coppa in mano come fosse un giocatore? Quell’uomo è Umberto Toia, e quell’immagine restituisce il senso di una vicinanza, anche fisica, tra molte società di calcio e certi ambienti ultras. “Potrebbe mai accadere una cosa del genere in Inghilterra, magari dopo una finale Chelsea-Liverpool?”, riflette un investigatore. Quella sera Toia indossava la maglietta del suo gruppo, Tradizione . È il cuore di una galassia di altre sigle (Fighters , Antichi valori ), che allo stadium occupano la parte bassa della curva, vicino al campo, e che in passato si sono contrapposte a chi oggi sta in alto, al secondo anello, i Drughi. Ancora il sito del quotidiano ricostruisce:

Quei posti in curva, nell’estate 2011, durante il ritiro della Juve a Bardonecchia, alcuni gruppi se li contesero in una rissa a coltellate. E non perché da un settore si veda meglio o peggio. La posizione vuol dire potere, che significa seguito, e quindi guadagno per i professionisti del tifo. Non si parla di milioni di euro, in curva. Ma buoni affari comunque si fanno. Il commercio è uno di questi. Umberto Toia è ad esempio titolare, con un socio di business e di tifo, di un’azienda di abbigliamento che porta il nome dei «suoi» stessi ultras: Tradizione lifestyle Srl . E poi ci sono le trasferte. Dal loro sito i Drughi pubblicizzano in questi giorni i charter per la partita Juve-Trabzonspor, a fine febbraio in Turchia. La dinamica è semplice. Gruppi ultras come un’agenzia viaggi: per servizi e, di conseguenza, introiti. Possono farlo (succede con molte tra le più grandi tifoserie) perché i sistemi di vendita dei biglietti sono degli imbuti, e chi riesce a gestire una parte dei tagliandi può usare questa leva per «fare impresa».

“Ambiente stadio, ma non strettamente questioni di tifo”, dicono gli investigatori. È qui che probabilmente bisognerà cercare le ragioni del pestaggio di Toia fuori dal suo bar. Proprio là dietro al Black & white dove, nel 2007, la Digos trovò una cinquantina di mazze, bastoni e manganelli. “Sventata una probabile giornata di battaglia”, si disse. Anche all’epoca c’era una fondata ipotesi: che di battaglia fratricida si trattasse. In casa/curva Juve.

Aggredito il capo ultrà juventino: E’ GRAVE!

ultrà-juve-pestato-tuttacronacaIl 48enne Umberto Toia, uno dei capi storici degli ultrà della Juventus, è in gravi condizioni dopo essere stato aggredito con spranghe e bastoni all’interno del bar che gestisce a Grugliasco, in provincia di Torino. L’uomo è stato accompagnato presso l’ospedale Martini del capoluogo piemontese. Gravemente ferito, gli sono state diagnosticate fratture alle gambe,  alla mascella ed al volto. I medici garantiscono che la sua vita non è a rischio.  La Polizia ha avviato indagini sull’episodio non escludendo che si sia trattato di una ritorsione maturata negli ambienti ultras.

4 italiani ancora in carcere a Varsavia: c’è anche un operatore de Le Iene

ultras-laziali-tuttacronacaMatteo, Alberto e Daniele, con tutta probabilità, trascorreranno il Natale nel carcere di Bialoleka, come ha confermato all’Adnkronos l’abasciatore italiano a Varsavia Riccardo Guariglia, che ha assicurato di essere “pronto ad andare a visitarli in carcere il giorno di Natale“. Guariglia ha poi precisato che 18 dei 22 tifosi che erano “fisicamente in carcere” sono già tornati in Italia, mentre “l’ultimo arriverà domani (oggi, ndr)“. Non è ancora finita, quindi, la vicenda degli ultrà laziali arrestati in Polonia a causa degli scontri prima del match di Europa League. L’ambasciatore ha anche ricordato che dodici tifosi, tra quelli arrestati, non erano ancora stati condannati e “hanno potuto patteggiare e poi sono stati rilasciati pagando delle multe“, mentre dei “dieci già condannati in primo grado: 7 sono usciti, sono stati messi in libertà sotto cauzione“. Di altri tre tifosi, invece, “il giudice ha respinto l’istanza di conversione della pena detentiva in libertà sotto cauzione. Oggi ne rimangono tre nel carcere di Varsavia, ma gli avvocati sono al lavoro“. Ma c’è anche un quarto italiano ancora detenuto. Si tratta dell’operatore televisivo de Le Iene Riccardo Messa, condannato a sei mesi di reclusione perchè, al momento dell’arresto, aveva con sè un bite dentale, ossia un apparecchio che viene utilizzato durante il sonno dalle persone affette da bruxismo. Messa è stato così accusato pensando che fosse un paradenti da rissa, motivo per cui gli è stata aumentata la pena.L’operatore, tifoso interista, nonostante l’accettazione da parte del Tribunale della scarcerazione dietro il pagamento di una cauzione di 30.000 szlote (circa 7.200 euro), non è stato ancora rilasciato. Davide Parenti, l’ideatore della trasmissione televisiva, ha spiegato la situazione in un’intervista a “Il Tempo”:

 

Non appena ricevuta la notizia della possibilità di tirare fuori Riccardo dalla galera, non ci abbiamo pensato un attimo e, utilizzando un fondo costituito da tutti noi de “Le Iene”, abbiamo dato mandato alla banca di effettuare un bonifico alla cancelleria del tribunale polacco, ma venerdì ci è stato comunicato che i soldi non erano ancora arrivati e che, quindi, Riccardo veniva trattenuto in cella come “garanzia”. A quel punto ci siamo subito attivati contattando l’agenzia dell’Istituto di Credito al quale ci eravamo rivolti che, dopo una serie di verifiche, ci ha assicurato invece che il bonifico era giunto a destinazione. Abbiamo cercato di raccogliere altri soldi contanti. Operazione non facile, in quanto le banche erano chiuse e abbiamo dovuto fare una colletta tra tutti i dipendenti. Ma ce l’abbiamo fatta. Uno zio del giovane operatore televisivo è volato a Varsavia con un bagaglio a mano contenente ottomila euro in contanti. Come un mafioso, ora voglio proprio vedere se troveranno qualche altro cavillo per continuare a tenere “sequestrato” Riccardo.

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Ancora sei tifosi laziali in carcere a Varsavia

laziali-varsavia-tuttacronacaEra il 28 novembre quando 120 tifosi laziali venivano fermati a Varsavia a seguito atti di violenza contro la polizia locale avvenuti prima della partita di Europa League della loro squadra contro il Legia. Sei di loro sono tuttora nel carcere nei pressi della capitale polacca. A darne conferma, la Farnesina. Il portavoce della procura della capitale polacca Przemyslaw Nowak aveva poco prima dato la notizia che gli ultimi 12 tifosi fermati erano stati liberati. La Farnesina era intervenuta da subito con il governo d Varsavia per chiedere un resoconto dell’accaduto nonchè la scarcerazione dei connazionali.

Curva Nord chiusa: i tifosi nerazzurri si scagliano contro il Giudice Sportivo

inter-curva-nord-tuttacronacaSono state chiuse, dal giudice sportivo, le curve dell’Inter e della Roma. La Nord resterà vuota in occasione del derby di domenica sera contro il Milan per “comportamento discriminatorio per origine territoriale” nel match di Napoli. La Sud sarà chiusa per la gara contro il Catania per “comportamento discriminatorio per motivi di razza” nell’ultima partita contro il Milan. Per i due club revocata la sospensiva: curve chiuse anche per Inter-Chievo e Roma-Genoa. Nel dispositivo del giudice sportivo, in relazione al match Napoli-Inter, si legge:

“Dal settore ospiti per la durata dell’intera gara si sono levati cori del seguente tenore: Napoli m…., Napoli colera sei la vergogna dell’Italia intera; puzza di m…. puzza di cani, stanno arrivando i napoletani;………..voi non siete esseri umani…………  Tutti i detti cori erano percepibili dai due settori confinanti con quello degli ospiti (tribuna e curva); il dirigente O.P. riferisce di analoghi cori erano stati intonati dai tifosi ospiti appena entrati nello stadio e prima di accedere al proprio settore”. Per questo motivo delibera:

1. di sanzionare la soc. Internazionale con l’ammenda di € 50.000,00 e con l’obbligo di disputare una gara con il settore denominato “Settore Nord – Secondo Anello Verde” privo di spettatori;
2. di disporre ex art. 16, n. 2 bis CGS la revoca della sospensione dell’esecuzione della sanzione deliberata con CU 63 del 21 ottobre 2013 in riferimento alla gara soc. Torino – soc. Internazionale del 20 ottobre 2013.

Rapida la risposta dei tifosi nerazzurri, che si son visti negare l’accesso proprio in occasione del Derby. Un duro comunicato che preannuncia sicuramente qualche conseguenza è arrivato:

Prendendo atto della continua volontà da parte della FIGC di rendersi protagonista di un vergognoso falso perbenismo sfociato nell’ennesimo provvedimento colmo di ottusità, e vedendo nuovamente calpestata la pura passione con la quale da 3 mesi i nostri ragazzi stanno preparando la cornice sugli spalti degna di una stracittadina, invitiamo tutti i ragazzi della Curva a tenersi pronti, uniti e carichi in quanto liberi cittadini… Ora e’ davvero troppo… Non staremo a guardare passivi questo teatrino!!! AVANTI GENTE!!!!!!! CN69.

Le rapine ai danni dei giocatori del Napoli: opera degli ultrà

Valon-Behrami_tuttacronacaE’ Salvatore Russomagno, collaboratore di giustizia, a sostenere che ci sarebbe un gruppo di ultrà intenzionati a punire i calciatori del Napoli dietro le numerose rapine avvenute ai danni dei giocatori, colpevoli di non  aver preso parte alle manifestazioni organizzate dai tifosi. Le dichiarazioni di Russomagno sono state depositate al processo per la rapina subita un anno fa da Valon Behrami. Tanto i calciatori che i loro familiari sono state vittime di numerose rapine a Napoli. Tra le altre, due anni fa a Maria Soledad, la moglie di Edinson Cavani, si vide sottrarre un orologio Piaget da 18mila euro nel quartiere Fuorigrotta della città. Nello stesso anno, la coppia fu vittima di un furto in casa, nel litorale flegreo. Non è andata meglio alla moglie di Marek Hamsik, Martina, sorella di Gargano, ex Napoli ora al Parma, che fu rapinata dell’auto, una Bmw X6, a Varcaturo, nella zona flegrea. E ancora, a finire nel mirino dei malviventi anche Yanina Screpante, fidanzata dell’ex attaccante azzurro Ezequiel Lavezzi, ora in Francia in forza al PSG. Alla compagna del “Pocho” fu tolto il Rolex in via Petrarca. Nel mirino dei malviventi anche le mogli dei difensori Salvatore Aronica e Ignacio David Fideleff.

Ecco come i tifosi fanno gli auguri al Pipita!

auguri-pipita-tuttacronacaE’ CalcioNapoli24 a pubblicare la foto che dimostra l’affetto dei tifosi partenopei per Gonzalo Higuain. Il Pipita, nato a Brest nel 1987, compie oggi 26 anni e i fan hanno festeggiato a Castelvolturno con palloncini e un cuore, dimostrando all’attaccante argentino tutto il loro affetto. Per il suo primo compleanno in maglia azzurra, il bomber spera di fare ai tifosi, e farsi, un regalo d’eccezione: segnare domani e battere l’Arsenal, per assicurare al Napoli il passaggio agli ottavi di finale di Champions League.

Maxi-rissa e spari: gli spalti dello stadio si trasformano in un ring

rissa-brasile-stadio-tuttacronacaSi stava disputando l’incontro di calcio tra l’Atletico Paraenense e il Vasco da Gama all’Arena Joinville, nell’ultima giornata del campionato brasiliano, quando si è scatenata una mega rissa e sono stati sparati dei colpi.

La gara è stata sospesa al 17′ del primo tempo per permettere ad un’eliambulanza di atterrare sul campo per soccorrere i tre feriti più gravi.

Dopo un’ora e mezza di sospensione, la gara è ripresa. L’Atletico che era in vantaggio per 2-1, ha vinto 5-1 facendo retrocedere il Vasco.

In Italia ci sono i cori in curva… all’estero spogliano i tifosi avversari!

tifoso-nudo-tuttacronacaIn Italia fioccano multe e vengono chiuse le curve per i cori razzisti o di discriminazione territoriale, ma anche in Bulgaria i tifosi non scherzano. Durante il match tra Botev Plovdiv e Cska Sofia, infatti, i supporters del Cska hanno denudato un tifoso rivale, che poi si è visto costretto a cgirare per gli spalti senza un vestito addosso. La polizia era presente, peccato sia intervenuta solo alla fine…

Banditi… e scoppia il caso diplomatico per i tifosi laziali!

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Sulla questione dei tifosi laziali ancora detenuti in carcere a Varsavia, dopo l’azione di Emma Bonino, interviene anche il presidente del Consiglio Enrico Letta e una partita si trasforma in caso diplomatico. Il premier polacco Donald Tusk ha risposto così all’appello del capo del governo italiano: «Farò di tutto per accelerare le procedure nel rispetto delle regole e farò un appello al procuratore generale e al ministro della Giustizia affinché seguano personalmente la vicenda al fine di evitare lungaggini».  Molto più duro è stato il ministro dell’Interno  Barlomiej Sinkiewicz che pur comprendo il dolore dei familiari dei tifosi laziali arrestati in Polonia, ha messo in evidenza che “la verità è che una parte di loro si trova a Varsavia per assistere i propri figli «banditi»”. Il ministro poi sempre parlando alla tv polacca ha anche sottolineando che «la legge è uguale per tutti, sia per i polacchi sia per gli stranieri»

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Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, al termine della bilaterale con il primo ministro Donald Tusk si è recato all’ambasciata italiana a Varsavia per incontrare i familiari dei tifosi laziali arrestati in Polonia. Dopo aver saluto i parenti dei 22 supporter, il premier ha avuto un colloquio con una delegazione per discutere di quanto sta avvenendo.

Queste le armi sequestrate ai tifosi laziali:

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E i marò? Restano in India anche a Natale?

Il caso dei tifosi laziali arrestati a Varsavia passa al Parlamento Ue

tifosi-lazio-tuttacronacaInformativa urgente, oggi alla Camera, sui tifosi italiani arrestati a Varsavia, com’è stato richiesto da Fratelli d’Italia. Nel frattempo in una nota di Emma Bonino, ministro degli Esteri, si legge: “Ho chiesto oggi al mio omologo polacco Sikorski chiarimenti su una vicenda che presenta contorni ancora da approfondire pienamente e che vede al momento 22 nostri concittadini detenuti nel carcere di Varsavia. Gli ho anche chiesto di adoperarsi affinché vengano messi in libertà, anche dietro cauzione, in attesa del processo. Sikorski mi ha promesso il suo personale interessamento e si è impegnato ad aggiornarmi tempestivamente”. Il ministro ha quindi aggiunto: “Ho parlato oggi anche con il Presidente della Lazio Lotito cui ho espresso la mia solidarietà per quei tifosi pacifici che si sono trovati coinvolti in situazioni che non hanno nulla a che vedere con lo spettacolo del calcio. L’ho anche rassicurato illustrando tutte le azioni che il governo sta mettendo in atto per giungere alla liberazione di tutti i connazionali tratti in arresto”. Ma la questione ha varcato i confini nazionali approdando in Europa: il vicepresidente del Parlamento Ue Roberta Angelilli, infatti, ha presentato alla Commissione e al Consiglio Ue una interrogazione in merito alla vicenda degli oltre cento tifosi laziali fermati dalla polizia polacca prima della partita svoltasi a Varsavia.Nell’interrogazione si chiede che venga fatta luce: “Questa vicenda, a distanza di giorni presenta ancora diverse zone d’ombra, su cui è doveroso fare piena luce al fine di accertare che non siano stati lesi i diritti fondamentali dei nostri connazionali all’estero. Molti episodi legati al fermo e al rinvio a giudizio dei cittadini italiani risultano poco chiari e connotati da evidenti abusi e atteggiamenti sproporzionati da parte delle autorità della Polonia. Vi sono aspetti da chiarire sia sul fronte delle modalità che delle motivazioni di questa ‘azione preventivà da parte delle Autorità polacche. In queste ore, infatti, sto continuando a ricevere segnalazioni di diversi casi di cittadini italiani che sarebbero stati coinvolti in gravi episodi, subendo maltrattamenti, rispetto ai quali si devono delle spiegazioni all’Italia e all’Europa. Ho chiesto pertanto alla Commissione e al Consiglio di fare piena luce sul comportamento delle autorità di polizia e giudiziarie della Polonia e accertare se siano stati rispettati, per i nostri connazionali, tutti i diritti alla difesa e a un processo equo come sancito dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo”. Anche Giovanni Malagò, presidente del Coni, ha preso la parola in occasione della consegna dei premi Coni-Ussi svoltasi nel Salone d’Onore di Palazzo H: “I fatti di Varsavia? Il tutto è estremamente spiacevole e anche sgradevole. Sto aspettando un rapporto completo perché mi sembra che qui addirittura c’è il ministero degli Esteri coinvolto. A prescindere dal comportamento di qualche singolo, c’è stato un atteggiamento delle forze dell’ordine che sicuramente ha mancato di rispetto alle norme più basilari. Non mi sento di sbilanciarmi ma appena saremo a conoscenza di tutto, un secondo dopo sarà giusto esprimere la propria opinione al riguardo”.

Confermato il fermo a 22 ultras laziali in Polonia: la parola ai tifosi

ultras-laziali-varsavia-tuttacronacaDue giorni fa, prima e dopo il match valido per l’Europa League tra Legia Varsavia e Lazio, circa 200 tifosi laziali erano stati fermati a causa dei violenti scontri in una delle piazze del centro della capitale polacca. Di questi, a 22 persone e’ stato confermato lo stato di fermo in Polonia in attesa del giudizio. Secondo l’ambasciata gli altri 115 italiani bloccati dalla polizia sono già liberi. Molti di loro hanno subito condanne, con la condizionale, che vanno da due a sei mesi di prigione. Ieri, a molte ore di distanza dagli scontri, Ignazio Marino è intervenuto al riguardo:

“Ho contattato telefonicamente il Ministro degli Esteri, Emma Bonino, per conoscere la situazione dei 107 cittadini romani trattenuti a Varsavia. Il Ministro mi ha confermato che è attiva l’unità di crisi alla Farnesina. Proseguono, intanto, in maniera costante i contatti tra l’ambasciata italiana e le autorità polacche. Il ministero degli Esteri mi ha fornito notizie confortanti sulle condizioni dei tifosi della Lazio e mi ha rassicurato sul fatto di aver attivato tutte e procedure necessarie per favorire il loro rientro a Roma nelle prossime ore”.

Nel frattempo, alcuni tifosi sono riusciti a rientrare nella Capitale. Uno di loro, Riccardo, intervistato da Radio Capital, e come riporta sslaziofans.it, racconta: “Ci hanno trattato come prigionieri di guerra, senza diritti, ammassati a fine partita vicino ad un fiume con i cani della polizia che ci saltavano addosso. Noi siamo andati all’appuntamento fissato e come siamo arrivati la polizia ci ha fermato in un vicolo. Ci hanno tenuti lì per 40 minuti per controlli, poi ci hanno portati allo stadio. Ma sono stato solo fortunato, perché tra i 120-150 fermati ci sono alcuni amici, ragazzi che non hanno mai girato con coltelli o bastoni ma che sono stati portati via solo perché stavano nel gruppo che marciava con il corteo”.

Ma Riccardo non è stato l’unico a raccontare. Stefano, ai microfoni di ‘Radiosei’, riporta:

“Mercoledì sera ci hanno intimato di non uscire dall’albergo. Sono andato con degli amici in un locale, e per strada dei tifosi in macchina ci hanno insultati e fatto dei gestacci. Siamo tornati all’hotel e lì ci sono stati degli scontri. Giovedì sono andato a vedere la partita, non ho partecipato al corteo, ma eravamo controllati e ci stavano aspettando. I poliziotti avevano il lanciafiamme, caschi protettivi e maschere stile Batman. Il tifo polacco è violento ma noi non stavamo facendo nulla. Nel punto d’incontro c’erano persone tranquillissime: donne, bambini, ragazze. Ma tutte sono state portate in caserma”.

Anche Alessandro spiega quanto ha vissuto:

“Ti assicuro che non avevo mai visto nulla del genere. Noi ci siamo salvati solo perché nel nostro gruppo c’erano molte donne e quindi abbiamo evitato il corteo. Ma non è successo nulla di grave, te lo assicuro. E il clima era ostile fin dall’inizio. Perquisizioni ovunque, test su alcol e droga fatti prendendo le persone a caso in mezzo al gruppo, pensa che a mia sorella hanno sequestrato addirittura gli adesivi della Lazio e a me lo stendardo ‘brigata Santa Klas’ solo perché all’interno c’è un teschio. Una follia, arresti di massa che neanche al G8 di Genova e lì successe di tutto, mentre a Varsavia non è successo nulla, non c’è stato neanche un ferito tra i tifosi del Legia o tra le forze dell’ordine. E questo la dice lunga”.

Un impiegato romano che vive a Como, Claudio, aggiunge:

“Siamo stati trattati da animali. Cose che in Italia sarebbero classificate come violazione dei diritti fondamentali e della libertà personale. Perquisizione in albergo e occhi addosso ovunque. Noi siamo nell’occhio del ciclone e in alcuni casi ce la siamo anche voluta, ma da nessuna parte mi era mai capitato un trattamento del genere. Quattro perquisizioni in 3 metri prima di entrare allo stadio, etilometro, all’uscita scortati per step a gruppi di cinque verso i taxi, insultati dai poliziotti e poi abbandonati per la città, come se non fosse bastato quello che era successo prima, dopo alcuni ragazzi sono stati portati in bocca agli ultras del Legia a prendere le botte. Quelli del Legia si sono permessi quello che hanno visto tutti a Roma, hanno imperversato in città completamente ubriachi e nessuno ha fatto nulla, mentre noi per una birra venivamo fermati. È vero che c’è stato qualcuno che da sotto l’Hard Rock Café ha tirato dei sassi contro una camionetta, ma siamo stati fermati tutti, ci hanno buttato per strada come bestie, ammanettati. E solo alcuni sono riusciti a vedere la partita. Un trattamento disumano in quel freddo assurdo. E poi devo anche leggere sui giornali che siamo stati noi a creare casini per la città! Spero che darete la voce anche a noi che abbiamo la bocca tappata da questo sistema che ci considera scomodi”.

Mirco, 37enne romano di nascita, ma milanese di adozione ha 37 anni:

“E’ stata una vera e propria retata, un’azione di stampo militaresco. Presi, buttati a terra e caricati sui cellulari e portati via. Alcuni più fortunati sono riusciti a scappare, tanti no, tra cui un mio amico che fino alle 21 era ancora in stato di fermo e che poi non sono più riuscito a sentire. Allo stadio all’ingresso ci hanno fatto l’alcol test, il droga test con un tampone, alcuni sono stati costretti anche a spogliarsi all’aperto, con la temperatura sotto zero. All’uscita non ti dico, ha iniziato pure a piovere ed eravamo tutti li al freddo. Ci hanno portati fuori dallo stadio e ci hanno fatto fermare in una stradina. E da li ci ‘liberavano’, perché il termine esatto è proprio questo: 4/5 alla volta e caricati su un taxi. Noi siamo stati tra i primi 150/200 forse e siamo andati via alle 23.20, qualcuno è rimasto li fino all’1 di notte. Ed è continuata questa mattina all’aeroporto, dove appena scoprivano che eri italiano e non polacco ti facevano spogliare. Mai vista una cosa del genere, […] di un paese che si definisce civile. Poi le bestie siamo noi”.

Ma c’è anche chi ancora si trova a Varsavia e non capisce cosa stia accadendo, come Federico:

“Qui non si capisce nulla, non si sa cosa dobbiamo fare. Non ho notizie di due miei amici da 24 ore. Sono andato tre volte in ambasciata ma non si sbilanciano sui tempi e non ti dicono nulla su come stanno le persone in stato d’arresto. In tibunale oggi hanno finito i processi di alcuni dei 17, trattenuti perché non hanno da pagare i 1600 zloty di multa. Mentre altri ragazzi sono usciti pagando soltanto 200 zloty di multa. In caserma non mi rilasciano informazioni perché non sono un familiare. Risultato: sto da solo a Varsavia, con un volo spostato e due persone che non so quando possono uscire”.

Un utente del forum Lazionet, Alvin, racconta ancora:

“Siamo rientrati da poco più di tre ore da Varsavia. Due giorni che ora dopo ora si sono trasformati in un incubo.
Partire da Roma con molte persone e alcune di loro non vederle con il volo di ritorno. E’ stato veramente duro.
Un’atmosfera pesante, triste, sembrava quasi che ci contassimo tra di noi per vedere se ci fossimo stati tutti. Ci cercavamo, scambiandoci le notizie e cercando di sapere dagli altri qualche informazione in più. E’ stata un’azione premeditata; ha dato l’impressione che tifosi del Legia e polizia avessero operato insieme come nei fatti che hanno preceduto la giornata di ieri. E’ stato vergognoso! Siamo stati intimiditi, provocati, insultati, trattati come delinquenti, dati quasi in pasto a una tifoseria che, come dimostrano i dati, è tra le più violente. Noi siamo stati fortunati, perchè avevamo prenotato un taxi provato e, partiti in ritardo dall’hotel, l’autista ci ha portato direttamente nel settore ospiti, dove siamo stati subito portati dentro dalla polizia; dove abbiamo subito, come tutti, due perquisizioni, il controllo del tasso alcolemico, ci hanno fatto togliere le scarpe, ci hanno ripreso e sempre con atteggiamento niente affatto socievole, coadiuvati da qualche agente della polizia italiana, come testimoniava il chiaro accento romano. All’uscita il copione non è cambiato, anzi. Ore di attesa al freddo; usciti a gruppetti di cinque/sei, nuove riprese e perquisizioni, cani chiaramente aizzati apposta mentre si passava per un nuovo sbarramento che ti constiva solo di uscire se c’era un taxi o se c’era quello che avevi prenotato, ovviamente senza scorta. Ma le testimonianze dei ragazzi, delle persone, che hanno vissuto un pomeriggio da incubo nelle strade di Varsavia sono agghiaccianti. Fermi preventivi e indiscriminati, violenze gratuite, provocazioni continue. Tassisti che lasciavano gruppetti isolate davanti alla curva dei tifosi del Legia… e che dire delle persone che segnalavano nei vari alberghi la presenza dei tifosi? Se poi qualcuno non è riuscito a mantenere la calma, non sorprende davvero!
E poi bastava vedere qualche prima pagina dei giornali di Varsavia questa mattina per rendersi conto di quella che è stata un’azione premeditata. Un signore di Catania, incontrato in aeroporto, che lavora da qualche tempo in Polonia, mi diceva che la polizia non aspettava altro. E’ vero, qualche volta gruppetti di tifosi in trasferta hanno dato adito a qualche azione della polizia, ma stavolta è andata in maniera completamente diversa.”

Tifoso del Copenaghen accoltellato dagli italiani? No! Lite tra ubriachi danesi

tifoso-danese-accoltellato-tuttacronacaIeri era girata la notizia che un tifoso del Copenaghen, stando a quanto da lui riferito a un giornale danese online, era stato aggredito e accoltellato alla schiena da un gruppetto di italiani in un bar. Ma oggi è la Gazzetta dello Sport a raccontare un’altra verità. La polizia danese, infatti, ha ricostruito che, quanto avvenuto prima della partita di Champions League allo Juvenstus Stadium, nulla aveva a che fare con un’aggressione ma si era trattato di una lite tra tifosi danesi ubriachi. La presunta vittima, racconta la rosea, era stata rintracciata ieri dalla Digos allo stadio: “l’uomo non è stato in grado di fornire indicazioni utili dichiarando di non voler presentare alcun tipo di denuncia e di non necessitare di cure mediche. I controlli in occasione della partita hanno portato alla denuncia di tre tifosi danesi per possesso di artifici pirotecnici, che avevano nascosto nelle scarpe, mentre a un tifoso di Bergamo è stato notificato un Daspo. La polizia ha notificato anche un foglio di via e un Daspo e un bagarino abusivo di 50 anni mentre un’ambulante è stata denunciata perché vendeva bevande in vetro e le sono state sequestrate 181 bottiglie.”

Scontri a Varsavia, fermati 120 tifosi della Lazio!

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Violenti scontri alla vigilia della partita di Europa League tra Legia e Lazio. 120 tifosi laziali sono stati fermati attorno alle 16.30 in una delle piazze del centro della capitale polacca.  Lì gli oltre 700 sostenitori biancocelesti arrivati a Varsavia si stavano radunando per essere poi scortati dalla polizia locale verso lo stadio del Legia dove alle 19 è in programma la partita tra Legia e Lazio. Ma alcuni sostenitori laziali si sono resi protagonisti di tafferugli prima verbali, poi fisici con le forze dell’ordine. La situazione è presto degenerata e i fan laziali hanno lanciato alcune bottiglie versi i poliziotti polacchi che a quel punto hanno fatto scattare la retata che ha appunto riguardato un centinaio di persone. La situazione è poi tornata tranquilla, tra le due tifoserie non c’è stato alcun contatto, gli altri tifosi laziali stanno regolarmente raggiungendo lo stadio.

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L’episodio di oggi pomeriggio, peraltro, si aggiunge a quello della scorsa notte quando altri 17 sostenitori biancocelesti erano stati arrestati dalla polizia presso un albergo della capitale polacca in seguito ad una rissa con altri clienti (polacchi) dello stesso albergo. E già nella gara di andata, lo scorso settembre, la vigilia era stata piuttosto agitata. A parti invertite, però. Perché i circa due mila tifosi polacchi giunti a Roma si erano resi protagonisti di parecchi episodi di vandalismo nel centro di Roma e poi si erano scontrati con la polizia italiana (un paio di agenti feriti) nei pressi dello stadio Olimpico.

La notizia degli scontri, data dall’emittente radiofonica Polskieradio, è stata smentita dal ds laziale, Igli Tare: “Non ci risultano scontri, ma soltanto che circa 80 tifosi laziali hanno chiesto di essere scortati per sicurezza in centro e tutti sono stati fermati per un controllo dei documenti. Senza un motivo. Non sappiamo altro”.

LA SQUADRA — La maggior parte dei 700 tifosi biancocelesti, però, è qui solo per un motivo. La vittoria della Lazio. Perchè battere il Legia Varsavia, prima in classifica in Polonia, vale la qualificazione ai sedicesimi di Europa League. E vale soprattutto a cancellare i malumori di spogliatoio, già abbastanza minato di incertezze in quest’ultimo mese e mezzo. Se a tutto questo si aggiungono le voci che vogliono Petkovic come primo candidato alla panchina della nazionale svizzera, la necessità di una svolta è evidente.

Il nervosismo di Conte: glissa o non risponde e rovina la festa?

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Nervoso. Così è apparso Antonio Conte oggi in Versilia in occasione della cerimonia di consegna del Premio Viareggio Sport dove ha mostrato segni di insofferenza:  “Oggi non si parla di calcio” ha detto quando i tifosi gli hanno chiesto se sarebbe rimasto alla Juve a fine stagione. Poi

Ogni volta che veniva incalzato dai giornalisti su domande di attualità, appunto sul suo futuro, sul Livorno, sulla Roma, insomma su tutto, ha glissato, rispondendo sempre allo stesso modo fra l’imbarazzo collettivo: “E’ una grande soddisfazione ricevere questo riconoscimento”.  Un Conte molto diverso da quello che si è abituati a vedere!

Rissa tra tifosi al termine di Italia-Germania: un ferito

rissa-tifosi-tuttacronacaSono stati circa trenta i tifosi, tra italiani e tedeschi, coinvolti in una rissa scoppiata a poche centinaia di metri dallo stadio Meazza dopo l’amichevole tra la nazionale italiana e quella tedesca. I due gruppi sono entrati in contatto quando il pubblico era già defluito. Oltre ai pugni, sono volate anche alcune bottiglie. La rissa è stata sedata dalla polizia, intervenuta con alcune auto. Sul posto anche un paio di ambulanze. Il bilancio è di un ferito: si tratta di un tifoso tedesco che è stato colpito alla testa. I protagonisti del tafferuglio sono stati identificati.

Cori anti-napoletani in Milan-Udinese, Galliani “segmenteremo la curva”

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Di nuovo cori anti-napoletani, di nuovo dai tifosi del Milan. Così al termine della partita Galliani,  forte della sentenze del Giudice Sportivo Tosel che si era già espresso sui cori anti-napoletani nella sesta giornata di campionato, ha affermato ”Mi auguro e spero che non si ritorni alla chiusura della Curva. Noi segmenteremo la Curva perché i cori arrivano sempre da un segmento particolare. Intanto stasera abbiamo giocato con uno stadio caloroso, consono. Chiudere gli stadi è davvero un peccato, già sono brutti e vecchi”.

A Roma si sfila per le vie del centro… ma la tensione cresce

manifestazione-roma-tuttacronaca“Via i governi dell’austerità dall’Italia e dall’Europa. Sciopero generale 18 ottobre”. E’ quello che recita il cartello d’apertura del corteo partito questa mattina alle 11:20 da piazza della Repubblica e organizzato dai sindacati di base. Mentre sfilano, i manifestanti intonano slogan che parlano a favore del lavoro, dell’accoglienza dei rifugiati, delle nuove leggi destinate agli immigrati clandestini, che “sono qui in Italia per lavorare e non venire a morire a Lampedusa”. Una decina di anarchici, tra cui alcuni con i volti coperti, sono nel frattempo stati fermati nei pressi della testa del corteo ma sono riusciti a dileguarsi. Roma è già sotto scatto ma al momento non ci sono state particolari tensioni: a preoccupare maggiormente, infatti, è la manifestazione dei movimenti di lotta per la casa, il reddito e la tutela ambientale. prevista per domani e che vedrà anche la presenza dei No Tav. le forze dell’ordine sono già al lavoro (non va dimenticato che questa sera si giocherà anche Roma-Napoli) e, oltre ai cinque black bloc francesi espulsi in mattinata, è stato scoperto un furgone con all’iinterno mazze, biglie e altre armi contundenti. Non si esclude quindi che, nelle prossime ore, possano arrivare altri elementi violenti. Nel frattempo sono state potenziate le sorveglianze alle sedi istituzionali e agli obbiettivi considerati sensibili.

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I francesi fermati a Roma ed espulsi!

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La macchina per arginare i possibili disordini nella Capitale, annunciati e propagandati anche dai media, è in moto. Sono stati fermati e identificati, nel centro storico di Roma, 5 cittadini francesi, tra i 20 e i 40 anni, tutti con precedenti per turbativa dell’ordine pubblico, sia in Italia sia all’estero. Ora saranno allontanati dall’Italia in modo che non possano creare presunti problemi nel week-end bollente romano.

 

Il week-end bollente di una Roma blindata

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Un concentrazione di eventi uno più esplosivo dell’altro. Ora dopo ora Roma diventerà il teatro degli scioperi, dei tifosi e dei No Tav che si succederanno nelle strade. Il week-end è bollente per il timore delle “infiltrazioni” di violenti che potrebbero mettere a ferro e fuoco alcuni quartieri della città. Così la Capitale si blinda per 48 ore e scendono nelle piazze 4mila uomini delle forze dell’ordine. Questa mattina i sindacati di base e lo sciopero dei mezzi pubblici, nel pomeriggio i tifosi di Roma e Napoli per il big match in vetta alla classifica, ma se già questi eventi sono a forte rischio per scontri e disordini, il vero “codice rosso” scatterà domani mattina con la manifestazione dei movimenti antagonisti che scenderanno domani in piazza per la lotta alla casa e la No Tav. Come se la città non avesse già abbastanza problemi la situazione verrà aggravata dall’agitazione dei vigili urbani. Gli obiettivi sensibili sono stati transennati e sono previste nelle prossime ore “bonifiche random” sui percorsi dei cortei e degli eventi.

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De Laurentiis e l’invito ufficiale a Papa Francesco: “Mi piacerebbe averlo con me”

delaurentiis-facebook-papa-tuttacronacaSono arrivate a migliaia, su Twitter, le domande al presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis. E certo il patron non si è tirato indietro. Per quel che riguarda l’attesa per l’incontro Roma-Napoli e i suoi riti scaramantici ha fatto sapere che “E’ una lunga unica scaramanzia. I giorni d’attesa sono troppi e la sofferenza dell’attesa si comincia a far sentire”, ma ha anche spiegato che “La guarderò a casa mia a Los Angeles con mio figlio Luigi e mia moglie”. Alle demande sui giocatori ha risposto che  “Il Pipita e Albiol stanno recuperando da piccoli infortuni e, quando deciderà Benitez con i medici, scenderanno in campo” e ancora “Cannavaro è una persona garbata, educata e nel Napoli ha dimostrato di saper difendere bene i colori azzurri. Callejon è un grandissimo valore aggiunto per il Napoli”. Ma c’è anche chi vuole sapere le ultime novità sulla questione stadio: “Sullo stadio abbiamo aperto un tavolo col comune per verificare la volontà da parte delle autorità di venderci il San Paolo . Del resto la nuova legge sugli stadi costringerà De Magistris ad alienare il San Paolo. Se però s’intestardisse a non percorrere questa strada obbligata dalla legge, saremo costretti ad andare altrove”. C’è anche una parentesi dedicata alla gastronomia, più precisamente la possibilità di aprire un ristorante-pub dedicato alla squadra: “Sono 5 anni che con Formisano stiamo progettando il ristorante del Napoli. Abbiamo dato il via a priorità diverse ma non c’è dubbio che lo faremo”. Tra i tifosi, poi, c’è anche chi tocca l’argomento cinema: “Il suo rapporto con De Sica si e completamente rotto?” “Il mio rapporto con De Sica è fraterno. Abbiamo fatto insieme più di 30 film. Sono fiero che sia l’unico rapporto nella storia del cinema che sia durato 30 anni sullo schermo. Tra di noi durerà per sempre. E spero che altri film nascano dalla nostra collaborazione.” E se arriva un deciso “no” a una possibile candidatura a sindaco (“Con la legge attuale i sindaci possono fare quasi nulla”) spiega che è difficile una tournèe americana per il club partenopeo “C’è un problema di fuso orario. Se d’estate si dovesse fare il ritiro negli USA il ciclo giorno-notte verrebbe invertito. E non so quali conseguenze psicofisiche si potrebbero creare negli atleti all’inizio del campionato”. Ma De Laurentiis assicura anche che chi non è fiero della squadra è disposto a cederlo: “Chiunque sia! E’ difficile non essere gasati di vivere in una città eterogenea e straordinariamente coinvolgente dal punto di vista geografico.” Ma c’è anche chi chiede dell’autore del gol nella partita dell’Italia: “Dica la verità che sperava che Insigne uscisse prima ieri dal campo…” “Di natura sono generoso e poiché il 1^ gol nasce da una intelligenza costruita da Lorenzo, ho capito che era un grandissimo regista. Un esempio per i compagni che lo hanno abbracciato quando Florenzi ha segnato. A quel punto anch’io desideravo che restasse in campo”. E come poteva mancare qualcuno che rivolgesse un quesito su Papa Francesco? In particolare, un tifoso voleva sapere se al presidente piace il nuovo pontefice: “Mi ha spiazzato completamente. E’ il più grande comunicatore di sempre. Mi piacerebbe averlo in squadra con me per lanciare il Napoli oltre qualsiasi frontiera. Per il momento lo invito ufficialmente al San Paolo.”
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“L’Italia nel cuore, Silvio a San Vittore”: lo striscione alla partita

danimarca_italia_striscione_berlusconi-tuttacronacaGli azzurri di Prandelli ieri hanno giocato a Copenaghen contro la Danimarca, un incontro valido per la qualificazione ai Mondiali di Brasile 2014 e allo sport si è mescolata la politica. In una curva, infatti, è apparso uno striscione che recitava: “L’Italia nel cuore, Silvio a San Vittore”. La polizia danese, su richiesta della Federcalcio Italiana, ha subito provveduto a farlo rimuovere, ma la foto comunque circola in rete. Da Roma è intervenuto il presidente dei senatori Pdl renato Schifani: “È assolutamente ignobile che si prenda a pretesto una partita di calcio all’estero per denigrare ed offendere pesantemente il presidente Berlusconi. È l’ennesima dimostrazione che quando si incita all’odio e al nemico politico poi i risultati, per l’immagine dell’Italia, non possono che essere deleteri e dannosi”.

Lotito e la norma sulle discriminazioni: “le società sono ostaggio degli ultras”

cori-stadio-tuttacronacaFanno discutere le norme che regolano la discriminazione razziale e territoriale, le stesse che faranno chiudere le porte dello stadio di San Siro in occasione della prossima partita in casa del Milan. Anche Il presidente della Lazio Claudio Lotito è intervenuto in merito: “Con questa norma le società sono ostaggio degli ultras che possono far chiudere lo stadio facendo 50 cori”. Parlando ai microfoni di Radio24, ha spiegato: “Se un settore di migliaia di persone assume un comportamento di un certo tipo è giusto che vada censurato”, aggiungendo: “Ma 20/30 persone non rappresentano la tifoseria: bisogna distinguere i tifosi-delinquenti dai delinquenti-tifosi. La forza del tifo – prosegue Lotito – non deve necessariamente diventare violenta e razzista. Ci sono anche ultras che si comportano in modo corretto. Purtroppo però ci sono persone che non vanno allo stadio per vedere la partita ma per compiere atti criminosi. Nelle curve, attraverso la tifoseria organizzata, si compiono atti di delinquenza. Esistono persone che vanno a vedere la partita, persone più educate e meno educate poi ci sono i delinquenti che fanno i tifosi”. Il presidente biancoceleste ha quindi sottolineato che la norma sulla discriminazione territoriale “così com’è stata impostata fa solo danni, è un boomerang”. E spiega: “Bisogna mettere in campo una serie di situazione volte a prevenire certi fenomeni. Come Lazio abbiamo un rapporto di collaborazione 24 ore su 24 con le forze dell’ordine, un’azione di prevenzione nelle scuole e negli ospedali, un sacco d’iniziative come la maglia ‘No Racism’, ma non è che posso mettere un poliziotto al fianco di ogni spettatore per registrarlo con un microfono: ‘Scusa cos’hai detto?’. Non possiamo vietare ai tifosi di proferire parola. Oggi le società non hanno i mezzi per prevenire il fenomeno – chiarisce Lotito – Bisogna che il presidente Platini capisca queste situazioni. Non è che Platini è diventato il Vangelo. Bisogna adattare le norme alle condizioni di habitat specifiche, agli usi e costumi dell’ambiente”.

Lo striscione “Napoli Colera” che fa la sua apparizione al San Paolo

napoli_colera-tuttacronacaSono stati gli stessi supporters azzurri a esporre in curva uno striscione con la scritta “Napoli Colera”, chiara provocazione per quanto accaduto nelle ultime partite, con i cori razzisti rivolti proprio a loro. I tifosi partenopei hanno poi anche allusivamente avanzato la proposta: ora chiudeteci la curva. L’iniziativa degli ultras ha suscitato non poche polemiche, nonostante fosse loro intenzione dimostrare solidarietà ai supporters del Milan e dell’Inter che si sono visti squalificare le proprie curve per discriminazione territoriale.

Dalle contestazioni alle ovazioni: i successi della Roma festeggiati a Fiumicino

inter-roma-tuttacronacaDalle contestazioni alle ovazioni: è questo il cambiamento della Roma nel giro di una sola estate. Se fino a pochi mesi fa la squadra veniva duramente contestata, allo stadio e a Trigoria, ora si cambia musica, complice l’ottimo lavoro di Rudi Garcia che ha riportato la squadra in vetta alla classifica ridonando ai fans l’orgoglio di tifoare giallorosso. Se la scorsa estate il clima era questo:

La sera della schiacciante vittoria sull’Inter (nonostante le polemiche per un rigore che non c’era) gli uomini di Garcia, guidati da Capitan Totti autore di una personale doppietta, hanno trovato i loro tifosi pronti ad applaudirli a Fiumicino.

Il pub distrutto a Londra: i tifosi napoletani organizzano una colletta

napoli-arsenal-pub-tuttacronacaE’ Canale Napoli a tornare sulla vicenda del pub londinese, il Pierbury Corner, sfasciato dai tifosi del Napoli in occasione dell’incontro contro l’Arsenal. Prima la notizia ha fatto il giro del mondo, poi sono arrivate le minacce dei tifosi inglesi, ora, così sembra, il “lieto” epilogo. Mentre proseguo le indagini delle autorità inglesi, il proprietario si trova però a fare i conti con i danni riportati dal suo locale. E i napoletani si sono distinti: una piccola cerchia di tifosi ha infatti organizzato una colletta per ripagarlo. Il proprietario avrebbe dichiarato: “Accettiamo le scuse dei tifosi del Napoli, sappiamo che quei trenta che hanno fatto irruzione qui non c’entrano niente con i veri fan del Napoli.“

I tifosi dell’Arsenal minacciano i napoletani: “Vi uccideremo”

piebury-corner-arsenal-napoli-tuttacronacaI tifosi azzurri hanno lasciato il segno a Londra, nei pressi dello Stadio Emirates, in occasione del match Arsenal-Napoli, distruggendo il pub Piebury Corner. E ora i tifosi inglesi, o presunti tali, minacciano ritorsioni in vista della gara di ritorno, che si giocherà al San Paolo l’11 dicembre e chiuderà il girone di Champions League. Online circola infatti il messaggio “Vi uccideremo”, frase che lascia presagire che la partita potrebbe trasformarsi in “guerra” lungo le strade del capoluogo campano. Le immagini del pub inglese devastato ha fatto il giro del mondo: certo non una buona pubblicità per l’Italia.

Tifosi napoletani distruggono pub a Londra

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Lo hanno devastato prima della partita. Erano quasi un centinaio i tifosi napoletani che hanno distrutto “Piebury Corner“, su Holloway Road, non lontano dallo stadio dove si giocava la partita contro l’Arsenal.

Il racconto di Tim Garwood, manager del pub, è il seguente:

“Abbiamo visto questi novanta o cento tifosi del Napoli arrivare da Liverpool Road. Stavano cantando, quando d’improvviso uno di loro si è avvicinato di corsa e ha preso a pugni una persona che sostava davanti al negozio accanto al nostro ristorante”.

Lo stesso Garwood racconta di essere stato colpito alla testa con una spranga. Poi è partita la distruzione: locale devastato e avventori minacciati.

 

Derby della Mole: accesso vietato per nove tifosi

derby-della-mole-tuttacronacaHanno recentemente preso parte a tafferugli e risse in occasione di manifestazioni sportive e per questo motivo a nove tifosi, tra bianconeri e granata, verrà vietato l’accesso al Derby della Mole valido per la settima giornata di campionato. A prendere la decisione il questore di Torino Antonino Cufalo, nell’ambito del dispositivo di sicurezza predisposto per evitare incidenti. Come già accaduto in occasione del precedente incontro tra le due squadre del capoluogo piemontese, è stato anche disposto di aprire un ufficio distaccato, allo stadio, per l’emissione dei Daspo durante la partita.

2 morti a Bogotà negli scontri tra tifosi, partita sospesa

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Partita di sangue quella dove hanno trovato la morte due tifosi a Bogotà, in Colombia dove si strava giocando Millonarios, club della capitale, e dell’Atletico Nacional di Medellin. A perdere la vita sono stati un giovane di 20 anni, tifoso dell’Atletico Nacional, pugnalato a morte durante una rissa. L’altro ragazzo morto sarebbe un 22enne, deceduto dopo il ricovero in ospedale.  Cinque persone sono state fermate e l’incontro rinviato. Solo venerdì scorso un uomo di 66 anni era morto, anche lui pugnalato, mentre tentata di difendere il figlio nel corso di incidenti tra tifosi. La violenza in Colombia dilaga e non solo in occasione delle partite di calcio.

Scontri dopo Milan-Napoli: due tifosi accoltellati

tifosi-accoltellati-tuttacronacaScontri ieri a Milano a seguito del big match tra Milan e Napoli. Due tifosi partenopei, stando alla ricostruzione della polizia, sono stati aggrediti da tre uomini che li hanno colpiti con dei coltelli. Un supporter azzurro è rimasto ferito a un gluteo mentre l’altro alla gamba. Fortunatamente non in modo grave: i due sono stati medicati sul posto. Scontri sono avvenuti anche nei pressi del Parco Trenno, dove un sasso è stato lanciato contro un pullman di tifosi, infrangendo un finestrino.

#grazie1milione: il video di Marchisio per i suoi fans

marchisio-facebook-video-tuttacronacaMarchisio è tornato a unirsi al gruppo ieri, dopo l’infortunio patito in Supercoppa, ma oggi ha anche un altro motivo per festeggiare: ha raggiunto un milione di like in Facebook e il bianconero ha voluto ringraziarli personalmente:

marchisio-grazie-tuttacronacaLa sorpresa? Un video postato in Youtube, per tornare a ribadire il suo grazie a chi lo segue sempre con affetto. La clip, girata all’interno dello Juventus Stadium, fa sognare i fans che non vedono l’ora di rivederlo in campo.

Gli Ultras del Borussia invitano i tifosi ad aver rispetto per i napoletani

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Per la Champions il Borussia Dortmund cerca di preparare al meglio i propri tifosi. Gli Ultras dei giallo neri hanno scritto anche una lettera che invita ad avere un comportamento corretto quando arriveranno a Napoli. Nel volantino che si sta facendo girare in rete in queste ore (scritto in tedesco e in italiano) viene anche ricordato che si è instaurato una belle amicizia tra i tifosi di Borussia, Catania e Napoli e quindi si invita a non creare tensioni durante la trasferta.

Nel volantino c’è scritto:

Cari BVB-Fans, riguardo la nostra partita in trasferta della Champions League contro Napoli il 18 settembre 2013, vorremmo condividere con voi il nostro pensiero e la nostra posizione.

Sin dal campionato 2010/2011 ormai, curiamo come gruppo, un rapporto intenso e fraterno, con gli Ultras di Catania, in particolare Irriducibili-Curva Sud Catania. Ci son state numerose visite vicendevoli, tra noi e loro, in occasione di diverse partite ed eventi Ultras ed ormai si son affermate anche forti amicizie personali tra esponenti dei gruppi. Noi come Dortmunder siamo sempre stati benvenuti e trattati con grande rispetto nei nostri viaggi in terra sicula ed anche i Fans Catanesi si sono sempre comportati con pieno di rispetto nella ns città.

Come noi, i catanesi hanno altri contatti/amicizie. Una di lungo corso e molto sentita, è l’amicizia con gli Ultras dell’SSC Napoli. Per questo noi andremo a Napoli con lo stesso rispetto con cui siam sempre andati a Catania e Vi preghiamo di comportarVi tutti in modo esemplare e di essere ospiti onorevoli. Per questa partita Non vi è alcun motivo di rivalità, e vogliamo passare una giornata all insegna di sport e mentalità!

Evitate quindi ad attaccare adesivi in giro per la città ospitante e non infastidite il pubblico partenopeo e godeteVi una grande giornata, importante per entrambi sulla scena europea.

Desperados 1999 Dortmund

Ultras, Fan & Hooligans.

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Fifa vs Pes scontro di trailer per il calcio virtuale.

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Nel mese di settembre è scattato lo scontro tra i due videogiochi sul calcio che da sempre si contendono il primato nei cuori dei tifosi: Fifa vs Pes. La Konami ha rilasciato poco fa un trailer per la nuova versione di Pro Evolution Soccer e tra i vari protagonisti ci sono anche tre rossoneri virtuali: Balotelli, Montolivo e Abate. Ma cosa è possibile fare con SuperMario? Oltre a doti atletiche indiscutibili è possibile scegliere anche la mini rissa con un avversario… quando il virtuale è sempre più vicino al reale, ma forse non molto educativo!

Scontro tra tifosi e la fidanzata di Osvaldo, clima rovente!

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Il rapporto tra Pablo Daniel Osvaldo e parte della tifoseria della Roma è sempre più in rottura anche a ferragosto. Dopo l’amichevole tra Italia e Argentina giocata all’Olimpico è comparsa una scritta offensiva sotto casa dell’attaccante azzurro (“Osvaldo pezzo di m…”). Scritta che ha mandato su tutte le furie la compagna Jimena Baron, che si è sfoga su Twitter. “Patetici tifosi maleducati. Fatevi una vita. Mi fa pena la vostra ignoranza e immaturità”.

La donna ha poi aggiunto: “Studiate lo spagnolo, così potrete capire questo tweet” e ha postato la foto di una mano col dito medio alzato. “Voglio dirvi una cosa universale per tutti voi maleducati che molestate me e il mio compagno, questo lo intendono tutti…” il messaggio allegato all’immagine ovviamente.

De Laurentiis: calciomercato deciso da fidanzate e da mogli dei giocatori

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Aurelio De Laurentiis precisa e cerca di far riflettere i napoletani: “Ringrazio i tifosi che mi suggeriscono nomi talentuosi per la campagna acquisti, ma é Benitez a decidere. E poi vi ricordo che bisogna essere in tre a negoziare, i due club ed il giocatore. Anzi, dimenticavo, in quattro. C’é anche la moglie o la fidanzata. A volte é il giocatore o la moglie o la fidanzata che non vogliono andare in quel club o vivere in quella città. Meditiamo insieme”.

Il presidente del Napoli, mentre dispensa autografi all’ingresso del campo comunale di Dimaro, precisa:  “Chi è il nuovo Cavani? È Benitez. Lewandowski non arriverà, andrà al Bayern Monaco. Voglio vincere, esattamente come voi. Ibrahimovic non giocherà con Cavani, è già promesso ad altri lidi. I soldi di Cavani per lo stadio? Per lo stadio spenderò i miei soldi, adesso di bomber ne prendiamo”.

Il Lecce manca la promozione: i tifosi reagiscono con violenza

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Il ritorno della finale play off di Lega Pro tra Lecce e Carpi è terminata in un pareggio, 1-1, e questo per la squadra di casa ha un unico significato: niente promozione in B. Alcune centinaia di tifosi però non l’hanno presa bene: al termine dell’incontro hanno invaso il campo nel tentativo di raggiungere gli spogliatoi. Nella loro marcia punitiva, hanno picchiato con calci e pugni gli steward che erano davanti alla scaletta e rotto un vetro. Nella baraonda, i calciatori di entrambe le formazioni sono riusciti a mettersi in salvo. Gli scontri sono quindi continuati all’esterno dello stadio: al momento il bilancio è di un fuoristrada della polizia incendiato, diverse bombe carta lanciate e due poliziotti contusi.

Tragico ritorno dai play off: fuori strada pullman di tifosi bresciani. Un morto

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E’ uscito di strada nella notte, nei pressi del casello di Bagnolo Mella nel Bresciano, un pullman che trasportava una cinquantina di tifosi del Brescia di ritorno dall’incontro di play off per la promozione in serie A, disputatosi a Livorno e faceva parte de una colonna di sei autobus. Secondo le prime informazioni riferite da 118 e polizia stradale l’incidente si è verificato intorno alle 4 tra le uscite di Manerbio e Brescia Sud in direzione di Brescia, quando il veicolo ha sfondato le barriere di protezione e si è ribaltato su un fianco. A seguito dell’incidente è morto un ragazzo, Andrea T., 22enne di Lumezzane (Brescia) mentre le ambulanze hanno trasportato negli ospedali una ventina di feriti, tra i quali due in condizioni molto gravi, in codice rosso, e altri sette in codice giallo. Ancora incerte le cause dell’incidente, che si pensa possano essere riconducibili a un colpo di sonno del conducente anche se al momento non sono escluse le ipotesi di un malore o anche di un guasto del mezzo.

Contestazioni alla Roma: 300 tifosi assaltano il pullman a sassi, uova e petardi

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Erano imbufaliti e delusi i 300 tifosi della Roma che hanno accolto il pullman della squadra a Trigoria con cori e il lancio di uova, sassi e petardi che hanno rotto un vetro del bus che trasportava alcuni giocatori, tra i quali Destro, Burdisso e Tachtsidis, fortunatamente senza ferire nessuno. Altri scontri sono avvenuti anche vicino al Colosseo, dove alcuni aggressori, che sarebbero degli ultras romani, hanno lanciato sassi e bottiglie contro un blindato delle polizia e danneggiato alcune auto presenti in zona. Al termine del derby valido per la Coppa Italia ma anche come passaporto per l’Europa League, ci sono stati inoltre momenti di tensione in tribuna stampa, dove sono entrati in contatto un giornalista del sito la Laziosiamonoi.it e uno del sito Romanews.eu, poi bloccati da alcuni colleghi prima dell’arrivo degli steward. Ma i giornalisti, sempre al termine dell’incontro, sono stati anche aggrediti da un tifoso che ha lanciato una monetina e sputato contro di loro. L’uomo, proveninete da Ferrara, è stato fermato e identificato dalla polizia. Infine, anche una troupe di Tgcom24  è stata aggredita davanti all’Olimpico a Ponte Duca d’Aosta. Gli agenti sono subito intervenuti e gli aggressori si sono dileguati.

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