Aiuti di Stato illeciti alle banche? Se lo chiede Bruxelles

Banca-d’Italia-tuttacronacaE’ la Commissione europea a chiedersi se la rivalutazione delle quote della Banca d’Italia non sia, in realtà, un paravento dietro cui nascondere illeciti aiuti di Stato alle banche. E proprio per vederci chiaro ha inviato una lettera al ministero dell’Economia per chiedere delucidazioni. Ad essere sotto esame è un decreto che l’ex ministro Saccomanni avrebbe omesso di notificare a Bruxelles e che prevede in particolare la rivalutazione da 300 milioni di lire a 7,5 miliardi di euro delle quote di via Nazionale, in possesso di molti istituti. La riforma vieta di detenere più del 3% del capitale. Come spiega Repubblica, sopra questa soglia sono in particolare Intesa-SanPaolo e Unicredit, ma anche Generali, Cassa di risparmio di Bologna, Inps e Carige. Il decreto prevede la dismissione delle quote eccedenti che, se non trovano investitori sul mercato, possono essere acquistate “temporaneamente” dalla Banca d’Italia stessa. Non solo, vi è anche nn’altra norma che prevede la possibilità della distribuzione di un dividendo, da parte della Banca d’Italia, fino al 6% del valore di ogni singola quota. Dalla rivalutazione il Tesoro ha incassato un extragettito fiscale. Ancora il quotidiano Repubblica cita in particolare la denuncia dell’eurodeputato dell’Idv, Niccolò Rinaldi ma sul tavolo della commissione ve ne sarebbe almeno un’altra: quella delle due associazioni di consumatori Adusbef-Federconsumatori che all’inizio del mese avevano presentato un esposto a circa 130 procure generali e alla Corte dei Conti contro la riforma della Banca d’Italia. Elio Lannutti, presidente di Adusbef, afferma: “Abbiamo ricevuto nei giorni scorsi la mail della Commissione Europea. C’è indicato un indirizzo al quale mandare ulteriore documentazione. Ho anche chiamato il funzionario e posso dare la conferma che sul tema si è attivata la commissione”. L’articolo di Repubblica, che evidenzia come “per ora Bruxelles non salta alla conclusioni, perché il caso Bankitalia è appena agli inizi”, sostiene che al di là delle segnalazioni le autorità europee avevano comunque notato l’operazione, in considerazione anche dell’esame che l’Eba – l’autorità europea sulle banche – sui bilanci degli istituti.

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La laurea in Italia non conviene, parola di Visco

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Un’affermazione quella di Visco che farà alzare un polverone anche perché un titolo di studio superiore in Europa corrisponde a un lavoro più remunerativo e più soddisfacente. Come riporta l’Huffington Post:

“I dati Eurostat mostrano che ‘studiare conviene’ perché rende più probabile trovare un lavoro”: nel 2011 in media nell’Ue lavorava l’86% dei laureati contro il 77% dei diplomati. “In Italia, tuttavia, studiare conviene meno: per i laureati tra i 25-39 anni, la probabilità di essere occupati era pari a quella dei diplomati (73%) e superiore di soli 13 punti percentuali a quella di chi aveva conseguito la licenza media”. Lo ha sottolineato il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, al X Forum del Libro Passaparola.

Il livello di istruzione dei giovani è “ancora distante da quello degli altri paesi avanzati. Questo è particolarmente grave”. Visco segnala poi in Italia un “analfabetismo funzionale” caratterizzato da competenze inadeguate, sottolineando la necessità di investire in “capitale umano”.

“Negli ultimi anni sono stati registrati passi in avanti. Mi riferisco ad esempio al ritorno alle procedure concorsuali per la selezione del personale docente delle scuole elementari, medie e superiori. Si tratta in linea di principio di un importante segnale di novità rispetto alla tradizione di privilegio dell’anzianità di iscrizione nelle liste degli aspiranti al ruolo, con qualche presumibile effetto di ringiovanimento del corpo docente. Proseguire con decisione lungo una direttrice di valorizzazione del merito richiederebbe a regime l’affermazione del concorso come strumento naturale di selezione della professione docente”.

Di fronte ai ritardi italiani in materia di istruzione e di competenze dice ancora Visco “è fondamentale il rilancio della scuola e dell’università. Risorse adeguate andrebbero previste per sistematiche azioni di recupero e sostegno delle scuole in maggiore difficoltà, concentrate nelle regioni del Mezzogiorno, e per il contrasto alla dispersione scolastica”.

Nonostante il livello di istruzione sia nel nostro Paese mediamente basso, ad un grado più alto non corrisponde, come negli altri Paesi avanzati, una remunerazione maggiore. E’ il “paradosso” tutto italiano indicato dal governatore di Bankitalia. “Ad un alto livello di istruzione dovrebbe corrispondere, ceteris paribus, un rendimento della stessa elevato, trattandosi di un fattore relativamente scarso. In Italia, invece, a un alto livello di istruzione si associa una bassa remunerazione”, spiega il governatore.

L’Italia non è un Paese per giovani, non è un Paese per pensionati, non è un Paese per lavoratori, non è un Paese per le donne (basta vedere l’indice dei femminicidi) e non è neppure un Paese per laureati… che Paese è?

Oltre 5 milioni per le aree verdi della banca d’Italia

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E’ un’impresa agricola? Un parco protetto? Un parco pubblico? No è semplicemente la Banca d’Italia che per lo sviluppo delle aree verdi che circondano le principali sedi centrali di Roma, compreso il centro ricreativo, non ha badato a spese sostenendo un costo di ben 5 milioni e 331mila euro. Potrà dirsi contenta Roma che c’è chi pensa all’ambiente peccato che l’area però, anche per motivi di sicurezza, è destinata alla ricreazione solo ed esclusivamente del personale e dei loro parenti stretti. Il supercircolo che sorge su via Tuscolana con campi da tennis, da calcio e piscina ha così usufruito di una vera e propria “ristrutturazione” del verde comprensivo anche della  “fornitura,  collocazione, manutenzione e ritiro di piante ornamentali”, per “la manutenzione delle zone destinate a uliveto e degli ulivi ubicati nelle zone circostanti gli edifici” e per “la fornitura di composizioni di fiori recisi”. Ma chi fornirà questo servizio? La Società Cooperativa Florovivaistica del Lazio, una coop “rossa” ubicata in piena via Appia Antica. La cooperativa d’altra parte ha già lavorato per grandi commesse come quelle per il  Coni, la provincia di Roma, il comune di Roma, il consiglio regionale del lazio, l’Auditorium Parco della Musica e la presidenza del consiglio dei ministri.

 

 

La rivoluzione: tassate le banche?

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E’ ancora allo studio, ma l’ipotesi è stata formulata e potrebbe essere una vera rivoluzione. Secondo una ricostruzione di La Repubblica, al vaglio ci sarebbe proprio una tassazione per le banche. Sicuramente non rientrerà nel decreto di oggi, ma si pensa a tasse da pagare per le grandi banche italiane in seguito alla rivalutazione delle quote della Banca d’Italia in loro possesso. Le plusvalenze generate dall’operazione verrebbero tassate al 30% circa, con un gettito stimato in un miliardo. Ma l’operazione ha un iter lungo e occorre un ok dell’Europa. Se davvero si riuscisse a tassare anche le banche resterebbe fuori dall’Imu solo la Chiesa.

La lunga linea di Tangentopoli: ritrovato il bottino di Poggiolini

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Dove era quel bottino di Poggiolini, del re mida della sanità? Ovvio, nel posto più sicuro: un  caveau della Banca d’Italia. Ma chi lo ricordava più? Chi ancora si ricorda di Duilio Poggiolini e di Francesco De Lorenzo? Era il 1994 e sulle prime pagine dei quotidiani Poggiolini e de Lorenzo erano il simbolo di quel sistema politico che stava franando, quello di Tangentopoli, quello della P2 di cui Poggiolini era membro  e ancora oggi insignito dell’onorificenza di grande ufficiale. Ma chi era Poggiolini? Il direttore del servizio farmaceutico del ministero e d’accordo con il ministro decideva i prezzi dei farmaci. Così gli italiani, costretti dalla malattia in alcuni casi anche a indebitarsi, non facevano altro che arricchire Sua Sanità, come veniva chiamato lo stesso Poggiolini. Nella cassaforte c’erano lingotti d’oro per un valore stimabile attorno ai 200 miliardi di lire. A cui vanno aggiunti gli altri 100 scovati in 6 conti correnti. Oltre ai lingotti dalla cassaforte saltarono fuori monete antiche, Ecu, medaglie, sterline, rubli, dollari, pesos, fermacarte, accendini, penne, timbri, persino biglietti da visita, tutto esclusivamente d’ oro. Oro massiccio. E pensare che la moglie aveva appena detto agli inquirenti: “Ve la apro volentieri, ma non troverete niente”.

Il carcere come politico ne fece poco  sette mesi. Poi venne trasferito agli arresti domiciliari. Nonostante i 45 capi d’accusa contestati (dalle tangenti, ameno 40 episodi, al sangue infetto), sparì l’associazione per delinquere e la sentenza definitiva lo condannò a 4 anni e mezzo. Alla fine ulteriori due anni vennero cancellati dall’indulto, il resto della pena la scontò prestando opera ai servizi sociali.

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Ma se Poggiolini era una figura “ambigua” era spalleggiato bene da Francesco De Lorenzo, il quale quando fu condannato  per tangenti in via definitiva a cinque anni di carcere. Andò a consegnarsi e disse: “Mi ritengo un prigioniero politico”. Potremmo quindi oggi parlare degli strani corsi e ricorsi storici di Vico?

De Lorenzo veniva da una vita accademica di tutto rispetto, studi in Italia e negli Stati Uniti, riconoscimenti internazionali in campo scientifico, ma anche soprannominato il viceré di Napoli: per un decennio almeno fu lui a comandare. Non c’erano sindaci né assessori. C’era De Lorenzo, che aveva iniziato la sua carriera politica come consigliere comunale. Nella vicenda Mani Pulite entrò in maniera prepotente. Venne arrestato la prima volta con cento capi d’imputazione contestati. Tra lui e Poggiolini stabilirono un singolare record: 145 capi d’imputazione in due. Ma mentre Poggiolini ha ammesso le sue responsabilità, De Lorenzo ha sempre negato ogni addebito. L’ennesimo martire della giustizia italiana?

Per il momento sono stati recuperati 26 milioni di euro che con ogni probabilità torneranno nelle casse dello Stato… ma quanti sono i bottini ancora nascosti?

 

 

Nuova indagine per Mps: nel mirino gli ex vertici

monte_paschi_siena_tuttacronacaNuovi guai per il Monte Paschi di Siena: indagate 11 persone, tra cui l’ex presidente e l’ex ad, Giuseppe Mussari e Antonio Vigni, Gianluca Baldassarri, il responsabile dell’area finanza finito in carcere, Pier Luigi Fabrizi ed Emilio Tonini, presidente e dg fino al 2006. La nuova inchiesta, che coinvolge gli ex vertici del Mps, riguarda reati fiscali con riferimento agli esercizi dal 2005 al 2008. Per i pm di Siena hanno evaso almeno 178 mln di euro.

Il tessile è morto? Calo del 70%. L’Italia perde il Made in Italy?

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Penalizzato dalla crisi, ma forse succube anche di una politica che non ha messo freno ai prodotti cinesi, così il tessile italiano è stato condannato a una morte lenta ma progressiva, come una malattia degenerativa che non lascia scampo. Dal 2008 le calzature e il tessile hanno fatto registrare un calo del 30,7 e del 39,3%, ma se si guarda indietro nel tempo si trovano dati ancora più allarmanti: il calo da metà degli anni ’90 sarebbe intorno al 50% – 70%. Lo studio è stato fatto da Banca d’Italia e anche se Palazzo Koch si affretta a dire il declino c’è ma “non è irreversibile, purché le imprese sappiano trasformarsi”, sembra solo l’ennesima beffa per gli imprenditori travolti.

Ancora una volta non si vuole vedere in faccia il problema del tessile, di quei tessuti e di quei costi che confrontati con i prodotti cinesi non possono essere competitivi ma che rappresentano invece per l’Italia un’eccellenza. Il taglio, il modello e la qualità non sono stati tutelati da governi miopi che invece hanno lasciato gli imprenditori in balia di loro stessi senza tutelare un mercato che in pochi anni è stato invaso da prodotti di bassa qualità a basso prezzo. Non sono stati tutelati neppure quando il commercio cinese ha iniziato a puntare su negozi al centro città, che probabilmente sono solo rifornimenti per l’ingrosso e non per il dettagliante. Ora il settore è in ginocchio e c’è chi parla di trasformazione… ma quale trasformazione ci può essere se non la chiusura?

Aumentano i furti e l’estorsione, tutta colpa della crisi.

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La crisi e la microcriminalità. Una equazione che da sempre ha un risultato sociale allarmante e così anche in Italia non si è immuni dall’incremento di estorsioni e di furti in questo periodo di crisi.  Una riduzione del 10% dell’attività economica a livello locale produce, infatti, un aumento del 6% dei furti e del 10% per le estorsioni. Lo studio, condotto da due economisti, Guido De Blasio e Carlo Menon, è stato effettuato da Banca d’Italia e i dati sono riferiti ai primi sue anni della crisi Italiana: 2008-2009.

Ma dove si sviluppa il maggior numero di furti?

Gli effetti sono più evidenti dell’impatto della crisi sull’aumento dei furti emerge nelle zone nelle quali la forza lavoro è più giovane o dove c’è una prevalenza di piccole imprese, mentre si riducono in maniera significativa nelle aree in cui la criminalità organizzata ha una presenza maggiore e più radicata.

I 400mila euro di Gasparri che non ricorda di averli presi

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Chi di noi non si ricorda di un prelievo sul proprio conto da 400mila euro? Maurizio Gasparri! Forse l’importo per lui è così irrilevante che sarebbe lo stesso se qualcuno ci chiedesse se abbiamo prelevato  un euro per il caffè. Il problema però nel caso di Gasparri forse è più serio perché la segnalazione viene dalla Banca d’Italia e riguarda un prelievo anomalo dai conti del partito.

Il senatore ha la delega a operare sui conti e la segnalazione parte quasi di ufficio per somme di questa portata. La norma è stata adottata dopo lo scandalo Fiorito.

Il senatore però ha spiegato:”Non sono stato chiamato dai magistrati ma posso solo solo dire che, al momento, non mi vengono in mente operazioni di importo così elevato. Conosco bene il codice delle norme contro il riciclaggio e ho sempre operato nel pieno rispetto della legge”.

Forse qualcuno lo ha fatto a sua insaputa?

Mentre si vota il Presidente della Repubblica, la GdF entra nella JP Morgan… per l’MPS!

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Gli uomini del Nucleo valutario della Guardia di finanza sono nella sede milanese della JP Morgan di Milano nell’ambito dell’inchiesta sull’acquisizione di Antonveneta da parte del Monte dei Paschi di Siena. I finanzieri avrebbero in mano un ordine di esibizione dei documenti inerenti l’acquisizione di Antonveneta. La richiesta e’ stata firmata dai pm senesi titolari dell’inchiesta.

Magistrati e GdF nella sede della Banca d’Italia per indagini su Mps

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Dei magistrati della procura di Siena, accompagnati da alcuni militari della Guardia di Finanza, sono da questa mattina nella sede della Banca d’Italia per svolgere attività connesse all’inchiesta sul Monte dei Paschi di Siena, attorno a cui continua l’attività di ricerca e indagine dopo che la più antica banca del mondo finita nel mirino della magistratura per la gestione dei precedenti vertici. Mentre Bankitalia è estranea a questa fase del filone investigativo, sono stati notificati dei provvedimenti, adottati dai magistrati senesi a carico di terzi, ad alcuni dirigenti dell’istituto centrale. Per il suo ruolo di vigilanza, Bankitalia è entrata più volte nella vicenda ricevendo anche polemiche per l’intempestività del suo intervento su Mps, anche se il governatore Bce, Mario Draghi, è accorso in difesa dell’istituto affermando che l’azione “fu veloce e corretta”.

Si lavora per lo Stato che non paga e non conosce neppure i suoi debiti!

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Oggi arriva la prima tranche della P.A. alle imprese per un ammontare di circa 40 miliardi per il biennio 2012-2013 che sarà coperto dall’emissione di titoli di Stato, quindi il Paese contrarrà un nuovo debito.

Il vero problema è a quanto ammonta il debito?

Secondo la Cgia di Mestre, non sono conteggiati quelli spettanti alle piccole e medie imprese che porterebbero ad un importo complessivo tra i 120-130 miliardi di euro. La Cgia, dopo aver analizzato la Relazione della Banca d’ Italia presentata nei giorni scorsi alla Camera, ha scoperto che i 91 mld di euro che l’Istituto ha stimato in questo rapporto sono stati calcolati attraverso un’indagine campionaria condotta solo sulle imprese con più di 20 addetti, quindi sono rimaste fuori tute le piccole aziende che in Italia rappresentano il 98% delle imprese presenti sul territorio.

Oltre al mancato monitoraggio delle aziende con meno di 20 addetti, la Cgia sottolinea che nella indagine redatta dalla Banca d’Italia non sono incluse neppure le imprese operanti nei servizi sociali e sanitari che, come sottolinea la Relazione stessa, sono attività che intrattengono scambi commerciali intensi con le amministrazioni pubbliche. Inoltre, l’indagine è relativa al 31 dicembre 2011, quindi è presumibile che ad oggi l’importo complessivo del debito sia cresciuto di qualche miliardo.

“In un Paese civile – conclude Bortolussi – che credibilità può avere un debitore se non conosce nemmeno l’ammontare esatto dei soldi che deve ai suoi creditori?”

Intanto però veniamo a scoprire che sale la pressione fiscale. Nel quarto trimestre del 2012 ha toccato il 52%, un valore record assoluto, con un balzo di 1,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Lo rileva l’Istat nel conto economico trimestrale della P.a. La media annua, sempre da record, si attesta invece al 44%, +1,4 punti sull’anno precedente.

Ora però sono previste altre tasse come la Tares che dalle prime stime della Uil peserà più di quella sulla casa.

Paghiamo debiti contraendo debiti, sottostimiamo i debiti del Paese non iscrivendo quelli delle imprese con meno di 20 operai e strangoliamo i cittadini con le tasse. Gli esodati ancora non hanno certezze, i disoccupati rinunciano a cercare lavoro, il governo non si forma, il Presidente della Repubblica abbandonerà il suo incarico fra pochi giorni scatenando la bagarre in Parlamento… Cosa resta dell’Italia? I debiti e le tasse?

MPS COTTA A PUNTINO? Vigni, ex direttore generale, in procura!

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Tarantola va verso archiviazione!

Naturalmente la colpa, sulla questione derivati,  non può essere di Bankitalia e così l’inchiesta a carico di Anna Maria Tarantola (che all’epoca dei fatti ricopriva la carica di  vicedirettore generale di Bankitalia) va verso l’archiviazione!

Alla fine si scoprirà che la colpa della mancata vigilanza u MPS è a carico di un qualche cane di passaggio davanti al Monte o di qualche pecora che non si è ribellata al pastore?

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LA DITTATURA ITALIA INIZIA DA SIENA!

Cronisti e giornalisti relegati in atrio del tribunale di Siena! 

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“Questo Palazzo è tutto fuori norma: è privo anche del certificato di prevenzione incendi”, ha spiegato il presidente del tribunale Stefano Benini ai cronisti obbligati a restare nell’atrio. UN PALAZZO DI GIUSTIZIA E’ FUORI NORMA? NEPPURE NEL TERZO MONDO! E QUANTI ALTRI PALAZZI DI GIUSTIZIA FUORI NORMA ABBIAMO IN ITALIA? SPOSTARE IL PROCESSO? SE E’ PRIVO DI CERTIFICAZIONI DI PREVENZIONE INCENDI NON DOVREBBE ESSERE INUTILIZZABILE? NEL CASO DI INCENDIO MANDIAMO AL ROGO L’EX PRESIDENTE DELLA MPS GIUSEPPE MUSSARI?

BENVENUTI NELLA DITTATURA ITALIA!

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Mps: si fanno carte false per non far squagliare il Monte di rifuti

Il Tar non sospende i Monti Bond e Bankitalia chiede la condanna del Codacons al pagamento di una sanzione pecuniaria per lite temeraria.  

SE IL CODACONS CHE E’ UN ORGANO DI TUTELA DEL CONSUMATORE DEVE ESSERE VESSATO E SANZIONATO PER AVER SOLLEVATO UN LEGITTIMO DUBBIO ( CHE NATURALMENTE IL TAR NON HA PRESO IN CONSIDERAZIONE PER NON ANDARE IN CONTRASTO CON LA LINEA POLITICA) SIGNIFICA CHE LA DEMOCRAZIA IN ITALIA STA MORENDO. VIVONO SOLO ORAGNI CHE SI DICHIARANO DEMOCRATICI E IN REALTA’ VIGE UNA POLITICA (e MAGISTRATURA ) DEL TERRORE!

La Banca d’Italia ”ha espresso piena disponibilità a consegnare il documento al Presidente del TAR nel rispetto delle norme di legge a tutela delle informazioni sensibili”.

Maroni: ”Conosco e stimo Napolitano, non voglio pensare questo, ma la brutta impressione e’ che sia sceso in campo per coprire lo scandalo Mps e attenuare i riflessi negativi che sta avendo sulle sorti elettorali del Pd”

Bersani: “Voglio sottolineare le parole del capo dello Stato. I magistrati devono devono fare il loro delicato lavoro serenamente e deve esserci rapporto civile tra magistratura e informazione”. COPRIAMO MPS PER BENE!!!

BENVENUTI IN ITALIA!

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Insider trading e aggiotaggio! In MPS si aggrava la situazione.

Tito Salerno, procuratore di Siena, sta valutando l’apertura di un procedimento penale per insider trading ed aggiotaggio trattandosi di società quotata presso un mercato regolamentato nazionale.

Intanto è arrivato in procura Ettore Gotti Tedeschi per chiarire le operazioni inerenti all’acquisizione di Antonveneta.

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“The Apocalypse” MPS: anche Draghi travolto nel vortice

La stampa tedesca non risparmia Mario Draghi. La Germania infatti da mesi è impegnata a un “atto di forza” con il presidente della Bce sulla questione della vigilanza bancaria. Figuriamoci se si perdevano l’occasione di demolire Draghi sulla questione MPS!

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Il Monte della vergogna!

Bisogna indagare, bisogna far chiarezza e bisogna attribuire le responsabilità.

QUANDO IN ITALIA SI PARLA COSI’ POI NON ACCADE PIU’ NULLA PER ANNI!
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La banda del 5%

‘Nel corso delle indagini e’ stato accertato che la Lutifin Services era stata utilizzata quale veicolo per effettuare pagamenti riservati nei confronti di alti dirigenti del Monte dei Paschi di Siena”. Così la Guardia di Finanza. In particolare Gianluca Baldassari e Matteo Pontone, responsabili dell’area finanza di Mps e della filiale di Londra, erano conosciuti come ”la banda del cinque per cento” perche’ su ogni operazione prendevano tale percentuale.

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“IL MIO TESSSSORO!” Mps: ecco il punto della situazione.

Bersani rimanda la decisione al governo e a Bankitalia… COME E’ DEMOCRATICO!

Pierluigi Bersani: “e’ da valutare se lo Stato, transitoriamente, e senza rimetterci naturalmente possa svolgere un ruolo nella crisi di Mps. Pero’ sento valutazioni diverse, e questo tema lo lascio a Bankitalia”. Ai cronisti che gli chiedevano se Mps sia da ‘statalizzare’, Bersani ha risposto: ”statalizzare credo sia una parola non fondata, ma le valutazioni so cosa fare le lascio al governo e alla Banca d’Italia”.

Sono parole da futuro leader di un paese? Scodinzola sotto il tavolo alla parola MPS?

Alfano intanto apre alla possibilità di una commissione d’inchiesta ”Noi siamo pronti a fare una Commissione d’inchiesta, non per firmare un progetto altrui, ma se lo riterremo la faremo, perche’ ci sono gli estremi di una tale gravita’ da immaginare una scelta di questo genere”.

Grillo urla contro il Pd e chiede le dimissioni di Bersani “Mps fa impallidire non solo Parmalat, ma anche il fallimento del Banco Ambrosiano, dietro a questo colossale saccheggio, come avvenne allora, ci può essere di tutto. Craxi, in confronto, rubava le caramelle ai bambini”

Grilli corre ai ripari per paura dell’Europa e del mercato: ”Uno dei punti forza dell’Italia e’ la riconosciuta solidita’ del sistema bancario. Le nostre banche hanno mostrato capacita’ uniche. Non sono necessari salvataggi. Non bisogna insinuare dubbi sulla solidita’ del sistema, non risponde a realta’. Neppure le vicende Mps modificano il quadro.” e aggiunge che ci sono ancora ”preoccupazioni sul nostro paese. Sebbene siano diminuite sono ancora presenti in campo internazionale”. INVECE GLI ITALIANI SONO TUTTI FELICI E CONTENTI?

Ma è ancora Grilli a consolarci: “sazioni per i manager di MPS”. E se ci sono sanzioni allora stiamo tranquilli… ma i politici? Diamo come sanzione di mandarli a governare l’Italia? BERSANI LO CONDANNIAMO ALLA LEADERSHIP?

Ma prima di diventare Primo Ministro Bersani minaccia ancora, stavolta tocca a Grillo “Chi dice cose fuori dal segno ne risponde. Aggiungo che vorrei capire da che pulpito democratico Grillo parla di dimissioni, io ce l’avrei un partito che potrebbe chiedermele. A Grillo chi puo’ chiederle? Ecco, allora lezioni non ne dia per favore che da quel lato non ne prendo, da autocrati da strapazzo non ne prendo”. E BENVENUTA DITTATURA!

Poi naturalmente il Buon Bersani vuole la commissione d’inchiesta ma non sulla gestione della MPS sui derivati!!! ”Non ho nessun problema, ci vorrebbe una verifica parlamentare sui derivati, su questi meccanismi finanziari.Perche’c’e’il caso Mps e in piu’ generale l’andamento della finanza. Bisogna vedere come vengono tali meccanismi che vanno messi sotto controlli. Lo diciamo da un pezzo”.

Oggi si è svolta una riunione tra pm e investigatori per far chiarezza su alcuni punti della vicenda MPS. Intanto si aspetta l’esito delle rogatorie inviate all’estero.

Mussari si blinda in casa e i vicini lo difendono. ”Sembra tutta colpa sua, ma non e’ cosi”’. NON E’ SICURAMENTE SOLO COLPA SUA, MA NON SI PUO’ DIFENDERLO. Ma come ragioniamo da qualche tempo noi italiani? Difendiamo i ladri ?
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MPS si indaga su vendita palazzo Normanni e plusvalenze Unipol

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Dalla bolla finanziaria di MPS a qualche balla in tv?

Bersani pronto a incontrare tutti i candidati in tv. COSI’ POTRA’ FARE UN BELLO SHOW DI OVVIETA’ E LUOGHI COMUNI? Il Grande Dittatore ci ha fatto la concessione? Quando l’ha chiesto Berlusconi perché si era tirato indietro e coperto dietro la scusa della premiership? LA VERA SINISTRA NON DOVREBBE MAI SOTTRARSI AL DIALOGO… L’ANNUNCIO DI BERSANI ARRIVA TARDI E DOPO LO SCANDALO MPS!!! ARRIVA ANCHE DOPO IL RICATTO LANCIATO DAL LEADER DEL PD “CHI PARLA LO SBRANO!” QUESTO ANNUNCIO PUZZA TROPPO DI FARSA MEDIATICA! DOVE STA IL CONFRONTO QUANDO SI E’ GIA’ PROVVEDUTO A CHIUDERE LA BOCCA A TUTTI CON LE MINACCE E I RICATTI? 

BUONE BALLE TELEVISIVE A TUTTI!

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Una pioggia di risate (amare) sul Monte dello scandalo!

 

Monte dei Paschi e Santander si sarebbero accordati per fare salire il prezzo di Antonveneta e poi spartirsi il bottino. Spunta dalle carte in mano alla Guardia di Finanza l’ultimo intreccio che complica il caso Mps.BeFunky_tumblr_mhbz6pI3Oq1qgaro1o1_400

Grillo contro Bersani sul caso MPS

“Bersani dice sbraneremo tutti quelli che ci attaccano per la vicenda MPS. Ma lui in 20 anni non ha mai sbranato Berlusconi”.

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Il teatrino della politica su MPS

MPS FA TREMARE ANCHE L’ALLEANZA CASINI – MONTI: Antonio Monaci si oppose al rinnovamento del Mps e ora è candidato con Monti. Ma Casini non ne vuole sapere ”Chiedetelo a Monti non certo a me. Io sono candidato al Senato. Lo chieda a loro perché è stato candidato”

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“CHI CI ATTACCA, LO SBRANIAMO!” BERSANI RICATTA?

E QUESTO SARA’ IL NOSTRO DITTATORE?

E’ INTOLLERABILE CHE UN UOMO POLITICO POSSA DIRE UNA FRASE DEL GENERE SENZA CHE NESSUNO GLI RISPONDA A TONO. IN ITALIA  AVRANNO TUTTI GLI SCHELETRI NEGLI ARMADI, MA IN EUROPA NESSUNO SI INDIGNA ?

ALL’EUROPA IMPORTA SOLO LA NOSTRA PARTITA DOPPIA? SE ALLA FINE DELL’ANNO C’E’ IL PAREGGIO DI BILANCIO? SE POI QUALCUNO VINCE LE ELEZIONI A SUON DI MINACCE NON IMPORTA A NESSUNO?

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Dai Monti alle valli la polemica MPS non risparmia colpi!

E’ il turno di D’Alema, che dopo la più falsa delle rottamazioni, torna in prima linea con il Pd: “Il professor Monti, che ora punta il dito contro di noi, ha preso quello che fino all’ultimo ha sostenuto la vecchia gestione di Mps e ha contribuito a rovesciare il sindaco di Mps, e lo ha messo nella sua lista elettorale. E si mette pure a farci la morale”.

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Bufera su Monte Paschi… interviene Bersani.

BERSANI E I SUOI “PAPOCCHI”… commissariare sì ma a Viola e Profumo, cioè affidare i poteri al Presidente della Banca e al suo ad. MA CHE COMMISSARIAMENTO E’? IL COMMISSARIO DOVREBBE ESSERE ESTERNO PER GARANTIRE UN INDIRIZZO SUPER PARTES! ANCORA IL PD VUOLE AMMINISTRARE MPS?

CHE VERGOGNA GIOCARE CON I TERMINI LINGUISTICI SENZA AVERE LA VOLONTA’ DI CAMBIARE NULLA!

BENVENUTI IN ITALIA!

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Arriva lo sconto? “Non sono 3,9 mld, ma solo 2” così Monti su MPS

DURANTE LA NOTTE IL DEBITO SI E’ ABBASSATO?

Le risorse per i ‘Monti bond’ “non sono soldi che vanno dallo Stato a Mps per restarci, ma che verranno rimborsati e con un alto tasso di interesse, e sono 2 miliardi su base netta”. Cosi’ il presidente del Consiglio, Mario Monti, parlando a ‘Radio 1’. Monti ha spiegato che dei 3,9 miliardi complessivi, 1,9 sono “rimborsi dei precedenti ‘Tremonti bond’. “I risparmiatori italiani – ha aggiunto Monti – il cui sistema nervoso e’ stato messo a dura prova” anche dai rumors e dalla “corrida elettorale”, devono “sapere che le banche italiane sono state durante tutta la crisi finanziaria tra le piu’ solide e se si parla di Mps e’ solo perche’ le autorita’ europee hanno chiesto di aumentare la capitalizzazione di Mps, e solo di Mps”.
SE LE BANCHE ITALIANE STAVANO COSI’ BENE PERCHE’ SONO STATE TUTTE RIFINANZIATE CON I SOLDI PUBBLICI DURANTE LA CRISI?

GLI ITALIANI HANNO I NERVI A PEZZI? O GLI ITALIANI SONO STANCHI DI FACCE NUOVE CON COMPORTAMENTI VECCHIO STILE?

MONTI SAREBBE IL RINNOVAMENTO? IN QUALE PARTE DEL MONDO SI SCOPRE ALL’IMPROVVISO UN VUOTO DA 2 MLD DI UNA BANCA COLLEGATA A UNA CORRENTE POLITICA?

QUESTA E’ L’IMMAGINE DELL’ITALIA! NEPPURE L’EUROPA DIFENDE GLI ITALIANI, NESSUNA INDAGINE SU MPS? 

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Rubato il tablet, in assemblea, a Romolo Semplici, socio di MPS.

Il socio Romolo Semplici interviene e denuncia: “Poco fa mi hanno rubato il tablet! Questa è l’etica che c’è nella banca».

Profumo ribatte: «Su questo la banca non c’entra, sono i soci, casomai…».

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MPS TRASCINA GIU’ IL PD. Esisteva una finanza parallela fuori dal mercato!

Ezio Mauro: “ridicolo tentativo della sinistra di crearsi una finanza parallela fuori dalle leggi del mercato, protetta da sistema politico”

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MONTE DEI SOSPIRI O MONTE IN PEGNO?

Sicuramente MPS fa tenere il fiato sospeso alla sinistra… E’ quella macchia indelebile che non puoi cancellare, ma solo nascondere. E la finanza è un labirinto perfetto dove candeggiare i panni sporchi… Ieri MPS perdeva il -8% oggi vola in borsa! SOLDI, POTERE E GIOCHI SPORCHI che invece si trasformano in biancheria pulita. Il MPS è in realtà una voragine da 14 mld (se basta!). Una banca per amici di amici, che ora si puntano il dito uno contro l’altro. MA TUTTI SAPEVANO E NESSUNO HA DETTO! E PER FORTUNA CHE SIAMO NELLA SINISTRA CON I CONTI TRASPARENTI… LA SINISTRA CHE ATTACCA LA DESTRA… LA SINISTRA CHE CI HA ILLUSO CHE LORO ERANO DIVERSI… CHE DELUSIONE!

Monti: “Non attacco Bersani ma il Pd c’entra” (L’INTOCCABILE BERSANI!) 
“Il Pd c’entra in questa vicenda” perché “ha sempre avuto molta influenza sulla banca e sulla vita politica” di Siena. Così Mario Monti, ai microfoni di ‘Radio Anch’io’ a proposito della vicenda Monte dei Paschi di Siena. “Io – ha però aggiunto il leader di Scelta Civica – non sono qui per attaccare Bersani, ma il fenomeno storico della commistione fra banca e politica che va ulteriormente sradicato” perché è una “brutta bestia”.

UN’ITALIA DA ROTTAMARE!

Bersani 2013 - satira

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Mps. Una brutta storia italiana.

Grillo: “Bisogna identificare i responsabili del piu’ grande crac finanziario d’Italia, peggiore di quello della Parmalat. Si sono mangiati 14 miliardi di euro e i responsabili sono un partito preciso, ben definito. E poi chiedere a chi doveva controllare, come la Consob, come mai non ha controllato”.

Casini: “evidenti responsabilita’ politiche senesi”

Schifani:”Quanto e’ accaduto all’Mps e’ un episodio preoccupante. Siamo davanti ad una situazione che puo’ avere conseguenze gravissime. E’ assolutamente necessario fare immediatamente luce sulla vicenda per evitare gravi ripercussioni economiche e finanziarie”.

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Napolitano non sa… neppure a sua insaputa sa!

”Non sono esperto di banche ma se la questione e’ grave bisogna occuparsene. Ed io ho piena fiducia nella Banca d’Italia”.

E’ UN PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, QUELLO CHE DICE UNA FRASE DEL GENERE? SI CHIAMA UN ESPERTO ECONOMICO E SI FA SPIEGARE… ANCHE LA CASILINGA DI VIGEVANO L’HA CAPITO!!!

TREMONTI:’In Italia per legge e per storia la vigilanza bancaria e’ di competenza esclusiva della Banca d’Italia. Nel caso specifico trovo un po’ strano che questa vigilanza non ci sia stata, ne’ preventiva ne’ successiva”.

MPS TONFO IN BORSA -8,19. In due giorni ha ceduto quasi il 20% pari quasi al 7% del capitale.

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Calo in borsa tragico per MPS: -7% andato in fumo il 4,15% del capitale

La tragica corsa della banca senese continua! Intanto Alfano grida al pd di dire pubblicamente quello che è stato nascosto per troppo tempo. 

Il radicale Paolo Ferrero dalla radio afferma “Sulla vicenda Mps è evidente che lo scandalo tocca direttamente il Pd, perché l’amministrazione della fondazione del Monte dei Paschi vede una predominanza di esponenti del Pd e quindi è evidente che il Pd con i suoi dirigenti è responsabile Sulla vicenda Mps poi c’è una vergognosa questione che riguarda Banca d’Italia che aveva il compito di vigilare e al tempo era Draghi governatore”.

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Fini chiede chiarimenti su MPS! “Monti riferisca al parlamento”

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Monte Paschi di Siena perde in due giorni il 14%

Profumo: “Nella misura in cui ci saranno gli estremi per tutelare il valore patrimoniale della banca certamente noi ci muoveremo. Ad oggi stiamo facendo tutte le analisi per capire chi ha fatto che cosa”

TUTELIAMO LA BANCA? ANCORA ALTRI SOLDI CHE FINISCONO NELLE CASSE DELLE BANCHE E VENGONO SOTTRATTI AL BILANCIO PUBBLICO? L’IMU E’ STATA PAGATA PER COPRIRE I DEBITI DI BANCHIERI SPREGIUDICATI?

L’ITALIA NON E’ UN PAESE… E’ UNA MINIERA DI CORRUZIONE, EVASIONE E INCAPACITA’!

CHI HA FATTO AFFONDARE MPS?

BANKITALIA VS MPS: “L’Istituto ha nascosto i documenti”

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